venerdì 5 giugno 2020

Quod exsultatio iniquorum brevis sit

Sin dalla prima infanzia iniziò a sentire un forte sentimento d' amore per Gesù e una delicata e sensibile compassione per il prossimo. Francesco Forgione, meglio noto come Padre Pio da Pietrelcina, dedicò l' intera vita alla preghiera, alla penitenza, alla salvezza delle anime.
In questo thread esporremo solo alcuni estratti dell'Epistolario di San Pio (Vol. IV), tuttavia sufficienti a scandire una drammatica sequenza di colpe di cui è imbrattato il Cammino Neocatecumenale.

(Pag.1071) Padre Pio: La dottrina che certe sette insegnano è empia e immorale. Ecco ciò che essi insegnano circa la fede e la morale. «Dio è l' autore del peccato, e vi spinge l' uomo per quindi condannarlo. Che Iddio comanda agli uomini delle cose impossibili, e che poi neghi loro la grazia per adempiere. Che è tempo perduto, anzi è cosa sacrilega il ricorrere all' intercessione dei santi, e specialmente di Maria Santissima, e che le loro immagini si devono calpestare e poi gettare nel fuoco; e che la sola fede basta per salvarsi, quindi la bestemmia, l' impudicizia, il sacrilegio non impediscono all'uomo di potersi salvare, purché creda».

La logica avversa del cammino si adegua perfettamente alle empietà con cui il Santo di Pietrelcina identifica le sette luciferine, le quali si ammantano di sacralità per trarre infaustamente in inganno le anime. Il Cammino kikiano risulta il maggiore traditore, perché bramoso di mutare la Santa Madre Chiesa agendo dall'interno delle Sue sante mura.
Non posso esonerarmi dall'esporre un riferimento alla mia esperienza, che assieme alle altre testimonianze e alla documentazione ufficiale costituisce un Dossier inconfutabile.

"Dio è l'autore del peccato, e vi spinge l' uomo"

Mi dissero che la violenza ricevuta fosse il risultato di un volere divino; la decisione di un dio che desiderava sottopormi ad una prova per constatare se fossi in grado d' applicare il perdono immediato, ritenuto dai vertici, dai sacerdoti e dalle "grandi" personalità del Cammino, il risultato massimo di un' anima sapiente e santa. Desideravano che io elaborassi la funesta vicenda in maniera fittizia, per favorire il cammino e odiare dio (simili orientamenti non conducono ad altro), ma non lo feci, permanendo salda nella fede e mantenendo una vista vivida sugli accadimenti. Ma tanti sventurati cedono, disperdendosi lontani dalla fede - uno dei figli del katechista maniaco è divenuto ateo -.

Secondo la logica avversa neocatecumenale il violentatore non era passibile d'alcuna colpa perché:
"L’uomo vuol fare il bene e non può. L’uomo è rimasto radicalmente incapace e in balìa dei demoni. È rimasto schiavo del maligno. Il maligno è il suo signore” (OR, p. 130);
“L’uomo pecca perché non può fare altro, perché è schiavo del peccato” (1° SCR, p. 93);
“Se qualcuno pecca è perché il demonio è in lui” (Orientamenti alle équipes dei catechisti per lo Shemà, p. 14).
Opinioni malate rese delle regole che istigano al peccato giustificandolo.
"…è cosa sacrilega il ricorrere all' intercessione dei santi, e specialmente di Maria Santissima…"



Kiko non argomenta, né intraprende neanche per errore, la vita dei santi, sia mai che ammaestri positivamente i suoi "allievi" - come lui stesso li definisce - con il rischio che approfondiscano il buon tema che si contrappone alle sue meschine (e zeppe d' errori teologici) katechesi.
Un "colpo di fortuna" la morte di Carmen, non certo per noi ma per l'Argüello, il quale non ha stentato un istante a tributare l' aurea di santità alla Carmen, qualificandola con estro perverso: "santa di categoria superiore". Ed ecco una santa adatta al Cammino - non ufficialmente, difatti la Chiesa non la calcola affatto, ma per decisione autonoma, e invalida, di Kiko- date le sue malefatte coese alla natura del Cammino, destinataria delle richieste d'intercessione degli incauti neocatecumenali.

La setta dell'argüello non sospinge alla devozione mariana, né lontanamente l'ispira date le "icone" immonde che rivolge alla Vergine. La sola visione di quegli obbrobri impossibilita un qualsiasi approccio d' amore ad Essa rivolto, semmai ne allontana anche la più misera briciola di pensiero. Sottolineiamo che i segni visivi sono legati alla disciplina scritta e orale del Cammino, vale a dire sono il risultato della medesima katechesi.
Egli ha stravolto la santa immagine della Madonna barattandola con un simbolo concernente l' inutilità; un simulacro favorente il Cammino (mi sovviene un senso di rifiuto notevole. Un dolore lacerante al solo pensiero).

Una visione della Madonna.

(Pag.1029) Padre Pio: Giorni fa mi è accaduto un fatto insolito: mentre ero in coro con fra Anastasio, erano circa le 23 del 18 u.s., mi trovai lontano in una casa signorile dove il padre moriva, mentre una bambina nasceva. Mi apparve allora Maria Santissima che mi disse: «Affido a te questa creatura. È una pietra preziosa allo stato grezzo: lavorala, levigala, rendila il più lucente possibile perché un giorno voglio adornarmene».

San Pio ci regala un frangente di gran pregio della sua vita. La Vergine affida a questo buon padre, il santo di Pietrelcina, la bimba apparsagli. Ella è presentata allo stato grezzo a causa della macchia originale, ma dotata delle potenzialità per divenire una pietra preziosa se ben lavorata. La Madre Santissima desidera che la fanciullina divenga un bel fiore del Suo giardino, il Paradiso! Il richiamo è rivolto alla Carità, "la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio." (CCC).

Un' altra visione… FALSA visione!

Kiko: Erano le tre del pomeriggio dell’8 dicembre del 1959. «Dopo aver mangiato sentii che dovevo andare in camera a pregare. Andai in camera e mi misi in ginocchio accanto al letto. Improvvisamente la Vergine Maria era dietro di me col bambino e disse questa frase: “Bisogna fare comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode; dove l’altro è Cristo”.

Oltre allo stampo ansiogeno che caratterizza i pensieri del guru, la visione in oggetto differisce dalla prima (chiedo venia per questa futile puntualizzazione) segnatamente per il ruolo di complicità che corrisponde alla vergine (lettera minuscola d'obbligo), ridotta ad un passe-partout che consente l'ottenimento degli scopi disgraziati di Kiko. Sfruttata per convenienza.
La data riferita, ancor più del contenuto, palesa l'intento del degenere, che tenta di soppiantare la realtà effettiva con la sua realtà mistificata. Infatti l'8 dicembre la Chiesa celebra l’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il dogma, cioè la verità di fede, per cui la Madonna non è stata “toccata” dal peccato originale. Inoltre ricordiamo che in questa data, Santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes, fu proclamata santa da papa Pio XI.
Una data della quale il guru si è "appropriato" per invidia e intolleranza all'innocenza e alla purezza.
Non ci sorprende questo suo azzardo, avendo egli dichiarato che i dogmi mariani non hanno validità. Eh sì cari amici, se ancora non lo sapeste l'argüello ha posto in dubbio l'Assunzione in anima e corpo di Maria negando di conseguenza il Suo essere Immacolata, demolendo così ogni dogma della Vergine - ricordiamo che l' 8 dicembre 2019, dopo esplicito ammonimento di Kiko, i neocatecumenali hanno festeggiato la fasulla apparizione di cui ciancia l'Argüello, escludendo la celebrazione volta all'Immacolata Concezione. Per l'occasione non sono venuti meno i soliti schiamazzi, le vane deferenze al Cammino, il disordine avverso delle liturgie… -.

Di conseguenza nessun richiamo alla Carità e nessuna contiguità all'attestazione di Padre Pio, il quale invece ha per sostanza le parole della prima lettera di Giovanni: "Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4, 16)

Assunzione di Maria Santissima

(Pag.1125) Padre Pio: L'Amore divino ha raggiunto nel cuore di Maria la maggiore intensità, di modo che non poteva più essere ristretto in creatura mortale. Allora l'anima beata di Maria, come colomba cui vengono spezzati i lacci, si disciolse dal suo santo corpo e volò nel seno del suo diletto.
Ma Gesù che regnava in cielo dell'umanità santissima, che aveva preso dalle viscere della Vergine, volle che pure la madre sua non solo con l'anima, ma anche col corpo, i riunisse a lui e dividesse appieno la sua gloria.
Quel corpo che neppure per un istante era stato schiavo del demonio e del peccato, non lo doveva essere neppure nella corruzione

Concorde con il dogma Cattolico San Pio non dubita di affermare che l'Assunzione della Vergine Maria avvenne in anima e corpo. Egli espone tale frangente d'immensa Letizia con termini elevati, che edificano e saziano l' anima del fedele. Egli contraddice Kiko senza mezze misure, sopprimendo le sue superbe asserzioni.

Estratto contenuto nell' Annuncio d' Avvento neocatecumenale 2017.
Kiko Argüello: In questo momento in cui muori, in cui l’anima si separa dal nostro corpo, sappiamo che viene Gesù Cristo a prendere la nostra anima. Per questo nell’icona della Chiesa di Oriente – che potete vedere lì in alto – si vede la Madonna che è morta e Gesù Cristo che viene e porta l’anima di Maria. Così Lui viene a prendere la nostra anima per farla uno con lui e portarla in cielo con lui. Il corpo, le nostre spoglie, restano qui e le portano al cimitero, ma Cristo viene per noi. Questa è l’icona della Chiesa d’Oriente per spiegare la morte di ogni cristiano, questa è la mia e la tua morte. Nel momento della morte della Vergine Maria vengono gli apostoli, che sono stati portati da tutte le parti del mondo, e viene Cristo a prendere la sua anima e la porta in cielo, e c’è l’Assunzione della Vergine Maria.
Un'avversione, quella di kiko, degna del più incallito eresiarca.
Il sacrilegio è sconvolgente, egli ha definito l'Assunzione della Vergine "morte", assimilandola alla morte di un qualsiasi cristiano.
- Kiko ha in tedio la carne, anche quella della Vergine Maria dalla quale l' Incarnato ebbe la propria -
Egli nega i 4 dogmi in un sol colpo, ma ne smentisce in conseguenza uno in particolare: l'Immacolata Concezione, che escludendo il peccato ne esime anche la morte. Ciò permette la connessione con quanto esposto prima, delucidando perché i neocatecumenali hanno barattato la festività relativa all'Immacolata con quella della madonna di Kiko. La gravità delle loro gesta è tale da meritargli la scomunica! Per quanto ancora potranno adempiere queste gesta che gonfiano i portafogli dei vertici, ammazzano i piccoli e attaccano la Fede Cattolica?

Senza indugio alcuno espongo la mia esperienza riguardante questo argomento, poiché temo, anzi ne ho certezza - amara sicurezza - che corrisponda a quella di molte altre persone. Una certa "fatalità" mi ha resa solitaria sin dalla più tenera età, ma una ricca eredità lasciatami dai miei genitori mi ha permesso di vivere tranquillamente, senza decedere nelle sofferenze imposte dalla vita. Il prezioso làscito di cui parlo è la devozione alla Madonna. La mia più grande ricchezza la Corona del Santo Rosario.
Ebbene, il cammino tentò d' impedirmi tale meravigliosa sorte di vantaggio per l' anima, strappandomi più volte il Rosario di mano. Vi lascio immaginare la frustrazione accusata e la contrarietà provata.

Kikos, provate un po' a dichiarare: “non partecipo alla celebrazione (neocatecumenale) per pregare il Rosario". I partecipanti al Cammino si guarderanno bene dall'effettuare la suddetta prova, sanno di già il rischio nel quale incorrono; al primo passaggio fattibile un compagno di comunità spiffererebbe al katechista: "ehi… ehi… senti, padrone, Tizio ha omesso di seguire la liturgia per pregare il Rosario". Castighi e improvvisi sensi di colpa, oltre che paure di eventi nocivi superstiziosi, tormenterebbero il malcapitato.
Personalmente ho ricevuto rimproveri, veri e propri moniti con annesse minacce (le solite: il Signore è irato, lo stai trascurando per fare altro e ciò ti procurerà sfortuna e via discorrendo) in conseguenza alla mia riottosità alle leggi kikiane; un sentimento sano il mio, dettato da quell' amore a Maria tanto oltraggiato da Kiko, Carmen e don figurante, ma che ogni cosa rende vivida.

Detto ciò rimarchiamo una frase distinta della visione di Padre Pio: "…un giorno voglio adornarmene". L'essenza sublime di questo concetto è indiscutibile, la Vergine Maria desidera che le anime giungano alla Beatitudine Eterna.
Per non risultare ingiusti (ironia) rileviamo anche le parole di Kiko: "che vivano in umiltà, semplicità e lode; dove l’altro è Cristo (un Cristo falsato)". Il concetto d'eternità viene soppresso in favore di una realtà terrena attinente alla redditività di Kiko & Co.
Un'impostura che ricordiamo non essere considerata dalla Chiesa Cattolica.
La linea dottrinale del Cammino non concede eternità, ma svia conducendo all'incontro con satana (altro che rinnovo battesimale e Kenosys)

(Pag.1050) Padre Pio: Tutte le sette religiose che si governano con lo spirito privato, o per via d' ispirazione, come esse dicono, hanno avuto l'impudenza di spacciare aver Iddio loro con la immediata rivelazione ordinato l'esecuzione di certe cose, che fanno ribrezzo ed orrore.
[…] qualunque impostore potrebbe spacciarsi di aver ricevuto da Dio questa o quell' altra rivelazione.

Internamente ad ogni concetto San Pio continua a palesare la sua celebre frase rivolta agli iniziatori del Cammino: "I nuovi falsi profeti".

I suoi scritti sono tersi, non ci si può sbagliare nel carpirne il senso ed i riferimenti al contesto kikiano, il quale è settario, elitario, dirompente e separatore dell'unità dei credenti, un vero obbrobrio creato per sovvertire la Chiesa attuale dalle fondamenta, mettendone in discussione la dottrina, la liturgia, i simboli sacri della tradizione cattolica.

(Pag.1041) Padre Pio: "Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni".
Quod exsultatio iniquorum brevis sit (Giobbe 20,5)

27 commenti:

  1. Uomo Libero!!!5 giugno 2020 08:49

    KIKO HA SUONATO A WOODSTOCK ED HA CONVERTITO TUTTI GLI SPETTATORI

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  2. Complimenti a Rebel.

    1) Dice il Cammino:
    "L’uomo vuol fare il bene e non può. L’uomo è rimasto radicalmente incapace e in balìa dei demoni. È rimasto schiavo del maligno. Il maligno è il suo signore” (OR, p. 130);
    “L’uomo pecca perché non può fare altro, perché è schiavo del peccato” (1° SCR, p. 93);
    “Se qualcuno pecca è perché il demonio è in lui” (Orientamenti alle équipes dei catechisti per lo Shemà, p. 14).

    Espressioni disgustose per quanto l'eresia è proclamata con sfrontatezza.
    C'è qualcosa di "pornografico" per come certi concetti sono proclamati in modo spudorato, quasi a modo di sfida verso tutta la dottrina di 2000 anni di storia della Chiesa.
    Spudorato per come il Cammino vuole violare quello che c'è di più intimo per un credente, la stessa fede.
    Chi vuole violare l'intimità dell'anima in cui Dio si unisce all'uomo, chi vuole separare l'anima da Colui che la realizza in Lui stesso, vuole separare l'anima da se stessa.
    Per costoro i peccati, e anche i peggiori peccati, come gli abusi dei corpi, è giustificata, perché non fa orrore così come non fa orrore il violare la Santa Fede, per cui Santa Teresa d'Avila si è detta disposta a subire mille morti piuttosto che rinnegarne anche un solo articolo. Sono dei violatori dell'anima e dei blasfemi verso i corpi.

    2) Dice Kiko:
    "Per questo nell’icona della Chiesa di Oriente – che potete vedere lì in alto – si vede la Madonna che è MORTA e Gesù Cristo che viene e porta l’ANIMA di Maria. Così Lui viene a prendere la nostra anima per farla uno con lui e portarla in cielo con lui".

    Kiko non fa cenno al fatto che Gesù porta in cielo anche il corpo di Maria. Non fa cenno neanche della DORMIZIONE, termine che usa la Chiesa e che lui, evidentemente, non apprezza e parla di MORTE di Maria, cosa che nemmeno la Chiesa osa fare.
    Chi degrada il corpo di Maria, come può non degradare il tempio di Dio che è il corpo dell'uomo? Come fa a non considerare normale e "naturale" il peccato?
    Ricordo che Kiko parla non da protestante, ma da cattolico e, anche, a nome della fede! Infatti si propone ai camminati come colui che interpreta correttamente il Vangelo, cosa che mai nessun fondatore ha fatto.
    Tutti i fondatori si sono sempre confrontati con la Chiesa pronti a RINUNCIARE a eventuali errori. Kiko invece non contempla nemmeno la possibilità di commettere errori. E infatti non è MAI fatto autocritica.
    Ci sono stati santi, come Agostino, che hanno tranquillamente corretto alcune loro affermazioni fatte in precedenza, ma Kiko mai! Neanche per le eresie più grandi.
    Come fa a essere autentica l'apparizione di Maria a colui che ne nega l'assunzione col corpo al cielo?

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  3. Inserisco nuovamente quella citazione di don Elia:

    L’occhio della fede, alla luce della verità divina, scorge la vera condizione dei potenti della terra, che sembrano imperversare senza ostacoli, ma sono in realtà governati dalla Provvidenza e concorrono, loro malgrado, all’attuazione dei Suoi piani. La superbia li espone all’inganno che si cela dietro gli effimeri successi: nella loro stessa ascesa, infatti, sono condannati da Dio, il quale tuttavia la permette per punirli e, al contempo, farli cooperare ai Suoi disegni, sebbene a loro insaputa. All’improvviso, esauritasi la loro funzione, crollano miseramente e se ne perde finanche il ricordo, mentre del loro operato nulla rimarrà nella Città celeste. Questa è la sorte di quanti, nell’attuale momento storico, apparentemente ci dominano: quella non solo dei poveri pupazzi che saltano nel teatrino, ma anche di coloro che, non visti dagli spettatori, tirano i fili dall’alto. In un attimo, come tanti altri che li han preceduti, si dilegueranno dalla scena e le loro anime sventurate, se non si saranno pentite almeno in extremis, precipiteranno nel fuoco inestinguibile.


    Qualche breve nota per capire meglio.

    Nei primi anni '90 un fervoroso kikos disse a padre Enrico Zoffoli: «noi siamo una potenza!»

    Sì, una potenza infernale, senza dubbio, visto il male (spirituale e materiale) che il Cammino e i suoi esponenti sono riusciti a compiere a danno di tantissime anime.

    Ma tutta la potenza di Kiko - a cui basta un cenno e un intero popolo di kikos ubbidisce acriticamente - è solo di questo mondo.

    La proverbiale superbia di Kiko, tutto impegnato a costruire monumenti a sé stesso (Domus, canti, seminari, pinturas, sinfonie, viaggi "apostolici", auto-canonizzazioni preventive...), non gli permette di rendersi conto che sta procedendo a grandi passi verso il «fuoco inestinguibile», là dove è «pianto e stridor di denti», là dove non arrivano le Decime né applausi né elogi né whisky e sigari.

    In modo a noi completamente misterioso, il Signore riesce a servirsi persino delle malvagità per compiere la Sua opera. Certo, sarebbe tremendamente meglio che l'opera del Signore fosse sostenuta da opere di carità anziché dalla malvagità. Ma l'insulto più grande che si può fare al maligno, è sfruttare qualche residuo della sua opera per compiere invece i piani del Signore. È qualcosa di controintuitivo e di non facile da capire, perché i pensieri del Signore non sono i nostri pensieri.

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  4. Rebel, ti ringrazio per aver raccontato ancora le tue vicissitudini rinnovando ferite che grondano sangue... Ti siamo vicini.
    L'ottimo parallelo che hai imbastito tra gli asserti di un santone e di un vero Santo dimostra la distanza incolmabile tra Verità ed eresia.
    La chiusa è veramente eccezionale: il quale (cammino) è settario, elitario, dirompente e separatore dell'unità dei credenti, un vero obbrobrio creato per sovvertire la Chiesa attuale dalle fondamenta, mettendone in discussione la dottrina, la liturgia, i simboli sacri della tradizione cattolica.
    Mi.i.B.

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  5. Nel momento della morte della Vergine Maria vengono gli apostoli, che sono stati portati da tutte le parti del mondo, e viene Cristo a prendere la sua anima e la porta in cielo, e c’è l’Assunzione della Vergine Maria

    Non sapevo che Kiko ha osato tanto. È un dogma che Kiko rigetta. Chiesa? Chiesa? Dove sei????

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    1. Piccola precisazione:
      - come ci dice il libro della Genesi, la morte è entrata nella storia a causa del peccato. Pertanto è una (tragica) prerogativa dei peccatori.

      Perciò la Beatissima Vergine, preservata dal peccato originale e senza alcuna ombra di peccato, non può essere stata soggetta alla morte come qualunque altro peccatore, anche se grande santo. Per questo la Chiesa non parla di "morte", mentre le chiese orientali preferiscono usare il termine "dormizione". Si può ipotizzare che sia qualcosa di simile (e di meglio) dell'estasi di certi santi (ma probabilmente conosceremo i dettagli solo se meriteremo il Cielo).

      Per lo stesso motivo di cui sopra, è perfettamente ragionevole credere nella sua Assunzione al cielo in anima e corpo. Se non si crede questo (oppure se si crede solo a metà), significa porre la Beatissima Vergine sullo stesso piano dei peccatori, e - di conseguenza - considerare Nostro Signore "un peccatore solo un po' più speciale degli altri". Il mistero dell'Assunzione è qualcosa che lasciava senza fiato i più grandi santi. Sebbene proclamato ufficialmente solo in tempi recenti (il 1° novembre 1950 da Pio XII), era uno dei più preziosi tesori della fede tramandati con discrezione (di chi non getta le perle ai porci) fin dall'epoca degli Apostoli, insieme alle altre notizie riguardanti l'infanzia di Gesù e le altre cose che potevano aver appreso solo da Lei personalmente (come l'episodio della visita a Elisabetta e il Magnificat, ecc.).

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  6. Sei educata e scrivi ottimamente, potresti scrivere un libro con la tua storia. Più dei fatti concreti è la tua spiritualità che aiuta.

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  7. Basta leggere
    La Costituzione apostolica Munificentissimus Deus, di papa Pio XII, si limita a proclamare in modo irrevocabile il dogma dell'Assunzione senza specificare se la Madonna sia morta o meno.
    A tale proposito testualmente si riproducono di seguito le parole della detta Costituzione che proclamano il dogma: "l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo." La detta Costituzione si limita ad affermare: "terminato il corso della vita terrena" in qualunque modo ciò sia avvenuto, ossia con la morte o senza la morte della Madonna. Tuttavia va rimarcato che nella stessa Costituzione apostolica, Papa Pio XII fa continuo riferimento alla morte di Maria come una credenza universale dei fedeli, della liturgia, dei Padri della Chiesa, dei teologi e dell'iconografia cattolica.

    Secondo una tradizione, la dormizione sarebbe avvenuta a Gerusalemme circa un anno dopo la morte di Gesù (quindi probabilmente nel 34); gli apostoli avrebbero quindi sepolto Maria, trovando in seguito il sepolcro vuoto. A ricordo di questi fatti sorgono oggi a Gerusalemme due chiese: quella della Dormizione, sul monte Sion, sul luogo dove sarebbe avvenuto il trapasso, e quella della Tomba di Maria, nella valle del Cedron a pochi passi dalla Basilica francescana dell'Agonia del Getsemani e nello stesso complesso della "grotta del tradimento", dove sarebbe avvenuta la sepoltura.

    Un'altra tradizione sostiene invece che Maria sarebbe vissuta ancora per molti anni dopo la morte di Gesù, e che la dormizione sarebbe avvenuta a Efeso, dove ella si era trasferita seguendo l'apostolo Giovanni (al quale Gesù morente

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    1. Come detto sopra nel commento delle 13:44, non ha senso parlare di "morte", e perciò non ha senso parlare di sepoltura o di tombe. Si seppellisce un cadavere, cioè un morto. Il passaggio dalla vita terrena alla vita celeste, per la Beatissima Vergine esente da ogni traccia di peccato, non ha nulla a che fare con la sofferenza e la dissoluzione della morte, nemmeno per un attimo.

      Molti, talvolta persino in buona fede, si sono interrogati sulla sorte della Vergine senza. Non trovando risposte documentate, hanno cominciato a fare ipotesi, quindi a credere alle proprie stesse ipotesi, infine a cercare le tombe che stavano solo nella loro testa.

      Non sappiamo neppure della morte di san Giuseppe (certo, morire tra Gesù e Maria, non si poteva chiedere di meglio), ma questo non stuzzica molto la fantasia dei curiosoni. Giuseppe, castissimo sposo, sparisce dalla scena e nessuno se ne fa problema. Si vede che è poco gettonato nella hit parade delle devozioni ai santi...

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  9. Tutto ciò che il Cammino dice (e che i camminanti dicono come espressione del Cammino) riguardo al perdono, si configura come moralista e anche immorale, in quanto il Cammino parte da presupposti NON veri, ma menzogneri.
    Per il Cammino non si può non peccare, per cui il peccato diventa una necessità naturale, come un LIMITE naturale, ma non è una perversione, come in realtà è.

    Il perdono predicato dai catechisti del Cammino è solo moralismo che dà scandalo.
    Moralismo anche nella forma in cui si manifesta: parlando di casi personali senza alcuna delicatezza e senza nessun rispetto, parlando troppo, senza ascoltare ma dando lezioni sempre a tutti, dall'alto in basso, arrivando perfino a dire che è la vittima che deve chiedere perdono.
    Questa non è una "provocazione" evangelica, ma è un'aberrazione, è anti Vangelo.

    Naturalmente il perdono di Dio è offerto a tutti: è stato offerto, ne sono certo, perfino a Hitler e a Giuda (Gesù nel Getsemani l'ha chiamato "amico"). Ma nella VERITA'.
    E la verità vuole che i colpevoli chiedano perdono a Dio e alle vittime e che ESPIINO.
    Un concetto, quello dell'espiazione, che è ostico all'uomo di oggi.

    La dottrina della Chiesa in questo è chiara, ma il Cammino non ha la stessa morale della Chiesa. Anzi, ha una morale OPPOSTA a quella della Chiesa

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  10. L'immagine che Rebel ha inserito nell'articolo è riferita alla celebrazione, il giorno dell'Immacolata Concezione" della "apparizione" della Madonna di Kiko a Kiko.
    Viene portata in processione quindi la Madonna di Kiko, e onorato come fosse proveniente dalla Vergine il messaggio che il guru ispanico del movimento neocatecumenale le ha attribuito.
    Ricordiamo che mai la suddetta apparizione è stata posta al vaglio della Chiesa, la quale mai l'ha approvata nè la approverà, visto che una delle condizioni per il suo riconoscimento è che il veggente ne abbia fatto, nel tempo, un racconto coerente. Sappiamo invece che Kiko ha cambiato versione più volte, sostenendo prima di aver avuto una locuzione interiore, poi una visione sensibile, poi invece una visione intellettuale, per poi tornare alla versione precedente.
    Ora, colui che non ha mai celato il proprio disprezzo verso la devozione e il culto mariano, fa portare la propria "Madonna" in processione, sovrappone le proprie discutibili visioni al culto dell'Immacolata Concezione e impone ai suoi il pellegrinaggio al luogo in cui (parole sue testuali) "è apparsa la Madonna", cioè la sua camera a Madrid, con le pareti scarabocchiate più simili ai rifugi dei killer seriali.
    A costui San Pio, che teneva in gran conto l'onestà anche nelle più piccole cose, direbbe, come disse a quella penitente per una mancanza ben minore "Hai detto bugie tutta la vita! Credi forse di poter ingannare anche il Paradiso? Vai, vai via!".
    Grazie Rebel per aver evocato figura e parole di questo grande Santo!

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  11. Complimenti per la chiusa spettacolare che tormenta gli eretici e riassume tutto il senso del post.

    Padre Pio: "Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni".
    Quod exsultatio iniquorum brevis sit (Giobbe 20,5)

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  12. Quello che emerge da questo post di Rebel è un Kiko Arguello, piccolo,squallido e meschino che vuole a tutti i costi ridurre le persone a sue copie sbiadite ma molto più piccole, squallide e meschine di lui.
    Non esiste porsi alla sua altezza, cioè scusate alla sua bassezza, Kiko e la sua creatura esaltano il peggio delle persone, trasformandole ad immagine e somiglianza del fondatore del CN.
    Gente moralmente e spiritualmente migliore di Kiko ha vita difficile nel CN.
    Viene definita superba, orgogliosa, poco umile, giustiziera, attaccata scandalosamente alla verità.
    Il CN è una realtà che sguazza nel fango del peccato, nella dissoluzione dei sensi, nella falsità e nella ipocrisia.
    Il CN predica l'umiltà ed il perdono obbligatorio, necessario, per coprire tutti le malefatte compiute dalla gerarchia neocatecumenale.
    È come dire, io sono Kiko Arguello è sono un peccatore incallito e impenitente, finché non diventerai come me non puoi essere, mai, e ripeto mai davvero Cristiano, meritevole della grazie del perdono,della misericordia e della salvezza divina.
    Quindi non c'è nessun miglioramento nelle persone che fanno il CN come lo intende Kiko.
    Se un miglioramento avviene malgrado tutto e tutti, sicuramente non è farina del sacco di Kiko.
    Perché Dio opera anche nel buio del CN ed è l'unico che riesce a leggere e raddrizzare anche le righe più storte.
    L'unico che sa trarre il Bene dal Male.
    La storia, di tutti gli ex camminanti, è piena di similitudini, ne ascolti una e le hai sentite tutte, perché tutte sono concordi nel descrivere l'aria di violenza, sopraffazione, tristezza, pesantezza, meschinità morale e spirituale, falsità e ipocrisia che si respira nelle comunità neocatecumenali.
    Si esalta e si fa riferimento sempre alle persone peggiori, giustificando sempre il loro peccato ed esaltando la loro mancanza di empatia, pentimento, pietà, di carità e misericordia, definendole "vivere nella verità".
    Perché la verità di Kiko é il peccato, l'obiettivo del CN è il peccato, in tutte le sue forme e dimensioni.
    L'obbiettivo del CN è portare la gente al peccato, "sperimentare" il peccato,sguazzare nel peccato, rendere le persone assuefatte al peccato.
    Tendere al male, fino all'essere e sentirsi "i peggiori".
    Percorrere i scalini infiniti di quella scala che porta alla vasca del "nuovo battesimo neocatecumenale" dove avviene la morte ontologica dell'adepto, nell'acqua sporca del suo peccato.
    Non c'è una risalita da quell'acqua di morte, Kiko Arguello non sa nulla di come si fà ad uscire da quella vasca.
    Il suo compito (e quello dei suoi piccoli e meschini catechisti pappagalli), si ferma al "battesimo" nell'acqua sporca.
    Kiko Arguello è un anti-Cristo che si presenta come salvatore del mondo ma che in fondo vuole solo affermare il suo infinito ego.
    Kiko persegue il suo triste e meschino fine di selezionare dei poveracci da portare nel suo triste e buio mondo personale.
    Mondo in cui la sua piccola e misera luce maligna, brilla come una fuoco fatuo, nella notte oscura del nulla.

    LUCA

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  13. In realtà I catechisti neocat. per umiltà intendono l'umiliazione. Ovviamente non la loro, ma quella dei loro sottoposti. La vera umiltà, un sentimento e un atteggiamento sincero di chi sa di essere creatura e non creatore, loro non sanno nemmeno cosa sia. E come potrebbero? Loro si sentono e credono di essere i prescelti, gli eletti per portare "la luce" nel mondo e pertanto si ammantano di superbia. Così, come dice Luca, portano solo le tenebre del male, anche se ammantate di parole apparentemente cristiane.

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    1. Su questo hai perfettamente ragione.
      Scambiano l'umiltà con l'umiliazione e te ne do prova pratica.

      Il mio illuminato ex catechista, parlando alla comunità, ma volendo far intendere a me a a mio marito disse:

      "L'umile è colui al quale fai un sorrisino ed è tutto contento!"

      Subito mi venne in mente l'immagine di S. Paolo, che davanti ad un sorrisino di S. Pietro era intimamente tutto contento...

      Ma di che si parla...

      Naturalmente il sorrisino era quello del catechista, che provocava contentezza nel "catecumeno".

      Siccome noi eravamo tacciati di superbia perché ormai non approvavamo più le "illuminazioni" dei catechisti, che con le conoscenze del poi è risultato che hanno LETTERALMENTE distrutto una parrocchia e non solo messo noi in condizione di andarsene, ma anche il parroco, questi stolti credevano che una condiscendenza o un sorrisino potessero mettere le cose a posto.

      E siccome noi non eravamo affatto "contenti" dei loro sorrisini "mentre stavano distruggendo la parrocchia", venivamo considerati mancanti di umiltà.

      L'UMILTA' E' CHE QUANDO IL CATECHISTA FA UN SORRISINO AL CATECUMENO, QUESTO E' TUTTO CONTENTO...

      Dovrebbe diventare un slogan, per definire questi criminali.

      Elimina
    2. Infatti l'umiltà non è la virtù di chi si fa bastare un sorrisino, ma di chi quel sorriso sa dare, senza alcun diminutivo o degnazione.
      Scriveva infatti S.Alfonso Maria de Liguori in "Pratica di amar Gesù Cristo":

      "S. Francesco di Sales colla sua benignità ottenea dagli altri quanto voleva; e così gli riusciva di tirar a Dio anche i peccatori più ostinati. Lo stesso praticava S. Vincenzo de' Paoli, il quale insegnava a' suoi questa massima: «L'affabilità, dicea, l'amore e l'umiltà mirabilmente si guadagnano i cuori degli uomini, e gl'inducono ad abbracciare le cose più ripugnanti alla natura». Una volta egli consegnò ad un padre de' suoi un gran peccatore, affinchè l'avesse ridotto a penitenza; ma quel padre, per quanto avesse faticato, niente profittò; onde pregò il santo a dirgli esso qualche cosa. Allora gli parlò il santo e lo convertì. Quel peccatore disse poi che la singolar dolcezza e carità del P. Vincenzo gli aveano guadagnato il cuore. Quindi il santo non potea soffrire che i suoi missionari trattassero i penitenti con asprezza, e dicea loro che lo spirito infernale si serve del rigore di alcuni per maggiormente rovinare le anime".

      Ecco, il loro rigore, unito con il poco amore, ha rovinato tante anime.
      Invece di pensare all'umiltà altrui nell'accettare i loro "sorrisini". procurassero di imitare, anche se lontanamente, Gesù!
      Prosegue infatti sant'Alfonso:

      "Nescitis cuius spiritus estis (Luc. IX, 55). Così disse Gesù Cristo a' suoi discepoli Giacomo e Giovanni, allorchè essi voleano che fossero corretti con castighi i Samaritani, i quali gli aveano discacciati dal lor paese. Ah, disse loro il Signore, e quale spirito è questo? Questo non è lo spirito mio, il quale è tutto dolce e benigno; giacchè io non son venuto a perdere, ma a salvare le anime: Filius hominis non venit animas perdere sed salvare (Ibid. 56). E voi volete indurmi a perderle? Tacete, e non mi fate più simili domande, perchè non è questo lo spirito mio. — Ed in fatti con quanta dolcezza Gesù Cristo trattò l'adultera! Mulier, le disse, nemo te condemnavit? nec ego te condemnabo: Vade, et iam amplius noli peccare (Io. VIII, 10 et 11). Si contentò di solo ammonirla a non più peccare, e la mandò in pace. Con quanta benignità parimente cercò di convertire la Samaritana, e così già la convertì. Prima le domandò da bere; dipoi le disse: Oh sapessi tu chi è colui che ti cerca da bere! Indi le rivelò ch'egli era il Messia aspettato. In oltre con quanta dolcezza procurò di convertire l'empio Giuda, ammettendolo a mangiare nello stesso suo piatto, lavandogli i piedi, ed avvertendolo nell'atto stesso del suo tradimento: Giuda, così con un bacio mi tradisci? Iuda, osculo Filium hominis tradis? (Luc. XXII, 48). Come poi convertì Pietro, dopo che Pietro l'avea rinnegato? Eccolo: Conversus Dominus respexit Petrum (Ibid. 61). In uscir dalla casa del pontefice, senza rimproverargli il suo peccato, lo mirò con un tenero sguardo, e così lo convertì; e lo convertì in modo, che Pietro finchè visse non lasciò mai di piangere l'ingiuria fatta al suo maestro".

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    3. Più che da umile,questo "catecumeno" (termine improprio) mi sembra che si comporti da EBETE.
      Quanti "finti ebeti" ho visto nella mia ex comunità?
      Tanti, anzi, quasi tutti quelli che sono rimasti.

      LUCA

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  14. “Il mondo si divide in tre categorie: un numero molto piccolo che produce gli eventi, un gruppo leggermente più grande sovrintende l’attuazione e assicura che siano effettuati e, infine, la grande maggioranza che non sa nulla di ciò che accade realmente”. (Nicholas Murray Butler, presidente della Columbia University, premio Nobel per la pace 1931).

    Non si rendono conto - non ci siamo resi conto - di essere/essere stati soltanto degli Utili Idioti.
    M.i.B.

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  15. Piccolo promemoria riguardo alla necessaria devozione mariana: chi finisce per abbandonare il Figlio, aveva cominciato abbandonando la Madre.

    Piccola parentesi: a noi cattolici, nel vedere una rappresentazione della Beatissima Vergine, viene un moto del cuore e pensiamo subito a Lei.

    I kikos, invece, nel migliore dei casi restano indifferenti, e tipicamente pensano agli sgorbi dell'autonominato "iniziatore" (come quella cosiddetta "icona" - che icona non è - di "Maria Kiko" commentato recentemente da Daniel).

    Del resto, come meravigliarsene? È gente idolatra che va blaterando che le grattugiate di chitarrella kikiana ndrùng-ndrùng-ndrùng sarebbero "meglio del canto gregoriano".

    Consigliamo caldamente la lettura dell'agevole libretto di sant'Alfonso de' Liguori, Le glorie di Maria, lettura accessibile a tutti e che da sola dà conoscenze migliori dello studio di interi grossi trattati teologici.

    Le glorie di Maria è reperibile on-line da diversi siti web; in formato e-book su TotusTuus (per chi vi è già iscritto), in formato "pagine web" su Rosario on-line (sono 31 capitoli, la pagina indicata è il primo, seguire i link da 2 a 31 per i capitoli successivi).

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    1. Segnalo con l'occasione che su web è disponibile anche Pratica di amar Gesù Cristo di sant'Alfonso.

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  16. Quanto è vero tutto quello che Rebel racconta!La ringrazio per la sua forza interiore. Posso solo provare a immaginare il tormento di ritornare ancora e sempre ai suoi penosi ricordi. Opera meritoria! Sono, infatti, le testimonianze dirette a confermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il MALE che è il cd. Cammino Neocatecumenale. 
    Prima e dopo tutte le dimostrazioni teologiche, liturgiche e dottrinali, sono le storie concrete di violenza e plagio, di angherie subite insieme a una dose intollerabile di disprezzo dalle persone più indifese, finite in questa "tela di ragno", a spazzar via definitivamente - se ancora ce ne fosse bisogno - ogni residua speranza di chi ancora voglia provare a salvare la faccia del cammino. Costoro si vestono da paladini, ma la loro è ormai solo una causa persa, la speranza vana a cui disperatamente si aggrappano tutti coloro che non ce la fanno proprio a sottrarsi alla gabbia dorata della comunità. Ne va del loro già precario equilibrio, ormai inesorabilmente compromesso da anni di pratiche eretiche.

    Posso solo confermare con la mia personale esperienza quanto Rebel racconta, e confermarlo fin nei minimi dettagli.
    Dalle minacce e reprimende a cui, sistematicamente, Kiko e Carmen sottoponevano chi ardiva mostrare un amore e devozione forte per la Santa Madre di Dio e la Pratica del Santo Rosario, fino all'emarginazione e vero e proprio stalking perpetrato (anche per lunghi anni se la vittima era una irriducibile) ai danni di chi avesse subito violenze fisiche e psicologiche nell'ambito stesso del cammino, specie se ad opera di personaggi di spicco dell'esperienza neocatecumenale e, sol per questo, identificabili col "buon nome del cammino": UNICO BENE CHE STA LORO A CUORE per il perseguimento del quale diventa macchiavellicamente lecito tutto. Non certo si danno pensiero del bene e della salvezza delle anime!
    E parlo sia di chi subisce, che si vede negata ogni giustizia e ogni cura delle ferite inferte, sia di chi si è macchiato di peccati tanto vili e vergognosi, pur facendo da anni un cammino di pseudo-conversione, peccati di morte e che seminano morte. Poiché costoro in special modo andrebbero aiutati a pentirsi, a riparare, a espiare; non certo andrebbero tenuti, come invece fanno, in sella sol perché conosciuti come super-catechisti... scandalo... scandalo!!! La mia esperienza è che vengono "allontanati" "per un tempo - in obbedienza a Kiko e Carmen - "subito dopo il fattaccio", salvo a scoprire poi che lo hanno fatto solamente per sedare la situazione. Infatti, quando le acque si calmano i "peccatori incalliti neocatecumenali" tornano puntualmente al proprio posto, come nel gioco dell'oca!. QUESTO L'HO VISTO FARE SEMPRE IN CASI SIMILI.
    Poteva mai sbagliare così tanto Kiko a scegliere i suoi??

    CONTINUA...

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  17. CONTINUA....

    Poteva mai sbagliare così tanto Kiko a scegliere i suoi??Anzi, generalmente, questi personaggetti così speciali sono quelli che negli anni a venire fanno più carriera di tutti gli altri. I "number one" del c.n. sono ovviamente quelli che più degli altri sono rimasti impastati del "fango".La cosa è chiara. Un tempo usavano grande prudenza, forse meglio chiamarla astuzia! Ossia, non li stanavi in nessun modo. Ipocriti e figli delle tenebre. Per questo succedeva che, quando raccontavi di loro per averli frequentati "nelle stanze oscure" in cui ti tiravano per irretirti se eri uno "irriducibile" (lì si manifestavano in tutta la loro violenza) NESSUNO TI CREDEVA.In pubblico erano i più "miti della terra" ostentando umiltà e amore per la verità e la giustizia, ma nelle salette e, peggio, a quattr'occhi non era così. Io lì li ho conosciuti, dove sono stata convocata per essere ridotta a miti consigli, ed lì è finito per me il gran "sogno" del cammino.Per la ragazza (ancora una bambina) della storia che io ho conosciuto, sono arrivati fino a convocare un neurologo anche catechista delle prime comunità per spingerlo a eseguire un "ricovero coatto" ai danni della piccola incorreggibile cocciuta rompiscatole per PAZZIA.A onor del vero devo anche dire che quel fratello non si prestò all'ennesima bestialità ai danni della piccola, opponendo che non si davano proprio i presupposti!
    Ultimamente per grazia di Dio sempre più stanno uscendo allo scoperto. 
    Un poco perché, è palese, sono alla frutta e si sentono minacciati da tutto. Quindi tendono a difendersi in ogni modo. Un poco perché, avendola fatta franca per decenni, hanno incarnato quella arroganza che è figlia della massima impunità goduta. Hanno sciolto i freni inibitori, insomma. Si mostrano in tutto il loro grande splendore. Ed ecco che diramano altisonanti "Comunicati Stampa" (wow!!!) per difendere la loro reputazione malferma e lanciare invettive condite di minacce di denunce e richieste di pubbliche smentite da parte di chi ha osato parlar male di loro, rendendo di dominio pubblico alcune delle tante irresponsabili scelleratezze di cui si rendono colpevoli. Vili e induriti nel male! Lo sappiamo noi, figuriamoci loro, che le cose che vengono alla luce sono solo la punta dell'iceberg.Non hanno neanche un residuo di coscienza che faccia dir loro: "L'abbiamo scampata tante volte! Questa volta ci accusano? Prendiamola a sconto dei nostri peccati impuniti!". Questo sarebbe il minimo per loro. Non dico "AMORE AL NEMICO" "NON RESISTETE AL MALE" "BENEDITE COLORO CHE VI MALEDICONO". Ma neanche "a sconto dei peccati". NON SONO CRISTIANI ADULTI, MA NEANCHE CRISTIANI DELLA DOMENICA. I cristiani della domenica dalla fede della Prima Comunione ci arrivano agevolmente, loro no. Sono "Sale che ha perso il sapore". Buono solo ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Questo tocca loro che hanno tradito del tutto la loro "chiamata".

    Pax

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  18. Carissima Rebel,
    bene hai fatto a mettere a confronto un Santo Vero: Padre Pio, con il santone Kiko Arguello (santo farlocco come la sua socia in affari Carmen Hernandez, farlocca di "categoria superiore").

    A parte che il Santo da Pietrelcina li ha entrambi definiti espressamente "falsi profeti" del nostro tempo.

    Nello stile del Padre l'espressione: "Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni".

    Noi siamo tutti in ansia finchè questa profezia non si avveri per il pentolone in ebollizione del cammino...

    Quod exsultatio iniquorum brevis sit (Giobbe 20,5)

    Per quanto riguarda il supporto del Santo Padre Giobbe, poi, mi permetto di trascrivere qui l'intero passo, tutto da leggere, tutto da meditare. Viene a rinverdire le nostre ossa inaridite e a dare vigore alle nostre membra stanche e infiacchite e fiducia nella incessante preghiera che si protrae da anni.

    Dal Libro di Giobbe, capitolo 20:

    4 Non lo sai tu che in ogni tempo,
    da che l'uomo è stato posto sulla terra,
    5 il trionfo dei malvagi è breve;
    la gioia degli empi non dura che un istante?
    6 Anche se la sua altezza giungesse fino al cielo,
    il suo capo toccasse le nubi,
    7 l'empio perirà per sempre come lo sterco suo;
    quelli che lo vedevano diranno: "Dov'è?"
    8 Se ne volerà via come un sogno,
    non si troverà più;
    si dileguerà come una visione notturna.
    9 L'occhio che lo guardava cesserà di vederlo
    e la sua casa più non lo scorgerà.
    10 I suoi figli si raccomanderanno ai poveri,
    le sue mani restituiranno la sua ricchezza.
    11 Il vigore giovanile che gli riempiva le ossa
    sarà nella polvere con lui.
    12 Il male è dolce alla sua bocca,
    se lo nasconde sotto la lingua,
    13 lo conserva, non lo lascia andare giù,
    lo trattiene sotto al suo palato:
    14 ma il cibo gli si trasforma nelle viscere,
    gli diventa in corpo veleno d'aspide.
    15 Ha trangugiato ricchezze e le vomiterà;
    Dio stesso gliele ricaccerà dal ventre.
    16 Ha succhiato veleno d'aspide,
    la lingua della vipera l'ucciderà.
    17 Non godrà più la vista d'acque perenni,
    né di rivi fluenti di miele e di latte.
    18 Renderà i suoi frutti, e non li mangerà;
    saranno pari alla ricchezza dei suoi guadagni,
    e non ne godrà.
    19 Perché ha oppresso e abbandonato il povero,
    si è impadronito di case che non aveva costruite;
    20 perché la sua ingordigia non conobbe limiti,
    egli non salverà nulla di ciò che ha tanto desiderato.
    21 La sua voracità non risparmiava nulla,
    perciò il suo benessere non durerà.
    22 Nel colmo dell'abbondanza, si troverà in miseria;
    la mano di chiunque ebbe a soffrir tormenti si alzerà contro di lui.
    23 Quando starà per riempirsi il ventre,
    Dio manderà contro di lui la sua ira ardente;
    gliela farà piovere addosso per servirgli da cibo.
    24 Se scampa alle armi di ferro,
    lo trafigge l'arco di bronzo.
    25 Si strappa la freccia, essa gli esce dal corpo,
    la punta sfolgorante gli viene fuori dal fiele,
    lo assalgono i terrori della morte.
    26 Buio profondo è riservato ai suoi tesori;
    lo consumerà un fuoco non attizzato dall'uomo,
    che divorerà quel che resta nella sua tenda.
    27 Il cielo rivelerà la sua iniquità,
    la terra insorgerà contro di lui.
    28 Le rendite della sua casa se ne andranno,
    portate via nel giorno dell'ira di Dio.
    29 Tale la parte che Dio riserva all'empio,
    tale l'eredità che Dio gli destina».

    Pax

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    1. Grazie Pax, per aver postato tutto il brano di cui Rebel aveva citato l'incipit.
      Chi costruisce solo per se stesso, anche nel momento in cui si gonfia fino a sfiorare le nubi, non potrà che perire miseramente. E ognuno si chiederà "dov'è?. Volerà via come un sogno, nessuno lo troverà più.
      Aveva oppresso e abbandonato il povero, si era impadronito di case non sue.
      Qualcuno riconosce Arguello che ha indotto tanti a vendersi la casa e si è impadronito dei proventi delle fatiche di molti?

      Elimina
  19. Leggo solo ora la notizia che mons. Viganò ha definito «falso pastore» mons. Gregory, arcivescovo di Washington (che ha succeduto al famigerato McCarrick, l'abusatore sessuale comodamente ospitato con tutti gli onori nel seminario neocatecumenale Redemkikos Mater).

    Nel corso della mia vita ho udito un mucchio di prediche (pretesche ed episcopali) sulla parresìa, termine del greco biblico che indica la franchezza. Ora, quel richiamo costante alla parresìa va applicato anche contro un «falso pastore» come mons. Gregory, che ha confuso la fede con la politica e ha criticato (anziché elogiare, o almeno tacere) un gesto di distensione in questi giorni di tensione.

    Nel nostro piccolo, alla luce del fatto che certe volte occorre proprio «opporsi a viso aperto» (Gal 2,11) pur di onorare Dio piuttosto che gli uomini, vorremmo invitare l'arcivescovo afroamericano Gregory a curare di più il suo gregge e a farsi qualche domandina circa i pretonzoli neocatekiki che di punto in bianco lasciano il loro incarico per partire "missionari" per Kiko.

    Questi presbiteronzoli neocatekiki sono una vera mina vagante. Generalmente ignoranti di liturgia, teologia, morale, attenti solo alle esigenze della setta neocatecumenale, pronti a lasciare qualsiasi lavoro a metà pur di correre dove Kiko comanda, ostinati "kikizzatori" delle parrocchie in cui vengono assegnati, vogliosi di travasare i soldi altrui nelle casse del cammino... Se da un lato i cattolici fanno festa e ringraziano Dio quando un presbiteronzolo kikiano viene spedito altrove, dall'altro lato non possiamo non invocare un trattamento severo contro tali furbacchioni, che notoriamente ubbidiscono al loro cosiddetto "catechista" anziché al vescovo, e usano la diocesi solo per prendere l'equivalente dello stipendio clericale, che si spacciano per missionari ma in realtà non vogliono servire né la diocesi né le missioni ma solo gli avamposti kikolatrici, ecc.

    Non c'è bisogno di chissà che scienza per sapere che un buon vescovo cura anzitutto il suo parco preti e le vocazioni, perché sono le persone che portano e che porteranno materialmente dottrina e sacramenti al popolo. Un buon vescovo insegna (e rettifica gli errori insegnati da altri), anziché fare mossette di politica spicciola e per di più libtard (termine americano per definire la sinistra liberale più rimbecillita). Un buon vescovo desidera (e opera per) la salvezza delle anime: la sua, quella del suo clero, quella dei fedeli.

    Infine, dettaglio di cronaca: mons. Viganò è salito agli onori della cronaca solo nel 2011 quando, già settantenne, denunciò la corruzione nei corridoi vaticani e le macchinazioni intese a zittirlo perché stava scoperchiando uno scandaloso calderone.

    Più lo hanno aggredito (da fuori e dentro la Chiesa), e più gli hanno dato motivo di proseguire la sua battaglia. Ad agosto 2018 denunciò lo scandalo McCarrick - quello famoso per essere stato ospitato nel seminario neocatecumenale di Newark con tutti gli onori - e tutta la rete di strani appoggi e strane coperture. Papa Francesco, poco elegantemente, se n'è tirato fuori e ha comunque comandato di spretare il perfido McCarrick. (Nota tecnica: McCarrick viene spretato e Apuron no, dunque significa che sul primo ci sono non solo accuse di abusi sessuali ma anche altri problemi, probabilmente relativi alla rottura del segreto confessionale o all'assoluzione del complice) e di privarlo del titolo cardinalizio.

    Con quanto detto sopra vorrei far notare che quella per Viganò non è soltanto una "simpatia", men che meno una tifoseria. La parresìa è esattamente il contrario del politicamente corretto e delle untuose e ipocrite finzioni di unità.

    RispondiElimina

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