martedì 10 aprile 2012

Ragioniamo un attimo

A margine di un doloroso fatto di cronaca un nostro lettore si interrogava preoccupato sull'ipotesi che dietro tante parole vi fosse un dramma assai più grave di quello descritto dai giornali. Ma l'ipocrisia e la perfidia di certuni impediscono di parlarne serenamente qui, per la minaccia di azioni legali (in verità, tra i commenti ricevuti e non pubblicati, ve n'erano sì di meritevoli di azione legale; ma se dovessimo querelare tutti i neocatecumenali che ci insultano e minacciano...)

Al di là di quel preciso episodio, sono decenni che il Cammino Neocatecumenale nei fatti, ancor prima che nelle parole, insegna, tra le altre cose, che:
- i cosiddetti "catechisti" sono infallibili
- Kiko "ha il carisma" al di sopra di ogni critica
- il prestigio del Cammino va salvaguardato a costo di mentire e a costo di calpestare coloro che soffrono a causa del Cammino stesso.

Proviamo dunque, di fronte a quell'episodio, a rileggere alcuni brani da un libro che tutti i "kikos" dovrebbero leggere e meditare: Neocatecumenali sul viale del tramonto (edizioni Segno). Ciò che si narra è stato scritto anni prima del fatto di cronaca.
Nell'equipe di catechisti di cui anch'io e mia moglie facevamo parte, c'era una ragazza di 25 anni. A poco a poco la predicazione martellante del Cammino, tutta incentrata su una visione dell'uomo votato per natura alla morte e al peccato ed impossibilitato a compiere il bene, ha minato la sua vita psichica al punto da cadere in gravi squilibri mentali e comportamentali: [...]

In una depressione analoga è caduto il figlio di un catechista. Lo ricordo come un ragazzo sensibile ed educato. Attualmente è quasi trentenne. A poco a poco nel Cammino ha perso slancio vitale e fiducia di base. Ha dovuto lasciare gli studi universitari e adesso se ne sta solo, lontano perfino dalla famiglia, in una casa di campagna, avendo rifiutato ogni contatto sociale.

Qualche anno fa, un giovane di 35 anni, infermiere, da circa 12 nel Cammino, in preda ad una crisi depressiva si è suicidato, impiccandosi.

Nessuno nel Cammino osa analizzare le cause che determinano fatti del genere. La semplice idea di poter mettere in discussione una semplice "virgola" del Cammino viene percepita come "attacco di Satana".

Naturalmente nelle Comunità non si possono nascondere fatti del genere, ma i commenti e le espressioni, specie dei catechisti, sono di una ottusità fideistica e pseudo-mistica allarmante:

"Il Signore ha permesso questo...; questa è la storia che sta facendo il Signore...; sono eventi che ora non ci è dato di capire...; il Signore vuole parlare alla nostra vita...; ecc.".

Come spiegare razionalmente fatti del genere?

Nel Cammino si educano le persone solo a scoprire peccati e gli aspetti peggiori della propria persona. Mai, dico mai, si invitano le persone, e soprattutto i giovani, a scoprire le potenzialità, il valore, la grandezza di origine divina di ciascuno di noi. Persino le opere di bene vengono additate come peccato, perché con esse "in fondo in fondo ci si vuole realizzare".

29 commenti:

by Tripudio ha detto...

Comunque siano andate le cose, all'anonimo delle 16:51 vorrei ricordare che il Cammino è costellato di storie di quello stesso genere.

Esaurimenti nervosi, tentati suicidi, e purtroppo suicidi riusciti... e quale è stato il commento dei cosiddetti "catechisti"? Ogni volta hanno dato la colpa alla vittima.

Cari fratelli neocatecumenali, invece di scrivere qui il vostro sdegno, provate piuttosto a riflettere su quante volte un fratello in difficoltà viene da voi «lasciato cuocere nel suo brodo»...

Provate a riflettere su quante volte, rispetto ad un gesto terribile, vi è stato detto che era la vittima "a non farcela", era la vittima "ad aver ceduto".

Provate a ricordare cosa viene detto ai familiari di chi vive un dolore del genere: «il Signore ti manda questa "grazia" per convertirti!» (dove per "grazia" intendono il male compiuto dal Cammino Neocatecumenale).

Invece di fare i farisei che si stracciano le vesti, provate a riflettere su quanto di simile avete fino ad oggi vissuto nel Cammino.

Luisa ha detto...

Quel ragazzo è probabilmente morto dopo aver praticato quel che viene chiamato "gioco del foulard".

In Francia sono già morti 42 bambini e ragazzini tra i 6 e i 15 anni, dopo aver praticato quel gioco mortale che sta sempre più diffondendosi fra i giovani, si è anche creata un`associazione di genitori di vittime di quel "gioco".

Bisogna assolutamente rispettare il dolore di quella famiglia,spero che con il tempo riusciranno a affrontare la realtà della morte di loro figlio anche negli aspetti più difficili da accettare, perchè praticare quel "gioco" è comunque segno di un profondo malessere, di una ricerca di sensazioni forti, volerlo tacere non rende servizio a tutti quei giovani che sono attirati da quel gioco che può essere mortale.
L`opera di informazione è esenziale, quel giovane è morto, altri sono sono disabili a vita, la morte di quel giovane potrebbe servire a tanti giovani, spero che quei genitori lo capiscano, ma nessuno può obbligarli a farlo.
Morire in quel modo non è una vittoria.

http://www.youtube.com/watch?v=OpFfl3uKFtQ

by Tripudio ha detto...

Qui nessuno intende speculare su quel dramma.

Al contrario: speriamo che l'episodio possa riaprire la riflessione su un argomento che i neocatecumenali tendono sempre a seppellire.

Quanto più certi neocatecumenali gridano la loro paura, tanto più significa che emergono i loro dolorosi ricordi a proposito di vicende simili.

Emergono i ricordi di quante volte fino ad oggi il Cammino ha prodotto pessimi frutti, che i cosiddetti "catechisti" hanno comandato di coprire, banalizzare, ignorare, rinnegare. A costo di calpestare l'anima delle vittime e dei loro cari. Il buon nome del Cammino prima di tutto!


Comunque stiano le cose, i fratellini del giovane avranno impressi nei loro occhi il dolore di quei momenti e gli eventi successivi. Compresa la (dolorosissima, senza alcun dubbio) testimonianza della propria madre.

Chiara ha detto...

Non voglio entrare nel merito di questo articolo, per rispetto alla famiglia, voglio solo ricordare che i catechisti del cammino (senza alcuna preparazione se non quella dei mamotetri imparati a memoria) più sono ignoranti e più vengono scelti..perchè "dicono" nei piccoli agisce lo Spirito Santo.. ecco come si combinano i macelli....

Lino ha detto...

E' la prima volta che non condivido un thread dell'Osservatorio, Mic. Se di suicidio si è trattato (volontario o involontario per un gioco portato agli estremi) ci sono state indagini della Polizia Giudiziaria. Ogni ipotesi differente da quella accertata si può configurare come notizia di reato. In particolare, il collegamento di un suicidio a situazioni determinate da terzi si configura come supposizione di una istigazione al suicidio, che è un reato gravissimo. Sono argomenti, questi, che non si possono trattare su un blog, essendo veramente una materia delicatissima che necessita di ben altre informazioni e va discussa in ben altri luoghi.
Mi spiace dirlo, ma è questa la mia opinione.

Luisa ha detto...

Una riflessione ancora.

Personalmente non mi va di discutere a caldo di una tragedia, perchè la morte di quel giovane è una tragedia, non è una vittoria.
Quel giovane non era pronto, la sua morte è probabilmente, da quel che è stato detto, la conseguenza di un gioco che già ha fatto tanti morti fra i giovani, purtroppo non se ne parla abbastanza, occultare quei drammi non aiuta la prevenzione per la quale stanno lottando e impegnandosi molte famiglie.

Anche nel cnc tutto non è perfetto, anche nel cnc tutte le famiglie non sono perfette, tutti i giovani nc non lo sono, anche i giovani neocatecumenali possono attraversare momenti difficili, sentirsi inadeguati, non all`altezza delle attese, presi da dubbi, sentire disagi e malesseri profondi, sono momenti, sono tappe che accompagnano anche lo sviluppo di giovani che hanno una famiglia "aimante", che li ama.
Quel malessere che non osa dirsi, per non deludere, per non far stare in pena, certi giovani lo vivono da soli nel silenzio, spesso nella colpevolezza, nella paura, fuori sono gli stessi ma dentro il malessere cova e può finire per prendere diverse forme, anche estreme.
Forse per quel ragazzo è stato solo un momento in cui ha voluto sperimentare un "gioco" di cui aveva sentito parlare, io non lo so, ma quel che so è che quel "gioco" è mortifero e che bisogna parlarne.

In questo momento a quella famiglia va solo la solidarietà e la simpatia perchè la perdita di un figlio è una tragedia immensa, anche la fede più forte, più profonda, non può cancellare il dolore, lo attenua perchè ci da la certezza che quel figlio ci ha preceduti ed è nella Luce e nell`Amore di Colui che lo ha già accolto.

mic ha detto...

Sono argomenti, questi, che non si possono trattare su un blog, essendo veramente una materia delicatissima che necessita di ben altre informazioni e va discussa in ben altri luoghi.

Non per giustificare, ma per spiegare: erano stati messi link ad articoli di stampa forniti da un lettore. Senza commenti né illazioni, tranne l'ipotesi del lettore - corrispondente alla realtà conosciuta - di omertà da parte dei catechisti.

Il caso è talmente doloroso e delicato che è bene oltrepassarlo; ma forse sarebbe ora che qualcuno - anche se proprio non gliene interessa nulla della dottrina, che fino a prova contraria forma dei diversamente-credenti - cominciasse a preoccuparsi delle prassi tritacervelli del cammino, a prescindere dal caso di specie, ovviamente, ma proprio avuto riguardo al problema generale dello strapotere dei catechisti ed esercitato in che modo!

Sono anni che siamo bombardati da testimonianze drammatiche, che non raggiungono solo noi, alle quali nelle varie curie diocesane e nella Curia delle curie non viene data alcuna voce...

Quello che più sconcerta è l'oscuro potere che riesce a oltrepassare perfino l'Autorità del Papa, e perfino quel poco che ancora ne resta e che egli cerca ancora di far valere.

by Tripudio ha detto...

Attenzione a non cadere nel solito tranello neocatecumenale, che è quello di confondere due piani diversissimi in modo da spostare l'attenzione altrove.

«Nessuno nel Cammino osa analizzare le cause che determinano fatti del genere. La semplice idea di poter mettere in discussione una semplice "virgola" del Cammino viene percepita come attacco di Satana...»

Per questo il tipico attivista neocatecumenale filtrerà il moscerino e ingoierà il cammello.

Per i "kikos" il Cammino o lo si accetta in toto, senza riserve, senza verifiche, senza discussioni, oppure si è "faraoni", "giuda", "satana".

Così si spiega la furia degli strenui difensori del kikismo.

Che sono accorsi qui come ossessi a difendere l'infallibilità del Cammino facendosi scudo del dramma di una famiglia.

Sono accorsi qui a recitare con lacrime di coccodrillo la comoda parte dei difensori del dolore di una famiglia, in modo che non si rifletta sulle possibili magagne neocatecumenali.

Infatti anche accettando solo come ipotesi l'idea che il Cammino abbia anche soltanto una "virgola" che non va... presto o tardi le circostanze li porteranno a interrogarsi su tante, tantissime altre cose che non vanno.

Per questo, quando si tratta di decisioni del Papa, discussioni sulla Tradizione, documenti dei vescovi, eccetera, gli attivisti neocatecumenali sono sonnacchiosi e ridanciani... ma quando si tratta di fatti concreti diventano delle belve.


Aggiungo solo un episodio molto noto (e chi ha orecchi per intendere...): un seminarista neocatecumenale rideva della grossa con barzellette blasfeme. Un altro seminarista, non neocatecumenale, fa un'allusione ironica su Kiko e Carmen. Il seminarista neocat ammutolisce e abbassa lo sguardo e resta lì fermo, muto e con una faccia da cane bastonato.

Laverità ha detto...

Osservate qua ( il web non dovrebbe essere usato dai catecumeni.. )http://www.cronachemaceratesi.it/2012/04/05/la-mamma-di-federico-non-e-una-disgrazia-e-la-verita-della-fede/178142/ Mettiamo da parte l'articolo, non mi va di dire veramente quello che penso di come i figli vengano "lasciati" per fare catechesi, non mi va di dire come spesso il figlio piu grande viene caricato dei fratellini, non mi va di dire di come spesso dove il cammino è potente zii avvocati riescono a non far indagare nessuno... ma vi faccio presente come nei commenti il secondo sia un supercatechista che al non catecumen oche esprime perplessità risponda, guarda ti chiamo ( e lui non sa che verrà catechizzato ) bel modo di "sfruttare" una disgrazia... chissà se nonostante abbian ocatechizzato in molte zone limitrofe ora faranno ricatechizzare anche dopo pasqua per "sfruttare" la tragedia ...

Emma ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

Da mamma dico solo che questo è il momento del silenzio e del rispetto del dolore di una famiglia.

Poi, con la massima delicatezza e senza riferirsi specificamente a questo dramma, si potrà analizzare il modo con cui il cammino neocatecumenale deve sempre e comunque risultare impeccabile e perfetto, il modo con cui tutti i problemi devono restare e essere risolti all`interno, anche se Kiko Arguello, ama dire: "siamo tutti dei poveracci e dei peccatori", nella sua bocca è una forma di orgoglio, per mostrare la grandezza e l`eccezionalità della sua creatura.
Ma si tratta di un`opera umana, e come tale è fallibile, imperfetta, anche l`irrigidimento più estremo non potrà resistere indefinitamente, prima o poi, ed è logico, normale e umano, arrivano le screpolature, le fessure, non si può contenerle all`infinito.

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo perchè un blog "secondo verità" debba dire cose non vere? Ma quali suicidi legati al cammino? E tutto questo odio verso il cammino è dato dal fatto che non accettate che l'uomo sia un misero e un debole che senza l'aiuto di Dio nulla può,se non fosse così inutile sarebbe il sacrificio di Cristo. E poi mai nessuno ha detto che il cammino e i catechisti o Kiko sono infallibili, però certo se per voi quando uno dichiara di essere debole e imperfetto lo dice solo così tanto per dire, non so in che altro modo vi possiate convincere. Infine volevo dire che il cammino è stata pensato, voluto e approvato in un certo modo, logico mi sembra che o si fa così o non si fa, dal momento che così è stato approvato dalla Chiesa e inspirato dallo Spirito Santo. Concludo con la frase che disse Paolo VI a kiko << rimani fedele alla chiesa e la chiesa sarà fedele con te>> malgrado tutto è chiaro che ciò si è realizzato.

Luisa ha detto...

"....in modo che non si rifletta sulle possibili magagne neocatecumenali."

Caro by Tripudio, è vero le solite sentinelle neocatecumenali sono piombate qui facendo quadrato attorno a quella famiglia in lutto per la morte di loro figlio.
Ma possiamo e dobbiamo capirle.
È possibile, se non probabile, che sanno che le ragioni e le motivazioni di quella morte non sono elucidate, è possibile che anche alle coscienze più addomesticate stiano bussando domande scomode, troppo scomode, troppo dolorosamente insopportabili.

Non solo è possibile riflettere "sulle possibili magagne neocatecumenali", è anche forse doveroso farlo, è solo una questione di momento per farlo.

Aldo ha detto...

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350217?ref=hpchie

scusate l OT... ma questo è importante

Aldo ha detto...

Finalmente il Papa si muove...

alino77 ha detto...

Sono convinto che abbiate fatto la scelta giusta a rivedere il tread. è importantissimo pentirsi dei propri peccati di superbia. Ti sia di insegnamento Mic, che prima di fare un tread, bisogna accedendere il cuore, oltre che il cervello.
Alessio

preoccupato ha detto...

@Aldo

Una bella notizia!...spero che si stia veramente muovendo qualcosa....

Anonimo ha detto...

Qualcuno mi sa dare una spiegazione relativamente alle parole della madre del ragazzo:
"NON È una disgrazia. Questa è verità, perché tutti siamo nati per la vita eterna...
Il signore me l'ha donato e custodito per la vita eterna, prima che il mondo me lo potesse corrompere. Domenica celebreremo Cristo risorto. Così, anche Federico vive".
Faccio fatica ...
Giacomo

mic ha detto...

E' finita l'equazione martellante nei tanti quotidiani messaggi: "il Papa ci approva. siete conto il Papa"

by Tripudio ha detto...

Insisto ancora una volta a ricordare, agli ossessi neocatecumenali, che:

1) qui si sta parlando del Cammino Neocatecumenale, non del fatto di cronaca.

È lecito o non è lecito avere delle opinioni? Specialmente dopo decenni di testimonianze di persone annichilite nel corpo e nell'anima.

Se l'opinione del lettore (che era stata presentata al solo scopo di avviare una discussione sul Cammino) fosse stata del tutto peregrina, i neocatecumenali si sarebbero limitati a irriderla e banalizzarla (come fanno di solito).

E invece si sono scatenati come ossessi, perché hanno il terrore che ci sia una probabilità che quell'opinione sia fondata.

Hanno il terrore di ricordare tutte le volte che per difendere il prestigio del Cammino, di Kiko e dei cosiddetti "catechisti", loro o i loro fratelli di comunità sono stati calpestati e umiliati in ogni modo.

Per questo, di fronte al solo nominare una possibilità, fanno come i bambini: negano la realtà urlando e strepitando.


2) a chi dice che il Cammino sarebbe stato "pensato, voluto e approvato in un certo modo", da anni continuiamo a porre al centro di ogni discorso:

- "chi" lo ha pensato
- quale sarebbe il "certo modo"
- "cosa" è stato esattamente approvato e cosa no.

Notare dunque le ambiguità di comodo: addirittura il verbo in forma impersonale ("il Cammino è stato pensato, voluto, approvato"...), per dire cosa, poi, alla fine? Che è "ispirato dallo Spirito".

Ma "quale" parte del Cammino è ispirata dallo Spirito?

Quella degli strafalcioni liturgici? Quella delle bizzarrie dottrinali? Quella dell'oppressione dei membri? Quella del dover financo mentire pur di difendere il prestigio di Kiko, del Cammino e dei cosiddetti "catechisti"?


c) ogni tanto qualche neocatecumenale, per venirci incontro, dice che nessuno avrebbe mai affermato che i cosiddetti "catechisti" sarebbero infallibili.

Benissimo: allora qualche neocat ci racconti di qualche episodio in cui un neocatecumenale ha ripreso, corretto, ridimensionato, o almeno osato protestare contro qualche strafalcione detto da qualche "catechista"... senza che ciò abbia prodotto conseguenze sul proprio "camminare".

Laverità ha detto...

Continuo a veder exfratelli che dicono che i catechisti nonsono infallibili..ma poi loro chiedono obedienza sempre e se disobbedisci non va bene ... ci diamo una decisa a dire non sono infallibili e spesso non infallible nemmeno il cammino, ma no il catecumeno vede la fallibilità dovunque ma non nel cammino stesso. Una madre "normale" anche cristiana piange ed è normale che le venga lo scrupolo di dire: cavolose ero a casa no nsuccedeva.... ma no in cammino non puoi dirlo perchè prima viene la catechesi, poi la comunità, poi i figli e la famiglia e se un figlio mure..è volontà del signore ?? MA COSA DITEEEEE DIO CI HA RESI LIBERI E NON è UN ASSASSINO !! Ma tanto i lcammino ha anche suoi psicologi, psichiatri che vanno contro i propri studi per dare ragione a kiko !!

by Tripudio ha detto...

Un altro caso doloroso (che attualmente impegna i tribunali) pure riguarda il modo con cui le vittime del Cammino vengono "caldamente" invitate a salvaguardare il prestigio del Cammino e dei cosiddetti "catechisti".

"Per la credibilità del Cammino di fede" [link qui]

Luisa ha detto...

Su MiL un blogger ha scritto un commento poi cancellato...in cui definiva la morte di quel giovane un"incidente domestico",dico qui quel che ho detto sul MiL (commento cancellato...).
Non si può mentire definendo incidente domestico un "gioco" che sta, nel silenzio dei media, seminando la morte di sempre più giovani.
Spero che, quando si sentiranno di farlo, i genitori troveranno la forza e il coraggio di testimoniare.
Lungi dal scalfire l`immagine del cnc e delle famiglie neocatecumenali, la loro testimonianza sarebbe un modo di onorare la memoria di loro figlio, parlando della sua tragica morte potrebbero rendere un grande servizio a tanti giovani in ricerca di sensazioni forti che non sanno che con quel "gioco" mettono a rischio la loro vita.

aleCT ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
aleCT ha detto...

Già.. il prestigio sopra tutto...

Il cammino preso come totem. Se non è idolatria questa...?

aleCT ha detto...

Il punto principale è che questi catechisti sono degli emeriti IGNORANTI dal punto di vista dottrinale e scritturistico.

Di cosa stupirci: l'unica cosa che conoscono sono gli scritti di Kiko, il quale, essendo stato formato con il Catechismo Olandese (lo ha detto lui) da questo punto di vista ha qualche problema.

Volete un esempio concreto?
Vi ricordate la famosa frase "se tuo marito ti allontana da Dio (cioè dal cammino) lascialo"?

San Paolo parlava di matrimonio pagano ovviamente,ma chissenefrega di contestualizzare.

Giustamente se uno ha un pò di sale in zucca la domanda se la fa (e l'ho sentita di persona a tavola dopo gli esercizi spirituali per i ragazzi di una scuola a due passi dalla più importante parrocchia NC di Catania, esercizi a cui avevo cui avevo collaborato perchè la mia madrin a di cresima insegna religione lì):

"ma se Gesù dice che il matrimonio è indissolubile, perchè San Paolo dice così"

Al che il sacerdote (che è neocatecumenalizzato , ma almeno non è ignorante) gli spiega il giusto contesto.

"Ma il mio catechista non dice così" E si rende conto che è il catechista in questione ha detto una stupidaggine.

Sai che novità...un catechista NC che dice cose farlocche.

Peccato che probabilmente non potrà mai dirglielo in faccia.

Anonimo ha detto...

un caso simile è accaduto quando un anno fa ero in Cammino. Una ragazza del CN si è suicidata gettandosi sotto un treno a Passignano, in provincia di perugia, il 18 luglio. lei era una amica con cui avevo condiviso alcune esperienze e la sua morte mi ha profondamente scosso. Da tempo soffriva di depressione, anche se non lo faceva vedere soffriva molto. Da tempo aveva affrontato un percorso con uno psicoterapeuta, e i catechisti l'avevano mandata a riascoltare alcune catechesi di tappe del cammino gia superate. E' proprio in una di queste convivenze che ci siamo incontrati, avevo notato che aveva un grosso sfogo sul viso, tipico effetto collaterale degli psicofarmaci ( sono uno studente di medicina, questo particolare mi è tornato in mente dopo la sua morte ) e parlandole sentivo che non era serena, anche se cercava di essere cordiale e di manifestare serenità. il Cammino ha una grande avversione per la psicoterapia, e ho l'impressione che i catechisti hanno acconsentito a questa soluzione perchè il presbitero (persona di grande intelligenza ed equilibrio ) ha detto chiaramente che la ragazza aveva bisogno di un terapeuta. dunque ha cominciato la terapia con uno psichiatra molto devoto, amico del presbitero stesso. ma fino a quel momento lei per anni è passata da un giudizio all'altro dei catechisti, senza che questi capissero che la ragazza aveva bisogno di un ulteriore aiuto che loro non erano in grado di dare. Non voglio dare la colpa a loro di questa tragedia, ma sono sicuro che se si fosse intervenuti per tempo lei sarebbe ancora viva. La domanda è: perchè si è aspettati di intervenire all'ultimo? forse a volte i catechisti del cammino dovrebbero essere più sensibili verso la vita dei loro catechizzati, dedicarsi con serietà ad ognuno, senza nessuna superficialità, essere umili ed accettare di non riuscire ad aiutare un fratello, e pensare quindi a altre soluzioni, ma soprattutto essere dotati di saggezza ed equilibrio, indispensabili per guidare il loro gregge, insieme ovviamente alla preghiera. Oltre a ciò, il giorno dopo la sua morte i giornali hanno parlato chiaramente di suicidio; tuttavia durante la veglia di preghiera il sacerdote (anche lui del cammino ) ha riferito una storia molto strana, che ha lasciato molti dubbi:
secondo lui la sera prima della tragedia lei sarebbe caduta in bagno, battendo violentemente la testa; il giorno dopo è andata alla stazione per prendere il treno che l'avrebbe portata al lavoro, ma a causa della botta della sera precedente non aveva più la cognizione di sé, e si è messa a camminare lungo le rotaie. tutto ciò fin quando che un treno passandole a fianco (lei camminava a lato della rotaia ) ha preso un lembo del suo vestito trascinandola sotto le ruote.
Da subito questa versione mi ha lasciato molti dubbi, un pò perchè davvero la concatenazione degli eventi è tragicamente unica, e poi perché essendo studente di medicina so che un trauma cranico del genere ( perdita della cognizione di sé, del tempo e del dove) non avrebbe consentito a lei di raggiungere la stazione; sarebbe dovuta rimanere a letto fino a quando uno della famiglia non si fosse accorto che stava male.

dunque perchè il presbitero ha mentito?
Il sacerdote che ha detto questo di sicuro si è consultato con i catechisti, e hanno convenuto di dire così sicuramente per non turbare i fratelli delle comunità, che a passignano sono numerose. Non so se hanno fatto bene o male a dire una bugia. Credo però che oltre la bugia, i catechisti debbano fare una seria riflessione su come gestiscono il loro ruolo: non si può pensare di avere uno schema impostato e pretendere che tutti ci stiano dentro, e se ciò non accade inventare a se stessi che il fratello che si è suicidato non si è suicidato ma è stata una tragica fatalità, così si rovina la vita delle persone, a volte come in questo caso fino alla loro morte.

aleCT ha detto...

Caro Anonimo (cmq sia almeno una sigla sarebbe cosa buona metterla), ma cosa ti aspetti dai catechisti.

Loro sono stati formati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE sui testi di Kiko. E Kiko, NOTORIAMENTE, è l'inviato del Signore. C'è bisogno di studiare altro?

Per studiare bisogna attivare la ragione! Non ti hanno mai detto che usare la ragione ti fa perdere la fede?

Se poi succede qlc che nei sacri testi kikiani non è contemplato...evidentemente il problema è del diretto interessato. Peggio per lui!

Michela ha detto...

Il cammino non forma cristianamente le persone.
Davanti ai fatti gravissimi che ogni tanto accadono, restiamo stupiti perchè i catechisti non sanno cosa fare e cosa dire.

Essendosi presentati come inviati dallo S.S. ci chiediamo perchè non hanno colto la sofferenza delle persone durante gli scrutinii.
La risposta è semplice: il cammino è un abito mentale, non è un 'cammino' non è un percorso di crescita umana e cristiana. I catechisti non devono pensare nè amare; devono cercare i frutti di sottomissione, di annullamento di sè. Per fare questo devono rinunciare alla loro umanità e finiscono per perdere il collegamento con la loro interiorità.
Perdendo il contatto con la propria interiorità, e quindi anche con la propria sofferenza personale, unica e speciale per ognuno di noi, non sono più capaci di vedere e riconoscere la sofferenza negli altri.
e purtroppo questo succede anche ai genitori.

Se voglio fare il cammino devo rinunciare alla parte di me più originale, devo uniformarmi al sentire neocatecumenale. questo comporta un distacco dai miei sentimenti che esprimono il mio modo di essere unico ed originale.
Ma per difendermi dal dolore della rinuncia al mio essere più vero, devo diventare fredda, poco empatica, negare i miei sentimenti e negare quelli degli altri.
Io, da adulta, posso anche scegliere di vivere così, ma che ne sarà di anime giovani e dotate di una natura più sensibile che in qualche modo mi sono state affidate?