sabato 13 giugno 2020

Sequenza del Corpus Domini: come il Cammino censura la dottrina eucaristica di Tommaso d'Aquino e della Chiesa Cattolica

Correva l'anno 1264. Il Papa Urbano IV aveva fatto convocare una selezionata assemblea che riuniva i più famosi maestri di Teologia di quel tempo. Tra questi si trovavano due uomini noti non soltanto per la brillante intelligenza e purezza della dottrina ma, soprattutto, per l'eroicità delle loro virtù: San Tommaso d'Aquino e San Bonaventura.
Gonfalone del Corpus Domini di Raffaello
La ragione di questa convocazione era collegata ad una recente bolla Pontificia che istituiva una festa annuale in onore del Santissimo Corpo di Cristo. Al fine di ottenere il massimo splendore per questa commemorazione, Urbano IV desiderava che fosse composto un Ufficio, da utilizzare unicamente nella Messa cantata in occasione di quella solennità, sollecitando ad ognuna di quelle dotte personalità una composizione che doveva essergli presentata entro pochi giorni, in modo da scegliere la migliore.
Celebre divenne l'episodio avvenuto durante la sessione. Il primo ad esporre fu Fra' Tommaso. Con serenità e calma, srotolò una pergamena e i presenti ascoltarono la declamazione della Sequenza da lui composta:
Lauda Sion Salvatorem, lauda ducem et pastorem in hymnis et canticis (Loda, Sion, il Salvatore, la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici)… Stupore generale.
Fra' Tommaso concluse: …tuos ibi commensales, cohæredes et sodales, fac sanctorum civium (accoglici in Cielo, alla Tua mensa, e rendici coeredi in compagnia di coloro che abitano la Città Santa).
Fra' Bonaventura, degno figlio del Poverello, cancellò senza indugio la propria composizione e gli altri lo imitarono, rendendo tributo al genio e alla devozione dell'Aquinate. La posterità non conobbe le altre opere, senza dubbio anch'esse sublimi, ma immortalò il gesto dei suoi autori, vero monumento di umiltà e di poche pretese.
La festa liturgica del Corpus Domini ha origine a metà del 1200 quando, mentre i movimenti evangelici che nascevano nel laicato del nord d'Italia e del sud della Francia, come gli albigesi, negavano che l'Eucaristia fosse un sacramento, i movimenti popolari dei paesi del nord Europa, soprattutto in Belgio, propugnavano un'intensa devozione per l'ostia consacrata.
Si era diffusa l'usanza di conservare il Santissimo nel tabernacolo, di esporre l'ostia in un ostensorio posto sull'altare, qualche volta anche durante la Messa, di suonare un campanello al momento dell'elevazione affinché tutti i fedeli contemplassero l'Eucaristia e di impartire la benedizione col Santissimo Sacramento. La devozione per il «Corpo del Signore» divenne così intensa che nell'estate del 1246, a Liegi il vescovo ne autorizzò il culto legandolo anche a una speciale festività, da celebrarsi il primo giovedì successivo alla domenica dopo Pentecoste, festa della Santissima Trinità.

La Santa Sede ricevette numerose petizioni perché la festa del Corpus Domini fosse estesa a tutta la Chiesa, ma, pur essendo al corrente dell'esistenza del movimento eucaristico belga, papa Urbano IV e i suoi predecessori non si mossero finché la gente in Italia non ebbe il suo miracolo, il famoso «miracolo di Bolsena», che ne destò il fervore nei confronti del sacramento.

Miracolo eucaristico di Bolsena (Raffaello)
Il racconto più antico di questo miracolo è contenuto nella Chronica (III, tit. 19, cap. 13) di S. Antonino da Firenze († 1459). Secondo tale versione, un prete tedesco che si era recato in pellegrinaggio a Roma, stava celebrando la Messa nella chiesa di S. Cristina nella cittadina umbra di Bolsena; egli era assalito da gravi dubbi sulla transustanziazione del pane e del vino, che furono subito fugati alla visione del sangue che colava dalle specie consacrate e che imbeveva il corporale. Presto si sparse per tutto il villaggio la voce del miracolo e subito si formò una processione per portare il corporale macchiato di sangue a Urbano IV, che si trovava allora a Orvieto, a pochissima distanza da Bolsena. È opinione universale che risalga a quell'epoca la decisione di Urbano di estendere in tutto il mondo la festa del Corpus Domini.

Nella sua cronaca, pubblicata fra il 1312 e il 1317, Tolomeo fa un racconto molto chiaro e particolareggiato:
Per ordine dello stesso papa, fra Tommaso compose anche l'Ufficio per il Corpus Domini. (Egli) scrisse l'Ufficio per il Corpus Domini per intero, incluse le lezioni e tutte le parti da recitare di giorno o di notte; come anche la Messa e tutto ciò che in quel giorno si deve cantare. Il lettore attento si accorgerà che vi ricorrono tutte le figure simboliche dell'Antico Testamento, collegate in modo chiaro e appropriato al sacramento dell'Eucaristia.
Le antifone, le orazioni e la sequenza sono senz'altro ancora quelle originali. La sequenza della messa è veramente straordinaria, tanto da non poter neppure essere paragonabile con i canti o gli inni precedenti. Il canto del Lauda Sion è infatti notevole non solo per la poesia che lo pervade ma anche per il suo contenuto teologico; le singole strofe seguono da vicino la dottrina sull'eucaristia esposta da san Tommaso nella terza parte della Summa Theologiae.
La sequenza riecheggia antichi motivi, nessuno dei quali può però vantare la stessa bellezza e profondità.

Ebbene, come premesso dal titolo del nostro articolo, la Sequenza del Corpus Domini, parte della liturgia immodificabile della Chiesa Cattolica e legata da un lato alla teologia eucaristica del Dottore Angelico san Tommaso d'Aquino, dall'altro al fervore di fede e all'adorazione delle Sacre Specie in contrapposizione ai primi movimenti eretici che ne negavano il valore, è stata gravemente mutilata ad opera del laico Kiko Argüello.

Riportiamo di seguito la magnifica sequenza in traduzione italiana.
Con il grassetto evidenzieremo i versetti "censurati" dal novello albigese signor Argüello, così come appare nella sua raccolta di canti "Risuscitò".
Sequenza del Corpus Domini
  1. Sion, loda il Salvatore, la tua guida, il tuo pastore con inni e cantici.
  2. Impegna tutto il tuo fervore: egli supera ogni lode, non vi è canto che sia degno.
  3. Pane vivo, che dà vita: questo è tema del tuo canto, oggetto della lode.
  4. *Veramente fu donato agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena.*
  5. *Lode piena e risonante, gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito.*
  6. Questa è la festa solenne nella quale celebriamo la prima sacra cena.
  7. È il banchetto del nuovo Re, nuova Pasqua, nuova legge; e l'antico è giunto a termine.
  8. *Cede al nuovo il rito antico, la realtà disperde l'ombra: luce, non più tenebra.*
  9. Cristo lascia in sua memoria ciò che ha fatto nella cena: noi lo rinnoviamo.
  10. Obbedienti al suo comando,consacriamo il pane e il vino, ostia di salvezza.
  11. *È certezza a noi cristiani: si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino.*
  12. *Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma, oltre la natura.*
  13. *È un segno ciò che appare: nasconde nel mistero realtà sublimi.*
  14. *Mangi carne, bevi sangue; ma rimane Cristo intero in ciascuna specie.*
  15. *Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve.*
  16. Siano uno, siano mille, ugualmente lo ricevono: mai è consumato.
  17. Vanno i buoni, vanno gli empi; ma diversa ne è la sorte: vita o morte provoca.
  18. Vita ai buoni, morte agli empi: nella stessa comunione ben diverso è l’esito!
  19. Quando spezzi il sacramento non temere, ma ricorda: Cristo è tanto in ogni parte,
  20. quanto nell’intero.
  21. È diviso solo il segno non si tocca la sostanza; nulla è diminuito della sua persona.
  22. Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato.
  23. Con i simboli è annunziato, in Isacco dato a morte, nell'agnello della Pasqua, nella manna data ai padri.
  24. Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: *nutrici e difendici,* portaci ai beni eterni *nella terra dei viventi.*
  25. Tu che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo *nella gioia dei tuoi santi.
Innanzitutto consideriamo che il titolo del canto "Sequenza del Corpus Domini" è ingannevole: con la censura di 8 versi interi più altri spezzoni su un totale di 25, un buon terzo della Sequenza liturgica del Corpus Domini viene cancellata.
Si tratta di un tentativo maldestro di riassumerla per renderla più agile? Assolutamente no, visto che la ripetizione della prima strofa a mo' di ritornello rende la versione kikiana assai più lunga della Sequenza originale.
Il signor Argüello rende la magnifica sequenza di San Tommaso una nenia funeraria, di una cupezza impressionante. L'unico punto in cui cambia la cadenza mortuaria è nelle parole finali del versetto 9 dove dice e "noi lo rinnoviamo" (!!!)
Passiamo all'analisi punto per punto.

Prima censura operata sulla Sequenza del Dottore Angelico ad opera del sig. Argüello:
*Veramente fu donato agli apostoli riuniti in fraterna e sacra cena.*
*Lode piena e risonante, gioia nobile e serena sgorghi oggi dallo spirito.*
Il dono fatto agli Apostoli nel corso della santa cena stravolge completamente l'assetto della cerimonia comunitaria neocatecumenale, in cui sono i commensali, tutti insieme, a celebrare l'evento. Anche la "lode piena e risonante", la "gioia nobile e serena" non si addicono al passaggio da atteggiamento lugubre e solenne al disfrenamento alla "alegria hermanos" che ben conosciamo.

Seconda censura operata sulla Sequenza del Dottore Angelico ad opera del sig. Argüello:
*Cede al nuovo il rito antico, la realtà disperde l'ombra: luce, non più tenebra.*
Sicuramente queste parole sono state stralciate con sdegno. Come si permette San Tommaso di definire tenebra il rito antico, cioè il rito ebraico veterotestamentario, rispetto al fulgore del nuovo, quando il Cammino riscopre la Pasqua ebraica come chiave per comprendere l'Eucarestia? Che fine fanno, di fronte alle parole dell'Aquinate accolte nella Liturgia del Corpus Domini tutte le Merkabah, Shekinah, i Tallit e le Kippah, le Ketubah, gli Shemah?

Terza censura operata sulla Sequenza del Dottore Angelico ad opera del sig. Argüello:
*È certezza a noi cristiani: si trasforma il pane in carne, si fa sangue il vino.
*Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma, oltre la natura.*
*È un segno ciò che appare: nasconde nel mistero realtà sublimi.*
*Mangi carne, bevi sangue; ma rimane Cristo intero in ciascuna specie.*
*Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve.*
Qui si giunge al cuore del problema e nello stesso tempo al cuore pulsante della Sequenza, strappato senza mezzi termini da un Kiko che ostenta la determinazione del novello eretico albigese.
La traduzione italiana delle prime parole di questi versi è "È certezza a noi cristiani" ma l'originale latino recita "Dogma datur Christianis" perché ciò che si appresta a descrivere è il dogma eucaristico per antonomasia, il dogma della Transustanziazione, cioè che con la consacrazione eucaristica, la sostanza del pane e del vino si trasforma in Corpo e Sangue di Cristo mantenendo le apparenze e le caratteristiche esterne. Infatti il Santo Dottore scrive: "Tu non vedi, non comprendi, ma la fede ti conferma".
Per Kiko non poteva rimanere nella sequenza questa PROFESSIONE DI FEDE nella Presenza Reale di Gesù nelle Sacre Specie che il Cammino neocatecumenale da mezzo secolo nega con pervicacia e cerca di estirpare dalla mente dei suoi adepti quasi fosse una mala pianta!
"Mangi carne, bevi sangue: ma rimane Cristo intero in ciascuna specie".
Questo versetto gli doveva stare parecchio indigesto, all'eresiarca Kiko!
Esso infatti rimarca che Cristo è intero IN CIASCUNA SPECIE, e questo demolisce completamente la predicazione di Carmen che dichiara vitale e indispensabile FARE LA COMUNIONE SEMPRE sotto ambedue le specie (eresia utraquista) quasi come se la particola consacrata non fosse Corpo e Sangue di Cristo.
"Chi ne mangia non lo spezza, né separa, né divide: intatto lo riceve". Anche queste parole contravvengono all'uso neocatecumenale di masticare il Corpo di Cristo per "macinarlo" e dividerlo, quasi con sacrilego accanimento.

Ci soffermiamo poi sull'ultima censura, che sembra voler sfregiare la bellezza della chiusa di questa Sequenza; vengono "dimenticate" dall'Argüello le parole "nella gioia dei tuoi santi". Sembra impossibile tanto accanimento contro la gioia pura della vita eterna in Cristo Gesù.

E in fin dei conti ci chiediamo: Perché profanare un inno approvato per tutta la Chiesa dove ogni parola ha un senso teologico ed ecclesiale? Perché volerne sconvolgere il contenuto teologico insieme alla nitidezza formale, ripetendo più volte il ritornello per coinvolgere l'assemblea dormiente… Manco stesse cantando canzonette popolari alla sagra delle melenzane?

È proprio un demonio!

Completiamo con una conferma giuntaci da Tomista ex NC:
Ricordo perfettamente che in occasione di una "Convivenza di fine corso" per le equipes dei "Centri", svoltasi nel mese di Giugno in concomitanza con la Solennità del Corpus Domini, Salvatore Morfino disse: "Oggi dovremmo scambiarci gli auguri a vicenda, perché è il nostro onomastico. È la festa del Corpo di Cristo, che siamo noi!"
Ecco condensata in due frasi tutta la dottrina eucaristica neocatecumenale.
Non ci si lasci ingannare dal fatto che oggi essi siano soliti utilizzare una terminologia affine al Cattolicesimo, a differenza di qualche decennio fa. Si tratta di parole che, sebbene considerate in sé stesse non contengano nulla di ambiguo o eterodosso, risultano svuotate del loro contenuto dogmatico trasmessoci dalla Divina Rivelazione.



Ecco l'inno, nella versione vietata ai neocatecumenali perché teologicamente corretta, liturgicamente adatta: Lauda Sion:

27 commenti:

  1. Sto leggendo un libro di catechismo trovato a pochi spicci in una bancarella dell'usato, un po' attempato, ma molto interessante.
    Parlando della fede, l'autore afferma: "Chi ha apostatato dalla fede, aveva prima apostatato dall’onestà".

    Poi fa una rassegna di riformatori dicendo che tutti, prima di di sposare l'eresia, erano scesi a patti con il peccato (un conto è peccare e pentirsi, poi magari ricadere e pentirsi di nuovo... un conto è chiamare male il bene e bene il male).
    E cita Papini: "Se nell’uomo c’è una bestia che ricalcitra e un angelo che trasogna il luteranesimo li contenta tutti e due.
    Questi riformatori fracassoni vogliono riformare la dottrina evangelica, l’esegesi biblica, la teologia della Redenzione, la gerarchia ecclesiastica, i rapporti tra la Chiesa e lo Stato, la disciplina e la liturgia.
    Vogliono riformare ogni cosa eccettuato se stessi.
    Tutto e tutti voglion riformare, meno l’anima propria".

    Chissà se è il caso di Kiko e Carmen...

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    1. Riformatori fracassoni? Sembra proprio che il Papini abbia conosciuto Kiko e Carmen! Evidentemente non sono gli unici che, nella Chiesa, hanno preteso di riformare tutto, tranne se stessi!
      Non sanno essere unici e originali nemmeno nell'errore.

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  2. Là dove non può modificare, Kiko va sforbiciando. Viene perfino l'impressione che a compiere il diabolico lavoro non sia stato Kiko - notorio campione di ignoranza teologica - ma qualcuno dei suoi oscuri burattinai.

    Intanto notiamo come si è "evoluta la liturgia" nella Chiesa: devozione popolare incoraggiata dai vescovi, miracoli eucaristici che convincono il Papa, convocati i più santi teologi del tempo, persino il gesto di vera umiltà di stracciare le proprie composizioni perché dall'alto delle loro conoscenze teologiche riconoscevano che quella del frate domenicano Tommaso d'Aquino accende i cuori all'amore di Dio, più delle loro ottime composizioni...

    Erano altri tempi. Erano tempi in cui la società civile si chiamava cristianità. C'erano sì i peccatori, le guerre, le ingiustizie, ma venivano qualificati senza mezzi termini "peccatori", "guerre", "ingiustizie". Ai pontefici e ai teologi e ai vescovi premeva solo la salvezza delle anime, a cominciare dalla propria (esattamente il contrario dei teologi di oggi). Anche quando si macchiavano di peccati, sapevano che in fin dei conti l'unica cosa che conta per ogni singola anima, è salvarsi.

    Ogni volta che ascolto una versione del Lauda Sion mi tornano in mente i momenti sinceramente emozionanti delle ordinazioni sacerdotali e delle liturgie più sentite, dove il popolo "che non capisce niente di latino" e non poteva neppure partecipare al canto, ascoltandolo percepiva la grandiosità della fede, l'immensità dei divini misteri, il senso esatto di "infinita misericordia di Dio": una bellezza così sublime parla di Dio, cioè è vero canto liturgico (invece le grattugiate di chitarrella di Kiko parlano di Kiko anche quando nominano Dio). Da un buon numero di secoli, tutti gli altri cristiani prima di noi, in qualunque posto del mondo, in qualunque circostanza sociale, percepivano la stessa cosa.

    La bidonata del Cammino è che cancella la Tradizione per sostituirla con le deiezioni dell'estroso Kiko. Kiko tagliuzza un canto sublime, cioè priva i kikos delle verità di fede ivi contenute (e non per modo di dire). Kiko censura la Tradizione, cioè censura ciò che aveva fatto bene ai nostri padri, ai nostri nonni, ai nostri bisnonni, ai loro predecessori, a tutto il popolo di Dio prima di noi. Per di più abbruttisce il canto, perché lo vuole "personalizzare", cioè kikizzarlo, affinché i kikos adorino l'idolo Kiko.

    Il Cammino è idolatria. Un itinerario truffaldino, che vi vomita addosso parole del lessico cristiano, inni a cui sono state estirpate le verità di fede, celebrazioni-carnevalata con qualche formula cristiana. Una sorta di psico-terapia di gruppo autogestita, dove ognuno deve recitare la parte del caciarone, depresso, allegro, disperato, confessare i propri peccati in pubblico, elucubrare kikianamente sulla Parola, preparare l'ambientale, pagare la Decima, figliare come conigli, ubbidire ai cosiddetti "catechisti" - cioè i cloni dello squallido narcisista Kiko - e soprattutto fingere di non vedere e non sentire gli scandali neocatecumenali, comodamente insabbiati.

    "Ma... ma... la mia esperienza...!" È stata solo un fascio di emozioni autocostruite seguendo lo schema preconfezionato di Kiko. La fede è qualcosa di profondamente diverso. La fede riguarda una verità infinitamente più grande di te, del diabolico Cammino, e dei suoi autoeletti "iniziatori". Quelle verità di fede hanno nutrito innumerevoli generazioni di santi - e di peccatori, di gente comune come noi, che anziché scandalizzarsi del proprio peccato chiedevano perdono col sacramento della confessione, cioè si rialzavano in piedi ad ogni caduta. Possono nutrire anche te. Altro che sabati sera e convivenze e "alzate" e centopiazzate e marcar presenza agli eventi.

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    1. Sintesi magistrale!👏👏👏

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    2. Parrebbe una sintesi un po'volgare per rendere più accessibile l'avvicinarsi e lo scoprire un qualcosa che poi è gerarchico assoluto senza tenere conto che compiacere, corrompere,comprare sono comuni ai vari partecipanti e gradi...
      L'anima comunque è una identità personale che si nutre di razionalità per poter essere irrazionale quando serve perché alle volte viene richiesto per andare oltre,nel territorio un po'straniero...
      Avete straragione sui conti e freddezza esercitati dai contabili dei contabile perché il travaso e il passaggio è quanto di più letterale in questo quadro sintetico e naturale...
      Grazie per la sensibilità,difesa e promozione per arrivare ad una vera comunione e comunità...cosa che il cammino ha andature, calzature e atletismi diversi...

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    3. L'eresia del Cammino si può dedurre, oltre che dai contenuti della sua ridicola "teologia", anche dalla sua furia iconoclasta verso il passato.
      Iconoclasta nel vero senso della parola, perché riguarda anche l'arte cristiana del passato, che per Kiko è tutta da buttare, nulla escluso.

      Progredire significa fare tesoro delle conquiste del passato, perfezionarle e, certo, anche emendarle da eventuali errori.
      Chi fa la rivoluzione, invece, ha tutto l'interesse a distruggere il passato.

      Così la distruzione di statue e di simboli storici del passato di questi giorni non ha come scopo la giustizia o il correggere gli errori del passato, ma quello di cambiare (poveri illusi) la stessa finalità della storia, che sarà ricapitolata in Cristo.

      Si possono rimuovere statue e cambiare nome alle vie, certo. Ci può stare, e anzi ci deve stare, anche il revisionismo storico, che l'interpretazione della storia laica non è materia di fede.
      Ma la furia iconoclasta è sintomo, oltre che di alienazione mentale, che si stanno realizzando le parole di Cristo: "Chi non è con me, è contro di me".
      L'ordine cristiano si può perfezionare, ma se si vuole un nuovo ordine non può che essere contro Cristo.
      Così mettere tutte le religioni sullo stesso piano non è tolleranza, ma è andare contro l'ordine di Cristo. Per raggiungere questo tipo di tolleranza occorre necessariamente andare contro Cristo.

      Forse uno dei motivi per cui il Cammino si è inaridito e alle sue catechesi non va più nessuno, è perché ormai i rivoluzionari insoddisfatti della vita non hanno che l'imbarazzo della scelta.

      Ma il Cammino ha fatto la sua parte nell'immettere nella Chiesa stessa la mentalità della separazione.
      Separazione dalla Tradizione, dalla storia della Chiesa e, naturalmente, anche dagli altri credenti.

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    4. Tutto giusto...
      Conservare almeno il materiale storico per poter continuare appena possibile...
      Il cammino però non è rivoluzionario ma è un'arma bianca che ha destabilizzato vite e territori...
      Perché per tentativi che diventeranno quasi sempre estorcere soldi o sfrattare per i comodi di Kiko o della comunità non si può definire questa porcheria che atto criminale destabilizzante...
      Poi il cammino se il povero papà ha bisogno,tuttalpiu' serve per dargli numeri come entrate economiche e figli/nascite di una certa natura, motivo e storia pregressa.. leggasi mio riassunto/testimonianza poco prima in alto...

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  3. corretto grammaticalmente:

    La realtà del cammino è molto complessa e forse irripetibile. Spesso nel blog si legge "come mai ha avuto così ampia diffusione? - Come mai i sacerdoti o i vescovi o diversi pontefici non intervengono a viso aperto ed efficacemente?". Credo che la risposta sia tanto triste, quanto vera. Il cammino in questi 50 anni ha dato asilo a tantissimi sacerdoti e addirittura vescovi che non sapevo più dove sbattere la testa, umanamente e pastoralmente parlando. Non si può conoscere la stima esatta per un fenomeno così capillare, ma possiamo immaginare che se in una diocesi medio piccola italiana, già solo 3 parroci non hanno lasciato l'abito o sono andati in cura mentale "grazie" al cammino che li ha sollevati da ogni incombenza e "custoditi" nella crisi personale, possiamo capire allora il sospiro che hanno tirato in 50 anni tanti pastori. Se ti saltano i parroci, ti salta la diocesi e il pragmatismo ha preso il sopravvento sul discernimento in stagioni molto turbolente della Chiesa post-conciliare dove tante correnti filosofiche e rivoluzionarie, avevano fatto sbarellare tantissimi sacerdoti per i più disparati versi, in particolare nel decennio degli anni '70. A molti vescovi è parso che il cammino fosse in fin dei conti la cosa più "cattolica" e seria nel panorama arcobaleno che si stava stagliando in quel periodo, dove i sacerdoti si reinventavano sindacalisti e operai e celebravano sui bicchieri di plastica, quelli rimasti nel vestito. Stiamo parlando solo dell'Italia. Figuriamoci le altre parti del Mondo, non solo in Europa, ma in altri paesi dove verrebbe la pelle d'oca a chiunque per tantissimi aspetti culturali dove il Vangelo e tanto più il diritto canonico, faticano ad entrare nel cuore e nella mentalità (pensiamo al celibato sacerdotale o alla reincarnazione degli spiriti che si crede in Africa). Il cammino quindi è stato gioco forza "accolto" come materasso per i sacerdoti e vescovi e allo stesso tempo, come testa d'ariete per sfondare confini e culture difficili da scalfire se non si ha la carità e la pazienza di aspettare anche secoli. Come mai è stato così ben visto dagli alti prelati e porporati? Perché il cammino ti risolve un sacco di gastriti. Per quanto riguarda le dinamiche dei laici e il successo della "massa" ne avete ampiamente sviscerato gli aspetti più significativi a mio avviso. Come mai il cammino sta andando da più di un decennio al tramonto? Presto detto, non è più efficace a tutti i livelli come spesso è stato detto. Ha mancato tutti gli obiettivi, ma in particolare, non si cammina più. Quale prete in difficoltà personali si prende la briga di entrare in una comunità fatta di adolescenti complessati dai genitori che hanno più bisogno loro dello psicologo di lui medesimo? Ecco detto e fatto, lo sfaldamento degli ultimi anni, dove il numero di comunità senza sacerdote è molto superiore a quello delle comunità "seguite". Assemblee sempre più sdentate perché bastano 2 passaggi per capire che non è aria per chi già zoppica, che si è preti o laici.

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  4. Nessuno vi obbliga ad essere d'accordo o a pensarla come i neocatecumenali però a quanto pare noi siamo obbligati a pensarla come voi #iloveheters, pubblica solo i commenti che ti fanno comodo su 😚 buona Domenica

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    1. Certe volte vorrei ringraziare il cretineocatecumenale che è così tanto ossessionato dall'esistenza di questo blog da compulsarlo attentamente ogni giorno (e l'ha anche fatto involontariamente conoscere a un mucchio di fratelli del Cammino). Infatti non perde mai occasione di fare obiezioni stupide - quelle a cui statisticamente si risponde meno - e consentire agli altri lettori del blog di capire bene il quadro della situazione.

      Per cui commentiamo la sua breve "scaletta" di sragionamento, per capire quant'è intrisa di furbate e di menzogne, strumenti fondamentali per chi vuole promuovere il Cammino.

      «Nessuno vi obbliga ad essere d'accordo o a pensarla come...»: menzogna numero uno perché la fede cattolica non è una condivisione di opinioni ma un insieme di verità oggettive tutte strettamente connesse tra loro. Qui non siamo al club "Forza Inter" dove gli juventini non sono ben accetti. Qui parliamo di come il Cammino ha inquinato le verità di fede, spacciandosi falsamente per cattolico, devastando la vita di tantissimi "fratelli". Quelle verità di fede sono documentatissime (Catechismo, Magistero, documenti ecclesiali, ecc.), così come le questioni liturgiche (Messale, Redemptionis Sacramentum, ecc.), per cui chi tenta ugualmente di barare dev'essere per forza in malafede, dev'essere per forza un adepto della menzogna. E sappiamo chi è il padre della menzogna e padre del Cammino.

      «...noi siamo obbligati a pensarla come voi»: menzogna numero due perché qui presentiamo documenti, testimonianze, immagini, per gran parte provenienti dai pubblici post dei pubblici social dei neocatekikos. Sfidiamo chiunque a verificare ciò che diciamo, con speciale riguardo ai documenti validi per tutta la Chiesa (Catechismo, Messale, lettera del 1° dicembre 2005 con le «decisioni del Santo Padre», ecc.) e alla luce di venti secoli di Tradizione e Magistero. È profondamente disonesto accusare noialtri per aver semplicemente preso sul serio la fede cattolica: quel che fa testo è ciò che la Chiesa sta insegnando da venti secoli; i nostri singoli interventi qui sul blog sono o la testimonianza di chi si è riscoperto cristiano, o la testimonianza di chi ricorda le porcate del Cammino, oppure i documenti di fronte ai quali le eresie e le ingiustizie del Cammino diventano particolarmente evidenti.

      «...pubblica solo i commenti che ti fanno comodo»: menzogna numero tre perché questo non è il muro da imbrattare a disposizione dei vandali, e le obiezioni a cui abbiamo già risposto millemila volte in tutte le salse costano solo tre secondi di ricerca nell'apposita casellina. Il cretineocatecumenale delle 14:46 si illude che a forza di copiaincollare scemenze, noialtri ci si converte a Kiko. Povero idiota idolatra! Ma lui ostinatamente prosegue, perché tenta di estenuarci (pensate un po' quanto è imbottito di odio verso di noi: tipico frutto del Cammino, odiare chi non loda l'idolo Kiko), e ne è prova che per rispondere a tre righe imbecilli come le sue occorrono interi paragrafi di testo.

      Ricordiamo infine che Nostro Signore ha parlato fin troppo chiaramente: non basta blaterare "Signore, il Signore" per accedere al regno dei cieli, tanto meno augurare ipocritamente "buona domenica". Il Signore scruta i cuori e vede benissimo quanto il Cammino è fondamentalmente un ammasso di eresie, e quante anime ha già fatto dannare. Ne chiederà conto nel giorno del giudizio, e non ci sarà verso di difendersi dicendo: "ma io pagavo puntualmente la Decima! ho fatto tutte le Centopiazzate! preparavo l'ambientale e telefonavo al responsabile! facevo le lodi domestiche al Kiko domestico infischiandomene dei miei bambini che piangevano perché non volevano sciropparsi la pagliacciata! mica ero un religioso naturale o un Haters!"

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    2. @ Anonimo 14:46

      Se vuoi fare il simpatico e l'innovatore, almeno fallo per bene.

      Adesso ti sei anche evoluto nell'inglese ma, come con l'italiano, gli errori fioccano.

      #iloveheters non vuol dire nulla, al massimo è il suffisso per "etero", sarebbe quindi come se tu avessi detto "Amo gli etero...". Tralasciamo la "i" minuscola, che in inglese non vuol dire niente.
      Se volevi alludere, come sempre agli "odiatori", dovevi scrivere #Ilovehaters-#ILOVEHATERS.
      Per la prossima volta...

      Inutile tu cerchi ogni volta una sortita nuova.
      Gli assunti non cambiano.

      Certo che VOI siete obbligati a pensarla come noi.
      Noi seguiamo la Chiesa nella sua integrità, fedeli, come ben ha detto Tripudio, alle sue consegne.

      Chiunque si professi cristiano le deve seguire, la fede cattolica non è OPINIONE.

      Questa dei commenti "che fanno comodo", pubblicati a dispetto di quelli che tu definisci "scomodi", è troppo vecchia.
      Fattene venire in mente un'altra nuova, tipo #iloveheters.

      Buona domenica anche a te.

      Elimina
    3. @Anonimo analfabeta funzionale

      Carissimo,
      sai qual è il problema? E' che nel cammino si confonde la FEDE (dono di Dio) con il tifo da stadio.
      Già il fatto che tu parli dei DOGMI come OPINIONI dimostra che il cammino NON TI HA INSEGNANO NULLA DELLA FEDE.

      Ti ricordo che il DOGMA è una qualcosa che caratterizza la fede. Ovvero: se tu non ci credi NON SEI CATTOLICO. Es. Le apparizioni non sono DOGMI nel senso che se qlc che si dice cattolico esprime dei dubbi sulla veridicità delle apparizioni di Fatima non è AUTOMATICAMENTE non cattolico.

      Benissimo, voi dite che la Madonna è apparsa a Kiko e vi dite "cattolici", ma NON CREDETE nei FATTI nell'EUCARESTIA. E questo perchè KIKO non ci crede. Tanto è vero che, nel musicare (si fa per dire) l'inno eucaristico per eccellenza si è sentito in dovere di tagliare le strofe che non funzionali alla SUA idea.

      Quindi carissimo, ti puoi sentire offeso quanto vuoi, ma hai torto marcio. Non è questione di opinioni, è questione di FEDE. Gesù Cristo ha voluto essere con noi fino alla fine dei tempi attraverso la Santa Eucarestia. Per Kiko la presenza di Dio è SUBORDINATA alla celebrazione NC. Poi di te, Dio se ne frega.

      Io invece, in quanto cattolica so benissimo che posso entrare in una qualsiasi chiesuola in ogni parte del mondo...cercare il tabernacolo con il lumino acceso e SAPERE PER FEDE che Dio è lì che mi aspetta.

      Tu no. Tu hai bisogno di tutto il baraccone made in Kiko.

      Fammelo dire: Kiko vi ha reso un gruppo di sfigati dipendenti da lui e da ogni cosa che gli passi per l'anticamera del cervello. Non vi invidio. Per nulla

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    4. Il "Nessuno vi obbliga ad essere d'accordo o a pensarla come i neocatecumenali" te lo tieni per te, mi@ car@ Anonimo. Anzitutto perché, come già é stato detto, la Fede NON é un insieme di opinioni. Come osi concepire la Fede come mero relativismo?!
      Seconda cosa, hai mai pensato a chi invece é dentro, ma non si "trova d'accordo" con certi aspetti? Pensi che questa tua menzione alla libertà di opinione valga anche per loro?
      Non puoi parlare di libertà di pensiero in un contesto (che é il cammino) dove non ci sono né la libertà né (spesso) il pensiero.
      Infine con quale faccia accusi i moderatori di "censurare" i commenti a loro scomodi? Sai, invece, chi mi ricorda questo atteggiamento di "censurare le scomodità"? Mi ricorda il vostro capo supremo kiko.

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    5. Io invece, in quanto cattolica so benissimo che posso entrare in una qualsiasi chiesuola in ogni parte del mondo...cercare il tabernacolo con il lumino acceso e SAPERE PER FEDE che Dio è lì che mi aspetta.
      ---
      Giusto aleCT!
      Infatti nella parrocchia neocatecumenalizzata di S.Maroa Goretti a Roma, il lumino rosso, che testimonia la presenza reale di Cristo nel Tabernacolo, è perennemente spento!
      Ruben.

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    6. @Anonimo 10:17
      Sei tanto abituato a mentire da farlo anche quando le menzogne sono palesi?

      Dove, @aleCT (e come ti permetti, cafone che non sei altro, di fare nomi e cognomi mentre tu sei Anonimo e ciò ti si addice perché è come se ammettessi di non avere "nome" né in arte né nella vita, cioè di non avere 1 tua "personalità", infatti sei 1 marionetta, uguale a tutte le altre marionette del teatrino Kikiano) dove, @aleCT avrebbe detto di essere "più cattolica degli altri"? Mentitore .. forse sei tu che ti senti più NC degli altri e vuoi superare in prepotenza e alterigia il tuo maestro e padrone, giudicando i cuori.
      Dovresti invece ringraziare questa semplice cattolica, come gli altri (ma non certo come voi della setta NC) che ti ha dato .. vogliamo chiamarle "informazioni"? basilari sulla fede.
      Ora tu non hai gli strumenti per capirle ed usarle queste informazioni perché la setta dove soggiorni ti ha IMMERSO nelle TENEBRE e ti IMPEDISCE di vedere la Luce di Cristo .. ma pregaLo che ti apra gli occhi, anche davanti, come piace dire a voi, ai "profeti" o "angeli" che ti manda ..
      questa sorella è stata una di essi per te oggi, cogli le occasioni per salvarti che il Signore ti manda, perché un giorno il tempo finirà ..

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    7. Anonimo 14 giugno 2020 10:17

      Non ho rilevato nè errori ortografici, nè refusi od altro, nel post di aleCT, quindi, qui, se c'è qualcuno che "schiuna di rabbia" è un altro; trai tu stesso le conclusioni.
      Ruben

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  5. Anonimo 13 giugno 14:46:
    ciò che mi spinge a rispondere alle tue provocazioni è un dubbio, quello che qualche persona normale, e non uno come te che fa del commento mordi e fuggi senza alcun contenuto il suo pane quotidiano fin dal mattino, possa pensare che qui si censurano gli interventi.
    Su questo blog vengono buttate via le spazzature, cioè i commenti da troll come i tuoi, generalmente pieni di insulti, parolacce, ma comunque non più lunghi di una riga e mezza perché appunto, chi li scrive, vuole solo insultare i redattori del blog, sa che al 99% non verrà pubblicato.
    Altri commenti non pubblicati possono essere i copia incolla di pagine già note dei siti del Cammino inutilmente ripetitivi oppure attacchi personali o commenti del tutto fuori tema fatti da chi ha scambiato questo blog per un social tipo facebook.
    Chiunque conosca anche solo superficialmente questo blog sa che se chi ci scrive lo facesse per argomentare anche in modo semplice una qualsiasi giustificazione di ciò che denunciamo, per esempio ci spiegasse perché in un canto del Cammino intitolato Sequenza del Corpus Domini manca il dogma eucaristico, come dice giustamente AleCT, verrebbe sicuramente pubblicato.
    Se chi ci scrive poi fosse teologo o sacerdote, gli dedicheremmo un articolo.
    Ma, purtroppo o per fortuna, non saprei dirlo, questi commenti degni di pubblicazione e rilievo non giungono.
    Eppure il blog è letto da presbiteri e catechisti del Cammino, ne abbiamo le prove dirette e indirette.
    Se i commenti sgrammaticati ed insultanti vengono da loro, purtroppo, finiscono nel cestino come tutti gli altri, soprattutto perché anonimi.
    Ma comprendiamo che questi sacerdoti, teologi o catechisti non si abbassino a scrivere qui da noi: fatto sta che neppure nel blog di padre Ariel di Gualdo sono intervenuti, lasciando la difesa delle ragioni e della cattolicità del Cammino ai troll insultanti come te.
    Invece abbiamo letto fior di sacerdoti che hanno scritto per dare conferma delle tesi di chi descrive il Cammino come un perniciosa deriva nella Chiesa Cattolica, disobbediente e dannoso.
    Ciò ci fa supporre che il Cammino, quando vengono enucleare le sue reali prassi, sia semplicemente indifendibile.
    Quindi ciò di cui ci accusi non ha senso: è nel nostro interesse pubblicare tutti i commenti che abbiano un contenuto, a favore delle nostre tesi ma ancor più contrario, perché sarebbe uno stimolo al dialogo ed all'approfondimento, che è ciò che ci interessa si possa sviluppare negli spazi dedicati ai commenti.

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  6. Dal post:
    "riassumerla per renderla più agile? Assolutamente no, visto che la ripetizione della prima strofa a mo' di ritornello rende la versione kikiana assai più lunga della Sequenza originale."
    -------
    Infatti, il RITORNELLO, in tutti i canti di Kiko, non ha una ragion d'essere solo musicale e artistica ma una ragione STRUMENTALE nell'azione di plagio psicologico.
    Questo perché la RIPETIZIONE di un ritornello:

    1 - fa sentire i partecipanti protagonisti rispetto ad ascoltare un canto eseguito tutto da un coro o da un solista .. in accordo con la concezione NC che " è l'assemblea a fare la Messa " , praticamente Gesù Eucaristia verrebbe per loro volere, volere di "tutta l'assemblea" non solo per le parole del sacerdote celebrante che la Liturgia stabilisce .. viene da se' che il singolo NC ha la "sensazione di sostenere il rito" anche solo con quel compito di ripetere la frasetta del ritornello (meglio se urlata a squarciagola);

    2 - ha un'importante funzione di incitamento all'unità, che nulla c'entra con la comunione spirituale creata dal condividere la stessa fede in Gesù, ma è alla pari dei motti che usano le squadre sportive per mantenere la concentrazione in vista della "lotta", qualcosa tipo la Haka dei Maori..;

    3 - indirizza l'attenzione sul momento e sulla parte che si deve cantare, sviando e distraendo dall'ascolto di Dio, dalla preghiera intima e dal fare riflessioni su ciò che si vede e si ascolta .
    Ad es. non sia mai che uno, ascoltando il canto là dove dice

    "18-22 Vita ai buoni, morte agli empi: nella stessa comunione ben diverso è l’esito!
    ..Cristo è tanto in ogni parte, quanto nell’intero.
    .. Ecco il pane degli angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli: non dev’essere gettato."

    non sia mai che qualcuno cominci a chiedersi: ma cosa vuol dire che "diverso è l'esito" di chi mangia il Corpo di Cristo? Non basta essere qui insieme alla mia comunità e fare come tutti gli altri, anche se non mi sono confessato? (d'altra parte la penitenziale non c'è stata) .. che sia importante la mia disposizione personale? Ma i "catechisti" ci dicono sempre che il Signore "salva a grappoli", che basta obbedire e partecipare .. allora perché "diverso è l'esito" se facciamo tutti la stessa cosa?
    Oppure non sia mai che al sentir dire "non deve essere gettato" a qualcuno venga il dubbio che "in comunità" siano stati commessi sacrilegi lasciando cadere le briciole o certi pezzi troppo duri ..
    Ecco, se anche qualcuno cominciasse a fare queste riflessioni, per il DISAGIO che gli causerebbero, le allontanerebbe dalla mente, aiutato egregiamente in questo dal dover cantare di frequente il ritornello .. d'altra parte è questo che si chiede al bravo NC, non di curare la propria disposizione interiore!

    Riporto, a proposito della ripetizione di ritornelli come tecnica di manipolazione psicologica:

    "tra le tecniche fisiologiche utilizzate per produrre svariate sensazioni fisiche e mentali negli adepti, vale la pena menzionare la tecnica della iperventilazione ..
    Tale condizione fisica viene indotta facendo gridare o scandire di continuo ad alta voce suoni o parole, nonché attraverso intense e profonde espulsioni d’aria, ad esempio durante i salmodiamenti rituali.
    L’eccesso di respirazione continuato ..
    produce ..
    alcalosi respiratoria.
    Un livello leggero di alcalosi respiratoria produce vertigine e senso di stordimento, sensazione di testa leggera, perdita di pensiero e di giudizio critico.
    (https://anankenews.it/sul-condizionamento-psicologico-fisico-fini-non-etici-santoni-guru-culti-distruttivi-della-personalita-maurizio-alessandrini/)

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    1. Ho letto e riletto il tuo commento.
      Che dire.
      Grazie per i passaggi evidenziati.
      Grazie per aver fornito la descrizione scientifica di una delle tecniche di manipolazione più presente e in uso costante nel c.n..

      Pax

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  7. vedo che il commento delle 10:17 è stato cancellato. Pazienza, tanto mi arriva la notifica via mail.
    Ci tenevo a dire all'anonimo vigliacco che:

    1) Mai detto di essere PIU' cattolica di te...per il semplice fatto che TU non sei cattolico. Per i motivi che ho spiegato.
    2) Come sa chi ha un gatto (ed io ho un cucciolo da circa un mesetto) non esiste domenica o non domenica...sempre alle 6 sei giù dal letto.
    3) Io non sono arrabbiata...quello arrabbiato sei tu che la butti in cagnara (a proposito..al massimo mi sono scordata un verbo che mi è rimasto sulla tastiera...evidentemente tu conosci l'Itagnolo di Kiko e non l'italiano)
    4)Dopo che hai detto il mio nome e cognome ti senti soddisfatto? Pensi di mettermi paura? Semplicemente hai dimostrato la persona squallida che sei

    Per il resto ci sarebbe da arrabbiarsi sull'incredibile DANNO che state facendo alla Chiesa (quella vera) ed ai piccoli nella fede (quelli che ipocritamente dite di voler difendere...buffoni)

    Prova ad argomentare SULLA SOSTANZA se ci riesci. Ops non ci riesci. Non te lo hanno insegnato.
    Alla prossima boutade..sfigato

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  8. Uomo Libero!!!14 giugno 2020 14:46

    KIKO HA CONVERTITO S.TOMMASO D'AQUINO..

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    1. San Tommaso d'Aquino, per il suo carattere, fu soprannominato dai contemporanei "il bue muto".

      SanKiko SantArguello, per il suo carattere, merita di essere soprannominato "l'asino ragliante".

      SanKiko stesso pretenderà la figura dell'asino, perché ha sentito parlare del presepe.

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  9. Alla Messa, stamattina, alle parole ecce panis angelorum ho avuto come l'impressione di aver scoperto qualcosa di importante. Non ho scoperto niente di strano che non sapessi già: è stato piuttosto come una conferma di ciò che la Chiesa mi ha sempre insegnato.

    I termini in latino sono molto più densi di quelli in italiano. La lingua parlata ammorbidisce e scolora rapidamente il senso originario delle parole. "Ecco il pane degli angeli", si tradurrebbe. Tutto qui?

    Gli angeli, se potessero provare invidia, ci invidierebbero il Santissimo Sacramento. A cui loro, puri spiriti e di fronte alla maestà di Dio, non possono accedere. Noi sì. Il panis angelorum è la realizzazione di quelle parole del Signore riguardo al suo sangue "vera bevanda" e al suo corpo "vero cibo": ma non stava mica fondando una catena di ristoranti (tanto meno con alberghetti con sala convivenze). Stava parlando del Suo Corpo e del Suo Sangue, che sotto le specie del pane e del vino - cioè in maniera adattissima a chiunque - sarebbe stato amministrato ad ogni anima che lo desiderasse. Di tanti modi che poteva scegliere per sostenere il nostro percorso di vita e miglioare fattivamente la nostra condizione di figli adottivi di Dio, ha scelto più semplice e più vivo.

    Quel panis è così speciale che merita ogni onore dagli uomini e dagli angeli. Si resta senza fiato a pensarci: è un privilegio impensabile, quello degli uomini, di poter "accedere alla Comunione". Qualcosa di immenso (non mi bastano più gli aggettivi), qualcosa che era sempre stato ben chiaro al popolo cristiano, tanto più se accompagnato dall'arte sacra (si veda ad esempio la versione del Perosi). Il sensus fìdei di interi popoli cristiani, lungo tantissime generazioni, per lo più incapaci persino di leggere e scrivere, eppure era chiaro a tutti ciò che significava. Tant'è che il privilegio di comunicarsi ogni giorno era concesso piuttosto raramente ai laici. E nessuno si meravigliava, a Messa, nel vedere che qualcuno non se la sentiva di accostarsi alla Comunione (nel Seicento l'eresia giansenista, quella secondo cui l'uomo è essenzialmente corrotto e "non può non peccare", esasperò gli scrupoli di chi poteva ma non si accostava; come al solito c'è sempre qualcuno che crede di saperne di più della Chiesa).

    Di fronte a tanta sublimità non si può non provare disgusto e raccapriccio di fronte alle diaboliche deiezioni "artistiche" (sic) di SanKiko SantArgüello, autocanonizzatosi ancora vivente mentre ha guadagnato un posto nel girone degli schifosi eretici accanto alla perfida Carmen. È proprio l'opera del demonio quella di convincere gli uomini a ridurre il panis angelorum ad una pagnottona sbriciolosa da adoperare come simboletto magico di unità fraterna (infatti va mangiato "tutti insieme" e comodamente "seduti"). Non ci vengano a dire che in punto di morte Kiko avrà chiesto genericamente "perdono" a non si sa chi. Calpestare le anime è già gravissimo, ma calpestare (anche materialmente) Nostro Signore, non è roba da un "pazienza, mi dispiace".

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    1. Non avevo la pretesa di insegnare alcunché. Al contrario, vorrei solo far notare che il ripetere le verità di fede significa spesso scoprirne tesori nascosti. Quante volte ho letto o udito l'espressione "ecce panis angelorum", eppure stamattina mi ha detto qualcosa in più.

      Le verità di fede, provenendo da Dio, hanno tutte questo genere di "effetti": non finisci mai di scoprirle e di gustarle, hanno sempre qualcosa di più grande per dissetare l'infinita sete del tuo cuore. Ti rendi conto sempre di più della loro armonia perfetta - nel senso che non puoi sottovalutarne una senza partire per la tangente -, e ciononostante continui a vederne ancor più la profondità, per tutta la vita. Ed in maniera molto più grande, questa è esperienza anche dei santi, che arrivano a vette altissime per infine considerare spazzatura l'intera propria opera. Proprio come san Tommaso d'Aquino, che pur di fronte ai complimenti di Nostro Signore («hai parlato bene di me, Tommaso»: caso praticamente unico nella storia della Chiesa), considerò "paglia" (nel senso di spazzatura) l'intera propria opera, se confrontata con la comunione col Signore.

      Intendo qui ricordare che nella liturgia tradizionale in latino «corrisponde la sottolineatura e del Sacrificio propiziatorio e della presenza sostanziale di Cristo nell’Ostia Santa».

      Nella liturgia postconciliare, invece, «corrisponde la sottolineatura del banchetto eucaristico, della santa comunione e... guarda caso... la quasi scomparsa dello spirito di adorazione».

      Purtroppo la liturgia bugniniana, nel nobile (beh...) intento di far comprendere di più le formule e i riti ai fedeli, ha sottolineato aspetti secondari (quello di banchetto, per esempio) e dato minor peso a quelli primari (quello di sacrificio propiziatorio, per esempio). Lo ha fatto in modo sottile, normalmente difficile da riconoscere a chi non ha adeguati studi. Il sottoscritto è incapace di distinguere un trasformatore flyback da uno switching, e probabilmente pochi di voi saranno capaci; e scambiandoli l'uno con l'altro, a parità di caratteristiche, ci sembrerà che non ci siano differenze. Eppure uno studente di ingegneria saprà già quali sono gli svantaggi di uno rispetto all'altro ancor prima di provarli, e saprà cosa succede se usate l'uno o l'altro.

      Lo stesso è per la liturgia: c'è una vasta quantità di piccoli dettagli che a noi, abituati fin da bambini, sfuggiranno all'occhio e all'orecchio, considerando tutto "normale" e tutto sommato "adatto" o addirittura "insostituibile". Ma non è così. Ci siamo imposti di pensare al carattere di sacrificio, per esempio, ma sarebbe costato molto meno impegno se avessimo sempre seguito la liturgia tridentina. La liturgia non è uno spettacolino e pertanto non ha bisogno di interventi "umani" per "riuscire". La liturgia è «l'unico culto a Te gradito»: conta ciò che significa, non ciò che un estroso "iniziatore" (o un qualsiasi liturgista) vuole che significhi; conta ciò che succede, non l'indaffararsi a fare, cantare, rispondere, sceneggiare.

      La scorsa Pasqua abbiamo visto come i kikos hanno celebrato la Grande Pagliacciata Kikista-Carmenista in casa, senza prete, facendo i complimenti a sé stessi per la "bellissimissima" riuscita della Grande Pagliacciata Idolatrica, possibilmente con le Sacre Focacce Take-away portate dal Rider Kikiano. Che era un risultato prevedibile: la liturgia che doveva essere resa "comprensibile" al popolo ha indotto gli eretici come Kiko e Carmen a fabbricarsene una "comprensibile" alle proprie menti bacate, da imporre al popolino dei propri adoratori paganti. Altro che «l'unico culto a Te gradito».

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  11. oiché ci sono indizi numerosi e solidi che fanno pensare che Kiko NON crede nell'Eucaristia in modo conforme alla fede della Chiesa, ma poiché è probabile che tanti camminati arruolati come fanti e che sono in buona fede, credono ancora in ciò che professa la Chiesa, propongo ai camminanti che leggono di togliersi ogni dubbio, perché, ne sono certo, molti di loro qualche dubbio su Kiko, dal carattere mutevole e iracondo, arrogante e irragionevolmente troppo sicuro di sé, lo devono avere.

    Perché non gli sottopongono una serie di DUBIA, ma in modo che non possa menare il can per l'aia?
    Ad esempio: "Per te la Santa Messa è principalmente il SACRIFICIO di Cristo (come afferma la Chiesa) o no?"
    Ci toglierebbe ogni dubbio.

    Ma vuoi vedere che Kiko a "dubia" del genere non risponderà?
    Eppure avrebbe il DOVERE morale di farlo, perché non rappresentano una questione poco importante, ne sarebbero le domande di qualche istrione, né si tratterebbe di curiosità o di provocazione, ma di questione di fede e perciò della COSCIENZA stessa di tanti seguaci.

    Se Kiko non rispondesse, manifesterebbe o una grande superbia, o una coda di paglia.
    Ma ci sarà qualche camminante con la spina dorsale e l'onestà intellettuale di farlo?

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  12. Riprendo l'ultima parte del commento di Pietro :
    "Ma ci sarà qualche camminante con la spina dorsale e l'onestà intellettuale di farlo?"

    Certo che ci sono camminanti coraggiosi e onesti, solo che nessuno di loro a voglia di mettersi contro il Potente Cammino Neocatecumenale.
    Hanno paura di perdere il "nido caldo", hanno paura di perdere il ruolo o "carisma" guadagnato faticosamente sul campo, lottando senza esclusione di colpi con i loro "cari fratellini di comunità", hanno paura di essere messi sotto torchio al prossimo "scrutinio", hanno paura di perdere le loro preziose amicizie "fraterne".
    Hanno paura di tornare nell'anonimato del mondo, hanno paura di essere cacciati dalla loro perfette "gabbietta dalle sbarre d'oro, con tutti i comfort".
    Hanno paura di perdere l'appoggio del CN, magari perdere la popolarità e la stima della "élite neocatecumenale".
    Ecco perché preferiscono ingoiare rospi e seguitare la loro "fiction", perché la realtà è troppo brutta per essere affrontata.
    Meglio continuare la sceneggiata del CN, che ammettere di avere sprecato tanti anni dietro un branco di furbacchioni disonesti ed eretici.
    In fondo nel cammino sono "qualcosa", fuori dal cammino sono "niente" e lo sanno molto bene.
    Quindi.......zitti e mosca!!!
    LUCA

    RispondiElimina

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