venerdì 14 gennaio 2011

Neoatecumenali: "truppe cammellate" che molti vescovi esibiscono al momento opportuno

Pubblichiamo lo stralcio di un articolo (via Raffaella blog) che evidenzia le stesse nostre riserve sul Cammino nc, con alcune nostre chiose in caratteri verdi. Ovviamente l'articolo non fa accenno alla "Dottrina" che è il nostro cavallo di battaglia di cattolici che difendono e diffondono la propria Fede, ma mette in luce con molta esattezza gli effetti e le conseguenze più rimarchevoli del suo indubbio aspetto settario, aggressivo e strumentale ai propri inderogabili obiettivi, che non coincidono con quelli della Chiesa, ma risultano confacenti ad una politica dell'«apparire» propria di certa parte della Gerarchia. Esso fa da controaltare ai prezzolati - e chiaramente rispondenti a strategie di marketing - altisonanti articoli del "Corriere" e dei giornali spagnoli usciti in concomitanza dell'udienza del Papa ai vescovi giapponesi...
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Il protagonismo dei “cattolici di professione” - Paolo d’Andrea su Il Secolo d’Italia del 13 gennaio 2011-01-14
Kiko Arguello. lo stile del fondatore del Cammino ha spesso messo in imbarazzo per il suo integralismo e per lo spirito settario
Il decennio appena avviato sarà un periodo chiave per chiarire il ruolo, il peso e il destino dei movimenti e delle aggregazioni carismatiche fiorite nella Chiesa durante la lunga stagione woytiliana. Le somme si tireranno alla fine. Ma a giudicare dall'abbrivio, la problematica dei movimenti ecclesiali torna a presentarsi come una quaestio disputata. Le ultime vicende controverse riguardano il cammino neocatecumenale. L'arrembante realtà iniziata dal pittore e musicista Kiko Arguello, da sempre al centro dei sentimenti contrastanti di apologeti e critici, ha ricevuto per la prima volta un avviso di sfratto da parte di un'intera chiesa nazionale, quella giapponese. [non conosce l'analogo provvedimento del vescovo delle Filippine]

Nei mesi scorsi i vescovi cattolici del Sol Levante avevano scritto al Vaticano chiedendo la totale sospensione per almeno cinque anni di tutte le attività pastorali e missionarie animate dai neocatecumenali in terra nipponica. La questione è stata presa in carico direttamente dal Papa che ha messo in atto un tentativo di conciliazione. Lo scorso 13 dicembre, in una riunione ad alti livelli tra i vertici vaticani, si è convenuto di non procedere con la sospensione invitando le parti ad un dialogo che aiuti il Cammino ad adottare uno stile che sia più in consonanza con i pastori.

Le critiche rivolte dai vescovi ai membri del cammino neocatecumenale non sono nuove: isolazionismo e spirito settario che fomenta divisioni all'interno delle parrocchie. Da pare neocatecumenale, la Conferenza episcopale nipponica, cresciuta sotto l'impronta dei gesuiti, viene più o meno vistosamente accusata di avere scarso spirito missionario e di rinunciare all'annuncio in partibus infidelium, esagerando le premure legate agli imprescindibili processi di inculturazione in un ambiente culturalmente e religiosamente complesso come quello giapponesi [mentre i neocat, per contro - ed è solo il minimo - vorrebbero imporre i canoni musicali del flamenco spagnolo degli irrinunciabili canti kikiani che sono una delle componenti del cammino che ne fanno - insieme a funzioni, prassi, simboli, dottrina e addirittura il rito, propri-, quello che esso è e da cui non schioda]. Sta di fatto che la richiesta di bando da un intero paese rappresenta un dato inedito nei pur travagliati rapporti tra gli apparati diocesani e i neocatecumenali. Soltanto l'esigua consistenza della cattolicità giapponese ha tolto risonanza mediatica ad un episodio di contrapposizione ecclesiale tutt'altro che trascurabile per i suoi risvolti ecclesiologici. Ma neanche in Spagna, terra d'origine del movimento neocatecumenale, i metodi dei "kikos" (li hanno soprannominati così ma a loro non piace) vengono risparmiati dalle critiche pubbliche dei detrattori. Josè Manuel Vidal, influente giornalista di questioni religiose, suo sito Religion Digital li ha presi di petto per aver monopolizzato l'annuale family day celebrato dalla Chiesa spagnola lo scorso 2 gennaio. Iniziata qualche anno fa con un chiaro atto "antagonista" nei confronti del governo socialista, la messa delle famiglie nella piazza madrilena di Colòn, ha dato modo a Kiko di accentuare il carattere di antemurale cristiano-familista che il suo movimento intende rappresentare nei confronti della penetrazione islamica in Europa [il fatto è che adesso il cammino cavalca strumentalmente anche questa]. A detta di Vidal, i cardinali spagnoli, pur di riempire la piazza, si sono dovuti affidare alle truppe neocatecumenali, e il cammino ha pagato anche i costi dell'iniziativa. Ma il "pedaggio che si sta pagando è che la messa di Colòn è diventata la "messa kika" delle famiglie". Una deriva che, a detta di Vidal, fa calare di anno in anno i consensi e le adesioni. [vedi nostre osservazioni sulla questione delle famiglie]

I bilanci in chiaroscuro non riguardano solo i neocatecumenali, ma l'intera galassia di movimenti e sigle […] [l'autore parla dei Legionari di Cristo, dell'Opus Dei, dei Focolarini. accenna a CL]. La continuità dei movimenti oltre la scomparsa terrena dei rispettivi fondatori, e le brillanti carriere ecclesiastiche di alcuni loro membri qualificati pongono domande a cui si potrà rispondere solo tra qualche anno: la germinazione carismatica di simili realtà può davvero essere imbrigliata in strutture e formule che ne garantiscano la perduranza? A volte, tale urgenza di sopravvivere oltre i rispettivi iniziatori rischia di realizzarsi come una sorta di imbalsamazione, sostenuta soprattutto dai durevoli interessi di "piccolo" potere delle nomenclature interne, o dalle ambizioni di qualche ecclesiastico in carriera in cerca di "truppe cammellate" da sfoggiare al momento opportuno.

Benedetto XVI, nel suo libro-intervista Luce del mondo, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, si mostra confortato dai nuovi germogli di vita cristiana anche lo Spirito fa spuntare ovunque, nella Chiesa, anche dove non sembrava esserci stata una semina "ad hoc". Ma racconta pure la sua amarezza per quelli che definisce i "cattolici per così dire di professione", che appaiono come funzionari d'apparato, con l'aggravante di porsi sempre con un complesso di supponente superiorità nei confronti dei cattolici generici, quelli da messa domenicale. […]

28 commenti:

Aloysius ha detto...

non stancatevi di parlare avanti e ancora avanti, ricordiamoci che
la chiesa non è una prigione: i paletti sono il dogma, la verità, e, molto dopo, il rispetto. Siamo liberi di porre domande intorno all’opinabile, non alla Rivelazione.

Francesco ha detto...

Condivido su tutta la linea: l'articolo è lucidamente pregno di contenuti e acuto per osservazioni e riflessioni.

mic ha detto...

Devo osservare che la tesi dell'articolista non è nuova.

Lo stesso Magister già nel 2003 scriveva:

"Il numero 3 del 2003 di "Concilium" esce in questi giorni con il titolo generale "Sette cattoliche?". È stato curato dall'italiano Alberto Melloni, storico del cristianesimo, e dall'ungherese Miklós Tomka, sociologo della religione.

E uno dei saggi pubblicati ha per titolo: "Cattolicesimo in via di settarizzazione? Una ipotesi vecchia per problemi nuovi". Ne è autore Luca Diotallevi, professore all´Università di Roma Tre e consulente per il "progetto culturale" della conferenza episcopale italiana.

Il problema messo a fuoco da Diotallevi è quello creato dai "movimenti": Opus Dei, Sant´Egidio, Comunione e liberazione, Legionari di Cristo, Rinnovamento nello Spirito, Cammino neocatecumenale, focolarini, eccetera. Fanno tutti capo al rispettivo fondatore e dirigente supremo, più che al vescovo del luogo. Come unico raccordo di Chiesa assumono il riferimento diretto al papa. In diversa misura presentano i connotati della setta. Il rischio è che trasformino la Chiesa cattolica in un giustapporsi di appartenenze incomunicanti tra loro: ciascun movimento con la sua liturgia, la sua disciplina, il suo sistema di autorità e di credenze."

Seguono i link dei documenti nei quali Magister parla anche dei neocat.

DEVO fare un'osservazione: è esatto dire che ciascun movimento presenti una sua disciplina, un suo sistema di autorità e di credenze, ma NESSUNO, come il cammino nc, ha prassi così particolari e coinvolgenti, catechesi così innovative e sincretistiche, ed è l'UNICO ad avere una sua liturgia che è stata capace di profanare perfino il NOM

mic ha detto...

ringrazio Alysious, che non incontro da molto, per il suo incoraggiamento e ne condivido le affermazioni

Aloysius ha detto...

è esatto dire che ciascun movimento presenti una sua disciplina, un suo sistema di autorità e di credenze, ma NESSUNO, come il cammino nc, ha prassi così particolari e coinvolgenti, catechesi così innovative e sincretistiche, ed è l'UNICO ad avere una sua liturgia che è stata capace di profanare perfino il NOM
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giusto!
il Cnc è anche l'unico che si sostituisce alla Chiesa e che si propone come Chiesa e non come "componente" ecclesiale.

persino gli ultimi articoli sul giappone, che ho seguito con molto interesse lo dimostrano con dichiarazioni deliranti

vi seguo da anni e vi leggo abbastanza spesso. Vi confermo tutta la mia solidarietà. per ognuno è duro confrontarsi con la "nuova" chiesa

Freedom ha detto...

Ottimo thread.
Purtroppo vado un po' di fretta (fortunatamente per lavoro). Volevo segnalare alla vostra attenzione l'ultimo thread di NON PRAEVALEBUNT che riporta un interessante ed inedito articolo di Don Marcello Stanzione su i neocat e l'ex blog partenopeo e un commento di cui ho verificato la fonte sul caso giapponese: http://www.agensir.it/pls/sir/v3_s2doc_b.rss?id_oggetto=208562.

Un saluto a tutti.

mic ha detto...

Agenzia SIR - "Il presidente della Conferenza episcopale del Giappone mons. Leo Jun Ikenaga, ha chiesto la collaborazione di sacerdoti e laici per affrontare alcuni "problemi" riscontrati con il Cammino Neocatecumenale, che pare abbiano causato “effetti negativi” nel Paese. Lo ha dichiarato ieri sul settimanale cattolico giapponese Katorikku Shimbun. Mons. Ikenaka, arcivescovo di Osaka, parla di “confusione dilagante, conflitti, divisioni e caos". "Come vescovi, alla luce della nostra responsabilità pastorale e apostolica – ha detto - non potevamo ignorare il danno". Quattro vescovi giapponesi, incluso l’arcivescovo Ikenaga – informa l’agenzia Ucanews – hanno incontrato Benedetto XVI il 13 dicembre scorso in Vaticano, che però ha rifiutato la richiesta di sospendere per cinque anni le attività del Cammino Neocatecumenale in Giappone. L’arcivescovo Ikenaga ha annunciato che il Papa ha intenzione di mandare presto un suo inviato in Giappone per indagare la situazione. Perciò auspica che chi è entrato in contatto diretto con il Cammino Neocatecumenale riferisca la propria esperienza all’inviato del Papa. Il Cammino Neocatecumenale è arrivato in Giappone intorno al 1970 nella diocesi di Hiroshima. Nel 1990 è stato costruito nella diocesi di Takamatsu (la diocesi con il più basso numero di cattolici, circa 5.000) il seminario Redemptoris Mater."

non dice che il seminario era stato chiuso d'intesa col Papa; ma poi, per contrordine della Segreteria di Stato arrivato in extremis, è stato trasferito a Roma col nome Takmatsu per il Giappone...

mic ha detto...

vorrei chiedere a Tripudio come interpreta questa dichiarazione dei vescovi: finora è l'unica fonte da cui risulta una loro versione dei fatti

Emma ha detto...

Beh i vescovi che si servono dei numeri neocatecumenali a beneficio della loro carriera, hanno già cominciato con il lasciarli entrare nella loro diocesi senza troppo guardare alle loro stranezze=storture liturgiche, al segreto dei loro testi, allo scompiglio e alla divisione che portavano nelle parrocchie, senza ascoltare chi denunciava le difficoltà che nascevano laddove arrivava il cnc.
Altri interessi, altri argomenti, altre amicizie e alleanze contavano e influenzavano la benevolenza di quei pastori.
Che a denunciare i problemi fossero parroci o fedeli, poco importa, il tutto cadeva nel vuoto, le porte si chiudevano e con le porte si chiudevano gli occhi,le orecchie e i cuori.

Ho scritto all`imperfetto, ma è palese che questa è la situazione odierna, una situazione che dura, che non tende a migliorare ma solo a peggiorare, con le pastorali diocesane che diventano neocatecumenali.

L`ignoranza dei cattolici è tale che difficilmente riconosceranno nei testi il linguaggio neocatecumenale, ma chi sa, chi conosce il verbo kikiano, constata con orrore che i testi pubblicati da certe diocesi parlano come Kiko Arguello.

mic ha detto...

a proposito di movimenti, una risposta tratta dal blog Fides et forma

D'accordo con te Davide sul fatto che se non provengono da Dio si scioglieranno copme neve al sole, ma dopo e SOLO il Suo Divino intervento!

I movimenti sono troppo radicati e hanno molto potere, sia economico che di aderenti. Aderenti che bene o male sono stati presi un po' per la gola dalla sete di Dio che impera in ogni uomo e per ignoranza nella propria fede. Ora non è detto però che per sciogliere questa "neve" basti solo aspettare, perchè un virus per debellarlo bisogna aggredirlo con i medicinali. Quali sono questi medicinali? semplicemente smascherarandoli!!!

A che pro altrimenti la buona battaglia? Di che cosa si occupava il Sant' Uffizio di un tempo? si occupava di smascherare i nemici della Chiesa travestiti da agnelli.

Peccato però che ora il Sant'Uffizio non ci sia più, ma anche se ci fosse non sarebbe più in grado di svolgere la sua mansione, per il sol fatto che anche li in quegli uffici ci sono appartenenti a questi movimenti.

Credo dunque che non basterà un po' di sole ma una energica sfuriata da parte di Dio!

La situazione è fin troppo compromessa. Son più di 50 anni che costoro piano piano si sono infiltrati indisturbatamente nell'Ovile Santo.

mic ha detto...

"Come vescovi, alla luce della nostra responsabilità pastorale e apostolica – ha detto - non potevamo ignorare il danno". Quattro vescovi giapponesi, incluso l’arcivescovo Ikenaga – informa l’agenzia Ucanews – hanno incontrato Benedetto XVI il 13 dicembre scorso in Vaticano, che però ha rifiutato la richiesta di sospendere per cinque anni le attività del Cammino Neocatecumenale in Giappone. L’arcivescovo Ikenaga ha annunciato che il Papa ha intenzione di mandare presto un suo inviato in Giappone per indagare la situazione. Perciò auspica che chi è entrato in contatto diretto con il Cammino Neocatecumenale riferisca la propria esperienza all’inviato del Papa.

amici,

dopo che dal Papa i vescovi, convocati per la pertinacia dell'iniziatore del cammino e su sua richiesta, sono stati accerchiati dalla Segreteria di Stato e da 'parecchi' cardinali,

non trovate molto anomalo ed anche una diminutio che un Presidente della Conferenza episcopale - evidentemente e stranamenmte non più nel pieno esercizio delle sue funzioni vanificate dall'anomalo e scandaloso evento consumatosi in Vaticano -, sia costretto a rimettere la questione ai laici che se la devono singolarmente vedere con l'inviato del Papa?

e tutto questo, dopo che il problema, che si trasina da anni, era venuto fuori ed era stato una volta tanto recepito in tutta la sua gravità da pastori unanimi?

NC ha detto...

Cari amici sono lieto di annunciare che in questi giorni verrà consegnato a Kiko dal Segretario del ponteficio consiglio per il laici - il direttorio (di cui tanto avete discusso) - le catechesi neocatecumenali diventano catechesi della chiesa cattoica come un catechismo riconosciuto dalla chiesa.
saluti

mic ha detto...

Ok Bella ciliegina su una torta un po' indigesta!

se così sarà e vedremo in che modo e se il tutto sarà pubblicato... e poi sarà quel che Dio vorrà
A Lui il Regno la Potenza e la Gloria.

A noi è dato custodire la nostra fede nonostante tutto e continuiamo ad affidarci al Signore nostro Gesù

Emma ha detto...

"le catechesi neocatecumenali diventano catechesi della chiesa cattoica come un catechismo riconosciuto dalla chiesa."

Ma siamo fuori di testa?
La Chiesa, (c maiuscola please)NON ha bisogno di un nuovo catechismo!!
La Chiesa ha già il suo catechismo.

I testi kikiani delle vostre catechesi, corretti e ricorretti, saranno finalmente approvati, era ora!
È da più di 40 anni che catechizzate con dei testi difformi.
Era ora che lo scandalo prendesse fine.

Chi lo vorrà, chi non sarà scoraggiato dal volume da digerire, chi sarà responsabile e maturo, potrà così leggere i testi, tutti i testi e metterli in raffronto con ciò che ascolteranno nel cnc.

Ma per poterlo fare i testi dovranno essere PUBBLICATI.
La consegna è una cosa, resta la PUBBLICAZIONE, senza la pubblicazione, quella consegna sarà solo un`anomalia supplementare.

Poi sappiamo, purtroppo, che nessuno andrà a verificare che i catechisti usino i testi corretti e non quelli "sacri", gli originali di Arguello.
Sarà la base, saranno i catechizzati ad essere i soli garanti della conformità di ciò che verrà detto loro.

Finita la risposta tipo " non puoi capire adesso", "capirai più tardi", finito l`arcano che impedisce ad un adepto di sapere ciò che succede nelle tappe successive.

Almeno così dovrebbe essere, fra persone normali, corrette, in buona fede, sincere, intelligenti, responsabili, autonome e non condizionate.
Purtroppo conosciamo i meccanismi della dipendenza psichica e mentale che sono indotti nel cnc.
Conoscendoli, purtroppo, possiamo facilmente immaginare che i testi corretti e approvati saranno solo un paravento dietro il quale tutto continuerà come prima e meglio di prima.

Freedom ha detto...

Aspettiamo a piè fermo.
Nella lancinante attesa vorrei sottolineare come questo annuncio viene dato dal serafico NC : niente fonti. L'avessi fatto io sul loro ex-blog mi avrebbero coricato di mazzate...ma loro possono, sono il SALE della TERRA. "E se il sale perdesse il suo sapore....?
Con questi soggetti l'ha perso da un pezzo purtroppo.
Sono molto ma molto curioso di sapere SE e soprattutto COME saranno pubblicati gli "Orientamenti" , perchè io non sarò tradizionalista ma se Rylko fa passare quegli obbrobri allora la Chiesa è messa veramente MALE.

Freedom ha detto...

Per NC.
Il vostro blog ha chiuso. Questo lo possono verificare tutti. Se fossi ancora un neocat asserirei convinto che è volontà di Dio.
Saluti.

Freedom ha detto...

Ecco cosa pensa dei neocatecumenali Don Marcello Stanzione rifondatore della Milizia di San Michele Arcangelo di cui sono anche io socio:

"Erano almeno due anni che mi disinteressavo del Cammino Neocatecumenale fondato dal pittore e chitarrista spagnolo Kiko Arguello. Infatti quando a maggio 2008 il loro Statuto ebbe l’approvazione definitiva mi resi conto con enorme dispiacere per la Chiesa che amo profondamente di come ormai alcuni vertici ecclesiastici fossero ridotti veramente male se davano pubblico spazio di cittadinanza ecclesiastica a gruppi del genere che di ecclesiale hanno poco ma sono piuttosto delle autentiche sette non migliori dei testimoni di Geova ma peggiori perché operano all’ombra del campanile. Non è un mistero per nessuno che i neocatecumenali Kikiani a causa delle continue richieste di denaro ai loro membri dispongono di grandi capitali economici e sono particolarmente generosi nelle offerte di denaro quando vanno a visitare vescovi e cardinali… E “pecunia non olet”… Inoltre tutti sanno che durante il pontificato ...

... di Giovanni Paolo II la “ Cupola Polacca” formata da alcuni monsignori polacchi che comandavano all’ombra del papa malato era una centrale di introiti finanziari supermilionari e tra i loro benefattori c’erano in primis il corrotto fondatore dei Legionari di Cristo e i neocatecumenali Kikiani. Ho il sospetto che di soldi dei neocatecumenali ne sa qualcosa anche Radio Maria perché sempre più spesso trasmette le loro chitarrate kikiane.."

Dall'ultimo thread di NON PRAEVALEBUNT.

mic ha detto...

ma se Rylko fa passare quegli obbrobri allora la Chiesa è messa veramente MALE.

la versione di NC è che Rylko glieli CONSEGNERA' in pompa magna approvati, ma l'approvazione dovrebbe venire anche e soprattutto dalla Dottrina della Fede che, intorno a Natale, non aveva notizie di alcuna approvazione; a meno che, come d'abitudine e come poco si addice ad una realtà ispirata dallo Spirito Santo, non siano state usate ancora una volta vie traverse...

Di certo non possono essere state approvate le prassi così come sono; che poi sono quelle che rendono il cammino quello che è e che dal di fuori nessuno conosce se non la facciata che viene ostentata insieme a ciò che viene enfatizzato e che non è certo ciò che accade davvero...

come la metteremo col 'segreto', che è uno degli elementi portanti, insieme ai passaggi gnostici e manipolatori?

E' tutto una grossa incognita e, qualunque cosa succeda, l'inganno ultraquarantennale continuerà, purtroppo. Non mi faccio troppe illusioni con l'aria che tira in Curia e altrove...

elisa ha detto...

Spero veramente che le catechesi vengano pubblicate, così potrò confrontarle con quanto ho udito nei miei anni di cammino. E fare le mie considerazioni.

Francesco ha detto...

Mi auguro che la Chiesa prima di "pubblicare" le catechesi di Kiko, dando ad esse il proprio imprimatur, anzi rendendole proprie, svolga almeno un'opportuna, indispensabile catechizzazione delle menti del popolo di Dio, cercando di spiegare perchè mai sia necessario " affiancare" al C.C.C. il catechismo di Kiko e di Carmen...

Stefano78 ha detto...

Spero veramente che le catechesi vengano pubblicate, così potrò confrontarle con quanto ho udito nei miei anni di cammino. E fare le mie considerazioni.


Lo spero anche io, che vengano pubblicate! Ardentemente!

Ma a me bastò leggere lo statuto, per confrontarlo con le contraddizioni che vivevo...ed era quello provvisorio!

Stefano78 ha detto...

In ogni caso, come ho detto nel post precedente, non ho nessuna stima nè per il giornalista, nè per il giornale che ha pubblicato questo articolo. Che nemmeno condivido. Lo condivido nelle linee generali di critica a certi movimenti, per la loro "metamorfosi" in alcuni casi o per la loro natura settaria in altri.

Ma il fine di questo articolo è OPPOSTO a quello di queste pagine. Infatti il fondamento delle critiche sta nella DOTTRINA, nella FEDE professata dal CnC e simili.

Mentre invece l'articolista ha un fine molto meno "nobile": attaccare, da liberal quale è, la Chiesa e più ancora Giovanni Paolo II. Egli fa un discorso meramente pratico, e in certi tratti assolutamente non condivisibile perchè generalizza.

Non mi sono dimenticato, sarà una mia pecca, come ha trattato questo giornale Francesco Colafemmina, come lo ha sprezzantemente apostrofato, con grande ignoranza, e per quali MOTIVI, soprattutto. Gli stessi usati in questo articolo.

Francesco ha detto...

Hai perfettamente ragione, Stefano.
Tuttavia, oggettivamente, D'Andrea fa un'analisi lucida della situazione neocatecumenale " dall'esterno" come mai fino ad ora aveva fatto un giornalista" non addetto ai lavori".
Aborrisco anche io quel giornale, la sua direttrice e chi lo dirige, ma, mio malgrado, devo apprezzare D'Andrea.

by Tripudio ha detto...

Ho letto la notizia dell'agenzia Sir che più che confermare la versione neocatecumenale della faccenda, conferma i nostri timori da diversi anni a questa parte.

Cioè che il Papa è circondato dai lupi e che deve attraversare una tempesta muovendosi tra goccia e goccia senza bagnarsi.

Già, perché una debolezza del papato, oggi, è che non si può "comandare" laddove non si ha una ragionevole certezza di essere "ubbidito". Dunque, come vedete, non è una debolezza umana, ma una debolezza "ecclesiale", cioè non del pontefice ma di coloro che in teoria dovrebbero proteggerlo (e invece oggi sono lupi), "debolezza" dovuta dunque allo stato in cui versa oggi la Chiesa. "Debolezza" con due grosse vistose eccezioni: la lettera di Arinze ed il motu proprio.

Ma torniamo ai fatti concreti attuali.

Primo: il fatto stesso che il peana autocelebrativo neocatecumenale sia uscito in versione ridotta e in ritardo (nonostante tutto il battage pubblicitario preparatorio), è un innegabile indizio che non è stata una vera vittoria dei Kikos, che comunque cantano vittoria perfino di fronte ad una "lettera di Arinze".

Secondo: i vescovi giapponesi, così attenti alla forma e così ostinati nel cercare una pacificazione (impiegando ben 18 anni per chiudere un seminario neocatecumenale!) manifestano il loro disagio nientemeno che sulla loro rivista ufficiale. Per avere idea di quanto sia pesante la faccenda, immaginate che stamattina il vescovo di Milano, in prima pagina su Avvenire, dica che i neocatecumenali sono sempre stati un serio problema...!

Terzo: era improbabile che il dispiegamento in forze dei cardinali, operato da Kiko, Carmen e dai loro sponsor, producesse un effetto sfavorevole ai neocatecumenali. Ma anche Pirro vinse una battaglia che gli fece perdere la guerra. Mettetevi nei panni di un vescovo a cui sta per arrivare una richiesta di apertura di un seminario neocatecumenale: anche il più progressista dei vescovi, da oggi, ci penserà due volte: "poi neppure il Papa me li schioda più dalla diocesi?"

Infine, ricordiamo sempre che un importante obbiettivo del demonio è quello di farci perdere la speranza (e con essa la fiducia al Papa e la tensione verso la verità). Ci fu l'epoca in cui l'eresia ariana aveva conquistato la maggioranza della Chiesa, al punto da far incarcerare i vescovi che erano ancora cattolici. Nostro Signore provvide, forse proprio nel momento più drammatico, e la Sua Chiesa guarì.

by Tripudio ha detto...

Vedete? addirittura il relativismo neocatecumenale: "ora approvano le Catechesi Kikiane che avranno l'onore pari al Catechismo della Chiesa".

Ma sì, bravi, continuate pure a sognare, siete bravissimi. Anche i teologi eretici dicevano che la Chiesa, -diamine!- deve smetterla con questi dogmi e deve avere un po' di acqua asciutta, scusate, volevo dire elasticità dottrinale...

Dopotutto, cosa potevamo mai aspettarci dai nuovi falsi profeti?

mic ha detto...

A proposito dell'articolo da me ripreso, riporto anche qui questo post

beh, io non conosco né il giornale (ne ho sentito parlare certamente, ma non l'ho mai letto) né il giornalista... ma ciò non mi ha impedito di riconoscere, vedendolo riportato sul blog Raffaella, che ha parlato con serietà e cognizione di causa di tutti i movimenti, dando uno spazio preminente ai neocatecumenali centrato sul Giappone e sappiamo purtroppo con quanto motivo.

Quanto ai movimenti in genere non faccio di ogni erba un fascio e non esprimo giudizi tranchants per partito preso... della Comunità di S. Egidio conosco l'allergia ai dogmi, dei focolarini le aperture ecumeniche scriteriate, quanto al RNS li trovo molto 'Pentecostali', ma nessuno presenta le peculiarità del cammino nc.

Non so di quale vescovo parli Tripudio e non mi interessa. Oggi come oggi vedo come si stanmno comportando i cardinali della Curia (Segreteria di Stato in testa) e diversi vescovi diocesani (due a caso: Vallini e Bregantini) e tanto mi basta...

mic ha detto...

Ma sì, bravi, continuate pure a sognare, siete bravissimi. Anche i teologi eretici dicevano che la Chiesa, -diamine!- deve smetterla con questi dogmi e deve avere un po' di acqua asciutta, scusate, volevo dire elasticità dottrinale...

a me sembra non tanto un loro sogno, quanto un deja vu, come prima dell'approvazione dello statuto che ci sembrava impossibile tanto era improbabile secondo logica e giustizia...

Anche allora avevamo le parole del Papa che lo facevano apparire ancora in discussione, come oggi ho il mio interlocutore della Dottrina della fede che non ne sa nulla ... boh!

Però non è detto, staremo a vedere...

by Tripudio ha detto...

Noi siamo dei semplici fedeli. Abbiamo dei limiti.

Primo limite: non abbiamo potere per intervenire, così come un tifoso allo stadio non ha potere di correggere le cattive strategie di gioco della sua squadra.

Secondo limite: non abbiamo una conoscenza completa degli eventi, cioè non sappiamo cosa stia bollendo nel pentolone vaticano. Per cui vedendo illogicità e ingiustizie restiamo sempre attoniti a domandarci come stato sia possibile.

Terzo limite: abbiamo una vita normale, cioè non abbiamo tempo e forza e risorse per fare di più di quanto già tentiamo.

Amo usare esempi paradossali. Se un prelato importante (usavo come esempio il vescovo di Milano, cioè di una diocesi grande e importante) dichiarasse in prima pagina ad Avvenire (cioè il giornale dei vescovi italiani) che il Cammino è un problema, al di là del putiferio che si scatenerebbe, i vescovi italiani prenderebbero atto, avrebbero da schierarsi, i preti italiani si sentirebbero obbligati a commentare.

Noi non abbiamo il potere di far uscire neppure una colonna sull'ultima pagina di un giornalino parrocchiale. Ma questa nostra piccola opera, nel web e nella vita, ha già portato piccoli frutti, graditi agli occhi di Nostro Signore.