martedì 12 ottobre 2010

LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE…SEMPRE E DOVUNQUE!

E’ stata pubblicata oggi, ed entra pienamente in vigore dalla stessa data, la lettera sotto forma di motu proprio promulgata da Benedetto XVI “Ubicumque et semper” (qui) con cui si istituisce il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, affidato a Mons. Rino Fisichella.

Il documento, dopo una lunga premessa nella quale viene analizzata la situazione di secolarismo avanzante nei paesi di antica cristianizzazione, alla luce dell’“ Evangelii Nuntiandi” , focalizza la propria attenzione sui bisogni peculiari di almeno quattro categorie di credenti:

a) ” moltitudini di persone che hanno ricevuto il battesimo, ma vivono completamente al di fuori della vita cristiana”;

b) “gente semplice che ha una certa fede ma ne conosce male i fondamenti”;

c) “ intellettuali che sentono il bisogno di conoscere Gesù Cristo in una luce diversa dall'insegnamento ricevuto nella loro infanzia”;

d)”molti altri”.

Si sofferma poi sugli attori e sulle possibili modalità dell’annuncio evangelizzante che, alla luce della stessa esortazione apostolica "deve cercare costantemente i mezzi e il linguaggio adeguati per proporre o riproporre loro la rivelazione di Dio e la fede in Gesù Cristo".

Quindi sinteticamente delinea la conformazione giuridica del nuovo dicastero:

Art. 1. § 1. È costituito il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, quale Dicastero della Curia Romana, ai sensi della Costituzione apostolica Pastor bonus.
§ 2. Il Consiglio persegue .la propria finalità sia stimolando la riflessione sui temi della nuova evangelizzazione, sia individuando e promuovendo le forme e gli strumenti atti a realizzarla.

Art. 2. L'azione del Consiglio, che si svolge in collaborazione con gli altri Dicasteri ed Organismi della Curia Romana, nel rispetto delle relative competenze, è al servizio delle Chiese particolari, specialmente in quei territori di tradizione cristiana dove con maggiore evidenza si manifesta il fenomeno della secolarizzazione.

Art. 3. Tra i compiti specifici del Consiglio si segnalano:
1°. approfondire il significato teologico e pastorale della nuova evangelizzazione;
2°. promuovere e favorire, in stretta collaborazione con le Conferenze Episcopali interessate, che potranno avere un organismo ad hoc, lo studio, la diffusione e l'attuazione del Magistero pontificio relativo alle tematiche connesse con la nuova evangelizzazione;
3°. far conoscere e sostenere iniziative legate alla nuova evangelizzazione già in atto nelle diverse Chiese particolari e promuoverne la realizzazione di nuove, coinvolgendo attivamente anche le risorse presenti negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica, come pure nelle aggregazioni di fedeli e nelle nuove comunità;
4°. studiare e favorire l'utilizzo delle moderne forme di comunicazione, come strumenti per la nuova evangelizzazione;
5°. promuovere l'uso del Catechismo della Chiesa Cattolica, quale formulazione essenziale e completa del contenuto della fede per gli uomini del nostro tempo.

Art.4 § 1. Il Consiglio è retto da un Arcivescovo Presidente, coadiuvato da un Segretario, da un Sotto-Segretario e da un congruo numero di Officiali, secondo le norme stabilite dalla Costituzione apostolica Pastor bonus e dal Regolamento Generale della Curia Romana.
§ 2. Il Consiglio ha propri Membri e può disporre di propri Consultori. …

L’attenzione della Chiesa ,quindi , rivolta peculiarmente a ” moltitudini di persone che hanno ricevuto il battesimo, ma vivono completamente al di fuori della vita cristiana” sembrerebbe voler individuare – appunto con la creazione addirittura di un nuovo dicastero – nuove modalità di rievangelizzazione, diverse da quelle esistenti, una delle quali quella che si accredita ormai da anni in questa dimensione come “ Cammino Neocatecumenale”.

Inoltre si specifica all’art. 3, sub 3 del Motu Proprio che, tra gli altri, è compito della nuova Congregazione “far conoscere e sostenere iniziative legate alla nuova evangelizzazione già in atto nelle diverse Chiese particolari e promuoverne la realizzazione di nuove, coinvolgendo attivamente anche le risorse presenti negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica, come pure nelle aggregazioni di fedeli e nelle nuove comunità”

Restiamo dunque in attesa delle azioni di questa nuova congregazione, cercando di capire attentamente se e fino a qual punto essa “coinvolgerà attivamente “ tra le aggregazioni di fedeli anche il cosiddetto “Cammino” che da sempre si arroga quasi l'esclusiva della nuova evangelizzazione e dell’iniziazione cristiana, per conto della Chiesa tutta.

13 commenti:

Mic ha detto...

Nuova evangelizzazione non significa infatti dover elaborare un’unica formula uguale per tutte le circostanze. L’importante - conclude la Lettera apostolica - è che anzitutto “si faccia profonda esperienza di Dio”. E tra gli articoli istitutivi del Consiglio, che opererà in collaborazione con gli altri Dicasteri e Organismi della Curia romana, si segnala di “approfondire il significato teologico e pastorale della nuova evangelizzazione”.

siamo ancora a questo punto?

spero che questo non significhi che i soloni studieranno e promulgheranno documenti che nessuno applicherà, mentre le truppe d'assalto continueranno a imperversare!

Francesco ha detto...

Dum Romae consulitur...Saguntum expugnatur.

Francesco ha detto...

L'istituzione del nuovo dicastero avrà - mi auguro - azione propulsiva presso tutti gli altri diùcasteri romani responsabili in un modo o nell'altro dell'evangelizzazione. In particolare la congregazione per il clero ora capitanata da Mons. Piacenza, che è garanzia di serietà.

Quanto alla "esclusiva" che i neocatecumenali rivendicano sulla rievangelizzazione, credo che si possa essere d'accordo con loro perchè di fatto si riferiscono alla rievangelizzazione verso Kiko.

E' tempo infatti di nuove catechesi neocatecumenali, travestite da catechesi parrocchiali, in tante parrocchie.
Catechesi sempre meno frequentate, d'altronde.

Nella mia parrocchia i rimasugli delle ultime tre catechizzazioni 2007-2009 in questi giorni sono stati fatti confluire in una comunità che contava circa 26 componenti, a loro volta provenienti da sei e sette catechizzazioni diverse tra loro.

Adesso hanno creato una comunità "grande" di circa 40 elementi, provenienti in conclusioni da una decina di catechizzazioni e alcuni ( 7 o 8) dalla comunità "storica" nata in questa parrocchia una ventina di anni or sono.
Insomma un pasticcio.
Sarebbero questi i frutti della "nuova evangelizzazione" neocatecumenale nella mia parrocchia?
O per frutti dobbiamo più realisticamente intendere le mille divisioni che essi hanno portato e continuano a portare con la complicità di un prete ormai del tutto assente in parrocchia se non alle liturgie neocatecumenali?

Freedom ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Caterina63 ha detto...

Leggo il legittimo commento finale, concordando sulla richiesta:

tra le aggregazioni di fedeli anche il cosiddetto “Cammino” che da sempre si arroga quasi l'esclusiva della nuova evangelizzazione e dell’iniziazione cristiana, per conto della Chiesa tutta.

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mi vien da sorridere per non piangere ^__^
il Cammino ha festeggiato i suoi 40 anni.... e quale è il risultato? che il Papa ha dovuto RIFONDARE UNA NUOVA CONGREGAZIONE PER RILANCIARE LA NUOVA RIEVANGELIZZAZIONE!!
Perdonatemi, ma è così che leggo questo evento e che risponde, a mio parere, ad ogni superbia kikiana... ^__^

Il Papa si sta rivelando più geniale di quanto possiamo immaginare:
non scarta nessuno, e fa bene, evita di dare la possibilità di essere attaccato sulla eventuale mancata, da parte sua, di "ascoltare lo Spirito Santo" e dunque ascolta pazientemente tutti, NON esclude nessuno, ma lentamente, si, molto lentamente è vero, ma seppur molto lentamente il Papa sa STUPIRE e ancora una volta interviene per dire come si è davvero Cattolici e quali mezzi usare...

Da notare che a riguardo della Nuova Evangelizzazione (non ha citato mai alcun CAMMINO dissociato dai Movimenti ^__^)
il Papa dice:

La diversità delle situazioni esige un attento discernimento; parlare di "nuova evangelizzazione" non significa, infatti, dover elaborare un'unica formula uguale per tutte le circostanze.
E, tuttavia, non è difficile scorgere come ciò di cui hanno bisogno tutte le Chiese che vivono in territori tradizionalmente cristiani sia un rinnovato slancio missionario, espressione di una nuova generosa apertura al dono della grazia. Infatti, non possiamo dimenticare che il primo compito sarà sempre quello di rendersi docili all'opera gratuita dello Spirito del Risorto, che accompagna quanti sono portatori del Vangelo e apre il cuore di coloro che ascoltano. Per proclamare in modo fecondo la Parola del Vangelo, è richiesto anzitutto che si faccia profonda esperienza di Dio.

Come ho avuto modo di affermare nella mia prima Enciclica Deus caritas est: "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva" (n. 1). Similmente, alla radice di ogni evangelizzazione non vi è un progetto umano di espansione, bensì il desiderio di condividere l'inestimabile dono che Dio ha voluto farci, partecipandoci la sua stessa vita.

Non so dove conduca la strada di Kiko, ma di certo so dove conduce quella del Papa, e non sono la stessa strada... ^__^
Senza dubbio possiamo sforzarci a fare in modo che le due strade si incontrino, ma è Kiko che procede per la sua, parallela...

Grazie Santo Padre!

mardunolbo ha detto...

" La diversità delle situazioni esige un attento discernimento; parlare di "nuova evangelizzazione" non significa, infatti, dover elaborare un'unica formula uguale per tutte le circostanze."- ma elaborare differenti formule adattabili alle circostanze-(vedi neocatecu, focolarini,opus dei,carsimatici& C) e avanti:
"Come ho avuto modo di affermare nella mia prima Enciclica Deus caritas est: "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva" -incontro che avviene tramite un avvenimento che può essere un movimento di questi nuovi, come il cammino neocatecumenale-
Mi sembra chiaro! A Caterì ,ma proprio non vuoi capire?
Kiko e papa sono sulla stessa linea, anche se con linguaggio diverso e, forse, con prospettive diverse.Ma le strade convergono e per bene.Il linguaggio italiano è chiaro,non ci sono fraintendimenti in certe frasi.Inutile illudersi mettendo la testa nella sabbia.

Observer ha detto...

Ciò che preocupa di più è l'accoglienza che il documento riceverà presso gli episcopati. Quanti saranno disposti a seguire il Santo Padre in questa impresa, memori del mandato di Cristo ai suoi apostoli. Andate e evangelizzate?

Mic ha detto...

Caro Mardunolbo,
una lettura 'neutra' potrebbe darti ragione.
Tuttavia, nel tempo, avremo modo di verificare se nel nuovo Organismo voluto dal Papa, con espliciti intenti di Annuncio finora penalizzato, a parte l'aggressiva missionarietà del Cammino neocatecumenale che va a riprodurre se stesso, prevarrà il ruolo di 'convegnisti' o quello autentico di promotori della vera evangelizzazione

Caterina63 ha detto...

mardunolbo ha detto...

Mi sembra chiaro! A Caterì ,ma proprio non vuoi capire?
Kiko e papa sono sulla stessa linea, anche se con linguaggio diverso e, forse, con prospettive diverse


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^__^ no caro amico!
stai commettendo lo stesso errore di chi ha trovato in certe interpretazioni del Concilio la legittimazione dei propri errori....
Benedetto XVI si sta sforzando di far comprendere che laddove le porte della Chiesa accolgono tutti, è necessario ORA riportare l'integrità del Magistero e della vera Tradizione....

e, ripeto, anche perchè sarebbe incomprensibile lo slancio di una nuova RIEVANGELIZZAZIONE, DOPO IL SUMMORUM PONTIFICUM E DOPO LE CORREZIONI APPORTATE DAL PAPA NELLA MESSA NOM DA LUI CELEBRATA, se la strada di Kiko e di altri Movimenti dopo Concilio fossero nel giusto.... ;-)
ricordiamo che le parole del Papa vanno assemblate anche da altri discorsi fatti e a Natale scorso quando parlò del Cammino nominandolo per l'ultima volta dal 2009, disse espressamente che esso, con gli altri, andava CORRETTO E RICONDOTTO...
;-)

Non è facile, ma si coglie serenamente nei programmi di questo Pontificato le diversità kikiane...
sta a NOI accoglierle e rendere ad esse TESTIMONIANZA...senza per questo processare nessuno, condannare nessuno...a farlo ci penserà la storia ^__^

NC ha detto...

Caterina mi spiace ma è lampante che tu sia fuori strada --
interpreti tutto. Ma chi sei? la più stretta collaboratrice del Papa per insegnare agli altri che cosa vuole intendere?
L'italiano spero sia chiaro anche per te, e il Motu proprio non mi sembra molto interpretabile se non con il significato che ha. Mi spiace ma penso tu sia fuori strada.

Mic ha detto...

Certo, qualunque 'lettura' non conforme alla vostra griglia particolare è arbitraria...

o non sarà arbitraria la vostra 'griglia'?

larus ha detto...

parte 1/2

Parafrasando un po’...
“... bisogni diversi, che attendono impulsi di evangelizzazione diversi ... conosciamo poi, purtroppo, delle zone che appaiono pressoché completamente scristianizzate, in cui la luce della fede è affidata alla testimonianza di piccole comunità ...”. Qui, credo, il Santo Padre non voglia trascurare le famiglie NC già inviate però, dicendo ”la diversità delle situazioni esige un attento discernimento; parlare di nuova evangelizzazione non significa, infatti, dover elaborare un'unica formula uguale per tutte le circostanze ...” rende chiaro l’ammonimento affinché non si scelgano vie più brevi cioè, soluzioni “chiavi in mano”. Infatti Egli specifica che è necessario, “relativamente alle tematiche connesse con la nuova evangelizzazione, approfondire il significato teologico e pastorale ed attuare il Magistero pontificio” cosa che, visto l’espressa specifica attuale, non ha visto ancora realizzate dalle diverse “proposte dal basso” (movimenti e nuove comunità).
Riguardo agli strumenti, dice di “coinvolgere attivamente anche le risorse presenti negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica”, cioè congregazioni abituate a trarre nutrimento dagli insegnamenti della Chiesa universale e,
- convinto che “per proclamare in modo fecondo la Parola del Vangelo, è richiesto anzitutto che si faccia profonda esperienza di Dio”
- certo che “l'uso del Catechismo della Chiesa Cattolica è formulazione essenziale e completa del contenuto della fede per gli uomini del nostro tempo”
dice che si potranno “coinvolgere attivamente anche le aggregazioni di fedeli e le nuove comunità”.

Da ciò, riguardo ai “coinvolti” nella nuova evangelizzazione, noto una preponderanza di uomini, professi o che hanno fatto già promessa o giuramento o voto privato nella Chiesa, che sono stati indicati per primi e, ove possibile, preferibili nella scelta.
Poi, volendo il Papa rimanere fedele alla “forza dello Spirito Santo che rigenera la Chiesa intera” e non volendo trascurare nessuno di quanti hanno dato fiducia a Dio, vengono citate le nuove espressioni di fedeli laici, tra le quali il CNC.

larus ha detto...

parte 2/2

Io non conosco le altre realtà ma ho fatto esperienza del CNC...
Purtroppo devo dire che gran parte delle ‘opere’ scaturivano esclusivamente da un grande sentimento farisaico, attento nell’ottemperanza delle “regole non scritte” trasmesse dagli emuli di Kiko (magari in buona fede, chissà?), ed ai giudizi degli altri componenti le comunità.
Riguardo all’istruzione cattolica ... nulla di più di letture della Sacra Bibbia prese così come si trovano, senza una corretta esegesi ed attualizzazione riferita anche alla Tradizione ed al Magistero.
Anche se nello statuto c’e’ scritto «i neocatecumeni si avvalgono soprattutto della lettura degli scritti dei Padri, dei documenti del Magistero, in particolare del Catechismo della Chiesa Cattolica, e di opere di autori spirituali», io posso dire che per 12 anni, fino alle porte della traditio, non ho mai visto un gruppo che preparasse Parole, Temi, Figure, Salmi adottando strumenti diversi dal DTB-Leon Dufour ed un’altro libro (con la copertina blu) dal titolo “le tappe della storia della salvezza” (obbligavano a comprare anche “i racconti di un pellegrino russo” ma non si preparava nulla con quel libro).
Testi che non escono mai dalla nuda pagina biblica.


Come dice il Santo Padre «Con l’assenza del tener presente la viva tradizione di tutta la Chiesa, la Bibbia diventa un libro solo del passato. Si possono trarre da esso conseguenze morali, si può imparare la storia, ma il Libro come tale parla solo del passato e l’esegesi non è più realmente teologica, ma diventa pura storiografia, storia della letteratura. Questa è la prima conseguenza: la Bibbia resta nel passato, parla solo del passato.»


Che dire? Fumo negli occhi ne hanno gettato abbastanza, speriamo che adesso, almeno per Carità verso quelle coppie in territorio scristianizzato, si attengano scrupolosamente alle volontà della Chiesa.