martedì 11 gennaio 2011

Filippine: Arcivescovo corregge il Cammino

IL CAMMINO NEOCATECUMENALE NELL'ARCIDIOCESI DI LINGAYEN-DAGUPAN

Luci ed ombre
I semi del CAMMINO NEOCATECUMENALE furono piantati per la prima volta nell'Arcidiocesi di Lingayen-Dagupan nel 1981, nella Parrocchia di San Gabriele Arcangelo a Bonuan Boquig. Da allora, si è esteso ad altre comunità cattoliche dell'arcidiocesi – Bonuan Gueset, Calasiao, Calmay, Dagupan, Laoac, Lingayen, Mapandan Santa Barbara e San Jacinto. Il Cammino Neocatecumenale ha portato innumerevoli benedizioni ai fedeli cristiani nella nostra arcidiocesi. Ha profondamente cambiato molte vite tiepide. Ha ricostruito molte famiglie ferite ed ha portato molte vocazioni religiose e sacerdotali nella vigna del Signore.

Purtroppo, nonostante gli effetti positivi come quelli sopra menzionati, ci sono alcune preoccupazioni su dove stia portando il Neocatecumenato. Già ai tempi del mio stimato predecessore Arcivescovo Oscar Cruz, e fino ai mesi più recenti, sono sorte alcune questioni da parte di rispettabili membri del laicato ed un buon numero di parroci a proposito dell'integrazione dei membri delle comunità Neocatecumenali nella vita di questa chiesa locale, sulla loro cooperazione con i parroci e sulle loro relazioni col vescovo.

Communio
Gli Statuti del Cammino Neocatecumenale affermano che: "Il Cammino Neocatecumenale mirerà a promuovere nei suoi destinatari un maturo senso di appartenenza alla parrocchia e a suscitare rapporti di profonda comunione e collaborazione con tutti i fedeli e con le altre componenti della comunità parrocchiale" (art. 6, n. 3)

Per di più gli Statuti stabiliscono che "la realizzazione del Cammino Neocatecumenale va coordinata con la funzione propria che ha il Parroco in ciascuna comunità parrocchiale (cfr. can. 519 CJC) esercitando, anche con la collaborazione di altri presbiteri, la cura pastorale di coloro che lo percorrono" (art. 6, n. 2). Similmente, gli Statuti riconoscono che "il Neocatecumenato è realizzato, in comunione con il Parroco e sotto la sua responsabilità pastorale, da un'equipe di catechisti" (art. 8, n. 4).

Inoltre gli Statuti dichiarano che "il Cammino Neocatecumenale è al servizio del vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente alla fede" (art. 1, n. 2).

Catechesi
Nella celebrazione settimanale della Parola richiesta dall'articolo 11 degli Statuti, la mia attenzione è stata richiamata dalla mancanza di formazione e preparazione da parte degli incaricati di insegnarla secondo i principi della Chiesa Cattolica così come indicati nel Catechismo, nonché del significato delle letture bibliche proclamate nella celebrazione. Sembra esserci una tendenza verso l'interpretazione fondamentalista delle Sacre Scritture, staccata e talvolta addirittura contraria ai documenti del Magistero e al Catechismo della Chiesa.

Stanti le precedenti osservazioni, gli Statuti richiedono che "al Vescovo diocesano, quale responsabile dell'iniziazione, della formazione e della vita cristiana nella Chiesa particolare, compete... vigilare che l'attuazione del Cammino Neocatecumenale si svolga in conformità a quanto stabilito negli articoli 1 e 2, e nel rispetto della dottrina e della disciplina della Chiesa (art. 26).

Rispetto per i ministri ordinati
Tra i membri delle comunità c'è un prevalente sentimento di superiorità sulla base del solo far parte dei Neocatecumenali, sentimento che risulta in un atteggiamento sprezzante verso coloro che non stanno frequentando il Cammino o hanno smesso di partecipare agli incontri. Inoltre i catechisti delle comunità neocatecumenali sono stati sentiti ripetutamente criticare in modo sprezzante e irrispettoso il mio predecessore, diversi sacerdoti e perfino me, in maniera contraria alle buone maniere, alla buona condotta, al rispetto filiale e alla carità cristiana.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici aveva offerto tre linee guida per le comunità Neocatecumenali nel presentare l'approvazione del movimento da parte della Santa Sede: obbedienza ai vescovi, riconoscimento del ruolo dei sacerdoti e fedeltà ai libri liturgici della Chiesa. Nella stessa occasione Carmen Hernandez, co-fondatrice del movimento, disse: "ciò che è importante NON è il Cammino Neocatecumenale, ma la CHIESA", continuando con l'invito ai membri del movimento di praticare l'umiltà.

Nel gennaio 2009, quando il Cammino Neocatecumenale ha celebrato il suo quarantesimo anno da associazione di laici cattolici, il Santo Padre ringraziò Dio per i frutti degli sforzi evangelici del Cammino ma ricordò ai suoi membri che la piena realizzazione di tale lavoro giunge con la docile adesione alle direttive dei vescovi e nella comunione con tutte le altre componenti del popolo di Dio. Ha incoraggiato i neocatecumenali a lavorare per l'unità, per fare di ogni comunità un punto vivente e ben integrato nel corpo mistico di Cristo.


In verità possiamo far nostra l'osservazione di Augusto Faustini che scrisse al Papa per lamentare che il fondatore del movimento, Kiko Arguello, "ha stabilito come devi essere, come devi sederti, come devi pregare, come devi cantare, come e cosa devi suonare, come devi confessarti, come devi fare la Comunione, come devi leggere le Sacre Scritture, stabilendo chiaramente che chiunque non faccia tutto questo è totalmente in errore" (Urquhart, Le armate del Papa, pag. 250).

Direttive
PERTANTO, considerando i fatti sopra menzionati e i principi dello Statuto, in virtù della mia autorità quale Arcivescovo di Lingayen-Dagupan, allo scopo di guidare e riorientare il Cammino Neocatecumenale in questa diocesi, io impongo una moratoria su tutte le catechesi iniziali del Cammino in questa arcidiocesi fino a quando il Delegato Episcopale, menzionato qui sotto, raccomanderà di togliere tale moratoria.

Non dovranno essere aperte nuove comunità e non dovranno essere accolti nuovi membri nel Cammino Neocatecumenale durante il periodo di moratoria che comincia dalla solennità della Pentecoste di quest'anno [2010] fino alla solennità della Pentecoste del 2011.

Allo stesso modo ordino che durante l'intero anno, a partire dalla solennità della Pentecoste di quest'anno [2010] fino alla solennità della Pentecoste del 2011, vengano letti i paragrafi dal 748 al 945 del Catechismo della Chiesa Cattolica riguardanti l'ecclesiologia, lettura da effettuarsi durante le celebrazioni settimanali della Parola di ogni comunità Neocatecumenale.

Inoltre ingiungo la recita dei cinque misteri del Santo Rosario prima della celebrazione settimanale della Parola, a partire dalla domenica di Pentecoste, in adesione a quanto richiesto dall'articolo 14, numero 4, degli Statuti.

In più, a far data da oggi, revoco il mandato canonico precedentemente accordato dall'Arcivescovo di Lingayen-Dagupan all'attuale "catechista itinerante" [neocatecumenale] di insegnare la fede cattolica entro i confini di questa giurisdizione ecclesiastica.

Delegato episcopale
Per dare corso alle sopramenzionate direttive, nomino PADRE MARIO DOMINIC SANCHEZ come mio delegato episcopale per le comunità Neocatecumenali nell'Arcidiocesi di Lingayen-Dagupan.

Il delegato episcopale è incaricato delle seguenti particolari funzioni: 1) implementazione della stretta osservanza delle direttive contenute in questo comunicato con la facoltà di imporre punizioni canoniche in nome dell'Arcivescovo quando pastoralmente necessarie; 2) supervisione di tutte le "convivenze" del Cammino Neocatecumenale tenute in questa giurisdizione ecclesiastica e verifica della regolarità delle confessioni tra i suoi membri, in conformità all'articolo 14 n. 1 degli Statuti; 3) estensione della cura pastorale e della carità a coloro che hanno smesso di partecipare agli incontri del Cammino a causa della scandalosa condotta dei leader locali in passato e stabilire attenzione pastorale ai membri malati e anziani che sono stati ritenuti non meritevoli di "fare il Cammino".

Il delegato episcopale è anche incaricato di verificare che la maniera di interrogare durante gli scrutini dei membri sia in accordo con la disciplina approvata dalla Chiesa, rispettando il diritto alla privacy e fatta entro i limiti della carità cristiana. Infine, gli chiedo di ispezionare la contabilità e l'amministrazione delle donazioni economiche fatte dai fedeli cattolici alle comunità e di farmene rapporto ogni tre mesi.

Ammonizione finale ed appello
Colgo l'occasione per riaffermare la mia convinzione che il Cammino Neocatecumenale, con il suo obiettivo di portare la gente alla comunione fraterna e alla maturità della fede attraverso il tripode di "Parola-Liturgia-Comunità", è un dono dello Spirito Santo alla Chiesa e alla società del nostro tempo.

Come tutti i doni, si deve aver cura del Cammino Neocatecumenale e proteggerlo dagli effetti del peccato originale che è in noi. Va difeso contro l'orgoglio e l'arroganza dei suoi leader. Coloro che seguono il Cammino non devono mai mancare di carità o deviare dalla via della verità.

La carità pastorale per i fedeli cattolici membri di tali comunità mi ha costretto a prendere queste decisioni per garantire la stabilità della nostra fede e la purezza dell'insegnamento che i fedeli hanno diritto di ricevere.

Mi sia consentito di concludere con queste parole della Sacra Scrittura: "Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce" (1 Pietro 5:1-4).

La pace sia con tutti voi! Amen!

Dalla Cattedrale di San Giovanni Evangelista, Dagupan City, 3 maggio 2010.

+ SOCRATES B. VILLEGAS, DD
Arcivescovo di Lingayen-Dagupan

(nostra traduzione dal sito web ufficiale dell'arcidiocesi di Lingayen-Dagupan, alcune evidenziazioni nostre)

(aggiornamento giugno 2011: Filippine: il Cammino è ancora da correggere)

(aggiornamento gennaio 2012: Filippine: Arcivescovo proibisce nuove iniziative del Cammino)


original English statements:
* May 2010
* June 2011
* December 2011

41 commenti:

by Tripudio ha detto...

In ogni parte del mondo, dal 1964 ad oggi, il Cammino riesce a sbagliare sempre allo stesso modo, manifestando come al solito l'orgoglio, l'arroganza, l'ignoranza dei suoi leader - a cominciare evidentemente dai fondatori...

Nessuna sorpresa per noi, che di testimonianze del genere ne abbiamo viste tantissime e da ogni parte del mondo - a cominciare, per esempio, da mons. Bommarito, che lamentò pressoché le stesse cose dieci anni fa.

mic ha detto...

Grazie Tripudio, sembra una delle nostre critiche (per le quali siamo stati ripetutamente tacciati da astiosi falsari) che però ha, in più, i provvedimenti neccessari da parte dell'Autorità competente e responsabile... (piccolo esempio di quel che dovrebbe accadere ovunque)

Gli stessi provvedimenti, perlatro, che erano stati adottati dai vescovi giapponesi (molti anni fa adottati in Inghilterra dal vescovo Hume)!

A questo riguardo, mi vengono spontaneee due osservzioni:

1. il provvedimento risale al maggio 2006. A novembre c'è stata la visita ad limina dal Papa e nessuno sembra aver costretto l'arcivescovo a rimangiarselo (a meno che non ne sia stata omessa la notizia)

2. le Filippine fanno meno scalpore del Giappone perché sono notoriamente più povere e, quindi, si può anche incassare un rifiuto?

Stefano78 ha detto...

Vedete quli possibilità dà l'USO DELLO STATUTO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE?

Così come nella Diocesi di Taranto è stato usato lo Statuto del Cammino NEocatecumenale per cercare di INTEGRARE il CnC, anche nelle Filippine è usato lo STATUTO DEL CNC per cercare di INTEGRARE il CnC! Anche in altre parti del mondo, dopo l'approvazione definitiva, i Vescovi che VOGLIONO possono usare lo Statuto del CnC COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE!

Lo Stesso dicasi per il discorso del Papa del 2009, che tanto sconcerto suscitò in queste pagine. E' stato letto proprio nel modo in cui si deve leggere: per correggere il CnC.

Le correzioni al CnC possono essere attuate proprio GRAZIE a ciò che lo fa esistere: gli STATUTI e le NORME a lui dirette.

Avete letto come si insista sul fatto che il CnC è un MOVIMENTO, proprio come dice lo Statuto?

La peculiarità di questa diocesi è che ha attuato quello che nel resto del mondo non si attua: la disciplina.

Stefano78 ha detto...

Il discorso che facevamo precedentemente torna.

A prescindere dalle indubbie anomalie che precedono l'approvazione degli stauti, a prescindere dai voli pindarici di Kiko che definisce il Cammino come più lo aggrada, con l'aiuto di chi lo appoggia, c'è un elemente che non può essere sottovalutato: il CnC "legale" DEVE essere inserito nel Diritto UNIVERSALE e non può uscirvi!

Quindi DEVE obbedire al Diritto UNIVERSALE come TUTTI i fedeli della Chiesa! Il che significa che ciò che lo riguarda, norme e statuti, DEVE inserirsi in questo diritto, pena il suicidio!

Poi c'è chi questi strumenti li VUOLE usare e chi no. E così li "interpreta", anche grazie a delle genericità che non aiutano la chiarezza.

Stefano78 ha detto...

il provvedimento risale al maggio 2006. A novembre c'è stata la visita ad limina dal Papa e nessuno sembra aver costretto l'arcivescovo a rimangiarselo (a meno che non ne sia stata omessa la notizia)



Bisogna vedere se in Giappone c'è stata davvero unanimità.

Perchè sembrano aggrapaprsi alla non unanimità della decisione.

Stefano78 ha detto...

Da scolpire a caratteri di fuoco:

"Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici aveva offerto tre linee guida per le comunità Neocatecumenali nel presentare l'approvazione del movimento da parte della Santa Sede: obbedienza ai vescovi, riconoscimento del ruolo dei sacerdoti e fedeltà ai libri liturgici della Chiesa"

mic ha detto...

l'avevamo ricordato anche noi, del resto è quel che aveva raccomandato il Papa ai movimenti; ma quando mai è stato applicato?

Chi è che la fa applicare? Quanti vescovi sono 'liberi' come quello filippino e i giapponesi?

A proposito dei vescovi giapponesi, non mi pare che non ci fosse unanimità, dal momento che provvedimenti analoghi e quello del vascovo delle filippine risultano adottati diocesi per diocesi... forse adesso l'uninimità potrà risultare 'spezzata' dalle pressioni e dalle 'trattative' che sono tuttora in atto.

Ieri, a questo proposito, mi veniva in mente l'esortazione di Gesù ai suoi Apostoli, cito a memoria:
"se c'è una casa che non vi accoglie scrollatevi la polvere dai calzari e andate oltre..." non diceva a nessuno di imporsi con strategie né in altro modo, perché il Signore rispetta sommamente la libertà di ogni uomo ed è proprio la libertà che è coartata nel cammino nc

Stefano78 ha detto...

non diceva a nessuno di imporsi con strategie né in altro modo, perché il Signore rispetta sommamente la libertà di ogni uomo ed è proprio la libertà che è coartata nel cammino nc



Questo non si discute. E' al fondo dei problemi creati in questo e in altri casi.

Tra l'altro il Signore comandava anche di non predicare una dottrina diversa da quella della Tradizione (tramandata)...

by Tripudio ha detto...

Il provvedimento dell'arcivescovo Villegas che abbiamo riportato qui sul blog era datato 3 maggio 2010, cioè appena otto mesi dopo l'inizio del suo ministero episcopale.

Dal punto di vista formale è ineccepibile, perché impone ai neocat di obbedire allo statuto neocat... e stabilisce di prendersi cura dei fuoriusciti e degli esclusi dal Cammino.

Gli elogi "di circostanza" al Cammino servono unicamente a dimostrare che l'arcivescovo non è un "Faraone" nemico dei Neocatecumenali.

Ma la cosa più impressionante è che l'arcivescovo dice praticamente le stesse cose che diciamo noi da sempre.


Qualche nota biografica su monsignor Socrates Buenaventura Villegas:

- ha cinquant'anni (è nato nel 1960), sacerdote dal 1985, vescovo dal 2001

- il suo motto episcopale è semplicemente "Pax"

- è presidente dell'Accademia Mariana dell'Asia-Oceania (Asia-Oceania Mariological Society)

- nel settembre 2009 succede all'arcivescovo Oscar V. Cruz, dimessosi per limiti di età.

Francesco ha detto...

Un esempio concreto di quella luminosa chiarezza e di quella "patientia" apostolica e pastorale che ha animato prima di questo tanti altri vescovi ( anche italiani) tra cui, mi permetto di ricordare, Mons. Benigno Papa, arcivescovo di Taranto.
E,se è vero che ogni vescovo parla a nome dell'intera Ecclesia,...... sono sicuramente smentiti i 154 vescovi fanatici e i 9 cardinali incitati alla sedizione contro Santa Romana Chiesa, organizzata fin nei minimi particolari da Arguello alla Domus Galilaeae nei primi mesi del 2008 per lanciare un ultimatum al Papa circa l'approvazione definitiva dello Statuto Neocatecumenale.

Caro Stefano, perdonami, ma non è lo Statuto neocatecumenale la panacea per sanare i mali del Cammino, perchè tale statuto è nato dal e sul compromesso ed è un involucro vuoto, in quanto fa esplicito rinvio ad un direttorio catechetico mai pubblicato, dunque incontrollato e incontrollabile!

by Tripudio ha detto...

In effetti non appena si vuole applicare lo Statuto Neocatecumenale... si finisce per snaturare il Cammino Neocatecumenale.

L'arcivescovo Villegas non si è inventato niente.

Utilizzando lo Statuto Neocatecumenale ha di fatto impedito ai "catechisti" neocat (che sono celebri nel mondo per la loro mancanza di carità e per la loro ignoranza del catechismo) di propagandare le dottrine kikiane.

E in virtù del potere datogli dallo Statuto stesso, ha stabilito che per un anno il Cammino non potrà cooptare nuovi adepti.

Quanto e come questo verrà rispettato, è ancora da vedere.

Ma le decisioni di mons. Villegas sono un segnale innegabilmente positivo.

Dobbiamo inoltre notare che l'arcivescovo ha confermato la veridicità della testimonianza di Augusto Faustini, quella che i neocat hanno per molti anni tentato miseramente di maledire e di ignorare, insinuando che un "fuoriuscito" non poteva essere ascoltato come voce affidabile e che al più si poteva pensare all'errore di qualche singolo catechista.

Un arcivescovo dall'altra parte del mondo, nel parlare ai neocatecumenali, ha confermato quella testimonianza. Cosa dobbiamo pensare?

E cosa dobbiamo pensare di tutte le testimonianze raccolte da noi?

E di tutte quelle ancor più circostanziate e documentate raccolte da padre Zoffoli e da altri?

mic ha detto...

Così si esprime sulla vicenda del Giappone AsiaNews:

"Le tensioni fra il Cammino e molti vescovi giapponesi risalgono a diversi anni fa. I prelati affermano che lo stile con cui i membri del Cammino vivono in Giappone non si incultura nella cultura giapponese e non è compatibile con la Chiesa locale; hanno uno stile “settario” e le piccole comunità neocatecumenali creano “divisioni” nelle parrocchie, ecc..

Membri del Cammino fanno notare che la Chiesa giapponese sottolinea molto il dialogo con le culture e con le religioni, ma poco l’annuncio esplicito del cristianesimo. [come se i neocat annunciassero il cristianesimo e non il kikianesimo giudeo-luterano-gnostico]

Per sostenere di più l’evangelizzazione e l’annuncio, il Cammino aveva fondato un seminario Redemptoris Mater a Takamatsu. Nel 2009 la conferenza episcopale è riuscita ad allontanare il seminario, che è stato trasferito a Roma, insieme all’attuale rettore, mons. Peter Hirayama, vescovo emerito di Oita, grande estimatore del Cammino."[informazione inesatta: il seminario era stato chiuso dalla C.E. giapponese d'intesa col Papa, ma un giorno prima trsferito a Roma per iniziativa dlela Segreteria di Stato]

Al raduno è stato deciso che il dialogo fra vescovi giapponesi e Cammino avvenga con l’aiuto di un delegato che “ami il Cammino e rispetti i problemi dei vescovi”.[nel frattempo pare che i problemi dei vescovi siano stati bellamente bypassati]. Si è precisato anche ogni vescovo, darà consigli al Cammino di come procedere nella propria diocesi, evitando indicazioni generali della conferenza episcopale"

Tutto come da copione ultraquarantennale: si parte dai "grandi estimatori del cammino", per 'rompere' la compattezza (finora integra) della conferenza episcopale ed ora il "divide et impera" ha già posto in essere le "pressioni" e le "trattative" non immuni da "strategie economiche e/o altro" nei confronti di ogni singolo vescovo..., con qualcuno riusciranno pure a far breccia... ed ecco che il cammino riparte in Giappone, mercato certamente più esteso e appetibile di quello delle Filippine...

by Tripudio ha detto...

Cari amici,

solo ora mi accorgo del tragicomico travaso di bile di un neocatecumenale "teologico" (così si fa definire).

Il suo più alto argomentare suona così:

- l'arcivescovo dice che i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali sono ignoranti

- ma il Direttorio sarebbe stato già approvato da tempo

- per cui l'arcivescovo avrebbe torto e sarebbe pieno di pregiudizi.

Quiz: di quale fallacia si tratta?

Risposta esatta! Ad ignorantiam!

Nella seconda parte del suo sillogismo presume senza essere capace di dimostrarlo (ed esclusivamente a suo vantaggio, e comunque contro ogni ragionevole indizio accumulato fino ad oggi) che i cosiddetti "catechisti" seguano alla lettera il Direttorio (della cui approvazione non esiste altra traccia che nella loro propaganda). Esilarante!


Vediamo un altro esempio:

- l'arcivescovo dice che i cosiddetti "catechisti" neocat interpretano la Bibbia in modo fondamentalista

- ma se lo dice, allora è per pregiudizio e antipatia

- altrimenti si esige che l'arcivescovo indichi con esattezza quali parole e quali episodi e quali persone gli abbiano dato tale impressione.


Quiz: di quale fallacia si tratta?

Risposta esatta! Ad hominem e ad judicium!

Infatti: dapprima nega che il vescovo possa aver detto quelle cose in base ad un motivo ragionevole, e subito dopo pretende che gli si presenti formalmente (per giudicarla da solo) la montagna di eventi e parole che hanno convinto il vescovo a formulare legittimamente quel giudizio e a trarre legittimamente quelle conclusioni.


Subito dopo il neocatecumenale, nel furore dell'ira, si lascia andare alla solita noiosa invettiva:

- la Santa Sede ha "approvato"

- dunque un singolo arcivescovo non può mettersi contro la Santa Sede

- perciò sarebbe evidente che l'arcivescovo è dispotico e conosce poco il Cammino.

Quiz: di quale fallacia si tratta?

Risposta esatta! Ad hominem e ad auctoritatem!

Come al solito i neocatecumenali lanciano insulti furiosi e giudizi temerari (toh, che novità), forzando il significato dell'approvazione nel divieto di criticare in qualsiasi modo il Cammino.


Ma il momento più spassoso e più veritiero è quando il figuro di cui sopra dice che le decisioni dell'arcivescovo vanno nella direzione opposta al Cammino... proprio ciò che scrivevo io stesso poco fa!

Proprio ciò che abbiamo sempre detto! Il Cammino, per normalizzarsi, per diventare cattolico, deve procedere in direzione opposta, sostituendo le dottrine kikiane-carmeniane con il Catechismo, sostituendo le risonanze e monizioni con la recita del rosario, sostituendo l'esclusivismo con l'integrazione nella parrocchia, eccetera, eccetera, eccetera e... diventando trasparente nella gestione economica!

Freedom ha detto...

Scusate,
ho postato per sbaglio un thread del mio blog su l'Osservatorio. L'ho cancellato ma credo che su i blog followers risulti ancora il mio thread, potete rimediare voi, io non ci riesco. Grazie e scusate di nuovo.

by Tripudio ha detto...

Le risate continuano...

Il figuro che citavo poco più sopra in questa stessa pagina inveisce ancora: non sarà fermando il Cammino che lo si renderà più disponibile alla comunione ecclesiale!

Questa è davvero interessante. Il nostro caro amico neocatecumenale sta dicendo che per evitare che un drogato si droghi... non bisogna togliergli la droga.

Sta dicendo che il Cammino si apre alla comunione ecclesiale soltanto se nessuno lo ostacola. Sembra proprio una minaccia mafiosa...


Ma più vado avanti e più le invettive neocatecumenali diventano comiche: un attimo dopo dice che il divieto di accogliere nuovi adepti del Cammino corrisponderebbe nientemeno che al divieto di annunciare Gesù, contro il quale utilizza una citazione di san Paolo.

Sì, sì, avete capito bene: vietare al Cammino di fare nuovi adepti sarebbe contrario alle Sacre Scritture! Che umorismo!

Infine, come pennellata finale, c'è la solita affermazione che i vescovi non devono fare nulla che non abbia il pieno consenso dei fondatori del Cammino.

In parole povere ci sta dicendo che per i neocatecumenali vale più Kiko che la gerarchia cattolica.

E invocando un "intervento del Papa" contro tale arcivescovo, il neocatecumenale dimostra che per loro il Papa sarebbe solo uno strumento per far andare avanti Kiko, Carmen e il Cammino.

Della serie: più chiari di così...

mic ha detto...

Caro Tripudio,
tutte le evidenti fallacie che con logica adamantina hai messo in luce con efficacia, purtroppo non scalfiscono di una virgola i nostri falsari, ma sono certa toccheranno quanti ancora riescono a servirsi dell'uso di ragione, prima ancora che della Fede in nostro Signore!
Del resto Fede e Ragione sono le due "ali" della vera Conoscenza, che non si dà difettando l'una o l'altra e allora si cade nel razionalismo materialista che porta all'ateismo oppure le alternative sono altre: il fideismo disincarnato o il fanatismo ideologico o l'idolatria.
Nel frattempo, è interessante la lettura idolatra - ora molto scoperta - che gli stessi falsari fanno del "caso" Filippine, che evidentemente non conoscevano...
adesso vedrete che il Santo Padre dovrà intervenire anche per questo (!?)

mic ha detto...

Caro Tripudio,
devo ancora una volta notare che le affermazioni che tu giustamente insrisci in un contesto di "comiche" e di "umorismo", quando non si cade nella "minaccia mafiosa", non sono il linguaggio di un "figuro" isolato, ma rappresentano le convinzioni della quasi totalità degli adepti, compresi quelli più acculturati...

è interessante una testimonianza di Elisa (che non ho ancora ringraziato: lo faccio ora, di cuore) nel thread precedente, dalla quale, appena possibile, potremo ripartire dandole visibilità ed approfondendo la questione partendo da lì

Alessio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
by Tripudio ha detto...

Cos'è questo sostantivo singolare? "Chi è il catechista?"

In verità, l'arcivescovo si lamenta dei leaders (al plurale).

Non è stato soltanto il cosiddetto "catechista itinerante" a mostrare ignoranza e mancanza di carità.

mic ha detto...

e sulla "punizione" del rosario (mi costringessero a me a dire il rosario tutti i giorni mi metterei a piangere dalla gioia)

Grazie della segnalazione e della collaborazione...

occorre tuttavia fare attenzione alle fonti: se sono fonti neocat, sappiamo quanto l'informazione arrivi distorta (devi scusarmi, ma sai quanto questo sia frutto di esperienza, anzi di più di una esperienza e non di illazioni)

sul fatto che tu, invitato a dire il rosario, pianga dalla gioia non lo metto assolutamente in dubbio.

Ti invito tuttavia a considerare quanti neocat, dopo aver sentito criticare per anni il rosario nella sua ripetitività e persino sminuito e disprezzato nei confronti della Parola (l'ultimo esempio è di un parroco romano nei confronti di una fedele invitata sprezzantemente a leggere la Scrittura invece che sgranare rosari; ricordo anche quello del parroco neocat di un paesino abruzzese segnalatoci la scorsa estate), possano reagire con lo stesso favore.

Riconosco anch'io che, se non si è mossi da profonda fede, il rosario può apparire più ripetitivo e meno 'fruttuoso' e stimolante (specie se ci si basa sul 'gusto' personale piuttosto che sul valore intrinseco della Devozione)...

Perciò, cerchiamo di fare i dovuti ed obiettivi distinguo, andiamo avanti e vedremo

mic ha detto...

In verità, l'arcivescovo si lamenta dei leaders (al plurale).

non solo, ma usa termini forti contro la scandalosa condotta dei leader locali in passato e stabilire attenzione pastorale ai membri malati e anziani che sono stati ritenuti non meritevoli di "fare il Cammino". (finalmente un'attenzione pastorale ai comportamenti scorretti dei neocat e alla situazione dei fuoriusciti o dei "non ammessi" a "fare" il cammino perché malati e anziani?

mentre nell'"Ammonizione finale ed appello" afferma che il cammino Va difeso contro l'orgoglio e l'arroganza dei suoi leader

quindi non si tratta del problema di "un catechista", ma dell'intera impostazione (vedere i rilevi sulla impreparazione di chi insegna e sull'interpretazione fondamentalista della Parola)

mi pare che nel discorso, articolato e complesso, c'entrino tutti i nostri rilievi di sempre e non ci sia nessuna debacle occasionale, ma chiaramente strutturale, se si è arrivati alla moratoria con quella serie di motivazioni e anche di provvedimenti (non escluso il controllo sull'amministrazione patrimoniale; moratoria che è un provvedimento SERIO e che deve far riflettere non poco...

mic ha detto...

non vi stupite se ho cancellato un post di Alessio con la mia risposta e se non passerò altri suoi post, che sono una evidente presa per i fondelli...

mic ha detto...

... e non sono arrabbiata, come sostiene nell'ultimo post, sono semplicemente 'schifata' della cecità e anche dei metodi di comunicazione e delle contorsioni mentali neocat

Emma ha detto...

Una piccola osservazione, vedo che tutti gli organi di stampa che hanno ripreso la notizia del cnc che può continuare in Giappone, Zenit, Asianews e perfino il blog di Raffaella, lo hanno fatto riprendendo nei titoli la versione del portavoce neocat, strano del resto che sul blog di Raffaella non ci sia, come al solito, possibilità di commentare.
Nessun approfondimento, nessuna domanda ai vescovi giapponesi, solo e unicamente una tribuna offerta al cnc.
Non abbiamo nessuna versione della Santa Sede.
Abbiamo avuto una frase molto vaga per l`udienza con il Papa: "riceve vescovi gapponesi" e nessun comunicato in seguito, molto strano per un incontro che è durato più di due ore!
Bisogna vederne la conferma, ahinoi, che la coalizione del silenzio sul cammino nc continua come prima e meglio di prima?

aleCT ha detto...

@ Emma
L'ho fatto notare alla diretta interessata. Mi ha risposto che ha fatto la cosa di fetta e non se ne era accorta. Provvederà immantinente

Stefano78 ha detto...

Emma.

Verosimilmente la linea dela Santa Sede sarà quella di cercare una soluzione Mediata che tenga conto di entrambi i "desiderata". Certo la cosa stupisce un poco, perchè bisognerebbe tener conto della realtà vera e basta, ovviamente con le dvute cautele e con i dovuti modi.

Ma la realtà è che gli associati al CnC e il CnC in genere hanno speso molto, moltissimo, si di se stessi che a livello dello sforzo economico delle comunità per impiantarsi in Giappone.

Quindi era impensabile credere che si sarebbe cessato il CnC E BASATA.

Questo sarà un passo verso quella sperata integrazione che a questo punto non potrà non avvenire, proprio a causa di questa crisi.

Speriamo che così sarà, e che la soluzione sia relmante mediata (tale da considerare tutte le situazioni arrivando alla decisione di attuare solo quelle GIUSTE).

mic ha detto...

Cara Emma,
la tua giusta osservazione mi induce un altro pensiero.

Mi meraviglio come in tanti blog e Forum cattolici ci siano pochi interventi di cattolici sul cammino, come se i problemi che lo stesso pone non riguardino TUTTA la Chiesa.

Ma esiste un altro fenomeno inquietante: molti Forum, una volta rigorosamente cattolici, sono stati da loro colonizzati (come le maggiori agenzia di stampa cattoliche e la stessa radio Vaticana, per non parlare dei posti-chiave della Curia); altri, anche legati alla Tradizione, dimostramo uno 'strano' timore reverenziale o paura di grane inevitabili o non saprei cos'altro.

Mi riferisco, ad esempio, alla chiusura previa del dibattito quando si parla di neocat sul meritevole, per molti versi, Blog di Raffaella...

mic ha detto...

Ma la realtà è che gli associati al CnC e il CnC in genere hanno speso molto, moltissimo, si di se stessi che a livello dello sforzo economico delle comunità per impiantarsi in Giappone.

sforzo ECONOMICO????
conta più Cristo o mammona?

mic ha detto...

dice Alect, che ne sa qualcosa di Forum colonizzati dai nc...

@ Emma
L'ho fatto notare alla diretta interessata. Mi ha risposto che ha fatto la cosa di fetta e non se ne era accorta. Provvederà immantinente


cara Alect,

curioso che la fretta abbia influito, guarda caso, solo sugli unici due recenti post riguardanti il cammino...

se poi pensi al ritmo con cui si susseguono i post di Raffaella, puoi ben capire di quanto una possibilità di intervento ora sia pressocchè inutile, dal momento che i relativi articoli sono praticamente sommersi.

un conto è poter intervenire tempestivamente: qualcuno che legge c'è sempre, un conto andarsi a pescare ora (impensabile) quegli articoli...

speriamo che il tuo intervento sia servito per il futuro

aleCT ha detto...

Vado un pò a memoria..
Il blog di Raffaella lo guardo tutti i giorni e qualche altra volta mi è capitato di vedere post con solo link diretti che con il cammino non avevano nulla a che fare..

Questo lo dico per la precisione :-)

Francesco ha detto...

Caro Stefano,
se non conoscessi il tuo candore e la tua onestà intellettuale, sarei quasi portato a pensare che tu a volte hai voglia di scherzare.
Intanto le comunità neocatecumenali non hanno affrontato sforzo alcuno per colonizzare il Giappone, tant'è vero che sono entrati in urto con la gerarchia ecclesiastica locale ANCHE per il loro desiderio onnivoro di disporre di tutte le strutture ecclesiastiche ivi esistenti.
Aggiungo che tu sai benissimo che là dove insorge il Cammino contro la Chiesa "regolare" non si va quasi mai a "mediazioni", ma solo ed unicamente a vili compromessi.
La vicenda dello Statuto e lo statuto medesimo ne sono esempi più che probanti.

Stefano78 ha detto...

sforzo ECONOMICO????
conta più Cristo o mammona?


Mic hai letto cosa ho scritto?

Stefano78 ha detto...

Francesco e Mic, anche se di fretta credo che si capisca cosa ho scritto.

Hi scritto dello sforzo sia riguardo le persone (i loro sacrifici) sia riguardo le spese che hanno dovuto sostenere le COMUNITA' (leggasi gli ASSOCIATI) per perorare l'impianto del Cammino in Giappone.

Sono sforzi concreti, che chiunque di noi dovesse sopportare, avendo nozione che è sempre tutto "approvato alla grande", e che ad un certo punto non lo è più (ovvio che questo non è vero, ma tanto è!), un minimo di "malcontento" lo avrebbe. Proprio CONTRO i Vescovi e contro la Chiesa che in realtà ha servito solo di nome.

Si aggiungerebbe a caos altro caos, in questa specifica situazione, perchè i quadri del CnC NON VOGLIONO OBBEDIRE. Per cui le cose sono due: o un aut aut, o una soluzione mediata che tenga conto della possibiltà di provare un'integrazione. A questo punto, questa crisi, nel secondo caso, costituisce un precedente e per il prosieguo non potranno esserci "scuse" (almeno formalmente, perchè praticamente le scuse le mettono sempre. Ma è un altro discorso)

mic ha detto...

qualche altra volta mi è capitato di vedere post con solo link diretti che con il cammino non avevano nulla a che fare..

OK, Alect, a me non era mai capitato

mic ha detto...

Stefano,
comprendo che la situazione è quanto di più ingarbugliato non si potrebbe e riesce difficile accettare tanto male e tanto inganno

non so cosa dirti in questo momento, so solo che avverto tutta la nostra impotenza, ma non è questa che mi fa male, è la situazione terribile e la morsa che sembra attanagliare sempre di più i gangli vitali della Chiesa.

Non vorrei fare la drammatica, ma davvero temo tra non molto non ci resterà che pregare... poi penso che il Signore mi dice e ci dice: "Non temere, continua ad aver Fede..." ed è solo così e solo per questo che andiamo avanti

Emma ha detto...

Raffaella fa un prezioso lavoro al servizio del Santo Padre, ci mette tutta la sua competenza, passione e il suo affetto per Benedetto XVI.
Per chi conosce il cammino neocatecumenale, per averlo fatto, per avere famigliari o amici che lo fanno o lo hanno fatto e ne sono usciti, per chi si trova quel movimento nella parrocchia ed è confrontato alla sua arroganza e prepotenza, per chi è consapevole di tutte le anomalie sconcertanti cheil cnc ha portato nella Chiesa, per chi vede l`assoluta discrezione che lo circonda, per chi sa che grazie ai suoi potenti amici è riuscito perfino a vanificare la volontà di Benedetto XVI, dopo avergli disobbedito, per chi sa che i richiami del Papa cadono nel vuoto e sono ignorati, per chi sa tutto ciò ogni manifestazione che può sembrare la conferma del potere occulto di cui dispone il cammino neocat, come i comunicati sulla situazione in Giappone che danno la sola versione neocat, risveglia la sgradevolissima impressione di sentirsi impotenti e inascoltati da chi ci guida.
Un`impressione che è in realtà una certezza.
Ma se le nostre voci forse non arrivano ai responsabili della Chiesa, o se arrivano sono censurate, cestinate, ignorate , arrivano ai piccoli, ai semplici, ai nostri fratelli di fede, a chi come noi è sconcertato e non capisce certi silenzi, parole o gesti.

by Tripudio ha detto...

Sì, anch'io ho notato in vari blog e forum quello strano "timore reverenziale" nei confronti dei neocat.

L'ho sempre attribuito alla propaganda neocatecumenale, cioè alla vittoria dello slogan "siamo approvati, dunque nessuno ci deve criticare".

Un intervento come quello dell'arcivescovo Villegas smentisce clamorosamente quello slogan e ci riporta alla realtà dei fatti.

Emma ha detto...

È evidente byTripudio che chi fa della sua sincera, totale e incondizionale fiducia nel Papa, in qualsiasi cosa egli faccia, dica o non dica, un`assoluta priorità, non manifesterà mai, pubblicamente, il benchè minimo segno di un`eventuale incomprensione.
E questo anche se ha talvolta qualche dubbio o incomprensione, anche se le domande esistono.
Preferirà il silenzio che sarà il suo modo di manifestare un`eventuale incomprensione.
Di questa assoluta e incondizionale lealtà c`è chi ne approffitta.
È anche, ma non solo, grazie ad essa che i neocatecumenali possono imporsi e imporre i loro slogan famosi: "siamo approvati", "il Papa ci ha approvati", " il Papa ci ama, ci ama talmente che ci manda ad evangelizzare", sanno, facendolo, che non incontreranno opposizione, sanno che quelle frasi avranno come effetto di zittire ogni domanda, ogni eventuale critica.
È triste e grave ma è così.

È grave perchè se le persone che amano incondizionalmente il Papa, ed io sono fra di loro, si informassero, saprebbero quanto e come i neocatecumenali dietro la facciata ipocrita e luccicante dei loro slogan in realtà obbediscono SOLO ad una persona, Kiko Arguello.
Saprebbero che obbediscono al Papa e ai vescovi SOLO se non si oppongono al cammino nc.
E, sapendolo, non si lascerebbero zittire, non aderirebbero a quel pesante silenzio che DEVE regnare sulle prassi neocatecumenali.
Non lasciandosi manipolare, non farebbero che manifestare ancora una volta la loro fedeltà al Papa,non farebbero che ricordare a chi li ignora e li vanifica i richiami del Papa, la volontà del Papa.
Anche questa è una forma di amore e lealtà verso il Papa.

jonathan ha detto...

Dice Stefano
la linea dela Santa Sede sarà quella di cercare una soluzione Mediata

La soluzione scelta per le Filippine avrebbe potuto andar bene anche in Giappone, dove i problemi, come ovunque, sono analoghi, verosimilmente. Anche quella, mi sembra, è una soluzione ‘mediata’: ‘salva’ il cammino dalla sospensione, ma lo corregge anche, imponendo delle direttive necessarie se si vuole questa benedetta integrazione. Perché no? Perché tanta prudenza in Giappone? Si rimanda a un ulteriore dialogo tra le parti che certamente porterà ancora sofferenza e travagli d’ogni genere. Chi ci guadagna? Forse la fede dei semplici, che tanto spesso viene chiamata in causa a giustificare mollezze incredibili? O la buona fede dei camminanti? Ma quando mai: è proprio quella invece che ne resta disorientata, finiranno per credere che l’autorità del Vescovo incontra un vistoso limite in quella di Kiko e company. Il solo a guadagnarci è proprio il cn che adesso avrà un pretesto in più alla propria disobbedienza. E useranno il Papa dicendo che è sceso in campo per loro, cosa terribilmente ripugnante oltre che inesatta.

jonathan ha detto...

E intanto passa e si rafforza l’idea che il cn è una realtà perfettamente in linea con la chiesa post-conciliare, che è un’idea zeppa di insidie oltre che sbagliata. Cosa sia poi questa chiesa non si sa, la sola cosa chiara è il ‘post’ . Una chiesa biforcuta che si sdoppia e dice e smentisce nello stesso tempo.

Ma per favore, voi che siete lì in prima linea, con l’autorevolezza della vostra fede onesta e coraggiosa, vi prego ditelo e ripetetelo con forza che la Chiesa di Gesù Cristo Signore è una, che il suo 'tripode' è Tradizione-Scrittura-Magistero e che tutto il resto è gramigna, solo gramigna. E’ pula che prima o poi il Vento disperderà. Nel cn la Tradizione è azzerata, schiacciata, sporcata, tradita. E fuori dalla Tradizione non c’è Chiesa, perché su di essa si fonda, fuori dalla Tradizione non c’è salvezza. E forse è proprio la Tradizione autentica e pura ad esser diventata un Araba Fenice in questo libertinaggio dottrinale e liturgico che dilaga.

Anonimo ha detto...

è molto difficile quando un marito segue questo Cammino e la moglie no, anche per mancanza di tempo, per non trascurare i figli..io ho a che fare purtroppo con questa realtà, spero che mia figlia si tenga lontano, i gruppi chiusi e che pensano di essere migliori degli altri mi stanno davvero antipatici.....spero che questo fenomeno col tempo si attenui, a casa nostra non ha fatto del bene...la rigidità non porta mai cose buone.si prendon troppo sul serio, e non so se se ne accorgono.