lunedì 1 novembre 2010

Roma Locuta...?

Già tempo fa, all'indomani dell'approvazione degli statuti "definitivi" (per quanto lo statuto di una fondazione possa essere chiamato "definitivo"!), affrontammo un generico discorso sull' "identità" del Cnc che emergeva da quegli statuti. Mancò il raffronto con la prassi reale, e questo dopo il maggio 2008 è un raffronto necessario. In questo raffronto, nell'analisi delle parti determinanti dello Statuto, si può trovare finalmente quello "strumento di comunione" che tanto il Papa ha chiesto, chiedendolo al CAMMINO, ma che attulmente dal Cammino non è per nulla usato. Allora ci proviamo noi, a farci promotori di un'ulteriore prova di "risoluzione dei problemi", creati non certo da noi.

Lo Statuto del Cnc è un fatto. Esso è uno Statuto che viene approvato dal PCL, per una fondazione Cattolica, così definita. Chiamasi Cammino Nc. Esso però viene approvato in una situazione di criticità e di "unicità". Viene approvato mancando di un documento che viene citato al suo interno (Orientamenti delle Equipes di Catechisti); e viene approvato mancando dell'attuazione di una norma vincolante che in ogni caso E' PRESENTE al suo interno (articolo 13, comma 3 nota 49). Insomma, chi ponesse delle domande sul modus di questa approvazione avrebbe tutte le ragioni per farlo. Di recente è stato approvato (ad esperimento) lo Statuto della Comunità Gesù Risorto. L'iter è stato assolutamente "normale". Ogni testo (tra l'altro c'è un solo testo, "Linee guida", che non è nulla più di questo. Per chi volesse può documentarsi) è stato vagliato PRIMA dell'approvazione. E l'approvazione ha riconosciuto una Associazione privata di fedeli.
Il Cnc ha un testo ancora segreto, presente come riferimento in alcuni articoli dello statuto, ma non approvato da nessuno! Inoltre non ha adempiuto all'obbligo sancito dal Papa nella Lettera del dicembre 2005, redatta dal Prefetto del Culto Divino a nome del Papa, come egli stesso afferma nel discorso del 12 gennaio 2006: "La Liturgia... vi sono state date norme a mio nome...".

Al di là di queste anomalie, che sono avvenute solo per il Cnc, a mia conoscenza, lo Statuto è approvato ed è valido. Ma se "Roma ha parlato", molti non conoscono cosa abbia detto!

Infatti a margine di questo statuto si sono levate delle voci di incredibili, quanto assurdi, balletti giuridici in cui si da' ad uno statuto la facoltà di abrogare una disposizione normativa di una Congregazione di Curia, ANZI DEL PAPA (!!); come anche di quella disposizione normativa si è detto di tutto: che era una "lettera privata senza valore", che era uno "strumento di lavoro interno", che era un "auspicio"! Tutto questo non è decisamente bene augurante per chi volesse capire le "Intenzioni" di questo Cnc! In ultima analisi, ogni norma che viene emessa per il Cnc, per quanto chiara, DEVE avere l'unico scopo di "approvarne" la prassi! E guai a chi dice il contrario! Si sventola la presunta "approvazione" sotto il naso dei poveretti che si beccheranno per questo pure degli epiteti come "scismatici" o "sedevacantisti"!

Ma questa "approvazione" cosa approva?

Non la prassi del Cnc che conosciamo! Basta leggere gli articoli dello Statuto, il quale senz'altro si mantiene su una linea non NETTA e nitida, ma che nella sua struttura non poteva non tener conto di ciò che il Diritto Canonico stabilise per tutti! Dunque?

L'inizio dell'analisi l'abbiamo nel post precedente. Direi di concentrarla in 3 punti:
1. Che cos'è il Cnc?
2. Cnc e liturgia. Gli "indulti".
3. Teoria e Prassi

Buon lavoro a tutti.

98 commenti:

Mic ha detto...

In effetti, è l'unico statuto che tra le varie anomalie già ricordate, oltre a quella di lasciare del tutto "non regolamentate" una serie di prassi e "tradizioni orali" avvolte dal 'segreto', impensabile in una realtà ecclesiale, inserisce nel suo articolato alcune modalità d'uso di un rito... a prescindere dal fatto che risulti diverso da quello cattolico. Se non fosse diverso non sarebbe arrivato il richiamo del Pontificio Consiglio per il Culto confermato dalle parole del Papa, sostanzialmente vanificati da un documento che non ha equivalente valore magisteriale, frutto di estenuanti "trattative" e di evidenti compromessi, che con la Verità hanno poco a che vedere.

I dettagli prossimamente

Mic ha detto...

Questa è una semplice premessa.
Cominciamo a cercar di rispondere, nell'ordine, alle domande poste da Steph:

1. Che cos'è il Cammino neocatecumenale?

Stefano78 ha detto...

Il Cammino Neocatecumenale è una Fondazione di Beni Spirituali, come prevista a norma di Diritto (cfr Art 1, comma 3, nota 3 dello statuto).

Il che mette la parola fine a tutte quelle disquisizioni sulla natura del CnC che, magicamente, non sarebbe nè una associazione, nè un movimento, nè una aggregazione. Il Cammino, insindacabilmente, deve essere solo come i fondatori decretano?

Invece, come ribadito dal Papa più di una volta, anche recentemente (Cfr Lettera di auguri a Cordes, 18 dicembre 2009), il CnC è UN MOVIMENTO. E questo risulta abbastanza chiaramente anche dallo statuto. Il CnC è una Fondazione Laicale. Per cui, non può che avere le "facoltà" che ha ogni aggregazione laicale.
Gli è, quindi, che ogni affermazione in senso contrario si scontra con due realtà di fatto: con lo Statuto e con la definizione che ne ha dato il Papa

Emma ha detto...

Le anomalie che hanno accompgnato tutto l`iter di approvazione del cnc sono cosi numerose che non si sa da dove cominciare.
La consegna stessa di quello statuto, così come è avvenuta è l`apoteosi di un percorso caratterizzato da molte cose incomprensibili a chi non ignora il Magistero della Chiesa, la sua Dottrina , la sua teologia liturgica, una consegna sintomatica e rivelatrice di un percorso anomalo e che non poteva essere che anomala.

Emma ha detto...

Riporto qui il mio commento del thread precedente.

Lo statuto del cnc esiste, non è un dogma di fede, come è stato dato può essere ritirato, e può essere discusso e analizzato.

Questo è evidente.

Le anomalie sono così tante che nemmeno l`indubbia abiltà dei redattori è riuscita a mascherarle.



-Anomalia di uno statuto che è stato consegnato privo del suo "fondamento teologico", per ammissione stessa di Arguello che ha detto che solo il giorno in cui i testi saranno pubblicati il lungo cammino di approvazione sarà terminato.


Quei testi NON essendo ancora PUBBLICATI, ne deduciamo che l`approvazione è ancora sospesa e dipende dalle approvazioni mancanti.



-Grande e grave anomalia di un gruppo definito itinerario di formazione cattolica e i cui testi restano non pubblicati e probabilmente non ancora completamente approvati.



-Anomalia di uno statuto consegnato a dei LAICI, dal PCL, che bypassa la volontà del Papa, che contiene la descrizione di una "liturgia" non conforme a ciò che è in uso nella Chiesa cattolica e non conforme alle prescrizioni di Benedetto XVI,
-
anomalia di uno statuto che fa in continuità riferimento agli orientamenti per le equipes di catechisti, senza che il contenuto di quegli orientamenti sia pubblicato e probabilmente non approvato.



Ma quante volte abbiamo descritto queste anomalie?

Molte volte, avendo ricorso al Magistero della Chiesa e anche al semplice buon senso e alla logica.

Purtroppo la realtà è quella che è, e cioè un gruppo che ignora i richiami del Papa e continua grazie ai suoi potenti appoggi, capaci anche di vanificare la volontà del Papa.


Potrebbe essere logorante, scoraggiante, eppure continuiamo con fiducia e con amore per la nostra Chiesa.

Mic ha detto...

Il CnC è una Fondazione Laicale. Per cui, non può che avere le "facoltà" che ha ogni aggregazione laicale.
Gli è, quindi, che ogni affermazione in senso contrario si scontra con due realtà di fatto: con lo Statuto e con la definizione che ne ha dato il Papa


questo in teoria.
Poi in realtà si tratta di un'Associazione laicale che si dà QUESTA identità

nonostante le affermazioni del Papa e di mons Bux e dei neocat stessi quando si parla bene dei movimenti, salvo a ribadire, come ha fatto ieri lvvfl che il cammino non è un movimento ma è una "iniziazione cristiana"... solo che non basta darsi e farsi riconoscere un'etichetta perché l'identità coincida con l'etichetta

Stiamo mostrando tutti gli scostamenti tra un'identità ostentata e una realtà effettiva...

Emma ha detto...

Sottoscrivo in toto l`analisi di Stefano su che cosa è il cammino neocatecumenale.
Completa, precisa e sintetica.

jonathan ha detto...

Faccio la parte della strega di turno e chiedo: è’ da considerarsi del tutto indebita la pretesa accanita di non essere un movimento? Visto che proprio al primo comma viene riportata la frase storica, la più amata dal cn, ossia ‘riconosco il cnc come un itinerario…’? Frase che però, mi sembra, è direi ridimensionata dal secondo comma che pone il cammino come ‘una delle modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana…’. Mah, l’impressione, che peraltro ho sempre avuto, è che si naviga da subito in acque torbide, ambigue, che lasciano margini sufficienti a che ‘fatta la legge trovato l’inganno’. Allora, certo, il cn è un movimento come gli altri, ma restano liberi di considerarlo qualcosa di più.

Emma ha detto...

"Allora, certo, il cn è un movimento come gli altri, ma restano liberi di considerarlo qualcosa di più."

Senza alcun dubbio il cnc è un gruppo formato da persone fisiche, da laici, è un movimento, se si preferisce è un`associazione di laici,non è di certo un`entità disincarnata, ma una realtà incarnata nei suoi membri.

Qualcosa di più?
Di più rispetto a che cosa? A chi?
Forse che Benedetto XVI li ha trattati come un qualcosa di più? Di diverso?
No.

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

questo in teoria.
Poi in realtà si tratta di un'Associazione laicale che si dà QUESTA identità



Ma certo. Cosa poteva dire il nostro amico Nc?

Il fatto è che tutta quella disquisizione, alla luce delle norme, è pura aria fritta!

Le norme parlano. Appunto: Roma Locuta. Oppure Roma è Locuta solo quando gli pare a Kiko? ;)

Mic ha detto...

Fondazione di Beni Spirituali

ma cosa si intende per Beni Spirituali (con la maiuscola!)?

Non è una contraddizione in termini che una "Fondazione", di sicura matrice umana, possa essere dichiarata portatrice di "Beni Spirituali"?

Dall'art. 1 in cui viene definita la sua natura (§ 1.) tratta dalla fatidica definizione data a suo tempo dalla Lettera "Ogniqualvolta", sulla quale è bene leggere qui, si desume che questi dichiarati Beni Spirituali sono:
- varie fasi di cosiddetto neo-catecumenato (strutturato secondo il § 3, punti 1 e 3)
- l'educazione permanente alla fede (punto 2)
- il servizio della catechesi (punto 4)

naturalmente questa è solo l'ossatura, che va poi rivestita dei contenuti di cui ai Titoli di riferimento, che esamineremo dopo aver risposto a questi interrogativi:

1. come possono definirisi "Beni Spirituali" modalità e prassi i cui contenuti sono in larga parte segreti e per giunta non approvati ufficialmente? Mentre il mondo è pieno di persone che testimoniano storture ed eresie risultanti da plurime concordanti esperienze e anche da alcuni documenti divenuti nel tempo consultabili?

2. chi sono i garanti di questi contenuti?
Dovrebbero essere i vescovi e i pastori della Chiesa. Ma in realtà cosa prevede lo Statuto?

Art.2 (1° e 2° comma)
1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano e con l’assistenza, la guida dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, o dell’Équipe responsabile delegata, di cui all’art. 3, 7º;

ATTENZIONE: il vescovo ha la giurisdizione e una fantomatica direzione, ma la guida cioè il munus regendi proprio del sacerdozio, viene affidato a laici che agiscono:

2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

e allora resta valido quanto ipotizzava Steph:

Il Cammino, insindacabilmente, deve essere solo come i fondatori decretano?

perché?
com'è possibile?

Mic ha detto...

Ma certo. Cosa poteva dire il nostro amico Nc?

non è così innocuo né ininfluente il discorso, Steph, perché de facto quello che ha detto il nostro amico è suffragato da ciò che sta accadendo, nonostante e al di là di tutte le approfondite analisi che noi possiamo fare de iure...

l'hai capito o no, Steph, che con lo statuto e con le nostre ragionevoli e legittime osservazioni ci si puliscono il **** (chiedo scusa per il termine, ma è la dura cruda realtà) perché hanno il potere, e lo esercitano?...

Il fatto è che tutta quella disquisizione, alla luce delle norme, è pura aria fritta!

quella disquisizione che tu definisci aria fritta è ciò che viene messo in atto nella Chiesa dove arrivano loro, mentre le nostre disquisizioni, pur valide, sono destinate a restare lettera morta a causa della desistenza dall'Autorità o non so cosa presente nella Chiesa!

Questo è il problema vero!

secondo me ci stiamo sbattendo un'altra volta il muso e non serve a niente...

Le norme parlano. Appunto: Roma Locuta. Oppure Roma è Locuta solo quando gli pare a Kiko?

l'hai detto: è esattamente così. Non si può negare, visti i fatti!
oltretutto le norme sono ambigue ad opera di furbastri e vengono applicate o disapplicate da furbastri ancora peggiori!

Il semplice fatto che non ci sia una regolamentazione chiara e trasparente e che si sia costretti ad interpretare la dice lunga. E la dice lunga anche il fatto che per interpretare certe cose bisogna saper leggere tra le righe e conoscere davvero cos'è il cosiddetto cammino....
contra factum non datur argumentum

Mic ha detto...

dicevo:
l'hai detto: è esattamente così. Non si può negare, visti i fatti!

e aggiungo:

a meno che in Curia non ci siano più persone che quando il Papa dice una cosa ne fanno un'altra...

Hai presente l'episodio del seminario di Takamatsu e quello dell'Istituto che aveva ottenuto il permesso dal Papa per celebrare il VO e non gli era mai arrivato nonostante il Papa lo avesse messo per iscritto salvo poi a scoprire, avendo avuto l'opportunità di riparlarne col Papa, che la Segreteria di Stato lo aveva bloccato?

Mala tempora currunt, caro Stefano... non solo per quei due episodi che sono la punta dell'iceberg e noi non possiamo far altro che continuare a informare come sempre abbiamo fatto.

O forse è arrivato il momento di tacere e pregare pregare pregare

Altro che Roma locuta!

Urlodeldrago ha detto...

"Il Cammino Neocatecumenale è una Fondazione di Beni Spirituali, come prevista a norma di Diritto"
"Invece, come ribadito dal Papa più di una volta, anche recentemente (Cfr Lettera di auguri a Cordes, 18 dicembre 2009), il CnC è UN MOVIMENTO. E questo risulta abbastanza chiaramente anche dallo statuto. Il CnC è una Fondazione Laicale. Per cui, non può che avere le "facoltà" che ha ogni aggregazione laicale"

Scusate la mia ignoranza, ma io sono qui anche per capire: qualora si volesse riconoscere definitivamente che il cammino neocatecumenale è un movimento, cosa cambia?

gianluca cruccas ha detto...

1. Che cos'è il Cammino neocatecumenale?

Il CN è e rimane una setta eretica e non è certo uno statuto ambiguo a dargli un riconoscimento di movimento Cristiano...

Emma ha detto...

Roma locuta est?

Sì , se consideriamo che il PCL è Roma.

NO, se consideriamo che "Roma " è il Papa.

E, fino prova del contrario, la somma autorità della Chiesa è, sempre e ancora, il Papa.
Dunque possiamo dire che ROMA LOCUTA NON EST.

Perchè possiamo dirlo?
Perchè CIÒ CHE IL PAPA HA DETTO NON FIGURA NELLO STATUTO.
E sfido chiunque a provarmi che ciò che Benedetto XVI ha VOLUTO figura nello statuto del cnc, che le NORME di cui ha parlato ai nc stessi, facendo loro fiducia, figurano nello statuto.

Quindi?
Non possiamo, noi piccoli, credere che il Papa dica una cosa e poi ne faccia un`altra, che il Papa voglia una cosa e il suo contrario, non possiamo credere che il Papa rinunci alle sue chiare e espicite precrizioni e possiamo ancor meno crederlo quando sappiamo che le sue prescizioni riguardano la sacra Liturgia.

Allora?
Noi piccoli possiamo, sgomenti, solo dirci che il Papa ha dovuto scegliere il SILENZIO , anche se non sappiamo perchè è stato costretto a farlo.
La sua firma non figura su quello statuto, lui stesso ha detto che è il PCL ad avere dato lo statuto al cnc.

Poi sappiamo che il Papa non dirà niente , non punterà mai un dito accusatore su chi lo ha tradito, ma prenderà, come sempre, tutto su di lui.
Ed è così che, senza alcun dubbio, nel futuro, vedremo ancora Benedetto XVI ricevere il cnc , lo ascolteremo dire parole di lode e ringraziamento, ripeterà probabilmente i suoi richiami che già sa resteranno inascoltati, come i precedenti.

Sì, possiamo dirci tutto ciò, ma questo non cambierà una virgola alla realtà di un gruppo che è abbastanza potente per vanificare la volontà del Papa, per metterlo davanti al fatto compiuto.

Emma ha detto...

Possiamo discutere ore e ore su uno statuto zeppo di anomalie, e poi?
Forse che ciò cambierà qualcosa?
Potremmo descrivere le anomalie evidenti e anche quelle più sottili, reperibili fra le righe.
Restiamo basiti quando leggiamo che il cnc non ha un PATRIMONIO proprio, quando vediamo che lo statuto tace sulla DECIMA, raggirando l`ostacolo,
scuotiamo la nostra testa sconcertati quando leggiamo che gli SCRUTINI si fanno nel rispetto del foro interno, e pensiamo con tristezza e sofferenza a tutti coloro che sono stati sconquassati dalle agressioni della loro intimità durante gli scrutini, pensiamo a tutti coloro che lo sono e lo saranno, e non capiamo come la Chiesa possa permetterlo,
leggiamo ovunque in quello statuto l`onnipotere dei CATECHISTI, gli specialisti tecnici del cnc "secondo le linee proposte ( proposte !?! sappiamo che sono imposte!) dagli iniziatori",
non capiamo come quel RITUALE, senza le correzioni volute da Benedetto XVI figuri in quello statuto e, non capiamo come un "rituale" possa figurare in un statuto consegnato dal PCL a dei laici,
vediamo menzionati in continuità gli ORIENTAMENTI alle equipes di catechisti , sappiamo che non sono ancora approvati e pubblicati, e restiamo sconcertati che non solo le notre autorità lo tollerino, ma che continuino ad affidare le catechesi a questo gruppo.

Sì, vediamo, leggiamo, non capiamo, possiamo e dobbiamo dirlo, ma poi?
Cambierà quslcosa?
Se il Papa stesso non ha potuto imporre la SUA volontà, che cosa possiamo pretendere noi piccoli?

Possiamo solo sperare che le notre testimonianze, le nostre informazioni e le nostre domande risuonino nelle menti e nel cuore di chi ci legge.
E lasciare che ognuno le elabori nell`intimità di quello spazio sacro che è la coscienza.

jonathan ha detto...

Forse che ciò cambierà qualcosa?

No, forse no. Però può servire a mostrare che il cn approvato nel suo statuto non è quello reale e che molti dei suoi errori sono nascosti fra le righe o del tutto taciuti. E che quindi ripetere ‘la chiesa approva’ non basta a giustificare abusi per nulla 'approvati'. Può servire a difendere la Chiesa, la quale è certamente latitante nel suo dovere di dirigere e governare, ma, almeno in un documento ufficiale qual è lo statuto, la Chiesa non approva, non sottoscrive le eresie e le stravaganze del cn. Una briciolina di speranza.

Freedom ha detto...

Carissimi,
so benissimo che in passato è stata gia' fatta un'analisi accurata soprattutto su queste prime domande dello statuto nc. Ma, non dovevamo restare aderenti al testo?
Fare un'analisi meticolosa delle note?
Io credo che non bisogna aver paura di niente. Ripeto, un'analisi condotta in maniera diversa, si espone ad eguali possibilita' di mala-confutazione, anzi è molto piu' attaccabile di questa. Non e' che negando la validita' degli statuti se ne puo' negare l'esistenza. Questo tipo di critica apodittica e' facilmente controbattibile, e più che criticare e pregare nell'un senso o nell'altro noi non possiamo fare....

Freedom ha detto...

"....può servire a mostrare che il cn approvato nel suo statuto non è quello reale..."

Sono assolutamente d'accordo con Jonathan.

Stefano78 ha detto...

GRAZIE JONATHAN PER AVER COMPRESO LO SCOPO PRIMO E ULTIMO DI QUESTE ANALISI!

Da incidere:

No, forse no. Però può servire a mostrare che il cn approvato nel suo statuto non è quello reale e che molti dei suoi errori sono nascosti fra le righe o del tutto taciuti. E che quindi ripetere ‘la chiesa approva’ non basta a giustificare abusi per nulla 'approvati'. Può servire a difendere la Chiesa, la quale è certamente latitante nel suo dovere di dirigere e governare, ma, almeno in un documento ufficiale qual è lo statuto, la Chiesa non approva, non sottoscrive le eresie e le stravaganze del cn. Una briciolina di speranza.

Stefano78 ha detto...

Dice freedom

Io credo che non bisogna aver paura di niente. Ripeto, un'analisi condotta in maniera diversa, si espone ad eguali possibilita' di mala-confutazione, anzi è molto piu' attaccabile di questa. Non e' che negando la validita' degli statuti se ne puo' negare l'esistenza. Questo tipo di critica apodittica e' facilmente controbattibile, e più che criticare e pregare nell'un senso o nell'altro noi non possiamo fare....



Come non quotarti?

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

ma cosa si intende per Beni Spirituali (con la maiuscola!)?
Ecc...


Le fondazioni di Beni Spirituali non sono una novità nella Chiesa. Guardiamo alle miriadi di confraternite che come "Bene Spirituale" che le fonda hanno determinate forme di pietà cristiana. O determinate DEVOZIONI. Vedere il Santo Rosario.

In questo caso il "Bene spirituale" se fosse davvero quello che ci si aspetta, sarebbe anche davvero utile: la Catechesi POst-Battesimale DIOCESANA (leggasi Universale!).

Inoltre, SULLO STATUTO, vogliamo leggere cosa si dice riguardo a quei punti sulla natura del CnC che ti hanno fatto pensare ad una falla aperta all'onnipotenza dei catechisti?

Leggere nota 8:

Con le parole “direzione” e “guida” si indicano due funzioni distinte: con il termine “direzione” si intende la
giurisdizione propria dei ministri ordinati;
con il termine “guida” si intende la conoscenza tecnica del Cammino secondo le linee proposte dagli iniziatori.


Dove sarebbero così "onnipotenti" questi catechisti?

Mic, lo statuto contiene in sè gli strumenti per fare un primo (DICO PRIMO) discernimento che possa aiutare a capire se esiste una "Legge", se questa è chiara (e dove nonè chiara come si possa chiarire) e se essa è eseguita! Ti pare poco come PRIMO discernimento? E come aiuto soprattutto per chi è a contatto con il CnC?

Stefano78 ha detto...

Dice Emma
E sfido chiunque a provarmi che ciò che Benedetto XVI ha VOLUTO figura nello statuto del cnc, che le NORME di cui ha parlato ai nc stessi, facendo loro fiducia, figurano nello statuto.



Te ne ho già dato un assaggio nella discussione precedente, in cui addirittura avevi scritto: allora ha ragione Stefano! I Nc non rispettano lo statuto! ^__^

Hai già cambiato idea?

Le disposizioni di Bendetto sono state recepite dallo statuto, sebbene in alcuni punti sia volutamente ambiguo. Ma ad un approfondimento immediato, la chiarezza emerge.

Freedom ha detto...

C'è qualche saccente nc che pensa che la critica sugli statuti sia, dal loro punto di vista, inattaccabile, anzi, porti ad una loro legittimazione. Nulla di piu' sbagliato. Emma ha felicemente riassunto alcune macroscopiche discrepanze presenti negli statuti....vi sembra poco? Inoltre vorrei ricordare a qualche furbone neocat che è pronto a stracciarsi le vesti per la nostra piu' piccola imprecisione che la loro teoria sul candelabro non ha testi di riferimento: è una invenzione! Inoltre, quando citano candelabri nell'uso comune della messa che possono stare sull'altare , si fa riferimento a candelabri "normali" non a fantomatici candelabri a 9 braccia con ampolline! Inoltre che il cnc sia un movimento o associazione laicale fornita di persona giuridica pubblica è scritto nel primo articolo dello statuto nc......quindi dov'è il dubbio??? E' altresì noto che Carmen ha interrotto pubblicamente il Papa che diceva movimento, ripetendo cammino e il Papa ha detto:" Che la donna taccia...." (Dal libro di Daniel Lifshvitz)

Stefano78 ha detto...

Dopo l'approvazione degli Statuti del CnC, il Papa torna a pralarne in termini di PURIFICAZIONE e dice chiaramente NETTAMENTE che il CnC E' UN MOVIMENTO insieme agli altri presenti oggi:

"Particolarmente caratteristico per il Tuo slancio pastorale è e rimane il Tuo impegno per i “movimenti”: il Movimento Carismatico, Comunione e Liberazione ed il Cammino Neocatecumenale hanno molti motivi di gratitudine nei Tuoi confronti"

Dunque, il Papa si sbaglia e Kiko ha ragione?

Stefano78 ha detto...

Da alcuni incauti (a dir poco) il CnC è stato Equiparato alla Catechesi parrocchiale pre o post-battesimale, per ostinarsi nel non definirlo movimento, aggragazione laicale. Ebbene, vi risulta che le Catechesi parrocchiali siano dotate di persona giuridica e di statuto? Per cui? Delle due l'una: o il CnC è un movimento, o le catechesi parrocchiali non sono "approvate" dalla Chiesa, poichè non hanno "statuto"!!!!

Stefano78 ha detto...

Vi risulta che le Catechesi parrocchiali dipendano dal Pontificio COnsigli dei Laici, il quale è il Dicastero costituito proprio per "governare" la aggregazioni laicali?

Stefano78 ha detto...

La natura che emerge dal CnC dello Statuto è quella di una aggregazione laicale che attua in un altro modo la pastorale DIOCESANA post-battesimale. E' dunque un sodalizio di persone (leggasi catechisti) che si impegnano ad educare alla fede secondo la Pastorale Universale. Dunque, perchè il CnC non sarebbe un movimento?

Mic ha detto...

In questo caso il "Bene spirituale" se fosse davvero quello che ci si aspetta, sarebbe anche davvero utile: la Catechesi POst-Battesimale DIOCESANA (leggasi Universale!).

è vero Steph. Tuttavia:

nella Chiesa, ogni Ministero nasce da un 'mandato' conferito dal vescovo o dal sacerdote. Sappiamo che nel Cammino, invece, i catechisti sono 'mandati' da Kiko Argüello e non dalla Chiesa, e pensiamo ai casi di quei vescovi che appoggiano il cammino e che non si fanno alcuno scrupolo di non verificare chi e per che cosa stanno mandando... per di più con la grave incongruenza che il noto “iniziatore” non riconosce in alcun modo la Chiesa come istituzione, salvo poi pretendere il placet da vescovi di cui non riconosce la funzione gerarchica, se non per un fatto di comodo assolutamente formale.

Il cammino non è movimento, non è associazione laicale, non è ordine religioso. Allora che cos'è? Esso si definisce "iniziazione cristiana"; ma questa è una prerogativa ecclesiale, con tutti i dubbi che si possono legittimamente avanzare sul "cristiana", avuto riguardo ai notevoli aspetti giudaici e giudaizzanti, che non coincidono propriamente con un ritorno alle origini, ignorando completamente proprio la “cattolicità” del cristianesimo.

Pare dunque di capire che secondo i responsabili del Cammino - e la cosa non è affatto nuova - i termini "movimento" e "associazione" non si possono applicare ad esso. O meglio vengono applicati quando fa comodo (giusto quando si vuole vendere il "prodotto-cammino" come perfettamente inserito e in armonia con tutti gli altri movimenti frutto del Concilio Vaticano II ecc ecc).

La pratica insegna che qualsiasi vestito giuridico-formale preesistente al cammino è inappropriato. A noi la cosa inquieta ancora di più... perchè ci trasmette la sensazione di qualcosa di poliedrico, che si fa piccolo in funzione dell'approvazione (nella quale figura e tuttavia con tratti ambigui di essere una fondazione laicale), che si fa grande quando fagocita tutto il resto che lo circonda

Michela ha detto...

In realtà lo statuto è una spina nel fianco dei ncn.
IL cammino viene considerato un movimento tra i tanti della Chiesa, mentre il cammino si sente portatore di un quid ( che loro chiamano spirito, carisma paolino ) che vorrebbe riformare la chiesa, attraverso il concetto del sacerdozio comune.

Se movimento, o fondazione , significa semplicemente una aggregazione laicale ( per questo mi piacerebbe capire meglio questi termini),
allora tutto questo è peggio di un pugno nello stomaco per Kiko, che si attribuisce in pienezza le qualità battesimali di re, sacerdote e profeta.

Freedom ha detto...

Caro Stef,
Infatti:
Art. 1
[Natura del Cammino Neocatecumenale]
§ 3. Il Cammino Neocatecumenale, dotato di personalità giuridica pubblica2, consta
di un insieme di beni spirituali3:
Cfr. can. 115 § 3: fondazione autonoma di beni spirituali
Allora, quando si parla di cammino...neocat. si parla del nome che gli stessi iniziatori hanno inteso dare alla loro creatura non diversamente ad es. da ...cofraternita dello Spirito Santo. Che cosa sia poi nei fatti il cnc ce lo dice il PCL (pontificio consiglio per i laici) e lo statuto: il cnc e' ua fondazione autonoma ,laicale, di beni spirituale.

Freedom ha detto...

L'equipe internazionale non manda ma propone. La sua proposta e', come gia' notato, essenzialmente tecnica. Nel senso che, si occupa degli aspetti tipici del cammino. Ma com'e' ho gia' notato nel Thread precedente e' il vescovo che deve autorizzare, su proposta dell'equipe internazionale del cnc, il cnc a formare piccole comunita' ed iniziare la gestazione alla fede. Il vescovo deve autorizzare il cnc a celebrare, a suo discernimento, anche "ad casum"...cosa significa? Significa che il vescovo deve e puo' approvare anche volta per volta, "ad casum" le celebrazioni del cnc.

Mic ha detto...

Hai già cambiato idea?
Le disposizioni di Bendetto sono state recepite dallo statuto, sebbene in alcuni punti sia volutamente ambiguo. Ma ad un approfondimento immediato, la chiarezza emerge.


non mi pare che Emma abbia cambiato idea, semplicemente esprime, la consapevolezza, che è anche la mia, del fatto che questa analisi pertinente e accurata, non sortirà alcun effetto, ma soprattutto che l'espressione "Roma locuta", riferita solo allo Statuto che bypassa le correzioni del Papa non è vero ma relativo, incompiuto, anche in riferimento alle mancata approvazione dei testi di riferimento nonché alla loro segretezza...

che lo statuto sia e resti una 'spina nel fianco' del cammino, come dice Michela perde pregnanza, avuto riguardo al fatto che possono tranquillamente infischiarsi anche di quelle prassi che il cammino sfiora sia pure solo di striscio (foro interno, ad esempio) per non parlare del rito inserito nello statuto e per di più in maniera furbastra ma anche maldestra, avuto riguardo alle nostre pertinenti osservazioni del Thread precedente che già rispondono alla seconda domanda posta da Steph e che appena posso sintetizzerò

Ecco, siamo a questo punto.
Condivido anch'io quel che dice Jonathan, ma sono ragionevolmente sicura che né tra i neocat né tra chi di dovere queste nostre puntualizzazioni avranno effetto, tranne se non intervenga un aiuto dal cielo, Dio lo voglia!

Infine, completiamo questa analisi e poi andremo incontro a ciò che accade giorno per giorno come abbiamo sempre fatto, intervallando l'analisi degli ulteriori 'punti nodali', che non sono pochi

Freedom ha detto...

Art. 1
[Natura del Cammino Neocatecumenale]
§ 2. Il Cammino Neocatecumenale è al servizio del Vescovo come una delle modalità
di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana e dell’educazione permanente nella
fede.

Il cnc e' una, NON LA SOLA, modalità
di attuazione diocesana.

E qui' giu' a critiche!!! Come ha giustamente notato Michela...

Freedom ha detto...

Dice Michela:
"In realtà lo statuto è una spina nel fianco dei ncn.
IL cammino viene considerato un movimento tra i tanti della Chiesa, mentre il cammino si sente portatore di un quid ( che loro chiamano spirito, carisma paolino ) che vorrebbe riformare la chiesa, attraverso il concetto del sacerdozio comune."

Proprio così.

Michela ha detto...

Io credo che questo serva,
nel cammino si sta bene, a volte, ma nell'insieme si sta male, ma non è facile dare un nome questo malessere.

Una volta accertato questo malessere, è importante dargli un contenuto oggettivo.
Se non ci fosse stato internet, non avrei mai colto le bugie che ci sono state dette sulla lettera del card Arinze, e non avrei avuto un motivo 'non personale' per lasciare il cammino.
Avrei pensato che il cammino, non era per me, e che in fondo in me c'era qualcosa di sbagliato, che non mi permetteva di cogliere questa meravigliosa oppurtunità di salvarmi rinnovando la Chiesa.

Freedom ha detto...

E io aggiungo: dati questi fatti desunti dallo statuto risulta incomprensibile
(e' una figura retorica) come un adepto che lasci il cammino venga tacciato di essere un demonio o addirittura indemoniato e che lo si accusi che lasciando il cammino lasci la chiesa. Se poi collochiamo questo evento , tipico del secondo scrutinio e del rifiuto della decima ecco la' l'altra gigantesca magagna: dov'è la decima negli statuti.... Oh bella! Ma non c'è....!

Mic ha detto...

allora tutto questo è peggio di un pugno nello stomaco per Kiko, che si attribuisce in pienezza le qualità battesimali di re, sacerdote e profeta.

sarà anche un pugno nello stomaco, che però non impedisce la contraddizione che il cammino sia definito fondazione laicale, mentre attribuisce le funzioni di guida che, ripeto, appartengono al munus regendi dei sacerdoti, a laici che di fatto esercitano nelle singole comunità il potere assoluto dato dalla
verticalità della struttura che ha il suo perno negli inziatori...

così come non impedisce che la sua volontà sia esercitata senza nessuna remora, innescando un culto della personalità che ha molti risvolti patologici

Freedom ha detto...

Lo stesso statuto, cid ice come interpretare le parole:
Art 2
1°. sotto la giurisdizione, la direzione del Vescovo diocesano7 e con
l’assistenza, la guida8 dell’Équipe Responsabile internazionale del Cammino, o
dell’Équipe responsabile delegata, di cui all’art. 3, 7º;
2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.


Con le parole “direzione” e “guida” si indicano due funzioni distinte: con il termine “direzione” si intende la
giurisdizione propria dei ministri ordinati; con il termine “guida” si intende la conoscenza tecnica del Cammino secondo
le linee proposte dagli iniziatori.
Ma sta al Vescovo interagire e, semmai dare luogo, allo svolgimento del cammino, a lui sta discernere. Il fatto che poi cio' non si verifichi e il cnc sia accettato come un "pacchetto pre-fatto, chiavi in mano" e' l'ennesima prova di quanto gli statuti siano disattesi. Esiste dunque un gap fra teoria e realta' e cio' e' un fatto.

Mic ha detto...

Il cnc e' una, NON LA SOLA, modalità di attuazione diocesana.

un'altra delle discrepanze tra statuto e realtà, tra il de iure e il de facto.

Intere diocesi sono già fagocitate dal cammino pe reffetto della loro porterva aggressività, unita al fatto dell'appoggio di vescovi spesso modernisti (il che significa che hanno perso i connotati cattolici e non riconoscono le eresie, ammesso che conoscano i contenuti delle catechesi ampiamente mistificate nel proporsi, ma sempre le stesse nel corso delle annose esperienze), di certo affascinati dalla presentazione del prodotto 'chiavi in mano' accompagnato dalla pubblicità ingannevole e da generose 'unzioni' di sicuro non spirituali...

Michela ha detto...

Noi sappiamo che nelle catechesi si passa il concetto che il battesimo ci rende re sacerdoti e profeti,
e che la scelta che fa la comunità dei responsabili/catechisti/ cantori ecc. corrisponde ad un mandato ministeriale.

Si tratta di vedere se tra i beni spirituali ci sono anche i vari munus di cui parla Mic ( reggere, insegnare, santificare, non so se sono giusti)

Freedom ha detto...

Da notare come in tutto il corpus degli statuti venga fatto riferimento agli "Orientamenti" in modo vago. Mai che venga citata una pagina o un capoverso...Questo, a mio avviso e' irregolare e inoltre puo' significare la non ufficiale stesura ed univoca e precisa analisi dei suddetti "Orientamenti" come ben risaputo assai scomodi perchè palesemente eretici.

Freedom ha detto...

Rimanendo aderenti al testo degli statuti definitivi nc, i catechisti , non possono sostituirsi al presbitero. Essi svolgono una funzione tecnica sul discernimento dei candidati alle varie tappe ma dovrebbero riconoscere la centralita' dell'ufficio del parroco o del presbitero e collaborare con loro. E' vero che siamo tutti sacerdoti, ma e' anche vero e comprovato dal testo degli statuti, che il presbitero viene riconosciuto ( e ci mancherebbe che la Chiesa non lo facesse) come dotato di un "carisma particolare".
Io pero' direi che bisogna nadare avanti in maniera accurata e sistematica come da premesse, altrimenti facciamo una foto-copia del Thread precedente.

Freedom ha detto...

Ah, scusate l'O.T.
Vorrei chiedere gentilmente ai neocat che circolano sul Blog Non praevalebunt ,di smettere di fare post pornografici....c'e' la moderazione, non li pubblico e NON mi INTIMIDITE....grazie.

Mic ha detto...

per "Urlo..."

Scusate la mia ignoranza, ma io sono qui anche per capire: qualora si volesse riconoscere definitivamente che il cammino neocatecumenale è un movimento, cosa cambia?

cambia che non potrebbe continuare a proporsi come "ricostruttore della vera chiesa" e di fatto sostituirsi, come sta facendo, ad essa, sostituendo il suo rito sincretistico a quello cattolico e le sue prassi e insegnamenti giudeo-lurerano-gnostici -ché tali sono- alla vita sacramentale ecclesiale. Non potrebbe configurarsi come una 'chiesa parallela' come di fatto è. Perché ciò accada dovrebbe cambiare molte cose secondo le indicazioni del Papa:
- autentica -non solo a parole- comunione ecclesiale; ma "morendo e rinascendo", come dice anche mons. Bux, cioè purificando ciò che non è cattolico...
- adeguamento del rito ai libri liturgici, che non è un dato solo formale, ma riguarda anche la teologia che lo sottende

ma son tutti elementi che l'iniziatore non accetta perché snaturerebbero la sua 'creatura'.
Sono le sue precise parole "siamo perduti" dopo la Lettera di Arinze (scompaginare il suo rito significa vanificarne gli effetti: quello principale è la cementazione orizzontale della comunità e quindi sconvolgere la struttura del cammino)
Ergo, nihil innovetur!

Altra strana incongruenza (chiamiamola così) da non sottacere: come fanno i catechisti a ricevere dal Vescovo, a cui il cammino riconosce solo un'autorità di comodo, un potere che neppure il vescovo ha, perchè i carìsmi sono doni dello Spirito Santo? E, ammesso e non concesso, la ricevono anche da quei vescovi che li hanno ereditati nella loro diocesi e li tollerano forse perché non riescono ad agire diversamente?

Freedom ha detto...

Per "Urlo"
Carissimo,
credo che sia inutile ricordarti che, se il cnc sia un cammino o un associazione laicale dotata di personalita' giuridica pubblica, si puo' desumere SOLO DAGLI STATUTI. Lascia perdere chi si arrampica sugli specchi....citando a sproposito la Sacr. Concilium. Che c'è d'un tratto gli Statuti del cnc non sono piu' validi.....?

Aldo ha detto...

Teoria e Prassi: cosa significa nel cn ? molti di Voi avranno compreso che la stragrande maggioranza dei "camminanti" neanche lo ha mai letto lo statuto, sà (per bocca dei catechisti) che è stato approvato che tutto ciò che fanno è approvato da Roma quindi non si pone domande (anche perchè le domande non si fanno)
il cn non si legge, non si interpreta.. il cn si "FA'".. che significa?:
esempi concreti:
tutti voi sapete che lo statuto riporta sommariamente alcuni momenti delle tappe

Freedom ha detto...

Ah! Il fatto che qualche nc celebri con il suo Vescovo non inficia minimamente quanto andiamo dicendo. Questo conferma che e' il Vescovo a decidere e permettere anche "ad casum" l'attuazione del cnc. Che poi il vescovo non esamini e faccia un opportuno discernimento: questa e' UN ALTRA QUESTIONE....come gia' detto qualche Vescovo si è opposto.

Aldo ha detto...

ma cosa succede nella realtà?
dopo il primo passaggio fino al 2°? dal 2° fino alla traditio e poi fino alla redditio?..
tra alcune tappe possono passare anni.. a volte il 2° passaggio lo si ripete più di una volta.. oppure si arriva alla traditio e si torna indietro.. (dipende dal "discernimento" dei catechisti)

Aldo ha detto...

dopo il II passaggio vi è una passaggio intermedio che si chiama "iniziazione alla preghiera" - dopo ogni tappa i super-catechisti "consegnano un cammino" che non è scritto da nessuna parte, si tramanda oralmente o come nel mio caso qualche copia ciclostilata:

Mic ha detto...

Si tratta di vedere se tra i beni spirituali ci sono anche i vari munus di cui parla Mic ( reggere, insegnare, santificare, non so se sono giusti)

cara Michela,
al sacerdote appartiene il triplice munus docendi (insegnare), regendi (guidare), sanctificandi (santificare)

i laici possono condividere, solo su 'mandato' del parroco o del vescovo e previa formazione ecclesiale non kikiana, il munus docendi, cioè il servizio della catechesi; ma non la guida e il resto del potere che di fatto esercitano i catechisti NC sulle persone

il munus sanctificandi riguarda la celebrazione del Sacrificio (non del convivio) e l'amministrazione dei sacramenti e non c'è dubbio che appartenga esclusivamente al sacerdote; ma è altrettanto indubbio come, nel cammino, tutti i sacramenti siano diluiti e lentamente trasformati in qualcosa d'altro (ne abbiamo parlato molte volte e dovremmo aprirvi un altro thread!), così come il sacerdozio ordinato viene protestanticamente equiparato a quello battesimale dei fedeli... Ricordate le parole di Farnes, Kiko e Shoenborn nella convivenza di Porto Sangiorgio 2008 sulla interpretazione di comodo dell'espressione "non tantum gradu sed essentia differunt" riferita al sacerdozio ordinato rispetto a quello ministeriale, che dava una interpretazione di comodo alla parola "essentia" già di per sé inequivocabile di fatto equiparando il sacerdozio dei fedeli a quello ordinato e 'piegando' il senso di "differunt" a quello di sono ordinati l'uno all'altro; il che è vero, ma non può prescindere dal "differunt", che riguarda non solo il grado, ma soprattutto l'essenza?

Aldo ha detto...

durante la tappa dell iniziazione alla preghiera si "preparano" i Salmi a Mercoledì alternati da figure bibliche..(patriarchi, profeti, re, giudici - solo VT)
il salmo si prepara in casa, ogni fratello legge un passo del Salmo con citazione a latere e legge anche la citazione (che di solito è un altro salmo) e così via alla fine si risponde a giro alla domanda Dove vedi realizzato in Cristo questo salmo? e nella Tua vita?

Aldo ha detto...

Credo sia importante scrivere la "verità sulla prassi" perchè poi il cammino che si "fà" non lo si legge da nessuna parte.. nessuno sa cosa si fa nelle tappe successive.. a volte lo si intuisce.. ma viene "consegnato" solo a tappa conclusa..

Caterina63 ha detto...

Stefano chiede:

L'inizio dell'analisi l'abbiamo nel post precedente. Direi di concentrarla in 3 punti:
1. Che cos'è il Cnc?
2. Cnc e liturgia. Gli "indulti".
3. Teoria e Prassi

*************

provo a dare il mio contributo sull'analisi dei tre punti:

1. il Cnc è un MOVIMENTO COME ALTRI sorti DOPO il Concilio, così come ha dichiarato più volte lo stesso Benedetto XVI chiamandolo e definendolo MOVIMENTO....e questo con tutto ciò che comporta:
- obbedienza alle direttive emanate dalla Santa Sede;
- prassi catechetica mediante i testi SOLAMENTE CATTOLICI del Magistero ecclesiale e pastorale dei Vescovi...
In definitiva NON è un Movimento che deve modificare la Chiesa, O CHE ANIMA LA CHIESA, ma è la Chiesa CHE ANIMA UN MOVIMENTO il quale, pur rimanendo nella sua indole, SI DEVE ADEGUARE AL MAGISTERO ECCLESIALE...

2. Gli indulti ci sono stati...l'anomalia del Cnc è che tali indulti sono stati concessi PRIMA DELLA LORO APPROVAZIONE....purtroppo ciò è accaduto con la confusione del dopo Concilio...
ad ogni modo l'indulto NON è la prassi! basti pensare per esempio all'indulto concesso alla Messa antica per il quale Benedetto XVI lo giudicava INGIUSTO e dunque lo ha reso LEGITTIMO CON UN MP E DEFINITIVAMENTE LIBERO DI ESSERE ESERCITATO...
al contrario il Cnc NON ha MAI ricevuto un MP che liberalizzasse la loro "liturgia"....l'indulto concesso era finalizzato poi AL MODO DI DARE LA COMUNIONE SOTTO LE DUE SPECIE, indulto questo legato a TUTTA la Chiesa e a tutte le comunità a seconda delle disposizioni dei Vescovi e valutando caso per caso...
l'indulto infine NON è perpetuo!
esso si aggiorna SEGUENDO LE DIRETTIVE DELLA SANTA SEDE e per il Cnc ogni indulto concesso CESSO' CON LA LETTERA DEL CARDINALE ARINZE DEL 2005, ESPRESSIONE DELLA VOLONTA' DI BENEDETTO XVI...
volontà completamente disattesa dal movimento neocatecumenale....

3. Ogni Comunità o Movimento, Congregazione e Associazione così come per gli Ordini Religiosi, OGNUNO vanta una sua teoria che tuttavia NON E' MAI DISGIUNTA dalla teoria dottrinale della Chiesa, si tratta per intenderci meglio del famoso CARISMA il quale caratterizza la singolarità e L'IDENTITA' che è propria di ogni diversità NELLA CHIESA che, attenzione, NELLA PRASSI COMUNE A TUTTA LA CHIESA CI FA ESSERE UNA COSA SOLA NELLE DIVERSITA'...
Ora questa piena comunione NON c'è nel Cnc per tante ragioni che questo Blog ha tristemente dispiegato nei tanti argomenti trattati...
Il Cnc tende ad accettare da Roma solo il riconoscimento per poi procedere ed avanzare CON UNA SUA TEORIA E CON UNA SUA PRASSI DISGIUNTAMENTE DALLA COMUNIONE ECCLESIALE...a spiegare questo fu Benedetto XVI, fra le righe, nell'ultimo discorso del 10.1.2009

Questo per un quadro generale, poi si può approfondire ulteriormente come state già facendo ^__^

Aldo ha detto...

durante la traditio per esempio si preparano i 12 articoli del Credo dividendo la comunità in gruppi, un articolo porta via anche 1 mese e 1/2 o 2... tenendo presente che di solito il giovedì si "esce" a coppia per le strade ad "annunciare il kerigma" nelle case (o della Parrocchia o della zona assegnata)

Mic ha detto...

E' dunque un sodalizio di persone (leggasi catechisti) che si impegnano ad educare alla fede secondo la Pastorale Universale. Dunque, perchè il CnC non sarebbe un movimento?

OK Steph, ma è lo stesso statuto che si contraddice quando, da un lato parla di "Pastorale universale", mentre dall'altro pone come riferimento gli "Orientamenti..." (ovviamente intende che gli Orientamenti diventeranno la Pastorale universale?...) e le tecniche degli inziatori, tuttora segrete e non pubbliche, dato più consono ad una realtà settaria che a una compagine ecclesiale

Aldo ha detto...

per giorni ci si incontra nelle case per "consegnare" il proprio articolo ai fratelli..(lunedì o martedì) poi si và in comunità il mercoledì.. il giovedì si esce per la traditio se tocca "preparare" l Eucarestia ci si incontra anche il venerdì - il Sabato è il sabato... una volta al mese in convivenza...

Mic ha detto...

durante la traditio per esempio si preparano i 12 articoli del Credo dividendo la comunità in gruppi, un articolo porta via anche 1 mese e 1/2 o 2... tenendo presente che di solito il giovedì si "esce" a coppia per le strade ad "annunciare il kerigma" nelle case (o della Parrocchia o della zona assegnata)

caro Aldo,
mi pare che i tuoi post stiano rispondendo in pieno al terzo punto posto da Steph: Teoria e prassi

poiché mi sembra che questo thread possa considerarsi pressocché completo (anche di questo appena posso farò una sintesi, che se sarà necessario completeremo), ti chiederei di predisporre i tuoi interventi, dal primo fino a quanto sicuramente hai ancora da dire in un documento che sarà il prossino articolo.
che ne dici?

Caterina63 ha detto...

"Urlo..." chiede:

Scusate la mia ignoranza, ma io sono qui anche per capire: qualora si volesse riconoscere definitivamente che il cammino neocatecumenale è un movimento, cosa cambia?

*************************

alla risposta di Mic aggiungo:
dal luglio del 2008 abbiamo discusso qui con uno che si presentava in qualità di CATECHISTA del Cnc questa differenza ed egli sosteneva che il Cammino non è un Movimento in quanto sarebbe VINCOLANTE ED OBBLIGANTE PER TUTTE LE PARROCCHIE DIVENTARE NEIOCATECUMENALI....
^__^

Il concetto di "cammino" preclude ed include che ogni Comunità parrocchiale che ne venga a contatto VI SI ADEGUI...
ergo domando a te "Urlo":
ragionevolmente e pacatamente discutendo, ti pare mai possibile che le Direttive della Chiesa possa OBBLIGARE intere comunità Parrocchiali a diventare adepti di un unico CAMMINO? ^__^
ovvio che no!!
eppure è ciò che fa Kiko nelle Parrocchie, annientando L'IDENTITA' PARROCCHIALE, LA SUA COMUNITA' CHE E' LIBERA ALL'INTERNO DEL GIA' ESISTENTE CAMMINO PASTORALE DIOCESANO NEL QUALE, SEMMAI, sono i gruppi e i Movimenti ivi associati che SI INTEGRANO apportando un contributo...
il Cnc invece non vuole portare un contributo, ma vuole assoggettare a se TUTTA la comunità parrocchiale annientandola nella sua identità che gli è propria....comprendi?


Non a caso nelle Parrocchie CONVIVONO DIVERSE REALTA' nelle quali ognuna vive il proprio Carisma trovandosi, NELLA MESSA DELLA DOMENICA E NEGLI INCONTRI COMUNITARI SENZA FARE ADEPTI, PER FARE PIENA COMUNIONE E VIVERE L'UNICITA' ECCLESIALE...
il Cnc non vive neppure questa realtà dal momento che ha disatteso la richiesta del Papa di PARTECIPARE ALMENO UNA DOMENICA AL MESE ALLA MESSA DELLA PARROCCHIA CON TUTTI GLI ALTRI FEDELI...


Ma è il Papa stesso infine che definisce dal 2005 il Cnc UN MOVIMENTO FRA GLI ALTRI E COME GLI ALTRI il quale, dice il Papa: VA CORRETTO....
ma a Kiko questo NON piace e ai seguaci di Kiko questa realtà di DIVISIONE VIENE NASCOSTA ED OFFUSCATA...i catechisti, braccio esecutivo di Kiko, INGANNANO I LORO FEDELI!
Essi stessi parlano di "LA NOSTRA MESSA" sottolineando una diversità laddove invece non dovrebbe esserci: nella Messa che UNA SOLA...

^__^

Freedom ha detto...

Statuto dixit:

Art. 7
[Il Neocatecumenato si attua in piccola comunità]
§ 1. All’interno della parrocchia, il Neocatecumenato è vissuto in piccola comunità –
denominata comunità neocatecumenale –, dato che la forma completa o comune
dell’iniziazione cristiana degli adulti è quella comunitaria.17
Nota 17
Cfr. OICA, 3; CONGREGAZIONE PER IL CLERO, Direttorio generale per la Catechesi, 258, nota 25: «È importante
constatare come Giovanni Paolo II, in Christifideles laici 61, pone la convenienza delle piccole comunità ecclesiali
nel contesto delle parrocchie e non come un movimento parallelo che assorbe i suoi membri migliori:
“All’interno poi di talune parrocchie… le piccole comunità ecclesiali presenti possono essere di notevole aiuto nella
formazione dei cristiani, potendo rendere più capillari e incisive la coscienza e l’esperienza della comunione e della
missione ecclesiale”»

Freedom ha detto...

Dunque il cnc e' per la parrocchia non la parrocchia per il cnc
"Giovanni Paolo II, in Christifideles laici 61, pone la convenienza delle piccole comunità ecclesiali
nel contesto delle parrocchie e non come un movimento parallelo che assorbe i suoi membri migliori:"

Freedom ha detto...

Comunque scusate ma questo tipo di analisi, per me, non è abbastanza aderente al testo dello statuto e le note ed i testi di riferimento non sono stati nalizzati nel dettaglio.
Ovvio che l'analisi sia corretta ma la cosa interessante era andare punto per punto e fare un commento sistematico al testo degli statuti.

Stefano78 ha detto...

Dice Urlodeldrago

Scusate la mia ignoranza, ma io sono qui anche per capire: qualora si volesse riconoscere definitivamente che il cammino neocatecumenale è un movimento, cosa cambia?



Carissimo.

Se il CnC è un movimento, come risulta dallo Statuto e dalla parola del Papa, non può auto-definirsi come gli pare e soprattutto non può definirsi "iniziazione", identificandosi mimeticamente con l'iniziazione cristiana della Chiesa, di cui depositaria è solo la CHiesa stessa!

Il CNC è un movimento (dovrebbe essere) che attua AL SUO MODO la Pastorale di iniziazione POST BATTESIMALE (anche battesimale, ma non è il fondamento dello Statuto. Poi lo vedremo). STOP. Ovvero, attraverso un sodalizio di persone, per mezzo del suo Statuto, che lo regola, attua IN UNO DEI TANTI MODI, la Catechesi post-battesimale.

Mic ha detto...

“All’interno poi di talune parrocchie… le piccole comunità ecclesiali presenti possono essere di notevole aiuto nella formazione dei cristiani, potendo rendere più capillari e incisive la coscienza e l’esperienza della comunione e della
missione ecclesiale”

ovvio che il Papa parla - e la dà per scontata - di 'esperienza di comunione ecclesiale' e non del concetto di comunione orizzontale che c'è nel cammino e che riguarda i soli camminanti, che sono gli 'eletti', i 'salati', quelli che "hanno lo Spirito Santo", cosa che solo Kiko e i catechisti possono riconoscere... ma vi rendete conto????

Grazie Freedom, mi sembra che questi ultimi post, compresi quelli di Caterina, siano ancora riferiti a "Cos'è il cammino". Viene da sé che gli interventi risultano un po' slegati, ma sarà interessante farli convergere nella necessaria sintesi.
Coraggio, avanti!

Freedom ha detto...

Car Mic,
mi piacerebbe sentire la tua opinione, sull'epistola Ogniqualvolta, in relazione agli statuti, dato che la si cita all'inizio degli statuti medesimi. Io ammetto che, molto umilmente, non sono in grado di commentarla in questo senso.

Stefano78 ha detto...

Dice Michela

Se movimento, o fondazione , significa semplicemente una aggregazione laicale ( per questo mi piacerebbe capire meglio questi termini),
allora tutto questo è peggio di un pugno nello stomaco per Kiko


ASSOLUTAMENTE SI'.

Nello statuto, all'articolo uno, dove si specifica la natura del CnC, nel comma che riguarda la sua persona giuridica si rimanda in nota al DIRITTO CANONICO! Ti cito per intero il dritto canonico che viene citato nello statuto solo riguardo l'articolo che è inerente la "fondazione di beni spirituali".

Eccolo:

Can. 115 - §1. Le persone giuridiche nella Chiesa sono o insiemi di persone o insiemi di cose.

§2. L'insieme di persone, che non può essere composto se non almeno di tre persone, è collegiale, se i membri determinano la sua azione, concorrendo nel prendere le decisioni, con uguale diritto o meno, a norma del diritto e degli statuti; altrimenti è non collegiale.

§3. L'insieme di cose, ossia la fondazione autonoma, consta di beni o di cose, sia spirituali sia materiali, e lo dirigono, a norma del diritto e degli statuti, sia una o più persone fisiche sia un collegio.

Michela ha detto...

a urlo
Scusate la mia ignoranza, ma io sono qui anche per capire: qualora si volesse riconoscere definitivamente che il cammino neocatecumenale è un movimento, cosa cambia?

--------

non so da quanto tempo sei in cammino,
ma probabilmente saprai che Kiko intende fare delle parrocchie 'comunità di comunità,
in modo che tutti i parrocchiani siano inseriti in comunità chiuse.

Questo non è un movimento a servizio dei vescovi:è una nuova visione di chiesa,

Tutto nel cammino serve per distruggere la chiesa millenaria, solo che viene detto a poco a poco, e in modo che le persone in buona fede non se ne accorgono.
Mentre ai vescovi e agli estranei viene tenuto segreto quello che si fa all'interno.

Fatti un giro sul sito collegato a questo blog, e vedrai che non c'è un aspetto della vita di fede ( dottrina, liturgia, arte, musica, ) che non sia stato pesantemente modificato dal cammino.

Freedom ha detto...

"Nello statuto, all'articolo uno, dove si specifica la natura del CnC, nel comma che riguarda la sua persona giuridica si rimanda in nota al DIRITTO CANONICO!"
Bravo Stef! Questo intendevo!!!

Stefano78 ha detto...

Dice Freedom

mi piacerebbe sentire la tua opinione, sull'epistola Ogniqualvolta

La lettera "Ogniqualvolta" è una risposta sollecitata dall'allora PCL riguardo una OPINIONE PRIVATA del Pontefice sul CnC, DOPO AVER CONSULTATO DEI DOCUMENTI inerenti il Cammino.

Tanto è che, dopo la citata pubblicazione della lettera, il Papa si affrettò a scrivere che NON SI TRATTAVA DI UNA APPROVAZIONE DEL CNC, ma di una DIREZIONE che il Papa consigliava di predere onde valutarlo meglio.

Dagli atti della Santa sede, infatti risulta questa "precisazione":

«l'intento del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è quello di dare indicazioni vincolanti agli ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le comunità neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi».

Michela ha detto...

A Stefano
grazie, adesso vado a cercare il cjc, e mi studio gli articoli cha hai citato, e soprattutto se c'è scritto qualcosa sul controllo che la chiesa deve fare sulle fondazioni, sulla definizione dei beni spirituali, anche se mi sembra che il cammino sia legato al territorio, cioè alla diocesi, e deve ripondere più al vescovo locale che al papa.

Freedom ha detto...

Carissimi,
c'è un'altro punto, fra gli altri su cui mi farebbe piacere, sentireil vostro commento:
"il cap. IV dell’OICA che suggerisce l’utilizzazione adattata della catechesi e di alcuni riti propri del catecumenato
per la conversione e maturazione nella fede anche negli adulti battezzati."

Freedom ha detto...

Ok. Questi temi sono stati gia' affrontati da Stefano, per quanto riguarda l'OICA e' ancor valido comunque il seguente link:
http://www.liturgia.maranatha.it/Iniziazione/b4/1page.htm

Emma ha detto...

No, Stefano, non ho cambiato idea, se dico che la LETTERA DEL CARD: ARINZE NON È SCADUTA, ho anche degli occhi per vedere e leggere quell`articolo 13.

Dove leggi in quell`articolo ciò che il Papa ha voluto e che rammento brevemente?

Dalla lettera del card. Arinze :

...sono a comunicarVile decisioni del Santo Padre.

-Almeno una domenica al mese le comunità del Cammino Neocatecumenale devono perciò partecipare alla Santa Messa della comunità parrocchiale.

-Circa le eventuali monizioni previe alle letture, devono essere brevi

“È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente,

5. Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo.

6. Il Cammino Neocatecumenale deve utilizzare anche le altre Preghiere eucaristiche contenute nel messale, e non solo la Preghiera eucaristica II. 



http://www.internetica.it/neocatecumenali/lettera-Arinze.htm

È stata rispettata la volontà del Papa?
Possiamo leggerla nell`articolo 13?

Io leggo nell`articolo 13 che i nc restano comodamente al loro posto, attorno alla loro tavola, e che hanno concesso unicamente di alzarsi per ricevere la Santa Comunione.
Che io sappia è saltata anche la decisione del Papa che i nc si uniscano agli altri parrocchiani ALMENO una volta al mese.
Non credo che le monizioni e resonanze siano conformi alla decisione del Papa , sappiamo che continuano come prima.

Allora?
Chi prende in giro chi?
Abbviamo LE DECISIONI DEL PAPA, chiare, precise, e abbiamo un articolo che le ignora, salvo mettere delle note che rinviano alla lettera del card. Arinze e al discorso del Papa che rammenta le norme imposte.
Chi prende in giro chi?
Chi può permettersi di vanificare e calpestare la volontà del Papa, in modo così palese?
E senza incorrere in nessuna sanzione?

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

Mi scuso presso i gestori, ma il mio computer ha fatto i capricci triplicando il mio commento!

Stefano78 ha detto...

Dice Emma

È stata rispettata la volontà del Papa?


No.

Possiamo leggerla nell`articolo 13?


Sì. Te l'ho accennato nel post precedente. Ma ci ritorneremo in modo più dettagliato. Già la citazione PER INTERO della lettera, ovviamente la presuppone. Ma ne riparleremo

Stefano78 ha detto...

Dice Freedom

per quanto riguarda l'OICA e' ancor valido comunque il seguente link:
http://www.liturgia.maranatha.it/Iniziazione/b4/1page.htm


Esatto.

La "MODALITA' DI ATTUAZIONE" della citata pastorale post-battesimale, nel CnC, prende (dovrebbe prendere) forma secondo le direttive espresse nel Capitolo IV del RICA (OICA).

Come tutti possono leggere, l'OICA non permette nulla di ciò che il CnC attua negli scrutini e nei passaggi. Lo Statuto, infatti, si limita (perchè questa è l'unica cosa che può fare!) a riproporre ciò che l'OICA propone come metodo di Catechizzazione a tappe.

Ma chi potrà mai trovare lo Scrutinio Nc così come si svolge?

Mic ha detto...

Caro Freedom per la Lettera Ogniqualvolta, leggi qui...

ancora non sono riuscita a leggere tutti gli interventi. Ma a più tardi, vado di corsa...

Freedom ha detto...

Ringrazio sia Stef che Mic, spero che anche i neocat si leggano questo Thread molto istruttivo per loro.
Come dicevo la lettura e interpretazione delle note e testi di riferimento e' essenziale e chiarificatrice.

Mic ha detto...

mi sembra che il cammino sia legato al territorio, cioè alla diocesi, e deve ripondere più al vescovo locale che al papa.

come ogni realtà il cammino è legato al territorio (vescovi) per quanto riguarda l'attività; ma, per quanto riguarda i principi e le prassi codificate su cui si fonda, esso deve rispondere a TUTTA la Chiesa e quindi al Papa

Emma ha detto...

Concordo con la richiesta di mic ad Aldo e gli sarei grata se potesse riunire tutti suoi interventi sulle prassi, quelli postati e tutti quelli che giudicherebbe utile aggiungere.

Teoria E prassi.

Mic ha detto...

È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente,

questo resta perfettamente valido perché l'art.13, in nota, rimanda alla lettera di Arinze e non giustifica la codificazione delle "risonanze", che non sono altro che una sorta di "terapia di gruppo" e non c'entrano nulla con la liturgia: servono solo per cementare la comunità (ergo, strumentalizzazione di una cosa sacra come la Liturgia)

Freedom ha detto...

Carissimi,
leggendo su Internet alcune pagine de L'immondizia ama Dio il libro autobiografico del pittore Daniel Lifschitz che parla del cnc, mi è venuta la seguente domanda: il catecumenato antico durava 4 anni (dice Daniel) il cnc puo' durare anche 30 anni... E' corretto tutto cio'?

Freedom ha detto...

A proposito a me le risonanze hanno sempre fatto pensare al film di Nanni Moretti : Ecce bombo :)))

Stefano78 ha detto...

Dice Freedom

E' corretto tutto cio'?


No che non lo è. Se poi dobbiamo attenerci al RICA, ancora meno. Il RICA, per chi deve ricevere il battesimo (E NON E' IL CASO DEL CNC DOVE LA MAGGIORANZA SONO BATTEZZATI), prevede non più di 2-3 anni di catecumenato...

Freedom ha detto...

Grazie Stef

Mic ha detto...

E' corretto tutto cio'?

c'è ben poco di corretto nel cammino nc, ma nonostante tutto continua a proliferare a ad inquinare la chiesa

Mic ha detto...

Avrei pensato che il cammino, non era per me, e che in fondo in me c'era qualcosa di sbagliato, che non mi permetteva di cogliere questa meravigliosa opportunità di salvarmi rinnovando la Chiesa.

è proprio su questo che gioca, e molto, lo strapotere e il martellamento dei catechisti sulle persone, nonché la 'dipendenza' creata anche da tanti altri elementi (accentuazione dell'emozionalità, enfasi sull'eccezionalità ed elitarietà dell'esperienza, canti ed eventi coinvolgenti; il che è positivo se resta salva la libertà delle persone e un 'sano' e retto approfondimento della fede, ma ciò nel cammino non avviene)

Mic ha detto...

Leggere nota 8:
Con le parole “direzione” e “guida” si indicano due funzioni distinte: con il termine “direzione” si intende la
giurisdizione propria dei ministri ordinati; con il termine “guida” si intende la conoscenza tecnica del Cammino secondo le linee proposte dagli iniziatori.


e ti chiedi:

dov'è lo strapotere dei catechisti?

grazie Steph,
il mio post andava completato con questa nota.
Per favore, puoi inviarmi via mail una copia dello statuto con le note, perché il primo testo che ho avuto, quello pubblicato sul sito non le ha?

secondo statuto la "guida" viene intesa come "conoscenza tecnica". Tuttavia, nella prassi è questa che viene applicata e guida di fatto le persone, compresi i sacerdoti... ecco dov'è lo strapotere: nella prassi consolidata se non nella teoria.... e la guida, sia pure travestita da "conoscenza tecnica", resta pur sempre una prerogativa del sacerdote, non di un laico

D'altronde, se i catechisti dovessero limitarsi a trasmettere la "conoscenza tecnica" non potrebbero aver la funzione, asserita da Kiko di stabilire addirittura chi "ha lo Spirito Santo" o chi è "indemoniato" e via dicendo... oltretutto mi sembra che il termine "conoscenza tecnica", applicato a qualcosa di spirituale come una "iniziazione", sia del tutto inadeguato.

Abbiamo anche a che fare con gente che, oltre ad essere furbastra, fa un uso approssimativo e strumentale del linguaggio, mentre chi dovrebbe vigilare, è stato incapace o renitente a rilevarlo, ma soprattutto a metterne in luce le implicazioni!

Freedom ha detto...

Strettamente inerente la natura del cnc secondo gli statuti e la questione : a chi si rivolge lo statuto del cnc?
Segue il testo del cnc:
Capitolo I
Elementi fondamentali del Neocatecumenato
Art. 5
[Destinatari]
§ 1. Il Neocatecumenato è uno strumento al servizio dei Vescovi per la riscoperta
dell’iniziazione cristiana da parte degli adulti battezzati. Tra questi si possono distinguere:
10
1°. coloro che si sono allontanati dalla Chiesa;
2°. coloro che non sono stati sufficientemente evangelizzati e catechizzati;
3°. coloro che desiderano approfondire e maturare la loro fede;
4°. coloro che provengono da confessioni cristiane non in piena comunione con
la Chiesa cattolica.
§ 2. I chierici e i religiosi che desiderano ravvivare il dono del Battesimo attraverso il
Neocatecumenato, e così anche meglio servirlo, lo percorrono nel rispetto della vocazione
e del carisma loro propri, e nell’adempimento dei compiti assegnati loro dal Vescovo
diocesano o, nel caso di religiosi, dal Superiore. 11 Per i religiosi inoltre si richiede
il consenso del proprio Superiore.

Mic ha detto...

3°. coloro che desiderano approfondire e maturare la loro fede;

è quello che credevamo anche noi, finché non abbiamo scoperto cos'è davvero!

Freedom ha detto...

Ora, tanto per puntualizzare, la mia esperienza col cnc mi ha fatto essere a contatto con moltissimi presbiteri. Quello che si occupava della mia comunita' ha convinto il suo superiore, a quanto so io, a frequentare il cammino nc non il contrario. Che sia vera o meno questa mia impressione ( che comunque ritengo vicina alla relta')ritengo che sia emblematica di una prassi consolidata del cammino che "colonizza le parrocchie". Dove trovano una via aperta si diffondono e, ora col grimaldello degli statuti, convincono anche i sacerdoti inizialmente riottosi. Ecco perchè è grandemente profittevole fare una critica mirata agli statuti definitivamente approvati.

Freedom ha detto...

Da notare che la partecipazione al cnc dovrebbe ( uso non a caso il condizionale) essere autorizzata dal vescovo e i presbiteri o sacerdoti che dir si voglia, dovrebbero avere un trattamento che sia rispettoso del carisma da loro impersonato. Avoi risulta??? A me no.

Aldo ha detto...

ok.. li mando a Mic.. così li puoi ordinare

Freedom ha detto...

Art. 6
[Il Neocatecumenato si attua nella parrocchia]
§ 1. Il Neocatecumenato, in quanto itinerario di riscoperta dell’iniziazione cristiana, è
attuato di norma nella parrocchia, «ambito ordinario dove si nasce e si cresce nella fede
»,12 luogo privilegiato in cui la Chiesa, madre e maestra, genera nel fonte battesimale
i figli di Dio e li “gesta” alla vita nuova.13
§ 2. Poiché la pastorale di iniziazione cristiana è vitale per la parrocchia,14 la realizzazione
del Cammino Neocatecumenale va coordinata con la funzione propria che ha il
Parroco in ciascuna comunità parrocchiale (cfr. can. 519 CIC),15 esercitando, anche con
la collaborazione di altri presbiteri, la cura pastorale di coloro che lo percorrono.16
§ 3. Il Cammino Neocatecumenale mirerà a promuovere nei suoi destinatari un maturo
senso di appartenenza alla parrocchia e a suscitare rapporti di profonda comunione e
collaborazione con tutti i fedeli e con le altre componenti della comunità parrocchiale.

Anche questo aspetto che vede al centro la Chiesa e la parrocchia e fulcro del cnc il parroco ( su ordine del vescovo) ...voi come l'avete vissuta?

Freedom ha detto...

Art 6
Nota 16
Cfr. can. 519 C.I.C.: «Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale
di quella comunità sotto l’autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo,
per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione
di altri presbiteri o diaconi e con l’apporto dei fedeli laici, a norma del diritto»; cfr. can. 281 C.C.E.O.

Come ho avuto gia' modo di notare a proposito della parodia della Lectio divina , la famosa "scrutatio( che casomai ne è una singola parte)è incentrata sull'omelia del parroco ( che non c'è mai) e l'opera analoga di altri presbiteri da lui coordinati su ordine del Vescovo....ma quando mai???
A me risulta che, forse c'era un presbitero e a noi ci chiamavano fortunati perche' ( a volte ) lo avevamo....

Freedom ha detto...

A me il modo di fare del cnc ricorda l'arrembaggio delle navi da parte dei corsari : "Fuori i rampini per l'abbordaggio !!! :)))