mercoledì 28 luglio 2010

Fede 'adulta': 'conversione' e coraggio della responsabilità

Riporto queste parole del Papa a conclusione dell'Anno paolino:

"...Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede matura, una “fede adulta”. La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi. E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il Magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo..."

Dice inoltre più recentemente il Papa: "Bisogna usare il "bastone" per sanzionare i "comportamenti indegni della vita sacerdotale", così come "l'eresia, il travisamento e il disfacimento della fede". Sono i termini forti che egli utilizza nell'omelia conclusiva dell'anno sacerdotale (celebrazione dell'11 giugno 2010), dedicata, nella sua parte iniziale, allo scandalo della pedofilia.
"Il pastore ha bisogno del bastone contro le bestie selvatiche che vogliono irrompere tra il gregge; contro i briganti che cercano il loro bottino", ha detto il Papa riprendendo il linguaggio del salmista. "Accanto al bastone c'è il vincastro che dona sostegno ed aiuta ad attraversare passaggi difficili. Ambedue le cose rientrano anche nel ministero della Chiesa, nel ministero del sacerdote. Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l'uso del bastone può essere un servizio di amore. Oggi vediamo che non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l'eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi - ha detto il Papa tra gli applausi dei preti - autonomamente inventassimo la fede. Come se non fosse più dono di Dio, la perla preziosa che non ci lasciamo strappare via. Al tempo stesso, però, il bastone deve sempre di nuovo diventare il vincastro del pastore - vincastro che aiuti gli uomini a poter camminare su sentieri difficili e a seguire il Signore".

I capisaldi del suo insegnamento sono:
  • inserimento nella Tradizione e quindi obbedienza al Magistero;
  • non conformismo a qualunque 'vento di dottrina' portato dalle mode del momento;
  • coraggio quindi di andare anche contro corrente;
  • reazione agli slogan vuoti
Quand'è che emergerà con chiarezza il grande inganno che c'è dietro i ‘nuovi venti di dottrina’ del cammino neocatecumenale? Nel quale la “conversione” è inquadrata in un percorso in cui deve via via perdere di significato, fino ad essere considerata del tutto impropria, perché in realtà è adeguamento a prassi e insegnamenti riservati ai ‘camminanti’… un po’ come per gli ebrei da loro così imitati:

già perché un ebreo non deve convertirsi, ma ha già la sua alleanza... e così accade nel cammino nc, dove effettivamente si parla molto di conversione: tuttavia ormai è ben chiaro che non ci si riferisce alla conversione a Cristo e al Progetto del Padre nel quale Lui ci inserisce ed a cui ci educa, illuminandoci e sostenendoci e dandoci in Dono Sé stesso dopo averci Salvati e Liberati e Redenti, ma è della conversione al cammino NC alle sue strutture, al suo ‘metodo’, alle sue prassi a tutta la sua realtà così com'è, che "si fa" insieme alla persona che, mentre la percorre e contemporaneamente la realizza, viene trasformata in qualcosa d'altro dall'immagine di Cristo di cui è portatrice la fede Cattolica, cioè la Paolina 'Configurazione' a Cristo alla quale siamo tutti chiamati.

Infatti Gesù non è neppure "un modello", come ci tiene a ripetere Arguello, basta che, nelle esaltanti ‘atmosfere comunitarie’ create dal cammino, ci si liberi dalla "paura della morte", come se la vera morte non derivasse dal peccato che ci distacca da Dio e che nel cammino non possiamo non commettere perché non è nostra responsabilità... e quindi non abbiamo bisogno della Grazia Santificante, che non esiste e che non viene mai nominata. La Grazia invece è il dono divino che può davvero farci diventare uomini e donne nuovi in Cristo nella Sua Chiesa.

Per contro "los Kikos", come direbbero i nostri amici spagnoli, non sono altro che immagini pre-fabbricate ad usum cammini in base al ferreo immodificabile "metodo" dell'iniziatore, del quale i catechisti non sono che dei ripetitori, onnipotenti su ogni persona della comunità e sulle loro vite, compresi i sacerdoti.

Paradossale, ma indicativo, il fatto che perfino a sacerdoti o religiosi già consacrati nei rispettivi ordini vien detto che DEVONO CONVERTIRSI, ma a cosa se non al Cammino? Non si tratta certo della "metanoia" paolina, che è la vera teshuvà, cioè il con-vertirsi= voltarsi e tornare indietro da ogni situazione di peccato e cambiare rotta per TORNARE al Padre in Cristo. Dopo, è improprio parlare di 'conversione continua', ma è questione di fedeltà… Certo per gli ebrei la conversione-continua ha senso, perché ogni anno, nel Kippur, vengono gettati via i loro peccati. Ma il nostro Kippur lo ha fatto Cristo Signore una volta per tutte e noi dobbiamo solo aderire a Lui con l'"opzione fondamentale" che dà il vero senso alla nostra vita e, poi, "rimanere nel suo Amore"=fedeltà che significa "fare la volontà del Padre".

Inoltre per la purificazione ulteriore sempre necessaria, non abbiamo "la lavanda dei piedi comunitaria", ma il Sacramento della Riconciliazione, da riscoprire e vivere non come l'"elenco dei peccati" da dire in fretta nella confusione e nella distrazione dei canti che accompagnano le 'penitenziali', adempimento secondario e formalità da sbrigare destinato nel tempo a scomparire rispetto al vero perdono dato e ottenuto tra fratelli di comunità.

Invece il sacramento della Riconciliazione, da vivere nella sua autenticità, è il vedere davanti al Signore non solo le mancanze del momento, ma soprattutto i moti dell'animo e le difficoltà che li provocano, avvertirne lo 'stridore' rispetto al Progetto di Dio provandone pentimento e dolore e, insieme al perdono delle mancanze, chiedere la Grazia e sforzarsi di aderirvi con la volontà eliminando quindi i peccati alla loro radice, nelle cause più profonde a volte anche remote. Potrei dire tanto di più, ma questo è già l'essenziale.

10 commenti:

gianluca cruccas ha detto...

Quand'è che emergerà con chiarezza il grande inganno che c'è dietro i ‘nuovi venti di dottrina’ del cammino neocatecumenale?

Emergera' quando la chiesa, nei suoi uomini, rigetteranno tutte le novita' diaboliche introdotte dai consacrati modernisti nello sconcertante Concilio Vaticano II, se si continuera' a difendere queste novita', come fanno tutti costoro dall'alto al basso, questo scandalo non cessera', allora agira', quando vorra' Lui, il Signore, saltando completamente le decisioni di questi uomini asserviti al modernismo che hanno permesso, colpevolmente, alla setta eretica neocatecumenale di proliferare e diffondersi in tutte le parti del mondo....

gianluca cruccas ha detto...

Dev'essere che questi signori del nulla non hanno mai letto la Parola di Dio:

[1]Ascoltate, o re, e cercate di comprendere; imparate, governanti di tutta la terra. [2]Porgete l'orecchio, voi che dominate le moltitudini e siete orgogliosi per il gran numero dei vostri popoli. [3]La vostra sovranità proviene dal Signore; la vostra potenza dall'Altissimo, il quale esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi; [4]poiché, pur essendo ministri del suo regno, non avete governato rettamente, né avete osservato la legge né vi siete comportati secondo il volere di Dio. [5]Con terrore e rapidamente egli si ergerà contro di voi poiché un giudizio severo si compie contro coloro che stanno in alto. [6]L'inferiore è meritevole di pietà, ma i potenti saranno esaminati con rigore. [7]Il Signore di tutti non si ritira davanti a nessuno, non ha soggezione della grandezza, perché egli ha creato il piccolo e il grande e si cura ugualmente di tutti. [8]Ma sui potenti sovrasta un'indagine rigorosa.
[9]Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole, perché impariate la sapienza e non abbiate a cadere. [10]Chi custodisce santamente le cose sante sarà santificato e chi si è istruito in esse vi troverà una difesa. [11]Desiderate, pertanto, le mie parole; bramatele e ne riceverete istruzione. (Sapienza 6)

Ma arrivera' il tempo che si incontreranno con colui che si e' fatto carna cioe' Gesu' Cristo, colui che rinnegano....

gianluca cruccas ha detto...

"Fra queste preoccupazioni una più delle altre ci sta a cuore, ed è che i sacerdoti siano tali, quali li esige la dignità del loro ministero, poiché a nostro avviso, per questa via principalmente, possiamo nutrire liete speranze dell'avvenire della religione.
...levati gli occhi al cielo, sovente ripetiamo sopra tutto al clero le parole supplichevoli di Cristo nostro Signore: «Padre Santo... santificali!»" (Gv 17,11-17) (Gv 17,11-17)
(San Pio X, Esort. Ap. Haerent Animo, 4 agosto 1908)

mic ha detto...

(scusa Freedom, ma ho riformattato il tuo testo per renderlo più leggibile)

Freedom ha detto...

Stasera ho fatto un esperimento. Sul mio blog, dove ci sono per esteso gli "orientamenti" di Arguello K., nel motore di ricerca interno ho cercato la parola conversione, ho preso un brano a caso, e' uscito un brano sul peccato e la confessione tema strettamente legato alla Conversione. Lo propongo alla vostra attenzione:

"sempre la gente, anche quella che sente maggiormente il senso comunitario e sociale, al momento di confessarsi si trova con l'idea di purificarsi da soli, perchè della confessione abbiamo fatto un atto molto di religiosità naturale, nel senso che quello che ci interessa è la nostra tranquillità di coscienza. Ti vai a confessare realmente pensando che con il tuo peccato stai distruggendo la tua comunità, la Chiesa, gli altri, o ti vai a confessare macchiato, non tranquillo, perchè se no non vai sereno al cinema? Non c'entrano per nulla? Dobbiamo intonare tutti un mea culpa generale. Perchè abbiamo timore per la nostra salvezza personale, abbiamo paura. E confessandoti ritorni tranquillo.
La confessione individuale privata ci ha segnato in questo senso. Forse ora alle comunità viene molta gente che mai si è confessata e a cui mai è parsa bene la confessione? Rispetto a questo, è gente molto più genuina, non vaccinata.
(Carmen)

A volte la confessione "del giorno", cioè che ti confessi di quanto hai fatto nel giorno e poi resti pulito, ti porta a questo senso magico, a ignorare la tua situazione di fondo, di peccato nella quale nasci. La confessione può trasformarsi in un
tranquillante passeggero che non ti porta ad una vera autentica conversione. Questo è la cosa più disastrosa di questo tipo
penitenza magica: non facilitare nell'uomo una concezione del peccato come situazione esistenziale ma semplicemente con una serie i mancanze concrete rispetto ad una legge, mancanze di cui ti pulisci con la confessione. Spesso queste concessioni non hanno alcun potere di conversione nella vita, nessuno noterà un beneficio sostanziale perchè non c'è conversione. Così ti potrai accusare di avere rubato, ma non cambierai mestiere. Mentre la concezione che aveva la Chiesa primitiva riguardo alla pen itenza e alla situazione di peccato era radicale: la gente cambiava perfino di lavoro e di quanto era necessario. Incideva veramente nella vita. La legge che nel Levitico è ciò che denuncia l'uomo di peccato e si trasforma così in mezzo di santificazione restando innalzata, qui, in questo tipo di confessione tranquillizzante, in cui ti accusi dettagliatamente di un peccato, invece di servirti per riconoscerti peccatore ti serve per il tuo perfezionismo personale.
(Kiko)

Non imbarcatevi per nulla in questo discorso parlando con la gente perchè creereste un mucchio di problemi. Non mettetevi nella questione della confessione perchè la gente reagisce come sé steste facendogli del male. Perchè siamo tutti immobilisti. Crediamo che la religione non sia vera se Dio ha permesso sbagli ed errori. Noi può darsi che siamo un po' più esperti in questo, ma la gente pensa che lo stesso confessionale lo ha inventato Gesù Cristo......
(Carmen)"

Davvero queste catechesi sono un accozzaglia di baggianate della peggiore specie.....

FREEDOM

28 luglio, 2010 22:03

mic ha detto...

Noi può darsi che siamo un po' più esperti in questo, ma la gente pensa che lo stesso confessionale lo ha inventato Gesù Cristo......

è ovvio che il confessionale non lo ha inventato Gesù Cristo; ma il PERDONO lo ha portato Lui. E quello che avviene nel confessionale è che ci si mette alla presenza del Signore con la propria coscienza e il proprio cuore e le proprie difficoltà e mancanze e un sacerdote, in persona Christi, oltre ad amministrare il perdono, ascolta e consiglia a aiuta e fortifica, se tutto va come deve andare e come Cristo comanda e, soprattutto, opera...

mic ha detto...

La legge che nel Levitico è ciò che denuncia l'uomo di peccato e si trasforma così in mezzo di santificazione restando innalzata, qui, in questo tipo di confessione tranquillizzante, in cui ti accusi dettagliatamente di un peccato, invece di servirti per riconoscerti peccatore ti serve per il tuo perfezionismo personale.

questo (e anche tutto il resto) è uno dei tanti ritornelli nel cammino, che si ripetono ormai da due generazioni, insieme ai grossi pregiudizi che, come in molti altri casi, prendono in considerazione un aspetto opinabile di ciò che può accadere se si perde il senso autentico del Sacramento della Penitenza e lo assolutizzano, come se tutti nella Chiesa si comportassero o lo vivessero in quel modo.

Questo è un sistema generalizzato e fa capire il meccanismo distruttivo innescato nei confronti della Chiesa, per aver titolo a sostituirla con i "rifondatori", cioè il cammino e i 'camminanti'...

Alcune critiche possono essere in parte giuste e sono ben presenti anche nella Chiesa, che è semper reformanda ma non da "rifondare"... inoltre sono critiche che non possono essere assolutizzate strumentalmente, quando nella Chiesa ci sono sempre stati gli insegnamenti retti (io ne sono testimone e non solo io).

E nemmeno si può definire il cattolicesimo 'religione naturale': è una bestemmia! anche di questo ne abbiamo parlato in diversi documenti....

in quegli pseudo-insegnamenti c'è solo un piccolo saggio del grande inganno, che nessuno sembra conoscere...

Freedom ha detto...

Oltre a reinventarsi il concetto di conversione trasformandola in "conversione continua", il nostro impagabile riformatore spagnolo, riforma pure la confessione che deve essere comunitaria anzi riferita alla comunità anzi piu' precisamente al cammino neocatecumenale. Ma se ci fate caso ogni cosa è riformata dal riformatore Kiko, ad "usum cammini" quindi in ultima analisi "ad usum Kiko e Carmen", che tra l'altro, si distingue sempre dall'altro, cercando di spararla piu' grossa. E' veramente incredibile e vergognoso che queste catechesi, che a leggerle, non si sa se suscitino piu' ilarita' o sconcerto, non siano ancora pubbliche, e ci sia uno statuto, approvato dalla gerarchia ecclesiastica, monco di tali farneticanti frutti dello spirito. Talvolta, il nostro profeta, seppur dotato di faccia di bronzo inaudita, si avvede di averla sparata troppo grossa e cerca di correre ai ripari : " Non imbarcatevi per nulla in questo discorso parlando con la gente perchè creereste un mucchio di problemi."
Lui invece ci si imbarca da 40 anni......

FREEDOM

gianluca cruccas ha detto...

Disse il Cardinal Siri:

Abbiamo vissuto un periodo in cui anche la Chiesa ha sofferto. Si capisce benissimo che quando c’è una sofferenza, qualche cosa succede che non è desiderabile. Ma vorrei richiamare coloro che, perduta - perduta, dico - la capacità di capire le cose anche semplici, hanno dedotto, da questo periodo di transizione dell’intero genere umano, conseguenze irrazionali, illogiche, dannose, forse fatali. Bisogna che impariamo a vivere senza diventare i poveri servi delle tenebre e delle nubi che vanno camminando nel cielo e restano nubi. E’ meglio essere servi di Dio che paurosi delle nubi. Questo periodo l’abbiamo vissuto insieme. Domando: chi ha capito? E se non avesse capito faccia presto. Mi rivolgo in modo speciale ai miei confratelli che, dovendo dare agli altri la verità, non possono accettare le tenebre. E questo è l’ultimo invito. Guardatevene bene! Non ingannate voi e i fedeli che hanno il dovere di apprendere da noi la verità di Cristo.

mic ha detto...

invito chi vuole approfondire il tema di questa discussione il documento che approfondisce il senso del peccato e della riconciliazione nel Cnc

E, poiché risultano sempre molto significative le testimonianze dirette, riprendo queste dal nostro archivio:

1. La "Penitenziale" che si tiene una volta al mese ed è preceduta da 1 lettura dal vecchio testamento e 1 dal nuovo testamento avviene generalmente in una saletta con presenza di 1 e se si è fortunati 2 presbiteri. La confessione ha per sottofondo canzoni del cammino con canti abbastanza lugubri, suoni di chitarra, a volte tamburelli. La confessione spesso su precisa richiesta del presbitero ed esortazioni dei catechisti deve essere breve, se hai qualche dubbio il presbitero ti dice che hai bisogno di una guida spirituale. Io avendo necessità' ho più volte richiesto al mio presbitero NC di avere lui come guida spirituale, ma era raro che mi concedesse un po' del suo tempo, anche prendendo appuntamento e la guida. avveniva in posti rimediati lì per lì con gente che interrompeva o era il presbitero che mi lasciava solo anche 15-20 minuti e poi tornava e mi diceva: "Beh concludo che tra un po' devo andare". Ho provato allora a parlare con altri preti della zona di cui uno non NC. che ha criticato il modo di confessare del mio presbitero, il quale saputo che avevo consultato un altro se ne è risentito assai e mi ha trattato molto male.

2. Penitenziale: sarà per la mancanza di preti o per la relativamente poca importanza attribuita alla Penitenziale, fatto sta che invece di essere celebrata 1 volta al mese negli ultimi anni l'ho vista celebrare non più di 2-3 volte l'anno.
Per quanto riguarda la scelta di quale prete (NC o meno) preferire per la confessione le comunità più avanti nel cammino (la comunità dei catechisti, tanto per capirci) hanno sempre raccomandato di preferire i presbiteri del Cammino.
Per quanto riguarda la guida spirituale questa è semplicemente affidata ai Catechisti, che tendenzialmente si riuniscono in equipe.
E aggiungo che spesso e volentieri (esperienza diretta) ho visto i Catechisti sminuire e contraddire quanto detto da altri sacerdoti (non NC) sostanzialmente affermando che quanto da loro consigliato era, diciamo, superato.
Per non dire gli attacchi regolari che si svolgono al parroco di una nuova parrocchia se chiude la porta al Cammino (ma questa è un'altra storia).
Quindi che la guida spirituale possa essere affidata liberamente ad un sacerdote non NC, per mia esperienza, è una cavolata.

mic ha detto...

Per quanto ricordo io i canti in sottofondo disturbano molto la concentrazione nel riconoscere e esprimere le proprie mancanze, mentre dall'altro lato la fretta messa dai catechisti fa il resto!

E ricordo anche come venisse irriso l'esame di coscienza, senza il quale non si può 'rientare in se stessi' per riconoscere, oltre ai peccati, le difficoltà che li generano.

La tendenza del cammino alla fine è quella di farti vivere il superficie, nell'emozionalità e nell'uniformità dei comportamenti indotti, diluendo sempre più le capacità di interiorizzazione e di analisi e valutazione personali