martedì 5 ottobre 2010

Se tutto è grazia non c’è più grazia…la gnosi è alternativa evidente alla realtà della fede (S. E., card.G. Cottier).


Per i Neocatecumenali, in un malcelato contesto di relativismo esasperato, “tutto è grazia”, perfino gli interrogatori segreti fatti a una bambina figlia di persone in Cammino per estorcerle inesistenti e inconfessabili segreti della vita del papà o della mamma (Vds. L’gghiacciante testimonianza di Aldo postata in calce a un precedente thread, ricca di riferimenti precisi, che ci ha indotto a chiedere pubblicamente agli autori di questo orribile arbitrio di intervenire, se lo ritengono, anche su questo blog, per chiedere perdono ad Aldo e a sua figlia).
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Ma veramente l’espressione “Tutto è Grazia” (che i neocatecumenali attribuiscono erroneamente addirittura a S.Agostino e che i loro catechisti ripetono ad abundantiam non solo nelle loro catechesi roboanti, ma anche nella direzione spirituale spicciola verso i “fratelli” loro “affidati”) è espressione cristiana, cattolica? O non si tratta piuttosto di un marchiano stratagemma per “sigillare” con una presunta indicazione di S.Agostino l’originale teoria neocatecumenale,secondo cui l’uomo “non può non peccare” e che il peccato “non può offendere Dio”?

Per capirne di più in materia ricorriamo ad una sintetica, ma esaustiva analisi del cardinale G. Cottier (teologo della Casa pontificia), pubblicata qualche tempo fa sul mensile 30 giorni e ripresa da un sito internet “insospettabile”, in quanto apertamente filoneocatecumenale , Segni dei Tempi .

Vi prego di leggere fino in fondo e attentamente.

" Un travisamento, riguardo a quello che Péguy definiva «il mistero e l’operazione della grazia», è il vezzo di vedere grazia dappertutto, che appare molto diffuso in ambiente ecclesiastico, anche tra molti autori e oratori che si ritengono esperti di questioni spirituali. È vero che anche santa Teresina di Lisieux, sul letto di morte, ripete la frase «tutto è grazia» per esprimere il proprio abbandonarsi nelle braccia della misericordia divina.

La stessa espressione si ritrova nell’ultima pagina del Diario di un curato di campagna di Bernanos. Ma spesso proprio le espressioni che vorrebbero nelle intenzioni affermare la necessità e la libertà dell’azione della grazia finiscono per spargere idee fuorvianti e confondere gli animi. Come nel caso di incontri noiosi e pieni di formalismo(!) che vengono retoricamente definiti “fatti di grazia” a scatola chiusa, magari ancor prima di cominciare.
Si diffonde così un’immagine fuorviante, come se la grazia fosse una specie di pioggia che cade indistintamente su tutta la realtà e avvolge tutte le cose. O addirittura un sigillo impresso per statuto in ogni attività ecclesiastica. Mentre nell’economia della salvezza la promessa rivolta a tutti si comunica per via sacramentale, ossia attraverso la predilezione di un particolare, come mostra anche la pratica ordinaria dei sacramenti nella vita della Chiesa.

L’abuso di termini ed espressioni relative alla grazia può giungere anche a conseguenze tutt’altro che innocue… si è arrivati a scrivere (citando un’inesistente frase di Agostino) che «tutto è grazia, anche il peccato». Il vescovo di Ippona, in realtà, ha scritto che «per coloro che amano Dio tutto coopera al bene, anche i peccati». In relazione alla nostra natura ferita, la grazia ha un triplice effetto: guarisce, irrobustisce, eleva. Non è il peccato come tale che è grazia, ma il peccato, mediante il pentimento e la conversione, può essere occasione del perdono di Dio. Quando si dice il proprio peccato e si chiede perdono, si riconosce la propria miseria e non si ha la tentazione di insuperbirsi.

È invece totalmente estranea alla fede cristiana l’identificazione tra la grazia e il peccato, una concezione perversa che piuttosto si ritrova nello gnosticismo e nelle parodie gnostiche del cristianesimo. A esse si rifanno tutte le dottrine, anche moderne – studiate e descritte con particolare lucidità dal professore Massimo Borghesi –, che pongono il male in Dio stesso, come un momento “negativo” del processo dialettico di riassorbimento di tutta la realtà nel Pleroma divino.

Una simile impostazione, ripresa dalle teorie del calzolaio “mistico” Jacob Böhme, si ritrova anche in Hegel, la cui opera è stata definita da Karl Löwith una grande «cristologia gnostica». Ma sono innumerevoli, nella temperie spirituale moderna, i tentativi di porre il male come principio attivo che collabora alla liberazione dell’uomo. Sono le teorie aberranti per cui si deve bere alla coppa avvelenata del male per superare la morte, perché la luce viene dalle tenebre, la via del cielo passa attraverso l’inferno, la grazia arriva tramite il peccato, la redenzione si ottiene attraverso la perversione, e il mondo si salva attraverso l’errore. L’idea di fondo è che Dio è l’unità degli opposti. Il bene e il male sono entrambi in Dio e da Dio, perché senza opposti non c’è progresso. Senza Lucifero non c’è liberazione, non c’è salvezza.

Non a caso, riferendosi alla gnosi, il filosofo ebreo Martin Buber scriveva: «Essa – e non l’ateismo, che annulla Dio perché deve rifiutare le immagini che finora di lui sono state fatte –, è il vero antagonista della realtà della fede»
(G.Cottier).


Forse un giorno ci sarà spiegato il mistero, il vero arcano per cui la Chiesa ha ritenuto giusto accettare un cammino gnostico, che , per bocca dei suoi stessi pastori, è l'antitesi della Rivelazione e dell'annuncio evangelico!

16 commenti:

Aldo ha detto...

nessuno chiederà "perdono".. per diversi motivi:
1) hanno "interrogato" mia figlia per "il Suo Bene".."per aiutarla"
2) qualunque cosa fanno i super-catechisti "viene da Dio" e se anche dovessero sbagliare (ma non sbagliano mai) "Dio lo permette per il mio bene"
3) affrontare me significherebbe dover ammettere troppi errori e dover denunciare troppi "fratelli"
quindi meglio sacrificare "un dissidente" (che oltretutto non era facilmente "gestibile")
4) "loro" non ci arrivano neanche a simili profondità di pensiero Mic.. il punto è che se hai commesso un peccato e lo dichiari "liberamente" in una risonanza o agli scrutini (sempre molto liberamente) sei nelle loro mani, lo useranno per sempre a volte come un bastone a volte come una carota

Aldo ha detto...

nella mia ex-comunità hanno adottato poi quello che in termini lavorativi si chiama "premio di produzione" cioè:
hanno preso tutti i fratelli "coinvolti" nella mia storia fratelli che sanno la verità e gli hanno nominati "catechisti"..
silenzio/obbedienza=premio/sedia da catechista
(solo però nell'ambito della comunità)

l 11 ottobre nella mia Parrocchia il Parroco volente o nolente ha dato l'autorizzazione a fare le catechesi iniziali...
guardate un pò chi il responsabile dell equipe? .. proprio Il giorgio con la moglie.. coloro i quali usarono mia figlia... e chi Ti hanno messo nell'equipe.. una coppia giovane della mia ex-comunità..(coppia di cui io e mia moglie siamo stati testimoni di nozze)

Aldo ha detto...

ora capite bene che è "IMPOSSIBILE" un riavvicinamento - tertium non datur - come puoi stare in equipe con coloro i quali hanno fatto del male a me e alla mia famiglia??
capite quanto conta "una sedia"???
ma se parli con loro...
tutto è grazia (minuscolo) perchè questi "sono doni di dio"..
come si può rifiutare "la chiamata di dio ad evangelizzare"?
se "dio chiama proprio me che sono peccatore, posso io rispondere no?"..

quello che è successo ad Aldo.. "dio lo ha permesso per il bene"..
"solo che Aldo non lo capisce".. "si è ribellato alla volontà di dio è ha abbandonato la chiamata"..
(fatti suoi)

Aldo ha detto...

loro "sanno leggere la storia"...
non inmporta che "evangelizzano" pur non essendo in comunione con il Parroco.. sanno bene che è "una situazione estorta"..
come "promuoveranno nel catecumeno il senso di appartenenza alla Parrocchia" (vedi statuti) se loro giudicano il Parroco e non sono in comunione con Lui? (infatti il presbitero dellequipe verrà da fuori)

Dio lo permette..."vuole convertire il cuore indurito del faraone/Parroco"..
.."è una grazia che dopo più di 10 anni si possa tornare a rievangelizzare"..
ma a quale prezzo?
discomunione, fratture interne, centinai di fratelli fuoriusciti, nessuna propensione ad integrare i neocagtecumeni all'interno della comunità parrocchiale, ma creare solo nuovi adepti.

Francesco ha detto...

quello che è successo ad Aldo.. "dio lo ha permesso per il bene"..
"solo che Aldo non lo capisce".. "si è ribellato alla volontà di dio è ha abbandonato la chiamata"..
(fatti suoi)


E' verissimo: sono queste le parole, le frasi,i magli pesantissimi con cui si liquida dal Casmmino non dico un "dissidente", ma anche ci appena appena osa ragionare con un minimo di autonomia e osa contraddire qualche aspetto, sia pure marginale, del Cammino.

Questa è l'ulteriore riprova della settarietà indiscutibile ( e indiscussa all'interno) del Cammino.

Per un pugno di lenticchie avariate, per ottenere o carpire la nomina a catechista e quindi avere posizioni di potere o di predominio nel gruppo si ricorre ai peggiori raggiri, persino al doppiogiochismo.
E' esasperante e molti - i più - escono dal Cammino e rimangono frastornati avviliti, rancorosi per anni.

Che il Signore aiuti tutti, come ha aiutato noi.

Aldo ha detto...

una delle ultime frasi che mi "hanno lanciato" come un spada è stata:

"tutto concorre al bene di coloro che amano Dio"...
quindi se io non capivo ciò che mi era accaduto, se io non lo accettavo, se io mi insuperbivo...
cosa succedeva? fate 2+2= io non amavo Dio...

probabilmente...no scusate certamente se avessi continuato
per "mettere alla prova" il mio stato di "obbedienza" mi avrebbero chiesto (moglie compresa) di andare a chiedere perdono a "quei poveri fratelli" che avevo così tanto giudicato..
(mentre loro volevano solo aiutermi)
oggi io sono "colui il quale si è tirato fuori dalla grazia di dio"..

"sia per voi come un pagano"..
capite qual'è il livello di perversione?

Michela ha detto...

"E' esasperante e molti - i più - escono dal Cammino e rimangono frastornati avviliti, rancorosi per anni."

...............
e difatti uno di miei 'chiodi fissi' sarebbe conoscere il numero dei fuoriusciti in modo da dare ai vescovi dei numeri realistici sui danni che fa il neocatecumenato

Aldo ha detto...

uscire dal cammino significa "uscire dalla grazia di Dio"
significa "rifiutare una Chiamata"
significa tornare ad "essere ciò che eri prima"...
uscire dal cammino sgnifica "perdere" tutte quelle "gnosi" di cui non scoprirai mai il segreto perchè non ti è più dato...
uscire dal cammino significa perdere "la strada della salvezza"


poi esci dal cammino... vai in un "povero confessionale" qualunque di una Chiesa qualunque.. e quell'uomo che "in persona Cristo" Ti ascolta, prende su di sé i Tuoi peccati.. alla fine fà una cosa "mervigliosa" Ti assolve da Tutti i tuoi peccati..
ed io esco dal confessionale "uomo nuovo".. "rialzato".. pronto ad affrontare nuove sfide, pieno della "Grazia di Dio".. urlo ai cieli l'amore di Dio per me..

porca miseria... non ho la sedia però..

Aldo ha detto...

scusate sto monopolizzando il Blog...

Francesco ha detto...

Aldo, continua tranquillamente se vuoi.

Michela ha detto...

Comunque per chi avesse ancora di dubbi che il cammino usi degli strumenti settarii per trattenere le persone:
1. uso strumentale della Parola, per ferire e colpevolizzare le persone ( come i Test di G)
2. usare dei ragazzi, adolescenti, per dividere le famiglie e screditare i genitori
3. dare posti di responsabilità a personaggi compromessi, che hanno commesso peccati gravi oppure che sono a conoscenza di alcune dinamiche interne, in modo da assicurarsi la loro fedeltà e il loro silenzio.

Il cammino è un sistema violento, che violenta le coscienze e che funziona solo per quelle persone che decidono di accettare tutto in cambio di un piatto di lenticchie, come dice Francesco

Non sarà un caso che tutti quelli che non sono catechisti/responsabili ecc. ecc finiscono per uscire.
Ho notizie di persone che continuano a lasciare il cammino, anche dopo l'elezione. Restano solo i più coinvolti

Francesco ha detto...

Restano solo i più coinvolti

Purtroppo i " piu coinvolti" spesso sono anche i più falsi negli atteggiamenti.

Caterina63 ha detto...

Caro Aldo, non stai monopolizzando nulla, tranquillo ^__^
anche se leggere la tua esperienza è pena per me, per noi, fra le tue parole possono essere contenute invece appelli ad una solidarietà che purtroppo è assente perfino nella Chiesa oramai e da anni DIVISA IN GRUPPI dentro i quali ognuno dirige i giochi e fa il bello o il cattivo tempo....

Lo sforzo che sta facendo il Papa è immane e per questo molti non lo comprendono....e chi lo comprende si guarda bene dall'applicare quanto il Papa chiede circa la COMUNIONE ECCLESIALE perchè temono di perdere IL LORO POTERE acquisito all'interno di un gruppo dove si possono sentire POTENTI, IMPORTANTI, QUALCUNO!

Anche se è vero che certi panni SI LAVANO IN CASA e può sembrare azzardato che un Aldo di turno venga a raccontare pubblicamente la sua propria Croce... è anche vero che nella stessa correzione evangelica c'è chiaro il monito che dopo i due avvisi privati, SE NE PARLI A TUTTA LA COMUNITA'...proprio perchè tutta la Comunità venga messa in guardia dai pericoli di ogni forma di settarismo con le sue drammatiche conseguenze...

Se tutto è grazia....
anche un'altra espressione di sant'Agostino è grandemente stuprata, si STUPRATA, perchè usata malamente:
AMA E FA CIO' CHE VUOI!!
con questa espressione perfino certi sacerdoti sono incappati nell'errore associando al BENE l'amore omosessuale...l'importante è che essi vadano in Chiesa, facciano la comunione (sic!!) e siano cristiani BUONI...

La rivoluzione che Cristo portò fu enorme che ci liberava dalla schiavitù del peccato ma anche DAL FARISEISMO DELLA LEGGE imposta....
da allora nasce nella Chiesa l'apologetica, IL DIALOGO, il confronto...LA CATECHESI...
il metodo di Dio E' LA FORMAZIONE DELLE COSCIENZE E NON IL LAVAGGIO DEL CERVELLO farisaico...


Gesù lamenta che non ha un posto dove poggiare il proprio capo...metafora ma anche realtà catechetica che ci chiede di FARE UN POSTO AL SIGNORE dentro di noi...
per fare questo posto occorre liberare il Cuore da ogni legame...
se il cuore è pieno di legacci, infarcito di ORDINI, sarà impossibile ospitare il Signore....e il cuore finirà per riempirsi DI IMMAGINI DEL SIGNORE IMPOSTE DA ALTRI...

Caro Aldo....quando in certi frangenti non ci è possibile tornare indietro....occorre applicare alla lettera il monito di Cristo:
Matteo cap. 10
12 Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
13 Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi.
14 Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi.

e fallo CON GIOIA!!! SENZA RIMPIANTI...ogni pena ogni dolore DEPONILA AI PIEDI DEL TABERNACOLO!!
ai Piedi della Croce...unisci, come dice san Paolo, le tue sofferenze a QUELLE DEL CRISTO...
questa è la miglior forma di PERDONO CHE POSSIAMO DARE e fare a chi ci fa del male...

In questi casi è più importante LA TUA SERENTITA'...e quella dei familiari colpiti nella vicenda...
Gesù non ci mette in guardia dal risolvere i problemi, ma di perseverare nella fede quando certi problemi vengono a schiacciarci...
;-)

Un abbraccio nel Rosario!

Francesco ha detto...

Alleluja, Caterina!

mic ha detto...

scusate sto monopolizzando il Blog...

monopolio quanto mai gradito e anche istruttivo!

e non aggiungo altro, perché ha già detto tutto dal cuore Caterina

Francesco ha detto...

Sul significato e sulla dimensione dell'Arcano in religione ( questione che mi è stata posta da qualche amico del blog) può essere utile la lettura di qualche assaggio storico a questo link:

http://www.ermetismo-kremmerziano.it/Docs/Scritti%20generali/Pensiero%20esoterico%20ita/PensieroEsot%20Cap4%20P2ita.htm