venerdì 8 ottobre 2010

Testimonianza sull'"apertura alla vita"

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza, che espone con chiarezza, consapevolezza ed equilibrio l'esperienza di una coppia che ha vissuto il Cammino e che ha avuto la grazia di poterne uscire di comune accordo, mantenendo così integra la loro famiglia. Non aggiungiamo analisi nostre, perchè davanti a tanta evidenza ci appaiono superflue.
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Siamo una coppia di ex-appartenenti al cammino neocatecumenale, del quale abbiamo fatto parte per molti anni: prima come singoli, poi come coppia sposata ed infine come genitori.

Come tutti ben sappiamo il cammino incoraggia le coppie all’apertura alla vita, intesa come disponibilità costante alla procreazione, senza porre alcun limite al numero dei figli da accogliere. Accade poi che in ogni comunità ci siano famiglie più o meno numerose accanto ad altre nelle quali i figli sono uno o due al massimo. Ci sono infine delle coppie che, non potendo avere figli naturali, vengono indirizzate verso l’adozione.

Durante gli scrutini, in particolare nel secondo passaggio, i catechisti indagano a fondo, interrogando i coniugi in merito alla questione, ed è soprattutto la seconda tipologia di coppia ad essere presa di mira: chi non ha molti figli, infatti, è fortemente sospettato di porre dei limiti alla propria fertilità, per vivere la vita secondo disegni propri anziché secondo il progetto di Dio.

Durante la nostra permanenza nel cammino abbiamo incontrato molte di queste coppie, ed abbiamo potuto constatare che quasi sempre la decisione di limitare i figli ad uno o due era dettata da motivazioni serie, quali ad esempio la necessità di occuparsi di familiari malati o disabili o la paura (per le donne) di perdere l’impiego.

Queste motivazioni venivano contestate dai catechisti, utilizzando le solite formule: “lasciate che sia il Signore ad occuparsi dei vostri cari” oppure “lasciate il lavoro e vedrete l’intervento della Provvidenza nella vostra famiglia”.

A questo punto alcuni si ribellano e lasciano il cammino, scandalizzati da un’intromissione così pesante nell’intimità della loro coppia; altri temporeggiano ma con disagio, dando credito all'accusa loro rivolta di non essere ancora arrivati ad una vera conversione.

Infine c’è chi accetta di aderire completamente ai dettami dei catechisti, imboccando una strada che per qualcuno corrisponde a quanto realmente desidera e si sente pronto ad affrontare, ma per molti altri è vissuto come un’imposizione o quantomeno come un compito gravoso.

Abbiamo visto con i nostri occhi coppie in reale difficoltà, sia economica che psicologica; donne che annunciavano in lacrime una nuova gravidanza quando ancora non si erano riprese dalla precedente; mariti preoccupati perché il peso della famiglia numerosa gravava interamente sulle loro spalle. Ma abbiamo raccolto anche confidenze di figli che si sentivano trascurati da genitori spesso impegnati la sera, ragazzi che dovevano accudire i fratelli piccoli quando i genitori uscivano per andare in comunità e che non disponevano in casa di uno spazio tranquillo in cui poter studiare in pace.

Per tanto tempo abbiamo ascoltato le catechesi sull’argomento cercando di avere un atteggiamento umile e disponibile, ma i dubbi erano tanti.

Ci dicevamo però che in fondo fino a qualche decennio fa le famiglie numerose erano la regola, che i figli crescevano bene ugualmente e che forse le coppie erano anche più unite. Ma il confronto metteva in evidenza una realtà ben diversa: i nostri nonni non uscivano la sera lasciando i figli in mano a baby-sitter più o meno improvvisate, anziani e malati venivano accuditi con dedizione e la rete familiare offriva sostegno alle neo-mamme.

Siamo purtroppo arrivati ad una conclusione ben triste: all’interno delle comunità neocatecumenali le coppie che mettono al mondo più figli di quanto ragionevolmente consentirebbe la loro condizione non solo economica, ma anche fisica e psicologica, si legano indissolubilmente al cammino. Questo perché, non avendo spesso il padre la possibilità di mantenere dignitosamente la famiglia (tenendo conto che la mamma non può certo lavorare), si trova costretto a chiedere denaro al responsabile della comunità, che raccoglie mensilmente la “decima” ed eroga le somme a chi ne fa richiesta secondo criteri non molto chiari.

Siamo entrambi convinti del fatto che i figli sono un dono di Dio e non un diritto dei genitori. Nel giorno del nostro matrimonio abbiamo con piena consapevolezza risposto alla domanda che ci è stata posta. “Siete disposti ad accogliere responsabilmente e con amore i figli che Dio vorrà donarvi ed a educarli secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa?”

Secondo noi il punto sta proprio nel termine “responsabilmente”: siamo responsabili davanti a Dio dei figli che ci vengono affidati, e siamo tenuti a crescerli ed educarli con amore e attenzione. Ogni coppia ha una situazione diversa e non si può imporre indistintamente un identico comportamento. Questo non significa porre in essere dei comportamenti contro la morale cristiana, ma nemmeno ricercare il figlio a tutti i costi, come avviene spesso nelle comunità giovani dove si assiste una specie di gara nella quale le famiglie più numerose sono da emulare.

A nostro avviso solo una mente malata può spingere le coppie ad avere quanti più figli possibile salvo poi accusarle di idolatria quando esitano ad affidarli a mani estranee per dedicarsi ai doveri del cammino. Un simile modello familiare mortifica entrambi i genitori e può avere gravi conseguenze sullo sviluppo psicologico dei figli stessi.

Grazie per la fiducia e l'attenzione!
Un abbraccio

56 commenti:

Claudio2010 ha detto...

Se tu, che sei cristiano, vivi come i pagani e non alla maniera dei cristiani, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Cristiani?.

mardunolbo ha detto...

Ecco qua un altro punto dolente della setta neocatecumenale...setta ! SETTA ! perchè l'intromissione nella psicologia di ciascuno, nell'intimo religioso di ciascuno è ABOMINIO poichè non è la Confessione libera, non estorta,davanti al sacerdote che ascolta e ti ammonisce, se del caso, ma è una farsa comunitaria dove dei supposti "anziani"(catechisti) investigano su di te cercando il tuo punto debole ed esponendolo agli altri. QUESTA è UN'ALTRA COSA ABOMINEVOLE! Imporre, con costrizioni psicologiche un comportamento deviante da quello che si reputa giusto nella nostra coscienza cristiana(attenzione ad ogni parola che scrivo qui sopra)è satanico e non ha nessuna giustificazione umana e religiosa. In questi giorni il direttore del Giornale è indagato in base ad una sentenza della Corte di Cassazione, poichè avrebbe voluto usare metodi coercitivi,tramite pubblicazioni di articoli, per indurre diverso pensiero ed atteggiamento per la presidente di Confindustria. Figuriamoci, tramite un giornale ! Allora che dire dei metodi coercitivi(psicologici, sia chiaro)abituali nel "cammino"? Già altra volta ebbi modo di manifestare il mio sdegno per la prolificazione indiscriminata. Ricordo ancora qui che tale atteggiamento irresponsabile è tentare Dio poichè non si vuole usare il proprio discernimento e capacità di giudizio per comprendere se sia il caso di limitarsi e quanto limitarsi al numero di figli."Il Signore ci penserà" non è affidarsi alla Provvidenza, poichè l'affidamento di sè o dei propri cari presuppone PRIMA una attenzione e controllo delle situazioni per evitare che sfuggano di mano, POI fatto tutto il possibile, ci si affida alla Provvidenza Divina. Fare con incoscienza e senza alcun fine giustificativo particolare un'azione o tenere comportamenti illogici e poi "affidarsi alla Provvidenza" IN REALTA' è INDURRE IN TENTAZIONE DIO PERCHè AGISCA A RIPARARE QUANTO NOI ABBIAMO FATTO CON INCOSCIENZA. Terribile!

Freedom ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

Ringrazio questa coppia per la sua testimonianza.
Una testimonianza da meditare, che dovrebbe far riflettere, che conferma in modo chiaro, lucido, e anche pacato, ciò che altri avevano già testimoniato e che avevamo cercato di spiegare attraverso una lettura corretta e completa della Humanae vitae di Paolo VI.

In questa testimonianza vediamo l`apertura alla vita come uno strumento per creare un legame indissolubile con il cammino neocatecumenale.
L`apertura alla vita come uno strumento per aumentare il potere del cammino nc attraverso i suoi numeri e la totale sottomissione e obbedienza dei suoi membri.
Non tutti per fortuna.

miciomacio ha detto...

"Se tu, che sei cristiano, vivi come i pagani e non alla maniera dei cristiani, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Cristiani?."

Perchè la parola costringere ?
Cristo "offre" la sua vita, non la impone.
Chi ha 2 figli è meno cristiano di chi ne ha 4 o 6 ?
Non bisogna mettere alla prova Dio facendo ciò che di più irragionevole esiste.
Un neocatecumenale può parlare così solo perchè non ha mai provato cosa significhi cooperare con Dio.
Miao

Mic ha detto...

Se tu, che sei cristiano, vivi come i pagani e non alla maniera dei cristiani, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Cristiani?.

ancora un giudizio da chi PRETENDE di non essere mai giudicato!

chi sei tu che puoi dire che chi scrive qui (perché è ovvio che a noi che ti riferisce) "vive come un pagano"?

Come fai a giudicare la nostra vita e la nostra fede solo dal fatto che non coincidono col verbo del tuo iniziatore, che non è il Verbum, cioè Cristo?

Francesco ha detto...

Blogger Claudio2010 ha detto...

Se tu, che sei cristiano, vivi come i pagani e non alla maniera dei cristiani, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Cristiani?.


Caro Claudio 2010,

vedo che altri ti hanno risposto in modo pregnante e quindi mi risparmio alcune osservazioni di merito.

Mi limito a farti capire che, così scrivendo, ripeti un copione neocatecumenale ormai stantio e ridicolo ( come quei catechisti che proibiscono, intimano, rimproverano, dicendo sempre "per il tuo bene", "perte stesso", ecc.)
Espressioni kikiane ripeture ormai a pappagallo da 40 anni, tanto che anche i bambini sono in grado di riconoscerle e di farsi 4 risate.

Io non vivo " alla maniera dei pagani": che ne sai tu?
Bada per te stesso!

Io non "costringerei" mai nessuno a " vivere alla maniera dei Cristiani", almeno per due ordini di motivi:

1- rispetto troppo la libertà altrio per cohartarla, anche se la causa la ritengo piu o meno giusta;

2- se " vivere alla maniera dei Cristiani" significa, secondo te, diventare neocatecumenale, allo consentimi, non solo non costringerei nessuno a farlo, ma addirittura lo dissuaderei, per preservarlo da un grande errore.

Bada a te stesso e ragiona con la tua testa e parla con la tua bocca e cammina con i tuoi piedi: sei un figlio di Dio, non di Kiko!

Mic ha detto...

Andando un po' più a fondo c'è da porsi una domanda:

Forse è ritenuto "vivere come i pagani" essere aperti alla vita a 360 gradi e non solo attraverso gli organi della riproduzione e, per quanto riguarda la procreazione, basarsi sulla humanae vitae, rispetto ad un indiscriminato diktat di un iniziatore?

Usare la coscienza, che è il 'luogo' di dialogo con il Signore, e appartiene al delicato 'foro interno' di ogni persona, ogni giorno pesantemente e sistematicamente violato da ogni catechista NC, in quel contesto significa "vivere da pagani", anche se si segue il Magistero della Chiesa

Emozioni_2009 ha detto...

Perchè scrivete cattiverie solo per ingannare gli altri?
Siete enmtrati in comunità liberamente; ne siete usciti altrettanto liberamente.
Chi vuol fare il cammino lo fa; chi non vuole farlo non lo fa.
Chi vuole fare figli li fa; chi non vuole, non li fa.
Non esistono costrizioni; forse la vostra mente è un pò contorta!

mardunolbo ha detto...

CHE BELLO,CHE BELLO! Ecco l'affacciarsi di "Emozioni" (Lucio Battisti)mi ha entusiasmato pienamente con le sue semplici parole:"chi vuol far figli li fa,chi non vuole non li fa.." Stupendo! Quindi presso il suo nucleo di setta c'è LIBERTA'!!!Incredibile!Dove sarà questo nucleo? Non sarà sulla Luna? Una navicella kikiana preparata in segreto dai Catechisti Generali per colonizzare la Luna con un gruppo fidatissimo di neocatec. per provare se il suon dei tamburelli si propaga in atmosfera quasi inesistente..."Emozioni" emozionandoci ha finalmente dato una testimonianza di base diversa da tutte le altre circostanziate di chi ha vissuto personalmente. Alleuia! Ora siamo certi che abbiamo sbagliato ( A DAR CREDITO ANCHE 1 MINUTO AD UN NEOCATECUMENALE)

Francesco ha detto...

Emozionante 2009, ti sbagli di grosso.
Uscire dal Cammino col cuore in pace ed essere lasciato in pace dai catechisti, dopo esserne usciti, non è affatto una passeggiata. Tutt'altro.
Moltissime persone restano condizionate per sempre, specialmente dal rancore contro la gerarchia ecclesiale istigato ed alimentato dubdolamente all'interno del Cammino.

Mic ha detto...

Chi vuole fare figli li fa; chi non vuole, non li fa.

evidentemente le sue "emozioni" (2009) sono iniziate solo da un anno...

vai avanti. Aspetta e vedrai!

elisa ha detto...

Ringrazio Mardunolbo per quanto ha detto a proposito della Provvidenza. Mio padre mi ha confidato una volta che quando prega il Signore per le sue figlie si rivolge a Lui più o meno così: "io arrivo fin dove posso, al resto pensaci Tu". Quando ho avuto bisogno del loro aiuto i miei genitori hanno fatto per me quanto umanamente possibile, pur pregando e confidando nel Signore.
Sempre Mardunolbo parla di metodi coercitivi psicologici, che altri negano. Nel cammino non si entra con la forza (ci mancherebbe) ma sul fatto che si sia liberi di uscire avrei qualche riserva. Dopo anni di condizionamenti psicologici, magari con il coniuge o altri familiari che ti giudicano o addirittura ti disprezzano se ti ribelli, non è assolutamente facile decidere di andarsene. Senza contare i catechisti che ti accusano di voltare le spalle al Signore, alimentando tremendi sensi di colpa.

strl ha detto...

quanto scritto da questa coppia è, purtroppo, condivisibile al 100%. Per aver passato 15 anni in Cammino è, con le dovute sfumature, proprio quello che avviene...

E più ci penso più gioisco per essere uscito da questo cerchio della morte...

Claudio2010 ha detto...

E' per quello che scrivete che vi ritengo dei pagani.

Sarete cristiani nella celebrazione eucaristica ma, da quello che scrivete, non lo siete nella vita. In particolare nelle scelte riferite alla famiglia

strl ha detto...

caro Emozioni,
purtroppo quello che ha testimoniato questa coppia corrisponde alla mia esperienza del cammino.
Io l'ho fatto per 15 anni.
Tu quanti per quanti anni??
Se sei all'inizio sappi che i primi anni sono nettamente migliori del resto... direi calameontici.
ciao

larus ha detto...

Dall’inizio corso 2003:
«…La famiglia numerosa salverà l’Europa e il mondo. 10, 11, 14 figli, una nuova comunità, una nuova società, famiglie cristiane!» [Kiko a pag.9]

«…E’ una famiglia di itineranti che hanno 19 figli … vivono di elemosine, della Provvidenza di Dio … Loro sono aperti, pensano che collaborare con Dio a dare la vita ad un essere umano che vivrà in eterno non è una cosa da poco.
Chiaro, quando si parla di paternità responsabile si dice che non si può avere un figlio se non può vivere, se non gli puoi dare da mangiare o non hai dove metter-lo. [ma per noi] La paternità responsabile consiste in questo: essere responsa-bile di quello che significa collaborare con Dio per fare un figlio di Dio che vivrà eter-namente.
In una società così terribile come la nostra, andiamo contro corrente; dicono in Spagna che chi mena per primo mena due volte. Noi meniamo il demonio per primi e facciamo, non famiglie cristiane ma, famiglie numerose cristiane, ancora più forte. Una sorpresa.
Questa è come una chiesa domestica, sostenuta da tutta la comunità, nella comunione dei be-ni, con le sorelle che fanno le baby sitter, presbiteri del Redemptoris Mater che vanno a cele-brare in casa, è tutta la comunità che va a sostenere la famiglia.. Famiglia che salverà l’Europa, perché dalle famiglie verranno le nuove vocazioni, i nuovi missionari, nuove famiglie, nuove, nuove.
Noi diciamo che la famiglia ha tre altari: l’altare eucaristico, la mensa dove si benedice il Si-gnore per i beni che ci dà da mangiare e dove si passa la fede ai figli e il talamo nuziale, dove i fratelli pregano e che si tiene in grandissimo onore, perché ogni volta che si fa l’atto coniugale si realizza un sacramento ed è presente lo Spirito Santo.
Sono tutte novità di una nuova cultura, di una nuova Europa.»
[Kiko a pagg. 28 e 29]



@ Claudio2010
Se tu, che sei cristiano, vivi come i pagani e non alla maniera dei cristiani, come puoi co-stringere i pagani a vivere alla maniera dei Cristiani?
Vedi, la differenza non sta nell’essere cristiani o pagani; il tuo ‘condottiero’ dice che voi non fa-te le famiglie cristiane qualunque con due, tre o 4 figli, ma fate famiglie cristiane più forti per ‘salvare il mondo’ mente noi poveretti dovremo accontentarci di battervi le mani.


@ Emozioni_2009
Chi vuole fare figli li fa; chi non vuole, non li fa.
Non esistono costrizioni; forse la vostra mente è un pò contorta!


Perché ci accusi di essere contorti? Come puoi bel vedere lo stesso Kiko parla del suo progetto di salvezza attraverso le famiglie numerose del CNC, svelando addirittura il suo mega progetto di salvezza per l’Europa.

Francesco ha detto...

Blogger Claudio2010 ha detto...

E' per quello che scrivete che vi ritengo dei pagani.

Sarete cristiani nella celebrazione eucaristica ma, da quello che scrivete, non lo siete nella vita. In particolare nelle scelte riferite alla famiglia


Chi sei tu per giudicare come vive o non vive da cristiano un non neocatecumenale o un cristiano senza etichette spagnoleggianti?

Conosco in compenso molti neocatecumenali che non vivono affatto da cristiani nè nella liturgia nè nella vita...!

Claudio2010 ha detto...

Io non so come voi vivete, certamente... però leggo quello che scrivete.

Siete voi che avete scritto il post di apertura, quello che ho letto l'ho giudicato come scritto da persone pari ai pagani.
Sei tu che critichi negativamente le scelte di chi forse neanche conosci, ma nel criticarle scrivi, o condividi quelle parole riportate nel post di apertura, io ti rispondo per quello che leggo nel blog, e quello che trovo scritto mi fa dire che sei (siete) pagano (i).

Se ti conoscessi di persona sarebbe diverso, non lo so.

E....dal momento che quando parlate di Eucaristia scrivete da Cristiani, ma quando si tratta di vita scrivete da pagani ho espresso il mio dubbio sulla vostra Cristianità che non può essere limitata al rito.

Spero di essermi spiegato.

Emma ha detto...

Ragionevolmente potremmo dirci: ma come è possibile che delle persone adulte, intelligenti, di buon senso, non solo ascoltino i deliri di quell`uomo ma li mettino in pratica ?
Perchè in fondo l`Arguello potrebbe delirare fin che vuole, se avesse in faccia persone che lo interrompono dicendogli: guardi che lei è fuori dalla realtà, guardi che non siamo stupidi, a tutto c`è un limite, o più semplicemente, confrontati a tali pressioni inaudite, se ne andassero, il cammino nc avrebbe chiuso da tempo.
Ma non lo fanno. Perchè non lo fanno?
Perchè i nc obbediscono, come dei bravi soldati?
Anche se non ci sono più forze , più soldi, che la salute è compromessa?
Quale è il potere di quell`uomo sulle coscienze?
Potrei con poche parole descriverlo, è un fenomeno conosciuto, ma è drammatico che questo succeda nella Chiesa cattolica.

Emma ha detto...

Claudio mostra con il suo ultimo commento a che estremi può portare il condizionamento mentale.
Ed è grave.

Oramai nella Chiesa cattolica, grazie al principio suoeriore del " c`è posto per tutti", abbiamo chi pretende, non solo di avere il brevetto esclusivo dell`evangelizzazione perfetta, della struttura parrocchiale perfetta, del modo veramente cristiano di essere comunità e di celebrare l`Eucaristia, ma quello di rappresentare l`identikit del cristiano perfetto.
E così abbiamo oggi nella Chiesa cattolica chi si permette di dare del pagano a chi non sottostà ai deliri di Kiko Arguello, ai suoi diktat, alle sue eresie.
Ed è grave, anche se tutto ciò avviene nel silenzio dei nostri responsabili.

I nostri Pastori dovrebbero rendersi conto che noi cattolici non siamo ciechi, noi che non abbiamo aspettato i neocatecumenali per essere fedeli a Cristo e alla Chiesa, alla sua Tradizione e Liturgia, al suo insegnamento, noi che testimoniamo con la nostra vita il nostro essere in Cristo, consapevoli dei nostri limiti, delle nostre debolezze ma anche dalla forza che ci viene dalla certezza del Suo Amore, della Sua Presenza, de Suo sguardo su di noi.

Emma ha detto...

Noi che siano fedeli alla Chiesa di Cristo, alla sua Tradizione e Liturgia, al suo Magistero immutabile, non possiamo non vedere il paradosso di questo gruppo che pretende dare lezioni di cristianesimo applicato, sotto la guida di un pittore spagnolo sedicente ispirato.

Ma purtoppo grande è l`ignoranza del Magistero della Chiesa, gravi gli abusi liturgici commessi in nome del Vaticano II, dolorosamente sentite e vissute la solitudine e l`insicurezza, forte il bisogno di un discorso forte e rassicurante, di appartenenza ad un gruppo dalla forte identità, e così abbiamo chi lascia la Chiesa, e aderisce a sette guidate da capi "carismatici", e chi resta nella Chiesa e aderisce a diversi gruppi, associazioni come Opus Dei, CL, RNS, Focolarini.

Ma c`è un SOLO gruppo i cui capi hanno inventato una nuova "liturgia" perchè quella della Chiesa cattolica sarebbe stata una catastrofe (Arguello dixit) , hanno inventato un direttorio catechetico come se il catechismo e l`insegnamento della Chiesa non bastassero, hanno stravolto lo spazio liturgico sopprimendo il Presbiterio, e potrei continuare.

Ed è questo gruppo che pretende oggi dare lezioni di cattolicità.

Michela ha detto...

Il paganesimo e l'idolatria sono atteggiamenti derivati dalla paura.
Nel cammino c'è una grande paura di non essere accettati, di essere diversi, di non sapere adeguarsi al modello che Kiko propone.
Si ubbidisce, ma spesso per paura.

Certo che è bello e giusto avere figli, ma il cristiano vive l'atto coniugale con la responsabilità di chi sa che in quel momento si è in tre: la coppia e il Signore. Ognuno 'risponde all'altro'.
Ma se i due sono ncn, nel momento dell'unione tra gli sposi è presente anche Il comando di Kiko di avere figli, e questo toglie libertà e responsabilità, per esempio, per quello che ho visto io, ai padri che pensano che tutto si sistemerà, che non si devono preoccupare delle conseguenze di un atto che porta alla nascita di una vita nuova, con tutto l'impegno per i genitori che ne deriva.

Anche le mamme hanno la loro responsabilità, quando, condizionate dall'obbligo alla sottomissione ( altro diktat presente nelle catechesi), rinunciano alla loro naturale lungimiranza e accettano ulteriori gravidanze che indeboliscono il fisico e la capacità di seguire adeguatamente i figli già nati.

Questa è la vera idolatria: dare tempo, energie, soldi e soprattutto salute all'idolo della fertilità, facendo qualcosa che la Chiesa non chiede,
perchè la Chiesa chiede di seguire ed EDUCARE i figli, in prima persona.

larus ha detto...

@ Emma
...abbiamo chi pretende, non solo di avere il brevetto esclusivo dell`evangelizzazione perfetta, della struttura parrocchiale perfetta, del modo veramente cristiano di essere comunità e di celebrare l`Eucaristia, ma quello di rappresentare l`identikit del cristiano perfetto

Cara Emma, ma che, hai letto anche tu la catechesi o te la ricordi a memoria? :-)


Kiko a pag.43 dell’I.C. (inizio corso) 2003:
« Questa fede che ha la famiglia poco a poco irradierà. Ma questa famiglia va sostenuta da una comunità cristiana, e la famiglia stessa sostiene la comunità, e da presbiteri che hanno una nuova dimensione.
Prima c’era un presbitero del tempio, ora c’è un presbitero del nuovo tempio che è la comunità cristiana. Un presbitero che li aiuta, che fa l’eucarestia nelle case con le famiglie, fa incontri con i giovani.
Dio sta preparando con noi qualche cosa.
Non penso che il cammino neocatecumenale sia fare toppe nuove ad un vestito vecchio, perché il vino nuovo si mette in otri nuovi. Non siamo noi per tappare i buchi nelle parrocchie con questi preti, né fare un gruppo nelle parrocchie perché l’Azione Cattolica non funziona, perché alla fine noi distruggeremo(1) la parrocchia, perché la pezza nuova in un vestito vecchio alla fine tira, tira e rompe tutto. Vino nuovo in otri nuovi: un nuovo tipo di parrocchia, una nuova realtà di comunità cristiane in mezzo al mondo. Ma Kiko, troverai chi lo capirà?»



(1) Beh... ragazzi... spero davvero che sia un errore commesso da chi l’ha scritto e non una espressa volontà di chi l’ha detto.
C’è molta differenza infatti tra il dire “distruggeremo” (futuro semplice) col dire “distruggeremmo” (condizionale). O dobbiamo pensare che sia una profezia di Kiko?

Emma ha detto...

"Un presbitero che li aiuta, che fa l’eucarestia nelle case"

Driiiiiiiiiinnnnnn!

Svegli!
Signori della Congregazione per il clero, della CDF, della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina de Sacramenti, QUANDO, quando vi sveglierete?
E non dite che non sapete perchè sapete, avete tutte le informazioni, allora che cosa aspettate?
Che nome porta il sonnifero che vi è amministrato ?
Vi interessa così poco la salute delle anime ?

Emma ha detto...

Distuggeremo o distruggeremmo?

Poco importa, il risultato voluto è lo stesso e cioè:

"un nuovo tipo di parrocchia, una nuova realtà di comunità cristiane in mezzo al mondo".

Il cammino nc sta devastando le parrocchie, il signor Arguello sta tranquillamente portando a compimento il suo progetto, in Italia e in altri parti del mondo.
Lo sta facendo a Roma, in modo drammatico e più volte denunciato senza risultati.
Sotto lo sguardo compiacente e compiaciuto di chi dovrebbe custodire il sacro deposito della Fede cattolica.

gianluca cruccas ha detto...

Svegli!
Signori della Congregazione per il clero, della CDF, della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina de Sacramenti, QUANDO, quando vi sveglierete?

Non si sveglieranno perche' sono daccordo con l'eretico Kiko Arguello, difatti l'hanno approvato con lode e pure premiato con un laurea "Orroris Causa"..

gianluca cruccas ha detto...

Kiko a pag.43 dell’I.C. (inizio corso) 2003...

Se qualcuno è in possesso di questa catechesi del 2003 ,me là puo' fare avere? grazie

gianluca.cruccas@gmail.com

Emma ha detto...

Gianluca, non credo che la CDF e le altre Congregazioni che ho citato abbiano approvato i testi di Arguello.
Ma è vero che vedere il cardinale Canizarès celebrare la Santa Messa a Porto San Giorgio con il rituale neocat, senza nemmeno domandare la soppressione del candelabro ebreo sulla tavola-mensa, è stato sconvolgente e scoraggiante.
Sappiamo tutti oramai chi protegge in Vaticano il cammino nc e i ncn, con delle protezioni simili tutto diventa possibile.

mardunolbo ha detto...

ha ragione Gianluca: c'è chi protegge ed è d'accordo con il cammino eretico, poichè l'eresia E' dentro la chiesa, ormai.
Quel che preoccupa me sono i "camminanti" nuovi che senza capire s'intruppano in una congrega e dimensione che li stravolgerà nella vita materiale e spirituale e non sapranno più ragionare con la loro testa ed equilibrio.Il comunismo ha esercitato pari-pari, lo stesso fascino ipnotico del "cammino". Guardate come ancora desso, vecchi comunisti o ex-comunisti, non riescano a rinnegare quella ideologia e parlino ancora con certi slogan e frasi tipiche. Alcunew sono entrate nel linguaggio comune:"portare avanti un discorso" "ideologia di fondo" sono residui della fraseologia del '68, così come "kerigma" "frazione del pane" ed altre frasi tipiche neocatecu che identificvano tra loro gli adepti...Non c'è nulla da fare, hanno"sposato" kiko e la sua ideologia, altro chè Cristo! Il loro dio è il cammino e le loro basi dottrinarie sono la fraseologia comune e la mentalità elitaria (solo loro sono i purificati)massificata (uguaglianza di atteggiamenti,linguaggio).Infatti l'ignoranza sulla dottrina cattolica è la regola.Solo le parole "ispirate" e senza alcuna concretezza sono il loro pane quotidiano per la rovina. Ho avuto esperienza delle loro frasi insensate che fanno voli eterei senza approdare ad alcuna realtà! Ma, loro,solo loro, "sanno interpretare" e così si scavano una fossa ancor più profonda da dove uscire con sempre maggior difficoltà. Beati quelli di voi che sono riusciti e testimoniano ora in favore dei fratelli caduti nella fossa "neocatecumenale". Che pazienza testimoniare a chi non vuole ascoltare !

larus ha detto...

Ci sarebbe da scrivere all’infinito, tanto è il continuo ritorno all’argomento del ‘dovete figliare!’.
L’antico detto gutta cavat lapidem calza a pennello e non volendolo tradurre con “lavaggio del cervello”, come potremmo tradurlo? Fine opera di persuasione? Battage pubblicitario a favore di un grande disegno di salvezza?

I catechisti, quando hanno riportato questa catechesi (che comunque è incompleta perché manca tutta la parte detta da p.Mario Pezzi), nulla hanno detto riguardo alla paternità e maternità responsabile (del resto se Kiko stesso ha detto ciò che ho scritto qualche commento precedente, che vogliamo?). Dicevano che i motivi seri per esercitarla responsabilmente sono rarissimi e poi, esercitando l’astinenza periodica o adottando i metodi naturali consentiti dalla Chiesa, si continua ad avere una mentalità contraccettiva.

Addirittura qualche catechista, puntando l’indice alla comunità, ha detto: “la maggior parte delle famiglie qui presenti sono ancora in piena fertilità ... come ci sono soltanto pochi figli?”

Altro componente l’equipe, riferendosi al rapporto sessuale, ha detto: “dovete farlo, lo dice il Papa!”.

Altro catechista, per incoraggiarci, ha detto: “anche noi abbiamo avuto qualche difficoltà nel vivere il nostro rapporto tenendo conto dell’apertura alla vita ma, poi, è intervenuto il Signore!” (intendeva che finalmente sua moglie aveva raggiunto la menopausa).

Non potrò mai dimenticare quanto dissero i catechisti ad una sorella che, aspettando l’ottavo figlio, si lamentava perché non sapeva come fare, visto che il marito lavorava fuori sede, non riusciva a pagare l’affitto, le bollette, né riusciva ad accudire appropriatamente gli altri 7 figli, né poteva seguirli negli studi etc.
Bene le dissero: “Ma noi non abbiamo mai detto che dovete fare figli. Visto che c’erano questi problemi, avresti dovuto pensarci tu perché non aumentassero”. (ma perché non gliel’hanno detto qualche anno prima, ancora la situazione si sarebbe potuta sostenere?)

Altri componenti la comunità, per forti combattimenti sia personali che con il coniuge, causati dall’integralismo del messaggio dato, sono arrivati addirittura alla depressione, senza che nessuno si degnasse di calibrarne, caso per caso, gli effetti devastanti.

Altri, dopo la catechesi dei tre altari, quando avevano intenzione di unirsi nell’atto coniugale, dicevano che la sera avrebbero “celebrato” ...

Qualcun’altro, spinto dall’entusiasmo ha detto: “ci devo provare, voglio fidarmi del Signore” riferendosi al compiere l’atto aperto alla vita nei momenti infecondi ...c’è riuscito ma non aveva considerato che ormai sua moglie era entrata in menopausa (non sto scherzando, è successo davvero).

Quello del numero dei figli era un parametro di riferimento per la fede della coppia.
Alcuni, per giustificarsi, quando purtroppo non andavano avanti una o più gravidanze, le elencava lo stesso tra i numeri possibili di figli che avrebbe voluto.


Bene, è questo il modo corretto di vivere la cristianità o non è forse un modo farisaico di vivere la propria religiosità?

Aldo ha detto...

come ci si presenta alle convivenze?

mi chiamo Aldo sono sposato con Patrizia da 26 anni abbiamo 4 figli in terra e 2 in cielo (i nomi sono veri e mia moglie ha avuto 2 interruzioni di gravidanza spontanee)

perchè ci si presentava così? per dare sfoggio dei "numeri" io ringrazio e ringrazierò sempre Dio per i figli che mi ha donato...

ma oggi che sono in difficoltà economica dov è la comunità ad immagine della Famiglia di Nazaret che mi doveva stare vicina?

a chi interessa più se sono o non sono aperto alla vita?
se vivo il mio matrimonio in maniera Santa oppure no?

i "super-catechisti" che mi "amavano come un figlio" dove sono?

stanno per iniziare le catechesi ed adescare nuovi adepti...
servono numeri nuovi altrimenti chiudono....

Aldo ha detto...

E' chiaro che Dio non mi ha abbandonato, mai.. la pseudo-comunità mi ha abbandonato...

oppure devi ritornare sottomesso ed ubbidiente, un pò di risonanze mea-culpa, qualche preghiera ad hoc.. sulla situazione economica... et voilà che spuntano i soldi della decima....

Freedom ha detto...

Cari lettori, che dire?
Di fronte a simile sfoggio di SUPERBIA NEOCATECUMENALE, posso solo dire che costoro sono i novelli FARISEI, contro cui Gesu', predicava nel tempio. Questa SETTA : GIUDICA. Passare uno scrutinio significa essere GIUDICATI da dei LAICI che si arrogano il CARISMA di DISCERNERE gli SPIRITI. Lo stesso KIKO nelle sue catechesi (avanzate; naturalmente)si presenta come PROFETA. Viene subito da dire FALSO PROFETA. Costui pretende di scavalcare la Chiesa, e le gerarchie ecclesiastiche, lo permettono e lo lodano! E' sconvolgente che si permetta a dei LAICI e alla loro SETTA di GIUDICARE le persone, di entrare nella loro intimita' e violentarla! E' sconvolgente che questa sorta di mafia cattolica, manipoli le persone! E la sicumera di chi da' agli altri del pagano, si stigmatizza da sola. Nel cammino neocatecumenale c'è superstizione, paura e un atteggiamento "magico", veramente pagano, nei confraonti di Dio e del demonio! Costoro lo vorrebbero imporre anche a noi, con i loro ricatti, le loro intimidazioni....Io non ci sto!

Freedom ha detto...
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Freedom ha detto...

IL PROFETA KIKO ARGUELLO.....mah!

La testimonianza di
Daniel Lifschitz :Daniel è un ebreo convertitosi al cattolicesimo. Ha avuto occasione di entrare nel Cammino Neocatecumenale nel 1973, diventandone poi "catechista itinerante" per portare il Cammino in Turchia, in Africa e negli USA. Dopo aver impiegato ventitre anni per completare il Cammino, lo lascerà.
Lo stesso Kiko si premurerà di dichiarare subito che Daniel è "un demonio" che "distruggerà tutto", mentre Carmen stabilirà che nessun neocatecumenale avrebbe mai più comprato i suoi libri, e Daniel verrà immediatamente ostracizzato e dimenticato dai suoi stessi fratelli di comunità.
Un episodio mostra che le scelte "teologiche" di Kiko non sono basate su riflessione e ragionamento, ma sono decisioni insindacabili a cui poi seguono eventualmente "spiegazioni" improvvisate e bislacche. Durante l’Eucaristia del Cammino si accende sulla mensa la Chanukkàh, il candeliere a otto braccia che viene acceso durante gli otto giorni che dura la festa di Chanukkah. Il nono braccio è nient’altro che un servitore per accendere ogni giorno una luce, fino all’ottavo giorno della festa. Feci notare a Kiko che UN CANDELABRO A 9 BRACCIA, come viene acceso in tutte le Eucaristie del Cammino, NON HA NESSUN SENSO LITURGICO. Infastidito, non mi volle ascoltare: DISSE che il NUNERO 9 "era quello dell’evangelizzazione"!.
ACCIDENTI IL LITURGISTA ARGUELLO CHE FANTASIA! SI FA RIDERE DIETRO ANCHE DAGLI EBREI!

a.rita ha detto...
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Claudio2010 ha detto...

Heila Emma, aiutami tu.
Kiko mi ha condizionato, mi ha obbligato a non abortire.
Kiko ha detto di non abortire mai.
Che faccio se sono cristiano ?
Disobbedisco a Kiko e uccido mio figlio, oppure abbortisco eppoi mi inginocchio a chiedere perdono a Dio, oppure...............
Emma: tu cosa consigli ?
Che tipo di Cristiano proponi tu. La tradizione alla quale sei molto osservante, cosa consiglia di fare ??

Mic ha detto...

Kiko mi ha condizionato, mi ha obbligato a non abortire.
Kiko ha detto di non abortire mai.
Che faccio se sono cristiano ?


Claudio, stai straparlando!!!

Chi di noi ha mai parlato di aborto e chi di noi è favorevole all'aborto? NESSUNO!!!

Nessuno di noi dice di abortire; ma Kiko, oltre a dire di non abortire dice che essere aperti alla vita significa avere tutti i figli che vengono INDISCRIMINATAMENTE...

E' comprovato, testimoniato, scritto nero su bianco, ascoltato da tutti noi ed è un'imposizione, altro che libertà!!!

Inoltre dare la vita ad un essere che avrà la vita eterna è esatto. Ma ricorda bene che avere la vita eterna non signifca che sia necessariamente per il Paradiso. Può essere anche una vita eterna di dannazione. A me vengono i brividi; ma questo lo giudica Dio e non Kiko, che nei suoi 'giudizi universali' disegna l'inferno vuoto: cosa che la Chiesa di certo NON insegna!

La Chiesa nell'Humanae vitae, da noi citata, NON DICE quel che dice Kiko e parlare di paternità responsabile non significa essere pagani, ma perfetti cristiani, aperti alla vita in tutti i molti altri modi che questo comporta, che non sono tutti legati alla procreazione e alla sessualità, ma all'attenzione agli altri, al portare la gloria (cioè la Presenza di Dio) in tutte le situazioni nelle quali ci troviamo, al prenderci cura donando noi stessi e la nostra vita attenzione e disponibilità (questo è vero amore cristiano) non soltanto agli appartenenti alla stessa consorteria ma, a partire dai più prossimi (la nostra famiglia) a tutte le persone e le situazioni che il Signore mette sulla nostra strada

La nostra vita è DEL Signore e PER il prossimo, a partire da quelli che IL Signore ci affidato, non è né DI Kiko né DEL Cammino, perché tale diventa la vostra vita!

So che purtroppo per te non servirà, ma spero che siano in molti ad aver 'orecchie per intendere'!

Francesco ha detto...

Claudio 2010 altri non è che l'emmesima maschera di LVVFL e& company.
Non p il caso di seguirlo sulle sue chine scivolose. Non sa cosa dice o scrive.
E' discepolo di Kiko e ciò gli basta!

Emma ha detto...

Vede Claudio non risponderò alle sue domande deliranti, se quel tipo di discorso delirante funziona nel cammino nc, non ha presa su chi sa ancora ragionare con la propria testa.
Ciò che fa male è sapere che quei ricatti, quelle pressioni, quelle colpevolizzazioni, quell`abusare della fiducia e della dipendenza mentale e psichica indotte, quelle menzogne, funzionano e producono gli effetti testimoniati in questo post e sovente nel passato.
I ncn NON CONOSCONO l`HUMANAE VITAE , conoscono solo la lettura fatta da Kiko Arguello pro cammino che NON è quella della Chiesa.

Freedom ha detto...

Ricordo a tutti i lettori che QUALSIASI SCELTA, giusta o sbagliata che sia, NON SI IMPONE, non si pretende. Gesu' non ha mai posto dazi sul nostro pensiero, sulle nostre scelte, ma, ci ha lasciato LIBERI di scegliere. QUALSIASI organizzazione, SETTA, loggia massonica, ecc. ecc. pretenda l'obbedienza assoluta nei confronti di alcuni suoi membri presentati come "apostoli" "fratelli maggiori nella fede" o quant'altro, NON E' IN CRISTO.
La ridicolaggine "new-age" del Liturgista Kiko, nel suo pressapochismo, induce a diffidare del cammino neocatecumenale e nei suoi catechisti o presunti tali. I FARISEI neocatecumenali, all'interno del cammino, e a quanto pare anche fuori, impongono e giudicano altri fratelli. Cercano di condizionare, intimidiscono. Il loro fare inquisitorio è palese in ogni loro esternazione. Cari amici, DIFFIDATE di queste "volgari imitazioni" del cristianesimo!

strl ha detto...

Caro mardunolbo hai proprio ragione: il Cammino, assunto in dosi massicce, ha lo stesso effetto del Comunismo: zombifica gli appartenenti che non sono più in grado di fare un discorso libero dai condizionamenti e rispondono alle domande come farebbe un computer dotato di x risposte preconfezionate...
Avendo un po' di pazienza si potrebbe ricostruire un frasario ed in inserirlo in un libro tipo "a domanda x si risponde y" così forse qualcuno si sveglierebbe...

mardunolbo ha detto...

Il commento di Strl, che ringrazio per il suo accordo, mi ha fatto venire in mente anche altra cosa tipica di atteggiamento mentale. Cioè che il comunismo, tipica ideologia "aggregante", al pari delle sette, perchè coinvolge molte persone che perdono la capacità di ragionare individualmente? La ragione sta nel fatto che per molti trovare un "capo" che decide per loro, è COMODO. Ovvero per la mente trovare un "responsabile" che ti indirizza, ti inquadra e stabilisce per te, sotto certi aspetti, e per alcuni, è comodo e induce una tranquillità infantile di falsa sicurezza in cui ci si abbandona totalmente.Nel momento in cui si vive in questa dimensione comunitaria in cui tutto è programmato da altri e tu non devi più decidere nulla poichè tutta la tua vita è programmata diventi uno zombie, ma non puoi rendertene conto anche perchè ,dopo il primo atto di fiducia dato (che è ATTO DI IDOLATRIA)verso i "superiori" gerarchici,dopo diventa una routine che ti avvolge tutto.La mente umana spesso cerca questa dimensione di bambagia avvolgente e neutralizzante ogni stimolo che provenga dall'esterno del gruppo... e così sei fritto e deleghi ad altri il tuo pensiero ed il tuo volere. Diverso è quando per lo scopo precipuo dell'OBBEDIENZA, un religioso pone dei voti per questo:in questo caso l'obbedienza è la finalità, liberamente scelta per umiliarsi di fronte a Dio.MA E' TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE,LA TUA SCELTA,LA TUA PREGHIERA,LA TUA VITA CONSACRATA. Non c'è un avvolgimento sempre più stretto che coarta la tua volontà, come nella setta neocatecumenale. Spero di essermi spiegato...

strl ha detto...

larus ha detto:
"Non potrò mai dimenticare quanto dissero i catechisti ad una sorella che, aspettando l’ottavo figlio, si lamentava perché non sapeva come fare, visto che il marito lavorava fuori sede, non riusciva a pagare l’affitto, le bollette, né riusciva ad accudire appropriatamente gli altri 7 figli, né poteva seguirli negli studi etc.
Bene le dissero: “Ma noi non abbiamo mai detto che dovete fare figli. Visto che c’erano questi problemi, avresti dovuto pensarci tu perché non aumentassero”. (ma perché non gliel’hanno detto qualche anno prima, ancora la situazione si sarebbe potuta sostenere?)
"

Capitò anche a me di sentire una cosa simile. E mi incavolai tantissimo! Anzi furono ancora più sfacciati perché dissero "non non abbiamo mai detto di fare tutti questi figli!"....
Insomma, una volta che il problema è stato creato loro se ne lavarono le mani! Sostenendo poi l'insostenibile! In soldoni che erano stati fraintesi. Peccato che migliaia di persone fraintendono... probabilmente non sono in grado di comunicare, allora, questi sapienti catechisti ispirati dallo spirito santo, sigh!

Michela ha detto...

E' nteressante la testimonianza di Larus, perchè mette in evidenza che quando una persona si lamenta realisticamente delle difficoltà, viene messa da parte, ridicolizzata, perchè non serve più all'immagine del cammino.
Per chi è stato nel cammino, come me, le parole dei catechisti significano anche molto altro: vogliono dire smettila di lamentarti altrimenti non vedrai più un soldo,
smettila di lamentarti altrimenti ti togliamo l'eventuale 'ministero' che hai.
Molti di noi avevano capito da tempo che ai catechisti bisognava solo parlare dei 'miracoli' che il Signore aveva fatto nella nostra vita (anche se i catechisti trovavano comunque il modo di torchiare il malcapitato di turno).

Riassumendo, e per completare quanto diceva Claudio,il comando di Kiko è: fate famiglie numerose, e cercate di manternerle da voi, e non venite poi a lamentarvi se non ce la fate.
Se Dio non ti ha dato un lavoro remunerativo, significa che non sei adatto ad annunciare il regno neocatecumenale!

E ripeto ancora per chi ancora non ci crede che le decime raccolte in comunità non vanno alle famiglie ( se non nei primissimi anni). Al massimo vanno per pagare baby sitter quando i genitori sono in convivenza ( e sono considerate spese per l'evangelizzazione)

Mic ha detto...

Se Dio non ti ha dato un lavoro remunerativo, significa che non sei adatto ad annunciare il regno neocatecumenale!

concetto prevalentemente calvinista!

larus ha detto...

Parte 1/3

Non v’è dubbio che l’apertura alla vita è una delle condizioni essenziali affinché il Sacramento del matrimonio sia valido.
Ciò che qui si vuol chiarire è il maldestro insegnamento NC che si limita ad analizzare soltanto uno degli aspetti della cosiddetta “apertura alla vita” dei coniugi.
La madre Chiesa invece, nella sua grande Misericordia, sta attenta ai suoi figli su ogni fronte, sociale, economico, culturale, sanitario e perciò, oltre all’aspetto tanto decantato dai catechisti NC, analizza e propone soluzioni comunque compatibili con la morale cattolica riguardo al duplice aspetto, unitivo e procreativo, dell’unione sessuale dei coniugi.

Partiamo pure dalla Familiaris Consortio di GPII che, riguardo alle coppi sterili, dice apertamente: «Non si deve, tuttavia, dimenticare che anche quando la procreazione non è possibile, non per questo la vita coniugale perde il suo valore. La sterilità fisica infatti può essere occasione per gli sposi di altri servizi importanti alla vita della persona umana, quali ad esempio l'adozione, le varie forme di opere educative, l'aiuto ad altre famiglie, ai bambini poveri o handicappati»

Questo credo, sia quanto vorrebbe esprimere il tread presente.
Ma questo è un caso facilmente accolto da tutti (o quasi; c’è ancora qualcuno che si fa scrupolo, essendo sterile, ad avere rapporti sessuali con l’altro coniuge perché non c’è la possibilità di procreazione).

Vi sono, a volte, situazioni che -per svariati motivi- i coniugi si trovano nel pieno combattimento tra il non potere accogliere ulteriori figli ed un’altra condizione essenziale affinché il Sacramento del matrimonio sia valido cioè, l’accogliere il coniuge.
Anche per questo combattimento, la Chiesa esprime la sua Misericordia e la esprime attraverso i suoi insegnamenti.

Qualcuno di questi...

larus ha detto...

Parte 2/3

DAL COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA:
[232] La famiglia contribuisce in modo eminente al bene sociale mediante la paternità e la maternità responsabili, forme peculiari della speciale partecipazione dei coniugi all'opera creatrice di Dio.519 L'onere di una simile responsabilità non può essere invocato per giustificare chiusure egoistiche, ma deve guidare le scelte dei coniugi verso una generosa accoglienza della vita: « In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato una nuova nascita ».520 Le motivazioni che devono guidare gli sposi nell'esercizio responsabile della paternità e della maternità derivano dal pieno riconoscimento dei propri doveri verso Dio, verso se stessi, verso la famiglia e verso la società, in una giusta gerarchia di valori.
[233] Circa i « mezzi » per attuare la procreazione responsabile, vanno anzitutto rifiutati come moralmente illeciti sia la sterilizzazione sia l'aborto.521 Quest'ultimo, in particolare, è un abominevole delitto e costituisce sempre un disordine morale particolarmente grave; 522 lungi dall'essere un diritto, è piuttosto un triste fenomeno che contribuisce gravemente alla diffusione di una mentalità contro la vita, minacciando pericolosamente una giusta e democratica convivenza sociale.523
Va pure rifiutato il ricorso ai mezzi contraccettivi nelle loro diverse forme: 524 tale rifiuto si fonda su una corretta e integrale concezione della persona e della sessualità umana 525 ed ha il valore di un'istanza morale a difesa del vero sviluppo dei popoli.526 Le stesse ragioni di ordine antropologico giustificano, invece, come lecito il ricorso all'astinenza periodica nei periodi di fertilità femminile.527 Rifiutare la contraccezione e ricorrere ai metodi naturali di regolazione della natalità significa scegliere di impostare i rapporti interpersonali tra coniugi sul reciproco rispetto e sulla totale accoglienza, con positivi riflessi anche per la realizzazione di un ordine sociale più umano.
[234] Il giudizio circa l'intervallo tra le nascite e il numero dei figli da procreare spetta soltanto agli sposi. È questo un loro diritto inalienabile, da esercitare davanti a Dio, considerando i doveri verso se stessi, verso i figli già nati, la famiglia e la società.528 L'intervento dei pubblici poteri, nell'ambito delle loro competenze, per la diffusione di un'appropriata informazione e l'adozione di opportune misure in campo demografico, deve essere compiuto nel rispetto delle persone e della libertà delle coppie: non può mai sostituirsi alle loro scelte; 529 tanto meno lo possono fare le varie organizzazioni operanti in questo settore.

larus ha detto...

Parte 3/3
DAL CATECHISMO DEGLI ADULTI DELLA CEI:
[1060] È dunque necessaria innanzitutto un’adesione di principio alla fecondità. Purtroppo, nel nostro paese, tale adesione non è scontata. Molte coppie hanno paura di accettare anche un solo figlio. La fondamentale adesione alla fecondità deve poi attuarsi in modo responsabile davanti a Dio. Occorre regolare di comune accordo, senza grettezza e calcolo utilitaristico, il numero e il momento opportuno delle nascite, considerando il bene dei coniugi stessi, l’educazione dei figli che nasceranno e di quelli già nati, le condizioni generali della società. D’altra parte bisogna rispettare il duplice significato oggettivo dell’atto coniugale. È autentico solo il comportamento che mette insieme la responsabile regolazione delle nascite e la disponibilità effettiva ad accogliere la vita.

[1061] In vista di una procreazione responsabile, si può regolare la fertilità attraverso la continenza periodica, che tiene conto dei tempi fecondi e infecondi della donna. C’è chi si chiede se anche qui non ci si trovi di fronte a un artificio. Il ricorso ai ritmi naturali rispetta invece la completa verità oggettiva, non solo biologica ma anche simbolica, dell’atto sessuale; nello stesso tempo favorisce la crescita di altri valori: dominio di sé, rispetto dell’altro, dialogo, tenerezza. Al contrario i mezzi contraccettivi, quale che sia l’intenzione soggettiva, rendono oggettivamente falso il gesto dell’amore coniugale. Per di più molto spesso non si tratta di contraccettivi, ma di abortivi mascherati.

[1062] La castità coniugale è una conquista. Occorre riconoscere umilmente che la prassi è al di sotto dell’ideale; però la nostra debolezza non può essere la misura del bene e del male. D’altra parte bisogna essere comprensivi, soprattutto in questo ambito: forti condizionamenti psicologici, familiari e culturali, possono diminuire notevolmente la responsabilità personale. Alcune coppie ritengono impraticabile per loro la continenza periodica. Altre non vedono nessun male nella contraccezione. Altre rimangono perplesse tra le esigenze dell’armonia coniugale e il rispetto della finalità procreativa, temendo di sbagliare qualunque cosa scelgano. Occorre aiutare queste persone a fare dei passi in avanti nella giusta direzione, secondo le loro capacità. A che cosa è dovuto il loro comportamento? Implica egoismo e rifiuto della fecondità? Ritengono di aver fatto quanto potevano? Potrebbero sperimentare senza grave difficoltà e senza pericolo i metodi naturali? Devono essi per primi valutare la situazione della loro coscienza, aprendosi sempre più con fiducia all’insegnamento della Chiesa.


Credo che non ci sia nulla da eccepire sulle perplessità di tanti “rovinati” dal CNC che dicono di voler ascoltare gli insegnamenti del Magistero.

Michela ha detto...

rispondo a Mic.
Certo, è un concetto protestante,
perchè l'aspetto della Carità è risolto solo come un generico 'liberarsi dei soldi' ( con le decime e collette varie),
e non come Carità che mi chiama in prima persona e mi sollecita in modo creativo ( secondo i bisogni delle persone che incontro nella mia strada)e quindi in modo sempre sempre diverso.

Alle volte penso che è meglio che i nostri amici ncn continuino a tenere gli occhi chiusi, perchè è devastante scoprire quanto il cammino sia lontano dalla vera Vita cattolica.

Caterina63 ha detto...

E' uscito il nuovo MP sulla nuova evangelizzazione...i punti chiave DEGLI ARTICOLI, fra altri, sono:

- la diffusione e l'attuazione del Magistero pontificio relativo alle tematiche connesse con la nuova evangelizzazione;

- l'uso del Catechismo della Chiesa Cattolica quale STRUMENTO DI EVANGELIZZAZIONE...


http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9219580&a=2#last

P.S.
chiedo venia per l'OT e seguo con il Rosario la vicenda narrata in questa triste esperienza...

Mic ha detto...

Dice Michela:

l'aspetto della Carità è risolto solo come un generico 'liberarsi dei soldi' ( con le decime e collette varie),
e non come Carità che mi chiama in prima persona e mi sollecita in modo creativo ( secondo i bisogni delle persone che incontro nella mia strada)e quindi in modo sempre sempre diverso.


infatti la Carità non significa dare soldi o cose materiali o solidarietà per appartenenza, ma "dare se stessi" come ha fatto il Signore... e se insieme ai soldi e alle cose materiali, nelle quali a volte si concretizza la carità non c'è anche questo dono di noi stessi, è solo beneficienza, fatto lodevole, ma puramente umano, non Carità cristiana...

Emozioni_2009 ha detto...

Scusate, ma qui si pubblicano solo le critiche negative sul cammino neocatecumenale mentre i commenti positivi non vengono pubblicati perchè non approvati dall'autore del blog?
Mah...
Grazie!

Mic ha detto...

se per commento positivo intendi un tuo spot di qualche giorno fa, puoi rinviarlo: è il programma che non so perché non lo ha 'passato'... non l'ho copiato-incollato come faccio di solito, proprio perché l'ho considerato uno spot pubblicitario che non apportva nessun contributo di riflessione.

se lo rimandi non ho nessuna difficoltà a pubblicarlo e a dimostrarti perché è uno spot

Anonimo ha detto...

vorrei solo precisare che il concetto di "apertura alla vita" è valido non solo per le coppie che possono avere figli ma è valido per tutti e a tutte le età perchè significa ESSERE APERTI ALLA VOLONTà DI DIO (!!!) e ciò non significa assolutamente sfornare quanti più figli è possibile...sarebbe semplicissimo raggiungere la santità in questo modo no??! ;)
poi vorrei aggiungere che le coppie sono chiamate a vivere una PATERNITà E MATERNITà RESPONSABILE, probabilmente vengono solo spronate dai catechisti a non mettere come freno la propria PAURA, semplicemente fidarsi di Dio! ciò non vuol dire che si mettono al mondo 100 figli anche perchè sappiamo tutti che non è così semplice e immediato aspettare un figlio (tante coppie provano a lungo prima di riuscire a concepire!!).
infine vorrei chiarire un concetto semplicissimo: non viene fatto nessun lavaggio del cervello (sarebbero tutti totalmente cretini quelli che lo seguono e gli stessi papi che lo appoggiano) ma le frasi e i consigli vanno poi meditati con la propria intelligenza e DI CERTO NON VANNO ESTRAPOLATI DA UN DISCORSO E PUBBLICATI FREDDAMENTE QUI...nel rispetto di tutti!
a volte penso che l'invidia ti porta a disprezzare coloro che fanno una scelta diversa dalla tua e sono felici e sereni nonostante le difficoltà...interrogatevi sulla vostra posizione! ;)

Mic