mercoledì 2 dicembre 2009

Cammino neocatecumenale. "Svuotamento falso concetto di sé e di Dio", Eucaristia

Caro Stefano a carissimi tutti,
Ho deciso che non farò alcun nuovo punto della situazione perché ho già spiegato in lungo e in largo motivazioni intenti e invitato ad un linguaggio più consono ad una comunicazione efficace nel senso di non usare, sia pur tenendo conto del temperamento di ognuno, contenuti e toni di invettiva che, comunque non mi sembra siano mai stati né lo siano ora la caratteristica di questo blog. D'altronde, sia pure in ordine sparso, le mie riflessioni sono già contenute nel thread precedente. Nel frattempo è arrivata la conclusione di Emma, che mi sembra la più adatta a tirare le fila della situazione. La inserisco qui e riprendo il discorso che avevamo aperto sullo statuto, riproponendo, di seguito, i post sommersi, dai quali ripartire, perché i punti che toccano sono 'centrali' e significativi per introdurre molti altri aspetti dell'entità-cammino nc. Ora, nel tread precedente, è seguita la sentita e vibrante conclusione di Sofia, che vi invito a leggere.
Eravamo, siamo, nel cuore di una discussione importante che tocca i metodi usati all'interno del cammino, le testimonianze ci mostrano che NIENTE È CAMBIATO, se siamo ancora qui a dovere ripetere e confermare ciò che già è stato detto non è perchè siamo fossilizzati, fissati, ma perchè purtroppo abbiamo la conferma che NIENTE CAMBIA perchè NIENTE PUÒ CAMBIARE, se un vescovo tentasse di modificare una virgola alle prassi neocat, il cammino se ne andrebbe altrove.
Le situazioni non sono cambiate, gli strumenti nemmeno. All'esterno si potrebbe dire che la situazione è cambiata perchè c'è uno statuto, che a sua volta sarebbe uno strumento nuovo. Per favore, cerchiamo almeno di non essere ingenui, lo statuto serve solo e unicamente ai neocatecumenali per imporsi, è uno strumento per loro e solo per loro. Una facciata giuridica dietro la quale continuare COME PRIMA. Quello Statuto è zeppo di riferimenti ad un direttorio che non è pubblicato, contiene diversi articoli, che costituiscono altrettanti rischi di manipolazione psichica e mentale, ed è grave.
Chi è riuscito ad imporre quel testo al Vaticano, credete che accetterà che un vescovo qualunque venga ad esigere cambiamenti?
Questo sito, grazie alle testimonianze di chi generosamente sceglie di condividere la sua esperienza, grazie all`informazione che mette in luce le distorsioni neocat sempre alla luce della retta Dottrina, del Magistero della Chiesa, della teologia liturgica, è in costante movimento, con ritmi diversi, stili diversi, energie diverse.
Personalmente preferisco le testimonianze dirette, personali, di chi ha fatto il cammino e le analisi di chi ha le conoscenze per poterle fare.
Penso anche che i testi di riferimento debbano sempre avere un nesso con la discussione in corso, inserirsi nella discussione, ma sempre privilegiando l`apporto personale.
Penso sia importante, mantenerci sempre nei limiti del rispetto, insomma, ognuno con il proprio stile e temperamento, rispettando anche la cornice che mic vuole dare al sito di cui è il gestore e responsabile.
Per Campobasso, chi denuncia questa nuova deriva che vede la pastorale diocesana trasformarsi in pastorale neocatecumenale?
Chi?
Poiché le nostre disquisizioni hanno interrotto il filo della discussione e chi legge stenterebbe a trovare i punti significativi, sono questi che 'ripesco' dal mare magnum del thread precedente per ripartire da essi:

COMUNITA' E SVUOTAMENTO DI SE'
Sì, con tristezza e amarezza e anche una "santa collera", ringrazio jonathan per la sua testimonianza (quella messa in risalto nel penultimo thread). Quando avevo letto il documento diocesano (ma non è il solo), da subito avevo capito i rischi potenziali che conteneva, jonathan li conferma, una volta ancora, insieme a tante altre testimonianze. È scioccante che la Chiesa lo abbia permesso, e così dunque tutti i membri della comunità, i catechisti, i responsabili sono dei psicologi? Posseggono gli strumenti indispensabili, la formazione necessaria per accompagnare una persona in quel cammino di "svuotamento di sè"? Svuotamento di sè? Ma che ne sanno, che cosa sanno di quella persona, della sua storia, dei suoi ritmi, delle sue ferite, delle sue cicatrici, delle sue protezioni, o non protezioni, delle sue memorie ferite, con che diritto vanno a toccare quei punti sensibili, a violentare quella intimità ? È questo che vuole veramente il neocatecumeno? Lo ripeto è scioccante e vergognoso che ciò sia autorizzato nella Chiesa cattolica. È scioccante che le numerose testimonianze che sono arrivate in Vaticano non abbiano suscitato nessuna reazione. E così oggi, come ieri e come domani, il foro intimo di molti cattolici, di molte persone fiduciose e inermi, continuerà ad essere aggredito, nell'indifferenza di chi dovrebbe vegliare e proteggere.
Il problema è che i catechisti non solo non sono psicologi, ma sono catechisti improvvisati, perché formati dalla dottrina di Kiko Arguello e non dalla Chiesa. Oltre che giusto e pertinente, è indispensabile 'guardare' a questo aspetto del problema.
Si DEVE essere consapevoli che quando si innescano meccanismi psicologici, si 'entra' anche nell'inconscio delle persone e si possono smuovere o far emergere ricordi rimossi, ferite, energie, che poi, se non hai gli strumenti di una affinata e maturata competenza, non riesci nemmeno a gestire. Quanti casi di grave disagio psichico indirizzati agli psicologi "interni", e purtroppo perfino casi di suicidio testimoniati proprio per situazioni di squilibri gestiti con la rigida uniformità degli schemi metodologici e senza competenza, ma con improvvisazione, mentre il metodo non può essere lo stesso per tutti indiscriminatamente, perché le persone non sono fatte con lo stampino, i tempi e gli 'stati interiori' non sono uguali per tutti: si ha a che fare con persone di temperamenti e livelli di maturazione diversi, che hanno storie diverse ed esigenze particolari: c'è chi può aver bisogno di fermezza, ma c'è anche chi in quel particolare momento ha bisogno invece di tenerezza, di accoglienza e non del dito puntato... Non che accoglienza nel cammino non ci sia, ma è limitata al love bombig iniziale, quando ti accettano come sei e non ti sembra vero... è dopo che cominciano i dolori.
Insomma, se non si hanno gli strumenti indispensabili, la formazione necessaria per accompagnare una persona in quel cammino di discutibile (vedremo più avanti) "svuotamento di sè", intervengono incoscienza e pressapochismo inauditi nel farlo senza le necessarie competenze, oltretutto solo a fini strumentali per rendere malleabili e dominabili le persone ad usum cammini. Anche se il fine fosse buono, il metodo è inaccettabile comunque!
E' molto grave la responsabilità di chi dovrebbe avere a cuore, oltre alla salute spirituale dei fedeli, anche quella psicologica e il rispetto della loro sfera esistenziale!
Noi vogliamo essere proprio "voce di chi non ha voce", sia per chi è dentro il cammino con i propri dubbi e disagi e difficoltà, all'interno di esso non confrontabili e non risolvibili se non entro i rigidi schemi che non ne tengono conto o ne danno 'nomi' arbitrari (il demonio, la superbia, la mancanza di umiltà... e non sempre è così!); sia per chi riesce a sottrarsi, ma una volta uscito dal cammino, si trova abbandonato a se stesso e barcolla fino a che la nuova stabilità e 'centratura' finalmente sana non comincia a prender consistenza...

COMUNITA' ED EUCARISTIA
art. 19.1.1- l’Eucaristia e la comunità aiutano gradualmente i neocatecumeni a svuotarsi dei falsi concetti di sé e di Dio ed a scendere alla loro realtà di peccatori, bisognosi di conversione, riscoprendo la gratuità dell’amore di Cristo, che li perdona e li ama."
COM'E' POSSIBILE attribuire all'Eucaristia, mettendola sullo stesso piano della Comunità, qualcosa di tanto riduttivo e di tanto poi arbitrariamente e scorrettamente affermato e perseguito?
E' ben altra la funzione dell'Eucaristia, che innanzitutto è il VERO CULTO DA RENDERE A DIO, che è la primaria funzione della Chiesa, dalla quale discende tutto il resto... è per mezzo dell'Eucaristia che diviene operante per noi e per il mondo intero la Redenzione del Signore Gesù e riceviamo ogni bene escatologico e cioè anche tutte le Grazie necessarie per conoscerci meglio e diventare uomini e donne autentici, crescendo nella pienezza di Vita e sviluppando l'Immagine del Figlio di Dio in noi: a Lui 'configurati', come dice l'Apostolo Paolo...
Questo è il cristianesimo, altro è la scimmiottatura NC o addirittura eresia, nel senso che si prendono alcune cose e se ne escludono altre (ad esempio, si enfatizza la Risurrezione - che però, se rimaniamo inesorabilmente peccatori e davvero non veniamo trasformati dalla Grazia - non viviamo ma indossiamo luteranamente come un vestito. E parole come Redenzione, Espiazione, Grazia Santificante, non 'entrano' nel gergo né, conseguentemente, nello spirito degli adepti NC)
Invece, nel Cammino NC, un Rito sacro come la Santa e Divina Liturgia, viene arbitrariamente piegato alle esigenze della comunità, alla quale 'serve' e dalla quale è 'fatto' ("senza Assemblea non c'è Eucaristia", ripete l'iniziatore") e non è opera del Signore, immersi nel Suo Mistero...
A cosa serve, altrimenti - a parte tutte le altre storpiature e teologia distorta - la sfilza delle 'risonanze' dopo il vangelo, che interrompono il ritmo del rito distorcendone anche la funzione e corrispondono ad una sorta di pseudo-terapia di gruppo, mentre contribuiscono, insieme ai canti coinvolgenti, al ballo finale e al clima di festa e di allegria che non è l'unica forma della vera 'lode', a cementare e costruire la comunità?
Ed è la comunità, a sua volta, che ingloba e 'forma' le persone in base a modelli prefabbricati che creano una sorta di identità di gruppo e non corrispondono alla preziosa e irripetibile identità personale di ogni creatura di Dio...
Questo è il cammino e anche da questa frase dello statuto è deducibile... come può un cattolico aderire a qualcosa del genere? E sono 'approvati' e anche 'mandati'!
E Campobasso ci mostra cosa avviene e cosa avverà sempre più nelle diocesi!
Tornando al concetto di sé: dove sta scritto che tutti abbiano -secondo quanto affermato nello statuto- necessariamente dei "falsi concetti di sé e di Dio"? E' mai possibile che l'unico vero concetto di te e di Dio lo possiede il cammino e te lo scodelli 'prefabbricato' da Kiko?
Non è invece che, piuttosto che parlare di "falso concetto di sé e di Dio", che serve solo per affermare che la Chiesa fino ad oggi ha insegnato tutte cose sbagliate (se lo annotino i Sacri Pastori!), si tratta di una realtà che nessuno di noi possiede mai interamente e che va gradualmente scoperta e costruita -a partire dai punti fermi dalla Rivelazione Apostolica- attraverso un VERO cammino di Fede nella Chiesa con l'aiuto insostituibile della vita sacramentale 'sana', della preghiera, dell'Adorazione e delle relazioni 'sane' che ci aiutano a crescere come persone (oltre che come comunità), che il Signore salva e conosce "ad uno ad uno" e non "a grappolo", cioè comunità per comunità, come insegna il cammino?
La consapevolezza di sé e la 'conoscenza' di Dio (che è ben di più del 'concetto' perché nella Bibbia 'conoscere' è il verbo della relazione intima, sponsale, quella che il Signore VUOLE con ogni uomo che chiama in questo mondo) si sviluppano proprio grazie ad una autentica vita di Fede nella Chiesa e non attraverso 'metodi' o 'addestramenti' uguali per tutti, neanche fossimo dei robot!

14 commenti:

mic ha detto...

Sottolineo che il nostro dire è sempre frutto di esperienza e non di ipotesi o illazioni.
A proposito di quanto diciamo dei catechisti, così testimonia Strl:

"i catechisti della comunità non furono scelti dal "voto" della comunità ma dai catechisti superiori. Mentre la votazione veniva fatta per il responsabile e coresponsabili.
In entrambi i casi quello che veniva assolutamente richiesto come caratteristica dei catechisti (e dei responsabili) era "la fedeltà" ai catechisti "superiori" e al Cammino.
In poche parole, i catechisti devono essere in primis dei riproduttori fedeli dei messaggi e non devono aggiungere ne togliere niente. Devono usare per quanto possibile le stesse parole del mamotreto (il libro delle catechesi iniziali) nonché del riporto alla comunità di tutte le convivenze che fanno (tipica la catechesi iniziale che si svolge più o meno a ottobre).
Quindi i bravi catechisti sono dei cloni dei loro catechisti che a loro volta sono dei cloni a salire fino ad arrivare a kiko e carmen.
Non avete mai visto la percentuale impressionante (rispetto all'uomo della strada) di catechisti con la barba e i capelli tagliati simil kiko??

I pochi catechisti che ragionano, che si fanno domande o che semplicemente confidano di portare una parola difficile da capire anche per se stessi durano poco! Sono un problema per i catechisti superiori e quindi vengono rapidamente sostituiti o ricatechizzati."

Ecco, a conferma della mancanza di competenze e formazione non solo dottrinale (cattolica), ma soprattutto psicologica per gestire le complesse dinamiche di gruppo e personali, liquidate con metodi rigidi e dittatoriali, in parole povere settari

jonathan ha detto...

"i catechisti della comunità non furono scelti dal "voto" della comunità ma dai catechisti superiori.


Devo comunque confermare quanto ho già detto. Evidentemente la prassi nc prevede variazioni che non conosco. Nella realtà del cammino che ho frequentato i catechisti vengono eletti dalla comunità, dopo il secondo passaggio. Ci sarà poi un indottrinamento successivo di cui non ho esperienza.
Questo solo per dovere di cronaca, perché le cose nella sostanza non cambiano.

gianluca cruccas ha detto...

Per Campobasso, chi denuncia questa nuova deriva che vede la pastorale diocesana trasformarsi in pastorale neocatecumenale?
Chi?

NOI

“Perché non dovrei denunciare le cose che gli altri non arrossiscono di fare?” (San Girolamo)

mic ha detto...

Grazie Strl e Jonathan e grazie anche ad A.Rita, che aveva aperto il discorso

"Per l'eventuale lettore ingenuo o ignaro, forse è utile precisare che i catechisti vengono scelti dalla comunità, attraverso voto segreto, di norma dopo il fatidico secondo passaggio. La scelta, com'è facile intuire, viene fatta sulla base dei gusti di ciascuno, delle simpatie, e cose simili. E' accaduto che qualcuno si sia fatta una sorta di campagna elettorale per farsi scegliere!

I catechisti, quindi, non hanno nulla di speciale, voglio dire nulla che li qualifichi per il ruolo che andranno a ricoprire. Sono laici, spesso digiuni di Chiesa, di teologia, di liturgia."

appunto, e anche di psicologia, che è solo uno strumento, rispetto all'educazione alla Fede, ma che loro usano come strumento privilegiato perché la pseudo-psicologia e antropologia, come pure la pseudo-teologia kikiane assurte a "metodo di iniziazione cristiana" sono parte integrante della formazione

larus ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
strl ha detto...

"I catechisti, quindi, non hanno nulla di speciale, voglio dire nulla che li qualifichi per il ruolo che andranno a ricoprire. Sono laici, spesso digiuni di Chiesa, di teologia, di liturgia."
"

Figuratevi che quando iniziai a fare il catechista (tanti anni fa) la mia formazione liturgica e teologica si basava sul catechismo della prima comunione e della cresima (non scherzo).
L'unica formazione era quella delle catechesi neocat e del mamotreto...
Per quanto riguarda la psicologia non l'ho mai studiata.

mic ha detto...

Per quanto riguarda la psicologia non l'ho mai studiata.

nei seminari normali, cioè non neocat, un sacerdote studia psicologia per tre semestri (con in più seminari e dinamiche di comunicazione) nonché antropologia culturale e metafisica nonché sociologia, che certamente, insieme alla maturità psicologia e spirituale che si affinano anche per la Grazia di stato oltre che con la vita di Fede e di preghiera, nonché di santificazione nel celebrare il Sacrificio... rendono un sacerdote più qualificato ad essere guida spirituale

Un laico è un supporto, più o meno valido a seconda della sua maturazione e profondità nella fede, al quale può essere affidata la catechesi, (quella vera, ad esempio) ma non la guida

mic ha detto...

Nel cammino, invece, persiste l'anomalia che sono i laici a guidare anche i sacerdoti secondo le dottrine e i canoni di comportamento kicarmeniani!

mic ha detto...

In conclusione della catechesi di oggi

"Benedetto XVI ha ricordato il 25.mo anniversario di promulgazione dell’Esortazione Apostolica Reconciliatio et paenitentia, pubblicata da Giovanni Paolo II il 2 dicembre del 1984. Un documento, ha detto il Pontefice, che “richiamò l’attenzione sull’importanza del sacramento della penitenza nella vita della Chiesa”. Ricordando alcuni degli “apostoli del confessionale”, da San Giovanni Maria Vianney a San Pio da Pietrelcina, il Papa ha concluso:

“L’esempio di questi Santi, assidui e fedeli ministri del perdono divino, sia infine per i sacerdoti - specialmente in questo Anno sacerdotale - e per tutti i cristiani un invito a confidare sempre nella bontà di Dio, accostandosi e celebrando con fiducia il Sacramento della Riconciliazione”."

Questo osservava A. Rita, a proposito del documento che ha doto origine alla nostra analisi e alla nostra critica:

Inoltre si parla dei “Sacramenti di iniziazione: Battesimo – Cresima – Eucarestia. Ma, nonostante a pag. 14 si accenni alla Penitenza, non c’è traccia nel programma, del SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE INDIVIDUALE. Che fine ha fatto??

Considerato che le date dei Sacramenti da ricevere sarebbero “approssimative”, perché il ragazzo DEVE ATTENDERE che tutta “la comunità” di ragazzini “sia pronta” e questo potrebbe comportare lo slittamento della Cresima e Prima Comunione oltre gli undici / dodici anni, cioè il ragazzo potrebbe arrivare all’adolescenza senza mai essersi confessato ed aver ricevuto il Corpo di Cristo, né essere tenuto ad andare alla S. Messa
....


Richiamo al link della colonna a sinistra (in alto) nella pagina principale del blog sul thread "senso del peccato e riconciliazione" nel cammino

mic ha detto...

Bellissimo, grazie Larus! il riferimento biblico al vero 'svuotamento di sé', che poi non è tanto -diciamolo una volta per tutte- svuotamento di sé, è improprio chiamarlo così, perché in realtà è svuotamento, nel senso di liberazione e anche guarigione, nel senso di trasformazione, di tutti i falsi attaccamenti, orpelli, grovigli interiori, blocchi, difficoltà

ereditati, assorbiti dall'ambiente, appesantiti dal peccato personale e dalle ferite ricevute, da cui la vita di Fede ci libera, per opera della Grazia attraverso lo Spirito del Signore

mic ha detto...

Ecco cosa dovrebbe comportare lo svuotamento DI SE' … la kenosis (per dirla al modo nc) – delicato e bruciante percorso obbligato - per far posto a Dio nella propria vita.

riprendo anche questo bellissimo pensiero che ci ha donato Larus, per ribadire che non è tanto di svuotamento quanto di liberazione e trasformazione che si dovrebbe parlare, perché il nostro Sé è la parte più intima e profonda, il nucleo del nostro essere, nel quale è impressa l'immagine di Dio di cui ognuno di noi è portatore, sfigurata dal peccato originale e restituita dal Battesimo, ma che poi, nel Signore e nella vita di fede nella Sua Chiesa, costruiamo come 'somiglianza' che, per chiamarla come dice l'Apostolo Paolo è 'configurazione' a Cristo, il Figlio, il Diletto nel quale il Padre si com-piace perché vi riconosce la Sia immagine, ed è proprio da Lui e dalla Sua pienezza che noi tutti riceviamo Grazia su Grazia

Quindi, se prendiamo alla lettera l'espressione degli iniziatori del Cammino "svuotamento di sé o della cosiddetta falsa immagine di sé" è rinnegamento di noi stessi, non per far posto a Dio, come giustamente dice Larus, ma per far posto all'idea di uomo (che non è più l'uomo singolo, la persona unica e irripetibile immagine di Dio che rinasce in Cristo) ma l'uomo-camminante-nc, forgiato dal cammino che alla fine non è una persona, ma uno stereotipo!
E, alla fine, non è solo rinnegamento di noi stessi, ma rinnegamento dell'immagine di Dio di cui siamo portatori...

Quanto alla kenosi, si tratta dell'ennesimo uso di un termine cattolico, al quale nel cammino si attribuisce un significato diverso, stravolgendone quello originario, che si riferisce allo "spogliamento di sé" fatto dal Signore, quando si è spogliato della sua divinità per farsi uomo come noi... quindi ennesima falsificazione di termini e di contenuti!

mic ha detto...

Citazione sul dovere di correzione da parte del Papa (ma riguarda ogni cristiano:

la ferma dichiarazione di Papa San Felice III (483-492 d.C.):
"Non opporsi ad un errore,
vuol dire approvarlo.
Non difendere la Verità,
vuol dire sopprimerla."

Anonimo ha detto...

Ciao sono andrea!
le date sono un pò vecchie, ma solo oggi le leggo e devo assolutamente dire una cosa senza dilungarmi troppo. Faccio parte del cammino neocatecumenale e voglio mettere in risalto che sempre ci viene detto dai preti stessi che ci accompagnano di essere umili anzitutto e caritatevoli ed amare indistintamente tutti come Cristo ci ha amati. In virtù di questa umiltà abbiamo anche imparato piano piano ad obbedire alla chiesa ed infatti siamo sempre stati e sempre saremo obbedienti al Papa e alla chiesa tutta. Senza puntare il dito voglio solo farvi notare però che così voi non fate, anzi mettete in discussione le scelte che la chiesa stessa ed il Papa hanno fatto sul cammino, così facendo mettete in discussione le scelte del Papa. Attenzione allora a gridare all'eresia.

by Tripudio ha detto...

Caro fratello Andrea,

non basta predicare l'amore per essere cattolici; anche i testimoni di geova predicano molto sull'amore.

Non basta dire "siamo obbedienti" per essere obbedienti; dopotutto, nella parabola, il figlio veramente obbediente era quello che prima aveva protestato e poi obbedito (andando a lavorare nei campi), mentre il Cammino prima dichiara di obbedire e poi disubbidisce.

Se siete così "obbedienti al Papa e alla Chiesa tutta", mi spieghi come mai sabato sera avete disubbidito al Papa celebrando la "liturgia di Kiko e Carmen"? Quella con i balletti, quella con la comunione in cui aspettate tutti insieme seduti il momento per poter manducare, quella in cui le parole dei fratelli usano molto più tempo della Parola di Dio, con monizioni e risonanze interminabili...

L'eresia è la distorsione di una o più verità di fede. Bene: hai mai letto il Catechismo della Chiesa Cattolica? Hai mai messo a confronto onestamente ciò che ti insegnano i cosiddetti "catechisti" con ciò che ha sempre univocamente, chiaramente e pubblicamente insegnato la Chiesa?

Se hai l'onestà di farlo, se hai il coraggio di prendere sul serio l'insegnamento della Chiesa piuttosto che quello di Kiko e Carmen, scoprirai davvero le eresie.

Ma tanto già so che tu rifuggirai questa "tentazione" di conoscere meglio il Magistero della Chiesa.

Per te sarebbe terribile scoprire che dal Cammino sei stato usato, ingannato e sfruttato. Per questo anche tu preferisci nascondere la testa sotto la sabbia, come uno struzzo impaurito che non vuole vedere, non vuole sentire, non vuole capire.

Comunque, se ti venisse un momento di onestà e di disponibilità al confronto, se proprio non vuoi mettere mano al Catechismo della Chiesa Cattolica, puoi sempre leggere questo breve libretto (PDF) sulle eresie del Cammino.