lunedì 11 gennaio 2010

Vi propongo per la nuova riflessione qualche significativo stralcio della recente intervista rilasciata dal card Canizares al vaticanista Rodari:
"Per la situazione religiosa e culturale in cui viviamo e per la stessa priorità che corrisponde alla liturgia nella vita della chiesa, credo che la missione principale che ho ricevuto è promuovere con dedizione totale e impegno, ravvivare e sviluppare lo spirito e il senso vero della liturgia nella coscienza e nella vita dei fedeli; che la liturgia sia il centro e il cuore della vita delle comunità; che tutti, sacerdoti e fedeli, la consideriamo come sostanziale e imprescindibile nella nostra vita; che viviamo la liturgia in piena verità, e che viviamo di essa; che sia in tutta la sua ampiezza, come dice il Concilio Vaticano II, ‘fonte e culmine’ della vita cristiana. Dopo un anno alla guida di questa congregazione, ogni giorno sperimento e sento con forza maggiore la necessità di promuovere nella chiesa, in tutti i continenti, un impulso liturgico forte e rigoroso che faccia rivivere la ricchissima eredità del Concilio e di quel gran movimento liturgico del diciannovesimo secolo e della prima metà del ventesimo – con uomini come Guardini, Jungmann e tanti altri – che rese feconda la chiesa nel Concilio Vaticano II. Lì, senza alcun dubbio, sta il nostro futuro e il futuro stesso del mondo. Dico questo perché il futuro della chiesa e dell’umanità intera è riposto in Dio, nel vivere di Dio e di quanto viene da Lui; e questo accade nella liturgia e attraverso essa. Soltanto una chiesa che viva della verità della liturgia sarà in grado di dare l’unica cosa che può rinnovare, trasformare e ricreare il mondo: Dio e soltanto Dio e la Sua grazia. La liturgia, nella sua più pura indole, è presenza di Dio, opera salvifica e rigeneratrice di Dio, comunicazione e partecipazione del Suo amore misericordioso, adorazione, riconoscimento di Dio. E’ l’unica cosa che può salvarci”. [....]
Il cardinale, che suole 'passare' con estrema disinvoltura da una celebrazione con i neocatecumenali ad un pontificale in Laterano -pur esprimendo riserve, peraltro non meglio identificate, sulla 'creatività', ma difendendo la 'naturalezza' (?!) della Liturgia- conclude:
“Non solleviamo la questione dell’orientamento ‘versus Orientem’, né della comunione per bocca, né di altri aspetti che a volte vengono fuori come accuse di ‘passi indietro’, di conservatorismo o d’involuzione. ....corrispondono (e anche favoriscono) di più la verità della celebrazione così come la partecipazione attiva, nel senso in cui ne parla il Concilio e non in altri sensi."
Bontà sua che non solleva queste questioni!... e a cosa porta l'anodino sfiorato accenno alla cosiddetta "partecipazione attiva in senso conciliare e non in altri sensi"? Forse prima del concilio non c'era partecipazione attiva? Siamo sicuri che non la intenda nel senso del protagonismo dell'assemblea o di colui che dovrebbe celebrare in persona Christi e da proestòs (colui che sta davanti e, rivolto al Signore, guida e precede i fedeli da lui radunati) è diventato "presidente" dell'Assemblea? Notate che nella lunga intervista, Cristo Signore non è nominato neppure una volta, anche se si parla di Dio, ma solo genericamente? Eppure il Santo Padre ha scritto un volume sul vero Protagonista! Notate anche che sono parole pronunciate nel più puro stile ecclesialese dal quale ognuno può trarre l'interpretazione che preferisce?

Il testo integrale dell'intervista è leggibile anche qui
http://blog.messainlatino.it/2010/01/il-card-canizares-su-motu-proprio-e.html#comments

12 commenti:

mic ha detto...

la Congregazione di cui è guida il cardinale è quella del Culto Divino...

Francesco ha detto...

Sembra proprio che Mons. Canizares debba anzitutto mettersi d'accordo con se stesso...

zufolo ha detto...

Bisogna ringraziare il S. Padre per avere voluto alla guida di un dicastero cosi' delicato un cardinale saggio come Canizares. Credo che questo ci dia, molto meglio di altre cose, un'idea di quello che il S. Padre vuole realizzare attraverso la liturgia: no a creativita' arbitraria ma sempre vagliate dalla Santa Sede, attenzione a tutte le forme liturgiche che permettano la partecipazione attiva dell'assemblea senza rinunciare al rigore liturgico, rimozione di odiose limitazioni quali la celebrazione del VO...

Z

Stefano78 ha detto...

L'intervista è deludente perchè generica. Non chiarisce. Ma siccome si va avanti "a vista", potrebbe anche essere normale.

Il momento in cui si dirà nettamente quali sono gli interventi in programma e il modo in cui saranno effettuati è ancora lontano.

Io evidenzierei comunque il perno di tutto il fumoso discorso, che però lo rende meno fumoso: cercare di dare vita e forza ad un VASTO movimento Liturgico tradizionale.

Il Papa ha detto più volte che anche se è ben consapevole che la quantità non fa la qualità e men che meno la fede, "tuttavia ha un significato" nell'attuale situazione ecclesiale.

Più che numeroso il movimento liturgico deve essere coeso e deve "scaturire" dal seno stesso della Chiesa per mettersi al suo perenne servizio.

Ad oggi, la situazione dei fedeli tradizionali, sebbene in molti casi fiorente, in altri (sono quelli che fanno più eco anche se pochi!) è frammentaria e balia di ideologie uguali e contrarie agli omologhi "novatores". Tanto da pensare che la divisione si auto-alimenta ed è bnevenuta per entrambi gli "schieramenti". Certo, ripeto, la realtà dei fedeli tradizionali è solo IN MINIMA, INFIMA parte come quella di sostenitori di una ideologia.

Ma, ripeto ancora, i nemici della Chiesa e della Tradizione sono quelli che comandano. E di questo sembra che spesso i fedeli tradizionali non se ne avvedano. Cadendo in trappole con grande ingenuità.

Quando i fedeli tradizionali faranno "cor unum" allora ci sarà poco da fare! Siano essi tanti o pochi. E soprattutto quando si potrà contare su Vescovi di Curia più "moderati". Il lavoro del Papa più delicato è quello delle nomine. E si sta muovendo qualcosa anche ultimamente in senso tradizionale.

Ecco perchè continuo a dire che quello che deve essere il nostro impegno dovrebbe andare nella direzione di questo movimento liturgico. Perchè si consolidi.

Orémus pro Pontífice nostro Benedícto.

mic ha detto...

dice zufolo

no a creativita' arbitraria ma sempre vagliate dalla Santa Sede

sarebbe come dire che il loro iniziatore non ha usato una creatività arbitraria...

grande contraddizione in termini,
strumentalizzazione geniale, ma solo apparentemente, perchè l'arbitrarietà non si misura con le 'approvazioni', ma con la fedeltà al Magistero, che nel caso del rito nc non esiste...
lex orandi lex credendi; la nostra (che è quella della Tradizione nella continuità, non del tradizionalismo) e la loro, non coincidono!!!!!!!!!!!!!

Stefano78 ha detto...

no a creativita' arbitraria ma sempre vagliate dalla Santa Sede, attenzione a tutte le forme liturgiche che permettano la partecipazione attiva dell'assemblea senza rinunciare al rigore liturgico, rimozione di odiose limitazioni quali la celebrazione del VO...


Già. Il regno del CAOS. Ma a molti va benissimo. Della serie "ci sei tu ma ci sono anche io, pure se siamo antitetici, basta che tu non dai fastidio così io non do' fastidio".

Questo è l'obiettivo di molti che devono digerire il rospo inghiottito con l'azione del Papa.

Il fallimento di questa "opzione" sta in essa stessa. "Ogni regno in sè diviso crolla", diceva qualcuno.

Solo dove c'è Unità nella Fede si potrà vedere la vera rinascita.

E, mi dispiace per molti, ma la direzione presa è questa! A prescindere dai giri di valzer sulle parole e soprattutto sulle intenzioni.

A questo riguardo, devo raccontare un aneddoto.

Sono stato a S. Maria Maggiore.

La Cappella del Santissimo Sacramento, un tempo era quella Sistina ma poi è stata spostata vicino la Salus Populi Romani, non è stata "risparmiata" dalla mania di mettere tavoli e contraltari rivolti al "popolo".
Come anche l'altare Maggiore, è stato spogliato di ogni riferimento alla Croce.

Questo fino a prima di Benedetto XVI.

Mic ricorda bene quando andammo in adorazione insieme, vedemmo il Santissimo sopra la famosa "mensa", anche se nulla a che vedere con certe dissacranti tavoli. Mic ricorderà anche la risposata che dette il Vescovo che incontrammo..."Il Concilio ha avvicinato l'Eucaristia..", Ecc, ecc.

Ecco, oggi avevo le lacrime agli occhi quando, entrando nella Cappella del Santissimo, con il Sacramento Esposto, ho notato con GIUBILO che la "mensa" è stata ABOLITA! Il Santissimo troneggiava nel posto che gli spetta: sul Santo ALTARE!

Per non parlare della devozione che lo circondava, e dei SEGNI di adorazione che GIUSTAMENTE sono stati messi (per esempio le statue di due angeli dorati in ginocchio, davanti all'altare, con i ceri accesi!)!

Vi assicuro che avevo le lacrime agli occhi!

Uscendo da quel fausto luogo, mi avvicino all'altare maggiore! OH GAUDIO!
L'altare con il Crocifisso che campeggia al centro, adornato da ceri!

Come ripeto: l'acqua di sorgente ci mette un po' per scendere a valle, soprattutto quando il monte è alto! MA QUANDO ARRIVA DISSETA TUTTI! E le dighe non reggono!

Mi dispiace per quelli che le mettono.. Le loro fatiche sarebbero meglio impiegate se BEVESSERO!

mic ha detto...

ho ricevuto questa informazione:

qualcuno in sacrestia al laterano, dopo il pontificale, ha detto al cardinale di fronte a molti sacerdoti che la basilica di S Giovanni è diventata la "madre di tutti i sacrilegi" parlando delle celebrazioni col rito neocatecumenale e la 'tavola' posticcia officiati da Ruini -quasi non ci fossero altari in S Giovanni!!!- e i riti differenziati per le ordinazioni diaconali separate tuttora celebrate da Vallini e le danze davidiche calpestando le briciole di Pane consacrato sparse dappertutto...

non credo che il cardinale sia rimasto colpito o meravigliato più di tanto... comunque sono in diversi ad aver ascoltato, mi hanno detto

mic ha detto...

Steph, quello che hai detto mi riempie di gioia! Ricordi quando ne avevamo parlato con l'arciprete della Basilica dello squallore della cappella dell'Adorazione e del Signore su quella tavola disadorna... e mi era stato risposto con aria di compatimento che, dopo il concilio, il Signore si era fatto più vicino...

a parte la boiata colossale ammannitami, sono felice che al Signore sua stata restituita la dignità e la sacralità che gli spetta, ma che inducono anche i visitatori a svestirsi dell'indifferenza e della banalità, per assumere un atteggiamento esteriore più consono, di Adorazione e di rispetto (altro genere di vicinanza, più intima e profonda!) che alla fine può venire interorizzato e diventare atteggiamento del cuore...

mic ha detto...

basta con le banalizzazioni, la dissacrazione, la profanazione di quanto abbiamo di più caro e sacro!!!!!!!!!!!

mic ha detto...

Mi dispiace per quelli che le mettono.. Le loro fatiche sarebbero meglio impiegate se BEVESSERO!

e allora davvero "non avrebbero più sete", come dice il Signore e non avrebbero bisogno di tutte quelle innovazioni per raggiungere l'"allegria"!

alle persone non serve l'allegria sempre da rincorrere e garantita solo dalla comunità, ma la gioia profonda intima e sana e risanante che solo il Signore della Vita sa dare, perchè coincide con la Sua Persona!

Stefano78 ha detto...

Dal Compendio del Catechismo:

248. Qual è il criterio, che assicura l'unità nella multiformità?

1209
È la fedeltà alla Tradizione Apostolica, cioè la comunione nella fede e nei sacramenti ricevuti dagli Apostoli, comunione che è significata e garantita dalla successione apostolica. La Chiesa è cattolica: può quindi integrare nella sua unità tutte le vere ricchezze delle culture.

E' sufficientemente chiaro, Zufolo?

Il concetto è molto semplice, ma sembra non esserlo per chi vuole fare il furbo.

Non esiste e mai è esistito nella Chiesa di Roma un "sincretismo rituale" in cui convivono Riti diversi ma ugualmente "approvati" poichè garantirebbero "la partecipazione"!!

La garanzia, come leggi da queste frasi, non è mai stata e mai sarà la "partecipazione" ma l VERITA' del Rito. Che deve esprimere la Fede Cattolica, per essere Rito Cattolico. Altrimenti è pura falsità.

La cosa è di una gravità senza precedenti, ma molti sembrano non avvedersene o sembrano far finta di non capire. Spero che sia ignoranza vera... Perchè non vorrei essere nei panni di chi intraprende queste strade.

Stefano78 ha detto...

...inoltre non è il "rigore liturgico" ad interessare.

Si può essere molto "rigorosi" anche in situazioni totalmente difformi.

Quello che interessa è la Verità del Rito. Poichè Dio comunica la Sua Grazia per mezzo del Culto LOGICO. Si fa presente REALMENTE. Se chi sfonda i riti CREDESSE a questa presenza reale, non si azzarderebbe a fare nulla!

Quando si capirà che nel Sacro Culto si entra "in terra santa", si ode la Voce dell'Altissimo che dice: "tolgiti i sandali, perchè questo luogo è santo"?

Si sta alla presenza stessa di Dio! A Mosè, agli Angeli e alle POtenze del Cielo NON FU DATO un provilegio del genere! Migliaia di generazioni hanno SOGNATO di vivere quello che noi viviamo nel Mistero!

E noi che facciamo? CREATIVITA'!!

Questo, davvero, per me è un mistero incredibile! Quale prurito può far mettere mano al Santuario di Dio Altissimo? Chi può fare violenza al Santuario di Dio?