venerdì 29 gennaio 2010

Ryłko: "il 'nuovo stile di collaborazione' tra sacerdoti e laici nei movimenti ecclesiali e nelle nuove comunità"


Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici al V Colloquio di Roma

Il Cardinale Stanisław Ryłko ha presentato questo martedì "il 'nuovo stile di collaborazione' tra sacerdoti e laici nei movimenti ecclesiali e nelle nuove comunità" e il beneficio che ne può trarre la Chiesa.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici è intervenuto al V Colloquio di Roma, organizzato dalla Comunità dell'Emmanuele e dall'Istituto Universitario Pierre Goursat (IUPG), in collaborazione con l'Istituto Pontificio "Redemptor Hominis", dal 25 al 27 gennaio sul tema "Sacerdoti e laici nella missione".

Il "nuovo stile" di collaborazione tra sacerdoti e laici, ha spiegato il porporato polacco, presuppone "che i presbiteri riconoscano l'identità propria dei fedeli laici e ne valorizzino effettivamente la missione nella Chiesa e nel mondo, guardandosi sia dal nutrire diffidenza nei loro confronti e dall'assumere atteggiamenti paternalistici e autoritari nel governo delle comunità parrocchiali, sia da quella falsa promozione del laicato che, non rispettandone la specificità della vocazione, rischia di tramutarsi in un alibi per il disimpegno e la rinuncia ai propri doveri pastorali verso la comunità cristiana". [Si mette in risalto la funzione dei laici con il pretesto di evitare 'paternalismo' e 'autoritarismo' mentre i sacerdoti, che sono GUIDE, è giusto che esercitino l'Autorità (ben altra cosa, rispetto all'autoritarismo) che è loro propria. Abbiamo invece ben presente il vero AUTORITARISMO esercitato dai catechisti neocatecumenali anche sui 'presbiteri'. Inoltre viene messa in campo anche la 'diffidenza': appare un mettere le mani avanti nei confronti delle riserve che diversi parroci hanno nei confronti del Cammino nc, perché qui si parla di movimenti, ma l'unico movimento invasivo per le parrocchie, che fagocita le pastorali delle diocesi, è proprio e soltanto il cammino...]

Questo "nuovo stile" [nuovo stile che, abbiamo dimostrato con ampia documentazione nel sito e nelle discussioni, introduce una NUOVA CHIESA, con nuova teologia ed ecclesiologia e corrispondenti prassi di rottura con la Tradizione, con il pretesto del Concilio, ma in realtà con l'introduzione di elementi giudeo-luterano-gnostici], ha aggiunto, chiede ai laici "un vivo senso di appartenenza ecclesiale oltreché la consapevolezza della propria corresponsabilità e necessaria partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa, scuotendosi dall'indifferenza ed evitando, tuttavia, sia un eccessivo ripiegamento sugli affari intra-ecclesiali a scapito della missione, sia la pericolosa trappola di certa mentalità ostile all'istituzione ecclesiale e contagiata dalla logica mondana della lotta per il potere, sia un corporativismo aggressivo e contestatario nei confronti del Magistero ecclesiale" [Buoni e saggi consigli che il cammino di certo non segue e per il quale non sono mai valsi] .

"Fattore decisivo per il risveglio missionario di tutto il popolo di Dio in un mondo dove dilagano laicismo e neopaganesimo, e dove Dio è sempre più il Grande Escluso, il 'nuovo stile' di collaborazione tra Pastori e laici inaugurato dal Concilio Vaticano II si prospetta tuttora come un traguardo importante a cui tendere insieme e spesso come una vera sfida da raccogliere", considera il Cardinale. "Ognuno deve fare la sua parte: sacerdoti e laici". [Il famoso 'popolo di Dio', formulazione molto veterotestamentaria che oggi ha preso il posto della più pregnante e significativa realtà di "Corpo di Cristo", a Lui assimilato e 'configurato' e in Lui radicato, non alle "nuove mode" e ai "falsi profeti" e "cattivi maestri" del nostro tempo]

"Ai nostri giorni, suscita grande speranza nella Chiesa la stupefacente fioritura di movimenti ecclesiali e nuove comunità, anch'essa frutto del Concilio", ha spiegato, constatando che "tra gli stessi fondatori, del resto, figurano sia laici (uomini e donne) che sacerdoti, religiosi e religiose". [i famosi nuovi carismi che, per essere confermati, andrebbero vagliati con maggior cognizione di causa. La laicità del fondatore non è di per sé preclusiva, ma lo diventa quando devia dalla dottrina Apostolica]

In questi movimenti, ha aggiunto, "prende forma così un 'noi' comunitario" che diventa "un percorso pedagogico fatto 'insieme' e nel quale ci si sente tutti coinvolti e interpellati, sacerdoti compresi". "Per questo, i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono diventati vere e proprie fucine del 'nuovo stile' di collaborazione tra Pastori e laici nel servizio alla missione evangelizzatrice della Chiesa". [Il cardinale, tra l'altro non essendo un teologo, ma un sociologo evidentemente 'modernista', non tiene conto di quanto, come avviene nel cammino nc, il "noi" comunitario possa diventare spersonalizzante e massificante, creare un'identità collettiva e precludere la risposta personale, unica, il rapporto intimo e profondo che il credente instaura col Signore prima di poterlo vivere con i fratelli in qualunque altra comunità e, con "il resto del mondo", al di fuori dell'ambito comunitario che, per il cammino neocatecumenale diventa l'unico punto di riferimento...]

"Il sacerdote, per primo, deve saper cogliere e interpretare la novità di questi 'doni carismatici' porgendo l'orecchio a quello che lo Spirito dice alla Chiesa oggi (cfr Ap 2, 8). Ai movimenti non si deve guardare come a un 'problema pastorale', ma come a una grande opportunità, una preziosa risorsa di rinnovamento delle nostre comunità parrocchiali". [guardare alla "grande opportunità e il "non si deve" detto con autorità e riferito ai 'problemi pastorali' riconosciuti e richiamati persino dal Santo Padre, appare senz'altro una forzatura... Inoltre, tirare in il problema pastorale significa implicitamente riconoscere che ci sia; tuttavia si tenta di minimizzarlo o addirittura di ignorarlo!

Associazioni e movimenti ecclesiali, ha constatato il Cardinale, "possono costituire un nucleo vitale delle parrocchie in cui operano", aspetto "particolarmente vero per le parrocchie urbane che, non di rado estese su territori molto vasti, si misurano con il rischio di un anonimato che può essere efficacemente contrastato da una microstruttura di piccole comunità cristiane che vivono la fede con intensità". [se quella "vissuta con intensità" -in comunità il cui zelo appare più quello della dipendente appartenenza piuttosto che quello per il Signore- fosse l'autentica fede cattolica, nulla questio!]

"Essi non si pongono in concorrenza con la parrocchia, né tanto meno, sono un'alternativa alla parrocchia - ha segnalato -. Rappresentano piuttosto una grande possibilità pastorale da cogliere. Perché ogni ambiente in cui si formino cristiani 'adulti', consapevoli della propria vocazione e missione, serve la causa della Chiesa e della parrocchia". [Rimarchevole notare come il card parla di problemi esistenti e cogenti (e se ne parla vuol dire che non possono più essere ignorati!), ma trasformati in "una grande possibilità pastorale", senza peraltro motivazioni esplicite e convincenti, ma non l'abituale apoditticità propria dei responsabili del Cammino nell'enfatizzare il loro prodotto: "pacchetto iniziazione chiavi in mano"]

"Dai suoi ministri la Chiesa si aspetta quindi sensibilità, apertura e cordiale accoglienza di queste nuove realtà che portano nella vita di tante comunità cristiane frutti veramente benedetti di conversione, santità e missione". [Penso che la Chiesa dai suoi ministri debba aspettarsi in primo luogo e soprattutto la fedeltà al Suo Signore a ai suoi insegnamenti trasmessi col Magistero di sempre e bypassati dalle nuove mode spacciate per carìsmi: il caso delle esperienze e delle personali sintesi sincretistiche di un laico e di una ex suora trasferite coercitivamente a tutti i credenti, francamente apparirebbe assurdo e improponibile, se non fosse una tragica realtà]

"D'altro canto, il carattere essenzialmente laicale dei movimenti ecclesiali non sopprime il bisogno che essi hanno di una presenza sacerdotale. Lungi dal significare la loro clericalizzazione, tale presenza - sempre animata da sincera carità pastorale - è bensì un servizio prestato nel pieno rispetto della libertà associativa dei fedeli laici e del carisma di ciascuna realtà aggregativa". [Ha bisogno di rincarare la dose delle giustificazioni, col riferimento all'enfasi tutta post conciliare dei cosiddetti carismi che nel Cammino, che rappresenta un "Unicum" rispetto a qualunque altro movimento, sono improvvisazioni e allontanamento dalla Tradizione!]

I movimenti ecclesiali e le nuove comunità hanno dunque bisogno "del sapiente, attento e paterno accompagnamento dei Pastori. Si tratta di una missione impegnativa e molto delicata, alla quale ogni sacerdote deve prepararsi in modo adeguato, a prescindere dal fatto di una sua effettiva appartenenza all'uno o all'altro". [se davvero tutto si svolgesse in questo modo! Ma nel cammino i sacerdoti DEVONO obbedire ai catechisti]

Il Cardinale si è detto convinto che l'Anno Sacerdotale che stiamo vivendo nella Chiesa costituisca "un'ottima opportunità data ai Pastori per mettersi all'attento ascolto di ciò che lo Spirito Santo dice alla Chiesa mediante questi doni carismatici". [mettersi in ascolto del Signore per recuperare le virtù sacerdotali del Santo Curato d'Ars proposto dal Papa come modello (Santa e Divina Liturgia, e confessione...) no, eh!]

"Ai cristiani stanchi e scoraggiati e a tante comunità cristiane ormai troppo autoreferenziali e ripiegate su sé stesse, i movimenti lanciano la sfida di una Chiesa coraggiosamente proiettata verso nuove frontiere di evangelizzazione", ha concluso. "In questo nostro tempo, la Chiesa ha davvero bisogno di aprirsi a questa novità generata dallo Spirito". [La Chiesa ha bisogno di conoscere e radicarsi sempre più nel suo Signore, attraverso un'autentico Annuncio ed una Pastorale corrispondente!]
ROMA, martedì, 26 gennaio 2010 (ZENIT.org)

32 commenti:

mic ha detto...

In questi movimenti, ha aggiunto, "prende forma così un 'noi' comunitario" che diventa "un percorso pedagogico fatto 'insieme' e nel quale ci si sente tutti coinvolti e interpellati, sacerdoti compresi". "Per questo, i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono diventati vere e proprie fucine del 'nuovo stile' di collaborazione tra Pastori e laici nel servizio alla missione evangelizzatrice della Chiesa". [Il cardinale, tra l'altro non essendo un teologo, ma un sociologo evidentemente 'modernista', non tiene conto di quanto, come avviene nel cammino nc, il "noi" comunitario possa diventare spersonalizzante e massificante, creare un'identità collettiva e precludere la risposta personale, unica, il rapporto intimo e profondo che il credente instaura col Signore prima di poterlo vivere con i fratelli in qualunque altra comunità e, con "il resto del mondo", al di fuori dell'ambito comunitario che, per il cammino neocatecumenale diventa l'unico punto di riferimento...]


Rylko parla come se nella Chiesa si sia TUTTI "coinvolti e interpellati" solo se si è in un movimento... egli sembra non aver alcuna conoscenza di cosa voglia dire "Comunione dei Santi" possibile soltanto in Cristo Signore e che segna l'appartenenza autentica alla Chiesa...

Santi, non sono i "perfetti", ma coloro che hanno fatto la loro scelta per il Signore (in ogni caso i Battezzati, a maggior ragione se vivono consapevolmente il proprio Battesimo) e quindi -in senso paolino- sono "messi da parte", "presì per Sé" da parte del Signore e che, nel cammino di fede acquistano una sempre maggiore 'perfezione' nell'acquisire la 'somiglianza', attraverso la fedeltà e l'assimilazione delle Grazie Divine e il potere trasformante dell'Eucarista...

Nel matrimonio ebraico c'è un punto molto significativo della celebrazione che ci mostra come il rapporto tra il Signore e la Sua Chiesa ed ogni anima che la compone, sia un rapporto 'sponsale': lo sposo compie l'atto sacerdotale di "santificare" la sposa; il che signfica "toglierla dal mucchio", riservarla per sé...!

Ma questa verità nella S. Scrittura e negli insegnamenti della Chiesa è ben presente da sempre!

jonathan ha detto...

Che bella novità, eminenza, è primavera, sbocciano i carismi, piccole comunità crescono, nuove frontiere per l’evangelizzazione, la Chiesa ormai si declina col ‘noi comunitario’! Mi sembri Kiko, eminenza, ma tanto ormai fa lo stesso, è un percorso pedagogico fatto 'insieme' e nel quale ci si sente tutti coinvolti e interpellati, sacerdoti compresi .

Ma le primavere sono solo preludio di futuri possibili, le primavere passano.

Nel futuro che sogno "Ognuno deve fare la sua parte: sacerdoti e laici". E sì, sogno una Chiesa santa, dove i sacerdoti, come il curato d’Ars, non avranno più bisogno di dare del noi alla gente, perché sapranno di nuovo dare del tu a Dio, sapranno perdere tempo senza parole davanti a Lui e poi spendersi per annunciarLo a tutti, nel segreto del Suo perdono o sull’Altare del Suo Corpo o attorno al dolore sconfitto dei malati e degli anemici di speranza.

E sogno una Chiesa santa dove i laici possano trovare olio per le loro lampade, vestire di Carità la propria vita, e testimoniare il Suo sguardo che ama, nel mondo, nella famiglia, a lavoro, a scuola, ovunque ci sia respiro di attesa.
Sogno l’estate che verrà. E sarà bella.

Emma ha detto...

Il cardinale Rylko è talmente lui stesso immerso nel noi identitario del cammino neocatecumenale che non si rende nemmeno più conto, quando scrive o parla, che è evidente a chi lo legge o lo ascolta.
È diventato il portavoce del cnc e sono convinta che molti membri di altri movimenti, leggendo questo testo, non si riconoscerebbero nella descrizione fatta da Rylko che aveva in mente il suo caro cammino.

Emma ha detto...

"In questi movimenti, ha aggiunto, "prende forma così un 'noi' comunitario" che diventa "un percorso pedagogico fatto 'insieme' e nel quale ci si sente tutti coinvolti e interpellati, sacerdoti compresi". "Per questo, i movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono diventati vere e proprie fucine del 'nuovo stile' di collaborazione tra Pastori e laici nel servizio alla missione evangelizzatrice della Chiesa".

A che prezzo si forma quel "noi" comunitario nel cnc?
Si è forse preoccupata la Chiesa dell`individuo, della persona la cui coscienza è stata violentata nella sua intimità per approdare a quel "noi" comunitario?
Che cura ha avuto la Chiesa di coloro che hanno denunciato questi metodi, persone distrutte , svuotate della loro identità e costrette ad un lento e doloroso cammino di ricostruzione?
Se ne sono preoccupati, se ne preoccupano, i presbiteri neocatecumenali che assistono in silenzio a quelle confessioni pubbliche, a quelle violazioni del foro intimo della persona?

Sì, a che prezzo si forma il noi identitario nel cammino neocatecumenale?

jonathan ha detto...

Quando ero in comunità, avevo una grande difficoltà a pregare a voce alta, davanti a tutti. Vi si opponeva un accanito pudore a denudare quella piccola intimità della preghiera che preferisce il 'segreto della tua stanza' dove raccontarsi e chiedere aiuto. Ma, mi dicevano, è peccato d'orgoglio, mancanza di umiltà. La comunità così esorcizza i sensi di colpa che essa stessa innesta. E ti porta via, piano piano, proprio quel che diceva Mic sopra, il tu per tu con il Signore, il sapersi in qualche modo 'messi da parte' per Lui.

Credo sia questo il prezzo del 'noi' di cui chiedeva Emma. Il più alto.

tantoi rumore x nulla ha detto...

Ho letto solo le prime righe di questo post.L'ho abbandonato per noia!!Le solite provocazioni,
strumentalizzazioni.Le solite sciocchezze.Siamo alle solite!!Mic è una specie di disco che gira e ripete sempre le stesse cose.Se qualcuno osa elogiare il Cammino o altre realta' ecclesiali viene immediatamente,da lei,bollato in modo sprezzante con il termine:
"modernista".Mic è ossessionato dal Cammino Neocatecumenale,dal modernismo.Evidentemente rimpiange l'ecclesiologia pre Conciliare.
Quella della Chiesa societa' perfetta gerarchicamente organizzata.Nella quale il Papa era tutto,pieno di fasto di pompa.Portato a spalla da altri uomini.I Vescovi un gradino piu' in basso,ma comunque sempre potenti e un gradino piu' in alto.Poi venivano i Preti al terzo posto e in fine i laici i quali c'erano o non c'erano era lo stesso,contavano poco.Forse a Mic un simile tipo di Chiesa puo' piacere e ne puo'avere nostalgia.
Ma sappia che la Chiesa è piu'vicina al Vangelo quando è tenuta insieme dall'amore,dal servizio non dal potere,o dall'autorità.Si avvicinaq al Vangelo e al suo fondatore quando si mette al servizio non esercitando un potere.Gesu'è venuto per essere servito non per servire.Anche la liturgia pre conciliare rispecchiava e rispecchia questa mentalita.Il clero è tutto ,i laici niente.Ai
laici non era permesso neanche accostarsi all'altare chiuso da una balaustra invalicabile quasi i laici fossero una minaccia.Si diceva che i laici erano "profani" quindi indegni di "toccare
"l'altare.E intanto il Prete si diceva la propria Messa in latino sull'altare e il popolo(in disparte)ignaro recitava il rosario e le novene.Mic non negare ho conosciuto diverse persone che hanno ammesso che cio' si faceva tra le quali una donna quasi novantenne.Ma non ti fare illusioni non si torna al passato!
rassegnati

NC ha detto...

Vai zufolo con una delle tue pennelate - siamo tutti con te ! almeno i tuoi post gli pubblicano

mic ha detto...

Faccio una domanda a tanto rumore..., anche se è inutile:

quando mai da tutto quello che ho scritto o espresso, emerge una mia visione di Chiesa come quella che mi attribuisce lui?

in ogni caso la sua 'sparata' è utile, perché dimostra esattamente ciò che il cammino neocat inculca sulla Chiesa ai suoi adepti, che contiene tutti i peggiori luoghi comuni di cui si serve anche l'ideologia 'modernista' per criticare (e tentar di ditruggere) la vera Chiesa di Cristo!

Emma ha detto...

"Ai movimenti non si deve guardare come a un 'problema pastorale', ma come a una grande opportunità, una preziosa risorsa di rinnovamento delle nostre comunità parrocchiali".

Nel senso voluto da Kiko Arguello?
È quello il genere di rinnovamento auspicato dal card. Rylko?


Associazioni e movimenti ecclesiali, ha constatato il Cardinale, "possono costituire un nucleo vitale delle parrocchie in cui operano"

Nucleo vitale?
Quale nucleo e come lo si diventa?
Quando le altre realtà ecclesiali sono messe fuori, messe ai margini dalle comunità nc che si impongono e diventano IL nucleo "vitale" ?
Dov`è la vita quando si diventa un nucleo a scapito delle altre realtà ecclesiali che sono assorbite o espulse?

"Essi non si pongono in concorrenza con la parrocchia, né tanto meno, sono un'alternativa alla parrocchia - ha segnalato -. Rappresentano piuttosto una grande possibilità pastorale da cogliere. Perché ogni ambiente in cui si formino cristiani 'adulti', consapevoli della propria vocazione e missione, serve la causa della Chiesa e della parrocchia".

Cogliere una possibilità pastorale o farsi assorbire da una pastorale che si impone come la sola?

mic ha detto...

Gesu'è venuto per essere servito non per servire.Anche la liturgia pre conciliare rispecchiava e rispecchia questa mentalita.Il clero è tutto ,i laici niente

lapsus freudiano o luciferino?

mic ha detto...

Vai zufolo con una delle tue pennelate - siamo tutti con te ! almeno i tuoi post gli pubblicano

ad ogni pubblicazione segue una risposta; ma questa ovviammente non conta vero?

a.rita ha detto...

caro Mic,
mi permetto di segnalarti due post che ho inserito nel thread precedente.

Qui invece non commenterò nulla, perchè solo sentir nominare il Signor Rylko, mi da ai nervi. Ma ognuno renderà conto davanti a Dio del suo operato. Vedrai, Mic, che davanti all'Altissimo la smetterà di insegnare le sue poltiglie conciliari.

miciomacio ha detto...

No, i neocatecumenali non sono tutti come Zufolo o TRPN, fortunatamente. Ma, sicuramente, questa è la loro evangelizzazione. Questo è il loro cristo: fazioso e per nulla fraterno, inconciliabile con la vita di un cristiano. Se questa è l'immagine di Cristo che i nc portano avanti allora siamo davvero gli ultimi.

katartiko ha detto...

chi, come e quando questa frase?

"Ovviamente, i libri da soli non bastano. Formate delle comunità sulla base della fede! Negli ultimi decenni sono nati movimenti e comunità in cui la forza del Vangelo si fa sentire con vivacità. Cercate la comunione nella fede come compagni di cammino che insieme continuano a seguire la strada del grande pellegrinaggio che i Magi dell’Oriente ci hanno indicato per primi."
Cari amici depressi, iniziate veramente a stancare; fra poco sarete affetti da rylkite acuta (che è simile alla kikite).
ciao a tutti.....

katartiko ha detto...

Da tempo si discute su come inserire i movimenti nell’unità della Chiesa. Cosa ci può dire sull’insegnamento di Benedetto XVI al riguardo?

Don Cattaneo: A volte si manifesta una tendenza a considerare problematica la questione.

A tal riguardo il Papa ha invece spesso mostrato un atteggiamento positivo, incoraggiante e fiducioso.

La varietà dei carismi nell’unità della Chiesa non va infatti vista come un problema, ma come una ricchezza della Chiesa, la cui unità non è uniforme, ma implica una pluralità che la rende una comunione.

San Paolo ha così descritto il multiforme agire di Dio a favore del suo popolo: «Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti» (1Cor 12,4-6).

La Chiesa è continuamente guidata e arricchita da Cristo e dal suo Spirito, che sono la fonte sia dell’unità sia della varietà dei doni.

Nel messaggio rivolto ai movimenti ecclesiali in occasione dell’incontro a Roma nel 1998, Giovanni Paolo II ha osservato: «La vostra stessa esistenza è un inno all’unità nella pluriformità voluta dallo Spirito e ad essa rende testimonianza. Infatti, nel mistero di comunione del Corpo di Cristo, l’unità non è mai piatta omogeneità, negazione della diversità, come la pluriformità non deve diventare mai particolarismo o dispersione».

katartiko ha detto...

questo lo avevate saputo?
http://www.blogcatalog.com/blog/galilaeae/9dc5183e63e740926740dbf0b39ea914

mic ha detto...

Negli ultimi decenni sono nati movimenti e comunità in cui la forza del Vangelo si fa sentire con vivacità. Cercate la comunione nella fede come compagni di cammino che insieme continuano a seguire la strada del grande pellegrinaggio che i Magi dell’Oriente ci hanno indicato per primi

vedi katartiko, ci era ben nota questa esortazione recente del Papa... ed è esattamente la "comunione nella fede" che noi cerchiamo, non osteggiamo; ma non la troviamo!

mic ha detto...

il link inserito da katartiko riporta un

Incontro in Galilea con 150 vescovi dell'America Latina promosso dal Cammino neocatecumenale...

risale al 14 novembre 2009 e dimostra come, nella Chiesa, nei loro confronti e nonostante tutto nulla è cambiato e nulla ancora accenna a cambiare...

mic ha detto...

La Chiesa è continuamente guidata e arricchita da Cristo e dal suo Spirito, che sono la fonte sia dell’unità sia della varietà dei doni.

se si riscontra che un sedicente "dono", alias carìsma -a prescindere da tutte le difformità e discrasie riscontrate- tutto porta tranne che l'unità, siamo davvero sicuri che si tratta di un dono?

Nel messaggio rivolto ai movimenti ecclesiali in occasione dell’incontro a Roma nel 1998, Giovanni Paolo II ha osservato: «La vostra stessa esistenza è un inno all’unità nella pluriformità voluta dallo Spirito e ad essa rende testimonianza. Infatti, nel mistero di comunione del Corpo di Cristo, l’unità non è mai piatta omogeneità, negazione della diversità, come la pluriformità non deve diventare mai particolarismo o dispersione».

son tutte esortazioni ben note e ci trovano perfettamente concordi; ma perché si continua a citarle come se fossero realizzate quando, quando si ha a che fare col cammino nc, così non è????

Faccio notare che la vera unità, come da noi tante volte ripetuto, si trova nel "mistero del Corpo di Cristo"... è su questo che vi dovete interrogare!!!

Dov'è il "Corpo di Cristo" nei midrashim, talmudim e qabbalismi vari inculcati dal cammino?

Caterina63 ha detto...

^__^

siamo ancora ALLE SPERIMENTAZIONI!!!

"nuovo stile": ergo dobbiamo dedurne che quello pastoralmente insegnato in questi 30 anni non andava bene? ^__^

mic ha detto...

siamo ancora ALLE SPERIMENTAZIONI!!!

"nuovo stile": ergo dobbiamo dedurne che quello pastoralmente insegnato in questi 30 anni non andava bene?


così pare, Caterina!
In fondo è questo il succo del discorso di Rylko...
in oltre 40 anni questo 'nuovo stile' che fin troppo è proliferato e che ora viene imposto, ha fagocitato e continua a fagocitare tante spiritualità presenti nella Chiesa, ma senza scalfire nulla del relativismo, della desacralizzazione, dell'apostasia divenuta pane quotidiano, anzi creando terra riarsa ma piena di miraggi ingannevoli là dove c'è un cuore che spera di approfondire la fede...
e noi siamo ancora qui a parlarne

più tardi inserisco il nuovo thread proposto da A. Rita

gianluca cruccas ha detto...

La varietà dei carismi nell’unità della Chiesa non va infatti vista come un problema, ma come una ricchezza della Chiesa, la cui unità non è uniforme, ma implica una pluralità che la rende una comunione.

Diventa un problema quando un movimento evidentemente eretico forma una nuova chiesa fondata dal suo fondatore , Kiko Arguello, quindi il CN non e' di certo un prodotto dello Spirito Santo ma di un altro spirito che puzza di zolfo, il diavolo.

Stefano78 ha detto...

Il problema è di Autorità. Ma soprattutto di fedeltà all'autorità.

Il Discorso del Cardinal Rylko è concreto e mi sembra anche equilibrato...SE NON FOSSE... Ci sono sempre diecimila "se" quando si affrontano questi temi. Sembra che ci siano due realtà: quella di "come dovrebbe essere" e quella che "è"!

Il "come dovrebbe essere" non è quasi mai come "è"!

La realtà è che è vero che quelli presenti in molte associazioni laicali possono essere definiti "carismi". Il fatto stesso di mobilitare moltitudini si pone sotto il naso. Diverso è dire COME QUESTI CARISMI VENGONO ESERCITATI. Effettivamente il radicalismo GENEROSO è molto spesso presente nelle associaizoni laicali. Bisogna vedere come esso è "ottenuto".

Ma questo discroso rientra nel COME il Carisma è esercitato, tralasciando il pur importante discorso sulla autenticità. Anche perchè il COME è esercitato il carisma è criterio di autenticità!

Il problema principale, perchè i problemi ci sono eccome (del resto lo dice anche il Cardinale) è la dimensione AUTONOMA delle associazioni e delle aggregazioni. Esse troppo spesso sono di fatto cellule AUTONOME E PARALLELE alla Chiesa con la quale "collaborano".

Questo è il vero problema! Se ci si considera autonomi e "paritetici" si incorre nel difetto rispetto all'autorità! E' come se si stesse davanti a due "capi di stato"! Tra di loro si considerano "pari" in autorità e quindi trattano come "collaboratori autonomi"! A volte ci sarà accordo tra le disposizioni diramate dall'uno, come anche ci sarà disaccordo con le opere messe in atto dall'altro.

PER QUESTO i discorsi e le azioni del PAPA vanno nella direzione di sottolineare sia l'impossibilità di IGNORARE questi movimenti (NON SI PUO' IGNORARLI), come anche l'impossibilità di "respingerli", sia la NECESSITA' urgente che essi si integrino!

E qual è il primo passo per l'integrazione? Il riconoscimento dell'Autorità! Ma mi dite come possono riconoscere l'Autorità se gli errori da cui devono PURIFICARSI sono generati e difesi da molte autorità in seno alla CHiesa?

L' autonomismo parte infatti da settori "intermedi" rispetto all'autorità suprema, tanto da relativizzare già lì il concetto di Autorità!

Stefano78 ha detto...

...Manco a farlo apposta, il Santo padre IL 27 GENNAIO (NOTATE LA DATA) ha fatto una SPLENDIDA catechesi SUI CARISMI...

Bisongerebbe leggerla TUTTA e meditarla anche e soprattutto in rapporto alla considerazione sui "carismi e l'ecclesialità".

Tra l'altro il "povero" San Francesco viene strapazzato più di una volta dai nostri amici, in realazione alle "presunte" analogie... Che invece il Papa smentisce in questa Catechesi

zufolo ha detto...

"[Il cardinale, tra l'altro non essendo un teologo, ma un sociologo evidentemente 'modernista', non tiene conto di quanto, come avviene nel cammino nc, il "noi" comunitario possa diventare spersonalizzante e massificante,"

gravissimo handicap per il Card Rylko essere un sociologo anziche' un teologo come Hans Kung... ma se il curato d'Ars, che non aveva fatto neppure le elementari e che e' stato bocciato due volte in seminario, e' riuscito a fare qualcosa di buono grazie allo Spirito Santo, magari c'e' qualche speranza anche per lui.

E forse chissa', anche per noi laici poveri di intelligenza e di certificati di teologia dogmatica, magari c'e' speranza che se Dio ci manda un po' di Spirito Santo riusciamo a portare un minimo di Vangelo anche noi a qualcuno?

Z

Francesco ha detto...

Un capolavoro di cerchiobottismo e di ipocrisia questo discorso di Mons. Rylko, che non si comprende bene al servizio di chi si sia posto fino ad ora e in questa fase cruciale della vita della Chiesa.
L'amalisi di Mic , riportata in roisso nel testo del thread, è esauriente e chiarissima. Mi permetterei solo di aggiungere che il tono sottilmente e smaccatamente celebrativo dei movimenti ( per meglio dire, di alcuni movimenti e di altri no) è in netta antitesi con il Magistero reale della Chiesa e con il Catechismo della Chiesa Cattolica, che in proposito, esprimono solo cautio apprezzamenti circa il ruolo dei laici, senza abbandonarsi, come fa Rylko, a smaccate celebrazioni di realtà incontrollatre e, ancora oggi, più che mai incontrollabili.

mic ha detto...

Dice Zufolo:
gravissimo handicap per il Card Rylko essere un sociologo anziche' un teologo come Hans Kung... ma se il curato d'Ars, che non aveva fatto neppure le elementari e che e' stato bocciato due volte in seminario, e' riuscito a fare qualcosa di buono grazie allo Spirito Santo, magari c'e' qualche speranza anche per lui.

è arrivata la "pennellata" di Zufolo che, come al solito, utilizza la dialettica pro domo sua

Infatti, al di là della formazione sociologica o teologica è evidente che è il carìsma magisteriale dato dallo Spirito Santo ai pastori nella Chiesa quello che riconosce o conferma i carìsmi. Quindi sono d'accordo che non bisogna essere né sociologi né teologi per accogliere e usare i doni dello Spirito Santo... ma si dà il caso che, nel testo esaminato, il cardinale usi un discorso teologico, del quale oltretutto è riconoscibilissimo lo stile ed il linguaggio kikiano e del quale ancora le postille inserite mostrano le magagne... ergo, dov'è qui lo Spirito Santo, che peraltro si esprime anche nella sociologia, ma prevalentemente nella teologia, ispirate dalla fede (o vogliamo mettergli dei paletti)?

E forse chissa', anche per noi laici poveri di intelligenza e di certificati di teologia dogmatica, magari c'e' speranza che se Dio ci manda un po' di Spirito Santo riusciamo a portare un minimo di Vangelo anche noi a qualcuno?

la stessa cosa vale per i laici poveri di intelligenza e privi di certificati di teologia dogmatica... a chiunque gli chiede lo Spirito o comunque gli è fedele a partire dal quotidiano, il Signore dà il discernimento e la capacità di essergli 'testimone' - e quindi evangelizzare- anche senza accorgersene e nessuno qui lo ha mai messo in discussione;

ma non credo che possa attribuirsi alla volontà del Signore - se ha dato a qualcuno doti di intelligenza e opportunità di accostarsi alla teologia (non necessariamente dogmatica) ma la teologia="scienza del divino" in quanto approfondimento (non senza la preghiera, l'Adorazione e la vita sacramentale) della conoscenza del Signore e della Sua Rivelazione, da condividere con i fratelli - che esse debbano essere discriminate, nella presunzione che lo Spirito prediliga gli ignoranti, quelli che non si fanno e non fanno domande... ognuno di noi è sempre ignorante rispetto alle Verità di fede che ci precedono e ci oltrepassano e vanno accostate e accolte con semplicità, umiltà, con cuore aperto sincero, disponibile, assetato, perché LA VERITA' è il Signore e, dove non c'è verità, non c'è nemmeno Lui!

Se qualcuno se ne accorge, è bene che continui a dirlo, con la protezione e l'intercessione del Santo Curato D'Ars, che dimostrava la sua docilità e dimestichezza con lo Spirito, non maramaldeggiando sui parrocchiani o ripetendo catechesi pre-fabbricate, ma Adorando, celebrando l'Eucaristia e accogliendo e formando le anime nel sacramento della Penitenza, cosa che non mi sembra ricorra nell'ambito del cammino!!!

Ogni strumentalizzazione è buona per coartare o mettere a tacere chi non esercita l'uso della Ragione, che è uno dei tantissimi doni che il Signore ci ha fatto, ma non certo per delegarlo ad altri

Ed è sintomatico il fatto che, com'è prassi, non si sia confutato nessuno dei miei rilievi basati sulla realtà dei fatti, ma si sia al solito partiti da un dato secondario per costruirvi sopra un "altro" discorso basato sulla propria ideologia

strl ha detto...

x TRPN
"(...).
Ma sappia che la Chiesa è piu'vicina al Vangelo quando è tenuta insieme dall'amore,dal servizio non dal potere,o dall'autorità.Si avvicinaq al Vangelo e al suo fondatore quando si mette al servizio non esercitando un potere.
"

Devo dire che avresti anche ragione se i catechisti facessero questo e non l'esatto contrario: specie se avrai modo di salire i livelli ti accorgerai che tutto fanno meno che "servire"! Ed esercitano decisamente un grosso potere (specie psicologico) sui catecumeni ordinari e anche sui presbiteri!
ciao!

tanto rumore per nulla ha detto...

X Strl

Caro amico puo' darsi che ci sia qualche "catechista" che fa quello che dici.Cioè' che eserciti un "potere" sugli altri.Non lo nego ma dico anche che non è un eccezione ne' un caso isolato nella Chiesa.Quanti agiscono cosi'?
Ma commettete il solito errore generalizzate e condannate spinti solo dal vostro odio,rancore.
D'altronde su questo blog non fate anche voi la stessa cosa?Non cercate anche voi di esercitare un potere?Non siete certo migliori di quelli che volete condannare.Nella mia lunga esperienza,per fortuna o per grazia,ho incontrato solo pochi catechisti(due)che lo facevano per potere.Con il tempo Dio li ha smascherati e ora sono fuori. La stragrande maggioranza da la vita per le comunita'e per l'evangelizzazione con grande sacrificio tra problemi di lavoro,figli etc.Caro Strl non c'è alcun livello da salire semmai c'è da scendere.Non so quale conoscenza hai del Cammino.O per dire meglio ,c'è qualcosa da salire ma non si tratta di livelli ma della croce di Cristo.A te che ami sparlare,giudicare,
condannare,chiedo:Cosa fai di costruttivo,di buono per gli altri?O forse ti limiti a spettegolare su questo blog?Puntare il dito, giudicare è' la cosa piu' facile del mondo!!Impegnarsi per gli altri è piu' difficile.

tanto rumore per nulla ha detto...

sempre per STRl

caro amico e' proprio la frustrazione che vi spinge a scrivere su questo blog.La coscienza che non potete perche' non ci riuscite ad esercitare il "potere" che vorreste.Molti abbandoni del Cammino sono motivati propio da questo.

miciomacio ha detto...

Gli abbandoni del cammino neocatecumenale sono dovuti alla presa di coscienza che lo stesso è un'organizzazione umana, fondata da mano d'uomo, per gli interessi mondani degli uomini.
Miao

strl ha detto...

x TRPN

Probabilmente sono fuori tempo massimo ma non ho molto tempo di leggere i commenti...
Comunque:

"
Caro amico puo' darsi che ci sia qualche "catechista" che fa quello che dici.Cioè' che eserciti un "potere" sugli altri.Non lo nego ma dico anche che non è un eccezione ne' un caso isolato nella Chiesa.Quanti agiscono cosi'?
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Posso parlare solo per quello che è la mia diretta esperienza: l'ho visto fare, a quei livelli di condizionamento della psiche e della vita, solo nel CNC. Ah, anche nei Testimoni di Geova e in Scientology ma sono fuori della chiesa...

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Ma commettete il solito errore generalizzate e condannate spinti solo dal vostro odio,rancore.
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Adesso mi dai del Voi?
Comunque io non generalizzo: dico solo quello che ho visto personalmente. Puoi fare altrettanto?

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D'altronde su questo blog non fate anche voi la stessa cosa?Non cercate anche voi di esercitare un potere?Non siete certo migliori di quelli che volete condannare.
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Vedi sopra!

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Nella mia lunga esperienza,per fortuna o per grazia,ho incontrato solo pochi catechisti(due)che lo facevano per potere.Con il tempo Dio li ha smascherati e ora sono fuori.
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Finalmente una buona notizia!
Io invece ne ho incontrati diversi e quello che è più grave che invece di essere messi fuori (o messi in condizione di non nuocere) sono stati coperti, ricoperti e ancora coperti dai catechisti molto in alto... diciamo alla destra di kiko, tanto per capirci!
Mentre i catechisti "sani", talmente stufi della situazione, se ne sono andati!
Purtroppo abbiamo esperienze opposte.
Come vorrei veder fare pulizia nel Cammino!

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La stragrande maggioranza da la vita per le comunita'e per l'evangelizzazione con grande sacrificio tra problemi di lavoro,figli etc.
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E questo è vero.
Il problema è che più ho conosciuto catechisti in alto più mi è venuto il voltastomaco!
E questi guidano i poveracci che danno la vita per l'evangelizzazione etc. etc.

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Caro Strl non c'è alcun livello da salire semmai c'è da scendere.Non so quale conoscenza hai del Cammino.O per dire meglio ,c'è qualcosa da salire ma non si tratta di livelli ma della croce di Cristo.
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Concordo. Non ho intenzione di salire nessun livello. Ti ribadisco che mi fa venire il voltastomaco.

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A te che ami sparlare,giudicare,
condannare,chiedo:Cosa fai di costruttivo,di buono per gli altri?O forse ti limiti a spettegolare su questo blog?Puntare il dito, giudicare è' la cosa piu' facile del mondo!!Impegnarsi per gli altri è piu' difficile.
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Caro amico! Se vedessi fare pulizia nel CNC me ne starei zitto.
Ma visto che l'unica via è quella di andarsene ed iniziare a sparare contro il lerciume che, putroppo, c'è mi ritrovo a perdere tempo in questo blog.
E ti assicuro che lo faccio proprio per quei poveri disgraziati che stanno perdendo la vita per l'evangelizzazione!