martedì 8 giugno 2010

Quale comunione per le Chiese cristiane locali e in Chi? La vera comunione, tra i fedeli tra di loro e nella Chiesa universale, cioè in Cristo...

Il recente viaggio del Papa a Cipro ha focalizzato l'attenzione sulle comunità cristiane della terra Santa e di tutto il Medio Oriente. Dopo aver registrato l'inquinamento operato dal Cammino NC in tutte quelle comunità di antica Tradizione, centriamo la nostra attuale analisi su uno stralcio dell'intervista rilasciata da Mons. Twal che, in quanto Patriarca Latino di Tarra Santa ha giurisdizione anche sui cattolici latini a Cipro, Terra che - insieme ad Israele ed alla Turchia - conserva le più remote radici del cristianesimo, coeve quando non antecedenti a quelle sul suolo maltese ed italico.

Dice Mons. Twal:
Domanda: Benedetto XVI ha invocato la pace con toni accorati, prima che si arrivi ad un «bagno di sangue»...
Il Santo Padre ha ben presente la situazione ed è molto preoccupato, come lo siamo anche noi. Tante ombre si sono addensate sulla sua visita pastorale a Cipro, dapprima l’uccisione dei pacifisti al largo di Gaza da parte dell’esercito israeliano, poi l’assassinio di monsignor Padovese che avrebbe dovuto essere qui a Nicosia domenica. Era membro del Consiglio per il Sinodo sul Medio Oriente, ci aveva lavorato con grande passione. Viviamo immersi nell’odio e nella violenza ed io mi chiedo continuamente: cosa possiamo fare noi, responsabili delle Chiese locali, per creare una mentalità di pace?

Domanda: Si è dato una risposta?
Ce la dà anche questo testo [Mons Twal si riferisce all'Instrumentum Laboris per il Sinodo del medio Oriente che si terrà a Roma in Ottobre]: dobbiamo rafforzare la nostra identità cristiana ed accrescere lo spirito di comunione fra le Chiese. È un lavoro che stiamo facendo. L’ho detto in questi giorni al Santo Padre: stiamo meditando i discorsi che ha tenuto in Terra Santa, abbiamo organizzato momenti di ripresa in vari ambiti pastorali, perché non vogliamo che i viaggi del Papa siano semplicemente uno show, uno spettacolo che ci tocca il cuore un momento e poi basta. E dobbiamo rafforzare i legami di comunione all’interno della stessa comunità cattolica, in cui ci sono tanti riti che rappresentano certamente una ricchezza. Quando però li si vive con un attaccamento quasi morboso, ripiegati sul proprio piccolo mondo, ne soffre la Chiesa nel suo insieme. Insomma, stiamo cercando di portare avanti una riflessione su questi temi. Ma sul terreno le cose peggiorano, la situazione politica e sociale è disperante, e l’emigrazione delle nostre giovani famiglie non si ferma, anche perché l’occupazione israeliana dei territori palestinesi non accenna a finire, al contrario.
Nel testo preparatorio del Sinodo si afferma che l’occupazione israeliana è ingiusta, un giudizio ormai consolidato da parte della Chiesa. Nuova invece è l’esplicita condanna dei gruppi fondamentalisti cristiani che la giustificano...
Ci sono evangelici americani che sognano un grande Israele che realizzi la promessa bibilica, di modo che in seguito potrà esserci la sua conversione al cristianesimo. A me sembra una follia. Ma questi gruppi sono molto potenti, hanno una lobby perfino nel Parlamento israeliano. Magari avessimo anche noi cristiani una lobby dentro la Knesset.
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Il Patriarca parla degli evangelici americani e della loro potenza di lobby. Ebbene, non è da meno quella del cammino NC - in comune con gli evangelici, insieme all'esaltazione ed all'elitarismo settario - riconoscibile nello strapotere che lo porta ad assicurarsi gli appoggi più strategici a livello gerarchico nella Chiesa e politico nelle altre realtà in cui si incunea. Strapotere che ha la meglio su quanto ancora è rimasto della Tradizione ecclesiale anche là dove essa si era preservata nella sua integrità.

Cosa si intende per "rafforzare l'identità cattolica"?

Ebbene ancora, ci chiediamo se l'imminente Sinodo per il Medio Oriente prenderà in considerazione anche questo problema e se ci sarà qualche vescovo così fedele al Signore e così coraggioso da riuscire a neutralizzare i possibili rischi. Sì, perché le parole di Mons. Twal, quando dice: "dobbiamo rafforzare i legami di comunione all’interno della stessa comunità cattolica, in cui ci sono tanti riti che rappresentano certamente una ricchezza. Quando però li si vive con un attaccamento quasi morboso, ripiegati sul proprio piccolo mondo, ne soffre la Chiesa nel suo insieme", possono risultare ambigue... Ci sono riti di antica Tradizione come il Maronita, il Mozarabico, l'Armeno che rappresentano l'identità cattolica di quelle Chiese a pari titolo con quella Latina.

Sull'attaccamento morboso dei neocatecumenali al loro rito non abbiamo dubbi; ma, se il Patriarca si riferisce ai riti millenari delle comunità orientali ci sorgono perplessità e non vorremmo che il Sinodo portasse ad un Melting pot religioso infarcito di ritualità di nuovo conio postconcicliare come quella neocat... che non ci sentiremmo mai di definire una ricchezza, a causa dei noti abusi e sincretismi che contiene; mentre invece, per quanto riguarda i riti cristiani orientali, ben può trattarsi di semplice amore e fedeltà alla propria tradizione, così come emergeva dalla Lettera inviata dai Vescovi di Terra Santa al Cammino neocatecumenale.

Venerare e custodire il rito Tradizionale da parte delle Chiese Cattoliche Orientali può essere un segnale di fede viva e di fedeltà al Signore, così come nel caso di chi in occidente non ha abbandonato la Messa Tridentina, che Benedetto XVI ha riconosciuto mai revocata. In questo caso purtroppo, dobbiamo registrare un certo atteggiamento di riserva che appare racchiuso nella parola "tolleranza": «questo Motu Proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un’esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia». (Intervista concessa dal Santo Padre Benedetto XVI ai giornalisti durante il volo per la Francia, 12 settembre 2008 - Reperibile sul sito della Santa Sede: Benedetto XVI: Viaggi)

La mia affermazione conclusiva è che la fedeltà ad un rito millenario difficilmente implica morbosità - rintracciabile semmai nel sincretismo innovatore del rito inventato da un laico, che crea dipendenza e 'forma' le comunità neo-catecumene - ma garantisce l'espressione dell'autentico culto dovuto a Dio, che è la prioritaria funzione della Chiesa, dalla quale discende l'integrità della spiritualità che vi si respira e che si assimila celebrando la Liturgia, definita anche dal concilio "fonte e culmine della fede".

Conclusione che mi porta a formulare anche la risposta alla domanda iniziale: la comunione non la creano le buone volontà e il 'volemose bene' orizzontale nell' ambigua inclusività del "guardare a cosa unisce" proprio di chi vede le soluzioni nel dialogo ad ogni costo nel quale poi ci si lascia fagocitare dall'interlocutore e dal suo errore, non più condannato ma alla fine inglobato. E la Verità risulta, com'è oggi, offuscata... La comunione, quella autentica e non solo formale, che è il vero essere "un cuore solo e un'anima sola" (motto del Sinodo) la crea soltanto il Signore se si è uniti nel Suo Nome e nel Suo Spirito e si "rimane" cioè si "dimora" in Lui. Ciò può avvenire soltanto nella fedeltà alla Tradizione Apostolica. Tutto il resto è inquinamento. Oggi questo inquinamento lo si definisce "sintesi originale della totalità del cristianesimo" (RICARDO BLÁZQUEZ, Le comunità neocatecumenali. Discernimento teologico, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo 1999) : ma è proprio quell'"originale" lo "iota" mancante, ed anzi totalmente sviante, rispetto all'integrità della Tradizione Apostolica che nutre la fede che siamo grati di professare e custodire.

35 commenti:

gianluca cruccas ha detto...

SCANDALOSO ATTEGGIAMENTO....

GIACOMO GALEAZZI

Il Vaticano riveda la sua posizione: Murat non è malato di mente e monsignor Padovese è vittima di un omicidio rituale». L’agenzia del Pontificio istituto missioni estere (Pime) squarcia clamorosamente il velo della «realpolitik» che nei Sacri Palazzi aveva subito fatto derubricare a «questione personale» l’eliminazione del capo della Chiesa turca. «L’attentatore ha urlato “Allah è grande” e il vescovo è stato decapitato», rivela l’autorevole «AsiaNews» che invita la Santa Sede e il governo turco a «rivedere le prime valutazioni che escludevano risvolti religiosi e politici».
Modalità e motivazioni del delitto «vanno ricercate nel fanatismo religioso», concordano ambienti di Curia che riconoscono la volontà di tenere la tragedia di Iskenderun lontana dal delicatissimo viaggio papale a Cipro e dal documento-base del Sinodo attenuandone i contraccolpi geopolitici e interreligiosi.
«E’ una nuova guerra fredda, con silenzi e verità di Stato», ammettono. Già giovedì sera il Vaticano (con dichiarazioni più volte aggiustate) aveva immediatamente escluso che l’omicidio rientrasse nella visione dell’Islam fondamentalista. Ma, dietro le quinte, alle certezze pubbliche, fin dal primo momento, si erano affiancate le perplessità di capidicasteri e diplomatici di lungo corso che avevano sempre dubitato della versione fornita da Ankara (gesto di uno squilibrato).
Negli ultimi tempi «Murat diceva di essere depresso, ma appare una strategia per potersi difendere in seguito», perciò AsiaNews riferisce anche del tentativo turco di confondere le acque. Secondo voci nella polizia, sembra che Murat stia offrendo una nuova giustificazione del suo gesto: Padovese sarebbe un omosessuale e lui sarebbe la vittima, costretta a subire abusi. La linea difensiva dell’omicida è indirizzata cioè a sostenere l’ipotesi di un atto di «legittima difesa». Al contrario, sostengono esperti contattati dall’agenzia del Pime, l’omicidio Padovese «mostra un’evoluzione delle organizzazioni dello "Stato profondo"»: è la prima volta che essi mirano così in alto, finora avevano colpito semplici sacerdoti (tre) ora invece hanno attentato al capo della Chiesa turca. Il loro fare è divenuto più sofisticato, meno grezzo di una volta: «Non ci si limita alla "pazzia", usata già per l’omicida di don Andrea Santoro, ma si offrono più spiegazioni, per confondere l’opinione pubblica nazionale e internazionale». Don Luca Pedretti, a lungo missionario a Iskenderun, inserisce l’assassinio in uno scenario nel quale «la polizia era opprimente e continuava a starci sul collo,e non ci si poteva neppure far vedere in pubblico a pregare. Eravamo sopportati a malapena. Bisognava stare molto attenti per le continue tensioni sotterranee: la polizia da una parte, i militari dall’altra, forze nazionaliste ed estremiste molto attive seppur nascoste».
In linea con il «low profile» imposto dalla Segreteria di Stato all’intera vicenda (dagli interventi del nunzio in Turchia Lucibello a quelli dei media vaticani) nessuno è partito ieri da Roma per partecipare ai funerali di una personalità di assoluto rilievo della Chiesa mondiale, presidente di conferenza episcopale (al pari di Bagnasco o Schoenborn) e uomo-chiave nella strategia mediorientale della Santa Sede, malgrado in casi del genere i delegati papali siano una presenza costante. E in mattinata l’arcivescovo Franceschini (predecessore di Padovese) non ha mancato di farlo osservare schiettamente a Lucibello. Lunedì nel Duomo di Milano, il martire della fede «negato» riceverà l’omaggio della sua Chiesa ambrosiana, con il fraterno amico Tettamanzi che compenserà in solennità l’«assenza» di Roma.

mic ha detto...

io penso che la dichiarazione del Papa nell'imminenza della sua visita avesse sapore nettamente politico e anche di estrema e opportuna 'prudenza' in un momento in cui egli sentiva la responsabilità di non rompere delicati equilibri soprattutto riguardanti le comunità che si accingeva ad incontrare e a confortare...

è questo il momento in cui le questioni si vanno meglio chiarendo e se ne può parlare in termini più precisi, in base a più precise valutazioni che si vanno delineando e che certamente la Curia non mancherà di recepire

mic ha detto...

Ho meglio sviluppato la parte dell'articolo relativa all'interpretazione delle parole di Mons. Twal circa "l'attaccamento morboso ai propri riti" e vi inviterei ad approfondire la riflessione su questo punto :)

Emma ha detto...

"la comunione non la creano le buone volontà e il 'volemose bene' orizzontale nell' ambigua inclusività del "guardare a cosa unisce" proprio di chi vede le soluzioni nel dialogo ad ogni costo nel quale poi ci si lascia fagocitare dall'interlocutore e dal suo errore, non più condannato ma alla fine inglobato."



Condivido ogni parola, quell`unirsi attorno ad un minimo denominatore comune, da definire, ma che non sembrano essere l`essenza della Liturgia,la Tradizione immutabile, oramai stravolte, allora attorno a che cosa ci riuniremo? 

Attorno a Cristo? Ma che Cristo? Quello storico, quello che perdona sempre e comunque?

Attorno all`amore? Volemose bene, guardiamo ciò che ci unisce e non ciò che ci separa, anche se ciò che ci separa è l`essenza della nostra Fede?

Emma ha detto...

Dice Mons. Twal:
"dobbiamo rafforzare la nostra identità cristiana"

Mi sembra che già diventa urgente ridefinire l`identità CATTOLICA, chissà poi perchè oggi si preferisce dire cristiano e non cattolico.

Quando mons. Twal dice;
"dobbiamo rafforzare i legami di comunione all’interno della stessa comunità cattolica,in cui ci sono tanti riti che rappresentano certamente una ricchezza.Quando però li si vive con un attaccamento quasi morboso, ripiegati sul proprio piccolo mondo, ne soffre la Chiesa nel suo insieme."

Spero che si riferisca ai neocat, perchè i riti cattolici,che siano latini,greci, caldei, armeni, maroniti, sono una ricchezza di quelle tradizioni,che appunto i vescovi stessi avevano domandato ai neocat di rispettare.
Spero che non abbiano cambiato idea nel frattempo, subendo pure loro l`influenza del verbo e del pensiero kikiani.

Emma ha detto...

Dalla lettera dei vescovi di Terra Santa al cammino nc:

"II vostro primo dovere perciò, se volete aiutare i fedeli a crescere nella fede, è di radicarli nelle parrocchie e nelle proprie tradizioni liturgiche nelle quali sono cresciuti da generazioni.

In Oriente, noi teniamo molto alla nostra liturgia e alle nostre tradizioni. E' la liturgia che ha molto contributo a conservare la fede cristiana nei nostri paesi lungo la storia. Il rito è come una carta d'identità e non solo un modo tra altri di pregare. Vi preghiamo di aver la carità di capire e rispettare l'attaccamento dei nostri fedeli alle proprie liturgie.

2. L'Eucaristia è il sacramento di unità nella parrocchia e non di frazionamento. Chiediamo pertanto che le celebrazioni Eucaristiche, in tutti i riti orientali, nonché nel rito latino, siano sempre presiedute dal parroco, o, nel caso del rito latino, in pieno accordo con lui. Celebrate l'Eucaristia con la parrocchia e secondo il modo della Chiesa locale. "Là dove c'è il vescovo, lì c'è la chiesa", ha scritto S. Ignazio di Antiochia. Insegnate ai fedeli l'amore per le loro tradizioni liturgiche e mettete il vostro carisma al servizio dell'unità "


Mons. Twal è uno de firmatari della lettera.
Non penso cha abbia cambiato idea dal 2007.
Resta una domanda: che seguito effettivo ha avuto questa lettera?
È stata ripettata o sono i vescovi di Terra Santa ad essersi piegati davanti al potere del cnc e dei suoi influenti amici e protettori in Curia?

Caterina63 ha detto...

Vorrei che si facesse però una sottolineatura perchè, se ho capito male io sono ben contenta....ma se ho capito quanto segue, occorre chiarire ^__^

(come del resto ha comunque esposto bene Emma)

quando il Papa ha parlato di RITI E TANTI RITI DIVERSI in Medio Oriente ed anche a Cipro che è sotto la giurisdizione della Terra Santa...NON intendeva parlare del CN....

ecco che questo sia ben chiaro!!!
il CN non ha un rito a sè...
USA DISTORTAMENTE IL RITO LATINO-ROMANO...

Questo deve essere ripetuto più volte perchè, un nostro "amico" lettore abituale, scrivendomi su FB mi ha detto "leggi bene cosa ha detto il Papa a Cipro, ha sottolineato la gioia dei tanti riti diversi che convivono, ANCHE IL NOSTRO"

?????

gli ho risposto: amico mio, se stiamo ancora a questi livelli, davvero sembra non esserci più speranza...

e naturalmente gli ho rispiegato che il CN non ha un rito a sè, ma che usa fare del Rito comune nella Chiesa di Rito Romano (del quale esiste ora la forma Straordinaria, dal settembre 2007) un ammasso di ABUSI E DISTORSIONI spesso taciuti dagli stessi sacerdoti e vescovi del luogo...

Il Papa invece sta parlando di Riti ORIENTALI-ORTODOSSI, in comunione con la Chiesa Cattolica come è appunto la Chiesa a Cipro che è MARONITA ed usa un suo Rito approvato e riconosciuto dalla Chiesa, come il Rito Ambrosiano...

ergo, si dia sempre voce a questa fondamentale distinzione...perchè credo che alcuni, comprendendo finalmente qualcosa, ora cercano di aggiustare capri e cavoli, strumentalizzando ancora una volta le parole del Papa ed autopromuovendosi niente meno che un rito personale...
per altro se così fosse, sarebbe un pestarsi i piedi da soli giacchè l'avere un altro Rito significherebbe gestire UNA CHIESA PARTICOLARE e non più comunità inserite nelle Parrocchie...


Ed ha ragione Emma a sottolineare a sua volta questo particolare...
mons. Twail sembra essere abbastanza deciso sulla linea tradizionale con il suo predecessore, ciò fa ben sperare..

Un altra bella notizia:

da dopo la GMG in Australia con Benedetto XVI, i seminari diocesani hanno registrato una impennata di adesioni al sacerdozio senza precedenti da dieci anni ad oggi...
sembra invece in uno stato di stallo l'avanzata nei seminari di Kiko...
va inoltre sottolineata l'astuzia di Kiko che apre seminari appena ci sono solo dieci adesioni...
in questo modo sembrano moltissimi, ma in realtà è uno specchio per le allodole:
Kiko conta sui numeri non delle persone ma dei seminari tanto da farli sembrare pieni e zeppi, ma non lo sono...e inoltre ciò che lui vuole è INFLUENZARE I SACERDOTI DIOCESANI...è in questo modo che si crea un giro vizioso perchè a lui gli bastano sucerdoti kikiani in numero sufficiente da coprire le comunità e CONTINUARE A TENERLE SEPARATE FRA LORO, salvo poi farsi vedere ai mega raduni del Papa...per esempio, i tanti striscioni in Portogallo facevano sembrare che ci fosse uno schieramento, in verità, alla parata dal Papa erano due piccole comunità di circa 40 persone...salvo poi, attenzione, arrivare in forze l'ultimo giorno ma per l'incontro con Kiko...per altro obbligatorio...

Insomma...tutto fumo e niente arrosto...a Cipro gli Ortodossi non ancora in piena comunione con Roma, ma al momento in buoni rapporti, non consentiranno mai una comunione con un presunto rito kikiano...
^__^

Emma ha detto...

Semplicemente, GRAZIE Caterina per il tuo commento!

Sono certa che farai chiarezza sulla questione dei riti nei diversi siti a cui partecipi.
È urgente e necessario!

Emma ha detto...

Chissà, forse c`è chi ci legge dalla Terra Santa e forse potrebbe anche darci la sua testimonianza.
Potrebbe dirci se i neocatecumenali si sono adeguati alle domande dei Vescovi o se le hanno ignorate, continuando a fare a modo loro.

In Terra Santa siete una così piccola comunità, martoriata, dimenticata, trascurata,immagino che cosa deve significare per voi l`arrivo di questi cattolici di un nuovo tipo che godono di vantaggi, appoggi e facilità che voi non avete.
Immagino quanto sia importante e prezioso per voi mantenere vive e intatte la vostra cultura,la vostra tradizione i vosti riti, la vostra identità.
Spero di tutto cuore che non cederete al miraggio di ciò che vi propone il cammino neocatecumenale.

Non posso fare niente per voi, se non pregare e affidare le vostre sofferenze al Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo e di Sua Madre, Maria Santissima.

mic ha detto...

e naturalmente gli ho rispiegato che il CN non ha un rito a sè, ma che usa fare del Rito comune nella Chiesa di Rito Romano (del quale esiste ora la forma Straordinaria, dal settembre 2007) un ammasso di ABUSI E DISTORSIONI spesso taciuti dagli stessi sacerdoti e vescovi del luogo...

Caterina, la tua precisazione ci voleva e più volte l'avevamo fatta in passato escludendo con fermezza che quello neocatecumenale possa essere considerato un Rito alla pari degli altri di Tradizione milelnaria... perché davvero non è che la bruttissima copia nonché la perversione del NOM...

sta di fatto che, poiché loro sono impermeabili a qualsiasi considerazione e dato di ragione e di Magistero, almeno che SAPPIANO che rito o non rito, la loro sincretistica "esultanza della comunità" di conio kikiano NON PUO' COMUNQUE MAI essere messa alla pari dei riti delle chiese orientali, diversi da quello latino

ed è in questo senso che è stato redatto l'articolo, proprio conoscendo la loro radicale pertinace ostinazione

mic ha detto...

a Cipro gli Ortodossi non ancora in piena comunione con Roma, ma al momento in buoni rapporti, non consentiranno mai una comunione con un presunto rito kikiano...

di questo non possiamo essere sicuri... vorrei tanto anch'io che così fosse, ma loro si prsentano come cattolici, dato che sono approvati e in Terra Santa è ufficiale che stanno inquinando anche gli ortodossi.
E' proprio Roma che li manda, purtroppo, e le comunità locali si trovano nella stessa situazione nostra e delle nostre parrocchie, di fronte alla loro aggressiva e fagocitante penetrazione: alcune resisteranno, altre purtroppo no, come abbiamo visto anche in Turchia, dove si presentano come "Chiesa cattolica di Antiochia"!!!!

Non possiamo far altro che continuare a pregare e informare

Stranamente, mentre gli altri cristianbi fuggono emigrando, loro immigrano e chi è neocatecumenale resta con vantaggi che altri non hanno (potenza delle relazioni che contano sul piano umano?)

mic ha detto...

da dopo la GMG in Australia con Benedetto XVI, i seminari diocesani hanno registrato una impennata di adesioni al sacerdozio senza precedenti da dieci anni ad oggi...

mi risulta che il seminario di Sidney e quello di Perth sono neocatecumenali...

sembra invece in uno stato di stallo l'avanzata nei seminari di Kiko...

da dove ti risulta?

mic ha detto...

Hai visto ad Agia Kiriaki l'ENORME striscione del seminario Redemptoris Mater di Terra Santa?

Emma ha detto...

Effettivamnete sono stata stupita, nell`articolo a cui si riferisce Caterina, di non aver letto il nome dei Redemptoris Mater.
Sono citati altri seminari.

Emma ha detto...

Li hai visti fare la loro danza davidica dopo la Santa messa celebrata dal Papa a Nicosia?
Rispetto per chi non è neocatecumenale? = 0
Rispetto per chi era ancora abitato da ciò che aveva appena vissuto? = 0

mic ha detto...

Sono citati altri seminari.

sono stati citati anche altri seminari; ma quelli di Sidney e di Perth sono neocatecumenali (a meno che in quelle città non ce ne siano due diversi)

mic ha detto...

Li hai visti fare la loro danza davidica dopo la Santa messa celebrata dal Papa a Nicosia?

ho visto la danza, ho visto gli enormi mega-striscioni (più d'uno) onnipervasivi tra le persone accorse...

ricordo che durante l'ultimo pellegrinaggio del papa in Terrasanta mons. Filoni ha protestato perché molti di loro (convocati da ogni dove, come sempre) non erano potuti entrare nella celebrazione papale nella valle di Giosafat... ma di fatto la loro presenza toglieva posti (per forza di cose limitati) ai cristiani delle comunità locali... immaginiamo l'epopea di chi avesse cercato di arrivare dalla Palestina, per esempio...

Caterina63 ha detto...

mic ha detto...
Sono citati altri seminari.

sono stati citati anche altri seminari; ma quelli di Sidney e di Perth sono neocatecumenali (a meno che in quelle città non ce ne siano due diversi)

*********************

quelli di cui si parla sono diocesani....
^__^

mic ha detto...

quelli di cui si parla sono diocesani....

non per fare i pignoli, ma anche di quelli neocat dicono che sono diocesani.... resta sempre da chiarire... ma alla fine cosa cambia?
Tanto resta tutto com'è!

mardunolbo ha detto...

Soltanto in questo sito si conosce appieno le falsità e la capacità d'insinuarsi di questa setta. A ben ragione la si può chiamare tumore matastatizzato nella Chiesa. Del resto se i monsignori continuano a parlare con parole velate e mai chiare è ovvio che "loro" le cellule maligne, interpretino a loro modo i messaggi. Le cellule maligne sono di derivazione dal corpo che le ha generate. Hanno una proliferazione indiscriminata senza più obbedire alle regole organiche. Si nutrono dei capillari dell'organismo stesso e fanno sì di indurne una neo-produzione per nutrirsi meglio. Si slanciano per ogni dove nell'organismo (metastasi) e colonizzano altri organi dove iniziano altro processo alimentandosi furiosamente a scapito delle altre cellule ordinate che vengono o infiltrate isolate e distrutte o compresse dalla massa metastatica in continua espansione. NON VENGONO RICONOSCIUTE dalle cellule deputate alla difesa poichè cambiano genoma (dna) continuamente con la loro proliferazione indifferenziata e si nascondono così al loro blocco e distruzione. Cosa si fa con le formazioni tumorali? Attualmente non vi sono rimedi completi e definitivi se non con lunghe terapie a base chimica che danno dei colpi spaventosi all'organismo provocandone gravi crolli. Ma, poichè le cellule ordinate e normali (tradizionali) sono più resitenti, le altre si indeboliscono e muoiono. Solo quando le formazioni tumorali sono all'inizio si interviene anche con la chirurgia asportandone il nucleo centrale ancora stabile ( ma poi si procede, per sicurezza, ancora con la chemioterapia). Non so se mi sono spiegato, ma ora come ora ci vorrebbe qualcuno o Qualcuno che agisse con terapia "da cavallo" altrimenti,se il paragone regge, siamo fritti. Scusate se posso creare sconcerto, ma questa analogia mi è venuta sintetizzando tutte le azioni e sotterfugi ed infiltrazioni di cui leggo effettuate dal cnc !Certo si può fare finchè si riesce la "sentinella" ed avvisare oppure stoppare come si può il propagarsi. Ma di certo è necessario che chi può impostare la terapia giusta possa leggere qui ed agisca di conseguenza senza indugi e senza buonismi ora tanto di moda.

mardunolbo ha detto...

" In linea con il «low profile» imposto dalla Segreteria di Stato all’intera vicenda (dagli interventi del nunzio in Turchia Lucibello a quelli dei media vaticani) nessuno è partito ieri da Roma per partecipare ai funerali di una personalità di assoluto rilievo della Chiesa mondiale, presidente di conferenza episcopale (al pari di Bagnasco o Schoenborn) e uomo-chiave nella strategia mediorientale della Santa Sede, malgrado in casi del genere i delegati papali siano una presenza costante. E in mattinata l’arcivescovo Franceschini (predecessore di Padovese) non ha mancato di farlo osservare schiettamente a Lucibello...."
L'atteggiamento che qui vedo è esattamento lo stesso che teneva mons. Casaroli ai tempi della "guerra fredda " con L'URSS ! Invece di avere voce determinata a difesa dei cristiani perseguitati, si indulgeva ai buonismi ed alle melliflue rimostranze delicate. Il risultato:ora la Russia è libera dal comunismo come regime, anche se sopravvivono gli ex burocrati come manager d'industria o come nuovi mafiosi, ma devono fare i conti con una potente chiesa ortodossa voluta e ben considerata dal popolo. Guai a parlare della chiesa cattolica, riconosciuta come spuria alla tradizione russa e come corrotta con il regime comunista di prima. Bel risultato da parte della diplomazia vaticana !In Cina stanno rifacendo il medesimo errore: dolcezza, camminando in punta di piedi. Nei paesi islamici stessa cosa, aggiungendo che in Europa gli immigrati islamici sono difesi a "spada tratta" dai rappresentanti della Chiesa, dalla Charitas e da ogni istituzione ecclesiale, anche a scapito dei residenti poveri. Ho una testimonianza diretta di un funzionario governativo di regione autonoma che mi riferì che, in zona, gli islamici arrivano prima di tutti all'assegnazione di domicilio ed assistenza, anche se si portano al seguito giovinette (mogli) denunciate come nipoti o figlie. Quindi se la Chiesa nelle sue vie ufficiali difende gli islamici immigrati con la loro arroganza ed ignoranza, cosa fa con gli arabi cristiani nei paesi islamici? Poco o nulla e quando si muove si muove in punta di piedi "per non disturbare" . E' una politica senza senso completamente ! Ci si potrebbe muovere in punta di piedi nei paesi islamici, ma usando il pugno di ferro in Europa a difesa di quel che resta delle popolazioni cristiane. O no ? Ebbene sarei certo che i paesi islamici riconoscerebbero la potenza e la forza ed arriverebbero a rispettare di più i cristiani !

mardunolbo ha detto...

Ho appena ricevuto questa comunicazione che vi giro, ma che non toglie i termini del problema della troppa accettazione passiva nelle terre non cristiane, come leggerete...("rispondeva candidamente..")
"ZENIT ha contattato alcune persone che lo hanno conosciuto in questi anni e che hanno ricordato come Murat Altun, il cittadino di origine curda che lo ha ucciso il 3 giugno, gli fosse stato assegnato dalle autorità turche, non essendo stato scelto dal presule.

Antonio Gaspari aggiunge: "Per quanto riguarda il suo autista, è singolare che un Vescovo cattolico (il presidente della Conferenza Episcopale Turca) abbia come autista e collaboratore un islamico turco".

"Quando qualcuno glielo faceva notare, monsignor Padovese rispondeva candidamente che erano le condizioni della sua missione in Turchia, perché era evidente che si trattasse di una persona che riferiva alle forze di sicurezza ogni tipo di spostamento di monsignor Padovese".

"Così come riferiva di tutte le persone che monsignor Padovese incontrava "

Emma ha detto...

Effettivamente, mi ricordo che mons.Claudio Giuliodori nel suo discorso rivolto al Santo Padre in occasione dell’Udienza speciale concessa in occasione del IV Centenario di P. Matteo Ricci aveva detto:

"Sono presenti i seminaristi del Seminario Regionale Pio XI di Ancona e quelli del Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater di Macerata che, sull’esempio di P. Matteo Ricci, si preparano per viver il sacerdozio con una particolare apertura missionaria."

Ci rendiamo conto che cosa porteranno ovunque andranno quei futuri sacerdoti?
Ci rendiamo conto che porteranno le prassi di Kiko Arguello e non l`insegnamento e la Liturgia della Chiesa cattolica?
Sì, noi ce ne rendiamo conto, noi lo sappiamo ma i responsabili della nostra Chiesa, forse che non lo sanno?
E se lo sanno, perchè lo permettono?

mic ha detto...

Caro Mardunolbo,
che dire della tua lucida analisi?
Corrisponde esattamente alla nostra consapevolezza e a quanto andiamo dicendo da anni.

Siamo arrivati al punto che le cellule "sentinella" o sono già state fagocitate o sono deprivate della loro funzione e non riescono ad esercitarla... l'invasione ha già superato da tempo (troppo) i livelli di guardia;

ma siamo certi, sulle Sue promesse, che Qualcuno interverrà. Non conosciamo come e quando; ma continuiamo a custodire la nostra stupenda fede e ad affidare a Lui tutto il nostro essere ed agire, La Chiesa e il mondo intero...

mic ha detto...

Le più toccanti tra le Parole pronunciate dal card. Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, nella meditazione di oggi nella Basilica di S. Paolo Fuori le Mura, nell’ambito dell’Incontro internazionale dei sacerdoti, in corso a Roma:
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La cosiddetta crisi del sacramento della penitenza non è solo dovuta al fatto che la gente non viene più a confessarsi, ma che noi sacerdoti non siamo più presenti nel confessionale. Un confessionale in cui è presente un sacerdote, in una chiesa vuota, è il simbolo più toccante della pazienza di Dio che attende. Così è Dio. Ci attende tutta la vita”. Al contrario, “se ci viene in gran parte a mancare questo essenziale ambito del servizio sacerdotale, allora noi sacerdoti cadiamo facilmente in una mentalità funzionalista o al livello di una mera tecnica pastorale. Il nostro esserci, da entrambi i lati della grata del confessionale, ci porta, attraverso la nostra testimonianza, a permettere che Cristo diventi percepibile per il popolo”. “La gente – ha concluso Meisner – ha una profonda nostalgia di sacerdoti, nei quali incontrare profondamente Cristo”.

La 'gente', cioè ogni persona umana, ha bisogno di guide e di santificatori, oltre che di maestri autentici... il munus docendi, regenti et sanctificandi non può appartenere a dei laici totipotenti, che possono essere di supporto e non sostituirsi ai sacerdoti... il sacerdozio ordinato differisce non solo di grado ma anche di essenza da quello Battesimale che appartiene ad ogni credente nel Corpo Mistico del Signore

sono 'sentinelle' come questa che ci fanno ben sperare...

jeff m. ha detto...

Tutto verissimo, mic.
Tra l'altro ho un caro ricordo del cardinale Joachim Meisner e delle parole che ci rivolse durante l'incontro con Kiko a Colonia.

mardunolbo ha detto...

"Sono presenti i seminaristi del Seminario Regionale Pio XI di Ancona e quelli del Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater di Macerata che, sull’esempio di P. Matteo Ricci, si preparano per viver il sacerdozio con una particolare apertura missionaria."
Le parole di mons.Claudio Giuliodori che Emma annota fanno in effetti ben spavento ! che razza di cattolicesimo posso introdurre delle cellule tumorali che obbediscono solo ad una crescita incontrollata senza le regole tradizionali di un organismo armonico? Mi auguro solo che il governo cinese ben attento ad ogni nuova realtà che là si introduca, capisca di che razza di movimento pseudo cattolico potrebbe introdursi e lo stoppi subito. Del resto che i neocatecu. possano esercitare le loro funzioni in segreto in Cina Pop. sarebbe molto difficile. Il guaio ulteriore sarebbe che qualcuno sia preso e ficcato in laogai. allora sì che griderebbero ai quattro venti che hanno anche i loro eroi e martiri. Ma, sapete cosa credo? Altra ipotesi neanche tanto raminga sarebbe un accordo con la chiesa "ufficiale" cioè quella governativa che agisce tranquillamente senza l'approvazione papale. Cosa costa al cammino neocatecu, versipelle come è, trovare questa strada ? Del resto la ritualità neocatecu non ha il significato profondo ,cattolico, ed è un sincretismo adattato ad ogni mente che voglia stare in gruppo e, spacciare per cattolicesimo un po' di ritualità e quattro balli a chitarra intorno alla mensa, può ben allettare chiunque ed ovunque nel mondo...
La difficoltà può sorgere con i cattolici veri fedeli al papa che sarebbero ancor più discriminati e si sentirebbero traditi da questa intromissione spuria permessa dal Vaticano. Be, allora credo che si raggiunga la pienezza dei "tini dell'Ira Divina" che traboccherebbe travolgendo ogni cosa come varie profezie ammoniscono. Perchè(sto ragionando da essere umano) dopo i martiri, migliaia, in Cina che hanno sofferto torture e campi di lavoro, se, pure tramite i neocatecu, dovesse aumentare la persecuzione, allora il sangue dei martiri, come in Russia, traboccherebbe ed il regime avrebbe i giorni contati. Un uomo religiosissimo e sapiente che conobbi durante la scuola ci diceva"Ragazzi, il sangue non è acqua! Ricordatevi che i morti contano ed il loro sangue muove la Storia..." Erano tempi molto lontani, ma alla fine, come annotò pure Sotzgenitsin, l'Urss venne inspiegabilmente travolta. Il sangue dei martiri dei gulag aveva traboccato dai tini dell'Ira di Dio (Apocalisse). Che sappiamo noi? Sono certamente ipotesi quelle che feci prima, ma troppe coincidenze convergono verso dei finali inaspettati e forse ben più benigni di quello che potremmo sospettare. Finisco prendendo pari pari, Mic non me ne voglia, le parole di Mic: "ma siamo certi, sulle Sue promesse, che Qualcuno interverrà. Non conosciamo come e quando; ma continuiamo a custodire la nostra stupenda fede e ad affidare a Lui tutto il nostro essere ed agire, La Chiesa e il mondo intero...

mic ha detto...

Caro Jeff,
non ne dubito affatto.
tuttavia posso dubitare che non fosse bene informato su di voi... così come, a questo punto, posso anche dubitare che nella Chiesa siano in diversi (non tutti per fortuna) a predicar bene e a razzolar male... non dimentichiamo che il card parlava praticamente sotto gli occhi di tutto il mondo in una delel celebrazioni solenni del triduo dell'anno sacerdotale voluto dal Papa...

forse sono io che, al dolce suono della Verità, ho sbagliato sentinella. Chissà?

L'unica cosa di cui non dubito è la mia esperienza, quel che ho visto e ascoltato e conosciuto del cammino, insieme alla conferma di illuminati sacerdoti e vescovi, dei quali non ho assolutamente motivo di dubitare perché li conosco personalmente e non solo di nome e attraverso le parole di una omelia come nel caso di Joachim Meisner...

guido63 ha detto...

L'unica cosa di cui non dubito è la mia esperienza, quel che ho visto e ascoltato e conosciuto del cammino, insieme alla conferma di illuminati sacerdoti e vescovi, dei quali non ho assolutamente motivo di dubitare perché li conosco personalmente e non solo di nome e attraverso le parole di una omelia come nel caso di Joachim Meisner...

ILLUMINATI SACERDOTI E VESCOVI?? QUALI?? QUELLI CHE DANNO RAGIONE A TE?? INVECE GLI ALTRI SONO TUTTI OSCURATI, VERO? STRANA IDEA DI OBBEDIENZA ALLA CHIESA: SEMPRE PIù STRANA

mic ha detto...

Guido & C.

non riesce ad entrarvi in testa che qui non è questione di aver torto o ragione, ma di FEDELTA' a Cristo e alla Sua Chiesa e al suo Magistero Perenne:

è questo in contrasto con gli insegnamenti di Kiko e del Cammino non le mie opinioni.

Io non esprimo opinioni personali, non ho nessuna nuova rivelazione da propagandare;

non faccio altro che custodire e difendere come meglio posso - in raffronto documentato alla diversa esperienza fatta nel Cammino e su di esso - la Tradizione Apostolica, ricevuta accolta e assimilata nella Chiesa e da Pastori Fedeli al Signore e certamente non perché danno ragione a me, ma perché testimoniano e rendono Presente Lui!!!!

Emma ha detto...

Come stupirsi del commento di Guido?
È legittimato a scrivere quello che ha scritto, da chi?
Da tutti coloro che, invece di correggere hanno lasciato fare, da coloro che hanno incoraggiato e continuano ad incoraggiare malgrado gli errori GRAVISSIMI contenuti nelle prassi e catechetiche e liturgiche, da coloro che pur avendo corretto e passato molto tempo a farlo, non hanno imposto le loro correzioni e di nuovo lasciato fare, da coloro che pur conoscendo i metodi in uso all`interno non sono intervenuti e continuano a tollerarli e fare come le tre scimmie, non vedo, non ascolto, non parlo e ciò malgrado le numerosissime testimonianze che son arrivate in Vaticano e presso i vescovi.
Resta però assolutamente spassoso, o drammatico, leggere che un neocat rimprovera a chi non lo è di essere disobbediente alla Chiesa!
Quando si sa che un neocat obbedisce a Kiko Arguello in primis, ai catechisti in seguito, che obbediscono a Arguello, e poi al vescovo unicamente se è d`accordo con Arguello e non contesta il cnc, e quando si sa come il cnc ha disobbedito al Papa sulla riforma del "rituale"creato da Arguello, che un neocat rimproveri a noi di essere disobbedienti alla Chiesa, riflette solo la situazione di anarachia e di confusione che regna oggi nella Chiesa.

guido63 ha detto...

non riesce ad entrarvi in testa che qui non è questione di aver torto o ragione, ma di FEDELTA' a Cristo e alla Sua Chiesa e al suo Magistero Perenne:

E' a te che non riesce a entrare in testa che la fedektà alla Chiesa non è una categoria autoreferenziale che passa per Mic, Cruccas o Emma, ma alla Gerarchia. Emma, fai poca ironia e stai zitta. Io obbedisco alla chiesa, tu solo alla tua superbia. Non meriti altra risposta, visto che ti infastidisce il contradditorio, quando si fa duro. Si vede che non lavori, beata te!

mic ha detto...

Forse avrei fatto meglio ad ignorare questo ennesimo attacco alle persone...
Usuale totale mancanza di argomentazione che non sia il richiamo a 'formalità' giuridiche

Abbiamno già detto più volte che si deve obbedienza alla Gerarchia, non indiscriminatamente, ma a condizione che essa sia in comunione con il Papa e con Cristo.

Può essere in comunione con il Papa chi è 'approvato' e poi anziché a lui obbedisce al suo "iniziatore"?
Può essere in comunione con Cristo un vescovo che non corregge l'errore, individuato non dalla nostra supposta superbia ma dal raffronto con gli insegnamenti Apostolici assimilati e vissuti e debitamente citati a kilometri?

Emma ha detto...

Gentile, cordiale, simpatico Guido, e tu non lavori?
Sono sicura che tu obbedisci alla gerarchia, ma non a quella della Chiesa(C maiuscolo please),ma a quella del cammino neocat!
Sono sicura che sei obbediente, leale, nei riguardi della tua gerarchia interna.
Ma dimmi un pò,quando sono arrivati al cammino nc gli ordini del Papa, attraverso una lettera e oralmente davanti alle famiglie neocat, le sue parole le abbiamo ascoltate e registrate, avete forse obbedito? Avete obbedito a chi?
Al Papa o a Kiko Arguello che vi diceva di non modificare niente?
Avete obbedito a Kiko Arguello.
Quando un vescovo non si piega davanti alla vostra arroganza, che cosa fate? Chiudete il cammino e ve ne andate.
Questa è la realtà.
L`arroganza, le menzogne, gli slogan, non riusciranno a cancellare ciò che è sotto gli occhi di chi vuole vedere, di chi ha ancora una coscienza cattolica rettamente formata.

Stefano78 ha detto...

Dice Guido63:

E' a te che non riesce a entrare in testa che la fedektà alla Chiesa non è una categoria autoreferenziale che passa per Mic, Cruccas o Emma, ma alla Gerarchia?

E quando avete intenzione di mettere in pratica ciò che questa Gerarchia, che usate come un manganello sulla testa di chi pone domande, domanda al CnC?