sabato 6 novembre 2010

Proseguiamo nell'analisi dei punti ambigui e delle zone oscure dello statuto del cammino neocatecumenale

Art. 19 § 1

1ª. ...La Parola di Dio, l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé
[Qui cominciano i dolori... svilupperemo più avanti la critica a come si possa parlare di "falsi concetti di Sé e di Dio" - per giunta dati per scontati per tutti - per poi partire per un percorso senza le necessarie premesse della conoscenza di cos'é il vero Sé e senza sottolineare che non dobbiamo riempirci del vero "concetto" di Dio, ma abbiamo bisogno di un incontro autentico e di instaurare un rapporto vivo e fedele con la Persona del Figlio diletto Vivo e Vero, nel quale il Padre si è compiaciuto e si compiace, che ci introduce nel dialogo e nella dinamica della Vita Trinitaria]
ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama.
[Immergesi nella realtà di peccatori e rimanerci senza la Grazia Santificante che trasforma ma con la convinzione indotta che solo in quel gruppo con quella tecnica, con quei metodi, si abbia la salvezza è un grosso inganno oltre che un falso teologico di conio tutto protestante oltre che gnostico!].
Nella celebrazione conclusiva del primo scrutinio, dopo l’iscrizione del nome, chiedono alla Chiesa di essere aiutati a maturare nella fede per compiere le opere di vita eterna, e ricevono il segno della croce gloriosa di Cristo,
[Non si può passare sotto silenzio il fatto che la Croce di Cristo, prima di essere gloriosa è espiativa e salvifica: non c'è salvezza senza offerta e oblazione, che è dono gratuito di sé a imitazione non formale ma che diviene 'connaturalità' con il Signore. Esattamente quello che manca anche nel rito trasformato in 'convivio'...]
che illumina il ruolo salvifico che ha la croce nella vita di ciascuno.
[Affermazione che non fa una piega, ma che nel Cnc non è vissuta nella sua piena connotazione cattolica, che - propedeutica alla Risurrezione - vive anche la dimensione oblativa, espiativa e redentiva della Croce per poter entrare nella Risurrezione]
2ª Nella seconda tappa, di analoga durata, i neocatecumeni celebrano le grandi tappe della storia della salvezza: Abramo, Esodo, Deserto, Terra promessa, ecc., e viene dato loro un tempo perché provino a se stessi la sincerità dell’intenzione di seguire Gesù Cristo, alla luce della sua Parola: «Non potete servire a Dio e al denaro» (Mt 6,24).
[Notiamo la preponderanza e l'enfasi dei preliminari momenti della Storia della Salvezza. Inoltre seguire Cristo alla luce della Parola citata risulta, oltre che riduttivo, anche inesatto - secondo l'interpretazione ben più ampia e profonda che la Chiesa dà a quel passo della Scrittura - e tuttavia apre la sequela al Cammino nell'ordine della separazione dai beni materiali a favore del cammino stesso e delle sue esigenze.]
Nella celebrazione conclusiva del secondo scrutinio, rinnovano davanti alla Chiesa la rinuncia al demonio e manifestano la volontà di servire solo Dio.
[Abbiamo visto come questo "seguire solo Dio" significa nella realtà adeguarsi acriticamente a tutto quanto è e propone il Cammino]
In seguito studiano e celebrano le principali figure bibliche: Adamo, Eva, Caino, Abele, Noè, ecc., alla luce di Cristo.
[Nel concreto - e già da queste parole traspare - sono ben più forti le suggestioni veterotestamentarie mentre Cristo resta sullo sfondo ed alla fine la Sua Persona e la Sua Opera Redentrice non emergono in tutta la loro insostituibile ontologica pregnanza]

IMPROVVISAZIONE E SUPERFICIALITA' SIA PSICOLOGICA CHE TEOLOGICA

E' evidente che si tratta di un testo redatto con pressappochismo, senza la necessaria chiarezza e profondità.

Partiamo dallo "svuotamento del falso concetto di sé". Quell'interrogatorio che lo provoca (come abbiamo già intravisto nel thread precedente) potrebbe assomigliare, nella tecnica utilizzata, a ciò che succede nei gruppi di ricerca personale, nelle psicoterapie di gruppo che durano spesso a lungo, che si svolgono sovente durante numerosi week-end. Tuttavia c'è da tenere ben presente che le persone che dirigono quei gruppi sono formate, sono psicologi, psicoterapeuti, psicanalisti, sono state preparate e conoscono le dinamiche dell'inconscio e sanno gestirle, sanno che ogni individuo è unico, è lì con la sua storia, il suo cammino di vita, i suoi ritmi e quindi i suoi tempi, ha le sue protezioni, le sue resistenze che sono altrettante protezioni, conoscono e rispettano l'individuo nella sua unicità, rispettano le sue protezioni e resistenze, lo accompagnano nel percorso di conoscenza del suo vero Sé: il nucleo profondo, inviolabile, della persona, che ne connota l'unicità e la preziosità davanti a Dio e agli uomini. E' un processo che può aver luogo solo con una graduale sana interiorizzazione - di certo non massificata né massificante - e non con l'uscita da se stessi, provocata dalle tecniche e prassi del cammino che approfondiremo più avanti.

Gli psicoterapeuti (cosa che di certo i catechisti non sono, né tanto meno possono essere guide spirituali) non sono lì per svuotare le persone dei suoi falsi concetti di sè! Non sono lì per poi riempirli con i concetti del guru di turno. Non sono lì per condurre la persona a convincersi che fa schifo, che è un verme di terra, che solo in quel gruppo con quella tecnica, con quei metodi, migliorerà. Sono lì con e, grazie alle loro competenze e personali attitudini affinate da studio e formazione, sono in grado di accompagnare la "persona in ricerca" nel RISPETTO ASSOLUTO della sua individualità; grazie alla loro formazione sanno anche adattare ad ogni individuo le tecniche utilizzate. E quando un contenuto particolarmente doloroso o problematico viene alla superficie, si passa dal gruppo ad uno spazio più intimo e ad un accompagnamento più personalizzato.

Ciò che non succede nel cammino neocatecumenale, dove gli interrogatori che scrutano gli angoli più nascosti, più protetti e forse anche rimossi, sono condotti da persone che non hanno nessuna competenza particolare, che non potranno fare altro che calpestare l`intimità di una persona seguendo un programma rigido e codificato. E spesso vanno a turbare delicati equilibri senza avere la competenza e la delicatezza per gestirli!
Ma che cosa ne sanno quei catechisti del "SÈ"?
Che cosa è per loro quel sé che deve essere svuotato?
Sanno che è il luogo più segreto, più intimo e anche più nascosto?
Che ci vuole talvolta tutta una vita per prenderne coscienza, per "SCOPRIRE" quel luogo sacro, ricoperto dai veli che poco a poco vanno tolti in un lungo cammino di individuazione, di ricerca, di ritorno a sé e in sé?
Che è un luogo sacro, inviolabile ?
E loro pretendono sapere che "cosa" è il SE'?
E poi, "falsi concetti"? E che cosa sanno loro per dire che sono falsi?
Che competenza hanno per decidere che sono falsi?
Falsi rispetto a che cosa? A ciò che è vero per loro?
E quel "vero" per loro verrà a sostituire ciò che, sempre loro, considerano "falso"?

MANCANZA DI SACRALITA'. ASSENZA DEL SOPRANNATRALE. ANTROPOCENTRISMO E IMMANENZA

Le catechesi kicarmeniane non contengono alcun mistero propriamente detto, cioè una verità che il Signore ci rivela ma che oltrepassa le capacità della nostra umana intelligenza. Possiamo parlare di un vero e proprio razionalismo, anche se appare come un paradosso, se si pensa che è vietata ogni critica, ogni interrogativo e fare uso della ragione: bisogna solo accettare acriticamente e fare quanto viene detto...

E' un razionalismo immanente, dove non c'è posto per il Soprannaturale, per la Trascendenza, che appartiene al Dio che si fa uomo per Redimerci e riportarci al Padre. Un razionalismo, che si esprime anche in una rigida concretezza pragmatica di conio molto giudaico,estraneo ad ogni verità che oltrepassa le conoscenze di una teodicea sommaria e prima che una dottrina è un modo di vivere, una congerie di precetti e prassi che sancisce ciò che è permesso e ciò che è vietato. In più con l'illusione ingannevole - che appare come un paradosso - dell'emozionalismo che, attraverso canti coinvolgenti e prassi martellanti e manipolatorie, induce emozioni che danno l'illusione di agganciare il Sacro...

Emozionalismo, cioè emozioni indotte che svegliano l'emotività e portano fuori di sé - non emozione suscitata da un genuino sentimento del Sacro - e, in realtà, ti rendono dipendente da quelle situazioni che le inducono e ti consentono di ritrovarle: esaltazione sempre da ricercare, piuttosto che gioia intima e profonda, inestinguibile. L'autentico sentimento del Sacro, infatti, si 'scrive' nell'intimo e provoca quelle trasformazioni che facilitano il percorso interiore verso il Sé autentico: quel nucleo sacro e inviolabile che rende ogni persona unica e preziosa al cospetto di Dio... l'emozionalismo, invece, portando la persona fuori di sé non consente di interiorizzare, di fare la corretta introspezione per conoscersi pienamente nel Signore e ottiene invece il famoso "svuotamento di sé", che porta al riempimento con elementi prefabbricati dalla "entità" cammino ed alla fusione in una identità gruppale, che non consente un normale e sano, psicologicamente e spiritualmente, processo di individuazione personale. Alla fine si tratta di una sorta di farisaismo stereotipato che governa ogni aspetto della vita sia individuale che comunitaria del 'camminante'.

Il problema, serio, risiede nel fatto che chi dovrebbe responsabilmente preoccuparsene nella Chiesa è 'stranamente' indaffarato o distratto o lontano o addirittura ammaliato... ergo, tante persone continueranno a soffrire psicologicamente e spiritualmente, alcuni vivendo disagi ai quali non sanno dare un nome, i più senza neppure rendersene conto, nella persistente ubriacatura da emozioni travolgenti, che addormentano l'esercizio consapevole e responsabile dell'intelletto e della volontà, le sole facoltà che ci rendono veramente uomini e donne in dialogo autentico con Dio... Le sensazioni, il sentimento - che tuttavia è qualcosa di più profondo, duraturo e non effimero come l'emozione - sono solo la conseguenza, il frutto e non il fine... Il sentimento dei Risorti in Cristo, infatti è gioia e anche gratitudine, che vengono da una pienezza di essere ontologica, Opera del Signore nell'anima del credente, e non sono "allegria" ed esaltazione sempre da ri-caricare ed inseguire.

Il Cammino a livello di comportamento soggettivo dei singoli, a livello di pratiche spirituali comunitarie e personali, in una parola: a livello di crescita spirituale, dà delle direttive precise, ma lascia al singolo la libertà di seguirle o meno (da ciò la sensazione di molti di essere molto liberi, anche di “sbagliare”), ciò perché si obbedisce alla dottrina protestante secondo cui ogni sforzo personale è bandito perché ipocrita, secondo cui la conversione è solo iniziativa di Dio e l’uomo può solo riceverla e perciò non esiste possibilità di fare il bene, se non sotto il totale influsso della Grazia, che Dio dà solo a chi decide Lui … non c’è scambio fra Grazia e adesione umana alla Grazia, ma solo l’azione di Dio gettata in un contenitore vuoto(!) che la riceva. Oltre tutto con la storia del “cammino in discesa nella conoscenza del proprio male”, la famosa mal interpretata “kenosi” (uno dei tanti termini del gergo neocatecumenale usati con significati diversi da quello originario: in questo caso la Kenosi è intesa come annientamento della persona e non come, nella Scrittura, "spogliamento" di Cristo della sua natura Divina per assumere quella umana), vien detto dai catechisti che il Cammino, se fatto bene, non deve rendere “migliori” (no, no, quello è da farisei ipocriti), ma “peggiori”, per poter prendere atto ed accettare tutta la propria realtà di peccato, unica condizione per essere salvati (Lutero e Calvino docent).

Ma quando si tratta di imporre delle restrizioni ai neocatecumenali che servano per tutelare la struttura interna del Cammino, vedi obbedienza assoluta dei catechisti agli iniziatori, obbedienza assoluta dei neocatecumenali ai catechisti (apparentemente non in ambito morale e spirituale, salvo che quando si rendesse necessario per salvare “la faccia” del Cammino, ma in ambito organizzativo ed ideologico) allora il sistema è inesorabile! Nessuno può mettere in dubbio una parola di Kiko: lui ha il carisma; nessuno può discutere un ordine dei catechisti: loro sono i profeti di Dio per te; nessuno può modificare le abitudini liturgiche, comunitarie, dottrinali o psicologiche che regolano il Cammino al suo interno. Ciò non è permesso. O ti adegui, o te ne vai con tutte le maledizioni del caso. In ogni caso è un fatto che i metodi e le ideologie connotano un 'fare', cioè comportamenti tratti da insegnamenti e prassi che incidono sull'essere e sul divenire della persona e quindi, alla fine, 'toccano' anche il campo morale e spirituale e incidono su di essi.

Ora accade che alcuni percepiscano la prima caratteristica del Cammino, altri la seconda, accettandole o rifiutandole.

Coloro che accettano positivamente la prima caratteristica sono quelli che elaborano questo aspetto: “Niente è obbligatorio nel cnc? Posso anche crederlo, semplicemente perché non ce n'è bisogno, il precondizionamento fa sì che in modo "automatico", ognuno si conforma a ciò che è usuale fare e purtroppo anche pensare, il condizionamento fa sì che la persona crede di agire in modo libero mentre invece agisce in funzione di ciò che ha integrato come buono e giusto, dettato da chi ha il potere di influenzare la psiche e le menti.” Anche perché si è portati ad un punto in cui si rinuncia alla propria ricerca personale e si affidano le chiavi della propria coscienza e della propria anima agli onnipotenti catechisti...

Quelli che invece accettano consapevolmente l’aspetto repressivo sono coloro che nella vita hanno bisogno di esser sempre portati per mano, di qualcuno che si prenda la responsabilità delle loro scelte, perciò si sentono protetti da un sistema rigidamente preconfezionato.

Coloro che invece rifiutano uno o l’altro o entrambi questi elementi sono coloro che grazie a Dio si sono accorti che in tutti e due i casi si è fuori dalla dottrina cattolica della Chiesa e da ciò che insegna il Signore nel Vangelo e hanno sufficiente maturità psicologica per non rimanere invischiati nella forte 'dipendenza' che anni di metodi e prassi ad hoc comunque inducono.

53 commenti:

Aldo ha detto...

chiunque fà il cn o lo ha fatto ed ha vissuto il 2° passaggio potrà condividere o non condividere quello che in questo sito diciamo... ma una cosa è certa nessuno potrà dire che abbiamo "mentito".. quello che abbiamo descritto è "la tappa del secondo scrutino".. si è sempre fatto così e si farà sempre così..

quelle sono le domande e chi entra (o già c è) al 2° passaggio dovrà:
SEDERSI AL CENTRO DELLA STANZA CON TUTTA LA COMUNITA' DIETRO ED IL SINEDRIO DAVANTI.. E DOVRA' RISPONDERE (LEGGENDO IL FOGLIETTO) A QUEL GRUPPO DI DOMANDE..non puoi rifiutarti - sei fuori - non puoi omettere - sei fuori - difficile mentire - sei fuori -
tua moglie ascolta, i tuoi figli o parenti ascoltano, i tuoi "fratelli" ascoltano, più tu ti svuoti più "loro" si riempiono i catechisti "prendono appunti", i catechisti ti danno le "medicine" (perdono, viaggio di nozze, lascia quel lavoro, abbandona quella causa) i catechisti "ricordano" e poi "useranno"..
i tuoi peccati diventano "di tutti" le tue debolezze sono "di tutti" le tue paure sono solo le tue.. cominci ad essere una "non-persona" cominci a pensare e a muoverti come un automa "vuoi solo essere un buon neocatecumenale" ma non ci riesci.. ed allora non "cerchi CRISTO" ma le "medicine" e nulla ne viene fuori.. 5 giorni "sei un uomo nuovo" 2 giorni sei quello di sempre o peggio.. e ti separi sempre più dalla realtà..vivi, respiri, parli, pensi, guardi,ascolti solo da "neocatecumenale"...ed il "peso" si fà sempre più pesante e la cosa che più ti spaventa è "perdere la comunità"
cosa faresti senza?
chi ti capirebbe?
chi ti ascolterebbe?
chi ti aiuterebbe?
non c è salvezza fuori.. non cè vita.. nulla mi interessa.. nulla mi appartiene.. neanche i miei famigliari li riconosco più..

poi un giorno ti fanno del "male" ti "spezzano" ti colpiscono così forte che il tuo cuore si spezza.. perchè ti "toccano il cuore" tua figlia ciò che più ami al mondo.. allora ti ricordi che sei "figlio di Dio".. che ti ha donato una dignità.. che sei un uomo "pensante".. sei caduto ma non ti hanno ucciso.. e Ti rialzi.. vai davanti ad un TABERNACOLO e chiedi a Dio che ti dia tutta la forza possibile.. ed è lì che scopri la LIBERTA'.. la libertà dei figli di Dio..
che nessun uomo/catechista potrà mai toglierti...
e non hai più paura di nulla..

06 novembre, 2010 15:55

Mic ha detto...

"la ricerca onesta della verità, l’aspirazione ad essa, è la condizione per un’autentica libertà".
E’ il primo messaggio che Benedetto XVI ha rivolto alla Spagna, dove è arrivato stamattina alle 11.30. Prima delle due tappe della visita è Santiago de Compostela, punto di arrivo di quel “Cammino” che da secoli vede pellegrini di tutto il mondo recarsi a rendere omaggio all’apostolo Giacomo.

Un cammino cattolico alla scoperta della propria persona... un cammino autentico di liberazione e crescita interiore, non di schiavitù e di asservimento ad un idolo

Mic ha detto...

Ciao Aldo,

non avevo visto il tuo intervento

sono felice perché sei qui e ci sei con tutta la tua consapevolezza e la tua splendida energia e schiettezza.
Ringraziamo insieme il Signore. Che continui a portarci per mano!

Mic ha detto...

io ho messo insieme la 'teoria' (ovviamente non fine a se stessa, ma che nasce dalla conoscenza della Chiesa e del cammino nc), Aldo con poche parole tratte dalla sua esperienza ha detto tutto più efficacemente di ogni riflessione che, pure, non dovrebbe essere estranea e chi, nella Chiesa, ha responsabilità maggiori delle nostre...

Freedom ha detto...

Come al solito la testimonianza di Aldo mi tocca nel profondo e mi commuove.
Sento particolarmente vicino a me la sensazione di essere stato tradito dalle persone in cui confidavo. Per fortuna non avevo parenti stretti coinvolti nel cammino. Se penso che ho pregato perche' altri miei familiari entrassero in comunita' accerto e capisco solo ora la misericordia di Dio che ha voluto evitarmi anche questo dispiacere.

Emma ha detto...

". ...La Parola di Dio, l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio...."

In realtà è tutta la frase che dovrebbe suscitare, in tutti coloro che la leggono con la distanza che offre una mente libera da condizionamenti, le domande immediate, in effetti non si può leggere quella frase senza domandarsi come e perchè le autorità della Chiesa l`hanno accettata tale e quale, come e perchè hanno creduto che bastasse citare nel §2 il rispetto della coscienza e del foro interno, perchè questo rispetto si verifichi nella realtà.

Ho già sottolineato, nell`altro post, quanto sia altamente discutibile e potenzialmente pericoloso quello svuotamento di sè fatto da persone che nemmeno sanno che cosa è il "sè", su persone che non hanno domandato di esser svuotate da ciò che nemmeno conoscono, perchè il cammino verso sè e in sè è lungo, totalmente individuale e unico e deve svolgersi nel rispetto più assoluto di quell`unicità e individualità, rispettando i tempi, le resistenze e le protezioni.

Ho sottolineato l`assurdità di quei "falsi concetti di sè", la gravità inaudita di permettere che una frase simile possa figurare in uno statuto di un movimento cattolico, movimento che dovrebbe dunque essere sotto la responsabilità dell`autorità della Chiesa, autorità che si rende cosi co-responsabile di ogni abuso compiuto.
Come possono le nostre autorità ma, in definitiva, come noi tutti, noi cattolici, possiamo tollerare che nostri fratelli subiscano certi metodi senza reagire, senza preoccuparci per loro?

Svuotare una persona dei suoi "falsi" concetti di sè", quando in realtà si provoca in lei una tempesta emozionale che non sarà elaborata nell`intimità di un accompagnamento particolare e rispettoso, ma sarà vissuta in pubblico e data in pasto a persone incompetenti, per poi riempire quella persona con i "veri concetti di sè" decisi da chi ha deciso già prima quali erano i "falsi concetti di sè", e PERMETTERE che ciò succeda nella Chiesa cattolica, è di una tale GRAVITÀ, che la mia mente, la mia ragione e il mio cuore di figlia, mamma, sorella e amica non riescono a girare lo sguardo da un` altra parte e fare come se non sapessi.

Emma ha detto...

Cito sovente l`incompetenza di chi è adetto allo svuotamento della persona dai suoi "falsi concetti di sè", ma all`incompetenza già grave in sè, bisogna aggiungere la consapevolezza che chi applica quei metodi lo fa avendo un disegno sulla persona "in via di svuotamento", la vogliono portare là dove loro vogliono che vada, vogliono e aspettano da lei un risultato, il risultato che loro hanno deciso, la meta di quello svuotamento è pre-stabilita da chi sa, da chi esercita il suo potere in quella relazione totalmente priva di equilibrio.
L`individualità, l`unicità, l`identità della persona sono calpestate e annullate, tutto deve farsi al servizio del cammino neocatecumenale, delle sue regole e della sua identità.

Mic ha detto...

da quel che con lucida e chiara competenza illustra Emma emergono due dati importanti:
- l'assurdo che per oltre 40 anni si sia consentito e si continui a consentire un simile scempio delle coscienze e mancato rispetto delle persone, che spesso in pubbliche occasioni con chitarre e tamburelli canti e balli ostentano il massimo dell'allegria, salvo poi a vivere nel segreto le loro angoscie e disagi cui neppure sanno dare un nome

- la corresponsabilità di chi, oggi, dopo le montagne di testimonianze e documenti pervenuti in Curia, neppure si sogna di approfondire il fenomeno, inuietante e per altri versi distruttivo anche nei confronti della Chiesa stessa, la cui identità è sfigurata e fortemente compromessa proprio nei suoi fondamenti portanti...

solo il Signore conosce il perché di una prova così grande e quando e come se ne potrà uscir fuori...

Freedom ha detto...

Scusate l'OT...
All'Italia in diretta intervistavano delle famiglie numerose, fin quì nulla di strano. Ma in 2 interviste, una in studio e l'altra a casa propria campeggiava vicino al capofamiglia l'immaginetta della madonnina di Kiko Arguello. Alla domanda : "Ma come si fa, economicamente, a crescere una famiglia così numerosa"?
La risposta è stata: "Anche grazie alla provvidenza, magari a Natale, in mezzo ai fiori di un vaso, si trova un assegno anonimo..." ANONIMO???!!!
Ma quale anonimo è la famosa DECIMA (che NON ESISTE negli STATUTI), altro che anonimo. E poi vi pare normale che uno si presenta in TV con la madonnina di Kiko appresso?! Alla faccia della realta' settaria!

Mic ha detto...

ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama.

lo statuto non fa altro che riportare per sommi capi alcuni momenti delle tappe e tanto basta per dare la parvenza di ufficialità a prassi che poi sono tassativamente quelle degli "Orientamenti...", come più volte detto non approvati...

sul senso del peccato nel cammino nc e quale antropologia di stampo luterano/calvinista di persone deresponsabilizzate esso comporta, ne abbiamo parlato a iosa

ma tutte queste nostre riflessioni possono servire -e sarà già provvidenziale- a chi non è ancora 'catturato', perché da subito l'adepto interiorizza che "il cn non si legge, non si interpreta... il cn si "FA'"... e quindi impara ad assoggettarsi alle prassi e ai rigorosi precetti senza discutere e neppure chiedersi dove sta andando.

Questo significa che il nostro ragionare, proprio di persone abituate a porsi interrogativi ed ad approfondire cercando risposte 'sapienziali' (noi non possiamo che cercarle e trovarle nella Tradizione genuinamente cattolica), continuerà a lasciare il tempo che trova per una gran massa di persone lasciate alla mercè di 'cattivi maestri', ormai sensibili solo ai loro autoritari ed immodificabili diktat, che sommergeranno ogni nostra affermazione, ogni nostra denuncia, accusandoci perfino di falso, con fiumi di parole accattivanti e coinvolgenti ma prive della 'sostanza' veritativa della Rivelazione Apostolica -addirittura a volte usata come propria del cammino, quando sappiamo bene come in esso non abbia alcun diritto di cittadinanza- ... e saranno creduti da chi ha ormai rinunciato ad affrontare la realtà con categorie oggettive e non strumentali.

Questo significa che il risultato non è nelle nostre mani, ma in quelle di Colui che TUTTO può... è a Lui, al Signore, che continuiamo ad affidare questo nostro impegno, che ormai che i buoi sono tutti scappati, non serve nemmeno più a chiudere la stalla...

Mic ha detto...

". ...La Parola di Dio, l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio...."

Ricordate il simbolismo dell'icona della Trinitàdi Arguello?
"Dios es Comunidad Liturgia Palabra"

i nostri pastori NON POSSONO ignorare queste che non sono inezie, ma indizi seri di 'deviazione' dottrinale e spirituale!

E' arbitrario, ma soprattutto blasfemo, ridurre la SS. Trinità (dogma cardine del nostro Credo e Sorgente del nostro essere persone umane e cristiane) al cosiddetto "tripode" su cui si fonda il cammino neocatecumenale riferito non solo agli iniziatori, ma, appunto: comunità, liturgia, parola= QUELLA comunità, QUELLA
liturgia, QUELLA parola ad usum cammini!

Blasfema in sé la scritta perché riduce e sfigura la grandezza e il mistero del dogma delle tre Persone unite e distinte ai tre momenti della metodologia del Cammino, fra i quali spicca il concetto di comunità, intendendo forse - meminisse horret - che laddove manca la comunità (quella neocatecumenale ovviamente), manca anche la Trinità?

Questa già di per sé è una ENORMITA' che non poteva e non può passare inosservata, rimanere ininfluente nel giudizio in ordine a questa che è divenuta una realtà ecclesiale a pieno titolo. E non si può ignorare che anche nello statuto:

1. per "comunità" s'intende quella forgiata dalle rigorose prassi e

2. da quella e solo quella eucaristia, sincretistica e piena di arbitrarie inclusioni, funzionale proprio a cementare quella comunità (se fosse cambiata in relazione alle correzioni del Papa il cammino non sarebbe più il cammino: lo disse lo stesso Arguello!)

3. da quella e solo quella Parola 'piegata' e strumentalizzata alle esigenze del cammino: una costruzione umana che sta sovvertendo (esplicitandone l'intenzione dei "ricostruttori della vera chiesa" e dimostrandolo poi nei fatti) la Chiesa istituzione divina!

... e drammaticamente ci sembra di essere rimasti pressocché gli unici a parlarne...

Mic ha detto...

a suggello di quanto ho appena esternato con la mia ultima riflessione, mi segnalano via mail questa esternazione di lvvfl, che non possiamo ignorare, perché nonostante tutto è la quadratura del cerchio:

FATELLI FACCIAMO ATTENZIONE A QUELLO CHE DICIAMO. SIAMO PRIMA NOI A DOVER AVERE LE IDEE CHIARE SU QUELLO CHE SIAMO. caro URLODELDRAGO se il Cammino fosse riconosciuto o trasformato in un movimento PEREDEREBBE TUTTO NON QUALCOSA E SAREBBE COMPLETAMENTE SNATURATO.
Per questo Kiko si è battuto tanto perchè il Cammino fosse riconosciuto come iniziazione e non come movimento. Fratelli non ci troviamo nel paradosso secondo il quale Kiko ha MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DEL CAMMINO COME INIZIAZIONE CRISTIANA LOTTANDO CONTRO TANTE FORZE CONTRARIE E NOI MINIMIZZIAMO TUTTO DICENDO CHE INIZIAZIONE O MOVIMENTO SAREBBE LA STESSA COSA.
NO NO FRATELLI NON SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO.
Non sarebbe più il Cammino Neocatecumenale ma altra cosa.
D'altronde carissimi,come ho già detto, nella mia Diocesi,
[e non solo nella sua, purtroppo]il catechismo della comunione e Cresima non si chiama già più così ma Cammino Catecumenale. Capisci urlo del Drago la differenza allora? Spero di si!

Mic ha detto...

capite, dunque, che tutto quanto andavamo dibattendo sulla identità del cammino: movimento (come sostiene) il Papa o "altro", come intendono loro, è alla base di tutto?
Ed è una realtà piena di contraddizioni controsensi e paradossi anche da parte dei nostri Pastori, all'interno della nostra Chiesa sfigurata?

Freedom ha detto...

Vorrei sottolineare come sia importante nel cammino il canto. Il canto e' una dei metodi che creano l'emozione. Debbo confessarvi che, quando risento i canti del cammino
(io sono stato cantore 4 anni) ancora sento il loro richiamo. E' una forza del sentimento che ti avvince. Se sento Kiko parlare mi viene voglia di credergli. Purtroppo, la realta' del cammino, e' un'altra cosa e la pericolosita' degli scrutini, che tante volte è stata testimoniata, scatena i bassi istinti non solo dei catechisti ma anche dei tuoi fratelli di comunita' tutti pronti a tradire e a tradirsi. I cantori sono come le sirene di Ulisse. Attenzione a farsi prigionieri dell'emozione. Si rischia di cadere in un culto tutto esteriore e superficiale che fa capo a dei laici e non a Gesù. Spero che queste nostre pagine di informazione servano, se non altro, a far capire a "certi arroganti soggetti" che sono OSSERVATI e a ricondurli a piu' miti azioni ed attenzioni verso i piccoli, oltre che ad informare i curiosi che si avvicinano a questo fenomeno.

jonathan ha detto...

capite, dunque, che tutto quanto andavamo dibattendo sulla identità del cammino: movimento (come sostiene) il Papa o "altro", come intendono loro, è alla base di tutto?


E sì. Purtroppo è così. E questa cosa è tra l’altro molto indicativa dei reali obiettivi del cn. Ed è tristissimo che a costoro importi così poco della Chiesa e di chi la guida, delle parole che da 5 anni il Papa va ripetendo anche a loro che si dicono super cattolici o addirittura cercatori della Verità. Che il Papa si rivolga a loro come a uno dei movimenti è ininfluente; che il Papa catechizzi la Chiesa perché ritorni alla sacralità dei suoi riti, è ininfluente per loro. Che il Papa parli sempre di verità e libertà, di ragione e fede, da coniugare nella sapienza millenaria della Chiesa, cosa vuoi che importi a loro.

Ma i buoi non sono tutti scappati dalla stalla, come dicevi, Mic… C’è ancora un piccolo resto, forse malconcio e disarmato, ma chiamato comunque a vegliare, a tenere in ordine la stalla, pronta ad accogliere chiunque abbia voglia di tornarci. Perché chi cerca e ama la Verità, non abbia a sentirsi solo, come ci ricorda santa Teresa Benedetta della Croce che è a protezione di questo luogo d’incontro.

Mic ha detto...

Tutte le discussioni di questo, ed eventualmente, di altri blog potrebbero confluire in un testo chiarificatore, fatto per coloro che sono nella morte del cnc. Non necessariamente cartaceo, ma anche elettronico, scaricabile o altro ?

solo adesso ho visto questo e altri commenti sull'altro thred e qui rispondo a questo

carissimo,

non pensi che anche solo una virgola di quanto abbiamno detto fino adesso potrebbe bastare a quanti dici che "sono nella morte" nel cammino e anche a quanti "sono nella menzogna o nell'inganno o nella disattenzione" nella Chiesa?

solo chi è in malafede continua a smentire senza argomentare o facendolo in maniera parziale e pretestuosa...

Emma ha detto...

Segnalo effettivamente che nel post precedente sono arrivati nuovi messaggi.
Mi domando se non si dovrebbe riportarli qui .

elisa ha detto...

Sono stata molto impegnata con il lavoro in questi giorni e non ho potuto intervenire nella discussione precedente. Peccato, perché avrei immediatamente confermato che la procedura del secondo passaggio è stata descritta con fedeltà: ne so qualcosa, avendolo fatto tre volte.
Freedom dice: " Spero che queste nostre pagine di informazione servano, se non altro, a far capire a "certi arroganti soggetti" che sono OSSERVATI..."
Lo spero anch'io, ma non so a quanto potrà servire, poiché purtroppo i catechisti (se parliamo di loro) sono anch'essi plagiati, e sicuramente condanneranno le nostre testimonianze come opera del demonio.
Mi auguro comunque che quanto viene qui scritto sia letto soprattutto da coloro che, ancora nelle prime tappe del cammino, sono alla ricerca di informazioni: sia per pura curiosità che per chiarire eventuali dubbi.
Io ho cercato molto quando ero nel cammino, perché non trapelava quasi nulla ed io invece ero molto curiosa di sapere, quasi ansiosa di bruciare le tappe. Se facevo domande a chi era più avanti di me mi dicevano di aspettare, che non ero ancora pronta ma avrei "saputo" al momento opportuno.
Per mia fortuna non sono stata una "fedelissima" del cammino: come fanno in molti, ho alternato periodi di grande entusiasmo ad altri nei quali frequentavo poco o nulla. Non dobbiamo dare per scontato che chi entra a far parte del movimento vi rimanga per sempre: anzi, nei miei anni di cammino ho constatato che delle decine di persone che fanno parte di una comunità appena formata solo una piccola parte arriva al secondo passaggio. E qui, ancora, molti se ne vanno: chi per la decima, chi perché scandalizzato dagli scrutini, chi perché spaventato dall'eccessivo impegno richiesto.... anche se le pressioni sono abbastanza forti e non è facile lasciare la comunità.
Mi auguro davvero che tante persone in crisi leggano queste testimonianze, capiscano che molte persone che vivono lontane tra loro e non si sono mai incontrate stanno riportando le stesse esperienze, trovino il coraggio di ribellarsi e capire che i loro dubbi non sono opera del demonio, ma piuttosto un seme che può far rifiorire le loro vite. Per me è stato così.

Mic ha detto...

hai ragione, Emma. Eccone uno:

Liberamente ha detto...
Buonasera a tutti, ho letto con sgomento il post sul secondo passaggio ...Io non ho mai frequentato il cammino, ma qualcuno che conosco si. Ho visto con i miei occhi e sotto i miei occhi la sua metaformosi da essere umano a belva assatanata e primordiale, completamente regredito in tutte le funzioni: cognitive, linguistiche, affettive, d'interazione sociale ... Naturalmente questa persona ha sempre negato il suo vistoso peggioramento, affermando anzi che è prova della morte dell'uomo vecchio, opera meravigliosa dello Spirito Santo! In realtà ripete gli slogan dei suoi fanatici, manipolatori padroni, credendo di esprimere un suo pensiero ... Inaudito per me, ma così. Che desolazione ... Comunque, a prendere di petto queste persone per trascinarle fuori dall'inferno del Cammino, se lo si fa come ho fatto io, col cuore in mano, in tutta onestà di mente e d'animo, e senza difese, animati soltanto dal bisogno di salvare, con dimostrazioni e documentazione alla mano, la persona irretita, ci si rimette quasi la pelle. Si, perché l'assurdo cumulo di contraddizioni, aberrazioni, eresie e quant'altro di illecito si possa immaginare non si dipana mai. L'altro ha i paraocchi e non collabora perché non vede la gravità dell'aver demandato il totale controlo della propria a vita a dei violentatori di coscienze ed annientatori di libero pensiero, nonché abietti sovvertitori della Chiesa Cattolica, assetati solo di potere. E nel vorticoso tritacarne dove menzogne, inganni e fanatismo sono la norma per il neocatecumeno, dove l'illecito diventa lecito ed il normale ridicolo, il salvatore, cioè colui/colei che lotta x l'adepto irretito con mente logica ed onesta e cuore puro, alla fine di tutte le battaglie si ritrova solo, deriso, calpestato, sporcato e tradito proprio da quella persona che con tutte le sue migliori energie avrebbe voluto salvare e che invece preferisce restare ostaggio dei suoi aguzzini e da loro ACRITICAMENTE farsi spennare e distruggere, dando loro in pasto anche l'unica persona che ha avuto a cuore la sua salvezza. Perché quella persona è dotata di mente troppo libera, tanto da aver osato mettere in discussione il Cammino.
Qualcuno ai sommi vertici della Chiesa Cattolica si deciderà a prendere l'amara ma INDISPENSABILE decisione di scomunicarli? O intende ancora permettere lo scempio di vite che viene quotidinamente perpetrato da queste comunità massoniche sugli affiliati, e PURTROPPO di riflesso, sulle persone intorno? BASTA CON L'IPOCRISIA!

05 novembre, 2010 16:09

Mic ha detto...

Mi auguro davvero che tante persone in crisi leggano queste testimonianze, capiscano che molte persone che vivono lontane tra loro e non si sono mai incontrate stanno riportando le stesse esperienze, trovino il coraggio di ribellarsi e capire che i loro dubbi non sono opera del demonio, ma piuttosto un seme che può far rifiorire le loro vite. Per me è stato così.

grazie Elisa, me lo auguro anch'io.

A sentire quel che viene proposto in un messaggio più su, ci sono molte persone che nel cammino "stanno nella morte", cioè, stando al loro linguaggio gergale vivono un'angoscia che spesso è insostenibile, ma alla quale non possono dare il vero nome né riconoscere, perché sarebbero subito bollati da indemoniati.

Francamente, dopo aver visto tante sofferenze, dopo aver letto il post di "Liberamente", dopo aver letto la lettera di Vallini ai parroci di Roma, che pubblicherò domani, è difficile non essere indignati...

Ma recuperiamo prontamente la pace, offrendo al Signore la nostra impotenza, offrendogli - insieme a quanto solo Lui conosce - la nostra fatica il nostro impegno le falsità e le accuse di cui siamo fatti oggetto la nostra speranza e supplicandolo per la Sua Chiesa, che siamo anche noi...

Freedom ha detto...

Forse qualcuno ironizzera' dicendo che sono fissato con la DECIMA ma non mi importa. Il fatto è che questo argomento e' un PUNTO DOLENS degli statuti. Ovvero gli STATUTI NON NE PARLANO ma DE FACTO esiste, eccome se esiste! E non e' tirando in ballo il RICA che si puo' ovviare a questa mancanza oppure arrampicandosi sugli specchi e dicendo che la decima era prassi antica nella chiesa. La decima non e' in uso da tempi immemorabili e comunque se gli Statuti sono la regola allora essa non è una regola anzi E' AL DI FUORI DELLE REGOLE. Il fatto e' che senza la decima il cnc non avrebbe avuto nè potrebbe avere il potere che ha.
Vorrei anche puntualizzare una cosa, rispetto a chi si vorrebbe far passare per l'unico conoscitore del cammino. Dopo aver ricevuto i foglietti con le domande di cui parla Aldo, si fa una pausa pranzo e si hanno circa 2 ore di tempo. Non e' vero che si puo' portare il foglietto a casa perchè il foglietto si riceve in un apposita convivenza. Passate le 2 ore ci si riunisce in un piccolo gruppo estratto a sorte e si commentano i 3 punti con un elaborato, scritto durante le 2 ore di "pausa riflessiva". Questo elaborato scritto che si discute nel gruppo tirato a sorte e' poi quello su cui ci si basera' per rispondere ai catechisti. Attenzione, perchè tutto quello che direte durante questa piccola riunione con i fratelli di comunita', potra' essere usato contro di voi. Infatti, molti si vergognano e cercano di svicolare o mentono. Ad un certo punto, quando sei chiamato a confessarti davanti ai catechisti, alla fine, viene chiesto agli altri fratelli se pensano che tu sia adatto a passare al catecumenato: ATTENTI ALLE COLTELLATE se avete detto qualcosa di molto personale o compromettente, troverete dei comprensivi "fratelli cattolici" ( si fa per dire,ovvio) che vi faranno le scarpe (soprattutto se loro hanno gia' passato indenni il loro scrutinio) Questo è il momento in cui questi novelli "Giuda" vi rinfacceranno anche il minimo torto commesso anni prima, davanti ai catechisti. Ma c'è di piu' ATTENTI, soprattutto se avete una professione in cui si ha contatti con il pubblico, perchè i cari fratelli saranno pronti a fare circolare le notizie fuori dalla comunita', anche se è ufficialmente proibito.Spero che chi sta per fare il 2 scrutinio legga qusti consigli e ne faccia tesoro e si ricordi: "chi e' senza peccato scagli la prima pietra" .Uomo avvisato.....

Michela ha detto...

Nel cammino si dice che tutto questo si faceva anche nella chiesa antica.

In realtà la preparazione al battesimo durava 2 o 3 anni,
non c'erano anni e anni di plagio, di week end fuori casa in alberghi costosi, ecc. ecc.

Io non credo che nella chiesa antica ti mettessero al centro della stanza con tutti gli altri in cerchio ad ascoltare quello che dici!

jonathan ha detto...

Non e' vero che si puo' portare il foglietto a casa perchè il foglietto si riceve in un apposita convivenza.

Scusami, Freedom, ma non è esattamente così, per amor di chiarezza. Ossia, quel questionario relativo allo scrutinio del 2° pass. viene consegnato, anzi dettato per la verità, in convivenza, durante la quale si ha il tempo di mettere giù le proprie risposte e di confrontarsi anche con un gruppo di fratelli. Però poi lo scrutinio viene fatto nelle settimane successive a quella convivenza (dure un paio di mesi in media), per cui si ha tutto il tempo, a casa, di apportare modifiche, aggiungere ecc. Tuttavia, Freedom, il punto non è questo, come sai bene. La violazione del ‘foro intimo’ è implicita allo scrutinio in sé, alle catechesi che lo precedono e al modo in cui viene messo in atto. Ti ripetono che devi mettere a nudo la tua anima se vuoi essere illuminato e guidato, che devi essere sincero rispondendo alle domande del questionario, che devi guardarti e misurarti con tutte le tue debolezze se vuoi ‘fare un’alleanza’ col Signore. Poi ti fanno sedere al centro del solito semicerchio di occhi e orecchie e di fronte ai catechisti che prendono appunti. Certo che puoi anche esimerti dal raccontare i fatti tuoi, ma il cammino ti chiede di non farlo. Il cammino ti chiede di mettere tutto di te sotto gli occhi di tutti, per poi lasciare che altri appongano alla tua vita giudizi che sanno di sentenze e che mai ti parlano di Dio. E’ qui la violazione proibita dallo statuto e dalla Chiesa. E’ in questo metodo l’inganno, la coercizione sotterranea, l’addestramento ad una obbedienza crescente a chi ha acquistato così un potere enorme su di te. Loro non te lo dicono che ‘l’alleanza col Signore’ l’hai già, nella Chiesa, coi sacramenti d’iniziazione cristiana che hai già ricevuto. Non te lo dicono perché l’iniziazione del cn è un’altra cosa…

E aggiungo che a tutto questo può essere sottoposto anche un sacerdote, se ce ne fosse uno in quella comunità, esattamente come tutti gli altri, senza alcun riguardo.

Chiedo scusa per la lungaggine.

Freedom ha detto...

Cara Jonathan,
e' verissimo che il 2 scrutinio dura anche dei mesi. Ma e' altrettanto vero
(e' capitato a me) che lo scutinio inizia subito dopo la riunione con i fratelli del dopo pranzo. Dunque, sono vere ambedue le cose. Anche perche' una comunita', in genere, e' composta minimo di una dozzina di persone. Sono d'accordo con te che certo non e' questo il punto. Comunque volevo sottolineare che gia' dalla riunione con i fratelli ( che io ho fatto in convivenza) si comincia a fare una sorta di mini confessione che prelude quella davanti ai catechisti, almeno un paio di persone ( nel mio caso). Queste righe sono autobiografiche e se penso che io mi sono messo in ridicolo per l'appartenenza al cammino in vari ambiti, anche professionale, mi sorge spontaneo un moto di rabbia. Comunque, sono sicuro che il Signore, che legge nei cuori, sa che l'ho fatto per Lui e non per il cammino.

Freedom ha detto...

Ribadisco che, sebbene non si debba fare, molti tradiscono il segreto e vanno a raccontare i casi tuoi in giro e molti sul conto loro mentono o sono reticenti e attendono gli altri al varco, cioe' alla fine della confessione pubblica (davanti a tutta la comunita' e ai catechisti). Questo purtroppo non succede solo al secondo scrutinio ma anche per le confidenze o dichiarazioni spontanee o preghiere fatte in comunita'. Questo è successo all'interno della mia comunita', non a me personalmente, ma a persone che conoscevo assai bene e che se ne sono andate al primo scrutinio. Ricordo che, intimamente, ho sofferto per loro e ho cercato di ricontattarli per farli rientrare in cammino.

Emma ha detto...

Oggi, il Santo Padre, durante la sua visita all’"Obra Benefico-Social Nen Déu", ha detto:

..."per il cristiano, ogni uomo è un vero santuario di Dio che deve essere trattato con sommo rispetto e affetto, soprattutto quando si trova nel bisogno.

La Chiesa vuole così realizzare le parole del Signore nel Vangelo: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Mic ha detto...

in fondo non è la decima lo scandalo.
E' vero che nello statuto non è prevista esplicitamente, ma come al solito ambiguamente e in termini diversi, essendo previsto dall'art. 4 § 3. Nelle comunità vengono effettuate collette, in risposta a varie necessità. Spetta ai responsabili delle comunità, nonché alle équipes responsabili del Cammino a ogni livello, assicurare che la gestione di tali collette avvenga con grande senso di responsabilità e nel rispetto del Diritto.

non metto in dubbio il senso di responsabilità di nessuno; ma il fatto che non sia prevista e da nessuno venga fatta una rendicontazione pubblica non è molto corretto, neppure amministrativamente, soprattutto nei confronti di chi deposita nel 'sacco nero' ingenti somme, case, beni, tesori di famiglia... ecc.

a me personalmente non darebbe nessun fastidio versare un tot, si chiami decima o meno.... è tutto il comportamento sia manipolatorio che gestionale che c'è intorno alla decima e a tutto il resto che lascia basiti

Mic ha detto...

... così non mi meravigliano né mi destano scandalo le meschinerie umane di cui accenna Freedom, che si innescano intorno agli scrutini... è il meccanismo in sé e le modalità in cui si svolge che è perverso e che provoca i danni psicologici e spirituali che emergono chiaramente dalle nostre analisi e dalla miriade di testimonianze....

Freedom ha detto...

Purtoppo le meschinerie cui ho accennato, sono in un certo senso incoraggiate dai catechisti: sono loro che richiedono la testimonianza degli altri. E' in questo modo che si crea una rete di ricatti. Come ripeto, a volte mi commuovo ancora quando sento certi canti e magari se ascolto una intervista a Kiko mi pare che sia sincero, ma con i suoi "orientamenti" e catechesi ha costruito una prassi mostruosa per la psiche delle persone e che inoltre porta a galla il peggio che puo' venire da ognuno di noi.

Mic ha detto...

se ascolto una intervista a Kiko mi pare che sia sincero, ma con i suoi "orientamenti" e catechesi ha costruito una prassi mostruosa per la psiche delle persone e che inoltre porta a galla il peggio che puo' venire da ognuno di noi.

infatti è questo che succede!

anche nelle catechesi fa delle affermazioni toccanti che non potresti smentire... ma poi c'è sempre il punto che stravolge tutto ma nel contesto di attenzione e con la presa che ha sulle persone può sfuggire, anche se ci sono cose più macroscopiche che non sfuggono... e, alla fine, ci sono le abominevoli prassi...

gianluca cruccas ha detto...

Intanto la gerarchia compromessa con la setta neocatecumenale continua la sua opera come se niente fosse.

In diocesi: Sette diaconi del Seminario Redemptoris Mater di Roma per la sfida missionaria

Nella basilica di San Giovanni in Laterano l'ordinazione di seminaristi del Redemptoris Mater, presieduta dal cardinale Agostino Vallini di Marta Rovagna

I frutti del carisma del Cammino neocatecumenalesono tangibili nelle vocazioni, molte, che fioriscono ogni anno: domenica sera (31 ottobre) sono sette i seminaristi del Redemptoris Mater che sono stati ordinati diaconi dal cardinale vicario Agostino Vallini. I giovani, che hanno dai 30 ai 37 anni, si sono formati presso il seminario neocatecumenale di Roma e presso quello di Goma, nella regione del Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Per tutti, dopo gli anni di studio, un periodo di vita come itineranti: un’esperienza di almeno un anno di evangelizzazione in missione, a sostegno di un sacerdote, di laiche consacrate o di famiglie.

«I seminari Redemptoris Mater nascono a supporto della missio ad gentes, voluta da Giovanni Paolo II - spiega monsignor Claudiano Strazzari, rettore del seminario - e in questo contesto la formazione dei seminaristi lascia ampio spazio anche all’educazione missionaria». I luoghi di missione sono i più diversi, «da luoghi lontani, ancora pagani - sottolinea don Claudiano - a luoghi scristianizzati, come in Europa centrale e orientale».

gianluca cruccas ha detto...

continua...

Per i seminaristi questa è un’occasione seria e importante di incontrarsi e scontrarsi con la povertà e con la Provvidenza di Dio. A raccontarlo è Jacob, uno dei sette nuovi diaconi, che si è formato al Redemptoris Mater di Goma e che è andato come itinerante nel Sud del Congo: «È stata un’esperienza molto forte - racconta il seminarista madrileno - sono stato in Katanga, una regione molto povera con una famiglia in missione, abbiamo evangelizzato e vissuto giorno dopo giorno sperimentando una grandissima povertà e precarietà. All’inizio questa condizione, che si vive anche a Goma, mi spaventava: troppe differenze, dal colore di pelle, di cultura, di razza. Tanta povertà e questo essere guardato continuamente come "bianco". Pensavo di non farcela e avevo davvero paura. Ma in questa dimensione - ricorda Jacob - ho incontrato il Signore, molto da vicino. Sono ancora lì perché è lì che Dio mi è apparso come segno vivente». Accettare questa sfida per il seminarista spagnolo è stato aprirsi a una vita diversa e piena: «Studiare in Congo mi ha anche aiutato a riconciliarmi con la mia famiglia e con la mia storia: ero molto irrequieto quando sono entrato in seminario a 20 anni; ora, a quasi 30, sono grato a Dio di tutti i doni che mi ha fatto».

Non tutti i sacerdoti formati nei Redemptoris Mater partiranno per la missione: «Sarà il cardinale Vallini a scegliere la loro destinazione chiaramente - sottolinea don Claudiano - quasi tutti vivono infatti la loro prima esperienza di presbiterio incardinati nelle parrocchie romane. Nella Capitale, per coloro che sono già diventati sacerdoti, il Redemptoris Mater continua a offrire, accanto alla formazione permanente della diocesi, anche una formazione per coloro che hanno studiato e vissuto con noi da seminaristi». Un modo per condividere, respirare e rafforzare il proprio carisma, «quello suscitato dallo Spirito Santo - ricorda il rettore del seminario - nella Chiesa attraverso il Cammino neocatecumenale, un percorso di riscoperta del proprio battesimo che porta alla nascita e al fiorire di tante vocazioni» e che confluiscono nei vari seminari neocatecumenali, 78 in tutto il mondo.

L’esperienza di Paolo, romano di Tor Sapienza, è diversa: «Mi sono laureato in statistica - racconta il seminarista, oggi quasi 37enne - e ho iniziato a lavorare, con una carriera promettente per la quale mi spendevo tanto. Poi ho sperimentato la misericordia di Dio, il Signore ha lavorato dentro di me lentamente. Un giorno, mentre mi trovavo a Milano per lavoro ho iniziato a leggere "Le Confessioni" di Sant’Agostino, e ho cominciato a pensare a una vita diversa». Il percorso, lungo otto anni, non è stato facile: «Ogni anno scegliere di continuare il seminario è stato un combattimento - spiega Paolo - pian piano diversi amici sono usciti, si sono sposati e hanno avuto figli, io rimanevo, mi sembrava che non fosse la strada per me ma sentivo che il Signore mi chiamava a restare, giorno dopo giorno». Per Paolo, itinerante in Costa Rica e in Israele, la cosa più bella di questo percorso di formazione che si sta per concludere è un’opportunità unica da poter cogliere: «Quella di portare Gesù Cristo agli altri, e questo è possibile - conclude - grazie alla sua misericordia per me. Sono contentissimo perché avevo in mente un progetto di vita tutto diverso, il Signore ha stravolto completamente questi piani e ora sono davvero felice».

2 novembre 2010

© Copyright Roma Sette

Stefano78 ha detto...

Perdonatemi.

Io non credo che sugli articoli citati dello statuto ci sia la "giustificazione" della scarnificazione delle coscienze.

Ma, come al solito, NELLA LAETTURA CHE SE NE DA, risalendo ad un presunto "spirito" di questi statuti che supererebbe ciò che realmente affermano.

E se li leggiamo, al solito, con la griglia Nc che conosciamo, ovviamente anche in questo caso arriviamo al loro discorso.

Dice l'articolo: "La Parola di Dio, l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé"

Si parla di svuotamento di falsi concetti di sè. Non svuotamento di sè, come avviene realmente. Svuotarsi di sè, e svuotarsi di un falso concetto di sè credo non sia la stessa cosa.

Certo, vista la delicatezza della questione il fatto meriterebbe seri approfondimenti sul MODO in cui questo "svuotamento di flaso concetto" avviene. O deve avvenire. Ma lo statuto stesso viene in aiuto quando spiega esplicitamente che lo Scrutinio è un momento di AIUTO per i neocatecumeni, di discernimento che dovrebbe avvenire EVITANDO l'esame di coscienza e rispettando il foro intimo.

Urlodeldrago ha detto...

A mio avviso in questo blog andrebbero divise due questioni.
La prima, sulla quale si può discutere, riguarda le osservazioni su fatti concreti come lo Statuto e la sua applicazione nonchè la prassi del cn.
Leggere contestazioni può essere interessante anche per arricchire la propria cultura (pur provenendo anche da chi il cn lo ha vissuto davvero pochino, e non ho ben capito se ha ragione chi afferma che MIC ha fermato il suo ben presto, non che questo sia grave poichè ognuno fa quel che vuole ma perchè sarebbe ben difficile tracciare osservazioni per chi non vi è stato al di dentro per un periodo suffciente per poter ben giudicare).
La seconda questione è quella delle esperienze personali, tipo quella di aldo: ebbene, è determinante sottolineare come certe affermazioni rappresentino solo una mera espressione personale di pensiero (magari fondatissima, ma pur sempre personale) al punto da indurmi a dire che siamo tutti diversi e che per qualcuno il cammino produce buoni frutti per la sua vita (altrimenti non ci sarebbe così tanta gente a proseguirlo) e per altri no (ed infatti giustamente se ne vanno).
A me ad esempio in 15 anni di cammino non è mai capitato di essere sottoposto a costrizioni di sorta; mi sono stati dati consigli, questo si, poi spetta a me credere che siano parole ispirate che possono aiutarmi a vivere certe esperienze di vita (e spesso così è stato, visto che ho ricevuto gran conforto nel corso di una malattia della quale sono affetto) o che siano mere parole che non accolgo ritenendole non adatte a me.

Simile è, tanto per rispondere a Freedom, il discorso della decima; se capisco che può aiutarmi ad essere meno schiavo delle ricchezze, ne partecipo (secondo le mie forze materiali e spirituali); se non lo credo, non partecipo se non in quella parte che ritengo buona per aiutare i poveri.
La decima nella mia parrocchia la raccolgo io e posso testimoniare di non aver mai forzato nessuno e di averla sempre resa anonima.
Condivido il pensiero di chi ha parlato della Libertà dei Figli di Dio; io la vivo anche e soprattutto nel cammino.

Spero di non essere censurato (anche le mie sono esperienze assolutamente personali).
Grazie.

Mic ha detto...

si parla di svuotamento di falsi concetti di sè. Non svuotamento di sè, come avviene realmente. Svuotarsi di sè, e svuotarsi di un falso concetto di sè credo non sia la stessa cosa.

del SE', del nucleo originario della persona, che rimarrà integro a bussare con le sue istanze e a farsi sentire attraverso le angosce che nascono quando resta inascoltato o inattivato, nessuno ci può svuotare...

è proprio quel "falso concetto" di sé da cui non dobbiamo essere 'svuotati' ma aiutati a venir 'trasformati' dalla Grazia del Signore...

inoltre chi è che può conoscere qual è il VERO concetto di sé di ognuno e chi è che può stabilire che sia scontato che una persona abbia un faso concetto di sé e non sia invece già incamminata in un percorso di autoconoscenza che lo 'svuotamento' (e successivo riempimento con qualcosa di prefabbricato e massificante), prodotto dal cammino di sicuro non agevola, anzi castra pesantemente?

per non parlare del "falso concetto di Dio"... forse che di Dio ci serve avere un "concetto" o non piuttosto incontrarlo conoscerlo e alimentare un rapporto vivo e vitalizzante con Lui, nel Figlio?

Mic ha detto...

Io non credo che sugli articoli citati dello statuto ci sia la "giustificazione" della scarnificazione delle coscienze.

chi di noi ha detto questo Steph?

infatti non c'è nessuna giustificazione esplicita.
Quel che abbiamo osservato sullo svuotamento di sé resta tuttavia perfettamente valido e qualunque psicologo o teologo serio avrebbe potuto,anzi DOVUTO osservarlo. Ma nessuno lo ha fatto...

Mic ha detto...

A mio avviso in questo blog andrebbero divise due questioni.
La prima, sulla quale si può discutere, riguarda le osservazioni su fatti concreti come lo Statuto e la sua applicazione nonchè la prassi del cn.
Leggere contestazioni può essere interessante anche per arricchire la propria cultura (pur provenendo anche da chi il cn lo ha vissuto davvero pochino, e non ho ben capito se ha ragione chi afferma che MIC ha fermato il suo ben presto, non che questo sia grave poichè ognuno fa quel che vuole ma perchè sarebbe ben difficile tracciare osservazioni per chi non vi è stato al di dentro per un periodo sufficiente per poter ben giudicare).


non puoi cercar di delegittimare quel che dico attribuendomi una scarsa esperienza del cammino: TUTTO quel che dico l'ho ascoltato con le mie orecchie e visto con i miei occhi. Inoltre ho conosciuto abbastanza per riconoscere le eresie e confrontarle con il Magistero. Infatti, io non parlo mai di mie opinioni o valutazioni, ma confronto insegnamenti e prassi del cammino col Magistero della Chiesa.
L'ho detto un miliardo di volte, ma lo ripeterò un'altro miliardo per chiunque continui con discorsi pretestuosi come questo

Faccio notare inoltre che le nostre contestazioni non riguardano aspetti culturali e neppure di "cultura religiosa", ma vertono sui fondamenti della fede cattolica in rapporto a qualcosa d'"altro". E questo ormai dovrebbe essere chiaro. Nessuno qui sta facendo sfoggio di cultura, ma stiamo testimoniando la nostra fede, ognuno attraverso la 'conoscenza' (in senso biblico) che ha del Signore nella Sua Chiesa. Bando quindi agli equivoci volutamente, credo, svianti...

Mic ha detto...

La seconda questione è quella delle esperienze personali, tipo quella di aldo: ebbene, è determinante sottolineare come certe affermazioni rappresentino solo una mera espressione personale di pensiero (magari fondatissima, ma pur sempre personale) al punto da indurmi a dire che siamo tutti diversi e che per qualcuno il cammino produce buoni frutti per la sua vita (altrimenti non ci sarebbe così tanta gente a proseguirlo) e per altri no (ed infatti giustamente se ne vanno). A me ad esempio in 15 anni di cammino non è mai capitato di essere sottoposto a costrizioni di sorta...

intanto non dovresti limitarti a citare l'esperienza di Aldo, perché ce ne sono molte altre e tutte convergenti. Te ne cito alcune (le ultime apparse in questi mesi. Dietro ogni nick c'è un nome e una vita) e non sono nemmeno tutte : Michela, Giovanna, Strl, Larus, Elisa, Francesco, Stefano, Jonathan, Fredom... mi ci aggiungo io e tantissimi altri che ora non scrivono ma che abbiamo conosciuto e ascoltato ed i casi che ho visto con i miei occhi nella mia ex parrocchia solo neocatecumenale...

Questo per ribadire che l'escamotage del caso isolato, che ogni tanto tirate fuori (non sei il primo), lascia il tempo che trova e puzza lontano un miglio di difesa ad oltranza del cammino, ma solo strumentale, in base ad un'affermazione non supportata da prove. Infatti non è una prova la tua esperienza personale... mentre invece non puoi non considerare prove una serie di esperienze personali, certamente, ma non soggettive: l'oggettività è data dalla loro assoluta convergenza pur venendo da persone, luoghi e tempi diversi... è questo è un FATTO non è un'illazione... Emerge inoltre sottile, ma non convincente, soprattutto alla luce della Rivelazione cristiana, l'allusione al fatto "che il cammino non è per tutti", come se si trattasse di una sorta di "predestinazione"... A questo potranno abboccare i camminanti, ma non noi

Simile è, tanto per rispondere a Freedom, il discorso della decima; se capisco che può aiutarmi ad essere meno schiavo delle ricchezze, ne partecipo (secondo le mie forze materiali e spirituali); se non lo credo, non partecipo se non in quella parte che ritengo buona per aiutare i poveri.
....


come ho detto in un altro post la decima non è il problema maggiore. Ma gli altri sono tutti macigni che gravano sulla coscienza dei nostri pastori...

Condivido il pensiero di chi ha parlato della Libertà dei Figli di Dio; io la vivo anche e soprattutto nel cammino.

Ti ricordo che per Kiko i "Figli di Dio" sono i camminanti, cioè "coloro che hanno lo Spirito Santo" (e questo possono dirlo solo lui e i catechisti !?) e che "acquistano la natura divina". Ti avverto che questo è un panteismo di vecchia data... i cristiani non "acquistano la natura divina", ma diventano "Figli di adozione" nel Figlio, attraverso la graduale connaturalità che acquisiscono con Lui (la 'configurazione' paolina), attraverso la vita di fede nella Chiesa, non certo attraverso le vostre abominevoli prassi e sincretistiche celebrazioni

Spero di non essere censurato (anche le mie sono esperienze assolutamente personali).
Grazie.


anche nelle mie parole c'è esperienza personale, ma maturata nella Chiesa e intessuta di cristianesimo vero; per cui esse diventano una testimonianza che rende ragione della fede, perché se ne può estrarre l'oggettiva fedeltà e verità da parte di chi ha orcchie per intendere

Emma ha detto...

Vedo, Stefano, e mi dispiace, che sembri non aver recepito ciò che abbiamo descritto e analizzato NON con la griglia di lettura neocat, ma con la griglia di lettura che permette forse una certa competenza ma che, e forse sopratutto, permette e autorizza il semplice buon senso.

"Falsi concetti di sè" già presuppone che si sappia che cosa è il "sè", che lo si conosca, che lo si abbia toccato, conosciuto e riconoscuto, sappiamo che questo è un lungo cammino in sè e verso sè, che dura talvolta tutta una vita, che non tutti sono pronti a cominciare e ad affrontare, che segue i tempi, le protezioni e resistenze di ognuno.
Se ancora non conosco il mio "sè," se ancora non ne ho preso coscienza, perchè è ricoperto da molti veli che ne oscurano la luce, ma che sono forse altrettanti e talvolta indispenabili veli di protezione, come può un catechista venire ad invadere la mia intimità, come può permettersi di parlare di "falsi concetti di sè", non capisci Stefano, che è la frase stessa che NON DOVREBBE figurare in uno statuto, che è grave perchè rivela ed è sintomatica del sistema neocatecumenale e di tutte le violazioni della coscienza che implica e permette?
Non è di certo il §2 che risolve il problema e lo sappiamo.
Gli scrutini aiutano? Nel rispetto della coscienza e del foro interno?
Ma per favore!

Stefano78 ha detto...

Ho recipito, Emma.

Forse alcuni qui non hanno recepito cosa intendo quando dico che bisogna rendere la realtà dello statuto, usarlo, e interpretarlo secondo il Diritto Universale.

Stefano78 ha detto...

Non è di certo il §2 che risolve il problema e lo sappiamo

..e invece sì. Perchè si presume che il Diritto Universale debba valere per tutti!

Mic ha detto...

..e invece sì. Perchè si presume che il Diritto Universale debba valere per tutti!

OK. ma noi stiamo assistendo a qualcosa regolato sulla carta - e anche in maniera alquanto approssimativa e maldestra, avuto riguardo ai "falsi concetti di sé e di Dio" - ma totalmente disapplicato o applicato in maniera arbitraria e deleteria per le persone...

Mic ha detto...

..e invece sì. Perchè si presume che il Diritto Universale debba valere per tutti!

in fondo poi manca chi lo fa valere e come!!!

jonathan ha detto...

Per Urlodeldrago

Riguardo la decima, ti dirò che la pensavo più o meno come te. L’ho difesa a spada tratta coi fratelli recalcitranti, ritenendola una cosa buona che poteva avvicinarsi alla comunione dei beni delle prime comunità cristiane. Ma poi ho visto che quella libertà di cui tu parli si può esercitarla solo mentendo, seppure coperti dall’anonimato. Infatti capitò che un fratello in difficoltà economiche, pensò di chiedere ai catechisti, in presenza di tutta la comunità, il consenso a che potesse regolarsi di mese in mese secondo le sue disponibilità. I catechisti furono chiari e solennemente risposero che lui non si fidava del Signore e che invece doveva sottrarre un decimo dei suoi guadagni e darlo ‘al Signore’, il quale avrebbe poi provveduto. Quel fratello, peraltro molto generoso, che onestamente non voleva ‘liberamente’ mentire alla sua comunità, ha lasciato il cammino, nonostante fosse un fedelissimo. Anche qui, dunque, il dire dello statuto e delle belle parole non trova conferma nel fare coercitivo e settario che si pratica nelle comunità. E questo lo dico con dispiacere e con rispetto di chi sembra vivere quell'esperienza in buona fede.

Mic ha detto...

Forse alcuni qui non hanno recepito cosa intendo quando dico che bisogna rendere la realtà dello statuto, usarlo, e interpretarlo secondo il Diritto Universale.

non è quello che cerchiamo di fare? Non fanno parte del diritto universale anche le leggi psicologiche, se non vogliamo inserirci quelle spirituali (che prevedono tempi e modalità diverse per ogni persona)?

Le nostre riflessioni sono basate anche su dati scientifici, oltre che teologici, non sono arbitrarie

Emma ha detto...

" Non è di certo il §2 che risolve il problema e lo sappiamo

..e invece sì. Perchè si presume che il Diritto Universale debba valere per tutti!"



Stefano, è la frase sullo svuotamento dei falsi concetti che NON dovrebbe figurare in uno statuto.
È quella frase che è gravissima, non solo nel suo significato, che abbiamo già descritto e analizzato, ma nei gravissimi rischi che comporta.
Il §2 è quasi obbligato, mica sono stupidi gli autori di quello statuto,perchè credi che lo abbiamo previsto?
Una polvere magica che dovrebbe far passare il gusto amaro e il veleno dello svuotamento dei falsi concetti di sè e di Dio.
Prima faccio passare e introduco ciò che stimo indispensabile per l` esecuzione della mia "opera", poi concedo quel paragrafo sul rispetto del foro interno.

Quel paragrafo ha un merito, quello di offrire a tutti coloro che hanno sofferto del comportamento dei catechisti di denunciarli e agire in giustiza.
Ma sappiamo quanto un passo di quel genere sia improbabile e difficile da compiere.

Mic ha detto...

In diocesi: Sette diaconi del Seminario Redemptoris Mater di Roma per la sfida missionaria

certamente, col Vicario del Papa come sponsor, la pubblicità ingannevole, accompagnata dalla invasione delle parrocchie della diocesi del Papa e non solo... non può non continuare e vanificare ogni nostro allarme, ogni nostro sforzo di chiarezza!

Freedom ha detto...

Per urlodeldrago,
i riferimenti alla decima non sono un'opinione. La DECIMA e' praticata in tutte le comunita' neocatecumenali e NON E' CONTEMPLATA DAGLI STATUTI. La decima non è opzionabile come dici tu. Ma e' OBBLIGATORIA dal 2 scutinio in poi. La decima e' il versamento del 10% sullo stipendio. NON stiamo parlando delle COLLETTE, le quali sono devolute ad casum e non sono obbligatorie.
Lo svolgimento del secondo scrutinio e' quello descritto da noi con dovizia di particolari. Su questi temi esistono non solo la mia testimonianza ma centinaia di testimonianze convergenti come gia' detto da Mic. Chi ti scrive conosce molto bene il cammino perche' lo ha fatto e Aldo e' addirittura un ex-catechista.

Freedom ha detto...

Aggiungo come molte persone siano uscite proprio per l'inflessibile ingiunzione in occasione del secondo scrutinio da parte dei catechisti di dare la decima. Ovvio che poi ci sono i furbetti che prima dicono di si e poi non la danno, ma poi i catechisti la prima cosa che chiedono e' proprio: ha fatto il cammino, ha dato la decima?

Mic ha detto...

Quel paragrafo ha un merito, quello di offrire a tutti coloro che hanno sofferto del comportamento dei catechisti di denunciarli e agire in giustizia.
Ma sappiamo quanto un passo di quel genere sia improbabile e difficile da compiere.


infatti

life ha detto...

Ho fatto il secondo passaggio per la seconda volta nel giro di 10 mesi dopo 5 anni di cammino!e vi dico la verità è stata una tortura!
Mi rendo conto che c'è una influenza spicolocica da fare paura, e non capisco come una persona per raggiungere Dio debba essere costretta a confessare le propie cose più intime davanti un gruppo di laici e di '' fratelli'' di comunità!!
Ho visto con i miei occhi figli di supercatechisti comportarsi in maniera a dir poco riprovevole(ma ahimè cadrei in giudizio mi limito a constatare,il giudizio non mi spetta)alla faccia dei propri genitori troppo impegnati con il cammino tanto da non rendersi conto di ciò che il figlio combinava,e anche quando venivano a coscenza di qualcosa che non andava, egli veniva giustificato!(non entro nel merito perchè dovrei scrivere molto)
Come tanti anch'io sono entrato tramite amici(non l'avessi mai fatto!!) e pian piano il cammino mi ha preso tempo,vita,soldi,affetti,hobby,passioni,ma in particolare si è preso la mia essenza,il mio io, per vomitarmi distrutto al secondo passaggio!
Dice bene kiko che nel 2° passaggio si porta il neocatecumeno a SVUOTARSI DEI FALSI CONCETTI DI SE!!!ti devono svuotare,annientare gli affetti,distruggere le tue relazioni interpersonali per poter innestare il loro modo di vedere il mondo!!!
Un mio ''fratello'' di comunità di cui eravamo ottimi amici,è cambiato talmente tanto che non lo ricosco più!!è un'altra persona che vive solo come il CN gli dice di fare,privo di un io personale(e secondo con una sacco di problemi spicologici).
Sono sempre più convinto di lasciare il CN per il fatto che sta influenzando in modo non positivo la mia vita,secondo loro non ho il diritto di avere un lavoro gratificante,una vita normale,non posso fare sport,andare al cinema o a teatro,non posso andare a cena con gli amici che non siano di comunità ecc(sarei borghese).
sarò salvo solo se sono NC?E se non lo faccio? brucerò nel fuoco della Geenna?
Io credo che Dio ci ha fatto ognuno diverso dall'altro,con pregi e difetti,bianchi o neri,e ogni uno nella sua diversità è espressione di un progetto Divino ed assolutamente non credo che nessun uomo abbia il diritto e la facoltà di imporre idee e filosofie di vita!
Mi fermo anche se avrei ancora molto da dire!!

mic ha detto...

Caro life,
ti ringrazio per la fiducia e la condivisione e ti incoraggio, nel Signore, a riappropriarti della tua libertà di figlio di Dio.
Puoi contare sulle nostre preghiere.
Ho inserito la tua testimonianza per renderla visibile, perché questo è un thread non più frequentato da tempo anche se il soggetto è in tema con la tua esperienza.

mic ha detto...

Puoi ritrovarla qui, insieme al dibattito che speriamo svilupperà:
http://neocatecumenali.blogspot.com/2011/11/ancora-testimonianze-univoche-non-e.html