mercoledì 24 febbraio 2010

... e quindi parliamo di 'identità' del Cammino necoatecumenale

Piuttosto che ‘passarlo’ nell’altro thread, al quale era agganciato, preferisco dare visibilità qui a questo post di Franz, sia per aprire un’altra pagina essendo la precedente sovraccarica, che per affrontare un argomento che stile e contenuti di comunicazione del nostro interlocutore rendono a questo punto ineludibile: quello della vera –non supposta o ostentata- ‘identità’ del Cammino.

Franz risponde alle seguenti domande di Emma, che replicava ad un suo “lasciate parlare chi sa”:
Chi scrive qui conosce perfettamente il cammino per averlo fatto, spesso a lungo.
1. Perchè le loro testimonianze, che concordano, sarebbero menzogne?
2. Perchè hanno lasciato il cammino?
3. Perchè hanno deciso di condividere le loro esperienze?
e dice:
Emma, la risposta dovresti darla tu a queste tue domande. Con la maggiore possibile obiettività.
[Glissamento più che evidente, perché sono state date centomila documentate e articolate risposte sia nel blog che nel Sito]

E comunque, i miei interventi non volevano certo approfondire altri aspetti del neocatecumenato che tu citi, mi sono limitato ad intervenire sulla decima che era l'argomento di questo articolo. Se mi si chiama a discutere su altre questioni dottrinali,dogmatiche, liturgiche, toccherà farlo altrove e approfonditamente.
[Quello della “decima” è un argomento che, come tutti gli altri da noi considerati prioritari ai fini della fedeltà alla ‘dottrina’ (abusi liturgici, senso del peccato, insegnamenti d’impronta giudaico-luterana) e come tutte le prassi anomale, contribuisce a rendere del Cammino nc l’”Unicum”, che rappresenta all’interno della Chiesa, con sua rigida e intoccabile struttura, organizzazione e metodi e a conferirgli un’identità ‘propria’, che mi sembra doveroso approfondire. Ne accennerò alla fine e proseguiremo nella discussione]

E ancora: da mamma, figlia, sorella, amica, dovresti anzitutto accertarti che il nc, al di là di tante evidenti "stranezze", non sia stato condannato dalla Chiesa, come lo sono, che so, i Testimoni di Geova . Insomma, trovo la tua preoccupazione per la sopravvivenza del nc nel panorama del cattolicesimo abbastanza ingiustificata: stai tranquilla, se questa esperienza davvero non viene da Dio, non durerà.
[Trito ritornello di conio dei catechisti che non giustifica, come non giustifica l’approvazione da parte della Chiesa, il perdurare delle anomalie ed abusi, sia di quelli ignorati che di quelli oggetto di correzione e ciononostante mai rettificati, che costituiscono la ragione del nostro scomodo e impegnativo ‘esserci’]

Da parte mia, sono certo che alcuni 'aspetti' di gratuita esagerazione verranno pian piano addomesticati, specialmente se i fratelli che fanno questo tipo di esperienza dall'interno, e si ritengono vittime di abusi psicologici, anziché scrivere su questo sito andranno SUBITO da chi di dovere a denunciare i fatti.
[Questo è uno dei tanti modi, ai quali, -come agli insulti- siamo ormai avvezzi, più raffinato, irenico, edulcorato per ‘minimizzare’ quello che non si può negare. Il sito è stracolmo di testimonianze (non anonime) di abusi ben identificati e documentati che non hanno sortito alcun effetto, così come completamente senza effetto sono stati i nostri allarmi e denuncie, al pari di quelle di tanti teologi sacerdoti e vescovi. Sponsorizzazioni molto illustri segno di inusitato potere? Misterium iniquitatis, non abbiamo potuto far a meno di chiamarlo…]
Io infatti non concordo assolutamente con chi denigra il fenomeno del nc al punto di volerlo morto: a parte la sua enorme espansione, infatti, e a meno di un rimbambimento generalizzato a tutti gli alti vertici del Vaticano, durato una quarantina d’anni, dovresti sospettare che nel nc vi siano dei reali fermenti di un’esperienza cristiana autentica.
[Anche noi non vorremmo vedere il Cammino morto, ma purificato dalle tante aberrazioni... Cosa che si è rivelata impossibile perché altrimenti non sarebbe più “Il” Cammino]

Quello che io contesto è diverso, e a questo punto mi rivolgo a tutti i “fuorusciti” dal cammino: non posso sapere se avete fatto bene o no ad andarvene. Dico solo che, se uno ama il Cammino, le sue storture le combatte dal DI DENTRO, rivolgendosi subito, per qualunque dubbio di manipolazione o pressione psicologica gratuita, prima di tutto ai catechisti dei vostri catechisti, e via via sempre più in alto, pure a Kiko o a Don Mario Pezzi se necessario. E con fiducia. E non ditemi che è impossibile o vietato: avete tutto il diritto di farlo e nessuno vi respingerà. Solo in questo caso, e dopo aver avuto conferma dei vostri dubbi, prendete la decisione di andarvene. Non vi fermate davanti a nessuna 'pressione psicologica', andate a fondo, denunciate.
[Qui ci starebbe bene una tanto sonora quanto amara risata: infatti ognuno di noi ha ampiamente sperimentato sulla sua pelle e con la sua vita come questo sia assolutamente impossibile e dimostra la evidente mala fede del nostro mellifluo interlocutore, perché nel cammino o ti adegui senza fare né domande né osservazioni né rimostranze di alcun genere o te ne vai. Tertium non datur!]

Ma se credete che nel Cammino ci sia qualcosa di buono per la vostra vita, non abbandonatelo così. E' fin troppo CHIARO che, se le persone che hanno qualcosa di giusto da ridire se ne vanno, MAI il Cammino si correggerà nei suoi aspetti più pericolosi. E lo dico da uno che il Cammino lo ama, non da uno che lo vuole morto. La pace.
[Amico mio, il fatto è che chi di noi se n’è andato senza poter ottenere nulla, Magistero alla mano accolto con la più bieca irrisione –e ho spiegato il perché– lo ha fatto perché per Grazia del Signore si è accorto di amare il Signore Gesù piuttosto che il cammino, che da potenziale strumento assurge invece a fine ultimo e si fa dio…]
________________________
E, allora, parliamo di questa famosa e fumosa (in diversi sensi) identità:

Il Cammino Neocatecumenale non è considerato né come una associazione, né come un movimento, né come una aggregazione di persone che stabiliscono fra di loro uno speciale vincolo formale per raggiungere determinati obiettivi nella Chiesa. Chi conosce il Cammino sa bene che nulla di questo corrisponde alla realtà della sua esperienza apostolica; anzi, chi è bene informato comprende che, in questo caso concreto, una opzione canonica di tipo associativo avrebbe alterato gli elementi basilari del Cammino, compromettendo aspetti essenziali del suo dinamismo apostolico. Perciò, più che segnalare una figura giuridica già codificata nel Diritto della Chiesa, questo Statuto si limita a presentare l’espressione giuridica della realtà vissuta nel Cammino, nel contesto, ovviamente, dei postulati e delle esigenze proprie della struttura della Chiesa e del suo ordinamento canonico.

Saremmo interessati, alla luce di quest'affermazione, che da quanto è intuibile è desumibile anche dalla nuova stesura degli statuti, cos'è davvero il Cammino neocatecumenale nonché chiarire il significato esatto che si dà all'espressione "esperienza apostolica".

Dovremmo dedurre, stando alla lettera, "esperienza di apostoli". Affermiamo tuttavia che di Apostolico, nel senso di riferito ai primi Apostoli di Gesù sui quali Egli ha fondato la Sua Chiesa, non riconosciamo molto nel Cammino, che si è lasciato alle spalle tutta la Tradizione Apostolica, per ripartire dal Concilio Vaticano II ed altre circonvoluzioni varie, tutto ampiamente documentato sul sito.

Resta quindi da chiedersi: esperienza di quali apostoli e apostoli di chi e per che cosa?
Inoltre "Apostoli" significa inviati e, nella Chiesa, ogni Ministero nasce da un 'mandato' conferito dal vescovo o dal sacerdote. Sappiamo che nel Cammino, invece, i catechisti sono 'mandati' da Kiko Argüello e non dalla Chiesa, e pensiamo ai casi di quei vescovi che appoggiano il cammino e che non si fanno alcuno scrupolo di non verificare chi e per che cosa stanno mandando... per di più con la grave incongruenza che il noto “iniziatore” non riconosce in alcun modo la Chiesa come istituzione, salvo poi pretendere il placet da vescovi di cui non riconosce la funzione gerarchica, se non per un fatto di comodo assolutamente formale.

Si afferma: una opzione canonica di tipo associativo avrebbe alterato gli elementi basilari del Cammino, compromettendo aspetti essenziali del suo dinamismo apostolico.
In che senso? E perché? Chiaro che si ripropone la natura di questo "dinamismo apostolico"
Il Cammino Nc è giuridicamente una Associazione Laicale di Fedeli. Non a caso esso risponde al Pontificio Consiglio dei Laici. L'arbitrio con cui, a prescindere da cosa dicano Statuti e Chiesa, i responsabili definiscono il CNC è ulteriore sintomo di prepotenza e di ambiguità ormai non più tanto sommersa.

Se poi vogliamo accettare questa "autogestione" del CNC (e non solo) senza che nessuno dica o faccia nulla (come del resto finora) e accettiamo che il CNC si "autodefinisca" a volte come "movimento" e a volte come "iniziazione" (a seconda della convenienza)... allora facciamo pure...

Ma il punto importante ci sembra questo:
Perciò, più che segnalare una figura giuridica già codificata nel Diritto della Chiesa, questo Statuto si limita a presentare l’espressione giuridica della realtà vissuta nel Cammino, nel contesto, ovviamente, dei postulati e delle esigenze proprie della struttura della Chiesa e del suo ordinamento canonico.

Ci sembra che si possa intuire un nuovo "embrione" di Chiesa ritagliato nelle possibilità canoniche offerte da quella esistente... il che non è affatto rassicurante e getta molte ombre su una possibile approvazione che, tuttavia, siamo sicuri, conoscendo il nostro Santo Padre, avrà ben tenuto conto di ogni punto controverso...

E ancora:

una opzione canonica di tipo associativo avrebbe alterato gli elementi basilari del Cammino
Il cammino non è movimento, non è associazione laicale, non è ordine religioso. Allora che cos'è? Esso si definisce "iniziazione cristiana"; ma questa è una prerogativa ecclesiale, con tutti i dubbi che si possono legittimamente avanzare sul "cristiana", avuto riguardo ai notevoli aspetti giudaici e giudaizzanti, che non coincidono propriamente con un ritorno alle origini, ignorando completamente proprio la “cattolicità” del cristianesimo.

Ci pare dunque di capire che secondo i responsabili del Cammino - e la cosa non è affatto nuova - i termini "movimento" e "associazione" non si possono applicare ad esso. O meglio vengono applicati quando fa comodo (giusto quando si vuole vendere il "prodotto-cammino" come perfettamente inserito e in armonia con tutti gli altri movimenti frutto del Concilio Vaticano II ecc ecc).

La pratica insegna che qualsiasi veste giuridico-formale preesistente al cammino è inappropriata. A noi la cosa inquieta ancora di più... perchè ci trasmette la sensazione di qualcosa di poliedrico, che si fa piccolo in attesa dell'approvazione (e finge di essere un movimento qualsiasi), che si fa grande quando fagocita tutto il resto che lo circonda.

Non mancano di ricordarci i nostri interlocutori NC:

il papa (Giovanni Paolo II) salutò Kiko dicendo ecco che "Movimento giovane hai portato nella chiesa.... e Kiko: Santità io non ho portato nessun movimento nella chiesa perchè il cammino è la chiesa in movimento

Ma il cammino NON è la Chiesa in movimento, al massimo potrebbe rappresentare una parte di essa, un approccio, una visione pur sempre "particolare" delle cose. Non è giusto identificare il cammino con la Chiesa stessa. E questa è una forma di arroganza che spaventa sempre di più e conferma ancora una volta il carattere assolutista del CNC ed è bene ribadire che cammino non coincide con la chiesa, anche se tende a sostituirvisi. A distanza di anni le perplessità permangono e aumentano, sia in ragione delle implicanze della risposta di Kiko al Papa, sia di quello che è successo e continua a succedere!

La Chiesa è TUTTA e sempre in movimento, non solo nei cosiddetti "movimenti"; ma c'è una differenza: i movimenti, così come nascono per le esigenze di un'epoca possono sparire o essere riassorbiti, la Chiesa NO. Inoltre la Chiesa è TUTTA e sempre carismatica e non solo istituzione come erroneamente e pretestuosamente afferma l'Argüello quando gli conviene mettere a raffronto carìsma e istituzione. E il carìsma ha bisogno dell'istituzione, altrimenti chi ne garantisce l'autenticità? Mica chiunque si definisce carismatico lo è poi davvero!

Inoltre la "prerogativa di evangelizzazione" riguarda il vangelo dei due iniziatori - fondato sulla pseudo-teologia sessantottina (Farnès, Bonhoeffer e Rahner con riferimenti dichiaratamente Luterani) maldigerita da Carmen Hernandez coniugata con le suggestioni giudaizzanti e i trascinanti e coinvolgenti psicologismi dell'Argüello - che non è lo stesso Vangelo di Cristo! Purtroppo è così e ce ne dispiace perché è un grosso "vulnus" che la Chiesa finora si è tenuta in seno!

Se la coerenza ha ancora un senso di questi tempi, il CNC è, giuridicamente e praticamente, una Associazione Laicale! Che fa ancora capo (a quanto ci risulta) al Pontificio Consiglio dei Laici! Per cui, se anche la logica umana ha ancora un senso, esso è configurato giuridicamente come "movimento", Associazione retta da uno Statuto.

Se poi vogliamo ignorare la Chiesa, la logica umana, e i fatti, possiamo dire che il CNC è "iniziazione", "pastorale di Iniziazione". Ed a questo punto bisognerebbe chiedersi a cosa possa servire uno Statuto per un "metodo pastorale", la cui responsabilità spetta ai Vescovi Diocesani! Con questa iper-ambiguità giuridica il CNC può anche infischiarsene dello Statuto! A parte il fatto che lo fa già, ma in questo caso a maggior ragione.

Ormai siamo abituati all'Assurdo come "regola", all'anarchia come "norma"; però se vogliamo a questo punto dichiariamolo apertamente... E ci mettiamo con l' anima in pace.. Si fa per dire, naturalmente!

Anche lo Statuto del 2002 - nato incompleto, e morto incompleto - parlava di un "itinerario"... che aveva però degli iniziatori, una struttura interna, una fondazione per raccattare soldi, eccetera. Praticamente, un'associazione che rifiutava di farsi chiamare associazione. È legittimo chiedersi cosa è cambiato nel nuovo Statuto, dal momento che la definizione di conio neocatecumenale riportata all'inizio della nostra riflessione parla di una non meglio precisata "
espressione giuridica della realtà vissuta nel Cammino, nel contesto, dei postulati e delle esigenze proprie della struttura della Chiesa e del suo ordinamento canonico".

Si tratta di una realtà giuridica che esiste, perché esiste un'organizzazione strutturata che si è data delle gerarchie e delle prassi, comprese quelle liturgiche che, insieme ad un ragguardevole giro di fondi, gestisce la spiritualità e anche la vita di molte persone.

Meraviglia poi che si parli di
postulati ed esigenze proprie della Chiesa e del suo ordinamento canonico quando si pretende di essere "iniziazione" a qualcosa che appartiene all'ordine del soprannaturale e di cui è la Chiesa a possedere "le chiavi" e non si comprende in base a quale postulato ed esigenza essa dovrebbe "consegnarle" a qualcuno che si è intrufolato con l'inganno e non le appartiene né strutturalmente né dottrinalmente. Le motivazioni di questa affermazione sono ampiamente contenute nelle varie sezioni del Sito e sono state molto discusse su questo Blog.

25 commenti:

mic ha detto...

Chi avrà avuto interesse e pazienza di leggere fino in fondo l'articolo, insolitamente lungo ma esaustivo dell'infida realtà con cui abbiamo a che fare, potrà rendersi conto di quale ambiguità, aggressiva intraprendenza e diabolica abilità siano state dispiegate nel corso dei decenni per arrivare all'attuale situazione, che fa parte della crisi epocale della nostra Chiesa, non ne è l'unica causa, ma di certo è una delle realtà che più contribuiscono a cambiarne l'"essenza"...

e questo, per un cristiano cattolico, non può essere né sottovalutato né passato sotto silenzio

navinternetica@gmail.com ha detto...

Ho trovato agghiacciante la conclusione:

"Meraviglia poi che si parli di postulati ed esigenze proprie della Chiesa e del suo ordinamento canonico quando si pretende di essere "iniziazione" a qualcosa che appartiene all'ordine del soprannaturale e di cui è la Chiesa a possedere "le chiavi" e non si comprende in base a quale postulato ed esigenza essa dovrebbe "consegnarle" a qualcuno che si è intrufolato con l'inganno e non le appartiene né strutturalmente né dottrinalmente.

Psyco ha detto...

Ho trovato agghiacciante la conclusione dell'articolo:

"Meraviglia poi che si parli di postulati ed esigenze proprie della Chiesa e del suo ordinamento canonico quando si pretende di essere "iniziazione" a qualcosa che appartiene all'ordine del soprannaturale e di cui è la Chiesa a possedere "le chiavi" e non si comprende in base a quale postulato ed esigenza essa dovrebbe "consegnarle" a qualcuno che si è intrufolato con l'inganno e non le appartiene né strutturalmente né dottrinalmente."

Franz ha detto...

Cara Mic, per quanto mi riguarda, non ti affannare più a coinvolgermi in altre discussioni infinite e senza senso. Mi limito a rispondere al post di Emma, cui dovevo una risposta pena l'accusa di "glissamento" (non sia mai!)
Emma, vengo ‘aizzato’ a risponderti per esteso, sul’ finto’ quesito che hai posto (‘finto’ perché la risposta ce l’avevi tu, io non posso risalire all’indietro, a tutti gli interventi, per scoprire le motivazioni del “tuo” abbandono del Cammino) E sia. Per quella che è la mia esperienza, nella maggior parte dei casi si abbandona il Cammino non tanto per divergenze sulla dottrina, sulla liturgia, o per il ‘distanziamento dal Magistero della Chiesa’. Questo tipo di accuse, se vengono, vengono in un momento successivo. Ma poiché nella maggior parte dei casi i catecumeni non sono teologi, la prima causa di abbandono del cammino sono le indicazioni, giudicate eccessive, importune e pressanti, da parte dei catechisti su questioni che toccano da vicino la sfera personale, e non me ne stupisco. (Qui bisognerebbe aprire una lunghissima parentesi, ma a che scopo non so). Ci sono tantissimi fratelli che, scandalizzati da queste pressioni, lasciano il Cammino sbattendo la porta. Si sentono profondamente feriti, turbati, confusi. Alcuni perché sentono che “non ce l’hanno fatta”, altri perché invece si sentono ingannati e presi in giro. Li capisco perfettamente e ho grande misericordia per loro, dato che anche a me è capitato, in particolari circostanze, di discutere animatamente con i miei fratelli o con i miei catechisti (chiedo scusa a Mic per la mia “mellifluità”, eventualmente comincerò a insultare, se questo è più gradito). Una delle prime, più spontanee reazioni di questi fratelli è proprio associarsi, condividere la stessa esperienza, dato che il numero fa comunque la forza; è ovvio che “più siamo, più siamo dalla parte del giusto”. Qualcuno ha addirittura creato questo sito, per raggruppare più persone “contro” possibili, si preoccupa di rinforzare i “dubbiosi” con l’aggiunta di ricchissime argomentazioni dottrinali, teologiche, catechetiche e chi più ne ha più ne metta (che peraltro mi portano a fare tanto di cappello: ma non sarà che tanto accanimento è degno di miglior causa?). Dall’altra sponda, i catecumenali potrebbero fare altrettanto: contiamoci, siamo in tanti, allora siamo nel giusto noi. E giù con altrettante migliaia di testimonianze, tutte positive e tutte a favore del neocatecumenato. Non è appunto il giochino, infinito, che si svolge in questo blog, e potrebbe continuare inalterato, con botta e risposta, per anni e anni… ? Senza che, OVVIAMENTE, nessuna delle due parti cambi sostanzialmente opinione..? Non ho finito.

Franz ha detto...

La mia conclusione è: se vi piace continuate a sbattervi la testa su questa inutilità. Ma a che diavolo serve tutto questo? I fratelli che sono usciti se ne stiano in santa pace, se il loro cuore è retto e non gli rimprovera nulla. Seguano pure la via che ritengono migliore per sé stessi, senza giudicare chi (secondo loro, sia ben chiaro) sbaglia. Al massimo preghino per noi. Per chi, invece, ritiene di dover ‘correggere’ gli errori del neocatecumenato, sostituendosi agli Organi preposti a tanto, all’interno della Chiesa, il discorso è molto diverso e molto più serio. Rifletta meglio su ciò che fa. Non per niente, ma ho letto qua e là i contenuti di vari post e articoli, e mai in nessuna pagina ho visto trapelare il benché minimo dubbio sulla correttezza delle proprie posizioni. Questa sicurezza, in verità, nella Chiesa non deve avercela nessuno. Non voi, non Kiko e i catecumeni, né nessun altro. Non ce l’ha nemmeno il Papa, fin quando non ha assunto le sue decisioni, pregando e con l’aiuto dello Spirito Santo. E pertanto, solo al Santo Padre ci dobbiamo riferire, se non vogliamo rischiare di scantonare per chissà quali vie, guidati da chissà chi…. Io sono certo che il Signore saprà consigliare il Santo Padre sul catecumenato e su tutto il resto nel modo migliore (sicuramente meglio dei ‘post’ che sputano veleno, e in nessun caso “fanno testo”, ai fini di una decisione meditata e serena). Mi spiace Mic, sarà il “solito commento trito e ritrito” per te, ma se hai già deciso tu, ti sei sostituita a tutti: ai parroci, ai vescovi, finanche al Papa, allora non stai rendendo affatto un servizio alla Chiesa, ma solo a te stessa, a una tua radicata convinzione che nessun “blog” potrà mai scalfire. Tu cerchi solo le testimonianze negative di persone uscite dal Cammino, le rinforzi con le tue sapienti conoscenze dottrinali, mescoli il tutto e ne fai uscire una condanna senza appello al catecumenato. Che Dio salvi la Sua Chiesa dalle persone tanto sapienti, quanto miopi e accecate dall’odio come te: tu mi fai veramente paura, altro che i miei catechisti.

mic ha detto...

Rispondo a Franz, che mi pare che sotto al miele nasconda una buona dose di aceto:

Cara Mic, per quanto mi riguarda, non ti affannare più a coinvolgermi in altre discussioni infinite e senza senso. Mi limito a rispondere al post di Emma, cui dovevo una risposta pena l'accusa di "glissamento" (non sia mai!)

il glissamento, e mi pareva chiaro, era riferito al totale disimpegno basato sul "lasciate parlare chi sa", come se noi parlassimo a vanvera!

Emma, vengo ‘aizzato’ a risponderti per esteso, sul’ finto’ quesito che hai posto (‘finto’ perché la risposta ce l’avevi tu, io non posso risalire all’indietro, a tutti gli interventi, per scoprire le motivazioni del “tuo” abbandono del Cammino)

in genere, quando si interviene in un contesto, si cerca di conoscerlo un tantino meno superficialmente e per far questo non c'è bisogno di leggere tutti gli interventi né di conoscere quando Emma avesse abbandonato il cammino per rispondere alle sue domande, sulla base delle nostre precise contestazioni al cammino, che mi pare non manchino in nessuna delle pagine e con argomentazioni valide...

E sia. Per quella che è la mia esperienza, nella maggior parte dei casi si abbandona il Cammino non tanto per divergenze sulla dottrina, sulla liturgia, o per il ‘distanziamento dal Magistero della Chiesa’.

qui si sbaglia, e di grosso, caro Franz, perché la maggior parte di noi si sono accorti che stavano perdendo Cristo, man amno che andavano avanti nel cammino e le divergenze dottrinali sono emerse da subito per chi aveva già una formazione ecclesiale: io direi meglio, viveva già una vita di fede nella Chiesa, dalla quale, nel cammino, sarebbe stato obbligato a 'convertirsi'!
Ho già spiegato che 'conversione' è l'opzione fondamentale che orienta tutta la vita al Signore, mentre il resto è fedeltà e ho detto anche perché nel cammino si parla anche e impropriamente di 'conversione continua'. E che non si può indiscriminatamente parlare di conversione per tutti, anche se è sempre necessario 'vigilare e pregare' e tener desta la fede (ma questo accade proprio con la fedeltà, la vita sacramentale e di preghiera, l'Adorazione...) e, in molti casi, non è necessaria nessun'altra conversione, che in realtà sarebbe conversione al Cammino e non a Cristo Signore...

Questo tipo di accuse, se vengono, vengono in un momento successivo. Ma poiché nella maggior parte dei casi i catecumeni non sono teologi, la prima causa di abbandono del cammino sono le indicazioni, giudicate eccessive, importune e pressanti, da parte dei catechisti su questioni che toccano da vicino la sfera personale, e non me ne stupisco. (Qui bisognerebbe aprire una lunghissima parentesi, ma a che scopo non so).

possono anche esserci alcuni casi del genere, ma non li ritengo certo la regola né la principale causa di allontanamento dal cammino; per quanto definire solo importune e pressanti certi comportamenti dei catechisti, che applicano un metodo fortemente manipolatorio, mi sembra usare degli eufemismi

Ci sono tantissimi fratelli che, scandalizzati da queste pressioni, lasciano il Cammino sbattendo la porta. Si sentono profondamente feriti, turbati, confusi.

non è perché hanno avuto la coscienza violata e l'anima stuprata da domande che entrano nella sfera intima, nella quale non dovrebbe essere consentito a nessuno entrare? E in che modo, poi!

Alcuni perché sentono che “non ce l’hanno fatta”, altri perché invece si sentono ingannati e presi in giro.

non è perché i martellamenti e i condizionamenti 'stampano' nel cuore e nella mente sensi di colpa difficilmente estirpabili, se non col tempo e tanta preghiera e con la riacquisizione della propria dignità di persone?

!

mic ha detto...

(segue)

Li capisco perfettamente e ho grande misericordia per loro,

ma quanto è buono lei!!!!

dato che anche a me è capitato, in particolari circostanze, di discutere animatamente con i miei fratelli o con i miei catechisti

questo rientra nell'ordine naturale delle cose e non ha nulla a che vedere con quel che intendevo io...

(chiedo scusa a Mic per la mia “mellifluità”, eventualmente comincerò a insultare, se questo è più gradito).

non sono masochista ;)

Una delle prime, più spontanee reazioni di questi fratelli è proprio associarsi, condividere la stessa esperienza, dato che il numero fa comunque la forza; è ovvio che “più siamo, più siamo dalla parte del giusto”.

ipotesi del tutto sballata, perché questa esperienza è nata in maniera del tutto spontanea e non coinvolge soltanto persone uscite dal cammino, ma anche chi ha ha avuto occasioni di conoscerlo e valutarlo nella propria parrocchia, o ha dovuto seguire persone in terapia di 'ricostruzione' psichica ed è un'esperienza arricchita e accompagnata anche dalla presenza di sacerdoti

Qualcuno ha addirittura creato questo sito, per raggruppare più persone “contro” possibili, si preoccupa di rinforzare i “dubbiosi” con l’aggiunta di ricchissime argomentazioni dottrinali, teologiche, catechetiche e chi più ne ha più ne metta (che peraltro mi portano a fare tanto di cappello: ma non sarà che tanto accanimento è degno di miglior causa?).

quale miglior causa che difendere la Chiesa da una insidia terribile (parola usata da un vescovo, non da me)... e, se lei fa tanto di cappello sulle argomentazioni teologiche e catechetiche, mi spiega che fine fa la sua ipotesi di apertura? E perché non confuta le stesse argomentazioni con altre sullo stesso piano?

Dall’altra sponda, i catecumenali potrebbero fare altrettanto: contiamoci, siamo in tanti, allora siamo nel giusto noi. E giù con altrettante migliaia di testimonianze, tutte positive e tutte a favore del neocatecumenato.

se c'è qualcuno che ritiene che la verità sia figlia del consenso e dei "numeri", significa che non conosce (in senso biblico) niente della Vita, che è il Signore...

Non è appunto il giochino, infinito, che si svolge in questo blog, e potrebbe continuare inalterato, con botta e risposta, per anni e anni… ? Senza che, OVVIAMENTE, nessuna delle due parti cambi sostanzialmente opinione..? Non ho finito.

il 'giochino' rischia di continuare se diamo esca alle diatribe, cosa che ci facciamo bene dal fare abitualmente, tranne quando capitano post emblematici come i suoi...

Concludo col dichiarare energicamente che noi non siamo qui a difendere opinioni personali, ma a testimoniare la nostra Fede cattolica

mic ha detto...

continua Franz:

La mia conclusione è: se vi piace continuate a sbattervi la testa su questa inutilità. Ma a che diavolo serve tutto questo? I fratelli che sono usciti se ne stiano in santa pace, se il loro cuore è retto e non gli rimprovera nulla. Seguano pure la via che ritengono migliore per sé stessi, senza giudicare chi (secondo loro, sia ben chiaro) sbaglia.

noi non ci stiamo sbattendo la testa, caro Franz, stiamo solo continuando la nostra opera di "informazione corretta", che nella Chiesa purtroppo difetta.
Inoltre qui non si giudica, si applica il discernimento, che è un dono dello Spirito Santo (o ritenete davvero di averne il monopolio?)

Al massimo preghino per noi. Per chi, invece, ritiene di dover ‘correggere’ gli errori del neocatecumenato, sostituendosi agli Organi preposti a tanto, all’interno della Chiesa, il discorso è molto diverso e molto più serio. Rifletta meglio su ciò che fa.

nessuno qui si sostituisce "agli organi preposti", ma come battezzati esercitiamo il nostro dovere di non tacere quando l'errore prende il sopravvento

Non per niente, ma ho letto qua e là i contenuti di vari post e articoli, e mai in nessuna pagina ho visto trapelare il benché minimo dubbio sulla correttezza delle proprie posizioni.

A prescindere dal fatto, che prima di parlare così chiaro sono stati superati molti dubbi e incertezze e anche scrupoli circa l'opportunità di andare avanti in questo percorso, la "correttezza delle posizioni" è verificata continuamente alla luce del Magistero della Chiesa. Quando parliamo di Eucaristia, di senso del peccato, di riconciliazione, di conversione, di vita di fede, lo facciamo secondo una Tradizione bimillenaria accolta assimilata e vissuta e citandone le Fonti perenni...

Questa sicurezza, in verità, nella Chiesa non deve avercela nessuno. Non voi, non Kiko e i catecumeni, né nessun altro.

e me pare che per come si pone il cammino, questa elitaristica e assolutizzante certezza in Kiko e conseguentemente nei catecumeni convinti c'è, eccome!!!

Non ce l’ha nemmeno il Papa, fin quando non ha assunto le sue decisioni, pregando e con l’aiuto dello Spirito Santo.

Se non ce l'ha nemmeno il Papa -non solo pregando e con l'aiuto dello Spirito Santo, ma anche alla luce della Tradizione perenne di cui è il garante e il custode, raffrontata alle parole e prassi dei falsi profeti -, come la mettiamo con la missione affidatagli da Cristo di "confermare" i fratelli?

E pertanto, solo al Santo Padre ci dobbiamo riferire, se non vogliamo rischiare di scantonare per chissà quali vie, guidati da chissà chi….

e voi perché vi riferite a Kiko e non al Papa quando, oltre agli incoraggianti elogi, vi dà anche delle direttive?

Io sono certo che il Signore saprà consigliare il Santo Padre sul catecumenato e su tutto il resto nel modo migliore

io lo spero tanto!

(sicuramente meglio dei ‘post’ che sputano veleno, e in nessun caso “fanno testo”, ai fini di una decisione meditata e serena).

qui non c'è nulla che pretenda di far testo... quel che conosciamo della Verità possiamo solo mostrarlo, il resto non dipende da noi, ma da chi La riconosce e dallo Spirito Santo che opera in lui

mic ha detto...

(segue)

Mi spiace Mic, sarà il “solito commento trito e ritrito” per te, ma se hai già deciso tu, ti sei sostituita a tutti: ai parroci, ai vescovi, finanche al Papa, allora non stai rendendo affatto un servizio alla Chiesa, ma solo a te stessa, a una tua radicata convinzione che nessun “blog” potrà mai scalfire.

questa è una sua opinione. Lei non sa cosa si muove nel mio cruore e nella mia coscienza... e poi non parli solo di me: qui siamo in molti a dar voce al disagio e a soffrire per il Getsemani che la Chiesa sta vivendo non solo per causa del cammino...

Tu cerchi solo le testimonianze negative di persone uscite dal Cammino, le rinforzi con le tue sapienti conoscenze dottrinali, mescoli il tutto e ne fai uscire una condanna senza appello al catecumenato.

io (e tutti noi) non cerchiamo nulla, prendiamo quello che ci viene incontro e conoscendo il cammino, non condanniamo (non spetta a noi): semplicemente confrontiamo e valutiamo applicando le conoscenze dottrinali, l'uso di ragione e il discernimento. Le conclusioni spettano ad altri

Che Dio salvi la Sua Chiesa dalle persone tanto sapienti, quanto miopi e accecate dall’odio come te: tu mi fai veramente paura, altro che i miei catechisti.

che Dio salvi la Sua Chiesa dalla menzogna travestita da verità.

Quanto all'odio, se io non lo vivo e non lo sento dentro di me, credo che onestamente non possa trasparire nemmeno dai miei scritti.
Se poi voi definite 'odio', qualunque critica al cammino senza prendere neppure in considerazione l'idea che possa essere per caso giustificata, non so davvero cosa farci!

Emma ha detto...

"E pertanto, solo al Santo Padre ci dobbiamo riferire,"

Ah sì?

È senza dubbio perchè vi riferite a Benedetto XVI che avete disobbedito quando nel 2005 vi ha domandato di adeguarvi al modo in uso nella Chiesa cattolica per la Santa Comunione!
È senza dubbio perchè vi riferite solo al Papa che avete, come sempre, obbedito a Kiko Arguello che vi ordinava di non cambiare niente!
È ancora senza dubbio perchè il Papa è il vostro riferimento che state obbedendo ai forti richiami
che vi ha rivolto nel gennaio 2009!

"se non vogliamo rischiare di scantonare per chissà quali vie, guidati da chissà chi…"

Guidati da chi ha su tutti voi una tale influenza che vi porta anche a disobbedire al Papa, per obbedire a quella guida da voi considerata la sola,la prima autorità,una guida che vi dice di obbedire ai catechisti onnipotenti, suoi fedeli portavoce, sedicenti ispirati dallo Spirito Santo.

Se il Papa dice una cosa e la vostra guida ne dice un`altra a chi obbedite? Obbedirete a chi vi dirà che ciò che dice il Papa, o che fa il Papa, non vale per voi, perchè voi siete diversi, voi avete gli indulti e adesso, frase magica, siete stati approvati così come siete! Tutto ok!
E crederete a ciò che i vostri potenti catechisti diranno.
E così continuate su una strada "altra".


Guidati da chi vi porta su una strada che è "altra" da più di 40 anni, 40 anni che seguite una strada "parallela",a lato della Chiesa, a lato della parrocchia, coltivando la vostra differenza, non solo formale ma anche sostanziale.

mic ha detto...

Sempre per Franz. Mi era rimasto nella tastiera:

Cara Mic, per quanto mi riguarda, non ti affannare più a coinvolgermi in altre discussioni infinite e senza senso.

se non vuole essere coinvolto, smetta di scrivere.
Che le discussioni sembrino infinite, può darsi; che siano senza senso non mi convince, perché alla fine qualcosa dicono sempre a chi orecchi per intendere...

katartiko ha detto...

riconosco in mic una capacità di saper rispondere e trarre, dai minimi accenni, delle argomentazioni apparentemente efficaci. Peccato che, chissà perchè, la Santa Madre Chiesa non la pensi come lui.
L'unico momento di razionale lucidità che ha cruccas è quando accusa il papa di non fermare il Cammino ma, anzi, di sostenerlo (per il resto, forti dosi di isterismo). La piccola vedetta sicula vi saluta nel cuore della notte. Mic, se devi dire, come spesso ti capita, che sto alzato di notte per scrivere in questo blog ti invito fraternamente di fare gli affari tuoi.
Poi direte che non affronto gli argomenti....ma mi domando e dico: se il Papa e la gerarchia si sono già espressi, perchè devo esprimermi io? Non ho mica la vostra autorevolezza e sicumera o, tanto meno, la vostra preparazione teologica e liturgica; non posso raggiungere le vostre altezze. Purtroppo, nonostante ciò, Roma ha parlato, e non nel modo che voi avreste voluto......Sempre quà casca l'asino, anche se un asino saccente e di una certa qualità......

Emma ha detto...

Sempre e ancora sulla diversità del cammino nc, sul suo essere "altro", e sull`orgoglio di molti di appartenere a questo "altro", riporto qui un mio commento nel thread precedente .

Rileggendo tutti i commenti, trovo queste parole scritte da Franz:

"Certo, io sapevo che nella chiesa ‘ufficiale’ non c’è l’abitudine della decima, figurati. E proprio per questo l’ho apprezzata di più."

Perchè, c`è una Chiesa (e non chiesa)"ufficiale" e una "ufficiosa"?

E perchè apprezzare ancor di più un qualcosa che non esiste nella Chiesa "ufficiale" ?

Perchè piuttosto non interrogarsi sul perchè non esiste e, ancor di più, non esiste nella forma e nei modi praticati nel cammino nc?

gianluca cruccas ha detto...
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gianluca cruccas ha detto...
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mic ha detto...

riconosco in mic una capacità di saper rispondere e trarre, dai minimi accenni, delle argomentazioni apparentemente efficaci. Peccato che, chissà perchè, la Santa Madre Chiesa non la pensi come lui.

devo cominciare a preoccuparmi per il duplice riconoscimento tuo e di Franz? mi spieghi perché le mie argomentazioni sono solo 'apparentemente' efficaci? ... dovresti dimostrare in cosa consiste quell'apparentemente se vuoi essere credibile e non uno che spara sentenze

L'unico momento di razionale lucidità che ha cruccas è quando accusa il papa di non fermare il Cammino ma, anzi, di sostenerlo (per il resto, forti dosi di isterismo). La piccola vedetta sicula vi saluta nel cuore della notte. Mic, se devi dire, come spesso ti capita, che sto alzato di notte per scrivere in questo blog ti invito fraternamente di fare gli affari tuoi.

OK quando scrivi sono affari tuoi e non miei ;)

il discorso dell'approvazione del Papa lo abbiamo fatto fino alla nausea e l'approvazione di per sé significa fiducia, ma vi sono state date anche correzioni che non seguite: è stato il Papa stesso ad usare il termine 'purificazione', ma dov'é?
Non non "accusiamo il Papa di non fermare il cammino", accusiamo il Cammino di non adeguarsi a quello che dice il Papa e di continuare a seguire il suo iniziatore senza poter né riflettere né replicare

Poi direte che non affronto gli argomenti....ma mi domando e dico: se il Papa e la gerarchia si sono già espressi, perchè devo esprimermi io? Non ho mica la vostra autorevolezza e sicumera o, tanto meno, la vostra preparazione teologica e liturgica; non posso raggiungere le vostre altezze.

il problema è che nessuno ti ha dato né ti dà la possibilità né gli strumenti 'cattolici' per esprimerti, caro Katartico, mentre la ragione ti è stata data per usarla e non per delegare ad altri quello che è tuo. Inoltre la nostra non è sicumera, ma consapevolezza di chi è saldo è ben fondato in una Fede che lo porta e le cose che diciamo, se provengono da preparazione teologica e vissuta, non sono nozioni, ma Fede viva e approfondita e non parliamo certo dalle 'altezze', ma diciamo cose semplici e molto 'cattoliche'.

Certo questo articolo è un po' più complesso, ma maledettamente complesso ed intricato è il problema che lo ha mosso...

Purtroppo, nonostante ciò, Roma ha parlato, e non nel modo che voi avreste voluto......Sempre quà casca l'asino, anche se un asino saccente e di una certa qualità......

che Roma abbia parlato ne abbiamo preso tutti atto da un pezzo, riconoscendo anche che la Roma di oggi un po' malata di modernismo (che ha molte facce, compresa la vostra) purtroppo lo è...
e comunque il fatto che Roma abbia parlato non ha fatto altro che aumentare la vostra sicumera e non ha ottenuto nessuno dei cambiamenti richiesti e auspicati; il che è la ragione del nostro "esserci"...

io sono un asino, secondo te saccente secondo me forte della sua Fede che, se casca, casca nelle mani del Suo Signore e non in quelle dei falsi profeti e dei Custodi che sono diventati 'cani muti' (Isaia 56,9), mentre qualche piccola 'sentinella' tenta di alzare la voce (ricordi Isaia 62?) . Questo riferimento non ce lo autoattribuiamo, ma ci è stato dato da un sacerdote...

La verità vi farà liberi ha detto...

MIC mi gioco un terno al lotto che non pubblicherai questo post.

MIC dice:

1. Perchè le loro testimonianze, che concordano, sarebbero menzogne?

Risposta:

Semplice!

Perche' sono senza prove,anonime,
vaghe,fortemente faziose perche'
provenienti da persone di parte estremamente condizionate dal proprio sentimento negativo,non serene ne' equilibrate e aventi tutto l'interesse a presentare un immagine negativa del Cammino.Il fatto che concordino,questo è sempre da dimostrare,in se stesso,non prova nulla.Mandare una testimonianza anonima vagha è un gioco da ragazzi.Inviare invece una testimonianza facendo nomi cognomi e raccontando fatti
circonstanziati è piu' difficile. Infatti non lo fa nessuno.Chissa' perche'.Particolare che taglia la testa al toro è:Chi sta nel Cammino sa benissimo, per esperienza diretta,che sono tutte sciocchezze.

2. Perchè hanno lasciato il cammino?

risposta:

Ci sono tanti motivi per cui si lascia il Cammino.Non sempre sono nobili,anzi direi quasi mai.

3. Perchè hanno deciso di condividere le loro esperienze?


Risposta

Probabilmente la gran parte per autoassolversi,E' un meccanismo inconscio.Molti ex neocatecumeni,
io stesso l'ho fatto quando ero fuoriuscito,cercano di dimostrare che il Cammino è sbagliato e per questo lo hanno lasciato.E' un modo di scusarsi soprattutto con se stessi.

mic ha detto...

Mi sembra pertinente questa citazione da una riflessione di Don Curzio Nitiglia:

"L’Ecclesiaste ci invita a “gettare il seme anche se piove e tira vento”. Casi imprevedibili, il Vaticano II, ad esempio, e l’adattamento ad esso da parte dei cattolici fedeli, in Capite, membris et capitibus, posso sconvolgere i nostri piani, le nostre vedute, le nostre speranze. Tuttavia, mai dobbiamo lasciarci sopraffare dagli eventi umani “troppo umani”, o cercare di sopraffarli con le nostre sole forze umane. Mai scoraggiarci e gettare la spugna, invece continuare ad aver fede in un Dio che tace e si nasconde, ma non acconsente, e tuttavia vede e dirige tutto e che “se non paga il sabato, paga la domenica”. Attenzione al “tanto rumore per nulla”.

“Se tu avessi ogni linguaggio,
E tenuto fossi saggio,
Alla morte che sarà?
Ogni cosa è vanità”.

Non temiamo, “vanità delle vanità, tutto è vanità”, buttiamola sul ridere e aspettiamo, sperando “contra spem”, l’intervento di Dio “ludens in orbe terrarum”, il quale solo oramai può raddrizzare una situazione talmente degenerata, socialmente, religiosamente e addirittura individualmente, tanto che umanamente parlando è insanabile, pur lasciando Egli alle “cause seconde” (le creature umane) un certo ruolo non principale, ma del tutto secondario, al quale non debbono sottrarsi, per pusillanimità, falsa umiltà o fatalismo. S. Ignazio da Loyola diceva: “Quando agisci credi che tutto dipende da Dio, ma fa come se tutto dipenda da te”.

“Cuor di Gesù che sai,
Cuor di Gesù che puoi,
Cuor di Gesù che vedi,
Cuor di Gesù provvedi.
Cuor di Gesù, pensaci tu!”.
“Aiutati, che il Ciel t’aiuta!”

mic ha detto...

... il difficile - ma sempre da trovare - giusto equilibrio tra il nostro "fare" e il nostro "essere": realismo, misura, nessuna velleità, fiducia e perseveranza, nel senso di fedeltà al Signore in ogni aspetto della nostra vita, a partire da pensieri, desideri, progetti, scelte, piccole e grandi azioni quotidiane, che diventino sempre più azione e sempre meno re-azione...

mic ha detto...

mi rendo conto che questo argomento sull'"identità" del cammino è ostico e difficile da approfondire; ma andava messo in campo e spero che qualcuno in grado di coglierne le inquietenti implicazioni, possa trarne le giuste conseguenze.

Ovviamente, al punto in cui siamo, non ci sono da aspettarsi risultati, ma che almeno non manchi la consapevolezza di ciò che sta accadendo alla e nella Chiesa...

FREEDOM ha detto...

Caro Franz, la verità.., katartiko ecc...
Io non credo che tutti coloro che aderiscono al CN siano ignoranti.
Per cui non credo che i soli motivi per cui uno se ne va dal cammino siano la decima, la rinuncia ai beni ecc. quelli che sopravvivono meglio nel cammino sono infatti, i bugiardi e gli ipocriti, quelli che agli scrutini mentono,pur di restare nella comunità. Io sono testimone che il dubbio di uscire dal cammino ce lo hanno avuto il 90% delle persone.
Ho visto persone dopo ore di martellante catechesi scappare in lagrime dall'assemblea dello scrutinio. E non mi dite che è un fatto isolato perchè non è vero!
Toh! a proposito di gergo neocatecumenale .....
Spiegate al popolo dei non addetti
cosa significa la frase : " Tu non devi essere moralista"
La pace
Freedom