lunedì 30 novembre 2009

Cammino neocatecumenale. Dove porta lo "svuotamento di sé"

L'argomento lo abbiamo introdotto nel thread precedente e diamo risalto a questo post, perché niente è più efficace di un'esperienza diretta:

"art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama."
Quest'articolo è l'emblema dell'ambiguità del cnc. Potrebbe infatti, a un lettore distratto o solo ingenuo, sembrare cosa buona e giusta: scorgersi peccatori, bisognosi di conversione...Sembra richiamare quel 'rientrare in se stesso' del figliol prodigo, che poi è un'attitudine connaturale al cristiano il quale, guardando a Cristo, vuole imitarlo e conformare a Lui tutto di sé.
Lo svuotarsi di sé del cammino neocatecumenale è invece un'altra cosa, purtroppo. Significa che tu metti la tua vita nelle mani dei catechisti, col beneplacito e sotto gli occhi dei fratelli di comunità (compreso il presbitero, che soggiace agli stessi metodi e da "guida" diventa uno fra i tanti). Significa che tu lasci ai catechisti la libertà di prenderla la tua vita, e di guardarci dentro, in ogni angolo, senza pudore. Te la smontano la vita, e in essa il cuore, la mente, desideri, paure, ma anche interessi, competenze, cultura, e affetti, amicizie, amori. Tutto. Ti smontano la vita, ma non per cercarvi insieme a te la traccia di Dio, la bellezza speciale di Dio in te. Né per condurti verso orizzonti nuovi, più ampi e promettenti.
Ti smontano la vita per dirti che in essa non c'è nulla di buono, che è piena di demoni e idoli perversi. Che se vuoi 'l'alleanza con Cristo', devi fare il cammino. E cioè, devi resettare tutto e conformarti al cammino. Non esistono altre vocazioni. Tutto è finalizzato al cammino. Non a Cristo. Ma al cammino.
Passano gli anni. E ti accorgi che nel frattempo ti sei perso tutto. Amici, interessi, desideri, impegni. E ti sei perso soprattutto il senso di te, di quel che sei davanti a Dio e agli uomini. Senza aver neppure guadagnato un autentico senso del peccato. E' deserto di povertà. Ecco dove porta lo svuotamento del cammino neocatecumenale.
Jonathan
______________
Rimandiamo, per gli approfondimenti, al link nella colonna a sinistra in alto del blog: "Neocatecumenali. Senso del peccato e riconciliazione"
Considerazione collegata ai fatti di Campobasso-Boiano:
Finché il fenomeno restava circoscritto alle parrocchie in ordine sparso, pur non essendo meno grave, non era così 'distruttivo' dell'identità cattolica. Se il "nuovo corso" prevede l'invasione di intere diocesi - a questo stiamo assistendo -, la Chiesa continuerà ad essere minata dal suo interno, oltre che dalla 'deformazione' modernista, anche dal Cnc che ha caratteristiche sue proprie ed è di estrema invasività e il cattolicesimo autentico resterà 'custodito' solo da un "piccolo gregge", che il Signore continuerà a radunare tra chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere... quanto zelo, destato dal forte senso di appartenenza e prassi manipolatorie nonché dai potenti mezzi economici che hanno a disposizione, potrebbe essere meglio orientato da Pastori sapienti in grado di vedere, correggere, guidare!

47 commenti:

mic ha detto...

Riporto l'ultimo post di Gianluca nel thread precedente:

fonte- http://blog.messainlatino.it/

...Oggi è il quarantesimo anniversario di un tristissimo evento: la proibizione del Sacro rito della Messa che aveva fin'allora accompagnato la Chiesa dagli albori apostolici, e la sua sostituzione con un prodotto per ottenere il quale (usiamo le parole di Joseph Ratzinger) "si fece a pezzi l'edificio antico e se ne costruì un altro, sia pure con il materiale di cui era fatto l'edificio antico e utilizzando anche i progetti precedenti"(La mia vita)
Continuiamo a citare: "Negli anni trascorsi da allora è innegabile che si è fatto sempre più tristemente percepibile il pauroso impoverimento che si manifesta dove si mostra la porta al bello ateleologico nella chiesa e in suo luogo ci si assoggetta esclusivamente all'"uso". Ma i brividi che incute la liturgia postconciliare, fattasi opaca, o semplicemente la noia che essa provoca con il suo gusto per il banale e con la sua mediocrità artistica non chiariscono la questione" (La festa della Fede). "Il risultato non è stata una rianimazione ma una devastazione. Da un canto, abbiamo una liturgia degenerata in “show”, nella quale si cerca di rendere la religione interessante con l’aiuto di idiozie alla moda e di massime morali seducenti" (Prefazione a K. Gamber)
Quarant'anni fa, la Chiesa Cattolica intraprendeva una strada autolesionista, che ha condotto nel giro di pochi decenni ad una profondissima ed estesissima "apostasia silenziosa" (espressione di Giovanni Paolo II). E la causa principale di questo esito di devastazione è proprio quello sconvolgimento liturgico di 40 anni orsono: "Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia", ha scritto l'allora card. Ratzinger nella sua autobiografia.

Da dove parte questa grave crisi della Chiesa?
Lo stesso Ratzinger nella sua autobiografia dice: "Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipende in gran parte dal crollo della liturgia".


Ora, uno dei rimedi a questa crisi sarebbe l'avvallo scandaloso della celebrazione Neocatecumenale? ASSURDO.

Hanno toccato il cuore stesso della Chiesa, che e' la Santissima Eucarestia, l'articolo 13 dello statuto Nc l'ho sempre e lo riterro' scandaloso e falso, perche' e' stato permesso, dalla Gerarchia, che Kiko Arguello si inventasse una sua liturgia personale, completamente contraria alla Messa di sempre, VO, anche il NO, in tante sue parti si allontana dalla tradizione di sempre formando cosi' la cosidetta Messa ecumenica decantata da tanti cosidetti padri conciliari:

Ecco che a ragione Gamber dice:

Ma i brividi che incute la liturgia postconciliare, fattasi opaca, o semplicemente la noia che essa provoca con il suo gusto per il banale e con la sua mediocrità artistica non chiariscono la questione" (La festa della Fede). "Il risultato non è stata una rianimazione ma una devastazione. Da un canto, abbiamo una liturgia degenerata in “show”, nella quale si cerca di rendere la religione interessante con l’aiuto di idiozie alla moda e di massime morali seducenti".

Per i Neocatecumenali secondo me si sta in una situazione ancora peggiore e fortemente pericolosa, per chi assiste alla loro blasfema celebrazione Kikiana, per le anime.

E nell'anno del Signore 2009 nessuno ha fermato codesto impostore e traviatore che palesemente e pubblicamente ha intaccato il cuore stesso della Chiesa.

mic ha detto...

E nell'anno del Signore 2009 nessuno ha fermato codesto impostore e traviatore che palesemente e pubblicamente ha intaccato il cuore stesso della Chiesa.

Infatti, se anni fa si poteva trovare una giustificazione ai mancati interventi nel 'segreto' mantenuto dalla setta, mentre per contro imperversava la pubblicità ingannevole e bastavano i "numeri" per abbagliare e far sperare in magnifiche sorti e progressive, oggi, dopo le dichiarazioni ufficiali dell'Arguello in una intervista, le catechesi sincretistiche di Porto San Giorgio a statuto approvato e la marea di testimonianze, l'inerzia acquista un altro significato, molto più preoccupante e sconcertante del male.

Chi non corregge l'errore permettendo che prolifichi e aumentino gli erranti, se ne fa complice e ad esso si associa e forse ne è già preda per altri versi...

mic ha detto...

Trasferisco anche il commento di Emma

Sì, con tristezza e amarezza e anche una "santa collera", ringrazio jonathan per la sua testimonianza.

Quando avevo letto quell'articolo (ma non è il solo), da subito avevo capito i rischi potenziali che conteneva, jonathan li conferma, una volta ancora.
È scioccante che la Chiesa lo abbia permesso, e così dunque tutti i membri della comunità, i catechisti, i responsabili sono dei psicologi?
Posseggono gli strumenti indispensabili, la formazione necessaria per accompagnare una persona in quel cammino di "svuotamento di sè"?
Svuotamento di sè?
Ma che ne sanno, che cosa sanno di quella persona, della sua storia, dei suoi ritmi, delle sue ferite, delle sue cicatrici, delle sue protezioni, o non protezioni, delle sue memorie ferite, con che diritto vanno a toccare quei punti sensibili, a violentare quella intimità ?
È questo che vuole veramente il neocatecumeno?

Lo ripeto è scioccante e vegognoso che ciò sia autorizzato nella Chiesa cattolica.
È scioccante che le numerose testimonianze che sono arrivate in Vaticano non abbiano suscitato nessuna reazione.
E così oggi, come ieri e come domani, il foro intimo di molti cattolici continuerà ad essere aggredito, nell`indifferenza di chi dovrebbe vegliare e proteggere.

gianluca cruccas ha detto...

Don Luca su Messa in latino ha detto:

Ieri, I domenica d'Avvento dell'anno di grazia 2009, ricorre un triste anniversario per i Cattolici italiani: vent'anni or sono, anche in Italia, entrava in vigore la prassi a dir poco sacrilega della Comunione sulle mani. Prassi avversata profondamente da molti eminentissimi teologi e Pastori: ricordiamo tra tutti S.E.R. il Cardinale Giuseppe Siri (fu solo coincidenza il fatto che Egli morì in maggio e tale pressi venne approvata dalla CEI in giugno, per un risicatissimo numero di voti?). Tale prassi sembra essere penetrata nell'intimo di moltissimi cattolici che si sentono defraudati quando sono privati, anche solo occasionalmente, di tale "diritto". Molti fedeli tengono più al diritto di profanare l'Eucarstia (magari inconsapevolmente e certo non volutamente, speriamo!)piuttosto che al diritto di essere istruiti nella Verità.
Preghiamo affinché il Santo Padre abbia la forza di eradicare tale perniciosissima prassi; affiché non si protragga ancora a lungo il triste spettacolo in cui, durante la medesima Cappella Papale, il santissimo distribuisce il Santissimo in bocca e in ginocchio, mentre ai suoi lati lo stesso Dio sacramentato viene distribuito nelle maniere più improbabili (in piedi, in mano, con strane contorsioni dei sacerdoti per raggiungere coloro che sono impediti ad avvicinarsi da transennne, a uomini con cappello da sole in testa, etc...).
Preghiamo infine perché si provveda presto a vietare di toccare l'Eucaristia a tutti coloro che non sono stati consacrati per questo ineffabile ministero.

gianluca cruccas ha detto...

continua...


“Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato.” (Mt 24,15-20)

Ma veramente la Santa Chiesa Cattolica sarà disposta a vendere “per trenta denari” il suo sacro depositum fidei, e permettere a questo figlio della Menzogna di creare un “Nuovo Catechismo della Chiesa Kikiana” valido per tutte le diocesi, per tutte le parrocchie, per tutti i credenti cattolici da oggi in poi, in una parola “per la nuova evangelizzazione” ???
In verità davvero codeste catechesi dovrebbero essere finalmente rese note a tutti, visto che da ormai troppi anni esse sono conosciute e “protette” col nascondimento dalle Sedi competenti, ma rese pubblicamente note accompagnate però con un documento ufficiale che ne manifesti tutte le storture, affinché tutto l’orbe cristiano sappia riconoscere COSA NON VA PREDICATO, ciò che NON E’ catechesi cristiana, e ancora meno cattolica!
Ma nonostante sia evidente che la dottrina di Kiko Arguello sia totalmente eretica codesto personaggio è stato invitato come Relatore durante il recente Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio e gli è pure stata consegnata una Laurea ad honoris causa, che forse sarebbe meglio definire una Laurea ad HORRORIS causa!
Il fatto che una realtà venga ufficialmente approvata come “ecclesiale” prima che sia stata approvata la dottrina su cui si basa, già ha dell’incredibile, ma ciò è esattamente quello che sta accadendo con il Cammino Neocatecumenale al quale è stato permesso di seguire un iter di crescita e di affermazione del tutto contrario alla prassi stabilita da sempre nella Chiesa: prima dovrebbe esserci l’eventuale accettazione dell’impostazione dottrinale, poi l’approvazione di uno statuto, infine il permesso di erigere le strutture formative come i seminari; in questo caso è accaduto l’esatto contrario: sono sorti prima i seminari, senza averne la dottrina approvata, nei quali non si sapeva bene neanche cosa veniva insegnato … poi c’è stata l’approvazione arbitraria di uno statuto definitivo senza che venisse prima accettata la dottrina a cui quello statuto continuamente si riferisce … ed infine – Dio protegga la Chiesa da una tale tragedia! – la promozione della dottrina stessa, non certo per la sua ortodossia, quanto piuttosto come conseguenza delle approvazioni precedenti, le quali sono state perseguite ad arte per tentare di mettere le Autorità di fronte al fatto compiuto! E tutto ciò non ha precedenti nella storia della Chiesa! Ma come se non bastasse, cosa ancora più inaudita e mai accaduta prima, viene concesso un mandato missionario di evangelizzazione a gente la cui predicazione rimane a tutt’oggi non approvata, perché di origine molto dubbia e questo è veramente imbarazzante!

Si, io mi unisco alla preghiera di Don Luca:

Preghiamo infine perché si provveda presto a vietare di toccare l'Eucaristia a tutti coloro che non sono stati consacrati per questo ineffabile ministero.

mic ha detto...

Sono consapevole di aver cambiato pagina forse troppo in fretta; ma, come ho detto in apertura, penso sia importante dare risalto alle testimonianze concrete.

Quando arrivano post come quello di Jonathan, mi chiedo come si faccia a non condoviderne, anche rivolgendosi a lei, come ha fatto Emma, riempiendo col nostro affetto e col nostro sostegno quello che lei chiama il 'deserto di povertà' rimastole dal cammino, ma soprattutto mettendo in risalto gli splendidi 'fiori' che il Signore vi fa spuntare e che lei ci dona, che già stanno trasfromando il deserto in giardino!...

... e magari arricchendo la discussione con la corrispondente nostra testimonianza

Certo chi esce dal cammino rimane per un po' in una terribile apnea, se già non ha una guida spirituale o un altro contesto di riferimento, ma non bisogna mai disperare nè delle risorse interiori né di quelle di situazione che il Signore ci dona

mic ha detto...

Gianluca,
ti inviterei a tener conto di quello che ho detto e a seguire il filo del discorso, centrato sia su Jonathan e la comunicazione con lei, che sul terribile svuotamento di sé che, con l'aiuto efficace di Emma stiamo approfondendo...
Darò più tardi il mio contributo e, da parte tua, se non è per te troppo doloroso rievocarlo, potrebbe essere interessante conoscere la testimonianza del momento in cui hai riacquistato la tua libertà e hai ri-preso la costruzione della tua persona in Cristo, attraverso la tua bella fede, e non nel cammino

jonathan ha detto...

Mic. Sai già che ti sono grata. E forse sai anche, ormai, che quando mi metti in evidenza sobbalzo di imbarazzo: sto meglio far le righe! Ma, va bè, va bene così.

Aggiungo solo che il deserto non è così male. Da qui si vede meglio, dentro e sotto le scorie, anche le più cristallizzate. E' un passaggio, questo sì, necessario, io credo, perché da qui si impara a guardarsi e guardare con gli occhi di Dio.

Bisognerebbe suggerirlo al cammino questo 'passaggio': un po' di silenzio, fratelli!

mic ha detto...

È scioccante che la Chiesa lo abbia permesso, e così dunque tutti i membri della comunità, i catechisti, i responsabili sono dei psicologi?

Non solo non sono psicologi, ma sono catechisti improvvisati, perché formati dalla dottrina di kiko e non dalla Chiesa. Oltre che più che giusto, è indispensabile 'guardare' a questo aspetto del problema.

E' chiaro che quando inneschi meccanismi psicologici, 'entri' anche nell'inconscio delle persone e puoi smuovere ricordi rimossi, ferite, energie, che poi, se non hai gli strumenti di una affinata e maturata competenza, non riesci nemmeno a gestire.

Quanti casi di grave disagio psichico indirizzati agli psicologi "interni", e purtroppo perfino casi di suicidio testimoniati proprio per situazioni di squilibri gestiti con rigore e senza un metodo competente, ma improvvisato, che non può essere uguale per tutti, perché le persone non sono fatte con lo stampino, i tempi di maturazione e gli 'stati interiori' non sono uguali per tutti: c'è chi può aver bisogno di fermezza, ma c'è anche chi in quel particolare momento ha bisogno invece di tenerezza, di accoglienza non del dito puntato... Non che accoglienza nel cammino non ci sia, ma è limitata al love bombig iniziale, quando ti accettano come sei e non ti sembra vero... è dopo che cominciano i dolori

Posseggono gli strumenti indispensabili, la formazione necessaria per accompagnare una persona in quel cammino di "svuotamento di sè"?
Svuotamento di sè?
Ma che ne sanno, che cosa sanno di quella persona, della sua storia, dei suoi ritmi, delle sue ferite, delle sue cicatrici, delle sue protezioni, o non protezioni, delle sue memorie ferite, con che diritto vanno a toccare quei punti sensibili, a violentare quella intimità ?
È questo che vuole veramente il neocatecumeno?


appunto! E trovo di una incoscienza e pressapochismo inauditi farlo senza le necessarie competenze, oltretutto solo a fini strumentali per rendere malleabili e dominabili le persone ad usum cammini. Anche se il fine fosse buono, il metodo è inaccettabile comunque!

E' molto grave la responsabilità di chi dovrebbe avere a cuore, oltre alla salute spirituale dei fedeli, anche quella psicologica e il rispetto della loro sfera esistenziale!

Lo ripeto è scioccante e vegognoso che ciò sia autorizzato nella Chiesa cattolica.
È scioccante che le numerose testimonianze che sono arrivate in Vaticano non abbiano suscitato nessuna reazione.
E così oggi, come ieri e come domani, il foro intimo di molti cattolici continuerà ad essere aggredito, nell`indifferenza di chi dovrebbe vegliare e proteggere.


Noi volevamo essere proprio "voce di chi non ha voce", sia per chi è dentro il cammino con i propri dubbi e disagi e difficoltà non confrontabili e non risolvibili se non entro i rigidi schemi che non ne tengono conto o ne danno 'nomi' arbitari (il demonio, la superbia, la mancanza di umiltà... e non sempre è così!); sia per chi riesce a sottrarsi, ma una volta uscito dal cammino, si trova abbandonato a se stesso e barcolla fino a che la nuova stabilità e 'centratura' finalmente sana non comincia a prender consistenza...

mic ha detto...

Cara Jonathan,
comprendo e cercherò di rispettare il tuo 'sentire'. Perdonami se non sono stata capace di intuirlo da sola.
Immagino che l'invito al silenzio, oltre che rivolto alla totale mancanza che ne caratterizza il cammino, sia rivolto a anche a noi nei tuoi confronti.
OK. ma non rimanere in silenzio tu, secondo i tuoi tempi e la tua libertà!

jonathan ha detto...

Immagino che l'invito al silenzio, (...), sia rivolto a anche a noi nei tuoi confronti.

Mic, ma no, ma stai scherzando.

Sono solo un'imbecille, timidissima, e mi stupisce e mi imbarazza che a qualcuno come te possano risultare significative le scemenze che vado scrivendo. Mi vergogno di me. Punto.


Sei tu che devi subito perdonarmi se sono stata così imbecille e maldestra nelll'esprimermi.

Non lo cancello il post, perché se no non si capisce il tuo.

Chiedo scusa a tutti.

mic ha detto...

Sei tu che devi subito perdonarmi se sono stata così imbecille e maldestra nelll'esprimermi.

non pensarlo neanche, cara Jo. Ricordati sempre che sei preziosa per Lui (e anche per tutti noi per quello che dici e condividi e ci doni).
Ti abbraccio forte, nel Signore, Lo prego che, insieme agli altri doni di cui certamente ti ricolma, ti dia la Sua Fortezza e aspetto di leggerti presto

strl ha detto...

"Significa che tu metti la tua vita nelle mani dei catechisti, col beneplacito e sotto gli occhi dei fratelli di comunità (compreso il presbitero, che soggiace agli stessi metodi e da "guida" diventa uno fra i tanti)."

E la domanda che mi faccio è: ma chi sono questi catechisti?? E come mai dovrebbero avere più discernimento (come si dice nel Cammino) del presbitero (che è di fatto un sottomesso che non interviene mai)?
Vi pare logico che la prassi preveda che i pastori (presbiteri) siano guidati dalle pecore (i catechisti)?
Paradossalmente, se il Papa facesse il Cammino sarebbe guidato dai catechisti! sigh!

strl

strl ha detto...

"Ti smontano la vita, ma non per cercarvi insieme a te la traccia di Dio, la bellezza speciale di Dio in te. Né per condurti verso orizzonti nuovi, più ampi e promettenti.Ti smontano la vita per dirti che in essa non c'è nulla di buono, che è piena di demoni e idoli perversi. Che se vuoi 'l'alleanza con Cristo', devi fare il cammino. E cioè, devi resettare tutto e conformarti al cammino. Non esistono altre vocazioni. Tutto è finalizzato al cammino. Non a Cristo. Ma al cammino.Passano gli anni. E ti accorgi che nel frattempo ti sei perso tutto. Amici, interessi, desideri, impegni. E ti sei perso soprattutto il senso di te, di quel che sei davanti a Dio e agli uomini. Senza aver neppure guadagnato un autentico senso del peccato. E' deserto di povertà. Ecco dove porta lo svuotamento del cammino neocatecumenale."



Cara Jonathan, hai descritto magistralmente come si realizza la zombificazione delle persone.
Ti smontano e ti ritrovi a dire "si è vero" senza più la capacità di intendere e di volere.
Ti vietano, di fatto, di fare altre esperienze di fede (Non esistono altre vocazioni) dicendoti "se sei stato chiamato qui da Dio vuol dire che questo è il posto giusto per la tua conversione. E se te ne vai, anche rimanendo nello Chiesa, ti perderai".

E non ti rendi neanche più conto che il deserto che trovi allontanandoti un po' dal "clan-Cammino" non è voluto da Dio ma è una conseguenza naturale delle azioni umane, dell'aver tagliato i ponti con tutti quanti non siano del Cammino, dell'aver degli orari di vita atipici, etc.

jonathan ha detto...

E la domanda che mi faccio è: ma chi sono questi catechisti??

Per l'eventuale lettore ingenuo o ignaro, forse è utile precisare che i catechisti vengono scelti dalla comunità, attraverso voto segreto, di norma dopo il fatidico secondo passaggio. La scelta, com'è facile intuire, viene fatta sulla base dei gusti di ciascuno, delle simpatie, e cose simili. E' accaduto che qualcuno si sia fatta una sorta di campagna elettorale per farsi scegliere!

I catechisti, quindi, non hanno nulla di speciale, voglio dire nulla che li qualifichi per il ruolo che andranno a ricoprire. Sono laici, spesso digiuni di Chiesa, di teologia, di liturgia.

a.rita ha detto...

"Quando arrivano post come quello di Jonathan, mi chiedo come si faccia a non condividerne, anche rivolgendosi a lei, come ha fatto Emma, riempiendo col nostro affetto e col nostro sostegno quello che lei chiama il 'deserto di povertà' rimastole dal cammino"

Tante possono essere le ragioni, cara Mic, almeno tante per quante sono le persone "non intervenute"; i motivi possono essere accidentali, o contingenti, o psicologici, o semplicemente caratteriali....sì, c'è anche chi, per carattere, non riesce o non ama profondersi in manifestazioni d'affetto, anche pensando che in esperienze così forti, l'unico conforto che veramente "arriva" è quello del Signore, in quella fase - giustamente definita da Jonathan "tappa obbligata" - del "deserto", che segue l'uscita dalla baraonda neocatecumenale, così come la quiete segue la tempesta.

"Perciò, ecco, l'attirerò a Me, la condurrò nel deserto, e parlerò al suo cuore..." (Osea 2, 16)
...

Io non ero intervenuta di proposito perchè il problema dello svuotamento di me stessa l'ho conosciuto ed assaporato fino in fondo, con una dicotomia interna che mi ha portato ad una sofferenza da lacerazione d'anima tale che ho finito per somatizzare sia psicologicamente che fisicamente. Credo che mi abbia salvato (e alla fine abbia prevalso, portandomi fuori di lì)l'impronta iniziale del mio incontro (da bambina) col Signore, attraveso la contemplazione e l'amore per Gesù Crocifisso, il "grande ignorato" nel Cammino.

Oggi, per vivermi questo benedetto e salutare "deserto" ho scelto di viverlo accanto ad un sofferente, che per altro non può parlare, ma che col suo silenzio "mi parla" ininterrottamente di Lui, della potenza salvatrice della Croce offerta per amore, unica cosa che il Cammino non era riuscito a sradicare dal mio cuore.
Un abbraccio a Jo.
Ciao

a.rita ha detto...

"da parte tua, se non è per te troppo doloroso rievocarlo, potrebbe essere interessante conoscere la testimonianza del momento in cui hai riacquistato la tua libertà e hai ri-preso la costruzione della tua persona in Cristo"

Per quanto riguarda Gianluca, il suo caso è totalmente sui generis, frutto di una incredibile Grazia di preservazione da parte del Signore, perché lui è entrato nel Cammino da persona libera, lo ha frequentato per tre anni da persona libera e ne è uscito da persona libera. Ha ricevuto la Grazia più unica che rara di passare "indenne" attraverso il Cn!

Gianluca si è convertito a 31 anni dall'ateismo, tre mesi prima di incontrare il Cammino, con una forte esperienza personale di Dio, che gli dette da subito una impronta indelebile. Dio gli donò subito un Padre spirituale, ed una forza nella preghiera costante, che mai lo ha abbandonato.

Si è innamorato subito "di Cristo, e questi crocifisso" e tutti i venerdì mattina si alzava alle quattro e si recava davanti alla chiesa del suo Padre spirituale, per poter essere il primo della lista nei colloqui di direzione; quando alle sette si apriva la chiesa lui entrava, partecipava alle Lodi e all'Adorazione del Santissimo, poi incontrava il Padre. All'uscita dal colloquio, verso le otto, era giusto in tempo per andare al lavoro.

In questo clima di totale rinascita per lui (e di totale svuotamento per me) ci conoscemmo, perché io invitai un amico comune alle catechesi del Cammino, che erano tenute dai miei fratelli di comunità. Dalla prima catechesi il suo amico non restò, anzi fuggì a gambe levate, lui rimase.

Ma già dal Questionario sulla penitenziale, venne fuori la sua impostazione veracemente cattolica e si mise a discutere coi catechisti, perché lui sosteneva che “il peccato OFFENDE Dio. Certo che sì!” Io ero colpita della sicurezza della sua Fede appena nata, la cui testimonianza scendeva come un balsamo sul mio spirito devastato da dieci anni di quella setta atea (anche se ancora non ne avevo preso coscienza), il suo amore folle per Gesù mi riportava alla mia infanzia, mi mostrava il vero Gesù che io avevo perduto … e il Signore avvicinò le nostre vite. Io non riuscivo più a pregare, non sopportavo più parole su parole, le omelie, gli Annunci, non sopportavo più di sentir parlare di Dio … Lui mi spingeva a pregare, mi portava con lui alle quattro della mattina a fare Adorazione … le nostre giornate passavano a parlare non di noi ma di Gesù (quello vero).

Gianluca riconosceva delle incongruenze nelle catechesi di quella gente ed era molto in dubbio se entrare in Cammino, perciò si mise in preghiera e comprese che, per l’intanto, la sua strada passava per lì … doveva cominciare così. Intanto si preparava col suo Padre per la Prima Confessione e Prima Comunione - che da bambino non aveva fatto - col Catechismo della Chiesa Cattolica, con l’Adorazione e la Preghiera. Nel contempo frequentava la comunità e discuteva tutto quello che nelle catechesi e nei passaggi non trovava “ortodosso”.

(continua)

a.rita ha detto...

Poi Giunse anche il Sacramento della Santa Cresima e da lì in poi incominciò ad intuire ancor più le storture catechetiche che ascoltava e diceva ai suoi catechisti: “Io da voi il discernimento sulla mia vita non me lo lascio fare. Voi siete come me, poveracci e peccatori come me. Io ho un Padre spirituale e quello seguo. Una sola voce, non centomila.” Nel frattempo io uscii dal Cammino e lui rimase in comunità per un altro anno. In quell’anno comprese tutti gli abusi liturgici che si compiono nell’Eucarestia neocatecumenale, oltre a dover vedere ogni sabato il sacrilego uso di dare la Santa Comunione anche a divorziati, conviventi, ed irregolari di ogni tipo, che vengono portati avanti così, senza svegliarne la coscienza, fino al Secondo Passaggio.

Per questo in una convivenza con la comunità ed i catechisti combatté, unico contro tutti, minacciando di denunciarli al Vescovo se non si smetteva con i sacrilegi. Così è uscito dal Cammino. Per questo gli è stato tolto il lavoro e poi la casa dove alloggiava (che era di un suo fratello di comunità). Abbiamo saputo che in quel periodo (giugno 2005) per sistemare quella situazione di abusi eucaristici, e salvare “la faccia” del Cammino, venne a Terni niente meno che Carmen. Poi Gianluca è stato ricercato, con lusinghe, con promesse, con ricatti, ma lui si è sempre rifiutato di tornare al Cn, dicendo ai catechisti che la loro dottrina era perniciosa, tutta da buttare nel cassonetto della spazzatura. (Per chi volesse leggere l’esperienza scritta da lui al Papa, l’indirizzo è www.mariamadremia.net , nella Homepage.)

Ho raccontato in breve tre anni della sua testimonianza di fede in Cristo Gesù, per dire anche che Gianluca non ha sofferto di questa esperienza, se non per la delusione di aver scelto per sé un percorso di fede rivelatosi poi “un tarocco”, e per Grazia di Dio non ha subito nessuna perdita di libertà né di destrutturazione della persona. Semmai, in casi come questo di conversione adulta, il rischio era quello di scandalizzarsi e riallontanarsi da Dio e dalla Chiesa, ma in questo il Signore lo ha sempre aiutato. E’ stato lui che, un mese prima di uscire dal Cn, trovando in Internet le catechesi, mi aprì gli occhi dicendomi che quella dottrina veniva da Lutero e Calvino, cosa che io, in dieci anni non avevo capito.

Gianluca non si esprime mai mosso da sofferenza e rancori, ma solo per la Verità. Il mio percorso di guarigione spirituale invece è lungo e lento: sento che il dolore e la frustrazione dello svuotamento si trasformano in forza per combattere l’eresia e poter servire a tanti fratelli. La Croce di Gesù e la mia, unita alla Sua, mi proteggono e mi stanno curando.
Oggi, Gianluca ed io camminiamo insieme in Dio, nella Chiesa, combattendo il Cammino (non le persone ingannate, ma l’eresia) con gli strumenti che abbiamo a disposizione: questo blog di informazione ed analisi e non stancandoci di scrivere lettere al Santo Padre e alle Congregazioni competenti, affinché vinca la Verità di Cristo ed i suoi nemici vengano smascherati.
Soli Deo gloria!

mic ha detto...

Cara A.Rita,

innanzitutto grazie per aver condiviso la tua esperienza e quella di Gianluca, provvidenzialmente intrecciate fin da quei momenti dolorosi e pieni di difficoltà e di inganni.

Vorrei che, insieme a noi, la leggesse e ne fosse toccato chi ha il potere di intervenire, anche se sono consapevole che la tela che hanno già intessuto ha le maglie troppo strette e fitte per cui, seppure la rompi da una parte, è già strettamente avvolta attorno al resto della Chiesa. Occorrerebbe una consapevolezza ed una decisione di più vescovi e in posti che davvero contano per sperare ciò che ormai ci appare come realisticamente insperabile...
In realtà sarebbe bastata quella del Trono più alto...

Possiamo sempre gridare al Signore: fino a quando?

gianluca cruccas ha detto...

"art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama."

E questo il grande inganno di codesto statuto, in cui non viene descritto il metodo liturgico inventato da Kiko,
i Cardinali e Vescovi che avvallano e appoggiano codesto movimento fanno finta che la celebrazione CN sia salutare per le anime, quando invece le devastano, lo stesso statuto afferma:

2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

...[Kerigma e celebrazioni]
Il Neocatecumenato comincia nella parrocchia, su invito del Parroco, con delle catechesi
kerigmatiche,22 chiamate catechesi iniziali, contenute negli Orientamenti alle Èquipes
di Catechisti. Esse si svolgono nell’arco di due mesi, in quindici incontri serali, e si
concludono con una convivenza di tre giorni. Al fine di sperimentare il Tripode: Parola,
Liturgia, Comunità, su cui si basa la vita cristiana, le catechesi iniziali sono articolate in
tre parti...

E chiarissimo che la natura del CN, sono le catechesi eretiche di Kiko Arguello, tutto cio' e affermato chiaramente nel loro statuto, codeste catechesi vengono tenute nascoste perfino dal Vaticano da tantissimi anni e fino ad oggi non vengono rese pubbliche.

Quale devastazione anno portato e portano alle persone queste catechesi e tutti tacciono e fanno finta che tutto sia apposto nell'ininerario del CN.

Quale responsabilita' davanti a Dio per tutto cio'.

Per chi conosce codesta setta tutto e chiaro e limpido, il CN non è cattolico e forse neppure Cristiano, ripeto lostesso falso statuto lo afferma, riguardo alla natura del movimento:

2º. secondo «le linee proposte dagli iniziatori», contenute nel presente Statuto e
negli Orientamenti alle Èquipes di Catechisti.

Siamo obbligati a constatare che le riforme luterane
e le eresie che le motivano, penetrano sempre di
più all’interno della Chiesa e ormai orientano il pensiero
e l’attività di numerosi vescovi, preti e fedeli.
Di fronte a questo neo-protestantesimo, demolitore
della Chiesa e «vero fumo di Satana», noi siamo più
che mai decisi a professare la fede cattolica e romana
espressa nei simboli della fede e nel giuramento anti-
modernista, e ad appoggiarci decisamente sul catechismo
del Concilio di Trento. Noi rifiutiamo un
ecumenismo che tradisce la nostra fede e la nostra
santa religione, che vorrebbe unire la Chiesa cattolica
agli errori del mondo e alle eresie protestanti.
Noi poniamo la nostra speranza in Gesù, Maria
e Giuseppe, che continuino a benedirci in mezzo
alle contraddizioni e alle prove. «Potius mori quam
faedari» — Morire, piuttosto che tradire.
Mons. Marcel LEFEBVRE, 1 ottobre 1974

mic ha detto...

"art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama."

ragionando con Emma, notavamo proprio ieri: COM'E' POSSIBILE attribuire all'Eucaristia, mettendola sullo stesso piano della Comunità, qualcosa di tanto riduttivo e di tanto poi arbitrariamente e scorrettamente affermato e perseguito?

E' ben altra la funzione dell'Eucaristia, che innanzitutto è il VERO CULTO DA RENDERE A DIO, che è la primaria funzione della Chiesa, dalla quale discende tutto il resto... è per mezzo dell'Eucaristia che diviene operante per noi e per il mondo intero la Redenzione del Signore Gesù e riceviamo ogni bene escatologico e cioè anche tutte le Grazie necessarie per conoscerci meglio e diventare uomini e donne autentici, crescendo nella pienezza di Vita e sviluppando l'Immagine del Figlio di Dio in noi: a Lui 'configurati', come dice l'Apostolo Paolo...

questo è il cristianesimo, altro è la scimmiottatura NC o addirittura eresia, nel senso che si prendono alcune cose e se ne escludono altre (ad esempio, si enfatizza la Risurrezione - che però, se rimaniamo inesorabilmente peccatori e davvero non veniamo trasformati dalla Grazia - non viviamo ma indossiamo luteranamente come un vestito. E parole come Redenzione, Espiazione, Grazia Santificante, non 'entrano' nel gergo né, conseguentemente, nello spirito degli adepti NC)

Invece, nel Cammino NC, un Rito sacro come la Santa e Divina Liturgia, viene arbitariamente piegato alle esigenze della comunità, alla quale 'serve' e dalla quale è 'fatto' ("senza Assemblea non c'è Eucaristia", ripete l'iniziatore") e non è opera del Signore, immersi nel Suo Mistero...

A cosa serve, altrimenti - a parte tutte le altre storpiature e teologia distorta - la sfilza delle 'risonanze' dopo il vangelo, che interrompono il ritmo del rito distorcendone anche la funzione e corrispondono ad una sorta di pseudo-terapia di gruppo, mentre contribuiscono, insieme ai canti coinvolgenti, al ballo finale e al clima di festa e di allegria che non è l'unica forma della vera 'lode', a cementare e costruire la comunità?
Ed è la comunità, a sua volta, che inlgoba e 'forma' le persone in base a modelli prefabbricati che creano una sorta di identità di gruppo e non corrispondono alla preziosa e irripetibile identità personale di ogni creatura di Dio...

Questo è il cammino e anche da questa frase dello statuto è deducibile... come può un cattolico aderire a qualcosa del genere? E sono 'approvati' e anche 'mandati'!

E Campobasso ci mostra cosa avviene e cosa avverà sempre più nelle diocesi!

Stefano78 ha detto...

Intervengo sulla questione del "linguaggio" e sarà il mio ultimo intervento a riguardo.
Occorre essere chiari. E' certamente triste dover ritornare su argomenti che nessuno ha mai messo in discussione. E' triste vedere che si possa solo lontanamente pensare che chiedere una "moderazione" (nel senso stretto del termine) e l'uso di un metodo più appropriato alla situazione, più e più volte abbia generato dei fraintendimenti riguardo il senso di questa Agorà, la sua esistenza e la sua "permanenza".
Non sono affatto d'accordo con Rita, riguardo il metodo da usare.
E non è una posizione che ho assunto ora, dopo il messaggio strumentale di un NC. Così come altri, che sono intervenuti (e non conosciamo quelli che non lo hanno fatto e forse non lo faranno più ma avendo il medesimo pensiero), l'evidenza di un innalzamento dei toni e a tratti di attacchi diretti, non credo sia negabile. E' stato avvertito e Chisolm ha sintetizzato la situazione con grande equilibrio, dandole anche grande profondità.
Leggendo lui, ma non solo, possiamo andare OLTRE la sensazione superficiale.
Io credo che, cara Rita, chi ti AMA ti consiglia in COSCIENZA! A me può solo dispiacere se pensi che un consiglio possa essere un OFFESA a te o al tuo animo. Ma così non è!
Te lo dico in modo diretto: il metodo che stiamo usando (NOI TUTTI) non va. E non perchè dobbiamo tacere qualcosa o dobbiamo negare l'evidenza! NON E' IN QUESTIONE IL CONTENUTO MA IL METODO che usiamo!

Il Vangelo di Gesù Cristo dà i criteri per attuare con frutto l'aiuto vicendevole e la correzione fraterna. E il frutto non matura con uno Scontro diretto!

Io sono convinto, dopo essere passato anche io nell' "indignazione", che il frutto migliore viene facendola "maturare". Offrendola. Superandola.

Quello che dico è che le situazioni cambiano. Gli strumenti pure. Non possiamo, a mio avviso, rimanere in una fissità incontrastabile perchè "è giusto così". La Giustizia non è nelle nostre mani. E solo Dio sa quando e come "renderà Giustizia".

Quello che emerge da molti messaggi è che siamo preda a una disperazione (SI'!) senza sbocco. Sembriamo leoni feriti, che si sgolano perchè nessuno li cura! In parte è anche così, ma più che leoni feriti, noi siamo agnelli al macello! E cosa fa l'agnello al macello?
Gesù non ha taciuto la Verità ma è andato in Croce! Anzi, per questo è andato in Croce! Diciamo sempre che la Croce di Gesù è stata bandita, e poi che facciamo?

La frenesia nell'attacco, spesso ci fa perdere di vista la situazione attuale e i suoi SEGNI tangibili. NON GUARDIAMO nemmeno agli strumenti NUOVI che oggi esistono e IERI non esistevano.
Diamo ragione implicitamente a chi ci attacca, quando diamo a fatti o fogli di carta più valore di quello che hanno! Diamo ragione a chi ci sbatte in faccia "approvati!", quando diamo l'unico senso "approvativo" ad uno Statuto che invece NON APPROVA ciò che Kiko ha fatto e fa. Fermandoci SOLO sulla sua ambiguità, IGNORIAMO E NON VALORIZZIAMO ciò che per mezzo di questo strumento si può fare o pretendere! E questo vale anche per gli altri discorsi.
Chi ci attacca acquista nuova linfa vedendoci così, aggressivi, e convinti anche noi che NESSUNO STRUMENTO può più usarsi e che tutti siamo destinati a "soccombere"! Per non parlare delle "ipotesi" che abbiamo intavolato su quel famoso documento pastorale. Perchè, pur con le dovute analisi, non evidenziare cosa si intende per "pastorale integrata"? Perchè incaponirsi su un attacco frontale, fatto da una serie di "lo avevo detto"? Così non si fa nessuna breccia ma si viene guardati con sospetto da tutti, anche da chi vorrebbe trarre beneficio da questa informazione!

(continua)

Stefano78 ha detto...

(segue)
La funzione, io credo, dell'informazione corretta e del SERVIZIO no dovrebbe essere proprio l'evidenziare ciò che è vero da ciò che è mistificazione? Ma se anche qui invece si dice che in realtà tutto è "vero" nel solo senso del "riconoscimento del CnC", mi chiedo: che ci stiamo a fare qui? Se non c'è niente da "Osservare", se non ci sono condizioni al CnC, se la Pastorale è davvero quella che il Papa vuole, allora HA RAGIONE CHI DICE CHE QUESTO LUOGO E' UNA PERDITA DI TEMPO! Se il Magistero, la CHiesa di Sempre, il Papa APPROVA in senso stretto il CnC e il suo metodo, allora questo posto NON HA SENSO. Ed è quello che chi ci attacca cerca di far evidenziare!

Se invece il Papa e la Chiesa VOGLIONO una cosa e il CnC NE FA UN'ALTRA, allora il discorso cambia! E il senso dell' Osservatorio è pieno e completo! La sua funzione importante e determinante, e la breccia che può fare, usando TONI diversi, è sicuramente indiscutibile.

Questo è quanto. Io spero, cara Rita, che tu legga quanto ti ho scritto come un accorato consiglio ad una persona a cui voglio bene

mic ha detto...

e dove sta scritto che tutti abbiano -secondo quanto affermato nello statuto- necessariamente dei "falsi concetti di sé e di Dio"?

E' mai possibile che l'unico vero concetto di te e di Dio lo possiede il cammino e te lo scodelli 'prefabbricato' da Kiko?

Non è invece che, piuttosto che
parlare di "falso concetto di sé e di Dio", che serve solo per affermare che la Chiesa fino ad oggi ha insegnato tutte cose sbagliate (se lo annotino i Sacri Pastori!), si tratta di una realtà che nessuno di noi possiede mai interamente e che va gradualmente scoperta e costruita -a partire dai punti fermi dalla Rivelazione Apostolica- attraverso un VERO cammino di Fede nella Chiesa con l'aiuto insostituibile della vita sacramentale 'sana', della preghiera, dell'Adorazione e delle relazioni 'sane' che ci aiutano a crescere come persone (oltre che come comunità), che il Signore salva e conosce "ad uno ad uno" e non "a grappolo", cioè comunità per comunità, come insegna il cammino?

La consapevolezza di sé e la 'conoscenza' di Dio (che è ben di più del 'concetto' perché nella Bibbia 'conoscere' è il verbo della realazione intima, sponsale, quella che il Signore VUOLE con ogni uomo che chiama in questo mondo) si sviluppano proprio grazie ad una autentica vita di Fede nella Chiesa e non attraverso 'metodi' o 'addestramenti' uguali per tutti, neanche fossimo dei robot!

mic ha detto...

Quello che dico è che le situazioni cambiano. Gli strumenti pure. Non possiamo, a mio avviso, rimanere in una fissità incontrastabile perchè "è giusto così". La Giustizia non è nelle nostre mani. E solo Dio sa quando e come "renderà Giustizia".

Caro Stefano,
con A.Rita mi sembra avessimo chiarito il senso da dare alla 'moderazione', riconoscendo anche che su questo blog intervengono e si esprimono persone con sensibilità e con strutture psicologiche diverse; per cui quello che è tollerabile per uno, all'altro sembra eccesso o viceversa...
Finora tutte queste anime, che hanno pieno diritto di esserci e di esprimersi, con la dovuta attenzione da parte di ognuno, hanno ben convissuto, e mi spiace che si stiano polarizzando e sembra anche sviluppando atteggiamenti diversi e non più integrabili.



Sono convinta anche della positività di questo nostro dibattere queste difficoltà così apertamente, anziché farlo in circuito interno per poi 'mostrare' una compagnine ben integrata ad integrazione realizzata con la maturazione e con la buona volontà di tutti e non in diretta, come suol dirsi... di solito lo si fa per non prestare il fianco ai detrattori che non mancano.

Le cose che dici successivamente, Stph, non mi risultano e credevo averlo chiarito altre volte; ma vedo che resti fermo sulla tua posizione... evidentemente abbiamo delle percezioni diverse delle cose. Anche questo è normale e va chiarito.

Dammi un po' di tempo per approfondire meglio e arrivare ad una conclusione adesso devo lasciare la postazione e ho il tempo solo di questo primo essenziale approccio.

Sono convinta che riusciremo a fare chiarezza e cercherò di tirare le fila dell'intero discorso mettendo insieme tutti i possibili elementi (ce ne sono diversi) e spero che tutto questo ci serva per crescere insieme e per vivere con maggiore efficacia questo nostro impegno

mic ha detto...

Mi dispiace solo del fatto che questa diatriba, da un lato utile per chiarirci meglio e riordinare le idee per tutti, abbia spezzato il filo del discorso, che era molto serio... facciamo in modo di non distogliere l'attenzione da ciò che è più importante

mic ha detto...

Se invece il Papa e la Chiesa VOGLIONO una cosa e il CnC NE FA UN'ALTRA, allora il discorso cambia! E il senso dell' Osservatorio è pieno e completo! La sua funzione importante e determinante, e la breccia che può fare, usando TONI diversi, è sicuramente indiscutibile.

Scusa Stefano, ma non è proprio quello che stiamo facendo? Quanto ai toni ne riparleremo... dammi il tempo

mic ha detto...

Quello che emerge da molti messaggi è che siamo preda a una disperazione (SI'!) senza sbocco. Sembriamo leoni feriti, che si sgolano perchè nessuno li cura! In parte è anche così, ma più che leoni feriti, noi siamo agnelli al macello! E cosa fa l'agnello al macello?
Gesù non ha taciuto la Verità ma è andato in Croce! Anzi, per questo è andato in Croce! Diciamo sempre che la Croce di Gesù è stata bandita, e poi che facciamo?


scusa, Steph, ma non è già una croce l'essere immersi nella realtà in cui siamo?
A me sembra che la nostra croce l'abbiamo giù abbracciata accettando questa situazione sconcertante e facendo la fatica che facciamo a custodire la nostra fede.
Salire in croce non è necessariamente essere tacitati o mettersi in silenzio: questo tipo di croce la vivono i contemplativi, coloro che il Signore ha chiamato alla Sua presenza a pregare giorno e notte. Noi abbiamo avuto in sorte di testimoniare e difendere l'identità cattolica in un momento in cui davvero la stanno massacrando su molti fronti e non credo sia possibile farlo solo con la preghiera o con la penitenza; ma anche con il pensiero, le parole, la voce... diffondendo e non tacendo quel che abbiamo conosciuto della verità del Cammino e della Chiesa

Dice S. Paolo "Come potranno conoscerlo se non c'è chi Lo predica"? Nel nostro caso c'è addirittura chi predica ALTRO e noi stiamo ancora qui a sofisticare?

Ecco, prima di fare il nuovo e più completo punto della situazione almeno queste cose chiariamole subito!

mi spiace ma adesso devo proprio fermarmi!

Stefano78 ha detto...

Scusa Stefano, ma non è proprio quello che stiamo facendo?

Da quello che vedo, spesso questo è "oscurato"..

Ma il mio è solo un parere. Posso sbagliare, ma la sensazione che ho è questa. In ogni caso, come ripeto, chiudo l'argomento. Non ho intenzione di ritornarci su e non risponderò ulteriormente proprio per non andare troppo fuori tema. Mi sentivo di dare questa opinione.

strl ha detto...

"
Per l'eventuale lettore ingenuo o ignaro, forse è utile precisare che i catechisti vengono scelti dalla comunità, attraverso voto segreto, di norma dopo il fatidico secondo passaggio. La scelta, com'è facile intuire, viene fatta sulla base dei gusti di ciascuno, delle simpatie, e cose simili. E' accaduto che qualcuno si sia fatta una sorta di campagna elettorale per farsi scegliere!

I catechisti, quindi, non hanno nulla di speciale, voglio dire nulla che li qualifichi per il ruolo che andranno a ricoprire. Sono laici, spesso digiuni di Chiesa, di teologia, di liturgia.
"

Tanto per ritornare OT...
la mia esperienza è leggermente diversa: i catechisti della comunità non furono scelti dal "voto" della comunità ma dai catechisti superiori. Mentre la votazione veniva fatta per il responsabile e coresponsabili.
In entrambi i casi quello che veniva assolutamente richiesto come caratteristica dei catechisti (e dei responsabili) era "la fedeltà" ai catechisti "superiori" e al Cammino.
In poche parole, i catechisti devono essere in primis dei riproduttori fedeli dei messaggi e non devono aggiungere ne togliere niente. Devono usare per quanto possibile le stesse parole del mamotreto (il libro delle catechesi iniziali) nonché del riporto alla comunità di tutte le convivenze che fanno (tipica la catechesi iniziale che si svolge più o meno a ottobre).
Quindi i bravi catechisti sono dei cloni dei loro catechisti che a loro volta sono dei cloni a salire fino ad arrivare a kiko e carmen.
Non avete mai visto la percentuale impressionante (rispetto all'uomo della strada) di catechisti con la barba e i capelli tagliati simil kiko??

I pochi catechisti che ragionano, che si fanno domande o che semplicemente confidano di portare una parola difficile da capire anche per se stessi durano poco! Sono un problema per i catechisti superiori e quindi vengono rapidamente sostituiti o ricatechizzati.

strl ha detto...

x a.rita
"Abbiamo saputo che in quel periodo (giugno 2005) per sistemare quella situazione di abusi eucaristici, e salvare “la faccia” del Cammino, venne a Terni niente meno che Carmen. Poi Gianluca è stato ricercato, con lusinghe, con promesse, con ricatti, ma lui si è sempre rifiutato di tornare al Cn, dicendo ai catechisti che la loro dottrina era perniciosa, tutta da buttare nel cassonetto della spazzatura. (Per chi volesse leggere l’esperienza scritta da lui al Papa, l’indirizzo è www.mariamadremia.net , nella Homepage.)
"

Questo intervento diretto di Carmen e dei catechisti superiori è la reazione tipica di quando qualche cosa di grosso si muove, di quando qualcuno si sveglia per bene e non solo se ne va ma inizia a gridare facendo svegliare altri...
Le lusinghe, promesse etc. le ho già viste fare in casi simili.
Ho visto fermare anche intere comunità nell'attesa del rientro di qualcuno che temevano potesse smuovere troppe acque...

Stefano78 ha detto...

Nel nostro caso c'è addirittura chi predica ALTRO e noi stiamo ancora qui a sofisticare?


Non voglio sofisticare, solo mi preme che nessuno ci strumentalizzi e che le nostre fatiche siano ben finalizzate..

Poi, ripeto, non prolungherò in polemica. Non è mia intenzione.

Ho ripreso il discorso solo perchè se ne era presentata l'occasione, ma non lo rifarò.

Psyco ha detto...

una discussione pubblica così franca e diretta nel cammino CNC non sarebbe nemmeno ipotizzabile

jonathan ha detto...

A proposito di linguaggio, faccio notare a chi l'avesse perso, che c'è nel thread di venerdi un post di chisolm, che mi sembra ancora opportuno.

mic ha detto...

Non voglio sofisticare, solo mi preme che nessuno ci strumentalizzi e che le nostre fatiche siano ben finalizzate..

non sono ancora pronta per il "punto della situazione", ho bisogno di rifletterci bene e magari lo farò con un nuovo post domani, nel frattempo continuo a rispondere di getto, in ordine sparso

capisco, Steph e anch'io mi faccio prendere dall'enfasi qualche volta... ma non è detto che se 'passa' qualcosa del nostro temperamento sia sempre un male.

Sai benissimo quanto anch'io preferisca il dialogo all'invettiva; ma francamente non mi sento a disagio, specialmente su queste ultime pagine e sinceramente non mi sembra che possa riferisrsi a questo blog, ai suoi contenuti e al nostro comportamento questa tua frase:

Quello che dico è che le situazioni cambiano. Gli strumenti pure. Non possiamo, a mio avviso, rimanere in una fissità incontrastabile perchè "è giusto così". La Giustizia non è nelle nostre mani. E solo Dio sa quando e come "renderà Giustizia".

l'unica situazione che è cambiata è l'approvazione e il dilagare crescente del cnc; nella sostanza stiamo constatando che NON E' cambiato nulla. Inoltre l'approvazione non è un dogma di fede, mentre i danni alle persone oltre che alla Chiesa di Cristo procedono a vele spiegate...

Cos'è 'fissità' per te? Il fatto che obiettivi e strumento sono gli stessi da tre anni?
Inoltre son scomoderei la giustizia sia per quello che stiamo facendo né a proposito di rendere o pretendere giustizia, che non è il nostro compito e, quanto a pretese, non mi sembra che ne abbiamo avanzate, a meno che le critiche accorate e documentate non possano essere definite pretese... e non mi sembra che se a volte è 'scappato' un 'grido' si sia trattato di "urla sgraziate prive di misericordia" come diceva Chislom: lo sarebbero se cadessimo "in un'autonomia speculativa e dialettica" sempre come ha detto lui; ma se dovesse succedere a me avvertitemi perché, per quanto riguarda l'andamento del blog, quando parliamo di cose di Fede non parliamo mai a titolo personale né sviluppiamo speculazioni ardite o sganciate dalla Fede assimilata nella Chiesa e dal Magistero.

Inoltre, perché sei così severo ed esprimi tanta cautela e incertezza sulla nostra critica al documento diocesano, quando il sacerdote del nostro gruppo VO, al quale l'ho sottoposto insieme alle nostre riflessioni, lo ha definito "inquietante" ed ha approvato in pieno tutto quanto abbiamo detto, mentre don Elio Marighetto mi ha telefonato inorridito da quello che avevamo sotto gli occhi e che anche lui è costretto a subire da parte del suo vescovo, che non scrive documenti ma attua direttamente la stessa pastorale, per dirmi "vai avanti"?

Emma ha detto...

Eravamo, siamo, nel cuore di una discussione importante che tocca i metodi usati all`interno del cammino, le testimonianze ci mostrano che NIENTE È CAMBIATO, se siamo ancora qui a dovere ripetere e confermare ciò che già è stato detto non è perchè siamo fossilizzati, fissati, ma perchè purtroppo abbiamo la conferma che NIENTE CAMBIA perchè NIENTE PUÒ CAMBIARE, se un vescovo tentasse di modificare una virgola alle prassi neocat, il cammino se ne andrebbe altrove.
Le situazioni non sono cambiate, gli strumenti nemmeno.
All`esterno si potrebbe dire che la situazione è cambiata perchè c`è uno statuto, che a sua volta sarebbe uno strumento nuovo.
Per favore, cerchiamo almeno di non essere ingenui, lo statuto serve solo e unicamente ai neocat per imporsi, è uno strumento per loro e solo per loro.
Una facciata giuridica dietro la quale continuare COME PRIMA.
Quello Statuto è zeppo di riferimenti ad un direttorio che non è pubblicato, contiene diversi articoli, che costituiscono altrettanti rischi di manipolazione psichica e mentale, ed è grave.
Chi è riuscito ad imporre quel testo al Vaticano, credete che accetterà che un vescovo qualunque venga ad esigere cambiamenti?

Questo sito, grazie alle testimonianze di chi generosamente sceglie di condividere la sua esperienza, grazie all`informazione che mette in luce le distorsioni neocat sempre alla luce della retta Dottrina, del Magistero della Chiesa, della teologia liturgica, è in costante movimento, con ritmi diversi, stili diversi, energie diverse.

Personalmente preferisco le testimonianze dirette, personali, di chi ha fatto il cammino e le analisi di chi ha le conoscenze per poterle fare.
Penso anche che i testi di riferimento debbano sempre avere un nesso con la discussione in corso, inserirsi nella discussione, ma sempre privilegiando l`apporto personale.
Penso sia importante, di sempre mantenerci nei limiti del rispetto, insomma, ognuno con il proprio stile e temperamento, rispettando anche la cornice che mic vuole dare al sito di cui è il gestore e responsabile.

Per Campobasso, chi denuncia questa nuova deriva che vede la pastorale diocesana trasformarsi in pastorale neocatecumenale?
Chi?

sofia ha detto...

dice Stefano:
Io sono convinto, dopo essere passato anche io nell' "indignazione", che il frutto migliore viene facendola "maturare". Offrendola. Superandola.
.......
Quello che dico è che le situazioni cambiano. Gli strumenti pure. Non possiamo, a mio avviso, rimanere in una fissità incontrastabile perchè "è giusto così". La Giustizia non è nelle nostre mani. E solo Dio sa quando e come "renderà Giustizia".


CARO STEFANO, VORREI DIRTI TANTE COSE, ma anch’io ho poco tempo,
e vi chiedo scusa se scriverò di getto, senza “limare” a sufficienza la prosa che nasce in me da una piena di sentimenti…(ma non è “disperazione”, come tu la chiami con grave malinteso, bensì per me forte preoccupazione filiale, fraterna e materna, verso la Santa Chiesa, le sue ferite sempre più doloranti, e per le sue sorti…);
per questo prego Mic di correggermi su ogni eventuale errore che commetterò, sia esso di intemperanza espressiva, sia soprattutto di contenuti di Fede e Dottrina!
Già la carissima Mic ti ha dato risposte eccellenti, improntate a Prudenza Sapienza e Timor di Dio….in perfetto equilibrio, e sono felice che Gianluca e A.rita si adeguino con docilità alle sue esortazioni alla Temperanza (virtù cardinale, di cui forse posso mancare anch’io), conservando intatta la sostanza del loro grido di dolore: e sono membra doloranti del Corpo Mistico che soffre con loro, caro Stefano!... (non urla sgraziate di dissennati, ma lamenti di povere anime "graziate", che hanno ricevuto dal Cuore Misericordioso di Dio la salvezza dalla fossa mortale e la Grazia Santificante del Costato di Cristo... e perciò parlano come MARTYROI, capisci?)
Ammiro e lodo la grande capacita di Mic di temperare gli interventi, riportandoli sempre in unità di Veritas in Caritate, e nessuno meglio di lei saprebbe farlo in una materia così delicata e in un momento così tragico per la Santa Chiesa ferita e offuscata.
Sì, caro Stefano, come disse la SS.ma Vergine a Fatima: non vedi tu come è pesantemente offuscata da nubi che oscurano il Volto stesso del Signore, che nessuno riesce più a discernere in questo smog satanico?
Non vedi come si è infittito in mezzo alle gerarchie quel fumo lamentato da uno sgomento papa Paolo VI che se ne rammaricava, dopo che non poteva più chiudere le fessure (o finestre) lasciate socchiuse? Un fumo che è entrato nei loro occhi interiori e li fa scrivere e parlare in un modo tale che noi pecore non capiamo più se è il Buon Pastore che ci porta su quelle strade…!
STRADE dove Lui, Gesù Signore e Salvatore non si riconosce più, si allontana sempre più alla nostra vista? (come quando un vescovo, cari amici, riunisce folti gruppi di giovani alla ricerca della fede in Cristo perduta o sconosciuta e li fa cantare “Shema Israel”….ci si chiede smarriti: che significato pedagogico avrà?)

Siamo pecore cieche o bendate, da portare dove? I tuoi figli, Stefano, DOVE verranno portati da questi presenti e prossimi potenti catechisti che circondano già come tentacoli di una piovra (che nessuno vuole fermare) le parrocchie italiane ? i figli di queste famiglie ignare e illuse di “attivismo didattico”, i bambini delle nuove generazioni (italiane in prima fila!), DOVE verranno trascinati, con quella benda sugli occhi voluta e approvata dagli stessi pastori?
Forse laddove Gesù verrà offuscato anziché svelato…e un giorno –di nuovo!- negato o rinnegato come Messia, dal Suo popolo, una volta cattolico, che impugnerà quella Verità conosciuta, che già da lungo tempo è stata rivelata in quel Magnificat della sua Madre Immacolata, incinta di Lui per opera dello Spirito Santo, e in quella Santa Notte di 2009 anni fa ai pastori e ai Magi...
e davanti a tutta la Terra attonita in quella Santa Croce e Resurrezione di 1976 anni orsono ?

------->

Stefano78 ha detto...

Cos'è 'fissità' per te? Il fatto che obiettivi e strumento sono gli stessi da tre anni?


No. Il fatto che, a mio parere, non valutiamo anche l'altro lato della "approvazione". Quello dove esistono delle chiare condizioni che non vengono attuate. Questa parte dell'informazione, a mio parere non è adeguatamente affrontata, andando più allo scontro.
Il fatto che diamo adito a chi ci attacca su nostri "presunte" ribellioni, di poterlo fare.

Non si discutono la nostre reali intenzioni. Quello che PUO SEMBRARE, è da prendere in considerazione... con interlocutori che non aspettano altro che farti lo sgambetto. Si tratta solo di affinarci, conoscendo chi abbiamo davanti e come comportarci per rendere più credibile (se non bastasse!) ciò che qui e altrove viene evidenziato.

Mi dirai: non basta l'evidenza? NO. E' il caso di dire che non basta, perchè altrimenti non staremmo così.

Ora chiudo davvero.

mic ha detto...

Non si discutono la nostre reali intenzioni. Quello che PUO SEMBRARE, è da prendere in considerazione... con interlocutori che non aspettano altro che farti lo sgambetto. Si tratta solo di affinarci, conoscendo chi abbiamo davanti e come comportarci per rendere più credibile (se non bastasse!) ciò che qui e altrove viene evidenziato.

non penso che quello che diciamo diventi più credibile solo per ragioni di 'metodo'. Secondo me lo è già nella misura in cui 'mostra' la verità e mette in evidenza le difformità (purtroppo provate e non supposte) tra cammino nc e Chiesa.

Mi dirai: non basta l'evidenza? NO. E' il caso di dire che non basta, perchè altrimenti non staremmo così.
Ora chiudo davvero.


a prescindere dal fatto che mi dispiace infinitamente sentirti dire chiudo qui anche se ti riferisci solo a questo scambio di idee sulla situazione.

Ricordi che ci siamo posti da subito il problema della nostra posizione dopo l'approvazione? E non è già una risposta sufficiente il fatto che non si tratti di un dogma di fede - e quindi suscettibile di critiche e discussioni ovviamente nei limiti del civile ed equilibrato confronto -. Il possibile squilibrio si crea, quando intervengono gli 'approvati' a dirci che saremmo noi fuori dalla Chiesa, ma sappiamo bene ed abbiamo più volte ribadito che non è così spiegandone anche il perché: la vera 'comunione' non la facciamo noi, ma il Signore, se rimaniamo uniti in Lui.

E nella Chiesa nessuno può essere spiritualmente unito al cammino nc, che è un monolite 'alieno' che o ti ingloba e ti trasforma a sua immagine e somiglianza; per cui i casi sono due: o ti lasci inglobare, come purtroppo accade in maniera subdola per molti che non hanno ancora ricevuto la Rivelazione Apostolica o resti nella Chiesa come immagine e costruendo in essa la somiglianza al Suo Signore!

"non staremmo così". Certo, stiamo in una posizione scomoda e anche di impotenza e anche di sparuta minoranza ma, siccome la Verità non è né figlia del consenso né della potenza né delle strategie più o meno vincenti, allora non possiamo che rimanerci continuando a fare del nostro meglio

Inoltre, se diventiamo indigesti a curiali abituati a un linguaggio 'ecclesialese' che per non offendere nessuno si è dimenticato di non offendere il Signore e ciò che Egli è e ha fatto e fa per noi, beh, questa è l'ultima delle mie preoccupazioni...

Stefano78 ha detto...

Il possibile squilibrio si crea, quando intervengono gli 'approvati' a dirci che saremmo noi fuori dalla Chiesa, ma sappiamo bene ed abbiamo più volte ribadito che non è così spiegandone anche il perché: la vera 'comunione' non la facciamo noi, ma il Signore, se rimaniamo uniti in Lui.

Certo. Non si discute.

Ma mi chiedevo come mai, assieme alle pur dovute critiche al "totalitarismo" Nc (anche se concordiamo che le dobbiamo fare nei giusti modi) non si sia accenato in questo articolo del regolamento presente sullo Statuto. Proprio inerente alla "nuova concezione di sè", realizzabile tramite il CnC. Sullo statuto viene IMPOSTO di rispettare il foro interno delle persone, di usare i dovuti MODI e capire i metodi. Viene IMPOSTO, citando il Diritto Canonico.

Non potremmo spenderci di più facendo notare che il CnC NON ATTUA ciò che di esso è stato APPROVATO?

Ovvero: sottolineare il nostro essere "con" la Chiesa, anche quella che ha "approvato", facendo notare che quello che è stato approvato, anche se certamente problematico (ne abbiamo già discusso) NON E' ...QUELLO CHE IL CNC E'!

jonathan ha detto...

Ora chiudo davvero.
Ok. Tuttavia mi aggiungo a questa porta chiusa, diciamo socchiusa...

Non voglio tacerlo il mio disappunto, per amore a quella Verità alla cui luce sempre e comunque vuole inchinarsi la mia, la nostra obbedienza.

Questo discuterci addosso a me sembra somigli a una guerra tra poveri. Perché questo siamo, e sappiamo di esserlo, poveri. Pecorelle appunto. Agnelli, non lupi, mai. Agnelli che cercano la Voce del Pastore e talvolta, stanchi di aspettare, urlano la propria nostalgia di Lui, che magari diventa indignazione scomposta.

Noi non abbiamo né argento né oro. Abbiamo quel che siamo, e ciascuno a suo modo si offre alla intelligenza condivisa delle cose. Ciascuno secondo la misura di sé, e del proprio essere comunque semplici 'pianticelle' di Dio.

Quello che PUO' SEMBRARE, è da prendere in considerazione... con interlocutori che non aspettano altro che farti lo sgambetto

A me sembra che la 'strategia' del Vangelo lo abbia previsto e preannunciato lo sgambetto di chi non ha orecchie per udire, di chi è più pronto a fraintendere che a capire. E mi pare che la follia della Verità che si fa carne ed ossa non percorra le vie della scaltra diplomazia, la quale sa evitarli gli sgambetti e gli sberleffi. Piuttosto, a me sembra, invita ad entrare nella beatitudine dei poveri, che trasfigura l'utopia e la traduce in progetto di vita.

Stefano78 ha detto...

Questo discuterci addosso a me sembra somigli a una guerra tra poveri

Nessuna guerra. Nessuna discussione. Solo considerazioni e discernimento comune. Questa mia opinione può essere utile o inutile. In ogni caso mi sentivo di darla.

mic ha detto...

Ma mi chiedevo come mai, assieme alle pur dovute critiche al "totalitarismo" Nc (anche se concordiamo che le dobbiamo fare nei giusti modi) non si sia accennato in questo articolo del regolamento presente sullo Statuto. Proprio inerente alla "nuova concezione di sè", realizzabile tramite il CnC. Sullo statuto viene IMPOSTO di rispettare il foro interno delle persone, di usare i dovuti MODI e capire i metodi. Viene IMPOSTO, citando il Diritto Canonico.

Alla fine Steph, se ci mettessimo a disquisire su quello che il cammino nc dovrebbe essere (e invece abbiamo le prove continue che non è) non sarebbe 'fuga' dalla realtà? Perché è ovvio che sullo Statuto c'è scritto ciò che la chiesa vuole (in realtà dovrebbe PRETENDERLO MA NON LO FA).
E non è ormai chiaro che il cammino è una ENTITA' che ha una identità coriacea, intangibile, che toccando una virgola dell'impianto precostituito verrebbe snaturata; per cui ci siamo sentiti molto umilmente (!) rispondere a chiare lettere dal Sign. Veneranda (ricordi?) "non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo"!

Il fatto che lo statuto IMPONGA, ma poi in realtà tutti sappiano che il cammino agisce diversamente non ti dice nulla sul loro strapotere e sulla situazione della Chiesa Steph?

Inoltre ricorda che insieme al rispetto del foro interno viene perpetuato il discorso sullo "svuotamento del falso concetto di sé e di Dio" di cui si è parlato nel thread successivo... e questa, che è una grossa castroneria sul piano psicoantropologico prima ancora che su quello spirituale, non è stata notata da nessuno. Il problema è il danno alle persone che continua a creare!

Che possiamo fare dunque noi, se non continuare a mettere in chiaro quello che vorrebbero tenere nascosto per perpetuare l'inganno partito 41 anni fa?

Coraggio Steph, non temere, che non andremo fuori dai binari e continueremo a ritrovarci in questo, che sta diventando un lungo e anche fruttuoso, pur se impegnativo e per certi versi doloroso percorso, un attesa di icontrarci di persona :)

mic ha detto...

A me sembra che la 'strategia' del Vangelo lo abbia previsto e preannunciato lo sgambetto di chi non ha orecchie per udire, di chi è più pronto a fraintendere che a capire. E mi pare che la follia della Verità che si fa carne ed ossa non percorra le vie della scaltra diplomazia, la quale sa evitarli gli sgambetti e gli sberleffi. Piuttosto, a me sembra, invita ad entrare nella beatitudine dei poveri, che trasfigura l'utopia e la traduce in progetto di vita.

da incorniciare!

Stefano78 ha detto...

Alla fine Steph, se ci mettessimo a disquisire su quello che il cammino nc dovrebbe essere (e invece abbiamo le prove continue che non è) non sarebbe 'fuga' dalla realtà?

Il ragionamento che fai non fa una piega. Se non nella domanda che hai fatto sopra.

Non credo che soffermarci ANCHE sull'aspetto inadempiente del CnC possa produrre "fughe dalla realtà". Credo invece nell'esatto contrario. Credo che DIMOSTRARE, FATTI ALLA MANO, che il CnC NON ATTUA ciò che di esso è stato "approvato", renda più "ufficiale" la critica.

E' diritto dei fedeli che la Legge della Chiesa venga messa in atto. E' diritto degli associati che lo Statuto di una Fondazione venga attuato così come approvato dalla Chiesa. E' diritto dei fedeli tutti che lo Statuto della Fondazione che si "insedia" in una Diocesi venga universalmente conosciuto ed ATTUATO.

Non credi che iniziare a far valere questi diritti sia un corroborante alla giusta critica?

Cristina ha detto...

Auguri a chi è riuscito a leggere tutti i Post : )! Voglio semplicemente dire che conoscenze teologiche e dottrinali se portano all'impoverimento del cuore e della fede non conducono da nessuna parte. Se invece il cuore si fa umile è bello sapere che tanti fratelli grazie al cammino hanno finalmente ritrovato l'Amore, riscoperto Dio come Padre. Non è forse importante il fine? Ognuno ha la libertà di scegliere gli argini in cui stare, per alcuni occorrono sponde più alte...Lasciate che tutti i piccoli arrivino al Padre, non giudicate, se non spetta ai catechisti...NON SPETTA A VOI. E umilmente accostatevi al cammino...chissà...

mic ha detto...

non stiamo solo sciorinando conoscenze teologiche e dottrinali, Cristina, e in ogni caso se lo facciamo non si tratta di affermazioni fine a se stesse o strumentali a qualche obiettivo, ma sempre dirette a discernere la verità mettendo a raffronto il Magistero della Chiesa con quello che insegna e fa praticare il cammino nc -che conosciamo - il tuo invito non ci può riguardare, dato che ne abbiamo già preso le distanze fornendone tutte le innumerevoli ragioni.

Mi sembra anzi che proprio questo thread riguardi in particolare, al di là della dottrina - pure importante perchè a retta dottrina corrisponde retta fede - gli aspetti antropologici psicologici e comportamentali veicolati dal sistema-cammino.

credo che trovare Dio nel Cammino non equivalga a trovare Dio concretamente per i tanti motivi che mi pare tu non abbia neppure pensato di prendere in considerazione

Tragicamente la vita di gruppo del cammino è la sola ed esile cosa che fa sentire molte persone, molte delle quali con sofferenze enormi, meno sole e meno tristi, perché - oltre che di Dio - si è in ricerca di una sicurezza, di un calore umano, di solidarietà, che non c’era bisogno del gruppo neocatecumenale per inventare. Lo diceva già la stessa chiesa dalla quale vi sentite distanti, nonchè lo stesso Vangelo che gli inziatori hanno riscritto quando non lo interpretano “a proprio modo”, e voi con loro .

che certe cose non ci riguardino solo perchè abbiamo detto che non riguardano i catechisti è un assioma apparente, perchè tutto quello che riguarda la salute dell'anima e della mente delle persone ci riguarda come uomini e donne, prima ancora che come cristiani