mercoledì 5 gennaio 2011

Ancora ingiurie e accuse, nonché inesattezze e mistificazioni spacciate per insegnamenti cattolici

Non posso passare sotto silenzio questa tronfia pagina del blog falsario, per smentirne con vigore le inesattezze spacciate per insegnamenti cattolici

Cita lvvfl:
Dalla Predica di Avvento alla Casa Pontificia del 24-12-2010 di Padre Raniero Cantalamessa ofmacap (intanto faccio notare che quando si citano le fonti occorre essere precisi: la predica è del 10.12.2004]

2. Transustanziazione e transignificazione

Senza usarne il termine, in questa strofa dell’inno [si riferisce all'Adoro Te devote, che la Tradizione attribuisce a S. Tommaso d'Aquino] è racchiusa la dottrina della TRANSUSTANZIAZIONE, cioè, come la definisce il concilio di Trento, della “mirabile e singolare conversione di tutta la sostanza del pane nel corpo e di tutta la sostanza del vino nel sangue di nostro Signore Gesú Cristo” [10]...

In tempi recenti la teologia ha perseguito questo stesso tentativo di tradurre in un linguaggio moderno il concetto di transustanziazione con ben altra strumentazione e serietà, ricorrendo alle categorie esistenziali di TRANSIGNIFICAZIONE TRANSFINALIZZAZIONE. Con queste parole viene designato “l’atto divino (non umano) in cui la sostanza (cioè il significato e il potere) di un segno religioso è trasformato con la rivelazione personale di Dio” [11]"
Ma poi p. Cantalamessa aggiunge, ma lvvfl si guarda bene dal riportarlo: "...Come sempre, il tentativo non è riuscito al primo colpo. In alcuni autori (non in tutti) queste nuove prospettive, più che spiegare la transustanziazione, finivano per rimpiazzarla. In questo senso nell’enciclica Mysterium fidei Paolo VI disapprova i termini transignificazione e transfinalizzazione; più esattamente, disapprova, scrive, “coloro che si limitano a usare soltanto questi termini, senza fare parola anche della transustanziazione”.

CAPISCI CARO URLODELDRAGO E VOI TUTTI AMICI LA VILTA' L'IPOCRISIA DI MARIA GUARINI!! GIOCA VIGLIACCAMENTE SULLE PAROLE CERCANDO DI TRARRE IN INGANNO LE PERSONE CHE NON SANNO NULLA E FACENDO CREDERE CHE KIKO SIA UN ERETICO.
[fine della citazione incompleta e sviante]
Capisci, Urlo del Drago ed amici carissimi, quanto c'è da rimaner disorientati anche da questi nuovi predicatori, che sviliscono quanto il Signore ci ha 'consegnato' per mezzo degli Apostoli durante l'Ultima Cena, fino alla fine dei tempi? Quanto al defensor cammini ad ogni costo, notate bene come, oltre a scaraventare il mio nome sul web insieme ad accuse e ingiurie del tutto gratuite, il suo intervento è incompleto mentre, con l'omissione di una parte del discorso, ne mistifica il senso effettivo, 'piegandolo' al suo arbitrio dimostratorio ad usum cammini. Non c'è bisogno che io gli ributti addosso gli epiteti rivolti con livore e scorrettezza nei miei confronti, non è il mio stile, ma non posso ignorare che essi riguardano il suo, non il mio comportamento...

Intanto riporto ipsissima verba di Kiko Arguello che smentiscono Lvvfl, e anche il predicatore della Casa Pontificia, che esprime cose sconcertanti, ma lo fa in maniera più sfumata...
Con il Concilio di Trento, nel XVI secolo, si fissa tutto rigidamente imponendo in modo radicale il rito romano.“In quest’epoca nascono tutte le filosofie sull’Eucarestia. “Quando non si capisce quello che è il sacramento, a causa della svalorizzazione enorme dei segni come sacramenti, e quando non si capisce quello che è il memoriale, si comincia a razionalizzare, a voler dare spiegazioni del mistero che c’è dentro. Precisamente perché, il mistero trascende la sua unica spiegazione, c’è il sacramento. Il sacramento parla più dei ragionamenti. Ma a quel tempo, poiché non si capisce,… si cerca di dare spiegazioni filosofiche del mistero. E così incominciano i dibattiti su: ‘Come è presente?’ Lutero non negò mai la presenza reale, negò solo la parolina ‘transustanziazione’ che è una parola filosofica che vuole spiegare il mistero [in realtà Lutero limita la presenza alla celebrazione e, al pari del Kiko prima maniera (ora la fa praticare a modo suo) irride l'Adorazione al di fuori della Messa]. ...Ma la cosa più importante non sta nella presenza di Gesù Cristo. Egli dice: ‘Per questo sono venuto: per passare da questo mondo al Padre’. Ossia, la presenza fisica nel mondo ha uno scopo che è il resuscitare dalla morte. Questa è la cosa importante. La presenza è un mezzo per il fine che è la Sua opera: il mistero di Pasqua. La presenza è in funzione dell’Eucaristia, della Pasqua” (Orientamenti, p. 325). “Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte, presente con tutto il suo mistero di morte e resurrezione, fatto vita per portare al Padre tutti quelli che celebrano la Pasqua, tutti quelli che celebrano la cena con Lui. La Chiesa primitiva non ha problemi a proposito di questa presenza” (Orientamenti p. 326).
Commento:

Se non c’è cambiamento di sostanza (‘transustanziazione’) ma solo di significato - e quindi esclusivamente con valore di simbolo - in vista della celebrazione (‘transfinalizzazione’), allora nei frammenti eucaristici avanzati non ci sarebbe più la presenza del Cristo, perché questi cesserebbero di simboleggiare la sua presenza. Non ci si preoccupa infatti per le briciole, e tanto meno di conservare le ostie dopo la celebrazione. Kiko e Carmen non capiscono, e perciò rifiutano la transustanziazione che non spiega, ma descrive il mistero che noi accettiamo con atto di fede. “La conversione di tutta la sostanza del pane nel Corpo di Cristo e di tutta la sostanza del vino nel suo Sangue; conversione singolare e mirabile che la Chiesa Cattolica chiama giustamente e propriamente transustanziazione”.

Inoltre, non è del tutto falso quello che dice l'iniziatore del Cammino quando cita il "mistero della pasqua", ma è un pezzo di verità assolutizzato, tralasciando tutto il resto, cioè un'eresia. Infatti la Chiesa insegna: Gesù non è presente nell’Eucarestia solo col ‘Suo Spirito resuscitato’, ma anche col Suo Corpo. L’Eucarestia non è solo proclamazione della Risurrezione, ma ripresentazione del sacrificio redentore di nostro Signore che ci ha salvati con la sua Morte e Risurrezione. In queste espressioni è giustificata la partecipazione all’Eucarestia di tutti i presenti. Ecco perché i NC attendono di essere serviti seduti attorno ad una "mensa" anziché offrire un Sacrificio davanti ad un "altare": vedi Lettera del Tripode al papa e la pagina dedicata all'Eucaristia...

Completiamo il discorso tornando ad esaminare (repetita iuvant) come Kiko Argüello "spiega" ufficialmete il motivo teologico della Comunione nel Cammino neocatecumenale! Ed ecco le prime, sconcertanti ambiguità dopo l'approvazione... che nessuno, nella Chiesa ha trovato disdicevoli

http://korazym-neocat.blogspot.com/2008/06/cammino-neocatecumenale-giallo-in.html

“Noi l’abbiamo finora sempre fatta da seduti, e non per disprezzo – ha affermato - ma perché per noi è sempre stato molto importante comunicarsi anche con il Sangue. Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”. E qui, aprendo una lunga parentesi, l’iniziatore ha riassunto la sua catechesi sull’ultima cena, sul pane e sul vino: “Quando nelle cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando si parla della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi – ha continuato Kiko – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino . Ora, nel Cammino abbiamo molta gente lontana dalla Chiesa, non catechizzata, e nei segni del pane azzimo (la frazione del pane) e del vino noi diamo visibilità a quei significati”. “Abbiamo scelto di fare la comunione seduti – ha affermato Kiko avvicinandosi al cuore della questione - soprattutto per evitare che si versasse per terra il Sangue di Cristo. La nostra paura era che se si versasse il Vino per terra: se fosse successo per tre volte, saremmo stati denunciati e ce la avrebbero vietata”. Invece, con il fedele seduto, questi ha il tempo – ha spiegato Kiko - di “accogliere il Calice con tutta calma e senza movimenti bruschi, di portarlo alla bocca, di comunicarsi con tranquillità e in modo solenne”. Seduti come seduto era anche Gesù”, ha specificato Carmen alla sua destra [del resto così continuano a fare nonostante la lettera di Arinze e lo Statuto - vedi immagine a lato: gli unici in piedi sono i ministri che passano con i calici, Garda convivenza ottobre 2010]. Dal canto suo padre Mario Pezzi rilevava che la decisione originaria di comunicarsi seduti era stata presa di comune accordo con la Congregazione per il Culto Divino e con il cardinal Mayer, prefetto fra il 1984 e il 1988.
.....
Argüello ha insomma messo in evidenza soprattutto il fatto che il papa avesse dato il suo via libera a quella sorta di compromesso che prevede da un lato la Comunione in piedi, come richiesta dalla Congregazione del Culto Divino, e che dall’altro però esenta il Cammino dalla processione [ma se l'ha chiesta il Papa stesso!], che la lettera del card Arinze invece imponeva. “Ora è il papa a dover combattere con Arinze”, esclamava Kiko in conclusione, senza specificare nulla – ancora una volta – riguardo a presunte differenze fra “pane” e “vino”. Un'esclamazione di una sfacciataggine inaudita, come se la pertinace disobbedienza alle prescrizioni date dal Papa attraverso la Congregazione del Culto Divino non riguardassero più il suo cammino, che le ha aggirate attraverso uno statuto anomalo, ma aprissero ora una controversia tra la Congregazione e il Papa stesso... Inaudito e incredibile, soprattutto perché da nessuno in Curia rilevato. E tutto va avanti come se niente fosse e non esistesse questo enorme 'vulnus' nella Chiesa!

E vogliamo ancora discutere su quale sia il pensiero teologico di Kiko Argüello?

Nelle comunità portiamo avanti infatti una catechesi basata sulla Pasqua ebrea, con il pane azzimo a significare la schiavitù e l’uscita dall’Egitto e la coppa del vino a significare la Terra promessa”

Capito? Questo non solo non è la Messa cattolica, non è nemmeno un rito cristiano è un rito EBREO!!! La nostra Terra Promessa, la nostra Pasqua è Cristo. La nostra salvezza è il Suo Corpo Offerto, il Suo Sangue versato "in Sacrificio" per noi...

È vero che Gesù nella Cena pasquale con i suoi discepoli probabilmente ha pronunciato la benedizione finale sulla quarta coppa; ma ha dato a tutto un significato NUOVO, quello che hanno vissuto e vivono i cristiani da sempre...

Il cosiddetto ritorno alle origini di Kiko non è un ritorno alle nostre origini ebraiche, è un ritorno all'ebraismo tout court!

Se la Messa è un Sacrificio - ed essa è il Sacrificio di Cristo ri-presentato al Padre, non è solo il memoriale della Cena - è evidente un dato: Kiko nega l'"espiazione" (è scritto nero su bianco nei "mamotreti").. Ebbene, cosa viene detto nella formula di Consacrazione? "...versato "in sacrificio" per voi...". Sapete che parola usano i cristiani di lingua ebraica per indicare questo termine? "kippur".. e allora? Agnus Dei qui "tollit"= non tolse, ma "prese su di sé"... il capro espiatorio, il Kippur... ricorda niente? Strano che la giudaizzazione, così spinta nel Cammino, non sia arrivata almeno ad ammettere questo, e cioè che il giorno del Kippur (dell'espiazione) che gli ebrei celebravano una volta l'anno, ormai è sostituito dall'espiazione compiuta da Cristo Signore una volta per tutte e riattualizzata, con i fiumi di Grazia che ne derivano, ad ogni Santa e Divina Liturgia su ogni Altare cattolico...

Non ci dilunghiamo in notazioni sulle sottolineature di Carmen e di P. Mario Pezzi... che sono gravi, ma di fronte a questa pseudo-teologia kikiana sul cuore della nostra fede, impallidiscono.

In sostanza oggi abbiamo, da una parte, la Tradizione viva della Chiesa e l`insegnamento profondo, chiaro e costante di Benedetto XVI sulla Santa Liturgia, il suo senso, i suoi simboli, i suoi tesori, e la Liturgia da lui celebrata e, dall`altra parte, abbiamo uno statuto che non solo non rispetta la dottrina della fede cattolica ma non segue neppure l`insegnamento del Papa (e neppure le sue prescrizioni), uno Statuto che fa unicamente riferimento alll`insegnamento di Kiko Argüello e alla sua pseudo teologia che ha inventato un nuovo rito e un nuovo iter catechetico.

Ci domandiamo che nome porta il ponte che collega, non osiamo dire che unisce, un insegnamento e il suo contrario ? Che cosa è successo su questo ponte perché si arrivi a quello Statuto con quel contenuto e sopratutto con quell`articolo 13 che istituzionalizza le celebrazioni private del CNC e la nozione kikiana di Eucaristia con il suo relativo rito ?

Più i giorni passano e più ci interroghiamo, anche perchè ogni giorno veniamo a conoscenza di elementi che non possono che aumentare le perplessità che già sono tante !

36 commenti:

mardunolbo ha detto...

Mi chiedo con che superbia un pittore, dopo aver spulciato qua e la' un po' di libri sull cristianesimo, ed aver vissuto da ateo, diventando "cristiano", possa modificare a suo piacimento delle parole e dogmi instaurati da secoli.Non mi permetto io, laureato, professionista, esperto di varie materie, ma doverosamente umile, perche' mi ritengo ignorante su questioni religiose e dottrinali...Solo una smodata superbia figlia dell'ignoranza, ma arricchita dall'orgoglio di aver fondato una setta potente puo' spingere un uomo a siffatte affermazioni ed atteggiamenti. Possibile che persone colte, laureate possano essere irretiti da simili espressioni e da personaggio siffatto? Ma cos'e'? un novello anticristo in salsa ecumenica, figlio del 68 e della rivoluzione atea compagna del Concilio. Guardando poi le immagini di questo individuo, giovane barbuto e seguace di Che Guevara (uno dei tanti idoli della generazione dei rivoluzionari, insieme al sanguinario Mao Tze)insieme alla sua chitarra, rivedo i miei compagni di scuola irretiti e rincretiniti. Quando poi questi miseri si "convertono" credono di essere gli unici ad aver capito tutto della vita e della fede e si mettono a disquisire con una sfacciataggine degna della loro superbia, invece di chinare il capo umilmente per aver seguito dei miti fasulli e cretini. Evidentemente l'imprinting rivoluzionario e' rimasto loro nel sangue e non riescono a distaccarsi. Ma che un Arguello Wirtz, fondi una setta ed abbia seguaci, proprio non ce lo si poteva aspettare, salvo, come dimostrato, capire poi che i seguaci sono spesso persone fragili o indebolite da eventi avversi della vita. Il livore falsario che denota "La menzogna che vi schiavizza"e', a parer mio frutto della stessa superbia che non vuole scalzato il proprio piedistallo di possesso di altri. Piu' anime e spiriti si liberano di queste catene perverse, piu' l'urlo stridulo di questi personaggi cerca di richiamare alla prigione gli adepti. Il sistema piu' efficace(e l'ultimo usabile) e' la menzogna continuata e denigratoria dei "nemici". Questi ultimi, bastano che dicano la verita'e come per il demonio, l'erosione e la disperazione della perdita di potere e' assicurata.Nulla piu' di queste menzogne continuate dimostra di essere sulla strada giusta. Coraggio Mic, ci indicano loro la strada efficace!

Michela ha detto...

Ha ragione lvv quando dice che Kiko non ha mai parlato di transfinalizzazione,
ed hanno ragione tutti i ncn quando dicono di credere di comunicarsi al SS Corpo di Cristo come tutti i cattolici. ( ecco perchè tutti diranno di aver visto raccogliere i frammenti caduti a terra)
Quando Kiko predica e fa predicare che
"Il memoriale che Egli lascia è il Suo Spirito resuscitato dalla morte"
non sta parlando dell'Eucarestia, ma sta parlando della comunità che partecipa all'Eucarestia e riceve questo spirito.

Nella liturgia cattolica, é Cristo che celebra, agisce, si offre, attraverso il sacerdote e la comunità.
nella liturgia ncn è la comunità che celebra, agisce ecc.
Non credo che i ncn vogliano consapevolemente ridurre L'Eucarestia alla Cena del Signore protestante,
ma di fatto nelle catechesi manca sempre il riferimento all'azione di Cristo, mentre si parla solo e solamente dell'azione dell'uomo ( che deve essere disponibile a ricevere lo spirito da risorto).

Ecco perchè il post scritto da Mic, non sarà mai comprensibile per un ncn, il quale si fermerà all'apparenza e dirà che Kiko non ha mai parlato di transignificazioneecc. ecc., ed è ovvio perchè Kiko non HA MAI PARLATO DI EUCARESTIA!!

mic ha detto...

il tuo lucido e puntuale intervento, Michela, ci fa capire che i Nc non 'possono' comprendere le cose cattoliche che diciamo perché usiamo magari gli stessi termini, ma il contenuto è UN ALTRO...

questo problema lo avevamo già colto e sviluppato agli inizi del nostro percorso; ma è disperante il fatto che nessuno nella Chiesa, ai livelli che contano ai fini decisionali, ne abbia colto le gravi e destabilizzanti implicazioni, che oggi stanno contrubuendo a quella sorta di autodemolizione della Chiesa, permessa da molte ambiguità conciliari che hanno reso possibile anche l'intrusione del cammino addirittura come "metodo d'iniziazione cristiana", ma senza rendersi conto (o lasciandolo passare nell'indifferenza) che si tratta di tutt'altra "iniziazione"!

jonathan ha detto...

Leggevo ieri una recensione su una biografia di Edith Stein, ebrea convertitasi alla fede cattolica, peraltro scelta sapientemente a protezione di questo blog… Tra l’altro si descrive quel che accade ”ad Edith durante una visita mattutina ad una chiesa di Francoforte, in un giorno feriale come tanti: mentre osservava ammirata le navate affrescate, vede entrare un’anziana signora con la busta della spesa. La donna si inginocchia tra le prime file dinanzi al Tabernacolo e si raccoglie silenziosamente in preghiera. Per Edith, che nelle sinagoghe e nelle chiese protestanti non aveva mai visto una cosa simile è una impressione profonda. Non la dimenticherà più. Quella donna dava infatti l’idea di parlare con un Dio che era presente lì, in quel momento, e lo faceva con familiarità, nel bel mezzo della sua giornata lavorativa, a prescindere dalla funzione religiosa.” (Tratto da ‘Fides catholica’, anno V, 1-2010, recensiones, pag. 279). Questo episodio, insieme con altri succedutosi nella sua vita, valse a costruire la sua conversione e il suo nuovo e sconvolgente incontro col Cristo Crocifisso che la inonderà…Una meraviglia!

Andasse, Kiko per primo, alla scuola dei santi a imparare cos’è l’Eucarestia su cui lui osa sproloquiare. Altro che , come dice Kiko, ‘la cosa più importante non sta nella presenza di Gesù Cristo’, e ancora ‘la sua presenza è un mezzo per il fine…’. Andasse a contemplarla quella Presenza e a imparare lui per primo ad arrendersi al Mistero e a Lui consegnare sconfitto tutto il suo orgoglio da maestro.

Freedom ha detto...

Apprezzo l'intervento di Michela perchè lei cerca sempre di mettersi nei panni altrui. Cosa lodevole che ogni cristiano dovrebbe fare. Anche io sono d'accordo sul fatto che i nc in buona fede ( come lo ero io ) sono convinti di comunicarsi con Cristo Gesù (è scontato!). Sono i vertici responsabili delle castronerie scritte negli "Orientamenti". Nel torrente logorroico delle catechesi, che si svolgono spesso fino a tarda notte, le summenzionate castronerie vengono diluite da ettolitri di pseudo insegnamenti " ecclesially correct". L'ignaro adepto non se ne accorge. La vera pericolosità del cammino neocatecumenale, a mio avviso, sta nel proporsi come " cura della psiche e dell'anima" , andandosi ad inserire nel contesto delle peggiori psico-sette, alla stregua di Arkeon....Bisogna porre l'accento su questa pretesa di propinare una sorta di Kiko-terapia, come panacea universale, la quale invece massifica le persone, sullo stampo di una esperienza individuale, accettato che essa sia autentica.

Freedom ha detto...

Segnatamente, il fatto che l'esperienza di Arkeon, venga raccomandata da P. Raniero Cantalalamessa , la dice lunga sulla faciloneria con cui chierici e prelati si fanno garanti, disgraziatamente, di qualsiasi attività o iniziativa..... Che dire del cammino neocatecumenale, a questo stesso proposito?

mic ha detto...

Caro Freedom,
confusione e pressappochismo regnano sovrani... solo così possono spiegarsi certe scelte di sacerdoti, ai quali viene spesso dato ampio credito.

Abbiamo anche l'esempio di Radio Maria che, insieme a lodevoli e nutrienti contenuti, veicola non poche devianti dissertazioni avallate dalla 'benevolenza' del suo direttore...

Freedom ha detto...

Beh! Ora che sappiamo dall'untuoso P. Livio che Raffaele Bonanni della CISL suona il contrabbasso per il CN mi aspetto tesseramenti in massa da parte dei fervanti adepti......

Stefano78 ha detto...

Un Cn medio dirà, avendo ragione, che il Catechista (Kiko) non insegna contro la Transustanziazione. Dirà anche che non insegna contro la Presenza Reale (non lo faceva nemmeno Lutero). Dirà anche che non insegna contro le verità di fede.

Il metodo catechetico di Kiko è diverso. Il motivo per cui ci capiamo difficilmente con gli assoicati al CnC è sopratutto questo. Kiko non confuta direttamente le Verità di fede, non le nega direttamnte e non identifica con i relativi termini teologici i suoi contenuti. Kiko li esprime E BASTA. Kiko insegna con la sua Prassi.

Alla sua Teologia Eucaristica Kiko non ha dato e non darà mai il nome Teologico che la identifica. La Pratica e BASTA. Non si sentirà mai parlare di Transfinalizzazinoe in CnC e tutti si speritcano, fa i Catechisti, a ribadire che Credono alla Presenza Reale, come anche Lutero ci credeva. Il problema è TEOLOGICO, dottrinario e Liturgico. Infatti la Prassi Liturgica del CnC PARLA come un trattato teologico. Si celebra ciò che si vive e si vive ciò che si celebra (la Pasqua Ebrea che porta avanti nelle comunità).

Ma la Catechesi NON PARLA direttamente di ciò che quella prassi veicola, anzi sovente la terminologia ricalca il linguaggio cattolico per riempirlo con i contenuti di Kiko.

Kiko non parla della Transfinalizzaizone, ma catechizza sulla Pasqua di Cristo (intesa letteralmente), che come il Carro di Elia passa per portare l'Assemblea alla Gloria e all'allegria. Non Parla della Transfinalizzazione ma usa la Focaccia Azzima come pane eucaristico, che viene consumata TUTTA. E non potrebbe essere altrimenti. Non parla di Transfinalizzazione ma ogni suppellettile Sacra nelle "aule liturgiche" è "mobile" e "funzionale" alla celebrazione. Compreso il fonte battesimale, che veine svuotato dell'Acqua benedetta COMPLETAMENTE alla fine dei Battesimi.

Non parla apertamente contro Trento ma Catechizza sulla paganizzazione della Chiesa del Medio Evo e sulla "storia della salvezza" con il salto di secoli dall'antichità al Vaticano II. Non catechizza contro la devozione ai Santi e alla venerazione delle Icone della tradizione cattolica, ma catechizza contro il "devozionismo", contro la paganizzazione e nelle Chiese costruite da lui NON CI SONO devozioni dei Santi nè l'iperdulia alle immagini della Vergine Santissima.

Insomma, il grande "vulnus", come direbbe Mic, sta in questa grandissima ambiguità. In cui ognuno può farci entrare la propria personale sensibilità, e può man mano essere portato a credere alla dottrina di Kiko senza nemmeno accorgersene...

Stefano78 ha detto...

Per questo l'approccio con gli associati del CnC e soprattutto con il fedele "medio", che può come non può (maggiormente) aver approfondito, deve necessariamente tener conto di queste particolarità ma sopratutto di tutto il contesto ecclesiale attuale che riguarda i movimenti e le nuove comunità.

La confutazione e l'informazione corretta va per quanto possibile mantenuta in un contesto di fermezza e di dialogo.

Michela ha detto...

Caro Freedom,
il fatto è che dopo tanti anni di cammino, conosco tanti ncn, con qulcuno sono in buoni rapporti, di altri non posso non stimare il loro impegno di vita cristiana. Avendo quindi dei legami di affetto con alcuni di loro, non riesco a credere che siano in malafede.
Quello che accade, evidentemente, è che tanti ncn, sacerdoti e laici, quando si trovano assieme, perdono l'uso della ragione, vanno avanti per frasi fatte e slogan, si sentono forti in gruppo.

Comunque è vero che è impossibile parlare : vorrei poter dire ai miei amici ncn che le loro famiglie separate avrebbero una speranza di riconciliazione se loro accettassero di lasciare il cammino, almeno per un po'.
Vorrei poter dire ai giovani che conosco che non si può partecipare in modo così poco serio all'Eucarestia, che non dovrebbero guardare quello che fanno gli adulti della comunità, ma ricordare quanto hanno imparato a catechismo.
Vorrei poter dire che nelle loro celebrazioni eucaristiche parrocchiali, si sta male, vien voglia di scappare, la Parola è maltrattata, il Signore Gesù è maltrattato.
E' una liturgia tutta orizzontale, in cui i segni materiali finiscono per prevalere, e quindi giustamente viene il dubbio che Kiko abbia adottato una teologia protestante e non cattolica.

gianluca cruccas ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
a.rita ha detto...

D'accordissimo con Stef: Kiko, anzichè teorizzare sui suoi principi teologici, classificandoli, li impone nella prassi. Spesso senza attaccare apertamente le verità di fede cattolica, ma liquidandole sostituendo ad esse la sua prassi.

Tuttavia delle eccezioni a questo suo metodo altamente subliminale le ha fatte, in alcuni punti chiave del percorso catechetico:
1) alla seconda catechesi iniziale, quando sbandierando presunte attendibili statistiche, decreta il fallimento definitivo della Pastorale Sacramentale della Chiesa Cattolica , dicendo che HA FALLITO per il fatto che in chiesa va mediamente il 10% della popolazione battezzata - (dimenticando volutamente che da 40 anni le chiese celebrano un NOVUS ORDO completamente protestantizzato e svuotato del suo significato sacrificale-espiatorio, il quale con la Pastorale Sacramentale della Chiesa di sempre non ha nulla a che fare, e che è la vera causa dello svuotamento delle chiese!) -in un solo istante, con una mistificazione micidiale, squalifica tutta l'azione pastorale della Chiesa Cattolica, distruggendo nell'ascoltatore la stima e la fiducia nell'azione apostolica della Chiesa. Un attacco diretto psicologicamente violentissimo, senza un contraddittorio presente.
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a.rita ha detto...

2)Il Concilio di Trento lo attacca eccome...e basterebbe solo questo per bollare la sua dottrina come eretica. Si premette di dire che la Chiesa "non capisce" il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo...e che invece lo comprende bene lui...(se non fosse eretico sarebbe un perfetto caso di paranoide mitomane):

“Con il Concilio di Trento, nel XVI secolo, si fissa tutto rigidamente imponendo in modo radicale il rito romano.“In quest’epoca nascono tutte le filosofie sull’Eucarestia. “Quando non si capisce quello che è il sacramento, a causa della svalorizzazione enorme dei segni come sacramenti, e quando non si capisce quello che è il memoriale, si comincia a razionalizzare, a voler dare spiegazioni del mistero che c’è dentro. Precisamente perché, il mistero trascende la sua unica spiegazione, c’è il sacramento. Il sacramento parla più dei ragionamenti. Ma a quel tempo, poiché non si capisce,… si cerca di dare spiegazioni filosofiche del mistero. E così incominciano i dibattiti su: ‘Come è presente?’ ...Ma la cosa più importante non sta nella presenza di Gesù Cristo. Egli dice: ‘Per questo sono venuto: per passare da questo mondo al Padre’. Ossia, la presenza fisica nel mondo ha uno scopo che è il resuscitare dalla morte. Questa è la cosa importante. La presenza è un mezzo per il fine che è la Sua opera: il mistero di Pasqua. La presenza è in funzione dell’Eucaristia, della Pasqua” (Orientamenti, p. 325).

Stefano78 ha detto...

Sì Rita hai ragione.

E' vero quello che dici (del resto lo dice Kiko!) ma io volevo evidenziare che sebbene critichi ovviamente la prassi ecclesiale e la sua Dottrina, non lo fa in modo diretto e tangibile in immediato. Lo fa più con la Prassi che con la teologia (che giudica un peccato mortale, che però non pratica a parole ma coi fatti!).

Se noti, anche nel pistolotto contro Trento, non ci va diretto. Ci va di "sguincio", ti ci porta piano piano a dissociarti da Trento, e magari tu rimani convinto di non essertene dissoiciato affatto.

Vedi le sue Parole sul fatto che Trento regolamenta tutto, e per "eccesso di ragione" cerca di "spiegare il mistero" mentre non è "tanto la Presenza" ma il "passaggio di Cristo" la cosa "più importante" (il che fa pensare che la presenza una qualche importanza per lui l'abbia, anche se minore rispetto al "passaggio"). Come dire: la Chiesa vi ha insegnato che la Presenza è importante. Io non lo nego ma vi mostro che il "passaggio" lo è maggiormente e oggi va evidenziato perchè i tempi lo richiedono. Mentre Trento, a causa di quei tempi, ha "dovuto" andare avanti in quel modo.

Per lui la storia della CHiesa era un divenire funzionale al presunto Vaticano II che ha nella sua capoccia, questo è il tempo del "reset", questo è il tempo del ritorno alla "veracità originaria" (quella sua ovviamente).

Insomma è un metodo che blandisce, svuota, e insegna con la prassi.

Stefano78 ha detto...

Vedi che dice: "a quel tempo, poichè non si capisce"....

L'importante è che ha capito lui.. ^__^

elisa ha detto...

Vorrei riprendere il commento di Mardunolbo che si stupisce di come persone istruite possano prendere per oro colato gli insegnamenti di Kiko. Ne discuto spesso con mio marito, che come me è uscito dal cammino: oggi stesso, durante un viaggio in auto, abbiamo affrontato per l'ennesima volta la questione. Io stessa, laureata e con un impiego di tutto rispetto, in alcuni periodi della mia vita mi sono affidata ciecamente alle parole ed ai consigli dei catechisti. Mio marito sostiene che le persone che hanno frequentato regolarmente la Chiesa prima di entrare in cammino sono quelle che probabilmente lo lasceranno per prime, mentre coloro che sono stati a lungo "lontani" o che provengono da famiglie di atei si aggrappano con maggiore forza alla comunità. Ciò è anche comprensibile, perché chi conosce abbastanza bene la Chiesa prima o poi si accorge delle incoerenze del cammino, e non si sente smarrito all'idea di lasciarlo, perché sa che Cristo non è solo lì, anzi!
Resta il mistero di come tante altre persone dotate di cultura e intelligenza, cresciute in una famiglia praticante e sinceramente attaccate alla Chiesa possano confondere la Parola di Cristo con i vaneggiamenti di Kiko. I dubbi sono tanti, le crisi frequenti all'interno delle comunità. Le coppie entrano in crisi quando uno dei due si ribella al cammino, e problemi simili si verificano tra genitori e figli. Queste difficoltà vengono usate dai catechisti, che le presentano come "opera del demonio", ma invitano a perseverare perché il Vangelo stesso parla di Gesù Cristo venuto a separare i membri delle famiglie: uno dei molti casi in cui la Parola viene usata come strumento per avallare comportamenti molto discutibili.
Io credo che sia bene parlare il più possibile apertamente dei "misteri" del cammino: ora grazie ad Internet l'arcano è superato, ma questo non basta. Bisogna aiutare chi ancora crede che Cristo si trovi solo nel cammino, spingerlo a conoscere più a fondo la Chiesa nella sua vera realtà. C'è chi non frequenta mai la parrocchia, ma solo le celebrazioni nc. Da parte mia cerco di mantenere buoni rapporti con i miei ex "fratelli", mostrando loro che si può vivere e lavorare in pace seguendo Cristo anche se si è usciti dal cammino, che non denigro ma dal quale mi mostro ormai completamente distaccata.

Freedom ha detto...

Cara Michela sono d'accordo con la tua analisi e devo dire anch'io che conosco molte persone del cn che stimo per il loro impegno cristiano e con cui ho rapporti di affetto , anche se i miei ex-confratelli non si sono piu' fatti sentire o vedere. Non sono d'accordo con coloro che si appellano al tradizionalismo come soluzione dei mali della chiesa, anche se riconosco che è stato fatto un uso distorto delle idee del concilio vaticano II. Per indole e temperamento, ed anche per formazione culturale, colgo nel cnc un pericolo per la psiche e l'anima delle persone. Ciò di cui vorrei informare qualche fratello un po' ingenuo è che si deve guardare dalle prassi da psico-setta del cammino neocatecumenale. Se si lascia un così ampio spazio discrezionale a delle persone impreparate e zotiche, come i catechisti neocatecumenali, e spesso anche i presbiteri del cn, si rischia davvero la salute psichica. Questo mi sta davvero a cuore ricordarlo. Non ci si può consegnare con le mani legate a delle guide incompetenti e a volte anche malevole, che giocano con la vita delle persone, seguendo il canovaccio catechetico di un altrettanto incompetente pittore spagnolo dall'ego ipertrofico. E' una cosa su cui bisogna mettere in guardia fraternamente chi si avvicina con ingenuità e buona fede al cammino, perchè è stato approvato. Questi fratelli non conoscono con qaule faciloneria è stata data una patente a degli stolti e noi abbiamo il dovere di metterli in guardia.

Freedom ha detto...
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Freedom ha detto...

D'altra parte la contro-prova di quanto dico ci è fornita da tutti i catechisti del cammino che hanno postato commenti su questo ed altri blog. Ma veramente si puo' pensorare di affidare la propria vita (perchè di questo si tratta) a delle guide improvvisate, che ripetono a pappagallo un copione scolorito, vecchio di 40 anni, con sopra le farneticazioni di una persona che vorrebbe clonare la propria esperienza su tutti i suoi malcapitati adepti?!

Philos ha detto...

"Questi fratelli non conoscono con qaule faciloneria è stata data una patente a degli stolti e noi abbiamo il dovere di metterli in guardia."

con il crescente degrado che ci è dato vedere nella chiesa, non ho tutta questa certezza che si tratti di faciloneria.
Non amo il complottismo, ma credo ci sia un disegno. Mysterium iniquitatis?

mardunolbo ha detto...

Avendo conosciuto e cercato di dialogare con adepti neocatec., sacerdoti compresi, mi rendo conto della validita' delle parole di Stefano78 !L'ambiguita' e l'uso delle parole per trasferire poi in una prassi coinvolgente emotivamente e' il sistema furbo di Kiko Arguello per tenere i suoi seguaci. L'attacco diretto sfumato in mille frasi ambigue trasfigura la violenza e l'idea di base e rende accettabile l'attacco diretto che fa del concilio di Trento e della liturgia secolare. Continuo a chiedermi spiegazione, e la trovo in quanto scrissi all'inizio,su come un disperato convertito in qualche modo possa poi ergersi a pontificare con tale arroganza. Soltanto il fatto di aver provato il 68' con i suoi nefandi risultati mi ha permesso di stare alla larga dai movimenti. A quel tempo in Milano Don Giussani girava nelle scuole invitando ad accogliere Cristo. Aveva un modo di fare convincente per alcuni ma non per me, gia' credente.Non mi trovavo con le sue parole per me un po' astruse, ma era un sacerdote pieno di sacro fervore e conoscendo la teologia ed essendo inserito a pieno diritto nella Chiesa portava giovani in Chiesa. Ottima cosa!Non mi sono quindi mai ritrovato con i raduni di CL che ritengo tuttora una struttura un po' settaria come molti movimenti della chiesa attuale dove molti devono aggregarsi per sentirsi nella Chiesa. Capisco quindi il desiderio anzi l'esigenza di molti di avvilupparsi in un gruppo, ma entrare nel mondo neocatecumenale NOOO! Significa farsi divorare cervello e capacita' di ragionare con la propria testa. Ma quel che e' peggio significa farsi condizionare in una ritualita' e dottrina marrana che ha a che vedere con il cattolicesimo quel tanto che basta per sentirsi dentro, ma "essendo fuori" SENZA RENDERSENE CONTO!

elisa ha detto...

Condivido pienamente quanto detto da Freedom. Non ho fatto studi teologici e perciò non me la sento di intervenire in discussioni "tecniche", anche se si fa strada in me la sgradevole sensazione di aver partecipato per anni a celebrazioni non esattamente corrispondenti alla Santa Messa domenicale. Sono certa comunque che il Signore avrà pietà della mia ignoranza. Anch'io per carattere e formazione mi preoccupo invece moltissimo del danno fatto dal cammino alla psiche delle persone. Ho perdonato quanto mi è stato fatto personalmente sottraendomi tempo, denaro, libertà, mantenendomi ignorante appunto dal punto di vista teologico "grazie" alle infinite catechesi di persone impreparate. Ma non posso ancora superare la perdita di amicizie importanti: una soprattutto era per me una vera sorella con la quale condividere ogni cosa. L'ho vista cambiare a poco a poco, diventare sempre più fragile e insicura. Non fa un passo senza inconsciamente cercare l'approvazione dei catechisti. Ho visto altre persone cambiare allo stesso modo, e comprendo pefettamente il dolore di chi, a causa del cammino, ha subito il distacco da figli, fratelli, coniugi.

elisa ha detto...

E a proposito di "copione scolorito"... mai in vent'anni mi è stata proposta come modello l'esperienza di un Santo, sempre e solo la trita e ritrita storia di Kiko. Alle convivenze i filmati nei quali lui era protagonista, i suoi discorsi in cattivo italiano assieme a quelli totalmente incomprensibili di Carmen. Se appariva talvolta il Papa era sempre assieme a Kiko, per dimostrare che i due erano in ottimi rapporti. Quanto agli insegnamenti del Santo Padre... mai trasmessi direttamente ma sempre filtrati dai catechisti secondo le indicazioni kikiane.

mic ha detto...

Egli dice: ‘Per questo sono venuto: per passare da questo mondo al Padre’. Ossia, la presenza fisica nel mondo ha uno scopo che è il resuscitare dalla morte.

in queste parole di kiko, che risultano dagli originali degli "Orientamenti per i catechisti", c'è la prova provata che per lui il Sacrificio di Cristo non esiste... del resto ci sono altri punti in cui dice "che Padre è quello che ha bisogno del sacrificio del Figlio?"... mentre in testi più recenti parla del sacrificio della Croce, ma - come molto esattamente puntualizzato da Michela e come vissuto da tutti noi - la prassi porta da tutt'altra parte e l'unica redenzione del neocat non è accogliere la Grazia Santificante di Cristo, ma "fare il cammino"...

Da notare che molti Nc che leggono non hanno sentito e non sentiranno mai le parole che riportiamo dai documenti, dei quali per tanti anni è stata negata l'esistenza, perché sono gli insegnamenti rivolti ai catechisti. Come ben sapete, nelle comunità, invece, vengono diffuse le cosiddette "catechesi di riporto" tutte rigorosamente uguali in tutto il mondo, che vengono date dagli iniziatori ogni anni nelle "convivenze di inizio corso" e altro...

Freedom ha detto...

Buon giorno a tutti. Scusate, stamani sul mio blog è comparso l'ottimo thread di Tripudio (che quoto al 100%) e ho postato un commento lì, poi ho notato la data di domenica. E' un thread vecchio? Come mai c'è solo il mio commento?
A proposito del cammino neocatecumenale come psico-setta,vi invito a leggere i thread sulla vicenda Arkeon e sul ruolo improvvido svolto da P. Raniero Cantalamessa e inoltre da un sacerdote che ne faceva addirittura parte....

Freedom ha detto...

Riflettendo & leggendo,
ritengo, a ragione, che non vi sia movimento piu' moralista e farisaico del cnc....Perchè? Perchè i fedelissimi del cnc ritengono, dopo aver subito umiliazioni e " fustigazioni" pubbliche ripetute (perchè in genere sono peccatori impenitenti) di avere raggiunto una sorta di "immunità'" parlamentare. E' una specie di "pensione morale"....hai maturato una certa "anzianita'di cammino" quindi puoi , a tua volta" mazzolare qualsiasi malcapitato. Per certi versi, da quest'ottica , il cnc somiglia molto ad una associazione mafiosa. Questo è uno dei motivi che disgustano molti dall'aderire e dal proseguire. Notate: la gran maggioranza delle persone che aderiscono al cnc se ne fuggono via. Ad occhio e croce, se si vuol parlare di numeri, circa il 70%, a cui si sommano le defezioni piu' mature. Solo i più compromessi e condizionati resistono, in un ottica pervertita e sado-masochista.

Freedom ha detto...

Vorrei anche sgombrare il campo da qualsiasi considerazione di tipo politico. Si possono avere idee di sinistra o progressiste e credere in Dio. Il Signore Gesu' è stato il piu' grande socialista della storia umana.

Stefano78 ha detto...

Ci chiediamo perchè le persone, anche con una Coscienza "allenata" si facciano coinvolgere anime e corpo da Kiko.

Alcuni motivi li avete elencati, giustamente. Il CnC si rivolge soprattutto "ai lontani e ai non sufficientemente catechizzati". Queste persone avranno (ed hanno) come riferimento SOLO il CnC. Sia in ambito Parrocchiale, che ecclesiale, che Magisteriale. Il CnC costituisce per queste persone (che sono la parte maggiore degli associati al CnC) i fondamento della propria conversione. Per questo diranno sempre "Prima ero un bestemmiatore, poi grazie al Cammino non lo sono stato più", ecc. Grazie la Cammino. E' "normale" che dicano "grazie al Cammino", prima che Grazie alla Chiesa Cattolica, custode della Fede data da Cristo per mezzo dello Spirito. Il Cammino diventa la vita stessa degli associati. Il suo metodo mira a coinvolgere in modo totalizzante la vita dei singoli nel gruppo. E non vi sarà più differenza fra la vita personale e comunitaria. L'una non può proseguire senza l'altra. E non si potrà più fare a meno dei "Punti di riferimento" della vita: i catechisti (Kiko) a cui si deve obbedire per comando Divino.

C'è però un altro fattore che non si può non considerare. Kiko non ha torto quando dice che la vita parrocchiale ed ecclesiale è fredda e sovente squallida!

Lui si espande perchè ci sono i motivi. Non è vero che sia sempre e solo così, ma è vero che spesso, oggi, è così.

Alla sciatteria della Liturgia parrocchiale, Kiko dà la SUA Liturgia della Merkavà! Solenne e ipercurata nei minimi dettaglie.

Alla freddezza della vita parrocchiale Kiko dà l'unione comunitaria. Alla tiepidezza e incoerenza della vita parrocchiale Kiko dà la sua forza e veemenza nella corenza comunitaria.

Che poi questo sia il risultato della concezione di un'altra Chiesa rispetto a quella Cattolica della tradizione, passa in secondo piano. In primis perchè la Chiesa Cattolica, in questa Babele, è difficilmente riconoscibile (MA C'E' ECCOME!). In secundis perchè le mille "chiese" nella Chiesa non sono esse stesse identificate nettamente come tali.

In una "parrocchia atomica" voluta dal CnC non si pone proprio il problema se essa sia o meno la Parrocchia tradizionale. Non si pone il problema perchè nessuno lo pone. E nemmeno gli associati lo porranno mai, perchè non ne hanno motivo. Anche se avessero di che soffrire per causa del CnC, chi ha conosciuto la Chiesa (quell'immagine di Chiesa) attraverso il CnC e chi ha vissuto letteralmente del CNC, raramente potrà prosi domande che come risposta abbiano un concetto diverso da questo: il problema sono io!

Mentre è vero che chi ha conosciuto il vero volto della Chiesa, o comunque ha vissuto di "un'altra Chiesa" prima del CnC, è chi può avere una base inpiù per risolvere i grandi dolori legati sia al CnC che al distacco da esso...

Freedom ha detto...

Caro Stefano,
tu hai sostanzialmente ragione.
Però vorrei spezzare una, anzi un centinaio di lance, a favore di Gesù. Grazie alla sua infinita misericordia, ho sperimentato la radicalità del suo amore, prima di aderire al cnc, e ho sentito di essere amato per quello che ero e mi sono commosso, fino alle lagrime. L'amore di Gesù è universale e non guarda al colore di partito, al sesso o alla condizione sociale...

Freedom ha detto...
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Freedom ha detto...

La dimensione comunitaria NON E' una invenzione di Kiko ma è insita nel cristianesimo e presente nelle parrocchie. Chi pensa che le parrocchie si siano svuotate per il NO commette un errore di valutazione pacchiano. Va bene essere contrari al cammino neocatecumenale. Ficcarsi però in un altra setta, tradizionalista, è secondo me, sbagliato. L'AMORE di CRISTO e' UNIVERSALE.

mic ha detto...

Ficcarsi però in un altra setta, tradizionalista, è secondo me, sbagliato. L'AMORE di CRISTO e' UNIVERSALE.

caro Freedom,
non esistono SETTE tradizionaliste (o, se esitono, non fanno parte delle realtà che io conosco). Se ti riferisci alla FSSPX non è una setta, ma una Fraternità Sacerdotale perfettamente cattolica che critica alcune ambiguità conciliari e ha conservato il Rito Gregoriano.

Del resto lo stesso Benedetto XVI ha detto che il Rito Tridentino non è mai stato abrogato e ha tolto una scomunica, peraltro molto discutibile.

Ma non è né il luogo né il momento di approfondire questo discorso, i cui dati esenziali sono condensati nelle mie poche righe.

Il vero problema, compreso il Cnc, è dove sta andando la nostra Chiesa!

Stefano78 ha detto...

Freedom, sai bene che non ho detto che pe Parrocchie si "svuotano" grazie al NOM.

Le Parrocchie si svuotano "grazie" alla poca fede. Anzi grazie alla perdita della fede....

La sciatteria della Litrugia parrocchiale, sovente, deriva dalla perdita della Fede, prima ancora che dalle critiche che si possono fare a certe pieghe della riforma post-conciliare.

Quello che dice il Papa è vero. Se si celebrasse "in continuità", secondo le rubriche (che non sono delle regole "aziendali" ma sono degli strumenti per il culto LOGICO), con "ars celebrandi", senza mettere l'assemblea al centro, la Solennità Cattolica e la "convinzione" in quello che si celebra, per poi viverlo, sarebbe di nuovo nelle parrocchie.

Il problema è che per avere una tale convinzione bisogna crederci. E se i Pastori non ci credono, se i Pastori sono "stanchi", se i Pastori non si sentono più pastori, i Lupi entrano e fanno razzia.
Ecco il senso profondo dell'anno sacerdotale passato, e il senso profondo della richiesta incessante di preghiere per i sacerdoti da parte del Papa...

Antonio ha detto...

Il Signore mi ha chiamato ad uno dei tanti cammini di fede post-conciliari, in particolare nel cammino neocatecumenale, ufficialmente riconosciuto dalla SANTA SEDE. Leggo con amarezza quello che viene scritto in questo sito in quanto le parole sono dimostrazione di "disprezzo" e di odio" verso l'opera dello Spirito Santo.
Che Dio Padre ci usi sempre misericordia e perdono e allontani il "divisore (Satana)" dai nostri cuore.
Shalom, Antonio.

mic ha detto...

se fosse davvero uno dei tanti cammini, Antonio, e non "IL CAMMINO" come si pregia di chiamarsi assolutizzando la sua realtà e se non presentasse le storture di cui abbiamo dato ampia dimostrazione, non saremmo ancora qui a parlarne!