giovedì 19 agosto 2010

Essenziale catechesi sul Padre nostro

Premessa

Questa preghiera è particolarmente struggente perché ci viene direttamente dal Signore. La riconosciamo intessuta di realtà bibliche (i"cieli"; il "regno"; la "volontà" di Dio; il "pane"; i "debiti"; la "tentazione"; il "male"…) e tuttavia ne esce, le supera. Noi non ci rivolgiamo a "Colui che è", all'"Onnipotente", all'"Altissimo", ma al "Padre", che è la fonte della vita, il Dio di tutti gli esseri viventi, ma che il Signore Gesù ci rivela come Padre. Essa ci educa a distogliere il nostro sguardo da noi stessi per posarlo su Dio e apprendere da Lui il senso e l'essenza della nostra vita.

Il testo del "Padre nostro" ci è giunto in greco: quindi bisogna ricorrere anche al greco per una sua giusta lettura. L'osservazione più immediata in questa lettura è che le richieste del "Padre nostro" sono tutte all'imperativo ("Sia santificato"; "venga"; "sia fatta"; "dacci oggi"; "rimetti"; "non ci indurre"; "liberaci").

Dobbiamo osservare che la lingua greca usa oltre all''imperativo anche il modo "ottativo", che indica l'espressione di un desiderio; l'imperativo, invece indica un comando. Ebbene, il testo greco del "Padre nostro" ha nelle forme verbali l'imperativo, non l'ottativo. Dunque chi ce ne ha tramandato il testo ha colto senz'altro in modo inequivocabile il pensiero di Cristo. La forma imperativa, dunque, viene da Cristo. Nel "Padre nostro" è Dio che prega in noi. Lo Spirito Santo grida in noi con gemiti inesprimibili "Abbà!"; "Padre!". È Dio che ci "comanda" che cosa dobbiamo chiedergli come figli; e i figli "chiedono" ciò che è loro necessario da chi li ha generati.

Per la contemplazione

Padre nostro. Già con questa prima invocazione il Signore mette sulle nostre labbra, ma prima ancora nel nostro cuore e nella nostra mente la rivelazione di Colui al quale ci stiamo rivolgendo: in ebraico è semplicemente Abìnu (Abbà col suffisso noi)
Padre, cioè Colui che ci ha voluti pensati chiamati alla vita in questo mondo, ma che ha fatto di più, ha 'mandato' il Figlio, il diletto nel quale ci sono tutte le sue compiacenze, a redimerci a salvarci a ri-generarci per poterci rivolgere a Lui come Figli ritornati, non più vaganti senza meta senza direzione senza scopo senza guida. Il Padre che ci ha preceduti e che ci ha costituiti, ci accompagna e ci attende ogni giorno, ogni istante della nostra vita

nostro. Questo plurale indica un "noi" a partire dall'"io" che lo pronuncia e che è inserito nella 'famiglia, tra i 'familiari' di Dio: "famulis tuis subveni..." soccorri i tuoi 'familiari'...

che sei nei cieli. Stupendo questo 'localizzare', situare l'Infinito, altrimenti inaccessibile! Ricordo che S. Francesco diceva che "i cieli" sono le anime delle persone che accolgono Dio (quando troverò la dizione precisa la condividerò con voi!), ma già questo ci dice qualcosa che mai avremmo immaginato da soli: l'anima come 'luogo' della Presenza di Dio, sua dimora, suo Tabernacolo. Mi viene in mente «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23) è una promessa, è una realtà viva e vera...

sia santificato il tuo Nome. Il nome, nel linguaggio biblico, indica l’essere, il carattere, la funzione di colui che lo porta. Nell'ebraismo antico, chiamare qualcuno per nome significava conoscere la realtà più profonda del suo essere, era quasi come esercitare un potere su di lui. Per questo, il Nome Santo di Dio, che indica la sua stessa essenza, era considerato impronunciabile. I rabbini tendevano pertanto a leggere אדני (Adonay=Signore mio) tutte le volte che trovavano יהוה e il Signore ci ha insegnato, anzi comandato di chiamarlo Abinu

Santificare è un altro termine biblico, un vero e proprio semitismo e significa 'mettere da parte', consacrare per il Signore. E' in questo senso che nel matrimonio ebraico lo sposo, esercitando un servizio sacerdotale 'santifica' la sposa, cioè la separa da tutto il resto e la 'mette da parte' per sé. E’ in questo senso che in Esodo 20,8 si dice di “santificare il sabato” cioè renderlo sacro a Dio. E' in questo senso che noi “santifichiamo” la domenica, Dies Domini.
Ma con queste parole noi affermiamo anche: alla tua persona sia dato rispetto, venerazione, fiducia...
Santificare il Nome che è già Santo di per sé, significa renderlo Santo e attribuirGli rispetto, venerazione, fiducia innanzitutto in noi, nella nostra vita e conseguentemente in tutto ciò con cui veniamo in contatto e affermando anche che così avvenga anche per tutti coloro che ancora non Lo conoscono.

Venga il tuo Regno. Il Regno indica la Potenza del re la Sua Signoria, tutto ciò che è costituito, ordinato, armonizzato in Lui: l'instaurazione del Regno significa cieli nuovi e terra nuova, la nuova Creazione inaugurata da Cristo e dalla Vergine Maria, naturalmente sempre a partire da chi invoca per allargarsi subito al "noi". Quindi il Suo Regno comincia nel nostro cuore liberato, pacificato, unificato, orientato definitivamente… il desiderio e l’invocazione non può che estendersi a tutti e a tutte le cose.
Il mio regno non è di questo mondo”. Il Regno è la vittoria definitiva di Cristo su satana.

Sia fatta la tua volontà. ricorda immediatamente le parole di Gesù nel Getzemani “non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. Riguarda l’adeguamento del pensare del sentire del volere, ma soprattutto nel fare, al Progetto che il Padre ha per me e per tutti e che io tante volte ho sciupato col mio velleitarismo con i miei incaponimenti; ma il Signore mi dona la Sua luce per ‘vedere’ e riconoscere la volontà del Padre e la Sua Grazia per aderire, adeguarvi la mia… a volte costa anche molto, ma è l’unica cosa che vale

Come in cielo, così in terra. questa corrispondenza, correlazione, adesione perfetta fa capire come fare la volontà del Padre significhi portare il cielo, cioè la Sua perfezione, bellezza bontà, verità qui sulla terra e operarne, nel Signore la trasfigurazione. Siamo impastati di terra, ma siamo fatti per il cielo...

Dacci oggi il nostro pane quotidiano. A me sembra il punto centrale della preghiera, reso possibile dal realizzarsi di quel che precede e che a sua volta apre a quel che segue: il pane che chiediamo non è certamente il solo sostentamento materiale, ma il pane "quotidiano", quello di cui abbiamo bisogno ogni giorno per vivere la Vita vera; il pane supersubstantialem "sopra-sostanziale" (così traducevano i Padri della Chiesa il greco epioùsion), quello che nutre non solo il corpo, ma lo spirito; il pane "necessario", quello di cui Gesù ha detto "Chi mangia di questo pane vivrà in eterno"; è il pane che si identifica con Cristo stesso (Parola e soprattutto Eucaristia): "Io sono il Pane vivo disceso dal cielo".
Oggi, perché è una richiesta da rinnovare costantemente ogni giorno ogni oggi del nostro vivere, perché senza quel Pane non possiamo vivere davvero

Rimetti a noi i nostri debiti. Ecco, dopo aver ricevuto il pane della Vita siamo in grado di vedere cos’è che ci allontana dalla Vita e di chiedere al Padre di affrancarcene. Si tratta di “debiti”, cioè di qualcosa che è dovuto a Lui, perché è nel rapporto con Lui che innanzitutto abbiamo mancato con i nostri egoismi e col nostro peccato, che poi purtroppo oltre a danneggiare noi stessi danneggia anche gli altri. La cosa essenziale che ci è dato comprendere è che dalla nostra relazione con il Padre, nel Figlio, per opera dello Spirito Santo, prendono vita e diventano feconde tutte le altre relazioni con le persone e anche con le cose, perché tutto è strettamente interconnesso e si riverbera

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Ecco ancora, dopo esser stati perdonati, siamo capaci a nostra volta di perdonare, ma dobbiamo volerlo e chiedere di esserne capaci, perché non è così scontato se ci lasciamo andare solo ai nostri istinti… ma dobbiamo farlo proprio nello stesso modo, così come abbiamo riconosciuto di essere peccatori e chiesto e ricevuto il perdono, altrettanto e con la stessa misericordia: non per dovere, ma per amore…

Non ci indurre in tentazione. Emerge un’altra costante, un’altra difficoltà del nostro vivere che è sempre in pericolo a causa dei nemici: la prova, la tentazione, i turbamenti cui siamo sottoposti, ma soprattutto del Nemico che ne è l'autore. E anche in questo abbiamo bisogno dell’intervento, della mano potente e provvidente che non ci lasci cadere nel turbamento che non ci rende più padroni di noi stessi e della nostra vita. Quindi, non abbandonarci nel potere del peccato, della trasgressione, dell'errore, della tentazione, della vergogna. Non lasciare che prevalga in noi l'inclinazione al male

Ma liberaci dal male. Esiste l'autore di questo turbamento. Mi commuove sempre questa richiesta confidente di intervento diretto personale soccorrevole: è il Padre che ha il potere di liberarci da quella presenza negativa che ci opprime e ci svia in molti modi, una presenza che ci è estranea, ma c’è; però Cristo lo ha vinto per sempre ed è in Lui che il braccio potente e mosso dalla Misericordia del Padre ci preserva e ci libera.
AMEN Così è oggi e sempre

47 commenti:

Francesco ha detto...

Riecco la vera Pace....dopo i venti sciroccali di ieri.... Deo Gratias!

mic ha detto...

Franceso,
ti prego di non cancellare il thread precedente. L'ho epurato di qualche enfasi di troppo e penso che ogni tappa del nostro percorso abbia un senso e veicoli un messaggio che affidiamo al cuore del Signore.

Venga il tuo Regno!

Francesco ha detto...

@ mic

non mi permetterei mai di cancellare nulla senza il consenso degli altri

jonathan ha detto...

Mi è stato insegnato, a suo tempo, che il concetto di Dio-Padre è presente anche nel l’AT. Non credo sia propriamente così, o forse sbaglio.

Come può essere concepita la paternità di Dio fuori o prima o a prescindere dall’incarnazione del Figlio? Perché è a Cristo che appartiene quella relazione che Lo fa Figlio del Padre. O no? E’ nel Figlio che posso ambire anch’io alla libertà dei figli. E posso pregare ‘Padre nostro’. E accedere al misterioso dinamismo della vita trinitaria. Voglio dire, se sono amata e redenta come figlia, questo può avvenire solo in Cristo, per Lui, perché sono vista e guardata attraverso il Volto del Figlio. La paternità di Dio regna nella vita personale a partire, credo, dall’adesione della Fede a Cristo nel quale soltanto è possibile dire ‘Abbà’. E dunque non c’è momento più giusto per pregare con il Padre nostro che dopo la Consacrazione nella Messa, quando Cristo presente e vivo mi dà quel che è Suo da sempre. E mi dà di dire con Lui ‘Padre’. La paternità di Dio quindi accende una novità sostanziale, che prima di Cristo non era possibile e di cui può appropriarsi solo il cristiano. Non so se mi sbaglio, magari penso eresie e non lo so!

Comunque, grazie per questo ristoro.

Stefano78 ha detto...

Non teemre Francesco non accadrà più.

Faccio ammenda per aver riproposto ccose che erano già state trattate.

Chiedo perdono e vi chiedo di vedere quello che ho proposto, come una volontà di Pace trasversale, anche se con i limiti umani che mi caratterizzano.

Come ripeto, non accadrà più.

mic ha detto...

Mi è stato insegnato, a suo tempo, che il concetto di Dio-Padre è presente anche nel l’AT. Non credo sia propriamente così, o forse sbaglio.

E' vero, circa i riferimenti riguardanti l'A.T., ma solo con Gesù si instaura questo rapporto così diretto intimo e personalissimo.

Possono esere interessanti queste citazioni ebraiche:

Facci tornare, Padre nostro, alla tua Torah... Perdonaci, Padre nostro...
(5a e 6a benedizione);

tu hai avuto pietà di noi, nostro Padre, nostro Re...
avìnu malkènu

Padre nostro, Padre di misericordia, il Misericordioso, abbi pietà di noi!
(2a preghiera prima dello Shema "Ahavah rabbah").

Nel testo biblico, ai ripetuti inviti al pentimento Israele risponde: Tu sei il nostro Padre Abìnu attà.

Is 63, 16: « . . . poiché tu sei nostro padre, anche se Abramo non ci conosceva e Israele ci ignorava, Tu, o Eterno sei nostro padre, nostro redentore, da sempre questo è il tuo nome . . . »

Is 64, 7-8: «Non c’è alcuno che invochi il tuo nome, che si scuota per afferrarsi a te, perché tu ci hai nascosto la tua faccia e ci lasci consumare in balia delle nostre iniquità.
Tuttavia, o Eterno, tu sei nostro Padre, noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi; noi tutti siamo opera delle tue mani».

mic ha detto...

La paternità di Dio quindi accende una novità sostanziale, che prima di Cristo non era possibile e di cui può appropriarsi solo il cristiano. Non so se mi sbaglio, magari penso eresie e non lo so!

E' più che esatto, perché noi cristiani adoriamo il Dio SS.Trinità e possiamo dialogare e invocare e ascoltare il Padre-Dio, nel Figlio-Dio, con tutto il dinamismo meraviglioso dello e nello Spirito Santo- Dio

mic ha detto...

Il Figlio Gesù, vero Dio e vero uomo, è l'Incarnazione del Verbum, il Figlio eterno, eternamente presente fin "dal principio" ed eternamente rivolto verso il Padre:
(eis ton kolpon, rivolto verso il seno del Padre,come dice Giovanni nel Prologo!

E noi in Lui riceviamo l'adozione a figli!

mic ha detto...

E' per questo che ci si sente a disagio quando si sente dire agli Ebrei che "adoriamo lo stesso Dio"

Dio, come Creatore è lo stesso per tutti; ma noi Adoriamo la SS. Trinità nel Signore nostro Gesù Cristo che ha detto alla Samaritana:

«Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.

E si incarna e si invera nella vita Colui che si adora.
Chi è che incarnano gli ebrei i musulmani (che ci affiancano sempre a causa del monoteismo), i buddisti, gli induisti, ecc... i kikiani?

Perché non è vero che le religioni sono tutte uguali: un conto è riconoscere pari dignità ai credenti di altre religioni e non discriminarli a causa ddella fede; un altro conto è affermare l'uguaglianza delle religioni...
Credo di non sbagliare definendolo un concetto puramente massonico

mic ha detto...

Caro Stefano,
non esiste che occorra stracciarsi le vesti se si esprime un dissenso o si propone qualcosa che al momento non è accolto per diversi motivi.

Mi spiace che tu debba esserti sentito in dovere di chieder scusa, perché il nostro dialogo, che a volte diventa un dibattito, nasce sempre dal cuore e dalla buona volontà e, se qualche volta possiamo non incontrarci sui 'metodi' o su qualunque altra cosa, la cosa essenziale è che siamo uniti nel Signore e condividiamo obiettivi e fondamenti!

Il confronto è fatto innanzitutto per esprimere quello che si ha dentro e condividerlo e poi farlo entrare in relazione col pensiero e col sentire degli altri. E dal nostro confronto, serio e sereno, credo che abbiamo tutti da imparare l'uno dall'altro.

Sul nostro blog ci sono persone con diversi temperamenti, diversa formazione, diverse esperienze e situazioni e, ovviamente ognuno di noi deve essere libero di esprimersi per quello che è, tenendo tuttavia conto delle principali linee di indirizzo del blog, che sono state esplicitate più di una volta e ricordate nei miei punti ieri.

Il che significa non tagliar fuori anche posizioni in qualche modo estremiste, ma contenerle in accenni essenziali che non rendano etichettabile il nostro blog in maniera cattolica sì, ma monocorde e unidirezionale.
Con questo non voglio cadere nel relativismo, perché non è che ci sono modi 'diversi' di essere cattolici; ma avere un ventaglio sempre ampio di citazioni magisteriali: abbiamo tanti di quei tesori da disseppellire! E mi pare che un po' per volta lo stiamo facendo

E poi mi sempra che dobbiamo anche accettare, qualche volta di uscire dall'ingabbiamento del politically o ecclesially correct, perché quando si parla con rispetto e con cognisione di causa, è legittimo esprimere delle critiche - oltre che ad una gerarchia che mi astegno dal qualificare, con rarissime eccezioni- anche al Papa.

Perché la nostra critica non è né la saccenteria dei critiani adulti né l'incaponimento di chi sta affermando proprie opinioni, ma il grido dei piccoli che si sentono disorientati e in qualche modo talvolta neppure 'confermati'.

Ricordatevi che mi costa -e molto anche- dire queste cose 'scomode', ma non posso tacerle perché scaturiscono dalla mia coscienza illuminata dalla fede, alla quale non mancano conferme da parte del mio Padre spirituale... a trovarne! come giustamente diceva Mardunolbo ieri!

E credetemi che mi contengo, e molto!

jonathan ha detto...

Dio, come Creatore è lo stesso per tutti; ma noi Adoriamo la SS. Trinità nel Signore nostro Gesù Cristo

Ecco, appunto questo. Possiamo dire che il Vangelo compie o rivela un salto, diciamo, ontologico? Non siamo figli in quanto creature, in quanto deriviamo la nostra origine da un unico Dio e Creatore. Siamo figli nel Figlio, e questo cambia le cose non solo riguardo la nostra conoscenza di Dio, ma anche nella sostanza della relazione che l’uomo credente e redento può vivere col Padre in Cristo. Non si finirebbe mai di esplorare tanta meraviglia!

Solo ancora una domanda: la parola Padre che ricorre nelle citazioni ebraiche che riporti, Mic, è la stessa usata nel ‘Padre nostro’? Abbiamo anche l’aramaico del Padre Nostro, mi pare.

mic ha detto...

Ecco, appunto questo. Possiamo dire che il Vangelo compie o rivela un salto, diciamo, ontologico?

Altro che, carissima, è questo il punto!
Intuitivamente è chiarissimo; ma approfondirò appena ho un attimo più di tempo, perché è una cosa fondamentale e stupenda, ciò che il Padre ha operato, con il Fiat della Vergine Maria, nella "pienezza dei tempi"... ed è la nuova realtà che ci riguarda. E' già tutta qui, nel Prologo di Giovanni: "... a quanti però lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati..."

Quanto alla parola usata, ho verificato nei testi originali:
in tutti e due i tesi di Isaia c'è Abìnu attà e (si legge Avìnu) è il termine del Pater ebraico, lo stesso usato da Gesù

Il testo aramaico riporta 'abùn

Per le preghiere dovrò guardare su altri testi, ma il termine è di certo lo stesso...

Francesco ha detto...

@ Mic e @ Jonathan

Ho visto solo adesso i Vs commenti in calce al thread precedente .
Mi rammarica se ho uasato toni accesi, ma non mi pare che lo siano stati più di tanto...

Confermo ciò che ho detto a Mic stamane: la Chiesa di Cristo non è solo il cd " neocatecumenato"( ci mancherebbe altro), non è il modernismo diffuso che ottunde idee e dottrine e sentimenti, ma è anche fatto di mille realtà pastorali vive e semplici, che nel silenzio e nell'operosità del quotidiano annunciano Cristo , portano Cristo ai piccoli e agli umili ( Penso, ad es. al centro "Padre Nostro" di Don Pino Puglisi), a coloro che veramente ne hanno bisogno e non cercano lo stordimento e le ubriacature del Cammino o di celebrazioni e realtà pseudoliturgiche analoghe.

Dunque, sursum corda veramente, e non badiamo a nessun Aventino: in materia di fede non ci farebbe nessun onore cercarlo o covarlo nel nostro intimo.


A proposito, mi permetto di darvi il link al sito del Centro Padre Nostro, fondato da Don Pino Puglisi al Brancaccio di Palermo.

http://www.centropadrenostro.it/messaggi_all.asp

gianluca cruccas ha detto...

Sentite che dice un testimone oculare di cosa puo' succedere nelle celebrazioni "all'aperto del CN"

Anonimo ha detto...

Salve io sono stato nel Cammino Neocatecumenale per molto tempo, ma per un po di tempo sono stato fuori per fare altre esperienze più contemplative. Volevo un vostro parere riguardo a diversi punti. Spero che si faccia chiarezza e non ci sia una spaccatura all'interno della Chiesa, perchè la Chiesa è una e Gesù non vuole divisioni, in quanto siamo tutti fratelli. Il domenicano teologo che risponde al sito degli amicidomenicani, mi disse, riguardo l'uso del pane azzimo, che la Chiesa ha preferito le ostie "per evitare la profanazione del corpo del Signore con la moltitudine di briciole che si causerebbe spezzando il pane comune".
Effettivamente il pericolo che cada, involontariamente, qualche briciola a terra c'è.

Io stesso vidi un signore far cadere a terra qualche pezzettino di Pane Azzimo consacrato nell'aiuola di una stazione di servizio dove celebrammo per andare a Colonia. Questo è solo un problema pratico perché non c'è nessuno che si ruba un pezzettino di Pane Azzimo per profanarlo.

Riguardo ai canti neocatecumenali, con le loro melodie, specie per i cantori, non potrebbero essere cantati più per l'aspetto emozionale-canoro anziché per il contenuto delle Parole? Sant'Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei barnabiti, diceva infatti che i canti dei salmi dovrebbero essere il meno melodici possibili oppure potrebbe andar meglio il canto gregoriano, in modo da far risaltare il testo.
Per adesso, aspetto una vostra risposta su questi aspetti, poi magari porrò altre domande la prossima volta.

La pace sia con voi.

Francesco ha detto...

@ G. Cruccas

Scusa, questo signore a chi lo dice ?

gianluca cruccas ha detto...

Lo trovi qui'

https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2671899842341311134&postID=2016329333644920204

Francesco ha detto...

Ho visto Cruccas.
Perdonami, comunque, è poco serio venire qui a incollare roba postata su altri blog o pseudoblog che io da sempre rifiuto di visitare.
E'un giochetto infelice.

Francesco ha detto...

Evitiamo per quanto possibile,ripeto, di fare ping pong a cavallo di due blog.
Atteniamoci al thread,per favore.

gianluca cruccas ha detto...

Guarda che qui' non si tratta di fare ping pong, ma si tratta di quello che ha detto,
...poco serio è far finta che non sia stato detto...

Francesco ha detto...

Ma , scusa Gianluca , codesto signore non ha ritenuto dover postare qui le proprie domande. Che c'azzecca dunque copiare qui domande altrui postate altrove?
Qual è lo scopo?

gianluca cruccas ha detto...

Effettivamente il pericolo che cada, involontariamente, qualche briciola a terra c'è.

Io stesso vidi un signore far cadere a terra qualche pezzettino di Pane Azzimo consacrato nell'aiuola di una stazione di servizio dove celebrammo per andare a Colonia. Questo è solo un problema pratico perché non c'è nessuno che si ruba un pezzettino di Pane Azzimo per profanarlo.

CI AZZECCA QUESTO FORSE NON HAI LETTO BENE..

Francesco ha detto...

E' una questione che abbiamo sviscerato a lungo e più volte , con diverse testimonianze di prima mano.
Non dobbiamo ricorrere ai giochetti di altri blog per raccogliere testimonianze. Rischieremmo di reimbastire un dialogo inutile con i signori o il signore dell'altro pseudoblog dove si coltiva esclusivamente la falsità e la maleducazione.
Meglio evitarlo non credi?

gianluca cruccas ha detto...

QUANDO SI TRATTA DI ORRENDI SACRILEGI NON CI STA' NIENTE DA EVITARE...

Poi il blog non si chiama: Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo Verità

Qiuindi credo si debba osservare da tutte le parti e non lasciare niente di intentato...

Francesco ha detto...

Si, bisogna osservare e bene anche....evitando comunque ogni acrimonia inutile con antagonisti unilaterali , polemici e livorosi, le cui parole e i cui prodotti non aggiungerebbero alcunchè al nostro "Osservatorio".

gianluca cruccas ha detto...

Basta mi arrendo...

mic ha detto...

Ma , scusa Gianluca , codesto signore non ha ritenuto dover postare qui le proprie domande. Che c'azzecca dunque copiare qui domande altrui postate altrove?
Qual è lo scopo?


Francesco,
francamente non capisco questo tuo irrigidimento e questo tuo formalizzarti.
Se questo 'travaso' da blog a blog fosse fatto in maniera continua e disordinata non avrebbe senso; ma non trovo niente di disdicevole postare riferimenti da altri blog, che per quanto mi riguarda frequento saltuariamente e spesso solo 'in lettura'... mi è capitato qualche volta di postare testi in tema con le nostre discussioni da Messainlatino, recentemente l'ho fatto dal blog di Tornielli. E allora?
Non siamo autoreferenziali né chiusi alle esperienze e ai percorsi degli altri. La cosa principale è mantenere i nostri obiettivi e il nostro stile di comunicazione. Per il resto mi sembra che in questi ultimi giorni si navighi in acque un po' troppo agitate e per niente tranquille.
Purtroppo è accaduto anche su due pagine particolari: quella sul Santo Sacrificio del Signore e questa del Padre nostro.

Ebbene, mi sarei aspettata in entrambe da parte vostra, riflessioni personali di approfondimento, domande, suggestioni meditative (vedi Jonathan). E invece? Che significa tutto questo?

Quanto al testo 'preso' dall'ALTRO blog, che io non frequento per principio, ma che Gianluca monitora anche intervenendo (cosa che ritengo completamente inutile, ma lui è libero di seguire il suo 'sentire'), mi pare che sia uno dei rari testi autentici che esso possa contenere. Peccato che la persona che parla si sia rivolta ad una fonte inquinata.

Certo sono d'accordo che sia più che opportuno necessario evitare commistioni con QUEL blog e con chi lo conduce; ma verificare una tantum una evidente testimonianza neocat conferma e alimenta le nostre analisi.

Per il resto, inutile starla a fare tanto lunga.

mic ha detto...

Si, bisogna osservare e bene anche....evitando comunque ogni acrimonia inutile con antagonisti unilaterali , polemici e livorosi, le cui parole e i cui prodotti non aggiungerebbero alcunchè al nostro "Osservatorio".

e l'acrimonia inutile la dovremmo evitare sempre e comunque e con TUTTI

mic ha detto...

Io stesso vidi un signore far cadere a terra qualche pezzettino di Pane Azzimo consacrato nell'aiuola di una stazione di servizio dove celebrammo per andare a Colonia. Questo è solo un problema pratico perché non c'è nessuno che si ruba un pezzettino di Pane Azzimo per profanarlo.

viste con i nostri occhi le profanazioni a S. Giovanni in Laterano con le celebrazioni per le ordinazioni diaconali di Ruini.

Questa testimonianza conferma come i neocat trattano e considerano il "Pane disceso dal cielo" che chiediamo ogni giorno nel Padre nostro e che celebriamo e riceviamo nella Liturgia cattolica...

Senza ricevere ogni giorno QUEL Pane dal Padre, NON siamo cristiani, cioè di Cristo Signore... e, per riceverlo, dobbiamo prima far sì (chiedendolo e unendoci la buona volontà) che venga il Suo Regno e quindi sgombrare il nostro cuore da ogni tipo di attaccamento, di disordine, di egoismo, di confusione... ed è un 'circolo virtuoso', perché è proprio QUELLA Presenza accolta e custodita che ci libera e ci aiuta a rimanere liberi

... liberi dal male
... liberi per il Regno

Caterina63 ha detto...

Santificare il Nome che è già Santo di per sé, significa renderlo Santo e attribuirGli rispetto, venerazione, fiducia innanzitutto in noi, nella nostra vita e conseguentemente in tutto ciò con cui veniamo in contatto e affermando anche che così avvenga anche per tutti coloro che ancora non Lo conoscono.

**************

a parte che è una bellissima descrizione nel suo insieme....aggiungo a questo passo che il Santificare significa anche il desiderio da parte dei Battezzati che tale Nome sia CONOSCIUTO e santificato da TUTTI gli Uomini.... il primo vero servizio per il Prossimo non è semplicemente la carità materiale, ma la conoscenza DEL NOME FAMILIARE DI DIO CHE SALVA....e non salvare semplicemente dall'indigenza e dall fame, ma dalla dannazione eterna...

Non a caso Gesù stesso, coloro che guariva dalle imperfezioni della natura e dalle malattie, non ha mai tolto però dalla loro condizione sociale... non ha dato la casa a nessuno, ne andava a comprare i vestiti per i poveri, faceva tenere la cassa dai suoi eppure dovette moltiplicare i pani e i pesci perchè bastasse per tutti.... i soldi NON sfamano, il Nome di Dio si...
una comunità NON risolve i problemi, li attenua, li rimpicciolisce... ma è Dio VIVO E VERO CHE SAZIA e riempie....

;-)

Stefano78 ha detto...

Dice Mic

E invece? Che significa tutto questo?


Beh, Mic. probabilmente nelle intenzioni di alcuni, c'è proprio il "mettere in pratica" ciò che è stato lo spunto dato dagli Articoli sul Divino Sacrificio e sul Pater Noster.

La spinta al superamento o alla ricomposizione, o all'evitamento di episodi spiacevoli si fa più pressante in alcuni quanto più si verificano questi episodi.

Se è vero che a volte lo scontro è inevitabile e non gestibile (SIAMO LIBERI!), che esso viene subito, a volte possiamo invece usare bene dei nostri "talenti" per evitarlo e per proseguire in vero dialogo sereno.

In ultima analisi il "dovere" che si è assegnato questo portale di informazione è proprio quello di informare, secondo VERITA', confrontare, confortare (nei limiti, ovviamente), AIUTARE, Chiarire.

Ebbene, al momento d'oggi, questo obiettivo può essere (sottolineo PUO' ESSERE) ostacolato da altri problemi "terzi". Come abbiamo visto in passato.

Per cui, se uno esprime dei dubbi, magari lo fa proprio con in mente l'obiettivo di queste pagine, e con in mente il Divino Sacrifico e la Santa preghiera del Pater.

Non che chi scrive qui non abbia sempre in mente entrambi! Lungi da me solo paventarlo! Solo, come dici, ci sono a volte modi diversi di esprimerlo! Ma questi modi, siccome siamo uomini, non possono essere esenti da errori! E la "correzione vicendevole", può essere un momento di grazia, quando fatta nella schiettezza e in coscienza. Ognuno di noi, secondo me, è in perenne discussione con se stesso e i propri metodi. Sant'Agostino scriveva, nel suo monumentale "La Trinità", che cercava più dei critici schietti e saggi che degli esaltatori. Questo non vuol dire che non si debba fare "apologia" e non ci si debba compiacere delle cose giuste! Ma certamente che si deve vedere il discernimento, singolo e comune, come un momento di comprensione o pre-comprensione di ciò che anima tutti.

Per questo a volte capita di imbattersi in commenti apparentemente "fuori tema", quando invece il "tema" centrale, ad una analisi più approfondita, appare l' "inquietudine" della Unità nella Verità.

mic ha detto...

...a parte che è una bellissima descrizione nel suo insieme....aggiungo a questo passo che il Santificare significa anche il desiderio da parte dei Battezzati che tale Nome sia CONOSCIUTO e santificato da TUTTI gli Uomini.... il primo vero servizio per il Prossimo non è semplicemente la carità materiale, ma la conoscenza DEL NOME FAMILIARE DI DIO CHE SALVA.... e non salvare semplicemente dall'indigenza e dalla fame, ma dalla dannazione eterna...

CERTAMENTE!
e la cosa meravigliosa è che tutto avviene grazie al particolare rapporto del Figlio col Padre, che il Signore Gesù ci ha rivelato e nel quale ci introduce ogni giorno di più...

mic ha detto...

Per questo a volte capita di imbattersi in commenti apparentemente "fuori tema", quando invece il "tema" centrale, ad una analisi più approfondita, appare l' "inquietudine" della Unità nella Verità.

Grazie Steph per tutto quello che hai detto.

Non quoto tutto, ma mi servo di queste tue parole per riflettere che la vera Unità riusciamo a raggiungerla - e in realtà non la creiamo noi ma è un dono che ci viene elargito - quando siamo nella Verità e desideriamo "rimanerci", nel senso Giovanneo; che significa essere immersi nell'amore del Signore che salva e ri-genera, se mettiamo in pratica quel che Lui ci insegna e ci rende possibile fare.

Al di là del metodo e del limite con cui ognuno di noi deve misurarsi, è proprio questa l'Unità vera, che solo il Signore può creare.
Il nostro sforzo è unicamente quello di fare la Volontà del Padre, mettendo in pratica quanto Gesù ci insegna e ci rende capaci di 'fare', ma prima di tutto di essere. Il che implica la sempre maggiore 'connaturalità' con Lui, la 'configurazione' a Lui di cui parla Paolo, che è il lavoro e il dono di tutta la vita spesa con Lui in Lui e per Lui...

E' questa la vera Unità Trascendente, che poi si orizzontalizza perché si estende agli altri e alle cose, quella che rende feconde davvero tutte le nostre iniziative e purifica sempre di più le nostre intenzioni che, per quanto buone, restano sempre soggette a possibili 'inquinamenti' ogni volta che abbassiamo la guardia...

Chiediamo al Signore di poter 'vedere' con sempre maggiore chiarezza e 'rispondere' con sempre maggiore fedeltà

mic ha detto...

... stranamente, ma non troppo ;) proprio stamattina, mentre ero immersa in un leggero scoramento dopo aver scritto "che signifca questo?" mi telefona un carissimo amico dal mare.

Sentivo il rumore delle onde e mi sembrava perfino di essere immersa nel profumo della salsedine e nella luce particolare della riva che gioca con l'acqua non stagnante, ma in perpetuo movimento.

La cosa buffa è che stava in solitaria meditazione proprio sulla riva e ha voluto condividerla con me. E cosa mi tira fuori? Il nucleo, la Sorgente di tutto quello che vogliamo e siamo: il particolare, unico, meraviglioso, vivo e vivificante rapporto del Figlio col Padre che emerge da ogni Parole del Nuovo Testamento (questo era il punto d'arrivo della sua meditazione). Abbiamo parlato per mezzora e io ne sono uscita radiosa!

Come non ringraziare il Signore di rendersi presente anche attraverso un amico, col quale Egli ha intessuto quell'Unità Unica, di cui parlavamo prima?

mic ha detto...

... poi sono arrivati Steph e Caterina... altri doni accolti con gioia e gratitudine grandi :)

Non astenetevi da scrivere, perché da ogni riflessione può scaturire un mondo di realtà meravigliose da condividere.

Capite, che in questa pagina c'è il CUORE, il nucleo centrale, fondamentale della nostra fede, la perla più preziosa che possa esistere?

"Cosa potrò dare in cambio al Signore per tutti i suoi benefici? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Lodandolo, invocherò il Signore e sarò salvato dai miei nemici..."

jonathan ha detto...

è un 'circolo virtuoso', perché è proprio QUELLA Presenza accolta e custodita che ci libera e ci aiuta a rimanere liberi

... liberi dal male
... liberi per il Regno


E liberi DI anche e finalmente. Di essere quel che ciascuno è, figlio, non fotocopia, figlio, unico, irripetibile, diverso ma somigliante, toccato dallo Sguardo del Padre, avvolto, commensale dei Tre, per Cristo e in Lui. Nonostante e con le finitezze insuperabili, e le debolezze inevitabili di quel che siamo e restiamo, polvere, creature, piccoli.

E accade, attraversando l’avventura dei poveri cristiani, accade che ogni tanto il ‘pilatino’ fumoso che si nasconde in me mi viene a pungere l’anima col suo ‘quid est veritas?’ E devo affrettarmi a cercar conferme, e se c’è nebbia diventa più difficile. E’ questo uno scandalo da censurare? Spero di no, non lo è per me. Perché passa anche da lì il mio cammino, la mia avventura della fede, che somiglia, immagino, a quella di tanti, tanti altri, piccoli, poveri come me. E’ come nel matrimonio: mai smettere di offrire rose rosse, con o senza spine…E’ un ritrovarsi ogni volta.

mic ha detto...

Si vede e si 'sente' che Jonathan si è nutrita alla mensa del Gran Re... (mi astengo, per non sciupare il clima della pagina, dal dire l'immagine che mi era venuta in mente per definire ciò che è tutt'altro e inserire un invece che...)

Grazie! mi hai dato degli input... appena mi ricollego risponderò

Francesco ha detto...

Certo sono d'accordo che sia più che opportuno necessario evitare commistioni con QUEL blog e con chi lo conduce;

Dunque, Mic, perchè rammaricarsi di aver perso ( o bloccato) l'ennesima occasione di sparlarsi a distanza da un blog all'altro?.

Perdonatemi, ma forse, essendo "mancato" a lungo ob torto collo dall"attivismo" sui blog,non riesco a rendermi conto di tante cose. Sono forse fermo ai tempi in cui criticare era una cosa, provocare un'altra.

Cruccas ( e non solo lui) è ovviamente libero di saltabeccare da un blog all'altro quanto vuole, ci mancherebbe altro.

Francesco ha detto...

Quanto al testo 'preso' dall'ALTRO blog, che io non frequento per principio, ma che Gianluca monitora anche intervenendo (cosa che ritengo completamente inutile, ma lui è libero di seguire il suo 'sentire'), mi pare che sia uno dei rari testi autentici che esso possa contenere. Peccato che la persona che parla si sia rivolta ad una fonte inquinata.

No, è evidentissimo il contrario. La domanda sull' Eucarestia e sui cantim è stata confezionata dallo stesso nautore di quel blog per avere l'estro di rispondere la sua lunga tiritera che aveva già pronta e non sapeva come inserire.

Rurandomi il nao, ho dato oggi con tutta calma un'occhiata a quel blog e sono giunto a questa conclusione.

Sarebbe stato odioso imbastire anche qui un'analoga discussione su un commento preconfezionato dall'autore di QUEL blog e da Cruccas qui copiato per suscitare una discussione inutile.
Questo il mio pensiero. Stop. Su questo argomento non interverrò più.

mic ha detto...

Sarebbe stato odioso imbastire anche qui un'analoga discussione su un commento preconfezionato dall'autore di QUEL blog e da Cruccas qui copiato per suscitare una discussione inutile.

nessuno avrebbe imbastito una discussione su quel post. Commistioni non sono mai state né saranno fatte.

gianluca cruccas ha detto...

L'AMORE NON E' AMATO...

Sarebbe stato odioso imbastire anche qui un'analoga discussione su un commento preconfezionato dall'autore di QUEL blog e da Cruccas qui copiato per suscitare una discussione inutile.

IL FATTO CHE NELLE COMUNITA' NEOCATECUMENALI SI COMPIANO I SACRILEGI SUL SANTISSIMO SACRAMENTO DA ALCUNI E' VISTO COME UN DISCUTERE INUTILE, FORSE CI MERITIAMO TUTTO QUELLO CHE STA' ACCADENDO OGGI NELLA CHIESA, FORSE CI MERITIAMO DI VEDER PROLIFERARE SETTE ERETICHE COME QUELLE DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE, FORSE CI MERITIAMO PASTORI CHE NON PASCOLANO IL GREGGE E CHE SI COMPORTANO COME LUPI RAPACI, SI CI MERITIAMO TUTTO QUESTO PERCHE' NON AMIAMO A SUFFICIENZA L'AMORE CHE E' GESU' CRISTO...

CHE DIO ABBIA PIETA' DI NOI, PER LO MENO RIGUARDO AL SUO NOME DATO CHE NOI SIAMO INSUFFICIENTI A DIFENDERE IL SUO ONORE IN NOI E POI NEGLI ALTRI...

Francesco ha detto...

Cruccas,

mi ero riproposto di non tornare sull'argomento, ma mi accorgo che Lei, urlando a dismisura, travisa volutamente le mie opinioni.

Glielo rispiego con santa pazienza:non è inutile che si discuta sul fatto che si compiano sacrilegi nelle comunità neocatecumenali ( prova ne sia che appunto per far questo è nato questo blog, quando lei evidentemente era in tutt'altre faccende neocatecumenali affaccendato).
E' soltanto inutile - e anche Mic mi pare lo abbia confermato - aprire qui discussioni prendendo a spunto le corbellerie che vengono fuori in QUEL blog sia con finti commenti dei lettori sia, soprattutto, con le risposte dell'ineffabile moderatore.
Che ciò qui sia più volte accaduto, dando seguito a odieose e antipatiche discussioni lo confermano i commenti ai precedenti thread. Basta scorrerli.
Se ho "esagerato" ieri sera con Lei in fermezza per impedirLe di trascinare discussioni da quel blog a questo, mi scuso.
Deve comunque convenire che il mio intento non era - e non è affatto - quello di creare altrettanto inutili polemiche.

Francesco ha detto...

nessuno avrebbe imbastito una discussione su quel post. Commistioni non sono mai state né saranno fatte.

Invece Cruccas, come si vede, sta lamentando a voce alta che ciò non sia stato fatto.
Chiudiamola qui.
E' molto meglio ragazzi.

Francesco ha detto...

Tornando al thread, credo di far cosa gradita a tanti incollando qui l'esordio al canto
XI del Purgatorio di Dante.

Gianluca, lo offro a te in segno di fraternità e condivisione:

“O Padre nostro, che ne’ cieli stai,
non circunscritto, ma per più amore
ch’ ai primi effetti di là sù tu hai,

laudato sia ‘l tuo nome e l’ tuo valore
da ogne creatura, com’è degno
di render grazie al tuo dolce vapore.

Vegna ver’ noi la pace del tuo regno,
ché noi ad essa non potem da noi,
s’ella non vien, con tutto nostro ingegno.

Come del suo voler li angeli tuoi
fan sacrificio a te, cantando 'osanna',
così facciano li uomini de’ suoi.

Dà oggi a noi la cotidiana manna,
senza la qual per questo aspro deserto
a retro va chi più di gir s’affanna.

E come noi lo mal ch’avem sofferto
perdoniamo a ciascuno, e tu perdona
benigno, e non guardar lo nostro merto.

Nostra virtù che di legger s’adona,
non spermentar con l’antico avversaro,
ma libera da lui che sì la sprona"

jonathan ha detto...

Sarebbe stato ancora più gradito evitare quel tono molto peggio che urlato, verso Gianluca a cui abbiamo tutti il piacere di dare del tu... Mi spiace, ma davvero è molto triste, Francesco. Chiudiamola certamente qui.

Francesco ha detto...

...solo questione di punti di vista, Jonathan...in ogni caso, come avrai sicuramente osservato dopo aver postato il tuo commento, sono passato subito al "tu" verso Gianluca, offrendogli il Padre Nostro di Dante.
Buonanotte anche a te.

mardunolbo ha detto...

Se posso introdurmi vorrei osservare due cose, anzi tre..
la prima(bella) che sono rimasto estasiato del Padre Nostro di Dante che non ricordavo dai miei studi classici. Bravo Francesco!
La seconda è che incuriosito sono andato sul fatidico blog del "per la gloria del serpente.." e ho avuto la nettissima impressione anche io che la tiritera di "excusatio" sui frammenti di Eucaristia sia stata creata ad arte.
La terza è che capisco Gianluca sensibilissimo al riguardo che mostra, ma, in effetti, Francesco mi sembra proprio il San Francesco che pochi conoscono e che andava davanti al Sultano a dirgli in faccia come lo considerava. Ma Gianluca non è il sultano......Intanto saluto tutti poichè mi prenderò anche io come Freedom un periodo di fermo-lavoro (vacanza? da cosa? non certo dalla mente e dai pensieri!). Francesco sii più dolce, non dico alla Mic, ma quasi..;-)

Francesco ha detto...

Una curiosità, o quasi....


DIO PREGA IL" PADRE NOSTRO"

Figlio mio che sei sulla terra preoccupato, solitario, tentato, io conosco perfettamente il tuo nome e lo pronuncio santificandolo, perché ti amo.No, non sei solo, ma abitato da Me e insieme costruiremo questo regno di cui tu sarai l'erede. Desidero che tu faccia la mia volontà perché la mia volontà è che tu sia felice poiché la gloria di Dio è l'uomo vivente.Conta sempre su di me e avrai il pane quotidiano, non preoccuparti, ti chiedo solo di condividerlo con i tuoi fratelli. Sai che perdono le tue offese addirittura prima che tu le commetta, per questo ti chiedodi fare Io stesso con quelli che ti offendono.Affinché non cada mai in tentazione stringi forte la mia manoe io ti libererò dal male, povero e amato figlio mio.
(J.L. Martin Descalzo)