domenica 7 giugno 2020

Farsi del male ad un matrimonio neocatecumenale

"Il sogno di ogni figlio del Cammino è sposarsi oppure entrare in seminario; una terza possibilità non è prevista dal suo catechista."

Qualche tempo fa, sono stato invitato ad un matrimonio neocatecumenale: la sposa figlia del Cammino, lo sposo carabiniere figlio di madre separata ma salvata Cammino, di conseguenza il succube maschietto - senza gli auspici di nonno Kiko - avrebbe dovuto cercarsi una vita vera, una vera donna e avrebbe perso il concorso pubblico.

La coppia dura e putrida in questione ha il classico curriculum neurocatecumenale: accoppiati e destinati al matrimonio komunitario fin dai tempi dei primi brufoli.

Cerimonia svoltasi presso chiesa "Santissimo Crocifisso" di Barletta ed officiata da don Pino Paolillo, parroco/fiancheggiatore del Cammino, dell'Opus Dei e dei lefebvriani, nonchè prof. di religione presso liceo scientifico locale, insomma... un "povero parroco", a detta di molti ipocriti.

Le premesse per uno show c'erano tutte e non sono andate disattese. Il muto karabiniere in divisa d'ordinanza cerimoniale, la sposa figlia di Kiko sorridente quanto bastava per occultare la sua acidità, assorbita in anni di inconscio apprendimento da Carmen Hernández.

Chiesa suddivisa in due inconsapevoli fazioni: gli invitati della komunitá di origine degli sposi e tutti gli altri, compreso il sottoscritto.

La cerimonia, che fino ad un certo punto sembrava regolare, ad un tratto ha preso una deviazione musical-tribale, con hits cimiteriali by Kiko, strillati dai suoi giovani cloni aggrappati a chitarre e pestanti bongos economici. Purtroppo, gli hits erano conosciuti e cantati soltanto dagli zombies del cammino, il resto degli invitati taceva, guardando chi il soffitto, chi le mura della chiesa, chi scambiandosi sguardi imbarazzati col punto interrogativo.

Dopo due ore di celebration (stessa durata di un funerale neokat), noi cristiani della domenica eravamo cotti, ma iniziava - da parte del parroco - l'invocazione di buona parte dei santi del Paradiso, affinchè proteggessero i neuro - sposi.

A questo punto, la cerimonia avrebbe dovuto terminare, invece no! Ennesima invocazione con velo ebraico posato sugli sposi, con relativa formula magica.

Finito? No! Gli invitati cristiani della domenica erano ormai usciti dalla chiesa dopo la benedizione, io resto, in pieno autolesionismo e curiosità, osservando gli invitati e gli sposini della komunità sballare il balletto conclusivo by Kiko intorno all'altare, che mi ricordava il ballo delle streghe nel sabba: un misto di paganesimo-sfigato da cristiani di 2000 anni fa.

Atto conclusivo della cerimonia: discorsetto urbi et orbi, tenuto dalla parte poco femminile della coppia responsabile della komunità degli sposi, conclusosi con la seguente: "Ricordate che la comunità sarà sempre con voi!". Dopo questa intimazione o minaccia, gli sposi di Kiko escono festanti dalla chiesa, mentre due ali di carabinieri in divisa li attendono per incrociare le spade in una sorta di galleria militare, che ricordava un plotone d'esecuzione.

Infine, gli invitati komunitari, gli invitati anonimi ed il sottoscritto diavoletto non konvertito, si recano al lussuoso ristorante sala ricevimenti, il cui conto è stato pagato in maggioranza da kolletta komunitaria, altrimenti gli "anziani" sposini - quasi trentenni - si sarebbero dovuti unire chissà quando, sarebbe stato disdicevole per gli alti standards komunitari, che prevedono neo/sposi ventenni che devono fabbricare tanti cloni per Kiko.



(da: Tommaso Francaviilla - giornalista)

15 commenti:

  1. Questo non è niente non hanno fatto i battesimi a pasqua e pentecoste e causa distanziamento sociale, ci aspettano in parrocchia la bellezza di 9 domeniche con 2-3 battesimi nc cadauno alla messa delle 18.30.... Con annesse monizioni e compagnia bella. I non nc più prode ti aspettano e non rischiano e cmq 1 battesimo per volta alla messa delle 10.30

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  2. "Ricordatevi che la comunità sarà sempre con voi" è una affermazione che fa ripensare a quelle pronunciate dal capo-società al battesimo della 'Ndrangheta:
    "Prima della famiglia, dei genitori, dei fratelli, delle sorelle viene l'interesse e l'onore della società, così la società sarà fedele con voi e vi assisterà nel bisogno. Questo giuramento può essere infranto solo con la morte".

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    1. Così visibile quasi sembra si possa esprimere libero pensiero...
      Ma non è che il nc attinga o strizzi l'occhio alla lapide e lapidi...
      Sara' per maggiore integrazione, conoscenza e amicizia futura anche con dialoghi interreligiosi...
      Ma il povero presunto sposo cosa incubera' o incombera'?
      Ora capisco perché avere quote e simpatie è fondamentale oggi...
      Ma non avete mai ricevuto minacce x aver aperto questo blog?
      Vi ammiro perché volete fare venire a galla marciume e crimini contro l'umanità...
      Crimini contro l'umanità...
      Crimini contro l'umanità...

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Descrizione dei tratti essenziali e irrinunciabili del matrimonio neocatecumenale. In perfetto stile kiko. Un teatrino, sempre lo stesso copione. Ne vedi uno, li hai visti tutti.
    Devono distinguersi sempre. Sapete dirmi un ambito della vita che non invadano con i loro tentacoli?
    Leggere il racconto di chi assiste senza essere coinvolto da' la cifra della distanza dal resto del mondo. Della condizione di separazione in cui cresce e si consolida il cammino. Si rimarca la lontananza, la diversità. Non c'è amicizia che tenga, rapporto di lavoro o relazione di parentela anche stretta. Tutto è un "noi" e un "loro". Se ripenso agli anni in cui ero dentro dalla testa ai piedi era proprio così. Il c.n. complica i rapporti col resto dell'umanità e della realtà circostante inesorabilmente. Alla fine sei buono solo a muoverti al suo interno, per il resto sei un disadattato.
    Anche per questo è tanto difficile uscirne fuori. Ed è così che un percorso che dovrebbe essere di formazione per diventare adulti e imparare a vivere, ti porta invece ad un infantilismo sempre più grande, ad una regressione progressiva. Ti rende dipendente per sempre.
    Smorza ogni capacità di autocritica, sei incapace anche solo di immaginare come gli altri ti vedono. Ci si rende ridicoli con disinvoltura. Penso alle cantate del Credo a squarciagola la Domenica delle Palme sventolando rami giganti, alle monizioni di allegria ai funerali dei congiunti più cari per ostentare "Fede forte" e allo stesso Credo gridato a pieni polmoni al cielo schierandosi intorno alla bara come in un rito tribale a esorcizzare la morte. Peccato! La morte è l'unico "accidente" che "il cammino che non finisce mai" non riesce a gestire! Solo la morte pone fine allo strazio. E non c'è alcun rimedio. Fu così che Kiko progettò, accanto ad ogni catecumenium in cui voleva trasformare le parrocchie finalmente atomiche, i cimiterkikos per la sepoltura, separata anche quella, degli eletti! Non ha limiti la sua follia!
    Progetto stupido e inutile più di ogni altra bislaccheria partorita dalla sua mente malata. Prima di nascere, per grazia di Dio, è naufragato un poco ovunque, come i duemila presbiteri per la Cina e le altre mega galattiche profezie (meglio palle mondiali) che ha sparato in tutti questi anni. E i fratelli passano l'intera loro vita, invece che a viverla, col naso in su' come bambini a guardare gli effetti speciali del Mago Forest-Kiko/loro/catechista/persempre buggerati e contenti.

    Pax

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  5. Vorrei portare anche io la mia piccola testimonianza a proposito di matrimoni neocat. e non. Quando decidemmo di sposarci con la mia allora fidanzata e attuale moglie, si pose il problema di come fare: io facevo il cammino neocatecumenale e lei no, frequentava la Chiesa da cattolica non camminante. Il pensiero di dover invitare tutta la comunità mi metteva un po' angoscia, sia per il lato economico, sia per il fatto che erano persone estranee rispetto ai miei familiari e amici e di fatto avevano pochi punti in comune con il resto del mio mondo, cioè con la parte più importante del mio mondo extra-Cammino. Mentre così rimuginavo, ricordo che un giorno in una convivenza domenicale espressi con i "fratelli" questi miei pensieri e alcuni di loro in aggiunta cominciarono a dirmi che nel caso di uno dei due coniugi non in Cammino, non si poteva in alcun modo fare un matrimocnio con cerimonia neocatecumenale. All'inizio ricordo che non la presi granché bene, dissi agli altri che questa era un'ennesima manifestazione di chiusura del Cammino rispetto a tutto il resto del mondo, cosa del resto vera. Poi, ragionandoci a freddo anche con la mia futura moglie, pensammo che questo "divieto", diciamo così, capitava a fagiolo. Presi la palla al balzo: decidemmo di sposarci con una "normale" cerimonia cattolica, e con il fatto che il matrimonio era nella città di origine di mia moglie, ed era in un giorno infrasettimanale, non venne nessuno degli invitati della comunità. Fu una cerimonia bellissima: il parroco, nonostante ci conoscesse da poco, disse parole semplici e sentite che colpirono tutti per la loro profondità, il viceparroco suono' egregiamente l'organo durante tutta la celebrazione. Tutte le persone presenti, parenti e amici, avevano un rapporto personale di affetto con noi sposi e dei fratelli di comunità e di tutta la sceneggiata matrimoniale neocat. non sentii la mancanza nemmeno per un minuto.

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  6. Uomo Libero!!!8 giugno 2020 09:00

    CHISSÀ CHE SBALLO LA PRIMA NOTTE DI NOZZE PER GLI SPOSI KIKOS..

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  7. Mons. Byrnes sarà costretto ad assentarsi da Guam per alcuni mesi per un intervento all'anca e relativa terapia di riabilitazione, e ha nominato un nuovo vicario episcopale ed un assistente, entrambi non legati al Cammino.

    Ora, non dimentichiamo che l'arrivo di mons. Byrnes a Guam è coinciso con lo sradicare il seminario neocatecumenale e l'annullamento della mega-truffa della Declaration of Deed Restriction che dava all'equipe Gennarini la proprietà dei relativi immobili. Questo, più l'ingloriosa fine del vescovo omo-pedofilo neocatecumenale Apuron, più l'esposizione mediatica delle porcherie neocatecumenali, è stato uno smacco atroce per Gennarini e ancor più per Kiko, smacco che inutilmente hanno tentato di aggiustare con l'idea di un seminario kikiano a Tokyo (idea miseramente sprofondata perché i vescovi giapponesi ancor oggi ricordano bene cosa diavolo sono i seminari Redemkikos Mater), per infine dare il contentino a Kiko dello striminzito seminario R.M. a Macao Meravigliao.

    Non solo il clan Gennarini, ma i capicosca del Cammino, hanno giurato vendetta e hanno come obiettivo la reconquista di Guam (e del Giappone, e di tutti i posti dove sono stati scacciati via dai legittimi vescovi cattolici), al punto che ogni valente pasqualone italiota va ancor oggi blaterando che lo schifoso Apuron sarebbe innocente (perché «se il bambino non grida aiuto, allora è consenziente», testuali parole dei pasqualonici pasqualoni guamaniani; è sempre stato ben noto che il Cammino difende i suoi pedofili e calpesta le vittime). A Guam, così come in Giappone, i kikos stanno alacremente lavorando dietro le quinte per riguadagnare alla chetichella centimetro per centimetro qualche posto di potere, dove piazzare qualche kikolatra ben camuffato, e consentire nuovamente a Kiko di infilzare la bandierina sul suo mappamondo.

    Non ci stupisce che i kikos siano così determinati, pazienti pianificatori, capaci di aspettare il momento per cogliere l'occasione, zelanti senza sosta (lo zelo per la Domus di Kiko li divora): dopotutto, come diceva santa Francesca Cabrini, i ministri di satana sono sempre più zelanti dei ministri di Dio.

    Il peggio che può succedere ai kikos è veder gettare luce sulle proprie manovrine.

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    1. A proposito di luce sulle manovrine.

      Stavo leggendo in questi giorni ciò che è accaduto in Australia, ad una parrocchia di Redfern, Sidney, dagli anni 2006 a seguire.

      Certe notizie a volte non arrivano, o non arrivano in tempo reale.
      Ma all'epoca, la protesta dei cristiani aborigeni della parrocchia contro la dittatura neocatecumenale toccò vette altissime, con Pell che sosteneva i due parroci neocat.

      Per dirne una tra le tante, addirittura il parroco neocat interruppe la Messa all'offertorio e se ne andò, insieme ad un seminarista che alzava il dito medio verso i parrocchiani, lasciando tutti senza Comunione.
      Motivo?
      Gli aborigeni cantavano un canto che il parroco kiko definì "politico".

      Questo è solo un esempio tra i tanti di ciò che la kiko-dittatura ha provocato in quella parrocchia che come abbiamo visto succedere in Perù, non voleva sottomettersi al kikianesimo.

      Ma le storie di parrocchiette lontane da noi migliaia di chilometri non vengono spesso conosciute.
      Il mondo, dal Giappone al Perù, a Guam, a parte delle Filippine, all'Australia... non accetta il necatecumenalesimo.
      Quelli che ci vengono mostrati come successi sono spesso il frutto di lotte di sangue, combattute con schemi tirannici, ma non ne sappiamo altrettanto delle disfatte.

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    2. Il Redemptoris Mater di Sidney, per esempio, ha attualmente solo 18 seminaristi.

      Che cosa sono in confronto ad una parrocchia intera, sostenuta peraltro anche da altre parrocchie locali, numericamente parlando?

      Però l'R.M. kikiano, costruito nuovo di zecca, col suo manipolo rinsecchito di seminaristi che osano alzare il dito medio contro i parrocchiani fa notizia sulla stampa mondiale, mentre la storia delle NUMEROSE parrocchie e dei NUMEROSI parrocchiani che non gradiscono, rimane spesso confinata alle conoscenze locali...

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    3. Aggiungo che Pell, nel messaggio per la Pasqua di quest'anno, ha citato Kiko Arguello sul tema della sofferenze.

      Non ci pare per nulla necessario, ma è chiaro che questo messaggio arriva a tutta la diocesi ed oltre.

      Pell compie oggi 79 anni.
      Ma che aspettano a mandarlo in pensione?

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  8. Una delle cose che "rovinano" i matrimoni in comunità, è la presenza di parenti per così dire extracomunitari. Persone come Tommaso, cattolici della domenica, oppure a volte non credenti, che si trovano coinvolti in due ore di sarabanda che con il fatto che una coppia si unisce con la benedizione di Dio sembrano non avere quasi nulla a vedere e che rovinano la festa con le loro facce attonite, annoiate, imbarazzate.
    Allo stesso modo in cui ci si trova ad assistere a matrimoni in cui l'unica cosa importante sono gli abiti da cerimonia e gli addobbi esterni di cui si fa gran sfoggio, a spese dell'importanza del Sacramento e della sua semplicità, così pure nei matrimoni organizzati in seno al Cammino ciò che spicca e che viene esibito è il "rito" neocatecumenale (che non esiste, liturgicamente parlando, ma che viene percepito come tale).
    Naturalmente una cerimonia può essere abbellita con tanti particolari, ma se il particolare diventa essenziale c'è qualcosa che non va.
    Se poi alla fine c'è il balletto circolare che ancora una volta sancisce che la festa non è per Cristo, non è per gli sposi ma è per la comunità, i dubbi di stare assistendo più ad una cerimonia che esalta il gruppo a discapito di ogni altra aspetto (ivi compreso lo stringersi attorno alla coppia della famiglia naturale) diventano certezze.
    Soprattutto quando a prendere la parola alla fine per dare una paterna benedizione non sono il padre della sposa o dello sposo ma i catechisti. Ma cosa hanno a che fare i catechisti con un matrimonio, festa delle coppie e delle famiglie? Sarebbe come se dopo la laurea prendesse la parola il capo dell'ufficio del Personale dell'Università o il responsabile della cooperativa delle pulizie. Figure importanti nel loro ambito ma che appunto nel proprio ruolo debbono rimanere.
    Naturalmente quando poi il padre prende la parola ma solo in quanto catechista, si raggiunge l'acme dell'ambiguità e della confusione, umana, familiare e spirituale.

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  9. Brava Valentina,perfetta sintesi del messaggio neocatecumenale: ambiguità e confusione umana, familiare e spirituale.

    LUCA

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  10. Poverino,
    Solo per pagare la decima e altri strusci o pompare nobiltà borghese...
    Così non si sa quando ma è possibile un culto e gestione squilibrata con rischi contagio...
    Credere in Dio è un conto...
    Io proibirei per legge tutte le spugne imbevute di eccessi,profeti, guru e santoni...
    Proprio per pericolosità e imprevedibilità...
    Poi a Kiko interessa zero il povero ignaro...
    Non so se ci si rende conto...a meno che non abbia ruoli marginali...
    Io non la vedo una coppia da vanto o da spremere x recupero credibilità ma recupero credito come una banca qualsiasi...
    Comunque forse si formeranno equilibri o capiranno il problema o molleranno parzialmente la presa...
    Auguri.

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