sabato 2 gennaio 2010

Le verità della fede da insegnare e conoscere in maniera organica e completa

Quale migliore occasione di approfondimento, in questo inizio d'anno, che la 'sapiente' catechesi del Papa su Pietro Lombardo? Ne ho ritagliato gli stralci più significativi per la nostra riflessione. [L'immagine raffigura i Padri della Chiesa e vuole richiamare il prezioso e insostituibile legame con la Tradizione che, insieme alla Rivelazione Apostolica è il tesoro insostituibile della nostra Chiesa cattolica]

Il grande merito di Pietro Lombardo è di aver ordinato tutto il materiale, che aveva raccolto e selezionato con cura, in un quadro sistematico e armonioso. Infatti, una delle caratteristiche della teologia è organizzare in modo unitario e ordinato il patrimonio della fede. Egli distribuì pertanto le sentenze, cioè le fonti patristiche sui vari argomenti, in quattro libri. Nel primo libro si tratta di Dio e del mistero trinitario; nel secondo, dell’opera della creazione, del peccato e della Grazia; nel terzo, del Mistero dell’Incarnazione e dell’opera della Redenzione, con un’ampia esposizione sulle virtù. Il quarto libro è dedicato ai sacramenti e alle realtà ultime, quelle della vita eterna, o Novissimi. La visione d’insieme che se ne ricava include quasi tutte le verità della fede cattolica. Questo sguardo sintetico e la presentazione chiara, ordinata, schematica e sempre coerente, spiegano il successo straordinario delle Sentenze di Pietro Lombardo. Esse consentivano un apprendimento sicuro da parte degli studenti, e un ampio spazio di approfondimento per i maestri, gli insegnanti che se ne servivano. Un teologo francescano, Alessandro di Hales, vissuto una generazione dopo quella di Pietro, introdusse nelle Sentenze una suddivisione, che ne rese più facile la consultazione e lo studio. Anche i più grandi teologi del tredicesimo secolo, Alberto Magno, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d’Aquino, iniziarono la loro attività accademica commentando i quattro libri delle Sentenze di Pietro Lombardo, arricchendole con le loro riflessioni. Il testo del Lombardo fu il libro in uso in tutte le scuole di teologia, fino al secolo XVI.

Desidero sottolineare come la presentazione organica della fede sia un’esigenza irrinunciabile. Infatti, le singole verità della fede si illuminano a vicenda e, in una loro visione totale e unitaria, appare l’armonia del piano di salvezza di Dio e la centralità del Mistero di Cristo. Sull’esempio di Pietro Lombardo, invito tutti i teologi e i sacerdoti a tenere sempre presente l’intera visione della dottrina cristiana contro gli odierni rischi di frammentazione e di svalutazione di singole verità. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, come pure il Compendio del medesimo Catechismo, ci offrono proprio questo quadro completo della Rivelazione cristiana, da accogliere con fede e con gratitudine. Vorrei incoraggiare perciò anche i singoli fedeli e le comunità cristiane ad approfittare di questi strumenti per conoscere e approfondire i contenuti della nostra fede. Essa ci apparirà così una meravigliosa sinfonia, che ci parla di Dio e del suo amore e che sollecita la nostra ferma adesione e la nostra operosa risposta.

Per avere un’idea dell’interesse che ancor oggi può suscitare la lettura delle Sentenze di Pietro Lombardo, propongo due esempi. Ispirandosi al commento di sant’Agostino al libro della Genesi, Pietro si domanda il motivo per cui la creazione della donna avvenne dalla costola di Adamo e non dalla sua testa o dai suoi piedi. E spiega: “Veniva formata non una dominatrice e neppure una schiava dell’uomo, ma una sua compagna” (Sentenze 3, 18, 3). Poi, sempre sulla base dell’insegnamento patristico, aggiunge: “In questa azione è rappresentato il mistero di Cristo e della Chiesa. Come infatti la donna è stata formata dalla costola di Adamo mentre questi dormiva, così la Chiesa è nata dai sacramenti che iniziarono a scorrere dal costato di Cristo che dormiva sulla Croce, cioè dal sangue e dall’acqua, con cui siamo redenti dalla pena e purificati dalla colpa” (Sentenze 3, 18, 4). Sono riflessioni profonde e valide ancora oggi quando la teologia e la spiritualità del matrimonio cristiano hanno approfondito molto l’analogia con la relazione sponsale tra Cristo e la sua Chiesa. [...]

Cari fratelli e sorelle, è importante riconoscere quanto sia preziosa e indispensabile per ogni cristiano la vita sacramentale, nella quale il Signore tramite questa materia, nella comunità della Chiesa, ci tocca e ci trasforma. Come recita il Catechismo della Chiesa Cattolica, i sacramenti sono “forze che escono dal Corpo di Cristo, sempre vivo e vivificante, azioni dello Spirito Santo” (n. 1116). In quest’Anno Sacerdotale, che stiamo celebrando, esorto i sacerdoti, soprattutto i ministri in cura d’anime, ad avere loro stessi, per primi, un’intensa vita sacramentale per essere di aiuto ai fedeli. La celebrazione dei sacramenti sia improntata a dignità e decoro, favorisca il raccoglimento personale e la partecipazione comunitaria, il senso della presenza di Dio e l’ardore missionario. I sacramenti sono il grande tesoro della Chiesa e a ciascuno di noi spetta il compito di celebrarli con frutto spirituale. In essi, un evento sempre sorprendente tocca la nostra vita: Cristo, attraverso i segni visibili, ci viene incontro, ci purifica, ci trasforma e ci rende partecipi della sua divina amicizia.

3 commenti:

mic ha detto...

Sono riflessioni profonde e valide ancora oggi quando la teologia e la spiritualità del matrimonio cristiano hanno approfondito molto l’analogia con la relazione sponsale tra Cristo e la sua Chiesa

relazione sponsale implica 'conoscenza' in senso biblico, che significa ed è rapporto intimo, profondo, indissolubile... la Chiesa è il 'luogo' privilegiato che lo rende vivo e reale e innestato nella vita del fedele.

c'è da chiedersi se nel cammino nc questa 'sponsalità' non sia invece conferita e vissuta nella comunità, come cellula dell'entità-cammino, che un hortus conclusus che non consente trapianti ma ingloba e fagocita ed espelle quanto estraneo alla propria essenza...

Psyco ha detto...

"Desidero sottolineare come la presentazione organica della fede sia un’esigenza irrinunciabile. Infatti, le singole verità della fede si illuminano a vicenda e, in una loro visione totale e unitaria, appare l’armonia del piano di salvezza di Dio e la centralità del Mistero di Cristo. Sull’esempio di Pietro Lombardo, invito tutti i teologi e i sacerdoti a tenere sempre presente l’intera visione della dottrina cristiana contro gli odierni rischi di frammentazione e di svalutazione di singole verità. "

infatti tutte le eresie hanno la caratteristica di accentuare alcuni aspetti delle verità di fede ed espungerne altri... solo che chi non ha già ricevuto una visione d'insieme dei fondamenti non può accorgersene

Buon Anno a tutti e a tutte

Stefano78 ha detto...

Quello che lamentavo con Jeff, ma in genere con coloro che "fanno" il CnC e criticano queste pagine, è la mancanza di una visione d'Insieme. Sono felice della consonanza di quello di cui andiamo discutendo con le Parole del Santo Padre.

Il Catechismo è il riferimento d'Insieme. Quello è il termine di paragone e il criterio di autenticità di una Catechesi. La quale è Cattolica se rispecchia il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Una cosa tanto semplice quanto incredibilmente disattesa... Perchè di fatto molti considerano il catechismo un'anticaglia, peggio ancora per chi si rifà a quello, mai SOPPRESSO, di San Pio X. Il quale è stato il modello diretto per la stesura del Compendio.

Queste sono anticaglie. Anche se non viene detto esplicitamente (e purtroppo viene detto!), lo si dice di fatto. Sostituendo la "novità" e il cambiamento che si crede necessario ad una "chiesa morente e pagana".

Il problema di queste critiche è che sono quasi sempre monche. Monche di argomenti, soprattutto. Monche di conoscenza della Vera Chiesa. Basate su scenari effettivamente desolanti e desolati. Questi scenari, sono presi come "scusa" per impiantare la nuova chiesa. Per fare una sostituzione creduta necessaria, e forse molti dei sostitutori si sentono davvero investiti di un compito per il salvataggio...

Lo scenario è desolante allo stesso modo. Là dove lavora l'uomo e mette la sua gloria, i problemi non tardano ad emergere.

La cosa migliore da fare, allo stesso tempo la più semplice ma anche difficile se si pensa che deve presupporre un atto di fede, sarebbe ascoltare il Papa! Ascoltare la Chiesa di sempre. Diventare finalmente figli di questa Madre, nonostante tutto. Sentirsi in dovere di "diminuire" perchè Ella Aumenti. Finchè non ci sarà questa volontà, le lacerazioni diverranno sempre più dolorose, con grande danno per tutti.

Sarebbe interessante se si raccogliesse una proposta, che faccio agli amici Nc che leggono: vogliamo discutere sul vostro Statuto e metterlo a confronto con la realtà pratica del CnC? Chissà che non si scoprisse una realtà diversa... Ma anche qui occorre un atto di Fede: la Fede nella Verità senza condizionamenti..