sabato 2 luglio 2016

Vescovo neocatecumenale denunciato per diffamazione (mano al portafoglio, fratelli! collette straordinarie in arrivo)

«No one can get me»
Premessa: l'arcivescovo neocatecumenale di Guam, Anthony Sablan Apuron, è accusato di aver compiuto abusi sessuali su diversi chierichetti, all'epoca in cui era ancora prete. Qualche settimana fa, attraverso comunicati stampa, aveva definito "bugiardi" i suoi accusatori.

Mano al portafoglio, fratelli del Cammino!

Le quattro vittime di Apuron lo hanno querelato per diffamazione chiedendo 500.000 dollari a testa come risarcimento.

Hanno un buon avvocato, e la giustizia di Guam non è lenta come quella italiana, per cui... mano al portafoglio, fratelli del Cammino! fate girare il sacco nero, anche stavolta vi tocca sborsare soldi per la pubblica arroganza dei vostri capibastone, che credono di essere autorizzati a diffamare chiunque sia sgradito al neocatecumenalismo.

Prima che qualche cretineocatecumenale venga qui a pontificare sui fatti che non conosce (o finge di non conoscere), riassumiamo la faccenda:

- il vescovo neocatecumenale ha commesso abusi sessuali su diversi chierichetti quando era ancora prete (ci sono probabilmente casi anche nel periodo successivo);

- subito dopo gli abusi, aveva anche l'arroganza di dire alle vittime: "non dirlo a nessuno... non ti crederà nessuno";

- a partire da maggio 2016 ci sono state le prime denunce pubbliche da parte delle vittime;

- nonostante le direttive del Vaticano (di Benedetto XVI e Francesco) esigano di prendere sul serio tutte le denunce e invitino il prete o vescovo denunciato a farsi da parte, e invitino il vescovo del luogo ad incontrare e ascoltare le vittime e di darsi da fare per verificare la fondatezza delle accuse, e di usare «tolleranza zero»... nulla di tutto questo è avvenuto a Guam, ed anzi i comunicati stampa del vescovo neocatecumenale e della curia neocatecumenalizzata hanno definito "bugiardi" gli accusatori;

- questi ultimi hanno chiesto che Apuron e la curia correggessero e si scusassero, ma ciò non è avvenuto, e nemmeno l'amministratore apostolico Hon Tai-Fai ha fatto alcunché (era evidentemente impegnato a formare gruppi di studio - committees - e a celebrare veglie di preghiera per la pace diocesana);

- e il risultato è dunque la denuncia per diffamazione a carico di Apuron, chiedendo il minimo che può chiedere la vittima di un pedofilo quando il pedofilo chiama "bugiardo" il suo accusatore.

A proposito di preti (e vescovi) pedofili...

Dopo l'ondata di scandali sui preti pedofili americani, in cui comparvero anche numerosi sciacalli che millantarono di essere vittime nella speranza di carpire risarcimenti milionari dalla Chiesa (ed infatti molte diocesi americane finirono in bancarotta), qui siamo sempre stati diffidenti sulle accuse di pedofilia ai danni del clero.

Ma il caso Guam è diverso: esistono molti motivi per pensare che le "presunte vittime" di Apuron siano invece vere vittime. Per esempio:

- la loro denuncia/testimonianza è stata pubblica e personale;

- avevano chiesto giustizia, non risarcimenti economici;

- molti a Guam (tra cui preti e suore) erano a conoscenza di qualcosa di marcio nel passato di Apuron, con imbarazzanti silenzi e zelanti improvvisate;

- Apuron non ha mai voluto incontrare le vittime, trattando il caso con estrema arroganza (il che ha comportato la nomina dell'arcivescovo Hon Tai-Fai, il 5 giugno 2016, ad amministratore apostolico di Guam);

- una delle vittime era riuscita a incontrare Apuron alcuni anni fa, ottenendone solo un banale "oh, scusa, mi dispiace, eccoti un'immaginetta con la mia faccia".

Le testimonianze dettagliate sono state pubblicate su Jungle Watch (in particolare a questo [link]).

A proposito del vescovo neocatecumenale

Apuron si definisce "fratello nel Cammino Neocatecumenale" e ne va talmente fiero che nel 2006, in diretta radio, banalizzò e negò le «decisioni del Santo Padre» Benedetto XVI contro le liturgie del Cammino.

Già in precedenza Apuron si era distinto per aver difeso le carnevalate liturgiche neocatecumenali (cfr. Magister ottobre 2005).

Le sue iniziative da vescovo, in particolare in questi ultimi anni, comprendono tra l'altro:

  • diffamato e allontanato dei buoni sacerdoti sgraditi alle attività del Cammino;
  • scacciato via vocazioni al sacerdozio perché non volevano entrare nel Cammino;
  • ordinato al sacerdozio decine di squinternate vocazioni neocatecumenali, senza un vero corso di studi teologici, piazzandole poi come parroci al posto di sacerdoti di provata esperienza;
  • regalato in gran segreto al Cammino una struttura diocesana del valore di decine di milioni di dollari.
L'obiettivo di un vescovo neocatecumenale è evidentemente servire anzitutto il Cammino, a costo di commettere iniquità di ogni genere. E per la mentalità neocatecumenale la vittima stuprata deve chiedere perdono allo stupratore...


A proposito della stampa italiana

Da quando è scoppiato il caso del vescovo neocatecumenale pedofilo Apuron, cioè da metà maggio 2016, sono comparse parecchie migliaia di articoli sul tema.

In Italia l'ordine dei giornalisti conta oltre 110.000 iscritti (c'è mediamente un giornalista ogni 500 italiani). Incredibilmente la stampa italiana, di solito ossessionata sugli scandali del clero, sembra aver ignorato il caso. In quasi due mesi, da metà maggio ad oggi, risultano infatti solo due articoli (uno su La Stampa e uno scritto da un fratello neocatecumenale) e un trafiletto d'agenzia, tutti pubblicati il 6 giugno in occasione della nomina dell'arcivescovo Hon Tai-Fai ad amministratore apostolico a Guam.

Ad oggi, Apuron ancora non ha dato le dimissioni da arcivescovo di Guam (ormai gli resta solo il titolo, poiché l'amministratore apostolico Hon dal 6 giugno ne ha rilevato tutte le funzioni), mentre Hon ancora non ha incontrato le vittime - limitandosi ad un pilatesco "prego per tutti, senza pregiudizi".

I cattolici di Guam chiedono che il vescovo neocatecumenale venga ridotto allo stato laicale.


Aggiornamento 1: venerdì 22 luglio 2016 a Guam l'ufficiale giudiziario ha consegnato all'amministratore apostolico, il salesiano arcivescovo Savio Hon Tai-Fai, i documenti relativi alla denuncia per diffamazione e calunnia da parte delle vittime del vescovo pedofilo neocatecumenale Anthony Sablan Apuron.

L'arcidiocesi potrebbe essere considerata "istituzionalmente responsabile" e perciò Hon, in qualità di amministratore apostolico, è suo malgrado implicato nella questione.

La scenetta, come descritto sui giornali, è stata comica: Hon, quando ha capito di cosa si trattava, ha rifiutato di firmare la ricevuta e ha tentato di restituire i documenti all'ufficiale giudiziario, che però si è tirato indietro e si è allontanato lasciandogli in mano i documenti. Povero Hon: in che rognoso pasticcio m'ha messo il Cammino!

Nello stesso articolo leggiamo che ieri l'ufficiale giudiziario è riuscito a consegnare i documenti relativi alla denuncia ad Apuron ad una persona adulta che vive con Apuron. Pertanto, sia al vescovo pedofilo neocatecumenale (opportunamente sparito dalla circolazione), sia all'amministratore apostolico (suo malgrado coinvolto per la sua posizione istituzionale), comincia a friggere il terreno sotto i piedi.

Pochi giorni dopo Hon annuncia una conferenza stampa (la prima del suo mandato a Guam) in cui ritratta alcune delle accuse.

Aggiornamento 2: lunedì 1 agosto 2016 Kiko Argüello afferma di pregare per Apuron e contro la persecuzione (di Apuron e del neocatecumenalismo) a Guam.

22 commenti:

by Tripudio ha detto...

Anche stavolta diamo un messaggio a quei cattolici ingenui che si meravigliano di certi scandali ecclesiali:

per capire le dinamiche neocatecumenali, provate a ipotizzare che nella mentalità dei fautori del Cammino la menzogna sia lecita, giusta e addirittura necessaria per difenderlo.

Provateci, provate anche soltanto a ipotizzare, ammettetela per un momento come ipotesi e scorrete l'elenco dei fatti, tra cui:

- il vescovo neocatecumenale pedofilo che chiama "bugiardi" i suoi accusatori (esponendo sé stesso e la diocesi a una querela per diffamazione; se fosse stato prudente e conscio della sua innocenza, non avrebbe insultato con arroganza);

- il vicario episcopale neocatecumenale e il cancelliere neocatecumenale di curia neocatecumenale, che pubblicano sul giornale diocesano un certificato di proprietà taroccato (con una riga mancante!) al solo scopo di far sembrare innocenti e candidi i capibastone del Cammino;

- il responsabile diocesano delle vocazioni (un altro neocatecumenale), che di fronte ad un giovane che chiede di entrare in un seminario normale anziché nel seminario neocat, prima dice che non ci sono soldi e poi, quando il giovane risponde che può pagare tutta la retta da solo senza spese per la diocesi, rifiuta ugualmente la vocazione;

- dopo la nomina dell'amministratore apostolico Hon (avvenuta perché ai già tanti scandali si sono aggiunte le denunce per pedofilia a carico del vescovo neocat), il vescovo neocat corre a Roma in piazza san Pietro a girare un video-selfie in cui afferma di essere stato lui stesso a chiedere un amministratore apostolico.

Da notare che le mani dei soggetti citati amministrano l'Eucarestia ogni giorno, consacrano l'Eucarestia ogni giorno, amministrano assoluzioni sacramentali (quasi) ogni giorno...

E la bocca dei soggetti citati loda il Signore ogni giorno, invita alla misericordia ogni giorno, alla carità, alla fede, alla speranza ogni giorno, nomina il tre volte santo nome di Nostro Signore continuamente, benedice ogni giorno...

Allora, cari cattolici candidi come colombe addormentate e astuti come colombe addormentate davanti alle serpi, cosa succede se ammettete l'ipotesi che nella mentalità neocatecumenale la menzogna è utile e addirittura necessaria?

Se ammettete quell'ipotesi, diventa tutto più chiaro, o tutto più confuso?

Anonimo ha detto...

Io spero che ti becchi una bella querela stronzo....
Sappiamo chi sei!!!
Sei hn testa di cazzo!

Anonimo ha detto...

Nella mia osservazione potró sembrare troppo rigido, ma arrivati a questo ulteriore gradino della vicenda Guam e considerando il comportamento inumano tenuto dal vescovo Apuron e dai vertici del cammino neocatecumenale, mi aspetto commenti neocat con forti pregiudizi che davanti all'evidenza di fatti oggettivi, cercheranno di mistificare la realtà.
E se un vescovo neocat come Apuron da questo esempio seguiranno neocat che si sentiranno in dovere di difendere il "cammino" come hanno fatto fino ad oggi, negando o cambiamdo la realtà dei fatti, tramutandosi in vittime perseguitate.
Per le povere vittime, quelle vere, una violenza in piú: altro che le croci inventate dai catechisti neocat.

Antonius

Anonimo ha detto...

Complimenti per la tua fede adulta, l'amore al prossimo e l'Amore al nemico! Magari hai pure la veste bianca! Grazie per il servizio che fai a noi ex! Una ex

by Tripudio ha detto...

Il commento del fratello neocatecumenale delle 10:29 testimonia come il Cammino lo ha "salvato".

In particolare, nel commento vengono augurate disgrazie («spero che ti becchi una bella querela»), che secondo l'insegnamento neocatecumenale provengono solo dal Signore (che secondo i kikos sarebbe un cattivone crudele e vendicativo, vedi [articolo qui]).

Faccio notare inoltre anche la "sindrome della radiolina": la sua squadra del cuore (cioè il Cammino) subisce un clamoroso goal (cioè la verità), anzi, un autogoal, e lui cosa fa? Scalcia la radiolina, cioè sprizza odio da tutti i pori contro chi dice la verità - atteggiamento tipico dei farisei.

Il suo atteggiamento, inoltre, dimostra che tutte le volte che ha "testimoniato" la bontà del Cammino-che-mi-ha-salvato, stava solo recitando una parte.

aleCT ha detto...

@anonimo
Poi ci si lamenta perchè "vi censurano"!
Quando lo fanno vi fanno un favore perchè commenti come il tuo ce ne saranno a decine.
E meno male che siete" cristiani adulti'...

by Tripudio ha detto...

Un piccolo promemoria a proposito della querela per diffamazione.

Il vescovo neocatecumenale, spinto dai suoi consiglieri neocatecumenali, ha definito "bugiardi" coloro che lo hanno accusato di abusi sessuali, rifiutando ogni addebito, senza aggiungere altro.

Ora, l'insultare chi ti accusa, non è proprio una tattica vincente. Se proprio vuoi insultare, ti conviene farlo solo dopo aver elencato ragionevoli motivi contro le accuse. Tanto più se sei un personaggio pubblico - come ad esempio un arcivescovo.

Non puoi illuderti che i cattolici siano come i fratelli delle comunità disposti immediatamente a credere che il bianco sia nero e il nero sia bianco, qualora glielo dica il loro cosiddetto "catechista" neocatecumenale.

Se fosse stato intelligente, il vescovo neocatecumenale si sarebbe ritirato ancor prima che le accuse divenissero pubbliche (era da mesi che se ne faceva cenno su JungleWatch, era chiaro che presto le accuse sarebbero divenute pubbliche), magari con la tipica "scusa ufficiale" dei "problemi di salute" (tanto più facile in quanto sei anni fa aveva avuto un infarto). Avrebbe quindi contattato in privato le vittime, implorando perdono ad ognuna, e lo scandalo non sarebbe mai venuto alla luce.

Invece no. Incollato al suo trono arcivescovile, credeva di cavarsela insultando coloro che ha stuprato quarant'anni fa. Tipico atteggiamento neocatecumenale. Magari credeva pure che le sue vittime debbano chiedergli perdono, vista la mentalità vigente nel Cammino...

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
Io spero che ti becchi una bella querela stronzo....
Sappiamo chi sei!!!
Sei hn testa di cazzo!
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Dal punto di vista semantico del discorso, quest'ultimo esprime soprattutto "rabbia" e impotenza, in quanto, sai benissimo che a seguito della "vostra" interpretazione "letterale" dell'evangelico "porgi l'altra guancia"; non querelerete mai nessuno, facendo ricorso alla Pubblica Autorità; continuerete infatti a preferire le delazioni e la menzogna per regolare i conti.

Dalle querele infatti, dovendo "mettere tutto in piazza", avreste un rovescio della medaglia, non indifferente!..

Anonimo ha detto...

All'anonimo commentatore boccaccesco delle 10:29.

Senza dubbio lo stile del commento eguaglia quello del vescovo nc Apuron che minaccia provvedimenti, perché scoperto stupratore, e si difende usando addirittura l'offesa per contrastare le verità scoperte su di lui e sulla cricca neocat.
Avevo presagito delle reazioni di difesa e, mentre scrivevo il mio commento delle 10:49, era già seduto sul suo megafono WC l'anonimo scorreggiatore nc.

Antonius

Lino ha detto...

Dal punto di vista del diritto, poi, la querela dovrebbe farla (in Italia) la vittima del reato, personalmente o mediante procuratore. Dubito che Apuron voglia diffondere le notizie anche nei Tribunali italiani :-)
Io non ti chiamo testa di c...., anonimo. Semplicemente dico che sei un analfabeta, in ogni campo dello scibile umano nel quale ti muovi. Qui, se una querela è possibile, al massimo può riguardare il tuo commento, offensivo e minaccioso.

Anonimo ha detto...

oggi è sabato.......le celebrazioni pacchiane del cammino le fanno anche a luglio e agosto???? niente ferie???

Lino ha detto...

@ anonimo 2 luglio 2016 18:47
Se proprio t'interessa, tra poco mi affaccerò al balcone e ti farò sapere. Ho la vista sul viale d'ingresso alle salette parrocchiali :-)

Valentina Giusti ha detto...

Ma no! Stasera c'è la partita...

Anonimo ha detto...

E no, anche se c è la partita e siamo a luglio, l' Eucaristia si celebra lo stesso.

Xz

Lino ha detto...

Niente, Osservatori :-)
Ho osservato il vialetto vuoto di macchine alle h 20 e 30'. Erano in ferie o con il telecomando in mano.

sandavi ha detto...

Naa ieri sera ero a vedere la partita con tanti neocatecumenali

Lino ha detto...

@ sandavi
La prossima volta evitalo. Do per certo che, quando Zaza ha tirato il rigore, qualcuno si è messo a pensare a una Merkabah

Ruben ha detto...

Sicuramente, essendo guidati dal Demonio, quello vero, portano pure zella, alla romana, e jella
alla napoletana.

Quindi; atei, agnostici e lontani, occhio perché potrebbe arrivarvi "un dono" non tanto gradito tra capo e collo!

Se vi volete convertire, è sufficiente un Sacerdote di Santa Romana Chiesa non proveniente da un Seminario Neocatecumenale (RM).

Affidatevi quindi ad istituzioni comprovate, e nel dubbio, chiedete sempre il Seminario di provenienza!
---

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Come sai, Ruben, io sono napoletano, ma non sono superstizioso. Da giovane, anzi, contro i superstiziosi, nella mia comitiva, fondai il movimento dei precauzionalisti. "Non ci crediamo, non siamo superstiziosi, ma per precauzione la partita tu insieme a noi non la vedrai più", dicemmo a uno quando l'Italia perse 1 a 4 con il Brasile. E così fu.

Capito, Sandavi? Alla prossima Ruben e io ti riterremo responsabile del balletto nel lungo, inconsulto cammino di Zaza :-)

sandavi ha detto...

Si Lino!! ;-) avrà fatto una celebrazione neocatecumenale prima di andare in partita....

by Tripudio ha detto...

Le ingiustizie neocatecumenali a Guam, e la finora stupefacente assenza di vere prese di posizione da parte delle autorità della Chiesa, inducono a dolorose riflessioni.

Alla faccia di papa Francesco che invocava la "tolleranza zero", è stato finora concesso ad un vescovo pedofilo neocatecumenale di scansare ciò che merita.

Il "papa rosso" Filoni è un super amicone dei neocatecumenali (forse più per qualche particolare obbedienza che per condivisione teologica e liturgica) e ha mandato a inizio giugno l'arcivescovo Hon a Guam a temporeggiare aspettandosi che le voci della protesta e delle accuse si spengano nel corso di poche settimane. Infatti Hon si è guardato bene dal pestare i piedi ai capibastone neocatecumenali, limitandosi a veglie di preghiera, a commissioni di studio, a generici inviti all'unità e alla preghiera, senza punire né veramente allontanare i caporioni neocat. Ha rescisso i decreti del 5 giugno (l'ultimo velenoso colpo di coda della curia neocatecumenalizzata), senza però condannarli, né porgere scuse a chi ha dovuto subire l'ingiustizia. Ha detto che le accuse di pedofilia sono state inviate a Roma, dove verranno esaminate, senza precisare tempi e modi.

A distanza di ormai un mese dal suo insediamento, mentre non smentisce i neocatekikos che parlano come se il ritorno trionfale di Apuron sia imminente, diventa sempre più difficile guardare con fiducia l'operato di don Abbondio Hon. Specialmente ricordando che era a conoscenza di tutti i fatti già da un anno e mezzo. La pace e l'unità non possono sussistere di fronte alle ingiustizie, ancor meno di fronte alle ingiustizie che l'autorità si rifiuta di correggere.

Il tempo per agire l'ha avuto. La possibilità di intervenire li ha avuti. L'autorità per correggere ce l'ha. I testimoni e le vittime li ha ascoltati e li poteva ascoltare di nuovo. Le furberie neocat le ha avute sotto gli occhi - inclusi i decreti che ha rescisso. Allora perché in un mese si è comportato da quaquaraquà?

Più esattamente: di cosa ha paura don Abbondio Hon? Quali minacce neocatecumenali impediscono di dare una buona ripulita al macello fatto dai kikos a Guam?

Vien da chiedersi anche con quale faccia Hon prega ogni giorno il Signore, dopo aver consentito che i mali della sua Chiesa non vengano curati ma addirittura aggravati? Come fa ad essere arcivescovo, se crede che la sorte delle anime a lui affidate richieda solo qualche veglia di preghiera, qualche blanda esortazione all'unità, qualche commissione di studio? Di fronte al Signore e al Suo gregge, l'arcivescovo è tenuto a comportarsi da successore degli apostoli oppure da impiegato preoccupato solo della propria carriera?

Per chi ancora non ci ha fatto caso, nel grande come nel piccolo, è sempre lo stesso schema: quando le ingiustizie vengono a galla, la tattica standard del clero è quella degli impedimenti di don Abbondio, ossessivamente centrata sul non scontentare i colpevoli. Dal vice-parroco fino ai livelli più alti della gerarchia, c'è sempre il terrore di far valere la propria autorità per sanare le ingiustizie. Quante volte abbiamo visto anche ottimi chierici mostrarsi dispostissimi a tollerare scandali e divisioni nel popolo di Dio, pur di non essere «perseguitati a causa della giustizia» e di non rovinarsi la carriera.

Questo si può capire solo osservando che il potere e la burocrazia sono forti con i deboli e deboli con i forti. Specialmente nell'ambito clericale.