giovedì 18 novembre 2010

Conseguenze dell'udienza del Papa al 'Tripode' neocatecumenale... Cosa succede a Trieste?

Pubblico con alcune chiose ed un approfondimento sull'istituendo Seminario Redemptoris Mater a Trieste, la notizia, che riceve veste ufficiale in quanto data da Zenit, sia pur filtrata dalle dichiarazioni del portavoce del Cammino neocatecumenale in Spagna, sull'udienza concessa dal Papa il 13 novembre scorso agli iniziatori del Cammino. Rileviamo che i contenuti sono tutti di fonte neocatecumenale, rispecchiano la abituale enfasi promozionale sulle loro attività, che faranno il giro del mondo nei termini da loro prefissati e voluti, mentre non esiste da nessuna parte una dichiarazione Vaticana dalla quale risulti una qualche indicazione del Santo Padre, il quale viene esplicitamente dichiarato "entusiasta"... Dobbiamo tenere ben presente che di tutto ciò non abbiamo alcuna versione ufficiale della Santa Sede, la quale del resto non è nuova, purtroppo, ad assordanti silenzi a questo riguardo... che hanno l'unico risultato di lasciar tutto immutato e anzi, di mettere sempre più i fedeli di fronte ad ulteriori 'fatti compiuti', dai quali essi non possono salvaguardarsi e neppure osar parlare, in presenza di un'approvazione, per quanto anomala essa sia...

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CITTA' DEL VATICANO, martedì, 16 novembre 2010 (ZENIT.org).- Papa Benedetto XVI ha ricevuto sabato mattina in udienza privata gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale, gli spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernández e il sacerdote italiano Mario Pezzi. Secondo quanto ha confermato a ZENIT Álvaro de Juana, portavoce del Cammino Neocatecumenale in Spagna, uno dei temi trattati è stato quello della nuova evangelizzazione in Europa, un argomento al quale questa realtà ecclesiale ha sempre dato grande importanza. “Il Pontefice si è mostrato in ogni momento molto contento per l'opera del Cammino Neocatecumenale”, ha affermato de Juana.
  1. Gli iniziatori del Cammino hanno spiegato al Papa l'opera che i neocatecumenali svolgono da alcuni anni in città di Olanda, Germania e Francia – dove la presenza della Chiesa è a volte scarsa – mediante la missio ad gentes. La missio ad gentes è una forma di evangelizzazione che consiste nella implantatio ecclesiae, cioè nell'invio di missionari volontari (in genere due o tre famiglie con i loro figli e accompagnate da un sacerdote) in luoghi decristianizzati, dove la Chiesa è già scomparsa o è sul punto di scomparire. L'Esortazione Apostolica Verbum Domini, pubblicata di recente, allude alla necessità della missio ad gentes nel paragrafo 95, in cui i Padri sinodali ribadivano l'importanza che la Chiesa non si limiti “ad una pastorale di 'mantenimento'”. In questo senso, Kiko Argüello, che stato proprio uditore al Sinodo sulla Parola di Dio, ha spiegato come la pratica del Cammino si rifletta al punto 73 di questa Esortazione, quando si afferma che “è bene che nell’attività pastorale si favorisca anche la diffusione di piccole comunità, formate da famiglie o radicate nelle parrocchie o legate ai diversi movimenti ecclesiali e nuove comunità”.
    [non possiamo far a meno di notare con quale abilità vengono richiamati aspetti peculiari del Magistero, solitamente ignorato e disatteso, per legittimare e rafforzare le loro attività. E ci piange il cuore al pensiero che il Papa possa non sapere (!?) che, quando parlano di implantatio ecclesiae in realtà ciò che viene attuata è l'implantatio cammini; sostanzialmente: la riproduzione delle cellule del cammino, che non si integreranno mai con la Chiesa locale, dove c'è, e che la sostituiranno dove non c'è... Il che significa nient'altro che la proliferazione di un'"altra" chiesa e l'oscuramento sempre ulteriore delle verità cattoliche]

  2. Un altro dei temi trattati dal Papa e dagli iniziatori del Cammino Neocatecumenale è stata la prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid 2011. Secondo quanto ha spiegato Argüello a Benedetto XVI, più di 200.000 giovani di questa realtà ecclesiale provenienti da tutto il mondo percorreranno itinerari di tutta Europa evangelizzando e realizzando missioni per 10 giorni. Dopo aver partecipato agli atti della GMG di Madrid, assisteranno a un incontro con gli iniziatori del Cammino in cui ci si attende che migliaia di giovani esprimano la propria volontà di consacrarsi a Cristo. “Questi giovani sono frutto della comunità cristiana e, in concreto, di piccole comunità radicate nella parrocchia e che salvano la famiglia”, ha sottolineato Argüello.
    [Si parte da dati reali, per "promettere" le solite "alzate vocazionali" tipiche dei megaraduni NC che fanno seguire l'incontro con Kiko -vero clou dell'evento per ogni neocat- a quello con il Papa, e che si svolgono in un clima di esaltazione, per non parlare di terrorismo psicologico, impensabili in un contesto ecclesiale e nei confronti di una cosa così seria e intima come una scelta vocazionale [vedi], sui quali pure abbiamo molto testimoniato e dibattuto...]

  3. I rappresentanti neocatecumenali hanno infine comunicato l'avvio, su richiesta dei Vescovi locali, di tre nuovi seminari diocesani missionari Redemptoris Mater, a San Paolo (Brasile), Bruxelles (Belgio) e Trieste. Con queste tre nuove fondazioni, i seminari Redemptoris Mater nel mondo diventano 78. Queste realtà, dipendenti da ogni Vescovo locale e aperte su sua richiesta, hanno la vocazione specifica di formare sacerdoti per la missione in qualsiasi parte del mondo, in base alla spiritualità propria del Cammino Neocatecumenale. [Questa notizia non fa che lasciar immutata la realtà sulla formazione dei presbiteri neocatecumenali che, diversamente da tutti gli altri sacerdoti, non ricevereanno una formazione diocesana, ma secondo l'iter di iniziazione proposto dal 'Tripode' del cammino, che prevede l'assoggettamento anche dei sacerdoti allo strapotere dei catechisti prima durante e dopo l'ordinazione, annullando il munus regendi del sacerdozio cattolico. [vedi]
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Riporto alcune riflessioni emerse sull'altro thread: "Questo articolo sta dicendo, tra le altre cose, che si vuole istituire dei seminari RM all'interno dei seminari diocesani. Questo vuol dire che tanta nostra informazione non è servita... Era meglio quando si costruivano seminari ex-novo, piuttosto che vedere antiche strutture abitate da seminaristi nc. Un conto è vedere e sentire i ncn chiusi nelle loro salette, un conto è vederli occupare i luoghi della Chiesa di sempre".

Vi ricordo che il portavoce spagnolo, nell`articolo di zenit, dice:
"Queste realtà, dipendenti da ogni Vescovo locale e aperte su sua richiesta, hanno la vocazione specifica di formare sacerdoti per la missione in qualsiasi parte del mondo, in base alla spiritualità propria del Cammino Neocatecumenale."
Devo capire che la spiritualità secondo Kiko Arguello entrerà nei nostri seminari diocesani?
Ed ecco le notizie da Trieste.
"Da giugno si sa che il vescovo ha mandato via dal seminario diocesano, una scuola superiore cattolica (l'unica in città), per far posto a un seminario neocatecumenale. Tutto è avvolto da un rigoroso segreto; ma Trieste è piccola, ,e persone sono molto attente alla cosa pubblica e quel che dirò è venuto fuori.
Voci ben informate (anche se ufficialmente c'è il segreto più stretto) dicono che il vescovo si è accordato perchè il 50% dei nuovi sacerdoti resti in diocesi. Questo vescovo, in diocesi da un anno, ha incontrato in primavera tutti i neocatecumenali di Trieste (mi dicono circa un migliaio). Gennarini (il fratello del portavoce ufficiale del Cammino) gli ha presentato il cammino, i numerosi figli ecc. ecc. Poi è stato invitato al seminario di Pola, col quale ci sono commistioni perchè il parroco della Cattedrale di Trieste, neocatecumenale doc, segue quei seminaristi. Il vescovo vi è ritornato recentemente per inaugurare il nuovo anno, concelebrando al modo neocatecumenale, su un grande tavolo, con calici e pane azzimo.
Quest'anno ha scritto una lettera ai fedeli, veramente molto bella, ma c'è scritto in modo chiaro che il cristiano deve "riscoprire il proprio battesimo", altrimenti non può essere un cristiano; linguaggio perfettamente riconoscibile...
Lo avevamo conosciuto come il vescovo più fedele al papa, che abbiamo avuto dal 1975, ma è anche quello che sta spalancando le porte al cammino come nessun altro. D'altra parte è un vescovo che viene dalla curia romana e forse non pensa al dolore di noi triestini al vedere il seminario, voluto dal valoroso mons. Santin, che ha guidato con coraggio la città dalla guerra (=occupazione nazista - Risiera- esodo dall'Istria con l'uccisione di santi sacerdoti) fino al 1975, che viene occupato da arroganti neocatecumenali, al posto di una scuola chiusa all'improvviso e senza motivazioni, mentre i seminaristi della zona di Trieste vengono convogliati ad Udine in quanto effettivamente pochi. Ma non possiamo credere che tutto si giochi sulla quantità piuttosto che sulla qualità! Ovviamente non si può non pensare che oltre ai sacerdoti, il cammino fornirà al vescovo molto denaro, che in una diocesi povera come la nostra sarà utile per i convegni che sono già in programma. Inoltre, la diocesi stessa sarà invasa da nuovi parroci e conseguenti comunità neocateciumenali in virtù del 50% delle nuove ordinazioni.
E dire che il vescovo precedente, pur non fermando il cammino, aveva dato disposizioni che i parroci non potevano essere neocatecumenali. Ora invece non è più così...
Molti fedeli sono andati in crisi a questa notizia. Io finora non ho ancora chiesto udienza. Questo vescovo è la persona più colta e preparata e competente che abbia visto in diocesi. Adesso ho pensato di parlare con un suo collaboratore, che credo non schierato e obiettivo e vedrò come procedere."
Qui finiscono le notizie da fonte più che attendibile.
Ricordiamo che Crepaldi è il vescovo che, in difesa del Papa, scrisse tra l'altro: La situazione è grave, perché questa divaricazione tra i fedeli che ascoltano il papa e quelli che non lo ascoltano si diffonde ovunque, fino ai settimanali diocesani e agli Istituti di scienze religiose e anima due pastorali molto diverse tra loro, che non si comprendono ormai quasi più, come se fossero espressione di due Chiese diverse e procurando incertezza e smarrimento in molti fedeli. [..]". Oggi tuttavia egli sembra non accorgersi che il Cammino neocatecumenale è una Chiesa parallela che risulta posta in prima linea, ma vive un 'altrove' che non si integra mai con la Chiesa 'normale'.
Le parole che seguono emergono dalla rivista diocesana che informa sul 'mandato' recentemente conferito ai catechisti:" Il catechista, così come il predicatore, ha la grande e travagliata responsabilità di preservare la Dottrina cattolica dall’errore. Mons. Crepaldi ha ricordato che questa responsabilità è nata con l’inizio della Chiesa, quando si dovette contrastare la gnosi dei primi secoli dell’era cristiana. Gli gnostici di allora erano un gruppo persuaso di possedere una privata illuminazione. Costoro disprezzavano coloro che vivevano con semplicità la fede nel Signore. «L’intelligenza della fede» fu decisiva, fin da allora, nel contrapporsi all’eresia."
Cosa di più rassicurante? L'ultima lettera pastorale alla Diocesi: "Essere lettera di Cristo a Trieste" è quanto di più edificante e cattolico si possa leggere, riporta anche la preoccupazione esplicita di un Magistero fedele alla "tradizione grande" della Chiesa, con citazioni del Concilio che diventano un crescendo di esortazioni ed affermazioni che si leggono con speranza e che sembrano confermarci e incoraggarci nel nostro 'sentire' cattolico incardinato "al Magistero ed alla Tradizione Apostolica" (espressioni testuali)... ma non possiamo non rimanere ancora una volta disorientati nel constatare dai fatti che stiamo registrando che forse mons. Crepaldi ignora quanto il Cammino nc rifletta e rappresenti la dinamica di discontinuità col Magistero ed una interpretazione, che è divenuta attuazione concreta, di inequivocabile rottura con esso e la non obbedienza al Papa mascherata da proclami di fedeltà e da una morale farisaica... e così egli nei fatti sembra legittimare ciò che a parole combatte. Forse è pensabile che una morale farisaica e famiglie inusitatamente numerose nonché una testimonianza derivante da una presenza aggressiva ed entusiasta, che insieme alla morale è solo una faccia della medaglia, possa far dimenticare o annulli tutte le difformità dottrinali e pragmatiche diffusamente evidenziate?
La lettera pastorale porta scritto anche: "Il primo passo sulla strada della santità è la riscoperta del battesimo...Un primo elemento per lasciar crescere il nostro battesimo è di non stancarci di percorrere il nostro cammino catecumenale, quasi tornando sui banchi dell’asilo o delle elementari quando imparammo le prime nozioni di catechismo. Queste, sufficienti allora per l’infanzia, ora non bastano più. Le uniche cose che sanno e si ricordano della religione cristiana tanti cristiani di Trieste, pur laureati, sono quelle imparate nell’infanzia! Ora, per dar spazio al battesimo, che ci caratterizza come cristiani, non possiamo tralasciare la nostra formazione permanente. Ciò implica che tutti dobbiamo cercare, con la lettura e la meditazione dei Vangeli e del Catechismo della Chiesa Cattolica, di conoscere meglio la nostra fede. Più conosceremo la nostra fede, più l’ameremo e più ancora saremo motivati a testimoniarla nella vita.
Forse non abbiamo evidenziato più che chiaramente -documenti alla mano- quanto il percorso neo-catecumenale che sta entrando sempre più anche nella parrocchie di Trieste, come in quelle di tutto il mondo, è ben diverso dell'autentico catecumenato delle prime comunità cristiane?
Dov'è allora la santa coerenza? Leggiamo quanto di più bello possiamo sentirci dire e farci sperare e poi vediamo anche attraverso le informazioni attendibili che vengono direttamente da Trieste, quanto i fatti smentiscano le parole... Chi ci darà spiegazioni e/o chiarimenti? Quanto vorremmo essere smentiti rispetto ai nostri motivati timori e disorientamenti!

86 commenti:

NC ha detto...

Forse che il Vescovo di Trieste essendo una persona colta come voi dite edamante della chiesa, non abbia i paraocchi come voi che trovate male da tutte le parti e per questo a visto i frutti ed il bene che il cammino fa alla chiesa e alle persone? non vi viene qualche dubbio?
No sicuramente l'illuminato Vescovo è stato palgiato, pagato etc.. etc..
meditate e pensate.

Mic ha detto...

sono pertinenti anche col nostro discorso queste parole di oggi del Papa sul'ecumenismo:


... non deve mai offuscarsi questo semplice assunto:

“L’unità non la ‘facciamo noi’, la ‘fa’ Dio: viene dall’alto, dall’unità del Padre con il Figlio nel dialogo di amore che è lo Spirito Santo; è un prendere parte all’unità divina. E questo non deve far diminuire il nostro impegno (…) Alla fine, anche nel cammino ecumenico, si tratta di lasciare a Dio quello che è unicamente suo e di esplorare, con serietà, costanza e dedizione, quello che è nostro compito, tenendo conto che al nostro impegno appartengono i binomi di agire e soffrire, di attività e pazienza, di fatica e gioia”.

quante volte ho detto che l'unità non si fa passando sopra all'errore, col volemose bbbene, ma nella Verità e nella carità di un dialogo autentico e la vera unità può essere nel Signore... se non siamo in Lui cos'è che ci unisce? La simpatia umana? la consorteria, La fratellanza universale?

Non hanno nulla a che fare con la comunione in Cristo!

Freedom ha detto...

La colonizzaione neocatecumenale delle diocesi e' fatto grave, anzi, gravissimo.
L'approvazione degli STATUTI nc è il grimaldello che consente, ora, anche l'esproprio dei seminari tradizionali ,dietro la contropartita di "vocazioni" e di denari.
Ecco perche' fin dall'inizio del mio impegno, ho voluto centrare l'interesse sulla DECIMA, strumento primo di "propaganda" piu' o meno sporca, e sulla coercizione psicologica, fulcro, del successo dei famosi NUMERI neocat presentati in questa, e in varie altre occasioni, al sommo pontefice.
Spesso, si fa l'equazione coercizione psicologica (PLAGIO)->DECIMA->CATECHISTI NC. Purtroppo, la mia esperienza e' che assai piu' letale dei famigerati catechisti (soprattutto i regionali, che erano, nel mio caso, brave persone) mi sono dovuto scontrare con l'ottusita' del presbitero neocat. E' qusta la minaccia, dei tempi a venire. I "presbiteri" che rinunciano al loro carisma particolare per essere assorbiti dalle catechesi di Kiko Arguello, rappresentano "le mine anti-uomo" del futuro delle nostre diocesi. E credo che questo sara' l'elemento paradossale che indurra' molti "piccoli" ad apostatare.

Freedom ha detto...

Pensate il povero "cristiano della domenica" che, magari in confessione, si sentira' dire: tu hai una religione naturale, devi riscoprire il tuo battesimo.....

Mic ha detto...

purtroppo Freedom è quel che ci possiamo aspettare e molto di peggio!

NC ha detto...

xchpè caro freedom non è vero???
povero cristiano della domenica -
ma i cristiani non devono essere segno di Gesù Cristo???

Freedom ha detto...

Ovviamente i miei post sono relativi al piante Marte (con gran gioia dei patiti di Asimov). Queste cose, nella parrocchia di Urlo&Company non si verificano......ovvio.

Stefano78 ha detto...

Fin quando non ci sarà una presa di posizione netta e disciplinare, la Chiesa avrà in Sè una profonda schizofrenia e in un profondo moralismo.

A parte il fatto che ci sono evidenti problemi di "governabilità", la massificazione impedisce ad un vescovo di avere il polso reale delle situazioni, e l'allargamento delle diocesi non permette di viverle nel modo migliore.

Vedere Sacri Pastori Ortodossi che applicano incoerenza è quello che fa sorgere maggiori domande. Ma sappiamo bene che l'incoerenza non è sempre frutto di un atto assurdo, ma nasconde TENTATIVI che sono stati compiuti anche in Terra Santa per cercare di arginare ciò che si può.

Evidentemente la situazione ha davvero contorni incredibilmente gravi, tali da far desistere chi Governa ad agire in modo diretto.

Infatti, se il catecumenato post-battesimale fosse come quello descritto dal Vescovo nel suo documento pastorale (basato sul catechismo, secondo il magistero, ecc) sarebbe non positivo ma AUSPICABILE!

Il problema è proprio questo. Il CnC non porta il catecumenato post-battesimale cattolico. Non si fonda sui Riti Cattolici, sulla Santa Messa tradizionale. Si fonda su se stesso. E la sua caratteristica privata rende possibile l'incoerenza e l'ambiguità.

Freedom ha detto...

Dica Stef: "Il CnC non porta il catecumenato post-battesimale cattolico"
Proprio così, e cio' si può desumere dgli Statuti nc", da cio' che è stato approvato , ma profondamente disatteso: questa è la portata eversiva del cnc!

Mic ha detto...

Forse che il Vescovo di Trieste essendo una persona colta come voi dite edamante della chiesa, non abbia i paraocchi come voi che trovate male da tutte le parti e per questo a visto i frutti ed il bene che il cammino fa alla chiesa e alle persone? non vi viene qualche dubbio?

si può essere colti ed amanti della Chiesa e non essere onnniscenti

non è detto che sia questioni di 'paraocchi', ma di carente informazione e del dar credito ad apparenze accattivanti e convincenti proprio per chi non è informato... questo è molto probabile ed è il grande problema favorito sia dal 'segreto' che dalla sempre più sofisticata 'mimetizzazione' ad extra del cammino...

inoltre i nostri dubbi non nascono dalle 'approvazioni' o dalle disapprovazioni, ma dalla realtà

No sicuramente l'illuminato Vescovo è stato palgiato, pagato etc.. etc..

questo lo stai dicendo tu, non noi... non è questione di plagio, ritengo, ma la grande macchina organizzativa ricca di mezzi, insieme alla disinformazioni può avere il suo peso (vedi testimonianza da Trieste)

meditate e pensate.

cosa credi che facciamo se non questo, insieme alla preghiera?
Forse è dalle vostre parti che non si oensa a sufficienza!

Freedom ha detto...

Purtroppo proprio in virtu' degli statuti che il cammino disattende ecco che i membri della gerarchia si sentono legittimitati ad aprire i propri portoni...mi sembra di sentire la canzone di Kiko ; Alzate o porte i vostri frontoni....Purtroppo colui che passa NON E' IL SIGNORE, ma Kiko

Francesco ha detto...

MOZIONE D'ORDINE

Non già per superbia o per chiudere la bocca a voci antagoniste o contrarie alla nostra linea d'azione e di discussione, ma continuo a ribadire che è oltremodo dispersivo e fuorviante far passare i commenti di NC, Alino, & C., tutti privi di ogni costrutto, improntati esclusivamente all'insolenza e all'attacco gratuito.
Per favore evitiamoli: non aggiungono nè tolgono nulla al discorso e rischiano solo di annacquarlo.

Mic ha detto...

xchpè caro freedom non è vero???
povero cristiano della domenica -
ma i cristiani non devono essere segno di Gesù Cristo???


NC, Freedom parlava di religione natirale. per caso sai dirci cos'è?
e sai spiegarci perché kiko la attribuisce arbitrariamente ai cosiddetti 'cristiani di serie B', che non sono i 'non praticanti', ma che sono tutti quelli anche molto credenti e praticanti che non "fanno" il cammino?... ti sembra logico? E' forse arrivato il nuovo Messia, che può dir questo?

Chi volesse approfondire sulla religiosità naturale, può consultare questo documento da cui stralcio:

Dice Kiko: Noi cristiani non abbiamo altare, perché l'unica pietra santa è Cristo pietra angolare, perciò possiamo celebrare l'Eucarestia sopra un tavolo [sta giustificando il modo di celebrare dei Neocatecumenali]; e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna o dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto. Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in nostro nome si pongano in contatto con la divinità [Ma questa è la concezione del sacerdozio della religione naturale. Perché nella religione rivelata come il Cristianesimo il sacerdote viene scelto da Dio e non dall'uomo]

il cristianesimo è una "religione rivelata", mentre il kikianesimo è una pseudo-rivelazione, un potpourri di tante cose...

Freedom ha detto...

Caro NC,
ti ricordo che il BATTESIMO e' un SACRAMENTO come tale NON HA BISOGNO DI RATIFICHE, a tale scopo c'e' la CRESIMA.
Il grande inganno del cnc e' quello di riproporre un catecumenato breve per i non-battezzati (vedi Cristiano-Hallam) come un percorso per battezzati che per di piu' dura 30 anni...see you later...

Mic ha detto...

Caro Francesco,

puoi verificare dalla moderazione quanti non ne passo... ma questi di NC sono emblematici. Ha dato l'occasione, per esempio, di ribadire il concetto di 'religiosità naturale', uno dei tanti falsi insegnamenti del nuovo profeta...

Mic ha detto...

ti ricordo che il BATTESIMO e' un SACRAMENTO come tale NON HA BISOGNO DI RATIFICHE, a tale scopo c'e' la CRESIMA.

stiamo attenti che la Cresima non è la ratifica del Battesimo, anche se si chiama Confermazione: è un ALTRO Sacramento che conferisce una nuova UNZIONE... il battesimo ha un effetto indelebile e apre a tutto il resto punto

Caterina63 ha detto...

Caro Mic.... la situazione a Trieste è drammatica, da dieci anni e più NON hanno seminaristi, uno solo di recente e il seminario attivo è a Udine...

Non sto a giustificare questa scelta del Vescovo, il responsabile della comunità triestina è LUI, NON io... o noi..., ma è necessario farsi degli esami di coscienza e in questo caso NON prendersela con i seminaristi dei Redentemptoris Mater...
Dove stanno i nostri figli? perchè non arrivano vocazioni dalle parrocchie?

Ascolta questo episodio autentico:

in una città un giorno il Vescovo decise di portare un nuovo parroco che però, provenendo dall'anglicanesimo, era sposato e con famiglia....
Alla comunità la cosa non piaceva, si ribellarono e andarono dal vescovo a farlo deistere...
Il Vescoco dopo aver ascoltato tutte le ragioni, si alzò e disse: "e sta bene! ritirerò questo parroco QUANDO VOI MI DARETE I VOSTRI FIGLI PER SOSTITUIRLO..."
in un attimo il gruppo si dileguò...

Ripeto, non sto a giustificare questa scelta, ma qui siamo davvero al quadro evangelico della trave e della pagliuzza...
Mancano le vocazioni, se il Vescovo decide di prenderle da una comunità che, piaccia o non piaccia, è riconosciuta dalla Chiesa, non sta a noi fargli "le pulci"...

La vera battaglia non è questa caro Mic.... ma aiutare tutti a rispondere alle necessità della Chiesa attraverso l'offerta del bagaglio della fede che abbiamo IN DOTAZIONE....
la Battaglia è contro gli errori, verissimo, ma non la si fa contro LE VOCAZIONI per altro riconosciute...

Non sono pochi i sacerdoti dei seminari diocesani carichi di errori e che delle volte rischiano anche di inificiare la Messa, siamo in un epoca di errori e di apostasia, ma A TUTTO C'E' SPERANZA, C'E' SPERANZA, C'E' SPERANZA Mic!!!

Perchè non vi siete mai preoccupati di Trieste quando il Vescovo Ravignani IMPLORAVA PER LE VOCAZIONI?
adesso vi chiedete cosa succede a Trieste?

ti prego! combattiamo la stessa battaglia, ho vissuto li per 7 anni, ho combattuto molte buone battaglie... perfino la Messa antica ha trovato legittimazione...
combattiamo la medesima battaglia MA NON SEMINIAMO VELENI....

e supplichiamo il Signore che mandi Vocazioni serie...

Urlodeldrago ha detto...

Rispondo a Freedom (a proposito, ti confermo che da ragazzo ero appassionato dei romanzi di Asimov) che parla sempre di soldi, tranquillizzandolo nel senso che l'apertura di un seminario Redemptoris Mater non arricchisce la diocesi in senso economico, visto che i seminari costano parecchi soldini sia per la costruzione delle strutture (se occuperanno vecchi edifici ciò avverrà solo temporaneamente poichè come ben sapete kiko tiene molto alla nuova estetica) che per il mantenimento del seminario stesso.

Nel contempo, la nascita del seminario RM non comporta nemmeno spese aggiuntive alla Diocesi, posto che al mantenimento provvedono se possibile le comunità della diocesi e di quelle delle diocesi delle regioni limitrofe (solo per i seminari più poveri interviene il fondo internazionale dove accedono molte collette).

In effetti, come Freedom ben saprà, il seminario è e resta diocesano (non è intestato al cammino ma alla Diocesi) e il Vescovo, se vuole, può prenderselo anche il giorno dopo per farci quello che gli pare.

I nuovi presbiteri ordinati devono comunque obbedienza al Vescovo che può trattenerli ed assegnarli alle parrocchie come ritiene opportuno, anche se lo spirito dei seminari RM è quello di formare presbiteri per le missioni (ma comunque prima di essere inviati si fermano sempre alcuni anni nella Diocesi per "formarsi").

La nascita e la crescita di un seminario genera molti frutti nella diocesi sia (ovviamente) al cammino (l'esperienza ha insegnato che nascono nuove comunità e molti parroci vengono incoraggiati in tal senso confidando anche in un Vescovo che si è "esposto") ma anche alla Diocesi con la formazione di nuovi preti (se anche si fermano in diocesi per pochi anni, poi avviene il ricambio con quelli che vengono ordinati successivamente).

Risulta che sono molti i Vescovi delle nostre Diocesi che vorrebbero aprire seminari RM, visto che portano buoni frutti, mentre tutti i seminari (e non solo quello di Trieste, come ci ha suggerito Caterina) vengono chiusi per carenze vocazionali.

Mi limito ad affermare ciò, poiché non voglio rilasciare considerazioni personali, tanto voi sapete come la penso.

Francesco ha detto...

e supplichiamo il Signore che mandi Vocazioni serie...

...e anche seminari seri....!

Emma ha detto...

Seminiamo veleni?

Ma stai scherzando Caterina?
È forse veleno dire il nostro sconcerto di fronte ad una situazione che se in questo thread vede Trieste come cornice sappiamo sta dilagando nella Chiesa cattolica?

Ma per favore, se non sei d`accordo, dillo, ma potresti evitare accuse ingiustificate ?

"Mancano le vocazioni, se il Vescovo decide di prenderle da una comunità che, piaccia o non piaccia, è riconosciuta dalla Chiesa, non sta a noi fargli "le pulci"...


Ma Caterina tu che sai perfettamente ciò che portano i neocat, i prebisteri neocat , le comunità neocat quando arrivano da qualche parte, tu che vedi la devastazione fatta dal cnc nelle parrocchie, ci vieni a dire che cerchiamo le pulci ad un vescovo?

Non ci sono vocazioni, ok, è su quel terreno vuoto che agiscono i nc, è quel vuoto che stanno riempiendo.
Ed io devo trovare questa situazione normale perchè il PCL ha dato uno statuto?
Ed io devo tacere se vedo dilagare e diffondersi le prassi neocoatecumenali con tutte le loro distorsioni, gravi?
Devo far finta do non vedere, di non sapere, che un vescovo, riconosciuto come un prelato vicino al Papa, che difende la Dottrina e la Liturgia e la fedeltà ala Tradizione, sta incoraggiando l`impiantazione nella sua dioocesi del cnc con tutte le sue prassi?
Ebbene, no, là dove vedo incoerenza, parlo di incoerenza e esprimo il mio stupore.

Mic ha detto...

Perchè non vi siete mai preoccupati di Trieste quando il Vescovo Ravignani IMPLORAVA PER LE VOCAZIONI?
adesso vi chiedete cosa succede a Trieste?


messa così non posso che risponderti che non ero io a dovermi preocupare per le vocazioni a Trieste e me lo sto chiedendo adesso, perché adesso sto 'vedendo' il problema...

inoltre non è questione di far le pulci al vescovo, ma di chiedersi se e quanto conosca gli errori del cammino, perché -per esempio- quello di Campobasso ha sposato il cammino con tutti i suoi errori e la cosa è più che evidente, a detta non mia ma dei santi sacerdoti che mi hanno contattata e stanno soffrendo..

noi stiamo qui a mettere in luce gli errori non penso a seminare veleni... credo francamente che semineremmo veleni se stessimo dicendo cose non vere o se lo stessimo facendo per affermare le nostre opinioni... e lo sai bene che non è così!

Io ti capisco, e ammiro la tua fede, ma non capisco questa ineluttabilità di accettare qualcosa di marcio (pensa allo svuotamento di sé, agli scrutinii e compagnia bella!) solo perché il PCL notoriamente di parte (non uso di proposito altri termini) lo ha approvato e perché il Papa dice come DOVREBBE ESSERE e forse pensa che solo perché lui lo dice così diventa, nonostante la mala fede, ormai comprovata, degli iniziatori e l'evidenza che nulla sta cambiando...

gli hanno promesso, al Papa, delle vocazioni, ma hai presente come avvengono? Dicono che 'dopo' c'è un discernimento... e vorrei vedere! Ma intanto chi è che fa quel discernimento: quelli che sono addestrati a 'svuotarti di te', insieme a qualcuno che ha fato questo stesso percorso?
Ma intanto al Papa dicono: "ci sono state 800 "alzate, guarda quanti sacerdoti il cammino sta regalando alla chiesa (testuali parole di Arguello)... ma è il cammino che regala sacerdoti o è Cristo Signore che li chiama? e credi che Cristo chiami i sacerdoti attraverso il "vamos!" di Arguello? Può darsi che qualcuno diventi un buon sacerdote... a parte il fatto che io non ne ho conosciuti e forse nessuno di noi che si affaccia qui ha esperienza di presbiteri neocat che si prendano davvero cura di anime e non di camminanti-secondo-schemi-prefabbricati, che peraltro nemmeno guidano loro...

non ho più parole Caterina... le cose stanno andando a rotoli e la colpa è mia perché me ne sto accorgendo o di chi se ne accorge!!!!

Emma ha detto...

Spero che non si ripeterà per questo thread ciò che è successo nel precedente che è sfociato in una discussione-discordia fra partecipanti al blog.
Non ne sentiamo il bisogno.

Mic ha detto...

l'apertura di un seminario Redemptoris Mater non arricchisce la diocesi in senso economico, visto che i seminari costano parecchi soldini sia per la costruzione delle strutture (se occuperanno vecchi edifici ciò avverrà solo temporaneamente poichè come ben sapete kiko tiene molto alla nuova estetica) che per il mantenimento del seminario stesso.

il seminario no, ma la potente macchina organizzativa del cammino, sì....
ah si? Kiko tiene molto alla sua estetica? Peccato che i vescovi non tangono altrettanto alla sacralità della liturgia e a slavaguardare i nostri presbitèri dagli scempi architettonici e i fedeli da quelli teologici e spirituali...

strano che i seminari siano esclusivamente a spese delle comunità, perché allora davvero dobbiamo pensare che davvero c'è una 'chiesa nella Chiesa' se persino le contabilità sono separate!

Nel contempo, la nascita del seminario RM non comporta nemmeno spese aggiuntive alla Diocesi, posto che al mantenimento provvedono se possibile le comunità della diocesi e di quelle delle diocesi delle regioni limitrofe (solo per i seminari più poveri interviene il fondo internazionale dove accedono molte collette).

appunto, quel che dicevo...

In effetti, come Freedom ben saprà, il seminario è e resta diocesano (non è intestato al cammino ma alla Diocesi) e il Vescovo, se vuole, può prenderselo anche il giorno dopo per farci quello che gli pare.

è intestato alla diocesi ma si fa in tutto e per tutto (estetica compressa, nonché iter formativo) secondo quel che dice kiko, al quale i vescovi si stanno adeguando!

al resto rispondo poi...

Freedom ha detto...

Caro Urlo,
come al solito tu ti riferisci ai racconti di Asimov, perche' tutti sanno che i numeri del cnc, sono generati dallo sterco di satana e non dallo spirito santo. Offrire un seminario o vocazioni al vescovo non e' altro che, come gia' detto, il grimaldello per colonizzare le diocesi. E' tramite questi "baratti" che il cnc si è fatto approvare gli statuti e ora completa l'opera sua. Ricordo al nostro catechista "eclesially correct" che le sue ramanzine addomesticate con noi hanno scarsa presa. Quanto al "povero vescovo" che è ricorso alle vocazioni neocat, sarebbe meglio che riflettesse sul fatto che i presbiteri del cammino annunceranno il vangelo di Kiko non di Cristo.

Emma ha detto...

L`esistenza stessa di quei seminari è scioccante.
Vi ricordo che il primo seminario è sorto nel 1981,a Roma, quando non c`era nessuno statuto, Kiko Arguello ha voluto un SUO seminario per formare i SUOI futuri presbiteri per SUE comunità chiamati a diffondere le SUE prassi, lo ha voluto e lo ha ottenuto.
Insegnamento segreto, che abbiamo poi scoperto quanto fosse difforme, che importa?
"Liturgia" sincretista che calpesta la sacra Liturgia Cattolica, che importa?
Kiko vuole, Kiko ottiene.
E siamo nel 1981.
Il seguito della storia lo conoscete.
Un laico spagnolo è riuscito e riesce, con l`avallo, la complicità di chi dovrebbe essere il custode della Dottrina e della Liturgia,ad aprire seminario dopo seminario, dove i seminaristi saranno sottoposti al potere dei catechisti, che li formeranno anche dopo la loro consacrazione, il tutto secondo i diktat del fondatore.
È assolutamente sconcertante che i nostri responsabili religiosi tollerino, anzi incoraggino l`apertura di seminari che sanno pefettamente formeranno dei seminaristi che saranno poi dei fedeli e obbedienti soldati del cnc al servizio della chiesa secondo Kiko Arguello.
Che lo faccia un vescovo modernista, progressista, non dovrebbe stupirmi più di tanto, ma che lo faccia un vescovo che predica la fedeltà alla Dottrina, alla Liturgia e alla Tradizione, ebbene non lo capisco.

Emma ha detto...

"La nascita e la crescita di un seminario genera molti frutti nella diocesi ....."

Molti frutti?
Quali frutti?
Frutti avariati, frutti che nulla hanno da vedere con quelli SANI che crescono solo sull`albero della Chiesa di Cristo, secondo la Tradizione e il Magistero cattolici, frutti nutriti dalla sacra Liturgia cattolica, dal retto insegnamento cattolico, dall`Adorazione di N.S.G.C. vivo e presente nel Santo Sacrificio all`Altare.
Quali frutti può portare un seminario, un gruppo che diffondono una "liturgia" "altra" inventata da un laico, un insegnamento "altro"creato sempre dallo stesso laico?
Quali frutti?
Quali frutti autenticamente cattolici?

Francesco ha detto...

Perchè non vi siete mai preoccupati di Trieste quando il Vescovo Ravignani IMPLORAVA PER LE VOCAZIONI?
adesso vi chiedete cosa succede a Trieste?


Sappiamo cosa accede a Trieste: il copione purtroppo è ben noto. Il Cammino raccoglie indiscriminatamente le "vocazioni" dovunque si verifichino e le parcellizza in seminari RM sparsi qua e là.

Mons. Ravignani non potrà allietarsi perchè fioriranno vocazioni nella sua diocesi, al massimo se vorrà potrà rallegrarsi del fatto che giovani seminaristi provenienti da lontano verranno ospitati nel nuovo RM triestino.

Problema risolto dunque per la diocesi di Trieste? Assolutamente n!
Al massimo mascherato di una soluzione originale.

Nel luogo in cui abito un ragazzo, figlio maschio unico, ha manifestato la propria vocazione, ma il Cammino, di cui fa parte lo ha fagocitato: era incerto se entrare in un RM, come la martellante insistenza dei suoi catechisti lo induceva a fare. Il parroco non ha fatto nulla per aiutarlo a uscire da questi condizionamenti.Adesso si trova in un RN in Spagna, dove è stato mandato " per sorteggio"., col divieto assoluto per alcuni mesi perfino di telefonare a casa...!

Non dico altro.


Mons. Ravignani non doveva "IMPLORARE" vocazioni, alla preghiera cas mai avrebbe dovuto accompagnare una cura personale verso la pastorale vocazionale trascurata o addirittura osteggiata dai parroci e contemporaneamente scendere in campo di persona, lasciando almeno per un po' la comoda poltrona cui ormai tanti vescovi sembrano sempre più incollati con la pece...

jonathan ha detto...

Caterina, ti esorto caldamente, per quel che può valere il mio povero pensiero, ad aggiustare il tiro, per così dire. Perché davvero ‘spargere veleni’ è una espressione che non riguarda nessuno dei gestori di questo blog. Siamo tutti piccoli, d’accordo, ma non così imbecilli da non saper guardare l arealtà, da nasconderci dietro il dito di giustificazioni inutili e direi addirittura fuorvianti, almeno per me.

Non ci sono vocazioni? E allora che si fa? Io do un seminario a te e tu dai un po’, anzi peggio, il 50%!, di sacerdoti a me? E’ così che si salva la faccia? E’ così che ci si prende cura delle cose sante di Dio? E’ questa la via giusta per riparare la Chiesa? Il compromesso, al solito, il vizio del compromesso che ormai sembra aver il sopravvento sulla fiducia, sulla stessa fede che da sola basterebbe ad allagare la Chiesa della santità di Dio.

Parlare di schizofrenia della Chiesa mi sembra sia usare un eufemismo. Difendere la sacralità della liturgia, riconoscere la necessità di una formazione permanente alla fede, e poi lasciar fare a chi distrugge altari e cuori, questo è non aver chiara la propria identità, questo è tradire. Questo è non credere più nella rivoluzione del Vangelo, nella forza dirompente della fede. E da qui dipende la carenza di vocazioni. Il cammino le produce coi facili ‘vamos’. La Chiesa le accoglie con la sua santità, con le virtù dei suoi sacerdoti, con la bellezza di un Amore che incanta il cuore e vince su tutto. Possibile che quell’Amore sia così poco amato?

zufolo ha detto...

caterina ha colpito il chiodo sulla testa...

sentite questa parabola di zufolo:

una generazione perversa non fa figli, a parte un gruppo di famiglie a nord del villaggio. si sta per estinguere -- ma invece di guardare a nord con speranza, cosa dice? i figli del nord hanno le orecchie a sventola!! meglio estinguersi che generare una stirpe con le orecchie a sventola!!!

z

Mic ha detto...

vedi Zufolo,
la tua parabola non ha alcun senso, perché i cristiani SEMBRANO in estinzione e forse si sta estinguendo un certo tipo di cristianità; ma i veri adoratori del Padre in Spirito e Verità non sono estinguibili (perché Cristo è il Signore!) e le orecchie a sventola non le avranno mai perché non hanno bisogno di riprodursi con generazioni bastarde

Freedom ha detto...

Purtroppo quì non si tratta di orecchie a sventola, caro zufolo. La tua parabola è fuori luogo. La realta' del cammino non è da favorire perche' ha caratteristiche di chiesa parallela. E' proprio il caso di ire : "Timeo danaos et dona ferentes".

Mic ha detto...

mi spiace di aver rotto l'incanto del post bellissimo di Jonathan, ma la discussione è bene che proceda...

Emma ha detto...

Oh amici, rallegriamoci, per fortuna che abbiamo i neocat con le orecchie a sventola, da loro verrà la salvezza della Chiesa!
Beh, d`accordo, sono un pò bruttini, hanno qualche difetto, ma sono tanti, tanti, e poi fanno tanti piccoli con le orecche a sventola, si assomigliano tutti, fotocopia gli uni degli altri, si sposano fra di loro per essere sicuri di trasmettere le loro orecchie così particolari, e poi sono dei soldatini obbedienti, obbediscono tutti al GRAN CAPO con le orecchie a sventola, il padre, maestro, modello e guida, le sue sono le più belle orecchie a sventola del mondo, non se ne sono mai viste delle così perfette.
Del loro difetto ne hanno fatto un ogoglio, son fieri della loro diversità, per niente al mondo rinuncerebbero all`estetica, la nueva estetica delle loro orecchie a sventola.

Speravano, seguendo il gran maestro, e credendo ciò che costui diceva loro, di ripopolare l`Orbe, credevano di essere gli unici, i migliori, il futuro dell`Orbe, ma si sono resi conto, con orrore e stupore, che più a sud e anche all`est e pure all`ovest, crescevano sempre più bambini, belli e sani che bevevano tutti alla stessa fonte, si nutrivano tutti dello stesso cibo, ascoltavano tutti lo stesso insegnamento trasmesso da un uomo vestito di bianco, non un maestro con le orecchie a sventola e fiero della sua diversità, ma un Maestro umile che non aveva altra missione che quella di essere fedele alla FONTE VIVA che scorre senza interruzione e che ha attraversato i secoli e la storia, nessun`altra ambizione che quella di essere fedele e di camminare sui passi di Colui che ha detto: Io sono la via la verità e la vita.

Oh, rispetto alle popolazioni del nord che seguono il loro capo con le orecchie a sventola sono meno numerosi, ma sono forti e in loro è la speranza del presente e del futuro della Chiesa cattolica.

E chissà forse un giorno quei soldatini ne avranno abbastanza delle loro orecchie a sventola e decideranno di rivolgersi ad un buon chirurgo plastico per togliere quel difetto.
Purtroppo dipende da loro compiere quel passo,perchè il chirurgo competente pratica la medicina della misericordia.

Emma ha detto...

Scusami, mic, se mi sono lasciata andare, commenti come quello di Zufolo sono vuoti anche se sintomatici e rivelatori dell`arroganza tutta neocat e di ciò che viene impresso nelle loro menti.

Mic ha detto...

“Ma profetico?”, ha chiesto Williams. “Forse sì, nel senso che c'è la Chiesa cattolica romana che dice che ci sono modi di essere cristiani nella Chiesa occidentale che non sono limitati dall'identità storica cattolica romana – è una cosa di cui si può parlare”.

se queste parole di Rowan Williams, il vescovo anglicano ricevuto ieri dal Papa, corrispondo alla realtà affermata in Curia, ebbene, comprendiamo il perché il cammino sia nella Chiesa, ma si tratta di un falso ecumenismo

anzi, nel caso del cammino si tratta di un falso e basta, perché l'ecumenismo riguarda i cristiani...

Mic ha detto...

e c'è da chiedersi dove sta andando QUESTA chiesa post-conciliare?
Non è una non accettazione del concilio, ma delle applicazioni attuate secondo interpretazioni in 'rottura' con la Tradizione, anche se non lo si vuole riconoscere....

Mic ha detto...

Scusami, mic, se mi sono lasciata andare, commenti come quello di Zufolo sono vuoti anche se sintomatici e rivelatori dell`arroganza tutta neocat e di ciò che viene impresso nelle loro menti.

invece il tuo apologo sulla 'parabola' di Zufolo, è molto eloquente direi :)

Mic ha detto...

Evidentemente la situazione ha davvero contorni incredibilmente gravi, tali da far desistere chi Governa ad agire in modo diretto.

questo è quel che ci viene da pensare insieme all'altra ipotesi di una informazione falsata.

ma stamattina, quando ho letto le parole di Williams, mi si sono riaccesi i dubbi più tristi!
sono parole pur sempre da verificare, ma se pensiemo all'espressione 'Chiese sorelle' riservata a quelle Ortodosse ed ora estesa ai protestanti e al 'nella Chiesa c'è posto per tutti', forse i dubbi cominciano a diventare certezze e, se l'identità cattolica non è più quella di riferimento, la Rivelazione Apostolica che fine fa?

Mic ha detto...

non si tratta di considerazioni banali né solo formali o giuridiche perché nel cattolicesimo è custodito lo splendore della Verità, che garantisce la pienezza della Presenza del Signore!
Se nella cosiddetta Chiesa occidentale è indifferente essere cattolici, protestanti o neocatecumenali, si diluiscono e alla fine si tagliano le radici con Cristo Vivo e Vero!

Mic ha detto...

... e attenti! perchè la Nuova Religione Mondiale comincia così!!!

Emma ha detto...

Beh, cara mic, non ho ancora preso il tempo di leggere le notizie, ma che nalla Chiesa cattolica ci sia sempre più posto per tutti è una realtà con cui dobbiamo confrontarci.
Per quel che mi riguarda lo faccio con il cuore pesante e la mente che continua a non capire.
Non capisco perchè leggo parole che mi assicurano sulla continità, sulla non rottura con il fiume vivo e ininterrotto della Tradizione della Chiesa e poi vedo i fatti, vedo la realtà.

Osservo la realtà del cammino neocatecumenale, un movimento che è, se posso esprimermi così, l`"icona" dell`ERMENEUTICA DELLA ROTTURA e vedo i notri responsabili religiosi incoraggiare, lodare e aiutare a diffondersi questo movimento che sconvolge, calpesta, DISPREZZA la Tradizione cattolica, la storia della Chiesa, la sacra Liturgia, RIFIUTATA, perchè sarebbe una catastrofe per loro, per le loro catechesi!
E il fondatore di questo movimento può agire liberamente, può dire delle enormità, diffondere le sue aberrazioni liturgiche e "pseudoteologiche" senza che nessuno lo fermi.
Anzi.
Siamo giunti a questo punto nella Chiesa.

Che un vescovo incoraggi l`impiantazione di un seminario neocat pur sapendo quale "liturgia" "celebreranno" quei seminaristi, da chi saranno formati-deformati, dunque quale insegnamento seguiranno e a chi obbediranno in primis,
che poi voglia addirittura che il 50% di quei futuri presbiteri nc restino in diocesi, pur sapendo che FANNO e FARANNO il cammino neocat, che dunque sono e resteranno sottomessi ai catechisti che continueranno la loro "formazione" e
che dunque contribuirà a impiantare il cnc nella sua diocesi,
EBBENE,
sapere, osservare tutto ciò mi sconcerta.

Se Monsignor Crepaldi crede che il 50% che resterà nella Diocesi non obbedirà più a Kiko Arguello e ai suoi catechisti,
se si illude che quel 50% lascerà il cammino nc, uscirà dal cammino, lasciando definitivamente dietro di sè le prassi distorte e a-cattoliche del cammino neocatecumenale,
ebbene,
Monsignor Crepaldi si sta illudendo e farebbe bene ad informarsi un pò meglio, nel caso evidentemente che il suo comportamento sia dovuto solo ad una cattiva e insufficiente informazione.

Se invece Monsignor Crepaldi sa tutto e agisce con consapevolezza, se accetterà che quel 50% di presbiteri continuino il cammino nc, allora non posso che vedere incoerenza fra le parole e i fatti, e dirmi che, piuttosto prima che poi, Trieste diventerà una Diocesi neocatecumenale.

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

... e attenti! perchè la Nuova Religione Mondiale comincia così!!!


Questo è quello a cui andiamo incontro. QUesto si sta svolgendo sotto i nostri occhi.

Questo è stato profetizzato. E, secondo la mia povera opinione, questa è la direzione presa ORA. Ecco perchè continuo a dire che la situazione è più gross, ma davvero più grossa di quello che minimamente possiamo immaginare.

E non per fare vittimismo, catastrofismo o altro, ma leggendo i famosi "segni dei tempi", nel senso dato da Gesù.

Rispondo a Caterina.

Cara. Sai quanto sia in sintonia con te, ma il discorso delle Vocazioni non può essere visto solo dal punto di vista "funzionale". La Vocazione PRIMA DI UNA "QUANTITA'" deve avere una QUALITA'! La Vocazione prima di tutto deve essere AUTENTICA e frutto di una chiamata PERSONALE del Signore, con una risposta PERSONALE E CONSAPEVOLE del Chiamato!

Infatti Gesù Cristo, che speriamo venga ancora riconosciuto come Signore e Dio da quelli che si definiscono Cattolici, cosa dice per il problema delle Vocazioni? Dice: usate furbizia per risolvere i problemi contingenti delle Diocesi, considerate le necessità contingenti e trovate la soluzione migliore chiamando quelli che avete sotto gli occhi? NO!

Gesù Cristo, che io credo sia il Nostro Dio, e la cui Parola NON PUO' ESSERE ANNULLATA, dice: "La Messe è molta ma gli Operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della Messe che mandi Operai

PREGARE! FORMARE! AIUTARE! Questo va fatto! Per favorire le Vocazioni va fatto QUESTO! Non agire di strategia! Non agire con modi UMANI di soluzione del problema, modi che riescono a "slavare le forme"!

Le Vocazioni sono un terreno DELICATISSIMO. Si affianca al problema del "foro interno" di cui abbiamo parlato.

Non si risolve con modi UMANI. Si risolve PREGANDO, DIGIUNANDO, AIUTANDO, CREDENDO.

Ci possono anche essere dei metodi per FAVORIRE LE VOCAZIONI, ma questi non devono sostituire la Vocazione stessa autentica!

Allora: meglio una Diocesi piena di chi attua un "diverso modo di essere Cristiani", oppure una Diocesi con due Cristiani autentici?

Io la risposta ce l'ho.

Mic ha detto...

Le Vocazioni sono un terreno DELICATISSIMO. Si affianca al problema del "foro interno" di cui abbiamo parlato.

Non si risolve con modi UMANI. Si risolve PREGANDO, DIGIUNANDO, AIUTANDO, CREDENDO.

Ci possono anche essere dei metodi per FAVORIRE LE VOCAZIONI, ma questi non devono sostituire la Vocazione stessa autentica!

Allora: meglio una Diocesi piena di chi attua un "diverso modo di essere Cristiani", oppure una Diocesi con due Cristiani autentici?

Io la risposta ce l'ho.


il punto è proprio qui.

Il nostro discorso serve a mettere in luce che se il vescovo di Trieste pensa che quel 50% di sacerdoti formati secondo l'iter del cammino possa servire la Chiesa e non il cammino e obbedire a lui anziché a Kiko, si illude!

Emma ha detto...

Scusate, mi era sfuggito questo passaggio del thread:

"Poi( Monsignor Crepaldi) è stato invitato al seminario di Pola, col quale ci sono commistioni perchè il parroco della Cattedrale di Trieste, neocatecumenale doc, segue quei seminaristi. Il vescovo vi è ritornato recentemente per inaugurare il nuovo anno, concelebrando al modo neocatecumenale, su un grande tavolo, con calici e pane azzimo."

Dunque Monsignor Crepaldi sa, è informato.
Dunque conosce il modo neocat di comunicarsi, ha visto i segni e simboli ebraici di quel rituale creato da chi ha rifiutato di obbedire alle DECISIONI del Papa e ha lottato per rifiutare la Liturgia cattolica, considerata una CATASTROFE, dunque conosce anche come funzionano i seminari nc.
Monsignor Crepaldi ha parole forti, belle, profonde e vere sulla nostra sacra Liturgia ma accetta di concelebrare con il rituale sincretista neocat.
Mistero.
E poi se il parroco della cattedrale di Trieste è già neocatecumenale, la progressiva neocatecumenalizzazione della Diocesi di Trieste non può che avviarsi verso un buon esito finale.
I Triestini permettendolo.

Stefano78 ha detto...

Dice Jonathan
Perché davvero ‘spargere veleni’ è una espressione che non riguarda nessuno dei gestori di questo blog

Carissima. Ssono d'accordo con il tuo intervento, ma comprendo anche Caterina.

Senza che nessuno di noi lo voglia, mossi solo dal nostro sconcerto e dal nostro disorientamento, a volte non ci rendiamo conto di creare un'atmosfera di ineluttabilità e di grandissima sconfitta. Questo, a mio avviso (e lo sottolineo mille volte: A MIO AVVISO, A MIO AVVISO, A MIO AVVISO. A scanso di equivoci.^_^) può provocare in chi frequenta queste pagine sconcerto e allontanamento.

Quello che emerge, credo che dobbiamo considerare che non sia solo l'immediato nostro sentimento.

Considerare anche chi legge, nella varietà della sua formazione.

Ecco, secondo me questo senso di ineluttabilità, è cresciuto da dopo il 2008 ad oggi. E a volte prende contorni che generano reazioni impulsive, come magari quelle di Caterina. Credo si debba considerare anche questo, nei confronti di chi si crede stia scrivendo in preda a chissà quale attacco di "neocatecumenalismo" o di "irenismo"!
Soprattutto CONSCENDOCI, concscendo le nostre storie, non solo da queste pagine!
A maggior ragione, io credo che farsi una domanda, o chiedere il perchè di certe prese di posizione che non ci si aspetta, rimedierebbe a molti fraintendimenti.
Questo E' IL MIO PENSIERO.

Stefano78 ha detto...

Dice Emma

Monsignor Crepaldi ha parole forti, belle, profonde e vere sulla nostra sacra Liturgia ma accetta di concelebrare con il rituale sincretista neocat.
Mistero.


Emma, coi neocat non si può celebrare in altro modo. Le cose sono due: o si alza i tacchi e ci si rifiuta in modo eclatante, oppure tra i neocat si celebra usando quello che loro hanno "preparato". Non ci sono vie di mezzo.

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

se queste parole di Rowan Williams, il vescovo anglicano ricevuto ieri dal Papa, corrispondo alla realtà affermata in Curia, ebbene, comprendiamo il perché il cammino sia nella Chiesa, ma si tratta di un falso ecumenismo


Quelle parole di Williams sono il pensiero degli eretici come lui, e il pensiero degli eretici che stanno nel nostro seno.
E sicuramente questi eretici che stanno nel nostro seno SPINGONO affinchè questa religione mondiale si attui.

Ma noi tutti, e il Papa per primo, visti gli atti che ha fatto soprattutto nella direzione di un Vero Ecumensimo, sappiamo che la realtà è che ci possono essere DIVERSI MODI PER ESSERE CATTOLICI e non diversi cristinesimi che si possono "unire"! La MULTIFORMITA' della Tradizione Cattolica è un fatto indiscutibile! Ma questo non impatta sulla sostanza. Non deve.

Mic ha detto...

Senza che nessuno di noi lo voglia, mossi solo dal nostro sconcerto e dal nostro disorientamento, a volte non ci rendiamo conto di creare un'atmosfera di ineluttabilità e di grandissima sconfitta.

Stefano caro, io vedo una sconfitta solo apparente e so anche momentanea (sa il Signore la durata del 'momento' e come finirà), ma è l'ineluttabilità che non vedo e che non credo traspaia dal mio modo di vedere le cose... anzi, è proprio il mio non rassegnarmi ad una ineluttabilità -che mi pare Caterina accetti- che mi fa parlare e cercare di mettere in luce la realtà com'è

secondo me accettare l'ineluttabilità anche in questo senso:
coi neocat non si può celebrare in altro modo. Le cose sono due: o si alza i tacchi e ci si rifiuta in modo eclatante, oppure tra i neocat si celebra usando quello che loro hanno "preparato". Non ci sono vie di mezzo.

significa tradire la Verità...

è vero che non ci sono vie di mezzo; ma l'unica VIA, Verità e Vita è Cristo e sai meglio di me che il Cammino non porta a Cristo, ma al carro di fuoco di Elia...

Emma ha detto...

Caro Stefano,tu lo trovi giusto, lo trovi normale?
Non sarebbe più normale, anzi dovrebbe esserlo, che il custode della Liturgia in una Diocesi, faccia rispettare le norme della Liturgia cattolica, celebri la Santa Messa con la Liturgia cattolica, e non si sottometta a norme decise da chi calpesta e rifiuta la Liturgia cattolica?
A me la risposta sembra evidente.
O la ragione, la coscienza cattolica, devono definitivamente andare in pensione?
Anche la coscienza di un vescovo, custode della Liturgia?

Mic ha detto...

sappiamo che la realtà è che ci possono essere DIVERSI MODI PER ESSERE CATTOLICI

è questo 'diversi modi per essere cattolici' che è molto ambiguo, dice tutto e non dice nulla e diluisce fino ad eliminare l'identità cattolica, non trovi?

il diverso modo per essere cattolico può derivare da tradizioni millenarie: Copta, siriaca, melchita, maronita, ambrosiana, cattortodossa, ecc. non da pseudo- tradizioni attestatesi col pretesto del concilio oppure confessioni eretiche diventate Chiese sorelle...

Mic ha detto...

Senza che nessuno di noi lo voglia, mossi solo dal nostro sconcerto e dal nostro disorientamento, a volte non ci rendiamo conto di creare un'atmosfera di ineluttabilità e di grandissima sconfitta. Questo, a mio avviso (e lo sottolineo mille volte: A MIO AVVISO, A MIO AVVISO, A MIO AVVISO. A scanso di equivoci.^_^) può provocare in chi frequenta queste pagine sconcerto e allontanamento.

il nostro sconcerto e disorientamento ci stanno tutti e mi pare che non ci fermiamo allo sconcerto, ma sappiamo in cosa e in Chi siamo radicati e ne parliamo anche. Ma quando lo sconmcerto nasce da fatti come quelli che abbiamo registrato è cosa sana buona e giusta sentirlo ed esprimerlo e anche venirne fuori insieme al Signore; cosa che è di ogni momento...

ma è necessario guardare in faccia la realtà e non pensare che le cose diventino magicamente come vorremmo che fossero, solo perché lo vogliamo e lo diciamo... è la concretezza, mossa da intenzioni rette, che cambia le cose in meglio.
Le nostre sono parole consapevoli che dovrebbero aprire ad una concretezzza chi ha il potere di metterla in atto... se questo non succede, esiste una concretezza di segno opposto che sappiamo dove trovare e di certo non ci abbandona...

se qualcuno resta sconcertato e se ne va perché non regge l'urto con la realtà scomoda non possiamo farci nulla, ci sarà anche chi rimane e va avanti nonostante, come facciamo noi...

Emma ha detto...

È appunto perchè nessun custode della Liturgia ha alzato i tacchi e ha rifiutato in modo eclatante di celebrare al modo neocat( ma forse ce ne son stati e non lo sappiamo), che quel rituale sincretista ha preso radice.
Con il ricatto: se non possiamo "celebrare" l`Eucaristia a modo nostro ce ne andiamo altrove, siamo finiti ecc...ecc.
È perchè nessuno ha avuto il coraggio (di che cosa avevano paura?)di dire STOP alle storture neocat, è perchè l`autorità ha ceduto invece di intervenire in modo coercitivo, che oggi ci troviamo nella Chiesa un movimento che impone quella sua prassi sincretista.
E cosi progressivamente e sicuramente, di cedimento in cedimento, di silenzio in silenzio, un passo dopo l`altro, chi sconvolge e disprezza la Liturgia cattolica, si è imposto imponendo le proprie storture definite " "spiritualità propria del cammino nc".

La VERITÀ è schernita, calpestata, sconvolta, poco importa, c`è chi può farlo impunemente, anzi è incoraggiato.

jonathan ha detto...

Sono d'accordo con il tuo intervento, ma comprendo anche Caterina.

Certamente, ci mancherebbe, anch’io capisco. Per inciso, sono più che lieta che questo blog si avvalga dei suoi contributi.

Ma, proprio perché riconosco l’indubbia autorevolezza e l’esperienza ecclesiale di Caterina, mi spiace leggere certe sue parole così severe, e ingiustamente a mio avviso. Le parole sono pietra, leggevo in un bel libro che riflette appunto sulla ‘manomissione delle parole’ e sull’ambiguità di certo linguaggio. Le parole scritte ancor di più.

Noi siamo una minoranza della minoranza, perché qui si dicono cose che altrove vengono solo sussurrate se non del tutto taciute. Abbiamo, come tutti, il dovere di un sano equilibrio e del rispetto. Ma anche quello di rifuggire da ogni ambiguità o dall’assenso gratuito e rassegnato. Siamo minoranza ma speriamo di somigliare al granello di senape che funziona al buio e che dà frutti a suo tempo. A condizione di stare nella Verità senza infingimenti, perché altrimenti si finisce per produrre ulteriore disorientamento. Il piacere di confrontarsi serve appunto ad evitare questo rischio, credo.

Mic ha detto...

Noi siamo una minoranza della minoranza, perché qui si dicono cose che altrove vengono solo sussurrate se non del tutto taciute. Abbiamo, come tutti, il dovere di un sano equilibrio e del rispetto. Ma anche quello di rifuggire da ogni ambiguità o dall’assenso gratuito e rassegnato. Siamo minoranza ma speriamo di somigliare al granello di senape che funziona al buio e che dà frutti a suo tempo. A condizione di stare nella Verità senza infingimenti, perché altrimenti si finisce per produrre ulteriore disorientamento. Il piacere di confrontarsi serve appunto ad evitare questo rischio, credo.

lo credo, lo sento, lo sottoscrivo.

Emma ha detto...

Partendo dalla certezza che il vescovo è custode e moderatore della Liturgia nella sua diocesi, sono andata a ritrovare alcuni documenti.
Ad esempio l`Enciclica "Ecclesia de Eucharistia dove leggo:

CAPITOLO QUINTO 

IL DECORO
DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA 

"Occorre purtroppo lamentare che, soprattutto a partire dagli anni della riforma liturgica post-conciliare, per un malinteso senso di creatività e di adattamento, non sono mancati abusi, che sono stati motivo di sofferenza per molti. Una certa reazione al « formalismo » ha portato qualcuno, specie in alcune regioni, a ritenere non obbliganti le « forme » scelte dalla grande tradizione liturgica della Chiesa e dal suo Magistero e a introdurre innovazioni non autorizzate e spesso del tutto sconvenienti.

Sento perciò il dovere di fare un caldo appello perché, nella Celebrazione eucaristica, le norme liturgiche siano osservate con grande fedeltà. Esse sono un'espressione concreta dell'autentica ecclesialità dell'Eucaristia; questo è il loro senso più profondo. La liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i Misteri. L'apostolo Paolo dovette rivolgere parole brucianti nei confronti della comunità di Corinto per le gravi mancanze nella loro Celebrazione eucaristica, che avevano condotto a divisioni (skísmata) e alla formazione di fazioni ('airéseis) (cfr 1 Cor 11, 17-34). Anche nei nostri tempi, l'obbedienza alle norme liturgiche dovrebbe essere riscoperta e valorizzata come riflesso e testimonianza della Chiesa una e universale, resa presente in ogni celebrazione dell'Eucaristia. Il sacerdote che celebra fedelmente la Messa secondo le norme liturgiche e la comunità che a queste si conforma dimostrano, in un modo silenzioso ma eloquente, il loro amore per la Chiesa.
A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani: esso è troppo grande perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale.
 

Lettera morta?

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

Lettera morta anche la Redemptionis Sacramentum ? Leggo:

4. Il Vescovo diocesano

[176.] Il Vescovo diocesano, «essendo il principale dispensatore dei misteri di Dio, si adoperi di continuo perché i fedeli affidati alle sue cure crescano in grazia mediante la celebrazione dei sacramenti e perché conoscano e vivano il mistero pasquale».[285] A lui spetta
, «entro i limiti della sua competenza, dare norme in materia liturgica, alle quali tutti sono tenuti».[286]

E allora perchè ci rinuncia?
E si adatta alle norme di chi ha disobbedito e rifiutato le norme cattoliche a cui TUTTI sono tenuti?

E ancora:

[186.] .... "I Vescovi, i Sacerdoti e i Diaconi, nell’esercizio del sacro ministero, si interroghino in coscienza sulla autenticità e sulla fedeltà delle azioni da loro compiute a nome di Cristo e della Chiesa nella celebrazione della sacra Liturgia. Ogni ministro sacro si interroghi, anche con severità, se ha rispettato i diritti dei fedeli laici, che affidano a lui con fiducia se stessi e i loro figli, nella convinzione che tutti svolgono correttamente per i fedeli quei compiti che la Chiesa, per mandato di Cristo, intende adempiere nel celebrare la sacra Liturgia.[294] Ciascuno ricordi sempre, infatti, di essere servitore della sacra Liturgia.[295]

Può bastare?
Come può reagire in coscienza un fedele laico che sa che il suo vescovo concelebra un "rituale" sincretista che ha sconvolto quella Liturgia di cui è custode?

Stefano78 ha detto...

Dice Jonathan

Le parole sono pietra, leggevo in un bel libro che riflette appunto sulla ‘manomissione delle parole’ e sull’ambiguità di certo linguaggio. Le parole scritte ancor di più.


Sono d'accordo. E questo dovremmo tenerlo a mente TUTTI! Anche quelle di noi tutti possono essere "pietra". Se ben usate sono "pietra di fondazione", se non controllate SASSI. E parlo A ME STESSO per primo. Un atteggiamento di autocritica continuo, secondo me, non può che fare bene!

Abbiamo, come tutti, il dovere di un sano equilibrio e del rispetto. Ma anche quello di rifuggire da ogni ambiguità o dall’assenso gratuito e rassegnato

Seondo me questo indiscusso dovere si può concretizzare concependo anche diversi modi di dire LA STESSA COSA, ma tenendo presente sia del contesto in cui scriviamo, sia delle persone che leggono, sia a chi vogliamo sia diretto il nostro "sentire". Quello a cui io non credo è il RADICALISMO. L'Unico "radicalismo" è della Verità nella Carità. Ma questo non implica un radicalismo di "vedute".
Non credi?

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

se qualcuno resta sconcertato e se ne va perché non regge l'urto con la realtà scomoda non possiamo farci nulla, ci sarà anche chi rimane e va avanti nonostante, come facciamo noi...


E' su questo che non concordo. Non riesco a vedere questo discorso "duale" del "o così o niente". Non riesco a calare la "scelta" che l'Uomo è chiamato a fare su Gesu' Cristo (Chi non è con me è contro di me), riguardo la posizione da prendere rispetto ai MEZZI usati per cercare INSIEME il Vero.

In fondo è il discorso, se ci pensi, che faceva anche Urlodeldrago sullo scrutinio. Esattamente lo stesso. Lui dice che lo Scrutinio Nc, in molti casi, genera buoni "risultati". La nostra domanda è "a che prezzo"? Ma il catechista ci ha detto: non è per tutti. Chi vuole e può, rimane. Chi non ce la fa se ne va. Non ti sembra molto simile il discorso. Parlo di similitudine di FORME, non certo di contesto. Qui si vuole la Verità, lì si vogliono risultati.
Ma alla fin fine è sempre il fedele che rimane nel limbo perchè viene messo davanti a continui aut-aut. O così o niente.

Secondo me, gli urti inevitabili che si possono affrontare davanti alla Verità possono essere "attutiti". E i modi ci sono. Ovviamente non ci ptrà mai essere una panacea di tutti i mali, non potrà mai esserci una soluzione sempre valida e sempre buona e non potrà assolutizzarsi il "paraurti". Potrebbe benissimo non bastare e determinare comunque rifiuti. Ma in queso caso l'Animo è, secondo me, piu' sereno, perchè si è cercato ogni mezzo per "guadagnarne il piu' possibile".

Emma ha detto...

Scrive Padre Augé, non sospetto di simpatie tradizionaliste:

"Riprendendo un’immagine cara a papa Giovanni XXIII, la Lettera apostolica di Giovanni Paolo II “Vigesimus quintus annus” (04.12.1988), al n. 22, afferma: “La liturgia […] è come la fontana del villaggio, alla quale ogni generazione viene ad attingere l’acqua sempre viva e fresca”. E continua: “E’ anche un vertice, sia perché tutta l’attività della Chiesa tende verso la comunione di vita con Cristo, sia perché è nella liturgia dove la Chiesa manifesta e comunica ai fedeli l’opera della salvezza compiuta una volta per tutte da Cristo”.

Come dice l’Istruzione “Redemptionis Sacramentum” (25.03.2004), al n. 19, “il vescovo diocesano, primo dispensatore dei misteri di Dio, è moderatore, promotore e custode di tutta la vita liturgica nella Chiesa particolare a lui affidata”.
Lo stesso documento, più avanti, al n. 24, afferma: “Da parte sua, il popolo cristiano ha il diritto che il vescovo diocesano vigili affinché non si insinuino abusi nella disciplina ecclesiastica, specialmente riguardo al ministero della parola, alla celebrazione dei sacramenti e dei sacramentali, al culto di Dio e dei santi”.
Oggi è particolarmente urgente che i nostri vescovi prendano coscienza di questi loro diritti e doveri per evitare che la faciloneria creatrice e gli abusi dilaganti di alcuni nelle sacre celebrazioni creino un vero caos liturgico.


Cito Augé, che fu assistente di Bugnini(!),pur sapendo che scrivendo quelle parole non si riferiva al cammino nc, vi ricordate la "Nota laudatoria " di Bugnini?
Dunque il vescovo non solo può ma deve vigilare al rispetto della sacra Liturgia.
Dunque un vescovo può e dovrebbe "alzare i tacchi" e andarsene, o dovrebbe come minimo esigere che le modifiche volute dal Papa siano applicate nella sua diocesi.
Non si può a parole difendere la sacralità e la bellezza del Sacrificio eucaristico, della sacra Liturgia cattolica e nel contempo, tranquillamente, andaresene a concelebrare quel rituale che, lo ripeto, ha devastato la Liturgia cattolica.
Forse dovrei piuttosto dire "non si dovrebbe...", ma oggi la coerenza fra parole e fatti, la fedeltà a sè stessi e alle proprie parole, non sembra essere prioritaria, a meno che la fedeltà a sè stessi si manifesti nella realtà dei fatti piuttosto che nelle parole.

Mic ha detto...

in fondo è il discorso, se ci pensi, che faceva anche Urlodeldrago sullo scrutinio. Esattamente lo stesso. Lui dice che lo Scrutinio Nc, in molti casi, genera buoni "risultati". La nostra domanda è "a che prezzo"? Ma il catechista ci ha detto: non è per tutti.

no Stefano, non è la stessa cosa ;)

per fare le analogie bisogna che i termini di paragone siano omogenei e allora considera:

1. lo scrutinio è un momento drammatico e drammatizzato durante il quale delle persone sono costrette ad ascoltare certe cose e ad adeguarvisi SOLO in un certo modo e mettendo a nudo in maniera del tutto NON DOVUTA, sé stesse (e mi fermo qui)

2. questo blog, è un luogo di LIBERO incontro e scambio in cui, CHI VUOLE ed è interessato, si sofferma e legge quello che vuole e quando e quanto vuole e, se crede risponde, se non crede passa oltre... nel 'non crede' c'è anche il non accetta, non gli garba il tono, non gli sta bene il modo; ma questo non sta a significare che il blog 'non è per tutti'... siamo ben lontani!

Premesso che nessuno di noi, a parte qualche eccezione (peraltro del tutto sporadica e che si cerca di arginare) usa toni aggressivi o 'così o niente'... è la Verità che è UNA e, se tu stai dicendo la verità e, per quanto scomoda sia, la dici in maniera garbata e rispettosa, anche se ferma precisa e senza inutili edulcurazioni, ci può essere chi l'accoglie e si ferma, e chi non l'accoglie e passa oltre o perché non VUOLE vederla perché ha già la sua ideologia da salvaguardare o perché non è in grado di mettere in discussione l'orticello nel quale si è rinchiuso...

dove non c'è costrizione e c'è rispetto il 'non è per tutti' di Urlo che citi paragonadolo a me, non c'entra nemmeno di sguincio
e se non fossi una signora avrei usato un altro termine ;)

jonathan ha detto...

Quello a cui io non credo è il RADICALISMO. L'Unico "radicalismo" è della Verità nella Carità

Sì, sono d'accordo. Talvolta comunque sembra eccesso quel che è solo passione o com-passione.

Mic ha detto...

Secondo me, gli urti inevitabili che si possono affrontare davanti alla Verità possono essere "attutiti".

Stefano, vorrei invitarti a riflettere su un paio di cose:

1. possiamo provare a farci insieme una domanda?
vorrei che ci chiedessimo a quale NOSTRA paura o ferita ancora aperta corrisponde il timore dell'urto in genere...

2. per quale motivo dovrebbero farci paura o destarci preoccupazione gli 'urti' che non provochiamo direttamente, ma vengono fuori da un contesto non protetto perché non usiamo né maschere né diamo in dotazione parastinchi (leggi, forse mi sbaglio, un ecclesially correct)...?

3. se ci sono persone che non si sentono 'urtate' da chi non le rispetta e si appropria delle loro coscienze e delle loro vite, o Pastori che non si urtano del fatto che c'è chi calpesta la Verità che loro dovrebbero custodire, perché dobbiamo temere che si 'urtino' da come lo diciamo, premesso che non lo diciamo in maniera accusatoria, ma del tutto dialogica e ponendo interrogativi e portando degli argomenti?

4. non è di Gesù, cioè della Verità che si parla come "pietra d'inciampo"? Se Lui è il nostro Maestro e Signore, forse può capitare anche a noi di essere di 'scandalo' nel senso evangelico... Spero solo che sia davvero così e prego per questo... Se così non fosse spero che il Signore mi aiuti ad aprire gli occhi, perché io il tuo discorso lo capisco solo fino ad un certo punto. E, se non ti capisco e dico quel che penso, non significa che ti 'attacco', significa che non ti capisco e basta.., probabilmente è un mio limite... ti incontro in tantissime cose, ma questa proprio non entra nella mia sfera di comprensione ;)

Emma ha detto...

Beh, vedo che ci stiamo di nuovo allontanando dal tema del thread per discutere di metodi.
Chi scrive su questo blog lo fa con la sua individualità, con la sua unicità, usa i canali di espressione che gli sono propri, si serve della sua esperienza e anche competenza, esprime pensieri e sentimenti in funzione di ciò che gli detta la sua coscienza .
Partecipa con sincerità, serietà e impegno, talvolta in modo regolare, talvolta si allontana per poi ritornare, talvolta condivide, talvolta meno, e il suo silenzio forse si fa interprete di quel disaccordo su quel punto specifico.

Chi ci legge lo fa attraverso i suoi filtri, riceve l` informazione attraverso i suoi canali , viene, legge, approfondisce se vuole o se ne va, senza cercare oltre.

SIAMO FRA ADULTI, ragioniamo da adulti, partiamo dalla nostra ragione e usiamo la nostra ragione, non siamo fra bambini e non ci indirizziamo a dei bambini, non mettiamo le nostre emozioni al timone, ci sono, ne teniamo conto, ma non oscurano il nostro ragionamento che si fonda sull`osservazione e l`analisi dei fatti, sulla conoscenza e la competenza di ognuno e sopratutto direi sul rispetto della Verità che è UNA e non a geometria variabile.

Se fra chi scrive ci sono disaccordi, e ci sono, esprimerli non significa attaccare, che la persona che si sente attaccata rifletta dov`è in lei l`aggancio che le fa sentire, risentire e risuonare certe parole come un attacco.

Storie di ordinaria amministrazione in una comunità anche virtuale.
Se è bene parlarne spero che non prendano di nuovo il sopravvento sul fondo e sul tema trattato e qui mi sembra che stiamo parlando di ciò che sta succedendo a Trieste.

Mic ha detto...

mi sembra necessario ribadire delle cose, prima di riprendere il filo della riflessione, magari partendo dagli input che ci ha dato con le sue citazioni Emma...

1. questo blog, non è nato per i neocat, ma come denuncia nella Chiesa di quel che stava accadendo e per informare l'Orbe cattolico di quel che il cammino è davvero e opera al di là della pubblicità ingannevole e delle apparenze, delel lodi e infine dell'approvazione...

2. se questa opera di informazione e anche di affermazione di ciò che è genuinamente cattolico (partendo dal Magistero) in confronto a cò che non lo è (catechesi e prassi kikiane) serve per far aprire gli occchi a qualche neocat ancora in grado di ragionare, ben venga

3. per gli altri che sono 'urtati', per effetto dei condizionamenti ricevuti, da quelle che prendono come 'accuse' e che invece sono chiarimenti, denuncie, sappiamo già realisticamente che su loro non abbiamo alcuna presa tanto è esorbitante l'Autorità dei catechisti totipotenti e dell'organizzazione manipolatrice, rispetto a qualunque cosa sia pur sacrosantamente vera che non possiamo dire o mostrare

4. continuiamo a parlare per i disinformati i distratti e lontani sia che siano fedeli sia che siano Pastori, i quali putacaso avessero intenzione di preoccuparsi di quel che dice qualche fedele attento e amnte delle Chiesa, dal 'basso'...

Mic ha detto...

spigolando nel blog, dagli accessi di oggi, ho trovato questa bellissima riflessione di Jonathan, che è bene rinfrescare

La debolezza del pensiero cattolico moderno è debolezza nella conoscenza dei suoi reali contenuti che sono di una sublime bellezza, insuperata e insuperabile. Al ripristino di una liturgia autenticamente cattolica, sacra e trasparente di Dio, dovrebbe instancabilmente accompagnarsi un risveglio di quella teologia codificata nei dogmi, ma elaborata e scandagliata dal pensiero di uomini di Dio, che ha attraversato i secoli e ha nutrito la santità di generazioni di cristiani. Se solo si potesse anche solo intravedere quella sublima bellezza, non ci si potrebbe più accontentare di un vago e oscuro rinvio ad essa, né si potrebbe tollerare più questo ostinato andare al ribasso che di fatto non solo oscura ma contraddice alla fine la Verità, rubandole quello splendore che però non ci appartiene. Un andare al ribasso che rende anonimo il cristianesimo e fittizi i confini tra le fedi e le religioni. Se la Verità si fa ambigua, l’indifferenza prende il posto del rigore non solo teoretico, ma anche pratico. E così è, di fatto: non si avrebbe quasi più memoria della Verità in tutta la sua pienezza, se non per quelle feritoie della Chiesa dalle quali lampeggia ancora integra. Per questo bisogna seminare, chi può e sa, e non stancarsi di cercare e attingere.

Stefano78 ha detto...

Rispondo a Mic, e mi poi chiudo questo OT, perchè è giusto rimanere in tema, come dice Emma.

no Stefano, non è la stessa cosa ;)

L'ho scritto anche io che non è la stessa cosa ma la stessa forma. Ma che alla fine sebbene in contesti diversi, quali il nostro e il loro, il "finale" rimane lo stesso per una persona che non andrebbe magari solo messa davanti ad un fatto, MA AIUTATA NELLA SUA COMPRENSIONE. Questo è il punto. Mettere davanti qualcuno ad un fatto e: se lo capisci meglio per te, se no pazienza. Questa è la similitudine con Urlodeldrago, NON ALTRA. E lo avevo scritto.

Rispondo ai tui punti.

1. Siamo d'accordo. E questa è la differenza della sostanza a cui mi riferivo anche io. Ma la forma di aut-aut la vedo anche in altri contesti, che pongono lo stesso problema e lo pongono alla mia coscienza non a quella di altri: è sempre giusto l' aut-aut?

2. Il fatto che il blog "non sia per tutti" emerge in certi casi in modo prepotente. E non perchè ci sia una qualche forma di coercizione come nello scrutinio del CnC (e meno male), ma perchè l'argomento trattato e a volte il modo in cui è trattato non è di immediata comprensione. Questo a mio modo di vedere. E non mi riferisco alla "forma didattica", magari ci fosse sempre! Se c'è qualcuno che può fornire delle spiegazioni o sollevare approfondimenti ben vengano! Chi non capisce PUO' CHIEDERE LIBERAMENTE spiegazioni e approfondire con tutti! Mi riferisco agli ELEMENTI della Critica, alle situazioni su cui si basa una data critica, ai modi della critica a prima vista magari "troppo forte" e che invece verrebbe compresa se si conoscessero i risovlti da cui prende le mosse. Soprattutto mi riferisco ad argomenti e conseguenti critiche che possono generare secondo me NON UTILI fraintendimenti e "deviazioni" su fatti potenzialmente polemici. E magari possono confondere chi legge.

ci può essere chi l'accoglie e si ferma, e chi non l'accoglie e passa oltre o perché non VUOLE vederla perché ha già la sua ideologia da salvaguardare o perché non è in grado di mettere in discussione l'orticello nel quale si è rinchiuso...

Ecco cosa manca a questa tua analisi: chi non l'accoglie può farlo anche perchè gli mancano gli strumenti per poterla accogliere E SE QUALCUNO GLIELI DESSE, magari la potrebbe accogliere.

dove non c'è costrizione e c'è rispetto il 'non è per tutti' di Urlo che citi paragonadolo a me, non c'entra nemmeno di sguincio
e se non fossi una signora avrei usato un altro termine ;)


Io l'accostamento l'avevo fatto per farti notare che anche se il fine è diverso, le forme possono essere identiche. E che secondo me se una forma suscita perplessità in una caso, può suscitarlo anche in una altro anche se in un caso si compie un grande sbaglio (lo scrutinio) e in un altro si cerca la Verità che è cosa più che Buona. Ma sappiamo che anche il modo con cui la si cerca è, secondo me, importante.

Freedom ha detto...

Secondo me Urlo del Drago NC ecc o si dissociano formalmente dai metodi di LVVFL oppure non devono avere la possibilita' d'intervenire quì. A parte il delirio ma i metodi da gestapo che usa sono veramente sconci

Stefano78 ha detto...

Dice ancora Mic

1. possiamo provare a farci insieme una domanda?
vorrei che ci chiedessimo a quale NOSTRA paura o ferita ancora aperta corrisponde il timore dell'urto in genere...


Mic, ti ho portato l'esempio concreto (per telefono) e recente di "urti" che possono essere "attutiti", considerando la diversità di situazioni in cui ci si trova a vivere. Se è vero che non possiamo essere salvatori di nessuno, possiamo però COM-PATIRE. E in questo entra anche la possibilità che si possa rendere comprensibile la critica anche a chi non la vuole, con strumenti che lui ha più familiari (uno statuto ad esempio). Magari in questo modo, avendo strumenti più familiari, la critica LA ACCETTA (e io ti ho portato un esempio concreto a riguardo quando ci siamo sentiti!)


2. per quale motivo dovrebbero farci paura o destarci preoccupazione gli 'urti' che non provochiamo direttamente, ma vengono fuori da un contesto non protetto perché non usiamo né maschere né diamo in dotazione parastinchi (leggi, forse mi sbaglio, un ecclesially correct)...?


Nessuna paura e nessun "ecclesially correct". Solo, lo ripeto, premura e "santa inquietudine" per "guadagnarne il più possibile".

3. se ci sono persone che non si sentono 'urtate' da chi non le rispetta e si appropria delle loro coscienze e delle loro vite, o Pastori che non si urtano del fatto che c'è chi calpesta la Verità che loro dovrebbero custodire, perché dobbiamo temere che si 'urtino' da come lo diciamo, premesso che non lo diciamo in maniera accusatoria, ma del tutto dialogica e ponendo interrogativi e portando degli argomenti?

Non dobbiamo "temere" nulla ma certamente cercare ogni possibile mezzo di maggiore "divulgazione". Questo almeno per come la vedo. L'ho pensato da sempre, che ogni situazione si dovrebbe sovlgere diversamente dalle altre. E che ogni tempo, in questa brutta situazione, è diverso dall'altro. Per questo a tempi diversi, diversi approcci.

E, se non ti capisco e dico quel che penso, non significa che ti 'attacco', significa che non ti capisco e basta.., probabilmente è un mio limite... ti incontro in tantissime cose, ma questa proprio non entra nella mia sfera di comprensione ;)

Il motivo per cui non mi "capisci" l'ho detto, a mio avviso, più volte. Perchè non vedi nessun motivo per cambiare approccio e metodo. Sei convinta che quanto si fa qui è sufficiente a prescindere. Nel senso di cui dicevi prima: chi vuole e condivide, bene. Chi non vuole o si urta, non ci riguarda. Secondo questo criterio non fai una piega.
Invece per me è questo criterio che IN QUESTI TEMPI, non mi convince.

Francesco ha detto...

Secondo me Urlo del Drago NC ecc o si dissociano formalmente dai metodi di LVVFL oppure non devono avere la possibilita' d'intervenire quì. A parte il delirio ma i metodi da gestapo che usa sono veramente sconci

Lo sto chiedendo a gran voce da parecchio tempo: certa gente non merita assolutamente di entrare nella discussione, neanche di striscio.

Aldo ha detto...

Mic.. Ti chiedo scusa ma mi sono preso la libertà di informare il mio avvocato (tanto non lo pago) su ciò che è scritto sul blog amico..credo che stavolta hanno superato i limiti.. non tanto nei miei confronti (chissa perchè non mette il mio cognome) ma nei Tuoi e di Stefano

Mic ha detto...

Ecco cosa manca a questa tua analisi: chi non l'accoglie può farlo anche perchè gli mancano gli strumenti per poterla accogliere E SE QUALCUNO GLIELI DESSE, magari la potrebbe accogliere.

OK Steph, allora fammi capire, a proposito di questo articolo ad esempio quali strumenti avrei potuto dare per accogliere la verità, posto che sono partita

1. da una notizia ufficiale, che è stata pubblicata con tre scarne righe dall'Osservatore Romano e ripresa da un'agenzia di stampa cattolica a larga diffusione (Zenit) nonché dalla stampa spagnola secondo la versione fornita dal portavoce spagnolo NC e non ho fatto altro che snocciolare i tre punti salienti con delle chiose pertinenti, che chiudevano colla notizia dei nuovi seminari, tra cui Trieste...

2. Da Trieste è arrivata una doviziosa testimonianza che ho pubblicato e che mette in luce una situazione analoga a quella di Campobasso ed altre (direi tutte o quasi le diocesi d'Italia e del mondo) che registra tante belle parole cattoliche da parte del vescovo, cui fanno risconto fatti inquietanti come una inusitata proliferazione del Cammino, che sai quale evangelizzazione porta... Vabbè, è approvato, ma abbiamo una dovizia di documenti ed analisi che provano quanto sia problematico

3. E' seguito il mio commento basato su interrogativi e perplessità che nascono da una realtà predicata che non corrisponde a quella praticata

4. e allora? C'è qualcuno che ti pare possa 'non capire' un fatto tanto elementare quanto drammatico come quello del progressivo imbastardimento della nostra Chiesa? Quali altri strumenti avrei potuto dare per renderlo ancora più chiaro? O dobbiamo convincerci anche noi "che il cammino fa tanto bene alla Chiesa" e non ne inquina la Fede Apostolica sulla quale stanno crescendo le ortiche e lo fa anche utilizzando strategie da marketing d'impresa?

Mic ha detto...

Aldo,
non posso che ringraziarti della tua iniziativa. Sono andata a vedere ma è roba da raptus... fammi sapere, se del caso contatto anche il mio

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

Quali altri strumenti avrei potuto dare per renderlo ancora più chiaro?

Sai bene che il mio riferimento non è a questo articolo, che hai scritto sicuramente in modi più comprensibili.

Mic ha detto...

concordo con Francesco, se non si dissoceranno non ha senso che continuino a scrivere qui...

Stefano78 ha detto...

Aldo, il mio pensiero è: preghiamo per quelle persone e soprattutto per Lvvfl.

Anche con preghiere di liberazione.

E lasciamo stare ogni altro atto, anche se giusto.

La situazione richiede preghiera, tanta preghiera.

Mic ha detto...

Ci ricorda Emma dalla Ecclesia de Eucaristia

Sento perciò il dovere di fare un caldo appello perché, nella Celebrazione eucaristica, le norme liturgiche siano osservate con grande fedeltà. Esse sono un'espressione concreta dell'autentica ecclesialità dell'Eucaristia; questo è il loro senso più profondo. La liturgia non è mai proprietà privata di qualcuno, né del celebrante né della comunità nella quale si celebrano i Misteri. L'apostolo Paolo dovette rivolgere parole brucianti nei confronti della comunità di Corinto per le gravi mancanze nella loro Celebrazione eucaristica, che avevano condotto a divisioni (skísmata) e alla formazione di fazioni ('airéseis) (cfr 1 Cor 11, 17-34). Anche nei nostri tempi, l'obbedienza alle norme liturgiche dovrebbe essere riscoperta e valorizzata come riflesso e testimonianza della Chiesa una e universale, resa presente in ogni celebrazione dell'Eucaristia. Il sacerdote che celebra fedelmente la Messa secondo le norme liturgiche e la comunità che a queste si conforma dimostrano, in un modo silenzioso ma eloquente, il loro amore per la Chiesa.
A nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani: esso è troppo grande perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale.


anche Benedetto XVI si è espresso in termini altrettanto forti nella lettera alla CEI dei giorni scorsi, ma siamo sempre e di nuovo di fronte ad una fede predicata e una prassi diversa... se non è una Chiesa schizofrenica è un gran guazzabuglio...

Aldo ha detto...

Stefano.. io non posso fare niente.. nomina voi.. mi informo solo... poi decidete voi.. per quanto riguarda pregare non c'è problema.. Ti seguo

Mic ha detto...

Stefano, non credo che la nostra credibilità possa risentire di quei deliri, ma il fango alla fine lascia tracce, specie su uno strumento come internet e, a scanso di equivoci, più che le nostre persone credo sia giusto salvaguardare, oltre alla nostra dignità, anche quel che stiamo facendo...
Per quanto mi riguarda, Aldo, torno a ringraziarti e penserei di procedere.... del resto parleremo non qui

Freedom ha detto...

E' veramente uno sconcerto constatare che chi interviene quì facendo il moderato e "l'ecclesially correct" condivida poi i metodi del catechista partenopeo. Costui è una vergogna anche per il cnc che crede di difendere..

Freedom ha detto...

Scusate lo sfogo.

Francesco ha detto...

L'azione legale e l'interessamento della polizia postale a questo punto mi sembranoi inevitabili. Ne discuteremo in separata sede.

Emma ha detto...

Non conosco e non mi interessa conoscere ciò che è scritto nel blog neocat "parassita" di questo.
Ma se è vero che stanno infangando le persone che scrivono qui non posso che suggerire a chi è oggetto di quegli attacchi di procedere nei modi e nei luoghi opportuni.
A tutto c`è un limite.

jonathan ha detto...

Voglio sperare, chissà perché, che non tutti i frequentatori dell’’altro’ blog siano così sciocchi da condividere l’assurdo e ridicolo gossip da quattro soldi che viene portato avanti. Visto che, alcuni almeno, hanno più volte proclamato la loro correttezza, è il caso che esibiscano il proprio dissenso e facciano un po’ di pulizia nel loro blog. Altrimenti c'è da pensare che chi tace acconsente, questa regola almeno è ancora in vigore.

Aldo ha detto...

viene menzionata anche Caterina... e parla esplicitamente di "schedatura"
io ho comunque tutto il thread..

Emma ha detto...

Quanto fa male ad una coscienza cattolica, ad un cuore nutrito dalla Fede in Gesù Cristo, ad una mente che guarda al Magistero della Chiesa che gli permette di capire, di ragionare, di dare ragione della sua Fede e anche di accettare ciò che non può capire perchè è Mistero,vedere le incoerenze, le rotture, le discontinuità, e saperle non sanzionate o corrette ma incoraggiate e legittimate.
Quanto fa male vedere i custodi della Liturgia, quelli che a parole ci rassicurano,partecipare a "liturgie" che non non solo non esistono nelle loro parole ma calpestano ciò che giudicano, a parole, essenziale e fondamentale.
Quanto fa male sapere che chi dovrebbe conservare e trasmettere il sacro deposito della Fede, incoraggia e aiuta la diffusione di un movimento il cui iniziatore si è inventato una sua "pseudo teologia" che cozza con quella cattolica.
Quanto fa male sapere che ci sono persone che soffrono a causa dei metodi usati in quel movimento, nell`indiffrenza colpevole di chi dovrebbe proteggerli.
Oggi, cercando un`informazione sul web, ho trovato un sito con delle testimonianze, molto recenti,di ex-neocat e di persone che hanno parte della famiglia nel cnc, ebbene ho ritrovato tutto ciò che testimoniano gli ex-neocat che scrivono qui.
Impressionante.
NON è possibile che le nostre autorità non lo sappiano, NON è possibile che Mons.Crepaldi non lo sappia.
Eppure nessuno si muove, nessuno interviene.