giovedì 9 luglio 2020

IL POSSESSO DELLA RESURREZIONE, DA “IL SALE DELLA TERRA" III° PUNTATA

Nel 1983 la RAI trasmise sei puntate di propaganda neocatecumenale nella trasmissione "Il sale della terra" condotte dal neocatekiko Mimmo Gennarini. Gli articoli precedentemente pubblicati su questo tema sono:
  1. introduzione e contesto storico
  2. "prima-e-dopo", dalla prima puntata de Il sale della Terra
  3. "fruttidelcammino", dalla prima puntata
  4. sofferenza-morte-ingiustizia, dalla seconda puntata
  5. il possesso della morte, introduzione alla terza puntata


L’abbiamo già detto, nella III° puntata de “Il sale della terra”, dopo aver definito l’accesso alla resurrezione come “POSSESSO”, mostra tra i bisognosi di “ANNUNCIO NEOCATECUMENALE” anche i “cristiani della domenica”, insieme ai giocatori di carte all’osteria.

Dice Mimmo Gennarini:
“C’è bisogno di RICOMINCIARE DA CAPO AD ANNUNCIARE IL VANGELO"
A parte il “da capo” (non "di nuovo") che non si sa a cosa voglia preludere, parendo quasi “UN NUOVO INIZIO”, quello che determina la certezza della volontà neocatecumenale di “annunciare” non ai lontani, ma comodamente nelle parrocchie già preformate, è la frase successiva:
RIMETTERE QUESTA BASE ALLA NOSTRA FEDE, SENZA LA QUALE LA NOSTRA FEDE VACILLA”.
Si tratta quindi di persone che “hanno già una fede, sono già cristiani”, ma CON LA FEDE VACILLANTE perché “senza basi”, in quanto la Chiesa preesistente a questo fatidico “annuncio”, non sarebbe riuscita a darle.

Non solo quindi si parte con un feroce GIUDIZIO SULLA CHIESA, trovata mancante: si ingarbugliano proprio le carte, dicendo mezze verità a sostegno della propria opera e tutti sanno che le mezze verità equivalgono a bugie.

Per primo si intervista un certo Mauro di Firenze e si afferma che ciò che dirà è PARTITO DA UNA INIZIATIVA DEL CARD. BENELLI PER TUTTA LA DIOCESI.

Notare che il card. Benelli era morto l’anno prima, quindi non era in grado né di confermare né di confutare.
Solita tattica neocatecumenale (oggi lo sappiamo), quella di mettere in bocca ai defunti parole che non possono confermare né smentire.

Comunque, tale Mauro da Firenze conferma che loro (senza mai dire i neocatecumenali), sono stati MANDATI dal defunto card. Benelli.

A fare cosa?
Ad annunciare il Signore morto e risorto, cioè la salvezza per tutti gli uomini.”
Attenzione, perché sta parlando del "passaggio" della TRADITIO, OGGI lo sappiamo.
ALLORA le comunità erano poche e alla Traditio ci erano arrivati solo quelli della primissima ora, quindi pochissime persone.
Nessuno poteva perciò comprendere di cosa stesse parlando questo Mauro.

OGGI lo comprendiamo benissimo e sappiamo anche che “ci ha mandato il card. Benelli”, significa “abbiamo chiesto il permesso al vescovo per andare a due a due a bussare alle porte a nome della parrocchia”.

Come sempre, NON È STATA UN’INIZIATIVA DEL VESCOVO, MA UN’INIZIATIVA NEOCATECUMENALE CHE “COL PERMESSO DEL VESCOVO”, ha compiuto delle azioni sul territorio.
Prima mezza verità, prima menzogna.

Mimmo Gennarini, a conoscenza perfetta della situazione, da buon neocatecumenale della prim’ora, imbecca furbescamente:
Voi precedevate la visita pastorale del card. Benelli. Come sapete tutti è morto di recente, ma che ha voluto lanciare questa iniziativa di evangelizzazione”.
Benelli fu vescovo della diocesi di Firenze per soli 5 anni, dal 1977 al 1982 e viene ricordato come l’artefice delle “visite pastorali innovative”, promuovendo genericamente la “missionarietà” evangelizzatrice dei laici.

Nel 1981, aveva preannunciato che avrebbe modificato il modo di fare le visite pastorali nel senso che desiderava coinvolgere di più la parrocchia e non solo il prete.
Infatti nel 1982, poco prima della sua morte, mandò un questionario a tutte le parrocchie della diocesi (quindi non solo alla loro), nel quale poneva domande alle quali avrebbero dovuto rispondere sia il parroco che i parrocchiani insieme.
Questionario propedeutico alle visite pastorali, in modo da farsi un’idea delle varie realtà.

Il Movimento Neocatecumenale nacque a Firenze nel 1969, quindi quando Benelli divenne vescovo nel 1977 il Cammino esisteva da appena otto anni. Era proprio il momento in cui le prime comunità avrebbero iniziato la traditionelle case, che avviene circa dopo otto anni dall’inizio del percorso neocatecumenale, se tutto va bene.

Se in teoria deve essere chiesto il permesso al vescovo per poter andare di casa in casa a nome delle parrocchie della sua diocesi ("casa per casa", come dei venditori porta a porta, come i testimoni di geova), in pratica cosa sarà successo esattamente a Firenze? I neocatecumenali pronti per la “Traditio” avranno veramente chiesto il permesso al vescovo preparandosi anche a ricevere un "no"? L'avranno veramente e formalmente ottenuto? Esiste forse qualche documento scritto a comprovarlo? (è estremamente improbabile che il vescovo abbia concesso verbalmente un permesso per poi verbalmente informare i singoli parroci dell'iniziativa neocatecumenale). Se esistesse qualcosa di scritto, i kikos lo avrebbero sbandierato ai quattro venti: "vedete? Benelli ce lo chiede!"

Insomma, parlare di un’iniziativa partita dal vescovo, ci pare poco credibile.

È un po’ come gli “invii” delle famiglie in missione fatti dai Papi: non sono i Papi che chiedono alle famiglie di andare in missione: quello lo fanno i neocatecumenali, che poi a loro volta chiedono al Papa che benedica con una celebrazione i loro invii.
Ma l’idea dell’invio non è del Papa.

OGGI, come funziona lo sappiamo, ALL’EPOCA potevano accomodarsi le cose a piacimento, tanto nessuno ne sapeva nulla e… Benelli era deceduto non molto tempo prima.

Poi viene intervistato il parroco della parrocchia di quel tal Mauro, don Piero Paciscopi, parroco di S. Bartolo in Tuto a Firenze, prima parrocchia neocatecumenalizzata direttamente dal Trio, lo dice a voce Mimmo Gennarini. E qui iniziano ad affiorare i dubbi.

Per don Piero e per i due parrocchiani di S. Bartolo in Tuto non compare la didascalia sulle loro persone, come avviene puntualmente per tutti gli altri ospiti.

Su don Piero Paciscopi, per brevità diremo soltanto che essendo un prete già appartenente all’Opera della Madonnina del Grappa, fu “ostacolato” insieme ad altri due preti, per aver abbracciato il Movimento Neocatecumenale.
Uno degli altri due preti è don Corso Guicciardini, presente anche lui in studio, che verrà intervistato in seguito.

Per dare un’idea dell’avversione del direttore dell’Opera alla quale appartenevano nei confronti del Movimento Neocatecumenale, si citeranno soltanto due espressioni a loro rivolte dal loro superiore:
Le comunità neocatecumenali stanno all’Opera come Papà Natale alla comunità di Betlemme”.
Oppure che l’aver dato loro spazio all’interno dell’Opera è stato:
come condannare una eschimese ad andare a pescare in bikini sui lastroni di ghiaccio”.
Intervistando don Paciscopi, Mimmo Gennarini persevera:
Il card. Benelli si è servito di questi fratelli…“
Se le cose stessero come le racconta don Piero, allora dovremmo tributare l’invenzione del passaggio della TRADITIO al card. Benelli, il che è piuttosto poco credibile, anche se don Piero racconta:
L’IDEA DEL CARDINALE ha subito cercato di concretizzarla cercando persone che fossero disposte ad andare nelle case e si è rivolto a diverse associazioni, direi ha mobilitato un po’ tutti in Firenze. Ha mobilitato anche noi, anche me ha chiamato, perché sapeva che avevo già questa esperienza da anni.”
Quale “esperienza”?
Quella di andare a due a due a suonare i campanelli delle case?
Allora il cardinale non ha avuto nessuna IDEA, se l’esperienza c’era già.
Sempre silenzio di tomba sul fatto che si tratta del Movimento Neocatecumenale.

Continua don Piero:
Sono già sei anni che continuativamente, ho scelto fra gli altri metodi, anche questo di andare a bussare di porta in porta, due a due, anche noi sacerdoti, annunciando come ha detto Mauro, la buona notizia.
Sei anni???
Cioè a Firenze i kikos facevano la loro traditio già dopo 7 anni esatti di camminamento, ma da quel che vien detto dopo, anche da prima.

Mandavano a suonare i campanelli per annunciare la buona novella gente che era appena approdata all’«itinerario di riscoperta»?

Qualcuno non dice il vero.

Potrebbe essere anche Kiko, se è vero che già dopo pochissimo andavano a due a due a suonare i campanelli, facendo concorrenza ai già esperti Testimoni di Geova.
Perché Kiko ha sempre detto che il suo Movimento “non è nato a tavolino”, ma si è completato man mano con l’esperienza.

E che esperienza ci poteva essere in nemmeno 6 anni di camminamento? Nessuna.

Quindi se già facevano la TRADITIO, era stata progettata a tavolino per diffondere il loro “verbo”.

Dopo meno di 6 anni, nemmeno si è cristiani, si è solo "catecumeni" che hanno tutto da imparare e da scoprire… secondo la logica neocatecumenale…

Mimmo Gennarini dà un altro spunto:
Avevate già un’esperienza, per questo il card. Benelli si è servito di questa esperienza
Quindi se è vero che avevano già un’esperienza, doveva essere precedente al '77, anno in cui fu nominato vescovo Benelli. Kiko mente quando dice che il Cammino “non è nato a tavolino”?
Perché se le cose fossero davvero cresciute man mano, la traditio non doveva essere quasi nemmeno stata ipotizzata prima del '77.

Un altro parrocchiano di S. Bartolo in Tuto conferma con un lapsus rivelatore:
Anch’io sono andato di porta in porta, SULL’INVITO del cardinal Benelli, prima ero andato anche per conto… in parrocchia.”
Allora sì, è vero, andavano anche "prima" del '77, dice questo signore.
Per conto di chi?
In parrocchia” non spiega e non dice niente. Non aveva il coraggio di dire “per conto di don Piero”? O non sapeva “per conto” di chi potesse dire che era andato? Di Kiko?

Allora, prima del '77, avevano ancora meno anni di cammino, meno esperienza, meno preparazione: pivellini della fede, secondo quanto ha sempre ritenuto l'Arguello. Catecumeni, non "chiesa".
Ma andavano a suonare i campanelli delle case...

L'intervistato dice che era un forte bestemmiatore, lontano dalla chiesa da 40 anni.
Ammesso che sia stato uno dei primissimi, dopo una manciata di anni di camminamento era già ad annunciare Gesù Cristo alle porte delle case.

Nemmeno San Paolo folgorato sulla via di Damasco…

Anche la moglie parla e dice una cosa imprevista, che sappiamo corrispondere al vero:
Battesimo dei Testimoni di Geova
Presentandomi come inviata della parrocchia… Una volta mi aprì una signora, era una testimone di Geova e mi disse: “Ah era l’ora che vi muoveste voi cattolici!” E gli dissi: “Signora, tutto a suo tempo. Il tempo per la chiesa è venuto ora” [di fare come i Testimoni di Geova, ndr]
Gennarini si premura di dire che in “questa piccola itineranza”, marito e moglie vanno insieme.
Ecco, anche questo è diverso da quello che noi sappiamo, perché a noi risulta che le coppie vengano tirate a sorte: due uomini o due donne.
Almeno adesso è così.

Poi il mitico Gennarini, da buon giocoliere, tira fuori il coniglio dal cilindro e, ancora senza rammentare i neocatecumenali informa:
Bettesimo neocatecumenale. Similitudine.
Aveva ragione la signora alla porta…
Ci sono dei piccoli gruppi, due laici con un sacerdote, oppure una coppia con un sacerdote, che non vanno in una città, vanno in giro per il mondo. Lasciano tutto e vanno in giro per il mondo ad annunciare Gesù Cristo. Questa novità che prima del Concilio era anche impossibile pensarla. Però adesso diamo un’occhiata a questi CATECHISTI ITINERANTI che sono riuniti e che ci raccontano un poco chi sono e che cosa fanno.”
E qui, furbetti furbacchioni, sempre in incognito, presentano una convivenza di itineranti a Porto San Giorgio.
Non si fanno proprio mancare nulla. Lo diranno solo alla fine, incidentalmente.

Il primo a parlare è un ragazzo spagnolo che, mentre fuma, dichiara di stare “evangelizzando” a Singapore, Malesia e Hong Kong.
Studia per architetto e un giorno non esclude di potersi sposare e fare l'architetto. Quindi non ha proprio “lasciato tutto” praticamente "evangelizza" solo nel raro tempo libero…
È una cosa spot, temporanea. In tre paesi che totalizzano una popolazione quasi uguale a quella italiana. È il suo hobby.
I risultati - suoi e dei par suoi - sono scarsini: dopo quasi trent'anni di "kerygma" a Singapore esistono oggi solo 7 comunità, divise in parrocchie diverse.

Gli viene chiesto come paga i costosi viaggi, gli spostamenti e da chi sono mantenuti.

La vaga risposta è che paga la “comunità”. Una comunità non meglio specificata di 38 fratelli in una parrocchia di Madrid (anche all’epoca non arrivavano ai fatidici 50!).

Questi “fratelli” sono gente comune che col loro salario pagano i “loro viaggi”.
Avessero avuto il salario minimo di tante persone, col cavolo che ce l’avrebbero fatta a pagare i “viaggi” in estremo oriente.
Chi pagava realmente?

Un altro ragazzo dichiara di essere itinerante a Taiwan, insieme al presbitero Antonio, che deve essere Antonio Sergianni, già missionario del PIME in prestito al Movimento Neocatecumenale, divenuto poi rettore del seminario Redemptoris Mater di Kaohsiung a Taiwan.

Potrebbero essere quindi anche compagni di quella famiglia che dovette abbandonare la missione fallimentare a Taiwan per far ritorno a casa a causa delle enormi difficoltà di inserire i figli nella società cinese, motivo per cui anche i figli di dieci anni erano stati costretti ad andare all’asilo, dato che non capivano una parola di cinese e quindi non potevano seguire le scuole relative alla loro età.

Poi c’è un’equipe, definitasi “team”: uno viene dalle non meglio specificate comunità di Barcellona, una coppia dalle “comunità” di Roma.
Questi vanno in Australia (addirittura!) ed evangelizzano anche gli anglicaniAIUTANDO LORO A SCOPRIRE IL LORO BATTESIMO ALL’INTERNO DELLA LORO CHIESA”.

“Loro ci stanno accogliendo e siamo molto contenti di essere in comunione con loro”.

Stendiamo un velo pietoso sulla RISCOPERTA DEL BATTESIMO DEGLI ANGLICANI.
Mi pare ci sia un po’ di confusione…
Questi, basta che si dica "battesimo", avrebbero aiutato a riscoprire anche "il battesimo delle navi"…

Anche in Australia il Movimento Neocatecumenale ha causato problemi. Da allora solo 70 parrocchie risultano “conquistate”, in un territorio che sappiamo essere vastissimo.
Ma non tutte si lasciano conquistare, per esempio a Redfern, nel 2016 si sono avute serie proteste da parte dei parrocchiani, fino ad arrivare all’estremo del prete neocatecumenale che abbandona per almeno 3 volte la Messa all’offertorio affermando che il canto aveva contenuti “politici”. Tutti i parrocchiani furono lasciati senza Comunione.
Vessazioni e umiliazioni contro i parrocchiani a non finire. Il card. Pell a difesa dei kikos.

Murale che i parrocchiani di Redfern
hanno allestito nel 2006,
con le parole di Giovanni Paolo II

a difesa della loro dignità.
Qui chiamano i neocatecumenali "Neo-Cats",
ossia "Neo-Gatti".
Eppure questi neocatecumenali sono meno di un pugnello di persone: nel 2020 il Redemptoris Mater di Sidney ospita soltanto 18 seminaristi (diciotto, avete letto bene), ed è stato costruito nuovo di zecca. Molti meno dei parrocchiani che vessano e che tentano di sottomettere.
La minoranza che opprime le maggioranze: proprio come nelle peggiori dittature.

Poi un’altra equipe: un presbitero da Roma, un laico da Firenze e altri 2 laici.
Loro “evangelizzano” Filippine e Giappone (per un totale di cinque volte la popolazione italiana).
Il laico fiorentino sembra don Maurizio Pallù, diventato prete in seguito, che divenne famoso qualche anno fa per essere stato “rapito in Nigeria”.

L’incredibile però è che i kikos dichiarano di essere andati dieci prima, quindi nel 1973 quando al massimo potevano avere 4-5 anni di camminamento, nella migliore delle ipotesi.

Da qui capiamo senza ombra di dubbio che IL MOVIMENTO NEOCATECUMENALE NON HA PRODOTTO "FRUTTI", che poi ha sguinzagliato per il mondo, ma che queste piccole gemme, ancora non frutti, "catecumeni" e non cristiani secondo la logica neocatecumenale, sono nati INSIEME al Movimento Neocatecumenale, non ne sono una conseguenza, non sono un frutto.

Hanno addirittura avuto la pretesa di andare ad "evangelizzare" (cioè impiantare il Cammino), quando avrebbero dovuto essere considerati loro i destinatari della vera evangelizzazione.
L’idea iniziale, già dalla fine degli anni 1960, era quindi quella di "conquistare il mondo", specialmente l’Asia, la più ostica nei confronti del cristianesimo.

Ma quali frutti!
Capillare organizzazione dell'esercito conquistatore fin dai primissimi passi.

Sempre più il Movimento Neocatecumenale si presenta come un’impresa con grandi capitali economici iniziali alla conquista del mercato con la vendita di servizi spirituali!
Hanno mandato per il mondo i catecumeni, non i cristiani, gli eletti, ma gente che ancora doveva concludere il “percorso iniziatico”.

Questo la chiesa primitiva, alla quale fanno subdolamente riferimento, non l’avrebbe fatto MAI.

Nello stesso luogo di questa “evangelizzazione giapponese” ad Hiroshima, però noi sappiamo che nel 1991 sono state inviate anche 6 famiglie.

Ma allora la “missio ad gentes” non è stata un “frutto” successivo alle "famiglie in missione"!
Questi dichiarano di essere partiti con figli a seguito, senza conoscere la lingua giapponese e, dopo un tempo “senza fare niente”, hanno iniziato a lavorare dando lezioni di italiano ai giapponesi.
Nel gergo neocatecumenale le chiamerebbero missio ad gentes, perché gli itineranti non lavorano e non vanno in nuclei di sei famiglie.
La frittata quindi è sempre stata la stessa, anche se l’hanno rigirata dall’altra parte.

Poi OGGI noi sappiamo com’è andata in Giappone: nel 2008 i vescovi giapponesi iniziarono a chiedere insistentemente la chiusura del seminario neocatecumenale di Takamatsu (avviato nel 1992), chiusura avvenuta circa due anni dopo e imposero l'interruzione delle catechesi neocatecumenali.

Abbiamo in seguito l’intervista a Daniel Lifschitz (che recentemente ha scritto un articolo sulla Madonna di Kiko). Apparteneva al Movimento Neocatecumenale fin dal 1973, quindi da dieci anni, e faceva l’itinerante con moglie e figli.

Un tempo parlava così:
Io sono Daniele, vivo a Palermo, sono di una famiglia ebrea, ho ricevuto il Battesimo da adulto (ma prima di entrare nel Movimento Neocatecumenale). Però è questo cammino che mi ha portato a conoscere Gesù Cristo (o almeno così credeva all’epoca, perché è questo che ti fanno credere)”
A lui l’intervistatore chiede apertamente di che “cammino di tratta”:
Il Cammino Neocatecumenale” che ho incontrato a Palermo…
Evangelizzano in Etiopia, il paese natale della moglie (difficile pensare ad un sorteggio) ed hanno 5 figli.

Noi OGGI sappiamo che Daniel Lifschitz non solo ha lasciato il Movimento Neocatecumenale, ma ha scritto anche libri contro di esso, ha collaborato a questo blog ed oggi, a 83 anni, è ancora “sul pezzo”, impegnato a portare il messaggio cristiano in Togo.

Ha lasciato il Movimento Neocatecumenale, ma non ha lasciato la fede, come minacciano i catechisti neocatecumenali a chiunque se ne vada dalla loro setta.

Altre “indiscrezioni” le veniamo a conoscere da un’altra coppia itinerante da cinque anni in Zaire (Congo), sempre con figli a seguito, intervistata in studio:

Parlano di CONTINUI VIAGGI, a volte di un anno e mezzo, a volte di 6 mesi, a volte di 7.

Ma non ci vivono “stabilmente”?
Vanno e vengono, come dei turisti.

Pagava la comunità, abbiamo sentito prima.
Chi è così abbiente da permettersi di poter pagare CONTINUI VIAGGI IN CONGO ad una coppia con figli?
Le comunità?
Ma non fateci ridere…
Forse nemmeno quelle più ricche del quartiere dei Parioli.
Non di certo quelle immaginarie di Palomeras a Madrid.

E poi, nei tempi in cui questi "missionari di Kiko" restavano a casa, chi li campava?
Chi dava loro un lavoro ad intermittenza, che permettesse di partire per mesi e poi tornare?

Loro hanno visto dei MIRACOLI come li hanno visti i primi Apostoli" (che superbia!)
E quali erano questi “miracoli”?

Che all’arrivo non sapevano la lingua, che poi è il francese, e hanno visto che il Signore “dava POTERE alla loro predicazione” perché, come sempre e ovunque, le SITUAZIONI FAMILIARI CAMBIAVANO.

In Congo esisteva la poligamia e loro hanno visto “sciogliere questi garbugli” e “far tornare la famiglia alla sua unione”.
Ma che vuol dire? Che significa?
I congolesi hanno rinunciato alla poligamia sì o no? Questo sarebbe un vero cambiamento, altro che garbugli e garbugli…
Che modo ambiguo di parlare!

L’episodio che più è rimasto impresso alla signora itinerante, è che quando ha avuto paura ad attraversare il fiume Congo in piroga di notte, si è ricordata di S. Pietro che camminava sulle acque e….

Lei non camminava sulle acque, "ma c’è mancato poco!"

Questi soggetti credevano di impressionare, ma a me sono parsi solo dei perfetti esaltati: hanno visto gli stessi miracoli dei primi Apostoli, mancava poco che camminavano sulle acque…

Ma un buon psicologo che curi bene le allucinazioni ipnagogiche o ipnopompiche?

Ci fermiamo qui, ma non abbiamo ancora terminato, ce ne sono di cose…

Possiamo solo dire che il messaggio passato in questa trasmissione per POSSEDERE LA RESURREZIONE, è alquanto ambiguo, relegato nelle mani di mestieranti alla buona, che vanno e vengono tutti spesati non si sa da chi e, dopo una breve incursione nel cammino iniziatico neocatecumenale, hanno emeritamente tentato di incistare supponentemente un bubbone che poi alcuni hanno avuto la forza di incidere per salvare la parte ammalata.
Come dimostrano poi gli eventi degli anni a venire.

(fine sesta parte -- segue)

43 commenti:

  1. Uomo Libero!!!9 luglio 2020 11:32

    IL PARADISO FISCALE È IL SALE DEL KAMMINO..

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  2. Da un articolo sull'annuncio di Avvento 2018:

    Subito dopo Kiko continua, citando il cardinal Benelli (vescovo di Firenze dal 1977 fino alla sua morte nel 1982):
    «Mi ricordo quando stavo a Firenze in un incontro con i parroci che mi detestavano - non so perché - e pensavano che io ero di destra, e scoppiò un casino enorme, quando cominciai a parlare, subito si misero a fischiare, mi fischiarono.
    E quando lo raccontai al cardinal Benelli, che allora era cardinale di Firenze, mi disse: No Kiko, coraggio! Ti voglio dire una cosa: c'è un solo Spirito Santo, un solo Spirito.
    Non so, cosa voleva dire, che c'è un solo Spirito? Non ce ne sono due, o tre. Come dire, che se tu hai lo Spirito Santo, e gli aktri no, allora ti fischieranno tutti. "Ma non avere paura: c'è un solo Spirito..." Uno solo è lo Spirito Santo!
    Bene, ho questa gloria di essere stato insultato, fischiato. Questa tu non ce l'hai! Ti batto!»

    Ciò che balza all'occhio è che:

    Kiko si considera umile solo perché asserisce d'essere peccatore (e magari potrebbe essere solo obbiettivo);

    Kiko pensa che la santa umiltà di Cristo sarebbe stata il considerarsi peggiore degli altri, anziché il seguire fedelmente il piano di Dio;

    Kiko ritiene che nessuno, eccetto lui stesso e Gesù, sia umile;

    Kiko si assimila a Gesù Cristo, ingiustamente messo a morte, perché è stato meritatamente fischiato dai parroci a Firenze decenni fa;

    Kiko assolutamente non si pone il dubbio che quei parroci avessero ragione e lui torto: li giudica di sinistra...

    Kiko dichiara che, siccome lo Spirito Santo è uno, e lui lo detiene stabilmente, tutti gli altri hanno torto, fossero pure tutti i parroci di Firenze (o la Chiesa stessa);

    Kiko attribuisce questa convinzione al cardinal Benelli (che non può rettificare).


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  3. Ottimo post come al solito, chi è del parere che bisogna fare presente la cosa? Che chi ha sofferto a causa del cammino meriti quantomeno la soddisfazione di vedere ammonita questa setta da parte della Chiesa? Ormai sono 50 anni che se la cantano e se la ballano eppure i più o chi non li conosce non hanno idea del male che fanno e di come trattano chi si accorge e prova a correggere il loro modus operandi e vivendi..Non so se avete visto come trasmissioni quali "le iene" sono riusciti a mettere in luce e aiutare Chico Forti solamente trasmettendo in televisione la sua versione dei fatti... Perché come blog non proviamo a contattare un inviato? Saremmo in tanti che anonimamente potremmo dare testimonianza (quella vera) e perché no fare conoscere a tanti le ingiustizie del cammino, e magari potremmo veder poste le.domande piu belle a Kiko in persona (cosa potrebbe rispondere in diretta se gli chiedessero la veridicità della lettera di Arinze?) Si tratterebbe di svolgere la normale funzione del blog ma questa volta al posto di usare la tastiera ci sarebbe la nostra voce, e magari una persona potrebbe raggiungere Kiko e Company per chiedere conto di quanto qui ci rendiamo palesemente conto, aiutando chi è ancora dentro, chi non sa nulla e chi viene deriso in quanto non più prescelto.. cosa ne dite? EE

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    1. E' una cosa che mi sono chiesta spesso anch'io.
      Credo che per fare una cosa del genere bisogni avere ben presente il confine tra desiderio di "informare" e desiderio di "rendere pan per focaccia", mozione interiore che non per tutti è la stessa.

      Le persone ci feriscono, il Movimento Neocatecumenale tappa la bocca a chi osa parlare e non lodare il proprio operato, emarginando, escludendo, stigmatizzando, mettendoti in condizione di abbandonare o addirittura buttandoti fuori e nel fare questo ha fatto male a molti, me compresa.

      Ma davanti a situazioni del genere, ci sono due strade: o si tenta di informare, col solo scopo di diffondere ciò che è sbagliato, o ci muove il rendere pan per focaccia per quanto si è sofferto ingiustamente, partendo da una rivalsa personale.

      Personalmente non so che dirti.
      Se venisse organizzata una cosa del genere, prima di aderirvi dovrei fare i conti con me stessa, per capire bene qual'è lo spirito che mi muove.
      Se determinassi di non essere mossa da spirito vendicativo, ci potrei anche stare.

      A volte si rischia di passare il confine, travisando i motivi per cui si fanno le cose.
      E' vero, il Movimento Neocatecumenale ha sempre disposto di mezzi superiori, come ben si evince anche da quella trasmissione datata, ma nonostante tutta la "potenza" umana, oggi sta declinando.
      Perché non è questione di mezzi umani, ma di messaggi che si danno.

      Il trattamento che hanno riservato a chi ha "osato aprire bocca", vomitandogli addosso veleni, è la causa primaria del loro declino: le genti sono scappate a migliaia ed oggi che è più conosciuto la maggioranza lo evita.
      Poi c'è anche il grosso problema della dottrina inquinata, ma spesso alle persone non importa, se si trovano bene nel contesto.
      Non tutti sono lì per la dottrina, anzi direi quasi nessuno.

      Il grosso problema "umano" del Movimento Neocatecumenale è che è dispotico e dittatoriale laicamente gerarchico e questo è il primo impatto sulle persone, che vanno lì credendo di trovare fede e amore.

      Il declino è la sorte di chi, pur dichiarandosi "Chiesa", invece che amare, ferisce.
      Non contano le parole, ma i fatti.

      Se l'intenzione è informare, non ci vedo nulla di male, idealmente, anche se mi sembra un passo molto difficile da portare avanti, con molte implicazioni pratiche di cui non riesco nemmeno a immaginare l'epilogo.



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  4. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
    Vivete solo per vedere il Cammino Neocatecumenale in rovina come un senso di rivalsa personale e una sadica indole persecutoria.

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    1. Invece voi godete ogni volta che riuscite a mettere la bandierina e conquistare territori. Non perdete mai occasione per sminuire e cancellare ogni cosa che esuli dal cammino. A questo vi hanno educati. Siete ignoranti delle cose di fede e pretendente di insegnare...mapperpiacere.

      Io non ho nessun motivo per rivalermi del cammino. So solo che in determinate situazioni mi sono stati rivolti epiteti che neanche i più atei mi hanno rivolto. Solo perchè ho fatto notare la verità ovvero la vostra doppiezza e la vostra ipocrisia. Molto altri hanno avuto le vite distrutte dal cammino. Ma evidentemente non te ne frega nulla, l'importante è che il "potente cammino" (potente forse prima perchè pieno di soldi illecitamente guadagnati) resista. MA non resisterà perchè Gesù Cristo, nè tantomeno la Madonna, ci hanno mai messo mano.

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    3. Per quanto mi riguarda, non vivo per vedere la rovina del Movimento Neocatecumenale.... Sarebbe una ben misera vita. Avrei potuto vendicarmi di quello che mi è stato fatto da appartenenti al Movimento Neocatecumenale, ma avrei agito allo stesso loro modo, e non volevo. Penserà il Signore a fare giustizia. A me basta la pace che mi ha dato da quando sono mi sono allontanato da detto movimento. Ciò non toglie che senta di dover condividere la mia esperienza su questo blog, per amore della verità e solo per quello.

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    4. La rovina del Cammino è inevitabile, ma lo scopo di questo blog è di aiutare i fratelli del Cammino a scappare via il prima possibile. Cioè a fuggire l'eresia per riabbracciare la fede cattolica. Il Cammino è un peso che non fa altro che crescere, la fede cattolica è un «giogo dolce, carico leggero»; il Cammino diventa rapidamente una prigione, la fede è liberante; il Cammino mette in pericolo l'anima, l'unica vera fede dell'unica vera Chiesa è la sola via di salvezza.

      A contribuire alla rovina del Cammino è Kiko stesso, che non perde mai occasione di dimostrare che è idolatria - con lui stesso idolo principale.

      Coloro che hanno lasciato il Cammino hanno spesso riscoperto l'immensa vastità dei tesori spirituali della Chiesa, a partire dalle vite e gli scritti dei santi, dall'arte sacra che eleva i cuori a Dio, e dal vivere personalmente (anziché spettacolaristicamente in comunità) preghiere, devozioni, sacramenti, festività, educazione dei figli, pellegrinaggi, offerte nel segreto e nella libertà (senza sacchi neri da far girare più volte)...

      Sono costretto purtroppo a precisare "spesso" perché in tanti casi lasciare il Cammino (o venirne espulsi) è stato talmente traumatico e doloroso da voler rinunciare anche alla fede cattolica e a tutto ciò che ha anche vagamente a che fare con la Chiesa (ricordiamolo: il successo del Cammino è dovuto per grandissima parte a ecclesiastici corrotti, ben disposti verso l'eresia, sordi al grido di dolore del proprio gregge).

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  5. "Mentendo diranno ogni i sorta di male contro di voi per causa mia".
    Due piccole osservazioni: se stiamo mentendo, puoi benissimo spiegarci dove sta la menzogna. Per esempio, in questo thread, indicaci dove sono le bugie. Se non le trovi, forse è perché invece diciamo il vero e non mentiamo.
    Seconda cosa, il 'per causa mia'. Le critiche non vi piovono addosso per il vostro amore a Cristo, ma esattamente per il motivo contrario. Anche in questo documentario di quasi 40 anni fa, dite la bugia de 'il Vescovo ci ha inviato', quando è sempre stato Kiko ad inviarvi.

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    1. Ma Kiko è appena sotto DIo...ovviamente.

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    2. vorrei ribadire il concetto espresso da Valentina, il cnc si è sempre sentito perseguitato, e spessissimo per difendersi ha utilizzato la citazione di cui sopra. La realtà è che sono sempre stati combattuti per i loro modi e le loro eresie, MAI per causa del vangelo. Ma loro pensando di comportarsi sempre in comunione con Dio, pensano che quando gli si critica qualcosa lo si faccia "per causa mia" e di conseguenza fanno i martiri. Ho sbottato parecchie volte sull'utilizzo del termine "perseguitato" perché non c'entra niente. Per di più, se si va a guardare, le "persecuzioni" non sono quasi mai in tema di dottrina, ma di atteggiamenti, di soprusi, di "occupazioni" etc, sulla dottrina si arriverà prima o poi, spero presto. Le ultime ( a ben guardare da sempre ) sono su cose come la Veglia di Pasqua, Lavande dei piedi etc, e tutti i vescovi che hanno preso posizione non lo hanno mai fatto nel merito di come si svolge la veglia, ma sul fatto che si doveva fare una unica veglia, dov'è il "per causa mia"? mi sembra piuttosto un "per causa loro" per la loro fissazione di non cedere mai uno jota, e poi prendono per il culo i farisei.

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  6. @ anonimo delle 18,35, domandati perché... Forse c é una sofferenza dentro di noi che il cammino ha alimentato e mai curato.

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  7. @ Anonimo

    Il passo che tu citi, a me è già successo, ad opera del Movimento Neocatecumenale.
    Ma non solo.

    Sono beata quindi?

    Sono stata insultata, perseguitata in mille modi diversi, hanno mentito su di me dicendo ogni sorta di male, mentre stavo solo facendo notare che non si agiva secondo Dio.

    Lo dicevo poc'anzi, ma forse tu non avevi ancora letto: se mi accorgessi che ciò che dico è per rivalsa, me ne asterrei di certo.

    E l'opportunità della rivalsa, mio caro, l'ho anche avuta, direi pure accarezzata, ma ho allontanato da me ciò che so essere male, quindi pur potendo, non l'ho perpetrata.

    Ti riempi la bocca di parole, ma tu non sai nulla delle vite altrui.

    Il primo a perseguitare, insultare e calunniare le persone è proprio il tuo Movimento, quando non gli stanno bene a mano.

    Poi tra queste, c'è chi nutre spirito di rivalsa (direi umanamente comprensibile) e chi invece tenta solo di informare, magari perchè ha i suoi buoni motivi, che per me sono i miei figli.

    Ma che ne sai tu?

    Tu giudichi le persone senza conoscerle e fai di tutta l'erba un fascio.

    Io, invece che delle persone parlo del Movimento Neocatecumenale, perché è quello, coi suoi leader, che ha fatto male a molti.
    Perseguitando.
    Insultando.
    Mentendo.
    Calunniando.
    Invidiando.
    Giudicando...

    e mi fermo qui.

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  8. @ Libera

    "Poi c'è anche il grosso problema della dottrina inquinata, ma spesso alle persone non importa, se si trovano bene nel contesto.
    Non tutti sono lì per la dottrina, anzi direi quasi nessuno.
    Il grosso problema "umano" del Movimento Neocatecumenale è che è dispotico e dittatoriale laicamente gerarchico e questo è il primo impatto sulle persone, che vanno lì credendo di trovare fede e amore."

    Libera quello che dici per me è fondamentale.
    È esattamente così che è andata nel mio caso.
    Ho aderito, senza solide basi dottrinali, ad un qualcosa che mi faceva entrare in un " nuovo gruppo ", nuove amicizie nuove opportunità.
    Poi ho scoperto l'inganno del dispotismo e della dittatura della gerarchia laica neocatecumenale.
    Solo dopo ho iniziato a studiare la dottrina del movimento e mi sono reso conto che era sbagliata anche quella.
    Il CN è come dice mago Merlino nel cartone animato "La spada nella roccia", "un guazzabuglio medievale", inteso come un movimento senza capo ne coda, improntato a raccontare stupidate alle persone, con l'unico scopo di acquisire il controllo sulla vita della gente.
    In parole povere sono una "Setta", che si nasconde all'interno della Chiesa.
    Sono un perfetto e collaudato "cavallo di Troia" sono un Cuculo che mette le sue uova nel nido degli altri uccelli per sfruttarli e fare crescere la sua creatura.
    Sono un gruppo di mafiosi che quando prendono il controllo di un territorio ( parrocchia) tengono fuori tutti gli altri e si vendicano senza pietà su chi rivela la loro strategia di conquista.
    Questo sono e per nostra fortuna noi ne siamo usciti fuori e abbiamo avuto il coraggio di raccontare i loro metodi settari e mafiosi.
    Chi vuole restare all'interno del CN non ascolterà mai nessuno che cerca di aprirgli gli occhi.
    Anzi, penserà di essere nel giusto perché viene ingiustamente perseguitato.
    Mi spiace ma io non andrò mai a combattere una battaglia per le persone che sono dentro al CN e non hanno nessuna voglia di uscirne.
    La mia battaglia la faccio con la mia persona, presento la mia vita a chi mi conosce e non ho mai smesso di combattere per portare un po' di informazioni alle persone che conosco e che vorrebbero avvicinarsi al CN.
    Per chi mi conosce il mio pensiero può avere un senso, per chi non mi conosce non posso fare nulla, perché senza la fiducia non si ottiene niente.
    Io continuo così, non cerco la vendetta e non cerco confronti che lasciamo il tempo che trovano.
    Questa gente della gerarchia neocatecumenale è troppo furba,ipocrita, falsa, intelligente , potente e smaliziata per essere battuta faccia a faccia.
    No, io continuo a giocare a modo mio, con le mie regole semplici , gioco pulito e senza trucchi.
    I risultati sono ottimi, oltre le più rosee previsioni, quindi per me va bene così.
    Piccoli passi.
    Io Non Ho Fretta.

    LUCA

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    1. @ LUCA

      A me è successo uguale a te, anche perché ero molto giovane quando entrai nel Movimento Neocatecumenale e c'erano tutti i miei amici.

      Dalle prime catechesi che diedero in parrocchia riuscii a salvarmi, scappando a gambe levate quando il catechista (uno ben noto) puntava il dito sulle persone e le additava con veemenza come peccatori.
      Io all'epoca ero fuori dalla chiesa e quella musica stonò alle mie orecchie.
      Pensai ad una gabbia di matti e non vi aderii.

      Però vi aderirono tutti i miei amici, quindi alla fine ci andai anch'io, poco più di una ragazzina.

      Anch'io, come te, ho iniziato ad approfondire quando mi si è affacciata la domanda principe:
      "Ma può la Chiesa fare del male alle persone?"

      Non dico "male" perpetrato da singoli soggetti, ma proprio dall'impostazione dell'organizzazione, dal vertice in giù.

      E' così che ho capito che il Movimento Neocatecumenale NON è chiesa, perché ha una struttura atta a non accogliere e ad epurare chi osa contestare la loro dottrina sballata.
      Nel Movimento Neocatecumenale non c'è amore, ma solo CORPORATIVISMO per la propria CORPORAZIONE.

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  9. @Libera, vorrei rispondere alla tua domanda, anche se tu l'hai messa in forma retorica.

    Sì, la Chiesa può fare del male alle persone, a me lo ha fatto. E poco importa se lo ha fatto attraverso il "braccio armato" del CN o in altro modo. Certo non è male fisico o danno economico, di quella specie per cui si può far denuncia in tribunale, è solo male morale e psicologico che mi sono lasciata fare perché sono stupida e, credendo fosse possibile trovare l'amore, mi sono fidata delle persone sbagliate, persone "di Chiesa" appunto.

    Per contro alcuni "singoli soggetti" preti "di campagna", pochissimi per la verità, mi hanno fatto del bene, ma solo perché loro singolarmente erano delle brave persone non certo per "l'impostazione dell'organizzazione Chiesa, dal vertice in giù".

    Sono 50 anni che il CN sta dentro la Chiesa, come documentate pure con le trasmissioni televisive del 1983, ed ancora state a fare dei distinguo tra "questo è Chiesa" e "questo non è Chiesa" .. in tutti i raduni piccoli o grandi NC, preti ci sono, e vescovi e cardinali e pure il Papa, da 50 anni e pure i seminari gli fanno fare !

    La Chiesa è quello che si vede e non serve che byTripudio spieghi per l' n-esima volta la differenza tra Chiesa e uomini, evidentemente sono troppo stupida anche per capire questo, perché mi pare che se il Signore avesse voluto fare tutto da Solo, in modo invisibile e spirituale, non avrebbe istituito una Chiesa perché agisse attraverso degli uomini e fosse VISIBILE alle persone.

    Quindi, per quanto mi riguarda, la Chiesa è quella che vedo "dal vertice in giù" e quello che vedo mi fa paura.

    Basta, di difendere l'indifendibile!

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    1. PS
      @Luca dice
      "c'è anche il grosso problema della dottrina inquinata, ma spesso alle persone non importa, se si trovano bene nel contesto"
      ---
      Va bene, cioè non va bene perché abbiamo sbagliato anche noi .. in teoria, uno che professa 1 religione dovrebbe conoscere ciò in cui crede ma se così non è, pensavo che apposta dovesse starci il prete, il "pastore" no?
      Al prete che ascolta le "catechesi iniziali" o altra predicazione NC dovrebbe importare se la dottrina (e liturgia) è giusta, no?
      Devo essere io, la pecorella, a dire al pastore come devono stare le cose?
      Mi spiace ma allora far parte della Chiesa è impossibile per me, io ho 1 atteggiamento "scolastico", nel senso dello studente che va a scuola per imparare dal professore e non viceversa .. lui è tenuto a "sapere" più di me se mi deve insegnare .. e se mi accorgo che mi insegna cose sbagliate, allora abbandono la scuola perché non mi è d'aiuto ma di danno. Certo con la scuola è più semplice perché puoi sempre cambiarla .. con la Chiesa che si fa? Si cambia religione? Mi potrei sforzare ma sarebbe 1 finta, la mia coscienza non me lo permetterebbe, un conto è la fede, un conto è la Chiesa .. non resta, parlo per me, che fare senza .. aspettando che il Padrone di tutto venga a mettere ordine in questo caos .. sempre che non decida di abbandonarci alla nostra (parlo sempre per me) stupidità.
      Ma gli stupidi vanno per forza all'inferno?

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    2. Hai ragione Roberta.
      Il sacerdote é un garante della Chiesa.
      Sta lì apposta.
      Con la sua presenza garantisce , anche senza dire una parola, che la Chiesa approva questi esaltati che fanno catechesi.
      Non sei stata stupida tu, siamo stati stupidi tutti.
      Io anche per ignoranza, ma non è una scusa, perché il sacerdote ha fatto la sua parte, garantendo, anche solo con la sua presenza, la predicazione malata di questi pappagalli di Kiko.
      È chiaro che noi non sapevamo nulla di seminari neocatecumenali, di preti del cammino neocatecumenale, non sapevamo nulla di sacerdoti che obbediscono a Kiko, non sapevamo nulla di catechesi iniziali in cui chi fa gli incontri non è stato scelto dalla Chiesa ma da Kiko.
      Non sapevamo che dietro queste catechesi c'era un movimento laico chiamato cammino neocatecumenale.
      Quindi siamo state vittime inconsapevoli di un raggiro.
      Ma sempre con la complicità della Chiesa.

      È chiaro che poi ci abbiamo messo del nostro, quando ci è stato bene trovarci in una realtà malata di protagonismo, sotto gente esaltata e senza scrupoli.

      Diciamo che ormai il danno era stato fatto, la Chiesa aveva garantito per questi personaggi settari e mafiosi che erano entrati nella nostra vita e noi pensavamo di essere nel giusto, fidandoci di questo gruppo ed adattandoci (spesso per convenienza personale) alle sue regole.

      Roberta quello di cui ti lamenti é sacrosanto, cioè la Chiesa da che parte sta?
      La Chiesa è consapevole che questa gente fa danni alle persone?
      La Chiesa si rende conto che tiene al suo interno una realtà Ecclesiale malata?
      Perché la Chiesa non prende posizione?
      Perché la Chiesa non fa nulla per risolvere questo problema?

      Io non lo so.
      Io so solo che alcune persone si trovano bene in questa falsa realtà di Chiesa chiamata cammino neocatecumenale.

      E non c'è verso di farli ragionare.

      Quindi cerchiamo di aiutare chi è fuori, cerchiamo di dare informazioni alle persone prima di essere accalappiati.
      Più di questo non possiamo fare e mi sembra che la cosa stia funzionando.
      I neocatecumenali sono sempre di meno e sempre meno gente aderisce alle loro catechesi.

      Prima o poi anche la Chiesa farà qualcosa per risolvere il problema cammino neocatecumenale, ma fino ad allora mi sembra che sta funzionando egregiamente quello che facciamo noi ex, cioè togliere il velo della segretezza sulle verità del cammino neocatecumenale.

      Io ho riscoperto il messaggio di Gesù Cristo che è buono per tutti perché è un messaggio universale.

      Tutti noi abbiamo delle ferite aperte, ci vorrà tempo, tempo diverso per ognuno di noi, ma alla fine ne verremo fuori.
      Da parte mia posso parlare di speranza non di certezza.

      LUCA

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    3. @luca, @Roberta: "i carismi riconosciuti dalla chiesa sono riconosciuti dalla chiesa e chi vi si oppone si oppone a un'azione dello Spirito Santo. Non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio". (Don Gianvito Sanfilippo)
      https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2931030053659567&id=1869952033100713

      Massimiliano Conti.

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    4. E infatti i primi a non rispettare il proprio carisma sono i neocatecumenali stessi, quando sono disobbedienti, quando non sono al servizio della Chiesa, quando non osservano il proprio stesso Statuto (cioè sempre). A proposito, visto che sei in contatto con don Gianvito, chiedigli se non si sta facendo per caso un esame di coscienza sul suo fantastico post cresima, in questi giorni.

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    5. Facile citare la citazione di un neocatecumenale DOC!

      Proprio di quelli al vertice...

      Svegliaa

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    6. Massimiliano Conti,
      le tue maledizioni non mi fanno né caldo né freddo, anzi ripensandoci, mi fanno solo aumentare lo schifo che mi fate voi, siate laici o ecclesiastici, che usate la Parola di Dio e l'esigenza di spiritualità insita in ogni persona, come strumento di manipolazione e potere.
      Credi di farmi paura col "combattere contro Dio"? Fatti gli affari tuoi che quello che faccio "con Dio" riguarda solo me e Lui ..
      mi fai solo ribrezzo, non paura.

      Già che ci siamo, citiamo 1 paio di esempi:

      - è 1 carisma riconosciuto dalla chiesa spingere 1 ragazza ad accettare il corteggiamento di 1 omosessuale (dichiarato a preti e capi NC) allo scopo di arrivare a 1 matrimonio in cui il marito vivrebbe una doppia vita?
      Allora mi fa schifo anche la tua chiesa.

      - è 1 carisma riconosciuto dalla chiesa indurre un marito a cacciare la moglie (cui è legato dal sacramento) perché essa non approva il CN?
      Allora mi fa schifo anche la tua chiesa.

      _ è un carisma riconosciuto dalla chiesa dire a dei genitori "lo stupro della vostra bambina è 1 storia misteriosa che Dio fa con la vostra famiglia"?
      Allora mi fa schifo anche la tua chiesa.

      La Verità mi dà gioia e la menzogna mi fa schifo, che si chiami "CN", "chiesa", o "carisma".

      Tutto chiaro, Massimiliano Conti?
      Che non ti accada di trovarti a tu per tu con la tua coscienza ...

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    7. Sbagliato Massimiliano Conti.
      Il cammino neocatecumenale non è un dogma della Chiesa.
      Quindi non abbiamo alcun obbligo di accettare un carisma che non riconosciamo valido per la nostra vita, anzi che ci ha causato solo problemi e dolore.
      Noi non combattiamo contro lo Spirito Santo ne tantomeno contro la Chiesa o contro Dio.
      Noi combattiamo per la verità e per la giustizia.
      Quindi risparmiati di mettere in mezzo frasette che non significano nulla, dette da un Don Gianvito Sanfilippo qualsiasi, solo perché è responsabile del Vostro post-cresima "personale".
      Esatto ho detto proprio il Vostro post-cresima neocatecumenale, dove vale lo stesso discorso dei Vostri seminari neocatecumenali, cioè che si può accedere o entrare nella loro gestione solo ed esclusivamente se sei neocatecumenale.
      Voi neocatecumenali siete razzisti, Voi siete chiusi in voi stessi.
      Quindi smettila di citare amenità Tue o di un Tuo sacerdote neocatecumenale uscito da un Tuo seminario neocatecumenale.
      Un Don che senza Kiko non è nessuno.
      Cresci Massimiliano, guardati intorno, c'è tutto un mondo intorno a te, sforzati di guardare fuori dal recinto dove ti hanno rinchiuso.

      LUCA

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    8. @ LUCA

      "Voi neocatecumenali siete razzisti, voi siete chiusi in voi stessi"

      Bella definizione.

      Da Wikipedia:

      "In senso più ampio si tratta di una generale antica tendenza a DISCRIMINARE I "DIVERSI" (nazioni, culture, classi sociali inferiori), e la principale FUNZIONE DEL RAZZISMO, in tutte le varianti, fu sempre di GIUSTIFICARE qualche forma di discriminazione o oppressione."

      Mi pare che molti di noi qui, ma di più fuori da qui, siamo i "diversi" discriminati, nei confronti dei quali si è esercitata un'oppressione "giustificata", secondo il loro pensiero.
      Attentavamo alla purezza della razza...

      Già intanto se un loro figlio/a desidera sposare un "diversamente spirituale", lo fanno morbido: meglio l'endogamia tra la propria "razza", così si tenta di perpetuare la specie...

      E pensare che una volta ci credevo anch'io, perché te la fanno passare come "ci si capisce meglio". "c'è più comunione di intenti", "si parla lo stesso linguaggio"... Tutte cose che apparentemente hanno una logica.

      Appena si riacquista un po' di ragione però, si capisce che l'AMORE non ha razze né credi, ma è universale...

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    9. Caro Massimiliano,
      Io capisco che essendo tu ancora ben invischiato nel cn pensi che le minacce che subisci suscitino in chi vi è uscito la stessa paura che suscitano a te. Purtroppo per te (e solo per te) non è così. Così come citare don Gianvito (?) pensando di citare un dottore della Chiesa, perché è così che evidentemente tu lo consideri, è un altro problema che riguarda anche in questo caso te e solo te. Lo strillone Gianvito lo ascoltino chi come te ha bisogno di avere più paura che Fede.
      Io lo so che sei abituato a stare zitto mentre ascolti e subisci ogni tipo di minaccia sia spirituale e psicologica senza potere e riuscire neanche ad ascoltare la flebile eco dei tuoi pensieri e del tuo cuore, perché ti è stato inculcato (il neocatecumenalese per te sarà di certo più comprensibile) che il tuo raziocinio è fonte di ogni inganno e devi consegnarlo ai catechisti in modo da circonciderti la mente, ma, piaccia o meno a Gianvito, il CN non è un dogma, come già qualcuno ha sottolineato, e lui lo sa molto bene, quindi quando esterna minacce di questo tipo sul non condividere o criticare il cammino, semplicemente mente sapendo di mentire, anche se per te ogni rutto di tali tizi sia Vangelo (volutamente maiuscolo). Riprenditi la capacità intellettiva, uno dei doni più grandi di Dio, e magari riuscirai a vedere le cose con più razionalità, obiettività e soprattutto dignità (sì, bisogna essere consapevoli di chi siamo per evitare che gente come Gianvito speculi sulla vita delle persone con minacce e ricatti spirituali, per fini poi - guarda un po' - sempre economici. A proposito, come andiamo a collette?). Da parte mia, non mi interessa osservare godendo la fine del cammino, mi interessa che le persone detenute in saletta ritrovino loro stesse e la Fede, e questo finché il cn esiste non è possibile. Ti auguro, se non di scappare dal cn, di iniziare ad avere un po' meno paura, dei catechisti, dei pupazzi come Gianvito e soprattutto di Dio, e di smettere di proiettarla sugli altri, che qui sono persone arrivate anche al matrimonio spirituale, e sanno di cosa stanno parlando.
      Ce la puoi fare Massimiliano!
      DAJE TUTTA!

      Autore della lettera

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  10. Complimenti a Libera.

    E' un fatto che l'evangelizzazione dei primi anni del Cammino è rivolto ai cattolici, ma non tanto ai lontani, ma a coloro che già frequentavano le parrocchie, come se il Cammino avesse già chiara l'intenzione di "convertire" i cattolici per i suoi fini, piuttosto che convertire i lontani alla Chiesa per la gloria di Dio.

    Come Gesù iniziò la sua predicazione rivolgendosi al popolo di Israele, chiamato per primo alla pienezza della Rivelazione, così sembra che Kiko abbia destinato la sua prima "predicazione" ai cattolici, come se a questi mancasse qualcosa di essenziale alla loro fede di cui solo lui, come nuovo messia, era depositario.

    Nota curiosa: il direttore dell'Opera della Madonnina del Grappa mi sarebbe piaciuto conoscerlo.
    E quando si parla della predicazione della Tripode, incluso don Pezzi, ho pensato, con tutto il rispetto per la figura sacerdotale di don Pezzi, al cantante baffuto dei Ricchi e Poveri, che è senz'altro bravo, ma che quando canta insieme agli altri, non si percepisce (almeno apparentemente).

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    1. La predicazione kikiana è ancor oggi rivolta ai cattolici, visto che le catechesi vengono annunciate in chiesa e fatte in parrocchia. Un 'lontano' non frequenta i locali parrocchiali, spesso neppure i 'vicini' lo fanno!
      La catechesi di Kiko è rivolta ai cattolici praticanti ma non solo: è inquinata dal pregiudizio -e finalizzata a trasmetterlo- nei confronti dei dogmi della Chiesa Cattolica. Come tutte le predicazioni protestanti che io abbia mai conosciuto: uno dei loro pilastri fondamentali è la critica alla Chiesa Cattolica, altrimenti cadrebbe la causa prima della loro esistenza.

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    2. la teoria e che poi le comunità avrebbero attirato i lontani...affascinati dal loro vivere...la realtà dopo 50 anni è che di lontani se ne contano su una mano. All'inizio qualcuno invitava i lontani, e io ne ho conosciuti, e a dire il vero alcuni hanno anche cambiato vita e attirato qualche altro lontano, ma oggi io di lontani veri non ne vedo più, vedo solo orde di "barbari" adolescenti figli dei camminanti...e qualche adulto..che poi non avendo voglia di fare da badante a questi elementi scappa.

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    3. Effettivamente, facendo una carrellata di camminanti di mia conoscenza, quelli con cui mi rapporto, di ex atei o comunque di lontani dalla Chiesa non ne conosco.
      Mi sono lasciato condizionare dai racconti di questi miei conoscenti che dicono che molti cambiano vita.
      Sono tutti di cultura cattolica e se qualcuno prima di conoscere il Cammino viveva una vita incoerente, l'ha continuata a vivere anche nel Cammino, per poi, nella maggior parte dei casi, uscirne.
      Poi, come dice Mav, qualcuno ci sarà... ma anche i Testimoni di Geova dicono che hanno cambiato vita...

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  11. Mi permetto di andare leggermente OT perchè la cosa mi ha preso parecchio.
    Avrete sicuramente letto dei ragazzi morti nel sonno a Terni.

    Ebbene, entrambi avevano i genitori nel cammino neocatecumenale.
    Voglio essere chiara fin da subito: SO BENISSIMO CHE IL PROBLEMA DELLA DROGA TRA I GIOVANISSIMI E' DIFFUSO OLTRE OGNI DIRE. Quindi non faccio equazioni automatiche. Quelle le fanno altri.

    Quello che mi ha colpito sono le dichiarazioni dei genitori a Repubblica.

    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/07/09/news/due_ragazzi_sereni_tra_sport_e_musica_trap_-261478122/?ref=RHPPLF-VU-I257343052-C8-P4-S2.4-T1

    ""Mio figlio stava bene quella sera (lunedì, ndr). Eravamo alla chiesa di San Valentino con la mamma di Gianluca, mia sorella nella comunità neocatecumenale, a recitare il rosario - puntualizza Silvia con tono di assoluta convinzione - mentre loro erano là fuori al campo di calcetto. L'indomani avrebbero dovuto iniziare un periodo di volontariato al Comune di Terni e Flavio mi ha poi detto che alle undici e mezza sarebbe tornato a casa, per alzarsi presto la mattina seguente".

    Alcuni adolescenti sentiti dalla Procura avrebbero, invece, riferito che i due, soprattutto Gianluca, stavano già male. Più tardi, a casa, "mi ha detto che stava andando a letto - racconta al contrario la madre di Flavio - e posso dire che stava bene. Se una persona sta male me ne accorgo accidenti, sono un medico".

    E ancora:

    Negli esami autoptici si cercheranno quei sintomi che nella vita degli amici di sempre i genitori non hanno mai rilevato. "È vero, qualche volta tornavano tardi la sera, ma erano adolescenti sereni come possono esserlo i ragazzi di oggi", dice Fabio Presuttari. "Erano ragazzi seguiti, controllati, che non mai dato segni di utilizzo di sostanze. Siamo entrambi medici io e mia moglie, non siamo certo degli sprovveduti", commenta ancora.

    Insomma: quello che ci tengono a dire è che "i loro ragazzi stavano benissimo" ed "erano seguiti".
    Ribadisco: non sono i primi adolescenti che muoiono per droga. E purtroppo non saranno gli ultimi. CAmmino o non cammino. MA le parole dei genitori mi hanno colpito. Perchè ci hanno tenuto a dire che "non sono sprovveduti" e che quella sera "stavano benissimo" quando i loro amici invece evidentemente di qualcosa si erano accorti.

    Poi sul Corriere leggi la testimonianza del compagno di classe che sapeva tutto da un pezzo (e lì mi viene da dire: "porca miseria avverti qlc").

    Ho letto moltissime testimonianze di genitori che hanno perso i figli così..ed avevano sensi di colpa tremendi. Persino il procuratore della Repubblica di Terni ha detto: "è anche colpa mia". I genitori no. Per loro andava tutto bene. Ed hanno parlato quasi a scaricarsi la responsabilità.

    Ora, può essere che Repubblica calchi i toni.
    Magari qualcuno di voi conosce Terni e le sue comunità o cmq conosce il modo in cui sono "seguiti" i figli nel cammino.

    Ribadisco per la terza volta (anche se so che ci sarà qualche NC che non leggerà una sola riga e attaccherà a testa bassa lo stesso): non c'è bisogno di avere i genitori nel cammino per finire così. Nessuno è al sicuro..
    Ma qualche domanda fatevela ogni tanto---

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    1. Ma soprattutto: non è il cammino che tiene i ragazzi lontani dalla droga? Elena

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    2. Questo è quello che dicono a mò di slogan (e che fa il paio con "nel cammino non ci si divorzia" Kiko dixit), ma la realtà ovviamente è diversa. Se p per questo ricordo un incontro post GMG in cui Kiko parlava delle droghe leggere e diceva: "se qualcuno di voi ne fa uso esce fuori dal cammino" (come se fosse una soluzione vero?). Non sono gli slogan che mi spaventano...è il modo in cui hanno reagito i genitori. Se si legge l'articolo si vede chiaramente che i genitori danno la colpa alla città, alla musica trap, a qualcuno delle amicizie della palestra che forse gli hanno dato qualcosa...
      Insomma il nemico è sempre "altrove". Mai una volta che si facessero una domanda.

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  12. @ Porto

    E' vero quello che dici. Fin dall'inizio hanno mirato alle parrocchie e pian piano, conoscendo la loro nascita e la loro evoluzione, mi sorge anche l'idea che i poveri delle baracche siano stati soltanto STRUMENTALIZZATI.

    Carmen, molto più sprovveduta di Kiko per certi aspetti, ha rivelato molte cose inconsapevolmente, come quando disse che Kiko aveva tentato altre volte prima di "formare comunità", ma senza successo.

    Dove aveva tentato di formarle? A giro per le strade?
    Di certo aveva provato con le parrocchie, rubando ai Cursillos certe modalità catechetiche.

    Solo nelle baracche, tra gente povera ma non delinquenziale, avrebbe potuto avere credito.
    Cioè dove c'era già uno spiccato senso religioso e comunitario, mutuo soccorso, ed una capacità a credere e ad accogliere lo sbarbatello borghese (figurativo, aveva già la folta barba) che li istruiva e SOPRATTUTTO, li introduceva alla bella vita.

    Esistono immagini in cui Kiko sta con i suoi amici (macché "fratelli") delle baracche, tutti tirati e lucido e ben vestiti, che incidono i dischi di Kiko nelle case discografiche. A uno comprò un carretto per il lavoro, se li portava dietro in luoghi che nemmeno avrebbero potuto sognare: in campagna, a fare "convivenze" fuori porta in allegria al suono della chitarra, nelle parrocchie come aiuto "evangelizzatore"... e chissà cos'altro.

    In poche parole, insieme alla multimilionaria ex suora Carmen, a me pare che se li sia COMPRATI, attingendo all'unico bacino d'ascolto possibile.
    Poi, una volta tirati a lucido ed introdotti in realtà dorate inimmaginabili, li HA SFRUTTATI per il suo gioco, a dimostrazione che LUI aveva creato "comunità".

    Questo io penso e nessuno me lo leva dalla testa: il fallimentare Arguello creatore di mancate comunità, ha sfruttato i poveri per farsi strada.
    Altro che "catechizzarli", poveretti.

    Per cui sì, secondo me la mira di sempre erano le parrocchie, alle quali però si doveva presentare con qualche artefatta credenziale.
    Sfruttatore e parassita.

    Infatti la sua "incursione" tra i poveri è durata pochissimo.
    Una volta sfruttati, li ha completamente dimenticati.

    Quando mi è balenata questa idea, ho trovato risposta alla mia domanda principe, cioè perché abbia disconosciuto i poveri per dedicarsi ai borghesi che tanto disprezzava.
    Ci ho girato intorno a lungo, ma non riuscivo mai a riannodare le connessioni.

    SFRUTTAMENTO è la connessione, secondo me.



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    1. @libera

      Concordo...l'approccio di Kiko è lo sfruttamento, si vede sotto ogni aspetto... Non dimentichiamo che non ha esitato a definire un Pino Fusca il suo "maggiordomo".

      Autore della lettera

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Massimiliano Conti:
    a quale carisma ti stati riferendo? Quale è il carisma del Cammino, visto che Kiko rifiuta di riconoscersi in una specifica spiritualità?
    Tieni presente che un conto sono i carismi che Dio concede ai battezzati, un conto sono i carismi legati ai movimenti spirituali: in tal senso ogni movimento ha il suo specifico carisma, che, più o meno, può essere equiparato a "spiritualità".
    Mi posso sbagliare, ma il senso dovrebbe essere questo.

    Se avete un carisma, siete un movimento e se siete un movimento... non siete il Cammino... Qualcuno ha fatto un po' di confusione.

    Credo che la Chiesa abbia approvato un MOVIMENTO, ma se il Cammino, come dice Kiko, NON è un movimento, allora la Chiesa ha approvato un movimento che non esiste.
    Di conseguenza il Cammino, che esiste, NON è stato approvato. Cioè: l'approvazione è INVALIDA. Come un matrimonio nullo.

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  15. Il 100x1 promesso dal cammino in cambio della decima é uguale al mana del deserto. Forse riceverai il cosiddetto 100x1 me hai dovuto "forzare" Dio per riceverlo. Quindi non ti converte veramente. Darai grazie a Dio per un giorno ma poi finisce li. E la decima é uguale al lavarsi le mani, ti convince che hai fatto in opera di bene ai fratelli della comunità però poi nei momenti di bisogno non ci sono mai sto fratelli. Io vedo sempre mia suocera passare per menti non troppo belli e gli unici sempre presenti ad aiutarla sono è la sua famiglia carnale. Mai vedo i suoi fratelli di comunità aiutarla. E stanno quasi al Padre Nostro! A gennaio morì morì un fratello anziano della mia comunità e sia al funerale che alla novena del rosario eravamo 7/8 di noi i presenti. Quindi questa promessa di fratelli di comunità come famiglia vera e un altra menzogna. Qui dopo l Eucaristía e la celebrazione settimanale og uno ritorna alle proprie vite... Niente comunità vera! Almeno qui negli Stati Uniti.

    Nei momenti importanti della vita la comunità é sempre assente, tranne quando si tratta di un matrimonio o battesimo, li vanno tutti a scrocco quindi sono tutti presenti!

    Anonimo Texas

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    1. @ Anonimo Texas

      Hai perfettamente ragione.

      Concordo con Valentina quando parla di "Vangelo della prosperità".

      Il Movimento Neocatecumenale dà alla gente quello che vuole e promette quello che la gente vuole sentirsi dire: felicità, felicità, allegria, allegria...

      Ma quando arrivano i dolori o i carichi, nessuno che desideri spartirli con te.
      E guai se ti lamenti un po': "Non stai nella storia!"

      Tutte magnifiche costruzioni extra lusso, paradisi verdeggianti, luci sfavillanti, viaggi in Israele, per molti l'unico viaggio che faranno nella vita, trattati come re alla Domus...

      Ma poi c'è la vita, poi torni ai tuoi problemi e quelli sono solo tuoi.
      Fratelli un corno.
      Più che dirti "Coraggio, vedrai tutto si sistemerà" non lo riescono a fare.

      Lì esiste solo la spartizione delle gioie, l'allegria, la felicità posticcia, il lusso, gli edifici da sogno.
      Ma la spartizione delle pene non te l'aspettare, perché non verrà, non fa parte del pacchetto.

      Oppure verrà, ma devi essere parte del gotha, non del popolino. Anche i migliori presto si stancano.

      Mors tua, vita mea, diceva un proverbio latino (morte tua, vita mia).

      Nella continua gara per raggiungere l'allegria neocatecumenale non si guarda in faccia a nessuno.

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  16. Pd nel video lo spagnolo che “evangelizza “ l’Asia non ancora prete è don Gregorio sacristán fedelissimo di Kiko. I coniugi dell’Africa e della piroga sono Maurizio e rosa (o rosita o rosalita non l’ho mai capito) Pastore appartenenti ad una parrocchietta romana catechizzata da f. voltaggio (ed ora sotto il del prete architettoarraffatutto che nel video tra l’altro suona i bonghi accompagnando il filippucci). Gigi

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    1. Sono in serie questi bastardi di preti, sulla scia di don Rino, don Ezechiele e ne potrei citare tanti altri.
      Maurizio e Rosalita Pastore, comandanti in capo per meriti guadagnati sul campo di tutta l'Africa, oltre che della Nazione loro affidata, il Congo, con la piroga entrata nella leggenda. Neanche ricordo bene il racconto, ma ogni itinerante storico aveva il suo aneddoto miracoloso di conferma dall'alto dell'investitura neocatecumenale.
      Franco Voltaggio, insieme alla moglie, tra le pochissime persone sane di mente lì dentro, con cui si poteva avere un approccio umano.
      Di Del Prete non parliamo proprio. Come si chiamano quegli animali che non fanno un tubo aspettando l'occasione di beneficiare della scomparsa e morte altrui per allargarsi aggratis e arricchirsi sulle altrui disgrazie? Forse non esiste, solo nella mia fantasia.

      Pax

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    2. Pax si chiamano avvoltoi, sciacalli e ancor di più parassiti

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  17. @ Valentina Giusti (9 luglio 2020 16:46)

    Ritorno ai primi commenti.
    Si riporta, da un articolo sull'annuncio di Avvento 2018, questa sconvolgente dichiarazione di Kiko che, a mio avviso merita di essere a lungo meditata:

    Subito dopo Kiko continua, citando il cardinal Benelli (vescovo di Firenze dal 1977 fino alla sua morte nel 1982):

    «Mi ricordo quando stavo a Firenze in un incontro con i parroci che mi detestavano - non so perché - e pensavano che io ero di destra, e scoppiò un casino enorme, quando cominciai a parlare, subito si misero a fischiare, mi fischiarono.
    E quando lo raccontai al cardinal Benelli, che allora era cardinale di Firenze, mi disse: No Kiko, coraggio! Ti voglio dire una cosa: c'è un solo Spirito Santo, un solo Spirito.
    Non so, cosa voleva dire, che c'è un solo Spirito? Non ce ne sono due, o tre. Come dire, che se tu hai lo Spirito Santo, e gli aktri no, allora ti fischieranno tutti. "Ma non avere paura: c'è un solo Spirito..." Uno solo è lo Spirito Santo!
    Bene, ho questa gloria di essere stato insultato, fischiato. Questa tu non ce l'hai! Ti batto!»

    Quanto è disgustosa la umiltà pelosa di Kiko che, dietro espressioni dimesse nasconde la sua smisurata superbia. Come un leone in agguato nel suo nascondiglio, non lo vedi ma all'improvviso esce e ti si avventa contro con inaudita violenza.

    Quando Kiko dice, come in questo caso,
    "Non so, cosa voleva dire,"
    Per poi aggiungere subito,
    "Come dire, che se tu hai lo Spirito Santo, e gli altri no, allora ti fischieranno tutti"

    Come dire...
    Ma Kiko lo ha detto! Ed è ciò che pensa e che ha inculcato ben bene nei suoi:
    La certezza matematica che il carisma di cui si fregia è autentico, che lo Spirito va con lui senza ombra di dubbio. A sbagliare sono sempre e solo gli altri.

    Osa anche concludere
    HO QUESTA GLORIA. Ti batto!
    ...quando ha preso solo dei fischi dai Parroci.
    Certo, se ha parlato anche in quel contesto - e non abbiamo motivi per dubitarne, Kiko è fatto così, le spara sempre grosse - con la solita prosopopea che traspare bene anche dal racconto, cosa dovevano fare i Parroci?
    Lo hanno fischiato coprendolo di ridicolo, come merita un simile esaltato; per completare l'opera avrebbero anche dotuto cacciarlo fuori, a calci nel sedere.

    Pax

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