lunedì 15 dicembre 2014

Come strumentalizzano Paolo VI

Il Cammino Neocatecumenale si propone come un itinerario di «riscoperta del battesimo».

Anzitutto notiamo che chiunque può proporre la riscoperta di qualcosa di buono (il sacramento del battesimo, il canto nella preghiera, l'arte sacra, gli scritti patristici, la spiritualità monastica, la carità a servizio delle esigenze della parrocchia, ecc.: esistono miriadi di gruppi, associazioni, movimenti, piccoli, grandi e piccolissimi, che "riscoprono" qualcosa): infatti tutto ciò che è buono viene da Dio, per cui l'idea della "riscoperta di ciò che è buono" sottintende il desiderio di «gustare e vedere quant'è buono il Signore».

Da questo punto di vista l'atteggiamento dei vescovi e del Papa è sempre quello di incoraggiare e guidare. Un gruppo di giovani desidera riscoprire la spiritualità monastica? Vengano incoraggiati e aiutati! Un'associazione intende riscoprire la virtù della carità verso gli ammalati? Il vescovo non potrà che lodare l'iniziativa, e magari farli sostenere dalla Caritas e da congregazioni dal carisma simile. Questi episodi sono talmente normali che nessuno ci fa più caso: e sono una tipica dimostrazione della paternità della Chiesa.

Ma le vie dell'inferno sono sempre lastricate di buone intenzioni. Infatti il problema nasce quando la "riscoperta di qualcosa" nasconde in realtà qualcosa di diverso: dietro la foglia di fico del "riscoprire" si cela in realtà un altro programma, fatto di strane pretese che non possono essere poste alla luce del sole. Come ad esempio il gruppo di donne che fa le pulizie in una parrocchia qui vicino, organizzato da una signora che non ha praticamente mai toccato scope e secchi e che aveva solo intenzione di comandare e di gloriarsi (la signora in questione, incidentalmente, è neocatecumenale - e perciò potete immaginare quanta caritatevole pulizia della parrocchia risulti da un gruppo del genere...).

Oppure, al livello più alto, quando Kiko prende un discorso di Paolo VI che elogiava il "riscoprire" il battesimo e il "catecumenato" di preparazione, ossia elogiava il desiderio di vivere meglio i sacramenti e di conoscere di più la dottrina cattolica... e Kiko lo trasforma in una lode al Cammino.

Nell'udienza generale (udienza «generale», non un intervento di lode al Cammino) il 12 gennaio 1977 (in piazza erano presenti anche Kiko, Carmen e i loro pochi seguaci: il Cammino si era installato in una parrocchia romana appena otto anni prima, a novembre 1968), Paolo VI ricorda la necessità dell'impegno di tutti all'«edificazione del Corpo Mistico di Cristo» (cioè la Chiesa), la necessità di «evangelizzare, catechizzare», e il fatto che tale opera sia «un onore, una fortuna, una vocazione nobilitante ed esaltante».

Quindi dice:
Adesso possiamo comprendere anche la testimonianza che i nostri odierni visitatori ci offrono: essa si svolge intorno al cardine della vita cristiana che è il battesimo, il sacramento della rigenerazione cristiana, il quale deve ritornare ad essere ciò che era nella coscienza e nel costume delle prime generazioni del cristianesimo. La prassi e la norma della Chiesa hanno introdotto la santa abitudine di conferire il battesimo ai neonati, lasciando che il rito battesimale concentrasse liturgicamente la preparazione che, ai primi tempi, quando la società era profondamente pagana, precedeva il battesimo, e che era detto catecumenato. Ma nell’ambiente sociale di oggi questo metodo ha bisogno d’essere integrato da una istruzione, da una iniziazione allo stile di vita proprio del cristiano, successiva al battesimo, cioè da un’assistenza religiosa, da un allenamento pratico alla fedeltà cristiana, da un inserimento effettivo nella comunità dei credenti, che è la Chiesa.

Ecco la rinascita del nome «catecumenato», che certamente non vuole invalidare né sminuire l’importanza della disciplina battesimale vigente, ma la vuole applicare con un metodo di evangelizzazione graduale e intensivo, che ricorda e rinnova in certo modo il catecumenato d’altri tempi.

Chi è stato battezzato ha bisogno di capire, di ripensare, di apprezzare, di assecondare l’inestimabile fortuna del sacramento ricevuto. E noi siamo lieti di vedere che questo bisogno oggi è compreso dalle strutture ecclesiastiche istituzionali e fondamentali, le Parrocchie. Si prospetta così una catechesi successiva a quella che il Battesimo non ha avuto; la «pastorale degli adulti», come oggi si dice, viene delineando, crea nuovi metodi e nuovi programmi; poi nuovi ministeri sussidiari sostengono la più esigente assistenza del Sacerdote e del Diacono nell’insegnamento e nella partecipazione alla liturgia; nuove forme di carità, di cultura e di solidarietà sociale accrescono la vitalità della comunità cristiana e ne fanno di fronte al mondo la difesa, l’apologia, l’attrattiva.
Paolo VI, cogliendo spunto dai battesimi di quel giorno, ha inequivocabilmente elogiato e incoraggiato l'evangelizzazione della Chiesa (quella basata sul Vangelo, senza equivoci o reinterpretazioni), la catechesi della Chiesa (quella basata sul Catechismo, senza voli pindarici e aggiustamenti di comodo), la formazione degli adulti (sulle verità di fede, sul Catechismo, sul Magistero, non sulle invenzioni esegetiche/dottrinali di qualche ignorante), la "coscienza" dei primi cristiani (non i loro specifici gesti) e nel frattempo ha ricordato la centralità della parrocchia nell'organizzazione della Chiesa e il fatto che la disciplina vigente della Chiesa non può essere alterata dalle iniziative dei singoli, per quanto fondate sulle buone intenzioni.

Ed ecco dunque lo stratagemma di Kiko:
  • da un lato "appropriarsi" delle parole di Paolo VI, come se fossero state dette solo ai neocatecumenali;
  • dall'altro il presentarle come se fossero un elogio alla prassi del Cammino;
  • e quindi addirittura millantare che sarebbe stato il Signore a ispirare l'elogio.
Notate come Kiko dice «una catechesi che ci ha fatto Paolo VI sul Cammino Neocatecumenale» anziché dire "una catechesi di Paolo VI che - provenendo dal Papa - riguarda anche noi".

Notate poi come Kiko pretenda che sia «impressionante come il Signore gli ha ispirato di dedicarci una sua catechesi per tutta la Chiesa»: Kiko mistifica Paolo VI pretendendo che il presunto elogio al Cammino, di presunta ispirazione divina, sarebbe normativo per tutta la Chiesa.

Qualunque idea abbiano di Paolo VI, gli stupidi e gli ignoranti - fuori e dentro il Cammino - crederanno alle panzane di Kiko e diranno che Paolo VI avrebbe inopinatamente elogiato il Cammino, all'epoca numericamente irrilevante.

Chi invece va a leggersi il testo dell'udienza generale di Paolo VI del 12 gennaio 1977 e lo pone a confronto con l'interpretazione kikiana, capisce benissimo dov'è l'inganno.

E riflette sui motivi per cui il Cammino ha sempre bisogno di mistificazioni. strumentalizzazioni e menzogne per andare avanti.

66 commenti:

l'apostata ha detto...

Sulle strumentalizzazioni ad usum cammini.
Non so se tutti conoscono la bella favoletta della presunta "visione" di Paolo VI sulle magnifiche sorti e progressive del cosiddetto cammino.
Ai neofiti veniva raccontato che papa Montini, subito prima di incontrare (?) il signor non ancora dottor (h.c.) Arguello sentì (!) dentro di sé una voce che ripeteva "morte, battesimo, catecumenato; morte, battesimo, catecumenato".
L'ispirazione (!) -raccontavano- lo lasciò perplesso, dato che il catecumenato avrebbe dovuto precedere il battesimo, e non viceversa.
Ma quando incontrò il signor non ancora dottor (h.c.) Arguello, che gli spiegò cos'era il cammino (...anche a lui...) il papa capì!
Non si sa se nell'occasione ci sia stato un volo di qualche colombaccio come sulla torre cinese...

Ruben ha detto...

OT:
Ieri sera nel talk-show, la Gabbia su "La7", si è parlato a lungo del non obbligo della pubblicità dei bilanci da parte delle fondazioni; ogni uomo politico importante, ne ha una.
Come noi ben sappiamo, il Cammino Neocatecumenale, ne ha molteplici in tutto il mondo.
Come detto in trasmissione, sembra che qualcosa si stia muovendo in senso legislativo, per renderne obbligatoria la pubblicità dei bilanci.
Fine OT.

Lino ha detto...

A proposito di riscoperta del Battesimo. C'è qualcuno che conosce l'ultimo scrutinio, quello del pane, delle opere, delle pompe? A me pare che opere e pompe siano state tratte dalla I catechesi mistagogica di san Cirillo di Gerusalemme, con qualche variante. Il pane, però, non lo ritrovo. Ne sapete qualcosa?

Edo ha detto...

per la cronaca ho cercato su google, ho trovato questo link http://medjugorje.altervista.org/doc/cnc/papa//paolovi-12-01-77.html da cui risulta effettivamente che Paolo VI si rivolge ai neocat.

Anonimo ha detto...

Purtroppo non so aiutarti, Lino, ma la I catechesi mistagogica di S. Cirillo - che non conoscevo - descrive per filo e per segno una parte del rito del secondo passaggio quindi forse é piú legata a quella tappa.
Qualcuno da queste parti criticava proprio la rinuncia a satana fatta in quel modo lí: spero che la foga anticammino non spinga questi tali a dichiarare eretico pure S. Cirillo.

Saluti
Jeff m.

sandavi ha detto...

Jeff, la rinunzia a Satana di San Cirillo è stata condensata nella Liturgia Battesimale, nella quale in forma interrogativa si chiede ai genitori e ai padrini del battezzando di rispondere affermativamente alle tre rinunce: a Satana, alle sue opere, alle sue seduzioni. Se il battezzando ha dono di parola ed è nell'età della ragione risponde anche lui in prima persona.
Questa è la Chiesa Cattolica, che nel tempo ha convenientemente sostituito la forma imperativa in prima persona con una risposta nel dialogo col celebrante.
Non sta scritto da nessuna parte che San Cirillo chiedesse di nominare tutti gli idoli e spiegare il perché della rinuncia, cosa che si fa nel secondo scrutinio. Inoltre, come siete soliti dimenticare, le catechesi mistagogiche e i riti ad esse connessi e citati si riferiscono a pagani da convertire al cristianesimo. Se continui ancora a fare riferimento a cose simili, caro Jeff, personalmente riterrò da ora in poi che il fine del cammino è una conversione di pagani al kikianesimo!

sandavi ha detto...

Questo link è un po' più ufficiale, ma in effetti Paolo VI si rivolgeva alle Comunità NC le quali erano state convocate per una Udienza in quella data.

sandavi ha detto...

p.s. per inciso qualsiasi autorizzazione papale, discorso, udienza, qualsiasi riferimento antico a ciò che fa il Cammino NC oggi non autorizza in NESSUN modo catechisti, kiko, itineranti ad abusare della coscienza altrui, a forzare la gente, a ostracizzare spiritualmente chi esce dal cammino, a imporre obblighi di alcun tipo, a stravolgere la liturgia, ad aggiungere il sale nel pane dell'eucarestia e a nessun abuso piccolo o grande che sia. Kiko NON è San Cirillo e non siamo nel II secolo dopo Cristo.
Queste cose però succedono continuamente, anzi, sono la PRASSI.

by Tripudio ha detto...

Edo, il sito che indichi è molto neocatecumenal-friendly.

Come potevi notare cliccando sul link sopra indicato, le parole di Paolo VI del 12 gennaio 1977 sono indicate sul sito del Vaticano come "udienza generale", anche se il Cammino tenta di appropriarsi adattando a proprio uso e consumo le parole dette "a braccio" (cosa che potrebbe fare chiunque, per questo esiste una versione ufficiale certificata dalla Santa Sede come approvata dal Papa).

Resta il fatto - già indicato nella pagina qui sopra - che il Papa dice cose valide per tutta la Chiesa e non rende gloria al Cammino, come vorrebbero farci credere gli adoratori dell'idolo Kiko, e che anche se per assurdo fosse vera la propaganda di questi ultimi, un discorso "importante" non sarebbe caduto nell'oblìo perfino sul sito del Vaticano.

Riecco poi il caro fratello Jeff che piomba qui senza rispondere alle domande che gli vengono fatte praticamente ogni giorno, ed eccolo nominare per la trecentesima volta una Catechesi Mistagogica di san Cirillo, sempre la stessa, senza averla mai letta.

Peccato. Avrebbe scoperto che san Cirillo da Gerusalemme non ha mai urlato «il diavolo è dietro quella porta! cosa fai? resti o vai via?» come fanno i cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale. Avrebbe pure scoperto che san Cirillo non esige «elemosine che fanno sanguinare il cuore», non fa «girare il sacco nero per la seconda, terza, quarta volta», non propone un "arcano con il ticket"...

Insomma, è il solito trucchetto neocatecumenale dell'appioppare un'etichetta altisonante ("San Cirillo! Catechesi Mistagggoggggica! San Cirillo!! primi cristiani delle origini cristiane!!!") alle nefande e immodificabili malversazioni neocatecumenali.

edo ha detto...

Io non sono pratico di chiesa, ho un fratello che con la moglie sta in questo gruppo. Mi sembra una burla, con lui per ragioni di lavoro non ho un buon rapporto, e' sempre stato un egoista che ha sempre pensato a se fregandosene degli altri, edonista patentantato appassionato di suv, bella vita e politica, quando le.cose hanno preso una piega storta lui con i suoi debiti e bugie si e' rifugiato in sacrestia a recitare le preghiere, troppo facile, che poi non c'ha una lira, ma comunque ai ritiri in albergo ci va, ai figli li obbliga ad andare a messa, quando lui per una vita non e' entrato in chiesa e nessuno da ragazzo gli ha imposto niente, manco.le cose giuste. Troppo facile.e inutile.

Anonimo ha detto...

Sì sandavi lo sappiamo tutti che la rinuncia a satana è condensata in quella formula. Ma nel cammino neocatecumenale - come sai benissimo - si riscoprono tutti gli aspetti del catecumenato tra cui appunto la rinuncia a satana, basandosi sul catecumenato antico. Ti piaccia o no, il cammino neocatecumenale funziona così.
E sì sandavi continueró a far riferimento a "cose simili": alle catechesi mistagogiche della Chiesa antica e agli scritti di santi che fanno parte del magistero della Chiesa. Trovo stupido ritenerli in qualsiasi modo "superati".
Che il rito del secondo passaggio sia una totale riproposizione di quanto descritto da Cirillo è talmente palese che non ci sarebbe da aggiungere altro. Senza contare poi che la Chiesa ha approvato ufficialmente tutti le liturgie dei vari passaggi, ma anche questo lo sapete benissimo.

Saluti
Jeff m.

Anonimo ha detto...

https://m.facebook.com/groups/1377777039176447?view=permalink&id=1502807913340025&ref=bookmark
Ho letto questa testimonianza
PERLE DEL CAMMINO...
.. Il fatto è che spesso nel Cammino per dimostrare che è fatto "per i peggio" non si diventa mai un pochino migliori e questo è proprio un marchio, un vizio di forma del Cammino ! Poi ci sono i Mega Catechisti che hanno il loro modo di fare a volte veramente indisponente: in una Convivenza di Inizio Corso molti anni fa - secondo l'assioma di dover essere sinceri - entra il megasuper Catechista e la prima cosa che fa fu guardarsi attorno dicendo a tutti i presenti: "Guardandomi attorno vedo tutte le vostre facce e mi fate schifo..." Tanto per dire "Viva la Sincerità !"
Ovviamente poichè l'Uomo è animale mimetico da quel giorno tutti i catechisti nel riportare la Catechesi Inizio Corso... dissero la stessa frase all'inizio... NOOO, è solo una mia idea, ma nontroppo lontana dalla realtà... se si vuole essere "fedeli" !

sandavi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sandavi ha detto...

E io insisto che la "nomination" degli idoli e dei peccati nella rinuncia non è farina del sacco di San Cirillo, ma di Kiko.
Le celebrazioni EXTRA-liturgiche (non strettamente liturgiche... stiamo attenti), le quali comunque non sono verificabili da nessuno, dato che il Direttorio non è a disposizione.
Menti dicendo che la catechesi prima di San Cirillo descriva il secondo scrutinio kikiano. Io le catechesi le ho e non mi pare di trovare né il sale, né la catechesi dell'apocalisse, né il segno dei soldi.
Non attribuire a me cose che io non penso, tipo che i Santi e i Padri siano "superati". Siete voi che li piegate al vostro bisogno per giustificare qualsiasi cosa, tanto nel 99% dei casi nessuno nel cammino si prenderà la briga di controllare e dei restanti lo 0,9% leggerà solo cose ad uso cammino, come fai tu, mentendo a te stesso. Rimane quell' uno per mille che invece si farà qualche domanda. Tipo quella per cui ci si chiede coma mai i catechisti vanno dicendo in continuazione "il Signore ha ispirato a Kiko.... " (e sono quarant'anni che si dice così) e poi si scopre che l'ispirato ha ripreso (a modo suo) qualcosa che ha letto altrove, e che non è farina del suo sacco.
La totalità delle invenzioni di Kiko non è frutto della sua mente ma riproposizione di idee e pensieri di altri impastati alla bell'e meglio

sandavi ha detto...

p.s. ah, dimenticavo... francamente non accetto più ramanzine da gente che sarebbe disposta a celebrare la Santissima Eucarestia sotto al bassorilievo di un organo genitale femminile. Io sono indegno del mistero eucaristico, manco mi ci potrei accostare a quell'altare, ma Jeff, almeno conservo un po' di dignità!

Ruben ha detto...

Jeff, la rinuncia a Satana, il sottoscritto, la fa, l'ha fatta e la può rifare come e quando vuole !
E' sufficiente assistere ad un Sacramento deputato all'uopo, tipo una Cresima e/o un Battessimo e passa la paura!....
E che diamine!.. Secondo "voi", per un'operazione Liturgica semplice ed elementare, anche se importantissima, sembra ci voglia un Sigillo di Stato!....

luigi ha detto...

Ma scusate la rinuncia a Satana si fa anche a Pasqua con il rinnovo delle promesse battesimali, no?

by Tripudio ha detto...

Ricordiamoci sempre che nel Cammino le parole vengono usate deliberatamente in modo sbagliato solo per nascondere il fatto che le loro invenzioni liturgiche e dottrinali non c'entrano niente con la Chiesa Cattolica.

Per esempio nel lessico cattolico le espressioni "rinuncia a satana", "pane azzimo", "altare", ecc., riguardano cose chiaramente spiegate, normate, precisate, chiarite dai documenti liturgici della Chiesa Cattolica.

Nel Cammino, invece, riguardano le aberrazioni inventate da Kiko e Carmen, abusive, contrarie ai documenti liturgici della Chiesa ma spacciate per cattolicità.

È stato così che hanno turlupinato Paolo VI e Giovanni Paolo II.

Il metodo neocat è ottimamente riassunto dal loro famoso sofisma: «tu critichi i nostri canti? ma i nostri sono canti biblici! tu dunque critichi la Bibbia!»

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

@ Jeff
Sei poco rispettoso di me, Jeff. Credi che io non abbia letto il mamotreto del secondo scrutinio? Quando pongo una questione, lo faccio dopo averci un po' lavorato sopra, ancora non l'hai capito?

Il pane (secondo Kiko) dovrebbe figurare le comodità, la sessualità, la lussuria, gli spettacoli immorali, la gola, lo star bene, la salute, altro.
Le opere dovrebbero significare l’orgoglio, la superbia, il rifiuto d’essere umiliati, d’essere falliti e di soffrire portando la croce della storia.
Le pompe (vocabolo ripreso dalla nota espressione pompa diaboli del cristianesimo primitivo, da san Cirillo) dovrebbero rappresentare l'idolatria, il danaro, l'avarizia, il lusso eccezionale, la vanità, la bellezza, le mode, la stima degli altri, il mondo con la sua mentalità anti-evangelica.

Questa è roba dell'ultimo scrutinio, quella della riscoperta dell'elezione, mi risulta, non del secondo scrutinio. In ogni caso, chiedevo; la tripartizione (pane, opere, pompe) con la relativa elencazione fu di san Cirillo? A me non risulta e, peraltro, le aggregazioni mi sembrano incoerenti. Fammi sapere il tuo parere, m'interessa.

Io, al momento, ritengo che questa sia un'altra invenzione di Kiko, poi magari riferirò il perché.

Valentina Giusti ha detto...

Il metodo neocat consiste nell'enfatizzare. La Messa dura un'ora? La loro Eucarestia ne dura due. La particola? Da loro è un pane da un chilo e mezzo. Il vino? Una bottiglia alla volta. Le ammonizioni? Più lunghe delle omelie. Le Lodi, il rosario? Incredibilmente modificati ed ampliati...e così via.
Lo scopo di tale ipertrofia è palese: nulla, ma proprio nulla deve essere fatto come per i 'cristiani della domenica'.
Tutto, ma proprio tutto, deve poter far dire 'noi facciamo di più'.
E questo 'di più' è sempre misurato con la bilancia o a spanne: la qualità, soprattutto interiore e spirituale, non è importante.
Lo stesso criterio (del 'più grande è, meglio è' ) vale anche per lo sfoggio dei peccati, con nobile gara a chi inventa il passato più nefando.
Insomma, la nostra fede cattolica, nelle loro mani, si trasforma in un credo urlato nei canti, esibito nelle testimonianze, modificato nella liturgia.
Cosicchè il catecumeno medio viva la liturgia normale come qualcosa di 'diminuito', abituato com'è ai 'grandi eventi', come chi, avvezzo ai cibi salati, non sia più in grado di apprezzare i sapori naturali dei cibi.

Lino ha detto...

Preciso: i concetti sono nel secondo scrutinio: la tripartizione e l'elencazione nei termini prima esposti, però, la sintesi del tutto, compaiono prima del Battesimo sul Giordano. E questo lo ritengo molto significativo.

Edo2 ha detto...

Dal Sito del Vaticano si lette il testoo dell'Udienza: (http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/audiences/1977/documents/hf_p-vi_aud_19770112_it.html)
"La presenza a questa Udienza d’un gruppo, notevole per numero e per dignità di partecipanti, di appartenenti alle «Comunità neocatecumenali»" quindi quando Paolo VI dice "Adesso possiamo comprendere anche la testimonianza che i nostri odierni visitatori ci offrono..." parla proprio del Cammino. Infatti, il sito riporta il testo ufficiale e non quanto detto a braccio dal Papa che, salutando i convenuti, dice "abbiamo, con Nostro grande piacere e con Nostra commozione, un gruppo di Vescovi particolari [...] accompagnano il grande gruppo che adesso nomineremo subito e per il quale abbiamo riservato la piccola allocuzione che siamo soliti tenere nelle Udienze generali [...] salutiamo il grande gruppo che fa la parte principale di questa udiene sono parroci e missionari laici della comunità neo-catecumenale [...] Ripetiamo comunità neo-catecumenali di Paesi e di diversi continenti."

by Tripudio ha detto...

Esatto: la "presenza" offre al Papa "l'occasione" di parlare di questioni che valgono per tutti.

Il testo ufficiale, come già detto, serve per evitare strumentalizzazioni di quello detto "a braccio".

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM :
in un incontro pubblico col vescovo , un laico si alza e chiede dove è stata mai approvata la COMUNIONE SEDUTI del CN...... IL VESCOVO DICECHE PRESTO MOSTRERA' LA DOCUMENTAZIONE!!

http://www.junglewatch.info/2014/12/we-wait-anxiously-to-see-it.html

SENTITE CON LE VOSTRE ORECCHIE LE MENZOGNE DI FR.PIUS PRESBITERO NEOCAT riguardo il giappone dicendo che i vescovi sono disubbidienti perchè hanno proibito il cammino per 5 anni :

http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=43676

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM :
in un incontro pubblico col vescovo , un laico si alza e chiede dove è stata mai approvata la COMUNIONE SEDUTI del CN...... IL VESCOVO DICECHE PRESTO MOSTRERA' LA DOCUMENTAZIONE!!

http://www.junglewatch.info/2014/12/we-wait-anxiously-to-see-it.html

SENTITE CON LE VOSTRE ORECCHIE LE MENZOGNE DI FR.PIUS PRESBITERO NEOCAT riguardo il giappone dicendo che i vescovi sono disubbidienti perchè hanno proibito il cammino per 5 anni :

http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=43676

Michela ha detto...

a proposito del secondo passaggio: non si tratta di una rinuncia a Satana, ma di un'imprecazione contro Satana, che può essere anche molto lunga perchè qualcuno può essere tentato di spiegare perchè il demonio gli ha rovinato la vita e si può anche ricorrere a termini offensivi.

sandavi ha detto...

La sagacia di questo commento è da cornice....

sandavi ha detto...

"...qualcuno può essere tentato di spiegare perchè il demonio gli ha rovinato la vita..."
Mi permetto questa piccola annotazione: a essere precisi, è necessario dirlo, altrimenti la rinuncia del secondo scrutinio non ha valore, a detta dei catechisti

Anonimo ha detto...

Non ho mai letto tante idiozie tutte insieme.Che sciocchezze,che demenzialità.Ma perchè perdete tempo a scrivere queste cretinate?Secondo voi uno sano di mente può credere a queste idiozie?Ma avete una così bassa stima di chi vi legge e chi fa il Cammino?Guardate che non siamo tutti stupidi o ci hanno fatto il lavaggio del cervello come pensate.
Leggervi è uno spasso un divertimento credetemi infatti non faccio che ridere anche sa volte siete noiosi nel ripetere sempre le stesse cose.Non credo che riuscirete a convincere nessuno con queste sciocchezze.A proprosito ho visto un Sacerdote ,non del Cammino,ma Tridentino celebrare la Messa con pane lievitato e vino normale.Il Pane normale che si mangia a tavola e su un tavolo della mensa di un refettorio fatto a semicerchio.Ha voluto ripetere l'ultima cena come viene raffigurata nei dipinti.Se lo avessero fatto le Comunità neocateumenali apriti cielo avreste fatto una tragedia greca.Invece lo ha fatto uno anche legato alla Messa Tridentina che ha celebrato varie volte con il Messale di Pio V.Se vi dico il nome del prete ci fate un thread?

A.Del Bono

Lino ha detto...

@ Luigi
Sì, ma questa di seguito pare che si faccia prima del battesimo... sul Giordano:
"3^ Tappa
Inizia l'elezione vera e propria con una Convivenza di tre giorni per scrutare il disegno che Dio ha sulla nostra vita. Ai candidati viene chiesto:
- Il Signore ti ha chiamato al Cammino da una situazione concreta.
“Ti ricordi quale è? (Non capivi nulla, vivevi nel peccato, ecc.)”.
- Il Signore ti ha preso per mano e ti ha guidato mediante la Chiesa in tutti questi anni. “Ricordi tutti gli interventi di Dio e anche tutte le prove e cadute che Egli ha permesso perché tu conoscessi quello che tu hai nel cuore?”.
“Che cosa hai imparato di te stesso? Quali sono le vittorie che Dio ha fatto
in te e che ti restano come memoriale del suo amore?”.
Racconta fatti concreti! Siamo vicini al fiume Giordano e le montagne della Terra Promessa appaiono davanti ai tuoi occhi. Hai imparato durante tutti questi anni che l'entrata nella Terra Promessa comporta la rinuncia a Satana e a tutte le sue seduzioni?
Il pane: rappresenta le comodità, la sessualità, la lussuria, gli spettacoli immorali, la gola, lo star bene, la salute, ecc.
Le opere: comprendono l'orgoglio, la superbia, il rifiuto d'essere umiliati, d'essere falliti e di soffrire portando la croce della storia.
Le pompe: rappresentate dall'idolatria, dal danaro, dall'avarizia, dal lusso eccezionale, dalla vanità, dalla bellezza, dalle mode, dalla stima degli altri e dal mondo con la sua mentalità anti-evangelica.
Scrivi fatti concreti con i quali il Signore ti ha ammaestrato per indurti a fare queste rinunce".

Il testo sovrastante l'ho ritrovato anche in cattoliciromani, dove ci sono numerosi NC di lungo corso che hanno confutato la sua pubblicazione, non il contenuto.

Lino ha detto...

Naturalmente, con Sandavi, anche io ritengo che "la 'nomination' degli idoli e dei peccati nella rinuncia non sia farina del sacco di San Cirillo, ma di Kiko & Compagni. Ne sono convinto per un motivo: "gli spettacoli immorali", nella catechesi di san Cirillo, per definizione stessa di "pompe", sarebbero stati più propriamente inseriti in queste, non nel "pane": "La pompa del diavolo è la mania del teatro, delle corse dei cavalli, della caccia e di ogni simile vanità, da cui pregando di essere liberato il santo chiede a Dio: «Distogli i miei occhi dal guardare le cose vane»", riferisce la prima catechesi mistagogica del santo.
Anche la tripartizione (pane, opere, pompe) non l'ho ritrovata in san Cirillo, soltanto opere e pompe. Ho una mia idea, per questa rielaborazione :-)

by Tripudio ha detto...

Questo blog tratta delle storture del Cammino Neocatecumenale, non delle pagliacciate liturgiche di tutti i preti svitati in circolazione. Se sei cattolico, avvisa il suo vescovo, non noi. Si fa presto a passare per tridentini, eppure proprio qui tempo fa discutemmo di un prete "tridentino" che per amor di pecunia celebrava anche gli strafalcioni di Carmen e Kiko.

Comunque tu confermi il solito atteggiamento neocatecumenale: quando vi fanno comodo le parole del Papa fate acrobazie e spaccate il capello in quattro, ma quando il Papa dice che dovete smetterla con gli strafalcioni liturgici fingete di non aver sentito.

L'ipocrisia neocatecumenale è infatti il risultato coerente della liturgia degli strafalcioni e dell'idolatria degli iniziatori.

Anonimo ha detto...

Perdonami Lino, mai avrei voluto ferirti nel tuo orgoglio di studioso.

Come già detto, non avendo ancora fatto la convivenza dell'elezione non so dirti nulla su quel questionario ma visto che chiedi il mio parere è presto detto.
A me sembra che la divisione in pane, opere e pompe richiami più che altro le tre tentazioni di Cristo che sono poi le tentazioni di ogni cristiano.
Pane -> tentazioni della carne tra cui la lussuria - e quindi gli spettacoli immorali
Pompe -> successo e potere del mondo, quindi idolatria, denaro, vanità
Opere -> autonomia e indipendenza da Dio quindi superbia, rifiuto della sofferenza e della propria storia

Un po' il combattimento di ogni cristiano contro i piaceri della carne, contro gli idoli del mondo e contro il demonio stesso, combattimento da fare con la pratica delle virtù di carità, castità e obbedienza.

Non so se ti torna con le tue idee che - sono sicuro - non mancherai di condividere con noi. Ci tengo a precisare che comunque si tratta di mie idee, non so se sia effettivamente questo il senso di quella divisione.

Saluti
Jeff m.

Valentina Giusti ha detto...

Questo blog tratta delle storture del Cammino Neocatecumenale, non delle pagliacciate liturgiche di tutti i preti svitati in circolazione. Se sei cattolico, avvisa il suo vescovo, non noi.
Hai ragione Tripudio! E poi, se proprio vuole, il thread può farselo da solo. Suggerisco il titolo 'Osservatori, vergognatevi: non solo noi neocatecumenali celebriamo con pagnotte e vin santo!'

sandavi ha detto...

Tutto bellissimo Jeff, ma mentre queste cose normalmente restano nel cuore di ognuno, nel foro interno, nel colloquio intimo con Dio, voi scoperchiate quel luogo intimo e gettate in pasto a tutta la comunità e certe volte anche a tutta la Parrocchia tutto il suo contenuto, alla faccia del rispetto del foro interno tanto sbandierato. "...le cadute che egli ha permesso perché tu conoscessi quello che hai nel cuore..." Dio per educare i Suoi figli usa lasciarli cadere nelle tentazioni e nel peccato? dimmi questo, dimmi cosa pensi di questo. Io l'ho pensato per anni, che Dio mi lasciasse peccare e che il peccato non fosse così grave.... hai mai sentito l'espressione: "Dio non conta i peccati, quando morirai Dio non ti chiederà conto di quanti peccati hai fatto ma di quanto avrai amato..." ?
Dimmi, se uno invocando il rispetto del foro interno non volesse parlare pubblicamente nella professione di fede o nel secondo scrutinio i tuoi catechisti lo lascerebbero passare?
Quanto siete bravi con le vostre capriole a giustificare ogni prassi abusiva e a farla passare per cosa buona e giusta!!

Lino ha detto...

Bravo, Jeff, condivido, non avrei posto la domanda, se fosse stato un arcano irrisolvibile. Condivido che tu ti sia espresso con la cultura neocatecumenale, intendo, non altro. E non avrei pubblicato l'arcano antecedente il battesimo sul Giordano se non ne fossi stato certo. Fossi stato tu a creare il rituale che dopo tanto camminare ritorna a "Giovanni battista in mezzo a noi", prima di battezzarti nel Giordano, non avresti fatto altrettanto? :-)
Anche a me sembra che la divisione in pane, opere e pompe di Kiko & C. richiami più che altro le tre tentazioni di Cristo che a tuo avviso "sono poi le tentazioni di ogni cristiano". Il problema è che questa tripartizione non è quella del cristianesimo primitivo come propagandate dal CNC, essa non appartiene a san Cirillo di Gerusalemme: è un'altra invenzione di Kiko. Disponibile a discuterne, ma mi chiedo: perché non riferire che è un'altra invenzione di Kiko?
Leggi le catechesi di san Cirillo. Potrai poi dirmi se sono uguali. Tanto di cappello, se fosse così. Io dico che non è così e che in Kiko c'è una confusione sconvolgente. Fissato come è sui peccati, nemmeno fa capire il reale senso delle prove di Cristo nel deserto. Riferiscimi chi, come e quando, nel simbolismo cristiano, a parte i NC, ha identificato il pane come simbolo di lussuria.

Anonimo ha detto...

Perdonami Lino, mai avrei voluto ferirti nel tuo orgoglio di studioso.

Come già detto, non avendo ancora fatto la convivenza dell'elezione non so dirti nulla su quel questionario ma visto che chiedi il mio parere è presto detto.
A me sembra che la divisione in pane, opere e pompe richiami più che altro le tre tentazioni di Cristo che sono poi le tentazioni di ogni cristiano.
Pane -> tentazioni della carne tra cui la lussuria - e quindi gli spettacoli immorali
Pompe -> successo e potere del mondo, quindi idolatria, denaro, vanità
Opere -> autonomia e indipendenza da Dio quindi superbia, rifiuto della sofferenza e della propria storia

Un po' il combattimento di ogni cristiano contro i piaceri della carne, contro gli idoli del mondo e contro il demonio stesso, combattimento da fare con la pratica delle virtù di carità, castità e obbedienza.

Non so se ti torna con le tue idee che - sono sicuro - non mancherai di condividere con noi. Ci tengo a precisare che comunque si tratta di mie idee, non so se sia effettivamente questo il senso di quella divisione.

Saluti
Jeff m.


Ma quanta ipocrisia! Nel CNC devi tutto ad esso e niente a Dio. Dei propri peccati si rende conto a Dio non ai catechisti/agenti della Gestapo.

Anonimo ha detto...

Cortesemente qualcono sà in che consiste lo scrutinio del terzo padre nostro ,dopo la tappa al santuario di loreto ??? leggevo rinuncia ad aver per padre il diavolo ecc ecc..

Anonimo ha detto...

Sandavi: dire che Dio ci permette di peccare per farci vedere che siamo peccatori e che abbiamo bisogno del Suo aiuto per fare tutto non è un concetto eretico. È diverso da dire che Dio VUOLE che pecchiamo per farci scoprire quanto ci ama o quanto siamo deboli.
La frase che riporti ("non importano i peccati") è una frase "ad effetto" per toglierci dalla mente l'idea legalista di Dio come un contabile dei peccati (avevo un amico che faceva questo stesso errore: non credeva in Dio perché impazziva all'idea che ci fosse una misura dei peccati, un livello ben preciso oltre il quale si andava all'inferno e prima del quale ci si salvava) ed avvicinarsi di più al fatto che Dio è amore e che alla fine dei tempi saremo giudicati su questo, sull'amore. Certamente il peccato si collega a questo in quanto i peccati sono occasioni d'amore mancate: quando pecchiamo amiamo di meno e questo ci allontana dal regno di Dio.

Lino: come sai sono un grande ignorante ma credo che la letteratura sia piena di scritti in cui la tentazione del pane viene assimilata alle tentazioni della carne e quindi anche alla lussuria. Non é un caso che la virtú della castitá sia associata a questa tentazione. Se lo sanno pure wikipedia e cathopedia sono sicuro che i riferimenti non mancheranno a meno che non pensi che il germe neocat abbia infestato il mondo intero (come per l'"astuti come serpi")

Non hai ancora espresso il tuo dotto punto di vista a riguardo comunque. Aspetto con ansia.

Saluti
Jeff m.

by Tripudio ha detto...

Promemoria per i troll neocatecumenali:

1) questo blog è dedicato agli strafalcioni del Cammino

2) l'esistenza di strafalcioni in altre realtà ecclesiali non diminuisce la gravità degli errori del Cammino

3) questo blog riguarda solo il Cammino - ciò che avviene in altre realtà ecclesiali viene citato solo come termine di paragone

4) per riconoscere gli errori del Cammino non è necessario denigrare o santificare altre realtà ecclesiali

5) gli strafalcioni del Cammino non sono un incidente di percorso, ma il suo fondamento

6) tanti fratelli del Cammino - quelli dello strato più basso - desiderano solo appartenere alla Chiesa... ma il Cammino propina loro un cibo spirituale avvelenato.

by Tripudio ha detto...

Il caro fratello Jeff crede che le frasi "ad effetto" (cioè, nel caso specifico, eretiche) sarebbero un metodo di insegnamento.

Purtroppo, a furia di essere martellati da frasi "ad effetto", si finisce per credere nell'eresia.

Per esempio, a furia di rigettare ossessivamente il legalismo, si finisce per commettere l'errore diametralmente opposto (Kiko che nega la necessità del sacramento della confessione).

Il legalismo è un'aberrazione, ma non bisogna mai dimenticare che Dio oltre ad essere infinita misericordia è anche infinita giustizia. Il legalismo è un negare l'infinita misericordia, il lassismo è un negare l'infinita giustizia.

Ancora una volta, il caro fratello Jeff ci conferma indirettamente che nel Cammino tutto si fa tranne che trasmettere le verità di fede. Dopotutto sono convinti che bastino "frasi a effetto", che bastino elucubrazioni sulle tentazioni, che basti sfornare una quindicina di figli mentre si è puntuali con le "decime", dopo che il cosiddetto "catechista" ti scarnifica la coscienza pubblicamente con domande che nessun confessore oserebbe fare.

Ricordiamoci infine che le virtù cristiane servono per rafforzare la fede, non per scalare una qualche classifica nel campionato dei virtuosi.

Lino ha detto...

Non mi hai inteso, Jeff, o mi sono spiegato male. E siamo alle solite: io ho parlato di simbolismo cristiano (riferito al cristianesimo primitivo), tu di interpretazioni in wikipedia.
1) la categoria del pane non esiste nelle catechesi di san Cirillo di Gerusalemme alle quale sempre vi riferite e i peccati tutti sono compresi nella definizione "opere di Satana" ("Nella seconda parte della formula poi tu impari a dire: «E alle tue opere». Le opere di satana sono tutti i peccati, dai quali bisogna stare lontano, come chi fugge per sempre dal tiranno getta anche le sue armi. Ogni specie di peccato si inserisce nelle opere del diavolo". Anche la lussuria, quindi.
2) La tentazione del pane dei Vangeli può essere assimilata a tutto quello che si riesce a pensare e immaginare, dalla gola alla lussuria al desiderio di far un viaggio sulla luna con le prime navette turistiche spaziali, ma nel testo evangelico ha un senso ben chiaro, giacché è susseguente alla premessa "Se sei Figlio di Dio". Se sei Figlio di Dio usa la tua divinità a tuo vantaggio, questo significa quello che dice Satana. Ogni altra "interpretazione" è un volo pindarico.
Questa del "pane" in un contesto di formula battesimale delle rinunce la riferisce solo Kiko, non san Cirillo, non altri. Opere e Pompa hanno in sé i peccati e le passioni insensate. L'unica cosa che Kiko doveva mettere certamente nella «pompa del diavolo» (gli spettacoli immorali) la inserisce nella categoria del pane. Come di solito, inventa di sana pianta mutando il senso delle cose.

Lino ha detto...

P.S.
Non è un problema di sapienza o ignoranza, Jeff: è un semplice problema di analisi testuale e di confronto fra testi. Se ti liberi per un momento dalla "pompa di Kiko" ci arrivi facilmente anche tu a pensare: "questa del pane che si sovrappone alle opere e alle pompe è una cosa nuova, superflua e anche confusionaria".

sandavi ha detto...

Jeff, ti sbagli. Dio "permette" non vuol dire che Dio sia indifferente al fatto che pecchi o non pecchi e se pecchi tutto sommato hai imparato qualcosa.
Dio ama in un modo inconcepibile, in un modo che capiremo fino in fondo solo quando saremo una sola cosa con Lui, perciò non vuole che noi pecchiamo perché il peccato è prima di ogni altra cosa un'offesa a Lui, una nuova crocifissione del Corpo di Suo Figlio Gesù Cristo, quindi (e qui dici bene) una mancanza di amore verso Dio che è il primo comandamento e il più grande.
Dio permette non per insegnarti qualcosa (tu lasceresti che tuo figlio di tre anni si lanciasse giu dalle scale per insegnargli che le scale sono pericolose e vanno scese un gradino alla volta??) ma perché per il Suo grande amore, per la Sua stessa natura non vuole limitare la tua libertà. Il cattivo uso di questa libertà genera il peccato (il compiere le opere di Satana, seguire le proprie voglie, il ventre, i propri istinti, chiamali come vuoi) e il peccato ci condanna perché è un abuso dell'amore di Dio, una separazione da Lui, che nel momento in cui giunge la morte diventa definitiva e irrevocabile. Infatti, Dio non "conta" i peccati, ma i peccati dimostrano che non abbiamo amato Dio sopra ogni cosa, preferendo noi stessi, perciò ecco il giudizio sull'amore. Come si può dire di amare Dio e il prossimo (come se stessi) se Lo si offende e se non si ha amore per se stessi? Il peccato infatti inaridisce l'anima e ci chiude, così che non abbiamo amore da dare, avendo tagliato con la fonte prima della vera carità, cioè Dio.
La contrapposizione artificiosa di Kiko fra amore e peccati è fuorviante e pericolosa. A che serve confessare il peccato nell'ottica di Kiko? "Dio ti ama gratis! Gratis!" lo ripete senza spiegare! così tutti pensano che non è necessario tendere verso Dio!

Anonimo ha detto...

" "Dio ti ama gratis! Gratis!" lo ripete senza spiegare! così tutti pensano che non è necessario tendere verso Dio! "

Salvo poi che invece il cammino chiede obblighi in ogni forma e rinunce e segni della tua fede, sotto la scure del senso di colpa.

sto paradosso non l'ho mai capito.

H.

Lino ha detto...

Jeff non risponde. Allora, siccome questa storia del peccato onnipresente e dominante è tra i motivi della mia critica al Cammino, mi spiego meglio, illustro perché il simbolismo"pane = lussuria" è una delle balordaggini di Kiko (e di chi per lui, ragazzotti di Wikipedia compresi).
E' da tempo che mi sto sforzando di far capire che l'interpretazione non può andare contro il senso della lettera. E' un principio dell'esegetica medioevale, questo, tempo nel quale ne capivano di più del nostro. Ed è un principio noto a chi ha letto perlomeno Dante: la lettera è la bellezza prima nella quale ogni altro senso è incluso. Ogni senso deve rispettare la lettera, il significante allegorico/simbolico non può devastare il significato letterale. Kiko, a partire dal fango, non lo fa mai.
Il caso del pane è molto semplice perché il simbolo è ripetuto dopo pochi brani:
"Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»".

Prova a sostituire nel testo "lussuria" al posto di "pane", Jeff: "Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di sola lussuria vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»."

Che mi dici, Jeff, funziona? Oppure tu, se dovessi comporre un'opera simbolica, daresti a distanza di pochi passi due differenti significati al simbolo?

sandavi ha detto...

Più precisamente, nel secondo scrutinio il pane è accostato alle sicurezze, in modo particolare al denaro, al successo. La prima domanda del questionario del II scrutinio è infatti: Prima del cammino concretamente in che cosa mettevi le tue sicurezze?
Nello scrutinio dell'elezione si riprende sostanzialmente il secondo scrutinio con alcune variazioni.

Lino ha detto...

La risposta di Gesù, caro Sandavi, è "non di solo pane": "non di solo" significa che anche si vive di pane. Più che di sicurezza, quindi, nel "deserto" c'è il bisogno. Infatti, nel deserto dell'Esodo, fu fatta piovere la manna. La lussuria c'entra come il cavolo a merenda. Non di sola lussuria vive l'uomo, forse?
E' uno dei soliti rovesciamenti kikiani del simbolo: dici bianco a Kiko e lui risponderà nero. E i pasqualoni, per adorare l'idolo Kiko, amplificando ripeteranno: "nerissimo".
Che anche Jeff ripeta un po' mi spiace, per la verità :-)

Valentina Giusti ha detto...

Riporto da un sito:

La Bibbia cita 400 volte il termine pane.
"Con il sudore del tuo volto mangerai il pane" (Gen. 3,19)"
Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio di una casa piena di banchetti festosi e di disordine" (Pr.17,1)
"Indispensabile alla vita sono l’acqua, il pane, il vestito e una casa che serva da riparo" (Sir. 29,28)
"Da’ il tuo pane a chi ha fame" (Tb. 4,6)
Dio viene spesso rappresentato come colui che:
"è fedele per sempre, rende giustizia all’oppresso, dà il pane all’affamato" (Sal. 146,7)
"Il Signore vostro Dio è il Dio grande, forte, terribile, che non usa parzialità e non accetta regali, rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito" (Dt. 10,17-18)
Il pane è considerato simbolo di ogni altro alimento culturale e spirituale:
"Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt. 4,4)
Pane e vino personificano la Sapienza:
"Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato" (Pr. 9,5)

Aggiungo solo la preghiera insegnataci da Gesù:
"dacci oggi il nostro pane quotidiano"
...e naturalmente, il pane spezzato che diventa per noi il Suo Corpo.
Cosa vuole fare Kiko? Farci intendere che ciò che è considerato universalmente buono può essere allo stesso tempo cattivo? Come l'affettività per esempio? O la religiosità? Vuole farci credere in una natura matrigna e intrisa di errore per rinchiuderci nel sepolcro del peccato primordiale? Cioè non del peccato originale di Adamo, da cui ci monda il battesimo, ma nel peccato primigenio di una natura di per sé ed insanabilmente corrotta e negativa?

Lino ha detto...

"Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore" (Cfr. Deuteronomio 8:3).

E' il riferimento del pane nella citazione di Matteo 4,4. Il "soltanto" è ribadito, come nel mio precedente commento. Da qui il pane è considerato simbolo di ogni altro alimento culturale e spirituale, di sapienza.

Dallo per certo, Valentina: in Kiko ciò che è considerato universalmente buono può essere allo stesso tempo cattivo; tutto il suo simbolismo, a partire dal dal fango, è invertito. E' la sintesi gnostica degli opposti.

Mi viene da piangere. L'ignoranza dei cattolici nel nostro Paese è abissale. D'altra parte, ieri milioni di "cristiani" si sono estasiati davanti alle interpretazioni midrashiche e talmudiche di Benigni, dalle quali Cristo è assente. Cosa pretendere quindi, che i NC intendano il senso del pane?

sandavi ha detto...

Caro Lino, non osavo commentare l'interpretazione di Benigni, sentendomi una voce molto molto fuori dal coro... sono felice di sapere di non essere il solo a non aver apprezzato!

Lino ha detto...

OT (ma non troppo)
@ Sandavi
Infatti non sono molte, le voci fuori del coro. Ho polemizzato con molti, ieri, addirittura in famiglia. Poi ho ricercato il parere di ambienti ebraici e trovato questa, zittendo i più:

http://moked.it/blog/2014/12/16/il-decalogo-secondo-benigni-le-reazioni-del-rabbinato-italiano/

Tra Europa Unita, Scalfari & C., RAI, Benigni, compagnucci vari e CNC, c'è un disegno per obliare il cristianesimo cattolico. Canta pure fuori dal coro, Sandavi: c'è bisogno di voci "pensanti".

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio per i chiarimenti, Lino: ero sicuro che non avresti tardato a far sentire la tua voce a riguardo.
Purtroppo non ho tempo di cercare riferimenti piú precisi ma ripeto che sono convinto che le tre tentazioni di Cristo si esplicano come ho riportato piú sopra. La tentazione del pane é la tentazione della nostra corporeitá. Il sesso come la fame corporale é un istinto fisico che lo Spirito ci insegna a controllare e regolare. Quando non é regolato si trasforma in un vizio (nel caso del cibo il vizio della gola, nel caso del sesso il vizio della lussuria). Ma etrambe le cose - cibo e sesso ma il discorso si può allargare ulteriormente - sono buone di per sé: devono solo essere "maneggiate con cura". Il corpo é un dono di Dio, anche i suoi "istinti primari" lo sono ma siamo chiamati ad usarli nel giusto modo. Per l'appunto a vincere le tentazioni della carne.

Non trovi che i voti di caritá castitá e obbedienza si inseriscano come risposta a queste tentazioni e siano concordi con questa interpretazione?

Saluti
Jeff m.

P.s. Su benigni siamo almeno in tre a non aver apprezzato, ma credo che saremo molti di piú.

Anonimo ha detto...

Vedi Lino, il problema - che mi fa anche molta rabbia - é che voi confondete il cammino neocatecumenale con gli attacchi alla chiesa cattolica - questi sí drammaticamente reali - perpetrati dall'europa massona. Attacchi contro i quali il cammino neocatecumenale é in prima linea ma voi, dalle vostre torri d'avorio campane con la bellissima vista a destra e sinistra, non ve ne rendete conto. E questo é davvero drammatico, almeno quanto il livello culturale del cattolico medio italiano.

Saluti
Jeff m.

Lino ha detto...

@ Jeff
Quello che scrivi, caro Jeff, è molto azzardato dal punto di vista simbolico (la rappresentazione simbolica del pane, naturalmente, è in primis di Kiko, non sono io che mi sto fissando su questo aspetto, soltanto lo confuto). Sai perché è pericoloso dal punto di vista simbolico? Perché tra i simboli in Mc, in Mt e in Lc c'è sempre il numero quaranta ("E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame). Tu sai bene, immagino, che il quaranta non indica un valore numerico, bensì il tempo necessario e sufficiente per una prova, un'attesa che dura una vita, una generazione (vedi il significato del quaranta nell'Esodo).

Un'allegoria simbolica va letta nel suo insieme - mi ripeto - come un mosaico i cui tasselli sono i simboli: la lettura della prova del pane pure come lussuria, allora, significherebbe che anche di sesso Cristo ebbe fame e che ne fu tentato per 40 anni, cioè per il tempo della prova che dura una generazione. Inconcepibile, o no?

Se non leggi la fame di Cristo come fame spirituale, se non leggi il pane materiale come simbolo di un bisogno legittimo (anche del popolo), il testo diventa assurdo. D'altra parte, Cristo moltiplicherà i pani e darà il proprio Corpo nel memoriale del pane, o no?
In fondo nemmeno la prova del pinnacolo è un invito inquadrabile come peccaminoso: questo attendevano gli ebrei, grandi segni.

Nota questo in Mt 4, Jeff: nell'unica volta in cui Satana chiaramente invita Cristo a peccare (chiedendo di essere adorato) non lo chiama "Figlio di Dio". Avrà un senso, o no?

Le tre sono le prove di Satana al messia regale atteso dagli ebrei, alle quali Cristo risponderà con la Croce. A leggere ogni simbolo in chiave di peccato si toppa di brutto ma questa è un'eccellenza di Kiko e dei NC.

Perdonami se mi sono dilungato, ma sui simboli (evangelici e non) credo di aver lavorato più di chiunque altro, nei nostri tempi (giovanotti di wikipedia, massoni e gnostici vari a parte, naturalmente :-).

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

P.S.
Vedi, Jeff: io ho sempre scritto gnostici, paramassonici, mai massoni. Queste cose le dite voi, non io:
"Il Cammino serve per conoscere se stessi, riconoscendosi peccatori, per crescere nella fede e diventare cristiani adulti...".

by Tripudio ha detto...

Perbacco! Il caro fratello Jeff si è quasi reso conto (finalmente!) che il Cammino Neocatecumenale è molto gradito alle massonerie e al laicismo.

Se ci pensiamo bene, ai nemici della Chiesa è gradito chiunque stravolga la liturgia, chiunque propugni ambiguità ed eresie, chiunque ubbidisca all'autorità della Chiesa solo quando gli fa comodo...

I nemici della Chiesa sanno che tre secoli di persecuzioni non sono riusciti a intaccarla. Sanno che c'è bisogno di creare divisioni e confusione, sanno che c'è bisogno di diffondere errori e spacciarli per verità, sanno che lo sfascio della Chiesa passa necessariamente attraverso quello della liturgia.

Se io fossi un comunista cinese, farei entrare in Cina quanti più neocatecumenali è possibile, in modo da devastare la Chiesa Cattolica. Un comunista ateo, infatti, odia coloro che stanno soffrendo ed effondendo il sangue ogni giorno per difendere le immutabili verità della fede, per santificarsi con l'unica vera liturgia (senza gli strafalcioni del Kiko dalla barbetta luciferina), per riverire il Santissimo Sacramento con tutti gli onori possibili...

E quindi, quando arriva il Don Kikolone che proclama che la confessione è facoltativa, che la "nueva estetica che salverà la Chiesa" sono solo quei bruttissimi canti composti da lui, che l'arte cristiana è spazzatura da sostituire con le sue orride "icone", che bisognerebbe imitare dei presunti "primi cristiani" facendo il balletto-girotondo come tanti cretini... In Cina il Cammino non verrà perseguitato dagli atei, non avrà neppure un martire, poiché saranno ben contenti di accogliere un vero tumore della Chiesa Cattolica.

Lino ha detto...

P.P.S.
E tu non ti rendi conto che un altro vostro problema è il giudizio sommario sulle persone, non sui contenuti. Io lunedì sera sarò a Capodimonte, in uno dei soliti interventi che m'invitano a tenere, e ancora una volta discuterò di arte cristiana divorata dalle interpretazioni massoniche.

Ragionerò, tra l'altro, di questa:
http://www.cartesio-episteme.net/ep8/Pudicizia.pdf

Ti pare inutile?

Anonimo ha detto...

Perbacco! Tipudio (non) legge un mio post e ne travisa completamente il senso, questa sí che é una (non) notizia. Che sublime esempio di sintesi degli opposti! :-)

Lino: quando mai ho ritenuto inutile il tuo impegno? Benissimo evangelizzare la cultura, ma se scendi in campo come dici combattendo la massoneria, le sue idee e la sua propaganda - non ultima la battaglia violentissima contro la famiglia - non puoi non accorgerti che i neocatecumenali sono in primissima linea contro la massoneria e in difesa della fede cattolica.

Sulla conoscenza di sé - che secondo te é di stampo gnostico - ti faccio notare che é un concetto pienamente cattolico. Lo stesso sant'agostino ne ha parlato lungamente nei suoi scritti. (tra gli altri cito: "l'uomo non conosce sè stesso a meno che non impari a conoscersi nella tentazione")

Tornando alle tre tentazioni del Cristo: non sono d'accordo con quanto affermi. Ritengo che il demonio voglia spingere Cristo al peccato in tutti i tre dialoghi non solo nel terzo. Mi sembra che asserisci che quelle tre tentazioni riguardino solo il Cristo in quanto Messia atteso dagli Ebrei. Ritieni quindi errato dire che quelle tre tentazioni rappresentino il combattimento spirituale che ogni cristiano é chiamato a vivere? Giusto per capire bene il tuo pensiero. Il mio credo di averlo spiegato abbastanza dettagliatamente e continuo a ritenerlo piuttosto lapalissiano. Mi ripeto ma mi sembra anche evidente l'associazione con le virtú espresse dai voti di castitá, povertá e obbedienza.

Saluti
Jeff m.

Lino ha detto...

Sulla conoscenza di sé - che secondo me è di stampo gnostico - ti faccio notare che indipendentemente da me è di stampo delfico: Gnōthi seautón :-)
E anche ti faccio notare che sant'Agostino un po' proveniva dalla gnosi, dal manicheismo degli opposti estremismi, o no? :-) Perciò occorre ragionare con la Tradizione, che è stratificazione di buon senso, correzione continua di opinioni, comprensione della rivelazione, già da san Giovanni evangelista e teologo. Un santo non è tale perché fa omelie tutte corrette. Sapessi che baggianata disse il grande san Bernardo di Chiaravalle, mito di Dante! Non scusare Kiko con il precedente ragionamento: lui non ne azzecca una.

Sulla questione di sant'Agostino ti risponderò con più calma, sono al lavoro, la domanda merita riflessione.

Velocemente sul secondo punto, che con piacere noto t'interessa: no, non tutte le tre, credo che la tentazione dell'adorazione del demonio (quella nella quale è omesso l'appellativo "Figlio di Dio") riguardi l'uomo. Non per caso in Matteo 4 è la terza, in sequenza. E penso che questa adorazione da sola presupponga ogni peccato, che l'adorazione comporti compiere "le opere del demonio", tutte.

Nessuno si butta giù da un pinnacolo per dimostrare agli spettatori di essere Figlio di Dio mediante l'intervento degli angeli. E' la prova della Croce, questa, rinnovata sotto la Croce.

Anonimo ha detto...

Mi interessa sí, Lino, sapere che idee abbiano i miei interlocutori. Quando di interlocutori si tratta e non di sguaiati disturbatori (di provenienza neocat o osservatori).
Siamo giunti al punto e mi riprometto di approfondire meglio l'argomento. Ho letto spesso che le tre tentazioni rappresentino le tentazioni di ogni uomo, e l'interpretazione che ne ho proposto continua a sembrarmi corretta ma certamente un approfondimento non fa mai male.

Saluti
Jeff m.

by Tripudio ha detto...

Perbacco, fate largo! è arrivato Jeff, campione del libero pensiero (al punto che considera falsa a prescindere qualsiasi osservazione critica al Cammino).

Le risposte che cerca Jeff sono in teoria disponibili presso qualsiasi sacerdote, in pratica solo presso i sacerdoti comunemente etichettati "tradizionalisti", "criptolefebvriani" e quant'altro.

Ma nonostante questo andazzo (che ha il nome di "modernismo" e "crisi della Chiesa"), la dottrina cattolica - esposta in modo chiaro e dettagliato nel Catechismo - è ben lontana dall'essere oggetto di spiegazione, presentazione, discussione.

I soloni moderni - come ad esempio i seguaci dell'idolo Kiko - vanno cianciando di «nuova evangelizzazione» ma in realtà propugnano solo le emerite fandonie dei loro autonominati santoni.

È una situazione assurda, spiegabile solo con l'opera del demonio: la dottrina cattolica è lì a portata di mano, chiara, illuminante, universale, valida ovunque e in tutti i tempi... e invece nella loro gigantesca superbia gli autonominati "cristiani adulti" che fanno un "itinerario di riscoperta" si infognano in false dottrine, parodie liturgiche, comportamenti settari, schiavi degli arroganti "catechisti", il tutto per lodare «i nuovi falsi profeti».

E il risultato - molto gradito al demonio (quello vero) - è che il sommo iniziatore Kiko proferisce eclatanti eresie e nessuno dei presenti osa spernacchiarlo come merita.

l'apostata ha detto...

@ Jeff

Hai scritto: "...Mi interessa sí, Lino, sapere che idee abbiano i miei interlocutori. Quando di interlocutori si tratta e non di sguaiati disturbatori (di provenienza neocat o osservatori)...".

Anche a me interessava sapere quello che pensi tu, ma non hai mai risposto a nulla, salvo gli slogan imparati a pappagallo dai catechisti discernenti.

Disprezzo o paura di pensare con la propria testa?
I soliti adulti nella fede...

Anonimo ha detto...

Caro Jeff, scusa se intervengo, mi viene spontanea la domanda: "a quale tappa del cammino sei arrivato?" Non conosco lo scrutinio del pane, delle opere e delle pompe (forse dell'elezione come dite voi), ma conosco bene lo scrutinio del secondo passaggio quello delle tre tentazioni: del pane, della storia, degli idoli.La prima domanda che ti viene posta dai catechisti è quella della tentazione del pane ed è questa:" Prima del cammino, in che cosa concretamente cercavi o mettevi la tua sicurezza?". Che significa: prima del cammino in che cosa cercavi nutrimento al di fuori di Dio? In chi o in che cosa tu deponevi tutta la tua sicurezza? La risposta è personale, nessuno mai mi ha detto che la tentazione del pane ha a che fare con la lussuria, altrimenti me ne sarei uscita dal cn almeno tredici anni fa, quando risposi per la prima volta a questo scrutinio. Il sapere da questo stesso blog che le domande di questo secondo scrutinio ti verranno rifatte alla tappa dell'elezione,mi fa pensare che questo cammino è fermo, che non porta da nessuna parte: tutto uguale, fermo, cristallizzato, chiuso. Aver fatto tre anni lì dentro è come averne fatti trenta. Annamaria