sabato 10 gennaio 2009

Roma - 10 Gennaio 2009. Ore 17. Il Papa ha detto...

Discorso di Benedetto XVI

Cari fratelli e sorelle!

Con grande gioia vi accolgo quest’oggi così numerosi, in occasione del 40° anniversario dell’inizio del Cammino Neocatecumenale a Roma, che conta attualmente ben 500 comunità. A voi tutti il mio cordiale saluto. In special modo saluto il Cardinale Vicario, Agostino Vallini, come anche il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, che con dedizione vi ha seguiti nell’iter di approvazione dei vostri Statuti. Saluto i responsabili del Cammino Neocatecumenale: il Signor Kiko Argüello, che ringrazio cordialmente per le parole con cui si è fatto interprete dei sentimenti di tutti voi, la Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Saluto le comunità che partono in missione verso le periferie più bisognose di Roma, quelle che vanno in “missio ad gentes” nei cinque continenti, le 200 nuove famiglie itineranti, e i 700 catechisti itineranti responsabili del Cammino Neocatecumenale nelle varie Nazioni.

Questo nostro incontro si svolge significativamente nella Basilica Vaticana costruita sul sepolcro dell’Apostolo Pietro. Fu proprio lui, il Principe degli Apostoli che, rispondendo alla domanda con cui Gesù interpellava i Dodici sulla sua identità, confessò con slancio: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). Voi oggi siete qui riuniti per rinnovare questa stessa professione di fede. La vostra presenza, così folta ed animata, sta a testimoniare i prodigi operati dal Signore nei trascorsi 4 decenni; essa indica anche l’impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca; un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio. Voi questo intendete fare, ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato. Il “Cammino neocatecumenale” si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante vie suscitate dallo Spirito Santo con il Concilio Vaticano II per la nuova evangelizzazione.

Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant’anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale. Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerygma e l’itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del “Cammino” da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l’opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all’evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l’annuncio cristiano in ogni suo ambiente.

La vostra già tanto benemerita azione apostolica sarà ancor più efficace nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell’anelito verso l’unità che Gesù ha comunicato ai Dodici durante l’Ultima Cena. Prima della Passione, infatti, il nostro Redentore pregò intensamente perché i suoi discepoli fossero una cosa sola in modo che il mondo fosse spinto a credere in Lui (cfr Gv 17,21). E’ questa unità, dono dello Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti, a fare di ogni comunità un’articolazione viva e ben inserita nel Corpo mistico di Cristo. L’unità dei discepoli del Signore appartiene all’essenza della Chiesa ed è condizione indispensabile perché la sua azione evangelizzatrice risulti feconda e credibile. So con quanto zelo stiano operando le comunità del Cammino Neocatecumenale in ben 103 parrocchie di Roma. Mentre vi incoraggio a proseguire in questo impegno, vi esorto ad intensificare la vostra adesione a tutte le direttive del Cardinale Vicario, mio diretto collaboratore nel governo pastorale della Diocesi. L’inserimento organico del “Cammino” nella pastorale diocesana e la sua unità con le altre realtà ecclesiali torneranno a beneficio dell’intero popolo cristiano, e renderanno più proficuo lo sforzo della Diocesi teso a un rinnovato annuncio del Vangelo in questa nostra Città. In effetti, c’è bisogno oggi di una vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realtà ecclesiali, le quali, pur conservando ciascuna l’originalità del proprio carisma, operino concordemente cercando di realizzare quella “pastorale integrata” che ha già permesso di conseguire significativi risultati. E voi, ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento.

C’è un altro frutto spirituale maturato in questi quarant’anni, per il quale vorrei ringraziare insieme con voi la Provvidenza divina: è il grande numero di sacerdoti e di persone consacrate che il Signore ha suscitato nelle vostre comunità. Tanti sacerdoti sono impegnati nelle parrocchie e in altri campi di apostolato diocesano, tanti sono missionari itineranti in varie Nazioni: essi rendono un generoso servizio alla Chiesa di Roma, e la Chiesa di Roma offre un prezioso servizio all’evangelizzazione nel mondo. E’ una vera “primavera di speranza” per la comunità diocesana di Roma e per la Chiesa! Ringrazio il Rettore e i suoi collaboratori del Seminario Redemptoris Mater di Roma per l’opera educativa che essi svolgono. Il loro compito non è facile, ma molto importante per il futuro della Chiesa. Li incoraggio pertanto a proseguire in questa missione, adottando gli indirizzi formativi proposti tanto dalla Santa Sede quanto dalla Diocesi. L’obiettivo a cui occorre mirare da parte di tutti i formatori è quello di preparare presbiteri ben inseriti nel presbiterio diocesano e nella pastorale sia parrocchiale che diocesana.Cari fratelli e sorelle, la pagina evangelica che è stata proclamata, ci ha richiamato le esigenze e le condizioni della missione apostolica. Le parole di Gesù, riferiteci dall’evangelista san Matteo, risuonano come un invito a non scoraggiarci dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni. Incoraggiano piuttosto a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo, a prendere la “propria croce” e a seguire le orme del nostro Redentore che, in questo tempo natalizio ormai al termine, ci è apparso nell’umiltà e nella povertà di Betlemme. La Vergine Santa, modello di ogni discepolo di Cristo e “casa di benedizione” come avete cantato, vi aiuti a realizzare con gioia e fedeltà il mandato che la Chiesa con fiducia vi affida. Mentre vi ringrazio per il servizio che rendete nella Chiesa di Roma, vi assicuro la mia preghiera e di cuore benedico voi qui presenti e tutte le comunità del Cammino Neocatecumenale sparse in ogni parte del mondo.
[00046-01.01] [Testo originale: Italiano] [B0016-XX.01]

44 commenti:

mic ha detto...

un colpo al cerchio ed uno alla botte: per me è la mentalità ambigua conciliare unita alla sensibilità ai numeri più che alla Verità...

incoraggiamenti e riconoscimenti, ma anche diverse indicazioni, ben sapendo dove se le mettono!

Oppure c'è speranza che il nuovo corso dei 'seminari' (ben venga) possa produrre i suoi effetti... del resto partire dai sacerdoti è proprio il punto essenziale!
Ma come conciliare questo centrato provvedimento col fatto che anche lo statuto - ora riconosciuto anche dal Papa - continua ad assegnare il ruolo dominante di guida ai laici e con tutto il resto?

La mia perplessità è grande e questo tira e molla mi sconcerta e francamente mi delude. Questo non signfica che io non segua il Papa, continuo a seguirlo, ma non lo seguirò in questo che mi ripugna nelle viscere (e del resto non mi tira fuori dalla Chiesa non essere d'accordo su qualcosa).

L'effetto che credo il Papa otterrà è di sventare forse il temuto scisma; ma anche quello di disorientare molti nel duplice senso: dei molti che continueranno ad essere fagocitati e sviati e degli altri che, conoscendo il cammino e la Chiesa, restano più che sconcertati, basiti...

Questo a caldo e forse troppo semplicisticamente. Quando avrò meglio ponderato, se ne avrò ancora voglia, ne ri-parlerò

EGONON ha detto...

Questo mex non è per il forum ma per MIC (sorry per l'uso improprio, ma vorrei fargli avere queste poche parole in forma privata... o quasi!).

Caro MIC, dopo mesi di totale silenzio mi rifaccio vivo su questo forum, benemerito per il tanto bene che ha fatto, sta facendo e per come lo fa.

Per quanto possa valere, i tuoi sentimenti sono in miei... almeno tu riesci ad esprimerli senza turpiloquio e senza invocare strafulmini: io, ormai da mesi, NO!

A parte i modi di cui sopra, nella sostanza provo e reagisco in maniera analoga alla tua.

Fiducioso che "dopo aver ben ponderato" tu abbia ancora la voglia di riparlarne, alla tua riflessione vorrei contribuire con alcuni spunti:
1) Tempo fa qui si era ben parlato di Caterina Emmerick... o no?!
2) Merita di essere ripreso il segreto della Salette e tutto quanto è stato fatto intorno e contro alla sua diffusione anche di fronte alla evidenza...
3) Ultimamente su questo forum ho letto di preghiere fiduciose per un intervento in questa situazione (io stesso in passato ho invitato a fare la stessa cosa che stavo facendo anch'io), non sperarci non è mancanza di fede ma realismo: siamo capaci di discernere i segni dei tempi? Dio ha sempre provato la Fede degli uomini: chi in un modo chi in un altro. In questi tristissimi tempi c'é ANCHE questo!
4) L'incontro per/con/sulle famiglie in Messico non credo che sia un caso.
5) Realisticamente: ma quanti sono a livello mondiale questi NC da fare temere uno scisma?

Per parte mia nella mia esperienza diretta e quotidiana ho DOVUTO prendere atto che c'è un'altra chiesa all'interno della Chiesa.
Sia l'una che l'altra non brillano per limpidezza e linearità, ANZI!
MA finché riuscirò a trovare un prete che celebra la S. Messa e si inginocchia alla consacrazione e inchina il capo ogni volta che pronuncia il nome di Gesù Cristo, va tutto bene, anche se all'omelia per tagliare corto andrei a prenderlo a pugnoni sulla faccia per le baggianate indegne che dice, e si fa poi "aiutare" dalle solite quattro babbione a distribuire la Comunione anche se ci sono solo una quarantina di persone,per non parlare di chi si siede e lascia fare tutto a un'altra "ispirata" babbiona! Ma tutto non si può avere evidentemente.

Ringrazio (e ti invito a farlo a tua volta) il Signore per il discernimento che sta dando ad alcuni di riconoscere i lupi dai veri pastori: è COMUNQUE una responsabilità. Fosse vissuta anche in silenzio e nell'ombra è la passiva attività di cui è fatto il nostro faticosissimo percorso di fede.

In questa fredda (e non solo climaticamente) notte ti abbraccio fraternamente: CORAGGIO!

Non mi aspetto risposte "dirette", non sono necessarie...

Roma Locuta ha detto...

gran bel discorso del papa.
grazie a Stephanos per averlo postato. Anch'io provo a lasciare il mio commento a caldo:

Piu che un "colpo e al cerchio e uno alla botte", mi sembra un discorso equilibrato da vero pastore che incoraggia ove c'e' da incoraggiare e corregge e anche apertamente rimprovera dove serve.

Di panegirici ed esaltazioni stucchevoli del cammino ne abbiamo piene le tasche, cosi come di critiche pretestuose a senso unico dall'altra parte...
Il papa discerne il bene e il male.
E li chiama con il loro nome.

Il discorso e' esattamente nel solco di quello di 3 anni fa:
Si riconosce chiaramente l'opera dello Spirito Santo, ma anche allo stesso tempi il rischio di assolutizzazione e di disunione da cui invita fortemente a guardarsi... Intima ancora una volta l'obbedienza ai pastori locali, per rendere "ancora piu efficace" l'apostolato..

Il papa da buon "professore" da una lezione a tutti con la semplice frase "una delle tante vie ispirate dallo Spirito Santo"..
"una delle tante" ma chiaramente "una delle vie", strigliando allo stesso tempo i megacatecumenoni esaltati che si credono unici depositari della fede, e i superanticatecumeni incalliti che vi vedono solo male e fumo di Satana...

Alla fine, al dila di tute le interprtazioni possibili di queste parole che nei prossimi giorni vedremo usate per dire tutto e il contrario di tutto dalle solite fazioni di ambo le parti, il punto piu chiaro e' sempre lo stesso: l'invito, paterno, strenuo,incessante, accorto, premuroso, quasi disperato all'UNITA' fra i Cattolici, ad abbattere le soliti divisioni "Io sono di Apollo e io di Cefa..." che funestano la Chiesa sin dai tempi di Paolo.
Chissa' che il "professore" non riesca finalmente a insegnarci qualcosa a tutti....

un caro saluto a tutti
e buon cammino nell'unita
preghiamo gli uni per gli altri

mic ha detto...

Per chi fosse interessato questo il commento di ieri di Korazym seguito, oggi, da un panegirico ben più articolato e sviluppato trionfalisticamente:

"Come tre anni fa: un carico di amicizia e di fermezza. Con toni al tempo stesso docili e perentori, il papa rivolge agli iniziatori e ai membri del Cammino neocatecumenale il suo primo discorso successivo all’approvazione definitiva degli Statuti da parte del Pontificio Consiglio per i Laici e incoraggiando tutti a proseguire l’opera di evangelizzazione avviata nella città di Roma e nel mondo intero mette al tempo stesso in evidenza, con puntualità certosina, la necessità di una aderenza totale del Cammino agli insegnamenti della Chiesa e di adesione “docile” alle direttive del papa e dei vescovi, in un contesto di unità con le altre realtà ecclesiali e di “inserimento organico” dell’itinerario neocatecumenale nella pastorale parrocchiana e diocesana.

C’è il racconto stesso delle caratteristiche del Cammino neocatecumenale nelle parole accurate e rigorose scelte da Benedetto XVI per questo incontro nella Basilica Vaticana. C’è, naturalmente, il ringraziamento, rivolto anzitutto a Dio, per i “frutti spirituali” che attraverso il Cammino si sono raccolti in questi anni, per le “fresche energie apostoliche” suscitate tra i sacerdoti e i laici, per l’aiuto dato a quanti si erano allontanati dalla Chiesa e hanno ora ritrovato la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica. Ma c’è anche, altrettanto ovviamente, il riferimento chiaro e continuo alla necessità che il Cammino neocatecumenale rimanga fedele a Cristo e alla Chiesa, in un percorso di “docile adesione alla direttive dei Pastori”, secondo uno spirito di “piena disponibilità al servizio del Vescovo”. L’evangelizzazione va condotta in spirito di unità (Benedetto XVI parla di “condizione indispensabile”) e il Cammino deve sapersi inserire in modo organico nella pastorale diocesana: obiettivo da raggiungere, nel caso concreto della diocesi di Roma, intensificando “la vostra adesione a tutte le direttive del Cardinale Vicario, mio diretto collaboratore nel governo pastorale della diocesi”. E quanto alla Santa Sede, la stessa recente approvazione degli Statuti è per il papa il segno della “stima e benevolenza” con cui da piazza San Pietro si segue “opera che il Signore ha suscitato” attraverso gli iniziatori Kiko Arguello e Carmen Hernandez.

Nelle parole del papa, in ognuna delle righe del suo discorso, non ci sono domande o richieste, ma certezze circa ciò che il modo con il quale il Cammino dove operare. Già subito dopo i saluti iniziali, il papa ricorda immediatamente che i neocatecumenali sono riuniti nella Basilica Vaticana per “rinnovare la stessa professione di fede” che Pietro fece a Gesù: “Tu sei il Cristo”. Una professione di fede fatta di fronte e alla presenza stessa del successore del “principe degli apostoli”, appunto Benedetto XVI. “La vostra presenza, così folta ed animata – afferma il papa - sta a testimoniare i prodigi operati dal Signore nei trascorsi quattro decenni; essa indica anche l’impegno con cui intendete proseguire il cammino iniziato, un cammino di fedele sequela di Cristo e di coraggiosa testimonianza del suo Vangelo, non solo qui a Roma ma dovunque la Provvidenza vi conduca”. “Un cammino – rimarca il papa tedesco - di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio”. “Voi questo intendete fare”, sottolinea Benedetto XVI, indicando lui stesso dunque le intenzioni di coloro che ha di fronte, escludendo ogni via alternativa. “Voi questo intendete fare – dice - ben consapevoli che aiutare gli uomini di questo nostro tempo ad incontrare Gesù Cristo, Redentore dell’uomo, costituisce la missione della Chiesa e di ogni battezzato”. Questo, per il papa, il contesto nel quale il Cammino deve operare ed esistere: l’itinerario iniziato da Kiko – ricorda il pontefice – “si inserisce in questa missione ecclesiale come una delle tante vie suscitate dallo Spirito Santo con il Concilio Vaticano II per la nuova evangelizzazione”. Non una via esclusiva, dunque, ma “una delle tante” che lo Spirito ha suscitato: sottolineatura importante per una realtà ecclesiale talvolta criticata per la sua tendenza all’esclusività e alla separatezza dalle altre esperienze del tessuto diocesano.

Ricordando la parrocchia dei Santi Martiri Canadesi in cui si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale a Roma, il papa passa in rassegna i risultati raggiunti nella città e nel mondo intero. “Come non benedire il Signore – si domanda - per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni?”. E ancora: “Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l’annuncio del kerygma e l’itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l’entusiasmo della testimonianza evangelica!”. Una lunga esclamazione che segnala il ringraziamento da parte del papa per il “generoso servizio che rendete all’evangelizzazione di questa città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l’annuncio cristiano in ogni suo ambiente”.E’ a questo punto che Benedetto XVI sceglie di citare la recente approvazione definitiva degli Statuti del Cammino, che “è venuta a suggellare – dice - la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l’opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori”.

L’opera iniziata deve continuare, però, con uno stile ben chiaro e definito, in piena sintonia del resto con quanto sancito proprio negli Statuti. Ed ecco allora che “la vostra già tanto benemerita azione apostolica – scandisce il papa - sarà ancor più efficace nella misura in cui vi sforzerete di coltivare costantemente quell’anelito verso l’unità che Gesù ha comunicato ai Dodici durante l’Ultima Cena”. Questa “unità dei discepoli del Signore”, che è “dono delle Spirito Santo e incessante ricerca dei credenti”, è “condizione indispensabile” perché l’azione evangelizzatrice della Chiesa risulti feconda e credibile”. Ed ecco allora che pensando alle 103 parrocchie nelle quali il Cammino opera nella città di Roma Benedetto XVI con l’incoraggiamento a proseguire nell’impegno assunto esorta i neocatecumenali “ad intensificare la vostra adesione a tutte le direttive del Cardinale Vicario, mio diretto collaboratore nel governo pastorale della Diocesi”, dal momento che “l’inserimento organico del Cammino nella pastorale diocesana e la sua unità con le altre realtà ecclesiali torneranno a beneficio dell’intero popolo cristiano”. Poiché c’è bisogno – dice ancora il papa – di una “vasta azione missionaria che coinvolga le diverse realtà ecclesiali” e poiché è bene che “pur conservando ciascuna l’originalità del proprio carisma, esse operino concordemente cercando di realizzare quella "pastorale integrata" che ha già permesso di conseguire significativi risultati”, la considerazione che il papa rivolge ai membri del Cammino è quella che “ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti, potrete essere di esempio per tante Chiese locali, che guardano giustamente a quella di Roma come al modello a cui fare riferimento”. Interessante passaggio, questo, nel quale il papa indica la sua diocesi come esempio e modello per le altre diocesi.

La necessità di “adottare gli indirizzi formativi proposti dalla Santa Sede e dalle diocesi” è sottolineata anche per quanto riguarda la formazione nei seminari Redemptoris Mater, una risposta a quell’altro “frutto spirituale” costituito dal “grande numero di sacerdoti e di persone consacrate che il Signore ha suscitato nelle vostre comunità” e che ora sono impegnati in Italia e nel mondo intero rendendo un “generoso servizio alla Chiesa” e costituendo una vera e propria “primavera di speranza”. “L’obiettivo a cui occorre mirare da parte di tutti i formatori – precisa il papa - è quello di preparare presbiteri ben inseriti nel presbiterio diocesano e nella pastorale sia parrocchiale che diocesana”: parole che costituiscono un altro, nuovo, ulteriore e ancora una volta ripetuto accenno all’integrazione del Cammino nella realtà ecclesiale e al rispetto degli indirizzi formativi proposti. Il papa insomma non ha paura di ripetersi, di riprendere concetti già espressi, di sottolineare più e più volte, sotto ogni aspetto, quali sono le responsabilità – enormi – che il Cammino neocatecumenale ha di fronte, a maggior ragione adesso che l’approvazione degli Statuti è avvenuta in modo definitivo. Sono anche queste – conclude il papa – “le esigenze e le condizioni della missione apostolica”, che nelle parole del Vangelo risuonano come “un invito a non scoraggiarci dinanzi alle difficoltà, a non ricercare umani successi, a non temere incomprensioni e persino persecuzioni”, e che invece incoraggiano “a porre la fiducia unicamente nella potenza di Cristo”. Ed è nella preghiera alla Madonna che il papa chiede il Cammino sia aiutato “a realizzare con gioia e fedeltà il mandato che la Chiesa con fiducia vi affida”.

mic ha detto...

il Papa parla chiaramente di "esigenze e condizioni", ma chi le rispetterà? e chi farà sì che la cosiddetta "pastorale diocesana integrata" non si identifichi con quella neocat, che trasmette la visione antropologica luterana e il vangelo secondo Kiko e Carmen, come abbiamo visto è avvenuto anche recentemente a Porto S. Giorgio e come continua ad avvenire in tutte le Parrocchie in cui sono insediati? E ora addirittura lo esporteranno con le "Missiones" comunitarie?

Queste cose le affermiamo consapevolmente e responsabilmente e prendiamo atto che il discorso del Papa mostra di conoscere le difficoltà, ma sceglie di mettere in risalto il positivo, che sappiamo più che altro apparente e non sostanziale...

certo ci sono le vocazioni, che però vanno seguite in ambito cattolico; ma non possiamo non ricordare che insieme ai programmi del seminario resta inalterata la clausola che i seminaristi "dovranno seguire l'iter formativo NC": il che significa esporli agli sviamenti e alle defonrmazioni che abbiamo denunciato e mostrato e testimoniato... ma questo è un dato anche modernista e forse per questo motivo nella Chiesa non fa più tanto effetto e sembra essere stato assimilato... anche se le parole del Papa portano lontano da questa assimilazione, che tuttavia di fatto già esiste

E' sempre più difficile essere e rimanere veri cattolici... abbiamo un bisogno immenso del Signore e di tutti i Suoi Santi...

Gert ha detto...

non possiamo parlare di resa incondizionata,ma sempre di resa si tratta

Emma ha detto...

E così l`incontro del Papa con il cammino nc ha avuto luogo.

Non ho sentito il Papa pronunciare le parole che potevo sperare pronunciasse, con la sua finezza e intelligenza, ma l`ho visto divertirsi, applaudire agli ordini di Arguello, chiamarlo con il suo nome, l`ho sentito definire entusiaste e entusiasmanti le parole di Arguello o meglio di Kiko.

Nessuna parola sulla liturgia, nessuna parola sui testi catechetici non approvati, ciò che è al minimo un` incongruenza per un movimento definito strumento di formazione e iniziazione cattoliche.
Certo c`è stato un richiamo all`unità, all`obbedienza ai vescovi, alla collaborazione con le altre realtà ecclesiali.
Ma di questi richiami, chi ne parlerà, quale importanza si darà loro ?
Che dire, che pensare?
Mi duole dirlo, ma in questo silenzio vedo il premio all`indisciplina, alla disobbedienza, all`ipocrisia, alle menzogne.

Il ruolo del Papa è senza dubbio quello di unire e pacificare, ma mi sembra anche che sia quello di correggere, anche con mitezza, e di farlo in modo che il messaggio arrivi a tutti e non solo ai responsabili che non faranno seguire alla base.
O Benedetto XVI non è stato messo al corrente di ciò che noi sappiamo, che le congregazioni sanno e che, solo in parte, è leggibile anche su questo blog e in questo caso è la vittima di manovre che non mi stupiscono, o sa tutto e allora non capisco, che cosa devo dedurne?

Penso in questo momento a tutti coloro che hanno conosciuto e conoscono il cammino neocatecumenale, per averlo fatto e abbandonato o per vederlo all`opera nelle loro parrocchie, tanti hanno testimoniato qui, immagino la loro incomprensione per non dire rabbia, chi vede e sa la divisione che il cammino neocatecumenale ha portato, porta e porterà nella Chiesa, oggi sta male.

Emma ha detto...

Che dire?

Un movimento che ha un rito creato da un laico che, dopo essersi permesso di rifiutare la sacra Liturgia cattolica, lo ha imposto alla Chiesa dopo un braccio di ferro vergognoso, un movimento che ha un percorso catechetico diverso da quello della Chiesa sulla base dei testi del suo iniziatore che improvvisa secondo l`ispirazione del momento, e con dei metodi che violentano l`intimità della coscenza degli individui, un movimento che ha disobbedito al Papa, obbedendo sempre e solo al suo iniziatore, compresi i presbiteri, oggi si è imposto alla Chiesa.

Vedere tutti quei cardinali e compreso il Papa applaudire agli ordini di Kiko Arguello, ascoltare le note dei canti kikani invadere la Basilica San Pietro, mi ha sconvolto.
Sentire il Papa parlare della dedizione di Rylko, quando noi tutti sappiamo come il cardinale si è impegnato incoraggiando i nc a disobbedire al Papa e alla sua sua volontà espressa attraverso il card. Arinze, è incomprensibile.
Una ricostruzione della storia che mi sgomenta e mi sconvolge.

Amici, oggi sono nell`incomprensione la più totale, sono molto delusa, ma si tratta sempre di uomini e dunque fallibili.
Voglio con tutte le mie forze mantenere la fede in Dio che solo sa perchè permette che certe cose succedano nella Sua Chiesa.

Ho il cuore che piange scrivendo questo, ma se un movimento come il CN ha potuto imporsi alla Chiesa, come lo ha fatto e sta facendo, comincio a credere che aveva ragione chi diceva e dice che una nuova Chiesa è nata dopo il Concilio, io in questa Chiesa non sono sicura di trovare il mio posto.

sofia ha detto...

PIETA'

Dopo aver assistito esterrefatta alla grottesca e assordante sceneggiata ieri in S. Pietro, affrontata dal Santo Padre con una scelta di posizione ottimista, incoraggiante e (purtroppo) "diplomatica", venata di affaticata condiscendenza, dove le correzioni agli abusi decennali sono state messe decisamente, ahimè, in sordina,
....
visto che si fa ormai buio su tutta la Terra, come già da quel fatidico
Venerdì 13 giugno 2008,
e tenebre fitte avvolgono la Santa Madre Chiesa,
mentre Maria SS.ma Madre della Chiesa
veglia silenziosa sul Corpo Mistico
inerte e piagato,
....
non mi resta che ripetere:
"Sentinella, a che punto è la notte?"
e penso che la sentinella risponderà:

"Confidate nel Signore e siate forti, coi fianchi cinti e le lucerne accese:
Portae inferi non praevalebunt!"
* * *

MISERERE NOSTRI, DOMINE,
MISERERE NOSTRI:

Fiat misericordia Tua, Domine, super nos.
Quemadmodum speravimus in TE !

Stephanos78 ha detto...

non possiamo parlare di resa incondizionata,ma sempre di resa si tratta


Fratelli carissimi che ci leggete e che partecipate. Animo!

Vorrei fare alcune riflessioni con voi, riguardo questo ulteriore evento che riguarda il Cattolicesimo e il "CnC" in particolare.

Molti si sono chiesti, spesso pretestuosamente, perchè "interessarsi" al CnC, da parte nostra e di molti.

La realtà frammentaria del Cattolicesimo attuale, fa dire a costoro che si può "lasciare fare", distogliere la nostra attenzione, "perchè ci sono tanti gruppi! Qualcuno in cui vi troverete bene ci sarà! Andateci e lasciate stare!".

In realtà, se ci si auto-considera cattolici, si dovrebbe sapere che si entra nella vita di OGNI Cattolico in ogni caso. Anche se tale cattolico NON E' inserito in quel tale gruppo! Questo perchè ogni iniziativa che si dichiara Cattolica, riguarda tutti e ciascuno. Anche nell USO che i Sacri Pastori ne fanno e ne possono fare. Per tutti e ciascuno. Siamo TUTTI coinvolti nelle scelte che vengono dichiarate CATTOLICHE. Per questo, oltre che per l'esperienza diretta e la Testimonianza comune che ci anima, la realtà del CnC al pari delle altre, riguarda NOI E TUTTI. E le controversie che esistono, riguardano davvero TUTTO l'ecumene Cattolico! A maggior ragione nella pretesa che si sia Cattolici!
Sarebbe bello se si potesse crescere davvero insieme, risolvere queste controversie nella loro realtà e verità (superando l'umana fragilità) e stare in quella Unità della FEDE voluta e chiesta dal Papa anche ora.

Tornando al discorso del Santo Padre, vorrei farvi una domanda: avete visto la diretta televisiva? Io sì. Tutta.

Ebbene, l' "antefatto" al discorso del Papa sapete quale è stato? Forse lo immaginate e se l'avete visto sapete a cosa alludo.

L'antefatto è stato Kiko, ritto vicino al Papa, che ha letteralmente MAGNIFICATO il CnC! "Questa comunità dei Martiri Canadesi a Roma ha 100 figli! Fategli un applauso! Questa Comunità di Santa Francesca Cabrini ha 'tot' anni di Cammino e di evangelizzazione! Quest'altra è andata in Olanda! Ha lasciato tutto e hanno 'tot" filgi! Fategli un applauso!"....

Kiko, davanti al Papa, ha perso almeno un quarto d'ora dando letteralmente i...numeri! I "numeri" del Cammino. I numeri dello "SPIRITO" che con POTENZA ha dato questi "frutti"...

Kiko, inoltre, si dichiara OBBEDIENTE, più volte, perchè nelle "comunità" si "obbedisce" all'Humanae Vitae!!!!!!!

Il discorso di Kiko è durato molto di più di quello del Papa, e si è svolto in mezzo alle strimpellate e agli "URRA'"! determinati dai continui "applausi" a questa o quella comunità che ha "ottenuto" il risultato x o y.

Ciò che mi ha colpito di tutta questa effettiva sceneggiata è stata la pacatezza ma la fermezza del Papa. Sapete come è iniziato questo che potremmo definire Vespro? Dopo gli schitarramenti di Kiko, il Papa si piazza davanti all'Altare e CANTA IN GREGORIANO: "In nómine Patris + et Fílii et Spíritus Sancti. Amen. Pax vobiscum"

Vi assicuro che è stato un fulmine! Un vero fulmine. Magari l' Assemblea portata da Kiko e dal "Vaticano II" (parole di Kiko!) se lo aspettava... Ma vi assicuro che in mezzo a quella bolgia di chitarre, questo umile "grido" ha detto più di tante parole!!!

Kiko mostra i "muscoli" facendo l'ingenuo. Come vi ripeto gli elenchi vanno avanti per molti minuti. Gli applausi e le "conquiste" pure. Kiko insiste dicendo "qui non c'era la fede, da quando c'è il Cammino è una meraviglia"! Racconta delle presunte "sorprese" che sono venute insieme al CnC. "Andiamo a predicare per le strade e le parrocchie si riempiono" (vado a memoria ovviamente).

Poi Kiko arriva al punto: siamo stati "ispirati" a fare le "comuità in missione" per le periferie. E oggi "partono" 14 Comunità. Tutte accuratamente "presentate ed applaudite". Maggiormente dei Martiri Canadesi e di SFC.

Kiko si permette anche di dire che è il Papa che vuole "inviarle". Quando è risaputo che oggi come il giorno di quel famoso gennaio, KIKO PORTA al Papa le sue "schiere".

Lo ha detto più volte. "Questa grande assemblea"..

Le mie impressioni.

Si è realizzato quello che pensavo e che è il "metodo" principale con cui il CnC si "fa strada" per mezzo di Kiko. Si è svolta un prova di forza e una minaccia piena di sorrisi.

Essi erano davanti al Papa che ha dichiarato più e più volte, letterlamente, che la musica sacra non deve accogliere quella "profana". E Kiko porta una pletora di "cantori" che STRILLANO in San Pietro le loro canzoni. E il fatto che i "canti" siano presi spesso dalla Bibbia passa drammaticamente sotto le note del flamenco!

Kiko era davanti a quello stesso Papa che aveva chiesto di "usare umiltà" nei "festeggiamenti". E Kiko lo INONDA letteralmente di ovazioni da stadio INCITATE DA LUI. Kiko mostra di non aver nessuna soggezione per il Luogo in cui si torva. E si comporta come se stesse non sopra il sepolcro di San Pietro, ma su un SUO PALCO! Infatti così va, con disinvoltura.

Le parole del Papa mostrano un chiaro orientamento che da ora in poi verrà adottato. Sono dei pungoli chiarissimi. E i "fondatori" li hanno sicuramente colti.

Il Papa ha toccato tutti i temi che interessano questa realtà controversa. Lo ha fatto con il SUO metodo. E non credo avrebbe potuto fare altrimenti.

Secondo l'esperienza, pensiamo che saranno parole che cadono nel VUOTO delle esaltazioni. Forse. Ma esse sono state pronunciate. La loro forza non sta in quanto o come vengano recepite.

Ma esse, insieme allo Statuto, sono strumenti che vengono a dare un reale supporto. Sta a noi tutti dare a queste parole la valenza che hanno e poggiarsi su esse.

Lo Statuto.
Beh, è stato sommamente negativo per Kiko che il Santo Padre, davanti all'ennesimo fatto compiuto abbia accennato allo Statuto in soli DUE casi, in questo discorso e che tale accenno sia venuto solo quando gli ha portato le "schiere" sotto casa!

Il Papa cita gli Statuti per sottolineare la BENEVOLENZA con cui la Santa Sede "segue" il CnC! Incredibile! Benevolenza? Sinonimo di sopportazione? Di PAZIENZA? Basta mettere questa frase insieme al discorso che fece il Papa alla Curia Romana prima che il PCL approvasse gli Statuti!

La seconda citazione è un MONITO vero e proprio. E vi assicuro che al di là delle ovazioni e dei balli, è giunto al segno! Dice:
" E voi, ponendovi con piena disponibilità al servizio del Vescovo, come ricordano i vostri Statuti.."

Queste sono state le "citazioni" del Papa. Implicano un "riconoscimento indiretto" di quel documento, sì. Ma è assolutamente INCREDIBILE che, unico caso finora, il Santo Padre non si sia felicitato e non si sia congratulato con il CnC per lo Statuto! Non si sia sviluppato un discorso CHIARO inerente questo documento e non si sia APPROFONDITA la valenza e le facoltà che ad esso sono legate.

Così avvenne con Giovanni Paolo, che raccomandò una serie di cose importanti, in quell'occasione! Dopo il suo SILENZIO.
Oggi, NEMMENO QUELLE considerazioni! DUE CITAZIONI. Dove non risulta nessun riconoscimento formale. Lo è implicito...

Tutto questo significa molto.

E il corso del CnC, come dei gruppi che sono autonomisti (e sono tanti), può cambiare.

Ma sta anche a tutti noi essere "collaboratori" della Pastorale del Papa. Come detto dalla Redemptionis Sacramentum.

Dopo aver letto le considerazioni del Pontefice sulla Litrugia Antica, spesso mi dico: i Sacri Pastori fedeli VOGLIONO che i discepoli fedeli si UNISCANO! OPERINO seconod fedeltà!

Questo è un grande aiuto per loro e per il Papa!

Per questo non dibbiamo abbatterci! Non dobbiamo essere sopraffatti! Non dobbiamo cedere all'indignazione! Dobbiamo Vegliare e Pregare...

Dio benedica il Papa.

jonathan ha detto...

Coraggio! Bisogna ora più che mai confidare nel Signore. La Chiesa sempre è stata e sempre sarà santa e prostituta; epifania di contraddizioni, perché la chiesa è attraversata dal profumo di Cristo, ma anche dalle nostre povertà e infedeltà. Era così ai tempi di S. Paolo, quando la Chiesa nasceva...Quid et veritas? chiedeva Pilato. La verità è Cristo, che di fronte ai suoi accusatori taceva, si è lasciato inchiodare alla croce, ci ha affidati a Maria e ci ha offerto il suo perdono. Cristo è la verità che ci fa liberi. E allora,coraggio. La Chiesa è fatta dei nc, ma anche di noi, anche di chi opera, ama, serve senza frastuono di cembali e trionfalismi, ma nella quotidiana fedeltà al Vangelo di Cristo Gesù. Questo conta.

exneocat ha detto...

Questo e' lo specchio della chiesa in questo momento.Sono felice di non essere neocatecumenale,sono rattristato per non dir di peggio con il Santo Padre perche'sara' anche il pastore di tutti,ma ieri ha calpestato il mio grido e non mi ha rappresentato.Adesso capisco tanto il Signore nostro quando diceva se trovera' la fede quando tornera'.Buona domenica a tutti.
P.S. Scusate ma il Santo Padre sentiva bene quel che diceva Kiko.Tutto quel razzismo su zone piene di mussulmani,cinesi e rumeni.E poi che senso ha, mandare comunita' neocatecumenali in altre parrocchie neocatecumenali,a me ha fatto tanto ridere.

felice ha detto...

Bhè, un grande applauso al Papa va soprattutto per la sua rettitudine di cuore e la magnificente pazienza di un vero uomo saggio.

Stefano carissimo, qualche giorno fa ci siamo sentiti per sms riguardo a quell'episodio a cui ho assistito e che dimostra la cattiva volontà di cambiare del CN.

Speriamo che questi moniti papali servano ad abbattere non il CN ma la presunzione dell'Arguello: il carismatico è Gesù Cristo e la guida sulla Terra è Papa Benedetto XVI.

Le folle le deve incitare l'amore per il Signore e non colui il quale avrebbe bisogno di comprare qualche Kilogrammo di umiltà. E' facile applaudire sotto comando (che siamo a Carràmba?) ma è più difficile applaudire di propria iniziativa.

Ma il Papa è sempre fermo sulle sue posizioni.

Buona Domenica

Francesco ha detto...

S'è festeggiato in San Pietro il quarantennale dell'IMPLANTATIO ECCLESIAE NEOCATECUMENALIS a Roma!!!

Ci rendiamo conto dello scempio che si è conusmato all'interno della sede di Pietro????

a.rita ha detto...

Cari fratelli,non nascondiamoci dietro ad un dito:anche i Papi sbagliano e ieri il nostro Santo Padre ha sbagliato, gravemente.
Ha dato le perle ai porci". L'approvazione da parte della Santa Sede della "porcata" realizzata a giugno da Kiko e da Rylko ed il secondo invio ufficiale delle missioni ad gentes segna l'inizio delle approvazioni da parte del Culto Divino (con Canizares al Culto l'Eucarestia del Cammino è al sicuro!)e molto presto anche quella tristissima della Dottrina della Fede cioè di quell'obbrobrio che sono le catechesi giudaiche, protestanti, anticattoliche, insopportabili(!!!) di Kiko e Carmen, che secondo la bieca intenzione di Kiko "appena saranno pubblicate diventeranno il Direttorio catechetico per tutta la Chiesa"(Annuncio di Quaresima, Madrid 2006)ed il "bieco" sa come riuscirci, come è riuscito in tutto fino ad oggi! Conosco Kiko personalmente ed il Cammino per esserci stata per dieci anni, uscendone con lo spirito ed il fisico distrutti e vi assicuro che non si fermeranno davanti a nulla. Io penso che il CnC sia "una piaga d'egitto" che il Signore permette per l'umanità e per la Chiesa, in riparazione di tutti i peccati. Andiamo avanti, fratelli, aggrappandoci all'Amore di Gesù che ci da la forza di amare la Santa Madre Chiesa anche in questi casi, quando si mostra matrigna, quando ignora i suoi figli più deboli...
CRISTUS VINCIT!

zufolo ha detto...

Emma: "Sentire il Papa parlare della dedizione di Rylko, quando noi tutti sappiamo come il cardinale si è impegnato incoraggiando i nc a disobbedire al Papa e alla sua sua volontà espressa attraverso il card. Arinze, è incomprensibile."

mic, devi aiutare queste persone. sei un po' il punto di riferimento qua, no? a me sembra che questa incomprensione derivi dal fatto che chiudendovi nel piccolo mondo di questo sito (fino a qualche mese fa molto letto) abbiate finito per credere alla vostra narrativa di quello che e' successo in questi anni riguardo al cammino... la lotta senza quartiere tra rylko e il papa o stupidaggini del genere... ora vi sorprendete che le parole del papa non corrispondono a questa narrativa. ma noi, nella nostra stupidita' neocatecumenale, vi avevamo avvisato da tempo...

e guarda stephanos, poveraccio, sembra che abbia perso ormai il senno, questo cercare conforto nel fatto che il papa abbia accennato agli statuti *solo due volte* o queste contorsioni sul significato di benevolenza (che, se l'etimologia non mi inganna, e' semplicemente sinonimo di voler bene, cioe' di affetto)... farebbe sorridere se non ci fosse dietro la piccola tragedia di una persona che non accettando la realta' decide di costruirsene un'altra...

ah, se io avessi piu' carita' e meno ironia, forse riuscirei a toccarvi il cuore di piu'! ma sono quello che sono e nessuno qua mi ascoltera', mic, perche' sanno che io so solo prendere in giro... non c'e' bisogno di pubblicare questi miei inviti, ma pensaci, tu ogni tanto qualche parola di buon senso riesci a darla, ti invito a farlo, farai del bene a questi tuoi fratelli e amici.

felice ha detto...

Il Papa non ha sbagliato assolutamente, ha dimostrato il suo self-control, il suo amore per la Chiesa e per l'uomo in generale, alla pari del Signore.

Il problema principale è uno solo:

K i k o A r g u e l l o.

Fa rabbia anche a me tutto il fracasso che hanno creato, ma cosa sarebbe successo se avesse agito diversamente?

Mi è sembrato di capire da alcuni post che la situazione in Spagna è abbastanza differente: il fanatismo NC è presente in maniera estrema proprio in terra iberica per la semplice questione che il Papa risiede in Italia.

Il CN deve rinunciare alla sua impostazione se vuole essere veramente in Comunione con la Chiesa. Ma se il Papa non avesse anche una buona parola per loro (che è una dimostrazione di fiducia) che fine farebbe il Cammino?

mic ha detto...

Cari fratelli,non nascondiamoci dietro ad un dito: anche i Papi sbagliano e ieri il nostro Santo Padre ha sbagliato, gravemente.

Carissimi,
io starei molto attento a dire, ma soprattutto a pensare cose del genere... A ben riflettere, sono convinto che il nostro Santo Padre sa quello che fa, come sapeva quello che faceva nell'incontro ineludibile e in qualche modo impostogli da Kiko con la connivenza del sostituto Segretario di Stato, perché secondo le disposizioni del Papa l'incontro per la diocesi di Roma avrebbe dovuto svolgersi in maggiore semplicità (a livello dioscesano, appunto) col card Vicario... e le parole del Papa sono state certamente di incoraggiamento ma con la "condizione indispensabile" dell'inserimento organico nella pastorale diocesana e l' "integrazione" con le altre realtà ecclesiali, escludendo in partenza quell'aura di esclusività ed elitarismo che contraddistingue il cammino... lo dice espressamente anche la esplicitazione di non averlo inquadrato come LA "iniziazione cristiana" - identità da esso autoconferitasi e fatta percepire agli aderenti - ma come "una delle tante vie" nate dal Concilio Vaticano II.

Il resto è nelle mani del Signore e nella responsabilità dei vescovi e dei laici di ogni Parrocchia in cui questa realtà dovesse affacciarsi... perché resta la consapevolezza dei rischi di fagocitazione e inquinamento che il Cammino porta con sé

Preghiamo perché il Signore susciti operai fedeli per la sua messe...

mic ha detto...

Dice zufolo
mic, devi aiutare queste persone. sei un po' il punto di riferimento qua, no? a me sembra che questa incomprensione derivi dal fatto che chiudendovi nel piccolo mondo di questo sito (fino a qualche mese fa molto letto) abbiate finito per credere alla vostra narrativa di quello che e' successo in questi anni riguardo al cammino...

primo, lascerei cadere ogni tentativo di "captatio benevoletiae" perché io non sono il riferimento di nessuno, ma sia io che i miei compagni di cordata abbiamo un unico riferimento: il Signore e la Sua Chiesa di sempre

dovresti spiegarmi come fai a sapere che il nostro sito sia meno letto:
1. non disponi delle statistiche;
2. se lo deduci dalla quantità dei messaggi pubblicati, faresti maglio a guardare alla 'qualità' che al numero che è un po' la vostra idea fissa e tener conto che molti sono quelli censurati perché sterilmente pretestuosi o pieni di insulti;
3. non hai ancora capito che noi non siamo qui per fare audience ma per parlare a chi ha orecchi per intendere...

la lotta senza quartiere tra rylko e il papa o stupidaggini del genere...

nessuno di noi ha mai tirato fuori una cosa simile! se mai lo ha fatto Kiko nella famosa intervista del 14 giugno scorso, vattela a rileggere e poi ne riparliamo...
Non mi sembra che i nostri discorsi contemplino beghe di nessun genere, ma parlano di Fede viva, di dottrina e di Magistero

ora vi sorprendete che le parole del papa non corrispondono a questa narrativa. ma noi, nella nostra stupidita' neocatecumenale, vi avevamo avvisato da tempo...

noi non siamo né 'narratori' né 'affabulatori' di professione, ma registriamo e interpretiamo gli eventi parlando da quel che sperimentiamo e conosciamo e faresti bene a leggere e interpretare correttamente TUTTO il discorso del Papa per intero...

se troverò tempo cercherò di rispondere anche al resto... ma penso che possa bastare

Emma ha detto...

Vorrei dire a Zufolo che non mi sono inventata il sostegno attivo di Rylko al Cn, forse Zufolo ha dimenticato, forse non lo sa, ma sono i suoi stessi fratelli ad avere sovente detto qui che non avevano obbedito alla lettera di Arinze, dunque al Papa, perchè erano stati gli stessi vescovi e il card.Rylko ad aver detto loro di aspettare e nel frattempo di non cambiare nulla.
Effettivamente nel frattempo avevano luogo le inconcepibili, ma purtroppo vere, trattative sulla Liturgia .

Gert ha detto...

A parte che per il resto, rimango sconcertato dalla falsità emersa ieri in San Pietro con la quale è stato ricostruito l'iter quarantennale del Cammino Neocatecumenale fino all'approvazione dello statuto definitivo.

Tutti conoscono il grave conflitto tra Kiko e la Santa Sede fino a ieri.
Come si può dissimularlo in modo tanto sfacciato?

Non sarebbe stato meglio tacere e "celebrare" il quarantennio romano di Kimko e Company in un'altra chiesa.

Si è capito fino in fondo quale valenza abbia rivestito il fatto che tale festa sia stata officiata addirittura in San Pietro?

Stephanos78 ha detto...

guarda stephanos, poveraccio, sembra che abbia perso ormai il senno, questo cercare conforto nel fatto che il papa abbia accennato agli statuti *solo due volte* o queste contorsioni sul significato di benevolenza (che, se l'etimologia non mi inganna, e' semplicemente sinonimo di voler bene, cioe' di affetto)... farebbe sorridere se non ci fosse dietro la piccola tragedia di una persona che non accettando la realta' decide di costruirsene un'altra...


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Scusa se sorrido, ma è davvero divertente a volte vedere come mi accusate di cose che vi riguardano direttamente. Io vivo in un'altra realtà? Ah davvero? Dunque la "realtà" vera quale sarebbe?
...Io ho vissuto in una "realtà" nella quale una associazione laicale, definita così proprio da quegli statuti che il Santo Padre ha nominato di STRISCIO, è stata corretta più volte nei decenni. Ultima quella del 2005 scorso. Una associazione che opera delle drammatiche pressioni morali e materiali sugli associati, che ripete nella sostanza il battesimo con PROPRI riti e tradizioni, che è stata amorevolmente richiamata dal Santo Padre regnante affinchè sposi fede e Liturgia della Chiesa romana, a cui dice di appartenere...

La "realtà" ha mostrato che tale associazione ha messo in campo una serie di sotterfugi e di strategie che hanno condotto ad un tragico COMPROMESSO. La realtà evidenzia una associazione che MOSTRA CONTINUAMENTE I MUSCOLI, che prevarica e aggredisce! Cosa avvenuta davanti al Santo Padre per l'ennesima volta e che è una drammatica "REALTA'".

La realtà, che piaccia o no,è che il Santo Padre ha citato gli Statuti solo 2 volte E NON PER CONFERMARLI O PER FELICITARSI DEGLI STESSI! Ma in un caso per sottolineare la BENEVOLENZA della CHiesa nei riguardi di questo CnC. In un altro per RICHIAMARE ALL?OBBEDIENZA AI VESCOVI! SE PER VOI QUESTO E' ESALTANTE...! Contenti voi, contenti tutti!

Ma la "realtà" parla abbastanza chiaramente...PER CHI VUOL VEDERE.

Riguardo il termine "benevolenza", CONTESTUALIZZATO, può certamenete assumere uno dei suoi sinonimi, che nel vocabolario della lingua italiana è "INDULGENZA" (ti invito a consultarlo, magari con l'aiuto del Leon-Douffur^_^). Ma questo discorso è il MENO RILEVANTE del mio intervento ed è effettivamente una mia opinione. E guarda caso è la cosa su cui sei intervenuto!

I "FATTI" stanno come la "REALTA'" evidenzia.

Raramente è capitato che un Papa NON ABBIA FATTO CENNO "formale" ad uno Statuto approvato ormai otto mesi fa!!!

Il discorso del Papa NON HA TOCCATO NESSUNO dei temi legati allo Statuto eccetto il richiamo all'OBBEDIENZA!

Per qualcuno NON SIGNIFICHERA' NULLA, come infatti 2/3 del discorso del Ponefice NON E' CONSIDERATO... Al solito. Questa, purtroppo, è PROPAGANDA. Ed è triste, tristissimo vederla in questo contesto.

L' Ascolto orante, del fedele che AMA la Chiesa, si manifesta nella assenza di "amor proprio" innanzi alla Chiesa stessa. Soprattutto quando si ha in mano la responsabilità di tanta gente! Quella Gente "usata" sul Papa...

Quindi, ti assicuro che non ho "perso il senno" e che a dire la verità ADESSO delle vicende del CnC me ne frega relativamente.

Mi può dispiacere. E molto. Ma non è più un problema PERSONALE. E lo è stato solo per un dato tempo.

Il Signore mi ha donato una granda tranquillità in questi ultimi tempi, ed ogni tempo ha avuto una "utilità" per farmi maturare. Anche nel mio dolore.

Ed è quello che dico ai miei fratelli e compagni di sofferenza.

Siate Sereni! Dio non abbandona il suo Piccolo Gregge! Pietro non abbandona il Gregge del Signore! Siate fiduciosi! Vegliate e pregate, perchè a volte siamo colti dal dubbio secondo le NOSTRE ASPETTATIVE! Se esse si realizzano o meno... Ma spesso esse si realizzano senza che riusciamo a vederle! Perchè si realizzano in modi che non avevamo previsto!

E sempre più spesso dobbiamo ricordarci che "le Sue Vie non sono le Nostre vie"...

Preghiamo, perchè forse a breve ci sarà un evento eccezionale, splendido, un evento di Grazia, che davvero supererà ogni fatto negativo!

E da questo evento scaturirà un nuovo "tempo".

Il tempo per "ricostruire"..

La Pace del Signore Gesù sia con tutti noi.

mic ha detto...

Vorrei ringraziare Steph per i suoi interventi, soprattutto l'ultimo: chiaro nelle riflessioni e fiducioso e limpido nella conclusione e nelle aspettative dense di fede viva...

Ma sono molto felice anche per l'intervento di EGONON che mi ha parlato in termini davvero fraterni e dal cuore, con grande sintonia e unità nel Signore e la mia umanità ha bisogno anche di questo: normalmente procedo a testa bassa incurante delle difficoltà e centrato sull'obiettivo; ma quando arrivano incoraggiamenti e conferme ti scaldano il cuore, anche se le difficoltà servono a purificare gli intenti e gli atteggiamenti e ad essere concretamente inseriti nel Signore e nella Sua offerta al Padre... Ma nella sua divina Misericordia, e per rinfrancarci, Lui non ci fa mancare ogni tanto qualche Consolazione!

Se puoi, Egonon, fatti vivo più spesso, perché ricordo i tuoi interventi per la loro particolare capacità di arricchire e approfondire la nostra riflessione e sono davvero felice che non hai smesso di leggerci

mic ha detto...

Inoltre ho condiviso la delusione di Emma e le sue considerazioni così centrate e basate sull'esperienza comune in questo nostro percorso, mi ha commosso Sofia, mi ha colpito l'amarezza di Francesco, che vorrei che riuscisse a trarre conforto dalle riflessioni successive, compresa quella di Felice, quelle di Jonathan e di Exneocat e dalle toccanti considerazioni di A. Rita
mentre ho rivisto con goia presenze che si erano diradate nel tempo

Mi chiedo che fine hanno fatto Aldo e Michela ed altri ancora e spero si facciano vivi presto.

Piuttosto sono spariti Gherardo e Frafra. Sono sicuro che hanno molti impegni di lavoro (la stessa cosa è per Kirikichì che si era riaffacciato qualche post fa): ma devo dire che ci mancano molto...

Di Robi so che ci legge e condivide anche se non interviene nel blog

Aspetto Chisolm, spero presto di ritorno dal periodo di feste... e anche Montmirail, con i suoi apporti che ci allargano sempre l'orizzonte

Non dico nulla di Caterina, perché l'aspetto al suo ritorno e l'abbraccio forte, sentendola molto vicina soprattutto in questo suo momento di dolore ma anche di esperienza particolare del Signore nella sua vita...

mic ha detto...

inoltre aspetto con particolare interesse l'imminente intervento di Tripudio...

mic ha detto...

e vorrei invitare Gert ad essere meno laconico, se può

mic ha detto...

Alla fine, al dila di tute le interprtazioni possibili di queste parole che nei prossimi giorni vedremo usate per dire tutto e il contrario di tutto dalle solite fazioni di ambo le parti, il punto piu chiaro e' sempre lo stesso: l'invito, paterno, strenuo,incessante, accorto, premuroso, quasi disperato all'UNITA' fra i Cattolici, ad abbattere le soliti divisioni "Io sono di Apollo e io di Cefa..." che funestano la Chiesa sin dai tempi di Paolo.
Chissa' che il "professore" non riesca finalmente a insegnarci qualcosa a tutti....


ho trovato molto equilibrato l'intervento di Roma Locuta, ma lo pregherei di non includerci in alcuna "fazione", perché credo che questo termine non ci riguardi

mic ha detto...

il punto piu chiaro e' sempre lo stesso: l'invito, paterno, strenuo,incessante, accorto, premuroso, quasi disperato all'UNITA' fra i Cattolici, ad abbattere le soliti divisioni "Io sono di Apollo e io di Cefa..." che funestano la Chiesa sin dai tempi di Paolo.

Inoltre vorrei puntualizzare: nella circostanza, l'invito non era rivolto specificamente e unicamente al cammino neocatecumenale?

Non che anche noi non corrismo il rischio di creare divisioni e ci proponiamo di stare attenti ad evitarlo; ma in questo contesto più che crearle mi sembra che siamo costretti a constatarle. Se poi si ritiene che le creiamo perché non siamo 'buonisti' e/o muti di fronte a tante storture, beh, direi che è una valutazione errata!

by Tripudio ha detto...

Mi accorgo di amare la santa Chiesa in quei momenti in cui mi ritrovo a soffrire per i suoi dolori.

Da molti anni sono sempre più convinto che il Cammino Neocatecumenale è un vero tumore per la Chiesa cattolica; mi rendo conto che solo gli ingenui, i disinformati e quelli in malafede possono pensare diversamente (ma è difficile estirpare un tumore così esteso, in un corpo che era già malato, senza rischiare di danneggiare anche cellule sane: e il Papa certamente lo sa meglio di me).

Ieri sera, mentre il Papa non poteva sottrarsi al tumulto neocatecumenale, ho pregato per lui perché la Beata Vergine gli ottenesse tutta la forza necessaria per affrontare la durissima prova.

Ieri sera, infatti, i neocatecumenali erano lì davanti al Papa con il loro solito atteggiamento presuntuoso e di pretesa.

Se il Papa avesse esordito dicendo la verità più evidente (e cioè che il Cammino ha tuttora gravi problemi in campo liturgico e dottrinale), quanti seguaci di Kiko sarebbero rimasti in piazza ad implorare in lacrime di essere corretti pur di non mettere in pericolo la propria appartenenza all'unica vera Chiesa?

Benedetto XVI sa che lo scisma neocatecumenale ha già da tempo solide radici in molti cuori, anzitutto in quelli di chi guida il Cammino, dai cosiddetti "catechisti" in su (ed è ovvio, visto che hanno passato tantissimi anni a seguire Kiko anche quando si finiva per scontrarsi con i vescovi, anche quando si finiva per "interpretare" a proprio comodo le parole del Papa, anche quando si finiva per disobbedire al Papa e ai vescovi).

Ma come il pastore che rischia le novantanove pecore per salvare quella perduta, ancora una volta il Papa lancia un accorato appello rivolto anzitutto ai neocatecumenali in buona fede (gli unici capaci di portare buoni frutti, gli unici desiderosi di ascoltarlo anche per ricevere una sgridata), nella speranza di poter riportare presto al sicuro la pecorella smarrita sulle sue spalle.

I neocatecumenali in buona fede ricorderanno che il Papa ha chiesto esplicitamente (e per l'ennesima volta) una «docile adesione alla direttive dei Pastori», ciò che nel Cammino è sempre mancato. Perciò resteranno perplessi di fronte ai loro cosiddetti "catechisti" nel momento in cui questi dimostreranno disprezzo verso i legittimi Pastori della Chiesa, ignorandone le direttive o "interpretandole" ad uso e consumo del Cammino.

I neocatecumenali in buona fede avranno un sussulto tutte le volte che noteranno che nel Cammino "l'anelito verso l'unità" riguarda l'unità con Kiko piuttosto che l'unità col resto della Chiesa cattolica.

I neocatecumenali in buona fede si domanderanno come mai il Papa chiede per l'ennesima volta “l’inserimento organico del Cammino nella pastorale diocesana e la sua unità con le altre realtà ecclesiali”, ed invece il Cammino fagocita le parrocchie e disprezza (nei fatti ancor prima che nelle parole) i cristiani "della domenica" e delle altre realtà ecclesiali.

I neocatecumenali in buona fede si chiederanno come mai nei seminari Redemptoris Mater si fabbricano preti incapaci di servire qualcosa che non sia il Cammino, "presbiteri" tutt'altro che inseriti nella diocesi (se non per cavarne il "sostentamento clero"), "presbiteri" di fatto estranei alla parrocchia e alla diocesi (ecco perché li chiamano "presbìteri" anziché "preti" o "sacerdoti"). Si chiederanno come mai il Cammino (che non "è" la Chiesa) fa crescere se stesso anziché la Chiesa.

I neocatecumenali in buona fede si chiederanno come mai la "stima e la benevolenza della Santa Sede" viene ricambiata con una azione apostolica tutt'altro che "benemerita", incapace di guardare al di fuori del circolo kikiano, allergica alle indicazioni del Papa e dei vescovi.

In poche parole, di fronte a dei mistificatori esperti ed allenati, il Papa usa parole di speranza che quasi suonano ironiche e graffianti, e che perciò scuoteranno le coscienze dei neocatecumenali in buona fede e di buona volontà.

Come nel tentare di educare i bambini viziati ed arroganti, dopo aver tentato con le buone, per me non restano altro che rimedi duri.

Ma questo Papa è evidentemente più paziente di me, più misericordioso di me, e che più di me spera ancora di recuperare la pecorella perduta, riottosa e recalcitrante.

by Tripudio ha detto...

Leggo che la Carmen Hernández dice che i musulmani "pregano meglio di Kiko Argüello": il cabaret neocatecumenale è ricominciato.

Al termine dello spettacolo, papa Benedetto XVI se ne va via subito, in modo da non dover subire le note di quel patetico canto "Risuscitò" (seppure epurato da Kiko, in via del tutto eccezionale, da quei fastidiosissimi battimani).

La cerimonia, infatti, non doveva essere stata assai piacevole per il Papa, che ha dovuto sorbirsi il solito show autocelebrativo neocatecumenale, con le famiglie prolifiche (un po' come nel Ventennio fascista), come se i termini "paternità responsabile" e "figli dono di Dio" si riducessero a una gara a chi consegue più gravidanze, a chi "fabbrica" più prole (e perciò, di conseguenza, ad accuse implicite ed esplicite a chi non riesce a fabbricarne).

Il momento più prestigioso per i neocatecumenali è quello della presentazione coronata dagli applausi in presenza del Papa (oh, che spettacolo mostrare al Papa dei neocatecumenali che plaudono ad altri neocatecumenali!)

La chiesa di san Gerardo Maiella (santo famoso per la sua obbedienza silenziosa e decisa anche di fronte alle calunnie) verrà invasa e fagocitata da due comunità neocatecumenali (provenienti dal popolo kikiano, famoso per la sua disobbedienza chiassosa e decisa e per aver chiamato calunnie le testimonianze verificabili sulle storture del Cammino: san Gerardo, dal cielo, vedrà che scempi saranno capaci di fare «i nuovi falsi profeti» dotati di virtù e atteggiamenti esattamente opposti a quelli che lo hanno portato all'onore degli altari).

Un'altra quindicina di comunità neocatecumenali provvederà ad infestare un'altra dozzina di parrocchie romane, nell'evidente intento di neocatecumenalizzare tutta Roma accerchiando il Papa per cingergli l'ultimo assedio. Considerato che fino ad oggi la presenza del Cammino in una parrocchia è servita solo ad emarginare i non-neocatecumenali, parafrasando il linguaggio militare dovremmo dire che la Chiesa cattolica sta abbandonando posizioni perfino a Roma.

Sulla "missio ad gentes" vediamo lo scempio tipico dell'irresponsabilità kikiana: l'estrazione a sorte, di fantozziana memoria. Più che una lotteria, è una roulette russa.

Nella Chiesa cattolica, prima di inviare qualcuno in missione, si pensa e si ragiona; per esempio, se uno soffre di reumatismi, non lo si invia certo in missione in un paese freddo.

Nella chiesa kikiana, invece, prima si carpisce una disponibilità alla missione (spesso frutto di una lunghissima serie di sottili ricatti morali: loro hanno dieci figli e tu solo quattro? tutta la tua comunità ha dato disponibilità per la missione e tu non vuoi andar via dall'Italia? non vuoi proprio far nulla per far crescere il Cammino?) ...e poi nel momento in cui Kiko, per un calcolo politico-propagandistico, ha bisogno di esporre dei "copiosi frutti", ecco che ti tocca partecipare alla roulette russa.

A guastare la festa autocelebrativa è proprio il Papa che, sebbene intercala con termini che sanno di elogio (dev'essere un modo per tener desta l'attenzione), lancia pochi ma precisi fendenti: docilità ai pastori della Chiesa, unità col resto della Chiesa, comunione con tutte le altre componenti del popolo di Dio...

Chi avesse avuto l'impressione di un Papa "ripetitivo", sappia che è esattamente così. I neocatecumenali continuano a disobbedire e perciò occorre continuare a ricordar loro che occorre obbedire ai vescovi e al Papa. I neocatecumenali sono disuniti dalla Chiesa perché pensano che chi non è dei loro non è della Chiesa (tant'è che disprezzano tutto ciò che non è neocat o almeno elogio ai neocat), e perciò occorre ricordar loro l'unità e la comunione...

La Carmen, già famosa per aver interrotto papa Giovanni Paolo II, scarica un diluvio di parole, parlando più a lungo dello stesso Benedetto XVI, incurante del fatto che Kiko tenta più volte di frenarla, e addirittura sfoggiando un inaudito "sono davanti al Papa e posso parlare".

Che pena, che serata penosa dev'essere stata per papa Benedetto XVI, soprattutto quando si sarà ritirato nella sua camera e avrà pensato che il signor Kiko e la signora Carmen non saranno certo saziati da questa "certificazione" praticamente autoprodotta.

Roma Locuta ha detto...

ringrazio mic per l'apprezzamento delle mie parole, mi piacerebbe non vedere fazioni qui, ma come non parlare di "fazioni" dopo l'intervento di bytripudio?

come vedi il Santo Padre quando parla, parla sempre per tutti, e come vedi l'appello all'unita' e a non fomentare le divisioni vale per tutti, ne abbiamo TUTTI bisogno visto che siamo TUTTI potenziali fomentatori di Divisione...

guai a noi se non cene guardiamo...
un caro saluto

mic ha detto...

Caro Roma Locuta,
non faccio altro che ritrascriverti quanto dettoti sopra, che evidentemente non hai recepito:

Non che anche noi non corriamo il rischio di creare divisioni e ci proponiamo di stare attenti ad evitarlo; ma in questo contesto più che crearle mi sembra che siamo costretti a constatarle. Se poi si ritiene che le creiamo perché non siamo 'buonisti' e/o muti di fronte a tante storture, beh, direi che è una valutazione errata!

Non credo proprio che il parlare di Tripudio sia un parlare "fazioso": è una riflessione/testimonianza realistica, consapevole, sofferta

Michela ha detto...

vi seguo sempre, anche se durante le feste ho un po' diradato la lettura del blog.
Da quello che ne capisco, l'approvazione degli statuti non è stato nulla rispetto ad un'approvazione papale così aperta come quella di sabato.
Nel cammino contano i segni, i gesti e ci sono stati tutti: dai canti fatti da Kiko in persona con la SUA chitarra, dalla chiamata con applausi in stile società multilevel, fino all'icona di Kiko sull'altare.
Per un nc il messaggio è chiaro: la chiesa tutta è diventata nc, il papa si è adeguato alla 'liturgia' e ai 'segni' neocatecumenali.
Adesso tutti i vescovi diocesani sono autorizzati implicitamente a fare le messe di ringraziamento nelle cattedrali delle diocesi dove c'è il cammino.
Qui non si tratta più di accogliere le pecore perdute : qui si è volutamente rinunciato ad esercitare il dovere di essere nella 'verità', di fare 'verità' e vivere nella 'verità'. E purtroppo da questo non può che derivare un grande male.

Di solito tendo a non dare peso alle profezie e rivelazioni varie, tendo a stare con i piedi per terra; ma questa volta, per un istante, ho visto l'abominio della desolazione stare là dove non deve stare.
E' ovvio che l'icona di kiko non è l'abominio della desolazione, ma ne è sicuramente un tassello.

Va beh, visto che anche un laico può essere eletto papa, facciamo papa Kiko e non se ne parli più.... :)

e Carmen... camerlenga...? che ne dite?
E don Mario Pezzi? per me, al massimo sacrestano...

Emma ha detto...

Coloro che si limitano a testimoniare la loro esperienza, ad esprimere le loro inquietudini, reali, a descrivere una realtà che conoscono per averla vissuta o studiata, non sono agenti di divisione .
Almeno per certo non lo sono coloro che scrivono qui!

C`è chi testimonia dopo avere vissuto un`esperienza e un insegnamento che dividono, c`è chi testimonia il suo dolore, la sua rabbia di essere stato costretto ad abbondonare la propria parrocchia, c`è chi senza avere conosciuto il Cn dall`interno osserva, si interroga , si preoccupa e non capisce.

Porre domande, testimoniare, informare, non è dividere.
È un dovere-diritto-responsabilità.

Emma ha detto...

Ringrazio Michela per la sua riflessione che ci ha resi attenti all`importanza dei segni e dei gesti.

Come avevo scritto prima del 10 gennaio, da parte di Kiko Arguello niente mi avrebbe stupito, conoscendo la sua arroganza, la sua disinvoltura e impetuosità.
Sapevo che non sarebbe stato di certo il fatto di essere davanti a Benedetto XVI, che Arguello tratta come se fosse un amico, che lo avrebbe fermato, ricordiamoci che cosa aveva detto dopo la conferenza di stampa seguente la consegna dello statuto.

Però potevamo almeno immaginare che lo stare sul Sepolcro di Pietro, nella Basilica San Pietro, avrebbe indotto Kiko Arguello ad una maggiore umiltà e discrezione.
Purtroppo abbiamo avuto la prova che niente E nessuno fermerà gli iniziatori del Cn, niente E nessuno metterà un limite alla loro arroganza, alla loro prepotenza, al loro orgoglio.

Ciò a cui abbiamo assistito sabato 10 gennaio, è stata una monumentale esibizione di ORGOGLIO neocatecumenale, altri lo chiameranno, e lo hanno chiamato, spettacolo, teatro di marionette,
prova di forza, in ogni caso è stata la manifestazione di un orgoglio senza limiti.

Stephanos78 ha detto...

ringrazio mic per l'apprezzamento delle mie parole, mi piacerebbe non vedere fazioni qui, ma come non parlare di "fazioni" dopo l'intervento di bytripudio?

come vedi il Santo Padre quando parla, parla sempre per tutti, e come vedi l'appello all'unita' e a non fomentare le divisioni vale per tutti, ne abbiamo TUTTI bisogno visto che siamo TUTTI potenziali fomentatori di Divisione...

guai a noi se non cene guardiamo...
un caro saluto


Il monito è a non CREARE divisioni. Ognuno di noi rischia di crearle, se non si mette in atteggiamento di preghiera fiduciosa e di umiltà.

Ma bisognerebbe ricominciare a dare il giusto valore al significato stretto e lato delle parole. Il verbo CREARE ha un significato ben preciso.

Chi CREA divisione? Inoltre, che TIPO, di divisione? Perchè da quello che è l'Insegnamento della Fede dato da Gesù, vi è una DIVISIONE INEVITABILE! E' la Divisione "provocata" dalla sua DOTTRINA. Vi è uno SCANDALO INEVITABILE e uno PROVOCATO DALLA CATTIVA VOLONTA' DEGLI UOMINI che TORNANO al distacco da Dio e quindi SCANDALIZZANO. Lo "scandalo" inevitabile è quello della Croce di Gesù e derivato dal suo Amore. Edè anche questo uno Scnadalo SUSCITATO DAGLI UOMINI CHE NON ACCETTANO Dio!

Alla fin fine non è mai Gesù che DA Scandalo. Ma sono sempre gli UOMINI che NON ACCETTANDO LA VERITA' TUTTA INTERA, scandalizzano o SI scandalizzano! Ma la DIVISIONE è sempre di due tipi: quella derivata dal RIFIUTO di Cristo, lo Scandalo della Croce, e quella creata da chi INGANNA.

Dunque, CHI CREA?

La risposta la si da LOGICAMENTE (da LOGOS).

Crea chi SOVVERTE. Chi MODIFICA, chi fa e dice ALTRO rispetto alla Sacra Tradizione VIVA.

Dunque? A te la risposta. Chi è che sovverte? Noi? Chi è che CAMBIA? Noi? Chi è che ha dato vita ad altra Fede ed altra Liturgia? Noi?

La risposta a queste domande LOGICHE risponde anche a CHI CREA divisione.

E risponde anche alla RICHIESTA DI UNITA' del Papa. DI QUALE UNITA' PARLA il PAPA? Una unità irenisitco-sentimentale? Oppure l'Unità della Fede? L'Unità della Croce di Cristo? Del nostro REDENTORE, chiamato così dal Papa davanti a chi lo considera SOLAMENTE "risorto" (dando a questa "risurrezione" una valenza totalmente differente)?

Stephanos78 ha detto...

Emma, Michela!

ANIMO! ANIMO FRATELLI E SORELLE! ANIMO!

Il Discorso del Santo Padre è stato SPLENDIDO e vi assicuro che ha centrato i punti di maggiore interesse! Vi assicuro che ai fondatori del cnc è ARRIVATO A COGLIERE NEL SEGNO! E vi assicuro che hanno mangiato la foglia!

A volte anche noi facciamo lo stesso errore di nostri fratelli ENFATIZZANDO TROPPO SOLO LE PARTI ESORTATIVE DEI DISCORSI!

Il Santo Padre ha dato delle DIRETTIVE CHIARE. E vi assicuro che sono PESANTI.

Poi, dobbiamo pensare una cosa. Facciamo anche noi l'errore di credere che ciò che è stato detto e scritto, E MAI RINNEGATO, si "auto-elimini" da sè solo perchè detto e scritto in "Passato"?

Il Papa PARLA ED AGISCE CON COERENZA EVOLUTIVA!

Le sue PAROLE E I SUOI SCRITTI RIMANGONO VALIDI E DA QUESTI IL PAPA HA SVILUPPATO L'ULTERIORE DISCORSO!

Il Papa h GIA' PARLATO E SCRITTO RIGUARDO LA LITURGIA E LA FEDE! E SU QUELLE BASI HA PARLATO ULTERIORMENTE!

E' implicito, infatti, ciò che già ha detto ed è ulteriormente sviluppato!

Di cosa parla il Papa, quando CHIEDE l'Unità della Fede? Di cosa parla il Papa quando CHIEDE l'Obbedienza alla Pastorale Diocesana? Di cosa parla il Papa quando VINCOLA l'esistenza del CnC all'OBBEDIENZA alla Chiesa e all'Integrazione in Parrocchia?

Forza fratelli! ANIMO! ANIMO!

O hanno ragione i NeoCat quando dicono che siamo attaccati al nostro sentimento?

Ricordatevi sempre una cosa!

Non pensate che la nostra SOfferenza sia Ignorata! Ignorata Da Dio e dal Suo Vicario!

QUESTO E' UN PENSIERO CHE DEVE LASCIARE IMMEDIATAMENTE I NOSTRI CUORI!

DIO NON DIMENTICA LA SOFFERENZA DEI SUOI FIGLI! DIO NON IGNORA IL DOLORE DEL SUO PICCOLO GREGGE! Il nostro cuore, però deve essere sgombro dal risentimento! E PER ESSERLO C'E' BISOGNO DELL FORZA CHE VIENE DALL'ALTO! DELLA PREGHIERE E SOPREATTUTTO DEI SACRAMENTI! SOMMAMENTE DEL SACRIFICIO DELLA MESSA!

Se anche una Madre potesse dimenticare il suo bambino, IL SIGNORE NON DIMENTICHERA' I SUOI FIGLI!

Non dobbiamo TEMERE, perchè perfino i capelli del nostro capo SONO CONTATI! Dio non si dimentica degli Uccelli e dei fiori, A MAGGIOR RAGIONE NON SI DIMENTICA DEI SUOI FILGLI!

Preziosa è agli occhi del Signore, la Vita, la Sofferenza, la Gioia, e perfino la Morte dei suoi Figli!

Se anche dovessimo rimanere SOLI (e ciò non avverrà mai) DIO NON CI ABBANDONA! NON CI ABBANDONA!

La Santa Chiesa di Cristo, NON SARA' MAI SOPRAFFATTA! Sarà sempre presente e le porte dell'inferno non prevarranno! Questa profezie è CERTA e si è realizzata SEMPRE!

Anche Oggi la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Romana, è PRESENTE ED OPERANTE! Poggiata sulla Roccia di Pietro! Anche se non è "tracotante" come quella FALSA dei FALSI profeti! E' umile e sofferente. E' devota e fedele. E' FECONDA, più di quanto pensate. E' silenziosa e operosa...

E vedrete, che se Dio vorrà e accadrà l'evento FAUSTO di cui vi parlavo, SARA' ANCORA PIU' VOGOROSA e più PRONTA A RICOSTRUIRE! In UMILE E DEVOTO SERVIZIO A PIETRO!

ANIMO!

chisolm ha detto...

Ho seguito il grande incontro NC alla tv. Ogni tanto, passavo su Rai 1 perché la trasmissione “A sua immagine” presentava la testimonianza di una ragazza down che era entrata nell’Orso Virginum: parlava con una concentrazione di dolcezza tale da far sentire la mia fede come cosa piccola e povera.
Saltavo su Sat 2000 e un barbuto generale presentava al Papa le sue truppe: l’entusiasmo era alle stelle. Battimani, standing ovation, schitarrate e quant’altro.
Tornavo alla ragazza consacrata: raccontava della sua vita, del suo lavoro, della sua vocazione. Il suo volto, toccato dalle caratteristiche che tutti conosciamo, mi richiamava le parole care: “Il tuo volto, Signore, io cerco”, riflettevo su quel volto dolcissimo, badando di lasciare la pietà mille miglia indietro, perché quel volto era veramente dolcissimo.
Saltavo su Sat 2000, ove truppe elegantissime sfilavano davanti al generale che li presentava al Vicario di Cristo. “Guarda quanti siamo, Padre!” sembrava ammiccare il generale con un sorriso di soddisfazione…
Tornavo alla ragazza, alle sue parole che, pur in una mimica faticosa per lo sforzo dei muscoli facciali, tuttavia uscivano limpide e chiare come se a scandirle simili a note musicali fosse l’angelo trombettiere.
Sull’altra rete, canti e battimani facevano da contrappunto a quella voce sola, quasi a mostrare il duplice volto della vocazione: quella degli eserciti e quella dei singoli, delle masse e delle piccole, umili, obbedienti creature che dicono un “sì” tanto semplice e nascosto, quanto potente di risonanza sonora tale da coprire col suo silenzioso frastuono cori, battimani, chitarre e tamburi.
Quasi in sincronia, il generale chiudeva il suo discorso mentre la ragazza chiudeva l’intervista col ringraziare i suoi genitori per averle data la vita. Era felice e, con un ultimo, meraviglioso, faticoso sorriso, quasi un giullare di Dio, mi trasmetteva un buonumore tale da farmi riflettere su canti, tamburi, chitarre e truppe schierate.
Mi suggeriva, col suo volto, di cercare il Tuo, di volto, Signore perché Tu solo sei il Signore degli Eserciti, che apprezzi tanto il suono dell’arpa e della cetra, quanto il silenzio del gaudio e quello del dolore innocente.
Ho avuto, allora, la percezione di un disegno misterioso che si fa ancora più grande: la dolcezza di una ragazza down, vergine consacrata, lavoratrice, figlia amata dai suoi genitori, capace di regalarmi, con la sua meravigliosa voce la certezza che la Chiesa tutta è un mistero, un gioco di specchi in cui si confondono l’essere con l’apparire, il frastuono col silenzio orante, la singola esistenza con milioni di esistenze. Da quella ragazza, dalla sua voce, proveniva il suono dolce dell’arpa e della cetra usate dal salmista per allietare il suo re, il suo Dio, il suo popolo.
Non so, veramente, come possa essere questa musica celeste, né so quando verrà il momento di udirla. Spero sia di una dolcezza che consola e stupisce, carezza e allieta, rinfranca e mette allegria. Spero sia la prosecuzione canora e melodiosa del canto del Popolo di Dio in cammino, quella musica che, ne sono intimamente convinto, ora la mamma di Caterina sta ascoltando “dal vivo” in un concerto senza fine.
Senza schitarrate, tamburi e battimani, ma solo dolcissima frequenza sonora che proviene da quel Volto che ella ha sempre cercato, ne sono certo…

Chisolm

Stephanos78 ha detto...

AMEN!

Emma ha detto...

Grazie Stephanos per le tue parole.

In questi giorni non faccio che ripetermi che solo Dio sa perchè permette ciò che sta succedendo nella Sua Chiesa.
Tanti sono i perchè che salgono in preghiera verso LUI e forte è la domanda di mantenermi salda nella fede.

Non ho il tuo ottimismo Stephanos, quanti sono i richiami dei Papi che sono stati ignorati dal cammino nc?
Perchè questo avrebbe maggiore effetto?
Basta leggere i commenti dei nc e di Kiko Arguello che pongono l`accento unicamente sul riconoscimento, non una sul richiamo all`unità e collaborazione e docile adesione alle direttive dei vescovi.
Forse pensano che i vescovi o sono già loro amici o comunque non potranno più opporsi visto le parole del Papa.

Caro Stephanos, porto nel mio cuore le tue parole e ti ringrazio !

Emma ha detto...

Un altro grazie e dal fondo del cuore a Chisolm.
Stephanos e Chisolm, le vostre parole sono come un balsamo.

Quante persone in questi giorni, dopo aver visto l`esibizione nc a san Pietro, sono confuse, quante non capiscono, quante sono in collera o si sentono incomprese, ignorate o trascurate.
Da due giorni a chi mi esprime così il suo scoraggiamento consiglio di leggere il discorso del Papa e di leggerlo bene.
Purtroppo ciò che resta nei loro occhi e nelle loro orecchie sono la visione di quell`uomo che si agitava sopra il Sepolcro di Pietro sventolando i numeri del suo cammino e il rumore dei canti nc che invadevano San Pietro.

Oggi potrò consigliare loro di venire su questo sito e leggere i vostri messaggi Stephanos e Chisolm.
Grazie!

Stephanos78 ha detto...

Dice Emma:

Caro Stephanos, porto nel mio cuore le tue parole e ti ringrazio !


Io porto nel mio cuore tutti voi. Porto nel mio cuore questa esperienza e TUTTE le persone che ho incontrato. Nel bene e nel "male".

Il mio dispiacere è più grande per coloro che sono "assorbiti" in questa esperienza (e non parlo solo del cnc) che a tratti è terribile.

Una esperienza che incide fin dentro le carni... In "bene" o in male.

Ebbene, è però necessario che non perdiamo la Fiducia. Non tanto negli Uomini MA NELLE PROMESSE DEL SIGNORE GESU'. Che è un Dio FEDELE.

Questo ci conforta! Ci conforta la SUA Fedeltà! E non potremmo riporre fiducia se non in Lui! Non certo negli Uomini. In Lui, nel Suo Pietro, nella Chiesa fedele.

Emma, la Chiesa non soccomberà! Rendiamoci conto di quanto è grande l'Amore di Dio per gli Uomini! Lo so. Anche io non me ne rendo abbastanza conto! Ma se approfondiamo questa Promessa, è evidente di quanto sia GRANDE!!!!

L'Inferno NON prevarrà'! E non è una questione "filosofica" o solo Teologica! E' un FATTO! E' stato realizzato già nella Chiesa nei tempi! Quanti problemi! Quante lacerazioni! Quante ribellioni! Eppure la Santa Chiesa di Roma, Unica Chiesa di Cristo, è rimasta! Ha vissuto e prosperato. Talvolta dando al mondo Santi grandiosi quanto più grave era il momento di Crisi.

Anche noi viviamo una "primavera" in questo senso.

Abbiamo avuto nel nostro tempo tanti Santi "proclamati" e ne abbiamo ancor di più "silenziosi".

Penso a San Pio da Pietrelcina, penso a Santa Teresa Benedetta della Croce. E a tanti altri Beati che intercedono per noi.

Il Serafico Padre è stato suscitato da Dio in momenti altrettanto cupi. Ma dal suo esempio si nota chi sia davvero l'umile servo del Signore e della Chiesa e quale ne sia l'atteggiamento del cuore.

Questo è tutto "materiale" per il discernimento e per il "Regno".

E la nostra sofferenza, te lo assicuro, non è ignorata. "Sul monte il Signore Provvede".

E il "monte" dei Cristiani Cattolici è il CALVARIO

Sirio ha detto...

Ora almeno è chiaro che i neocatecumeni, uno, non sono eretici, due, sono parte della chiesa, tre, portano dei grandi frutti "dovuti al loro metodo di evangelizzazione" (che è proprio del cammino) e per il quale il Sommo Pontefice ha addirittura ringraziato il Cammino Neocatecumenale.
Deve ora venire fuori quello che recitiamo nel credo: nella Chiesa, una, Santa, Cattolica ed Apostolica; dove è implicita la figura del successore di Pietro che guida la Chiesa e che discerne su di essa.
Chi non accetta il Papa non è in comunione con la Chiesa, allo stesso modo, chi non accetta ciò che il Papa accetta.
E allora smettiamola di essere più papalini del Papa e ascoltiamo le sue parole, se la Chiesa intera approva il cammino, pensate di essere voi migliori di loro denigrando ciò che loro ringraziano?
Siate voi i primi a cercare quell'unità che tanto accusate il Cammino di non avere, ma in realtà voi siete i primi a rompere con questi vostri pregiudizi, siate voi i primi ad accogliere invece che a giudicare.
Obbedite al Papa, e la Chiesa vi sarà sempre fedele.

by Tripudio ha detto...

Malvolentieri mi tocca rispondere a chi si firma "Roma Locuta" e che parla di "fazioni", termine decisamente infelice.

Non volermene, ma dalle tue parole traspare la solita tecnica neocatecumenale di insultare l'interlocutore allo scopo di evitare di parlare dei tanti problemi del Cammino.

Problemi che purtroppo ci sono ancor oggi e sono ampiamente testimoniati e documentati.

E si tratta di problemi gravi: non il colore delle scarpe o la preponderanza di cifre pari nel numero di telefono. Si tratta invece di problemi nel campo della liturgia, nel campo dottrinale, nel campo disciplinare. Esattamente ciò che può farci qualificare il Cammino come eresia.

Non dovremmo trovarci in necessità di ripetere ogni volta tutte le argomentazioni. Ma se lo stesso Papa è costretto continuamente a ripetersi, ogni volta che vi parla... vuol dire che i neocatecumenali sono assai poco propensi ad ascoltare qualcosa che non siano le aberrazioni kikiane e carmeniane.

Certo, grazie allo Statuto e grazie al discorso del Papa, può sembrarti facile affermare che il Cammino non sarebbe un'eresia.

Ma l'eresia non compare soltanto nel momento in cui viene giuridicamente formalizzata. L'eresia nasce anzitutto nei cuori. Nasce per esempio col considerare più importante Kiko che il Papa. Nasce per esempio con il costruirsi la liturgia secondo le improvvisazioni di Kiko deviando dalla tradizione della Chiesa (e sappiamo bene che lex orandi, lex credendi). Nasce per esempio col credere agli svarioni dottrinali di Kiko e Carmen anche quando contraddicono apertamente il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Io non posso leggere nei cuori, solo Dio può. Ma se vedo fumo, devo necessariamente dedurre che c'è fuoco. Può darsi che io non veda il fuoco, ma dalla posizione del fumo so che il fuoco c'è e so approssimativamente dov'è. E l'impressione del fumo di eresia neocatecumenale non è venuta fuori cinque minuti fa, ma si è andata consolidando negli anni, nei decenni. Ed è stata impressione anche di menti molto più intelligenti della mia, e di anime molto più sante della mia.

Certo, ti verrà voglia di tentare il giochetto verbale che ti fa sentire intelligente, cioè il domandare: "allora il Papa avrebbe approvato ed elogiato l'eresia?"

Ma tale domanda è solo il solito trucchetto neocatecumenale di voler "giuridicizzare" le questioni umane, e di volerle "sentimentalizzare" quando non conviene portarle sul piano giuridico, in entrambi i casi debitamente filtrate dai particolari scomodi.

Cioè, in entrambi i casi, volete utilizzare un metodo di ragionamento inappropriato, allo scopo di ottenere il risultato che vi fa comodo.

Maestri di ciò sono Kiko, Carmen e i loro adepti di più alto livello.

Formidabile dimostrazione è stata la lettera di Kiko, Carmen e Pezzi del 17 gennaio 2006, indirizzata al Papa, in cui all'inevitabile momento di dover dichiarare obbedienza alle indicazioni della "lettera di Arinze", con un lungo giro di parole dicevano invece che... gli abusi liturgici neocatecumenali riportavano i fratelli «dalla tristezza all'allegria». Scripta manent, "carta canta".

Quella lettera non ci meravigliò, perché Kiko era sempre stato così, e lo è ancora. Gli argomenti per difendere quell'indifendibile posizione vengono "sentimentalizzati" e banalizzati (per non ammettere l'evidenza di Kiko disobbediente, dite che Kiko è "spagnolo", come se l'essere spagnoli anziché francesi o italiani implichi un diritto a disubbidire al Papa e ad insegnare ambiguità ed errori).

Né ci meravigliò che Kiko, nel presentare finalmente la lettera di Arinze (convivenza neocatecumenale al salone La Pizarra, Madrid, 22 febbraio 2006) affermò che sul modo di ricevere la comunione il Papa «ci dà due anni»: interpretazione di comodo, poiché la lettera diceva «entro due anni» (dunque il prima possibile) e Kiko invece "ci dà due anni".... e al termine dei due anni ovviamente non cambiò nulla, né Kiko comandò mai di obbedire decisamente a quella lettera contenente «le decisioni del Santo Padre». Al contrario, Kiko criticò la gerarchia ecclesiale che non voleva assecondare le sue idee («vogliono abolire la Messa come la facciamo noi; vogliono togliercela, e ciò vuol dire che non la capiscono»).

Questi sono solo due esempi di una storia che comincia nel 1964 e di cui sabato 10 gennaio 2009 avete voluto festeggiare un "quarantesimo anniversario"... dell'aver infestato la capitale della cristianità.

Il termine "eresia" indica una verità di fede distorta o negata. La storia insegna: chi devia dalla verità di fede, finisce presto per separarsi da chi ne è garante (cioè il Papa), anche se fa di tutto per mostrare un qualche bollino di approvazione ecclesiastica. Per essere eretici non c'è bisogno di andare dal notaio a mettere per iscritto che Gesù non sarebbe il figlio di Dio. Si può essere eretici anche dopo aver ricevuto dal Papa il titolo di "defensor fidei" (come Enrico VIII), si può essere eretici anche se si esibisce uno Statuto e una lista di elogi.

E purtroppo il vostro sguardo non è rivolto al Papa, ma al signor Kiko Argüello: una vera e propria "kikolatria".

Se il vostro seguire Kiko fosse il seguire un maestro, allora protestereste fermamente quando vi insegna cose che contrastano con l'insegnamento della Chiesa, protestereste duramente quando vi dà una liturgia pasticciata e diversa da quella della Chiesa, vi allontanereste da lui quando lascia intendere (e per iscritto al Papa!) che non obbedirà alla "lettera di Arinze"...

E invece no. "Ipse Kiko dixit". I neocatecumenali disposti ad accettare l'ipotesi che Kiko talvolta possa sbagliare sono pochi. E quelli tra loro disposti a tirarne le conseguenze pratiche... hanno già lasciato il Cammino, a costo di sofferenze e persecuzioni spesso inenarrabili.

Dunque, come la mettiamo col fatto che il Papa parla di "frutti" del Cammino?

Il Papa è evidentemente preoccupato per le anime dei semplici che hanno cominciato il Cammino pensando di trovarvi un'esperienza di fede. Anime che spesso danno frutti di carità, nonostante il Cammino. Anime che obbediscono a ciò che hanno trovato e che per circostanze e per ignoranza sono materialmente impossibilitate a rendersi conto che il Cammino è un vero tumore della Chiesa cattolica.

È un po' come il caso di quei pellegrini che accorrono ad un luogo di false apparizioni, e lì si accostano ai sacramenti, pregano, fanno propositi di una santa vita cristiana. Il merito della loro conversione è del Signore, non della falsa apparizione che li ha attirati lì. Loro sono partiti nella speranza di cambiare vita, una speranza così genuina (evidentemente donata dallo Spirito) che perfino la desolazione di quel luogo diventa un piccolo sostegno per i loro propositi (ma non dimentichiamo che il Signore non usa chiamare a sé attraverso l'inganno).

Insomma, quando il Papa elogia il Cammino, è impossibile che stia pensando al ribelle Kiko, ed è invece certo che sta pensando a quelle anime semplici che si sono esercitate nelle virtù cristiane nonostante le liturgie bislacche e le catechesi ambigue del Cammino, anime che in fondo in fondo vorrebbero sinceramente donarsi a Cristo (quello vero, non quello kikiano).

È alle loro orecchie che le parole del Papa risuonano fortemente: "sono certo che queste norme saranno da voi attentamente osservate" (12 gennaio 2006), "un cammino di docile adesione alle direttive dei Pastori e di comunione con tutte le altre componenti del Popolo di Dio" (10 gennaio 2009).

È ai loro occhi che a poco a poco risalterà la netta differenza tra le intenzioni del Santo Padre e le attività e gli insegnamenti e le liturgie del Cammino.

E perciò si chiederanno se per vivere la fede sia così tanto necessario fare il Cammino. Si chiederanno se per appartenere alla Chiesa il Cammino sia un aiuto o piuttosto un ostacolo.

Ho conosciuto pochi giorni fa una donna che per uscire dalla sua condizione di fede "tiepida", aveva accettato di cominciare il Cammino: lodevole intenzione, ma pessimo metodo (purtroppo all'epoca non aveva incontrato altro). Dopo poco più di un anno, di fronte a quelle "nette differenze" tra il Cammino e la Chiesa, incapace di respirare ulteriormente quell'aria da setta oscura, abbandona il "neocatecumenato" ed aderisce ad un altro movimento ecclesiale dove le parole del Papa non vengono travisate ma ascoltate.

Non voglio entrare ulteriormente in dettaglio, perché siamo ancora alla domanda: come mai il Papa elogerebbe ed "approverebbe" il Cammino?

Sgombriamo anzitutto il campo dalla propaganda: il Papa non ha "approvato" il Cammino. Lo Statuto è opera di un Pontificio Consiglio per i Laici presieduto da un cardinale "amico" del Cammino. Sabato scorso il Papa ha accuratamente evitato di elogiare lo Statuto, ha deliberatamente evitato di esprimere felicitazioni per lo Statuto. Il Papa parla anche con i suoi silenzi.

Quando ha nominato lo Statuto (dopo otto mesi di silenzio totale) lo ha fatto solo per precisare che è stato approvato dal PCL (ve la siete cantata e suonata da soli) e per ricordarvi che comunque il vostro tanto vantato Statuto vi impone di obbedire ai vescovi (ciò che non avete mai fatto).

Insomma, la premura del Papa è evidentemente per le anime abbindolate dal Cammino, non per il Cammino stesso.

Il Papa elogia il gran numero di sacerdoti provenienti dal Cammino ma rimarca ancora una volta che i seminari Redemptoris Mater debbono adeguarsi alle direttive della Santa Sede e delle diocesi (proprio ciò che non hanno mai fatto).

È insomma una critica al metodo neocatecumenale, salvando il (poco) salvabile che c'è: la bontà dei "frutti" del Cammino è indipendente dal metodo neocatecumenale, il cui Statuto non è un certificato di garanzia ecclesiale ma è un'indicazione inderogabile di ubbidienza (ed infatti contiene la "lettera di Arinze").

Sabato scorso Kiko è andato ancora una volta dal Papa a mostrare i muscoli.

Siete andati lì a piazza san Pietro per applaudirvi voi stessi.

Non siete andati lì per ascoltare il Papa, ma siete andati lì ad intimargli: "siamo tanti e siamo forti, dacci potere, approvaci, elogiaci, lodaci!"

Questo evidentemente non è il metodo cattolico, e non è certo il destinatario degli elogi del Papa.

E se non te ne sei accorto, ti faccio notare che il Papa ormai non vi sta chiedendo altro che obbedienza, perché è evidente che avete preso da tempo la vostra strada, e che su tutto il resto siete nel migliore dei casi disposti ad obbedire solo a parole.

La fortuna del Cammino sta nell'aver incontrato pontefici pazienti, ostinati nel cercare di salvare la pecorella smarrita e ribelle... e nell'aver incontrato alcuni cardinali e vescovi la cui simpatia era facilmente guadagnabile (non parlo solo di quel vescovo che improvvisamente cambiò idea sul Cammino quando ricevette l'assegno da decine di milioni di lire).

Faccio appello al tuo amore per la Chiesa, sperando che tu sia pronto a lasciare il Cammino quando finalmente sospetterai che ciò sia condizione per appartenere alla Chiesa.

Faccio appello alla tua adesione al Papa, sperando che tu non filtri solo quel che ti fa comodo, e non porgi orecchio ai travisamenti che ne fa Kiko.

Faccio appello alla tua ragione, alla tua capacità di notare le differenze tra il Cammino e la Chiesa, in tema liturgico ed in tema dottrinale.

Faccio appello a tutta la tua buona volontà.

Ti firmi "Roma Locuta"? Ma la fatidica "lettera di Arinze" è classificabile come "Roma locuta est", ed è anche parte dello Statuto definitivo (cfr. art. 13, nota 3, comma 49). Posso chiederti di riflettere onestamente su quando l'abbiate mai applicata per intero? Le monizioni sono diventate "brevi" ed "eventuali", oppure sono ancora un fiume di parole? La comunione come la state facendo? L'adorazione eucaristica e il rosario? Vi inginocchiate mai? Se un parroco o un vescovo non vuole il Cammino, siete andati via per salvare la comunione con la Chiesa oppure avete trovato scuse, trucchetti e mezzucci per rimanere?

Vedi, se avverti il bisogno di dare "spiegazioni" o di tacere qualche dettaglio, hai già confermato che il Cammino porta fuori dalla Chiesa.

Il Signore, in via eccezionale, può anche cavare il bene dal male. Ma noi non possiamo pretendere di fare del bene partendo dal male.

Non possiamo pretendere di appartenere alla Chiesa se in cuor nostro abbiamo delle riserve contro il Papa e a favore di Kiko.

Non possiamo pretendere di chiamare liturgia quella parodia chiassosa e chiacchiereccia inventata da Kiko e Carmen e che con ogni mezzuccio e trucchetto cercate di alterare il meno possibile.

Non possiamo chiamare "Cammino" ciò che ci fa amare solo il Cammino.

Oggi hai trovato me, che sono mosso dall'urgenza di consigliare i dubbiosi ed ammonire chi intraprende una brutta strada. Ma a furia di ignorare i segnali di pericolo, la tua anima dove finirà?