lunedì 29 dicembre 2014

Testimonianza di un catechista neocatecumenale, cantore e didascalo (parte seconda)

La "Comunione seduti":
neocatecumenalismo in atto
Seconda parte della testimonianza pubblicata venerdì scorso.


Esistono vari gradi di obbedienza, ma quella più alta è l'obbedienza canonica, ovvero quella di quanti si consacrano ad un istituto di vita religiosa, e ne fanno voto: in tal caso, loro sono tenuti ad obbedire anche sulle cose non importanti, purchè la richiesta non sia esplicitamente contraria alla fede, nel qual caso possono e devono disobbedire.
L'obbedienza dei laici, invece, è duplice: da un lato vi è l'obbedienza verso i Pastori (Vescovi) in quanto capi della chiesa, e riguarda la pastorale locale; dall'altro lato, invece, vi è una forma di obbedienza verso gli "operatori", in un discorso simile a quello del bimbo verso il padre. In quest'ultimo caso, l'obbedienza cessa con il raggiungimento dell'autonomia individuale, e comunque resta soltanto un'obbedienza di affetto, ed in funzione dell'insegnamento che ricevo. (...)

Nella mia esperienza di cammino, invece, praticamente tutti i catechisti che conosco pretendono obbedienza assoluta e personale, ovvero verso la loro persona.

Addirittura, si impone di non parlare con altri preti fuori dal cammino, nè con altri studiosi; e si consiglia di non studiare il magistero per evitare di fare confusione.

Infatti, "chi cerca troppo lo fa perchè non ha trovato convincente quanto già ha; in fondo, quindi, cerca solo chi non è appagato dalla predicazione dei catechisti".

Al contrario, la Chiesa sostiene che è dalla fede che nasce l'esigenza di voler sempre meglio conoscere l'oggetto della nostra fede, ovvero Dio, assieme alla sua creazione.

Kiko esige obbedienza:
ma lui obbedisce al Papa?
Anche questo fenomeno dell'antirazionalismo l'ho constatato un'infinità di volte, sotto i miei occhi, assieme alla richiesta di assoluta obbedienza da parte dei catechisti.
Questo è quello che, con triste ironia, chiamo "obbedientismo".

Molte di queste argomentazioni che io ho esposto, sono nate in bocca a catechisti ignoranti e senza spirito, che pur di sentirsi degni dell'invio alla predicazione, hanno iniziato ad accampare scuse su scuse.
Perchè per molti di loro la predicazione è segno di prestigio, e non vogliono rinunciarvi neppure se sono ignoranti anche nelle cose fondamentali della parola di Dio.

Perchè è così: questa gente che io conosco a malapena conosce la Bibbia, ma poi ignora del tutto il magistero, la tradizione e tutto il resto !!! (ripeto, parlo di quelli che conosco io, non di tutti, visto che io stesso, come catechista colto e studioso, dalle mie parti sono l'eccezione, e sono persino malvisto per questo).
Questa gente mi ha detto in faccia che per loro è sufficiente predicare e ricevere obbedienza in virtù del loro invio. Ora, questo non è vero da un punto di vista dottrinale, e non è vero neppure da un punto di vista spirituale. Ma loro non possiedono neppure la formazione sufficiente per capire queste cose!
E stiamo parlando, ripeto, di catechisti che hanno finito il cammino, e che stanno formando altri catechisti come loro . . (brrr, orrore !!!)

La seria formazione la Chiesa la richiede. C'è infatti una norma, la puoi trovare anche sul catechismo, che è la scienza debita, ovvero la conoscenza necessaria per affrontare un compito. Essere catechista non significa solo riportare la propria esperienza di fede, ma anche essere guida del catecumeno, per capirlo, ed aiutarlo a formarsi. Secondo le norme della Chiesa cattolica, per evangelizzare sono necessarie competenze filosofiche, teologiche, psicologiche, sociologiche, ed altre ancora. E non necessariamente a livelli elevati, ma almeno quel tanto che basta per sapere quello che si sa, e per riconoscere quello che non si sa.
Per esempio, io non sono un ingegnere, ma ho quel minimo di conoscenze dell'acqua che mi permette di capire che se lo scalda-acqua non carica, allora devo chiamare un idraulico.
Così è anche per il catechista.

Negli scrutini a volte i catechisti fanno osservazioni e commenti che vanno a toccare la psiche delle persone, e che mettono in luce la loro morale, e così via: ma se una persona non conosce la teologia morale, e se non ha competenza psicologica, come potrà essere utile ?

C'è molta più probabilità che si facciano danni. Ed infatti questo sta avvenendo.

Inoltre, per la Chiesa chi non acquisisce la scienza debita per mancato zelo commette peccato, anche grave, nella misura dell'incarico che deve assolvere.

Ed anche parlare in modo ambiguo, cioè non adeguatamente chiaro e comprensibile per tutti, è una mancanza di carità e di zelo verso il prossimo. Condurre anche una sola persona alla fede è un incarico importantissimo, che richiede invece tutta la competenza possibile.
Il Dottore Honoris Causa
Sarebbe accettabile un catechista "ignorante", per così dire, solo se il suo compito fosse non quello formativo e di vaglio della fede -compito per cui sarebbe necessaria una certa scienza-, ma se fosse invece giusto un riferimento esperienziale, ovvero se il catechista fosse colui che espone la sua esperienza di fede e la propria conversione, per poi lasciare il campo ai veri maestri di fede.
Il catecumenato antico, infatti, funzionava così.
E sarebbe quindi accettabile che il catechista qualunque possa portare la catechesi iniziale, laddove i concetti sono semplici e si parla in generale, secondo le parole di Kiko. Quando invece si va avanti, in tappe e scrutini personali, ci vogliono catechisti esperti. Altrimenti, l'unica cosa da sperare è che non facciano danno, e che tacciano, lasciando agire lo Spirito, anzichè parlare e far danno!

Tuttavia, questo discorso, che riguarda il cammino in genere, dalle mie parti è esasperato.

Ne è la prova quelle affermazioni che ho scritto prima sul rapporto fra Gesù, Mosè, il magistero, ecc, che spero che nessun altro catecumeno abbia mai dovuto ascoltare dai propri catechisti o dai propri fratelli.

Dalle mie parti, infatti, accade proprio che quanto più si è ignoranti, tanto più si è fanatici ed intolleranti, a partire dai catechisti.

Un mio catechista una volta ha detto: "io sono Mosè, chi mi contraddice avrà la lebbra come Miriam nel deserto, ovvero sarà espulso dalla Chiesa, e non da me, ma da Dio in persona".

Questi sono i miei catechisti, e non sono troppo diversi da altri che conosco. E queste cose le dicono ogni giorno, non è il discorso di una sera !

Queste sono solo alcune delle cose, e sono già tante, perchè ho scritto una mail molto lunga. Il catecumenato resta una strada buona, almeno io credo; e tuttavia va purificata dagli elementi pericolosi, vuoi nella dottrina, che nelle persone. Ci deve essere un maggior controllo su ciò che viene predicato.

Altrimenti il catecumenato diventerà davvero il latore di una spiritualità antirazionale, fondata sull'umiliazione, sull'autodistruzione ... un mix di tanti fattori appartenenti a periodi precedenti, e che invece non hanno nulla a che vedere nè con il cristianesimo, nè con il cattolicesimo, e tantomeno con il nucleo essenziale della predicazione kerigmatica del cammino neocatecumenale.

Perchè nella mia parrocchia il catecumenato è divenuto "catecumenismo": da cristocentrica, la comunità è divenuta un gruppo al servizio adulatorio del parroco e per l'onore dei catechisti. E nulla altro interessa se non la routine così stabilmente raggiunta.

Non è questo il catecumenato che mia madre ha scelto e che io ho seguito, non è questa la predicazione che ho ricevuto e non è quella che ho trasmessa ai miei catecumeni. Eppure è quella che sta prendendo piede, grazie, anche, ad alcune mancanze dalla gerarchia catecumenale. Ed è una cosa molto grave, sia da un punto di vista filosofico che religioso.

Obbedientismo, antirazionalismo che tende al fideismo, al fanatismo ed al messianismo: sono certo che Kiko non vuole esprimere queste cose, però è anche vero che non parla in modo sufficientemente chiaro per debellare questi germi. Germi che in molti luoghi, compresa la mia parrocchia, hanno preso piede a danno dei più deboli.

E sono questi gli aspetti che più caratterizzano il cammino, nella mia zona, e purtroppo anche in altre.
E questi aspetti se presi da soli non sono propri del cristianesimo, ma al massimo sono stati momenti centrali di alcune spiritualità che si sono manifestate nella storia della Chiesa.

Questi aspetti, però, se esaltati e fondamentalizzati, si estraniano alla Chiesa stessa.
Al contrario, la fede e la ragione, l'obbedienza e l'autonomia, il provvidenzialismo ed il libero arbitrio, il profetismo e la morale, ebbene, sono tutte caratteristiche che fanno parte del cristiano, ma che si relativizzano l'una con l'altra senza che alcuna prevalga. Solo in questo modo si ottiene un cristiano completo, che non sia di parte.
E dico "di parte" nel senso letterale: non può una mano dirsi corpo intero, nè lo può il piede. Ci vogliono tutte le membra perchè si abbia un corpo, ed è solo allora che Dio vi soffia dentro "ruah", lo spirito vivificante.

30 commenti:

psyco ha detto...

ESPERIENZE 'PARANORMALI' NEOCATECUMENALI :

http://cruxsancta.blogspot.it/2014/12/experiencias-paranormales.html

il carmelitano neocatecumenale padre PIUS (super-catechista NC di GUAM anche se non è incardinato : l'arcivescovo neocat praticamente non va nemmeno al bagno senza il permesso del super-catechista NC) comanda di andare alla convivenza nc 'VERY VERY IMPORTANT' e la paragona a GESU': "...se per te è più importante il lavoro o GESU'......" cioè la CONVIVENZA NC!!!!!

http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=43760

GIOVANE PRETINO NEOCAT ( PRESBITERO ) alla sua prima omelia tutta scomposta e casuale dice : "SIAMO TUTTI PROSTITUTE IN QUALCHE MODO,DANDOCI AGLI IDOLI" e altro gergo di KIKO e di PIUS :

http://www.junglewatch.info/2014/12/report-on-mass-with-fr-harold.html

l'apostata ha detto...

Al catechista didascalo che ha scritto:

"...richiesta di assoluta obbedienza da parte dei catechisti...".
Tutto vero. Ricordo ancora il mio capo equipe che dopo sfibranti scrutini notturni ci urlò "voi ci dovete obbedienza assoluta!".
Lì ho detto basta, ho capito che era inutile continuare a cercare di modificare la situazione dall'interno.

"...sono certo che Kiko non vuole esprimere queste cose..."
Io invece sono certo che vuole proprio questo. Che altro aspettarsi da uno che si definisce "il nuovo Giovanni in mezzo a voi, l'inviato, l'angelo", che millanta di parlare sempre per ispirazione.

Ai piccoli neocat in buona fede.
Al prossimo incontro con i catechisti, domandate loro se è vero o no che a un certo punto del cammino pretenderanno da voi obbedienza assoluta.

Vedrete come reagiranno...

Multe ha detto...

<>

la mia esperienza conferma questa affermazione avndo un matrimonio seriamente danneggiato dal cammino. Ovviamente a nessun neocatecumentale duro e puro interesserà minimamente. I feriti ed i morti lungo la strada non interessano, interessano solo quelli che restano.

E quei pochi che intuiscono che c'è del vero (recentemente ho parlato con due amici psicologi nel cammino) non hanno la forza per opporsi ad una struttura rigida che potrebbe essere modificata solo dall'alto (Kiko&C)

Infatti nel cammino si è abituati a fare come viene detto perché è lo Spirito (= Il Signore stesso) che vuole così. Con questa mentalità chi oserebbe mai opporsi in modo serio?

Poi, forse, se si riconoscesse quanto delicato è il tema del foro interno durante gli scrutini, ci si penserebbe due volte prima di farli....e forse non si farebbero affatto.

Lino ha detto...

Non per fare il bastian contrario, ma: già l'avevo intuito ieri, non convengo con l'articolo, che mi pare una critica dall'interno che contesto in vari punti. Tra i più confutabili, i seguenti.
1) "E sarebbe quindi accettabile che il catechista qualunque possa portare la catechesi iniziale, laddove i concetti sono semplici e si parla in generale, secondo le parole di Kiko".
Risposta: assolutamente non vero. Le catechesi iniziali contengono la sintesi della dottrina del Cammino, ne rappresentano il proemio. Dalla catechesi del fango, che fissa l'attenzione sul peccato e non su Cristo, alla logica della "religiosità naturale" (che in realtà è un primo attacco alla fede del "cattolico della domenica") fino alla balordaggine che il CV II avrebbe mutato la teologia, tutto ciò già sta nelle catechesi iniziali. Dal punto di vista metodologico, nelle catechesi iniziali già la comunicazione è unidirezionale, consiste in una didattica frontale che impedisce ogni domanda e crea le condizioni per l'assoluta obbedienza ai catechisti.
2) "Altrimenti il catecumenato diventerà davvero il latore di una spiritualità antirazionale...)
Risposta: il NEOcatecumenato del Cammino è antirazionale per dottrina perché nel direttorio catechetico NC la supposta illuminazione del catechista è una costante; La conoscenza dello stato interiore, nel CNC proviene (come nello gnosticismo moderno) sempre dall'alto, per illuminazione, mediante una rivelazione che non necessita di verifiche perché garantita dal maestro-iniziatore (che ha visto la Madonna, che ha ricevuto l'indicazione di fondare il Cammino dalla divinità). L'antirazionalismo è una delle componenti proprie dello gnosticismo. Le testimonianze esperienziali, così come portate nel Cammino, sono tutte a imitazione di quelle dei NC più anziani e generalmente antirazionali.

3) "...sono certo che Kiko non vuole esprimere queste cose"
Risposta: quello che Kiko vuole esprimere non sta nell'opinione di chi lo interpreta ma nel suo direttorio catechetico, chiarissimo sin dalle critiche di p. Zoffoli e ripetuto a memoria da decenni. E sta nei casi-studio che il fondatore fornisce nei mamotreti come linee guida per la conduzione degli scrutini, casi-studio nei quali lo stesso Kiko si improvvisa psicologo.

Lino ha detto...

Aggiungo, per il "catechista colto e studioso" che ha detto: "Altrimenti il catecumenato diventerà davvero il latore di una spiritualità antirazionale..."

Lo sai, caro mio, cosa disse Kiko in una intervista a France Catholique? "In questa crisi di senso e di speranza un certo aiuto mi è venuto da un'altra corrente di pensiero, quella di Henri Bergson, che aveva rotto con il razionalismo e dava grande importanza all'intuizione...".
Ricerca l'intervista. Poi, magari, verifica cosa significa "intuizione" e come l'intuizione (sinonimo di illuminazione, nel misticismo e nello gnosticismo) sia di gran lunga superiore alla fede e alla razionalità nelle teosofie gnostiche.

Valentina Giusti ha detto...

Credo che questa voce critica che viene dall'interno colpisca molto i neocatecumeni in buona fede, i cosiddetti 'piccoli' di apostata.
Ricordiamoci che chi entra e rimane in cammino dà importanza a mille cose prima del rispetto della retta dottrina e della liturgia.
Chi entra e resta in cammino sta cercando una comunità viva in cui vivere la propria fede e, per quanto riguarda i 'particolari', si accontenta delle approvazioni ufficiali.
Ciò che invece non può non colpire ed infastidire è proprio l'obbedientismo e il catecumenalismo di cui parla il catechista. Che viene sopportato solo perché si manifesta nella sua interezza in poche occasioni, fra le quali gli scrutini, per il resto del tempo rimanendo sullo sfondo, come una minaccia latente.
Ora, credo che questa disamina abbastanza lucida faccia capire che siamo di fronte a dei gravi problemi, che sarebbero tali anche se affliggessero comunità di evangelici o di buddisti.
Il tentativo di sottomettere la ragione e la libertà delle persone è proprio del settarismo, ed è grave e condannabile in ogni caso, anche se non riguardasse un movimento cattolico.
Quindi io direi 'ben venga' a questa voce critica che nasce dall'interno, come sono un buon segno le vignette dei ragazzi del cammino su FB.
Sono il primo passo, una prima presa di coscienza.
Nel momento in cui poi si capisce che a Dio non è gradita la fustigazione della propria intelligenza e la repressione della propria libertà, nel momento in cui si comincia a sospettare della buona fede dei gerarchi del cammino, ecco, quello è il momento favorevole per rivedere tutti gli insegnamenti ricevuti alla luce dell'insegnamento della Chiesa.
La strada inversa è difficile, per chi è già da più anni in cammino.

Anonimo ha detto...

purtroppo non fosse così! ma invece è tutto vero! mio marito ed io abbiamo lasciato il CN dopo 29 anni e dopo averlo finito ma con periodi di grossi combattimenti. terribile sta cosa dell'obbedienza ma molto altro. per fortuna DIo ci ha aperto alla Chiesa a 360° e ho visto che ci ha difeso da cadere in quella rete anche soffrendo perchè ci trovavamo sempre "esclusi". Potrei veramente raccontarne tante posso solo dire che ho molto molto sofferto mi era stata annunciata la Misericordia e che Dio mi amava come ero! Dio si ma loro no!e ci hanno totalmente tagliati fuori senza nemmeno cercare di capire il perchè. per loro compreso il parroco, siamo spariti non esistiamo più! terribile persone alle quali hai aperto il cuore!!!!!!
adriana

Pietro (Non del Cammino) ha detto...

Molto interessante. Analisi precisa e "scientifica".
Il mio pensiero è che il Cammino, pur tra tante contraddizioni opera dell'uomo, sia sorto per ispirazione divina e che sotto Papa Giovanni Paolo II abbia avuto l'opportunità di fare un grande salto di qualità. Ma, purtroppo, forse per superbia ed esaltazione, il Cammino ha preso il riconoscimento ottenuto (a determinate condizioni a cui deve sottomettersi), per un mandato a riformare la Chiesa a propria immagine e somiglianza. Se così fosse, sta sprecando la grazia che Dio gli ha elargito. Forse irrimediabilmente, se noni si riprende subito.
Chi si esalta, infatti, sarà umiliato, fosse anche il più grande carismatico del mondo. Fosse anche Kiko. Fosse anche il Cammino. Dio, infatti, non fa preferenze di persone e tanto più uno è grande, tanto più deve umiliarsi.
Da ciò che vedo di prima persona e da ciò che apprendo, pare infatti che l'esaltazione, nel Cammino, non rappresenti solo un peccato personale, ma è divenuta parte della sua stessa sostanza. E me ne duole.

Anonimo ha detto...

Ho saputo che la fondatrice di queato blog, è una persona che contesta la Chiesa ed il concilio.
Mi chiedo se le esposizioni e le affermazioni su queste pagine siano affidabili dato che provengono da una fonte cosí poco attendibile e così contro la Chiesa.
Grazie
Maria

by Tripudio ha detto...

Maria,

hai "saputo male".

Questo blog non è una "fondazione": non ha mai inteso essere altro che uno spazio di discussione in più rispetto a forum cattolici e altri blog dove purtroppo la presenza di "moderatori" neocatecumenali impediva una serena discussione.

Quando avvenne che perfino sul blog di Andrea Tornielli c'era spazio per le menzogne della propaganda neocatecumenale ma venivano messi a tacere coloro che prendevano sul serio lo Statuto e i discorsi del Papa, e addirittura venivano ridicolizzate le donne in quanto tali (e dichiarate incapaci di ragionare sulle cose della fede), Mic aprì temporaneamente questo blog.

Col passare degli anni, dal 2006 ad oggi, si sono alternati diversi collaboratori. Il sottoscritto scoprì questo blog un po' di tempo dopo (non ne sapevo nulla delle faccendacce del blog di Tornielli e degli altri blog).

L'unica cosa che conta è la verità. Gli attivisti neocatecumenali, pieni di superbia e di menzogna, pretendono di giudicare male chiunque confronti il Cammino con il Magistero e la Tradizione.

Gli attivisti neocatecumenali, sepolcri imbiancati, pretendono di giudicare il contenuto esclusivamente in base al... contenitore.

Chi è dalla parte della verità non ha bisogno di adoperare trucchetti, astuzie, artifici retorici, menzogne.

E per essere dalla parte della verità è sufficiente prendere sul serio il Magistero e la Tradizione, è sufficiente leggere integralmente i discorsi dei Papi, è sufficiente seguire senza modifiche la liturgia della Chiesa, è sufficiente promuovere senza ambiguità le immutabili verità di fede... Il Cammino contraddice apertamente perfino il Concilio Vaticano II.

Il Cammino è spiritualmente un tumore e lo si nota in modo particolare dalla liturgia, sulla quale è sempre stato sgridato dai Papi. I Papi cercano di far leva sul buon cuore dei fratelli più piccoli e semplici, quelli che ancora non hanno inquinato la loro fede con l'idolatria di Kiko e Carmen.

Anonimo ha detto...

Cara Tripudio,
prima di tutto mi suona strano che voi pubblicate in anonimo,mentre non esistate a pubblicare nomi di seguaci del cammino a seguito di post dei quali la provenienza non e´ verificabile.
Riguardo i discorsi dei Papi mi sembra che (rileggendoli) i commenti e gli aiuti dei papi siano sempre positivi; correzioni ce ne sono state e sono state sempre accettate con spirito di obbedienza.
Poi riguardo la tradizione da te tanto sbandierata, la Chiesa ha preso la sua decisione.
Il concilio ha parlato chiaro anche per coloro che cercano ancora discussioni per evidentemente, riaprire temi superati ed obsoleti.
Io vedo da fuori che il cammino arriva dove una ciesa statica come quella pre conciliare non sarebbe mai potuta arrivare.
Mi ha molto colpito che nella tua intervista parli della tua prima esperienza come lettrice con una senzazione di violazione nel salire sull´altare.
Questo e´sinonimo di una tua situazione personale veramente grave; ma davvero non hai capito la freschezza e lo spirito del concilio?
davvero sei convinta che la tua chiesa arriverebbe ai lontani con il latino e le pompe?
davvero sei convinta che la forma...la liturgia...la conoscenza sola portino a Dio?
quindi tutti i poveri ignoranti del pianeta? ma cristo non era venuto per i poveri?

concludo dicendo che molte cose....rimangono incomprensibili per i sapienti (o presunti)....
Grazie per la risposta.
Maria.

Valentina Giusti ha detto...

Cara Maria, l'importante non è chi scrive qui sopra: personalmente non conosco nessuno, per esempio.
L'importante è ciò che viene detto. È la verità? Non lo è? Per me, è questo il discrimine.
Per quanto riguarda il rispetto nei confronti della Chiesa e del CVII ...c'è chi si affida ad una guida spirituale che ha cancellato millenni di storia della cristianità. Dovendo usare raziocinio nelle proprie scelte, mi concentrerei più sulla opportunità di affidarsi a un simile maestro piuttosto che di leggere gli articoli di questo blog.

Anonimo ha detto...

Brava Maria......
La Chiesa si è sbagliata per 2000 anni, ci volevate voi per salvarla,
Mi sembrate come un branco di iene che si accanisce sulla vittima disignata.
Se volete una Chiesa tutta vostra fondatevene una siete solo dei parassiti e si sa,dove attacca l'edera la pianta muore

by Tripudio ha detto...

Rispondo per punti:

- l'anonimato sul blog è necessario a causa dello stalking degli attivisti neocatecumenali, contro alcuni dei quali sono state necessarie anche denunce

- sono decenni che in tantissimi subiamo mobbing, stalking, doxing, vessazioni di ogni genere, solo per aver rivelato i vergognosi "arcani" del Cammino

- quando invece ci rivolgiamo alle autorità ecclesiastiche per denunciare gli errori e gli strafalcioni del Cammino, è sempre coi nostri nomi e cognomi e tutto il resto (e sempre così sarà), anche se diversi ecclesiastici cestinano le nostre lettere senza neppure leggerle

- i discorsi dei Papi non sono "totalmente positivi": per esempio Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno ripetutamente rimproverato il Cammino per gli strafalcioni liturgici (ma ovviamente nel Cammino si minimizza e si nasconde tutto ciò)

- il Cammino non ha accettato le correzioni di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI (confluite per di più nello Statuto): infatti la liturgia del sabato sera è diversa dalla Messa della Chiesa Cattolica, questo è innegabile

- il Concilio Vaticano II ha detto molte cose che il Cammino disprezza, e fra le tante ha raccomandato l'uso del latino e il dare il posto preminente al canto gregoriano ma il Cammino utilizza esclusivamente i canti di Kiko

- la Tradizione non può essere né "superata" né "obsoleta": se per assurdo fosse così, allora tutto ciò che è stato fatto ieri è da buttare, e tutto ciò che si fa oggi (compresi gli strafalcioni di Carmen e Kiko che celebrate il sabato sera) sarà da buttar via domattina (cioè oggi non vale niente!)

- Nostro Signore ha detto «fate questo in memoria di Me»: non ha detto "fate come vi pare in memoria di Me";

- l'intervista non l'ho fatta io, è stata reperita da Valentina su un forum; io sono solo uno dei collaboratori di questo blog

- se "fuori dal Cammino" tu vedi una Chiesa "statica" allora hai bisogno di un buon paio di occhiali, hai bisogno di conoscere meglio la Chiesa, e hai bisogno di smettere di porgere orecchio alle fandonie che ti dicono nel Cammino

- quella che tu chiami "violazione del salire sull'altare" è il fatto che tradizionalmente alle donne era interdetto l'accesso al "presbiterio", cioè all'area dell'altare, consacrata a Dio e riservata solo al sacrificio eucaristico; nel Cammino è stato spazzato via il concetto di altare (infatti si usano tipicamente i tavoloni smontabili), devastando lo spazio sacro per centrare tutto sulla comunità (che parla di Dio ma in realtà celebra sé stessa)

- i Concili della Chiesa sono ventuno: se tu parli della freschezza e dello spirito del Concilio Vaticano II, devi necessariamente parlare anche della freschezza e dello spirito degli altri venti Concili, altrimenti significa che per te venti secoli di santità della Chiesa possono andare a farsi friggere

- il Vaticano II è un concilio "pastorale", che perciò come tale va accolto; non essendo un concilio "dogmatico" come i precedenti, può essere discusso e per certi versi anche criticato, senza che ciò comporti disubbidienza alla Chiesa; i dogmi non sono criticabili, la pastorale può esserlo.

by Tripudio ha detto...

Proseguendo:

- ti faccio presente che in venti secoli di storia della Chiesa (di cui diciassette con uso esclusivo del latino) sono fiorite tantissime anime sante: da san Luigi IX re dei francesi a padre Pio da Pietrelcina, da san Tommaso d'Aquino a padre Massimiliano Kolbe, da santa Caterina da Siena a don Bosco... costoro non solo "arrivavano ai lontani" ma hanno santificato anzitutto sé stessi, con la liturgia "preconciliare", col "latino" e tutto il resto

- perfino una santa "postconciliare" come madre Teresa di Calcutta criticava le innovazioni del postconcilio (lamentando che la più grave sciagura della Chiesa di oggi è la concessione della Comunione "sulla mano")

- sbaglia di grosso chi pensa che il Vaticano II sia "santificante" più di tutti i Concili precedenti, e sbaglia ancor di più chi pensa che i Concili precedenti sarebbero da gettar via e da disprezzare (perciò i neocatecumenali sono in grande errore, alcuni per ignoranza e per ingenuità, tantissimi altri per malizia e per idolatria di Kiko)

- se la liturgia non fosse importante, Nostro Signore non avrebbe detto «fate questo in memoria di Me»

- se la forma non fosse importante, Nostro Signore avrebbe anche evitato di prolungare la parabola del banchetto del re parlando dell'invitato convenuto senza "l'abito nuziale"

- Nostro Signore è venuto per tutti, non solo per i "poveri": ma chiunque - ricco o povero che sia - è libero di rifiutare il Signore.

Per entrare nel regno dei Cieli non basta dire "Signore, il Signore": occorre prendere sul serio Lui e la Chiesa. E chi compie strafalcioni liturgici e insegna ambiguità dottrinali (come ad esempio il Cammino Neocatecumenale), anche se finge di non saperlo sta offendendo Nostro Signore e la Sua Chiesa.

aleCT ha detto...

@Maria

Innanzitutto lasciati dire che tutto questo "spirito di obbedienza" io non l'ho visto. Addirittura c'è chi dice che Papa Francesco quando ha parlato in udienza

(quella in cui diceva di sacrificare certi aspetti per l'unità ecclesiale o di lasciare libero chi voleva seguire altri percorsi) parla con "discorsi di circostanza"

Addirittura il portavoce di Kiko in Spagna HA CENSURATO LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO

E non è la prima volta che succede.

Per quanto riguarda la liturgia ci sono libertà che vi prendete tranquillamente ANDANDO CONTRO IL VOSTRO STESSO STATUTO.

Quando ho fatto notare la stessa cosa (articoli dello Statuto alla mano) a un catechista con 30 di cammino sai cosa mi ha risposto? "bhe..mettiamola così..stiamo rubando una mela per sopravvivere e finchè nessuno ci dice nulla.."

Al che ho risposto che un ladro rimane sempre ladro anche se non viene punito- Fermo restando che non capisco perchè "si debba rubare per sopravvivere"

A questa domanda non ho ricevuto risposta.

Detto questo lc chiarimento: con la parola "tradizione" non si intende solo la "messa tridentina", ma tutta una storia di fede applicata che parte dagli apostoli e arriva fino a noi.

Il Concilio questa Tradizione non l'ha MAI RINNEGATA. ANZI! Cosa che invece Kiko fa tranquillamente in nome di cosa? Tu lo sai? Se lo sai spiegamelo perchè io non l'ho ancora capito.

Per la cronaca (e fattelo dire da una 34enne che non ha mai partecipato ad una messa in forma straordinaria e a cui basta una normalissima messa "ordinaria" celebrata come Dio comanda) ti informo che Benedetto XVI ha definitivamente "sdoganato" la messa "tridentina" (e per questo gli hanno fatto la guerra)con un atto DI MAGISTERO.

Quindi la CHIESA HA DECISO SULLA TRADIZIONE...ma non come pensi (o ti hanno riferito)

"Io vedo da fuori che il cammino arriva dove una ciesa statica come quella pre conciliare non sarebbe mai potuta arrivare."

Io invece penso che se il Concilio fosse stato messo in atto come effettivamente era uscito dai padri conciliari il Cammino non sarebbe arrivato a queste conseguenze.

Il cammino non predica il "concilio vaticano secondo" predica "il concilio secondo Kiko Arguello"

Per il resto tu che ti senti in grado di dare giudizi sulle situazioni personali di ognuno e parli di liturgia come forma...ti faccio notare che

1) la liturgia non è un contenitore dove ognuno fa e dice quel che vuole. E' IL SEGNO DI CIO' IN CUI CREDIAMO.

2) Fai una prova: vai ad una messa del cammino e prova a fare una qls cosa (anche insignificante) in maniera DIFFERENTE dal solito.

Che ne so: prova a "manducare l'Eucarestia" appena la ricevi (come tutti i cattolici sulla terra), o ad inginocchiarti durante la consacrazione o semplicemente a mettere una icona che non sia di Kiko.

Fallo e poi mi dici cosa succede.
Così vedremo chi è che è "attaccato alla forma"

by Tripudio ha detto...

Nota bene: sono uomo, non sono "cara". E nel Cammino c'è chi conosce la mia identità (e sa bene che sono un emerito signor nessuno e che la mia unica forza è la verità insegnata dalla Chiesa Cattolica).

Ma tanti furenti troll neocatecumenali, accecati dall'ira e dall'odio, credono di "salvare" il Cammino aggredendo me e gli altri collaboratori di questo blog.

Il che è la stessa cosa dello scalciare la radiolina che ti annuncia che la tua squadra sta perdendo la partita.

Puoi odiare la radiolina quanto vuoi, puoi perfino zittirla, ma il risultato della partita non cambia.

Lino ha detto...

Signora Maria, mamma mia! Ma vi rendete conto che dite tutti le identiche cose, come nelle catechesi registrate di Kiko? Siete in grado, per una volta soltanto nella vostra vita, di argomentare su una sola questione, senza ripetere la storia dell'approvazione, ecc. eccetera?

Per esempio: qui si è discusso anche dell'antirazionalismo nel cammino. Vuol dimostrare che si sbaglia?
Poi, mi dica: che cosa conduce a Dio, uno scrutinio di Kiko nel quale v'infangano per mostrarvi i vostri peccati? Ed eviti di criticare la conoscenza: è sulla conoscenza (dei peccati e di voi stessi) che fonda tutta la dottrina del vostro movimento.

Valentina Giusti ha detto...

Aveva scritto il catechista nc:

Posso affermare con prove e tutto che ben 3 catechisti della mia comunità (catechisti dunque che sono, come me, alla professione di fede) ed il presbitero che ci segue, hanno davanti a me sostenuto in diverse occasioni, ed anche separatamente, che  il magistero è solo carta scritta, incomprensibile e fondamentalmente meno utile della predicazione dei catechisti.
Anzi, mi è stato persino detto che (cito testualmente) "come Cristo era superiore e lottava contro la Torah e contro i rabbini di allora, così il catecumenato oggi supera il magistero, che deve reinterpretare secondo un nuovo spirito".


Leggendo ciò che scrive Maria, ho la prova del fatto che questo insegnamento non è andato a vuoto.

Ruben ha detto...

@Maria
"Io vedo da fuori che il cammino arriva dove una ciesa statica come quella pre conciliare non sarebbe mai potuta arrivare."
---
"Dove?" Maria?...
La Chiesa è sempre e comunque "già" arrivata, sia nel passato, nel presente e nel futuro; quindi tutt'altro che statica, tant'è che il Papa l'ha ricordato ai vostri missionari anche con una certa decisione:

"Un’altra indicazione: dovunque andiate, vi farà bene pensare che lo Spirito di Dio arriva sempre prima di noi."
(Francesco, 1/2/2014)

Lino ha detto...

La signora Maria appartiene al genere Equus asinus, sottospecie neocatecumenale parimenti al baccalà. Quando ho letto "con il latino e le pompe" non sapevo se ridere o piangere. Ma lo sa costei che, ancora oggi, il latino è la lingua ufficiale «per i libri liturgici e il magistero papale»? Perché questa ennesima prova vivente dell'asineria NC lo associa alle "pompe", vocabolo a sua volta relazionato con "Pompa diaboli", roba da eletti del CNC? Semplice: perché nel suo linguaggio da setta, pochi vocaboli e concetti conosce e li ripete in ogni occasione.
Pochi vocaboli conosce che non considera "pompe", nella sua sapienza di asina NC: "midràsh", "berachà", "shekinàh", "channukkà", "sabbath", "merkavà" e qualcos'altro.

Perdonatemi per la crudezza, non sono solito. Non ho mai assistito, nella mia vita, a una Messa in latino perché sono "nato" dopo il CV II e non se ne celebrano molte, dalle mie parti di Messe in latino. Di asine e asini, però, se ne vedono parecchi, specie di sabato sera, nei pressi delle parrocchie naocatecumenalizzate, anche dalle mie parti.

Lino ha detto...

Maria ha detto: "Io vedo da fuori che il cammino arriva dove una ciesa statica come quella pre conciliare non sarebbe mai potuta arrivare"

Già, è arrivato a Guam, il Cammino. E, con le "cefale", in Cina. Prima del Cammino, Guam era atea e padre Matteo Ricci si era fermato sulla Grande Muraglia.

Dica non "ciesa statica" bensì "statica delle chiese", signora: senza la Chiesa pre-conciliare, le vostre conventicole anziché nelle salette delle parrocchie avreste dovute organizzarle nelle sale del Regno, dove i TdG vi avrebbero presi a calci perché i simili si respingono.

E' meglio che chiudo il PC, va', è meglio. Baccalà perlomeno è divertente e mi fa sorridere, questa mi fa incavolare con la sua presunzione. Magari è un baccalà trasmutato ;-)

luigi ha detto...

@ Maria

Signora io la inviterei a partecipare ad una messa in latino almeno una volta.
Vedrà con i suoi stessi occhi che non c'è nessuna pompa anzi regna la compostezza, la misura e il decoro e questo vale sia per i fedeli che per i sacerdoti che fanno omelie molto brevi ma che rimangono in mente.

l'apostata ha detto...

alla Sora Maria
che ha scritto:
"...Riguardo i discorsi dei Papi mi sembra che (rileggendoli) i commenti e gli aiuti dei papi siano sempre positivi; correzioni ce ne sono state e sono state sempre accettate con spirito di obbedienza...".
Già, le avete accettate ("...grazie Santità per le disposizioni...") salvo continuare a fare come vi pare.

E brava la Sora Maria!
La Sora Maria, reginetta dell'ipocrisia.

Oi Marì, oi Marì,
quante balle racconti ogni dì,
vai a dormì,
oi Marì, oi Marì...

Anonimo ha detto...

Questa è proprio bella.
Tutti i mc del mondo con a capo i loro didascali in questi giorni stanno preparando la "recita"dell'adozione dei Magi a Gesù Bambino,

Generalmente la recita viene fatta in Chiesa e sapete da ch cosa viene annunciato l'arrivo dei Magi?
Tutti noi diremmo:
"Dalla stella cometa!!!"
NO!!!!!
In alcune comunità' della mia città hanno usato usano e useranno lo Shofar
Ora sig Maria mi spiega perché fate questo?
Perché confondere i vostri bambini?
Perché cambiate la storia?
Perché stravolgete le scritture?

Scusa Lino puoi spiegarci questo "Nuevo" segno dei mc?
Buon Anno a tutti

Anonimo ha detto...

Scusami Anonimo,

ho dovuto cercare nel web cosa fosse lo (o la) shofar, perchè lo ignoro, nonostante abbia preparato (non di certo con l'obiettivo di divulgarla solo a persone nc) la tradizionale giornata di "arrivo dei re magi" presso la mia parrocchia più e più volte.
Con questo, non voglio dire che lo Shofar non si usi da nessuna parte, ma va in contraddizione (per carità, l'abitudine tipica del cnc, a quanto pare) con lo stesso kikocanto "i bambini di Betlemme", dove si parla della cd Stella Cometa.

Un assiduo lettore

Lino ha detto...

Non saprei dirti, anonimo. Occorrerebbe sapere in quali altre occasioni lo suonano i NC. Premesso che shofar nel NT non esiste (il vocabolo della koinè è salpinx tradotto con "tromba", anche nell'Apocalisse), siccome la lettura di un segno va contestualizzata nella comunità di parlanti, assodate le "fissazioni simboliche" di Kiko, io collegherei lo shofar in primo luogo al sacrificio di Isacco, dove shofar anche simboleggia una sottomissione.

Rimane il fatto che se io dico "salpinx" = tromba come nel NT, esibisco una conoscenza vana e superba. Se la signora Maria dice "shofar" no, lei rimane una persona semplice e pura, come i Kiko's tutti con i loro ebraismi.

Anonimo ha detto...

Per il significato e l'uso autentico dello shofar, come per le altre improprie giudaizzaxioni del CN vedi nita 1. di questo testo

http://www.internetica.it/neocatecumenali/channukkia.html

Anonimo ha detto...

Per assiduo lettore:
Io ho detto della mia città .
Tante cose nel cammino sono una moda,evidentemente da voi ancora non arriva.
Un Po come la moda delle costosissime chitarre Ramirez qui si è detto di alcuni che non possedevano queste chitarre,evidentemente era ancora troppo presto,chi sa se nel frattemp,oqueste comunità sprovviste abbiamo provveduto,
Sempre nella mia città così non generalzzo, in una comunità ho contato quattro Ramirez per un totale arrotondamento per difetto di circa dodicimila euro.
Alla faccia della carità e del prossimo.
Dodicimila euro in una sola comunità per suonare il sabato sera qualche giro di Do:-):-):-):-):-)

Lino ha detto...

Il testo che hai segnalato, anonimo, espone correttamente "l'errore teologico" di Kiko. Non dà conto, invece, dell'unica idea che personalmente condivido con Kiko: quella dei simboli chiamati 'segni' "perché devono avere una forte riconoscibilità semantica per i fedeli".

Intendo dire: mica il fango, il sicomoro, l'olio delle vergini, la pietruzza dell'Apocalisse significano quello che "semanticamente" riconoscono nel CNC? I neocatecumenali riconoscono quello che Kiko riferisce.

Arguello re-inventa i significati, crea candelabri a nove bracci che non esistono, sia formalmente che nei significati, perlomeno questo è chiaro, o no? Se Daniel Lifschitz non avesse informato che il numero nove per Kiko significa evangelizzazione, chi mai avrebbe potuto immaginarlo? Allora: perché proprio lo shofar dovrebbe comportarsi differentemente, non essere un segno re-inventato da Kiko?

Kiko è un chiacchierone, al di là del millantato silenzio e segreto (di Pulcinella, oramai) del Cammino. Se da qualche altra parte Kiko non ha riferito il significato dello shofar secondo Kiko, meglio limitarsi all'essenziale: semplicemente è un altro ebraismo del Cammino, che all'origine significava "inizio", "sottomissione", "resurrezione dei morti" come nello shofar di Elia. Tutto il resto è congettura, perché Kiko re-inventa.