sabato 30 giugno 2018

Proposta indecente

Temevamo che sarebbe successo, che prima o poi qualche neocatecumenale zelante avrebbe pensato di proporre le alzate vocazionali, attività che Kiko Argüello pratica così volentieri da averne fatto la propria occupazione principale, non solo per avviare giovani al sacerdozio e al monastero kikiano, all'itineranza o alle missioni all'estero, ma anche per altro genere di chiamata vocazionale.
Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, quindi vi lasciamo subito alla lettura della "proposta indecente" qui di seguito (pubblicata sulla testata di ispirazione neocatecumenale Kairòs Terzo Millennio), per capire per quale scopo si dovrebbero alzare i giovani, seguendo le procedure ormai collaudate dal fondatore del Cammino Neocatecumenale, e soprattutto "quale" sarebbe la personalità carismatica individuata come la più adatta allo scopo di portare a termine la missione proposta.
Ci riserviamo di fare al termine un breve commento.
I punti elenco e il maiuscolo finale sono nel testo originale.

Proposta (indecente?) a Costanza Miriano

Cara Costanza,
ti scrivo come se scrivessi ad una mia amica. In realtà ci siamo visti una sola volta, alla Fiera del Libro di Torino, 2 anni fa, quando sei venuta a presentare il tuo "Obbedire è meglio" (mi hai anche fatto un autografo!). Ti voglio dire prima di tutto che sei bella, brava e simpatica! Io sto nel Cammino neocatecumenale dal lontano 1984 (mamma mia, e non sono ancora diventato cristiano!!!), ho partecipato a tante Giornate Mondiali della Gioventù in giro per il mondo e a tanti incontri "vocazionali" con Kiko, un amico che (credo) abbiamo in comune... Proprio ripensando a tutti questi incontri mi è venuta una idea che vorrei sottoporre alla tua attenzione di donna, di madre e di sposa. Ti chiedo perdono in anticipo se oso rivolgerti una proposta tanto singolare, però sono sicuro che tu sei l'interlocutrice giusta.

Normalmente gli incontri che Kiko guida ormai da 40 anni da una parte all'altra del globo hanno alcune caratteristiche "fisse" e una scansione tipica che riassumerei così:
  1. una preghiera di invocazione allo Spirito Santo, di solito cantata ("O Signor, manda il Tuo Spirito che rinnovi la faccia della Terra");
  2. una monizione ambientale che prepara l'evento e che culmina nella processione solenne di una icona o di una statua della Vergine Maria, accompagnata dalle note di "Maria piccola Maria" o di "Maria, casa di benedizione", al cui link rinvio in fondo a questa lettera (leggi il testo del canto e vedrai che ha molto a che fare col matrimonio...);
  3. la proclamazione di un testo paolino, di solito 2Cor. 5,14-6,1: "Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti...";
  4. l'annuncio del Kerygma, il cuore del cristianesimo, per cui Dio ci ama proprio così come siamo e non esige da noi assolutamente nulla mentre dona assolutamente tutto...;
  5. ancora una monizione ed un canto, di norma "Gloria! Gloria! Gloria!", tratto dal capitolo 66 di Isaia, un testo "vocazionale" in senso tecnico: "Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. E la annunzieranno a tutte le nazioni... e tra di essi prenderò sacerdoti per me...";
  6. un saluto (breve) del presidente, che è sempre un vescovo, che richiama la bellezza del ministero ordinato, l'onore di spendere la vita per annunciare Cristo e celebrarne i misteri;
  7. la chiamata o, in gergo neocatecumenale, la "alzata", durante la quale si ripete il miracolo: centinaia (a volte migliaia) di ragazzi e ragazze,  di giovani  che gioiosamente CORRONO verso lo Sposo e danno la loro disponibilità ad entrare in un seminario per iniziare il percorso che li porterà alla ordinazione presbiterale (se maschietti) oppure in un monastero, per di più spesso di clausura (se femminucce).
Ricordo di ordinazione sacerdotale:
icona di Kiko, firma di Kiko, ottagono di Kiko...
risultato: prete di Kiko consacrato a Kiko?

Come saprai già, ad oggi i Seminari Missionari Diocesani "Redemptoris Mater" sono più di cento, sparsi in tutti i continenti, e i sacerdoti da essi provenienti più di 3000 (proprio così). Non ho dati certi per le suore, ma i monasteri di mezza Italia sono pieni di sorelle del Cammino...Come dire che i giovani quando si innamorano fanno sul serio...

E ADESSO VENIAMO A TE. IMMAGINA DI ESSERE TU LA GUIDA DI INCONTRI COME QUELLO CHE (SINTETICAMENTE) HO ILLUSTRATO SOPRA. DI CAMBIARE GIUSTO L'INDISPENSABILE DEI PUNTI 1, 2, 3, 4, 5, 6...E DI PASSARE AL PUNTO 7 RIVOLGENDO UNA VERA E PROPRIA CHIAMATA AL MATRIMONIO CRISTIANO (EVIDENTEMENTE DA "CONSUMARE" SOLO DOPO UN TEMPO OPPORTUNO DI FIDANZAMENTO....). SCOMMETTIAMO CHE SAREBBE OGNI VOLTA UN SUCCESSO???
PENSACI E FAMMI SAPERE.
DIO BENEDICA TE E LA TUA FAMIGLIA.

   
Ci sarebbero molte cose da dire su questa proposta rivolta a Costanza Miriano.
Ci limitiamo ad osservare che questi decenni di attività del Cammino e le iniziative di Kiko Argüello, hanno ingenerato la convinzione, nel suo popolino, che la vocazione sia una formula magica: prendi una personalità carismatica, segui il programma in sette punti e avrai centinaia se non migliaia di giovani che CORRONO a farsi prete e suora di clausura o, come in questo caso, a sposarsi..
Non a caso, comunque, questa lettera è stata scritta alla giornalista Costanza Miriano, una delle personalità di rilievo allora facente parte del direttivo del Family Day, poco prima della seconda di queste manifestazioni, a gennaio 2016, quando molti cattolici (e i neocatecumenali hanno garantito il successo della manifestazione dietro invito pressante ad essere presenti ad essa) si sono radunati per manifestare in difesa appunto della famiglia tradizionale;
probabilmente dopo il 30 gennaio 2016 questa lettera non sarebbe più stata scritta, perché, proprio nell'imminenza della manifestazione, per precisa volontà del neocatecumenale "pensante" Gandolfini, del programma in 7 punti da alzate vocazionali non sia rimasto proprio nulla, e a Kiko, dopo la boutade del femminicidio del 2015, è stato chiesto addirittura di liberare il palco dalla sua ingombrante e "kerigmatica" presenza.
Altro commento che ci teniamo a fare: questi 50 anni di cammino hanno così tanto confuso le menti e ottenebrato le coscienze da far pensare al neocatecumenale medio che si possano formare delle coppie tramite chiamata vocazionale (non si capisce se da abbinare con sorteggio, pratica tristemente abituale nel cammino), non perché "consumino" subito il rapporto (bontà sua!) ma per essere avviate al fidanzamento e al matrimonio.
Ci rimane solo da sapere se la Miriano abbia letto questa proposta così allettante e cosa abbia risposto.

16 commenti:

  1. Vocazioni pruriginose

    Il sociologo Marco Marzano racconta che cosa accade in un mondo poco accessibile. La storia di Carlo, entrato 14enne e subito vittima di attenzioni, nell'indifferenza di compagni e sacerdoti. Il legame fra la vita in queste "istituzioni totali" e i frequenti scandali sessuali, pedofilia compresa. E la rivoluzione di papa Bergoglio che qui non arriva
    Stanza di un seminario del Nord Italia, pomeriggio d’autunno, subito dopo la ripresa della scuola. Il quattordicenne Carlo e il suo padre spirituale sono sdraiati vicini sul letto, quando il don si alza di scatto e si precipita verso il bagno, in fondo al lungo corridoio del suo appartamento. Dopo qualche istante, Carlo decide di seguirlo, teme che non si senta bene, che possa aver bisogno di aiuto. Quando arriva dinanzi alla porta spalancata del bagno però, lo spettacolo che gli si para davanti non è quello di un adulto che sta male, ma di un uomo in preda a una furiosa eccitazione.
    Comincia così una delle tante storie di seminario, sesso e omosessualità repressa raccolte negli anni da Marco Marzano, sociologo dell’università di Bergamo e collaboratore del Fatto Quotidiano, che sul numero di Fq Millennium attualmente in edicola offre uno spaccato inedito su un mondo per lo più inaccessibile. Il seminario, scrive Marzano “è un’istituzione totale che, al pari della caserma o del carcere, ha come obiettivo non la semplice formazione teologica del clero, ché questo potrebbero farlo anche le Università o le facoltà teologiche, ma la costruzione del carattere e dell’identità dei futuri sacerdoti”. Ma è anche un luogo in cui, all’esatto contrario di quanto predicato dalla Chiesa cattolica, i rapporti intimi tra sacerdoti e giovani aspiranti tali sono spesso noti e tollerati: l’“amicizia particolare” fra Carlo e don Mario “è nota a tutti in seminario e suscita non poche gelosie e battutine maliziose tra i compagni. Anche i superiori se ne accorgono, ma nessuno se ne scandalizza, nessuno pensa che sia il caso di intervenire”.
    Una questione che in Italia resta sotto silenzio, ma che secondo diverse ricerche internazionali ha un nesso forte con i frequenti scandali a sfondo sessuale, pedofilia compresa. E’ il “sexual underworld”, il sottomondo sessuale dei seminari e della vita clericale in genere, di cui ha scritto lo studioso australiano Barry M. Coldrey. E’ la subcultura clerico-omosessuale, così come l’ha descritta Mary Gail Frawley-O’Dea (il suo libro Atti impuri. La piaga dell’abuso sessuale nella chiesa cattolica è stato pubblicato in Italia da Raffaello Cortina Editore nel 2008). E così via. Una questione che, sottolinea Marzano nel suo ultimo libro La Chiesa Immobile-Francesco e la rivoluzione mancata (Laterza), neanche Papa Bergoglio è riuscito ad affrontare.
    Così, scrive il sociologo rievocando le storie raccolte per i suoi studi, “ciascuno può trovare, nel tempo, una sua via: c’è chi decide di avere una doppia vita, un amore segreto e stabile, c’è chi decide di saltabeccare di fiore in fiore cogliendo tutte le opportunità che gli si presentano, c’è anche chi, e non sono pochi, decide di risolvere il problema con una eroica automutilazione della propria sessualità”.

    Beh, dico se la "natura" delle persone non la cambia lo Spirito santo con la vocazione non è che Bergoglio può farci nulla

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  2. Prima di essere bloccato a vita su richiesta di un NC di peso, non un innominabile, ho letto e commentato un paio di volte i post della Miriano. Lei non può aver risposto, la Miriano non risponde sulle questioni del Cammino, soltanto informa di non essere neocatecumenale, solo si scioglie in lodi sperticate ai fondatori e al movimento.
    Rispondo io, se permettete :-)
    La proposta è eccezionale. Risolverebbe una montagna di problemi, in primo luogo quello dei "mormoratori" che abbondano tra i coniugi non NC delle coppie miste, si eviterebbe che il coniuge non NC possa convincere l'altro a uscire. Si abbatterebbe il numero delle "missioni in casa", infoltendo le comunità. I coniugi si odierebbero senza idolatrarsi, in accordo al verbo di Kiko. Si conseguirebbe, finalmente, una endogamia certa, perfetta e ispirata.

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  3. Dalla lettera alla Miriano mi ha colpito questo: " Non ho dati certi per le suore, ma i monasteri di mezza Italia sono pieni di sorelle del Cammino..."
    Lo credo bene, vista la "crisi vocazionale" degli ultimi 50 anni, con
    molti monasteri femminili che chiudono o stanno per chiudere, si prende di tutto, dalle NC dalla vocazione dubbia,
    alle terzomondiste che fuggono dalla miseria.
    Ruben.
    ---



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  4. Ho voluto precisare quale fosse il periodo particolare in cui è stato scritta questa proposta alla Miriano, cioè a gennaio 2016, in piena ubriacatura da Family Day, quando molti Neocatecumenali si sono convinti di poter trascinare con sé molti cattolici di altra formazione rispetto alla loro, solo per il fatto di aver avuto il merito di aver dato consistenza numerica a quei raduni; si sono quasi convinti che le preoccupanti visioni di Kiko sul rapporto coniugale (vedi discorso sul femminicidio al FD del 2015) fossero cattoliche e coraggiose, solo perché chi aveva interesse alla forza numerica ed economica del Cammino ha fatto una difesa d'ufficio del suo leader.
    Fra questi personaggi del mondo cattolico, non si sa se sinceramente innamorata del Cammino o confusa e disinformata in proposito oppure ancora interessata a mantenere le proprie conferenze affollate, i propri libri tradotti e diffusi anche all'estero, c'è la giornalista Miriano, famosa in primo luogo per aver scritto il libro "Spòsati e sii sottomessa".
    Qualcuno quindi, ha potuto pensare che il sistema delle alzate di Kiko, praticato nei confronti di giovani abituati già nelle proprie famiglie neocatecumenali a pensare che, se non già fidanzati e con data già fissata per le nozze prima dei vent'anni, non hanno altra prospettiva che una vita consacrata a Kiko nei suoi seminari e monasteri, potesse essere praticato con lo stesso successo presso la gioventù cattolica, addirittura per formare delle coppie di 'sposi cattolici'.
    L'imbecillità di questa proposta non sembra aver neppure sfiorato il suo estensore, ma dopo aver visto, pochi giorni dopo, il suo santo in terra tacitato ed estromesso dal palco del Family Day, forse qualche dubbio sull'esportabilità del sistema settario ed endogamico del Cammino nel mondo cattolico (detto, semplicemente, "il Mondo", vedi l'ultima vignetta tratta dai Memes neocatecumenali) deve essergli venuto...

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    1. Io continuo a difendere il commentatore della Miriano :-)
      "Dopo oltre trent'anni di Cammino, uno dei frutti che più ci consolano è vedere le famiglie ricostruite che. aperte alla vita, diventano vera 'Chiesa domestica' dove si assolve il compito fondamentale della famiglia", disse kiko in una intervista. Ora, se una neocat che si alza in una convivenza, spinta dall'emozione e dal carisma di Kiko, può "sposare" Cristo, perché una ragazza non potrebbe fare altrettanto sposando un "alzato" come lei, uno qualsiasi che gli sta accanto o a qualche metro di distanza nell'adunanza NC? Se Kiko fa scoppiare la scintilla, perché rifiutarsi?
      Mi ripeto: la proposta può apparire assurda all'esterno del CNC, ma il commentatore di Miriano l'ha elaborata in accordo a una logica che non fa una piega, certamente migliore di quella di catechisti che spingono verso la formazione di coppie NC. Al commentatore della Miriano va riconosciuta, se non la genialità dell'idea, perlomeno la sua coerenza con la magia che pervade i rituali del Cammino, e quello delle "alzate" è magico.

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    2. Quando ero giovane e nel c.n.c.,ancora non vi era in voga la decisione dei Kikatekisti di farti sposare entro l'anno ma un continuo martellare di entrare in seminario.
      Questo ho vissuto io da giovane.
      "Chi sei Tu"?dicevano,"Sei fidanzato"? r. "No"
      "Hai la vocazione"? r. "No"
      "Allora non sei ne carne ne pesce"
      Sapessi quanto ho sofferto per queste offese completamente gratuite che ti affibbiavano i "Neo Giovannucci in mezzo a noi"
      Ci provavano in tutte le salse e quel "Non sei ne carne ne pesce"risuonava dentro di me deprimendomi sempre più ed abbassando le mie difese immunitarie contro questi imbecilli.
      Al mio continuo rifiuto di partecipare agli incontri vocazionali,un giorno il mio Kapokatechista me lo presentò sotto un'altra forma:
      "C'è un incontro tra giovani e ragazze a PS Giorgio,
      sai un opportunità per conoscervi fra di voi e se il Signore vuole........."

      Armato di buono spirito partii e partecipai.

      La solita solfa di ore in ginocchio a pregare nella stanza dell'albergo,
      giornate completamente piene di katekesi e preghiere
      Possibilità di conoscersi con le ragazze ZERO 0000000
      Un piccolo spazio temporaneo per socializzare con le ragazze ZERO 000000

      Indovinate come finì la convivenza?

      Dai non è difficile

      Magiche "alzate" di giovani che in tre giorni si erano talmente rincoglioniti da non sapere che cosa stavano facendo

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  5. Eh, sì, questo è uno spazio commenti, per cui bisogna resistere alla tentazione di usare il linguaggio parlato e bisogna essere più precisi con la terminologia.

    Ed essere anche pronti a verificare i propri argomenti pensandoli al contrario: "questa stessa cosa, se fatta da un movimento contrario ai neocatecumenali, sarebbe ugualmente inaccettabile?".

    Che attorno ad una "spiritualità" (buona o cattiva che sia) sorgano immediatamente dei commercianti di gadget e di servizi vari, in sé, non fa scandalo: generalmente è la risposta ad un bisogno, forse non la migliore, forse non la più economica, ma almeno quella presente nel momento in cui serve. Quello che fa problema, invece, è la speculazione (ma quella fa problema in qualsiasi contesto, non solo nel contesto religioso): infatti Nostro Signore ha rovesciato i banchi dei cambiavalute nel Tempio perché lo scopo di questi ultimi era la speculazione sulle offerte dei poveri fedeli, cioè era il ridurre la casa di Dio ad una spelonca di ladri.

    Abbiamo già commentato giorni fa di un "albergo neocatecumenale" e, qualche tempo fa, di una SrL (con un solo addetto e con appena mille euro di capitale versato - dati verificati mediante visura catastale - a fronte di servizi tutt'altro che piccoli), che si sono prodigati nell'esibirsi neocatecumenalizzatissimi allo scopo di attirare la clientela kikizzata. (Capite? sul piano commerciale agiscono come se presumessero che i kikos volessero aver a che fare solo con fornitori kikizzati... è proprio qui il punto: sono i neocatecumenali a dare l'impressione di essere un'appetibile nicchia di mercato).

    Quando con un gergo da bar vien voglia di chiamare "mafia" un qualsiasi giro di affari, si intende che quel giro consiste in un monopolio più o meno nascosto e che impedisce la concorrenza.

    Un monopolio noto, ad esempio, è quello dei negozi di gadget kikiani e di suppellettili neocatecumenali, che qui ironicamente chiamiamo kiko-shop, e lo definiamo monopolio per tre motivi:

    1) se qualcuno non del Cammino si mettesse a vendere suppellettili neocatecumenali (come ad esempio lo stampo per le pagnottone "eucaristiche" con le dodici crocette designed by Kiko, che non è certo protetto da copyright), i neocatecumenali che ne comprassero da lui verranno sonoramente redarguiti per non averlo comprato da un kiko-shop autorizzato;

    2) i neocatecumenali che hanno comprato oggettistica kikiana dai kiko-shop autorizzati ma prima dell'apposita tappa con l'apposito rituale kikiano di consegna kikiana, sono stati severamente redarguiti;

    3) con eccezioni poco significative, i neocatecumenali che hanno comprato oggettistica simil-kikiana in buona fede sono stati malamente redarguiti per essersi riforniti di qualcosa non certificato dal kikismo-carmenismo.

    Questi tre punti li conosciamo a causa delle numerose testimonianze ricevute da fratelli di comunità e da ex fratelli di comunità.

    Anche quando per ragioni pratiche sia troppo complicato costituire un monopolio, la prassi neocatecumenale (ad esempio la "centralizzazione" di ogni raccolta fondi) di fatto lo trasforma in tale.

    Pertanto invitiamo i fratelli del Cammino a pensarci due volte prima di proclamarsi "offesi" dal fatto che qualcuno contesta la mercificazione del neocatecumenalismo.

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    1. Ti dirò di più, un'impresa di pompe funebri ha allestito la sua vetrina principale del negozio, con una mega immagine della Madonna del cammino,e a lato la croce Kika (Sarà pubblicità occulta)?
      più mercificazione di così
      Questi oltre ad avere i loro cimiteri privati hanno anche la loro filiera privata di pompe funebri, fiorai, ecc ecc.
      Ricordo di quando ero responsabile, i miei Katekisti raccomandavano caldamente di servirsi da un fioraio appartenente alla loro comunità,aveva il monopolio del 90% dei fiori del sabato sera.

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    2. Dalla culla alla bara "all inclusive", pero' bisogna vedere "come" e soprattutto a CHE prezzo!
      Ruben.
      ---

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    3. Confermo. In una comunità, appena iniziato il Cammino, alcuni fratelli acquistarono una stampa della Madonna di Kiko, di quelle che alle Edizioni Paoline si comprano con pochi euro, e con un po' di legno e abilità realizzarono la classica "icona" da portare in convivenza, un lavoro semplice, pulito, più che dignitoso.
      Sopresa! I catechisti li "rimbrottarono" adducendo che i colori non erano fedeli, la stampa su cartoncino si sarebbe degradata, non era dignitosa e che avrebbero dovuto contattare un fratello a Messina che vendeva questi articoli.
      Stesso rimbrotto per quelle comunità che acquistavano la "coppa" in un negozio (tipo argenteria/liste nozze) a Catania, invece che a Messina.

      Etneo

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  6. Una buona notizia: dopo che l'ultimo dei medici abortisti è andato in pensione, rimpiazzato da un medico pro-life con molti anni di esperienza, l'isola di Guam è rimasta senza personale medico capace di effettuare un aborto. È una piccola ma significativa vittoria dei fedeli cattolici.

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  7. La frase "sono in cammino dal 1984 e non sono ancora cristiano!!!" vale più di mille testimonianze contrarie al cammino.

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    1. Assolutamente d'accordo con voi.
      Ci aggiungo una variante, anche se fosse diventato Cristiano non lo direbbe mai poiché così è stato addestrato. Se provasse a sostenerlo verrebbe "distrutto" dai suoi catechisti.
      Come al solito si confonde il fatto che il cammino di conversione dura tutta la vita con il fatto che sei sempre lo stesso, che non sei cambiato, anzi. Si confonde la consapevolezza della propria natura con lo stare seduto nei propri peccati. Questo è nella realtà dei fatti, poi loro a parole ti dicono altro, mentre negli scrutini si agisce come dicevo prima. In ogni caso qialcuno è cambiato sul serio, per grazia di Dio, ma rimane nascosto nell'ombra per paura dei catechisti, unica eccezione la Redditio, ma dura poco, già dopo pochi mesi con il Padre Nostro ti ributtano in faccia il famoso fango, nella fattispecie l'essere figlio del demonio ( a un battezzato). Se volete ci potrebbe stare il concetto che certe opere sono da "figlio del demonio " ma qui si va oltre....

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  8. Scusate ma a me sembra la proposta di un folgorato, addirittura un posto per questa scemenza... per quanto riguarda gli acquisti per la comunità io compro le cose dove mi capita e nessuno ha mai detto niente. Esagerazione

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    1. Sì, sembra proprio la proposta di un folgorato...da Kiko! 👾

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