martedì 3 febbraio 2009

Lo Shemà di noi Cristiani

Riprendiamo il nostro percorso di riflessione e confronto - e anche testimonianza o contributo, per neocatecumenali ex o meno che lo vogliano - con queste parole di Mons Gemma stralciate dall'articolo postato da Caterina, seguìte da riflessioni di Steph a proposito del Concilio e del problema della Liturgia


"" Mi domando innanzitutto: qual è lo ”shemà” di noi cristiani cattolici? Ce lo insegnano gli Apostoli. Eccolo: ”In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati”. Mi augurerei che d’ora in poi il nostro” shemà” sia questo passo della Scrittura.


...Colmi del suo spirito, diciamo con coloro che attraverso i secoli della storia portano avanti la pretesa di Gesù e la confermano con la loro testimonianza e la loro coerenza di vita: Lui solo è la salvezza.


Secondo pensiero: gli apostoli quando pronunciavano la loro professione di fede in Gesù sapevano di finire sotto le ire dei persecutori di turno. Questa persecuzione non è mai cessata. La Chiesa di Gesù è Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, perseguitata. La pagina degli Atti questo ci ha detto, questo ci ripete; noi forse lo abbiamo dimenticato… Una Chiesa applaudita non è la Chiesa di Gesù. Una Chiesa potenza tra le altre potenze non è la Chiesa di Gesù. Una Chiesa ripiegata su se stessa per vantare le proprie benemerenze storiche non è la Chiesa di Gesù. La Chiesa di Gesù è perseguitata perché è scomoda, perchè dice la verità e la verità sempre “odium parit”.


Se dobbiamo soffrire qualche cosa, se il Signore ci fa dono della sofferenza, ecco, la Parola ci ha confermati, dunque siamo la Chiesa di Gesù. Non andiamo cercando l’applauso, non andiamo cercando privilegi, non andiamo cercando di sedere ai tavoli che contano: noi siamo i seguaci di Gesù crocifisso, noi siamo i seguaci di quegli apostoli che furono imprigionati e fustigati per il nome di Gesù… Noi eleviamo sui popoli, come diceva il mio fondatore don Orione, la croce di Gesù, ne facciamo la nostra bandiera: ecco il nostro stemma, ecco la nostra gloria. ""


non abbiamo bisogno di dividerci in gruppi NC per vivere il nostro Shemà...al contrario, come ha detto anche il Papa il 10.1.2009 a loro: CI VUOLE L'UNITA' ECCLESIALE NELL'OBBEDIENZA AI VESCOVI, ALLA SANTA SEDE...E GUARDANDO A PIETRO...


Riguardo a questo Dossier Citato da Caterina, sarebbe necessario leggerlo tutto (INTERESSANTISSIMO), riporto il link per chi ne avesse interesse http://www.oriensforum.com/index.php?topic=777.0


Ma si deve focalizzare anche questa frase: "“Il Concilio non ha, per se stesso, riformato (nel senso di inventare) i libri liturgici, ma ha disposto la loro revisione, e a tal fine ha dato alcune norme fondamentali. "


Questo è un concetto FONDAMENTALE per comprendere la "pastoralistà" delle indicazioni Conciliari e la INEVITABILE linearità che le riforme dovevano mantenere, scaturendo dalla TRADIZIONE VIVA! Che significa? Che se le riforme messe in atto dopo il Concilio non risultano FEDELI al Concilio stesso e prima ancora alla Tradizione, possono e devono essere riviste!


Per questo il Papa, senza negare nessun Concilio, men che meno il Vaticano II, può parlare di "riforma incompiuta" o "riforma della riforma". E il primo passo in questo senso, da parte del mondo cattolico ma PRIMA ANCORA da parte dei Sacri Pastori sarebbe non trattare come un CRITERIO INDISCUTIBILE il "Novus Ordo" e i Libri "riformati".


Che significa? Identificare e RISOLVERE le ambiguità. Come? Con le direttive date dal Papa nel Motu Proprio: arrivare al VERO MESSALE RIFORMATO! Con il RITO DI SEMPRE organicamente rivisto SOLO IN QUELLE PARTI RICHIAMATE DAL CONCILIO VATICANO II o comunque NON ESSENZIALI.


23 commenti:

mic ha detto...

quanto allo shemà di noi cristiani, mi ricorda il post che ho scritto nell'altro thread a proposito dell'unicità del cristianesimo rispetto alle altre religioni (con la sottolineatura che il cristianesimo, prima di essere una religione è Fede in una Persona), che risulta diluita dal cosiddetto "spirito di Assisi" forse male interpretato...

Quanto all'oscuramento del Sacro, evidenziato da Ratzinger nell'articolo pubblicato precedentemente, la riflessione di Steph è quanto mai centrata

Se procederanno in senso cristiano i dialoghi con i fratelli della FFSPX, e se il Vetus Ordo, allargato ad un maggior numero di fedeli, potrà dispiegare la profusione delle sue Grazie, non saremo lontani da una revisione del Concilio, nel senso di dare ai suoi documenti interpretazione e applicazione secondo la 'continuità' con la Tradizione, come sta operando il Papa

mic ha detto...

Naturalmente Steph ha focalizzato la Liturgia ed essa è davvero il fulcro di tutto. Penso che non a caso, proprio per questo, il Papa, senza fare tante disquisizioni teoriche - che peraltro ha già dato nella Sacramentum caritatis e in molti altri scritti e discorsi -, sta operando e 'mostrando' i cambiamenti e ha ripristinato l'Antico Rito

Restano poi da approfondire le altre questioni nodali in discussione, oltre a ritrovare la "dignità del sacro":
- la libertà religiosa e
- il cosiddetto spirito di Assisi

qualcosa nell'altro thread è stato accennato. Potremo proseguire con altre riflessioni

mic ha detto...

Stralcio dal blog di Raffaella parte di un articolo di Rocco Buttiglione
______________
A sentire alcuni la Chiesa Cattolica può e deve dialogare con tutti, ma non con i lefebvriani. Perché?

Per capire bisogna fare un passo indietro e tornare all'origine dello scisma lefebvriano. La riforma liturgica voleva valorizzare le lingue moderne ma non bandire la lingua latina; voleva valorizzare la Sacra Scrittura ma, certo, non far perdere alla Messa la sua dimensione fondamentale di sacrificio sacramentale. Voleva segnare un progresso evolutivo nella storia millenaria della liturgia e non una rottura epocale.
Per molti l'adesione alle posizioni di Lefevre fu un modo per riaffermare la continuità della esperienza di fede della Chiesa, per rifiutare una lettura del Concilio che opponeva il Vaticano II a tutta la precedente storia della Chiesa.
Per altri, invece, ci fu la identificazione della sostanza della fede con le forme culturali di una epoca storica superata ed il tentativo di scomunicare qualunque innovazione come proveniente dal maligno.
Benedetto XVI sta cercando di ricondurre la Fraternità nella comunione della Chiesa Cattolica attraverso la verità sul Concilio che si colloca (come ogni Concilio) nella continuità della storia della Chiesa, come quello scriba del Vangelo che trae dal suo scrigno "cose vecchie e cose nuove".
Il tentativo naturalmente genera discussioni nella Chiesa Cattolica. Alcuni vogliono tenere fuori i lefebvriani perché, in cuor loro, vorrebbero fare del Concilio Ecumenico Vaticano II esattamente quello che i lefebvriani temono che sia e che invece non è: la fine del cattolicesimo e l'inizio di un nuovo cristianesimo. Vi sono discussioni anche nella Fraternità S.Pio X. Vi sono quelli che vogliono semplicemente la libertà di dire messa in latino e di confermare la fedeltà alla tradizione della Chiesa, e vi sono quelli che considerano inaccettabile che si dica messa nelle lingue moderne e che vorrebbero imbalsamare e mummificare la tradizione impedendole di confrontarsi creativamente con le sfide di un mondo che cambia.
Speriamo che il tumulto di questi giorni aiuti a fare chiarezza: fra la Chiesa Cattolica e i nostri "fratelli maggiori" ebrei, all'interno della Fraternità S.Pio X e fra questa ed il Papa, che ha pagato un prezzo molto alto per il suo gesto di perdono cristiano.

© Copyright Il Tempo, 3 febbraio 2009

Caterina63 ha detto...

Che significa? Identificare e RISOLVERE le ambiguità. Come? Con le direttive date dal Papa nel Motu Proprio: arrivare al VERO MESSALE RIFORMATO! Con il RITO DI SEMPRE organicamente rivisto SOLO IN QUELLE PARTI RICHIAMATE DAL CONCILIO VATICANO II o comunque NON ESSENZIALI.

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oh!oh!...famo attenzione ....non esiste nella Messa qualcosa di NON ESSENZIALE...^___^

l'unica cosa inopportuna e NON essenziale, sono GLI APPLUSI, I BALLETTI ATTORNO ALL'ALTARE.... oggetti NON cattolici e icone assolutizzanti un unico stile inconfondibile...
^__^

Caterina63 ha detto...

Con decreto firmato il 22 dicembre 2008 dal Cardinal Franc Rodè, Prefetto della Congregazione "per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica", la Santa Sede ha dato il via ad una "Visita apostolica" cioè una vera e propria "indagine disciplinare" di tutte le comunità religiose femminili di vita attiva presenti degli Stati Uniti d'America .....

Questa è un altra di quelle che si dicono "buone notizie"....
sono anni che se ne parla, finalmente si inizia ad agire...
^__^

Katia ha detto...

Permesso?!

E' la prima volta che passo per di qua e vorrei raccontarvi una cosa riguardo al cammino neocatecumenale.

Fino a poco tempo fa sapevo che era un movimento un pò strano, i cui componenti celebravano una liturgia a parte, molto aperti alla vita e altre piccole cose. Non mi andava molto a genio ma pensavo fosse almeno ortodosso nella dottrina e non avrei mai immaginato il "resto".

Molto recentemente un mio conoscente/amico di cui ho (avevo?) molta stima mi ha presentato la sua guida spirituale, un prete abbastanza giovane, dicendo che mi avrebbe sicuramente aiutato a risolvere i miei problemi. Ho parlato con lui il quale mi ha detto che ero molto superba, che in me c' era il diavolo e insisteva su certe cose in un modo che mi faceva sentire obbligata.
Questo prete mi ha detto che stavano iniziando degli incontri di "ascolto della parola" che mi avrebbero fatto molto bene cambiando la mia vita.
Io ci sono andata fidandomi del mio conoscente/amico.
Trovatami lì, una parrocchia di recente costruzione, mi sono sentita a disagio. Ho visto tre coppie (sei persone tutte "uguali" e un prete molto fanatico.
Ho avvertito più di una nota stonata sia sul piano dottrinale (santissimo sacramento, separazione dagli altri...), sia psicologico (mi sono sentita come costretta a dover cambiare idee e simili).
Ho avuto l' impressione che mi stessero vendendo un prodotto.
Evito per ora altri dettagli spiacevoli.
Ho fatto sapere del mio disagio al mio amico il quale mi ha risposto "é la chiesa cattolica", "fidati di me", "dopo starai meglio", etc.
Ho parlato del mio disagio al responsabile che mi ha detto "La chiesa non fa proselitismo, annunciamo solo Cristo, vieni e vedrai".
Ho parlato con una signora neocatecumenale da 25 anni che ha risposto infastidita, dicendo una frase che mi ha fatto venire un brivido. Ha detto "evviva le persecuzioni!".
Ora ha chiesto di non chiederle niente sul cammino che è una grazia di Dio sostenuta da Maria...

Alla "catechesi" hanno parlato di Costantino, del concilio vaticano II, hanno fatto vedere i loro orrendi disegni: uno raffigurava un cerchio (la parrocchia) circondato da piccoli cerchi (le parti atomiche o qualcosa del genere).

Sono tornata a casa sconcertata e molto triste.

Il risultato è che io non riesco ad entrare in chiesa, che a quanto pare è succube.
Ho due icone bizantine a casa che non riesco più a guardare e che finiranno nel cassetto.

La parrocchia è a Roma sud e quella che conosco è completamente gestita dai neocatecumenali: sono sconvolta e disgustata.

Mi piacerebbe parlare di questo anche via mail, soprattutto con qualcuno che è o che vive a Roma. E' possibile?

Grazie.

mic ha detto...

Cara Katia,
siamo a tua disposizione. Scrivici sulla casella neshama@tiscali.it
Nel frattempo, coraggio e non pensare che TUTTA la Chiesa sia il Cammino, che purtroppo con essa si identifica...
Penso potrà farti bene parlarne e cercar di capire meglio, ma soprattutto recuperare la tua serenità e libertà di spirito e di coscienza

Stephanos78 ha detto...

oh!oh!...famo attenzione ....non esiste nella Messa qualcosa di NON ESSENZIALE...^___^


In realtà è un discorso molto molto importante.

Su questo "fraintendimento voluto" si è basara la "discontinuità" del post-concilio.

Mi spiego.

Si definisce la differenza SOSTANZIALE di talune forme Cultuali con quella Cattolica, come solo "formale".

Come si demarca la linea di ciò che è "formale" e "non essenziale" alla rettitudine del Culto, con ciò che non lo è?

Kiko (e VENERANDA) dice che il suo è solo UN'ALTRA FORMA di Culto "cattolico"! Le forme sono diverse ma "ottengono" lo stesso "risultato"!

Proprio sul fraintendimento delle "forme diverse", si è consumata la tragedia dello sventramento della Messa e della Liturgia.

Ebbene: cosa è fondamentale e cosa si può "CAMBIARE"?

La risposta l'hanno già data i concili e il Magistero.

Ma evidentemente è messa in discussione!

Per cui è FONDAMENTALE che la VERA riforma scaturisca dalla Tradizione e che i Cambiamenti siano solo DAVVERO FORMALI.

Spero di essermi spiegato meglio^__^

chisolm ha detto...

“…mi ha presentato la sua guida spirituale, un prete abbastanza giovane, dicendo che mi avrebbe sicuramente aiutato a risolvere i miei problemi. Ho parlato con lui il quale mi ha detto che ero molto superba, che in me c' era il diavolo e insisteva su certe cose in un modo che mi faceva sentire obbligata…”

E’ un passo che mi evoca un forte disgusto, tale a quello che provo quando leggo di stupri e violenze. Sì, perché quest’incutere timore (che non è il santo “timor di Dio”) è il primo passo verso lo stupro dell’anima.
Mi dica, questo giovane sacerdote, se la sua grazia del discernimento delle anime è dono o abuso, dove, eventualmente, si è formato in “demonologia” (disciplina rarissima negli atenei pontifici) o, in alternativa, in teologia spirituale nelle sue forme di accompagnamento alla persona.
Mi dica se, visto questo suo “dono”, egli sia disposto a mettersi a disposizione dell’Ordinario diocesano per svolgere la missione di esorcista… Sì, perché quando si parla di “demonio”, perfino la Chiesa ci va con i piedi di piombo: prima una lunga serie di visite mediche per appurare che certi disturbi non appartengano a patologie nervose, poi, eventualmente, il rito dell’esorcismo.

Ma come si fa a vedere il demonio, così, di primo acchito, se solo i grandi santi ci riuscivano?
Cara amica, nei Fioretti di S. Francesco, c’è la storia di un fraticello a cui appariva il demonio nelle sembianze del Signore: gli diceva che era inutile pregare, digiunare, seguire Francesco perché egli (il fraticello) era stato già condannato all’inferno. Una sorta di predestinazione, insomma.

Il fraticello va da Francesco e gli racconta il fatto. Il santo, dopo averlo ascoltato, lo rassicura dicendogli che quello non è il Signore, ma il diavolo. Gli suggerisce, alla prossima visita che il diavolo farà, una semplice frase da dire al “falso Signore”: se è un diavolo, fuggirà sdegnato…
Il fraticello và rasserenato e, quando gli appare il demonio travestito da Signore, gli dice quanto Francesco gli aveva suggerito:
“Apri la bocca che mo’ vi ti caco…” e il demonio fuggì.
Frase, quasi un piccolo esorcismo, che regalo alla nostra amica da parte di S. Francesco…

Chisolm

mic ha detto...

Ma come si fa a vedere il demonio, così, di primo acchito, se solo i grandi santi ci riuscivano?

nello stesso modo in cui si pretende di parlare a nome di Cristo strumentalizzandone le parole per lo stupro delle anime ed il mantenimento della costruzione kikarmeniana del Cammino...

Grazie, caro Chisolm, delle tue parole così dirette, così sentite, così efficaci!

Roma Locuta ha detto...

Cara Katia, benvenuta su questo blog, e provo anch'io, se melo permetteranno, di darti un chiarimento.

Dunque, per prima cosa vorrei dirti che se quel sacerdote ti ha "fatto sentire obbligata" certamente ha sbagliato, o per suo errore o per poca accortezza nel farti recepire che invece in Cristo siamo sempre Liberi. Il cammino anzi, insiste molto su questo punto della Liberta' e sul "senza sforzo", quindi mi sorprende che abbia voluto dirti altro.

Per quanto riguarda il discorso del demonio, io credo proprio invece che ci sia stato qui un grosso fraintendimento. Non penso proprio che abbia voluto dirti nulla legato a una "possessione demoniaca". Ma se la frase era piuttosto "attenta che in questo che stai facendo c'e' dietro la tentazione del demonio" intendeva dire tutt'altro e la stessa identica frase te le direbbe un confessore gesuita, francescano o tradizionalista, perche' non e' nulla di strano: Non e' questione di "possessione", siamo TUTTI tentati dal demonio quotidianamente. E ogni volta che cadiamo in un qualsiasi peccato con ostinazione vuol dire che lui sta vincendo...

per quanto riguarda la frase detta dal responsabile, "La chiesa non fa proselitismo, annunciamo solo Cristo, vieni e vedrai" non ci trovo nulla di male.
Ne' tantomeno in quel rallegrarsi per le persecuzioni che ci e' stato esortato da Ns Signore nelle Beatitudini e ribadito da S.Paolo in diversi punti.


Poi, come giustamente ti ha detto Mic, la Chiesa non e' solo il cammino, c'e' molto altro, quindi se non trovi la spiritualita' del cammino "in fase " con la tua , non ti perder d'animo! c'e' tantissimo altro , decine e decine di altri carismi e diverse spiritualita' ( da pochi giorni una in piu!) . Non interrompere la tua ricerca di Dio, perche' Lui si fa trovare!
E non dismettere le icone bizantine!! In quei quadri c'e' spesso tanta sapienza e tanta preghiera dietro...Sai che i pittori spesso prima di dipingere le icone digiunavano per 3 giorni dedicandosi alla preghiera, in modo che la loro arte potesse avvicinare la gente a Dio..

Ma lo stesso mic, che credo in fondo sia una persona onesta, ti dira' anche certamente che non solo La Chiesa non e' tutta Cammino. Ma anche che il Cammino, non e' tutto come la brutta esperienza che ti e' capitato di fare.
Ci sono centinaia di comunita' dove i fratelli non sentono alcuna imposizione, come la mia...

e questo il nostro amico Mic lo sa bene... :)

un caro saluto e la Pace di Cristo
rl

mic ha detto...

Dunque, per prima cosa vorrei dirti che se quel sacerdote ti ha "fatto sentire obbligata" certamente ha sbagliato, o per suo errore o per poca accortezza nel farti recepire che invece in Cristo siamo sempre Liberi.

Caro RL, affermi una grande verità, che però si scontra con la realtà che io e tutti noi conosciamo... il 'sentirsi obbligati' di chi frequenta il cammino nasce dall'elitarismo, dall'appartenenza alla schiera degli eletti inculcata fin dai primi insegnamenti, attraverso tutti quei disegnini e schemini che conosci fin troppo bene... e anche dalla 'rigidità' di comportamenti e divieti imposti (non fare domande, non "dire" all'esterno o al fratello più "in basso"... ma che vor di' più in basso, se non è gnosi questa!) etc etc.

Il cammino anzi, insiste molto su questo punto della Liberta' e sul "senza sforzo", quindi mi sorprende che abbia voluto dirti altro.

sai a cosa si riferisce il "senza sforzo" di Kiko (ipsissima et ripetuta verba)? Al fatto che è inutile che ci sforziamo a vincere le nostre cattive tendenze e peccaminosi comportamenti con l'aiuto della "Grazia Santificante" (che Kiko non nomina mai, anzi per lui non esiste, perché siamo luteranamente e calvinisticamente inesorabilmente peccatori!!!!

Vedi bene che chi non vi conosce può dare un'interpretazione molto cattolica a quello che dite, senza sapere dove sta l'inganno...

Ma lo stesso mic, che credo in fondo sia una persona onesta, ti dira' anche certamente che non solo La Chiesa non e' tutta Cammino. Ma anche che il Cammino, non e' tutto come la brutta esperienza che ti e' capitato di fare.

la Chiesa non è ancora tutta cammino, ma di questo passo rischia di diventarlo e quanto alla tua ultima affermazione, non per disonestà intellettuale o morale ma per esperienza, non mi sento di avallarla in toto, anche se ci può essere una questione di 'sfumature'... ma l'impianto, il percorso, il metodo, il rito, gli insegnamenti, quelli sono!!!

mic ha detto...

Non penso proprio che abbia voluto dirti nulla legato a una "possessione demoniaca".

anch'io non lo penso; ma è un fatto che il demonio è sempre collegato a tutto quanto si discosta dagli insegnamenti e dai metodi inculcati dal cammino...

Vedi RL, nel tuo garbato e anche profondo tentativo di chiarimento vedo molto, anche alla luce di quanto ho appena evidenziato, l'atteggiamento incorporato nei 'convinti' del cammino di 'minimizzare' - distorcendo (forse inconsapevolmente) anche la realtà - qualunque critica si faccia al Cnc, quando non è proprio possibile confutarla...

Michela ha detto...

Cara Katia,
ho frequentato il cammino per molti anni
e ti posso dire che qualsiasi sacerdote neocat ti avrebbe detto esattamente le stesse cose.
Mettono paura, fanno leva sui difetti delle persone per poi dirti che c'è la soluzione ed è il cammino neocatecumenale, che va accettato senza fare domande, senza sapere cosa si farà più avanti, senza avere contatti con quelli delle comunità più anziane.

Se uno è già dentro il cammino, allora il demonio è rappresentato dai familiari ed amici che non capiscono il cambiamento di atteggiamento del loro caro.

Secondo me hai avuto una gran fortuna a sentirti a disagio, è il segnale che lo Spirito ti manda per farti capire che c'è qualcosa che non va nel cammino e in quelle persone che hai incontrato.

Non capisco solo perchè pensi di dover nascondere le icone.

Fai bene a star lontana dal cammino: distrugge le famiglie, distrugge le amicizie, rende dei robot, massifica le coscienze
in altre parole distrugge l'immagine del Figlio nelle persone.

Se qualche neocatecumenale in buona fede non si accorge delle prevaricazioni è perchè ancora non è venuto il tempo per lui di aprire gli occhi.
Ma è un fatto che il numero di nc sta diminuendo.

Non credere a chi ti dice che hai incontrato le persone sbagliate, che il sacerdote o i tuoi catechisti hanno sbagliato.
Conosco il cammino da circa 30 anni, ho sentito Kiko Carmen, i primi catechisti( quelli itineranti) come pure l'ultimo catechista di periferia: dicono tutti le stesse cose.

spero che questo post non costringa Mic ad aumentare il lavoro di moderazione, ma ogni tanto la verità va detta senza fronzoli, e senza paura di offendere nessuno.

mic ha detto...

spero che questo post non costringa Mic ad aumentare il lavoro di moderazione, ma ogni tanto la verità va detta senza fronzoli, e senza paura di offendere nessuno.

non preoccuparti mai degli effetti delle tue testimonianze e del tuo parlare, schietto, chiaro e limpido

è bene anzi che queste cose non siano mai taciute...

Caterina63 ha detto...

Roma Locuta ha detto...
Cara Katia, benvenuta su questo blog, e provo anch'io, se melo permetteranno, di darti un chiarimento.

Dunque, per prima cosa vorrei dirti che se quel sacerdote ti ha "fatto sentire obbligata" certamente ha sbagliato, o per suo errore o per poca accortezza nel farti recepire che invece in Cristo siamo sempre Liberi. Il cammino anzi, insiste molto su questo punto della Liberta' e sul "senza sforzo", quindi mi sorprende che abbia voluto dirti altro.


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parole di Kiko all'incontro con i futuri NC:

ORIENTAMENTI
ALLE ÉQUIPES DI CATECHISTI
Vol. 2:
Convivenza: PRIMO SCRUTINIO
Febbraio 1999

AMMONIZIONE AMBIENTALE
(Kiko)

Fratelli, avete finito il tempo del precatecumenato. Spero che
questo tempo vi sia servito per discendere alla vostra realtà, per
riflettere sulla vostra fede. Questo tempo del precatecumenato è servito
proprio per questo: sperimentare la vostra realtà di peccato, la vostra
mancanza di fede1, toccare con mano la vostra realtà. Per questo spero
che abbiate scoperto che avete poca fede, che avete una fede morta o
persino che non avete fede affatto.
Spero che, durante questo tempo di precatecumenato, Dio vi abbia
dato molte difficoltà, molti macelli, perché questo è esattamente ciò che
doveva succedere perché scopriste che non avevate molta fede. Non so se
qui c'è qualcuno che crede di avere molta fede, ma se abbiamo fatto bene
il precatecumenato, ci ha fatto scoprire che la realtà è che abbiamo
molta poca fede, affinché andiamo a chiedere la fede alla Chiesa.



*****************

potrei accettare queste parole dal MIO CONFESSORE spirituale dopo avermi conosciuta attraverso le confessioni (che nella realtà non mi ha mai usato parole di dispregio della coscienza...), ma non posso accettare UNA VIOLENZA, UNO STUPRO DELL'ANIMA E DELLA MIA COSCIENZA da un LAICO....


qui trovate il resto:
http://www.geocities.com/athens/delphi/6919/OR-IScr99.pdf


mio caro Roma Locuta...se il fondatore parla così anche il SUO SACERDOTE NON E' DA MENO...
^___^

Jacobus ha detto...

Carissimi, come non rimanere colpiti dalla recente testimonianza di Katia.

Ancor più ove si rifletta circa il fatto che il famoso "punto di non ritorno" sembra davvero esserci anche per coloro che dovrebbero pascere con infinito amore e con somma cautela e fedeltà il "piccolo gregge" di Cristo.

Ora, i sacerdoti che hanno compiuto la cd."scelta nc" sembrano al contrario in moltissimi casi esser loro stessi "neocatecumenalizzati" in toto e questo oltre ad apparire molto grave, e i puntuali rilievi di Chisolm lo hanno già sottolineato,diviene "grave e vieppiù inquietante" ad esempio per la povera Katia la quale si sente giustamente scandalizzata da un simile atteggiamento ricevuto anche dal pastore al quale ha espresso le sue perplessità, sentendosi rispondere nel lugubre modo che ben sappiamo.

Si determina in sostanza, nella persona, un doppio scandalo ovvero quello della negativa esperienza nc e poi quello, di inaudita gravità permettetemi di dirlo, derivante dalle sconcertanti parole ricevute da colui che dovrebbe esser, in quanto Ministro Ordinato, ad esclusivo ed umile servizio del Signore e della Sua Santa Chiesa.

Non posso nel mio piccolo che solidarizzare in pieno con Katia incoraggiandola ad andare avanti confidando sempre e soltanto nella Vera Chiesa e nei Veri Pastori del gregge di Cristo. Abbracci fraterni in Cristo Signore a tutti Jacobus

Francesco ha detto...

Sulla gravissima crisi esistente all'interno della Curia Vaticana e della Segreteria di Stato interviene oggi senza mezzi termini Sandro Magister con un articolo di fuoco che vi invito a leggere e che conclude cosi:

"La personale devozione di Bertone a Benedetto XVI è al di fuori di ogni dubbio. Non così quella di altri ufficiali di curia, che continuano ad avere campo libero. Può darsi che alcuni avversino consapevolmente questo pontificato. Di certo, i più semplicemente non lo capiscono, non ne sono all'altezza."

Giusto per capire anche il clima in cui qualche mese fa è avvenuta l'approvazione dello statuto neocatecumenale....

a.rita ha detto...

(scusa Mic, l’ho scritto nel pomeriggio ma ho potuto postarlo solo adesso…)

RL: “…o per suo errore o per poca accortezza nel farti recepire che invece IN CRISTO SIAMO SEMPRE LIBERI”
“Il cammino anzi, insiste molto su questo punto della Liberta' e sul "senza sforzo", quindi mi sorprende che abbia voluto dirti altro”.

Mic: sai a cosa si riferisce il "senza sforzo" di Kiko (ipsissima et ripetuta verba)? Al fatto che è inutile che ci sforziamo a vincere le nostre cattive tendenze e peccaminosi comportamenti con l'aiuto della "Grazia Santificante" (che Kiko non nomina mai, anzi per lui non esiste, perché siamo luteranamente e calvinisticamente inesorabilmente peccatori!!!!

Un “bacio in fronte” a Mic che ha smascherato l’eresia nascosta in una delle più frequenti e pericolose frasi di Kiko Arguello! E per finire il suo concetto, aggiungo che “dopo esserci luteranamente e calvinisticamente riconosciuti inesorabilmente peccatori” non ci rimane che accettare che “non potendo fare il bene ma solo il male e non per colpa nostra, ma perché è il demonio a peccare dentro di noi e noi non ci possiamo fare NIENTE, anche perché se ci sforziamo di non fare il male, allora ci trasformeremo nel più ipocrita dei farisei” – TESTUALI PAROLE DI KIKO – non ci rimane che realizzare la teoria di Lutero del “PECCA FORTITER SED CREDE FORTIUS”! Evviva la “comunità dei peccatori” – come dice il Pastore Evangelico Bonhoeffer, tanto ricopiato da Kiko! Evviva, possiamo sentirci LIBERI (ecco che vuol dire per Kiko: IN CRISTO SIAMO SEMPRE LIBERI!) di essere i peccatori che siamo! Che bello, che libertà essere peccatori – basta solo riconoscerlo – SENZA SFORZO alcuno per non esserlo, tanto Gesù ci ha già salvati tutti in anticipo, indipendentemente da come ci comportiamo!!! Ma questo è il principio del SERVO ARBITRIO di LUTERO!!!
C’è poi un altro “SENZA SFORZO” di cui parla Kiko, dal sapore apparentemente più cattolico: lo stato in cui non ti sforzi perché “il Signore ha vinto per te quel certo peccato”, cioè ti avrebbe concesso di vincere certi peccati. Purtroppo però ciò – secondo Kiko – si verifica solo se Dio decide di convertirti, perché – sempre secondo lui – la conversione dipende solo da Dio, il Quale se vuole ti converte, se non vuole resti un lontano. Ma tanto che problema c’è? Tanto anche i lontani si salveranno, per Kiko si salveranno tutti, perché Cristo ci ha già salvati tutti in anticipo, perché noi – povere marionette - non possiamo scegliere di fare il bene! Non ha importanza insomma essere buoni o cattivi, lottare contro il peccato o andarci a braccetto, perché quello dipende dalla “missione” che Dio ti ha affidato in questa vita (ad esempio Giuda avrebbe ricevuto da Dio la “missione” di tradire Gesù!!! Quindi è stato pure bravo, perché ha ubbidito a Dio!) Ma questa è la PREDESTINAZIONE DI CALVINO!!!
Era esattamente questo, Mic, che intendevo quando giorni fa dicevo a Steph che ciò che possiamo fare noi piccoli, oltre che pregare, è demolire sistematicamente e minuziosamente tutte le storture dottrinarie contenute nelle catechesi del Cammino. Facendolo tramite uno strumento come Internet molte persone possono ricevere l’enorme servizio di vedere smascherate le bugie eretiche che per anni si sono bevute, riuscendo forse a capire in cosa differisce la dottrina cattolica da quella protestante-giudaico-neocatecumenale. E forse tanti in buona fede, come Cristiano, incominceranno a vedere che tra le catechesi che ricevono ed il Magistero della Chiesa C’E’ UN ABISSO. E forse molti fratelli neocatecumenali smetteranno – tra tuoni e fulmini – di chiamarci calunniatori, bugiardi, menzogneri, quando attraverso esempi concreti di fatti accaduti e attraverso chiare confutazioni dottrinali verrà loro chiusa la bocca. Anch’io , Mic, concordo con te quando dici che siamo arrivati a tanta e tale confusione perché dal Concilio in poi, anziché correggere apertamente gli errori, si è preferito limitarsi a mostrare il buono del Vero…cosa ne sarebbe di un bambino che venisse allevato ed educato senza mai dirgli: “No!”- o senza mai correggerlo direttamente circa i suoi sbagli?
Ottimo il metodo di Caterina di inserire le parole dirette delle catechesi, perché si commentano da sole…e sono una prova inoppugnabile. Mi viene in mente una proposta fratelli : un giorno alla settimana da dedicare ad una frase eretica di Kiko da smontare, attraverso il Catechismo della Chiesa Cattolica, le parole dei Padri della Chiesa ed i documenti del Santo Padre. La prima potrebbe essere una delle sue migliori “perle”:
“IL PECCATO NON OFFENDE DIO.”
(Questionario sulla penitenziale - Orientamenti alle equipes dei catechisti per la fase di conversione)
Un grande saluto ad Aldo a Michela e a Strl…non smettete di dare le vostre esperienze, fratelli, che sono preziosissime! Un saluto caro anche ad Emma, che con il suo ultimo intervento di ieri ha fatto perfettamente “CENTRO”! Cara Emma, che dire…HAI CAPITO TUTTO e spero che ne riparleremo…
A. Rita

a.rita ha detto...

Per Strl:
Questo del togliere il mandato è un grande problema: ho conosciuto famiglie itineranti che hanno apertamente manifestato i loro disappunti sulle catechesi e hanno iniziato a pensare di voler smettere di fare catechesi; sapete che cosa è successo: che i fratelli vicini hanno fatto al pater familias questo ragionamento "ma sono 10 anni che non lavori; hai 45 anni e 6 figli! Se smetti ti ritrovi in mezzo ad una strada"...

Grazie infinite per il tuo contributo! Ritengo che testimonianze simili siano di una utilità enorme per poter comprendere le vere dinamiche interne del Cammino, quelle nascoste, quelle occulte, quelle che sullo Statuto non leggeremo MAI, quelle che la Chiesa non verrà mai a sapere se non ci decidiamo noi, che siamo stati dentro per tanto tempo, ad aprire bocca e a tirarle fuori. Stesso motivo per cui sono certissima che esistano molti catechisti che sono in possesso delle catechesi superiori al passaggio dell’ Iniziazione alla preghiera, cioè dalla Traditio in poi e che, per un latente timore residuo di profanare “il segreto”, per uno strano senso di colpa che dimostra la non ancora completa liberazione psicologica dal periodo “di cattività” sofferto, non riescono a divulgarle… Occorre invece parlare, rendere manifesto, scoprire la piaga, denunciare apertamente! Questo perché è giunta l’ora di cominciare ad elencare i CONTRO-FRUTTI del Cammino (famiglie rovinate, obbligate a separarsi, vocazioni distrutte o fallite, suicidi a grappoli: anche un mio fratello di comunità si è ucciso, l’anno scorso ecc.), visto che è la politica dei “frutti” quella che Kiko sfrutta per far presa sulla Gerarchia. Non si è purtroppo ancora compreso che il Cammino Neocatecumenale è una realtà OCCULTA, come giustissimamente notava Emma, e l’unico modo per fugare le tenebre fitte che permettono l’azione indisturbata dell’Iniquità, è quello di far entrare la luce della verità! Per ciò non sono affatto d’accordo con chi considera un tale scambio di esperienze come UNA PERDITA DI TEMPO: intanto perché donare la testimonianza del proprio vissuto, specie se doloroso, è un atto gratuito che merita sempre rispetto ed aver la possibilità di ascoltarlo non può essere considerato “tempo perso” se non da chi, come i neocatecumenali, non rispetta il foro interno delle persone, tanto caro invece alla Chiesa e se non da chi non ha compreso che per combattere realtà controverse ed inquietanti come il Cammino non basta meditare genericamente tutti i sacrosanti Documenti e Discorsi ed Eventi della Chiesa se poi questo “meditare”(indispensabile) non viene confrontato e confermato dall’esperienza vissuta. Chi porta le esperienze non fa altro che confermare e radicare le opinioni di chi giustamente riflette sulle indicazioni ed il Magistero della Chiesa.
Caro Strl, riguardo al problema del mandato ai catechisti che poi nasconde l’altro dramma delle famiglie numerose che, poverette, dopo essere state esaltate come eroiche, come “un frutto” del Cammino, si ritrovano invece incarcerate nel sistema, può farti piacere sapere che nella seconda lettera che io e Gianluca Cruccas abbiamo inviato al Santo Padre, trattavamo tra i molti problemi anche di questo, proponendolo alla Sua attenzione così:
“E quando il 24 Aprile si è presentato al PONTIFICIO ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II PER STUDI SU MATRIMONIO E FAMIGLIA - Pontificia Università Lateranense per tenere una conferenza su “ la comunità familiare al servizio dell’evangelizzazione”, ha forse reso conto di tutte le famiglie che ha rovinato? Ma che cosa avrà da dirci un eretico di tale portata sulla famiglia? Che cosa avrà da dirci un personaggio che si è fatto una chiesa parallela, (che gli è stato permesso di creare) in opposizione a quella Cattolica, sulla nuova evangelizzazione? E ci chiediamo: ma tutte le persone che sanno di questi misfatti, sia Consacrati che laici, come possono sedersi allo stesso tavolo con Kiko e ascoltare le sue menzogne? Vergogna. E che cosa ne sarà di tutte le persone che in buona fede militano dentro questo movimento, plagiate, e sottomesse all’obbedienza più cieca dalla guida di catechisti eretici? Io stesso (Gianluca), discutendo con un loro super catechista (con 11 figli) della loro dottrina sull’Eucaristia, dopo un primo momento della solita incapacità che hanno di riconoscere la verità, mi son sentito confessare: “prega per me, mi sento un fallito”. Questo per far capire che le famiglie creatisi nel Cammino Neocatecumenale (soprattutto quelle in intineranza e quelle molto numerose), giacciono in uno stato spirituale che è prigioniero della dottrina e della personalità di Kiko Arguello, e soprattutto il giorno che prenderanno coscienza della verità sul Cammino Neocatecumenale e sul loro fondatore, se volessero tornare nella vera realtà della vita si ritroverebbero con una moltitudine di figli da sfamare e da mantenere in tutto e per tutto, “cosa materialmente impossibile con uno stipendio solo” e con uno stato spirituale veramente da “falliti”; traendo così l’amarissima conclusione che non possono abbandonare il movimento per problemi di sopravvivenza. Quello che ci chiediamo sul problema delle famiglie intineranti è soprattutto chi faccia il discernimento per capire, innanzitutto se veramente Dio le chiama a questa missione (e con vera paternità e maternità responsabile), e poi come sia possibile fidarsi delle rassicurazioni di Kiko Arguello su tale discernimento. A questo particolare eretico non gli importa nulla delle famiglie, a lui importa solo di far fare tanti figli, non per uno spirito di apertura alla vita come predica, ma per crearsi il suo popolo e - non ci stancheremo mai di dirlo - gli è stato permesso. E considerando la sua particolare attitudine a mentire, quando appare in televisione e sui palchi, come ultimamente ha fatto per le giornate della famiglia, è con certezza un vano tentativo da parte sua di dimostrare che lui è Cattolico.”
(per il testo completo vai su: www.mariamadremia.net)
Un caro saluto a tutti.
A. Rita

strl ha detto...

x A.RITA
Grazie per aver riportato la lettera inviata al Santo Padre.
Volevo sapere se "anche un mio fratello di comunità si è ucciso, l’anno scorso ecc." intendi dire un TUO fratello di CN.
Io ho avuto la grazia di vedere un miracolo, al riguardo... una ragazza ha tentato il suicidio ma nonostante un volo da 4 piani si è salvata!!! Non voglio dire che sia tutta colpa del CNC ma sicuramente il CNC è stato partecipe nell'alimentare (e non nel curare) la sofferenza che ha spinto questa povera ragazza al salto...

strl ha detto...

X a.rita
Volevo dirti che mi trovo molto d'accordo con quello che dici circa i controfrutti:
Nel CNC vengono sempre esaltati i frutti buoni (figli, famiglie, matrimoni ricongiunti, lontani che tornano alla chiesa etc. etc.) mentre non si parla mai dei frutti cattivi.
Bisogna considerare che la gran parte del CNC è formata da gente semplice, che era effettivamente nemica della chiesa, o comunque non aveva alcun interesse per la chiesa; gente con problemi economici, familiari, di alcool, di lavoro etc. etc.
Gente che, in estrema sintesi, non fanno delle analisi elevate della situazione (tipo i confronti sul concili vaticani, sulle interpretazioni delle encicliche papali, sul fatto che quel simbolo è ebraico, etc. etc.).
Genericamente non si pongono minimamente il problema ma vanno avanti perché si sono trovati meglio rispetto alla loro situazione iniziale (c.d. love bomb), perché gli viene raccontato un elenco di frutti buoni, perché chi va via viene visto come ingannato dal demonio, perché la loro vita relazionale è solo nel cammino, perché il loro sostentamento economico è nel cammino, PERCHE' NON HANNO PIU' CONFRONTI CON ALTRI etc. etc.
Ovviamente non vi è un solo motivo ma un mix di tutti quanti!
Fatto questa premessa, come hai detto te, DOBBIAMO RACCONTARE ANCHE LE COSE PRATICHE, TERRA TERRA, CHE VANNO MALE NEL CNC!
Altrimenti nessuno aprirà mai gli occhi.
E io non mi voglio prendere la responsabilità di vedere altra gente che si sbilancia così tanto da soffrire pesantemente o comunque da vivere zombizzati perché non ho parlato chiaro.
ciao

a.rita ha detto...

“Grazie per aver riportato la lettera inviata al Santo Padre.
Volevo sapere se "anche un mio fratello di comunità si è ucciso, l’anno scorso ecc." intendi dire un TUO fratello di CN”.

Per Strl:
Caro fratello, il fratello suicida di cui parlavo era Luciano, un mio caro fratello di comunità, con cui ho camminato assieme per circa otto anni, eravamo molto vicini (io comprendevo i suoi problemi e non ci scherzavo su come facevano molti altri, e lui comprendeva i miei) e nei miei ultimi due anni di cammino cercò molto di aiutarmi (pensa che quando ho vissuto difficoltà con la preghiera, tutte le mattine veniva a casa mia alle 7.30, prima di andare a lavorare, e diceva le lodi con me…).
Se vai su: mariamadremia.net, troverai sulla home page “lettera aperta a C. e a tutta la comunità”, è una lettera che ho scritto recentemente ad una ex sorella di comunità in cui tratto anche il caso di Luciano, secondo il mio punto di vista. Riporto comunque anche qui quel brano della lettera perché ritengo che testimonianze del genere siano utili per tutti, sia per chi attraversa grandi sofferenze, sia per chi potrebbe meglio aprire gli occhi sul fatto che il Cammino è in ogni caso un percorso fallimentare, anche e soprattutto per chi – ingannato – si sente “salvato” dal Cammino. Un percorso che purtroppo in non pochi casi finisce in tragedia.

“Stesso epilogo per Luciano, che è andato in disperazione quando è morta Fiorella, verso la quale aveva maturato grazie a Dio un desiderio di riparazione, ma quando è morta deve aver pensato, secondo la logica sballata neocatecumenale: “Dio mi ha tolto li modo per riscattarmi, quindi non vuole più che io mi converta, non c’è più salvezza per me.” E si è ucciso. Nessuno è stato capace di spiegargli che Dio è amore e che il suo desiderio sincero di riscattarsi per Dio era già sufficiente (imparate: questo significa essere giustificati per fede! Perché Dio calcola l’intenzione del cuore) e che anche se Fiorella non era più lì, per il Signore era come se lui avesse già compiuto tutto? Ma certo che nessuno glielo ha spiegato, perché nella vostra guasta dottrina le buone intenzioni sono da condannare come atti di superbia e di esibizionismo, la buona volontà è ipocrisia e fariseismo. E quando una mentalità così malsana penetra tanto in fondo, se sopraggiunge un evento irreparabile questo porta alla disperazione, perché si entra in una fase di “non ritorno”, allora fratelli non serve più farsi “in quattro” per aiutarlo, sono solo palliativi, perché lui ormai è solo con un dolore senza ritorno. Solo i suoi catechisti avrebbero potuto spezzare quel cerchio dandogli una vera parola di fede, un senso alla sua nuova croce. Ma i catechisti non l’hanno voluto cercare, né per consolarlo della perdita (cosa che non si nega neanche ad un cane), né tanto meno per parlargli: perché non sapevano che dirgli, cioè la loro cosiddetta fede adulta si ferma qui. E non hanno scuse perché lui lo aveva detto: “Io mi uccido”.
Era una pecora smarrita nel suo dolore, che non è stata cercata. So che Pino in quei giorni aveva un problema alla prostata: bella scusa. Anche P. Andrea aveva la prostata? Forse anche Beatrice e Lucia avevano “la prostata”? O forse non avevano il coraggio di venire rifiutati da lui, che non li voleva più vedere? E perché sfuggiva i suoi catechisti in un momento di tale bisogno? Forse perché un mese prima aveva affrontato uno scrutinio con loro e – guarda caso! – prendeva da loro le distanze, come succede a tutti quelli che vengono intimamente feriti dalle parole dei catechisti dentro gli scrutini?
Il fatto è che Luciano lo ha fatto. Ed è un fatto molto grave che dopo quindici/vent’anni di un cammino di fede uno si tolga la vita, uno compia come ultimo dei suoi gesti un delitto, l’atto che più di ogni altro è contro la fede. Come mai dopo quindici anni di cammino di fede uno perde la fede? E la morte lo trova caduto e non rialzato? Non è un giudizio, il giudizio per fortuna appartiene solo a Dio (come anche il giudizio su di me, o su Gianluca, per fortuna non appartiene a voi ma solo a Dio). Ma è un fatto grave. Va bene il dolore, la depressione, i farmaci, troppi farmaci … farmaci sbagliati … farmaci mischiati … non si sa …
Ma resta un fatto molto grave. Che come minimo dovrebbe far riflettere … di fronte al quale sarebbe meglio restare in silenzio, tapparsi la bocca, specie al funerale, senza dire baggianate del
tipo “che ora canta eternamente, nell’Eucarestia del Cielo”: queste sono fanfaluche, che ho ascoltato al suo funerale sia da voi sia – dispiace dirlo - da Padre Agostino, e sono tali perché se Luciano prima di morire non ha chiesto nel suo cuore perdono a Dio, Luciano non si è salvato! E siccome non sapremo mai se lo ha fatto o no, noi non sapremo mai se Luciano si è salvato. E se Dio Misericordioso lo ha salvato lo stesso, visto che era vittima di una dottrina sballata, la sana Dottrina ci insegna che lui prima di cantare beato in Paradiso, si farà molto, molto Purgatorio, perché il suicidio è un atto gravissimo contro Dio e contro se stessi che va riparato, perciò bisogna pregare molto per lui, per sostenere ed abbreviare la sua purificazione, facendo dire per lui molte SS. Messe, ma chi è responsabile della sua disperazione, per averlo portato a quel punto con anni di insegnamenti eretici, con la mancanza di carità e con l’indifferenza al suo dolore, incominci a tremare!! Perché Dio è vindice del sangue degli oppressi!
Ma invece no, invece di tremare i signori catechisti si sono preoccupati di venire da voi, in comunità, di corsa (era sparita anche la prostata …), dopo che era morto, dopo che lo avevano abbandonato a se stesso, e si sono preoccupati solo di farvi razionalizzare la faccenda, per impedirvi di interrogarvi rettamente sull’accaduto, per impedirvi di mettere in discussione questo dannatissimo Cammino, di cui questi sono i veri “frutti” e che purtroppo per troppi finisce in tragedia (ma secondo loro, anche se non ve lo avessero detto lo hanno pensato, la colpa di tutto è sicuramente e solo di Luciano, “che non si è voluto convertire” …).
E voi vi siete bevuto tutto, come al solito.”

Mi piacerebbe molto sapere come sei approdato a Porto San Giorgio, ma nel rispetto del tuo foro interno, se non ne vuoi parlare va bene comunque. Se ne volessi parlare “a quattr’occhi” la mia mai è: annarita.2009@gmail.com un saluto
A. Rita