domenica 10 luglio 2016

Quell'orrido dipinto di Kiko

Fosse nere al posto degli occhi, Gesù Bambino vestito di nero che "benedice" con la mano sbagliata... che razza di spiritualità si nasconde in un quadro del genere?

Video:


76 commenti:

Antonius ha detto...

Una domanda che fare ai camminanti nc sarebbe: ma pregate davanti a questa "icona"?
Avete mai visto una icona autentica?Anche se Kiko é un "artista", almeno cosí si presenta al pubblico, la libera espressione artistica qui non puó essere presa in considerazione come licenza di espressione senza limiti.
Anche perché Kiko usa simboli e segni mai a caso, ma con precisi intenti.
Le icone, quelle vere, si realizzano seguendo precisi canoni.
Quando mai Cristo é stato rappresentato con gli occhi eliminati dal colore nero e vestito anche di nero, colore che non rappresenta la regalità?
La benedizione " sinistra" con le due dita a "V" é quantomeno allarmante. Verrebbe di chiedere a Lino, se posso esprimere un desiderio, un parere su tutta l'opera.
L'immagine della Madonna lascia perplessi: anche questa mostra una figura sfigurata.
Ma perché quest'arte tenebrosa che guardandola genera sentimenti oscuri e non rimanda a Dio?

sandavi ha detto...

L'originale si trova nella cappella del Santissimo della chiesa di san Bartolomeo a Scandicci

Anonimo ha detto...

Carissimo Antonius,
il nostro Lino ha risposto in maniera ampia, chiara e soddisfacente in un intero paragrafo (intitolato "L'indecifrabile sgorbio", pagg.71-78) del suo libro "Il fango e il segreto" (edizioni Segno).
Purtroppo l'icona è davvero inquietante, ma perfettamente coerente con le catechesi drl Cammino e gli insegnamenti di Kiko (che NON sono quelli della Chiesa).
Io consiglio a tutti coloro che sono interessati a capire gli "arcani" del Cammino a comprarsi questo libro che ha già fatto tanto bene a tante persone, Sacerdoti, Parroci e Vescovi che lo hanno letto.

Annalisa

P.S. Grazie ancora a Lino per il suo libro. Io spero che presto ne possa scrivere un altro.

Antonius ha detto...

P.S.

Dando uno sguardo alla testata del blog si puó osservare l'icona di Cristo (Pantocrator).
Ad icone come questa mi riferivo nel commento precedente, quando mi riferivo alle icone realizzate con i canoni previsti per queste immagini sacre ( compresa la preghiera dell' artista prima della loro realizzazione che dovrebbe ispirarlo).

Lino ha detto...

@ Antonius
Come ha scritto Simonetta, ho trattato ampiamente questa icona nel mio libro. La benedizione con le due dita a "V" é coerente con le fissazioni di Kiko: è la V di vittoria, di vita, e il passaggio dalla morte alla vita - da notarsi l'abito funereo del bambino per la morte - è un topos kikiano. Sull'inversione della mano benedicente, mi sono rifatto all'ode con influssi gnostici musicata da Kiko "Ecco: lo specchio nostro è il Signore!/ Aprite gli occhi e guardatevi in lui / ed imparate com'è il vostro viso./ [...] / E togliete la sporcizia dalle vostre facce...". L'icona è uno specchio, come tale inverte la destra con la sinistra, Kiko sa bene che le benedizioni si fanno con la mano destra.
Per Kiko i suoi dipinti sono catechesi; vanno quindi interpretate alla luce - si fa per dire - più ampia dei suoi insegnamenti, vale a dire mediante i mamotreti e i canti.
Osserva l'icona come se tu fossi un neocatecumenale. Avrai la risposta sia per gli occhi che per le orecchie, oltre che per il vestito nero e per le dita a V.

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

E.C. primo commento: Annalisa, non Simonetta

Simonetta ha detto...

@Lino

Era Annalisa, Simonetta sono io.
Sono d'accordo con quello che dite, ad ogni modo :-)
Sul sito della chiesa russa ortodossa di Torino c'e' una bella pagina sulle icone canoniche e non canoniche. Purtroppo ho problemi a linkare dal telefono.
C'e' anche un paragrafo sulle icone senza gli occhi, interessante.
Ricordo anche una orrida "madonna" kikiana stile spaziale (Kiko e' un vero figlio degli anni '60).
Per carita', puo' dipingere quello che gli pare, ma da qui a oggetto di venerazione ce ne passa.
A proposito di anni '60 e dintorni: nessuno ha mai esaminato il possibile influsso di film come Quo vadis sul cammino?

Simonetta

Io Non Sto con Oriana ha detto...

Sapere che questo capo d'opera si trova a tre chilometri da casa mia non concilia pensieri particolarmente rilassanti.


I left alone my mind was blank
I needed time to get the memories from my mind
What did I see can I believe that what I saw
that night was real and not just fantasy
Just what I saw in my old dreams were they
reflections of my warped mind staring back at me
Cos in my dreams it's always there the evil face that twists my mind and brings me to despair

The night was black was no use holding back
Cos I just had to see was someone watching me
In the mist dark figures move and twist
was all this for real or some kind of hell
Six, six six: the Number of the Beast
Hell and fire was spawned to be released

Torches blazed and sacred chants were praised
as they start to cry hands held to the sky
In the night the fires burning bright
the ritual has begun Satan's work is done
Six, six six: the Number of the Beast
Sacrifice is going on tonight

This can't go on I must inform the law
Can this still be real or some crazy dream
but I feel drawn towards the evil chanting hordes
they seem to mesmerise me...can't avoid their eyes
Six, six six: the Number of the Beast
Six, six six: the one for you and me

I'm coming back I will return
And I'll possess your body and I'll make you burn
I have the fire I have the force
I have the power to make my evil take its course

Simonetta ha detto...

Gosh, that's scary, but so very appropriated.
Se ci fai caso, la struttura ritmica e' molto simile a quella di when the Saints go marchin in...
Insomma anche li' si tratta di una prospettiva rovesciata.
Preferisco gli Irom Maiden, almeno sono onesti.

Simonetta

by Tripudio ha detto...

Ma The number of the beast è proprio un vecchio pezzo degli Iron Maiden....

Lino ha detto...

@ Simonetta
Infatti, avevo corretto con un E.C.
Quando potrai, inviami il link di quel paragrafo delle icone senza occhi (ce n'è una di una santa ortodossa, se non ricordo male).
Al momento, io so che in iconografia i Santi in generale, anche se sono voltati lateralmente, mostrano il volto e gli occhi. In ogni caso, nell'icona del post il bambino gli occhi li ha, soltanto che sono nerissimi come le occhiaie, è come se indossasse occhiali da cieco. Per me è... fango ;-)

Anonimo ha detto...

Mah, faccio parte del Cammino, ma guardando l'icona non ho risposte! Sinceramente questa icona non mi piace, la ritengo oggettivamente brutta. Anche io mi domandavo della mano destra, e lo "specchio" potrebbe essere una buona soluzione. La ritengo un errore di gioventù, essendo molto vecchia, e va detto che non ne è fatta ostentazione nel Cammino (ma non sapevo fosse nella chiesa di Scandicci). Non tutti la conoscono, alla maggior parte non piace. Non l'ho mai vista neppure nei "santini" dei seminaristi, pur avendone visti molti. Credo sia oggetto di un abbandono di fatto. Se non un rinnegamento...
Luigi

Antonius ha detto...

Anche se sembra una pubblicità per il libro di Lino, alla maniera del vecchio carosello della RAI, assicuro che non era organizzato nulla e che per la verità non ho letto ancora il suo libro: lo compreró a questo punto ;-) .
Grazie Lino, Annalisa e a Simonetta per le osservazioni e le spiegazioni scritte dopo il mio commento.
Avevo osservato su questo blog un altro "dipinto" di Kiko che raffigurava secondo lui un arcangelo ( forse san Michele) anche questo con occhi coperti di nero e ho avuto la stessa sensazione provata con il quadro di questo post. Non sapevo che quest'ultimo era stato realizzato da qualche anno e che era stato descritto nel libro di Lino.
Ho ammirazione per gli autori delle vere icone che reputo un dono in piú per aiutarci a percepire Dio.
Ció che non riesco davvero ad accettare é la loro deformazione quando vengono prese da Kiko come soggetto da scopiazzare e rielaborare a supporto delle sua dottrina.
L'icona della Trinità da lui rielaborata ad esempio non riesco a proprio a guardarla: Rublijef (spero si scriva cosí) si starà girando e rigirando nella tomba.

sandavi ha detto...

Al di là delle intenzioni di Kiko quell'icona e molte altre generano inquietudine. Quindi sono errate alla base. Non mi intendo di arte ma da utente penso che un artista che non sia un imbrattatele concepisca un'opera con l'intenzione di trasmettere un senso a chi guarda. In questo caso o ë impazzito o ha fallito l'intento o il suo intento era quello

Simonetta ha detto...

Provo a inserire il link:

http://www.ortodossiatorino.net/DocumentiSezDoc.php?cat_id=32&id=3756

Spero funzioni.
Altrimenti prova a cercare con icone eterodosse ortodossa torino.

Simonetta

Simonetta ha detto...

Scrivo di nuovo per puntualizzare che nella pagina della chiesa ortodossa di Torino non si parla di icone senza occhi ma di icone che ispirano orrore. Chiedo venia.
Mi pare pero' di ricordare che gli occhi siano un punto centrale dell'icona e che le icone senza occhi (occhi normali, intendo) non vadano venerate.
Non ricordo durante quale scisma per sconsacrare le icone queste vennero "accecate" e quindi sconsacrate. Forse a Costantinopoli, forse in Russia a spregio dei vecchio credenti? Qui sono lontana dai miei libfi, qualcuno lo ricorda? Grazie.

Simonetta

Lino ha detto...
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Lino ha detto...

@ Antonius
Dimenticavo, ma l'hai citata e ne segnalo una simile, relativa a una pseudo-imitazione della Trinità di Rublev: qui
Gli iconografi ortodossi, quando la vedono, s'incavolano. Figuriamoci se dovessero vedere quella di Kiko qui!

Kiko, la Trinità è Padre, Figlio e Spirito Santo, con tutta la devozione che io ho per la Vergine Maria, ti chiedo: perché stai sempre a creare confusione?

Lino ha detto...

@ Luigi
Mi sono spiegato, Luigi? L'iconografia non è materia da artisti creativi H24. Non è che uno si sveglia la mattina, prende una tra le più famose icone della storia del più famoso iconografo e la fa diventare icona della Sacra Famiglia di Nazaret. I lontani, le persone semplici possono equivocare, o no?
Considero la Trinità di Kiko al secondo posto nelle sue nequizie iconografiche. Al primo posto metto "Cena Pasquale" con Cristo risorto. L'icona del post soltanto al terzo.

Valentina Giusti ha detto...

Quarta allora la Sacra Famiglia con San Giuseppe - Uomo della Sindone.

Lino ha detto...

Sì, quarta, se non terza ex aequo. San Giuseppe/Uomo della Sindone crea equivoci nei lontani che hanno consapevolezza dei caratteri ereditari della paternità (non putativa, intendo). Kiko non ha il senso dell'iconografia, non ha capito che un'icona non è rappresentazione delle elucubrazioni mentali dell'iconografo.

Anonimo ha detto...

Non ho mai visto questo quadro di Kiko e sinceramente non ha alcuna importanza.Dei quadri di Kiko me non me ne frega nulla.Un quadro sbagliato non significa nulla.Il Cn non si basa sui quadri di Kiko.Anzi ormai non si basa nemmeno su Kiko dato che e' stato approvato dalla Chiesa.Il Signor Lino vada a parlare di quello che sa.Del Cn sa poco o nulla per cui farebbe meglio a stare zitto.Ma l'Italia e' il paese di chi vuole parlare di cose che non conosce.Faccia l'ingegnere ne guadagnera' l'edilizia.Giovanni

aleCT ha detto...

@Guivanni
"Il Cn non si basa sui quadri di Kiko"
Ah no? E allora la prossima celebrazione togliete le sue icone e metteteci qualcos'altro...vediamo quanto dura.

"Anzi ormai non si basa nemmeno su Kiko dato che e' stato approvato dalla Chiesa"
IL cammino approvato dalla Chiesa non è quello che vivete. Contravvenite ai vostri stessi statuto E LO SAI BENISSIMO

"Del Cn sa poco o nulla per cui farebbe meglio a stare zitto."
Invece sa molto di più di quello che tu sai...perché lui non ha nessun ARCANO da dover rispettare pena chissà quale disgrazia mandata dal cielo.

Tutto il tuo intervento equivale ad un coprirsi le orecchie gridando LALALALALALA.

Non ti invidio...veramente.

Anonimo ha detto...

@ Giovanni
Se dici che il Cammino non si basa sui "quadri" di Kiko (bravo, questo lo riconosco, anche tu ti vergogni di chiamarle "icone"... che la tradizione insegna essere tutt'altro) allora tre sono le ipotesi: o sei ai primissimi anni di Cammino, o non hai capito davvero niente (e ti manderanno indietro alle tappe precedenti), oppure fai il finto scemo per mentire volutamente.
Io opterei per il fatto che fingi... Ma ti ricordo che qui c'è tanta gente che il Cammino l'ha finito o che è "figlia" del Cammino.
Prova a togliere le icone di Kiko che usate durante la celebrazione dell'Eucarestia e sentirai le urla inferocite dei tuoi catechisti... prova!!! È vietato persino sostituirle con.altre icone vere della tradizione... prova!
Ne sa più Lino del Cammino che alcuni degli "apostoli" di Kiko.

Annalisa

sandavi ha detto...

Pasqua' ma quand'ê che la smetti?

Daniel Lifschitz ha detto...

L'icona della Madonna del Cammino

Fermiamoci un istante sulla Madonna di Kiko, quella che gli sarebbe apparsa, invitandolo a fondare comunità dove l'altro è Cristo. Il dipinto è del 1974. In apparenza un"icona" dolce e bella, non come lo sgorbio del blog.
Guardiamo l'icona più da vicino. Osservandola, notiamo subito la scritta “Maria” in alto a sinistra e la firma “KIKO” in alto a destra.

Facciamo adesso un confronto con delle vere icone ortodosse, nelle quali niente è scritto o dipinto a caso, e così, dobbiamo presumere, anche in quelle confezionate da Kiko. Ci accorgeremo subito dell'eresia.
Scegliamo su Google alcune icone ortodosse di Maria con Gesù:

Notiamo che tutte, assolutamente tutte, hanno in alto a sinistra, “le 2 lettere MP = (Mater = MADRE), Il dipinto di Kiko ha a sinistra il semplice nome “Maria”-
e mentre tutte le icone ortodosse hanno in alto a destra, la parola: Theou” (di Dio), il dipinto eretico di Kiko, è firmato in alto con il nome “Kiko” (invece di “Theou”). Si può quindi leggere, invece di “Dio”, "KIKO".
Un caso o un “errore volontario” ?.
Comunque fa pensare alla Lettera di Paolo ai Tessalonicesi: “ Nessuno vi inganni. Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà essere rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio “ (Tess 2,3-4).

Antonius ha detto...

Allora Giovanni Pasquale,
Siccome hai dato un parere concernente l'edilizia potresti visitare le chiese neocat e vedere, se vuoi vedere, come sono state costruite: l'idea e il disegno sono di Kiko. La nueva estetica kikiana anche all'interno é rispettata; le immagini da lui realizzate sono presenti.
Potrei continuare, ma ti ricordo che nelle salette non solo l'arte di Kiko é presente,come ha ricordato aleCT, ma si intrufola anche nei piccoli accessori:ad es. le immagini sacre che lui sfigura sono impresse addirittura sul gancio della tracolla dei chitarristi nc che suonano nelle celebrazioni.
Strano che tu non avverta questo abbraccio variopinto di colori prodotti dall'unico artista qualificato ad entrare nel mondo neocat.
Poi, sempre a proposito della tua "ingegneria", dici che "il cammino non si basa su Kiko".
E allora perché non rimuovete la sua arte che presenta elementi eretici confermati anche dalla chiesa ortodossa?
Non dovreste preoccuparvi di queste che sono "sottigliezze", come ebbe a dire un tuo fratello che é piú addentro nella pseudofilosofia, tanto, come tu dici siete approvati dalla chiesa e questa vi appoggerebbe in quest'"opera" (questa si legittima) di recupero del bello che é assente nelle salette e nelle chiese nc, che sono prese come gallerie personali dal vostro "fondatore" (vedi anche qui la tua "ingegneria" accorre in nostro aiuto).
Ancora e concludo informandoti che sono in giro fotocopie di schizzi del grande artista Kiko che dovrai comprare assolutamente e che vi serviranno a finanziare non precisate opere sempre all'interno del circuito neocat. Forse se apri gli occhi e ti fai una veloce visita dei post precedenti pubblicati in questo blog potrai immaginare dove e perché questi soldi saranno utilizzati.
Come vedi, la sua arte non tramonta anzi, sempre rimanendo nel campo dell'"edilizia": la sua struttura si mantiene stabile.

Lino ha detto...
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C. ha detto...

L'ho già scritto altre volte ma lo ripeto anche qui.

I primi quadri di Kiko prendono riferimento pittorico e figurativo (o, almeno ci provano) nella pittura cubista di Picasso, allora molto in voga e di "moda" tra i pittori in erba spagnoli.

Le "fosse nere" sono rivedibili in diversi quadri di Picasso; lessi tempo fa che uno dei motivi per cui Pablo Picasso dipingeva in questo modo era per dire che l'uomo, nella sua indole più interna (l'occhio è lo specchio dell'anima), era sconosciuto a se stesso in primis.
C'è da dire che Picasso modificava spesso a proprio piacimento i "significati" delle proprie opere a seconda della convenienza (Guernica, ad esempio, era un quadro dedicato alla morte di un torero spagnolo famoso. Al momento di completarlo cambiò titolo per dedicarlo alla strage di Guernica accaparrandosi molto onore e gloria che ancora oggi dura).

Altri riferimenti della pittura di Picasso sono l'uso "vivace" dei colori in diverse opere. Probabilmente Kiko si è affezionato a queste cose e le ha volute riproporre in diversi suoi dipinti, pensando di "innovare" la pittura sacra in quegli anni.

A me non piacciono, ma non voglio vedervi un'origine di "blasfemia" ad ogni costo...

Antonius ha detto...
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C. ha detto...
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sandavi ha detto...

"Le "fosse nere" sono rivedibili in diversi quadri di Picasso; lessi tempo fa che uno dei motivi per cui Pablo Picasso dipingeva in questo modo era per dire che l'uomo, nella sua indole più interna (l'occhio è lo specchio dell'anima), era sconosciuto a se stesso in primis. "

Notevole. Purtroppo applicare questo concetto a Gesù è blasfemo da parte di Kiko. O comunque di una ingenuità preoccupante.
Inoltre mischiare Picasso con la pittura bizantina è una cagata. O fai un dipinto o fai un'icona! Mi spiego: sogno di pitturare la statua della Vergine che ho nel giardino, ma non mi sognerei mai di metterle un vestito a fiori. Chiaro? Se stai dipingendo il volto del redentore non me ne importa un fico che tu Kiko credi che la pittura cubista sia il massimo dell'arte: dipingi il Volto del Redentore, quindi o lo fai come si deve, come è giusto e rispettoso oppure stai a casa tua. Lo trovo disgustoso, e sono buono.

Vogliamo parlare della Madonna col turbante?
Per l'amor di Dio.

C. ha detto...

Scrivo un off topic perché a giorni inizierà la nuova GMG. GMG che i nc trasformeranno nella GMG Kikiana.

Ora, questo evento (che a me non piace, peraltro, ma questo non cambia il discorso che sto per fare), organizzato dalla Chiesa Cattolica ha un programma definito che parte da lunedì 25 luglio fino alla domenica del 31 con eventi, precisi appuntamenti, etc.
Trovate tutto al sito www.gmg2016.it.

Ora, dicevo, chi vuole partecipare vi partecipa in aderenza a quanto vi è stabilito, credo che tutti i movimenti cattolici convengono su questo.

Del resto, se partecipi ad un evento o un seminario non è che ci vai e poi di testa tua scegli i giorni e gli interventi snobbando il 90% degli incontri e poi ti vanti con il direttore dicendogli "evviva il tuo seminario! che bello è stato parteciparvi!".
Saresti un ipocrita, per non dire di peggio.

I neocatecumeni, invece in questo caso, dimostrano pienamente la loro ipocrisia partecipando alla GMG a modo loro!, infatti:
- se ne fregheranno di tutte le iniziative, incontri di preghiera organizzate dal comitato (cioè dalla Chiesa, cioè dal Papa che dicono di accogliere).
- si faranno vedere solo al giovedì sera per accogliere il Papa con i loro striscioni (ma prima dove erano? Chi l'ha visti?)
- scompariranno di nuovo per rifarsi vivi alla veglia del sabato con i soliti striscioni e alla domenica mattina faranno armi e bagagli cercando di levare le (sacre?) tende anche prima della benedizione (caso VISTO PERSONALMENTE a Toronto nel lontano 2002 e che mi costò uno scontro con i catechisti regionali all'epoca). Per poi tornare il giorno dopo per il centro del "loro" pellegrinaggio. Il famigerato incontro con Kiko e le proverbiali "alzate" con relativo "show dei record" annesso.

Ora, quello che non riesco ad accettare è come la Chiesa tolleri tutto questo...
Vuoi fare l'incontro con Kiko? Benissimo, fattelo per conto tuo a vattelapesca dove ti pare e nei giorni che vuoi.

Ma non venire ad insozzare un incontro della Chiesa Cattolica con il tuo ciarpame teologico ed il tuo egocentrismo, credo che il mio discorso sia razionale e non faccia una piega.

Ma quello che non comprendo è come fa la Chiesa ad accettare tutto questo, io mi dico...

Anonimo ha detto...

La nuova vice direttrice della sala stampa vaticana è neocatecumenale, i genitori sono catechisti della prima ora a Madrid.

Lino ha detto...

@ C. ha detto: "ma non voglio vedervi un'origine di 'blasfemia' ad ogni costo"

Infatti io non ci vedo "un'origine di blasfemia", ma vedo la presenza di motivi ricorrenti in Kiko: la vittoria della vita sulla morte, il fango sugli occhi, "lo specchio nostro è il Signore". Kiko è ossessivo nella ripetizione delle sue idee, l'icona è del 1969 e nel 1968 Arguello stava già a Roma e faceva catechesi. Kiko dice poche cose, ma le ripete all'infinito e in tutte le forme.
Così come sono tra i pochi che nell'imitazione della Trinità di Rublev non vede Kiko e Carmen, semplicemente vede una replica della Trinità divina raffigurata con i tre angeli in una Trinità terrena, con San Giuseppe dipinto similmente a Cristo (ma Kiko anche lo fa nell'icona della Santa famiglia di Nazaret http://www.zikaron.it/IMG_20150903_172140.jpg e in quella con san Giuseppe uguale all'uomo della Sindone http://www.zikaron.it/IMG_20151113_181149.jpg).
La terza figura, quella femminile, è la Vergine. Non blasfema, quindi, ma assolutamente fuori dai canoni iconografici, oltre che in grado di generare grandi equivoci. Blasfemia? Non mi pronuncio, per me è eterodossia iconografica e non solo, anche se ricordo che non è la prima volta che un artista occidentale imita Rublev sostituendo allo Spirito Santo la Vergine. Certo, ci fu chi scrisse un inno che recita "O veneranda trinità, / Gesù Giuseppe e Maria", da qui a imitare Rublev, però, ne passa.

Ruben ha detto...

Anonimo11 luglio 2016 14:36
La nuova vice direttrice della sala stampa vaticana è neocatecumenale, i genitori sono catechisti della prima ora a Madrid.
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Per favore, astieniti dal dire cazzate!...

Ruben ha detto...
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Anonimo ha detto...

Ma....sono icone? Realizzate quindi col metodo artigianale e col canone orientale. Lessi tempo fa qualcosa in proposito, ma ne so poco. Cosa fa di una icona, una icona? Quali sono gli elementi necessari e sufficienti per rendere un semplice dipinto su tavola a soggetto religioso una icona? Per esempio, se la Gioconda avesse Gesù in braccio, e si chiamasse Maria, sarebbe una icona del Da Vinci? Forse no, per la prospettiva, ma non ne sono sicuro...
Se queste sono immagini a tema religioso e non icone, allora si va a gusti. Il Cristo giallo è un'opera elogiata dalla mia vecchia prof di Storia dell'arte, pure cattolica.
Il mio vuole essere un intervento costruttivo, anche a me non piace questa rappresentazione pittorica.
Luigi

Lino ha detto...

Anonimo11 luglio 2016 14:36 ha detto: "La nuova vice direttrice della sala stampa vaticana è neocatecumenale, i genitori sono catechisti della prima ora a Madrid"

E anche se fosse? Vorrà dire che spediremo al Direttore la catechesi di Kiko sull'Opus Dei, considerato che il direttore certamente è dell'Opus Dei :-)
Vivete di esaltazioni: all'anima dei lontani, dei semplici, dei baraccati! Come sentite di un NC all'apice (ammesso che all'apice sia giunto) vi ubriacate come per i dottorati H.C. di Kiko Arguello. Tutto il resto della cultura cattolica è vanità e devozione.

Lino ha detto...

Luigi ha detto: "Cosa fa di una icona, una icona?"

Una testimonianza personale, per la gioia degli sperimentatori NC che dicono "cose concrete". Cominciai a interessarmi di icone nel 1999, ero direttore di un progetto per l'informatizzazione e la diffusione nel WEB, mediante un percorso virtuale, di un noto museo della Magna Grecia. Quelle, però, erano icone multimediali, del tipo che oggi trovi in ogni sito internet. Un grafico, per bottone HOME, mi propose l'immagine del Partenone: già si era diffusa la casetta, però, a livello internazionale. "E 'sta grafica che hai inventato, chi la capirà? Ricerca e rifatti agli standard", gli dissi.
Ecco: non è proprio la stessa cosa in materia di iconografia cristiana, però credo di aver reso l'idea con gli "standard". A Kiko avrei detto: ma questa sorta di occhiali da cieco sul volto del Bambino Gesù, chi prima di te li ha fatti indossare, in iconografia? E chi mai ha vestito una bambino appena nato con il colore nero della morte? :-)

Antonius ha detto...

All'anonimo dell' 11 Luglio 2016, ore 14:36

Sai che impressione la carica di vice o direttrice della sala stampa.
Anche quelle cariche purtroppo, come le lauree ed i dottorati hc, si comprano.
Quindi anche in questo caso, considerato il vertice (Kiko) ingolfato di premi fasulli, non si tarda a fare 2+2.
Hai capito?
Se testa di carciofo era prima, lo sarà anche dopo: magari con onoreficenza "hc", ma non cambia nulla.
La "prima ora" citata da te non dice molto a paragone dell'ultima di ora, dalla quale nessuno, (anche i "neocat a Madrid" che menzioni) può sfuggire.

Anonimo ha detto...

Cmq leggo dal portale spagnolo infovaticana che effettivamente la tizia è kikiana. Un altro gradino del potere raggiunto..,,mah!

Anonimo ha detto...

Quindi fa di una icona il rispetto dei canoni orientali? Allora si vede che l'uso di metodi artigianali, es. ricordo che mi rimasero impresse le uova, non è la condizione necessaria. Ma allora, se solo l'uso del canone da di una rappresentazione su tavola (ma anche, a questo punto, qualsiasi supporto, anche digitale forse) una icona, la conseguenza è che quella rappresentazione che non dovesse seguire il canone orientale non sarebbe una icona, ma un semplice dipinto a tema religioso, destinato o meno a entrare nella storia dell'arte religiosa, che va dall'arte paleocristiana al Cristo giallo e alle chiese moderne di oggi, giusto per fare qualche esempio.
Ma quindi, se è così, questa non è una icona, dato che si discosta molto dal canone, ma un semplice sforzo di gioventù andato male.
Non per difendere il personaggio, ma Kiko è risaputo che utilizza per le sue rappresentazioni, come punto di partenza, icone orientali o il canone, ma non è detto che quelle che risultano siano icone. Possono benissimo essere semplici rappresentazioni religiose, del tipo occidentale, in cui pittori non hanno seguito un canone rigido, ma ognuno ha messo del suo, si pensi a Caravagggio e Giotto, molto distanti. Difatti se non vado errato, l'intento espresso dall'Arguello è quello di trovare una sintesi, un compromesso, tra il canone orientale e l'arte occidentale, soprattutto quella novecentesca. I compromessi, si sa, non comodano a nessuno, ma ripeto, se qualcosa è"compromesso" allora non è più nessuno dei due punti di partenza, quindi queste non sono icone. Forse allora è inutile lamentare la distanza dal canone orientale, perché queste cose sono altro, tecnicamente non si arrogano il diritto di essere tali.
Qualcuno dirà che Arguello mette anche elementi del cammino nelle sue rappresentazioni, non (solo) dell'arte occidentale. Questo non penso che si discosti da quanto detto.

Anonimo ha detto...

Dimenticai di firmarmi.
Luigi

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda la definizione di "icone" per quanto ne so e per quanto mi ha riferito qualche conoscente che ha partecipato a corsi di "iconografia", per definire una icona come tale deve rispondere a determinati canoni grafici, di tipologie di colori utilizzati, realizzata in un contesto di preghiera e - cosa particolare - una icona realizzata oggi deve riprodurne una già esistente....

Per la vice direttrice della sala stampa, al di là dell'appartenenza o meno o dell'imparentamento o meno con NC della prima ora, il curriculum che si trova in giro mi sembra di tutto rispetto. Quanto poi il CN possa influire o interferire sul suo lavoro mi sembra un'analisi prematura... il tempo ci dirà...

Etneo

by Tripudio ha detto...

Se si parte dal presupposto che Kiko è un artista (nel senso buono del termine), è ovvio che alla fine di qualsiasi onesta discussione resta solo una foresta di punti interrogativi, di perplessità e di liste di incongruenze.

Se invece si parte dall'ipotesi che Kiko è solo un imbrattatele gonfio di superbia, allora tutto diventa incredibilmente chiaro e lineare.

Non si diventa artisti spendendo tempo e denaro in attività "artistiche". I talenti vengono da Dio: si possono esercitare, si possono migliorare, ma non si fabbricano, tanto meno vincendo premi e riconoscimenti. Non c'è niente di più antipatico di uno spocchioso arrogante che insiste a spacciarsi per artista e dei suoi seguaci che per adularlo fingono di ritenere bellissime le sue deiezioni canine.

Le brutture di Kiko non sono vera arte (così come non è arte quella dei vandali imbrattamuri muniti di spray), tanto meno arte sacra. Sono solo emeriti sgorbi, che rappresentano bene solo la sua grande superbia. Per di più, essendo a tema "sacro", sono inutilmente offensivi e blasfemi contro Nostro Signore e contro la Beatissima Vergine, visto che di proposito introducono errori significativi.

Nella sua intera carriera da "artista", Kiko ha sfornato un certo numero di brutture, su grandissima parte delle quali i suoi seguaci sono addirittura obbligati a pregare (basta consultare il catalogo di qualche kiko-shop per trovarvi in vendita a prezzi non proprio modici tutto l'armamentario obbligatorio per il neocatecumenale di ogni tappa e ogni occasione). È una patetica parodia delle vere icone (quelle intese a mendicare un po' di quell'infinita bellezza che è un attributo di Dio); la bruttezza la vuole il demonio (quello vero), è solo il demonio a gradire che qualcuno deturpi ogni rappresentazione divina.

Del resto il Cammino stesso è una parodia della vita cristiana, fatta inquinandone la spiritualità, i sacramenti, ecc. La santità è un attributo di Dio; il moralismo fariseo-neocatecumenale (l'obbligo delle "decime", la paternità irresponsabile, l'obbligo di celebrare le carnevalate liturgiche del sabato sera, ecc.) viene invece dal demonio (quello vero).

Infine, da non sottovalutare, c'è la questione che da grosso modo un secolo l'arte non parla più al popolo, ma agli specialisti d'arte, abusivamente diventati "necessari" per capirla.

Per venti secoli l'arte cristiana ha parlato al cuore dei fedeli, spiegata dal parroco in poche battute durante l'omelia. Le chiese nutrivano non solo l'anima, ma anche gli occhi, ed erano perfette in ogni più piccolo dettaglio, anche il più nascosto, perché quella bellezza e quella perfezione erano viste anzitutto da Dio.

Ora siamo nell'epoca in cui l'arte è chiusa in sé stessa, ed è "fruibile" solo dietro apposite spiegazioni da parte degli Esperti incaricati di spiegare cosa diavolo volesse intendere l'artista.

In questo si inserisce perfettamente la mentalità neocatecumenale del «tu non puoi capire... Kiko ha dato nuovi significati all'eucarestia... noi facciamo questo per ricordare il passaggio di Mosè all'Egitto...» Se hanno tanto bisogno di spiegarlo, significa che non è chiaro, che non è riconoscibile, che non è logico.

L'idolatria, infatti, non ha bisogno della logica e dell'intelligenza umane: al contrario, le teme.

Se sei un idolatra adoratore di Kiko, devi per forza chiamare arte le sue brutture, devi per forza dire all'interlocutore "tu non capisci!", devi per forza comprare a peso d'oro delle stampe di tali sgorbi ed esibirle nel punto centrale di casa tua e della tua saletta al fine di dichiarare: "ecco, io sono uno dei patetici adulatori di Kiko, e ho intenzione di farmi riconoscere come tale".

Antonius ha detto...

A Luigi,
Se visiti le chiese antiche che hanno ancora preservato parte dei mosaici ( ad esempio quella dei ss. martiri idruntini di Otranto) puoi constatare la valenza pedagocica di queste opere che avevano il compito primario di confermare e formare la fede dei cristiani che non sapevano leggere.
Queste opere, naturalmente, non sono mai eretiche ed hanno rappresentato per immagini in gran parte quello che troviamo scritto nella Bibbia senza aberrazioni.
Anche queste, come le icone, per essere accettate in una chiesa devono essere realizzate con determinati criteri e certamente evitando confusione interpretativa.
Kiko non é uno sprovveduto e, anche grazie alle sue icone (perché anche presbiteri e catechisti le chiamano tali, fatte per loro dalle mani di un santo) conferma la sua dottrina eretica, con tanto di catechesi eretica associata all'"icona" come chiave interpretativa a riconferma del messaggio che vuole dare; e la sua "arte" é un strumento ulteriore utile allo scopo.
Voler affermare "errore di gioventú" questi manufatti, non rende a mio avviso un servizio alla verità, anche perché Kiko non le ha mai declassate nella loro valenza "pedagogica", anzi fanno parte del "cammino" di fede a tappe che ha fabbricato ex novo.
Daniel Lifschitz, che ha conosciuto Kiko meglio di tanti, ha commentato sopra al riguardo.
Kiko anche attraverso la sua arte rafforza la sua opera inquinatrice ovunque gli si da spazio e lo fa da piú di 50 anni senza cedere di un millimetro, con obbiettivi precisi, per affermare la sua di verità, non agendo da ingenuo; verità, la sua, che non porta a Dio.

sandavi ha detto...

Luigi non sono dipinti, ma icone, secondo le intenzioni de "L'Iniziatore".
Se fossero dipinti tutti i neocat potrebbero alzare spallucce e fregarsene, ma invece no, non possono. Le icone hanno una loro spiegazione e consegna, inoltre Kiko si fa riprendere mentre le dipinge (memorabili i video propinati alle convivenze di inizio corso, su di lui che dipingeva la Domus, poi il Seminario di Vattelappesca, poi la Cattedrale di Madrid...) e ha sempre tenuto a specificare che i pittori che partecipano all'affresco devono necessariamente pregare tutti i giorni e "fare" Eucarestia tutti i giorni.
Dunque è un qualcosa di sacro che lui fa, o pretende di fare, e il risultato di quel lavoro è sacro anch'esso. In particolare sul dipinto della Natività, sulla trasfigurazione e sul Giudizio Universale Kiko ha scritto le sue catechesi, quindi il dipinto in sé è una catechesi per stessa ammissione de "L'Iniziatore". Non è ammissibile quindi criticare o rifiutare.
I dipinti che fa hanno un senso, almeno per lui, e soprattutto lo hanno per voi, che non potete esimervi dal riconoscerli come opere de "L'Iniziatore". Quando Kiko morirà saranno senza dubbio celebrati, gli originali messi in un bel museo, eccetera eccetera. Già in Spagna è allestita a mostra/museo la sua "cameretta" da ribelle giovanile, come la cella di un santo, con i graffiti sul muro in bella mostra e la "madonna di Kiko" sotto illuminazione soffusa.

sandavi ha detto...

@Antonius
immagina quello splendore di abside con le ossa dei martiri in bella vista, dietro l'altare, coperto da una "pala" di Kiko.
La etichetterebbe come robaccia preconciliare, tridentina, essendo morti solo nel XV secolo, non sarebbero degni di memoria.

Anonimo ha detto...

Secondo me la spiegazione è molto più semplice, e non ha nulla a che fare con spiritualità deviate. Kiko è semplicemente un pessimo pittore, un pittore mediocre, uno che non ha mai sfondato perché non ha talento, e quindi ha sterzato verso l'iconografia sacra, dandone una sua personale (e quantomeno discutibile dal punto di vista estetico) interpretazione, spacciando così la sua inettitudine artistica come "nueva estetica". Le orecchie di Gesù, la mano "vecchia" di Maria, ecc., non sono altro che espressioni di una mancanza totale di talento artistico. Non a caso, orecchie e mani sono le cose più difficili da disegnare, e chiunque si sia mai cimentato con la pittura lo sa. Per il gesto della "V" è uguale: Kiko magari voleva fare il gesto classico, poi non c'è riuscito, e ha pensato "bon, buona la prima". Oppure, nella sua ottica, voleva far fare a Gesù il segno di vittoria per rappresentare che "Gesù ha vinto". Sul fatto che usa la mano sbagliata per fare il gesto, secondo me non ci sono intenti demoniaci, ma solamente tanta, TANTA ignoranza di iconografia sacra cristiana. Essendo lui ignorante in materia, considerava irrilevante che mano si usa per fare il gesto: è il problema degli autodidatti.
Sugli occhi neri non saprei dire, è un topos che ricorre spesso nelle icone kikiane: mi pare che su questo blog sia comparso un articolo che riportava le parole dell'artista (per così dire) sul motivo degli occhi neri, ma non ricordo quali fossero.
Per la linea sull'alfa e l'omega, è l'ennesima espressione di inettitudine artistica: ha fatto prima il libro poi le lettere, si è reso conto che rimaneva troppo spazio vuoto nella pagina, e quindi ha provveduto a metterci un "riempitivo", che in questo caso è stata una linea (poteva essere qualsiasi cosa).

Anonimo ha detto...

Scusate, dimenticavo di firmarmi: quello dell'ultimo commento sull'inettitudine artistica di Kiko sono io, Nick.

Antonius ha detto...

@ sandavi
Infatti, a proposito di quello che dici, immagino cosa farebbe Kiko se potesse disporre di questa chiesa ad Otranto a suo piacimento.
Non a caso ho scelto questo esempio dato che i mosaici presenti hanno una estensione forse unica tra le chiese che ancora possono vantare di averne. Guardandoli ci si orienta inequivocabilmente verso Dio.
Le reliquie dei martiri morti a causa della fede, quella vera, parlano in simbiosi con i mosaici la stessa lingua: quella di Dio.

Anonimo ha detto...

e invece Burke non sarà mica qualche parente del cardinale che si incavolò parecchio contro quella specie di invito che si trovò sulla scrivania per festeggiare l'approvazione della kikoliturkikia ( che non fu approvata)?!

Beh, se così fosse, la kika-vice della sala stampa ha ottenuto un contentino, non un grande incarico e dovrà sottostare a un non-kikos.

Speriamo sappia fare il suo lavoro, almeno, anche da vice

Andrea

C. ha detto...

Scusate, altro che "fosse nere", qualcuno mi sa spiegare il dipinto de "La Madonna Spaziale" ???

Si, proprio così, spaziale dallo SPAZIO!!! con tanto di scafandro e tuta della Nasa!!!

Il messaggio di Kiko nello spazio?! Sono sempre più esterrefatto!

Daniel Lifschitz ha detto...

Grazie a Tripudio, Antonius e Sandavi per il loro contributo su Kiko "falsario delle vere icone".
Inserirò il loro contributo in un libro che uscirà per l'imminente canonizzazione di Kiko.

Anonimo ha detto...

Ma dunque basta l'attribuzione dell'autore per fare di una rappresentazione una icona? Non il canone, non i metodi artigianali? Lino, nel suo esempio, riportava qualcosa di diverso...
Luigi

Lino ha detto...

Luigi ha detto: "Forse allora è inutile lamentare la distanza dal canone orientale, perché queste cose sono altro, tecnicamente non si arrogano il diritto di essere tali"

Assolutamente sbagliato. Si arrogano il diritto di essere tali, e come. Sono così definite da Kiko, dai suoi sodali, dai suoi committenti, dai venditori, nei cataloghi.
L'arte sacra occidentale si distacca sì dall'iconografia orientale, ma lo fa con la prospettiva, con un maggior realismo, sempre rispettando le Sacre Scritture. Ti propongo uno dei dipinti di un pittore sul quale ho lavorato parecchio, Botticelli: La Madonna Bardi: le piante alle sue spalle sono addirittura tutte piante bibliche tradizionalmente associate alla Vergine Maria ("Qual cedro nel Libano m'innalzai, per esempio).
Cosa siano i quadri di Kiko è lui stesso a riferirlo: catechesi, perciò sono "consegnati" agli adepti in funzione della tappa raggiunta, prima non li capirebbero.
Il massimo della devastazione del Vangelo Arguello lo consegue qui. Luigi, sfido a mostrarmi quando nel Vangelo di Giovanni è narrata una simile scena.

Lino ha detto...

@ C.
Beh, questa che ti meraviglia è semplice. Kiko, tra le sue fissazioni, ha la Merkabah, raffigurata nella costruzione di Porto San Giorgio - sono parole di Kiko - come "l'astronave che ti porta in cielo".
Personalmente non trovo ragioni per meravigliarmi, quindi, della Madonna in tuta spaziale: se la Merkabah è "l'astronave che ti porta in cielo", e se la Vergine ha "Corredentrice" come appellativo, il dipinto è la logica conseguenza. Per capire i suoi dipinti bisogna aver letto e capito Kiko, ma questo alla critica estetica è evidente.

Anonimo ha detto...

Ritornerò sull'argomento più tardi se avrò tempo, ora devo scappare. Ma solo per dire che la cena con 11 apostoli (chi mancherebbe, Giacomo, Filippo...dato che Giuda e Giovanni ci sono) non l'ho mai vista. Sono sincero, ho fatto attenzione in tutti i seminari RM in cui sono stato, gli apostoli sono sempre 12. Se questa che mi mostri non è una manipolazione digitale, allora non l'ho mai vista... Se non è stata spiegata dall'autore (a me certamente in Cammino non è stata spiegata, e generalmente le rappresentazioni di Kiko non sono "consegnate") inutile lanciarsi in azzardate esegesi
Luigi

Anonimo ha detto...

Vedessi i "vestiti" della madonna di Czestochowa, un esempio di devozione popolare che arriva anche a risultati che fanno sorridere, come, in tema, pietre di meteoriti!
Neanche la madonna spaziale mi piace, ma non esagerate! Sono un amante di Michelangelo e Caravaggio, ma sia data libera espressione all'arte moderna, tanto più che non contiene nulla di strano, tecnicamente Maria Santissima è Madre di Gesù Cristo Re dell'Universo.
Luigi

Simonetta ha detto...

Una possibile spiegazione della linea e' che si tratti di una abbreviazione, spesso usata nei titoli delle icone.
Se fai caso, su IC XC delle icone ci sono due linee, indicanti l'abbreviazione di Gesu' Cristo.
Perche' questa linea sia su un'alfa e omega, che sembrano piuttosto una A e una M (Ave Maria?), dove di solito che io sappia non si usa, resta un mistero. Forse un "mettiamoci anche questo, cosi' sembra di piu' un'icona".

Simonetta

Anonimo ha detto...

@ Luigi delle 14:15

che ha detto:
solo per dire che la cena con 11 apostoli (chi mancherebbe, Giacomo, Filippo...dato che Giuda e Giovanni ci sono) non l'ho mai vista. Sono sincero, ho fatto attenzione in tutti i seminari RM in cui sono stato, gli apostoli sono sempre 12. [...] Se questa che mi mostri non è una manipolazione digitale...

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Per favore, non venire qui a prenderci in giro...
La differenza tra le due "icone" entrambe fatte da Kiko è che "L'ultima Cena" ha 12 Apostoli, mentre la "Cena Pasquale" ha 11 Apostoli.
Guarda al seguente link questa icona di Kiko Arguello intitolata "Cena Pasquale" nella sala liturgica del Catecumenium della Parrocchia della Paloma di Madrid dove è presente il Cammino Neocatecumenale da oltre 40 anni:

http://www.caal.it/sitehome/spazi-celebrativi/dipinto-cena-pasquale-di-kiko-arguello/

Quanti sono gli Apostoli? Contali... e guarda anche se è un Gesù Cristo Risorto (vestito di bianco e con le stigmati sulle mani), cosa che iconograficamente sarebbe assurda.

A questo punto due sono le possibili ragioni per quali neghi l'evidenza:
1. In fondo non hai fatto tanti anni di Cammino e sei solo un "pivello" che non conosce veramente il Cammino e al quale non sono mai state "consegnate" icone (ops... è un "arcano" e non avrei dovuto dirtelo...).
2. Sei in malafede e menti pur conoscendo la verità.

Non so per quale motivo, ma io opterei per la seconda possibilità.

Annalisa

Anonimo ha detto...

Inutile dire che nel Vangelo non si dice mai che quando giuda attinge dal piatto, manca qualcuno... Preciso per evitare strumentalizzazioni...sul resto torno dopo
Luigo

Lino ha detto...

@ Luigi
Caro Luigi, la tua ambiguità è seconda soltanto a quella di Kiko: io, però, con gli ambigui ci vado a nozze, perciò ti ho dedicato un po' di risposte, anche se non le meritavi.
Che tu abbia fatto attenzione in tutti i seminari RM in cui sei stato e gli apostoli sono sempre 12, non me ne può fregare più di tanto, dal punto di vista dell'analisi: è una icona di Kiko, o no? Anche questa sta in una parrocchia neocatecumenalizzata, Nuestra Señora del Tránsito, a Madrid:
https://parroquiadeltransito.wordpress.com/fotografias-del-catecumenium/. La trovi in tutti i cataloghi di Kiko.
Allora? Non essendo una manipolazione digitale - evita allusioni da pasqualone NC, se proprio vuoi elevarti dalla specie dei pasqualoni - perché Gesù sta in veste bianca quando ancora c'è Giuda? Perché, quando ancora c'è Giuda, quando Giovanni ancora gli sta in seno in procinto di chiedere il nome del traditore, Gesù già ha le ferite della Croce? Forse, in questione, ancora c'è la "V" di passaggio dalla morte alla vita, come nel vostro balletto, come nella vostra celebrazione eucaristica?
Non chiedermi quale apostolo manca: non meriti di saperlo, non hai fatto bene il Cammino, non hai il senso delle "assenze" alle celebrazioni NC.
Prendiamo atto che, per te, "tecnicamente Maria Santissima è Madre di Gesù Cristo Re dell'Universo" e, quindi, può essere raffigurata in con una tuta spaziale sopra un disco volante e che, ancora, si può parlare di iconografia. Isaac Asimov, con la sua "Trilogia della Fondazione", non seppe giungere a tanto :-)

Antonio ha detto...

Oh nulla facenti inceve di blaterare perche' non venite a servire i poveri nella mia parrocchia durante il mese di luglio? Sapete c'e' bisogno di manod'opera!!!!!!Antonio

Anonimo ha detto...

@ Daniel Lifschitz
Sicuramente comprerò il suo libro... ma se devo aspettare la canonizzazione di Kiko credo proprio che non lo leggerò mai. :-)
Ho letto con molto piacere quello che lei ha scritto in passato, e trovo i suoi dipinti molto belli.
La pregherei di non smettere mai di fare evangelizzazione seguendo la Chiesa continuando a mostrare i gravi errori (oppure orrori, eresie...) di Kiko.

Annalisa

by Tripudio ha detto...

Il sedicente «Antonio» è infaticabile nel dimostrare la propria malizia al prossimo:

1. secondo lui tutto ciò che non è lode a Kiko, sarebbe un «blaterare»;

2. secondo lui chi partecipa a questo blog è automaticamente «nullafacente»;

3. visto che confonde la verità della fede con un attivismo (illudendosi che il compiere buone opere autorizzi a professare dottrine sbagliate e liturgie carnevalesche), vuol dire che non ha mai letto l'episodio evangelico di Marta e Maria;

4. ci invita a «servire i poveri» senza specificare "quale parrocchia" (non sia mai che uno vada lì e si accorga che il neocatecumenalismo non ha pubblicato gli orari delle proprie celebrazioni e celebra esclusivamente a porte chiuse); poi magari si scopre che la sua parrocchia è la stessa di Pasqualone, Saverio, Jeff, UnaCamminante, eccetera;

5. l'invito vale solo per il mese di luglio poiché, come ovunque si sa, i poveri da agosto a giugno vanno in ferie all'estero;

6. ci conferma che nella parrocchia neocatecumenalizzata manca sempre la manodopera (i fratelli del Cammino saranno pure puntualissimi nelle celebrazioni del kikismo-carmenismo... ma quando si tratta di compiere un'opera di carità verso gente che non è del Cammino, spariscono a velocità supersonica).

Passiamo a notizie più serie: Chuck White presenta un'anteprima del prossimo libro di Daniel Lifschitz «Kiko Argüello: santo o impostore?».

Lino ha detto...

@ Daniel Lifschitz
;-)

Lino ha detto...

@ Antonio ha detto: "Oh nulla facenti inceve di blaterare perche' non venite a servire i poveri nella mia parrocchia durante il mese di luglio?"

Se non fosse per la Caritas, se dipendesse dai neocatecumenali, i poveri nel mese di luglio morirebbero tutti di fame.

Lino ha detto...

P.S.
Diffondete la notizia che Daniel è prossimo a pubblicare un nuovo libro. Soltanto a leggerla, nel mese di luglio, a Kiko e ai suoi prossimi sodali andranno di traverso le aragoste e il fumo dei sigari che si stavano apprestando a servire ai poveri nella parrocchia di Antonio :-)

Antonius ha detto...

@ Daniel Lifschitz,
Chiedo se il prossimo libro che ha intenzione di scrivere per "imminente canonizzazione" di Kiko puó essere anticipato.
Si ha notizia dai catechisti nc che un vescovo ha detto che il papa si é già espresso: Kiko é "santo" ;-)

Anonimo ha detto...

Posso aggiungere che una volta un catechista parlando della decima e del perché andasse data al cammino e non per opere di bene a piacere, disse che tanto i poveri ci saranno sempre e che non si possono salvare tutti e quindi si versa la decima in comunità perché altrimenti sarebbe oltre che un atto narcisistico anche inutile...mi ricordo che rabbrividii sulla mia stessa sedia...

Lino ha detto...

@ anonimo NicK 2 luglio 2016 12:09 sulle orecchie di Gesù che non sarebbero altro che "espressioni di una mancanza totale di talento artistico".

Non condivido. Sarebbe bastato eliminare uno dei due padiglioni auricolari in ogni singola orecchia - li fissi, la duplicità è evidente - per aver dipinto un normalissimo orecchio. Insisto: il pittore è mediocre, ma questo non significa che siano insensati i dipinti. Quando un autore spiega un particolare, si chiami anche Kiko, bisogna accettarne il senso, in particolar modo se questo senso trova riscontri nella concezione dell'autore medesimo. Il doppio padiglione auricolare intende una capacità superiore di ascolto della Parola. Che poi la Parola (che è Gesù) possa ascoltare se stessa, è un altro discorso. Per Kiko, però, è così: non diventò Gesù, secondo Kiko, adulto nella fede a trent'anni? Quindi da bambino dovette ascoltare.
Allora, per favore, non sviliamo il simbolismo: quello di Kiko sarà pure eterodosso, evangelicamente sballato come il fango o il sicomoro o l'olio delle vergini, ma rimane un simbolismo. Svilirlo, giustificandolo con la mediocrità artistica di Kiko, non rende giustizia alle balordaggini che si insegnano nel Cammino.

Simonetta ha detto...

Del resto, chi non vede perche' ha gli occhi sporchi di fango deve per forza affinare l'udito...;-)

Simonetta

Unknown ha detto...

Mio nipote lo ha messo come Santino nell'ordinazione di sacerdote.In effetti anche a me sembra quanto meno inquietante,soprattutto Gesù bambino senza occhi...Con quelle macchie nere...