domenica 8 agosto 2010

Essenziale catechesi sul "Segno di Croce"

Ancora molto toccata dalle testimonianze del precedente thread, oggi voglio introdurre la riflessione sul "Segno di Croce".

Dai Padri della Chiesa

«Non vergognamoci, dunque, della croce di Cristo ma, per un'altro mistero, se ci segniamo la fronte apertamente, i demoni verranno scacciati tremando davanti a questo segno regale. Facciamo, dunque, questo segno quando mangiamo e beviamo, quando ci siediamo e riposiamo, quando ci muoviamo, parliamo e camminiamo; in una parola, facciamolo in ogni occasione [per render presente] Egli che fu in terra crocefisso e ora è nei cieli». [San Cirillo di Gerusalemme (315-86), Catech. IV. n. 14.]

Il "piccolo Segno" e il "Grande Segno"

Esiste anche il cosiddetto "piccolo segno"' : tracciare sopra la fronte un piccolo segno di croce con il dito pollice (o l'indice) della mano destra, è di uso antichissimo, ispirato ad un passo del libro del profeta Ezechiele, che molti testi dei padri della chiesa collegarono alla croce di Cristo e a passi analoghi dell'Apocalisse (7,3; 9,4; 14,1). Secondo Ezechiele: « Il Signore gli disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono" » (Ezechiele 9,4)

La lettera "tau" o "taw", corrispondente alla "T" del nostro alfabeto, è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico e rappresenta (come la "omega" greca) Dio nella sua perfezione. Sino all'epoca di Cristo questa lettera era tracciata proprio come una croce. In questo passo appare come i fedeli a Dio, coloro cioè che non si arrendono al peccato, vengono segnati con un segno speciale, esterno, che aveva forma simile alla nostra croce, per essere subito riconosciuti da Dio.
I cristiani usavano segnarsi la fronte contro le tentazioni del demonio anche al di fuori del culto liturgico.

Quello che viene chiamato "Grande Segno di Croce" è un gesto che coinvolge anche il corpo che prega con l'anima: la redenzione salva TUTTO l'uomo!

Esso significa rendere visibile, tracciandola sul proprio corpo, e quindi sull'intera persona (corpo, mente, anima, spirito), lo sfraghis (il sigillo di appartenenza) indelebile ricevuto nel Battesimo, attraverso il gesto battesimale compiuto "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo", per immergerci sempre e di nuovo nell'abbraccio della Trinità.

Aver ricevuto un "sigillo indelebile" che induce un cambiamento "ontologico", non ci deve costringere a 'ratificare' il Battesimo, come il cammino va introducendo nelle diocesi ormai inquinate ed in ogni parrocchia in cui si insedia. Come se il vero battesimo fosse quello del cammino, che in ogni caso è un "altro" battesimo, per di più circondato dal mistero, col pretesto della 'riscoperta' che di fatto è una contraffazione.... E che il Signore ci metta Lui le mani!

Il Segno di Croce è un gesto di grande impronta sacrale. Innanzitutto perché ricorda, nel simbolo della Croce, il più grande atto di amore di Dio per l'uomo: la morte espiatrice di Cristo. Inoltre è il segno che nella donazione del Figlio, rende presente l'amore del Padre e la sorgente dell'effusione dello Spirito sul mondo. Per questo è anche un atto di fede (affidamento), di riconoscenza, di impegno.

Condivido con voi questo testo di Romano Guardini (uno dei miei maestri)

"Quando fai il segno di croce, fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra.
Senti come esso ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l'animo tuo, mentre esso si dispiega dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Allora tu lo senti: ti avvolge tutto, ti consacra, ti santifica. Perché? Perché è il segno della totalità ed il segno della redenzione.
Sulla croce nostro Signore ci ha redenti tutti. Mediante la croce egli santifica l'uomo nella sua totalità, fin nelle ultime fibre del suo essere. Perciò lo facciamo prima della preghiera, affinché esso ci raccolga e ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato. Nella tentazione, perché ci irrobustisca. Nel pericolo, perché ci protegga. Nell'atto di benedizione, perché la pienezza della vita divina penetri nell'anima e vi renda feconda e consacri ogni cosa. Pensa quanto spesso fai il segno della croce, il segno più santo che ci sia!
Fallo bene: lento, ampio, consapevole. Allora esso abbraccia tutto il tuo essere, corpo e anima, pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato nella forza del Cristo, nel nome del Dio uno e Trino."

Usciamo dall'abitudine e recuperiamo il senso profondo e ricchissimo e vivificante dei segni della nostra Fede!

10 commenti:

Francesco ha detto...

E' appena il caso di ricordare che nel Cammino Neocatecumenale il segno di Croce , subito dopo il primo scrutinio, viene bandito ( salve alcune occasioni, tipo l'inizio della S. Messa) fino a quando non si raggiunge un'apposita tappa, che non so quale sia ( io sono quasi arrivato al Passaggio della Preghiera).
Qualcuno può testimoniare qualcosa in merito?

Francesco ha detto...


Ricordo a tutti che domani, 9 agosto, ricorre la festa liturgica di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), uccisa ad i Auschwitz il 9 agosto 1942.

Queste alcune sue parole rivolte alla Croce, che lei volle parte integrante del suo nome quando prese il velo di Carmelitana:

""Ti salutiamo. Croce santa, nostra unica speranza!" Così lei Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo.

Il mondo è in fiamme: la lotta tra Cristo e anticristo si e accanita apertamente , perciò se ti decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio della vita

Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce. Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre. Se vuoi essere la sposa del Crocifisso devi rinunciare totalmente alla tua volontà o non avere altra aspirazione che quella di adempiere la volontà di Dio.

Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. Chi vuole seguirlo deve rinunciare ad ogni possesso terreno. Stai davanti al Signore che pende dalla Croce con il cuore squarciato: Egli ha versato il sangue del suo Cuore per guadagnare il tuo cuore. Per poterlo seguire in santa castità, il tuo cuore dev'essere libero da ogni aspirazione terrena; Gesù Crocifisso dev'essere l'oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero.

II mondo è in fiamme: l'incendio potrebbe appiccarsi anche alla nostra casa, ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. La Croce e la via che dalla terra conduce al ciclo. Chi l'abbraccia con fede, amore, speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità.

Il mondo e in fiamme: desideri spegnerle? Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell'inferno. Attraverso la fedele osservanza dei voti rendi il tuo cuore libero e aperto; allora si potranno riversare in esso i flutti dell'amore divino, sì da farlo traboccare e renderlo fecondo fino ai confini della terra. Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore Divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere.

Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. Vuoi stringere di nuovo con

ogni serietà l'alleanza con Lui? Quale sarà la tua risposta? "Signore, dove andare? Tu solo hai parole di vita".

Ave Crux, spes unica!


Edith Stein,Vita,Dottrina,Testi inediti. "


Invito tutti a partecipare domani alla Santa Messa dedicata a Santa Teresa Benedetta della Croce che ainvochiamo protettrice, tra l'altro, di questo blog.

Freedom ha detto...

Caro Francesco,
Io sono arrivato al secondo scrutinio fatto. Il segno della croce nessuno mi ha detto di non farmelo. Peraltro io ritengo che la pratica del Rosario così' come altre pratiche di devozione restino in uso NONOSTANTE il CAMMINO.
Per molto tempo. si viene lasciati a se' stessi e ne risultano situazioni le più' disparate fino a che non si arriva ai ''passaggi importanti''. E' li' che vengono reclutati gli adepti più' docili per varie mansioni. Ritengo che questo possa, laddove non ci sia malafede, spiegare, a parte il ''love bombing'' iniziale lo star bene nel cammino. E' molto probabile che in certe Comunita' più' che in altre si faccia amicizia, ma ripeto cio' , a mio parere, avviene NONOSTANTE l'insegnamento e i dettami del cammino

perlagloriadimaria ha detto...

Salve,

riguardo alla croce così come l'ha disegnata da Kiko, non mi piace molto e non so se c'è un significato particolare nel rappresentare Gesù con le braccia e gambe tese...Tuttavia nelle catechesi si incita spesso ad accettare le proprie croci e questo è molto importante.


Ho parlato con un seminarista del cammino e mi ha spiegato perché viene privilegiato il pane azzimo anziché l'Ostia. All'inizio si usava il pane fino a quando hanno inventato l'ostia per comodità. Il Pane azzimo che è un pane schiacciato, ricorda meglio le parole di Cristo: "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".
Il fatto che è pane schiacciato ha un forte valore simbolico, maggiore rispetto all'Ostia. Gesù si fa pane spezzato per noi, si fa "schiacciare" per liberarci dai nostri peccati. Inoltre, prendere il pane nelle mani in modo devoto e rispettoso permette una maggiore possibilità di "adorazione" dell'Eucarestia, rispetto all'Ostia che subito si scioglie in bocca. Il seminari sa diceva che nell'Eucarestia c'è un vero e proprio "banchetto".
Il problema della possibilità reale che qualche briciola cade a terra, rispetto all'Ostia, sussiste, specie per alcuni anziani. E poi perché se il vero pane esprime meglio il fatto che Gesù si fa "pane", il Papa predilige ancora l'uso dell'ostia e non del pane e non consiglia a tutti di preferire il "pane" all'ostia?
A questa domanda, il seminarista non ha saputo rispondere.

Cosa ne pensate, su questo aspetto?

mardunolbo ha detto...

Io consiglio vivamente "per la gloria..." di andare a leggersi il resto dei blog precedenti per avere una risposta. Capisco che si faccia fatica andare a "spulciare" precedenti discorsi, ma la ricerca reale di spiegazioni verrà senz'altro appagata.Poi francamente non capisco come ci si possa soffermare su queste caratteristiche quando Mic ha già ampiamente descritto e motivato le ragioni della sacralità dell'Eucaristia. Consiglio inoltre di andare a vedere altro blog di G.Cruccas dove la santa M.Emmerich ricorda ad ogni intelletto cosa significa mangiare il Corpo di Cristo, Comunque mi permetto ulteriore spiegazione riguardo all'Eucaristia.E' mai possibile che qualcuno non si renda conto che anche MASTICARE IL CORPO DI CRISTO è ASPETTO MOLTO CARNALE E BEN POCO SPIRITUALE ?Usiamo allora un pane croccante come qualche volta hanno usato i neocatecumenali in modo da sghignazzare per il rumore di masticazione...Per questo è stato adottato il sistema dell'ostia che si scioglie in bocca.Ma ci vuole così tanto a capirlo ?"per la gloria..." vada a leggersi un antidoto di Cammilleri (www.cammilleri.it)riguardante gli europei deportati in kazakistan durante la seconda guerra mondiale e leggerà qualcos'altro riguardo alla sacralità dell'Ostia !

larus ha detto...

«nel Cammino Neocatecumenale il segno di Croce, subito dopo il primo scrutinio, viene bandito...»

No, questo a me non risulta...
Fino alla I° iniziazione alla Preghiera mai nessuno mi ha detto di non fare più il segno di Croce.

«...fino a quando non si raggiunge un'apposita tappa, che non so quale sia»

L’unica cosa che si ometteva, semmai, era la recita del Credo durante la celebrazione Eucaristica (che vuoi se prima non facevi il ‘passaggio della redditio’ non potevi comprendere ciò che dicevi eh!!! :-0 ) ma poi, negli ultimi anni, per obtorto collo l’hanno inserito al posto giusto.
Ad onor del vero, ciò che le comunità non possono tuttora fare, è cantare il “Credo” Apostolico se non quando verrà ‘consegnato’.

Francesco ha detto...

Ho inteso dire che il segno di croce " viene bandito" nel Cammino nel senso che i catechisti sconsigliano vivamente di segnarsi a ogni piè sospinto davanti a immagini sacre ecc, fin quando almeno non si diventa cosapevoli dei significati del segno stesso ( peraltro mai spiegati).
Mi sono permesso di scrivere questo perchè questi " consigli" li ho sentiti con le mie orecchie più volte durante la mia esperienza neocatecumenale.

mardunolbo ha detto...

Ho trovato per gli scansafatiche che lanciano la pietra e poi si nascondono senza voler cercare da loro stessi informazioni, quanto citai sugli Antidoti di Cammilleri:"Leggo su Zenit.org del 5 luglio 2010 la trascrizione di un’intervista fatta da Mark Riedemann per “Where God Weeps” (programma televisivo e radiofonico settimanale, prodotto da Catholic Radio and Television Network e Aiuto alla Chiesa che Soffre) al vescovo Athanasius Schneider, segretario della Conferenza episcopale kazaka. Nel Kazakistan i cristiani sono presenti fin dal III secolo ma il boom attuale è dovuto paradossalmente a Stalin: “Alla fine degli anni ’30, Stalin ha fatto deportare milioni di europei in Kazakistan, che è diventato un enorme campo di concentramento in cui improvvisamente si sono ritrovati quasi mezzo milione di cattolici”. I genitori del vescovo “facevano parte degli insediamenti tedeschi nel Mar Nero, vicino Odessa. Verso la fine della Seconda guerra mondiale le forze armate tedesche hanno preso tutta questa gente – 300mila persone – e l’hanno portata a Berlino per proteggerla dai russi. E quando l’esercito russo ha occupato Berlino questa gente è stata ripresa e messa ai lavori forzati, dislocandola in tre luoghi: Kazakistan, Siberia e gli Urali”. Lui, nato in Kirghizistan, ricorda che i suoi genitori andavano a messa solo una volta al mese in quanto la chiesa più vicina stava a 100 km. Prendevano il treno di notte e tornavano di notte perché avevano quattro figli ed era vietato portare i bambini in chiesa. Nel 2009 il vescovo ha pubblicato un libro (“Dominus Est. It is the Lord: Reflections from a Bishop in Central Asia on Holy Communion”), nel quale auspica un ritorno alla comunione in ginocchio. “Mi veniva detto che lì era realmente presente Dio. Era quindi del tutto naturale inginocchiarsi davanti al Santissimo”. Sua madre una volta aveva nascosto un prete alla polizia e, poiché la nonna era molto malata, chiese al prete di lasciarle un’ostia. “Mia madre poi diede la Santa Comunione a mia nonna e per farlo si mise un paio di guanti nuovi, per non toccare l’ostia con le mani nude, (…) e utilizzò un cucchiaio per amministrarla”. Dice il vescovo: “È innegabile che vi sia stata una banalizzazione; come distribuire fette di torta (…). Quando il Signore risorto è apparso alle donne e queste lo videro, si inginocchiarono”.

Andrea ha detto...

E'da circa quattro mesi che faccio parte del cammino e vivo questa situazione con gioia non mi pongo tanti problemi ma ascolto il mio cuore.
i miei fratelli sono tutte persone
gentili ed educati timorosi di Dio
io o tre figli ma il fatto è che siamo tutti uguali bambini ed adulti
nella gioia del Signore Dio nostro.
Ognuno di noi viene con i suoi problemi e con essi riparte ma la cosa più importante è che non sei solo perchè c'è sempre una comunità
con cui confrontarti e condividere aiuto reciproco e pene quindi il tuo (fardello)sarà più leggero.
In quanto a cose strane sentite è
che noi siamo terreni e abbiamo bisogno quasi a provarci gusto di
parlare male degli altri.
io stesso recito un rosario al giorno mi faccio il segno della croce più volte al giorno e molte
volte insieme ai miei amici catechisti, veramente persone impagabili.
Detto questo vi saluto e spero di non avervi deluso e a tutti coloro che sono rimasti delusi dal cammino dico,che Dio è un buon pastore lasciatevi
chiamare da lui e riempite i vostri cuori,colorerete la vostra vita,vi auguro ogni bene.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello,

le cose che dici potrebbero essere dette allo stesso modo di uno che si è appena convertito ai testimoni di geova.

Anche nei testimoni di geova vivono "con gioia", senza porsi "tanti problemi" ma ascoltando "il loro cuore".

Anche i testimoni di geova sono tutte pesone "gentili ed educate e timorose di Dio", anche tra i testimoni di geova "non ti senti mai solo" perché c'è sempre "una comunità" con cui confrontarti, eccetera eccetera.

Insomma, tu parli del Cammino come se fosse una comunità di testimoni di geova.

Il Cammino ha tante belle cose, ma su ciò che è più importante (cioè sugli aspetti dottrinali e liturgici) il Cammino contiene ambiguità ed errori che l'atmosfera di apparente gioia e serenità serve a nascondere.

Infatti, ciò che è grave, è che tutti i cosiddetti "catechisti" fanno a gara nel nascondere i problemi che non hanno alcuna intenzione di risolvere!

A lungo andare, lo potrai verificare tu stesso.

Le pagine di questo blog servono a spiegare alcuni dei principali problemi del Cammino Neocatecumenale.

Ti invitiamo a sfogliarle e a confrontarle con la tua diretta esperienza, perché il Papa quando guarda i neocatecumenali guarda proprio te e quelli come te, che partono dal buon cuore, che partono dal desiderio di appartenere alla Chiesa, che mendicano la Verità tutta intera anziché le ambiguità e gli errori, per quanto questi possano essere dissimulati e abbelliti.

Lo scorso 20 gennaio 2012 il Papa, nell'incoraggiare i neocatecumenali, ha comandato (per l'ennesima volta) che vengano seguiti fedelmente i libri liturgici.

Ora, è proprio questo che scoprirai tra pochi mesi: liturgie neocatecumenali imbottite di parole, di balletti, di modi di fare la Comunione a dir poco bislacchi...

Se c'è tanta allegria ma di fatto si disobbedisce al Papa (addirittura mentendo, perché il Papa ha comandato chiaramente di seguire i libri liturgici), allora è la stessa cosa che stare tra i protestanti o i testimoni di geova!

Quanto al segno di croce, all'adorazione eucaristica e a tutto il resto, ti suggerisco di leggere questo articolo [link] (scritto da un santo sacerdote); quanto alle "approvazioni" vantate dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, ti suggerisco invece di leggere quest'altro articolo [link] scritto da un neocatecumenale entusiasta il 20 gennaio scorso.

Sono solo piccoli spunti; nel resto di queste pagine ne troverai tanti altri.