mercoledì 27 gennaio 2010

Lefebvriani/Di Segni: Su Concilio Chiesa decida, o noi o loro

Così si esprime il rabbino Di Segni, che è stato capace di impartire una lezione di esegesi su "Israele-Popolo-Terra" a Benedetto XVI. Il Papa, evidentemente in ragione dell'impronta 'diplomatica' data all'evento, non ha replicato nulla -come anche a braccio non gli manca di fare in molte occasioni- nonostante i suoi scritti dimostrino che egli abbia idee molto chiare al riguardo (citate e riportate in conclusione del presente articolo). Le dichiarazioni di Rav Di Segni sono tratte da un'intervista rilasciata in occasione della "Giornata della memoria", che si celebra oggi 27 gennaio:
"Cammino ebrei-cattolici tormentato, speriamo irreversibile"

"Se la pace con i lefebvriani significa rinunciare alle aperture del Concilio, la Chiesa dovrà decidere: o loro o noi!": così il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo di Segni, in un passaggio di un'intervista al mensile 'Il consulente Re' uscito il giorno prima della giornata della memoria.
Di Segni rievoca, al proposito, il discorso pronunciato in sinagoga in occasione della recente visita del Papa, quando, in riferimento alle "aperture" del Concilio vaticano II, ha affermato: "Se venissero messe in discussione, non ci sarebbe più possibilità di dialogo". Ora il rabbino spiega, in riferimento al discorso del giorno prima del Papa alla congregazione per la Dottrina della fede: "E' stata l'ultima aggiunta al discorso, dopo che venerdì mattina 15 gennaio c'è stata una strana apertura ai lefebvriani...".
Che il cammino tra ebrei e cattolici "sia tormentato - afferma più in generale Di Segni - è indubbio, che sia irreversibile è una speranza". Quanto alla definizione usata da Giovanni Paolo II per descrivere gli ebrei - "fratelli maggiori" - il rabbino spiega: "Questa definizione è molto ambigua dal punto di vista teologico, poiché i 'fratelli maggiori' nella Bibbia - ne ho parlato nel mio discorso - sono quelli cattivi, quelli che perdono la primogenitura... Parlare quindi di 'fratelli maggiori' dal punto di vista teologico significa dire: Voi c'eravate, adesso non contate più niente!". L'accenno fatto alle coppie di fratelli biblici nel discorso in sinagoga ha colpito il Papa, racconta poi Di Segni: "Dalla posizione ieratica in cui si era messo all'inizio della cerimonia, ha incominciato a mostrare grande interesse. Non solo: alla fine del mio discorso m'ha detto che l'argomento era molto importante, ciò che ha evidenziato ancora nel nostro colloquio privato".
Di Segni loda, infine, la Comunità di Sant'Egidio: "E' un bell'esempio di collaborazione, è stata fondamentale. Ha fatto di tutto per promuovere la visita, ha fatto molto per salvarla nel momento della crisi".
© Copyright Apcom, 26 gennaio 2010
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Da parte nostra non possiamo non rimanere ancora una volta esterrefatti per le pesanti e inaccettabili ingerenze del rabbino -che non può farsi portavoce degli ebrei i quali non sono un 'monolite' e non hanno un'Autorità suprema di riferimento- nelle questioni interne della Chiesa... Ratzinger/Benedetto XVI spiega nei suoi scritti che la prospettiva universalista, ma non esclusivista né etnocentrica, del Cristianesimo, già tutta presente nel Vecchio Testamento, è diventata esplicita e si è realizzata solo con l’autentica esegesi che Gesù Cristo ha rivelato e permesso. Ed è questa la risposta cristiana all’esegesi rabbinica, tuttora esclusivista ed etnocentrica, espressa ed enfatizzata da Di Segni. L’identificazione tribale tra Dio, terra e popolo è stata ormai superata da duemila anni. E volerla ripristinare significa non camminare con la Storia della Salvezza portata a compimento dal Signore Gesù. In questo senso possiamo definire arcaica, cioè mitica, l’analoga pretesa nazista, al pari di quella sionista, per come si sta rivelando attualmente. Queste ultime sono parole indubbiamente forti, che cozzano con la cultura imperante, ma in esse non manca il Logos e servono per chiamare le cose col loro nome. Ne consegue il riconoscimento di Israele come Stato e Nazione, ma senza alcuna valenza 'messianica'. Vediamo cosa scrive Ratzinger:
"Il cristianesimo era quella forma di giudaismo ampliata fino ad attingere l’universalità, nella quale ora veniva pienamente donato quanto l’Antico Testamento fino ad allora non era stato in grado di dare. La fede di Israele presentata nella ‘Septuaginta’ mostrava l’accordo tra Dio e il mondo, tra ragione e mistero. Essa dava direttive morali, ma mancava di qualcosa: il Dio universale era comunque legato a un determinato popolo; la morale universale era legata a forme di vita molto particolari, che fuori di Israele non si potevano affatto praticare; il culto spirituale era pur sempre vincolato ai rituali del Tempio che certo si potevano interpretare simbolicamente, ma in fondo erano superati dalla critica profetica e non potevano essere fatti propri da parte di animi in ricerca. Un non ebreo poteva trovare posto soltanto ai margini di questa religione, rimanere ‘proselito’, poiché l’appartenenza piena era legata alla discendenza carnale da Abramo, a una etnia. Rimaneva il dilemma se era necessario, e in quale misura, l’elemento specifico giudaico per poter servire rettamente questo Dio e a chi spettasse tracciare il confine tra quanto era irrinunciabile e quanto invece era storicamente accidentale o superato. Una piena universalità non era possibile, poiché non era possibile un’appartenenza piena. A questo livello è stato il cristianesimo a praticare per primo una breccia, ad ‘abbattere il muro’ (Ef 2,14) in un triplice senso: i legami di sangue con il capostipite non sono più necessari, poiché è il legame con Gesù a determinare la piena appartenenza, la vera parentela. Ognuno può ora appartenere totalmente a questo Dio, tutti gli uomini sono in grado e sono autorizzati a divenire suo popolo. Gli ordinamenti giuridici e morali particolari non obbligano più, essi sono divenuti un precedente storico, poiché nella persona di Gesù Cristo tutto è ricapitolato e chi lo segue porta in sé e adempie l’intera essenza della legge. Il culto antico non è più in vigore, è stato abrogato con l’offerta di sé che Gesù ha fatto a Dio e agli uomini. E’ essa ora il vero sacrificio, il culto spirituale, in cui Dio e l’uomo si abbracciano e vengono riconciliati; e la Cena del Signore, l’Eucarestia, ne risulta la reale e certa garanzia sempre presente» "
Non è mia intenzione scatenare in questa occasione una polemica; desidero soltanto che il 27 gennaio sia veramente il giorno della Memoria, e quindi che si accomunino nel ricordo tutte le vittime del Novecento: il secolo, che è stato definito da V. Grossman, della massima violenza dello Stato sull' uomo; ma ad esse vorrei fossero accomunate le vittime di ogni generazione che ci ha preceduti nella storia, ma anche della nostra che -senza nulla togliere al dramma dei nostri fratelli ebrei che è e resta mostruoso- ne ha viste e continua a vederne davvero tante.

Tutti dovremmo comunque ricordare innanzitutto che per avere un futuro bisogna guarire dal passato... e la memoria deve essere sana e responsabile consapevolezza che assimila gli eventi, se li assume e li porta con sé redenti e non il "sacrario dell'odio" dal quale tirar fuori ogni possibile ricatto morale nei confronti del resto del mondo chiamato a testimone.

Non può restare inoltre senza conseguenze asserire che “la shoah” segna “il vertice del cammino dell’odio”, che voleva “uccidere Dio”. Occorre invece respingere la tendenza odierna -che va generalizzandosi sempre di più- di conferire portata teologica e “neo-dogmatica” ad un fatto storico come la shoah quale “nuovo Olocausto”, che sembra addirittura aver rimpiazzato quello di Cristo. Infatti, per la Fede cattolica l’odio di satana ha mosso degli uomini (Sinedrio con il popolo ebraico a lui sottomesso con la connivenza de dominatori Romani) ad uccidere Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nella sua natura umana. Questo è il vero vertice dell’odio contro Dio, che i veri cristiani, figli del perdono, non prendono a pretesto per demonizzare nessun uomo e nessun popolo nè di ieri né di oggi né di domani.

Da ultimo spero che non si faccia ideologia nel giorno della memoria (non è certo questo l'intento della legge del 2001 che lo istituisce; ma sono sempre possibili strumentalizzazioni di ogni genere, che sarebbero ciniche quant'altro mai) e che piuttosto si aiutino i giovani e in fondo tutti noi a comprendere che ricordare e riconoscere il male presente nella storia serve a cominciare a costruire, oggi, un mondo di pace in cui ogni persona umana ed i valori di cui essa è portatrice, siano il fulcro imprescindibile di ogni convivenza non soltanto formalmente civile, che voglia essere anche "umana" nel senso pieno del termine.

36 commenti:

mic ha detto...

inserisco un altro brano di Ratzinger, tratto da "Israele, la Chiesa e il mondo. I loro rapporti e il loro compito secondo il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992", Joseph Ratzinger - Incontro ebraico-cristiano, Gerusalemme, 1994

"Ci troviamo così davanti a un paradosso: la fede di Israele era indirizzata all'universalità; poiché si rivolgeva all'unico Dio di tutti gli uomini, portava in sé la promessa di divenire la fede di tutti i popoli. Ma la Legge in cui trovava espressione era particolare, riferita in maniera molto concreta a Israele e alla sua storia; in questa forma essa non poteva essere universalizzata. Nel punto nodale di tale paradosso si trova Gesù di Nazareth che, come ebreo, viveva lui stesso fino in fondo nella Legge d'Israele, ma che, al contempo, si sapeva mediatore dell'universalità di Dio. Questa mediazione non poteva avvenire mediante un calcolo politico o un'interpretazione filosofica. In ambedue i casi l'uomo si sarebbe posto al di sopra della parola di Dio e l'avrebbe adattata ai propri criteri.
Gesù non ha agito come un liberale, che raccomanda e pratica lui stesso un'interpretazione della Legge aperta e accomodante. Nel confronto tra Gesù e le autorità giudaiche del suo tempo non sono di fronte un liberale e una gerarchia chiusa e irrigidita nel proprio tradizionalismo. Una tale ottica, tanto diffusa, misconosce alla radice il conflitto del Nuovo Testamento; in tal modo non si rende ragione né di Gesù né di Israele.
La sua apertura della Legge Gesù l'ha piuttosto realizzata in senso pienamente teologico, nella consapevolezza e con la pretesa di agire nella più intima unità con Dio, il Padre, proprio in quanto Figlio, di agire cioè nella piena autorità di Dio.
Solo Dio, infatti, poteva interpretare in modo tanto radicalmente nuovo la Legge e proclamare questa trasformazione e conservazione come il significato da lui realmente inteso. L'interpretazione della Legge data da Gesù ha senso solo se è un'interpretazione derivante da un mandato di Dio, se è Dio stesso a spiegare se stesso.
Il conflitto tra Gesù e le autorità giudaiche del suo tempo non riguarda in definitiva questa o quella singola prescrizione legale, ma la pretesa di Gesù di agire ex auctoritate divina, anzi di essere lui stesso questa auctoritas. «lo e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,30)

Emma ha detto...

In primis finalmente un ebreo stesso contesta l`espressione"fratelli maggiori" alla quale non ho mai aderito, anche se non per le stesse ragioni!
Di Segni sembra del resto quasi auto-congratularsi di essere riuscito, con la sua lettura di questa espressione, a far uscire il Papa dalla sua postura ieratica.
In seguito e molto semplicemente penso non essere la sola ad averne più che abbastanza di queste continue ingerenze ebree negli affari interni della Chiesa cattolica.
Ringrazio mic per la sua riflessione e con lei dico che:

"la memoria deve essere sana e responsabile consapevolezza che assimila gli eventi, se li assume e li porta con sé redenti e non il "sacrario dell'odio" dal quale tirar fuori ogni possibile ricatto morale nei confronti del resto del mondo chiamato a testimone."

Stefano78 ha detto...

La guarigione non potrà avvenire mai, per i nostri "fratelli maggiori". Perchè la guarigione viene dal Sangue di Cristo Crocifisso! Il Perdono e la crescita, la risposta con il BENE al male, viene dalla Grazia di Cristo Gesù, Signore delle Schiere Celesti!

Per questo invece che ciarlare si dovrebbe Annunciare agli ebrei che Cristo Gesù E' IL SIGNORE! A gloria di Dio Padre!

mic ha detto...

"Se la pace con i lefebvriani significa rinunciare alle aperture del Concilio, la Chiesa dovrà decidere: o loro o noi!": così il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo di Segni, in un passaggio di un'intervista al mensile 'Il consulente Re' uscito il giorno prima della giornata della memoria.

un ultimatum al Papa su una questione prettamente interna alla Chiesa?
E in forza di quale principio questo parallelismo?

Tra l'altro non risulta che la Fraterintà S. Pio X sia mai stata negazionista dell'orrendo 'sterminio', impropriamente definito 'olocausto' (a parte le personalissime dichiarazioni 'riduzioniste' e non negazioniste di Williamson)

Comunque l'appartenenza alla Chiesa non può essere condizionata dall'accettazione o meno di un fatto storico, che non è e non può e non deve diventare un dogma di fede!

Inoltre il linguaggio del rabbino sembra riferirsi ad un'APPARTENENZA che in ogni caso non riguarda il popolo ebraico che è interessato al dialogo e non certo all'assimilazione; rischio che invece correrebbe la Chiesa se andassero in porto i loro piani e continuasse il processo di giudaizzazione innescato da tempo e di cui il cammino neocatecumenale è una 'punta' avanzata!

Tra l'altro, dove viene espunta la Presenza Reale del Signore in una celebrazione che non è più il Sacrificio eucaristico che riattualizza il Sacrificio di Cristo,

ma solo una festa assembleare che 'commemora' la Cena con la commistione del ricordo dell'uscita dall'Egitto,

non è forse già entrato l'abominio della desolazione (come tra l'altro ricorda Giovanni paolo II nella Dominicae Cenae?:

"Il mistero eucaristico, disgiunto dalla propria natura sacrificale e sacramentale, cessa semplicemente di essere tale. Esso non ammette alcuna imitazione «profana» che diventerebbe assai facilmente (se non addirittura di regola) una profanazione."

mic ha detto...

se andassero in porto i loro piani e continuasse il processo di giudaizzazione innescato da tempo e di cui il cammino neocatecumenale è una 'punta' avanzata

a riprova di questa affermazione:

Elia Benamozegh in un’opera postuma pubblicata a Parigi nel 1914 scriveva: «La riconciliazione sognata dai primi cristiani come una delle condizioni della Parusia, o avvento finale di Gesù, il ritorno degli ebrei nel seno della Chiesa, senza di cui le diverse confessioni cristiane sono concordi nel riconoscere che l’opera della redenzione rimane incompleta, questo ritorno si effettuerà non come lo si è atteso, ma nel solo modo serio, logico e durevole, e soprattutto nel solo modo proficuo al genere umano. Sarà la riunione dell’ebraismo e delle religioni che ne sono derivate, e, secondo la parola dell’ultimo dei profeti, il sigillo dei veggenti, come i dottori chiamano Malachia, “il ritorno del cuore dei figli ai loro padri”» (Ml 3,24).

Citazione peraltro strumentale di Malachia, che parla anche della riconciliazione dei padri verso i figli e nessuno autorizza a pensare che i padri siano gli ebrei e i figli siano i cristiani, il quali sono innanzitutto figli di Dio nel Figlio...

Sta di fatto che gli ebrei si sono in qualche modo riappropriati di Cristo come rabbi e profeta e non certo come Dio... e, oggi, in riferimento al dialogo, arrivano a sostenere: "Il dialogo ebraico-cristiano era giunto negli ultimi mesi a un punto di crisi che sembrava insormontabile, intorno alla questione della conversione degli ebrei. In un recente incontro tra Autorità rabbiniche e Autorità episcopali italiane si è chiarito che non vi è nessuna intenzione da parte della Chiesa Cattolica di operare attivamente per la conversione degli ebrei e che di conversione si parla solo in una prospettiva escatologica.

Certo non può esistere da parte della Chiesa -riguardo alla conversione che è un dono legato alla libertà inviolabile di ognuno- alcun comportamento coercitorio nei confronti di chicchessia, ebrei compresi; ma questo non significa che la Chiesa debba rinunciare ad Annunciare il Signore a chicchessia, compresi gli ebrei, che hanno tutta la libertà di continuare a rifiutarlo ed aspettare il loro Messia, ma non quella di assimilarci a loro dopo aver annichilito l'Incarnazione, il Sacrificio e la Risurrezione di Cristo con la connivenza dell'apostasia ormai interna alla Chiesa!

Stefano78 ha detto...

In un recente incontro tra Autorità rabbiniche e Autorità episcopali italiane si è chiarito che non vi è nessuna intenzione da parte della Chiesa Cattolica di operare attivamente per la conversione degli ebrei e che di conversione si parla solo in una prospettiva escatologica.


Fratelli maggiori! Nel nome della Chiesa, UNA, SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA, costituita da Dio, ci annuncio: CRISTO GESU' E' IL SIGNORE! In Lui è compiuta la Promessa che meditate nella Torah...In Lui la pienezza della Legge e dei Profeti! Lui hanno annunciato! In Lui hanno Creduto! Per Lui hanno Vissuto!

E' la Sua Passione che è stata profetizzata da Isaia! E' la Sua Resurrezione profetizzata da Davide! E' la Sua Signoria che è annunciata, poichè Egli è Signore di Davide e Figlio dell'Uomo, più che legato ad una etnia! Non c'è più Giudeo nè Greco!

Guardate a colui che è stato trafitto dai nostri peccati! Dal suo Sangue noi siamo stati guariti! CONVERTITEVI E CREDETE AL VANGELO. Per la vostra Salute ETERNA e per il vostro bene assoluto.

zufolo ha detto...

Risparmia il fiato Stefano,

questo forum e' gia' di nicchia all'interno dei conoscitori del Cammino, tanto piu' di nicchia all'interno della Chiesa, adesso immaginarsi che lo leggano anche gli ebrei mi sembra eccessivo...

Z

Emma ha detto...

Vorrei porvi una domanda come mi viene.
Ho già scritto che non ho mai fatto mia l`espressione "fratelli maggiori".
Cristo Redentore s`è fatto nostro fratello e da Lui siamo stati fatti figli di Dio per adozione, se Cristo è mio fratello, e lo è, come posso considerare fratelli maggiori, non dico nemmeno chi Lo ha messo in Croce, ma chi non Lo ha riconosciuto, chi di certo non si considera Suo fratello?
Chi ancora oggi nei suoi testi di preghiera lo insulta cosiccome Sua Madre?
Basta che io sappia che Cristo viene dagli ebrei secondo la carne?

Stefano78 ha detto...

Emma ti rispondo con le parole di "rav" Di Segni, riguardo questo termine "fratelli maggiori", usato da Giovanni Paolo II, di Venerata Memoria, e che molti hanno frainteso. Esso NON RENDE, ASSOLUTAMENTE, "uguali" i "fratelli maggiori".

Leggi cosa dice lo stesso Di Segni:

"Nella visita a questa Sinagoga, papa Giovanni Paolo II descrisse il rapporto tra ebrei e cristiani come quello tra fratelli. Il racconto del Sefer Bereshit, la Genesi, dà su questo delle indicazioni preziose. Come spiega rav Sachs, c'è nel libro, dall'inizio alla fine, un filo conduttore che lega storie diverse. Il rapporto tra fratelli comincia molto male, Caino uccide Abele. Un'altra coppia di fratelli, Isacco e Ismaele, vive separata, vittima di rivalità ereditate, ma si ritrova per un gesto di pietà alla sepoltura del padre comune Abramo. Una terza coppia di fratelli, Esaù e Giacobbe, parimenti conflittuale, si incontra per una breve conciliazione e un abbraccio, ma le strade dei due si separano. Finalmente la storia di Giuseppe e i suoi fratelli, iniziata drammaticamente con un tentato omicidio e una vendita in schiavitù si risolve con una conciliazione finale quando i fratelli di Giuseppe riconoscono il loro errore e danno prova di volersi sacrificare per l'altro. "

a.rita ha detto...

"Il cristianesimo era quella forma di giudaismo ampliata fino ad attingere l’universalità, [...]."

Mi corragga Mic se sbaglio nel dire che questa frase è inaccettabile e fa venire i brividi! Il Cristianesimo "una forma di Giudaismo" con in più "l'universalità"???????
Meglio sarebbe stato dire una forma di EBRAISMO e non di GIUDAISMO!...

Ma non è neanche quello, perchè il Cristianesimo non è "una forma" DI QUALCOS'ALTRO! Il Cristianesimo è LA PERSONA SANTISSIMA DI GESU' CRISTO, CHE è IL MESSIA DI ISRAELE E IL MESSIA DI OGNI UOMO!
Dire poi che sia una forma di Giudaismo è assolutammente aberrante: il Giudaismo è la religione che il popolo ebraico cominciò a far esistere durante l'esilio in Babilonia,(quando purtroppo, essendosi mischiato con le credenze pagane dei popoli vicini, e avendo abbandonato la fede nel vero Dio, attirò su di sè il castigo della rottura del Regno di Israele e poi la giusta deportazione. Purtroppo il Giudaismo non si basò più sulla Rivelazione di Jahve a Mosè e sulla Torah (se fosse così sarebbero ancora "fratelli maggiori"),esso mirava SOLO a tornare a Gerusalemme e a ricostruire il Tempio, ma non a ritrovare la fede in Jahve. Il Giudaismo di ieri e ancor più quello di oggi si basano sugli insegnamenti dei loro maestri, scritti nel Talmud e nella Kabbala, che con l'antico ebraismo basato sulla Scritture non hanno nulla a che fare!!
(continua)

a.rita ha detto...

...A dimostrazione di quanto appena detto leggetevi un po' qual'è la concezione che ha Israele di Dio, giusto per capire se è vero "CHE PREGHIAMO LO STESSO DIO" (!!!)

DIZIONARIO DI MISTICA

(L. BORRIELLO - E. CARUANA M.R. DEL GENIO - N. SUFFI)

Secondo la Kabalà, Dio è nell'En-sof (=il senza fine, l'infinito assoluto), quale condizione di " non-essere " rispetto alla realtà cosmica. Il mondo era potenzialmente in Dio, ma essendo il mondo finito, quindi imperfetto, esso non può derivare direttamente da lui, l'En-sof, ma per emanazione, cioè mediante le Sefirot che rappresentano il medium di cui Dio si serve per irradiare il proprio potere creativo. La Divinità si è servita di queste Sefirot (=canali di luce) che si trasformano negli elementi costitutivi del cosmo. Secondo la Kabalà, le Sefirot si dividono in tre gruppi: il primo gruppo rappresenta una triade che costituisce l'universo come manifestazione del pensiero divino. Il secondo gruppo viene rappresentato da una triade di Sefirot che esercitano un potere etico immanente nel mondo. Il terzo gruppo è rappresentato dalla triade dell'universo materiale, in cui si realizzano gli aspetti fisici e dinamici dell'universo. L'ultima Sefirà, la decima, che indica la presenza di Dio nel mondo, conferisce e completa l'armonia di tutte le altre sefirot che formano un tutto unico partecipando ognuna delle qualità dell'altra. Il principio generale che regola l'azione di una sefirà nell'altra e in questo mondo è così espresso nello Zohar: " Un'attività stimola dal basso una corrispondente attività in Alto: vieni a vedere: una nebbia si leva dalla terra e allora si forma una nube ed una si unisce all'altra per formare un tutto " (Zohar a Gn 2,6).

Quando si manifestò nel mondo l'unione tra Dio (En-Sof) e la Shechinà (=la presenza immanente della Divinità nel mondo umano), l'unione era completa ed armonica. Ma, a causa del peccato, l'uomo rappresentato da Adamo, si allontanò da Dio sua fonte primordiale. La frattura morale verificatasi portò alla comparsa del male nell'universo, per cui all'ordine armonico della creazione subentrò il disordine. Perciò, la Shechinà, turbata dal disordine morale, vaga in esilio, impossibilitata a recare benessere e benedizione al mondo. Scopo finale dell'umanità è quello di restaurare l'unità originaria frantumata dalla prevaricazione. E solo l'uomo può farsi collaboratore di Dio per riallacciare il fluire dell'Amore divino nell'universo umano. Il processo di reintegrazione dell'unità, definito Yichùd (=unificazione), è un processo continuo cui ogni individuo può dare il suo contributo mediante la comunione con Dio e il perfezionamento etico.

L'elezione di Israele è un compito collettivo assegnato al popolo ebraico per spianare la strada dell'umanità nella riconquista universale dell'unificazione etica. La Shechinà è in esilio come lo stesso popolo di Israele. Essa non ha abbandonato il popolo ebraico e lo cura infondendogli speranza e certezza nella futura redenzione segnata dall'avvento messianico. Quando ciò avverrà, la Shechinà riavrà la sua intensità primitiva e si riunirà all'En-sof. Allora l'universo sarà completo in alto e in basso, sicché il mondo sarà unito da uno stesso legame, e " in quel giorno il Signore sarà uno e uno sarà il suo Nome " (cf Zc 14,9), riconfermando lo stimolo etico dell'ebraismo.

(http://www.clerus.org/clerus/dati/2000-03/01-2/mmimi.html#i)

mic ha detto...

questo forum e' gia' di nicchia all'interno dei conoscitori del Cammino, tanto piu' di nicchia all'interno della Chiesa, adesso immaginarsi che lo leggano anche gli ebrei mi sembra eccessivo...

che questo forum sia di nicchia all'interno dei conoscitori del cammino è normale, perchè veri conoscitori del cammino, a causa del 'segreto', sono i camminanti e, tra questi, ben pochi hanno tempo e interesse per internet: innanzitutto perchè viene loro demonizzato con tutta l'autorità morale e psicologica detenuta ed esercitata da catechisti ed iniziatori; in secondo luogo, perchè i veri conoscitori del cammino, oltre a coloro che lo hanno sperimentato, sono quelli che hanno percorso TUTTE le tappe... il problema è che poi non hanno la stessa conoscenza degli insegnamenti autentici della Chiesa!

Inoltre, non avrei tutta questa apodittica sicurezza che questo forum è di nicchia all'interno della Chiesa, altrimenti non saremmo stati esortati a continuare nel nostro impegno nonostante l'approvazione... ma al di là di queste considerazioni, ci interessa che ci sia qualcuno che lo segue e se ne giova!

Quanto alla supposta pretesa che lo leggano gli ebrei.. suvvia! non ti sembra di esagerare?
Mi pare che quanto abbiamo scritto sia principalmente per i cristiani che rischiano una sempre maggiore giudaizzazione e per quella parte della Chiesa TROPPO e inspiegabilmente PRONA alle parole ed ai diktat dei "fratelli maggiori"

mic ha detto...

Mi corragga Mic se sbaglio nel dire che questa frase è inaccettabile e fa venire i brividi! Il Cristianesimo "una forma di Giudaismo" con in più "l'universalità"???????
Meglio sarebbe stato dire una forma di EBRAISMO e non di GIUDAISMO!...


carissima A. Rita,
rispondo per ora solo a questo.

Anch'io penso sia quanto meno improprio definire il cristianesimo "una forma di giudaismo", perchè il Cristianesimo E' il Giudaismo PURO, non quello SPURIO TALMUDICO, portato a compimento da Cristo Signore e dai cristiani in Lui... e nell'ebraismo è sempre stata presente l'universalità (diventata "cattolicesimo"=universalismo!)
Quando il Signore parla al Popolo eletto, quello dell'Antica Alleanza, chiede che gli sia "testimone" davanti alle Nazioni, le quali non sono escluse dalla storia della Salvezza che si compirà nei tempi messianici. Solo che questa salvezza e l'elezione, per gli ebrei è diventata e continua ad esserlo, esclusivismo ed etnocentrismo, quando invece l'Alleanza nasce dalla fede di Abramo nel Dio Signore di TUTTA la Storia e di tutta la Creazione, e si COMPIE nell'Incarnazione del Figlio, ricapitolazione di tutte le cose; mentre grazie al Suo Sacrificio, Risurrezione, Ascensione al Cielo e Invio del Suo Spirito Pentecoste -da cui nasce e continua ad essere vivivicata la Chiesa UNA SANTA- nella quale "a quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati." (Prologo di Giovanni)

Quindi, non esiste più l'appartenenza etnica legata al popolo e alla terra e alla Torah, ma quella spirituale in Cristo Figlio di Dio, nel quale è presente tutta la Torah=Legge (Luce, Insegnamento, Presenza e molto altro...) e i Profeti, attraverso i quali Dio si è già rivelato in maniera indicibile e sublime... (ricordi la Trasfigurazione?)

mic ha detto...

Secondo la Kabalà, Dio è nell'En-sof (=il senza fine, l'infinito assoluto), quale condizione di " non-essere " rispetto alla realtà cosmica. Il mondo era potenzialmente in Dio, ma essendo il mondo finito, quindi imperfetto, esso non può derivare direttamente da lui, l'En-sof, ma per emanazione, cioè mediante le Sefirot

questa è la Cabala spuria A. Rita, non quella PURA...

a.rita ha detto...

Che cos'è la "Cabala pura"?

Esiste una "Cabala pura"?

Come viene chiamata?

Dove si può reperire?

Da chi viene professata, a differenza di questa spuria?

a.rita ha detto...

Cara Mic,
le mie domande non volevano certo essere di natura polemica. Chiedo queste cose perchè non le so e se tu le conosci, come io credo, ti prego di farle comprendere anche a me.

Attendo pazientemente la tua risposta, come anche di chiunque sia in grado di darmene.
Grazie

mic ha detto...

cara A.Rita,
era evidente che la tua domanda scaturiva dal cuore.
Ti chiedo la pazienza di aspettare più tardi, per una risposta che richiede tempo che non avrò per tutta questa mattinata.
Nel frattempo, chissà che qualcuno non voglia precedermi. Lo spero

Coraggio, avanti, nel Signore!
a dopo!

jonathan ha detto...

Posso permettermi nel frattempo una scorretta sincerità? Perché francamente, non ne posso più di questa memoria continuamente rivisitata e celebrata. Ricordi in bianco e nero, che vogliono interrogare il nostro tempo, con sbuffi di rancori, arrogando quasi il diritto di non perdonare.

Mi sembra ci si ostini a fare una guerra infinita alla pace. E non dico solo alla pace che ha consegnato alla storia l’assurda e clamorosa vergogna della Shoah. Che poi, a ben guardare, l’assurdo è il contraltare della Verità: fu ‘assurdo’ anche crocifiggere il Figlio di Dio, ma proprio quell’assurdo esclama un amore estremo e incondizionato che cerca ancora il sì che manca.

In realtà si fa guerra alla Pace quella vera che è la Persona stessa di Gesù Cristo, il quale ha ricapitolato in Sé tutte le cose, nello spazio e nel tempo. A Lui e alla Sua pace serve arrendersi. Questo solo serve, e questo bisognerebbe cercare, credo. Che altro orizzonte può sperare il cosiddetto dialogo cristiani-ebrei, se non la resa finalmente al Nuovo che compie in Sé le promesse antiche, le illumina e le realizza oltre ogni speranza? Se si esclude Gesù dal dialogo, le parole che restano cosa hanno da dire? Tanto forse, ma nulla di nuovo che basti a cucire le distanze, credo.

Emma ha detto...

Anch`io mi faccio scorrettamente sincera.

Non solo si esclude Gesù Cristo dal dialogo, dai discorsi, come se fosse persona non grata, una parola da non pronunciare perchè offensiva per gli ebrei, mentre l`assemblea presente in Sinagoga alla fine della visita del Papa ha intonato un canto " Aspettiamo il Messia ", che rispetto, ma oggi sembrerebbe che la Chiesa non vuole convertire più nessuno e in primis gil Ebrei.
Devo capire che gli Ebrei continuano sulla loro strada in attesa del Messia e noi sulla nostra aspettando il Suo ritorno ? E tutto è ok?
Ma allora mi sorge la domanda: che c`è venuto a fare Gesù ? Colui che ha detto:
"Io sono la via la verità, la vita"
"Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" ?

a.rita ha detto...

Posso chiedervi, Jonathan ed Emma, perchè considerate la sincerità come una "scorrettezza"?

(Era forse scorretto Gesù quando ha insegnato: "Il vostro parlare sia Sì-sì e No-no, il di più (o il di meno!)viene dal maligno."?

E' stato scorretto S. Pietro quando, parlando al popolo a Gerusalemme, disse:" Voi avete rinnegato il Santo ed il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino ed avete UCCISO L'AUTORE DELLA VITA."?

O santo Stefano, che disse ai Giudei:"O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie! Voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo!"

Se voi, il Signore, S. Pietro, S. Stefano, e chiunque ami la verità e la dica è "scorretto", allora chi parla agli ebrei senza mai nominare il Signore Gesù, senza mai professare che Lui è il Signore e il Messia, prima del Giudeo e poi di tutti, allora costui è "corretto". Allora fa bene quello che fa.

Io invece penso che si sia scambiata la Carità cristiana e la Misericordia con un insano irenismo, finalizzato ad un FALSO ECUMENISMO e quanto meno ad un FALSO DIALOGO (INTER)RELIGIOSO.

Meglio sarebbe, anzichè preoccuparsi di non urtare gli ebrei,ricordarsi che Gesù ha detto:"Chi si sarà vergognato di Me davanti agli uomini, anch'Io mi vergognerò di lui davanti al Padre mio." Questo lo dico principalmmente e con molto affetto per il Santo Padre e per tutta la Gerarchia responsabile, poi anche per noi piccoli.

jonathan ha detto...

Uau, A.Rita! Bentornata! :)

Per quanto mi riguarda, era solo un pizzico di ironia rispetto alla cautela esagerata con cui spesso viene trattato l'argomento. Intendo dai media in generale.

Emma ha detto...

Io invece ho detto che la mia sincerità era scorretta proprio pensando al religiosamente corretto .
Ad un certo linguaggio che proprio non riesco a fare mio, che probabilmente non devo fare mio.
Sono molto, ma molto DISORIENTATA, sempre più disorientata da un certo linguaggio, non solo dalla sua forma ma dal suo contenuto.
Sono molto disorientata, perchè sento e leggo discorsi che ci ricordano i valori fondanti della nostra Fede, la sacralità della Liturgia, e poi non vedo correggere gli errori gravissimi di chi storpia e la Dottrina e la Liturgia.
Leggo una grande enfasi sull`ecumenismo, ma osservo che siamo sempre noi cattolici a fare passi verso gli altri.
Insomma, sono disorientata.

Emma ha detto...

Ah, dimenticavo, grazie Annarita!

a.rita ha detto...

Cara Emma,
è triste ma allo stesso tempo confortante sentir parlare di disorientamento: esso è indice, per chi lo sta provando, di una rettitudine interiore, di una coerenza tra mente e cuore, tra Fede e volontà...

Si è in molti, credo, ultimamente a viverlo in modo pressochè costante...è la sofferenza specifica degli "ultimi tempi", la constatazione dell'avanzare dell'Apostasia procedente dall'alto...è lo sconcerto dei bambini che, alzando gli occhi alla "madre", si accorgono che le parole non corrispondono alle opere...allora quei bambini, che vorrebbero con la solita serenità gioiosa, gettarsi fra le ginocchia materne, nascondendo il capo nel grembo della "madre",e sentirsi lì così al sicuro... si fermano, si arrestano, quasi arretrano...confusi, increduli di ciò che vedono...e restano così, incapaci - loro così piccoli - di argomentare in modo adeguatamente GRANDE, così che i GRANDI possano prestare attenzione.

Sì,è disorientamento, è delusione, è un dolore "escatologico" che mi fa venire in mente la frase del Salmo 16:"Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi
fedeli".

Credo di non sbagliare nel pensare che in questo sentire ci siamo un pò tutti (noi che scriviamo qui), perchè ormai ci siamo accorti...
e lo offriamo al Signore perchè è un frutto dei tempi che può acquistare un senso solo se offerto.. e Lui ne farà ciò che vuole: per noi, per la Chiesa, per il mondo, per la storia.

Ora ti saluto e abbraccio

(Attendo sempre paziente qualcosa da Mic sulla Cabala pura...non ho grandi pretese...mi basta anche qualche link da consultare, giusto per capire che tipo di giudea dovrò diventare se non mi spiccio ad entrare nella San Pio X: canterò anch'io "Attendiamo il Messia" con il talid in testa, o mi farò un viaggetto sulla Merkavà in cerca delle sephirot nei mondi superiori?...
;-)

gianluca cruccas ha detto...

Per Annarita


La Qabbalah


Il termine Cabala (in origine Qabbalah, o Kabbalah, dall'ebraico קבלה) significa "dottrina ricevuta, tradizione". E infatti essa si colloca tra le innumerevoli tradizioni ebraiche estranee alle Sacre Scritture.

Nel corso dei secoli i capi religiosi avevano ridotto l'ebraismo a una religione formale e meramente ritualistica; la legge di Dio non era più un diletto per essi come lo era stata per Davide e per altri uomini di Dio, ma ne avevano fatto una costrizione, una consuetudine religiosa che Dio stesso detestava:

"Questo popolo si avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da Me e il timore che ha di Me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini." (Isaia 29:13)

"Ascoltate la parola del Signore, o casa di Giacobbe, e voi tutte le famiglie della casa d'Israele!
Così parla l'Eterno: Quale iniquità hanno trovato i vostri padri in Me, che si sono allontanati da Me, e sono andati dietro alla vanità, e sono diventati essi stessi vanità?
I sacerdoti non hanno detto: 'Dov'è il Signore?', i depositari della Legge non m'hanno conosciuto, i pastori mi sono stati infedeli, i profeti hanno profetato nel nome di Baal, e sono andati dietro a cose che non giovano a nulla." (Geremia 2:4,5,8)

"Così dice l'Eterno: Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: Non c'incammineremo per essa!" (Geremia 6:16)
Anziché seguire l'invito di Dio e ritornare sui "sentieri antichi" (la fede in Dio così come la ebbero Abrahamo e Davide), in diversi momenti si cercarono forme alternative di spiritualità, in particolare nella "gnosi", cioè in una conoscenza occulta (dottrine segrete trasmesse a pochi privilegiati), che avrebbe dovuto appagare rimpiazzando il vuoto lasciato dall'allontanamento da Dio.

Questa gnosi ebraica è appunto la Qabbalah, una forma di occultismo-misticismo che si propone di imbrigliare le forze del bene e del male per utilizzarle per i propri fini.
Ciò fu fatto pur sapendo che Dio aveva severamente vietato al suo popolo di praticare qualsiasi forma di divinazione, magia e occultismo (cfr. ad es. Levitico 19:26, Deut. 29:28), e che nell'ebraismo stesso fu ammonito di non accostarsi alle cose segrete (Ben Sira in Sirach III, 22, vedi anche nel Talmud Hagigah 13a e nel Midrash Genesi Rabbah VIII).


LA CABALA: QUANDO?

La Cabala è nata dopo il periodo della cattività babilonese (la deportazione del popolo giudeo nell'antica Babilonia). Nel libro biblico di Daniele si parla di quel periodo. Esso iniziò nell'anno 606 a.C., e terminò nel 536, quando Ciro, re di Persia, decretò che Gerusalemme e il Tempio dovevano essere ricostruiti. La predizione fatta da Geremia secondo la quale Dio avrebbe punito il popolo d'Israele per 70 anni si realizzò in tal modo alla lettera.

Durante la cattività, alcuni israeliti apostati furono iniziati ai misteri babilonesi; distolsero i loro cuori da Dio e si diedero all'occultismo (ad es. si può notare che la Cabala parla dei Sephiroth, dieci emanazioni divine, con una controparte malagia, i Qliphoth o Kelippot; l'origine di questi ultimi è da trovarsi negli antichi incantesimi babilonesi). In seguito, questi ebrei produssero un'interpretazione mistica del pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia) in chiave occulta, distorcendone considerevolmente il significato, e da quella interpretazione nacque la Cabala.

La Cabala cominciò però a diffondersi in modo meno occulto solo a partire dal XII secolo in Francia ed in Spagna, e dal XIV secolo diventerà uno studio a cui si dedicheranno apertamente molti.

gianluca cruccas ha detto...

Continua...

LE ATTESE DEI SEGUACI DELLA CABALA

È importante notare che la Bibbia annuncia l'imminente venuta dell'anticristo, in tempi del tutto simili a quelli in cui stiamo vivendo oggi. La Bibbia spiega che l'anticristo si presenterà come il Cristo, il Messia, e che sarà accolto come tale da Israele (ricordiamo che gli Ebrei, avendo rigettato Gesù, credono che il Messia debba ancora venire).

E infatti, proprio ai nostri giorni, i rabbini adepti della Cabala proclamano che la venuta di questo "Messia" è molto vicina. I rabbini della setta hassidica percorrono la terra santa per proclamare pubblicamente l'imminenza della sua venuta.

Questo futuro "Cristo" è lo stesso "Cristo cosmico" o "Maitreya" che aspettano i seguaci della New Age - e che essi chiamano Lucifero (Satana). L'occultista H.P. Blavatsky scrisse: "Satana e il suo esercito ribelle proveranno di essere diventati i diretti salvatori e creatori dell'uomo divino". Ciò è in linea con le previsioni bibliche: tutto gli uomini e le donne che non hanno creduto in Gesù, accetteranno l'anticristo e lo riconosceranno come il Messia (i principali avvenimenti futuri secondo il libro dell'Apocalisse sono citati brevemente in questa pagina).


LA CABALA E LA BIBBIA

Una dimostrazione di quanto facilmente ci si può allontanare dalla verità rivelata da Dio, la si trova nella descrizione della Creazione secondo la Cabala. La Cabala presenta un'interpretazione mistica dei testi della Torah (i primi cinque libri della Bibbia). Tale narrazione è completamente diversa da quella della Genesi biblica.

La Cabala insegna che Dio inizialmente abbandonò il mondo, lasciandovi solo una goccia di sè. Poi a un certo punto da Lui sarebbero emanate delle luci (emanazioni) racchiuse in dieci vasi (le Sefirot, che sono rappresentate secondo uno schema detto Albero della Vita); ma gli ultimi vasi si sarebbero rotti e le luci di Dio sarebbero diventate prigioniere della creazione. Questo disastro avrebbe ferito Dio e avrebbe dato un'impronta negativa alla storia. Ecco dunque un Dio in cui non si intravede l'amore (che nella Bibbia Egli stesso dice non solo di possedere, ma di essere), e che si trova in circostanze fuori del suo stesso controllo.
Secondo la Cabala, le "scintille di Dio" finirono così imbrigliate in tutto ciò che esiste, incluso il male (il "bene nel male" è un concetto Taoista, completamente diverso da ciò che Dio dichiara di Se stesso, dalla sua assoluta santità e giustizia, e dal principio evangelico secondo cui in Dio "non c'è tenebra alcuna", 1 Gv. 1:5).

gianluca cruccas ha detto...

Continua...

LA CABALA E I NUMERI

La Cabala è particolarmente nota per il suo utilizzo nella numerologia. Essa infatti associa ad ogni nome un valore numerico, e insegna che ciascun valore avrebbe un significato metafisico (una "vibrazione metafisica" che provocherebbe eventi soprannaturali; un modo per attingere ai poteri occulti).

Diversi studiosi ritengono che l'origine di questi insegnamenti si trovi all'esterno dell'Ebraismo, in Pitagora di Samo (588-500 a.C.) con la sua "scuola numerologica" di Crotone. Già allora, infatti, si era cominciato ad associare ai numeri un significato trascendente.

A livello popolare, è diffuso l'uso di una forma molto più "folcloristica" di Cabala, la famosa Smorfia Napoletana; essa viene utilizzata per "indovinare" al gioco del Lotto, mediante l'interpretazione di sogni e di situazioni particolari della vita quotidiana.
L'altra forma di Cabala è quella Esoterico-Occultistica, usata dagli esoteristi e dagli occultisti.
Quale che sia la forma sotto cui viene studiata, la Cabala è e resta un cifrario di dottrine occulte, espresse dalla simbologia dei numeri.



UN'INVENZIONE MODERNA?

Purtroppo, religiosi e mistici non sono nuovi a queste pratiche. Al tempo della deportazione del popolo giudeo nell'antica Babilonia, infatti, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove dottrine (il Talmud) che, in teoria, avrebbero dovuto "spiegare" i comandamenti che Dio aveva dato nella Bibbia. In realtà, quelle dottrine erano in grave contraddizione con gli insegnamenti di Dio. Come Salomone prima di loro (cfr. primo libro dei Re, capitolo 11), si sviarono dai comandamenti di Dio e si volsero alla superstizione, inducendo molti allo sviamento e attirandosi il Suo giudizio.

mic ha detto...

Grazie Gianluca,

interessante e preciso il tuo documento sulla Cabala -(dal verbo "accogliere") per indicare insegnamento accolto, tradizione- quella spuria, che nulla ha a che vedere col compimento della Legge e dei Profeti operato dal Signore Gesù

a.rita ha detto...

Sì, anch'io ringrazio Gianluca e per ora aggiungo che quanto riportato da me e da lui, e molto altro ancora: le sephirot, gli hekalot, il Ma'assè Bereshit, il Ma' assè Merkavà (il Carro di fuoco), il Talmud... questa roba è stata più volte oggetto accennata da parte del mio catechista all'interno degli Annunci regionali, insegnamenti dati a mezza bocca, come fossero vere perle di sapienza nascosta, da distribuire con parsimonia e per gradi, come se oltre la dottrina cristiana ci fosse qualcosa di molto più in alto, riservato a chi capiva di più, e questo "qualcosa" fosse la cosiddetta "sapienza di Israele".

Appare perciò ormai chiaro che il Giudaismo con cui è implicata la dottrina neocatecumenale sia quello spurio della Cabala babilonese e del Talmud(essendo ciò conoscienza dei catechisti, i quali più portano avanti una comunità e più si espongono in tali indottrinamenti)e che questo è quanto viene propinato ai neocatecumenali agli ultimi passaggi del Cammino, i quali, essendo coperti dal segreto iniziatico, sono conosciuti solo da chi li ha vissuti.

Sto dicendo che il Cammino comincia con una dottrina luterana per condurre poi molto gradatamente i neocatecumeni a professarne un'altra - tutto tranne che cristiana - e cioè quella della Cabala spuria appartenente al Giudaismo post babilonese, di stampo gnostico (che poi, a quanto pare, è anche il fondamento su cui si basano tutte le Logge massoniche del mondo).

Non ha forse detto Carmen Hernandez che "non si può vivere veramente il Battesimo cristiano senza scoprire le proprie radici ebraiche"??

Allora è chiaro che quando Kiko e Carmen parlano di riscoprire "le radici ebraiche" non si limitano certo a meditare inoffensivamente sul fatto che Gesù venga da Israele secondo la carne, ma il loro scopo ormai più che smascherato è quello di inculcare, attraverso insegnamenti, danze giudaiche, canti ebraici, candelabri, oggetti e ammennicoli vari, il Giudaismo gnostico filo-paganeggiante nelle teste dei poveri neocat che dopo vent'anni di Cammino si ritrovano ad essere diventati giudei, senza neanche essersene accorti.

a.rita ha detto...

Per questo dico:

FRATELLI NEOCATECUMENALI,
che passate ogni tanto di qua, aprite gli occhi, se potete, e considerate il materiale giudaico a anticristiano che stiamo mettendo a disposizione e confrontatelo con quello che vi propinano in Cammino...e poi fatevi i vostri conti.

FRATELLI EX NEOCATECUMENALI, ex catechisti, ex itineranti, che ci leggete, che magari avete finito il Cammino e che sapete quello che sto dicendo, abbiate il coraggio, per amore del Signore Gesù (quello vero, cattolico) di confermare o smentire. Abbiate il coraggio di tirare fuori le catechesi relative agli ultimi Passaggi del Cammino, quelle dalla Traditio in poi, e soprattutto quelle dall'Elezione fino al viaggio in Israele, dove vi viene inculcato il giudaismo gnostico della Cabala, quello condannato da duemila anni di Cristianesimo.

Non temete i fulmini e le maledizioni di Arguello, perché "i ragli degli asini non possono arrivare in cielo", dimostrate di non essere usciti dal Cammino solo col corpo, dimostrate, innanzitutto a voi stessi e PER voi stessi, di non essere rimasti mentalmente schiavi e sottomessi a quella setta: buttatevi finalmente alle spalle tutti i condizionamenti psicologici con cui i catechisti a suo tempo vi incatenarono! Se voi avete ancora paura dei “fulmini” di Kiko e dei catechisti, allora sappiate che in realtà NON SIETE MAI USCITI, CHE VOI SIETE ANCORA Lì DENTRO.

Fate un atto di coraggio per la Verità, che è anche un atto di gratitudine per il Signore che vi ha strappato dai loro denti e vi ha riconsegnati alla libertà dei figli di Dio! Glielo dovete.

Contribuite, seppur nell'anonimato, a smontare questo mostruoso castello di eresie filo giudaiche penetrato nella Chiesa, che con la mistificazione ed il potere del denaro è riuscito a farsi approvare come itinerario cattolico, non abbiate paura! Servite a Cristo Signore! Diffondete i manotreti restati segreti. Spezzate questa vergognosa catena di omertà che permette ancora a Kiko (aiutato dalla gerarchia connivente con lui) di prosperare nella Chiesa, devastando la Fede in Gesù Cristo per migliaia di persone! Non temete le sue inutili maledizioni!

Buttate questa roba nel web, perché questo è l’unico modo per Kiko di venire finalmente smascherato, se lo smascheramento partirà dal basso, dalla gente, dal popolo di Dio, che lo ha conosciuto e che non si fa incantare più da lui come fanno certi vescovi e cardinali.

Non temete Kiko Arguello! Temete invece di stare nascondendo la verità che conoscete, non denunciando l'errore e permettendo che migliaia di anime continuino ad essere ingannate. Ognuno renderà conto a Dio della verità che ha nascosto e della menzogna che non ha denunciato.

Fidatevi invece del Signore, che non mancherà di moltiplicare su di voi le Sue benedizioni e di aumentarvi la Sua grazia, perché allora avrete veramente servito la Sua Chiesa e la salvezza della sana dottrina cattolica, che mai è stata in pericolo come oggi.

Rendetevi conto che con un gesto del genere potreste cambiare il corso della storia della Chiesa, potreste contribuire a debellare la più insidiosa eresia nata nella Chiesa dal Vaticano II in poi, potreste rinforzare la corrente sana che c’è ancora nella Chiesa e che si oppone all’avvento dell’Anticristo, ritardandolo.

Vi supplico in Nome di Cristo: dite ciò che sapete, distribuite quello che avete conservato, con sapienza e prudenza, e avrete fatto più bene voi alla salvezza della Chiesa che un qualunque intero concilio, con tutti i frutti che ne seguono per secoli!

Cari fratelli ex neocatecumenali, invocate la Vergine Maria Debellatrice di tutte le eresie, e compite con la Sua materna benedizione questo gesto santo. Il Signore rafforzi i vostri cuori, tocchi le vostre coscienze e vi conceda di compiere questa opera di Vita Eterna.
Anna Rita Onofri

mic ha detto...

Cara A. Rita,

il tuo accorato appello mi fa venire in mente quanto mi diceva trmpo fa Don Gino Conti, che ha raccolto molte testimonianze e confessioni di ex catechisti del cammino, persone molto "avanti" o addirittura al termine del percorso di iniziazione.

Ebbene, non riusciva a capacitarsi come, nonostante le sue chiare indicazioni, essi fossero in una 'strana' e indecifrabile situazione di distacco non totale, in qualche modo allontanatisi ma ancora dipendenti; per cui non riuscivano, con sua grande meraviglia e disappunto, a fare il passo conclusivo: contribuire a 'rimediare' (in fondo il pentimento, la confessione esige pur sempre una 'riparazione'...) agli errori che avevano contribuito a diffondere.

E, quindi, rimanevano rigorosamente anonimi e 'non riuscivano' a rinnegare del tutto il cammino, pur riconoscendone gli errori e le contraddizioni che li avevano indotti ad uscirne... Io ho sempre pensato che faccia parte dell' "imprinting" davvero potente che -col sommarsi dei martellamenti assorbiti nel corso di anni e anni- arriva a 'segnare' indelebilmente le persone, se non riescono a campiere passi ulteriori di 'purificazione' più profonda e si fermano alla prima tappa... altro non mi azzardo a dire, perché non parlo per esperienza diretta e, in questo caso (non nel resto) riferisco cose dette da altri.

Ammiro e apprezzo l'impegno con cui te e Gianluca continuate nel vostro intento di testimonianza ulteriore; ma, vi rendete conto che queste ultime conclusioni, alle quali eravamo già giunti anche attraverso altri segnali e testimonianze sparse, nonché intuizioni ovvie in base ai dati noti, non sono determinanti ai fini della qualificazione della realtà NC, che già presenta lati molto controversi, da cui prendere anni luce di distanza in base alla Rivelazione Apostolica? E che, al di là di esse, in altri tempi nella Chiesa sarebbe bastata una virgola di quel che abbiamo denunciato, per chiamare l'errore con il suo nome e salvare molti potenziali erranti, oggi e ancora altri in futuro camminanti con kiko anziché con Cristo Signore?...

a.rita ha detto...

Certo Mic,
conosco anche io in prima persona quella sorta di strana paura che comunque rimane dentro, e per la quale non si riesce fino in fondo ad operare liberamente in parole ed in opere. Quando scrissi la "lettera aperta a C. e a tutta la comunità" che campeggia sull'home page del nostro sito, la consegnai personalmente a questa mia sorella e mi riproposi di spedirla a tutti gli altri fratelli...non ci sono mai riuscita. (Qualcuno di questo blog mi ha detto che è stata letta da gente che ha finito il Cammino ed è stata definita "una bomba").
Ma della mia comunità la conosciamo: io che l'ho scritta, la destinataria che si è guardata bene dal farla leggere nemmeno al Responsabile e che oggi mi toglie il saluto, ed un'altra sorella anziana a cui l'ho data io e che me l'ha voluta ridare perchè non sopportava di averla in casa (pur avendomi detto che è una lettera "molto precisa").

Per questo ho scritto questo appello pubblico ai fuoriusciti, perchè non l'ha mai fatto nessuno ed invece è importante farli sentire compresi ed ESORTARLI a muoversi. Devono capire che hanno per le mani la soluzione di questo terribile dramma, che grava sulla Chiesa come una piaga d'Egitto.

Ed io spero, Mic, che tu lo usi per un thread, affinchè sia solo il primo di una lunga serie di appelli che partano da tutti, all'indirizzo di questi fratelli che vanno incoraggiati, spinti, esortati, convinti a fare un passo del genere: a tagliare le ultime catene con cui sono ancora legati, diffondendo senza paura i manotreti "segreti" e denunciando tutte le immondizie, anche illegali,che hanno visto lì dentro, soprattutto nei livelli "alti" dell'itineranza, compresi certi crimini, che andrebbero puniti col carcere. Se certe cose trapelassero sfuggirebbero alla "protezione" della Chiesa, perchè diverrebbero competenza del Tribunale Civile e Penale ed anche se loro riuscissero a farla franca perchè sono politicamente ammanicati con mezzo mondo, tuttavia si innescherebbe un cancan che sveglierebbe l'opinione pubblica, verrebbero fuori i "veri frutti" e la Chiesa sarebbe costretta a prendere provvedimenti.

Pertanto il loro apporto (dei fuoriusciti "più anziani")sarebbe determinante e risolutivo. E bisogna molto pregare per loro.

a.rita ha detto...

"...ma, vi rendete conto che queste ultime conclusioni, alle quali eravamo già giunti anche attraverso altri segnali e testimonianze sparse, nonché intuizioni ovvie in base ai dati noti, non sono determinanti ai fini della qualificazione della realtà NC, che già presenta lati molto controversi, da cui prendere anni luce di distanza in base alla Rivelazione Apostolica? E che, al di là di esse, in altri tempi nella Chiesa sarebbe bastata una virgola di quel che abbiamo denunciato, per chiamare l'errore..."

Certo che ci rendiamo conto, infatti è per questo che Gianluca ripete spesso che il Cammino, prima del Vaticano II, sarebbe durato un quarto d'ora. Kiko sarebbe stato buttato fuori a pedate nel sedere, e non solo "dall'ufficio di Ratzinger", ma dalla Chiesa cattolica.

Sull'altra cosa che dici invece non sono d'accordo: io dico proprio che queste ultime conclusioni - l'opera di giudaizzazione della dottrina e della liturgia eucaristica, e di una "giudaizzazione" che è di stampo gnostico-cabalistico spurio - sono ben DETERMINANTI proprio per la qualificazione della natura del cn!

Che il Cammino sia dottrinalmente protestante è grave, ma in una Chiesa quasi tutta protestantizzata come è quella di oggi, quasi non ci fanno caso;

che il Cammino sia settario e provochi molti danni psicologici ed esistenziali agli aderenti è grave, ma come disse ridendo un catechista-avvocato: "Non potete farci nulla, perchè il reato di plagio non esiste più."

Ma che una realtà attiva nella Chiesa operi per trasformare il Cattolicesimo in Ebraismo e servire così al Piano massonico del Concilio, con a capo Bugnini, di creare un MONOTEISMO MONDIALE SOTTO GUIDA GIUDAICA,questo nella storia non ha precedenti!
Che poi è anche l'obbiettivo finale del Falso Ecumenismo, dal quale a mio avviso questo Pontefice non è esente: creare un grande carrozzone in cui stare tutti insieme appassionatamente: anglicani, lebfreviani, ortodossi, neocatecumenali, luterani, cattolici, se non pure mussulmani ed ebrei. Ciò serve a far perdere alla Chiesa Cattolica la sua precisa identità, diluendola nella irenistica falsa comunione con le altre confessioni, che non tornano "a Roma" ma restano tutte con i loro secolari errori. A questo scopo il Cammino sta facendo un lavoro di scalzamento da quarant'anni, con la benedizione della gerarchia massonica e conciliare a cui Kiko Arguello fa molto ma molto comodo per l'obiettivo finale.

Credimi Mic, la natura del cn è esattamente questa: l'ebraismo è scivolato dentro la Chiesa e se questo ebraismo è quello talmudico e cabalistico, allora "l'ebraismo massonico" è entrato nella Chiesa!
(Non che se fosse stato l'ebraismo "puro" sarebbe stato meno grave...chi rifiuta Gesù Cristo Messia universale, è comunque "spurio") ma se si riesce a dimostrare che il Cammino E' "EBRAISMO TALMUDICO E CABALISTICO" abbiamo di fronte il più grave attacco da parte di Israele e della Massoneria, ai danni della Chiesa cattolica, di tutti i tempi.

E' questo che va denunciato in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le musiche, e gridato sopra i tetti. Alla luce di questo l'approvazione del 10 Gennaio 2009, assume un peso ben più grave di quello già inaccettabile di aver lasciato entrare gli eretici, qui si è legittimata la distruzione giudaica della Chiesa.
Spero di essermi espressa chiaramente.

Gert ha detto...

molto pertinente, da messainlatino

Olocausto della Croce
tenerci in eterno debito...


è esattamente questo che vogliono: la Shoa, che viene malamente soprannominata "olocausto", viene ossessivamente riproposta (al di là di ogni giusta esigenza di tenere sempre aperto il libro della Historia Magistra, TUTTA la storia dell'uomo...) e inchiodata nella coscienza occidentale,
quasi come se quell'eccidio, straziante come tanti altri compiuti da Caino in poi, che merita in realtà il rispetto costante e il giusto nome di genocidio, fosse il massimo di atrocità in eccidio di un popolo, da dover prender il nome di "olocausto", come un sacrificio supremo e totale che l'uomo possa mai ricordare per salvarsi da altre atrocità (ed è un'illusione, perchè l'uomo può sempre commettere il PEGGIO di quanto ha mai commesso, nonostante la MEMORIA: non è la memoria che salva dal male !);

...finendo dunque questo "olocausto", nella pretesa di prevenire altri eccidi, col sovrapporsi, fino ad oscurarlo, al Sacrificio di Nostro Signore, il quale è realmente il massimo Mistero d'iniquità che mai la storia potrà vedere,
esso solo -bisogna ribadirlo- Redentivo e da non obliare,
Esso solo degno di essere denominato OLOCAUSTO
(GR. olon kauston = tutto bruciato, tutto consumato) perchè solo Nostro Signore può dire a buon diritto:
"Tutto è compiuto"!
Gli altri incommensurabili peccati di stragi, tutti gli eccidi e gli orrori di morte data da uomo ad altro uomo -in tutta la storia passata e futura- sono peccati senza numero e misura, che gridano invocando giustizia divina e ricevono Redenzione e valore SOLO dalla Croce di Cristo, il vero OLOCAUSTO, che tutti li prende su di sè, li ri-assume e li REDIME, se in Essa si immergono: da sè soli non hanno valore, se rimangono martellanti motivi di eterno rancore, anzichè di perdono e riconciliazione di uomini e popoli,
mediante la Croce di Gesù Cristo, che -Essa sola- salva la storia intera!

(E' Gesù Cristo che ha pagato tutti i debiti di tutti,
non NOI che dobbiamo per tutti i secoli venturi -o possiamo-pagare l'eterno debito agli Ebrei: è questo che loro non vogliono accettare, sentendosi eterni creditori dell'Occidente!)

mic ha detto...

Vedo anche un altro problema: non mi pare che si possa affermare che ebrei e cristiani adorano lo stesso Dio, dal momento che gli Ebrei non accolgono né Cristo Dio né la Trinità.

Chi dice che cambia solo la comprensione che abbiamo di Dio, allora questo vale anche per i musulmani e ogni altra religione. E' ovvio che Dio, il Creatore dell'universo, è UNO ed è lo stesso per tutti e che cambia solo la conoscenza che si ha di lui... ma la completezza della Rivelazione, la Verità, è Cristo Signore e non un altro.

Si adora Chi si conosce -certo non perfettamente, ma la conoscenza, data dalla Rivelazione accolta e assimilata, progredisce con l'Adorazione- e ciò non è senza conseguenze perché questa conoscenza conferisce anche una sorta di 'connaturalità': mi viene in mente "famulis tuis", la 'configurazione' a Cristo di paolina memoria, effetto della autentica Fede. Se gli ebrei non adorano il Dio che si è Incarnato e ha amato tanto il mondo da mandare il Suo unico Figlio, come possiamo dire che adoriamo lo stesso Dio?

E' vero che è lo stesso Dio dei Patriarchi e dei Profeti, ma non possiamo dimenticare che Egli, nel compimento dei tempi, si è rivelato nel Signore nostro Gesù Cristo, che ha portato a compimento la Storia della Salvezza, attraverso la sua Passione Morte e Risurrezione, Ascensione al Cielo. Come possiamo dire che adoriamo lo stesso Dio di chi non Lo ri-conosce e quindi non Lo conosce e la cui spiritualità modella un uomo che non attinge dalla pienezza di Cristo Signore???

mic ha detto...

Dante Pstorelli, su Messainlatino:

"Il legame che c'è tra Chiesa e Israele è quello tra figli di Abramo secondo la carne e secondo lo spirito, che si ritrovano nel Cristo.
Chi ha rigettato il Figlio ha rigettato il Padre. Le promesse saranno mantenute in ragione dei padri, quando i discendenti ritroveranno la fede dei padri che comprende l'accoglienza di Cristo-Dio."