venerdì 15 ottobre 2010

Forti 'venti' di riforme liturgiche dal Sinodo per il Medio Oriente

Avevo pensato di accennarvi soltanto; ma è un argomento troppo importante per non riprenderlo integralmente e dargli quindi maggiore risonanza. E' l'articolo di Francesco Colafemmina apparso già ieri su Fides et Forma, che ha colto i 'venti' di innovazione provenienti dal Sinodo per il MO tuttora in corso. Poiché, purtroppo, la corrente egemone, nella Chiesa, è quella che rischia di prevalere anche in questo caso (notare l'intervento di Rylko e quello di Carballo), non ci resta che informare e pregare. E che il Signore e la Sua Santa Madre preservino la Chiesa da nuovi gravi scempi e ulteriore oscuramento della Verità.
Vi ricordo, nei link di seguito, alcuni dei nostri interventi sul rischio delle comunità di più antica tradizione a causa dell'indiscriminato e aggressivo proliferare del Cammino NC : [vedi ] - [vedi] - [vedi]
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Tutti hanno parlato delle fortissime parole pronunciate a braccio da Papa Benedetto nell'ambito del Sinodo dei Vescovi delle Chiese Orientali. Una testimonianza in più di come il Papa spesso senta l'esigenza di uscire dall'astruso meccanismo degli scribi curiali, per donarci parole autentiche e personali.
Nessuno però ha ancora parlato di quello che i relatori - specie quelli più influenti - stanno affermando nel corso del Sinodo. Mi riferisco in particolare alle questioni riguardanti la liturgia, la catechesi e l'ecumenismo.

Partiamo dai Lineamenta del Sinodo, presentati nel dicembre dello scorso anno. Qui l'accenno alla riforma liturgica (avete capito bene!) dei riti orientali è breve e aspecifico: "60. C’è un ambito che meriterebbe una collaborazione su base regolare tra cattolici ed ortodossi: è quello della liturgia. Sarebbe auspicabile uno sforzo di rinnovamento, radicato nella tradizione e che tenga conto della sensibilità moderna e dei bisogni spirituali e pastorali attuali. Tale lavoro dovrebbe essere realizzato, per quanto possibile, congiuntamente."

Nell'Instrumentum Laboris ultimato nel giugno del 2010, invece, il riferimento diventa dettagliato. Al paragrafo 70 e seguenti, dopo un'evocazione del Vaticano II, si afferma: "in modo particolare, in tutte le Chiese orientali la divina liturgia esprime la sua centralità, tra l’altro, attraverso un’ampia e ricca varietà rituale. La ricerca dell’armonia dei riti, che il Concilio Vaticano II raccomanda vivamente, può illuminare l’attenta considerazione di questo tema così importante nell’Oriente cristiano."

Si tratterebbe quindi di "armonizzare" i riti orientali. Ma a quale scopo? Perché "non può sottovalutarsi oggi la capacità (del rito) di mantenere viva la fede dei credenti e anche di attirare l’interesse di coloro che si sono allontanati o addirittura di quelli che non credono." [linguaggio ben riconoscibile come neocat]

Dunque è chiara l'intenzione di riformare i riti orientali per attrarre i non credenti o i cristiani non praticanti: quasi che l' "attrazione" del "pubblico" dei fedeli si basi soltanto sull'incontro fra la liturgia e le esigenze del mondo contemporaneo. Una visione che sembra voler sostituire alla viva tradizione della Chiesa e agli elementi identitari e particolari dei singoli usi liturgici delle Chiese Orientali, una omologazione liturgica che se compiutamente attuata, rischia di minare l'esistenza stessa delle suddette Chiese, aggregandole così definitivamente ed uniformando anche i loro sacramenti.

Andiamo avanti. Come dev'essere attuata questa riforma, questo "rinnovamento"? L'Instrumentum Laboris risponde: "non poche risposte auspicano uno sforzo di rinnovamento, che, pur rimanendo fermamente radicato nella tradizione, tenga conto della sensibilità moderna e dei bisogni spirituali e pastorali attuali. Altre risposte presentano qualche caso di tale rinnovamento attraverso l’istituzione di una commissione di specialisti per la riforma della liturgia."[Rabbrividisco al solo pensiero di chi potrebbero essere questi cosiddetti "specialisti". Non è un timore infondato, visto quel che viene dopo]

Commissione per la riforma della liturgia! Ecco la soluzione. E cosa dovrebbe fare questa commissione? "L’aspetto più rilevante del rinnovamento liturgico finora portato avanti consiste nella traduzione in lingua vernacola, principalmente in arabo, dei testi liturgici e delle preghiere devozionali perché il popolo possa ritrovarsi nella partecipazione alla celebrazione dei misteri della fede." [E' raccapricciante! Ricordo celebrazioni in rito siriaco del vescovo Sfeir in Aramaico, la lingua parlata da Gesù, e ardirebbero togliere di mezzo perfino queste! Ma le altre antiche Tradizioni non sono da meno...]

Traduzioni in lingua vernacola per garantire l'actuosa partecipatio. L'Instrumentum aggiunge, quasi per spegnere sul nascere i riottosi tradizionalisti orientali: "a questo proposito è doveroso segnalare che mentre sono pochi coloro che preferiscono mantenere la lingua originale, la stragrande maggioranza è dell’idea di aggiungere alla lingua originale quella vernacola."

Ma non è finita qui. Si parla anche di "necessità d’impegnarsi, in un secondo momento, in un lavoro di adattamento dei testi liturgici che dovrebbero essere usati per le celebrazioni con giovani e bambini. In questo senso, lo scopo sarebbe quello di semplificare il vocabolario adeguandolo convenientemente al mondo e alle immagini di queste categorie di fedeli. Perciò, si tratterebbe non semplicemente di tradurre i testi antichi ma di ispirarsi ad essi per riformularli secondo una profonda conoscenza del patrimonio cultuale ricevuto, tenendo conto di un’aggiornata visione del mondo attuale. Come opportunamente viene segnalato, questo compito dovrebbe essere assolto da un gruppo interdisciplinare al quale siano convocati liturgisti, teologi, sociologi, pastori e laici impegnati nella pastorale liturgica."

Quindi abbiamo il rito ad personam. Quello per i bimbi e quello per gli adulti.

Ancora una volta le innovazioni non finiscono qui. Demolita la liturgia, bisogna passare a demolire le devozioni popolari, grande ostacolo nei Paesi meridionali non protestantizzati: "Le opinioni in favore del rinnovamento liturgico si estendono anche all’ambito della pietà popolare. Infatti, alcune risposte avvertono la convenienza di rivedere le preghiere devozionali in modo tale da arricchirle con testi teologici e biblici, sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento. In questo senso potrebbe essere di grande aiuto la ricca esperienza e lo sforzo compiuto al riguardo nella Chiesa latina."

Sarà finita qui? No, manca l'ecumenismo: "Infine, un’eventuale riforma della liturgia dovrebbe tener conto della dimensione ecumenica. In questo senso, come accennato da diverse risposte che fanno eco al testo dei Lineamenta, la liturgia potrebbe diventare un fecondo luogo di collaborazione su base regolare tra cattolici ed ortodossi. In particolare, sulla spinosa questione della communicatio in sacris, qualche risposta suggerisce la formazione di una commissione mista cattolico-ortodossa per cercare una via di soluzione."

Detto questo, vorrei sottoporvi l'analisi di alcuni importanti passaggi dei discorsi che si svolgono nell'assemblea sinodale.

Si parte dalla sintesi di Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti, in apertura della Prima Congregazione Generale dell'11 ottobre. Naguib ribadisce le esigenze di una riforma e di un rinnovamento liturgico "ampiamente auspicato". Passiamo quindi ai due "pezzi forti". L'intervento del Cardinal Sodano e quello del Cardinal Rylko. Sodano, in qualità di Decano del Collegio Cardinalizio, si sente in dovere di rammentare che non bisogna resistere ai rinnovamenti, ma tutto va omogeneizzato in un mix fra passato e futuro. Per giustificare meglio la sua posizione estrapola un brano di un discorso di Papa Benedetto, preparato dalla Congregazione dei Vescovi e pronunciato dal Papa il 13 settembre scorso.

Sentiamo Sodano: "Talora le discussioni nelle nostre comunità nascono anche da diversi atteggiamenti pastorali, fra l'uno che preferisce privilegiare la custodia dell' eredità del passato e l'altro che richiama maggiormente alla necessità del rinnovamento. Sappiamo però che, alla fine, occorrerà sempre tener presente il criterio datoci da Gesù, il criterio del "nova et vetera" (Mt 13,52), e cioè del nuovo e del vecchio da estrarre dal tesoro della Chiesa. Lo ricordava pure recentemente il nostro amato Santo Padre Benedetto XVI, parlando ad un gruppo di Vescovi di recente nomina, dicendo loro: "Il concetto di custodire non vuole dire soltanto conservare ciò che è stato stabilito - benché tale elemento non debba mai mancare, - ma richiede nella sua essenza anche l'aspetto dinamico, cioè una concreta tendenza al perfezionamento, in piena armonia e continuo adeguamento delle esigenze nuove sorte dallo sviluppo e del progresso di quell 'organismo vivente che è la comunità"".

Il culmine lo si raggiunge però con l'intervento del Cardinale Neocatecumenale Rylko. L'intervento di Rylko mette un dito in una piaga presente in Terrasanta che si chiama Cammino Neocatecumenale. A dire il vero potremmo definirla una piaga dell'intero cattolicesimo vista la sua eccentricità teologica, liturgica, ecclesiologica e catechetica.

Dice Rylko: "Nella nostra epoca, uno dei grandi segni di speranza per la Chiesa è la “nuova stagione aggregativa dei fedeli” (Christifideles laici n. 29), che, dopo il Concilio Vaticano II, vede la nascita di tanti movimenti ecclesiali e nuove comunità. Un vero dono dello Spirito Santo! Questi nuovi carismi danno origine ad itinerari pedagogici di straordinaria efficacia per la formazione umana e cristiana dei giovani e degli adulti, e sprigionano in loro uno stupefacente slancio missionario di cui la Chiesa oggi ha particolarmente bisogno. Queste nuove comunità non sono, ovviamente, un'alternativa alla parrocchia, ma piuttosto un sostegno prezioso e indispensabile nella sua missione. In spirito di comunione ecclesiale, aiutano e stimolano le comunità cristiane a passare da una logica di mera conservazione ad una logica missionaria. Papa Benedetto XVI, in continuità con il servo di Dio Giovanni Paolo II, non si stanca di sollecitare una sempre maggiore apertura dei Pastori a queste nuove realtà ecclesiali. Nel 2006, il Papa, rivolgendosi ai vescovi in visita ad limina, ha affermato: “Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con molto amore. Qua e là devono essere corretti, inseriti nell'insieme della parrocchia o della diocesi. Dobbiamo però rispettare lo specifico carattere dei loro carismi ed essere lieti che nascano forme di fede in cui la parola di Dio diventa vita” (L'Osservatore Romano, 19 novembre 2006). È, dunque, davvero auspicabile che le Chiese del Medio Oriente si aprano con crescente fiducia a queste nuove realtà aggregative. Non dobbiamo aver paura di quella novità di metodo e di stile di annuncio che portano: è una "provocazione" salutare che aiuta a vincere la routine pastorale che è sempre in agguato e rischia di compromettere la nostra missione (cfr. Instrumentum laboris n. 61). Il futuro della Chiesa in questa regione del mondo dipende proprio dalla nostra capacità di dare un ascolto docile a ciò che lo Spirito dice alla Chiesa oggi, anche mediante queste nuove realtà aggregative."

Il Cardinal Rylko, ricorrendo ad un linguaggio tipicamente "carismatico", fa del suo intervento una esortazione alle Chiese Orientali, perché accettino al loro interno la penetrazione di "comunità che danno origine ad itinerari pedagogici". E' evidente che Rylko si riferisce al Cammino Neocatecumenale. Esorta pertanto i Vescovi a non guardare (ai neocatecumeni) come ad "alternative alle parrocchie" (i membri del Cammino infatti sono soliti costituire gruppi a se stanti), ma a percepirli come un "sostegno prezioso" nella missione parrocchiale. Aggiunge che (i neocatecumeni) non hanno una visione "conservativa", ma "missionaria".

Si intrufolano infatti in ogni diocesi, in particolare in Terrasanta. Lì sono presenti con almeno 30 comunità. E come attestato da Kiko Arguello lo scorso maggio 2009 (nella solita adunata che organizza il giorno successivo alle partenze del Papa dai luoghi in cui si reca in visita apostolica - consiglio di guardare tutto il filmato presente nel link), il Cammino Neocatecumenale in Medio Oriente costituisce un elemento di comunione ecumenica.

Rylko conclude ribadendo - quasi fosse una minaccia - che il futuro della Chiesa in Medio Oriente dipende dall'obbedienza dei Vescovi allo Spirito Santo (ossia alla diffusione delle comunità Neocatecumenali)!

Il 12 ottobre l'intervento del Ministro Generale dei Cappuccini ha aggiunto altra carne al fuoco, con alcune proposte tra le quali spicca quella di elaborare: "un catechismo unico per tutti i cattolici del Medio Oriente." Speriamo che Padre Carballo non abbia in mente il catechismo neocatecumenale! D'altra parte come potrebbe? Di quel catechismo non v'è traccia. Giace ancora in qualche ufficio della Congregazione per la Dottrina della Fede.
E come sempre si ripropone il quesito: come può Roma auspicare riforme liturgiche nelle chiese orientali, se continua a tollerare le aberrazioni liturgiche neocatecumenali?
E come può consigliare l'adozione di nuove prassi catechetiche, se accetta un "cammino di iniziazione cristiana" il cui fondamento catechetico non è nè noto nè approvato?

Ma Carballo è andato oltre. Ha addirittura proposto l'indizione di un "anno giovanneo" analogo a quello paolino da estendere "se possibile, anche alle altre Chiese non cattoliche". A questo punto è chiaro che le preoccupazioni più insistenti di eminenti padri sinodali, riguardo alle azioni di Israele e le crescenti conflittualità esterne alle comunità cristiane del Medio Oriente che finiscono per ritorcersi proprio contro tali minoranze, sembrano passare in secondo piano rispetto all'agenda dei riformatori curiali. E probabilmente questi ultimi hanno ragione.
Senza le decime e le masse dei Neocatecumenali le Chiese Orientali del Medio Oriente rischiano di scomparire. La nuova evangelizzazione neocatecumenale passa però attraverso l'uniformità dei riti. Finora l'unico a difendere l'indipendenza liturgica delle Chiese Orientali è stato Mons. Dimitri Salachas, Esarca dei Cattolici di rito greco-bizantino
.

Solo 3 anni fa, però, tutti i Vescovi Cattolici di Terrasanta, stufi di sopportare abusi liturgici e colonizzazioni parrocchiali, si erano rivolti così ai Neocatecumenali: "II principio al quale dobbiamo tutti insieme restare fedeli e informare la nostra azione pastorale dovrebbe essere "una parrocchia e una Eucaristia". II vostro primo dovere perciò, se volete aiutare i fedeli a crescere nella fede, è di radicarli nelle parrocchie e nelle proprie tradizioni liturgiche nelle quali sono cresciuti da generazioni. In Oriente, noi teniamo molto alla nostra liturgia e alle nostre tradizioni. E' la liturgia che ha molto contributo a conservare la fede cristiana nei nostri paesi lungo la storia. Il rito è come una carta d'identità e non solo un modo tra altri di pregare. Vi preghiamo di aver la carità di capire e rispettare l'attaccamento dei nostri fedeli alle proprie liturgie."

Parole forti che sembrano contraddire gli auspici di riforma liturgica, aggiornamento pastorale e inclusione di comunità e gruppi carismatici allogeni, che emergono prepotentemente dal Sinodo.

Francesco Colafemmina

22 commenti:

Mic ha detto...

possibile che non ci sia mai fine al peggio?
L'unica nostra speranza è che, se questi riformatori ancora così aggressivi e potenti riuscissero ad avere l'ultima parola, l'ultima, ma proprio l'ultima a questo punto spetterebbe al Signore...

gianluca cruccas ha detto...

Il Sinodo dice no a cristianofobia e islamofobia. Parlano due esponenti musulmani

http://paparatzinger3-blograffaella.blogspot.com/

Il dialogo ecumenico ed interreligioso sono stati al centro dei lavori odierni del Sinodo per il Medio Oriente, in corso in Vaticano sul tema della “comunione e testimonianza”.
Alla presenza di Benedetto XVI, questa mattina si è svolta l’ottava Congregazione generale con gli interventi degli uditori e dei delegati fraterni, che hanno portato anche il saluto del Consiglio ecumenico delle Chiese.
Ieri pomeriggio, invece, l’atteso discorso di due invitati speciali, entrambi musulmani: il sunnita Muhammad al-Sammak, consigliere politico del Gran Mufti del Libano, e lo sciita Ayatollah Seyed Mostafa Mohaghegh Ahmadabadi, docente di Diritto all’Università di Teheran. Entrambi sono stati ricevuti anche in udienza dal Santo Padre. Il servizio di Isabella Piro:

Agire insieme per il bene dei cristiani in Medio Oriente, nell’ottica di una Chiesa universale basata sull’Eucaristia, unificare la Pasqua, istituire una festa dei martiri dell’Oriente. La pagina del dialogo ecumenico del Sinodo è ampia ed articolata guarda alla fine del conflitto israelo-palestinese per portare pace nella regione. Ma il dialogo si declini anche in forma interreligiosa, chiedono i vescovi, ricordando che Paese islamico non significa, automaticamente, Paese terrorista. In questo contesto, l’Aula suggerisce di promuovere una risoluzione Onu sulla libertà religiosa che tuteli sia dalla cristianofobia che dall’Islamofobia, perché non bisogna essere timidi nel difendere il diritto di professare la propria fede, così come non si deve usare la religione per giustificare guerre di interesse politico ed economico.

L’esperienze del dialogo tra le religioni viene raccontato anche dagli uditori del Sinodo, come il Movimento dei Focolari, il Cammino neocatecumenale e la Comunità di Sant’Egidio che ribadiscono l’importanza della presenza cristiana nei Paesi islamici, il suo operato nella promozione della pace e dell’unità. Vitale anche la collaborazione con i laici e la necessità di offrire alle donne e ai disabili la possibilità di scoprire la propria missione nella Chiesa e nel mondo, così come di educare i giovani all’apertura e all’accettazione dell’altro. In questo, può essere utile rilanciare la letteratura arabo-cristiana....

Emma ha detto...

Sono sgomenta, anche se lo temevo.
Se la Santa Sede, se il Papa, permette che le Liturgie orientali cattoliche vengano devastate, come lo è stata la nostra Liturgia, che le Tradizioni orientali vengano calpestate e disprezzate, ciò vorrà dire che non c`è più nessun limite umano alla devastazione della Chiesa.
Spero che i cattolici di Terra Santa sapranno resistere e fare ciò che noi non abbaimo saputo fare e cioè difendere la loro Liturgia e la loro Tradizione.
E spero nell`intervento del Signore.

Vincenzo ha detto...

Cardinale Neocatecumenale????? Ma che state dicendo??? Avete costruito una forma di setta anti Kiko e per dare forza a questo vostro credo vi permettete di prendere in giro i Principi della Chiesa?
Convertitevi e credete nella Santa Chiesa Cattolica!!! Questo è bigottismo...

Mic ha detto...

Cardinale Neocatecumenale????? Ma che state dicendo???

ah no? non lo è? e perché parla esattamente con le parole di Kiko?

Come ha potuto approvare uno statuto che fa riferimento a testi non approvati e in larga parte segreti?

Avete costruito una forma di setta anti Kiko e per dare forza a questo vostro credo vi permettete di prendere in giro i Principi della Chiesa?

molti dei principi di questa nostra
Chiesa purtroppo somigliano molto ai principi di questo mondo più che al Signore cui dovrebbero esserre 'conformi'
Noi non li prendiamo in giro, ma come battezzati e credenti abbiamo tutto il diritto e anche il dovere di criticarli quando dicono castronerie. E non perché sono castronerie secondo noi, ma in rapporto al Magistero Perenne

Per essere una setta dovremmo anche avere un'organizzazione e degli obiettivi... non siamo contro nessuno, nemmeno contro kiko, ma confutiamo le eresie e le prassi che diffonde. Ciò che ci muove è solo informare gli erranti perché non ci caschino a danno loro e della Chiesa tutta e, in definitiva della Verità, che è il Signore

Convertitevi e credete nella Santa Chiesa Cattolica!!! Questo è bigottismo...

lei che è convertito sarebbe il caso, imparasse bene il Credo....

Vede, noi crediamo IN Dio Padre Figlio e Spirito Santo e poi crediamo LA Chiesa Una Santa Cattolica e Apostolica, non kikiana

Si può credere, che significa affidarsi, al Signore e non ad una "strana" Chiesa, che sta tentando di soppiantare quella di Cristo con la connivenza o non so cosa di altrettanto "strani" Principi...

Ma non praevalebunt!

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

Bisogna avere il coraggio della verità e della coerenza, il cardinal Rylko è il protettore(con Mons. Filoni) de cammino nc, in Vaticano e ovunque vada nel mondo per promuoverlo
Ha fatto suo il linguaggio ncn,le formule fatte e gli slogan ncn.
Mic se puoi ritrovare la foto di Rylko con Arguello e Carmen Hernandez il giorno della consegna dello statuto.
Quella foto parla meglio di mille parole.

Francesco ha detto...

Benedetto XVI deve fare purtroppo i conti sia con un'errata e casuale applicazione dei dettami liturgici un po' dovunque.

Deve però combattere contro molte resistenze settarie pericolosissime, di cui quella dei Legionari di Cristo è solo la punta dell'iceberg.

Nell'un caso e nell'altro sta lavorando con grande pazienza, ma anche con estrema determinazione.

Stefano78 ha detto...

Il colpo in Oriente non risucirà per due motivi:

1. Il Papa NON LO PERMETTERA', oltre che per la sua indiscussa Devozione anche perchè è in gioco la soluzione, l' Unione VERA (nella Verità) con gli Orotdossi, i quali saranno anche scismatici ma hanno il merito di non schiodarsi di un millimetro dalla Tradizione! Se gli Ortodossi vedessero che i loro fratelli uniti con Roma si danno al bivacco, cosa che Roma (il Papa) sta cercando di correggere anche al suo interno, allora arretrerebbero immediatamente! E sappiamo che tra i fondamenti di questo pontificato c'è un Ecumenismo CATTOLICO E VERO, quello che si è già concretizzato con il ritorno della TAC!

2. Pensate che i Cattolici Orientali lascerebbero abbattere la loro Tradizione?

jonathan ha detto...

Scusate, quali sono le differenze significative tra le tradizioni e le ritualità delle chiese orientali e le nostre? Potreste indicarmi un link affidabile dove reperire informazioni chiare e dettagliate?

mardunolbo ha detto...

Per capire i nostri tempi di Chiesa è necessario rifarsi alla recente storia italiana.Sapete cosa successe l'8 settembre 1943 ? é data tutto sommato recente, ed ha dato un tale scossone all'talia che ancora adesso ne portiamo le conseguenze.Chi non conosce questa storia non ha l'idea di quanto abbia influito questa data che è nefasta per molti aspetti. L'8 settembre vi fu il "tutti a casa" per i soldati italiani sparsi in Europa a combattere. Mi spiego meglio.Il maresciallo d'talia Badoglio, dopo l'espulsione dal governo di Mussolini e la conseguente caduta del fascismo, proclamò alla radio un "armistizio" per cui le Forze Armate" non avrebbero più combattuto. Questo mentre in realtà erano da settimane in atto contatti con le forze Alleate angloamericane per far cesare le ostilità.Dopo qualche giorno da questo armistizio proclamato, lo stesso Badoglio proclamò la guerra contro i Tedeschi,("il nemico da sempre")VOI SAPETE IMMAGINARE COSA SIGNIFICO' PER I SOLDATI ITALIANI ALL'ESTERO QUESTI DUE PROCLAMI NEL GIRO DI POCHI GIORNI? Un ribaltamento completo della situazione. Vennero presi dalle forze armate tedesche e spediti, senza tanti complimenti in treni, ai campi di concentramento. Alcuni interpretando gli ordini di Badoglio resistettero e furono massacrati o si dettero alla macchia facendo i partigiani dove si trovavano(Jugoslavia, Francia,Italia,Grecia).Fu un disatro gravissimo che dette origine a quell'odio che divise l'Italia in due parti fin tuttora, per le scelte drammatiche che si fecero. Ebbene, ora nella Chiesa cattolica siamo in situazione analoga dove non esisitono ordini e ciascuno gestisce come può e come vuole! Quando arrivano ordini sono talmente contraddittori che ciascuno li interpreta a modo suo.Non è vero che il papa agirà o fara o conserverà.Ho presente un analogo tristissimo paragone della storia recente che offro alla riflessione di tutti(con scandalo per qualcuno...) Durante la rivoluzione culturale cinese vi furono due gruppi contrapposti di "guardie rosse" che annientavano i "borghesi" "annidati" nel partito e nelle istituzioni. Spesso i due gruppi si trucidavano a vicenda e molti morendo osannavano Mao-Tze-tung,il "grande timoniere perchè SE AVESSE SAPUTO COSA SUCCEDEVA, AVREBBE EVITATO. Il fatto è che Mao-Tze-tung sapeva benissimo ed usava le due fazioni per gestirle a suo uso e fare pulizia dei suoi antagonisti.Intendo dunque dire qui di NON CONFIDARE troppo nel papa, poichè ha già dimostrato ad abundantiam quantomeno di non saper gestire la grave situazione ecclesiale. Preghiamo per lui, ma chiediamo conforto per noi al Signore, perchè siamo soli nel deserto.

Mic ha detto...

Il Papa NON LO PERMETTERA',

ricordo che lo dicevamo, perché lo speravamo e perché ci sempbrava impossibile, anche per l'approvazione degli statuti...

mardunolbo ha detto...

Per capire i nostri tempi di Chiesa è necessario rifarsi alla recente storia italiana.Sapete cosa successe l'8 settembre 1943 ? é data tutto sommato recente, ed ha dato un tale scossone all'talia che ancora adesso ne portiamo le conseguenze.Chi non conosce questa storia non ha l'idea di quanto abbia influito questa data che è nefasta per molti aspetti. L'8 settembre vi fu il "tutti a casa" per i soldati italiani sparsi in Europa a combattere. Mi spiego meglio.Il maresciallo d'talia Badoglio, dopo l'espulsione dal governo di Mussolini e la conseguente caduta del fascismo, proclamò alla radio un "armistizio" per cui le Forze Armate" non avrebbero più combattuto. Questo mentre in realtà erano da settimane in atto contatti con le forze Alleate angloamericane per far cesare le ostilità.Dopo qualche giorno da questo armistizio proclamato, lo stesso Badoglio proclamò la guerra contro i Tedeschi,("il nemico da sempre")VOI SAPETE IMMAGINARE COSA SIGNIFICO' PER I SOLDATI ITALIANI ALL'ESTERO QUESTI DUE PROCLAMI NEL GIRO DI POCHI GIORNI? Un ribaltamento completo della situazione. Vennero presi dalle forze armate tedesche e spediti, senza tanti complimenti in treni, ai campi di concentramento. Alcuni interpretando gli ordini di Badoglio resistettero e furono massacrati o si dettero alla macchia facendo i partigiani dove si trovavano(Jugoslavia, Francia,Italia,Grecia).Fu un disatro gravissimo che dette origine a quell'odio che divise l'Italia in due parti fin tuttora, per le scelte drammatiche che si fecero. Ebbene, ora nella Chiesa cattolica siamo in situazione analoga dove non esisitono ordini e ciascuno gestisce come può e come vuole! Quando arrivano ordini sono talmente contraddittori che ciascuno li interpreta a modo suo.Non è vero che il papa agirà o fara o conserverà.Ho presente un analogo tristissimo paragone della storia recente che offro alla riflessione di tutti(con scandalo per qualcuno...) Durante la rivoluzione culturale cinese vi furono due gruppi contrapposti di "guardie rosse" che annientavano i "borghesi" "annidati" nel partito e nelle istituzioni. Spesso i due gruppi si trucidavano a vicenda e molti morendo osannavano Mao-Tze-tung,il "grande timoniere perchè SE AVESSE SAPUTO COSA SUCCEDEVA, AVREBBE EVITATO. Il fatto è che Mao-Tze-tung sapeva benissimo ed usava le due fazioni per gestirle a suo uso e fare pulizia dei suoi antagonisti.Intendo dunque dire qui di NON CONFIDARE troppo nel papa, poichè ha già dimostrato ad abundantiam quantomeno di non saper gestire la grave situazione ecclesiale. Preghiamo per lui, ma chiediamo conforto per noi al Signore, perchè siamo soli nel deserto.

Stefano78 ha detto...

Dice Jopnatahn

Scusate, quali sono le differenze significative tra le tradizioni e le ritualità delle chiese orientali e le nostre? Potreste indicarmi un link affidabile dove reperire informazioni chiare e dettagliate?



Di differenza significative non ve ne sono tante, nelle rispettive tradizioni. Infatti l'unità è costituita dalla Fede e dalla Liturgia che, sebbene abbia delle differenze, a prima vista anche vistose, nella sostanza non differisce. E non potrebbe farlo. Ovviamente parlo della sostanza tradizionale. Se andiamo a vedere le varie deformazioni spiritoconciliariste, allora vedrai vistosissime differenze.

A proposito di questo, vedrai una Sacralità e una Devozione estranee da molto tempo in molta parte della Chiesa Latina. E ti assicuro che l'attaccamento a questa tradizione non sarà facile da rivoltare.

Vedi Qui

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

ricordo che lo dicevamo, perché lo speravamo e perché ci sempbrava impossibile, anche per l'approvazione degli statuti...



La materia è diversa. E la situazione anche.

gianluca cruccas ha detto...

E sappiamo che tra i fondamenti di questo pontificato c'è un Ecumenismo CATTOLICO E VERO, quello che si è già concretizzato con il ritorno della TAC!

L'ECUMENISMO di questo pontificato come, quelli post cociliari, non cammina di certo secondo la Dottrinna pre conciliare, cheè quella corretta, per quanto riguarda la TAC, NON C'è STATANESSUNA ABIURA DEL LORO PASSATO ERETICO E SCISMATICO, se si facesse oggi il vero ecumenismo i neocatecumenali sarebbero spariti dalla faccia della terra e questa setta eretica non esisterebbe più...

Stefano78 ha detto...

Dalla Costituzione sugli ex-anglicani c'è la richiesta di fare la professione di fede per coloro che vogliono entrare nella Chiesa Cattolica

Mic ha detto...

La materia è diversa. E la situazione anche.

la materia (statuti) e la situazione (Sinodo) sono elementi contingenti e quindi sono diversi, ma gli accadimenti e i contenuti presentati mostrano un deja vu che si tende a sottovalutare.

Siamo impotenti, ma non ciechi e per fortuna nemmeno muti.
Solo il Signore sa cosa accadrà e come ci salverà

Mic ha detto...

Quanto agli Anglicani, di questo passo, c'è il rischio che finiscano dalla padella nella brace!

by Tripudio ha detto...

Scusate, ma quando sento parole come "e anche di attirare l’interesse di coloro che si sono allontanati o addirittura di quelli che non credono" anch'io provo un moto di sdegno.

La liturgia non è uno strumento finalizzato ad "attirare l'interesse" di chiccessia! La liturgia non è uno spettacolino, non è una cenetta in trattoria!

La liturgia vera ha sempre fatto convertire molti "lontani" e molti "non credenti" (pensiamo al solito esempio: padre Pio).

Non c'è necessità (e neppure utilità) di fabbricare liturgie per "attirare". La liturgia non è il prodotto di un'agenzia pubblicitaria!

Inoltre, questa fissazione del dover tradurre tutto in vernacolo, ha provocato solo danni. Siamo davvero sicuri che i parrocchiani d'oriente protestino contro una lingua liturgica "non comprensibile"? Davvero vogliono il vernacolo (arabo) per poter "partecipare"? O forse quegli specialisti vogliono calare dall'alto le novità che il popolo non chiedeva né gradiva?

Oggi c'è gente che crede poco nell'aldilà, oppure crede a cose strampalate come la reincarnazione, nonostante pronunci ogni domenica quel Credo nella risurrezione dei morti e nella vita del mondo che verrà... Vuol dire dunque che la lingua vernacolare, almeno in Italia, non è servita a far "capire" meglio quel punto (ed era solo un esempio tra i tanti possibili!)

L'intervento di Rylko è un'allucinante pubblicità per il CNC. Temo per quei poveri presuli stranieri, poco avvezzi alle "cose romane", che tutti crucciati si diranno tra loro: non possiamo mica disobbedire ad un cardinale! È un cardinale! È la voce della Chiesa! Portiamo obbedienza, paziente obbedienza...

Eppure la paziente obbedienza ha fatto innervosire, non molto tempo fa, perfino i pacatissimi vescovi giapponesi, che hanno impiegato vent'anni per liberarsi di un... seminario neocatecumenale, fonte di infiniti problemi di ogni genere.

by Tripudio ha detto...

Ho invitato uno studente di filosofia e teologia a leggere questo articolo (direttamente sul blog Fides et Forma perché non volevo che giudicasse il contenitore anziché il contenuto: apriti cielo! un blog che "osserva" i neocatecumenali! come si può leggere una roba del genere?).

Risultato: protestava che Fides et Forma "critica la liturgia riformata" e pertanto dopo pochissimi paragrafi si è fermamente rifiutato di continuare a leggere.

Come meravigliarsi dei malanni della santa Chiesa se le "nuove leve" accettano di ascoltare solo ciò che è conforme all'ideologia dominante?

Il nemico per eccellenza ha fatto un ottimo lavoro su tutti i fronti, instillando nelle anime dogmi come questi:

"Nessuno deve considerarmi un ignorante!"

"Che ne sarà di me se un giorno dovessi scoprire che tutto ciò che ho studiato per anni ed anni vale meno del contenuto di un paio di blog su internet?"

"Com'è possibile che un Cammino Approvato contenga più storture di quante io non ne possa comodamente immaginare adesso?"

"È mai possibile che le persone che mi risultano più antipatiche siano in realtà quelle che meglio saprebbero rispondere ai dubbi che fingo di non avere?"

"Da quando in qua è più importante la verità di un affermazione, piuttosto che il prestigio di chi afferma?"

Mic ha detto...

Riprendo da Fides et Forma


"Armonizzare" i riti orientali??? Ergo addio alla Liturgia di rito bizantino nella chiesa cattolica… Dopo la distruzione della liturgia "gregoriana" si passa a quella orientale.... niente piú inni e canti Bizantini.... solo ragli!!!
Vedremo di cosa saranno capaci i "novelli Bugnini" all´”Opera”... saranno questi i "frutti" di una chiesa che pur di "piacere" al mondo e di apparire “aggiornati”, avranno svenduto 2000 anni di Magistero???
A proposito di un "Vaticano II" per la "Russia" Ci fu una tentata “collaborazione” russo-ortodossa e neocatecumenale che stranamente non andò in porto mahhh….

http://www.interfax-religion.com/?act=news&div=2176

MOSCA, 24 ottobre 2006

Padre Igor Vyzhanov, segretario per le relazioni tra i cristiani del dipartimento degli affari esteri del Patriarcato di Mosca, ha “smentito” le notizie che il Patriarcato e i neocatecumenali abbiano concluso un accordo sull'addestramento del clero ortodosso nei metodi di evangelizzazione.

‘Nessun accordo finale è stato concluso alla riunione. Abbiamo trattato le loro proposte con grande cautela. Il neo-catecumenato, ai miei occhi, è un'organizzazione molto contradittoria’ dice padre Igor, che ricorda anche il comunicato stampa del 19 ottobre. Questo riporta che il Metropolita Kirill ha ‘fatto notare il bisogno di uno sguardo più attento alle rispettive tradizioni spirituali, prima di tutto per vedere se le idee dei movimenti religiosi di oggi corrispondano alla tradizione teologica della Chiesa ortodossa’.

Per quanto Kiko Arguello abbia dichiarato a Zenit riguardo a un programma di istruzione già stabilito, padre Igor ha aggiunto: ‘Naturalmente non abbiamo fatto alcuna avance al neo-catecumenato’.

Chiedo Venia per la mia indignazione

Vince-68