venerdì 29 ottobre 2010

Il Sinodo per il MO e il Cammino neocatecumenale

Pubblico questo stralcio da Zenit, con la dichiarazione di Don Nicola Bux sul comportamento del cammino neocatecumenale in ragione della sua presenza in Terra Santa e negli altri paesi di Tradizione Orientale, [vedi anche] che ci ricollega a quanto da noi segnalato in thread precedenti sulla Proposizione n.39 e alla Lettera dei Vescovi di Terra Santa agli iniziatori del Cammino nc (ingrandendo l'immagine a lato è ben visibile la Channunkkiàh, il candelabro ebraico sulla enorme 'mensa' al posto della Croce)

ROMA, mercoledì, 27 ottobre 2010, (ZENIT.org).- Al di là delle polemiche che sono state sollevate da alcuni organi di stampa a favore o contro ebrei e musulmani, il Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente è stato un successo e porterà molti frutti. Questa la valutazione di don Nicola Bux, professore di Liturgia orientale e di Teologia dei sacramenti alla Facoltà Teologica Pugliese, presente al Sinodo in qualità di delegato nominato dal Pontefice Benedetto XVI.
Don Nicola Bux che ha insegnato anche a Gerusalemme e Roma è consultore delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e per le Cause dei Santi e consulente della rivista teologica internazionale "Communio". E' anche consultore dell'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice. ZENIT lo ha Intervistato.
[...]
Domanda: Mentre molti cristiani emigrano, cresce la presenza dei movimenti ecclesiali, come per esempio il Cammino Neocatecumenale...
Don Nicola: I movimenti sono una grande risorsa. La Chiesa li riconosce anche per lo slancio missionario delle famiglie che con abnegazione sacrificio lasciano tutto e vanno in missione in terre lontane e ostili per far conoscere Gesù Cristo.
Ma l’attenzione che alcuni movimenti devono avere è quello di sottomettersi umilmente alla Chiesa in quei luoghi, fare riferimento ai Vescovi e accettare di morire e rinascere. Devono conoscere la lingua e poi capire di inserirsi dentro l’alveo culturale, storico e liturgico.
I movimenti non possono esportare in Oriente usanze occidentali soprattutto quando queste usanze sono l’esito di una creatività liturgica non disciplinata dalla Chiesa romana. E questo potrebbe creare confusione e danni.
I movimenti devono incarnarsi nella liturgia locale e anche quando provenienti dall’Occidente celebrano la liturgia romana, lo devono fare senza stravaganze.

In queste parole ci sono condensate e confermate tutte le nostre denuncie sul cammino nc e quanto anche recentemente sostenuto e riportato sul Sinodo e sulla Lettera dei vescovi di Terra Santa, che su Wikipedia il Cammino esibisce nel suo incipit incoraggiante, omettendo tutta la parte prescrittiva; il che non appare altro che come un trofeo, peraltro falso, che diventa pubblicità ingannevole... Se poi la celebrazione di quel rituale comportasse solo delle stravaganze, mi pare che si usi un eufemismo. Ma già il fatto di rompere l'assordante silenzio della Curia su questo, appare un dato positivo.

Tra l'altro, a completamento della discussione del thread precedente, non sembra che lo statuto autorizzi l’uso di simboli e stili liturgici ebraici . Tanto più in riferimento alla Redemptionis Sacramentum, n.79 - Infine, va considerato nel modo più severo l’abuso di introdurre nella celebrazione della santa Messa elementi contrastanti con le prescrizioni dei libri liturgici, desumendoli dai riti di altre religioni. La domanda posta in merito viene regolarmente elusa, e questo già basta a qualificarla come tabù per molti nc. Speriamo non per tutti. E' però un nodo saliente dal quale non si può prescindere perché svela la natura vera del cn.

113 commenti:

Mic ha detto...

Don Bux, pone come soggetto i movimmenti ma è evidente che si riferisce la Cnc, oggetto diretto della domanda. Ne deduco:

1. come già nelle parole del Papa, il cammino viene uniformato agli altri movimenti, anche se di è dato una sua identità e anche se nessun movimento ha introdotto sue catechesi, prassi e perfino un diverso rituale

2. vien detto testualmente "devono morire e rinascere". Nel linguaggio spirituale il significato è ben esplicito: devono rinunciare alle loro parti non 'purificate' e rinascere nuovi secondo una autentica ecclesialità, con tutto quanto questo comporta...

3. si riconosce che in Terra Santa il cammino 'deborda', dal momento che ne vengono delineati i limiti, e -benché detto in modo eufemistico- si menzionano le "stravaganze" del rito

.... il resto a domani

Mic ha detto...

... e anche a voi!

Urlodeldrago ha detto...

A me questo sembra l'ennesimo riconoscimento ed apprezzamento per il cammino neocatecumenale.
Se poi si dovesse limare qualcosa, come già in passato è stato fatto, non significa che si debba distruggerlo del tutto, come qualcuno vorrebbe.
Sii fedele alla chiesa e la chiesa ti sarà fedele!

Emma ha detto...

In effetti se don Bux, parla dei movimenti in generale, quale altro movimento porta con sè ciò che don Bux definisce "stravaganze", i risultati della sua creatività liturgica che l`autorità romana, aggiungo, non è ancora riuscita a disciplinare?
Quale altro gruppo non si incarna nella liturgia locale, ma importa le proprie prassi e finisce per portare i cattolici di quelle Terre ad "incarnarsi"in esse?

Se don Bux RICORDA che i movimenti"Devono conoscere la lingua e poi capire di inserirsi dentro l’alveo culturale, storico e liturgico.", a quale altro movimento i vescovi di Terra Santa hanno scritto, hanno dovuto scrivere per ricordare questa legge elementare e fondamnetale?

La risposta è una sola e la conosciamo.
I problemi creati dal cammino nc sono reali e non frutto dell`immaginazione.
Eppure questi problemi e la confusione(aggiungo divisione) portate dal cammino nc vengono coperti dal silenzio, a questo punto dico complice, di chi dovrebbe vigilare in modo attivo e responsabile.
Eppure il cammino nc continua ad esportare le sue prassi ovunque vada e l`opera di purificazione, raddrizzamento, annunciata e auspicata dal Papa non sembra voler cominciare.

Emma ha detto...

Quale altro movimento si è creato una propria Liturgia, rifiutando quella della Chiesa cattolica?

Quale altro movimento si è creato un proprio "direttorio catechetico" opera dell`iniziatore?

Quale altro movimento può permettersi di continuare a conservare e imporre il segreto su dei testi che sono alla base di un itinerario definito di formazione cattolica?

Come può essere definito itinerario di formazione cattolica un movimento che che ha rifiutato le prassi cattoliche per crearne delle nuove, totalmente nuove,altre?

Come può essere definito itinerario di formazione cattolico un movimento che diffonde un insegnamento altro, zeppo di gravissimi errori teologici, contrario, su punti essenziali, all`insegnamento cattolico?

E come può questo movimento andare ad inquinare perfino le Liturgie e tradizioni del Medio Oriente?

Chi permette che questo scandalo continui come prima e peggio di prima?

Mic ha detto...

Tanto più in riferimento alla Redemptionis Sacramentum, n.79 - Infine, va considerato nel modo più severo l’abuso di introdurre nella celebrazione della santa Messa elementi contrastanti con le prescrizioni dei libri liturgici, desumendoli dai riti di altre religioni.

sottolineo che quando noi richiamiamo il Magistero, come in questo caso - ed è soltanto uno degli aspetti problematici del rito che abbiamo analizzato uno per uno in altri doecumenti - non è per mera attenzione ad elementi 'formali', ma nella consapevolezza che dietro la 'forma' c'è una sostanza e quindi una teologia diverse. Perché lex orandi lex credendi e la spiritualità delle persone si sviluppa e matura a seconda di come vive il culto e soprattutto di QUALE culto vive...

Chi e perché continua a permettere tutto questo, che alla fine si traduce in intere generazioni dalla spiritualità deviata?

Mic ha detto...

... con l'aggravante di un serio rischio di 'inquinamento' di comunità, come quelle orientali, antiche di millenni, che sono già provate da crisi endemiche per altri motivi prevalentemente politici?

Caterina63 ha detto...

Se si è mosso anche mons. Nicola Bux il quale lavora per la Riforma, CHIAMATO DAL PONTEFICE a questo ruolo, vuol dire anche che le nostre speranze sono state ben riposte....e laddove avanzano le tenebre, la vera LUCE non manca mai....e vuol dire che stiamo lavorando bene anche noi....
Coraggio!!
la miglior arma di difesa contro le tenebre e FAR CONOSCERE LA VERITA' e la realtà delle tenebre...
^__^

Caterina63 ha detto...

Cara Emma, so di non attirarmi simpatie ^__^ e Mic mi sopporta forse perchè avendomi conosciuta di persona sa che cerco di andare sempre oltre certi problemi concreti, quindi perdonami se risulterò spesso bastian contrario, ma non è propriamente così!

Quando parliamo di PERMISSIONE dobbiamo purtroppo fare i conti con un Concilio che ha MODIFICATO l'andamento della Chiesa e che piaccia o meno questo è stato accettato anche dalla FSSPX ossia, indietro NON si torna, ma guardando avanti possiamo migliorare...

Ora la Chiesa in sè che è UNA SANTA E CATTOLICA non ha mai permesso la deriva....l'ingarbugliamento, come ben sappiamo, proviene dall'ambiguità del linguaggio di certi Documenti molti dei quali NON appartengono al Concilio, ma che furono FRUTTO di questa ambiguità INTERPRETATIVA colpa della quale SI E' PERMESSO che ciò che era in verità eresia, finisse per essere TOLLERATA...

Come ben sappiamo NON tutti i Vescovi, Cardinali, la pensano così, abbiamo le prove che perfino diverse Congregazioni episcopali regionali italiane SI OPPOSERO al CNC, ma la PERMISSIONE avanzata dal Concilio li ha TOLLERATI andando ben oltre il limite della tolleranza...
Di chi è la colpa?
senza dubbio DEI PASTORI!
e senza dubbio dire che Giovanni Paolo II come Paolo VI commisero degli errori, è legittimo e non mina la loro venerabilità per altre questioni...

Benedetto XVI che indietro NON può tornare neppure lui, lo sta facendo tuttavia con piccoli passi a cominciare dalla famosa Lettera del cardinale Arinze e la stessa promozione del cardinale Ranjit dopo per altro la sua Lettera di RIFORMA nello Sri Lanka a riportare la comunione in ginocchio ed alla bocca, ci dice chiaramente l'attenzione del Papa a volersi circondare sempre di più di AIUTI CHE LO ASCOLTINO E METTANO IN PRATICA LA SUA RIFORMA....

Quanto si è detto al Sinodo, giustamente, genera perplessità e paure....e facciamo bene a non abbassare la guardia, ma non illudiamoci perchè al momento tale movimento neocatecumenale NON sarà affatto bloccato, tuttavia NON DOBBIAMO PERDERE LA SPERANZA a che tale movimento subirà degli sviluppi e dei cambiamenti che lo stesso Pontefice vuole!!
In un Sinodo se ne dicono tante, e tanti errori si faranno, non è la prima volta, ma ciò che a noi deve importare sono i DOCUMENTI anche se sembra che nessuno li legga e li applichi!
e del resto questa è l'unica speranza che realmente abbiamo ^__^

A questo ed altri movimenti sarà dunque PERMESSO di continuare ad esistere... e la "colpa" non è di uno solo....ma DI UN SISTEMA SUBENTRATO E PER IL QUALE CI VORRA' UN ALTRO CONCILIO PER DEPENALIZZARLO....perchè fino a quando non ci sarà UN PRONUNCIAMENTO UFFICIALE il quale oggi come oggi, dopo il Concilio, lo si fa attraverso LA COLLEGIALITA', non ci sarà altro da fare che continuare a sperare, PREGARE e divulgare I VERI DOCUMENTI, unico materiale a nostra disposizione per METTERE IN GUARDIA I FEDELI DAI FALSI MAESTRI....

E' la BUONA BATTAGLIA che si combatte appunto non contro le persone, ma contro lo spirito delle tenebre che ovviamente si serve di certe persone che comunque sia NON ABBATTERANNO MAI LA CHIESA ^__^

Attendo CON FIDUCIA il Documento finale del Sinodo....quello sarà per me la vera bussola e per questo temo piuttosto ad un gravoso RITARDO come sta avvenendo per il recente Sinodo sulla Sacra Scrittura del quale attendiamo ancora il pronunciamento finale del Papa che non è ancora giunto!!
Sembra che il Papa voglia fare un UNICO DOCUMENTO fra questi due Sinodi e l'avvicendarsi del nuovo Dicastero sulla Nuova Evangelizzazione....
speriamo bene, ne sono sicura!!

^__^

Caterina63 ha detto...

OT importante....
è in unscita un nuovo libro di Nicola Bux:
http://paparatzinger3-blograffaella.blogspot.com/2010/10/come-andare-messa-e-non-perdere-la-fede.html

COME ANDARE ALLA MESSA E NON PERDERE LA FEDE...

il titolo è volutamente provocatorio, così lo descrive Tornielli:

Titolo volutamente provocatorio per un libro serio che, presentando le origini e la storia della messa cattolica – nella sua versione ordinaria del rito romano scaturita dalla riforma conciliare, e nella sua forma antica, ripristinata da Benedetto XVI – la paragona alla liturgia orientale e ne approfondisce il significato.
Un libro che s’inserisce nella scia dei contributi che intendono favorire quella «riforma della riforma» liturgica (espressione oggi politicamente scorretta, nonostante sia stata coniata da un certo cardinale Joseph Ratzinger) auspicata da quanti vogliono recuperare, pur senza sguardi nostalgici al passato, una maggiore sacralità del rito, e mettere fine ai non rari abusi.


^__^ regaliamolo ai catechisti dell'esercito kikiano...e facciamone dono ai neocatecumenali, sperando che i catechisti glielo lascino leggere ^__^

Mic ha detto...

Cara Emma, so di non attirarmi simpatie ^__^ e Mic mi sopporta forse perchè avendomi conosciuta di persona sa che cerco di andare sempre oltre certi problemi concreti, quindi perdonami se risulterò spesso bastian contrario, ma non è propriamente così!

io non ti sopporto, ti conosco e riconosco in te una fede viva e una fedeltà alla Chiesa indefettibile.

Penso che una differenza tra te e me è che partiamo da esperienze diverse e da parte mia c'è una conoscenza più diretta e approfondita del cammino: una consapevolezza che si traduce in un impegno più 'connotato' che tuttavia non esclude tutto il resto della realtà ecclesiale. Anzi!

Per il resto, attendiamo il documento!

Ma, purtroppo, abbiamo la concreta esperienza che i documenti, da soli, non scalfiscono di una virgola questa realtà così ormai radicata e consolidata, che nessuno di noi vuole sopprimere, d'altronde non è nostro compito: non facciamo altro che parlar cattolico, per diffonderlo e informare sul cammino per mettere in guardia.

Il discorso riferito alle persone e che non siamo contro nessuno mi sembra ormai superfluo perché dovrebbere essere più che evidente.

la nostra insistenza è direttamente proporzionale alla eversività di questa realtà, nella consapevolezza che non siamo noi a salvare la Chiesa, ma che il Signore può servirsi delle nostre povere parole e del nostro impegno per slavare qualche pecora smarrita o a rischio di smarrimento...

basta leggere con attenzione i contenuti del post di "Urlo.." sopra riportati per rendersi conto della portata del travisamento della realtà e di quanto sia subdolo e drammaticamente ingannevole il loro porsi per chi non ha gli strumenti per riconoscere le storpiature e leggere anche tra le righe tutto quel che c'è dietro

Mic ha detto...

Scusatemi ho tralasciato delle parti e devo ripostare la lunga analisi delle parole di "Urlo.."

Riporto qui, con le mie risposte, un post di “Urlo...”. Era per il thread precedente, ma lì si sarebbe perso nel gran numero di interventi, ma lo trovo pertinente anche qui per le affermazioni che fa che mettono in luce più di quanto lui certamente non immaginasse come il cammino deforma le persone attraverso insegnamenti e prassi non cattoliche :

Leggo con interesse gli interventi e comunque mi conforta sapere che tutti quelli che scrivono qui sono in buona fede. Siccome però ci leggono anche i fratelli più piccoli ... ossia quelli che non devono essere scandalizzati ... è necessario fare un pacato confronto.

Questa è la ragione principale per cui certe persone intervengono qui: i cosiddetti “fratelli più piccoli che non devono essere scandalizzati” sono coloro che non possono e non devono incontrare nulla che metta in dubbio la validità del cammino. Se davvero avessero preoccupazione per le persone, al di là delle eresie che forse non sono in grado di riconoscere, si scandalizzerebbero per certi ‘scrutinii’ nonché per lo strapotere dei catechisti anche sui presbiteri e cercherebbero di evitare la violazione delle coscienze e la indebita intromissione nelle vite e nelle famiglie degli appartenenti al cammino. Ed ecco gli argomenti di “Urlo…”

Dice Stefano:
"Se davvero "Urlodeldrago" cerca chiarimenti, e magari ci stiamo solo fraintendendo nello scriverci, non si possono definire di "poco conto" i problemi antiliturgici e anticattolici del CnC, e il suo pseudo-filoebraismo ... " e prosegue citando la Istruzione Redemptionis Sacramentum.


Sorvola completamente sulla Redemptionis Sacramentum, che evidentemente non li riguarda, perché –dicono i catechisti- loro hanno gli indulti (anche quelli che si sono presi come fatti compiuti) e prosegue:

La mensa eucaristica NON è un tavolo da pranzo.
Forse potrebbe essere intesa come derivata dalla mensa pasquale del seder; ma anche in quel caso questa NON la si intende come una tavola da pranzo.
Protestanti e Luterani qui credo che non ci siano e quindi il significato e il valore della celebrazione eucaristica è intatto.


Ammette (con un forse seguito da un’affermazione che è una excusatio non petita) la derivazione dal seder ebraico, sostenendo che anche in quel caso la mensa non è una tavola da pranzo. Ma il Sacrificio di Cristo, che è stato istituito nel corso di un Seder pasquale ebraico, è tutt’altro e va ben oltre la Pasqua ebraica, e rivivere quanto richiama l’esodo e la pasqua ebraica, snatura completamente proprio il Sacrificio di Cristo, per la nostra Redenzione. Redenzione che per i neocat si realizza alla kicarmeniana maniera in virtù della mera appartenenza e pratica del cammino...
Urlo esclude gli influssi protestanti e luterani, che invece sia riguardo alla mensa, sia in riferimento alla “transignificazione” insegnata da Kiko (abbiamo riportato in vari documenti le sue precise parole, che molti di noi hanno ascoltato) oltretutto non fa altro che coprire l’imbastardimento simbolico more iudaico. Vedi Kiko intervista del 13 giugno 2008: “ Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”.

... segue

Mic ha detto...

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Eppoi, non per essere ripetitivo, occorre ribadire che anche il Papa ha presieduto eucarestie con le comunità e quindi con una mensa eucaristica: come è stato chiesto in sede di revisione di ricevere il pane e il vino consacrati stando in piedi (e così si è fatto) perchè non è stato chiesto di evitare la mensa in mezzo alla sala standone seduti intorno? Suppongo perchè non sarà difforme ai libri liturgici.

Di certo le eucaristie ‘presiedute’ dal Papa si sono svolte come normali NO, con l’unica variante della comunione sotto le due specie (che peraltro si fa anche in altri contesti). Le indicazioni del Papa sono quelle della Lettera di Arinze che raccomanda di seguire le prescrizioni dei libri liturgici. A questo proposito riporto ancora dalla Redemptionis Sacramentum, 77. “In nessun modo si combini la celebrazione della santa Messa con il contesto di una comune cena, né la si metta in rapporto con analogo tipo di convivio. Salvo che in casi di grave necessità, non si celebri la Messa su di un tavolo da pranzo[159] o in un refettorio o luogo utilizzato per tale finalità conviviale, né in qualunque aula in cui sia presente del cibo, né coloro che partecipano alla Messa siedano a mensa nel corso stesso della celebrazione."

"Li fece sedere a gruppi di 50...": questa frase non ci dice qualcosa in tal senso?
La mensa NON la ritengo una "giudaizzazione" del cristianesimo ma un segno che aiuta i partecipanti a vivere in comunione tra loro intorno all'unico pane e all'unico vino.


Prima fa un evidente riferimento biblico - che la Chiesa non ha mai preso in considerazione riguardo alle sue prassi e che è del tutto strumentale al cammino - richiamando la moltiplicazione dei pani e l’episodio evangelico dal quale sembra derivare l’allusione alla consuetudine di formare comunità con 50 componenti… ma in realtà quel numero di 50 ha echi veterotestamentari riferiti ad Elia non esplicitati qui... è un discorso che porta lontano, da sviluppare a parte.

"vivere la comunione tra loro intorno al'unico pane e l'unico vino", mi pare molto riduttivo della realtà di cui stiamo parlando, sintomatico della enfatizzazione sulla convivialità, tagliando di netto il Sacrificio redentivo, cuore e fulcro del rito cattolico

Mic ha detto...

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Viceversa la messa celebrata soprattutto nelle chiese con il presbiterio molto al di sopra rispetto alla navata e distaccato dall'assemblea non credete che aumenta il distacco tra celebrante e fedeli sicchè questi si sentono più spettatori e meno partecipi della liturgia?

Ah sì? Questa è l’interpretazione-tipo alimentata dai pregiudizi de-formanti inculcati e rafforzati attraverso i catechisti che non conoscono i simboli autentici della fede cattolica: il presbiterio sopraelevato che non è distaccato dall’assemblea, ma l’abbraccia e la include, simboleggia il Calvario e l’indicibile, insostituibile evento che si ri-produce ogni volta che viene celebrata una vera S. Messa. Senza quel Sacrificio, viene tagliata fuori l’Offerta di Cristo al Padre, nel quale c’è anche quella della nostra vita, il Suo Sacrificio espiatorio e Redentivo, senza il quale non ci sarebbe neppure la Risurrezione e la partecipazione (dopo averlo Adorato come gli si deve e ogni cristiano ha connaturato in sé) al Suo Corpo e al Suo Sangue, che si fanno realmente Presenti fino alla fine dei tempi, così come ci ha comandato di fare… “ogni volta che fare QUESTO lo fate in memoria di me (non semplice memoriale, ma riattualizzazione, con tutto ciò che questo meravigliosamente significa e attua per noi…). Può definirisi solo spettatore uno che sa cosa succede, qual è l’evento che si riattualizza, Actio del Signore e non dell’Assemblea, liturgia celeste-terrestre insieme e non solo convivio-fraterno che cementa la solidarietà umana ma non crea la vera comunione che solo il Signore può dare e che ha un aggancio col Soprannaturale completamente assente dalla loro messa in scena?

la comunione non 'si aiuta' con strategie umane (mensa addobbata più confortevole) ma è il Signore a realizzarla tra chi partecipa del Suo Altare: Sacrificio e mensa escatologica insieme. La seconda senza il primo non ha senso e non porta da nessuna parte, tantomeno crea comunione: attenti a non confondere la solidarietà umana, la fratellanza orizzontale ed anche il calore umano e l'affetto che si crea dalla dimestichezza e il senso di appartenenza tra frequentanti la stessa comunità, con la comunione "verticale" perché viene dal Soprannaturale ed è opera del Signore che è tutto questo ma anche qualcosa di più... qualcosa di teologale, di spirituale, che trasforma i rapporti in relazioni davvero vive e vitali e non dice devo amare il nemico; ma amo il mio nemico perché è la connaturalità a Cristo che mi ci porta... ognuno può verificare se nella sua comunità c'è il primo o il secondo tipo di comunione e questo può portarlo a interrogarsi...

Mic ha detto...

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Non sto dicendo che questo è un errore, ovviamente, ci mancherebbe, anzi tutt'altro; ma di questi tempi in cui molti fedeli hanno una fede un pò annacquata, all'acqua di rose, distaccata, secolarizzata, il segno di celebrare in un ambiente più racchiuso potrebbe aiutare a farli sentire più partecipi.

Balle colossali. Bastano poche essenziali parole per dire CHI E’ il Signore, COSA ha fatto per noi e COSA ACCADE nella vera S. Messa e nessuna fede di chi è veramente disposto ad accogliere la Verità, può rimanere annacquata all’acqua di rose, distaccata, secolarizzata... tutti sentimenti che, del tutto gratuitamente e in maniera autopromozionale, i neocat indebitamente attribuiscono anche a noi cosiddetti “cristiani di serie B”... e non sanno che, se chi dà questo autentico Annuncio cristiano, ha il cuore acceso dalla Realtà viva di cui parla, la rende Presente ed è lo Spirito che la accende anche nei cuori disposti all’ascolto. La cosa prioritaria da fare è suscitare le domande esistenziali e spirituali fondamentali, innestare su queste l’Annuncio sopra ricordato: il resto è Opera dello Spirito Santo, non di metodi, strategie, segni accattivanti e coinvolgenti. E non ci vogliono anni di martellanti catechesi, per il primo annuncio bastano poche ore: il resto è tutta normale vita sacramentale nella Chiesa, approfondimenti (lectio od altro) sotto la sua guida di sacerdoti e persone ‘formate’ e non di megafoni come quelli che incontriamo qui!

Questa citazione è un po’ lunga, ma molto rivelativi ed essenziale per confermare quanto sostengo: sono parole di Ratzinger, oggi il nostro Papa. Da “Rapporto sulla Fede”. A pag. 130 leggiamo: «La Liturgia non è uno show, uno spettacolo che abbisogni di registi geniali e di attori di talento. La Liturgia non vive di sorprese “simpatiche”, di trovate “accattivanti”, ma di ripetizioni solenni. Non deve esprimere l’attualità e il suo effimero ma il mistero del Sacro. Molti hanno pensato e detto che la Liturgia debba essere “fatta” da tutta la comunità, per essere davvero sua. È una visione che ha condotto a misurarne il “successo” in termini di efficacia spettacolare, di intrattenimento. In questo modo è andato però disperso il proprium liturgico che non deriva da ciò che noi facciamo, ma che qui accade. Qualcosa che noi tutti insieme non possiamo proprio fare. Nella Liturgia opera una forza, un potere che nemmeno la Chiesa tutta intera può conferirsi: ciò che vi si manifesta è l’assolutamente Altro che, attraverso la comunità (che non è dunque padrona ma serva, mero strumento) giunge sino a noi. Per il cattolico, la Liturgia è la Patria comune, è la fonte stessa della sua identità: anche per questo deve essere “predeterminata”, “imperturbabile”, perché attraverso il rito si manifesta la Santità di Dio. Invece, la rivolta contro quella che è stata chiamata “la vecchia rigidità rubricistica”, accusata di togliere “creatività”, ha coinvolto anche la Liturgia nel vortice del “fai-da-te”, banalizzandola perché l’ha resa conforme alla nostra mediocre misura».

Ho saputo che questo segno lo stanno recuperando in molte chiese a prescindere dal cammino, proprio per avvicinare il rapporto tra celebrante e fedele.

Se così è si fa di questa ‘vicinanza’ una questione di mero ‘spazio’ materiale o di ‘metodi di approccio’, perché si è perso il legame, il senso profondo della Realtà Viva, cioè il Signore di cui la Chiesa è portatrice... la Chiesa, quella vera, non la sua rappresentazione scenica che diventa scimmiottatura ed è quindi vuota di contenuti autentici

Inoltre il vero rapporto non è tra celebrante e fedele, ma di Celebrante e fedele, insieme, con Cristo Signore...

Mic ha detto...

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Io vedo che molti ragazzi (mi riferisco soprattutto a chi, pur se battezzato, viene dall'esterno) che entrano in una sala addobbata per l'eucarestia si sentono più accolti e partecipi rispetto a quando entrano in chiesa, e una volta riscoperti alcuni segni poi entrano in chiesa con altro punto di vista, e la imparano ad amare anche in quei segni prima non compresi (altare, tabernacolo, ecc...).

Insegnate a conoscere e ad amare Cristo Vivo e Vero, non segni che, con la scusa di ‘introdurre’, portano poi da tutt’altra parte!!!
E, conoscendo il cammino posso affermare che questa è una menzogna perché nel cammino nessuno potrà mai portare ad amare quei “segni non compresi”, ma soprattutto la Realtà che essi significano, perché sono segni che Kiko irride: “noi non abbiamo altari”, e l’irrisione del Tabernacolo, trasformato in Arón ha-Kodesh: "armadio sacro". È l'armadio posto sulla parete orientale della sinagoga, volta verso Gerusalemme. Vi sono custoditi i rotoli della Torah, rivestiti dei loro ornamenti. Cosa custodisce infatti, se non la Torah vestita more iudaico, il famoso “Tabernacolo a due piazze” di quello che in ogni centro neocatecumenale è il “Santuario della Parola” e non la “Cappella del Santissimo”?

Mic ha detto...

dice ancora "Urlo...." riferendosi alle parole di Don Bux

A me questo sembra l'ennesimo riconoscimento ed apprezzamento per il cammino neocatecumenale.
Se poi si dovesse limare qualcosa, come già in passato è stato fatto, non significa che si debba distruggerlo del tutto, come qualcuno vorrebbe.
Sii fedele alla chiesa e la chiesa ti sarà fedele!


classico risultato della griglia di lettura neocat che non vede i riferimenti e richiami precisi, non riconosce né vuol prendere atto delle correzioni, non applica l'uso di ragione, ma procede a testa bassa secondo l'imprinting ricevuto...

Urlodeldrago ha detto...

"classico risultato della griglia di lettura neocat che non vede i riferimenti e richiami precisi, non riconosce né vuol prendere atto delle correzioni, non applica l'uso di ragione, ma procede a testa bassa secondo l'imprinting ricevuto...".

Aveva ragione chi mi aveva messo in guardia preannunciandomi i pregiudizi ai quali sarei andato incontro in questo blog.
Eppure il testo è chiaro e parte da un apprezzamento dell'opera dei fratelli del cammino nelle loro missioni.
Una attenta lettrice avrebbe evidenziato come pur se vi sono carismi, vi sono anche alcuni elementi da rivedere; una mente invasa da pregiudizio invece ribalta la cosa dicendo che il cammino neocatecumenale è tutto da ditruggere.
E' questa la verità che professa il blog?
Grazie!

Mic ha detto...

Aveva ragione chi mi aveva messo in guardia preannunciandomi i pregiudizi ai quali sarei andato incontro in questo blog.

bene, continui pure così

Eppure il testo è chiaro e parte da un apprezzamento dell'opera dei fratelli del cammino nelle loro missioni.

OK. il testo parte da un apprezzamento, che abbiamo sempre condiviso per quelle persone generose che lasciano tutto per il Signore e forse troppo tardi si accorgono di farlo solo per il cosiddetto "cammino"... ma la chiarezza del testo consiste anche nel fatto che poi dice qualcosa d'altro, che coincide con quanto rileviamo noi e hanno rilevato i vescovi di Terra Santa. O no?

Allora, sono io che ho i pregiudizi come tutti i miei compagni di esperienza e di impegno o è lei che è neocatecumenale e non sa vedere più in là di questo?

Una attenta lettrice avrebbe evidenziato come pur se vi sono carismi, vi sono anche alcuni elementi da rivedere; una mente invasa da pregiudizio invece ribalta la cosa dicendo che il cammino neocatecumenale è tutto da ditruggere.
E' questa la verità che professa il blog?


guardi che i carìsmi per essere autentici "doni dello Spirito", devono essere "per tutti" e non solo per pochi eletti.

un attento lettore guarda TUTTO il messaggio e non solo la parte che fa comodo vedere... e lo fa con onestà intellettuale e non con i paraocchi come dimostra di star facendo lei

Dove ha visto scritto che il cammino sia tutto da distruggere?
Nessuno qui lo ha mai detto.
Se è tutto o solo in parte da distruggere solo il Signore lo sa e sara Lui a provvedere non certo noi... non è per questo che siamo qui!

Mic ha detto...

devo qui approfondire
guardi che i carìsmi per essere autentici "doni dello Spirito", devono essere "per tutti" e non solo per pochi eletti.

c'è da ricordare anche che un vero carìsma fa crescere nella libertà dei Figli di Dio, non nelle imposizioni dei figli secondo kiko e carmen

Emma ha detto...

"Una attenta lettrice avrebbe evidenziato come pur se vi sono carismi, vi sono anche alcuni elementi da rivedere; una mente invasa da pregiudizio invece ribalta la cosa dicendo che il cammino neocatecumenale è tutto da ditruggere".

Chi ribalta?
Il drago urlante neocatecumenale o chi scrive qui?

Don Bux ha parlato dei movimenti in generale,non penso che il cammino si consideri il solo ad avere persone e famiglie che partono in missione, invece, è evidente che quando precisa le condizioni in cui devono svolgersi quelle missioni, don Bux si rifersice al cnc, il solo movimento che porta le sue "stravaganze", si impone e ha grossi problemi ad obbedire.

Il solo movimento che, invece di incarnarsi con umiltà nella Liturgia e nelle tradizioni di quelle terre, culla del cristianesimo, finisce per fare incarnare quei cattolici nelle prassi inventate 40 anni fa da un pittore spagnolo.

Chi ribalta?

by Tripudio ha detto...

A suo tempo avevamo già documentato in una delle nostre traduzioni dal sito ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese l'assurdo comportamento dei neocat in un caso di funerale... i fedeli sbigottiti si domandavano: ma può un funerale essere accompagnato strimpellando chitarre?

Questo è uno dei tanti casi famosi del modo in cui il Cammino non solo esporta modelli "occidentali", ma sceglie quelli di pessimo gusto e li esporta "con forza".

E qui mi sento autorizzato a generalizzare "il Cammino" perché non ho ancora mai avuto notizia di "catechisti" che abbiano almeno preferito fare come fa la Chiesa piuttosto che come impone Kiko.

Ai neocat non importava di scandalizzare i fedeli (che rispetto a noi hanno una diversa considerazione delle chitarre ed una maggior serietà nei funerali), per i neocat l'importante è che in Giappone come a Roma come a Madrid come in qualsiasi altro posto del mondo tutto si faccia alla maniera di Kiko.

Questo è quanto di più lontano dal buon senso dei missionari cattolici. In estremo oriente i missionari hanno sempre valorizzato tutto (per esempio trasformando il culto degli antenati nella devozione ai santi e nel timore della dannazione eterna): solo in questi ultimi decenni la valorizzazione è diventata una pagliacciata... e solo i neocat hanno commesso lo stesso errore ma dal versante opposto (esportare lì le pagliacciate neocat).

by Tripudio ha detto...

Un paio di osservazioni per l'utente che si firma "urlo del drago" (per caso l'urlo è dovuto alla furia di cui al dodicesimo capitolo dell'Apocalisse?)

Prima osservazione: ogni volta che si parla del CNC vien fuori qualche neocat a urlare che sarebbe "un altro riconoscimento e apprezzamento per il CNC".

Il che lascia sbigottito qualunque essere umano ragionevole.

Anche l'ineffabile Gennarini, con una incredibile faccia di bronzo, ebbe a dire che la lettera di Arinze "contenente le decisioni del Santo Padre" (entrate poi nello Statuto definitivo -sebbene incompleto- del CNC) sarebbe stato un "riconoscimento", addirittura "per la prima volta" sarebbero state riconosciute le "variazioni liturgiche" del CNC (cioè gli abusi). Il Papa condannava e Gennarini parlava di riconoscimento: chi dei due aveva ragione?

Basterebbe già questa osservazione a chiudere il discorso, perché si può dialogare con chiunque, ma è impossibile dialogare con chi deliberatamente confonde il bianco e il nero (saranno tutti come Gennarini nel Cammino? saranno tutti "urlo infuriato del drago"?)


Seconda osservazione. Don Bux non può sbilanciarsi più di tanto, eppure parla di "stravaganze", un termine abbastanza pesante e abbastanza noto (sento già qualche CNC "urlare" contro il decennale complotto segreto Bux-Magister-Zoffoli).

Terza osservazione: la "creatività liturgica". Chiedo per curiosità: esiste forse qualche altro movimento che subisce così insistentemente la stessa accusa?

Non risulta che il Regnum Christi faccia "creatività", tanto meno Comunione e Liberazione; il Focolare non è abbastanza stravagante, e il Rinnovamento oggi non sembra essere destinatario di tale accusa. Paradossalmente, per trovare altre "creatività liturgiche", dobbiamo andar cercando non nei movimenti ma in certe parrocchie.

Dunque, visto che Bux parlava di movimenti... sul banco degli accusati resta solo il Cammino, gratificato (come al solito) di questo poco invidiabile "riconoscimento": l'eccesso di creatività liturgica e le stravaganze liturgiche. Proprio ciò che stiamo denunciando da anni.


I "pregiudizi", dunque, sono quelli dell'utente che si firma "urlo del drago".

Noi qui ci limitiamo a riportare i fatti.

Fatti che a poco a poco vengono sempre più allo scoperto, da fonti sempre più autorevoli.

Gli elementi "da rivedere" sono anzitutto il Cammino e tutte le sue innumerevoli storture.

Stefano78 ha detto...

Dice Tripudio

I "pregiudizi", dunque, sono quelli dell'utente che si firma "urlo del drago".



E' difficile discernere "solo" attraverso lo scritto, le sfumature importanti delle personalità.

Ma a mio parere, "UrlodelDrago" è in condizione di "esame di coscienza".
E' l'inizio di un percorso di domande, a cui la coscienza SPERA che si possa rispondere con coerenza, senza smentire nulla del percorso di vita fin qui fatto.

E' una reazione normale. Cercare di risolvere le incoerenze dandogli un motivo che le renda meno "discutibili". E soprattutto è normale anche il "primo interlocutore" dal quale si vorrebbe ricevere una "conferma" (noi), anche se indiretta, che l'incoerenza è solo un'accusa...Tentando di "ridurre" le critiche trovando delle risposte che in qualche modo le "superino". Tipo: "E' vero ma..."

Stefano78 ha detto...

..Lo scritto non è mai uno specchio fedele delle personalità.

Per questo non si può mai essere certi di cosa agiti i cuori di quelli che scrivono.. Anche di quelli apparentemente più veementi..

Stefano78 ha detto...

Dice Urlodeldrago

Una attenta lettrice avrebbe evidenziato come pur se vi sono carismi, vi sono anche alcuni elementi da rivedere

Carissimo fratello mio.

Esiste uno strumento, seppur non perfetto (direi anche ambiguo e certamente non completo), che potrebbe risolvere molti problemi di divisione: il vostro statuto.

Il problema non da poco, è che quello statuto NON RISPECCHIA nulla della prassi del CnC!

Se lo Statuto fosse rispettato, si starebbe in una condizione sicuramente migliore e si potrebbe usare come strumento di vera Comunione

La verità vi farà liberi ha detto...

Cari Osservatori con tutto il rispetto per Mons.Bux,se permettete,vorrei risposndere ad alcune sue affermazioni che non ritengo corrette.Spero non le censuriate.Grazie

Don Bux dice:

Ma l’attenzione che alcuni movimenti devono avere è quello di sottomettersi umilmente alla Chiesa in quei luoghi, fare riferimento ai Vescovi e accettare di morire e rinascere.

La risposta

Anzitutto è noto che il Cammino Neocatecumenale NON E' UN MOVIMENTO.Non è Kiko o Carmen,non siamo noi a dirlo ma il Servo di Dio Giovanni Paolo II(Cnf.Epistola Ogniqualvolta)e lo Statuto del Cammino Neocatecumanele art.1.
Non capisco a cosa si riferisca Mons.Bux quando invita a sottomettersi umilmente ai Vescovi.Il Cammino con attua la sua prassi liturgica in modo abusivo ma con l'approvazione ella Santa Sede.

Proprio stamane ho celebrato l'Eucarestia secondo la prassi del Cammino con il mio Vescovo.

Mons. Bux

Devono conoscere la lingua e poi capire di inserirsi dentro l’alveo culturale, storico e liturgico.
I movimenti non possono esportare in Oriente usanze occidentali soprattutto quando queste usanze sono l’esito di una creatività liturgica non disciplinata dalla Chiesa romana.

risposta

Qui Mons.Bux sbaglia in parte.E' giusto l'invito a imparare la lingua e i costumi locali ma sbagliato dire che la prassi liturgica del Cammino è una
prassi occidentale.La Messa delle Comunità Neocatecumenali è la stessa prevista dalla forma ordinaria del Rito Romano del Messale di Papa Paolo VI con alcuni adattamenti liturgici quasi tutti previsti dal Ord.Generale del Messale Romano o da altri documento liturgici.Altrettanto sbagliato è definire la prassi del Cammino frutto della creatività liturgica non disciplinata dalla Chiesa.Anzitutto gli adattamenti non sono frutto della cratività liturgica ma ,come ho mostrato sul mio blog ,sono adattamenti previsti.Inoltre Mons.Bux sbaglia a dire che non sono disciplinati
dalla Chiesa.La Chiesa permette questa prassi autorizzandola attraverso lo Statuto inoltre anche Giovanni Paolo II e il Card.Ratzinger,che l'attuale Prefetto della Cong.per il Culto Divino attuale Sua Eminenza Card Canizarer Llovera.Quindi come può dire che non sono discipplinati dalla Chiesa?

Mons Bux

E questo potrebbe creare confusione e danni.I movimenti
devono incarnarsi nella liturgia locale e anche quando provenienti dall’Occidente celebrano la liturgia romana, lo devono fare senza stravaganze.

La verità

Quali sarebbero le stravaganze?L'Eucarestia del Cammino è secondo la forma ordinaria del Rito Romano,lo ripeto,con adattamenti permessi dalla Santa Sede.Mons Bux
ci sorprende ancora con le sue stravanganti affermazioni.

Stefano78 ha detto...

Dice Mic a chiusura dell'altro post:

Tra poco inserisco il nuovo thread con le dichiarazioni di Mons. Bux.
Vuoi completarlo per favore, se puoi, con l'esame dell'art 13 (con riferimento pure al comma 3, nota 49), anche alla luce delle riflessioni di cui alla nota del documento linkato?


Come inziammo a dire tempo addietro, lo Statuto va letto nella sua totalità. Il documento riporta gli articoli e le note si riferimento. Esse non sono semplici "annotazioni", ma sono i fondamenti degli articoli che si avvicendano. E questa non è una mia elucubrazione "giuridica", ma è una constatazione sia realistica che "canonica". La prima domanda che la Ragione pone nella lettura di un documento, davanti al rimando alle fonti, è cosa dicano quelle fonti. Domanda che mi posi io stesso nella lettura dello Statuto del 2002, ancora in esperimento. In questo modo si riesce a confrontare la "teoria" con la "pratica".

L'articolo 13 non annulla niente. Non commette nessun "superamento" (anche perchè uno Statuto NON PUO' superare un bel niente, poichè è un documento giuridico PARTICOLARE che non è in grado di abrogare nulla!). Quell'articolo va letto in modo coerente E CON I RIFERIMENTI che lo fondano!

"I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del Vescovo diocesano".

Da questo comma dell'articolo 13 i Nc hanno decretato come "superata" la norma dettata dal Papa ("almeno una Domenica al mese in parrocchia"), e noi gli siamo andati dietro dandogli ragione! Ovviamente criticando questo "affronto" alla Chiesa!

Ma possibile che non si riesca a leggere il Comma per quello che è? Cosa c'è scritto? C'è scritto che le celebrazioni dell'Eucaristia NELLA PICCOLA COMUNITA' si tiene dopo i primi vespri della domenica. "Nella Piccola COmunità"? Perchè questa specificazione? Di quale statuto si sta parlando? NOn si sta parlando dello Statuto del Cammino? E nel Cammino quale prassi è in uso? Non è forse quella di celebrare in "piccole comunità" ogni cosa? NOn si sarebbe potuto scrivere: L'Eucarestia per i Neocatecumeni si celebra dopo i primi vespri della domenica. STOP! No! Si è scritto "NELLA PICCOLA COMUNITA'"! E non solo: si è scritto anche che questa Eucaristia celebrata "nella piccola Comunità" può avvenire solo per disposizione del Vescovo Diocesano! Ma come? Se le celebrazioni del CnC avvengono "normalmente" il Sabato Sera, come dicono un po' tutti, allora che c'entra questo comma? Che c'entra il permesso del Vescovo Diocesano? Non si poteva scrivere semplicemente: le Celebrazioni dell'Eucaristia domenicale per i neocatecumeni avvengono il sabato sera e sono considerate messe vespertine della domenica. STOP. Perchè questa forma dell'articolo?

SEMPLICE! Perchè l'articolo, OVVIAMENTE, recepisce la Lettera del Papa che è a SUO RIFERIMENTO. La celebrazion della Eucaristia in Piccola Comunità si fa il Sabato Sera ed è inserita nella pastorale domenicale parrocchiale (dovrebbe essere svolta negli orari normali delle messe vespertine). Ma ciò non toglie che il Cammino debba partecipare alle Messe DOmenicali "ALMENO UNA VOLTA AL MESE", come da Lettera Papale citata.

"Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa
Sede49. Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie,
i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto."

(continua)

Stefano78 ha detto...

(segue)
Qui si parla ancora delle Eucaristie "nelle piccole comunità". E si esplicita che esse debbono in ogni caso seguire le leggi liturgiche romane. Fatta eccezione per ESPLICITE concessioni. E' qui che si rimanda direttamente alla lettera del Papa. Il periodo che viene dopo, si riferisce alla distribuzione della Santa Comunione NELLE PICCOLE COMUNITA', ovvero nelle celebrazioni ECCEZIONALI del Sabato che avvengono secondo le disposizioni del Vescovo diocesano. Il che, quindi, NON NEGA la lettera del Papa che invero si riferisce alle Celebrazioni "pubbliche" della Messa, nelle quali nel CnC veniva addobata la mensa ignorando l'altare consacrato e "sedendosi a mensa".
Qui si dice che per quelle IN PICCOLA COMUNITA' si rimane in piedi al Posto. SENZA NEGARE NULLA di ciò che chiede il Papa per le celebrazioni "PUBBLICHE" (vedi "almeno una domenica al mese"), dove il CnC si DEVE ADEGUARE al modo Comune si ricevere la Comunione, anche fosse alle due Specie.

Ovviamente, per perorare la causa di Kiko si è ricorsi ad un artificio (la "paraculata" delle celebrazioni "in piccole comunità". Non è Kiko che diceva che non potevano adeguarsi anche per problemi di spazio e di praticità?). Ma questo artificio giuridico non poteva e non può andare a contraddire il Papa. E così non è, infatti.

Emma ha detto...

Dunque, tu Stefano accetti gli articoli dello Statuto così come sono?

Per te, non sono gli articoli, che in sè sarebbero ottimi e corretti, a creare problemi ma la loro non applicazione?

Ebbene Stefano, io, quando leggo quello statuto, devo tenermi ben saldamente seduta sulla mia sedia perchè troppi articoli mi pongono un grosso problema e non riesco a capire come abbiano potuto finire in uno statuto ed essere approvati.

Emma ha detto...

Dunque se ti seguo, il rituale kikiano va bene nelle piccole comunità,il sabato sera, deve però farsi a porte aperte e fa parte della pastorale della parrocchia, resta però un`eccezione e i nc devono unirsi agli altri parrocchiani almeno una volta al mese la domenica.
Come la mettiamo con il signor Arguello che, molto fiero di sè, ha definito una BOMBA il fatto di aver ottenuto la soppressione della partecipazione una volta al mese?
Come la mettiamo con il signor Arguello molto orgoglioso di aver ottenuto che la "SUA" creatura faccia parte della pastorale parrocchiana?
Argeullo dixit durante la conferenza stampa del 14 giugno 2008.

Emma ha detto...

E come la mettiamo con il fatto che OVUNQUE vadano i neocat, sia che arrivino con le loro comunità belle e pronte e il presbitero ad hoc, sia che dopo catechesi si formino le comunità, NON si uniscono ai parrocchiani, ma RESTANO fra di loro con le loro prassi, formano la LORO struttura, con i LORO ritmi, il tutto DIVERSO da ciò che è in uso nella Chiesa cattolica?
E lo fanno OVUNQUE, al sud come al nord, all`est come all`ovest?
E lo fanno, ancor più arroganti e invadenti di prima, sventolando l`approvazione del PCL?

Stefano78 ha detto...

Dice Emma

Come la mettiamo con il signor Arguello che, molto fiero di sè, ha definito una BOMBA il fatto di aver ottenuto la soppressione della partecipazione una volta al mese?
Come la mettiamo con il signor Arguello molto orgoglioso di aver ottenuto che la "SUA" creatura faccia parte della pastorale parrocchiana?
Argeullo dixit durante la conferenza stampa del 14 giugno 2008.



Vedi Emma, il "rituale" di Kiko non è nemmeno permesso "in piccole comunità". Quello che è "permesso" è che possano celebrare il Sabato Sera "una tantum". Ma "in piccole comunità" DEVONO OBBEDIRE AI LIBRI LITURGICI ROMANI.
Come la mettiamo?

La mettiamo che NON C'E' DISCIPLINA. Per cui tutti possono dire quello che gli pare!

Urlodeldrago ha detto...

"La celebrazione della Eucaristia in Piccola Comunità si fa il Sabato Sera ed è inserita nella pastorale domenicale parrocchiale".

Non sono un esperto ma a me sembra che con questa frase si intenda che l'eucarestia celebrata il sabato sera in comunità sia compresa tra le messe domenicali.
Resta poi il fatto che molti fratelli del cammino la domenica vadano ugualmente, più o meno assiduamente, a messa, offrendo talvolta, con la massima libertà, anche servizi. Almeno questa è la mia esperienza.
Certo che chi ha i figli, con i quali ha partecipato alla celebrazione del sabato, può aver scoperto la preziosità di fare le lodi della domenica con i bambini.
Su Zenit di ieri è uscito un articolo interessante sulla famiglia e ne cito un passo sulla trasmissione della Fede ai figli: "Un’educazione umana integrale sarà tanto più valida e adeguata quanto più efficace sarà il metodo che adotta. Ora, a mio parere, un metodo di un’educazione particolarmente efficace lo si riscontra in quel passo del Deuteronomio, che descrive come il padre debba raccontare al figlio il nucleo della storia della salvezza. Come il padre racconta al figlio la storia degli interventi di Dio a favore del suo popolo, così, in qualche modo, la comunità cristiana deve raccontare la storia della salvezza ... " E' chiaro che, a prescindere dalle critiche sollevate nel precedente thread sul rischio della "giudaizzazione" della chiesa, quando si colloquia con i figli si attualizza molto il discorso per entrare nelle loro problematiche sociali quotidiane, aiutandoli a vedere la presenza di Dio in tutto ciò che accade nella nostra vita.
Ciò non toglie che poi, talvolta, soprattutto quando i figli il sabato non hanno partecipato alla eucarestia, non sia un dono meraviglioso accompagnarli alla messa in parrocchia perchè il colloquio aperto con le lodi possa trovare compimento nella celebrazione eucaristica.

Michela ha detto...

dice Stefano:
NOn si sarebbe potuto scrivere: L'Eucarestia per i Neocatecumeni si celebra dopo i primi vespri della domenica. STOP! No! Si è scritto "NELLA PICCOLA COMUNITA'"! E non solo: si è scritto anche che questa Eucaristia celebrata "nella piccola Comunità" può avvenire solo per disposizione del Vescovo Diocesano! Ma come?
--------------

questo può anche riferirsi al fatto che, per esempio a Trieste, il vescovo di qualche anno fa aveva proibito la celebrazione 'nella piccola comunità', per evitare Eucarestie multiple e contemporanee.

Freedom ha detto...

E gia' è proprio la solita solfa!
I neocatecumenali dovrebbero tra l'altro avere l'esplicito permesso del vescovo diocesano.....Ma veramente si segue questa procedura???? Non credo proprio! Anzi a me risulta che spesso non c'è neanche il presbitero, altro che vescovo!
Come al solito( Gennarini docet ) il Papa dice una cosa e Kiko Arguello ne capisce e ne fa un'altra che guardacaso coincide con la sua volonta'....

Michela ha detto...

Stefano dice:
E non solo: si è scritto anche che questa Eucaristia celebrata "nella piccola Comunità" può avvenire solo per disposizione del Vescovo Diocesano!
------------
non c'è scritto esattamente così.
C'è scritto 'secondo le disposizioni del vescovo..'
cioè secondo le consuetudini del posto, per esempio alle 20:00 alle 22:00 o alle 17:00 ,
secondo le disposizioni locali per celebrare la messa vespertina.

Freedom ha detto...

Effettivamente, leggendoli con attenzione questi statuti fanno saltare sulla sedia.....da una parte si dice che il cammino e' al servizio dei vescovi e dall'altra lo si nega.....


Art 1
2. Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità
di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella
fede.
Art 2
1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano7 e con
l’assistenza, la guida8 dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, o
dell’Équipe responsabile delegata, di cui all’art. 3, 7º;
2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.


Con le parole “direzione” e “guida” si indicano due funzioni distinte: con il termine “direzione” si intende la
giurisdizione propria dei ministri ordinati; con il termine “guida” si intende la conoscenza tecnica del Cammino secondo
le linee proposte dagli iniziatori.

Freedom ha detto...

A PROPOSITO DELLA DECIMA

Ecco cosa dicono gli STATUTI :

Art. 4
[Beni temporali]
§ 1. Il Cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di formazione cattolica che si
attua nelle diocesi mediante servizi resi a titolo gratuito, non ha patrimonio proprio.
§ 2. Quando in una diocesi si ritiene utile sostenere economicamente iniziative ed attività
funzionali all’evangelizzazione attuata attraverso il Cammino Neocatecumenale, il
Vescovo diocesano, su richiesta dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino,
valuterà l’opportunità di erigere una fondazione autonoma diocesana, con personalità
giuridica, regolata da statuti propri, che sarà riconosciuta anche in sede civile. Essa potrà
essere sostenuta da offerte oblative dei partecipanti al Cammino Neocatecumenale,
come pure di Enti e di privati.
§ 3. Nelle comunità vengono effettuate collette, in risposta a varie necessità. Spetta ai
responsabili delle comunità, nonché alle équipes responsabili del Cammino a ogni livello,
assicurare che la gestione di tali collette avvenga con grande senso di responsabilità
e nel rispetto del Diritto.

Il CAMMINO NEOCATECUMENALE NON HA PATRIMONIO PROPRIO?????

Freedom ha detto...

§ 3. Nelle comunità vengono effettuate collette, in risposta a varie necessità.

COLLETTE NON VERSAMENTI MENSILI...NON LA DECIMA SULLO STIPENDIO!!!

Mic ha detto...

Essa potrà essere sostenuta da offerte oblative dei partecipanti al Cammino Neocatecumenale, come pure di Enti e di privati.

anche qui non mi pare che voglia intendere la "decima"...

Freedom ha detto...

Art. 7
[Il Neocatecumenato si attua in piccola comunità]
§ 1. All’interno della parrocchia, il Neocatecumenato è vissuto in piccola comunità –
denominata comunità neocatecumenale –, dato che la forma completa o comune
dell’iniziazione cristiana degli adulti è quella comunitaria.17
17 Cfr. OICA, 3; CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio generale per la Catechesi, 258, nota 25: «È importante
constatare come Giovanni Paolo II, in Christifideles laici 61, pone la convenienza delle piccole comunità ecclesiali
nel contesto delle parrocchie e non come un movimento parallelo che assorbe i suoi membri migliori:
“All’interno poi di talune parrocchie… le piccole comunità ecclesiali presenti possono essere di notevole aiuto nella
formazione dei cristiani, potendo rendere più capillari e incisive la coscienza e l’esperienza della comunione e della
missione ecclesiale”».

N.B. : Christifideles laici 61, pone la convenienza delle piccole comunità ecclesiali
nel contesto delle parrocchie e non come un movimento parallelo che assorbe i suoi membri migliori

Mic ha detto...

dice lvvfl:
Qui Mons.Bux sbaglia in parte.E' giusto l'invito a imparare la lingua e i costumi locali ma sbagliato dire che la prassi liturgica del Cammino è una
prassi occidentale.


così come è solito accusare noi di falso, adesso è mons. Bux che sbaglia...

inoltre pretende di farci la lezione ma dimostra di non sapere neppure che cos'è una liturgia occidentale... la liturgia occidentale è sia Vetus che il Novus Ordo, che rappresentano la Messa della nostra Chiesa di rito Latino

la preoccupazione nostra, che è confermata dalle parole di mons. Bux è che le Chiese cattoliche orientali: armena, caldea, melchita, siriaca e copta e loro rispettivi riti orientali MILLENARI vedano inquinata la loro dottrina e il loro rito dall'assurdo rituale kikiano che parte dal NO, ma è qualcosa d'altro, con aggiunte e innovazioni -alcune arbitrarie- dell'iniziatore...

può andarlo a raccontare ad altri, non a chi vi ha assistito

Mic ha detto...

prendete atto una volta per tutte che

Anzitutto è noto che il Cammino Neocatecumenale NON E' UN MOVIMENTO.

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Non è Kiko o Carmen,non siamo noi a dirlo ma il Servo di Dio Giovanni Paolo II(Cnf.Epistola Ogniqualvolta)e lo Statuto del Cammino Neocatecumanele art.1.

quanto alla famosa Ogniqualvolta, leggete qui

poi potremo anche parlare dell'art.1 dello statuto

Freedom ha detto...

SEMPRE A PROPOSITO DELLA DECIMA NOTATE IL "PER QUANTO POSSIBILE" :

Art. 16
[L’esperienza della koinonia e i frutti della comunità]
§ 1. Nella misura in cui i neocatecumeni crescono nella fede, cominciano a manifestarsi
i segni della koinonia: il non giudicare, la non resistenza al malvagio, il perdono e
l’amore al nemico.57 La koinonia si visibilizza anche nel soccorso ai bisognosi, nella
sollecitudine per i malati, per i sofferenti e per gli anziani e nel sostegno, per quanto
possibile, di coloro che sono in missione, secondo quanto indicato negli Orientamenti
alle Équipes di Catechisti. I neocatecumeni vengono gradualmente formati a un sempre
più profondo spirito di comunione e di aiuto reciproco

Mic ha detto...

post di "Freedom

Nota 49 e seg dell'articolo 13 citato da stefano:
Art. 13
[Eucaristia]
49 Cfr. BENEDETTO XVI, Discorso alle Comunità del Cammino Neocatecumenale del 12 gennaio 2006: Notitiae 41 (2005) 554-556; CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO, Lettera del 1° dicembre 2005: Notitiae 41 (2005) 563-565; Notificazione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti sulle celebrazioni nei gruppi del Cammino Neocatecumenale, in L’Osservatore Romano, 24 dicembre 1988: «la Congregazione consente che tra gli adattamenti previsti dall’Istruzione Actio pastoralis, nn. 6-11, i gruppi del menzionato “Cammino” possano ricevere la comunione sotto le due specie, sempre con pane azzimo, e spostare, “ad experimentum”, il rito della pace dopo la Preghiera universale».

questi sono gli unici cosiddetti 'indulti'. Le altre "stravaganze", compresa la danza davidica intorno alla mensa che non è un altare, dove stanno scritte?

Freedom ha detto...

DOV'E' LA DECIMA???? NEGLI STATUTI AL SECONDO SCRUTINIO NON E' MENZIONATA!!!

Nella celebrazione conclusiva del secondo scrutinio, rinnovano davanti alla
Chiesa la rinuncia al demonio e manifestano la volontà di servire solo Dio. In seguito
studiano e celebrano le principali figure bibliche: Adamo, Eva, Caino, Abele, Noè, ecc.,
alla luce di Cristo.
§ 2. Gli scrutini, ispirati all’itinerario catecumenale dell’OICA, aiutano i neocatecumeni
nel loro cammino di conversione, nel rispetto della coscienza e del foro interno,
secondo la normativa canonica.79

Mic ha detto...

sarebbe bene mantenere un filo conduttore: ora stiamo approfondendo la liturgia.
Quando Steph ci proporrà via via l'analisi ragionata degli altri punti, ci confronteremo su quelli

Mic ha detto...

chi risponde al post di "Urlo..." delle 19:15?

c'è materiale per aprire un altro thread...

Freedom ha detto...

UN'ALTRA CHICCA E' QUESTA:
Art. 20
[2ª fase: riscoperta del catecumenato]
I neocatecumeni, scrutando i salmi in piccoli gruppi, sono iniziati alla pratica
assidua della “lectio divina” o “scrutatio scripturæ”,85 «nella quale la Parola di Dio è
letta e meditata per trasformarsi in preghiera».86 Infatti, «l’ignoranza delle Scritture è
ignoranza di Cristo».87
86 Catechismo della Chiesa Cattolica, 1177; cfr. PONTIFICIA COMMISSIONE BIBBLICA, L’interpretazione della
Bibbia nella Chiesa, IV, C, 2.
Purtroppo il testo della "PONTIFICIA COMMISSIONE BIBBLICA, L’interpretazione della
Bibbia nella Chiesa, IV, C, 2." è molto lungo ma ecco in sintesi : "Ci colpisce e ci addolora una lettura della Bibbia attuata non secondo lo spirito
che ne ha la Chiesa e, dunque, ignorandone o sottovalutandone la vivente Tradizione
dottrinale, liturgica e di vita." e ancora: "12. - Richiamiamo infine la fragilità di una frequentazione biblica che rischia
qua e là di apparire più fatto personale e gratificazione soggettiva che partecipazione
alla forza evangelizzante della Parola"

IL RIFERIMENTO E' ALLA LECTIO DIVINA E SEBBENE SI AUSPICHI LA DIFFUSIONE DELLA LETTURA DEL TESTO BIBLICO VEDI "DEI VERBUM" DALL'ALTRA PARTE SI DEPLORA "un accostamento non preparato da regole elementari di comprensione, soprattutto nel
momento in cui certe sètte religiose abusano proprio della Scrittura"
LO STATUTO MENZIONA LA SCRUTATIO MA IL RIFERIMENTO LA SCONFESSA COSI' COME VIENE ATTUALMENTE PRATICATA!!!

Emma ha detto...

Il cnc È un movimento, non ha nessuno statuto a parte,del resto il Papa non usa un altro termine quando si indirizza ai movimenti nati dopo il Vaticano II.

O secondo lvvfl anche il Papa si sbaglia?

Credete veramente che siamo così stupidi da non capire che con la vostra piroetta pensate di poter sottrarvi all`obbedienza?

No, no non ci riguarda, noi non siamo un movimento, dicono i nc in coro.
Insomma quando il Papa fa complimenti sono d`accordo di essere un movimento, anzi è senza alcun dubbio di loro che sta parlando, ma quando il Papa fa richiami, allora, girano lo sguardo da un`altra parte considerando che quei richiami non li riguardano, perchè non sono un movimento.
Suvvia! Ad altri, servite ad altri la vostra arroganzaela vostra ipocrisia.
Siete un movimento, un`associazione di laici, un gruppo formato da laici, niente di più e niente di meno.

Freedom ha detto...

IN EFFETTI: E' IL VESCOVO CHE AUTORIZZA L'ATTUAZIONE DEL CAMMINO NEOCAT NELLA DIOCESI.....

Art. 26
[Vescovo diocesano]
Al Vescovo diocesano, quale responsabile dell’iniziazione, della formazione e della
vita cristiana nella Chiesa particolare,119 compete:
1º. autorizzare l’attuazione del Cammino Neocatecumenale nella diocesi;
2º. vigilare che l’attuazione del Cammino Neocatecumenale si svolga in conformità
a quanto stabilito negli artt. 1 e 2, e nel rispetto della dottrina e della disciplina
della Chiesa;
3º. curare una ragionevole continuità pastorale nelle parrocchie in cui è presente
il Cammino Neocatecumenale;
4º. presiedere, personalmente o per mezzo di un delegato, le celebrazioni che
segnano i passaggi dell’itinerario neocatecumenale;
5º. risolvere, in dialogo con l’Équipe Responsabile del Cammino di cui all’art.
3, eventuali questioni riguardanti l’attuazione e lo sviluppo del Cammino nella propria
diocesi;
6º. assicurare una fattiva collaborazione tra il Centro neocatecumenale diocesano,
di cui all’art. 30, e i vari uffici della Curia diocesana (in particolare quello liturgico e
catechetico).
E CI SAREBBERO MOLTI ALTRI PUNTI INTERESSANTI....

Emma ha detto...

È commovente la passione e la testardaggine che mette lvvfl nel difendere il rituale creato, sì creato, dal signor Arguello!
Perchè di creazione si tratta, Arguello è riuscito perfino a calpestare e a stravolgere il NOM, ed è tutto dire!

Già che il NOM si è allontanato dalla Sacrosanctum Concilium, ma ciò che ha inventato Arguello per le sue comunità NON si trova in NESSUN testo della Chiesa che riguarda la Liturgia, è inutile penso che ricordi a quali documenti mi riferisco.

Ma se non troviamo traccia di quel rituale nei documenti che ci parlano della Santa Eucaristia così come è vissuta e deve essere nella Chiesa cattolica, così come ha domandato Benedetto XVI al cammino nel 2005, troviamo invece le "stravaganze", gli errori gravi, perfettamente e chiaramente descritti nella REDEMPTIONIS SACRAMENTUM, certo il documento non nomina il cnc, ma non c`è bisogno di essere un indovino o un esperto, per capire a chi si riferisce in primis.
Quel documento, anche se è restato lettera morta, ha il merito di esistere e mostra che in Vaticano erano perfettamente consapevoli degli abusi che stavano danneggiando la sacra Liturgia.
Abbiamo anche molti testi dell`allora cardinale Ratzinger che descrivono i danni causati dalla selvaggia creatività liturgica in atto.

Purtroppo l`esecuzione della REDEMPTIONIS SACRAMENTUM, come del resto la vigilanza su tutto ciò che riguarda la Liturgia, è stata affidata ai vescovi, sappiamo che la stragrande maggioranza dei vescovi era ed è ancora progressista e impregnata dello spirito del Concilio, dunque, il documento è stato ignorato in primis da chi doveva vigilare e ognuno si è sentito libero e autorizzato a continuare come prima.

E così oggi un lvvfl può venire su questo blog e,con arroganza, mentire dicendo che tutto è ok.

Stefano78 ha detto...

Dice MIchela

C'è scritto 'secondo le disposizioni del vescovo..'
cioè secondo le consuetudini del posto


No Michela carissima. "Secondo le DISPOSIZIONI (leggasi ORDINI) del Vescovo, significa quello che è! Le celebraizoni si tengono secondo le DECISIONI del Vescovo, non le consuetudini! Disposizioni significa una cosa, consuetudini un'altra! E in "lingua giuridica" ogni parola ha il suo senso preciso!

Stefano78 ha detto...

Dice Urlo

Non sono un esperto ma a me sembra che con questa frase si intenda che l'eucarestia celebrata il sabato sera in comunità sia compresa tra le messe domenicali.


No carissimo. Quell'articolo è chiaro. E la lettera del Papa anche. L'Eucaristia "IN PICCOLA COMUNITA'" è celebrata il Sabato dopo i primi vespri. Ciò non toglie affatto che la norma dovrebbe essere partecipare alle Messe Domenicali parrocchiali.

Stefano78 ha detto...

Questa sera preghiamo il Principe delle Milizie:

Sancte Michael Archangele,
defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus,
supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.

Amen.

Michela ha detto...

Ma ugualmente non si può estrapolare una parola dal contesto

lo statuto recita
'Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del
Vescovo diocesano.'

Quindi, una volta che il Vescovo ha accettato il cammino nella sua diocesi, le sue disposizioni riguardano le consuetudini del posto ( per esempio gli orari a cui quella chiesa locale è abituata),
ma di certo non riguardano la liturgia, che non dipende dalla chiesa locale ( per noi di rito latino).
Il vescovo può solo esercitare una funzione di controllo, che non è quella a cui si riferisce lo statuto, perchè riguarda ogni realtà diocesana.

Spiegami quali sono le 'disposizioni' che un vescovo può dare alla sua diocesi, oltre a quelle che hanno già fatto i vescvi di Trieste e Taranto

Michela ha detto...

Questa volta sono d'accordo con l'urlo del drago
Evidentemente sono neocatecumenale e capisco che la messa ncn sta all'interno della pastorale parrocchiale e in questo senso è aperta a tutti.
e le disposizioni del vescovo riguardano tutte le messe vespertine e, tra queste, anche quelle ncn.

Ripeto, non è cosa scontata che le celebrazioni avvengano 'nelle piccole comunità'.
Il vescovo di Trieste non lo ha permesso, ( tanti anni fa, adesso non so le la regola vige ancora).
Ecco perchè lo statuto ribadisce l'importanza delle 'piccole comunità'.

Michela ha detto...

Ancora, per cercare di capire:

Se hai ragione tu, riguardo le disposizioni, in qualche modo obbligatorie, dei vescovi, allora perchè finora nessun vescovo ha dato 'disposizioni'?
E' vero che nello statuto non si nega la lettera di Arinze, ma di fatto la si pone sotto le 'disposizioni' volontarie dell'ordinario locale: solo se il vescovo si pronuncia, i ncn si adegueranno.

Finora, dopo 2 anni di Statuto, nessun vescovo ha dato 'disposizioni' perchè venga recepita la lettera del card Arinze.

Mic ha detto...

Finora, dopo 2 anni di Statuto, nessun vescovo ha dato 'disposizioni' perchè venga recepita la lettera del card Arinze.

statuto o non statuto, siamo tornati al punto di partenza. Nessuno dice niente e loro continuano a fare quel che vogliono, anzi quel che vuole Kiko e le parole di mons. Bux confermano che si tratta di "stravaganze"; il che, riferito ad una liturgia, che NON è la Liturgia latina ma qualcosa di ibrido, è riconoscere la gravità del fatto... ma la china continua INESORABILE

nel Signore, sapremo...

Emma ha detto...

Vorrei qui ricordare che quello statuto è stato pensato e redatto, per ammissione stessa di Arguello che lo ha pubblicamente ringraziato, con l`aiuto e sotto la guida di mons. FILONI.
Questa informazione dovrebbe bastare per concluderne, purtroppo, che quello statuto è diventato uno strumento, un`arma direi, in mano del cnc per sconfiggere e distruggere ogni resistenza,ogni opposizione.
I risultati li vediamo nella realtà.
Ricordo anche che nemmeno il PAPA è riuscito ad imporre la SUA volontà.

Quando noi piccoli siamo ridotti a dover constatare, totalmente impotenti, questo sottile e vergognoso gioco di potere, i risultati di amicizie potenti che riescono perfino a bypassare la volontà del PAPA, che cosa possiamo fare?

Quando il PAPA stesso non riesce ad imporre la sua volontà e deve coprire tradimenti e decisioni altrui, continuando con il suo messaggio che alterna richiami, ignorati, e lodi, noi che cosa possiamo fare?

Possiamo PREGARE confidando in Colui che tutto vede e tutto sa, e evidentemente, possiamo e DOBBIAMO, con responsabilità, continuare ad INFORMARE e TESTIMONIARE.

Emma ha detto...

Detto questo, Stefano non ha torto, anzi, ha RAGIONE quando insiste sull`articolo 13 che rinvia, nella sua nota 49,
-alla lettera del card. Arinze,
- al discorso di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006 e
- alla Notificazione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che prevede come sole concessioni, la comunione sotto le due specie e lo spostamento "ad experimentum" del segno della pace.

Dunque possiamo effettivamente dire che i neocatecumenali NON rispettano il loro proprio statuto.

E, non rispettandolo, non rispettano la volontà del Papa.

Possiamo e dobbiamo dirlo, ma poi?
Ci imbatteremo sempre nelle loro piroette, nell`arroganza e nella prepotenza che conferisce loro la sicurezza e la certezza di essere protetti dai loro potenti amici.

Ma non sarà di certo questa triste evidenza che ci farà rinunciare.

Mic ha detto...

Ma non sarà di certo questa triste evidenza che ci farà rinunciare.

come non saranno le piroette, gli appoggi potenti e le approvazioni formali a farne dei cattolici autentici

la tua conclusione di sintesi, Emma, è ineccepibile sul piano giuridico

Michela ha detto...

Io non capisco in che modo i ncn non rispettino il loro statuto, in base all' art. 13.

e se non lo capisco io, probabilmente non lo capiranno neanche i ncn.

Questo articolo è stato formulato in modo da descrivere la modalità di celebrazione in piccole comunità, e quindi è veritiero, non vi vedo falsità, o doppi sensi.

Come sapete, non voglio criticare il vostro lavoro, dico solo che formulando così la questione, io non la capisco, e non posso usare queste parole nè per comprendere meglio la mia esperienza, nè per spiegare ad altri dove sbaglia il cammino.

Mic ha detto...

Io non capisco in che modo i ncn non rispettino il loro statuto, in base all' art. 13.

cara Michela,
tutto lo statuto, così com'è formulato (anche col silenzio su tante prassi anomale non regolate), è fatto per dare veste formale al cammino e credo sia volutamente 'fumoso': frutto di un "dire e non dire" che - attraverso allusioni decriptabili solo da chi può leggere tra le righe perché conosce il cammino dall'interno e lo valuta col giusto spirito critico - fa diventare 'commestibile' ciò che commestibile non è... e ne conosciamo tutti i motivi.

Ci sono poi alcuni aspetti dello Statuto, come questo, in cui non possiamo non incartarc.
In questo caso, fondando la nostra critica sullo statuto e non sulla realtà arcinota e sotto gli occhi di tutti coloro che l'hanno vissuta e tuttora la vivono nelle loro parrocchie e soprattutto sulla dichiarata "stravaganza" del rito, rischiamo di perdere di efficacia.

In ogni caso, sull'art. 13 ritengo valide la conclusione di Emma, che integro con questa nota tratta dal documento sul sito

"l'art. 13 modifica - senza averne titolo, perché l'approvazione dello Statuto rientra nelle competenze del Pontificio Consiglio dei Laici, mentre la Liturgia dipende dalla Congregazione per il Culto Divino - una prescrizione già data in base alla propria competenza dalla Congregazione del Culto Divino il 1° dicembre 2005, dal Papa ricordata in una pubblica udienza come "norme impartite a mio nome". Si tratta della Lettera del Card Arinze -peraltro citata alla nota 49 del terzo comma dell'articolo- della quale resta solo questo fantasmatico accenno e nulla più, rimanendo di fatto vanificata dall'approvazione dello statuto nei termini di cui all'articolo citato, frutto di snervanti e annose trattative e evidente compromesso, come se la Verità possa essere oggetto di trattative e frutto di compromessi! "

La verità vi farà liberi ha detto...

Cari "Ossevatori"dato per certo che censurerete queto mio post,mi chiedo se la verità vi possa interessare.Se siete interessati a conoscere e dire la verità sull'art.13 dello Statuto sono a vostra disposizione.Poi se ne volete dare una interpretazione strumentale e faziosa siete padroni
ma non avete alcuna credibilità.

Quello che dite a proposito della nota in calce che richiama la lettera di Arinze NON E' ESATTO!
Quella nota vuole dire che nella Messa delle comunità Neocatecumenali si seguono i libri liturgici senza omettere nè aggiungere nulla.Questo nella pratica si traduce nel fatto che le Comunità Neocatecuemnali non sono più autorizzate ad omettere il "Credo"fino alla ri-consegna che avviene alla Traditio e al Gloria che veniva recitato solo nel tempo pasquale.Prima di questa lettera del 1 dicembre 2005 (Di Arinze)il Cammino era stato autorizzato da Giovanni Paolo II oralmente a omettere il Credo e il Gloria anche se questa omissione non ovunque avveniva perchè spesso il Vescovo Diocesano non la permetteva.Per il resto la Lettera di Arinze è decaduta anche perchè i libri liturgici non impediscono
di celebrare,anche stabilmente,su una altare mobile e solo benedetto(Cnf Ord.Gen.Messale Romano)nè il Mesaler Romano chiede ad un gruppo di fedeli,una volta al mese,di non celebrare la Messa per parteciparne ad un altra.Per questo queste disposizioni sono decadute il 20 maggio 2008.Su questo punto è stata fatta una convivenza specifica con gli itineranti della mia regione i quali hanno mostrato una comunicazione che informava Kiko e Carmen che le disposozioni della Lettera di Arinze SONO DECADUTE.
La Messa delle Comunità Neocatecumenali fa parte della Pastorale liturgica domenicale della parrocchia,quindi è come tutte le altre Messe non avrebbe senso non celebrarla una vota al mese.

QUESTA E LA VERITA' CARI MIC E CO
VI PIACCIA O MENO.SE POI PREFERITE
COSTRUIRVI UNA VERITA' PREFABBRICATA A VOSTRO USO E CONSUMO FATE PURE!!

Urlodeldrago ha detto...

Per mia esperienza posso affermare che l'art. 13 è rispettato e non credo che sia quello il vero problema del cammino nc.

Mi risulta che dove il vescovo non abbia concesso la possibilità di celebrare l'eucarestia in piccole comunità, questa effettivamente non venga celebrata e sostituita con una celebrazione della sola parola.

Torna sempre attuale però il problema del suo corretto espletamento: ossia spetta al presbitero celebrante, ad esempio, assicurare che le monizioni ai testi proclamati siano brevi e aderenti allla lettura stessa; e che le risonanze siano innanzi tutto eventuali (ossia non è detto che ci debbano essere per forza) limitate nel tempo (non più di 2 o 3) anch'esse esprimenti una testimonianza di vita del fratello ispirata dalle letture appena proclamate e ad essa ancorata, e in particolar modo che non offuschino la centralità dell'omelia: ossia un buon presbitero dovrebbe saper (con misericordia) fermare un fratello che si metta a "predicare" o a dilungarsi.

Per il resto, poi, non mi sembra che ci siano "strafalcioni" rispetto alle indicazioni: mentre nel passato, lo facevano solo le comunità più adulte, oggi il "credo" viene sempre recitato e le preghiere eucarestiche vengono proclamate secondo indicazioni del messale ed utilizzate tutte.

Ammetto che può essere indicata come "stravaganza" la danza finale attorno alla mensa ma non credo sia quello il vero problema da affrontare.
L'unica vera e importante questione già affrontata ma sempre generatrice di discussione (che leggo con interesse altrimenti non mi soffermerei qui) resta quella della mensa-altare: sono testimone che molti parroci ad esempio chiedono che non venga allestita in chiesa non condividendone la sacralità.

La verità vi farà liberi ha detto...

Su questo argomento trito e ritrito
ci tornate ogni tanto inutilmente.
Fatevene una ragione la Lettera di Arinze è quasi del tutto decaduta.
il Papa il 10 gennaio 2009 non ne ha parlato ma ha parlato dello Statuto invece che voi state cercando di deleggittimare.Ne' ne ha fatto cenno la Cong.per il Culto Divino anzi il Pretfetto di questa Congregazione per tutta risposta ha celebrato a Porto San Giorgio.Quindi cari "osservatori le vostre sono solo chiacciere.

Stefano78 ha detto...

Dice Michela:

Spiegami quali sono le 'disposizioni' che un vescovo può dare alla sua diocesi, oltre a quelle che hanno già fatto i vescvi di Trieste e Taranto



E ti pare poco? Su quale base i vescovi di quelle diocesi hanno dato quelle disposizioni? A quale documento hanno fatto riferimento? Se quello che ho scritto non è chiaro o il significato non è quello (che, comunque non mi sembra affatto "oscuro", basta leggere senza il nostro "retroterra" nc!), quei vescovi cosa hanno fatto? Hanno operato CONTRO lo statuto del Cammino?

Se la lingua italiana non mi tradisce, quel "Tale celebrazione.." a chi si riferisce? Qual è il soggetto? Non è forse la "Celebrazione in piccola comunità"?

Lo statuto pone delle differenze: fra l'Eucaristia in "piccola comunità", e l'Eucaristia DOmenicale parrocchiale. Infatti, le citazioni a margine dell'articolo 13, riferiscono anche le disposizioni universali per i gruppi parrocchiali: essi possono "scegliere" un giorno della settimana, non la domenica, in cui poter andare a Messa in gruppo, pur essendo la Messa sempre "aperta a tutti".

E' così difficile leggere quello che c'è scritto, senza un "pre-comprensione"? Credo che il problema sia proprio questo. Leggiamo quello statuto con un pre-comprensione.

Freedom ha detto...

Io penso che l'articolo 13 nella sua nota 49 , come ho messo in evidenza e ha notato Emma, sia la dimostrazione lampante dell'inadempienza degli Statuti da parte del Cammino Neocatecumenale. E' facile il metodo per l'analisi. Basta vedere ''le clausole in piccolo'' e fare il confronto con la realtà . Le varie stravaganze liturgiche non sono nominate, anzi, nella nota 49 si fa riferimento alla sola eucarestia con le 2 specie e , al bacio della pace , ad experimentum.......addirittura!!! Non condivido assolutamente i dubbi sulla efficacia della critica degli statuti anzi credo che sia un approccio corretto e molto efficace da sviscerare con grande meticolosita'

Stefano78 ha detto...

Dice Mic:

In ogni caso, sull'art. 13 ritengo valide la conclusione di Emma, che integro con questa nota

Secondo me quella nota non rispecchia la realtà di quell'articolo, ma quella che può essere l'interpretazione immediata.

Stefano78 ha detto...

Dice Freedom

Non condivido assolutamente i dubbi sulla efficacia della critica degli statuti anzi credo che sia un approccio corretto e molto efficace da sviscerare con grande meticolosita'



Lo credo anche io

Stefano78 ha detto...

Dice Michela:

Io non capisco in che modo i ncn non rispettino il loro statuto, in base all' art. 13.



Semplice.

1- La celebrazione "in piccola comunità" che avviene il Sabato non segue IN TUTTO i Libri Liturgici approvati (vedi simboli e abusi).
2- Esse sono la NORMA e non l'eccezione, come da statuto.
3- Esse si svolgono A PRESCINDERE dalle disposizioni (leggasi ORDINI) del Vescovo, il quale deve legiferare su quelle celebraizoni (il soggetto è "le celebrazioni"!)
4-Esse non tengono conto della lettera del Papa, che è parte dello Statuto.

Può bastare?

Freedom ha detto...

Il cammino neocatecumenale ha degli statuti ??? Allora, una critica corretta, non puo' non tenerne conto.
E di fattori da criticare, alla luce della realtà, ce ne sono a iosa......c'è l'imbarazzo della scelta! Vorrei richiamare l'attenzione anche sulla parte degli statuti che parla della formazione dei catechisti : ne abbiamo ''splendidi esempi'' che divergono in modo abissale con '' il modello'' presentato negli statuti. Inoltre e' lampante come non ci siano riferimenti precisi agli ''Orientamenti''. L'esame delle note e dei testi di riferimento e' fondamentale per la comprensione degli statuti. Bisogna fare una specie di ''Scrutatio''.......

Freedom ha detto...

La difficolta' nell'interpretazione degli statuti sta proprio nella lettura e meditazione dei testi da trovare su internet cui fanno riferimento le note in piccolo. Ma via' da una lettura veloce vengono fuori : la decima, la liturgia, il non rispetto per il foro interno cui si fa riferimento negli statuti ma e' tragicamente disatteso ecc ecc

jonathan ha detto...

Anch’io, come dice Freedom, credo che una lettura attenta degli articoli ci porta a mostrare l’inadempienza del cn rispetto alle norme loro imposte nello statuto. Lo statuto è furbo, ma non può certo smentire la Chiesa, le sue norme e la sua prassi, e dunque concede ma anche, a ben vedere, puntella e incanala dentro i giusti limiti. Per cui se l’art. 13 non fosse disatteso, le celebrazioni neocat dovrebbero, diciamo così, somigliare alla Messa rispettandone tutte le regole, salvo le concessioni riguardo l’anticipo del segno di pace e la Comunione sul posto. E dunque, per es.: monizioni brevi, niente risonanze se non in via del tutto eccezionale, sobrietà alla pace ( non sbaciucchaimenti vari), in ginocchio alla consacrazione e in piedi all’Agnus Dei, pausa di silenzio almeno dopo la Comunione, niente danza attorno alla Mensa. Tanto per fare qualche esempio che mi viene in mente al volo.

Secondo me è opportuno insistere su questo tipo di osservazione.

Michela ha detto...

Però bisogna lavorare restando aderenti al testo, senza metterci dentro quello che non c'è, altrimenti diventa un lavoro autoreferenziale

es:
1- La celebrazione "in piccola comunità" che avviene il Sabato non segue IN TUTTO i Libri Liturgici approvati (vedi simboli e abusi).

allora qui bisogna entrare nello specifico ( uso liturgico delle candele, purificazione dei vasi sacri, offertorio, ecc..)

2- Esse sono la NORMA e non l'eccezione, come da statuto.


come ho già scritto, questa frase io non la comprendo

3- Esse si svolgono A PRESCINDERE dalle disposizioni (leggasi ORDINI) del Vescovo, il quale deve legiferare su quelle celebraizoni (il soggetto è "le celebrazioni"!)

questo, per quanto a mia conoscenza, non è vero. I ncn obbediscono ai vescovi ( fino al punto di lasciare la diocesi se non possono obbedire)

4-Esse non tengono conto della lettera del Papa, che è parte dello Statuto.

l'unica cosa non recepita della lettera del Papa, è la frequenza alle Messe parrocchiali, che comunque non sembra essere argomento di questo articolo, ( in cui si parla dell'Eucarestia ncn)

Emma ha detto...

Non fidandomi delle mie conoscenze e competenze, ho dato quello statuto ad un mio amico avvocato domandandogli un avviso, ebbene non ha fatto che confermare cìo che stiamo dicendo.

L`art 13 nella sua nota 49 indica chiaramente che il cnc deve seguire le prescrizioni date da BENEDETTO XVI attaverso il card. Arinze, e ribadite nel suo discorso del gennaio 2006, pure lui presente nella nota 49, quella nota indica anche quali sono le sole derogazioni concesse.

Il PCL NON è di certo superiore al Papa, il PCL non può annullare una prescrizione del Papa,uno statuto non può annullare una prescrizione del Papa che resta tuttora VALIDA.

NON abbiamo NESSUNA PAROLA DEL PAPA che annulli le sue prescizioni, al contrario, figurano nello statuto.

Questa è la realtà dei documenti, fino a che Benedetto XVI non farà una dichiarazione UFFICIALE con la quale annullerà le sue prescrizioni queste restano IN VIGORE.

Nessuna parola di un ncn, di un cardinale, fosse anche potentissimo, può annullare le prescrizioni chiaramente espresse del Sommo Pontefice.

Freedom ha detto...

Vorrei far notare ai neocatecumenali che ci leggono che se vogliono commentare l'articolo 13 nota 49 non si possono limitare a dire che in tale convivenza e' stata data loro comunicazione di questo o di quell'altro.......le persone serie citano i documenti e li rendono accessibili al dibattito.
Le affermazioni senza fondamento non sono serie anzi sono opera di disinformazione ipocrita e in malafede assai capziosa.

Emma ha detto...

Michela, c`è ben altro che non è recepito della lettera del Papa!

Mic ha detto...

Secondo me è opportuno insistere su questo tipo di osservazione.

certo che è opportuno insistere

nella consapevolezza tuttavia, anche alla luce delle osservazioni di Michela che confermano la visuale neocat i quali nella stragrande maggioranza dei casi, non faranno altro che ripetere i ritornelli di Lvvfl, che non fa altro che propinarci sempre le stesse 'lezioncine' stereotipate con interpretazioni ormai cristallizzate ad usum cammini...

ma nella speranza che ci sia sempre chi ha orecchie per intendere e cuore per accogliere e sufficiente prudenza per salvaguardarsi, sempreché l'invasione dilagante, che in alcune diocesi già non offre alternative, lo renda possibile...

non escludiamo la eventualità di qualche vescovo illuminato o di un intervento dal cielo!

Michela ha detto...

Inutile aggiungere a LVV che una comunicazione solo orale per dire che lo statuto ( approvato da un consiglio pontificio) abbia abolito la lettera del papa, mandata attraverso una congregazione ( comunque un dicastero di grado superiore), è una BUGIA che solo un neocatecumenale, durante una convivenza, intontito di chiacchiere, canti lugubri e ritmati, appesantito dal sonno, può credere vera.

LVVf non credere a nulla che non abbia una fonte certa, cerca i documenti! il tuo amore per Kiko e Carmen il cammino intero, non ti può rendere così cieco e sciocco!

Stefano78 ha detto...

Dice Michela

come ho già scritto, questa frase io non la comprendo


Michela, lo statuto fa due cose: parla di celebrazioni "in piccola comunità" e cita la lettera del Papa. COme detto la lettera del Papa non è abrogabile da uno statuto e fino a prova contraria non è stata abrogata da un altro atto uguale ed opposto (una lettera di una Congregazione, a nome del Papa, potrebbe essere "abrogata" solo da una Lettera di una Congregazione a nome del Papa!).

Specificare, in quell'articolo, che si parla delle celebrazioni "in piccola comunità" è un NON SENSO, proprio dal punto di vista Nc! Il CNC si svolge in "piccola comunità" SEMPRE! Per cui, che senso ha specificare "in piccola comunità"? Non ha SENSO! A meno della Lettera del Papa (che parla di prescrizione "almeno una domenica al mese"!) e della disposizione successiva, in cui si chiede al VESCOVO di DISCIPLINARE queste Messe per gruppi particolari! Questo A NORMA DEL DIRITTO, in quanto il Vescovo è il "responsabile" Liturgico della Diocesi e si occupa di attuare le norme universali!

Dopo l'uscita dello statuto, in ogni diocesi del mondo avrebbero dovuto seguire le norme come in quella di Taranto! Non a caso il Vescovo Papa prima di dettare il decreto scrive:

Volendo provvedere al bene spirituale dei fedeli confidati alle Nostre cure pastorali ed al fine di integrare le celebrazioni delle piccole comunità neocatecumenali nella ordinaria pastorale liturgica parrocchiale, come espressamente previsto dal citato Statuto (cf art. 13 § 2);DECRETIAMO...

Indovina un po' l'articolo che cita a fondamento delle norme che sta per dettare che contenuto ha? Te lo ricordo io:

I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del Vescovo diocesano. Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli.

Ergo: l'eucaristia domenicale NELLA POCCOLA COMUNITA' (leggasi le celebrazioni del Sabato sera) avviene SECONDO LE DISPOSIZIONI DEL VESCOVO (leggasi ORDINI) e non è LA NORMA. Se fosse la norma, NON AVREBBE BISOGNO DI DISPOSIZIONI CHE LA REGOLINO! Inoltre, il fatto che non è LA NORMA, lo stabilisce il PAPA, citato come riferimento dell'articolo! 1+1=2

Inoltre, il fatto che i Vescovi non abbiano fatto nulla, nella maggioranza dei casi, non cambia ciò che invece dovrebbe avvenire!

Freedom ha detto...

Caro Mic,
La''visuale neocatecumenale'' tale e' e tale resta a prescindere da come si affronta il problema. Aggiungo che sedevacantista e' chi obbedisce al Papa solo se fa comodo al suo movimento come dimostrato dalla attenta lettura dell'articolo 13 e note.

Stefano78 ha detto...

Cerco di spiegarmi ancora meglio.

Nello statuto non vi è scritto:
"i neocatecumenai celebrano l'Eucaristia domenicale nella piccola comunità. Essa si svolge dopo i primi vespri della Domenica".

Nel qual caso sarebbe chiaro che:
1. L'Eucaristia domenicale a cui partecipa il CnC E' SOLO quella che si svolge in "Piccole comunità".
2. L'Eucaristia domenicale a cui partecipano i gruppi del CnC è quella del Sabato sera E BASTA.

Invece è scritto:
I neocatecumeni celebrano l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi vespri della Domenica. Tale celebrazione ha luogo secondo le disposizioni del Vescovo diocesano. Le celebrazioni dell’Eucaristia delle comunità neocatecumenali al sabato sera fanno parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia e sono aperte anche ad altri fedeli.

Trovi differenze?

Freedom ha detto...

Andavo cercano l'istruzione Actio pastoralis nn. 6-11 relativa all'articolo 13 dello statuto neocat ed ho trovato un'articolo di Sandro Magister che dice le stesse cose che dice Stefano. Voila':

ROMA, 23 giugno 2008

La messa nel vecchio rito neocatecumenale è fuori legge
Lo stabilisce il nuovo statuto delle comunità fondate da Kiko, imposto dalle autorità vaticane. È proibito fare la comunione seduti a tavola. Sono vietate anche le omelie dialogate

di Sandro Magister
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/205382

Leggetelo e ditemi che ne pensate....

Freedom ha detto...

Un piccolo saggio:

"Il 22 febbraio 2007, in un'udienza al clero di Roma, Benedetto XVI fece loro capire che i nuovi statuti non sarebbero stati approvati, se non avessero obbedito ai richiami.

E alla fine le pressioni hanno avuto effetto. Il nuovo statuto approvato lo scorso 11 maggio obbliga i neocatecumenali a celebrare la messa seguendo le regole liturgiche generali del rito romano. La comunione dovranno riceverla in piedi. L'omelia non potrà più essere sostituita da una pluralità di interventi. Le loro messe del sabato sera saranno "parte della pastorale liturgica domenicale della parrocchia" e saranno "aperte anche ad altri fedeli".

Uniche concessioni: la comunione potranno riceverla "restando al proprio posto" e il segno della pace potranno scambiarlo prima dell'offertorio invece che prima della comunione. Ma va notato che quest'ultima collocazione c'è già nel rito ambrosiano in uso nell'arcidiocesi di Milano. E in un prossimo futuro potrebbe entrare in uso anche nel rito romano, stando a ciò che ha fatto presagire lo stesso Benedetto XVI nell'esortazione postsinodale sull'Eucaristia "Sacramentum Caritatis". "

Che ve ne pare?

Michela ha detto...

io leggo queste parole in modo diverso.
Siccome si tratta di una messa vespertina, in orario diverso da quello delle messe parocchiali, deve essere disciplinata, o quanto meno va informato il vescovo , per quanto riguarda l'orario e il luogo della celebrazione.

Il riferimento alle 'piccole comunità' serve per evitare di riunire più comunità assieme, e per garantirsi che la diocesi continui ad inviare i sacerdoti necessari ( anche non ncn)per le numerose celebrazioni del sabato sera.

Stefano78 ha detto...

Michela, il Vescovo di Tranto ha interpretato (letto) quell'articolo nel modo che ti ho mostrato. Sbaglia?

Mic ha detto...

cercherò di fare una sintesi di tutto quanto detto fin qui, che va inserito in un discorso logico e articolato, che darà risposta anche alle ultime affermazioni di "Urlo..."

Intanto, per lvvfl:

Fatevene una ragione la Lettera di Arinze è quasi del tutto decaduta.

ah! adesso non è più superata? Che significa quasi del tutto? Inoltre decaduta (tutta o solo in parte) non può essere perché uno statuto (del PCL) non può annullare un documento della Congregazione del Culto competente in materia , che ha rappresentato la volontà e le direttive del Papa

infatti, non è vero che:

il Papa il 10 gennaio 2009 non ne ha parlato ma ha parlato dello Statuto invece che voi state cercando di deleggittimare.

primo non stiamo delegittimando lo statuto, ma lo stiamo interpretando correttamente

Parole del Papa il 12 gennaio 2006 (citato nella nota 49 dell'art.13)
L'importanza della liturgia e, in particolare, della Santa Messa nell'evangelizzazione è stata a più riprese posta in evidenza dai miei Predecessori, e la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo celebrato nei riti liturgici costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti. Proprio per aiutare il Cammino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio, di recente la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all'adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi. E così facendo il Signore continuerà a benedirvi con abbondanti frutti pastorali.

Quanto al discorso del 10 gennaio 2009, ti prego di leggerti la obiettiva cronaca e relative puntualizzazioni di Korazym !

una riflessione neppure nostra, come vedi, che mette in risalto come, insieme alle lodi - che servono per incoraggiare ed accogliere, il Papa dà indicazioni ben precise, che servono per correggere e indirizzare, alle quali tuttavia il vostro iniziatore e voi dietro a lui fate orecchie da mercante...

Freedom ha detto...

La Congregazione consente che tra gli adattamenti previsti dall'Istruzione Actio Pastoralis, n. 6?11, i gruppi del menzionato « Cammino » possano ricevere la comunione sotto le due specie, sempre con pane azzimo, e spostare, « ad experimentum », il rito della pace dopo la preghiera universale.

3. L'Ordinario del luogo dovrà essere informato abitualmente, o « ad casum », del posto e del tempo in cui tali celebrazioni si svolgeranno; esse non potranno essere fatte senza la sua autorizzazione.

Freedom ha detto...

Dunque il Vescovo, deve dare il suo benestare se necessario anche "ad casum"
e comunque la liturgia del cammino non puo' fare "stravaganze" varie!

Mic ha detto...

quel che dice Michela, insieme agli interventi dei neocat, serve a capire com'è che loro continuano a interpretare l'art.13

in realtà è un ginepraio, dal quale non si può uscire se non darà non solo indicazioni, ma affermazioni autoritative il Papa; sembra tuttavia che questo nella chiesa post-conciliare non vada più di moda...

dare TUTTA la responsabilità ai vescovi potrebbe funzionare, se tutti i vescovi fossero in comunione col Papa e se non ci fossero tanti vescovi modernisti e tanti vescovi conniventi...

Michela ha detto...

Ho riletto il decreto del vescovo di Taranto,

qui è in gioco solo il comma 3 in cui si dice che il cammino segue 'i libri liturgici approvati del Rito Romano'.

Il vescovo ha esercitato il suo dovere di controllo rilevando le differenze col rito romano.

Freedom ha detto...

Che i neocat recepiscano solo gli elogi e non le critiche e deformino tutto a loro uso e consumo, ripeto, non è una novita'. Che abbiano molti vescovi compiacenti, lo stesso, non e' una novita'. Sarei curioso di sapere come lo statuto definitivo giustifichi l'uso della decima o la violazione del foro interno della persona, dato che nel primo caso (la decima) nello statuto non se ne fa menzione e nal secondo ( foro interno) si dice di rispettarlo e non lo si fa. Comunque a ma, la normativa sugli statuti appare chiarissima: si fanno alcune concessioni ma si purifica il cammino collocandolo all'interno della liturgia "normale".

Freedom ha detto...

Dice Michela:
"qui è in gioco solo il comma 3 in cui si dice che il cammino segue 'i libri liturgici approvati del Rito Romano'."
E beh! Non mi pare poco, o no ?!

Michela ha detto...

Caro Freedom era solo per dire che un'analisi sullo statuto va fatta in modo chiaro e semplice, restando molto aderenti al testo.
Discorsi troppo complicati per me e per i ncn sono incomprensibili.
e anche questo è un dato di fatto, se vogliamo che questo lavoro serva a molti.

Comunque adesso mi fermo :)

Freedom ha detto...

Tutto il rito neocat e la sua LITURGIA e' stravagante e fantasiosa e non segue di certo i libri liturgici approvati del Rito Romano. E' questo che NON VA !

Freedom ha detto...

Non mi pare di dire cose complicate

Stefano78 ha detto...

Michela, non c'è nulla di complicato.

Come attestato dalla Diocesi di Taranto, nella persona del Suo Vescovo, l' "interpretazione" dell'articolo 13 è chiara.

1. Le Comunità NC POSSONO celebrare il Sabato Sera, ma non devono celebrare SOLO il sabato sera.
2. Le loro celebrazioni devono essere regolamentate dal Vescovo Diocesano, il quale stabilisce, ora, luogo e modo di tali celebraizoni
3. Le celebrazioni devono obbedire ai libri liturgici approvati (nei quali vi sono anche quelli gregoriani!)
4. Non vi sono altre "concessioni" al Cammino se non quelle di permettere, nelle Messe a cui esso partecipa, che si anticipi la Pace e si dia la Comunione sotte le due Specie.

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

in realtà è un ginepraio

Lo è se si usa la griglia di lettura del CnC e la si crede GIUSTA!
Il Vescovo Papa ha letto e applicato lo statuto, senza per questo andare in confusione...

Freedom ha detto...

Parola di Dio
Art. 11
[Celebrazione settimanale della Parola]
§ 2. Nella celebrazione della Parola di Dio, prima dell’omelia, il presbitero invita chi
lo desidera tra i presenti ad esprimere brevemente ciò che la Parola proclamata ha detto
alla sua vita. Nell’omelia, che ha un posto privilegiato nell’istruzione del Neocatecumenato,
35 il presbitero prolunga la proclamazione della Parola,36 interpretandola secondo il
Magistero37 e attualizzandola nell’oggi del cammino di fede dei neocatecumeni
37 Cfr. PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, III, B, 3: «In quanto collaboratori
dei vescovi, i sacerdoti hanno come primo dovere la proclamazione della Parola (cfr. Presbyterorum ordinis,
4). Essi sono dotati di un carisma particolare per l’interpretazione della Scrittura quando, trasmettendo, non le
loro idee personali, ma la parola di Dio, applicano la verità eterna del vangelo alle circostanze concrete della vita (ibidem)
».
Dunque, per gli Statuti, nella celebrazione settimanale della parola, figura centrale è quella del presbitero che trasmette non la sua idea personale ma la parola di Dio. (PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, III, B, 3)
Ora, da innumerevoli testimonianze, compresa la mia personale, la comunita' e' lasciate completamente a sè stessa (solo raramente il presbitero e' presente) con conseguenti risultati, spesso del tutto penosi.Questa e' un'altra, fra le molte macroscopica inadempienza, che sommata alla deformazione della Lectio divina, porta ad una erronea interpretazione della sacra scrittura....altro che "conoscenza del testo biblico. D'altronde come puo' un solo presbitero seguire piu' comunita' neocatecumenali a differenti tappe del cammino? Sarebbe necessaria di certo una mobilitazione molto ampia dei presbiteri, tutta al solo scopo di offrire una guida illuminata alle parole del giovedi' sera......E gli altri movimenti chi li segue???

Freedom ha detto...

Come appena dimostrato gli Statuti fanno acqua da tutte le parti.
"Nell’omelia, che ha un posto privilegiato nell’istruzione del Neocatecumenato,
35 il presbitero prolunga la proclamazione della Parola,36 interpretandola secondo il
Magistero37 e attualizzandola nell’oggi del cammino di fede dei neocatecumeni"
Ma quando mai??? Dove sono queste omelie del gioved' sera ???
La verita' e' che la sacra scrittura è interpretata col metodo "fai da te".
Ah! Fossi un neovat. , non esulterei tanto perchè analizziamo gli statuti.
Compri'?! ;

Freedom ha detto...

Inoltre dove sta scritto, di grazia, che il candelabro a 9 braccia sia un elemento liturgico approvato dalla chiesa così come il Tallit usato come copri-leggìo, le danze davidiche, ecc. Negli statuti non c'è alcuna approvazione tranne un fumoso riferimento alle catechesi.....che purtroppo hanno contenuto eretico. E' per questo che, sebbene si auspichi la loro pubblicazione, rimangono un assurdo del cammino NC!

Mic ha detto...

Il Vescovo Papa ha letto e applicato lo statuto, senza per questo andare in confusione...

nemmeno noi andiamo in confusione, Steph. Lo dimostrano anche le tue e idee molto chiare in proposito e tutte le nostre osservazioni

Sono loro che, con la loro griglia di lettura, non riescono a recepire la lettura ecclesiale da dare ad un documento, redatto da furbastri ma anche abili, volutamente ambiguo al quale noi stiamo cercando di dare una interpretazione corretta.

E se ne vengono qui con le varie 'versioni' diffuse negli eventi interni (convivenze e catechesi) partorite dalla mente degli iniziatori e riversate a cascata su tutte le comunità nello stesso modo dai loro magafoni-ripetitori: i catechisti...

Emma ha detto...

Lo statuto del cnc esiste, non è un dogma di fede, come è stato dato può essere ritirato, e può essere discusso e analizzato.
Questo è evidente.
Le anomalie sono così tante che nemmeno l`indubbia abiltà dei redattori è riuscita a mascherarle.

Anomalia già di uno statuto che è stato consegnato privo del suo "fondamento teologico", per ammissione stessa di Arguello che ha detto che solo il giorno in cui i testi saranno pubblicati il lungo cammino di approvazione sarà terminato.

Quei testi NON essendo ancora PUBBLICATI, ne deduciamo che l`approvazione è ancora sospesa e dipende dalle approvazioni mancanti.

Grande e grave anomalia di un gruppo definito itinerario di formazione cattolica e i cui testi restano non pubblicati e probabilmente non ancora completamente approvati.

Anomalia di uno statuto consegnato a dei LAICI, dal PCL, che bypassa la volontà del Papa, che contiene la descrizione di una "liturgia" non conforme a ciò che è in uso nella Chiesa cattolica e non conforme alle prescrizioni di Benedetto XVI,
anomalia di uno statuto che fa in continuità riferimento agli orientamenti per le equipes di catechisti, senza che il contenuto di quegli orientamenti sia pubblicato e probabilmente non approvato.

Ma quante volte abbiamo descritto queste anomalie?
Molte volte, avendo ricorso al Magistero della Chiesa e anche al semplice buon senso e alla logica.
Purtroppo la realtà è quella che è, e cioè un gruppo che ignora i richiami del Papa e continua grazie ai suoi potenti appoggi, capaci anche di vanificare la volontà del Papa.

Potrebbe essere logorante, scoraggiante, eppure continuiamo con fiducia e con amore per la nostra Chiesa.

Freedom ha detto...

Art. 28
[Catechisti]

3º. svolgono un importante compito di discernimento circa l’idoneità dei singoli
neocatecumeni e delle rispettive comunità per quanto riguarda il passaggio alle tappe
successive dell’itinerario del Cammino;
4º. durante gli scrutini di passaggio da loro guidati devono mantenere il massimo
rispetto per gli aspetti morali della vita intima dei neocatecumeni che rientrano nel
foro interno della persona.
§ 3. Nello svolgimento del loro compito i catechisti laici collaborano con il Parroco e
con i presbiteri delle rispettive comunità e li aiutano nella missione di governo, di insegnamento
e di santificazione loro propria in quanto ministri ordinati.

Dnque, ecco un'altra cosa inadempiuta:
i CATECHISTI devono COLLABORARE CON IL PARROCO E CON I PRESBITERI....
Ma quando mai. Tutte le testimonianze, inclusa la mia personale, convergono nel dire che IL PRESBITERO HA UN RUOLO MARGINALE, la parte del leone e' svolta dai catechisti non dal prebitero!!!

Freedom ha detto...

E non parliamo poi del "foro interno" cioe' della dignita' ed intimita' della persona umana, su cui in questo blog ci sono innumerevoli testimonianze dell'inadempimento degli statuti.

Mic ha detto...

Freedom,
ti invito a non disperdere le tue energie.
Tieniti l'intervento che hai fatto o che hai in mente di fare in caldo per quando affronteremo ogni argomento specifico. (circolazione denaro, potere catechisti, interpretazione scrittura, foro interno, ecc.)
Adesso stiamo approfondando sulla liturgia.
In realtà è stato già detto tutto o quasi, bisogna solo sintetizzare e ordinare quel che è stato detto. Appena posso lo farò

Freedom ha detto...

Con quale diritto e in quale parte degli statuti, di grazia, e' scritto che chi non obbedisce a cio' che dicono i catechisti o lascia la comunita' (uno dei modi in cui si puo' aderire a Cristo)secondo gli statuti neocat, sia di conseguenza indemoniato o non faccia piu' parte della Chiesa????
Dov'è che si parla della DECIMA, condizione indispensabile per superare il secondo scrutinio??? Perche' chi lascia il cammino diventa come morto per la sua comunita' ??Dove sta scritto negli statuti????

Freedom ha detto...

Ok Mic.

Mic ha detto...

intanto ti ringrazio per il tuo impegno, Freedom,

penso che converrai anche tu che questa analisi più approfondita dello Statuto, che avevamo già fatto in molti thread precedenti sia pure in maniera non sistematica, possa diventare più efficace proprio se sistematizzata, e concentrata sulle singole tematiche

Freedom ha detto...

Grazie a te Mic, meglio trasferirsi su un altro thread preparato da Stef : Roma locuta?
Questo ormai è diventato un po' pesante...;