giovedì 12 novembre 2009

De vera religione

Vi propongo oggi un bellissimo articolo del nostro Sivan, partendo dal quale c'è molto da approfondire
Dopo aver dato un’occhiata alle critiche che Romano Amerio riserva almeno ad un certo modo di esprimersi conciliare e post conciliare, concentriamoci sulle meraviglie della sua dottrina metafisica.
In che senso la religione cristiana cattolica è vera, come per esempio già sosteneva S. Agostino? Perché le altre religioni non sono da ritenersi vere? Non unicamente per la questione veritativa: già San Giustino parlava dei semina verbi, ovvero constatava che in ogni religione possono essere identificate tracce di verità.
Non unicamente per la ricerca del divino o, comunque, del trascendente: quasi tutte le religioni parlano di Dio o degli dei (in alcune sono presenti anche gli angeli e i demoni). Nemmeno per l’esistenza di un sacerdozio, o di una liturgia sacrificale, o di un culto, o di preghiere, o di ascesi, o di mistica: tutti elementi assunti dalle religioni.
No, dice Amerio. La religione di Gesù Cristo è l’unica vera perché è l’unica soprannaturale (cfr. Stat Veritas, p.121).
Da notare bene che Amerio non dice “trascendente”, ma “soprannaturale”. Integro la dottrina ameriana con qualche commento, perché l’autore accenna solo una teoria generale su questo tema, in diversi punti del libro.
Soprannatura, quindi. Per comprendere cos’è la “soprannatura”, evidentemente bisogna chiarire cosa si intende - e non solo in Amerio - per “natura”.
Molto semplicemente, in filosofia, il vocabolo “natura” non ha nulla a che vedere né con la fisica, né tantomeno con la flora o la fauna. Quando, in filosofia o in teologia, si pronuncia “natura”, ci si vuole riferire o all’essenza delle cose o all’essenza più importante della realtà, seconda soltanto all’essenza divina: la natura umana.
Nella questione che sto trattando è del tutto superfluo il discorso sull’essenza o sulla sostanza delle cose. Pertanto, in questa sede, “natura” è utilizzato unicamente come sinonimo di “natura umana”.
È altrettanto immediato constatare che, sotto questa luce, rispetto alla natura umana, la sostanza divina (la sostanza del Dio creatore Uno e Trino, menzionata nel Credo) è infinitamente più in alto della realtà umana e cosmica: è, cioè, soprannaturale. In questo senso Dio è soprannaturale. Insomma, dice Amerio, «dalla natura alla soprannatura non c’è un passaggio continuo, ma c’è un abisso: un salto, appunto.» (p.15).
Nel concetto di natura umana è contenuta la verità più profonda di quello che l’uomo universalmente è. In questa verità entra anche la religione, nel senso che l’uomo è una creatura naturalmente religiosa. Ovvero, non c’è bisogno di alcuna Rivelazione o di alcuna teofania (manifestazione di Dio) affinché l’uomo cominci a compiere tutti gli atti propri della religione naturale: preghiera, culto dei morti, liturgia, ecc...
All’uomo basta guardare la caduta della folgore, o il volo di un avvoltoio, o la cavalcata di un bisonte, o la vetta dell’Olimpo. Da queste osservazioni nasce spontaneamente il desiderio di adorazione e di preghiera. Nasce la religione; anzi le religioni. Le religioni naturali, però; effetto della capacità innata e propria dell’uomo e della sua natura.
È sufficiente tutto questo alla salvezza? Certamente no. Il nocciolo del problema è tutto qui. Non è sufficiente, cioè, che l’uomo con le proprie forze ascenda al soprannaturale, del quale ha un istinto innato, ma è il soprannaturale che deve incarnarsi nella storia, prendere l’uomo di peso - letteralmente - e innalzarlo a sé (per la via della Croce). L’uomo non ha nessuna capacità connaturata di fuggire dalla morte, dal peccato, dalle cure mondane.
Nemmeno la bontà, paradossalmente, è sufficiente alla salvezza. I cristiani, lungi dall’essere buoni, non hanno alcun primato etico, rispetto al resto dell’umanità. Dovunque ed in qualsiasi cultura o religione è possibile rintracciare persone naturalmente buone. Ma, nel Battesimo cristiano - ed in nessun altro luogo teologico fuori di questo - il soprannaturale si unisce al naturale ed il peccatore malvagio (il cristiano) scopre di esserlo, in tutta la sua detestabile evidenza. È appunto questo che salva: il pentimento e la conversione.
Soltanto Dio, l’unico vero Dio che si rivela, può attraversare l’abisso tra natura e soprannatura, trasportando l’uomo con sé. La Rivelazione, che porta con sé l’ordine soprannaturale, è indicata già in San Paolo come Grazia: la teofania della Santissima Trinità si fonda sulla «[…] Rivelazione soprannaturale, cioè […] sulla Grazia. […] Questo elemento della Grazia è proprio soltanto della nostra religione e ne fa, per ciò stesso, l’unica vera: le altre credenze o confessioni sono infatti false perché la Grazia, che non è altro che la vita divina di Cristo, non l’hanno.» (p.123).
È proprio l’assenza della Grazia, secondo Amerio, che pone una distanza infinita tra le religioni naturali e la religione soprannaturale rivelataci dal Cristo.
Ne consegue che, in quanto battezzati, «non possiamo comunicare soprannaturalmente con loro [con le altre religioni - ndr]; assolutamente.» (p.121). Possiamo comunicare, per quel che serve, solo naturalmente.
Bisogna inoltre rilevare che la religione naturale, dinnanzi al Dio vero, non è considerata in modo neutro. Difatti, succede quasi sempre che accanto ad una genuina adorazione della divinità, l’uomo naturalmente religioso adori persino i propri stessi difetti, che ingenuamente riversa su Dio o sugli dei. Questo porta all’idolatria, se non all’adorazione dei demoni. Amerio così si esprime: «Quelle che noi diciamo ormai abitualmente “altre religioni”, nel Sacro Testo […] Dio insegna a chiamarle prostituzioni.» (p.16).
È, pertanto, da rivedere completamente la prassi ecumenica. La Chiesa ha il dovere di annunciare il vero Dio e di esporre senza alcuna timidezza il grave pericolo nascosto nell’adorazione degli idoli e dei falsi dei.
***
silvio

32 commenti:

mic ha detto...

Una prima essenziale osservazione. Finalmente si torna a parlare di "Soprannaturale" e di metafisica!
Completamente assenti dal Cammino, dove tutto è incentrato sul "fare", anche in questo siamo alla tipica "ortoprassi" ebraica: "il cammino non si studia, si FA"

Ci sarà molto da dire su come Kiko, ad esempio, si esprima in termini contradditori sulla religione naturale e la attribuisca addirittura, del tutto arbitrariamente, ai cristiani normali

Vi invito intanto a leggere questo documento e, se volete, a dire la vostra anche su di esso

Sivan ha detto...

Grazie Mic, bella sorpresa.
Sono solo alcune osservazioni relative all’ultima fatica di Romano Amerio, Stat Veritas (Lindau). Per quello che mi è stato possibile capire.
Quest’opera mi ha colpito perché l’autore non si ferma alla critica, ma usa la critica per approfondire l’ortodossia in maniera originalissima. Non solo, ma mette in piedi una possente apologia della metafisica, .
Al fondo del libro troverete una profonda postfazione di Enrico Maria Radaelli (già allievo di Amerio), non meno stimolante del libro. Anche in lui c’è la continuazione dell’esposizione dell’ortodossia sulla falsariga del pensiero metafisico.

gianluca cruccas ha detto...

È, pertanto, da rivedere completamente la prassi ecumenica. La Chiesa ha il dovere di annunciare il vero Dio e di esporre senza alcuna timidezza il grave pericolo nascosto nell’adorazione degli idoli e dei falsi dei...

Si può immaginare come San Massimiliano Kolbe reagirebbe contro questa novità del programma. Nel 1933, quando il movimento ecumenico iniziò la sua avanzata, San Massimiliano Kolbe lo vide per quello che era e definì l’ecumenismo come il nemico della Beata Vergine Maria; un movimento da combattere e distruggere.

La missione che San Massimiliano affidò ai suoi Cavalieri dell'Immacolata era quella di convertire il mondo intero alla Chiesa cattolica.
Diceva: «Soltanto quando tutti gli scismatici e i protestanti professeranno il Credo cattolico con convinzione e quando tutti gli ebrei chiederanno volontariamente il Santo Battesimo, solamente allora l’Immacolata avrà raggiunto i suoi obiettivi».(1)

«… In altre parole -insisteva San Massimiliano- non c'è peggior nemico dell'Immacolata e della sua Milizia che l'ecumenismo attuale, contro il quale ogni Cavaliere non solo deve combattere, ma anche fare opera di neutralizzazione attraverso un'azione diametralmente opposta che in ultima battuta lo annienti.
Noi dobbiamo realizzare il più rapidamente possibile l'obiettivo della Milizia Immacolata, cioè conquistare all'Immacolata, ed attraverso lei al Sacratissimo Cuore di Gesù, il mondo intero ed ogni singola anima che vive oggi o che vivrà domani, fino alla fine del mondo».(2)

mic ha detto...

consideriamo le tappe delle catechesi kikiane:

la prima: è quella di fare terra bruciata nella mente e nel cuore dei suoi ascoltatori; ciò avviene criticando ferocemente e demolendo sistematicamente la Chiesa da Costantino al concilio (la Tradizione cattolica di otre 1700 anni) in modo che,

nella seconda tappa, sia possibile radicare in essi una nuova mentalità, per arrivare così,

nella terza tappa, ad attuare l’obiettivo vero delle catechesi: “la costituzione di una nuova società, di una nuova Chiesa, completamente differente dall’attuale chiesa cattolica in quello che riguarda le sue verità fondamentali”.

Per giungere a questo fine, Kiko inizia a trattare nelle sue catechesi un argomento apparentemente di solo carattere culturale, parlando della religiosità naturale in contrapposizione alla nozione della “fede”, sulla quale si fonda la religione cattolica. Ma a Kiko non interessa presentare le sue conclusioni come frutto di un lavoro veramente scientifico; perché il suo scopo, in realtà, è dimostrare che la religione cristiana dei suoi ascoltatori deve essere cambiata, corretta e alla fine rifiutata perchè diventata "una religione naturale". Kiko nel suo ragionamento non riesce a comprendere che se anche un cristiano vivesse la sua fede in modo da assimilarla ad una religione naturale, essa rimane sempre "soprannaturale" sia per l’origine che per il contenuto.

Dopo questa catechesi Kiko passa a cancellare un’altra verità fondamentale della fede e religione cattolica: la dottrina sul peccato. Mentre la chiesa cattolica insegna che il peccato dell’uomo è un’offesa fatta a Dio, disobbedendo alla sua legge, Kiko afferma che il peccato non ha la dimensione verticale di cui parla la chiesa, ma che esso ha soltanto una dimensione orizzontale: quella cioè di un danno recato alla comunità nella quale è inserito l’uomo che pecca...
...

mic ha detto...

rispetto alla natura umana, la sostanza divina (la sostanza del Dio creatore Uno e Trino, menzionata nel Credo) è infinitamente più in alto della realtà umana e cosmica: è, cioè, soprannaturale. In questo senso Dio è soprannaturale. Insomma, dice Amerio, «dalla natura alla soprannatura non c’è un passaggio continuo, ma c’è un abisso: un salto, appunto.»
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Le religioni naturali, però; effetto della capacità innata e propria dell’uomo e della sua natura.È sufficiente tutto questo alla salvezza? Certamente no. Il nocciolo del problema è tutto qui. Non è sufficiente, cioè, che l’uomo con le proprie forze ascenda al soprannaturale, del quale ha un istinto innato, ma è il soprannaturale che deve incarnarsi nella storia, prendere l’uomo di peso - letteralmente - e innalzarlo a sé (per la via della Croce). L’uomo non ha nessuna capacità connaturata di fuggire dalla morte, dal peccato, dalle cure mondane.Nemmeno la bontà, paradossalmente, è sufficiente alla salvezza...
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Ma, nel Battesimo cristiano - ed in nessun altro luogo teologico fuori di questo - il soprannaturale si unisce al naturale ed il peccatore malvagio (il cristiano) scopre di esserlo, in tutta la sua detestabile evidenza. È appunto questo che salva: il pentimento e la conversione.Soltanto Dio, l’unico vero Dio che si rivela, può attraversare l’abisso tra natura e soprannatura, trasportando l’uomo con sé. La Rivelazione, che porta con sé l’ordine soprannaturale, è indicata già in San Paolo come Grazia: la teofania della Santissima Trinità si fonda sulla «[…] Rivelazione soprannaturale, cioè […] sulla Grazia. […] Questo elemento della Grazia è proprio soltanto della nostra religione e ne fa, per ciò stesso, l’unica vera: le altre credenze o confessioni sono infatti false perché la Grazia, che non è altro che la vita divina di Cristo, non l’hanno.»

così come sono false tutte le altre pseudorivelazioni, frutto di dottrine costruite da uomini, esattamente come il cammino nc che si nutre degli psicologismi e della pseudoteologia dei suoi iniziatori, che sostanzialmente, con il pretesto della riscoperta del Battesimo, lo snaturano fino ad arrivare al nuovo battesimo al Giordano, a conclusione di una formazione che ha completamente soppiantato la rivelazione Apostolica e il "soprannaturale" e la "Grazia Santificante" di cui essa è portatrice

gianluca cruccas ha detto...

Gli Ultimi Giorni e il Falso Ecumenismo
di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas

Avvento 1995

...Per tornare alla domanda: c’è stata un’apostasia a partire dal Concilio Vaticano II? Si può trovare la risposta negli insegnamenti di Papa Pio XI nell’enciclica Mortalium Animos sulla vera unità religiosa, 6 gennaio 1928, perché fu durante il suo pontificato che vennero compiuti sforzi per promuovere l’unità fra tutte le religioni nella carità e tolleranza. Papa Pio XI con grande eloquenza si riferì a questa situazione e spiegò la posizione della Chiesa riguardo a questo movimento ecumenico.

Rivediamo brevemente alcuni dei passi principali di questa enciclica per riconoscere e comprendere come il Concilio Vaticano II produsse la moderna apostasia dei nostri tempi.

Il primo e più importante insegnamento che Papa Pio XI ripetè nella Mortalium Animos Animos è che la Fede Cattolica è la religione rivelata da Dio:

“Dio, Creatore di tutte le cose, fece in modo che potessimo conoscerLo e servirLo; al nostro servizio, pertanto, ha pieno diritto. Avrebbe potuto invero accontentarsi di prescrivere per il governo dell’umanità la sola legge naturale, cioè la legge che nella creazione aveva scritto nel cuore dell’uomo, e far poi regolare il progresso di quella legge dalla Sua ordinaria Provvidenza. Volle, tuttavia, fare delle leggi positive che noi dovessimo obbedire, e progressivamente, dall’inizio della razza umana fino alla venuta ed alla predicazione di Gesù Cristo, Egli stesso insegnò al genere umano i doveri che una creatura razionale ha verso il suo Creatore.

“Evidentemente perciò, nessuna religione può esser vera, salvo quella che riposa sulla rivelazione di Dio, una rivelazione cominciata fin dagli albori, continuata sotto l’Antica Legge, e condotta a compimento da Gesù Cristo stesso sotto la Nuova. Ora, se Dio ha parlato — ed è storicamente certo che infatti ha parlato — allora è chiaramente dovere dell’uomo di credere implicitamente la Sua rivelazione e di obbedire ai Suoi comandi. Affinchè potessimo compiere correttamente entrambi le cose, per la gloria di Dio e la nostra stessa salvezza, il Figlio Unigenito di Dio fondò la Sua Chiesa sulla terra.”

Da questa verità divina, cioè che Dio ha rivelato al genere umano l’unica vera religione mediante la quale deve essere adorato, ne segue il principio cattolico che vieta ai Cattolici di partecipare ad un falso ecumenismo.

gianluca cruccas ha detto...

continua..

Per continuare con gli insegnamenti di Papa Pio XI:

“A tale scopo si organizzano congressi, incontri e conferenze a cui partecipa ampio concorso di uditori, dove tutti senza distinzione, non credenti di ogni tipo, come anche Cristiani, e perfino coloro che hanno infelicemente rifiutato Cristo e negato la Sua Divina Natura o missione, sono invitati ad unirsi alla discussione. Orbene, tali sforzi non possono ottenere alcun tipo di approvazione fra i Cattolici. Essi presuppongono l’erronea veduta che tutte le religioni siano più o meno buone ed apprezzabili, in quanto tutte danno espressione, sotto varie forme, a quel senso innato che conduce gli uomini a Dio ed al riconoscimento obbediente della Sua legge... favorire questa opinione, pertanto, ed incoraggiare tali intraprese, equivale ad abbandonare la religione rivelata da Dio”

Focalizziamo l’attenzione sulla frase “equivale ad abbandonare la religione rivelata da Dio.” Questa frase è un’altra definizione della parola “apostasia.” Secondo Papa Pio XI, sostenere il falso ecumenismo ed incoraggiarlo, è equivalente all’apostasia. Il Papa continua quindi la sua spiegazione:

“Commetteremo l’iniquità di sopportare che la verità, la verità rivelata da Dio, sia fatta oggetto di compromesso? Perché invero si tratta di difendere la verità rivelata. Gesù Cristo inviò i Suoi Apostoli in tutto il mondo per annunciare la Fede del Vangelo a ogni nazione, e per salvarle dall’errore. Egli volle che lo Spirito Santo insegnasse loro dapprima tutta la verità. Forse che ciò è stato reso oscuro nella Chiesa della quale Dio stesso è Legislatore e Guardiano? Il nostro Redentore disse chiaramente che il Suo Vangelo era da intendersi non solo per l’età apostolica ma per tutti i tempi. Può, allora, l’oggetto della fede esser diventato nel corso del tempo così tenue ed incerto che oggi si debbano tollerare opinioni contradditorie? Se fosse così, allora dovremmo ammettere che la venuta dello Spirito Santo sugli Apostoli, il perpetuo dimorare del medesimo Spirito nella Chiesa, secondo la precisa predicazione di Gesù Cristo, avrebbero perso secoli fa la loro efficacia e valore. Affermare questo sarebbe una bestemmia.”

Se Papa Pio XI fosse vivo qui oggi, che cosa penserebbe del falso ecumenismo ampiamente diffuso dei nostri tempi? Che cosa penserebbe della seguente preghiera, che venne raccomandata nelle moderne parrocchie cosiddette “cattoliche” della Germania per la domenica della Giornata Mondiale delle Missioni 1989, patrocinata da “MISSIO”?

Preghiera raccomandata alle Parrocchie del Vaticano II in Germania per la Giornata delle Missioni:

“Sii lodato, O Signore,
Dio di Israele.
Tu conduci attraverso terre che non possono essere varcate.
Tu liberi dalla schiavitù e dall’oppressione.
Tu prometti un nuovo mondo.

“Sii lodato, O Signore,
Dio di Maometto.
Tu sei grande ed esaltato.
Tu sei incomprensibile ed irraggiungibile.
Tu sei grande nei Tuoi Profeti.

“Sii lodato, O Signore,
Dio di Budda.
Tu vivi nelle profondità del mondo.
Tu vivi in ogni persona.
Tu sei la pienezza del silenzio.

“Sii lodato, O Signore,
Dio dell’Africa.
Tu sei la vita negli alberi.
Tu sei la fertiòlità del padre e della madre.
Tu sei l’anima del mondo.

“Sii lodato, O Signore,
Dio di Gesù Cristo.
Tu spendi Te stesso nell’Amore.
Tu Ti arrendi nella bontà.
Tu triomfi sulla morte.”

gianluca cruccas ha detto...

Che cosa penserebbe Papa Pio XI dell’invito del 1986 di Giovanni Paolo II a tutte le religioni del mondo perchè venissero ad Assisi a pregare i loro falsi dei? Che cosa penserebbe, se vedesse la statua di Budda posta sull’altare nella chiesa di S. Francesco in Assisi ed adorata da preti buddisti col bruciarvi l’incenso?

Sappiamo già cosa Papa Pio XI penserebbe, perché lo ha già espresso nella Mortalium Animos:

“Stando così le cose, è chiaro che la Sede Apostolica non può in alcun modo prender parte a queste assemblee, né è lecito in alcun modo ai Cattolici di dare a tali intraprese il loro incoraggiamento o supporto. Se lo facessero, darebbero espressione ad una falsa Cristianità del tutto aliena rispetto all’unica Chiesa di Cristo.”

Il vero ecumenismo è pregare e lavorare per la conversione del genere umano a Gesù Cristo, alla Sua Unica, Vera Chiesa, alla religione cattolica — l’unica religione rivelata da Dio.

Questo è sempre stato l’insegnamento della Fede Cattolica attraverso i secoli; ed inoltre, le leggi della Chiesa Cattolica chiaramente riflettono questi insegnamenti:

Canone 1258 §1: I fedeli non possono in alcun modo assistere attivamente o prender parte attiva nelle cerimonie religiose degli acattolici. (communicatio in sacris)

Canone 2316: Chi coopera in qualsiasi modo spontaneamente e scientemente alla propagazione dell’eresia o chi pratica communicatio in sacris con gli eretici, contro il dettato del canone 1258 è sospetto di eresia.

gianluca cruccas ha detto...

Il Cardinale Kasper (che è il Cardinale che guida la Congregazione competente per l’ecumenismo) HA AFFERMATO: … oggi non consideriamo più l’ecumenismo in senso di ritorno, intendendo con questo la “conversione” ed il ritorno all’essere “cattolici”. Questa via è stata espressamente abbandonata al Concilio Vaticano II.

gianluca cruccas ha detto...

Ne consegue che, in quanto battezzati, «non possiamo comunicare soprannaturalmente con loro [con le altre religioni - ndr]; assolutamente.» (p.121). Possiamo comunicare, per quel che serve, solo naturalmente.
Bisogna inoltre rilevare che la religione naturale, dinnanzi al Dio vero, non è considerata in modo neutro. Difatti, succede quasi sempre che accanto ad una genuina adorazione della divinità, l’uomo naturalmente religioso adori persino i propri stessi difetti, che ingenuamente riversa su Dio o sugli dei. Questo porta all’idolatria, se non all’adorazione dei demoni. Amerio così si esprime: «Quelle che noi diciamo ormai abitualmente “altre religioni”, nel Sacro Testo […] Dio insegna a chiamarle prostituzioni.»

Personalmente condivido in pieno codeste affermazioni

NC ha detto...

Mic - ma se quello che vine riportato nel post è esattamente quello che viene portato alle catechesi solo con parole più semplici? ma cosa dici ?? mi sa che hai un preconcetto da cui non riesci ad uscire - mi spiace per te!
e non venirmi a dire che la religiosità naturale salva l'uomo dalla sua insoddisfazione - mi sa che devi rileggerti il post e cercare di capirlo !!

NC ha detto...

È sufficiente tutto questo alla salvezza? Certamente no. Il nocciolo del problema è tutto qui. "Non è sufficiente, cioè, che l’uomo con le proprie forze ascenda al soprannaturale, del quale ha un istinto innato, ma è il soprannaturale che deve incarnarsi nella storia, prendere l’uomo di peso - letteralmente - e innalzarlo a sé (per la via della Croce). L’uomo non ha nessuna capacità connaturata di fuggire dalla morte, dal peccato, dalle cure mondane."

-- e chi gli da questa possibilità? lo Spirito Santo - che viene donato nel battesimo attraverso la morte e RESURREZIONE di Gesù Cristo !!!
ragazzi non serve essere buoni ma Gesù Cristo andando sulla croce ci ha giustificato!! Dio lo ha resuscitato come primizia !!

NC ha detto...

ma per voi cosa significa conversione? - solo pentimento?
conversione letteralmente significa cambio di direzione - cambio di vita., ma se l'uomo è per natura mancante, per il peccato originale come potrà convertirsi, cambiare vita? sicuramente non con le sue forze come uno sforzo ma acquisendo la natura di Dio - in Gesù Cristo morto e resuscitato! ma se nessuno gle lo dice - chi si potrà salvare?

mic ha detto...

Caro NC,

mi sembra che ci sia un difetto di comprensione da parte tua invece,
perché lo scopo di Kiko nelle sue catechesi è dimostrare che la religione cristiana dei suoi ascoltatori deve essere cambiata, corretta e alla fine rifiutata perchè diventata "una religione naturale".

Sostengo che in questo suo ragionamento non riesce a comprendere che se anche un cristiano vivesse la sua fede in modo da assimilarla ad una religione naturale, essa rimane sempre "soprannaturale" sia per l’origine che per il contenuto.

La conclusione è chiara, anche se il 'distinguo' è sottile'... dovresti riuscire a coglierne il senso esatto e non quello approssimativo, come ho l'impressione che tu abbia fatto

mic ha detto...

Vediamo ancora:

Per Kiko la gerarchia è frutto di corruzioni umane e di circostanze storiche e, quindi, è una realtà passibile di cambiamenti e di adattamenti secondo i bisogni dei tempi. Da questa sua premessa fondamentale nascono gli altri suoi errori sulla Chiesa. Per cui in essa non ci saranno più capi di origine divina, non ci saranno più papi, vescovi, sacerdoti... Basta leggere quanto egli dice a pag. 56-57 di OR: "Nel cristianesimo non c'è tempio né altare né sacerdozio, nel senso della religiosità naturale (su questo concetto di religiosità naturale ritorneremo un'altra volta). Continua Kiko: "non c'è tempio nel senso ci luogo sacrosanto in cui si rende un culto sacro, la casa di Dio dov'egli abita. Il tempio del cristianesimo siamo noi cristiani. Il tempio infatti del cristiano è Cristo. E Cristo dov'è? nella Chiesa? Ma la Chiesa non è un tempio di pietra, la chiesa siamo noi cristiani, noi siamo il tempio vivo dello Spirito Santo.[vero; ma ciò non signfica che non abbiamo bisgono di 'luoghi' Santi e di Altari per il Sacrificio della S. Messa, che per lui non è un sacrificio, ma un banchetto fraterno] Ma nello stesso tempo nel cristianesimo non c'è altare, nel senso di una pietra sacra cui nessuno si può avvicinare né tanto meno toccare... Noi cristiani non abbiamo altare, perché l'unica pietra santa è Cristo pietra angolare, perciò possiamo celebrare l'Eucarestia sopra un tavolo [sta giustificando il modo di celebrare dei Neocatecumenali]; e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna o dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto. Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in nostro nome si pongano in contatto con la divinità [Ma questa è la concezione del sacerdozio della religione naturale. Perché nella religione rivelata come il Cristianesimo il sacerdote viene scelto da Dio e non dall'uomo] poiché il nostro sacerdote colui che intercede per noi è Cristo e siccome noi siamo tutti suo corpo siamo tutti sacerdoti. Tutta la chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È vero che questo sacerdozio si visibilizza in un un servizio e ci sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio, ministri del sacerdozio. [Non indugio a commentare questa citazione che è del liturgo spagnolo Farnès e che in parte è anche accettabile]. Kiko continua ad esporre il suo pensiero, dicendo a pag. 54 del I Scrutinio: "l'altro giorno Farnès, davanti a 50 preti, diceva: "il sacerdozio nel cristianesimo non esiste, gli altari non esistono. Per questo l'unico altare al mondo fra tutte le religioni che ha tovaglie è il cristianesimo. Perché non è un altare, è una mensa...Anche noi abbiamo fatto, nell'epoca della mescolanza con la religiosità (naturale), altari di pietra monumentali, anche poi gli mettevamo le tovagliette. Un altare non può avere tovaglie, perché l'altare è per fare sacrifici di capre e di vacche

(???!!! altro che VT, ma anche nel VT c'erano i sacrifici di lode e di ringraziamento).

mic ha detto...

... nota, nel post sopra, i riferimenti alla 'religiosità naturale' arbitrariamente attribuita alla fede cristiana

mic ha detto...

so che l'approccio che abbiamo scelto in questo thread è il meno adatto per i NC, abituati ad insegnamenti orali e a prassi che esaltano la concretezza;

ma esiste un pensiero e una capacità di ragionare e comprendere che è molto CONCRETA anch'essa, perché non puoi non mettere in pratica quello che comprendi VERO e a cui dai adesione razionale e volitiva che si traduce nella concretezza dell'azione consapevole e non indotta da 'ammaestratori', che non sono né maestri né tantomeno inviati dal Maestro e Signore nostro...

E, poi, nell'approfondire la fede, non c'è solo l'oralità e l'ascolto, ma anche lo studio e la riflessione e l'assimilazione personale e la ricerca di fonti plurime e attendibili

mic ha detto...

... chi viene distolto dallo studio e dalla riflessione personale, non può che diventare un mero esecutore di ordini, che provengono dall'esterno e che calano dall'alto dell'autorità data ai suoi 'ammaestratori', e non dall'intimo della sua coscienza

chisolm ha detto...

In questa discussione, termini potenti come metafisica, dialogo, ecumenismo, si intrecciano e si toccano vicendevolmente.

Il titolo di “vera religione” può risultare “insultante” in senso di deformato ecumenismo, ed è quest’aspetto che occorre chiarire. E’ ovvio che un musulmano, un buddista, un ebreo e un cristiano intendono la propria come “vera religione”: anzi, a differenza del cristianesimo, sembrerebbero a maggior ragione più “metafisici” di noialtri, se non altro per l’impossibilità di concepire un Dio di carne e di ossa e lasciarlo, per così dire, oltre la sfera “fisica”.

Eppure, il cristianesimo, in questo strano paradosso di carne divina che si chiama Gesù Cristo, diventa più metafisico delle altre religioni: l’Al-di-sopra, l’Impalpabile, l’Invisibile rizza la tenda nell’al-di-sotto, si fa toccare, si fa vedere.
I sensi degli uomini possono percepire l’Immaterialità che si fa Materia ed è questo evento (che si spinge fino all’acme della Croce) a diventare la struttura portante della fede che è “sostanza” (elemento fisico) delle cose sperate (elemento metafisico).

Diciamo che il cristianesimo non è una metafisica a priori: abbiamo dovuto toccare fisicamente la Carne del Salvatore per poter toccare metafisicamente quella del Padre con le dita dello Spirito. Per la nostra finitezza, la pedagogia divina ci ha fatto incontrare la Sarx per “comprendere” la sua eternità immateriale e tutti gli Attributi che, da Aristotele, competono a Dio. Diciamo pure che, in metafora scientifica, le altre religioni sono come i “teorici” (metafisici), i cristiani come gli scienziati (sperimentali), “fisici”. Ma qui sta il paradosso…

Una teoria che rimane teoria, sarà una metafisica inutile, una realtà indimostrabile e quindi nulla, scientificamente parlando. Ma una realtà sperimentale che conferma la teoria che la fonda, nella sua ripetizione fisica non farà altro che rimandare alla Teoria fondante.

Per questo il cristianesimo è fisicità metafisica in Cristo Signore: un Dio “vero” è quello che mantiene i suoi attributi, ma non li considera – a beneficio della nostra piccolezza mentale e di cuore – un “tesoro geloso” e irrinunciabile. Se ne spoglia e li riveste: assume carne per portarla nello Spirito dei Tre che sono Uno.

Si tratta di un moto circolare che parte dalla Metafisica, passa per la Fisica dell’Incarnazione, si invola verso la Metafisica Patria celeste. Non sono stadi “necessari” ma d’amore, per cui il cerchio del compasso di Dio fissa il punto di partenza e lo fonde con quello d’arrivo. San Tommaso d’Aquino, avrebbe detto: exitus-reditus.

La “vera religione”, allora, è quella che esprime l’uscita da Dio e il ritorno a Dio. Ma se non ammette l’Incarnazione, quella religione è solo una lavagna pulita, uno spazio di grafite che attende i punti del gesso per avere un senso fenomenologico del suo essere lavagna. Non si fa una lavagna per lasciarla vuota, ma per inscriverci una qualcosa di visibile, comprensibile, riconoscibile.
Ecco, analogicamente, Cristo è il gesso di Dio che insegna il Padre sulla lavagna della Rivelazione.
Il gesso che ci rimane sulle dita, nella sua porosa “fisicità”, non fa altro che rimandarci alla Metafisica origine, senza la vergogna di aver avuto un Dio di carne e di ossa ma con l’orgoglio di comunicarlo a tutti, nessuno escluso.

In questo senso, la “verità” del cristianesimo cattolico è “verità” non di superiorità, ma di servizio all’annuncio, è la lavagna con su scritta la formula giusta, la risposta del problema, un dettato senza errori…

Chisolm

La gioia cattolica ha detto...

Massimiliano Kolbe ha detto tutto questo?!? Non lo faranno mai sapere.Egli viene presentato (come tutti gli altri santi) come colui che invita alla pace, all'amore e alla tolleranza.Si nascondono interi insegnamenti dei santi.

mic ha detto...

non nascondo che desideravo e aspettavo questo intervento di Chisolm, che mi induce a questa riflessione

Il cristinesimo, prima e oltre che incontro con il Signore è una notizia che va detta e proclamata= Annuncio che ora non va più di moda, perché altrimenti si fa proselitismo e si offendono tutte le altre religioni:

l'incontro=fisicità, incarnazione (che avviene attraverso una persona portatrice della Sua Presenza) è la fine della ricerca,
ma la 'buona notizia=evangelo' è l'inizio della vita nuova (persona redenta, creatura ontologicamente 'nuova'=metafisica) Dono da vivere e da rivitalizzare continuamente, che a noi è stato dato col Battesimo...

E' della autentica incarnazione (concretezza, fisicità), che passa anche attraverso la Croce, prima che dalla Resurrezione,

e della metafisica (trasformazione ontologica, creazione nuova)

che nessuno parla più

mic ha detto...

dell'Annuncio= kerigma= Buona Notizia= Cristo Signore venuto nel mondo per la nostra Salvezza, nel cammino neocat è stato dato tutt'altro Significato

Nel cosiddetto Kerygma kikiano c'è un Cristo citato solo in rapporto a cosa fa e fa fare il cammino quindi a cosa è e fa essere il cammino... in sostanza non è il Cammino che si configura a Cristo, ma viceversa...

katartiko ha detto...

Mic dice:
Nel cosiddetto Kerygma kikiano c'è un Cristo citato solo in rapporto a cosa fa e fa fare il cammino quindi a cosa è e fa essere il cammino... in sostanza non è il Cammino che si configura a Cristo, ma viceversa...

Evviva i contorsionismi verbali.
Notizia sconvolgente:
Il Vescovo di CL M. Russotto sta impedendo ufficialmente la Messa tridentina, affermando che nella diocesi essa non ha tradizione e che rompe l'ecclesialità dei cattolici.
Pur non amando molto il VO, sono profondamente indignato per il semplice motivo che quello che spinge il presule a tali affermazioni è l'appartenenza politica dei richiedenti.
E non solo: anche i presbiteri favorevoli al VO vengono trasferiti in parrocchie di estrema periferia e puniti.
Ciao

Sivan ha detto...

@ Mic: è anche la mia impressione il fatto che il CNC, proprio insistendo sul “fare”, mortifichi la dimensione soprannaturale.

@ Gianluca: concordo pienamente, la prassi ecumenica è stata condotta in modo stucchevole. Speriamo che dopo le batoste dei vari fratelli maggiori e minori - ora di religione docet - pian piano qualche prelato cominci a riflettere.

@ Chislom: mi piace questo modo originale di descrivere la vita di Grazia. Perché, appunto, la peculiarità soprannaturale è la Grazia.

mic ha detto...

Dice NC:
-- e chi gli da questa possibilità? lo Spirito Santo - che viene donato nel battesimo attraverso la morte e RESURREZIONE di Gesù Cristo !!!
ragazzi non serve essere buoni ma Gesù Cristo andando sulla croce ci ha giustificato!! Dio lo ha resuscitato come primizia !!


Ah sì, Cristo ci ha giustificati?
E lo Spirito Santo ci viene donato nel Battesimo?

E allora perché per Kiko la Chiesa non è una realtà giuridica visibile? Egli sostiene che in essa non si entra con un atto giuridico (anche se a pag. 120 del I Scrutinio ritiene che il Battesimo sia necessario per entrarvi); nella Chiesa si entra di fatto, egli dice. Questa espressione la spiega successivamente quando dice: "entra (nella Chiesa) chi ha veramente lo Spirito Santo come una realtà nel suo interiore" (I Scrutinio pag. 120) E chi ha lo Spirito Santo possono dirlo solo lui e i suoi catechisti.

A pagina 30 di Orientamenti dice: "Gesù Cristo è presente dove si manifesta lo spirito di Cristo. Questo chi lo sa? L'Apostolo (= il catechista). Non sei tu che sai se sei Cristiano e ti trovi ancora nel Cammino neocatecumenale, è l'apostolo, il catechista.. è certo lui, il fratello, che lo sa". E OR, pag.188: "Tu puoi crederti cristiano di prima fila. E se il tuo catechista non vede che tu dai segni del cristiano, tu non passi, perché è lui che ha in nome del Vescovo il carìsma di discernere gli spiriti".(!?)

Ma egli non avverte che con queste parole cade in una duplice contraddizione.
La prima, quando afferma che il Battesimo, che è una realtà giuridica e non solo sacramentale, è necessario per entrare nella Chiesa (I Scrutinio pag.120); la seconda, quando dice che la presenza misteriosa dello Spirito Santo nell'anima rientra nella categoria delle "realtà giuridiche" di questo mondo. Ma se l'uomo riesce a controllare con i suoi sensi la realtà soprannaturale che non appartiene alle realtà giuridiche di questo mondo, si deve concludere che quest'uomo diventa padrone anche del soprannaturale; l'uomo diventa cioè giudice e padrone di quello che fa Dio stesso.

Inoltre, a pag. 88 di OR, dice: "che in una parrocchia esista un parroco, due coadiutori, una grande chiesa... campane... statue di santi... messe in ore varie... tutto questo non fa la Chiesa di Cristo... dov'è allora la Chiesa?... dov'è lo Spirito Santo, lo Spirito vivificante di Gesù Cristo risorto, dov'è l'uomo del sermone della montagna. Dove c'è questo, lì c'è la Chiesa".
Ma se Kiko ritiene che la vera Chiesa come detto sopra non è una realtà giuridica, ma solo sacramentale, i cui effetti quasi sono nel campo interiore dello spirito e quindi invisibili, come egli arriva a conoscere che in un individuo esista lo Spirito Santo e quindi vedere in quella persona il motivo per il quale essa appartiene alla Chiesa? Kiko e i suoi catechisti sono divenuti gli autentici e nuovi portatori e rivelatori agli uomini dello Spirito Santo. Ma questa è soltanto una loro affermazione ambiziosa e falsa.

Solo con l'atto di amare il nemico si entra nella Chiesa, dice Kiko. Questa allora diventa la realtà dove si realizza questo amore impossibile all'uomo. E si realizza perché "a quelli che Dio chiama per essere cristiani (a far parte della Chiesa), Egli darà questa capacità, dando loro il suo spirito e la sua stessa natura (!?) e questi risuscitati trasformati morti al peccato che compiono opere di vita eterna per Gesù che abita in loro, sono la Chiesa" (I Scrut pag.96-97)
Ma se la Chiesa fosse veramente quella che dice Kiko [il quale, in realtà, si riferisce al Cammino] il diventare cristiani non è una libera risposta dell'uomo ad un Dio che chiama, ma un dono assolutamente gratuito che Dio dà a chi vuole e non a tutti. Ne consegue che chi non arriverà al traguardo dell'amore al nemico non ha nessuna colpa personale: il fatto accade perché Dio non lo ha chiamato (OR pag. 355 e segg.; Shemà pag. 101)

mic ha detto...

.... segue

E' grave poi dire che Dio ci "dà la sua stessa natura". E' una forma di panteismo. Invece noi riceviamo in Cristo "l'adozione" a figli e partecipiamo della natura divina non riceviamo "la stessa natura", diveniamo creaure divinizzate, ma sempre creature restiamo. Solo il Figlio è "GENERATO, NON CREATO".

Si resta inorriditi davanti a queste affermazioni che provengono da una persona che molti vescovi e sacerdoti considerano l'inviato di Dio alla Chiesa del nostro tempo per rinnovarla.

mic ha detto...

E non solo: anche i presbiteri favorevoli al VO vengono trasferiti in parrocchie di estrema periferia e puniti.

E' normale, se il Papa ha detto che il VO "non è mai stato abrogato" e lo ha liberalizzato senza il bisogno del consenso dei vescovi?

mic ha detto...

il senso del post di Katartiko e me ne compiaccio - dimostra, per onestà intellettuale ed esercizio del proprio discernimento,di convenire sullo strapotere della cosiddetta "chiesa progressista"

mic ha detto...

conversione letteralmente significa cambio di direzione - cambio di vita., ma se l'uomo è per natura mancante, per il peccato originale come potrà convertirsi, cambiare vita? sicuramente non con le sue forze come uno sforzo ma acquisendo la natura di Dio - in Gesù Cristo morto e resuscitato! ma se nessuno gle lo dice - chi si potrà salvare?

sul significato di conversione siamo più che d'accordo.
L'uomo non è "per natura mancante": la macchia del peccato originale è CANCELLATA dal Battesimo, anche se resta l'inclinazione al male (per la quale è necessaria la riconciliazione).
Parlare di "natura mancante" significa non riconoscere che l'uomo è stato comunque creato "capax Dei" e che il suo fine è l'unione con Dio, anche se da solo non può far nulla, ha bisogno della Grazia donata dallo Spirito del Signore Risorto

Ma il credente, quando riceve questo Spirito, NON RICEVE LA NATURA DI DIO (è il serpente che dice ad Adamo ed Eva diverrete come dei), resta sempre una creatura, ma una creatura Redenta, cioè strappata alla morte data dal peccato che è l'uscita dal progetto di Dio, distacco da Dio e tutto ciò avviene per effetto del Sacrificio di Cristo che ha sanato la tragica frattura e ricapitola in Sé tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra. E nella creazione nuova, di cui Cristo (e la Sua Santa Madre) sono primizia, non si acquista la natura divina, non si diventa dei, ma uomini-creature divinizzati dalla Vita Divina che li attira a Sé

E certo che c'è bisogno di chi glielo dice (lo ricorda anche S. Paolo ai Romani), ma bisogna star bene attenti a COSA viene detto e come... perché si può partire bene, ma poi arrivare da tutt'altra parte.

E' proprio su questo che stiamo discutendo.

mic ha detto...

come la mettiamo con chi dice di sperimentare la misericordia di Dio proprio nel peccato più grande e poi non fa niente per cambiare, perché la natura umana è schiava del peccato e non può non commetterlo?
E, quindi, mentre si 'dice' di sperimentare la Misericordia del Signore, perché è così che ti hanno detto, non si conosce e non si tiene in alcun conto la Sua Giustizia?

jonathan ha detto...

Mi veniva in mente un antico pensatore (non mi ricordo più chi. Tertulliano? O giù di lì) che diceva più o meno "è incredibile che Dio si sia fatto uomo, è assurdo che si sia fatto crocifiggere, ed è impossibile che poi sia risorto. Ma proprio per tutto questo ci credo!"
Un'iperbole, come dire che una storia così pazzesca nessun uomo avrebbe potuto inventarsela, e dunque è senz'altro vera.

E in effetti il Vangelo è una novità. Il Vangelo rivela al mondo una cosa nuova, in sorprendente discontinuità con le aspettative dell'uomo religioso. Un'Alleanza Nuova, forse già implicita, perché no?, nell'atto creatore di Dio, in quel decisivo 'facciamo l'uomo a nostra immagine'. Già sorprende questa prima Parola della Storia di Dio con la Sua creatura, sorprende se posta all'ombra della Croce. L'uomo immagine di un Dio onnipotente e crocifisso? Solo l'avventura della fede inaugurata dal Vangelo saprà visitare le meraviglie di questa verità.

Ma invece la Chiesa dernier cri, con il Cnc in testa, vorrebbe lei prendere Dio per mano e condurlo per le strade del mondo, perché esoneri l'uomo dal male e dal dolore.

'Dì fatti concreti', incalza il cammino, perché Dio è lì, nei fatti. Dio è lì, pronto a risponderti nella pagina del Vangelo aperto a caso. Non serve più inginocchiarsi, dice il Cn, perché l'uomo ha la vita eterna dentro.

In realtà, ame sembra, si vorrebbe annullare l'Alterità di Dio, lo scandalo di quella ontologica discontinuità che ci sorprende e ci chiede, come ad Adamo, 'dove sei?'

Ma il Signore è vivo, e non si lascerà crocifiggere per sempre dalla nostra superba e testarda incredulità.

mic ha detto...

Grazie, Jonathan,
si sente e si riconosce la Verità che parla al cuore di una credente, condivisa - è un dono grande! - con i fratelli.

Grazie e te e al Signore che suscita e custodisce la nostra personale e viva e vivificante relazione con Lui nella Sua Chiesa!