lunedì 21 settembre 2009

Cambiamento titolo. Cos'è la "buona battaglia"?


Avrete notato che ho cambiato, su suggerimento di Stefano e col parere favorevole di molti, il titolo al Blog. Inserisco quindi questo articolo per renderne esplicite le motivazioni e mi servo di quanto scritto anche nel thread precedente, che credo le contenga tutte, anticipando quella più cogente che è l'avvenuto inserimento ecclesiale del movimento e sorvolando su circostanze e osservazioni ampiamente illustrate nel sito.

Aggiungo qualche precisazione: io il nostro impegno non l'ho mai considerato una battaglia: S. Paolo parla di "buona battaglia" ma è quella che dobbiamo fare con noi stessi e le nostre pulsioni negative, che solo con la Fede e l'Amore del Signore possono essere vinte e noi possiamo essere ri-generati. Ciò non toglie che siamo anche nella "Chiesa militante", che lo è sia a livello personale che comunitario.

Ebbene, partendo dall'informazione e dalla denuncia, ci siamo trovati implicati in una sorta di 'militanza' non cercata, ma non per questo meno impegnativa.

Comunque la ricerca della Verità e la conseguente denuncia di storture permanenti, nonostante i ripetuti richiami, è una militanza che -oltre a fedeltà alla Chiesa e quindi al Signore- è anche carità nei confronti delle potenziali vittime, nonché di quelle in atto che, se l'errore non viene denunciato, vi persisteranno inesorabilmente.

D'altronde, mi sembra che nessuno di noi ha mai puntato a risultati precisi, anche se prima dell'approvazione potevamo avere qualche aspettativa di maggior rigore nell'applicare gli statuti, ad esempio; ma eravamo ben consapevoli che nulla dipendeva né dipende da noi, che davvero siamo "servi inutili", che solo ambiscono a conoscere e far conoscere sempre di più e sempre meglio lo Sposo...

Aggiungo che anche la preghiera e il silenzio, in realtà, fanno pur sempre parte della battaglia. E c'è chi, nell'economia della salvezza è chiamato a dedicare la propria vita interamente alla preghiera e al silenzio...

Ora noi siamo fedeli comuni, ognuno con il proprio 'posto' (noto solo al Signore) in questa economia della Salvezza presente nella Sua Chiesa e siamo solo portatori e testimoni della nostra personale -ognuno con i suoi doni e peculiarità- conoscenza ed esperienza, la cui condivisione ha la pretesa di essere utile a chi passa, seme per il viandante, che solo il Signore può far germogliare. Questa agorà ne offre l'opportunità. Ciò non toglie che anch'io sento che, per quanto mi riguarda, i 'tempi' dedicati al silenzio e alla preghiera debbano aumentare, non per sostituirsi a questo impegno ma solo per alimentarlo con maggiore carità e discernimento.

Trascrivo un brano di una corrispondenza di P. Zoffoli che leggevo proprio ieri sera.

...Ciò penso riflettendo sulla solita ragione addotta dai neocatecumenali di non permettersi di spiegare la loro dottrina, quando la richiesta può avere il senso dell'accusa. Essi ripetono: "Se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra" (Mt 5,39). Ma nel caso nostro il testo evangelico è applicato a sproposito:

- la reazione proibita da Gesù è quella suggerita dal risentimento destato da offese personali. Ma qui la protesta è motivata dal dovere di difendere la fede: quella compromessa dagli errori insegnati nella catechesi di Kiko e Carmen... Le parti allora s'invertono: gli OFFENSORI SONO QUESTI (in buona o cattiva fede), mentre i credenti sono gli OFFESI, che DEVONO reagire non per difendere interessi personali, ma l'ORTODOSSIA quale sommo di tutti i beni... E' per questo che proprio Gesù, se tacque agli insulti dei manigoldi, si oppose sempre e vivacemente agli scribi e ai farisei, al sinedrio, a Caifas e a Pilato quando si trattò della CAUSA DEL PADRE, della VERITA' DELLA SUA MISSIONE. Dunque, privo di qualsiasi fondamento biblico il silenzio opposto dai neocatecumenali ai loro critici: la ragione con la quale si pretende di giustificarlo si riduce ad una grossolana fandonia quando non tradisce una menzogna diabolicamente raffinata... La verità fa bene a tutti, e la purezza della fede è un BENE COMUNE A TUTTI: precisamente quello che noi intendiamo salvare anche per i Neocatecumenali, e ciò unicamente per un dovere di carità, non per uno sciocco puntiglio. Tanto vero che io ed altri saremmo dispostissimi e felicissimi di ricrederci, se si arrivasse a dimostrare che ci siamo ingannati... Cosa si potrebbe esigere di più da persone oneste?

Quante volte ho detto con profonda convinzione queste stesse cose, senza aver mai letto questa lettera? E dico ancora a Stefano e a tutti: anche rispetto a chi parla della battaglia per il riconoscimento degli errori del Vaticano su Concilio e Tradizione, la vera battaglia non consiste nel fare la rivoluzione (che in genere opera cambiamenti rapidi, ma spesso traumatici, come del resto ha operato la riforma di Paolo VI). Chi prende coscienza degli errori e delle ingiustizie, pur non essendo tenuto a fare la rivoluzione o a imporre le proprie convinzioni, è tenuto tuttavia a non tacere, continuando a pregare e ad aver fiducia in Chi, solo, è Giustizia (oltre che Verità) e può donare la Giustizia, la Verità e la Carità che non vanno mai separate sia nel parlare che nell'agire.

Questo è il nostro intento. Talvolta facciamo qualche scivolone; ma, se siamo ben orientati, e restiamo Fedeli e preghiamo e Adoriamo, la nostra via si illumina e il nostro agire diventa portatore di una Presenza, che è la sola che può operare secondo la volontà del Padre.

Del resto, le molte voci che si stanno unendo alla nostra nel prendere atto delle derive post-conciliari, cosa fanno se non corroborarci, aumentare le consapevolezza e ripristinare la Verità della Tradizione? Se esse avessero continuato a tacere o non se ne alzassero altre, non credete che sarebbero in molti di più a seguire i tanti pifferai magici post conciliari spiritodelconciliodipendenti?

15 commenti:

mic ha detto...

rispondo qui a Jonathan, che dice:

Sono d'accordo in tutto con Stefano, che in qualche modo mi rincuora. Mi sembra indichi una via equilibrata, oltre che giusta, per non restare intrappolati nelle tante contraddizioni che convivono nella Chiesa, si contrappongono, si graffiano. Vorrei essere analfabeta, cieca, sorda, vorrei riavvolgere il nastro e tornare nell'utero di mia madre, o anche prima. In questi ultimi giorni mi sono ritrovata nel cuore un ingombrante e fastidioso rimpianto per il bunker dorato del cammino dove non vedevo né sentivo altro che l'auto- celebrarsi dei 'quanto è bello stare insieme coi fratelli'. Perché è brutta questa Chiesa che non sa essere più Una né Santa né Apostolica né Romana. Questa Chiesa che si va perdendo il Cielo senza neppure guadagnarsi la terra. E io dove andrò, Signore, a cercarti? Se solo Tu hai parole di Vita eterna? Nel cuore di Tua Madre andrò, davanti a un Tabernacolo che ancora e sempre mi parla di Te.

Quello che dici, carissima, è certamente il frutto del tuo 'stare' presso il Tabernacolo e nel cuore della Madre e la condivisione di cui ci fai dono è uno di quei semi per i Cyberviandanti, che passano da questo blog, oltre che per noi...

Gianluca ha detto...

Se è ben accetta anche la mia opinione, vorrei esprimere il mio apprezzamento per il cambio del titolo. Non lo condivido ancora totalmente a causa della coda ..."e le sue verità", ma ritengo sia una scelta che aiuti a separare in modo netto chi critica e non condivide l'operato di determinate persone (appartenenti al Cammino Neocatecumenale o Vescovi e Papi) e chi invece si "contrappone" come in una battaglia accusando determinate persone (appartenenti al Cammino Neocatecumenale o Vescovi e Papi).
Inoltre, proprio con riferimento alla "battaglia", apprezzo le parole di presentazione del thread di Mic che seppur, ovviamente, rafforzano e spronano gli "osservatori" critici del Cammino Neocatecumenale, allontanano da posizioni "estreme", sul modello di Gianluca Cruccas.
Forse Mic mi contesterà questa ultima frase come una mia erronea deduzione, io comunque vorrei fare mie alcune sue parole:
Mic dice "Talvolta facciamo qualche scivolone; ma, se siamo ben orientati, e restiamo Fedeli e preghiamo e Adoriamo, la nostra via si illumina e il nostro agire diventa portatore di una Presenza, che è la sola che può operare secondo la volontà del Padre"
La pace
Gianluca

mic ha detto...

riposto qui per tornare alla discussione,i post di Caterina e di Stefano che hanno pro-vocato la mia riflessione

Caterina63 ha detto
Conferenza del card. Joseph Ratzinger sulla Musica Sacra e Liturgia:

Gruppo o Chiesa?

Cerchiamo brevemente di conoscere questa concezione nelle sue li­nee maestre. Il punto di partenza della liturgia — così ci viene detto —è il riunirsi di due o tre che stanno insieme nel nome di Cristo (199 a). Questo riferimento alla parola del Signore (Mt 18, 20) di primo acchito sembra innocuo e tradizionale. Ma tale parola acquista una portata ri­voluzionaria per il fatto che la citazione biblica è tolta dal suo contesto e viene fatta risaltare per contrasto sullo sfondo di tutta la tradizione liturgica. Perché i «due o tre» sono messi ora in opposizione nei con­fronti di un’istituzione con ruoli istituzionalizzati e nei confronti di ogni «programma codificato ». Così tale definizione significa quanto segue: non è la Chiesa che precede il gruppo, bensì il gruppo precede la Chiesa.
Non la Chiesa nel suo insieme fa da supporto alla liturgia dei singoli gruppi e comunità, bensì il gruppo stesso è il luogo dove di volta in volta nasce la liturgia. La liturgia perciò non si sviluppa neppure par­tendo da un modello comune, da un «rito» (ridotto, in quanto «pro­gramma codificato», all’immagine negativa della mancanza di libertà); la liturgia nasce nel momento e nel luogo concreto grazie alla creatività di quanti sono riuniti. In tale linguaggio sociologico il sacramento del sacerdozio viene considerato un ruolo istituzionalizzato che si è procu­rato un monopolio (206 w) e, grazie all’istituzione (cioè alla Chiesa) ha dissolto l’unità primitiva e la comunitarietà dei gruppi. In tale contesto la musica, così ci viene detto, come pure il latino, sono divenuti un lin­guaggio da iniziati, «la lingua di un’altra Chiesa, cioè dell’istituzione e del suo clero».

Due Chiese?

L’aver isolato il passo di Mt 18, 20 dall’intera tradizione biblica ed ecclesiale della preghiera comune della Chiesa, come si vede, mostra ora gravi conseguenze: a partire dalla promessa che il Signore ha fatto a quanti pregano in ogni luogo, si è fatta una dogmatizzazione dei gruppi autonomi. La comunanza della preghiera è stata esasperata sino a divenire un appiattimento che considera lo sviluppo del ministero sacerdo­tale il sorgere di un’altra Chiesa. Da questo punto di vista ogni propo­sta che viene dalla Chiesa universale è giudicata una catena contro cui bisogna insorgere per amore della novità e libertà della celebrazione li­turgica. Non l’ubbidienza di fronte a un tutto, bensì la creatività del mo­mento diviene la forma determinante.

:-)
http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8806012

21 settembre, 2009 09:03

mic ha detto...

Stefano ha detto

Insomma, dal post di Caterina, nonché da tutti i suoi interventi e scritti sulla Liturgia il Papa conosceva, fin da cardinale, le magagne della Chiesa. E, poi, il 10 gennaio...

Il 10 gennaio il Papa ha dato dei criteri netti di integrazione e delle richieste esplicite di correzione, ribadendo e non negando nemmeno una virgola di quello che ha detto precedentemente.

Gli Statuti del Cammino, con le norme che contengono, hanno in potenza tutte le caratteristiche che richiederebbe una integrazione.

Certo quello che è anomalo è come questi statuti sono stati considerati dal CnC e da parte della Chiesa Gerarchica. Si afferma una cosa, se ne fa un'altra.

Ma da parte nostra abbiamo difettato molto nella disperazione e nel lutto che abbiamo espresso con l'uscita (che sappiamo tutti anomala) degli Statuti, senza guardare al merito fino in fondo e senza capire se e come anche da parte nostra, per la nostra parte, si potesse tentare l'integrazione di cui il Papa HA DATO OGGI DEGLI STRUMENTI PIU' PRECISI. Strumenti da far valere, anche da parte nostra e per quanto ci è dato. Strumenti che IERI NON C'ERANO.

Poi sappiamo che la realtà racconta di situazioni di pressione e di solitudine. Ma la realtà dobbiamo imparare ad accettarla, quando non la possiamo cambiare. E' l'esercizio più difficile che esista nella vita! Perchè la realtà, spesso, non la comprendiamo. Non capiamo, anche a lume di ragione. Sono io il primo a non capirla.

Ma, come mi ha consigliato Caterina, in questi casi si deve Pregare di più. Per capire cosa Voglia Dio da noi.

Ovvero, offrire. Non avere e farsi aspettative. Non "lottare" per il risultato ma "solo" per l'Intenzione. Quella sarà esaminata da Dio! Non il risultato.

Non possiamo e non dobbiamo farci carico di responsabilità non nostre. Anche questo fa parte di un processo de-responsabilizzante (rispetto agli altri) che mettiamo in atto. Lo facciamo in modo inconsapevole. Ma in realtà ad ognuno la SUA responsabilità.

Noi non abbiamo nessun altro potere se non quello della parola (della preghiera) e della testimonianza della Vita.

E nessuna "battaglia", per buona che sia, potrà mutare questa realtà e questa nostra responsabilità. Con l'Umile e fecondo soffrire, spesso si cambia il corso della storia, come disse la nostra Madre. E forse, oggi, siamo chiamatia a questo.

RIcordando sempre che le battaglie per ottenere la Giustizia UMANA (anche nella Chiesa) non vengono benedette dal cielo!

Per questo dicevo all'utente tradizionalista del Blog MessaInLatino, che insistere sulla battaglia per il riconoscimento degli errori del Vaticano NON PORTERA' A NULLA. Le ingiustizie sono tante e sono evidenti.

Ma occorre lottare cuore a cuore perchè la Fede sia preservata! Non per il DIRITTO DI QUESTO O QUEL GRUPPO! Verrà da sè, poi, nascendo dalla sofferenza patita ingiustamente...

21 settembre, 2009 09:37

mic ha detto...

Ma da parte nostra abbiamo difettato molto nella disperazione e nel lutto che abbiamo espresso con l'uscita (che sappiamo tutti anomala) degli Statuti, senza guardare al merito fino in fondo e senza capire se e come anche da parte nostra, per la nostra parte, si potesse tentare l'integrazione di cui il Papa HA DATO OGGI DEGLI STRUMENTI PIU' PRECISI.

da parte nostra non abbiamo difettato nella disperazione e nel lutto ma nel realissimo ed inevitabile sconcerto, e anche nel dolore di ciò che accade nella e alla Chiesa anche su altri fronti, sconcerto e dolore che permangono tuttora, e non mi sembra che esprimerlo sia mancanza di rispetto per il Papa o sia una cosa riprovevole.

Quanto al Papa, come riconosce lo stesso p. Zoffoli non può che essere male informato, perché in molte cose egli è tributario delle informazioni dei suoi collaboratori (valeva per Giovanni Paolo II e vale anche per Benedetto XVI)

(il Papa ha dato) Strumenti da far valere, anche da parte nostra e per quanto ci è dato. Strumenti che IERI NON C'ERANO.

perché la lettera di Arinze cos'era e tutte le esortazioni di Giovanni Paolo II sulla penitenza e suol ruolo dei sacerdoti? Ma sono servite a qualcosa?
Come del resto non sono serviti neppure tutti i richiami dei vescovi, quelli di Terrasanta (ben 18) compresi, come non è servita l'iniziativa dell'intera Conferenza Episcopale Giapponese.

Non credo che il fatto di evidenziarlo sia un 'metodo' poco caritatevole: è semplicemente informazione corretta, dimodoché chi non conosce queste cose o le conosce superficialmente solo riguardo ai numeri e alla morale indefettibile che nascondono dottrina e liturgia (come sottolineava Emma) sia portato a prenderne atto e a trarne le conseguenze logiche e di retta coscienza bene informata e senza pressapochismi o 'sensazioni' superficiali.

Poi sappiamo che la realtà racconta di situazioni di pressione e di solitudine. Ma la realtà dobbiamo imparare ad accettarla, quando non la possiamo cambiare. E' l'esercizio più difficile che esista nella vita! Perchè la realtà, spesso, non la comprendiamo. Non capiamo, anche a lume di ragione. Sono io il primo a non capirla.

ti sembra che il mio atteggiamento sia di non accettazione della realtà? Io accetto questa realtà, che il Signore ha permesso anche perché vengano alla luce e si approfondiscano molte cose altrimenti sottratte all'attenzione dei più dall'ombra dell'indifferenza. Sì, perché quella che mi sembra sia scossa, oggi, nella Chiesa, e quell'indifferenza che appecorava tutti dietro al primo pifferaio di turno, che lo spiritodelconcilio promuoveva a 'carismatico' o a 'profeta' e sono in molti, speriamo, a chiedersi anche in quella che qualcuno chiama 'massa informe' (ma che per il Signore è fatta di anime senza guida): cosa è successo alla mia fede? In cosa credo davvero? Chi è che mi muove e mi guida?

In ogni caso, partendo dall'accettazione di questa realtà, NON ACCETTO -né il Signore mi obbliga certo a farlo- gli errori che vi sono ancora dentro e, per quanto mi è dato, continuo a denunciarli spero secondo Verità Carità e Giustizia

Del resto in non mi ergo a giudice di nessuno, non ce l'ho coi neoctecumenali (e come potrei, se resto nel Signore?), ma quello che vedo e quello che constato continuo a dirlo, anche perché l'approvazione esige pur sempre una verifica... che forse non interessa nessuno di quelli che dovrebbero occuparsene; ma di certo interessa chi è amante della Verità e non si stanca di cercarla e approfondirla, sfrondandola delle troppe incrostazioni e travisamenti dell'ultimo 40ennio

Francesco ha detto...

Il CAMBIAMENTO DEL TITOLO (oltre che della grafica) del blog rispondeva ormai ad un'esigenza diffusa ed avvertita da tutti i collaboratori e anche da molti visitatori.

Ad oltre tre anni dalla nascita di quest'agorà virtuale su uno dei fenomeni ecclesiali più controversi del nostro travagliato tempo,il Cammino Neocatecumenale, si sentiva la necessità di rifuggire da ogni posizione unilaterale o censoria fine a se stessa, per far veramente tesoro della ricchissima quantità di informazioni di prima mano che sul Cammino via via sono state raccolte e sistematizzate sul sito collaterale a questo blog.

Adesso siamo infatti più propriamente nella dimensione dell'indagine, sempre attenta e accurata, sulla fenomenologia di questo movimento sui generis, del controllo costante delle sue esasperazioni liturgiche e dottrinarie, della raccolta di preziose testimonianze di prima mano, della preghiera e anche del silenzio per aiutare tanti fratelli a trovare o ritrovare la loro dimensione di Fede alla luce dei cardini di conversione e di formazione che nessuna teologia umana potrà mai offuscare: Vangelo, Magistero e Santa Tradizione della Chiesa di Cristo.

Stefano78 ha detto...

perché la lettera di Arinze cos'era e tutte le esortazioni di Giovanni Paolo II sulla penitenza e suol ruolo dei sacerdoti? Ma sono servite a qualcosa?
Come del resto non sono serviti neppure tutti i richiami dei vescovi, quelli di terrasanta (ben 18) compresi, come non è servita l'iniziativa dell'intera Conferenza Episcopale Giapponese.


Questo è un altro discorso. Il discorso della "utilità" dei richiami e delle regole.
Ma, stando a quello che abbiamo detto, non ci interesserebbe. O ci interesserebbe fino a un certo punto. Nel concreto, poi, ogni situazione va affrontata al momento.

In ogni caso, una cosa indubbia è che PRIMA la lettera del PAPA, data da Arinze, non c'era. PRIMA sugli statuti provvisori non era citata (perchè non c'era). PRIMA il discorso del Gennaio 2006 NON C'ERA. E PRIMA il discorso del Gennaio 2009 non c'era.

Vi erano già norme, ma riprese da norme generali. Cosa che ha sempre indotto il CnC a "adattarsele" a proprio uso. Certo, anche oggi accade. Ma il fatto che accade non implica necessariamente che ci sia un fondamento a questo accadimento.

Noi abbiamo fatto prevalere lo sconforto (anche comprensibile, l'ho avuto anche io) rispetto alle possibilità che la nuova situazione poteva fornire e fornirci. E abbondando nello sconforto, abbiamo spesso e inconsapevolmente mostrato il fianco ai detrattori. Che ce lo hanno ributtato addosso.

Non credo che il fatto di evidenziarlo sia un 'metodo' poco caritatevole

Non è questo il punto. Il fraintendimento nasce dallo Scontro. Nonostante non sia mai stato voluto o cercato. E' questo, con tutto quello che ne consegue, che mette i contendenti (entrambi) in una situazione di auto-esclusione.

La prudenza dovrebbe guidarci in questi sentieri molto dissestati, mettendo sul piatto i pro e i contro. Ed ora, credo, sia quello che stiamo facendo. Facendo discernimento anche su noi stessi. E credo sia buono.

Considerare le diverse situazioni, è molto fruttuoso. Oggi non è ieri. E comportarsi secondo gli strumenti che abbiamo, conoscendoli, prima di trarre conclusioni assolute.

ti sembra che il mio atteggiamento sia di non accettazione della realtà?

Non capisco perchè tu abbia "personalizzato" le mie considerazioni.

Non ho nessuna intenzione di "fare lezione" a nessuno e men che meno a te, da cui semmai dovrei prendere lezioni ^__^

Io faccio considerazioni sulla base della mia esperienza e sul mio "sentire ecclesiale", sulla scorta dei miei errori e sulla scorta dei miei tanti limiti. Cerco di metterli "in comune" per eventualmente crescere insieme. Perchè possano essere di "pubblica utilità". Non pretendo di essere in possesso di chissà cosa, ma solo di dire ciò che in Coscienza sento. Perchè tengo a tutti noi.


In ogni caso, partendo dall'accettazione di questa realtà, NON ACCETTO -né il Signore mi obbliga certo a farlo- gli errori che vi sono ancora dentro e, per quanto mi è dato, conti nuo a denunciarli spero secondo Verità Carità e Giustizia


Non bisogna accettare gli errori, certo. Ma ci sono modi diversi di combatterli, secondo le situazioni. Infatti la sostanza delle mie considerazioni verte proprio su questo, non tanto sul fatto in sè di accettazione delle diverse "fedi" che convivono nella Chiesa...

Del resto in non mi ergo a giudice di nessuno, non ce l'ho coi neoctecumenali (e come potrei, se rssto nel Signore?)

Nessuno ce l'ha con loro, anche perchè molti di noi sono stati nc. Ma questo non è emerso. Tenuto conto della malafede di molti, è corretto fare analisi anche su noi stessi.


ma quello che vedo e quello che constato continuo a dirlo, anche perché l'approvazione esige pur sempre una verifica


Certo...

mic ha detto...

Non ho nessuna intenzione di "fare lezione" a nessuno e men che meno a te, da cui semmai dovrei prendere lezioni ^__^

non esiste! :) Infatti noi impariamo l'uno dall'altro, non l'ho intesa come una lezione a livello personale; semplicemente ho notato un calcar la mano sul nostro "lutto", che invece mi sembra elaborato da un pezzo e senza tener conto che siamo proiettati in avanti partendo dal presente, com'è giusto che sia

ed un calcar la mano su perplessità in ordine ad un giudizio che è sacrosantamente nell'alveo del discernimento e dell'uso di Ragione per il bene nostro e di molti nella Chiesa

mic ha detto...

Non è questo il punto. Il fraintendimento nasce dallo Scontro. Nonostante non sia mai stato voluto o cercato. E' questo, con tutto quello che ne consegue, che mette i contendenti (entrambi) in una situazione di auto-esclusione.

lo "scontro" Steph, è già molto ridimensionato e soprattutto non è mai stato né voluto né cercato, ma imposto da una incomunicabilità reale, basata su un'identità irreformabile come quella del Cammino, che non può dialogare, senza fagocitarla, come nel miglior stile prograssista, con un'altra identità, altrettando irreformabile perché è QUELLA e non un'ALTRA, come quella CATTOLICA

Infatti dialogo presuppone cercare insieme la Verità o qualche modalità per viverla insieme su basi comuni; cosa che col Cammino abbiamo verificato essere impossibile rispetto alla Chiesa di Sempre (non di quella conciliare; il che non è affato strano). Ma non potremmo affermarlo se non lo avessimo verificato sia dall'interno che dal di fuori...

mic ha detto...

Ciao, Gianluca, ora non ho tempo di approfondire la mia risposta, comunque noto con grande gioia che è la prima volta che un neocatecumenale non associa critica ad accusa

mic ha detto...

... non vale per Gianluca, che so essere persona di buona volontà e, se non sbaglio, ha la sua esperienza in una comunità tra le più 'moderate' credo anche dall'ambiente Ambrosiano in cui opera, ma timeo Danaos dona ferentes

Stefano78 ha detto...

semplicemente ho notato un calcar la mano sul nostro "lutto", che invece mi sembra elaborato da un pezzo e senza tener conto che siamo proiettati in avanti partendo dal presente, com'è giusto che sia

ed un calcar la mano su perplessità in ordine ad un giudizio che è sacrosantamente nell'alveo del discernimento e dell'uso di Ragione per il bene nostro e di molti nella Chiesa


Non era mia intenzione.

Il "lutto" a cui mi riferivo è stato proprio di un periodo di questa nostra "agorà".

Io credo sia abbastanza innegabile che ci sia stato, unito a sconcerto e paura. Ognuno di noi l'ha provato, chi in un modo chi inun altro. Me compreso.

Le nostre aspettative (torniamo al discorso si prima), pur legittime, ci hanno buttato in un grande sconforto. Da qui è nato un ulteriore "scontro" che poi ha preso le mosse dalla tiritera "vi sostituite al Papa, non accettate la sua Volontà, non obbedite al Magistero (!!!!)"

Che sia un periodo ARCHIVIATO E SUPERATO non c'è dubbio. Solo, ricordiamolo e analizziamolo per non ripetere gli stessi sbagli. O almeno quelli che io presumo lo siano.

Riguardo il Giudizio che è OBBLIGATORIO per chi volgia definirsi Cristiano Cattolico, nulla da dire. Ma si tratta sempre di farsi guidare da metodi che necessariamente devono cambiare in ordine alle situazioni, mantenendo costante la sostanza dell'impegno.

Stefano78 ha detto...

Dalla Messa di Oggi (ad utilità di tutti):

"Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo."

Emma ha detto...


Bello il nuovo titolo, un cambiamento che è uno sviluppo, un andare in avanti, consapevoli della necessità di un sito come questo e della responsabilità che ne deriva.

Solo piccole osservazioni per dire che mi trovo in perfetto accordo con mic.
Non ho affatto l`impressione di avere "difettato nella disperazione e nel lutto", non mi riconosco affatto in quelle parole.
Io, come altri, abbiamo reagito e espresso la nostra incomprensione e anche delusione, non abbiamo capito certi silenzi che per quel che mi riguarda continuo a non capire, non ho nessun problema ad ammetterlo.

Non sono nemmeno d`accordo che "Il fraintendimento nasce dallo Scontro", il dialogo rispettuoso è sempre preferibile, ma abbiamo visto che è difficile dialogare con i neocatecumenali, dovremmo allora ritirarci, tacere?
Evitare lo scontro?
Non lo credo, ci sono certi scontri inevitabili, che possono contribuire a fare chiarezza .

Anche se è vero che questo blog, grazie alla moderazione più severa, ha guadagnato in chiarezza, efficacia e serenità.
Comunque, informare, testimoniare restano la motivazione e lo scopo di questo blog.
Non sono molti i siti sui quali si possono trovare informazioni sul cammino nc che non siano spot pubblicitari, da qui grande è la responsabilità di questo blog e del sito, informare è un diritto, un dovere, una responsabilità.
Cambia l`abito, ma non la sostanza.
Almeno è così che io interpreto questo cambiamento.

larus ha detto...
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