sabato 28 febbraio 2009

Il cammino e i giovani (I Parte)

Riprendiamo le traduzioni dal nostro blog spagnolo, con la consapevolezza che si tratta di affermazioni che coincidono con quanto a nostra volta conosciamo e, se detto da altre parti, rafforza l'attendibilità delle denunce...
http://laverdaddeloskikos.blogspot.com/

Nelle comunità un bimbo comincia e essere giovane nel momento in cui compie 13 anni [l’età del bar mitzva = figlio del precetto ebraico: la celebrazione con cui il ragazzo entra nell'età adulta. E' uno dei tanti esempi di "giudaizzazione" –ndR] e già può fare le “catechesi” per entrare in una comunità. Non importa lo stato di maturazione che essi hanno, l’importante è ch eentrino nelle comunità. E’ invece molto importante il livello di maturazione di un bimbo, perché senza saperlo ciò che si dice nelle comunità può provocare danni irrecuperabili nella sua personalità. Ma per le comunità non è importante questo, importante è che il bimbo cominci a “camminare”


L’idea di per sé non è cattiva, posto che con essa si pretende proteggere il bimbo dal mondo, ma essa mantiene il suo lato negativo, che essi naturalmente non prendono affatto in considerazione, dal momento che nel tentare di proteggerli dal mondo, un domani diventano personeincapaci di soffrire quando hanno problemi nella vita

Una volta che fanno le catechesi e cominciano a camminare, comincia l’addottrinamento della loro personalità, perché siano buoni catecumeni: in fondo è questo ciò che si persegue.

L’addottrinamento dei giovani è indirizzato su varie convinzioni, ma sopra tutto sul fatto che i membri della comunità sono la loro vera famiglia che il resto sono degli “associati” (cugini zii fratelli...) ma i loro veri fratelli sono quello che il Signore la loro “regalato” in questa nuova comunità che si è formata. Essi disporranno di molto poco tempo e orari molto difficoltosi per rapportarsi con il resto dei giovani, perché il sabato avranno l’Eucaristia, e lungo la settimana dovranno assistere alle sue parole di preparazione, per non parlare della Quaresima della Pasqua, della pentecoste, delle Convivenze di passaggio, convivenze mensili, ecc..., sicché alla fine l’idea del cammino è quella di monopolizzare completamente la loro vita per fare in modo che non possano entrare in contatto con gli altri giovani.

Per questo si insiste tanto sul fatto che entrino così giovani, perché in tal modo non possano avere contatti con l’esterno e si possa loro manipolare la personalità secondo i criteri del cammino. Sappiamo tutti che l’età fra i 12 e i 18 anni è quella in cui si sviluppa la personalità di un ragazzo/a, che di solito prende come modelli le persone che ammira e ciò che lo circonda: se prendiamo in considerazione il fatto che un ragazzo nel cammino ha come punto di riferimento solamente i fratelli del cammino stesso, e i suoi idoli sono di solito gli itineranti, logicamente questo ragazzo quando sarà adulto tenderà ad essere itinerante, vale a dire al servizio del cammino.

Ciò non sarebbe male se non fosse per il fatto che se il giovane deciderà di lasciare il cammino per qualche ragione, si ritrova perduto, disorientato e solo, per questo si dovrebbe stabilire l’età per entrare in cammino come minimo di 18 o 20 anni, che si suppone sia l’età per poter decidere liberamente e soprattutto quella in cui la personalità è già formata.

I padri (che normalmente sono membri del cammino) fanno in modo di inculcar loro, come da bambini, che le loro amicizie devono essere del cammino e che gli altri sono poveri disgraziati, e che se hanno amici a scuola in collegio o all’università, quel che devono fare è invitarli ad entrare nel cammino. Ricordo che ci dicevano sempre una frase (se uno incontra un gran tesoro, quando torna al villaggio va in cerca dei suoi amici, quelli che veramente ama, e dice loro “amico vieni con me, viene a vedere come si sta bene in questo posto con questo gran tesoro”, lo stesso dovete fare voi, invitare e insistere con i vostri veri amici, perché entrino nel cammino, perché qui c’è la verità) (Come si può vedere puro proselitismo, perché la verità sta NELLA SANTA MADRE CHIESA CATTOLICA). Signore, quanto mi pento di quelli che ho invitato e sono eìntrati, alla fine il Signore saprà!

Se i padri disapprovano che i figli abbiano amici fuori del cammino faranno in modo nascostamente o direttamente che l’amicizia sia interrotta. Meglio non parlare se si tratta di un fidanzatoi o di una fidanzata, questo non si può permettere, se vuoi avere la fidanzata o il fidanzato giovane che sei nel cammino, mai da fuori (questo per la paura che lascino il cammino e si perdano nel mondo.


I grandi problemi cominciano quando i giovani comincianpo a pensare con la loro testa e maturamo e decidono di non entrare o continuare il cammino, poveri loro! Che non gli venga in mente di farlo!
Se un giovane o una giovane decide di non entrare nel cammino quando ha 13 anni semplicemente lo segue sedendo con i bambini in tutte le celebrazioni, per cui in verità lo si sta svergognando davanti a tutti, è come dire loro: guarda i tuoi amici che stanno camminando e sono giovani, e tu resta con i bimbi. Questo nel migliore dei casi, nei quali i genitori vedono che psicologicamente il figlio non è preparato, ma la cosa normale è che i genitori come imperativo dovuto li obblighino a entrare in comunità (“figlio, o entri nel cammino o entri, altrimenti di do uno schiaffo che ti faccio un uomo” perché nel camino vige la massima del “Cavallo non domato cresce indocile, figlio assecondato, cresce libertino (…) non passar sopra ai suoi errori… Obbliga la sua testa mentre è giovane… Insegna a tuo figlio e lavora su di lui perché non inciampi nei suoi errori (come vediamo un’altra cattiva interpretazione della Bibbia.

[In ogni caso sono comportamenti comprensibili in qualunque contesto di esperienza; quello che non quadra è che il cammino è una vera e propria setta e queste di per sé buone indicazioni portano all’addottrinamento ed all’inserimento forzoso in essa. ndR]

77 commenti:

mic ha detto...

Trascrivo qui questo post di Emma, perfettamente in tema!

Anche su un blog può succedere che un argomento attiri moltissimi commenti, mi sembra dunque che quando la discussione è ancora in corso, con nuove testimonianze e non solo ripetizioni, merita di restare prioritaria evitando di passare ad altri argomenti .

È quello che è successo particolarmente questi ultimi tempi con una successione rapida di thread.
Per esempio il thread sui bambini nel cnc è stato "annegato" troppo in fretta allorquando i commenti continuavano.

Tema sensibile , delicato sicuramente ma anche importante.
Senza generalizzare, senza attacchi personali mi sembra più che utile descrivere una realtà che tocca quelle famose famiglie che Arguello con orgoglio mostrava al Papa come un modello, un esempio da seguire!
Noi sappiamo che così non è, sappiamo perchè è stato testimoniato qui e altrove, che la realtà non è così rosa , ho già in parte espresso il mio pensiero più sotto.

Mi sembra anche che a.rita annunciava una testimonianza sui giovani adolescenti.
Sì perchè che cosa diventano i bambini di genitori nc, abituati a vivere sin da piccoli in comunità, con le regole vigenti in una comunità, abituati a frequentare preferibilmente bambini figli di nc ?

Quale è la loro libertà? Compresa quella che si esercita, sotto il controllo dei genitori dapprima, ma che si forma al contatto della realtà che non è evidentemente solo neocatecumenale?
Che cosa diventano questi bimbi una volta adolescenti ?
Per un ribelle che esiste sovente in una famiglia, quanti si inseriranno normalmente e naturalmente nella comunità nc adottandone le regole e le norme, perchè è la sola che conosconono, la sola della quale i loro genitori hanno imparato loro a fidarsi, perchè nel modo c`è il pericolo, la depravazione?
E come potrebbero fare altrimenti quando la loro mente, il loro psichismo, la loro personalità, pur sempre nelle sue particolarità, sono stati formati, condizionati, plasmati con le norme neocatecumenali?

Immagino il numero di automatismi, di credenze radicate profondamente, frutto dell`educazione ricevuta, dell`esempio dei genitori, con cui sono impregnati i giovani nati e cresciuti nel cnc.
Io immagino, c`è chi questa esperienza l`ha vissuta, la sta vivendo.
C`è senza dubbio chi ne è soddisfatto e chi ne ha sofferto e senza dubbio sta soffrendone.

Dunque per ritornare al tema, non penso ci sia bisogno di aprire uno spazio speciale sul forum, che mi sembra di capire è orientato diversamente, ma lasciare qui su questo spazio di testimoninaza, l`argomento aperto sino quando è attivo.
Mi sembra coerente con una delle motivazioni di questo spazio che è quella di informare sul cnc.

28 febbraio, 2009 08:54

strl ha detto...

"
Nelle comunità un bimbo comincia e essere giovane nel momento in cui compie 13 anni
"
Mi ricordo che l'età era proprio quella. Mi ricordo infatti che la comunità più giovane (quella formata, di fatto, dal 90% di figli di genitori in cammino) era formata da quasi esclusivamente ragazzi che si trovavano nell'ultimo anno della scuola media inferiore.

"
un domani diventano personeincapaci di soffrire quando hanno problemi nella vita
"
Adesso non so se è così per tutti ma, per la mia esperienza, ho visto più esaurimenti, problemi assurdi (del tipo... ho GIA' 22 anni e ancora non sono sposato/a. Mi sono lasciato con 2 fidanzati. Non sarà che Dio vuole che entri in convento/seminario?? Ovviamente, considerando la paura con la quale vivevano questa prospettiva, la vocazione, in mia opinione, non c'era perniente. E quindi crisi, crisi, crisi esistenziale profonda), incapacità di dire "no" andando oltre le proprie forze, forti sensi di colpa per piccolissime mancanze, etc. nei figli nati e cresciuti esclusivamente nel cammino che negli altri.

strl ha detto...

"
L’addottrinamento dei giovani è indirizzato in varie convinzioni, ma sopra tutto sul fatto che i membri della comunità sono la loro vera famiglia che il resto sono degli “associati” (cugini zii fratelli...) ma i loro veri fratelli sono quello che il Signore la loro “regalato” in questa nuova comunità che si è formata.
"
Purtroppo di fatto è proprio così!!
La famiglia carnale diventa di serie B (o forse C).
Per non parlare se qualche fratello abbandona la comunità... quello automaticamente (e, penso, inconsciamente) diventa di serie Z!
Quindi il mondo si divide (inconsciamente) in fratelli della propria comunità, fratelli di comunità (altre), resto del mondo, e, assolutamente da evitare perché possono farti venire dei dubbi, i fuoriusciti della tua comunità! Quelli sono, di fatto, degli apostati.

"
I padri (che normalmente sono membri del cammino) fanno in modo di inculcar loro, come da bambini, che le loro amicizie devono essere del cammino e che gli altri sono poveri disgraziati, e che se hanno amici a scuola in collegio o all’università, quel che devono fare è invitarli ad entrare nel cammino.
"
Per buonissima parte dei casi è così! Se vuoi bene ai tuoi amici invitali a scoprire il tesoro del Cammino. "Vieni e vedi!". etc.

"
Meglio non parlare se si tratta di un fidanzatoi o di una fidanzata, questo non si può permettere, se vuoi avere la fidanzata o il fidanzato giovane che sei nel cammino, mai da fuori (questo per la paura che lascino il cammino e si perdano nel mondo.
"
Anche questo è verissimo. Se non entra nel CNC entro breve tempo il fidanzato/a è spacciato. Ricordo ancora le catechesi martellanti alla tenda di PSGiorgio in cui si "invitava con forza" a fidanzarsi solo con altri del CNC se non si voleva andare incontro a sofferenze!

strl ha detto...

"
Ciò non sarebbe male se non fosse per il fatto che se il giovane deciderà di lasciare il cammino per qualche ragione, si ritrova perduto, disorientato e solo,
"
Cosa vista e stravista in tantissimi casi. Assoluta incapacità di vivere senza CNC. (e nota bene, CNC, non Cristo).

"
per questo si dovrebbe stabilire l’età per entrare in cammino come minimo di 18 o 20 anni, che si suppone sia l’età per poter decidere liberamente e soprattutto quella in cui la personalità è già formata.
"
Mi sembra di ricordare che nello Statuto sia previsto 16 anni! Mi sbaglio!??
Cosa che andrebbe totalmente in contrasto anche con le catechesi, di fatto, propinate ai bambini dai 6 ai 16 anni....

"
“Cavallo non domato cresce indocile, figlio assecondato, cresce libertino (…) non passar sopra ai suoi errori… Obbliga la sua testa mentre è giovane… Insegna a tuo figlio e lavora su di lui perché non inciampi nei suoi errori (come vediamo un’altra cattiva interpretazione della Bibbia.
"
Confermo anche questo. Mi ricordo anche un qualcosa del tipo: punisci (o simile) tuo figlio finché puoi altrimenti lui ti punirà nella tua vecchiaia....

katartiko ha detto...

Sarei contentissimo se i miei figli entrassero in una comunità neoc. Sarebbero come tanti giovani neoc con una vera esperienza di Dio.
Invece per voi è meglio che vadano il sabato in discoteca, a bucarsi e a fare sesso.
Purtroppo per la realtà locale della mia città, sarò fortunato se le mie figlie andranno qualche volta in Chiesa e avranno amici che non si spinellano.
Meno male che l'autentico "chi di dovere" (non quello fantomatico) veglia sulla sua Chiesa e sa che moltissimi, innumerevoli ragazzi, si sono salvati dal vizio grazie al cammino e non certamente grazie ai vostri blog.

mic ha detto...

Per katartiko:

intendi dire che i ragazzi del tuo paese che non sono nel Cammino sono tutti drogati o debosciati?
Alcuni, purtroppo, lo saranno; ma questa generalizzazione assoluta è proprio quello che vi inculcano e che non corrisponde alla realtà...

a prescindere dal fatto che le tecniche di manipolazione del cammino, anziché un drogare chimico, diventano - attraverso la forte 'dipendenza' e condizionamenti che creano - una "droga" psicologica

Forse anche per questo tra "chi di dovere" c'è chi non è convinto per nulla...

strl ha detto...

x katartico
"Sarei contentissimo se i miei figli entrassero in una comunità neoc. Sarebbero come tanti giovani neoc con una vera esperienza di Dio.
Invece per voi è meglio che vadano il sabato in discoteca, a bucarsi e a fare sesso.
"
Se per voi intendi anche me ti sbagli e di grosso!
Se al posto di comunità neocat. scrivi qualsiasi gruppo cristiano approvo il tuo post. Se invece intendi dire solo ed esclusivamente neocat. allora sei sulla via della zombificazione.
Inoltre non penserai veramente che tutti quelli fuori del CNC si drogano, vanno in discoteca e fanno sesso?
E non penserai veramente che tutti i giovani CNC non vanno in discoteca, non si ubriacano, non si drogano e non fanno sesso??
Ma che credi che siano dei Santi perché sono nel CNC??
Quello che ti scrivo è perché essendo relativamente giovane ho potuto sperimentare personalmente tutta la casistica.
ciao

Emma ha detto...

Caro Mic, mi hai tolto le parole dalle dita!
Dunque, se ho ho ben capito, quando sei un giovane, o sei nel cammino nc e sarai bravo, serio, pulito, forte e coraggioso, capace di resistere alle tentazioni diaboliche del mondo, o non sei nel cnc e sarai vittima, succube del male del mondo, un drogato, maniaco sessuale, una marionetta nelle mani delle tentazioni del grande burattinaio.

Non mi stupisco affatto, perchè questo è il discorso portato in avanti, una sorte di manicheismo perverso, che non rende di certo più forti i giovani, è un fenomeno osservato, e da tempo, per tutti i bambini diventati adolescenti e in seguto adulti, cresciuti in seno a sette o gruppi dall`identità forte .
Fino a quando restano in seno alla setta, al gruppo che li ha plasmati e condizionati in profondità, vanno nel mondo forti di questa loro peculiarità, così forti da fare proselitismo.

Il mondo, bisogna ammetterlo, rinvia loro un`immagine che non può che rinforzarli nella loro visione, è nel gruppo che si sentono protetti, che trovano sicurezza e la compagnia rassicurante di chi condivide la stessa identità, perchè è un`identità di gruppo.

Immagino che non tutti i genitori nc riescano ad inculcare ai loro figli la loro visione del mondo, ad imporre loro i mezzi considerati come i soli validi per andare nel mondo, immagino che non tutti i figli nc siano marionette senza capacità di farsi un`idea propria, immagino le tensioni che devono esistere in seno ad una famiglia nc con dei figli adolescenti.
È vero che viviamo in una società decadente, è vero che la morale e l`etica stanno diventando parole pericolosamente in via di estinzione, è vero che la tentazione è di rinchiudersi in gruppi che sembrano offrire protezione e sicurezza, e qui si trova una delle grandi forze, di gruppi come il cnc.

Ma posso, senza temere di essere smentita, affermare che i giovani che sono cresciuti in questi gruppi, non solo non sono al riparo delle tentazioni del mondo, ma sono al contario molto più vulnerabili e senza strumenti o armi per difendersi o lottare davanti a certe tentazioni o prove della vita.
Quando l`armatura delle loro credenze comincia a cedere, quando gli automatismi condizionati dai messaggi ricevuti cominciano a lasciare spazio a domande che non trovano risposta, la sofferenza si fa sentire, il disorientamento con tutte le emozioni legate ad esso può essere tragico.

Emma ha detto...

Sì, un disorientamento che può essere tragico nelle sue conseguenze.
Non di rado accompagnato dal sentimento di essere stati traditi, la collera, la rabbia possono essere devastanti e putroppo sovente autodistruttrici.

Quanto è grande la responsabilità di un genitore.
Penso che la maggior parte di chi scrive qui lo è.
Offrire presenza rassicurante, ascolto che non chiude mai le porte del cuore, dare un esempio corente con i valori in cui si crede, ma rispettare e accogliere le domande, i dubbi le rivolte, accogliere, consolare e anche punire, essere tutori un tempo e poi accettare di tirarsi indietro, fare quello che si può senza cercare la perfezione, accettare i propri limiti, sapere dire "no" ma anche "sì", fare fiducia, cercare di non trasmettere la paura che questo mondo impazzito potrebbe ispirarci ma lasciare andare nel mondo i nostri figli, sapendo che la loro vita appartiene loro, che ci sono stati dati ma che non ci appartengono.
Che talvolta non possiamo fa fare loro l`economia di un`esperienza dolorosa ma forse necessaria per la loro crescita.
Essere quei muri contro i quali i figli spossono talvolta scagliarsi per contestare, ma anche quei muri contro i quali potranno appoggiarsi per trovare rifugio e sicurezza e sempre amore!
Qualcuno ha detto che l`amore dei genitori è il solo amore che cresce tendendo verso la separazione!
Preparare i nostri figli all`autonomia e accettare anche che seguano strade a noi incomprensibili.

strl ha detto...

"
se il giovane deciderà di lasciare il cammino per qualche ragione, si ritrova perduto, disorientato e solo.
"
Questo comportamento di lasciare alla propria vita i fratelli fuoriusciti dalla Comunità CN (con la scusa FALSA che "ognuno deve avere la propria crisi di fede senza intromissioni") l'ho visto tenere spesso, spessissimo.
Con una sofferenza tremenda per il giovane che si ritrova, appunto "perduto, solo e disorientato"...

Voglio fare una domanda ai neocat che leggono... tanto per parlare di fatti e non di chiacchiere...
: pensa ad un fratello di CNC con non frequenta più da 1-2 anni e pensa quante volte lo hai cercato, gli hai telefonatol, ci hai parlato personalmente, lo hai aiutato nell'ultimo anno. E pensa invece a quante volte lo hai cercato, ci hai parlato personalmente, lo hai aiutato prima solo perché era un fratello frequentante...
E se è così... io dico! Ma non siamo sempre in presenza della stessa persona! Ed anzi, ti dirò di più! Se pensi che stia sbagliando o stia passando delle sofferenze non dovresti cercarlo ed aiutarlo ancora di più! Ma che hai paura di essere "contaminato"? Oppure la tanto sbandierata fratellanza si restringe all'appartenenza ad una lobby e come tutte le lobby, come non se ne fa più parte, non si è neanche più fratelli?!?!

felice ha detto...

"Sarei contentissimo se i miei figli entrassero in una comunità neoc. Sarebbero come tanti giovani neoc con una vera esperienza di Dio.
Invece per voi è meglio che vadano il sabato in discoteca, a bucarsi e a fare sesso."

Non posso non farmi 4 risate.

E' come dire che tutte le donne non sanno guidare e che tutti i maschi giapponesi portano gli occhiali.

Io sono un frequentatore di discoteche e non mi "faccio" (anzi sono un promotore del sano divertimento e consiglio sempre ai ragazzi di tornare a casa con il discobus).

Non ci si ubriaca solo in discoteca ma anche durante una grigliata o ad un matrimonio.

Se una persona si fuma le canne, di certo non lo va a dire a qualcuno che lo disapprova e che potrebbe punirlo.

per quanto riguarda quell'"altra cosa"... idem con le patate al forno (lei dimentica che siamo tutti esseri umani e nel momento in cui io chiudo per esempio la porta di casa, lei non potrà mai sapere quello che sto facendo e in compagni di chi sono, nè alcuno gliene deve rendere conto... ovvio che questo vale per tutte le persone compresi i giovani neocatecumenali).

Dando un'occhiata ai direttori catechetici, ci sono una sfilza di questi luoghi comuni che se ne potrebbe fare un trattato.

a.rita ha detto...

Ciao Mic,
ti posto un piccolo assaggio della mia esperienza dell’Itineranza, nella quale sono venuta necessariamente a contatto con i problemi dei bambini e dei ragazzi che fanno parte delle famiglie in missione, perché ho vissuto assieme a loro per sette mesi. Questa mail l’ho scritta ed inviata qualche giorno fa ad un amico del blog, che mi chiedeva notizie in proposito. Ne sto preparando una versione più dettagliata, che spero, se riesco a finirla, di poter postare entro oggi. Saluti.
A. Rita

“Arrivai a Porto San Giorgio, alle convivenze itineranti, senza essere catechista perchè al tempo avevo solo un anno di cammino (sono stata un'eccezione, portata lì dal mio primo catechista Giorgio Filippucci, che affrontò per questo le ire di Kiko e Carmen perchè ero troppo giovane di cammino) e giunsi l' perchè mi ero alzata per entrare in Monastero ma il mio catechista volle che prima provassi l'itineranza per vedere come mi ci trovavo e comunque non voleva che entrassi in Monastero prima del sesto anno di cammino, così mi portò a Porto San Giorgio e feci un'itineranza di nove mesi a Tolone, nel sud della Francia con un'altra ragazza appena uscita dal Monastero, che aveva 18 anni di cammino, ed una famiglia in missione di Roma che veniva da una missione fallimentare a Taiwan (Singapore). E' stata un'esperienza all'inizio "bella" perché nuova, la Francia è bella, la lingua non è difficilissima per un italiano, i fratelli di missione erano italiani e perciò ci si capiva...poi sono cominciate le fatiche fisiche in casa, le invidie, le incomprensioni, i dispetti, le calunnie, le falsità, le bugie, la reclusione forzata in casa con l'impossibilità di andare in celebrazione, i litigi della ragazza con i genitori della famiglia, le sofferenze dei figli che non volevano stare lì, la morte improvvisa del mio catechista che era l'unico che mi tutelava, il rapporto difficile con l'altra ragazza sempre arrabbiata e per finire la grande ipocrisia degli accordi segreti fra i genitori il responsabile della Francia e Kiko, al fine di farli rimanere tutti in missione, nonostante le sofferenze dei figli, tranne me che me ne sono voluta andare via. Questo in quattro parole ma se raccontassi nei dettagli ci vorrebbero giorni, però ripeto, non è detto che il Signore non mi conceda di farlo. Per ora ti saluto e... alla prossima.”
ciao A. Rita

Emma ha detto...

Io leggo queste testimonianze e resto allibita!
Non trovo altre parole, decisamente quando finirò di scoprire cose sul cnc che mi sembrano d`altri tempi?
E nessuno interviene ?
E questi sono i metodi grazie ai quali il cnc si espande?
È questo il prezzo di quell`evangelizzazione che certi, anche vescovi, vorrebbero fosse un modello?
Fino a dove hanno spinto e spingono la loro curiosità i vari vescovi e cardinali che hanno protetto e proteggono il cnc?
Si sono accontentati dell`immagine ideale offerta loro da Arguello e dai suoi amici?
Più leggo e più ritrovo ciò che già conosco, tipico del funzionamento delle sette, non temo di usare questa parola.

mic ha detto...

Cara A. Rita,

ti ringrazio per la tua testimonianza, soprattutto perché so quanto ti è costato solo accennarvi... penso e spero che il fatto di parlarne ti aiuti a elaborare e assimilare, per poi lasciartela alle spalle, un'esperienza che non esito a definire allucinante...

Ringrazio e benedico il Signore che ti ha 'tirato fuori' da un contesto così patologico e destabilizzante.

Sosteniamoci con la preghiera reciproca, mentre sono con te con tutto il cuore!

Francesco ha detto...

Abche da parte mia, cara A. Rita, tanta vicinanza e una preghiera.

La tua testimonianza è di quelle che più che farci aguzzare le orecchie per additarle sul nostro blog , ci riempiono di indignazione e di sofferenza silenziose perchè le sentiamo quali prodotti del mysterium iniquitatis.
Preghiamo e sorreggiamoci a vicenda.

katartiko ha detto...

intendi dire che i ragazzi del tuo paese che non sono nel Cammino sono tutti drogati o debosciati?
Alcuni, purtroppo, lo saranno; ma questa generalizzazione assoluta è proprio quello che vi inculcano e che non corrisponde alla realtà...


Si vede come la malafede vi opprime la materia grigia. Io volevo solamente dire che nella mia realtà i giovani stanno abbandonando la Chiesa in massa e non rispondono a nessuna sollecitazione. Tutte le realtà ecclesiali non hanno giovani e alle messe domenicali partecipa qualche volenteroso. Certo che sarei contento se in futuro, i miei figli, facessero parte di qualsiasi realtà attiva (io ho amici fraterni in RnS, AC, Cl, Allenza Cattolica, ecc.).
Purtroppo i pastori locali, vedendo le chiese piene di famiglie ultraquarantenni, non si preoccupano (tranne rari casi) dei giovani. Non volevo dire che solo i giovani del cammino si salvano dai vizi, solo il vostro livore ve lo ha fatto pensare. Siete sempre i soliti. meno male che non vi considera nessuno (neanche "chi di dovere").

strl ha detto...

x katartiko
Beh, con questo tuo secondo post le cose si capiscono meglio.
Converrai con me che nel primo messaggio non è che ti sia spiegato tanto bene... rileggiti questa frase che hai scritto:
"
Invece per voi è meglio che vadano il sabato in discoteca, a bucarsi e a fare sesso.
Purtroppo per la realtà locale della mia città, sarò fortunato se le mie figlie andranno qualche volta in Chiesa e avranno amici che non si spinellano.
"
Comunque, fine delle incomprensioni. Ciao

mic ha detto...

Si vede come la malafede vi opprime la materia grigia. Io volevo solamente dire che nella mia realtà i giovani stanno abbandonando la Chiesa in massa e non rispondono a nessuna sollecitazione.

non solo i giovani stanno abbandonando la Chiesa: questo è un periodo buio, a causa degli effetti del laicismo e del relativismo. Purtroppo, però la Chiesa è abbandonata e spesso anche 'sfigurata' da tanti che si dicono Chiesa e Chiesa non sono e consumano uno scisma nascosto ma non per questo meno deleterio...

Tutte le realtà ecclesiali non hanno giovani e alle messe domenicali partecipa qualche volenteroso.

questo succederà, forse, al tuo paese o è quello che ti dicono i tuoi catechisti; ma non è così dappertutto anche se i praticanti sono diminuiti: è un fatto. Ma il rimedio di tutto questo non è certo il Cammino, ma un ritorno SERIO alla Tradizione Viva, portatrice del Signore e della Sua autentica Presenza

Non hai mai visto quanti giovani frequentano le S.Messe Vetus Ordo, perché ovviamente non ti sogni di andarci!

Certo che sarei contento se in futuro, i miei figli, facessero parte di qualsiasi realtà attiva (io ho amici fraterni in RnS, AC, Cl, Allenza Cattolica, ecc.).

parli delle altre realtà ecclesiali come se fossero la stessa cosa del cammino, che è di per sé, purtroppo un Unicum che se ti fagocita difficilmente ti lascia andare ed ha insegnamenti e prassi diverse da quelle cattoliche.

Vorresti negare, quando tutti noi lo abbiamo ascoltato ed è stato da molti confermato, che nel cammmino ci si ritiene "eletti" e si invita a fare proseliti piuttosto che cercare confronto con altre realtà?

Purtroppo i pastori locali, vedendo le chiese piene di famiglie ultraquarantenni, non si preoccupano (tranne rari casi) dei giovani.

e allora? L'unica soluzione è il Cammino? Povera Chiesa, se così fosse!

Non volevo dire che solo i giovani del cammino si salvano dai vizi, solo il vostro livore ve lo ha fatto pensare. Siete sempre i soliti. meno male che non vi considera nessuno (neanche "chi di dovere").

quello che volevi dire era chiaro, adesso stai girando la pizza. Il livore ce lo stai mettendo tu.
Il fatto che "chi di dovere" non ci consideri ti piacerebbe, no?

Emma ha detto...

Non so a chi alludeva Katartiko parlando di "chi di dovere" che veglia sulla sua Chiesa, non penso stesse parlando dello Spirito Santo, ma forse sì.
Io più umilmente, non pretendo sapere ciò che lo Spirito Santo "sa, pensa e fa", non ho per abitudine di prenderlo a testimone delle mie affermazioni, opinioni, convinzioni personali, quello che è certo è che lo Spirito Santo veglia sulla Sua Chiesa ed è in questa certezza che confido senza tirarlo dalla mia parte!

Preferisco dunque dire che "chi di dovere" su questa terra ci considera, ma questo lo sapete, negarlo è una tattica poco convincente e poco efficace, anche se non è questo lo scopo principale di chi scrive qui, l`ascolto e la considerazione di chi è chiamato a guidarci è un segno positivo che non può che incoraggiare i responsabili di questo blog e chi investe tempo e energia per testimoniare.

Invece per voi è meglio che vadano il sabato in discoteca, a bucarsi e a fare sesso.

Qusto è ciò che katartiko ha scritto ed è a questo che gli è stato risposto, dunque è pregato di non girare la frittata e di rileggersi dopo o riflettere prima di scrivere.

Tutte le realtà ecclesiali non hanno giovani e alle messe domenicali partecipa qualche volenteroso.

Il "tutte" mi pare esagerato e probabilmente falso, non è la mia realtà e senza dubbio nemmeno quella delle centinaia di migliaia di giovani che partecipano alle GMG e che seguono un percorso accompagnati dai loro responsabili, non è nemmeno il caso delle comunità legate alla Tradizione, che attirano sempre più giovani in ricerca.

È assurdo fare della contabilità per vedere chi attira più fedeli, chi fa più figli, quello che conta ed è ciò che sta facendo il Santo Padre è lavorare per l`unità, quella vera.
Partendo dalla constatazione della crisi della Chiesa, della fede, Benedetto XVI , con il suo insegnamento, con le parole e con i gesti, sta riportando la Barca di Pietro nella giusta direzione e per farlo è obbligato di ripartire dai fondamenti della nostra fede.

Ascoltiamolo dunque, veramente, e riflettiamo se quello che ci dice e che ci mostra corrisponde a ciò che i nostri pastori ci dicono e ci mostrano, a ciò che ci viene insegnato nelle nostre comunità.

katartiko ha detto...

Non so a chi alludeva Katartiko parlando di "chi di dovere"

Chiedilo a mic.....
Penso qualche fantomatico "grande inquisitore".

katartiko ha detto...

Purtroppo i pastori locali, vedendo le chiese piene di famiglie ultraquarantenni, non si preoccupano (tranne rari casi) dei giovani.

e allora? L'unica soluzione è il Cammino? Povera Chiesa, se così fosse!

Vabbene, è inutile. Cercatevi un buon psichiatra. Auguri.

mic ha detto...

Vabbene, è inutile. Cercatevi un buon psichiatra. Auguri.

unica forma di collaborazione: spot del cammino e insulti...

mic ha detto...

Non so a chi alludeva Katartiko parlando di "chi di dovere"

Chiedilo a mic.....
Penso qualche fantomatico "grande inquisitore".


nessun "grande inquisitore": è chi nella Chiesa per grazia di Dio non tutta neocat, ancora ci incoraggia a continuare il nostro impegno

Stephanos78 ha detto...

Chiedilo a mic.....
Penso qualche fantomatico "grande inquisitore".


Paura eh ...? ^_^

katartiko ha detto...

Stephanos78 ha detto...
Chiedilo a mic.....
Penso qualche fantomatico "grande inquisitore".

Paura eh ...? ^_^


Guarda, stephy, non mi fa paura neanche il film "L'esorcista", e mi dovrebbero far paura le michiane invenzioni?

a.rita ha detto...

Ringrazio i fratelli per le parole di incoraggiamento e per il sostegno della preghiera. Vorrei dire una cosa a Katartiko, che saluto nel Signore:
ho postato una testimonianza della mia vita in Itineranza - che Dio solo sa quanto sia vera!!! - e per quanto sia breve e concisa può essere già discussa, magari facendo domande chiarificatrici: come mai resti del tutto indifferente di fronte ad un messaggio del genere, fai finta di nulla e continui a polemizzare su eventuali equivoci derivanti dai diversi modi di espressione, cosa normale visto che ognuno ha i suoi?
Ma perchè voi fratelli nc, di fronte ad una verità vissuta che non vi piace sentire perchè fa scricchiolare il "castello incantato" del Cammino nel quale vi siete accomodati, o fate scena muta, o dite che uno si inventa tutto, o continuate a far chiacchiere su discorsi precedenti facendo finta di niente?
Ti invito formalmente, appena posterò la mia esperienza per intero, ad intervenire con commenti pertinenti, senza sviare l'attenzione degli altri su polemiche inutili,e non perchè i miei post siano per forza più importanti di altri, no, ma perchè i fatti concreti vissuti dovrebbero colpire più delle riflessioni astratte. E ti prego, se interverrai non dire - come hanno fatto altri nc - che mi sono inventata tutto...a presto
A. Rita

mic ha detto...

Guarda, stephy, non mi fa paura neanche il film "L'esorcista", e mi dovrebbero far paura le michiane invenzioni?

guarda, katartiko, che quando parlo, sia che si tratti del cammino, sia che si tratti di "chi di dovere" i miei compagni di cordata sanno che non sono invenzioni e sanno anche di chi e di che cosa parlo

comunque il "paura" di Steph è una battuta! L'unico che incute "timore" a tutti nel Cammino (nel senso anche biblico di ossequioso e obbediente rispetto) è Kiko, che nei confronti dei vari "chi di dovere" ha molti argomenti che fungono da "unguento"... ma non tutti i "chi di dovere" sono corruttibili o ammaliabili o indaffarati o distratti o lontani

mic ha detto...

Per A. Rita,
ti ringrazio ancora una volta!

Ho molte osservazioni sulla tua testimonianza e le formulerò più tardi... mi ero trattenuto per non 'aggravarti'... ma se tu lo ritieni fattibile, andiamo avanti anche nell'esame della situazione che hai già così ben delineato... ogni approfondimento non può che alimentare ancora di più la riflessione e aiutare tutti quelli che ci seguono ad aber le idee più chiare!

G.B.Montini in arte Paolo VI° ha detto...

Ovviamente MIC anzichè parlare di chi sta facendo soffrire il Papa,
e la Chiesa Cattolica,cioè la Fraternità Pio X°,prefereisce la calunnia per ingarbugliare le cose e confondere i più semplici.Ci sono quattro pseudo Vescovi ordinati abusivamenente da Mons. Lefebrve con ordinazione non valida che si rifiutano di accettare il Magistero del Concilio Vaticano II° e degli ultimi tre Papi insistendo ottusamente sui loro errori.Ma per MIc questo è niente!!E allora la deve sparare grossa inventando calunnie e spargendo , a piene mani,sul Cammino.Questo dsignifica avere un cuore perverso,abituato alla menzogna.Questo è l'agire di chi è servo di Satana bugiardo e mentitore.

X annarita.a

Provo tanta tenerezza ma anche tanto sconcerto per il tuo comportamento.Che tristezza vedere che dopo un iniziale risposta ad una chiamata di Dio ti sei tirata indietro.Ti chiedo:Non ti sembra meschino quello che stai facendo?Infangare i tuoi ex fratelli su questo ambiguo blog?Cosa cerchi di fare,cosa vuoi una giustificazione,
una vendetta?Perdona ma vedo dietro le tue parole l'inganno del Demonio!Satana ti sta usando e ti ha resa cieca.Ma stai attenta prima ti userà,ti lusingherà con il plauso e l'approvazione e poi ti getterà via.Ricorda che stai perseguitando Cristo non i tuoi ex
fratelli!Le persone di questo blog sono nelle mani di Satana allonta
tanti da loro.Parli di invidie rivalità,calunnie..Ma ora cosa stai facendo tu se non lo stesso errore?Stai peccando di maldicenza alle loro spalle.Se anche quello che racconti fosse vero ti chiedo?Ma ti aspettavi persone perfette?O ti aspettavi che le cose andassero alla perfezione?Non sai che siamo tutti peccatori?Ricordati di Teresa di Lisiuex di come fu trattata dalle consorelle eppure erano suore.Ricordati di Padre Pio da Pietrelcina di come fu trattato dal proprio ordine,dai confratelli e dalla Santa Sede.Ricordati che siamo tutti perccatori e anche nelle famiglie migliori ci sono dispetti,invidie,calunnie.Ma Dio ci chiama ad amare i nemici!Se tu fossi stata migliore delle persone di cui parli invece di sparlarne su questo stupido blog le avresti amate come fece Maria Goretti che perdonò il suo assasino in punto di morte.Il Vangelo ci chiama ad amre i nemici e coloro che ci fanno soffrire.Ma tu non ne sei stata capace.Ti capisco ma per questo non devi vendicarti.Cosa speri di fare attraverso questo blog.Di vendicarti contro Kiko?Quale verità portano costoro?E tu quale verità porti la tua?Pregheràò per te!!!Che lo Spirito Santo ti aiuti






“Arrivai a Porto San Giorgio, alle convivenze itineranti, senza essere catechista perchè al tempo avevo solo un anno di cammino (sono stata un'eccezione, portata lì dal mio primo catechista Giorgio Filippucci, che affrontò per questo le ire di Kiko e Carmen perchè ero troppo giovane di cammino) e giunsi l' perchè mi ero alzata per entrare in Monastero ma il mio catechista volle che prima provassi l'itineranza per vedere come mi ci trovavo e comunque non voleva che entrassi in Monastero prima del sesto anno di cammino, così mi portò a Porto San Giorgio e feci un'itineranza di nove mesi a Tolone, nel sud della Francia con un'altra ragazza appena uscita dal Monastero, che aveva 18 anni di cammino, ed una famiglia in missione di Roma che veniva da una missione fallimentare a Taiwan (Singapore). E' stata un'esperienza all'inizio "bella" perché nuova, la Francia è bella, la lingua non è difficilissima per un italiano, i fratelli di missione erano italiani e perciò ci si capiva...poi sono cominciate le fatiche fisiche in casa, le invidie, le incomprensioni, i dispetti, le calunnie, le falsità, le bugie, la reclusione forzata in casa con l'impossibilità di andare in celebrazione, i litigi della ragazza con i genitori della famiglia, le sofferenze dei figli che non volevano stare lì, la morte improvvisa del mio catechista che era l'unico che mi tutelava, il rapporto difficile con l'altra ragazza sempre arrabbiata e per finire la grande ipocrisia degli accordi segreti fra i genitori il responsabile della Francia e Kiko, al fine di farli rimanere tutti in missione, nonostante le sofferenze dei figli, tranne me che me ne sono voluta andare via. Questo in quattro parole ma se raccontassi nei dettagli ci vorrebbero giorni, però ripeto, non è detto che il Signore non mi conceda di farlo. Per ora ti saluto e... alla prossima.”
ciao A. Rita

01 marzo, 2009 17:46

mic ha detto...

Se tu fossi stata migliore delle persone di cui parli invece di sparlarne su questo stupido blog le avresti amate come fece Maria Goretti che perdonò il suo assasino in punto di morte.Il Vangelo ci chiama ad amre i nemici e coloro che ci fanno soffrire.Ma tu non ne sei stata capace.Ti capisco ma per questo non devi vendicarti.Cosa speri di fare attraverso questo blog.Di vendicarti contro Kiko?Quale verità portano costoro?E tu quale verità porti la tua?Pregheràò per te!!!Che lo Spirito Santo ti aiuti

semplicemente TERRIBILE!!! come tutto il resto del delirante messaggio, che chiama in causa in ternini davvero poco ecclesiali e soprattutto per nulla in sintonia con il S. Padre i nostri fratelli lefebvriani...

per noi che conosciamo la mentalità e le frasi fatte del cammino non ci stupisce.

Pensavo di 'preservare' da questo e dal resto del veleno A. Rita; ma credo che ormai - al pari di noi e per Grazia di Dio - ne sia del tutto immune!

mic ha detto...

il falso paolo vi:
Il Vangelo ci chiama ad amre i nemici e coloro che ci fanno soffrire.Ma tu non ne sei stata capace

invece guarda come non riesci ad amarci tu che non fai altro che insultarci e riempirci di accuse e ci ritieni addirittura in mano al demonio!

Se non ci riesci tu ad amare i nemici, perché DEVE riuscirsi A. Rita... E, poi, chi ti dice che non li ama? La vera Carità sta nella Verità, non nella menzogna e viene alla luce, non resta nel "segreto"

Faresti bene a non scomodare le consorelle di Teresa di Lisieux o i persecutori di Padre Pio perché, se ti fa comodo sul piano logico (e sono tutte imbeccate dei catechisti trite e ritrite), nella sostanza dei fatti e nel contesto non c'entrano un TUBO!!!

mic ha detto...

Satana ti sta usando e ti ha resa cieca.Ma stai attenta prima ti userà,ti lusingherà con il plauso e l'approvazione e poi ti getterà via.

come fai ad essere così sicuro che qualcuno è nelle mani di Satana e non tu? E poi da queste parti non c'è nessuna lusinga e nessun plauso né da dare né da ricevere, c'è solo la luce della fede, la chiarezza della verità e la fermezza della consapevolezza

Ricorda che stai perseguitando Cristo non i tuoi ex
fratelli!Le persone di questo blog sono nelle mani di Satana allonta
tanti da loro.Parli di invidie rivalità,calunnie..Ma ora cosa stai facendo tu se non lo stesso errore?


solita bieca tecnica di manipolazione!!!!!!
Qui nessuno pronuncia calunnie, ma denunce e critiche sacrosante che corrispondono alla verità dei fatti, che va conosciuta interpretata e, se possibile, corretta da chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere e un cervello non portato all'ammasso da far funzionare!

mic ha detto...

se ti fa comodo sul piano logico
intendevo dire: sul piano della tua falsa logica di strumentalizzazione

gianluca cruccas ha detto...

E questi sarebbero i nuovi evangelizzatori che il Santo Padre manda a nome Suo in giro per il mondo per compiere la Missione ad Gentes? codesto (in arte Paolo VI)non è altro che Giuseppe Esposito un catechista del CN.
Il suo stato spirituale conferma il fatto che partecipare all'eretico CN ti porta uno stato spirituale veramente devastato, ma la cosa più grave che codesti catechisti guidano migliaia di persone per poi portarli allo stato spirituale che questo Giuseppe Esposito manifesta.
Io ribadisco il pansiero che la Chiesa Cattolica non doveve dare nessuna approvazione a questa setta, ma doveva mandarli fuori senza più indugio, (sono passati più di quaranta anni dalla nefasta bnascita di questo movimento).
E a te pseudo catechista Giuseppe Esposito ho solo una cosa da dirti vergognati e smetti di traviare la tua anima e l'anima di tutte le persone che stai traviando con le catechesi totalmente eretiche del tuo capo totalmente eretico Kiko Arguello.

Gianluca cruccas.

Emma ha detto...

Terribile e straziante sapere, non immaginare ma sapere, che è così che vengono trattati i neocatecumenali dai loro fratelli nel caso cominciassero a nutrire dubbi, porsi delle domande e forse anche spingersi a critiche.
Poni delle domande? Sat..ti sta usando!...!
Hai dei dubbi? Sat...ti sta manipolando!
Critichi il cnc? Sei nelle mani di sat...
Vuoi uscire? Sei vittima di sat...che ti ha reso cieca e ti perderà perchè fuori del cammino non c`è salvezza e stai rifiutando il disegno che Dio aveva per te!
Che strazio, pensare a queste povere persone vittime di queste manipolazioni e che disprezzo per coloro che di queste manipolazioni sono gli autori.

mic ha detto...

Caro Gianluca, sembra l'alter ego di Troisi, Pozzi ed altri... non sanno nemmeno parlare con le loro parole!

La risposta a proposito dei lefevbriani gliel'abbiamo data, a quanto ci aveva scritto via mail, sul sito

sofia ha detto...

"Ricordati di Padre Pio da Pietrelcina"
("paolo VI", senza pudore...)
-------------

E' giunta l'ora che questi minacciosi catechisti - loro per primi - si convertano!
(i piccoli sedotti non sanno
in realtà quello che fanno...)
Ricordino che proprio San Padre Pio li definì FALSI PROFETI!

Tutti loro e Kiko...
quelli che hanno la massima consapevolezza e responsabilità del male che stanno facendo da decenni, pensino, in questa Quaresima, che il Giudizio di Dio sta sospeso su di loro da 40 anni, con una proroga di misericordia illimitata, confermata il 10 gennaio dal Papa, che aspetta dai capi, responsabili dell'esempio dato ai piccoli, ingannati, accecati e inconsapevoli della loro prigione,
un cenno di obbedienza
alle sue direttive, che già i Papi precedenti aspettavano... (magari lo vedessimo!).

Questi torturatori e schiavisti di anime (non qualificabili altrimenti) pronti a manipolare e stravolgere Vangelo, Dottrina, Liturgia e Sacramenti a uso e consumo del delirio di onnipotenza di un sol uomo, che si serve della Chiesa di Cristo come di uno sgabello per i suoi piedi,
possono ancora prendere coscienza dell'abuso enorme che stanno facendo della Misericordia Divina,
che dirà al momento giusto il suo
"BASTA!" ...
di fronte alle migliaia
di anime che, ignare della
trappola al loro iniziale accostarsi, rese poi impotenti prigioniere, alzano mute grida al Cielo, giorno e notte, vessate
dai ricatti infami dei loro
oppressori, servi della menzogna
kikiana,
(come nel post ripugnante
02 marzo, 2009 13:47)
veri serpenti dalla lingua
biforcuta nel seno
della Chiesa, col sorriso pronto e l'applauso ipocrita al papa
nelle piazze mediatiche...
pronti ad eseguire i voleri del gran Kapo appena tornati nel chiuso
e nel segreto!

Ricordino che il Signore non è un
poveruomo bonaccione che si fa ingannare da loro per "distrazione" o che lascia correre tutto per indifferenza o debolezza!

Per loro sono queste sue parole:
“Chi opera la verità viene alla luce; chi fa il male odia la luce” (cf. Gv 3,20-21).

Hanno ancora quel tempo che Dio concede loro per ravvedersi, per accorgersi che stanno coltivando
una vera ostinazione nel peccato, al seguito del grande Ingannatore!

E pensino a quella parola chiara e forte che disse Gesù Misericordioso a Santa Faustina Kowalska:

"Chi non vorrà passare per la mia Misericordia, dovrà passare per la mia Giustizia!"

felice ha detto...

"Provo tanta tenerezza ma anche tanto sconcerto per il tuo comportamento.Che tristezza vedere che dopo un iniziale risposta ad una chiamata di Dio ti sei tirata indietro.Ti chiedo:Non ti sembra meschino quello che stai facendo?Infangare i tuoi ex fratelli su questo ambiguo blog?Cosa cerchi di fare,cosa vuoi una giustificazione,
una vendetta?Perdona ma vedo dietro le tue parole l'inganno del Demonio!Satana ti sta usando e ti ha resa cieca.Ma stai attenta prima ti userà,ti lusingherà con il plauso e l'approvazione e poi ti getterà via.Ricorda che stai perseguitando Cristo non i tuoi ex
fratelli!Le persone di questo blog sono nelle mani di Satana allonta
tanti da loro."

Mi si perdoni l'ironia: ma Kiko passa le fotocopie sulle cose da dire per far sentire in colpa chi si allontana?

Sono le identiche parole che sono state dette a me... con l'invito ad abbandonare la mia famiglia perchè il demonio sis tava servendo di loro.

CI RISIAMO CON LE SUPERSTIZIONI EH???

Chiedo venia ma, chi deve perdonare siamo sempre noi (cristianamente è più che giusto), ma voi avete mai chiesto perdono a noi?

Io fino a questo momento ho letto e sentito: insulti diffamatori, ricerche sulla mia vita privata, invenzioni sulle mie preferenze sessuali...

Questo è il Cammino Neocatecumenale?

strl ha detto...

X G.B. Montini
"
Provo tanta tenerezza ma anche tanto sconcerto per il tuo comportamento.Che tristezza vedere che dopo un iniziale risposta ad una chiamata di Dio ti sei tirata indietro.Ti chiedo:Non ti sembra meschino quello che stai facendo?Infangare i tuoi ex fratelli su questo ambiguo blog?Cosa cerchi di fare,cosa vuoi una giustificazione,
una vendetta?Perdona ma vedo dietro le tue parole l'inganno del Demonio!Satana ti sta usando e ti ha resa cieca.Ma stai attenta prima ti userà,ti lusingherà con il plauso e l'approvazione e poi ti getterà via.Ricorda che stai perseguitando Cristo non i tuoi ex
fratelli!
"

Che tristezza leggere sempre questa "monnezza" da parte dei catechisti (ammesso che tu lo sia) del CNC!
La povera Annarita ha solo scritto la sua storia, senza aggiungere ne omettere!
Dove sarebbe l'infangare i suoi ex fratelli? E addirittura "stai perseguitando Cristo!".
Sei totalmete zombificato, fratello mio!
Se sei in buona fede non riesci più ad avere un dialogo sereno non solo con chi ti attacca (e nel post di A.rita non vede alcun attacco) ma addirittura con chi, dicendo la propria personale esperienza (che tu non credi... e te pareva...) sfuma il tuo mondo perfetto del CNC!

Ricordati che chi dice mezza verità dice anche mezza menzogna!
E questo è inammissibile se si vuole essere (come è sempre sbandierato dal CNC) portatori della verità.
Direi che sotto Satana ci sei te. E te lo dico da fratello.
O si dice la verità anche quando questa fa male o si mente e quindi, secondo la logica CNC, si è sotto l'influenza di Satana (il mentitore...).
Dove sarebbe la vendetta di A.Rita? Quella di dire la verità?? Ebbene non trovo servizio migliore, anche per il CNC, che dire la verità!
Forse leggendo non solo le lodi ma anche i molteplici problemi il CNC si correggerà.
Altrimenti è destinato a diventare SOLO UNA LOBBY.
E visto che citi padre Pio... lui è stato si perseguitato ma ha detto, e con forza, la verità! Non ha detto le mezze verità (per non dire le omissioni e le falsità) che ho sentito io negli ultimi 10 anni nel CNC!
Ed inoltre, perché non rispondi al tema degli adolescenti del CNC e
a questa domanda che è già tre volte che faccio e nessuno risponde??

"
tanto per parlare di fatti e non di chiacchiere...
: pensa ad un fratello di CNC con non frequenta più da 1-2 anni e pensa quante volte lo hai cercato, gli hai telefonatol, ci hai parlato personalmente, lo hai aiutato nell'ultimo anno. E pensa invece a quante volte lo hai cercato, ci hai parlato personalmente, lo hai aiutato prima solo perché era un fratello frequentante...
E se è così... io dico! Ma non siamo sempre in presenza della stessa persona! Ed anzi, ti dirò di più! Se pensi che stia sbagliando o stia passando delle sofferenze non dovresti cercarlo ed aiutarlo ancora di più! Ma che hai paura di essere "contaminato"? Oppure la tanto sbandierata fratellanza si restringe all'appartenenza ad una lobby e come tutte le lobby, come non se ne fa più parte, non si è neanche più fratelli?!?!
"

Caterina63 ha detto...

G.B.Montini in arte Paolo VI° ha detto...

Ovviamente MIC anzichè parlare di chi sta facendo soffrire il Papa,
e la Chiesa Cattolica,cioè la Fraternità Pio X°,prefereisce la calunnia per ingarbugliare le cose e confondere i più semplici.Ci sono quattro pseudo Vescovi ordinati abusivamenente da Mons. Lefebrve con ordinazione non valida che si rifiutano di accettare il Magistero del Concilio Vaticano II° e degli ultimi tre Papi insistendo ottusamente sui loro errori.Ma per MIc questo è niente!!E allora la deve sparare grossa inventando calunnie e spargendo , a piene mani,sul Cammino.Questo dsignifica avere un cuore perverso,abituato alla menzogna.Questo è l'agire di chi è servo di Satana bugiardo e mentitore.

********************************

Quanta ignoranza, cattiveria, odio, menzogna e meschinità in così poche righe....

C'è una cosa che consola, che con questo stesso metro di giudizio, falso, superbo, meschino con il quale stai dicendo FALSA TESTIMONIANZA, con lo stesso metro sarai giudicato!

Davvero il Signore è giusto Giudice!

Emma ha detto...

E questo signore è un catechista !

a.rita ha detto...

Posto qui la prima parte della mia esperienza itinerante in Francia e mi scuso per l’inevitabile lunghezza.
Ho cominciato il Cammino nel Maggio del ‘94 e subito, nella successiva convivenza di inizio corso dell’ottobre 1994, mi sono alzata per il Monastero, vocazione che ho ricevuto quando avevo dodici anni, per la cui realizzazione entrai in Cammino. In Cammino la chiamata al monastero viene sempre abbinata a quella dell’Itineranza, poiché sempre i catechisti invitano chi vuole entrare in Monastero a fare prima un’esperienza di Itineranza per discernere se per caso la modalità di consacrazione sia quella di tipo attivo anziché contemplativo. (Almeno così loro giustificano questa richiesta, ma la realtà è che prima di “perdere” un elemento valido per il servizio al Cammino, consegnandolo ad un’altra realtà religiosa della Chiesa, provano a vedere se è disposto a restare nel proprio ambito.) Comunque anche a me fu impedito da Giorgio di entrare in qualunque Monastero prima del sesto anno di Cammino, cioè prima di aver fatto il Passaggio dell’Iniziazione alla Preghiera (dando per scontato che una persona che venga già da 14 anni di cammino di Fede nella Chiesa, prima di entrare in quello neocatecumenale, non sappia comunque pregare o non abbia già un rapporto personale con Dio…ma purtroppo ben sappiamo che per i neocatecumenali tutti sono uguali, tutti non hanno la fede finchè non è il Cammino a dargliela, tutti non conoscono Dio se non è il Cammino a mostrarLo loro, anzi, se hai un rapporto con Dio sicuramente è sbagliato, viziato da devozionismi e sentimentalismi da abbattere, perché è l’impostazione cattolica che “ha fallito” che è da abbattere, o su una visione personale di Dio che non è quella giusta, cioè quella di Kiko Arguello…e così finchè non arrivi all’Iniziazione alla Preghiera non ti puoi muovere. Giorgio mi disse: “Piano con i Monasteri! Tu non ti muovi fino all’Iniziazione alla Preghiera: sesto anno di Cammino!” (Io l’avrei ucciso…perché sentivo una spinta fortissima ad entrare; altri cinque anni… erano 14 anni che aspettavo e lì mi sentivo un pesce fuor d’acqua: tutto mi dava disagio: le Eucarestie così rumorose, prive di momenti di silenzio, neanche il tempo del ringraziamento dopo la Comunione, che io mi ritagliavo lo stesso mentre urlavano i loro canti…i pellegrinaggi chiassosi e goliardici, le incomprensioni dei fratelli di comunità che mi vedevano come una bestia rara perché dopo l’Eucarestia non andavo in discoteca con loro, le incomprensioni con le sorelle che mi invitavano a vestirmi meglio, a truccarmi, a pettinarmi diversamente, quando non me ne importava niente e dicevano che ero “strana”, ero “depressa”, perché quando prendevo il Signore Gesù mi si scioglieva il cuore e piangevo sempre…)
“Tanto che fretta c’è? – aggiunse Giorgio – il Monastero sta lì, mica scappa via! Nel frattempo ti faremo fare scuola di catechesi ed anche l’esperienza dell’Itineranza.”
In questo Giorgio mantenne la parola, perché mi stimava e mi voleva bene, perciò bruciò effettivamente i tempi “canonici” neocatecumenali e dopo il Primo Scrutinio, nell’Ottobre del ’96 mi portò in una convivenza regionale delle comunità più anziane da cui partivano per l’itineranza e lì mi alzai di nuovo. Mi scelse tra dieci ragazze alzate, mi mise in coppia con B., una ragazza che aveva 18 anni di cammino e che era drammaticamente uscita una settimana prima da un Monastero in cui era entrata da un anno e mezzo, e così quell’ottobre siamo partite per Tolone, in Francia. (Appena ci scelse Giorgio disse a questa ragazza: “Racconta ad Anna Rita che ti è successo in Monastero, così le passano le “fantasie” sui monasteri.” B., in obbedienza a Giorgio, cominciò quasi subito a raccontarmi tutto il macello successo in quella comunità monastica, di cui io conoscevo una per una tutte le sorelle, per averci fatto degli esercizi spirituali nei due anni precedenti e perché il loro confessore era diventato il mio Padre spirituale ( purtroppo solo per sette mesi perché morì in seguito ad una operazione cardiaca) e perciò il suo racconto mi turbò profondamente, cosa che era esattamente quello che voleva Giorgio, affinché io – spaventata dal racconto – abbandonassi l’idea di entrare in monastero…)
Comunque arrivate a Tolone trovammo ad aspettarci la famiglia I. (F./o e N./a) di Roma, che avevano otto figli ed erano in attesa della nona, che ci accolse apparentemente bene, portandoci in gita a visitare la vicina Marsiglia (la prima e l’ultima uscita fatta tutti insieme in nove mesi, a parte le Eucarestie e qualche convivenza “fuori porta”). In realtà questi coniugi venivano da una missione fallimentare a Taiwan (Singapore) dalla quale dovettero far ritorno a casa per le enormi difficoltà di inserire i figli nella società cinese, motivo per cui anche i figli di dieci anni erano stati costretti ad andare all’asilo, dato che non capivano una parola di cinese e quindi non potevano seguire le scuole relative alla loro età. Inoltre N.a ci raccontò che avevano sofferto molto a causa delle ragazze in missione che stavano a Taiwan, le quali si rifiutarono di aiutarli nella conduzione della casa poiché sostenevano di essere andate là non per sostegno domestico alle famiglie, ma per “fare la Traditio ai parroci”, cioè per proporre l’apertura del Cammino nelle varie parrocchie della zona. Questo fu visto da loro come una cattiveria e un’indifferenza al loro bisogno (veramente anche a me, nella mia ingenuità, pareva così, mentre B., (la ragazza che era con me) più pratica e disincantata di me, era d’accordo con le ragazze di Taiwan, nel rispetto del tipo di vocazione che quelle ragazze avevano manifestato) e perciò i genitori restarono molto contrariati da questo problema, a cui dettero la colpa del fallimento della loro missione. Tornarono perciò a Roma – ci disse N.a – “fra pianto e stridore di denti” (naturalmente parlo dei genitori che volevano tanto fare i “missionari”, non certo i figli che avranno tirato un sospiro di sollievo…). Quando due anni dopo si prospettò per loro una nuova missione, a Toulon in Francia, ambiente molto più abbordabile di quello cinese, visto che F.o conosceva già la lingua perché era siciliano di origine ma nato e vissuto da piccolo in Algeria, decisero di partire con gli otto figli ed un’altra in arrivo. Ma erano tutti molto tesi: i figli, nel ricordo della precedente terribile esperienza non erano affatto contenti di lasciare gli zii, i cugini, Roma: la loro città, la loro scuola con tutti i compagni, i fratelli di comunità di Roma (circa la comunità parlo della primogenita, che avendo quindici anni aveva già la sua comunità di giovani nc in cui era inserita); i genitori invece, contenti di tornare in missione, ma decisissimi a non soffrire di nuovo con le ragazze quello che avevano passato a Taiwan, perciò molto “parapettati” (termine neocatecumenale) nei confronti miei e di B.
E infatti le “precauzioni” non si fecero attendere: poiché io e B. risultavamo in missione come appoggio alla famiglia dal momento che la gravidanza di N. risultava difficile – lei sosteneva di non poter fare NULLA in casa perché diceva di avere le contrazioni al terzo mese – ci venne intimato che non “dovevamo perdere tempo a pregare”, ma dovevamo lavorare! Adesso spiego meglio: nei primi giorni di convivenza con la famiglia( fu messa a disposizione da due fratelli di Parigi una villa fuori Tolone, in cui abitavamo tutti insieme: la famiglia da una parte ed noi due ragazze in un’altra ala della casa) io a B. ci alzavamo e facevamo le lodi insieme, introducendo anche mezz’ora di preghiera silenziosa. Quando andavamo in cucina, a preghiera ultimata, per cominciare a lavorare in casa, vedevamo N. molto scura in volto: era visibilmente contrariata perché voleva che cominciassimo prima a pulire la casa. Infatti nel giro di una settimana venne a casa Michelangelo, il Responsabile del Sud della Francia, ad avvertirci che a Novembre ci sarebbe stata la Convivenza Itineranti a Porto San Giorgio dove Kiko avrebbe o no confermato l’avvio della nostra missione; in quell’occasione fu molto chiaro: “Qui non siamo in monastero, ma in missione, perciò pregherete solo se ne avrete il tempo, altrimenti non lo farete, se non siete d’accordo potete tornare anche subito a casa vostra.” Io ero disposta a qualunque ubbidienza, offrendo a Dio la mancanza di preghiera ed andando avanti…
La nostra giornata cominciava alle 6.30, ci si alzava, il tempo di prendere un caffè ( che per risparmiare tempo preparavamo la sera prima, ma anche quello disturbava qualcuno…) e si vestivano i bambini per mandarli a scuola. A scuola li portava il padre col pulmino di famiglia, o se ce n’era bisogno li portavamo noi con una piccola auto messa a disposizione dal parroco francese della zona di missione. Noi ci spicciavamo in mezz’ora scarsa a fare le lodi (da cui avevamo dovuto togliere la preghiera silenziosa); avevamo anche chiesto a N. e ad F. se la mattina volevano pregare con noi, ma si rifiutarono, dicendo che “non era previsto”, che la prassi era che la coppia doveva pregare per conto suo e le ragazze per conto loro…solo le lodi della domenica dovevano essere fatte tutti insieme con i figli, perché così era “previsto”.
N. cercava di essere gentile con me più che con l’altra ragazza, perché diceva che essendo io la più piccola di cammino avevano il dovere di “non scandalizzarmi” e questo scatenava le lamentele di B. che non sopportava la sua ipocrisia e ogni giorno, quando eravamo chiuse nella nostra camera, si sfogava con interminabili critiche contro di lei ed il marito. La mattinata la passavamo pulendo la casa, mentre N. ci guardava lavorare, poi mentre io cucinavo per dodici persone, B. faceva altri servizi come stirare o altro. Poi c’era il pranzo con tutti i figli tornati da scuola, che spesso finiva con litigi tra i ragazzi (abbastanza normali) che erano sempre molto nervosi e con le ire del padre che non ci andava molto leggero, specie con i grandicelli. C’era sempre un motivo per alzare la voce e stare in tensione.
Dopo pranzo avevamo tre quarti d’ora di riposo ed io e B. che stavamo correndo dalle sei di mattina, crollavamo a dormire. Quando ci alzavamo si preparava la merenda ai ragazzi e si cominciava subito a preparare la cena. Quando non c’era celebrazione si andava a dormire alle 22.30, sennò alle 23.30 e oltre. Questi ritmi tenuti ininterrottamente per mesi e mesi risultarono fisicamente sfiancanti.
Darò un breve ritratto di questi ragazzi.
La primogenita, quindicenne, era una ragazza molto bella, molto socievole e simpatica, era loquace e raccontava molto volentieri le avventure che aveva vissuto a Roma con i cugini ed i fratelli di comunità ed aveva una voglia matta di tornare a Roma nel suo ambiente, e quando si scontrava con il padre lo faceva disperare perché rimaneva impassibile, senza mai piangere, con lo sguardo perso nel vuoto, di fronte a qualsiasi grido o percossa. Mi colpiva il fatto che non subisse il fascino della nuova nazione, né del fatto di poter imparare a parlare correntemente una nuova lingua, al contrario le mancava tanto la nonna, e a parte qualche volta in cui veniva in camera nostra a raccontarci le sue cose che aveva lasciato a Roma, se ne restava tutto il pomeriggio chiusa in camera. Ricordo che in una delle nostre discese in Italia, i genitori le permisero di venire in treno con noi e di passare qualche giorno dalla zia, perché stava entrando in depressione.
La seconda, di quattordici anni, era una ragazza particolare: studiosissima a scuola e molto brava. Era molto alta e magrissima, dai modi lenti e flemmatici, molto riservata ed indipendente, di poche parole, non tradiva mai un’emozione dal suo comportamento, era gentile, formale e distaccata.
Il terzo era un maschio di tredici anni: era insieme scherzoso ed impacciato, si muoveva a scatti e parlava così velocemente che a stento si capiva quello che diceva, la tipica timidezza del ragazzino in pre-adolescenza, era molto intelligente ed aveva un bell’umorismo, che con il passare dei mesi gli ho visto scomparire…
La quarta, di undici anni, era secondo me la più preoccupante di tutti: era di un’aggressività e di una violenza inaudite: non riusciva a controllarsi in alcun modo e si scontrava spesso con i fratelli più piccoli, di cui soffriva molto di gelosia. Anche quando cercava di dialogare con la madre, urlava a squarciagola (roba da turarsi le orecchie!) e se vedeva che la madre che non l’assecondava, restando calma ed indifferente alle sue grida, si contorceva come in uno spasmo isterico…la sua natura profonda era sicuramente dolce e sensibile, ma il suo stato psichico era senza dubbio fortemente disturbato; ricordo che diceva tra gli urli alla madre: “Perché non mi difendi mai?!!!” – e quando N. le rispondeva con calma: “Perché vedo che ti sai difendere benissimo da sola…” – allora lei urlava: “Non è vero!!!Non è vero!!!” Mi colpiva molto l’impotenza che viveva dietro a quell’aggressività, e in vero mi intimoriva anche, perché era oltre ogni limite.
Seguivano altre due sorelline, di otto e sei anni (mi sembra), la prima molto timida, molto calma e dolce, che soffriva molto la tensione che c’era sempre in casa, aveva sempre il pianto nella voce quando parlava, e quando ad una catechesi Michelangelo le chiese qual’era la cosa che desiderava di più, lei rispose: “La pace.”
L’altra di cinque o sei anni era tutta un fermento, molto allegra, molto vivace, cantava sempre e non stava mai ferma. Quando nacque la sorellina in breve si spense, si chiuse in se stessa e smise di ridere…
Infine c’erano gli ultimi due maschietti: uno di quattro anni scontrosissimo, sempre scuro in volto, chiunque gli parlasse rispondeva male o con un versaccio e scappava via. Quando nacque la nona sorella si calmò molto, si rasserenò e si addolcì…
Il piccolo era il classico orsacchiotto, tutto miele, sempre dolce e affettuoso, ma quando nacque la sorella divenne nervoso, violento ed intrattabile, sembrava che si fosse scambiato i ruoli col fratellino maggiore.
Ho voluto dare un quadro veloce e generale sulla personalità di quei figli, non perché avessero in se stessi chissà quale anomalia rispetto alla norma delle varie età, ma perché tutti esprimevano, in varie modalità, dei disagi, più o meno gravi, a seconda dei casi. La domenica mattina si scatenava tutta la tensione che vivevano dentro, ed erano veramente difficili da gestire: manifestavano così la mancanza di voglia di stare in quella situazione, e lo dimostravano anche non volendo dire le lodi: ricordo che una domenica mattina, per riuscire a dire le lodi tutti insieme, il padre nel giro di mezz’ora li picchiò tutti e otto. Questo accadeva anche perché se non c’erano in programma convivenze con altre comunità francesi, non c’era mai l’iniziativa di far uscire questi ragazzi per qualche passeggiata, né li ho mai visti incontrarsi con qualche compagno di scuola, né di domenica né negli altri giorni. Unica eccezione fu una festa parrocchiale giovanile, organizzata dal parroco francese della zona, alla quale io e B. accompagnammo i tre figli più grandi, che era stata allestita in uno scantinato, con musiche da discoteca, in un ambiente buio, saturo di fumo e di spinelli, nella quale per la verità non restammo molto. Mi ferì molto in quell’occasione una frase della ragazza che era in missione con me, la quale guardandomi con un sorriso strano, mentre fumava in quel postaccio buio e fumoso ed assordante, mi disse con tono profetico: “Tanto tu prima o poi così dovrai finire…” (forse anche lei era infastidita dal mio modo di vivere la fede, che le sarà sembrato “troppo asettico, troppo perfettino” – oggi dico: secondo lei troppo cattolico - perché non era mia abitudine aggredire gli altri come usava fare lei…).
A. Rita

Caterina63 ha detto...

http://dominusest.forum.st/adversus-haereses-f16/i-cattolici-non-possono-fare-a-meno-della-domenica-perche-t37.htm#226

in questo collegamento stiamo trattando sistematicamente con il Magistero la catechesi sulla DOMENICA....

^___^

strl ha detto...

Grazie A.Rita per la tua testimonianza.
Penso che sarà utilissimo per tutti, in particolare per coloro per i Vesconvi che inviano e le famiglie che iniziano a pensare all'itineranza.
Nel CNC si è sempre detto che la famiglia itinerante è una grazia, che i bambini sono contentissimi, che si inseriscono subito, che non hanno la mancanza dei nonni, zii, amici etc (la c.d. terribile affettività!) etc. etc...... col cavolo!!
Sono bambini normalissimi che sdradicati dal loro ambiente soffrono e di che tinta! Dove è la Comunione?? A me sembra solo una grande sofferenza! Sofferenza, oltre che delle ragazze e dei bambini, dei genitori che, chissà per quale assurdo e ingannatore motivo, sono voluti ripartire dopo l'esperienza altrettanto fallimentare (se non anche di più) di taiwan! Spero solo che non sia stata (come ho già visto in un altro caso) UN PROBLEMA DI COME MANTENERE LA FAMIGLIA e quindi UN PROBLEMA DI SOLDI, oltre alla solita zombificazione, al fatto che "Dio vi ha dato una missione! Non si può rifiutare la chiamata di Dio" e simili.

La cosa che mi infastidisce molto, moltissimo di questo racconto è che, di fatto, viene tagliato il futuro dei figli. Dopo aver fatto dieci anni di itineranza senza inserirsi nella società in cui si è che futuro possono avere se non quello di fare, a loro volta, gli itineranti CNC?!?
E poi, sarei curioso di sapere, ma che lavoro faceva il padre di famiglia (a parte la c.d. evangelizzazione)?
Mi pare di ricordare che l'obiettivo (sbandierato) è quello di diventare una famiglia normale, che si automantiene, con i figli che vanno a scuola, hanno amici etc. e che l'unica differenza con le altre del posto è quella di vivere cristianamente! E quindi di dimostrare che "si può vivere nel mondo cristianamente"!
Dal tuo racconto sembra solo una famiglia con tanti, tanti problemi. Con equilibri instabili. Con figli ribelli. Con piccole-grandi tirannie nei confronti dei sottoposti (tu e l'altra ragazza)....
Come ho già scritto più volte E' ORA CHE NEL CAMMINO SI DICA LA VERITA'. Altrimenti rimane solo UNA LOBBY DI ZOMBIFICATI.

Michela ha detto...

Come avevamo già scritto, è molto scorretto far fare ai ragazzi le catechesi dopo la cresima,
perchè invece di essere introdotti nella vita della chiesa/parrocchia,
gli vengono fatte delle catechesi, adatte ad adulti, in cui si dice che tutta l'esperienza religiosa precedente non vale nulla.

Dal momento che i catechisti del cammino non sono preparati, e comunque non possono cambiare una virgola del testo che gli hanno consegnato, annullano in 2 mesi il lavoro di catechesi parrocchiale.

Ma il vero motivo per cui i ragazzi vengono fatti entrare in cammino a 13 anni, è che come ha ben spiegato Kiko, a questa età i ragazzi ancora ascoltano i genitori.
se li lasciassero liberi di decidere autonomamente, si comporterebbero come la media dei giovani italiani, e al cammino mancherebbero i numeri da sbandierare.

A ben vedere dietro questo atteggiamento si nasconde un vero paganesimo, un'ansia da fallimento, e alla fin fine una mancanza di fede in Dio, che ha predisposto delle strade per ognuno di noi, e una mancanza di fiducia nel figlio, e di rispetto per la sua libertà.

chisolm ha detto...

Spero vivamente che a.rita trovi al più presto la pace del cuore.
Glielo auguro perché, pur conoscendo molto poco il Cammino, ho letto tracce di viva sofferenza.
Il suo stile scorrevole, anche nei momenti più drammatici, rimane comunque fisso ad un’oggettività senza astio, il che mi induce a pensare ad un ruolo catartico della sua scrittura, un voler rileggere la sua esperienza alla luce di quanto ha compreso e continua a comprendere.

Mi piacerebbe sapere se il suo desiderare il monastero si sia dissolto, rimandato, se quel desiderio è stato vanificato da quanto subito o se la fiammella arde ancora.
Mi piacerebbe che, in questo tempo di Quaresima, si riflettesse sulla fragilità umana e su quanto sia grave il peccato, posto quasi sulla soglia dell’imperdonabilità, di coloro che usano il manipolare corpi, anime e vocazioni assumendo il ruolo di Colui che solo chiama.

Spero che a.rita, malgrado il suo stato di sofferenza, aderisca ancora di più al Soffio di vento leggero che parla al suo cuore, gli si affidi e continui a offrire i suoi ricordi liberatori e liberanti che, a mio modesto avviso, sembrano l’eco di un dolore collettivo, da molti nascosto per timore, da altri per non sentirsi diversi ed esclusi.

Spero che a.rita, in questo suo elaborare il passato, scopra che il “deserto” ha sempre una doppia faccia: la prima è quella dell’aridità, del nulla. La seconda è quella del luogo nel quale Dio e Israele si fidanzano, perché è là che Dio porta la sua sposa e parla al suo cuore, nel silenzio assoluto, privo di tamburi e tamburelli, canti rock e chitarre elettriche.

E’ nel deserto che il Signore prepara la sua missione, è lì che si affida al Padre.
E’ da lì che bisogna ripartire, con energie non provenienti da noi ma donate dal Dio trisolare, che illumina questa terra desolata e, come ha scritto Marshall, nonostante tutto, si china per baciarla e spianarne le grinze. Dal deserto nasce la voglia e il coraggio di raccontare…

Chisolm

strl ha detto...

x A. Rita
"
ma purtroppo ben sappiamo che per i neocatecumenali tutti sono uguali, tutti non hanno la fede finchè non è il Cammino a dargliela, tutti non conoscono Dio se non è il Cammino a mostrarLo loro, anzi, se hai un rapporto con Dio sicuramente è sbagliato, viziato da devozionismi e sentimentalismi da abbattere, perché è l’impostazione cattolica che “ha fallito” che è da abbattere, o su una visione personale di Dio che non è quella giusta, cioè quella di Kiko Arguello…e così finchè non arrivi all’Iniziazione alla Preghiera non ti puoi muovere
"
Confermo che è tutto, ma tutto vero.
Potresti essere anche Padre Pio ma tanto la tua non è vera fede.
Conosco casi di parroci (veramente illuminati) a cui hanno fatto la corte per anni dicendo che la loro non era vera fede e avrebbero dovuto entrare in Cammino per scroprire il vero rapporto con Dio... ma per piacere!!
Nei Paesi dell'Est c'erano dottori cristiani che si rifiutavano di far abortire le donne (contro la legge dello Stato locale), rischiando il carcere (e li il carcere c'è ed è serio, non come da noi) e anche loro per il CNC non avevano niente di cristiano... lo facevano solo per loro orgoglio! Ma fatemi il piacere !!

Michela ha detto...

per quanto riguarda quello che è scritto nel post iniziale sui metodi violenti per educare,
mi sento di dire che non ho mai sentito questa interpretazione della Bibbia.

anzi, ho sempre visto un certo lassismo, con l'idea che comunque a 13 anni i figli entrano nel cammino e lì imparano le regole morali e ciò che è importante.

E' vero però che c'è tanta violenza nascosta nel cammino, che può scoppiare quando i figli non vogliono pregare,
oppure nella coppia, con i frequenti adulteri,
quando cioè si incrina l'immagine di famiglia perfetta, che viene inculcata nelle catechesi.

Quello che diceva A.Rita è tremendamente vero: le missioni del cammino funzionano discretamente solo nei paesi di cultura cattolica/latina, cioè di cultura simile a quella italiana e spagnola, perchè il cammino impone e non fa inculturazione, non rispetta le culture diverse.

Ve lo immaginate avere un'esperienza fallimentare in Asia, sapere di dover essere valutati di nuovo da Kiko, e sapere di non poter tornare indietro, perchè ci si è licenziati, e il lavoro è perso definitavamente.
o si fa una seria analisi su sè stessi e sulle vere motivazioni per cui si sono fatte scelte così estreme, o nasce la violenza contro i figli, oppure contro il coniuge che A.Rita ha ben descritto.

Per riagganciarmi a quanto scritto da Chisolm,
fa bene scrivere e raccontare,
sicuramente mi ha fatto bene scrivere su questo blog,
però c'è un problema che non ho ancora 'risolto', ed è che il male subito, nella vita e nel cammino, in qualche modo resta attaccato addosso, e si rischia di trasmetterlo ad altri innocenti, che siano i figli o le persone che vengono alle catechesi, e poi quando si esce dal cammino bisogna confrontarsi con questa estrema debolezza, ai limiti dell'imperdonabilità'.

in più se ne è andato un bel pezzo di vita, sono passati anni, in cui hai imparato a non fare nulla, a fare solo quello che ti viene ordinato,
hai imparato a parlare con le parole di altri
e non sai più dove sta il bene e il male,
non c'è più un catechista che ti dice se sei nel deserto, o se devi entrare nella terra promessa.

E questo dolore che è collettivo, appartiene a chi è uscito e a chi è ancora neocatecumenale, fatica ad uscire, ad essere detto, e così si ritarda il giorno in cui lo abbracceremo, e non ci vergogneremo di andarcene in giro con questo dolore sotto il braccio, come il paralitico con il suo lettuccio.

a.rita ha detto...

Per Chisolm:
le tue parole mi suonano come un canto lontano, che scende nel cuore come un balsamo,
conosco il tuo linguaggio, fratello chiamato dal Signore...
ricordo bene Osea...
non è catarsi la mia, è abitudine al dolore...posso chiederti la tua mail? la mia è:
annarita.2009@gmail.com
Per ogni tua parola, grazie
A. Rita

a.rita ha detto...

Per Strl:
“E poi, sarei curioso di sapere, ma che lavoro faceva il padre di famiglia (a parte la c.d. evangelizzazione)?
Mi pare di ricordare che l'obiettivo (sbandierato) è quello di diventare una famiglia normale, che si auto mantiene, con i figli che vanno a scuola, hanno amici etc. e che l'unica differenza con le altre del posto è quella di vivere cristianamente! E quindi di dimostrare che "si può vivere nel mondo cristianamente"!”

Il lavoro di F. , quando ancora viveva a Roma, si svolgeva in ufficio e mi pare che fosse nel campo dell’informatica. Quando partì con la famiglia per Toulon e si stabilì in Francia, aveva trovato lavoro come lavapiatti in una mensa scolastica. Questo era il suo impiego in terra di Francia (non ricordo se il suo posto di lavoro in Italia lo avesse abbandonato o avesse chiesto un anno di aspettativa…). Ovviamente lo stipendio non poteva essere sufficiente per mantenere una famiglia di dieci persone, è ovvio che avesse il supporto economico della sua comunità di Roma, oltre all’aiuto di Pere Hubert, il parroco di Tolone, che gli comprò la lavatrice, l’asciugatrice e pagò le spese del meccanico quando avemmo un incidente con la piccola auto con cui accompagnavamo i ragazzi a scuola (rettifico un errore che ho fatto: l’auto non era del parroco, ma dei fratelli di Parigi che l’avevano messa a disposizione assieme alla villa fuori città).
Durante il primo anno in cui sono stata lì anch’io F. e N. non catechizzavano, cosa che dispiaceva loro molto, poiché c’era una sola comunità a Tolone, nella parrocchia di Pere Hubert, formata da tre o quattro francesi, da tre immigrati africani (madre e due figli grandi di colore), un ragazzo indiano, ed una signora mussulmana che ogni tanto veniva con sua figlia adolescente. La comunità era molto piccola, camminava lentamente da sei anni e non aveva fatto ancora il primo passaggio. I catechisti erano dei catecumeni di Michelangelo che venivano da Montpelliere (250 Km. più a nord di Tolone). Considerata la situazione molto difficile di quella zona (era il quartiere degli immigrati chiamato Beau Caire: cioè “Bella Cairo”, anche notoriamente malfamato) il parroco non era disposto a ripetere altre catechesi prevedendo che non si sarebbero formate altre comunità. Perciò la funzione della famiglia di Roma non era per il momento quella di evangelizzare se non con la semplice presenza: quindi non famiglia “itinerante”, ma semplice famiglia in missione.
Sicuramente l’impressione che ne ricevevano gli estranei poteva anche essere quella di una famiglia cristiana, ma viverci dentro era tutta un’altra storia.
Ma il problema è: cristiana protestante, cioè una famiglia nella quale si agisce per i propri interessi, nell’inganno, nell’egoismo, fra le bugie, in una finta apparente comunione, tanto è normale perché “siamo tutti peccatori”, finalmente liberi di sentirci “la comunità dei peccatori” (vedi la dottrina di Bonhoeffer tanto amata da Kiko), già salvati in anticipo da Cristo indipendentemente dalle opere, tanto “quel che conta è il risultato finale” e perciò “il fine giustifica ogni mezzo”;
oppure cristiana cattolica, cioè una famiglia che pur nelle difficoltà e nei limiti di ognuno di sforzi di camminare nel timore santo di Dio, nel rispetto reciproco, nella pratica della Carità, cercando di fare sempre umilmente “verità” in ogni cosa?
A. Rita

strl ha detto...

Ti confesso che da una parte picerebbe anche a me fare il lavapiatti e riuscire a mantenere la mia famiglia...(invidia??).
Comunque anche se guadagnava poco mi pare di capire che l'impegno lo metteva. Temo però che i mie sospetti circa la necessità ECONOMICA di evangelizzare (altrimenti voglio sapere come fa a mantenere la famiglia...) siano più che fondati!
Ricordo che avevo scritto un po' di tempo fa di una famiglia itinerante il cui capo famiglia voleva smettere perché non più d'accordo con il CNC. In particolare diceva che al contrario di quanto sbandierato dal CNC non avevano subito persecuzioni ed anzi qui pochi contrasti erano derivati da comportamenti assurdi da lui tenuti. Passò poco tempo e i fratelli di CNC andarano dal capo-famiglia dicendogli, in poche parole: "sono 15 anni che non lavori, hai x figli (mi pare 6), hai 45 anni! Se smetti di evangelizzare ti ritrovi in mezzo ad una strada...".
E ripartì per una nuova itineranza...


Per quanto riguarda che tipo di famiglia cristiana... certo il quadro che hai dipinto te fa più pendere l'ago verso il primo tipo (protestante) che il secondo (cattolico)!

strl ha detto...

ciao mic,
come mai i post vengono pubblicati così lentamenti? Sei sovraccaricato di lavoro??

Caterina63 ha detto...

chisolm ha detto...
Spero vivamente che a.rita trovi al più presto la pace del cuore.
Glielo auguro perché, pur conoscendo molto poco il Cammino, ho letto tracce di viva sofferenza.
Il suo stile scorrevole, anche nei momenti più drammatici, rimane comunque fisso ad un’oggettività senza astio, il che mi induce a pensare ad un ruolo catartico della sua scrittura, un voler rileggere la sua esperienza alla luce di quanto ha compreso e continua a comprendere.

Mi piacerebbe sapere se il suo desiderare il monastero si sia dissolto, rimandato, se quel desiderio è stato vanificato da quanto subito o se la fiammella arde ancora.
Mi piacerebbe che, in questo tempo di Quaresima, si riflettesse sulla fragilità umana e su quanto sia grave il peccato, posto quasi sulla soglia dell’imperdonabilità, di coloro che usano il manipolare corpi, anime e vocazioni assumendo il ruolo di Colui che solo chiama.

****************************

Mi ero ripromessa di sostenere a.rita dopo aver letto la sua sofferta esperienza, dopo aver RUMINATO(=ruminatio) nella preghiera il suo scritto....ma vedo che Chisolm mi ha egregiamente anticipata e invito a.rita e tutti a fare proprie queste piccole perle quaresimali ^__^

Dal mio canto, allora, rispondo a.rita con un pensiero lungimirante di una carissima Suora Domenicana che oggi è nella Casa del Padre....era una Domenicana D.O.C. da piccola era stata in collegio, poi maturò la vocazione religiosa SCRIVENDO POESIE...fu anche impegnata nell'ecumenismo serio a san Nicola di Bari con i Padri Domenicani...

Questa la sua riflessione che offro a.rita ^__^

Oggi ci sono nella Chiesa tanti movimenti di consacrati laici. Nulla da eccepire. Hanno molta libertà di movimento: viaggi, gran feste, raduni, e tutto a suon di chitarre, dischi, cassette, registrazioni, filamati. Cose che in un convento sono molto limitate magari al momento della ricreazione o per qualche festicciola.

E come si possono pensare certe cose quando si hanno pieni i collegi, gli ospedali, i pensionati per anziani, gli Istituti per handicappati, le parrocchie, dove si lavora da mattina a sera e a volte giorno e notte?

E da qui sorgono dei problemi:
le giovani si sentono di più attirate da quella vita che unisce il Vangelo alle chitarre ma finendo per ignorare i Conventi dove il sacrificio e il nascondimento sono di casa, ma che in realtà sono la vera e piena realizzazione della vocazione di una consacrata che "lascia davvero tutto" per darsi anonimamente all'altro in una identità comunitaria.

Dall'altra parte le Suore, che vivono in terra e non in cielo, vedono tutto questo e a volte si sentono escluse.
A volte sembra proprio di lavorare per il vento quando si vedono tutte queste ragazze che si radunano e cantano, suonano... e sono applaudite da tutti, e sembra che non sappiano fare altro o peggio, sembra che questo sia diventato l'unico modo efficace (e non è così) per vivere il Vangelo che siamo chiamati ad annunciare.

Ma le Suore devono essere incoraggiate.
Biogna dire loro che, anche loro, soprattutto loro, sono parte integrante della Chiesa; sono Chiesa nella Chiesa, anche senza i raduni chiassosi, anche senza certo esibizionismo, anche senza chitarre, ma con il lavoro comunitario e nel silenzio della nostra tradizionale - Contemplata Aliis Tradere -

Ecco, tutte queste idee e impressioni ho cercato di esprimere nelle mie poesie.
So di essere l'ultima suora adatta per trattare certi problemi che sembrano coinvolgere i più gloriosi Ordini, non solo il nostro, ma nella mia povertà voglio fare qualosa, voglio dire che anche la Suora è una donna del suo tempo e come tale appartiene a un Vangelo vivo e attuale nei nostri tempi.

E' una delle donne, che avanzano con le loro lampade accese verso lo Sposo e si protendono per offrirgli tutto, su di una strada lunga e difficile nella quale magari devono farsi spazi fra ali di folle rumorose e attratte da ben altro. Vere donne evangeliche, esaltanti e consapevoli che nel dare tutto a Cristo, generalmente, quando sono in pieno fiore di giovinezza, realizzano se stesse e anzi ottengono "il cento per uno".

Vorrei che tante Suore, e specialmente le mie Consorelle, ripensassero questa meravigliosa vocazione, ne vibrassero, la cantassero.


http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8356006&a=2#last

sursum corda!

Caterina63 ha detto...

Da Manuele ricevuta stanotte, ma avndo acceso il PC solo stamani....^___^

****************************

Gentile Caterina,
vorrei rispondere prima a Michela nella sua brillante esposizione sul rapporto fra i ragazzi tredicenni e il CNC.
Michela scrive:

< Dal momento che i catechisti del cammino non sono preparati, e comunque non possono cambiare una virgola del testo che gli hanno consegnato, annullano in 2 mesi il lavoro di catechesi parrocchiale.

Ma il vero motivo per cui i ragazzi vengono fatti entrare in cammino a 13 anni, è che come ha ben spiegato Kiko, a questa età i ragazzi ancora ascoltano i genitori.
se li lasciassero liberi di decidere autonomamente, si comporterebbero come la media dei giovani italiani, e al cammino mancherebbero i numeri da sbandierare. >


Per mia esperienza posso dire che ci sono dei pro e dei contro in questo modo di procedere.
La parte positiva sta nel fatto che questi giovani, in questa età delicata, non vengono lasciati soli mentre nel resto delle famiglie non cattoliche o non praticanti, gli adolescenti delle medie vengono lasciati se stessi.
La parte negativa è ciò che riflette la situazione disastrosa delle parrocchie dal momento che dando la Cresima intorno a questa età, in prima media, terminano anche le catechesi e tutto più gli adolescenti vengono in parrocchia solo per giocare e passare del tempo, se ci scappa vengono a qualche gita.
E' naturale che in questo scenario di abbandono, il ragazzo o la ragazza di tredici anni che non vogliono sentirsi abbandonati perchè hanno finito la Cresima, cercano una aggregazione se si sentono ancora attratti dalla comunità, ed è naturale che il CNC abbia così trovato un suo spazio o, come giustamente dite voi dal vostro punto di vista, ne abbia approfittato per dare vita alla sua comunità.

Ciò che voglio sottolineare è che va guardato all'origine il problema.
Io non provenivo da una famiglia neocatecumenale, ma ci sono finito dentro a ventanni proprio perchè ricercavo quel senso di comunità che mi era venuto a mancare e da quando dopo aver fatto la Cresima, invece, notai che per me non c'era più spazio. Quindi uscii in un certo senso dalla parrocchia, ne divenni frequentatore solo per le feste comandate, furono infatti le GMG di Giovanni Paolo II a spingermi nuovamente a ricercare il gruppo e ritornando in parrochia trovai questo CNC.
Allo sguardo di una prudente maturazione ecclesiale con Benedetto XVI mi sto rendendo conto che lo scollo principale fra il CNC e la parrocchia del vescovo diocesano, sta appunto nella difformità delle catechesi, gli insegnamenti dell'uno e dell'altro stridono e se anche non sono un esperto in materia, mi rendo conto che il gruppo al quale appartengo resta isolato dal resto della comunità parrocchiale.
Intendiamoci bene che non posso dir male del mio gruppo perchè non vedo quella negatività spesso descritta in molte testimonianze, ma non metto in dubbio le esperienze di ognuno perchè mi rendo conto che le diversità esistono e che gli attriti con i metodi usati dai catechisti o gli attriti generati dalla diversità delle catechesi, sono anche queste una realtà di cui però, io credo, sia la chiesa con il suo vescovo a dover farsi carico.

A mio modesto parere il problema allora sta nel fatto che mentre la parrocchia lascia a se stesso un adolescente di tredici anni, a prescindere dalla famiglia se è neocatecumenale o no, egli se ricerca il senso comunitario verrà preso, accolto dal CNC. Si tratta allora di stabilire che cosa vogliamo dare a questi ragazzi, se lasciarli in mezzo ad una strada con tutti i rischi che conosciamo, o se aggregarli ad un gruppo in modo tale ancora da proteggerli nella fascia delicata della loro crescita.
Credo che il papa ci richieda proprio questo secondo aspetto.
Del resto, la maturità conseguita poi dall'adolescente, si farà la sua strada.

Lo sbaglio metodico del CNC e che attribuisco di più alla gretta assuefazione dei catechisti alle catechesi di Kiko come fossero il magistero della Chiesa, sta nel fatto che essi non comprendono (ma non lo comprendono neppure i genitori di questi ragazzi) che un giovane va solamente guidato e che nell'indottrinamento occorre lasciare libero il giovane di scegliere la strada che il Signore gli avrà posto davanti.
Lo definisco uno sbaglio il metodo neocatecumenale di indottrinamento perchè io stesso ho sofferto un periodo, perchè mi si voleva costringere o a sposarmi o a farmi prete.
Ma io non sentivo ne l'uno nè l'altro.
Oggi non ci faccio più caso alle frecciatine che ancora mi arrivano dalla catechista (naturalmente sposata ma senza figli) che mi dice che a 34 anni la mia vita è un fallimento e che farò una vecchiaia triste e malinconica, senza figli e senza una comunità presbiteriale alle spalle.
Ma intorno ai 25 anni queste pressioni mi fecero soffrire molto tanto che pensai quasi davvero e seriamente di farmi prete (neocatecumenale naturalmente, come se i sacerdoti dovessero avere una etichetta), ma fui attratto dal volontariato della Caritas e cominciai a dedicarmi a questa attività pur mantenendo gli impegni comunitari con il mio gruppo neocatecumenale nel quale ho veramente degli amici (sposati e non) veramente persone equilibrate e generose nello spirito.
Naturalmente tutto questo mi fa pensare che non tutti possono reagire come me, anzi pensando all'intervento di Rita, gli sono vicino, questo fa capire che il problema esiste ed è serio, per questo scrivevo nel mio primo intervento che un neocatecumenale che entrando qui negasse questi problemi o è in buona fede ma cieco, o è in malafede e se sono dei catechisti ad intervenire, gli chiedo allora se non sia il caso di ripensare il loro modo di servire alla parrocchia, di chiedersi davvero a chi stanno servendo e per chi stanno servendo.
Si da il caso che il popolo fa le rivolte quando i capi rubano, ingannano, servono se stessi o i loro padroni umani e che come ci insegna san Paolo, nelle comunità le discordie e le divisioni avvengono quando la Tradizione viene spezzata.

La pace di Cristo per tutti, Manuele

*********************************

Manuele.....lascio gli altri riflettere e rispondere....da noi oggi cominciano i 100 giorni alla Cresima e cn gl impegni quaresimali il tempo che ho è veramente lesnato..^__^

a presto, fraternamente CaterinaLD
(grazie per le tue parole^__^)

strl ha detto...

x Manuele.
Ho letto con estremo piacere il tuo post.
Ti prego di continuare a scrivere perché servono queste testimonianze che dicono senza aggiungere ne togliere.
L'unica cosa che ti voglio far notare è che queste pressioni che tu hai subito a 25 anni e che continui a subire a 35 sei stato di sopportarle perché hai un certo tipo di carattere, di formazione etc.
In realtà queste stesse pressioni hanno contribuito a far suicidare dei fratelli (leggi i miei post passati e la testimonianza di annarita sul sito da lei richiamata, al riguardo...)! Non possiamo minimizzarle!
I catechesti non si devono permettere di farle e soprattutto farle indistintamente!
Alcuni (pochi) possono reggerle senza sforzo. La maggioranza soffrono e di che tinta! Alcuni, purtroppo, si esauriscono, impazziscono, si suicidano etc.
E io sto scrivendo qui in difesa di quelli!

Caterina63 ha detto...

O mamma...........chiedo vena a Stephanos e a mic....ripulendo la posta non mi sono accorta di questa email di Manuele per voi due^__^
ehm....è del 20 febbraio ^___^

scusami manuè....

Rispondo due righe per Stephanos e Mic che mi chiedono di coinvolgere gli altri del CNC o di parlare loro di queste cose.
Il problema risiede nel fatto che, come accade in tutti i gruppi e nella Chiesa più in generale, non tutti la pensiamo allo stesso modo, le opinioni che si fanno strada sono oramai quelle che procedono non per dottrina ma per maggioranza.

E' sicuramente un metodo sbagliato questo che per altro non persegue neppure lo stesso CNC nel quale non esiste nè la democrazia, tanto meno la libertà di opinione a meno che, appunto, non vi sia una maggioranza partita però, dai catechisti o da Kiko stesso.
Lo stesso vostro Blog ha suscitato in me l'interesse a capire il perchè di tante critiche dal momento che in comunità è vietato parlare di chi ci muove critiche, giudicati per lo più come fanatici oppositori della "volontà del Papa".

Fra i miei amici della Comunità, veramente se ne parla ogni tanto, ma essi stessi mi dicono: per andare dove?
Per essere liberi, gli rispondo io, se il problema risiedesse in questo!
Purtroppo là dove non viene offerto altro, si cerca di servire l'uomo nel meglio che possiamo, alla fin fine molti di noi seguono la Comunità solo per gli eventi religiosi e durante la settimana (anche per i nostri generi di lavori spesso fuori città) ognun per se.

Si nota comunque l'assenza del vescovo, della sua pastorale e il magistero del Papa è ridotto esclusivamente a quando elogia il CNC o quando ci si organizza per andarlo a salutare qualche mercoledì o a qualche Angelus dove passiamo ore a preparare gli striscioni.
Non sarà ecclesiale tutto ciò, ma fa trascorrere il tempo in comunità e lontano dai pericoli del mondo.

La pace di Cristo, Manuele

Michela ha detto...

Condivido quanto ha scritto Manuele,
tranne in una cosa, che ovviamente dipende dalla mia esperienza, da quanto visto in questi anni.

Non si possono considerare le catechesi nc come un generico cammino dopo-cresima, offerto a tutti gli adolescenti.
Quando si fanno le convivenze, cioè il week end in albergo, si pone il grosso problema della sorvegliamza di questi ragazzi.

I catechisti non hanno tempo, sia perchè è richiesto loro di interagire meno possibile, sia perchè devono prepararsi, e comunque non hanno nè tempo nè voglia di trasformarsi in baby-sitter.

Accade che questi ragazzi facciano molto tardi la sera, che bevano, fumino, si attardino maschi e femmine insieme, anche senza fare nulla di male.
In breve, hanno atteggiamenti che fanno preoccupare molto i genitori non neocatecumenali.
Inoltre è giusto che un genitore sappia che cosa viene detto al figlio di 13 anni, ma nel cammino vige il segreto, e questo diventa un problema in più.
Ad un certo punto si è visto che non si potevano più invitare i ragazzi che non fossero già figli di nc.

ecco perchè la proposta nc, che non si evoluta negli anni, che non ha cambiato metodo, nè i contenuti delle catechesi, che sono nate come catechesi per adulti, può essere accettata solo da figli di nc, o come nel tuo ( e mio ) caso, da giovani adulti e autonomi.

mic ha detto...

Si nota comunque l'assenza del vescovo, della sua pastorale e il magistero del Papa è ridotto esclusivamente a quando elogia il CNC o quando ci si organizza per andarlo a salutare qualche mercoledì o a qualche Angelus dove passiamo ore a preparare gli striscioni.
Non sarà ecclesiale tutto ciò, ma fa trascorrere il tempo in comunità e lontano dai pericoli del mondo.


Caro Manuele, grazie perla tua risposta. Purtroppo non posso riflettere più a lungo come vorrei; ma mi viene intanto spontanea una prima basilare riflessione:

obiettivo-chiamata del cristiano non è star lontano dai pericoli del mondo, ma rimanerci immerso (incarnazione) per vincerli insieme a Cristo, che ha già vinto il mondo... quindi obiettivo del Cristiano è la 'configurazione' a Cristo, ottenuta mediante un rapporto personale intimo con Lui, che la preghiera, la vita sacramentale, la continua risposta alle quotidiane chiamate di ogni momento nella Chiesa consentono e alimentano...
non è rinchiudersi in una entità, avulsa dal mondo, per assorbirne una 'falsa' immagine di Cristo, dato che si acquisisce un'identità di gruppo, assimilata più agli iniziatori che alla propria crescita e maturazione personale nella Fede Viva nel Signore del mondo della Chiesa e della storia personale e collettiva

mic ha detto...

... dimenticavo, lo davo per scontato; ma è sempre meglio esserne ben consapevoli: "il mondo" DOBBIAMO vincerlo - e possiamo farlo nel e col Signore - innanzitutto in noi stessi e poi questo ci permette di 'portare' il Signore in tutte le situazioni che viviamo. E' un percorso lungo, che dura tutta la vita e che richiede fedeltà e impegno; ma per Grazia di Dio è possibile ed è bellissimo!!!

Certo non sarà mai possibile finché qualcuno ci dirà - mentendo - che siamo inesorabilmente peccatori. Peccatori siamo tutti, ma non inesorabilmente... se siamo nel Signore nella Sua Chiesa!

gianluca cruccas ha detto...

(Se sentite qualche cattolico dire o insegnare qualcosa che va contro l’insegnamento e la disciplina della Chiesa, come salvaguardati dal Papa, gentilmente ma fermamente sfidatelo, fosse un catechista laico, un insegnante, un diacono, un prete o perfino un vescovo)e io aggiungo perfino un Papa. vescovo Patrick O'Donoghue di Lancaster

Rileggendo l'esperienza di Annarita(che è la mia fidanzata)e le esperienze di tutte le persone che scrivono in questo blog, rimango veramente innorridito da quello che è successo il 10 Gennaio.
Ieri pomerigio parlavo con un ragazzo che ha partecipato per 20 anni all'Azione Cattolica a Cagliari, e mi raccontava che conosceva tantissime persone che hanno avuto la vita distrutta da codesto eretico cammino, mi ha anche detto che il CN è molto potente e sembra che siano intoccabili.
Questo blog si intitola Verità sul Cammino Neocatecumenale, ma ancora non mi è chiaro cosa si pensi della recente approvazione del Papa a questa setta.
Io penso che il Santo Padre abbia sbagliato (e Dio sa quanto vorrei sbagliarmi), non si è tenuto minimamente conto di tutte queste esperienze di persone veramente distrutte, non si è tenuto conto della dottrina nefasta e diabolica del CN. Non si è tenuto minimamente conto dei numerosi casi di suicidi che sono avvenuti dentro questa setta.
Io non faccio delugubrazioni su quello che il Santo Padre pensava nel confermare questa setta, questo solo mi rimane, una scandalosa approvazione e una ancor più scandaloso mandato Papale per andare a compiere la missione Ad Gentes, daltronde chi di noi non l'ha pensato conoscendo molto bene questa setta? ma vedo che non se nè parla più.
Io voglio molto bene al Papa e riconosco in Lui un autorità sulla mia vita in virtù del Suo ministero Pietrino ma quando ho letto il Suo discorso del 10 Gennaio sono rimasto sconcertato perchè molte cose dette non corrispondono a quello che in resltà è avvenuto e che stà avvenendo intorno a questa setta, quindi io qusta approvazione la rigetto completamente, anzi se anche un Angelo venisse a dirmi che il CN e perfettamente Cattolico lo scaccerei con questa preghiera:Croce del Santo Padre Benedetto. Croce santa sii la mia luce e non sia mai il demonio mio capo.
Va' indietro, Satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono cattive le bevande che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Allora mi chiedo cosa allora ci rimane quale speranza?
Ecco la risposta:

Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa

Gianluca Cruccas

Michela ha detto...

Carissimo Gianluca
ci sono tanti nc che non vedono quello che vediamo noi, perchè vivono il cammino in maniera integralista, ci hanno investito la mente e l'anima, e pensano che solo attraverso il cammino ci sia salvezza.

ma è anche vero che molte di queste persone pensano sinceramente di essere nella chiesa, e probabilmente la gerarchia non vuole scandalizzarli, sperando che la verità si imponga da sola.

Ieri il post di Chisolm mi ha fatto pensare a quanto dolore ci sia nelle nostre esperienze, ma evidentemente, non è ancora il tempo che questo dolore venga detto, raccontato, che venga raccolto da qualcuno.
In questi tempi si vive di ideologie, nella chiesa e nella società civile, e le ideologie impediscono la riflessione e lo spirito critico.
Per es. in questo tempo di dopo concilio i movimenti sono intoccabili.
Non siamo più ai tempi di Santa Caterina o di Santa Brigida che scrivevano al papa e venivano ascoltate.

Comunque se vai indietro nel blog ai post dopo il 10 gennaio, ci troverai espresso tutto il nostro sconcerto che è lo stesso del tuo post di oggi.

Emma ha detto...

Anch`io suggerisco a Gianluca di andare a ritrovare sul sito il post del dopo 10 gennaio, vedrà così che le sue domande, incomprensioni di oggi sono le stesse che abbiamo espresso allora.

Quando si leggono le reazioni anche violente suscitate dal ritiro della scomunica alla FFSPX e le si confrontano con il silenzio da una parte e l`entusiasmo dall`altra dopo il 10 gennaio, non si può che restare scoraggiati, non increduli, perchè è una triste realtà, ma riempiti di un sentimento di impotenza e incomprensione, quello sì !

Da una parte abbiamo il silenzio sul contenuto dell`insegnamento kikiano, sui suoi testi non ancora approvati, sul suo rito che non si può non definire sincretistico, sui metodi catechetici del cammino così poco rispettuosi dell`intimità della coscienza individuale, silenzio legittimato purtroppo il 10 gennaio, dall`altra abbiamo la levata di scudi contro una Fraternità fedele alla dottrina della fede, rispettuosa della sacra Liturgia che conserva come un tesoro.
Da una parte abbiamo comprensione, incoraggiamento, persino ringraziamenti e dall`altra richiami all`ordine, alla disciplina all`obbedienza!

Non mi permetterei di mettere sullo stesso piano la FFSPX e il cnc, metto solo in paragone il comportameto della gerarchia.

chisolm ha detto...

Michela ha detto:
“Ieri il post di Chisolm mi ha fatto pensare a quanto dolore ci sia nelle nostre esperienze, ma evidentemente, non è ancora il tempo che questo dolore venga detto, raccontato, che venga raccolto da qualcuno.
In questi tempi si vive di ideologie, nella chiesa e nella società civile, e le ideologie impediscono la riflessione e lo spirito critico.
Per es. in questo tempo di dopo concilio i movimenti sono intoccabili.
Non siamo più ai tempi di Santa Caterina o di Santa Brigida che scrivevano al papa e venivano ascoltate”.

Quando ho un po’ di tempo libero, mi occupo del rapporto tra teologia e letteratura. Ho trovato in molte pagine, anche di scrittori “atei”, l’anelito a un qualcosa che pare sfuggente. C’è per esempio, l’ultimo libricino del biblista Paolo De Benedetti (Il filo d'erba -Verso una teologia della creatura a partire da una novella di Pirandello, Morcelliana) nel quale si fa una lettura della creazione a partire da un breve racconto pirandelliano “Canta l’epistola” è il titolo).

E’ la storia di Tommasino Unzio che lascia il seminario perché lì non sente il peso reale della sua vocazione: il seminario gli era stato imposto per via di un’eredità dello zio: nessun nipote prete, nessuna eredità. Quello che capita a Tommasino, una volta uscito dal seminario è molto simile a tante vostre esperienze: isolamento, maldicenze (è uscito dal seminario per fare il porco comodo suo… mormorano i paesani, è un poveraccio…, un mentecatto, un povero idiota) ed emarginazione.
Dal padre piglia tante di quelle botte...

Invece Tommasino possiede una sua spiritualità che il non credente Pirandello fa emergere inaspettatamente. Tommasino trovava vuota la vita seminariale, vuote le preghiere, false le relazioni di una piccola comunità invidiosa. E’ per questo che esce. E si innamora…
Sì: si innamora di un piccolo filo d’erba (ma vi lascio alla lettura della novella…).
Da qui, De Benedetti intesse la sua lettura teologica sul creato e sull’importanza che per Dio ha perfino un piccolo filo d’erba.

Volevo solo dire, la novella è un pretesto, che invece il dolore deve essere, se non divulgato perché ancora troppo cocente, almeno raccontato in un diario personalissimo in cui non vada smarrita neanche una virgola di quanto vissuto. Forse verrà, quando e come il Signore vorrà, il momento di una dettagliata e resocontata esperienza personale.
E’ proprio in questo tempo di ideologie frammentarie in cui si pubblicano libri di tutti i generi e tutti si improvvisano scrittori che, a mio avviso, si deve tenere un diario dell’anima, un quadernetto di prosa spicciola e sincera nel quale dire a Dio: “Signore, ti scrivo questa mia…”.
So che molte lettere sono state inviate alle Congregazioni del caso e, immagino, che ci sia stato più silenzio che risposte.

Anche per gli eccellentissimi cardinali, purtroppo, il tempo dell’ascolto è un lusso che si concede a chi conta. Per questo, visto che voi contate ben più di un filo d’erba (e Pirandello ha compreso meglio di un cardinale quanto un filo d’erba sia prezioso agli occhi di Dio) mi permetto di suggerirvi: scrivete le vostre esperienze, raccoglietele, datele il respiro del vissuto più che di una lettera ad eminentissimi occhialini dorati. Scrivete e raccontate.
Forse ci sarà qualcuno che saprà leggere teologicamente tra le lacrime patite ingiustamente.
Scusate la mia impertinenza: non ho vissuto quel che avete passato voi. Perfino Edith Stein, nella sua tesi sull’empatia, dice che vedendo una persona sofferente potrà intuirne il dolore dalle espressioni del volto, dalla sua gestualità, da qualcosa che trasuda dal suo aspetto, ma non potrà mai vivere fino in fondo “quel” dolore.
Chisolm

a.rita ha detto...

Per Caterina:
grazie per aver pregato “ruminando” la mia vita,
se mi concedi una tua mail risponderò con calma alla proposta di meditazione che gentilmente mi hai fornito…

Per tutti:
quello che invece mi preme precisare con tutti i fratelli è che al di là della dolorosa sorpresa che certe testimonianze possano suscitare (sorpresa che forse decuplicherà di volume quando riuscirò a postare la seconda parte della testimonianza) e al di là del “bene” che possa fare verbalizzare pubblicamente il proprio vissuto, prendendone in qualche modo le distanze, la precisa finalità che mi spinge a rendere manifesto ciò che ho subito in Cammino non è comunque sentirmi capita - perché il fatto che ci siano persone a conoscenza dei miei drammi non mi “risarcisce” un gran che – ma fondamentalmente il motivo è che
“NON C’E’ NULLA DI NASCOSTO CHE NON DEBBA ESSERE RIVELATO,
NE’ DI SEGRETO CHE NON DEBBA VENIRE ALLA LUCE.”
“…E QUELLO CHE DICONO NELLE STANZE, GRIDATELO SUI TETTI!”

Il motivo è portare alla luce la terribile dottrina, la catechesi di Kiko, che determina comportamenti terribili e marci come la dottrina stessa. E smascherare la malizia che regna sovrana nei cuori dei servi supini (i catechisti e gli itineranti) di codesta “realtà ecclesiale” che puzza di zolfo, perché più vai avanti nel Cammino più il cuore si indurisce ed il comportamento diventa anticristiano!
Se anche uno solo dei cosiddetti “chi di dovere”, leggendo questo, si potrà rendere conto che i tanto sbandierati “frutti” del Cammino non sono in realtà che dei terribili CONTRO-FRUTTI, che quello che viene decantato per oro è solo paglia, che dietro agli “eroici” missionari ed itineranti si nascondono degli schiavi di Kiko Arguello, che hanno imparato meglio di altri a vivere nell’opportunismo, allora forse sarà valsa la pena non solo di aver raccontato ma anche di aver vissuto tutto ciò!
A. Rita

a.rita ha detto...

Per Michela:
“ecco perchè la proposta nc, che non si evoluta negli anni, che non ha cambiato metodo, nè i contenuti delle catechesi, che sono nate come catechesi per adulti, può essere accettata solo da figli di nc, o come nel tuo ( e mio ) caso, da giovani adulti e autonomi.”

A Michela rispondo che le catechesi di Kiko possono essere accettate e purtroppo sono di fatto accettate dai figli di nc perché tali figli plagiati dalla nascita dal plagio subito dai genitori non potrebbero – poveracci - che bersi tutto quello che hanno visto e sentito fin da piccoli, ma “giovani adulti ed autonomi” fra cui mi metto anch’io con voi NON POSSONO E NON DEVONO accettare proprio nulla, se sono riusciti a capire che è tutta un’eresia! Sto cercando di dire che quelle catechesi, che sono luterane e gnostiche e cabalistiche, che sono dottrina del diavolo, non è che vadano bene per alcuni e per altri no, NON VANNO BENE PER NESSUNO.

E dico questo per ribadire che –scusami – ma non è accettabile quanto dici:

“e probabilmente la gerarchia non vuole scandalizzarli, sperando che la verità si imponga da sola.”
“…ma evidentemente, non è ancora il tempo che questo dolore venga detto, raccontato, che venga raccolto da qualcuno.”

Cara Michela,
devo proprio aggiungere una premessa che avevo fatto alla mia esperienza e che per ragioni di lunghezza non avevo postato:

“Vengo da una famiglia cattolica ed ho ricevuto la Fede dai miei genitori, fin da bambina. A dodici anni ho ricevuto la chiamata alla consacrazione religiosa: da questo incontro con il Signore e con Maria Santissima, che ha regolato tutta la mia adolescenza e giovinezza, cominciò il mio cammino di fede e al tempo decisi da sola ( a dodici anni) di andare alla Santa Messa tutti i giorni e di nutrire così la mia anima con il Corpo di Cristo e con varie letture di Santi, che mi aiutavano a meditare sulle Verità di Fede e a tenere fisso nella mia mente il pensiero ed il desiderio di Dio. Ho partecipato a varie realtà ecclesiali: il Terzo Ordine francescano (ci andavo da bambina poiché i miei genitori erano Terziari), il Movimento Carismatico che ho seguito per circa otto anni, cioè fino ai vent’anni di età; poi un gruppo giovani della mia città, guidato da un Sacerdote che ci aveva insegnato a pregare quotidianamente facendo la Lectio Divina sul Salmo del Giorno (in quel gruppo c’erano degli usi che mescolavano assieme alcuni aspetti del Cammino e del Rinnovamento nello Spirito) e contemporaneamente conobbi anche Comunione e Liberazione, che frequentai per tre anni, ma che non mi corrispondeva per il suo approccio alla Dottrina troppo filosofico-intellettualistico e per le abitudini troppo mondane che vi riscontravo. Quello che io cercavo, girando tutte queste realtà, era il discernimento della Chiesa sulla mia vocazione, un sacerdote, una persona che prendesse sul serio la mia chiamata e mi aiutasse ad entrare in Monastero, che mi aiutasse a capire quale Ordine religioso scegliere, e non mi lasciasse sola in questo passo, che avrei dovuto fare contro la volontà della mia famiglia che, pur essendo credente, era molto repressiva e molto possessiva. Ma per 14 anni mi sono dovuta scontrare sempre con una mentalità diciamo “post-conciliare”, molto filo-protestante, che ho riscontrato in tutti i sacerdoti che ho conosciuto, i quali rimanevano così colpiti dal mio rifiuto della mondanità che avevo intorno a me e dal mio modo di vivere assolutamente ritirato, da farli concludere che la mia era “una fuga dal mondo”… e perciò non mi davano credito. In questa situazione sono arrivata a 26 anni, quando ho conosciuto il Cammino Neocatecumenale, che mi dette l’impressione di una realtà molto seria, impegnativa e radicale: proprio quello che desideravo, per poter approfondire la mia Fede, le mie consapevolezze e per fare il grande passo…
Conobbi il Cammino in una notte di Pasqua, mi colpì la radicalità del vegliare tutta la notte - lo interpretai come un desiderio concreto ed appassionato di vivere in Cristo
( non potevo immaginare che era una caricatura del Seder Pasquale ebraico!), mi colpì anche il canto dell’Akedà, cioè il mirabile Sacrificio (Eucaristico) non di Isacco ma di Cristo, reso ancor più tangibile dalla opportunità di poter bere il suo Preziosissimo Sangue (e anche lì non potevo immaginare che invece quella era – secondo Kiko - la quarta coppa del Seder Pasquale che ricorda l’uscita dell’Egitto!!). Interpretai e filtrai il tutto “in chiave cattolica” ed andai di corsa ad ascoltare le catechesi. Ascoltai cose “strane”, che non mi tornavano, del tipo: “il peccato non offende Dio”, “la pastorale sacramentale della Chiesa ha fallito”, “la conversione non è un pentirsi del passato”, “non è importante l’assoluzione ma solo la conversione”, “non ci sono altari, non c’è sacrificio, non ci sono sacerdoti”, il salto di 1700 anni da Costantino al Vaticano II, “nessuno può dire:io sono chiamato, perché lo decide la Chiesa”, parlavano di “ostie vecchie” nei Tabernacoli e che se Gesù avesse voluto stare nei Tabernacoli non avrebbe scelto il pane “che va a male” ma una pietra (!), ed altre amenità simili, ma mi tranquillizzò sapere che venivano “a nome del Vescovo”, che il Papa li appoggiava e poi vedevo il parroco presente ed un altro sacerdote in appoggio ai laici, per cui mi fidai.)”

Che cosa voglio dire con questa parentesi? (non ritirare fuori la mia vocazione, che è nelle mani di Dio, come lo è l’incontro con Gianluca, con questa meravigliosa creatura che Dio mi ha donato e con cui sto combattendo nella Chiesa e PER la Chiesa); voglio dire che il maggior inganno io non l’ho ricevuto dai neocatecumeni, che fanno bene il loro mestiere di “ingannati e ingannatori” più o meno consapevoli, ma l’ho ricevuto dalla Chiesa! Dalla Santa Sede che li difendeva senza andare fino in fondo in tutte le cose che non andavano, dal mio Vescovo, che senza manco conoscere le catechesi gli aveva permesso di andare a predicate nelle parrocchie, dal parroco che gli aperto la parrocchia o perché traviato come loro o per non perdere le loro laute collette, tanto comode al bilancio parrocchiale!!
Se la Chiesa di cui facevo parte mi avesse messo in guardia sul Cammino, io ci avrei perso molto meno tempo che dieci anni, momento in cui li ho lasciati di colpo, senza appello e senza pietà, quando all’ultimo scrutinio mi son sentita dire che DOVEVO RINNEGARE IL MIO INCONTRO CON DIO (avvenuto non grazie a loro) PERCHE’ QUELLO ERA IL MIO IDOLO, IL MIO ISACCO DA SACRIFICARE!!!
Perciò se la Chiesa ha cercato di non scandalizzarmi, evitando di dirmi che ero finita in una setta eretica, facendo così mi ha scandalizzata il doppio! E mi ha rubato dieci anni di vita, di fede, di realizzazione della mia vita , di vero servizio a Dio, di VERITA’!
O VOGLIAMO CONTINUARE IMPERTERRITI CON L’IMMANE ERRORE DI Papa Roncalli, il quale preferì la “medicina della misericordia (io dico della mollezza) alla durezza della verità (io dico alla vera Misericordia e alla Carità della correzione)?
Le conseguenze di quella presa di posizione sono oggi sotto gli occhi di tutti e ce le stiamo cibando tutti quanti.
Perciò rispetto a quando dici che “ non è ancora venuto il tempo” di aprire bocca, ti rispondo che, per quanto mi riguarda, il tempo non solo è venuto, MA E’ GIA’ PASSATO DA UN PEZZO!
E’ passata da un pezzo l’ora di svergognare i lupi rapaci entrati nel gregge del Signore per fare strage di anime, e di svergognare con essi la Gerarchia connivente che per un imprudente e facile entusiasmo, o peggio per sete di denaro ha permesso che Protestantesimo, Gnosticismo e Massoneria ebraica penetrassero indisturbate nella Chiesa di Gesù Cristo, devastando la Santissima Eucarestia, riducendola alla becera caricatura di un qualunque Seder Pasquale ebraico!
Se i movimenti sono intoccabili ed i tempi di S. Caterina e S. Brigida sono passati, non possiamo rassegnarci a questo anzi, è giunto il momento che i movimenti vengano “toccati” come si deve e che i tempi di chi scriveva al Papa tornino fuori!
Per questo io, che non sono né Brigida né Caterina (Dio lo volesse!) sto preparando con Gianluca la terza lettera per Sua Santità, in cui includerò adesso anche questa esperienza che mi sta venendo a galla.
Ed infine non bisognerebbe, a mio avviso, “andare indietro” nel blog per leggere le cose come stanno, ma bisognerebbe avere il coraggio di continuare instancabilmente a parlare fuori dai denti, senza mai abbassare la guardia, perché è ben per questo che il blog esiste, se invece si comincia ad abbassare la testa e ad annacquare il tutto, avvertitemi subito, perché personalmente girerò la direzione della mia battaglia altrove.
Un abbraccio a Michela e a tutti quanti.
A: RIta

Emma ha detto...

Cara Annarita, se mi sono permessa di suggerire a Gianluca di andare a rilegegre i post non è di certo perchè penso che tutto è stato detto !
Sono io la prima ad avere protestato quando mi è sembrato capire che i gestori di questo blog volevano abbandonare la loro "vocazione" ad informare sul cnc e offrire spazio a testimonianze come la tua.
Come non avevo capito perchè i tuoi primi post erano stati subito "annegati" da altri e l`ho detto.

È più che evidente che bisogna continuare ad informare, a mostrare che cosa si nasconde dietro la facciata, dietro gli striscioni, è più che evidente che bisogna continuare a denunciare la compromissione di tanti troppo pastori con il cnc.
È più che evidente che bisogna continuare a dire la nostra incomprensione, a porre le buone domande, anche se sappiamo che non riceveranno risposte.

È terribile constatare il potere di questo gruppo, non posso non ricordarmi di quella giovane che voleva raccogliere informazioni sul cnc alla quale è stato consigliato da un suo parente influente in Curia, di non occuparsene.
Complicità, silenzi, paure, che ci sconvolgono, con il sentimento di essere traditi da chi dovrebbe proteggerci.

È dunque importante continuare a diffondere il Magistero, la sana Dottrina, descrivere la sacra Liturgia con i testi collegati, affinchè i nc in buonafede e non ancora completamente accecati possano riflettere, ma è altrettanto importante informare concretamente sul cnc, e questo chi può farlo se non chi dal cnc ne è uscito o è ancora all`interno ma è aperto alla riflessione e non si lascia intimidire dai suoi catechisti che gli diranno che è in mano a sat.... e che questo sito è l`opera dello stesso?

Emma ha detto...

Ps: Annarita e Gianluca, avete pensato a scrivere un libro ?

Immagino quanti ostacoli dovrebbe affrontare un`iniziativa del genere, ma pongo lo stesso la domanda !

a.rita ha detto...

Mia cara Emma,
quando io e Gianluca siamo andati dalle "Paoline" per chiedere se avevano i libri di Don Elio Marighetto, Don Gino Conti e Padre Zoffoli, la commessa è andata nel retro bottega a chiedere alla Superiora ...un "qualcosa": ho visto che la Superiora ha fatto una faccia scura e con il capo ha fatto cenno di "NO". La commessa è tornata in negozio e mi ha risposto che le edizioni di quelle opere erano state interrotte perchè anche se erano state esaurite le vendite erano state comunque considerate opere troppo "datate" e quindi non sono più partite altre ristampe...
Saprai anche tu che Don Elio per diffondere i suoi scritti lo fa attraverso giornalini parrocchiali ciclostilati (il suo libro non è stato più ristampato);
allora abbiamo contattato un eminente Passionista (dell'Ordine di Padre Zoffoli)per sapere se esistesse una biblioteca interna all'Ordine ove fosse possibile consultare le opere di Zoffoli o se esistesse un qualche altro modo per avere i suoi libri,ma ci fu risposto che i libri di Zoffoli NON li avevano più, perchè li avevano consegnati agli amici di Zoffoli in seguito alla sua morte, tranne qualche piccolo trattato teologico ancora presente in biblioteca...
Inoltre abbiamo saputo che le Edizioni Segno, che erano le ultime che ancora pubblicavano qualcosa di critico sul CN, avevano sospeso anche loro ogni pubblicazione del genere...
comunque, omertà istituzionalizzata a parte,non è detto che il Signore non ci conceda di realizzare un libro che attualmente un centinaio di pagine, fra testimonianze e riflessioni varie, dovrebbe raccoglierle...per ora l'importante è tenere il Santo Padre più informato possibile.
ciao ciao
a. rita

Emma ha detto...

Posso dirlo? Ma sì lo dico! Che schifo!
Sì quanto mi ispirano disprezzo questi vili servitori della menzogna, servi fedelissimi e obbedientissimi al servizio del progressismo postconciliare e dei suoi degni rappresentanti.
Che vergogna!
Per le Paoline, non sono affatto stupita, in una città che ho visitato recentemente, grande spazio era dato ai libri di Martini e di altri laici religiosamente corretti.
Ho chiesto, dove erano i libri del Papa, erano nel piano inferiore sottratti alla vista del pubblico!
Bell`esempio di militantismo !

Oramai il cnc essendo considerato un`applicazione seppur estrema di questo disastroso spirito del Concilio, la solidarietà gioca, al diavolo l`onestà intellettuale e l`onestà tout court,la sincerità e il rispetto, un fedele che ama la Tradizione deve sopportare l`ostracismo persino nelle librerie.

La mia amica che era a Roma recentemente, voleva acquistare il messale di Giovanni XXIII, si è detta attorno al Vaticano lo troverò senza dubbio, nelle due librerie vaticane ha dovuto ripetere du volte la sua richiesta: avete il Messale per la Messa tridentina? NOOOO!
Sa è ancora troppo presto, ma arriveranno, ci credo!

Nelle altre librerie su via della Conciliazione, stessa accoglienza.
Eppur si dicono cattolici o meglio cristiani !
O sei cristiano come me o cambia marciapiede !

Pee fortuna esiste internet !

Emma ha detto...

Dimenticavo, tutti i miei incoraggiamenti a Annarita e Gianluca, sperando che le loro testimoninaze riescano a superare le barriere di chi non ha interesse che arrivino sino al Santo Padre !

Stephanos78 ha detto...

Sono io la prima ad avere protestato quando mi è sembrato capire che i gestori di questo blog volevano abbandonare la loro "vocazione" ad informare sul cnc e offrire spazio a testimonianze come la tua.


Forse non sono stato abbastanza chiaro o forse non è stato sufficientemente spiegato, anche nel post precedente, sia il MOTIVO PROFONDO, sia la NATURA del "cambiamento" che abbiamo auspicato.

Nella prassi, il cambiamento messo in atto ha visto "solo" una differenza da ciò che era stato auspicato.

Attualmente il Blog, invece di sospendere il suo Aggiornamento, prosegue.

La configurazione con il Forum, abbiamo pensato, può essere simile a quella che c'è tra il Blog "Rinascimento Sacro", e il Forum Oriens. I due si rimandano a vicenda, ognuno per la propria specificità.

Il fatto che il Blog abbia continuato l'aggiornamento, però, non determina un "ripensamento" ma una "necessità" richiesta. Non solo da voi, ma da una Persona che ha responsabilità nella Chiesa di Roma.

Ora, la cosa ha sicuramente senso. Non discuto.

Quello su cui discuto, e di cui sono rimasto profondamente deluso -soprattutto alla luce di come avete potuto conoscermi almeno in questo ambito attraverso i miei scritti (alcuni di voi mi conoscono anche di persona e bene, vedi Mic e Caterina)- è il più volte adombrato "abbandono" da parte di chi si era fatto promotore con me del "cambiamento".

Pensavo fosse chiaro ciò che ho spiegato più e più volte (e lo scritto rimane) che non si trattava di "abbandono" ma dell' ESATTO OPPOSTO! Si tratta di una "MESSA A FRUTTO" e di una MATURAZIONE assolutamente LOGICA e direi anche NECESSARIA proprio ai fini della sperata risoluzione dei problemi legati al Cammino in particolare ma anche a tutta la realtà ecclesiale in genere...

E' stato detto che il Blogo NON SAREBBE STATO CHIUSO ma non più "aggiornato". Almeno non con la frequenza "ordinaria". Che sarebbe rimasto sussidio del Sito, il quale avrebbe mantenuto intatta la sua utilità e il suo aspetto di MEZZO DI RACCOLTA E CONDIVISIONE DI TESTIMONINZE. Anzi, è stato detto che la mail del Sito-blog sarebbe stata usata MEGLIO che prima, in prospettiva di raccolta di testimonianze e di SUPPORTO a coloro che ne richidessero...

Il Forum, manterrà la sua sezione aperta sul CAMMINO E NON SOLO... Anzi, proprio per la sua forma, renderà possibile l'approfondimento di argomenti particolari...

Ma il fatto è un altro.

Questa concezione, ahimè, mi mostra una "chiusura" che non consente di fare ciò che invece Chisolm ha MAGISTRALMENTE descritto nel suo accorato mesasggio...

Dovremmo rifletter sulle sue parole, non solo per la loro saggezza, ma per il concreto aiuto che esse portano.

Il pericolo, come dissi commentando il discorso del Santo Padre del 10 gennaio, di non "assimilare" la nostra sofferenza o la nostra indignazione, ESISTE.

Ad un certo punto si è ad un bivio: maturare o cristallizzarsi.

E lo dice uno che nel cammino ci ha passato anni, e che ha sofferto e continua a soffrire molto.

Ma sono altrettanto consapevole che la sofferenza ha bisogno di essere SEME di nuovi inizi...

La sitauazion è devastante, non ci sono dubbi. Le domande e i dubbi sono tanti. La corrispondenza con il nostro "sensum fidei" è quasi impercettibile. Il Primato di Pietro è apertamente NEGATO e IGNORATO. La Fede offuscata. La confusione incredibile.

Ma questo non può ASSOLUTAMENTE VINCERCI. Non puà e non deve.

Come ripeto, anche per noi esiste il pericolo che le parole che ascoltiamo o i fatti che viviamo siano letti in modo UNIVOCO. Anche con le migliori intenzioni del mondo. Secondo me è successo dopo il discorso del Papa, che invece anche MANUELE ha dichiarato essere stato preso da molti dei presenti come un "campanello d'allarme". PROPRIO COME DICEVAMO IN UN POST. VI RIOCRDATE?

Quello che dovremmo "assimilare" è che il nostro "seguire Gesù" si traduce, SECONDO LA SUA VOLONTA', anche in una sequela DOLOROSA, in cui la nostra PAZIENZA è saggiata dal Padre dei Cieli. Dolorosa nel Cuore e a volte anche nel Corpo...

Per questo "passo" è NECESSARIO lo Spirito Paraclito! Per questo è NECESSARIO che Egli venga considerato davvero il nostro CAPO, capo della nostra Vita e del nostro Agire. Consigliere per le nostre azioni e depositario del nostro Cuore.

Lo dico, fratelli, senza alcuna pretesa di "magistero" ma con il più grande amore per tutti voi! Con l'unica "pretesa" del consiglio!

L'utilità di questa "finestra" Cattolica di "Apologetica" e di Sussidio e Servizio, sarà ancora indiscutibile solo se ci si "alleggerirà" del "carico" che abbiamo, chiamando ad Ausilio i Cuori di Gesù e Maria..Considerato che DA SOLI non possiamo far nulla.

Viceversa, credo, il rischio di "chiudersi" ESISTE. Ed è concreto. Il rischio di CONTRAPPORSI, di SCONTRARSI in una LOTTA senza esclusione di "colpi" esiste...

Non discuto sulla nostra solitudine e sul motivo più profondo per cui questa solitudine è posta in essere...

Ma, concretamente, la nostra Pace del Cuore, è la condizione indispensabile per poterci aiutare vicendevolmente e per poter dare un servizio proficuo... E la Volontà nostra dovrà tendere a quella del Divino Maestro...

Voi tutti sapete che la "Vocazione" nella Chiesa di Roma non potrà mai essere vista in modo "funzionale" ma nel modo di "Servizio alla Comunità Cattolica". Per questo una SPecificità, utile come questa, può e deve guardare PRIMA IN ALTO e poi INTORNO..Così come ha detto il Papa in un recente Angelus...

sofia ha detto...

l'importante è tenere il Santo Padre più informato possibile.
------------------------------

Cara A.rita

il coraggio e l'amore della Verità con cui esponi le tue testimonianze, senza più alcuna paura, mostrano chiaramente la benevolenza del Signore, che ti ha liberato da quella fossa di serpenti, portandoti in più “spirabil aere” e ridonandoti, sciolta dalle catene, la tua splendida ragione (come ha fatto anche con Stephanos, Tripudio, Aldo, Michela, Jacobus, Mic... e tanti altri che gemevano nell'attesa della sua mano potente e misericordiosa.)
Ora puoi dire, con San Paolo:

Chi ci separerà dall’amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione,
la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Proprio come sta scritto:
Per causa tua siamo messi a morte
tutto il giorno,siamo trattati come pecore da macello
.
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di Colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che
né morte né vita, né angeli né principati,
né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità,
né alcun’altra creatura
potrà mai separarci dall’amore di Dio,
in Cristo Gesù, nostro Signore!
(Lettera ai Romani 8,35-39)

...da ripetere a fronte alta contro ogni spavalda minaccia di qualsiasi vostro ex-fratello-catechista...

E ti conceda il Signore di condurre con Gianluca questa
battaglia benedetta per portare alla luce la Verità, non per tua rivalsa,
(come molti spesso accusano gli ex-NC), ma per la gloria del Nome del Signore e per il bene della Santa Chiesa, così a lungo martoriata dai pastori malefici,
ladri e assassini di anime, e loro fiancheggiatori, che agiscono indisturbati da decenni!

Il Signore sa bene qual è il "piccolo gregge" a cui dice:
"NON TEMERE!"
............

Ammiro il tuo prezioso impegno nel voler inviare lettere-testimonianza,
che oggi diventano sempre più necessarie per arginare il male che dilaga,…
ma mi sono sempre chiesta, riguardo a quelle simili inviate negli anni
passati:
Siamo sicuri che esse arriveranno davanti agli occhi del Santo Padre?
In questo incalzare di notizie di intralci continui posti all’azione
e alla vera volontà del Papa,
(come nell’esempio disgustoso dei libri citato da Emma)
mi permetto di dubitarne fortemente…

(per Stephanos:
far presente come possibile al
Santo Padre il dolore delle piaghe
sanguinanti non è nè chiusura nè contrapposizione, a mio avviso,
bensì la buona battaglia per conservare e RIAFFERMARE LA VERA FEDE!)

Stephanos78 ha detto...

far presente come possibile al
Santo Padre il dolore delle piaghe
sanguinanti non è nè chiusura nè contrapposizione, a mio avviso,
bensì la buona battaglia per conservare e RIAFFERMARE LA VERA FEDE!


..E allora perchè l'avvento del Forum è stato "salutato" come una sciagura, e lo è anche ora?

Perchè le motivazioni, dette e ripetute, non sono state comprese e non lo sono neanche ora?

mic ha detto...

Il pericolo, come dissi commentando il discorso del Santo Padre del 10 gennaio, di non "assimilare" la nostra sofferenza o la nostra indignazione, ESISTE

caro Steph,
perdonami se mi soffermo solo su questa tua frase... mi riprometto di rileggere attentamente TUTTO il tuo messaggio quando avrò meno problemi.

Penso tuttavia di DOVER affermare con convinzione che su questo blog, come sul sito, non esiste nessun documento o nessuna testimonianza che nascano SOLO da dolore o sofferenza non assimilati! Tutto quel che è scritto, affermato e ripetuto nasce da esperienza concreta e confronto razionale e serio e approfondito con gli insegnamenti della Chiesa... che nessuno che abbia un briciolo di questa esperienza può dire siano gli stessi che diffonde il cammino, sia a livello di contenuti che di prassi!

Il nostro impegno qui sta proseguendo per e con le stesse motivazioni da cui è nato: INFORMARE CORRETTAMENTE e DENUNCIARE LE STORTURE...
Poiché, purtroppo, nonostante il 10 gennaio e tutto il resto, le storture sono sempre presenti - e ne abbiamo avuto ampia dimostrazione - ecco che, pur progettando e comunciando ad operare il 'giro di boa', reso necessario anche dalla esigenza di inquadrare il proble nella realtà più ampia e complessa della Chiesa del nostro tempo - così travagliata e confusa, come possiamo purtroppo vedere ogni gorno dalle grancasse mediatiche che sembrano tenere sotto assedio il nostro Papa - eccoci ancora qui a parlare del Cammino e Gianluca e A. Rita ci hanno dato ampia dimostrazione di quanto sia ancora necessario, mi sembra. O no?

mic ha detto...

ho inserito la II parte dell'articolo del blog spagnolo. Si può continuare la discussione lì.
A. Rita carissima. Per ora ho qualche problema. Spero poterti scrivere più a lungo al più presto.
Per ora un abbraccio nel Signore e coraggio, avanti!

Michela ha detto...

A.Rita dice che la proposta nc non è accettabile da nessuno.

Sono d'accordo con te, ma rispondevo a Manuele che diceva che il cammino si propone come una proposta parrocchiale, e quindi per tutti, di itinerario dopo-cresima.

Inoltre dici:
E dico questo per ribadire che –scusami – ma non è accettabile quanto dici:

“e probabilmente la gerarchia non vuole scandalizzarli, sperando che la verità si imponga da sola.”
“…ma evidentemente, non è ancora il tempo che questo dolore venga detto, raccontato, che venga raccolto da qualcuno.”

-----
Questo invece lo ribadisco, perchè è un dato di fatto che ci sono molti cristiani neocatecumenali che vivono con serietà la loro fede e il loro cammino, senza accorgersi degli errori.

Ed è un dato di fatto che la chiesa si rifiuta di considerare una qualche forma di pastorale per i fuoriusciti.
E' evidente che non abbiamo parole per descrivere la nostra esperienza, possiamo raccontare fatti, cose accadute o sentite nelle catechesi, ma manca un linguaggio in cui tutti noi ex possiamo riconoscerci;
non possiamo rispecchiarci e ritrovare le nostre esperienze in nessun luogo se non in questo blog, o in un diario personale, ovvero nella preghiera, come già suggerito.

in questo senso dicevo che questo è il tempo del silenzio.
ma visto che anche la gerarchia tace, non si sa mai che potrebbe farsi avanti un monaco disposto a seguire un gruppo di ex.

Anzi, io farei anche una settimana con voi in estate presso qualche monastero in centro Italia, ammesso e non concesso che si trovasse una guida disposta ad affrontare questi argomenti.

A. Rita dici anche che la chiesa non ci ha messo in guardia contro gli errori.
Forse è vero, ma è pur vero che il cammino ti permette di chiudere gli occhi sulla tua realtà e individualità profonda, e sicuramente io per molti anni ho avuto bisogno di autoingannarmi su molte cose.

Emma ha detto...

Stephanos, non c`è nessun malinteso. Ti sento amareggiato e mi dispiace.

Parli di un ""cambiamento" che abbiamo auspicato."
Più che cambiamento o svolta radicale , si tratta piuttosto uno sviluppo con un forum che si affianca al blog che mantiene tutta la sua utilità, con una passerella che li unisce.

Mi sembra, ma forse mi sbaglio, che era stato auspicato un aggiornamento considerando che lo scopo del blog era spirato, la realtà mostra che così non è, che c`è al contrario ancora e sempre un bisogno importante di uno spazio, CHIARAMENTE indicato in cui chi è uscito dal cnc e chi si interroga all`interno del cnc possano incontrarsi e esprimersi.

L`abbandono di Stephanos, anche se il termine non è corretto, mi sembra si sia verificato, non ho più letto suoi interventi, o si sono diradati, dunque mi sembra di capire che Stephanos si stia consacrando esclusivamente al forum.
Non è una critica ma una constatazione che mi sembra in coerenza con ciò che Stephanos aveva espresso,in funzione di ciò che giudicava la maturazione per lui logica e necessaria

Non vedo nessuna chiusura ma una visione differente, un`analisi diversa con conclusioni diverse.
Nessuna cristalizzazione ma un` osservazione logica e coerente di un assoluto bisogno di mantenere aperto uno spazio di condivisione, testimonianza e informazione legato al cnc.

Maturare non significa irenismo, ma accogliere con umiltà ciò che ci viene richiesto anche se non corrisponde a ciò che ho immaginato, idealizzato, accettare che se le domande ci sono, e non solo da parte dell`autorità ma da chi soffre, ciò significa che ho forse creduto troppo in fretta che un certo cambiamento si imponeva nel contenuto , nella forma, abbandonando le opposizioni, i conflitti, gli scontri,considerati sterili.
Questo è un blog di servizio, così è vissuto penso da chi scrive.

E come tale mantiene tutta la sua utilità e direi unicità.