mercoledì 7 luglio 2010

Sacerdozio non "ufficio", ma "Sacramento"

Benedetto XVI durante tutto l'anno sacerdotale, ma soprattutto nella conclusione, ha riaffermato che il sacerdozio non è semplicemente "ufficio", ma sacramento: "Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore". In forza di questa "audacia di Dio: il fine cui tendono i presbiteri con il loro ministero e la loro vita è la gloria di Dio Padre in Cristo", (Vaticano II - Presbyterorum ordinis, 2). C'è, dunque, profonda corrispondenza, sovrapposizione di identità, tra Sacerdote e Cristo: come Lui, il sacerdote è chiamato a mostrare in se stesso, nella propria persona e umanità, il volto del Padre visibile nel Figlio con la concomitante Presenza e azione di Grazia nello Spirito.

Il 'padre' E' quel 'luogo' o, meglio, Persona, in cui ognuno riceve quasi per osmosi la vita del mistero come carità che ri-genera, tenerezza che accoglie, giustizia che forma e trasforma, con premura indicibile -che esige risposta di impegno e di sequela-, ogni personale e irripetibile esistenza. È per questo che la Chiesa latina ha voluto legare strettamente il ministero sacerdotale al celibato: paternità e verginità sono volti diversi e complementari della carità di Cristo. Una vera paternità comporta infatti per il prete quell'ascesi perenne dell'affettività umana in forza della quale egli, pur amando ciascuno come se fosse unico, mantiene la coscienza che non è il suo amore, e tutto ciò che da esso deriva, la risposta di cui l'uomo ha ultimamente bisogno, bensì la certezza della presenza e dell'amore di Dio, testimoniato nell'amore del prete. Ecco perché il Vaticano II (Presbyterorum ordinis, 16) afferma che il celibato, pur non richiesto dalla "natura stessa del sacerdozio", ha con esso "un rapporto di intima convenienza".

Oggi vanno accentuandosi le tendenze orientate a far prevalere, nell'identità e nella missione del sacerdote, la dimensione dell'annuncio staccandola da quella della santificazione. Ma il Papa ci ha ricordato e lo ha ricordato a tutti i sacerdoti: "Ma è possibile esercitare autenticamente il ministero sacerdotale "superando" la pastorale sacramentale? Che cosa significa propriamente per i sacerdoti evangelizzare, in che cosa consiste il cosiddetto primato dell'annuncio?". Rispondendo che l'annuncio del Regno dei cieli fatto da Gesù non è solo un "discorso", ma include "il suo stesso agire" e i "segni" che egli offre, in definitiva il suo stesso "essere". Infatti i miracoli da lui compiuti "indicano che il Regno viene come realtà presente" e "coincide alla fine con la sua stessa persona, con il dono di sé". Lo stesso vale per il sacerdote: "Rappresenta Cristo, l'Inviato del Padre", e "ne continua la sua missione, mediante la "parola" e il "sacramento", in questa totalità di corpo e anima, di segno e parola".

Il presbitero è dunque chiamato a essere, con l'intera propria vita, un segno visibile e credibile del mistero di Dio: conferma che tutto nasce dal Padre nel Verbo per la forza dello Spirito, e testimonianza che l'uomo Gesù è il centro del cosmo e della storia, il Signore morto, vittoriosamente risorto e presente nella vita degli uomini. Il vero 'metodo' ch oggi più che mai si impone in modo ineludibile nell'annuncio cristiano è quello di Dio che ci si è rivelato e ci si rivela in Cristo: l'Infinito, l'Invisibile, il Totalmente Altro si fa conoscere e amare come profondamente corrispondente a ciò che il cuore umano desidera e attende attraverso l'umanità di un uomo, e di quegli uomini che egli assimila a sé, 'configurandoli' al Figlio, per rendersi presente nella storia personale di ogni uomo e in quella dell'intera umanità.

A questi richiami del Papa alla fede di Sempre sono strettamente legate le recenti catechesi con la riaffermazione del "Triplice Munus: docendi regendi e sanctificandi" del Sacerdote.

Queste puntualizzazioni non fanno altro che far emergere, in tutta la sua difformità, la dicotomia tra gli insegnamenti del Papa, che riconducono nell'alveo della cattolicità, e quelli del gli iniziatori del Cammino neocatecumenale, che possiamo brevemente sintetizzare:

Magistero ecclesiale
Legami visibili di comunione nella Chiesa cattolica (CCC 815):
  • la professione di una sola fede ricevuta dagli Apostoli;
  • la celebrazione comune del culto divino, soprattutto dei sacramenti;
  • la successione apostolica mediante il sacramento dell'Ordine, che custodisce la concordia fraterna della famiglia di Dio.
Kiko Argüello
  • le catechesi di Kiko non sono state approvate dagli organi ecclesiastici competenti
  • la celebrazione dei sacramenti è rigorosamente separata e con caratteristiche proprie che comprendono elementi sincretistici
  • si nota il disprezzo per la gerarchia ecclesiastica ed il sacerdozio ministeriale è posposto all'autorità dei catechisti laici ai quali è esclusivamente affidato l'Annuncio, nelle cui modalità appare confluire il munus sacerdotale docendi e regendi, mentre il "munus sanctificandi" resta inoperante dal momento che il sacerdote è un mero "funzionario del sacro, purtroppo banalizzato", limitandosi la sua presenza all'evento consacratorio, considerato tra l'altro -oltre che giudaicamente legato alla simbologia dell'esodo- luteranamente simbolico e non Actio di Cristo come in realtà è.
  • nel Cammino non esiste 'configurazione' a Cristo (San Paolo), perché si insegna che Cristo non si è posto come "modello" per nessuno, dimenticando che la cosiddetta "imitazione" di Cristo, non è superficiale adeguamento comportamentale, ma profonda adesione e trasformazione interiore che diventa connaturalità che genera i comportamente a Lui riconducibili.
Inoltre, mentre secondo il Magistero la Chiesa compie la sua missione in virtù del sacerdozio che fonda la Gerarchia, distinguendo il «sacerdozio» dei ministri del culto, ricevuto per il Sacramento dell'Ordine, dal «sacerdozio» dei semplici fedeli incorporati al Cristo per il Battesimo, per Kiko Argüello basta il Battesimo per incorporare tutti al Cristo, unico e sommo sacerdote. Senza dimenticare che il Cammino NC prevede anche un "suo" Battesimo...

67 commenti:

Giacobeo ha detto...

Oggi è il 7 luglio, terzo anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum, che sarebbe da ricordare.

Cercando aggiornamenti e notizie sul motu proprio, ho trovato questa conclusione sul vostro sito e vi propongo l'intero link perchè tutto nasce proprio da una riflessione sul cammino e MP

"Ah, ma dimentichiamo che questa approvazione è arrivata dopo una lunga battaglia, un braccio di ferro, sarà... ma quante zone oscure sul cammino che ha portato alla consegna di uno Statuto incompleto!

Saremo ingenui, ma crediamo che il fedele cattolico ha il diritto di sapere perché un pontificio consiglio per i laici ha introdotto nella Chiesa un rito privato, creato da un laico per delle comunità private neocatecumenali, decidendo che questo rito farebbe parte della pastorale liturgica domenicale delle Parrocchie !

Sì in realtà siamo degli ingenui, perché è da anni che questo rito è non solo tollerato ma accettato, anzi incoraggiato... persino con la costruzione di chiese, progettate da architetti neocatecumenali, sotto la supervisione artistica e... teologica (!!!) di Kiko Arguello, chiese nelle quali si celebra esclusivamente il rito nc... e questo già nel 1980 (ne abbiamo un esempio a San Bartolomeo in Tuto a Scandicci), in assenza di qualunque approvazione - se si eccettua una nota laudatoria su Notiziae risalente pare al 1972 ad iniziativa dell'allora segretario della Congregazione per il Culto Divino, Mons. Annibale Bugnini (!?) di infausta memoria: il massone al fianco di Paolo VI - ... sì siamo dei grandi ingenui.

E restiamo con le nostre domande."

Vi ringrazio per le pertinenti riflessioni. Le vostre domande sono anche le mie

mic ha detto...

Vero. Grazie!

non so se avrò tempo di preparare un articolo; ma possiamo ricordare l'anniversario, che dovrebbe essere anche un momento di verifica da cui ci si aspetta indicazioni ulteriori da parte del Santo Padre, con preghiera incessante e fiduciosa

mic ha detto...

mi sono riletto il nostro articolo. Sono tanti, nemmeno riesco a ricordarli tutti!

sono passati due anni e le cose sono cambiate sì; ma in peggio...

gianluca cruccas ha detto...

...venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù. Era tutto malconcio e sfigurato. Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici; di questi, chi stava celebrando, chi stava parlando e chi si stava svestendo dalle sacre vesti. La visita di Gesù in angustie mia dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n'ebbi. Però il suo sguardo si riportò verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande orrore, osservai due lacrime che gli solcavano le gote. Si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: " Macellai! ". [...] Ciò che più mi affligge è che costoro, al loro indefferentismo aggiungono il disprezzo, l'incredulità. Questa apparizione mi cagionò tale dolore nel corpo, ma più ancora nell'anima, che per tutta la giornata fui prostrato ed avrei creduto di morirne [...] Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all'amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell'infame setta della Massoneria! Preghiamo per costoro acciocché il Signore illumini le loro menti e tocchi il loro cuore (…Wink" (S. Pio da Pietrelcina)

Francesco ha detto...

Sarebbe opportuno che Mic evitasse di far passare commenti insulsi come quelli i Katartiko che, mi pare, si moltiplica in vari nick e in vari atteggiamenti arroganti e offensivi,
Non ci interessano affatto le loro polemiche.
Contano i dati di fatto portati a iosa su questo blog e sul sito Internetica.

mic ha detto...

Il Papa nella catechesi di oggi:

La storia moderna, oltre alla nostra esperienza quotidiana, ci insegna che la libertà è autentica, e aiuta alla costruzione di una civiltà veramente umana, solo quando è riconciliata con la verità.

"Se è sganciata dalla verità la libertà diventa tragicamente principio di distruzione dell'armonia interiore della persona umana, fonte di prevaricazione dei più forti e dei violenti, e causa di sofferenze e di lutti". La liberta', infatti, "come tutte le facoltà di cui l'uomo è dotato, cresce e si perfeziona, quando l'uomo si apre a Dio, valorizzando quella disposizione all'ascolto della Sua voce".

alino77 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Ciao Mic, vediamo se questa volta riesco ad essere meno “arrogante”.
Puoi specificarmi dove Kiko, Carmen o Padre Mario asseriscono che non vi è differenza fra sacerdozio ministeriale e comune?


Per Kiko la gerarchia è frutto di corruzioni umane e di circostanze storiche e, quindi, è una realtà passibile di cambiamenti e di adattamenti secondo i bisogni dei tempi. Da questa premessa fondamentale di Kiko nascono gli altri suoi errori sulla Chiesa. Per cui in essa non ci saranno più capi di origine divina, non ci saranno più papi, vescovi, sacerdoti... Basta leggere quanto egli dice a pag. 56-57 degli Orientamenti: "Nel cristianesimo non c'è tempio né altare né sacerdozio, nel senso della religiosità naturale (sulla quale, come abbiamo dimostrato a più riprese fa molta confusione). Continua Kiko: "non c'è tempio nel senso ci luogo sacrosanto in cui si rende un culto sacro, la casa di Dio dov'egli abita. Il tempio del cristianesimo siamo noi cristiani. Il tempio infatti del cristiano è Cristo. E Cristo dov'è? nella Chiesa? Ma la Chiesa non è un tempio di pietra, la chiesa siamo noi cristiani, noi siamo il tempio vivo dello Spirito Santo. Ma nello stesso tempo nel cristianesimo non c'è altare, nel senso di una pietra sacra cui nessuno si può avvicinare né tanto meno toccare... Noi cristiani non abbiamo altare, perché l'unica pietra santa è Cristo pietra angolare, perciò possiamo celebrare l'Eucarestia sopra un tavolo [sta giustificando il modo di celebrare dei Neocatecumenali]; e la possiamo celebrare in una piazza, in campagna o dove ci piaccia. Non abbiamo un luogo in cui esclusivamente si debba celebrare il culto. Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che separiamo da tutti gli altri perché in nostro nome si pongano in contatto con la divinità [Ma questa è la concezione del sacerdozio della religione naturale. Perché nella religione rivelata come il Cristianesimo il sacerdote viene scelto da Dio e non dall'uomo] poiché il nostro sacerdote colui che intercede per noi è Cristo e siccome noi siamo tutti suo corpo siamo tutti sacerdoti. Tutta la chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È vero che questo sacerdozio si visibilizza in un un servizio e ci sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio, ministri del sacerdozio. [Non ci fermiamo a commentare questa citazione che è del liturgo spagnolo Farnès e che in parte è anche accettabile]. Kiko continua ad esporre il suo pensiero, dicendo a pag. 54 del 1° Scrutinio: "l'altro giorno Farnès, davanti a 50 preti, diceva: "il sacerdozio nel cristianesimo non esiste, gli altari non esistono. Per questo l'unico altare al mondo fra tutte le religioni che ha tovaglie è il cristianesimo. Perché non è un altare, è una mensa...Anche noi abbiamo fatto, nell'epoca della mescolanza con la religiosità (naturale), altari di pietra monumentali, anche poi gli mettevamo le tovagliette. Un altare non può avere tovaglie, perché l'altare è per fare sacrifici di capre e di vacche
(???!!! altro che VT, ma anche nel VT c'erano i sacrifici di lode e di ringraziamento). Non mi fermo ad esaminare più dettagliatamente questo testo perché lo abbiamo fatto in documenti che sono pubblicati sul sito. Ma credo ce ne sia abbastanza...

mic ha detto...

... segue

Continua Kiko: poiché il nostro sacerdote colui che intercede per noi è Cristo e siccome noi siamo tutti suo corpo siamo tutti sacerdoti. Tutta la chiesa è sacerdotale nel senso che intercede per il mondo. È vero che questo sacerdozio si visibilizza in un un servizio e ci sono alcuni fratelli che sono servitori di questo sacerdozio, ministri del sacerdozio. [Non ci fermiamo a commentare questa citazione che è del liturgo spagnolo Farnès e che in parte è anche accettabile]. Kiko continua ad esporre il suo pensiero, dicendo a pag. 54 del 1° Scrutinio: "l'altro giorno Farnès, davanti a 50 preti, diceva: "il sacerdozio nel cristianesimo non esiste, gli altari non esistono. Per questo l'unico altare al mondo fra tutte le religioni che ha tovaglie è il cristianesimo. Perché non è un altare, è una mensa...Anche noi abbiamo fatto, nell'epoca della mescolanza con la religiosità (naturale), altari di pietra monumentali, anche poi gli mettevamo le tovagliette. Un altare non può avere tovaglie, perché l'altare è per fare sacrifici di capre e di vacche
(???!!! altro che VT, ma anche nel VT c'erano i sacrifici di lode e di ringraziamento). Non mi fermo ad esaminare più dettagliatamente questo testo perché lo abbiamo fatto in documenti che sono pubblicati sul sito. Ma credo ce ne sia abbastanza...

E sai qual è la 'tovaglia' dell'altare cristiano per la celebrazione della S. Messa? il "corporale"... sai cos'è il Corporale? E' l'equivalente della Sindone= il 'lenzuolo funebre'. perche la Santa e divina Liturgia, prima di essere 'banchetto escatologico' è la ri-presentazione al Padre del Sacrificio di Cristo, che non è Isacco (il figlio non npiù sacrificato) di cui il Cristo della strana croce kikiana che sormanta la merkavà porta il 'segno della "legatura"... molto "strano" e molto "estraneo", direi... ecco perché parliamo di "altra" evangelizzazione. E sai bene che c'è molto più di questo!

mic ha detto...

... segue

E’ oggettivamente vero che nel CNC il contributo dei laici è fondamentale. Ciò è innegabile, ma secondo te questo è male? Voglio capire se il problema è la “preponderanza” (cosa non vera peraltro) o solo la possibilità che un laico partecipi al sacerdozio di Cristo?

il problema non è l'entità del 'ruolo' dei laici nel cammino NC: il ruolo dei laici non è un male di per sé; anzi, la loro maggiore responsabilitzzazione nella Chiesa è auspicabile; ma un prodotto del post concilio è il paradosso della clericalizzazione dei laici e della laicizzazione del clero.

Nel cammino NC, quel che non è equilibrato dal punto di vista spirituale e dogmatico è la qualità del ruolo dei laici e l'autorità che loro viene data anche nei confronti dei presbiteri, i quali sono sottoposti a tutto l'iter del Cammino compresa la loro subordinazione ai catechisti, venendo meno così al loro Triplice munus, ricordato recentemente dal Papa: docendi (insegnamenti) regendi (guida con autorevolezza) sanctificandi (somministrazione dei sacramenti: Eucaristia e assoluzione sacramentale in primis

mic ha detto...

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Il magistero conciliare è molto preciso: “Il sacerdozio comune dei fedeli e il sacerdozio ministeriale o gerarchico, quantunque differiscano essenzialmente e non solo di grado, sono tuttavia ordinati l’uno all’altro, poiché l’uno e l’altro, ognuno a suo proprio modo, partecipano all’unico sacerdozio di Cristo” (Lumen Gentium, 10).

conosco questo documento conciliare da noi citato anche in relazione alla catechesi di Schonborn a Porto S. Giorgio: il fatto che sacerdozio ministeriale e ordinario siano "ordinati l'uno all'altro", non implica la diluizione del sacerdozio ordinato e la sua "equiparazione" a quello comune; tanto più che si esplicita che sono diversi non solo nel grado, ma anche nell'essenza. E' proprio su questo punto che Shonborn si arrampica sugli specchi per fornire un'interpretazione non in 'continuità' col magistero... e più in linea con quella dei tuoi iniziatori

mic ha detto...

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Leggi cosa dice Giovanni Paolo II ai Sacerdoti delle comunità neocatecumenali il 9.12.1985
"...La prima esigenza che vi s'impone è di sapere mantener fede, all'interno delle Comunità, alla vostra identità sacerdotale. In virtù della sacra Ordinazione, voi siete stati segnati con uno speciale carattere che vi configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in suo nome (cfr. Presbyterorum Ordinis, 2). Il ministro sacro quindi dovrà essere accolto non solo come fratello che condivide il cammino della Comunità stessa, ma soprattutto come colui che, agendo "in persona Christi", porta in sé la responsabilità insostituibile di Maestro, Santificatore e Guida delle anime, responsabilità a cui non può in nessun modo rinunciare. I laici devono potere cogliere queste realtà dal comportamento responsabile che voi mantenete. Sarebbe un'illusione credere di servire il Vangelo, diluendo il vostro carisma in un falso senso di umiltà o in una malintesa manifestazione di fraternità. Ripeterò quanto già ebbi occasione di dire agli Assistenti Ecclesiastici delle Associazioni Internazionali Cattoliche: "Non lasciatevi ingannare! La Chiesa vi vuole sacerdoti, e i laici che incontrate vi vogliono sacerdoti e niente altro che sacerdoti. La confusione dei carismi impoverisce la Chiesa, non la arricchisce"

mic ha detto...

Non solo. Sul tema dell’evangelizzazione, ed anche della rievangelizzazione (tralascio il fatto che voi la chiamiate “altra” evangelizzazione), ti cito quanto descritto sul Decreto “Ad gentes” del Concilio Vaticano II:
L'apostolato dei laici
21. La Chiesa non si può considerare realmente fondata, non vive in maniera piena, non è segno perfetto della presenza di Cristo tra gli uomini, se alla gerarchia non si affianca e collabora un laicato autentico. Non può infatti il Vangelo penetrare ben addentro nella mentalità, nel costume, nell'attività di un popolo, se manca la presenza dinamica dei laici. Perciò, fin dal periodo di fondazione di una Chiesa, bisogna dedicare ogni cura alla formazione di un maturo laicato cristiano."


e allora? Noi la chiamiamo "altra" evangelizzazione perché si propagano insegnamenti e prassi diversi da quelli della Chiesa.

La cura che bisogna dare nella formazione dei laici non può essere quella di iper-responsabilizzare meri 'ripetitori' degli iniziatori del cammino, come succede nel suo ambito. Persino Giovanni Paolo II vi ha richiamato più volte sulla formazione dei catechisti; e certo non intendeva quella kikiana che è "addestramento", non "formazione"... ho la certezza che sai cogliere la differenza...

mic ha detto...

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Dunque, lungi da me ritenere che il CNC sia l’unico modo di far parte di questo laicato autentico, o che voi non lo siate.
Ma vorrei capire se ritieni non cattolico (perché è questo il punto centrale) che il “munus sacerdotale docendi e regendi” sia in parte affidato “anche” ai laici.
Sono stato arrogante questa volta?


la risposta che i laici possano condividere il munus docendi con i presbiteri è sì, purché non si sostituiscano ad essi, ma li aiutino e li affianchino. Es.: i catechisti di cui ogni parroco cura la formazione (una volta diocesana ora spero non solo neocat) e poi dà loro un 'mandato' ogni anno pastorale o il parrocchiano che il parroco conosce e stima a cui affida incontri o conferenze... siamo ben lontani dall'Onnipotenza dei vostri catechisti!

Ritengo che il munus regendi, al pari di quello sanctificandi non sia abdicabile da parte del sacerdote... Devi sapere che noi non ci siamo permessi di pubblicare documenti sul sito che non siano passati alla supervisione di sacerdoti che ci seguono, ad esempio...

non sei stato arrogante; ma hai dimostrato di ribadire punti di vista neocat, senza tenere in alcun conto gli insegnamenti cattolici da noi più volte ribaditi. Ma non mi meraviglia: ti trascrivo quanto mi scrisse un mio amico sacerdote sulla sua personale esperienza con i neocat (che poi ha dovuto allontanare dalla sua parrocchia): " Per quanto riguarda i documenti, i richiami, le lettere, non fanno né caldo né freddo, a loro. Pensate che un giorno, richiamando un loro prete a determinati doveri pastorali e liturgici, e sventolandogli sotto il naso il documento Redemptionis Sacramentum, con fare angelico e, contemporaneamente da sfot... mi ha risposto: "ma valà, non vuoi mica credere a tutte quelle cavolate li!"."

miciomacio ha detto...

Alla teoria si fa seguire sempre la pratica nel cammino e la teoria non è cattolica. La mia comunità, dove ero responsabile, non era seguita da nessun presbitero. Chiesi lumi al mio parroco del fatto che non c'era una cura pastorale e lui mi rispose testualmente: "dovrai fare tu". Ed io cercai di mettere tutta la cura possibile in quello che facevo, ma quando dovetti dare l'ostia (il pane), solo perchè responsabile, anche non essendo ne ministro ne accolito ne diacono, allora cominciai a dubitare.
Ed avevo ragione.
Nel cammino si dice che siamo tutti sacerdoti e questo viene preso alla lettera.
Miao

alino77 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Se partissi dicendo che hai interpretato male le frasi di Kiko, mi diresti di nuovo che non faccio altro che ribadire il “punto di vista neocatecumenale”.

c'è poco da interpretar male Alino. Le frasi sono quelle che sono, nero su bianco. E ce ne sono altre che non ho postato per non perder tempo a cercare, anche perché quelle indicate mi sembrano più che sufficienti... Inoltre sono tutte parole nero su bianco negli Orientamenti diffusi tra i catechisti NC e che comunque io ho udito con le mie orecchie (e non solo io).

Quindi questa tua affermazione lascia il tempo che trova; anche perché è molto semplice cavarsela con "hai interpretato male" senza dire com'è che quel che è scritto (e detto) in maniera inequivocabile debba essere interpretato e nemmeno te la puoi cavare con la solta approvazione: Strano che questo “punto di vista” sia già stato ampiamente vagliato dalle Congregazioni della Chiesa. Abbiamo già parlato molte volte dell'ambiguità di questa approvazione e dei richiami del Papa ignorati e di mkolkte altre cose....

Il cammino non è un dogma di fede, ma una costruzione umana e quindi è criticabile anche se 'approvato', tanto più che l'approvazione di uno statuto non è un atto di magistero

mardunolbo ha detto...

«Il mondo e la stessa mia Chiesa hanno raggiunto un tale livello di pervertimento morale e spirituale non più tollerabile dalla Divina Giustizia. Questa giustizia divina (già in corso) si manifesterà sempre più lasciando in balia di sé stessi, mondo e chiesa, i quali venendo a mancare l'assistenza divina, saranno maggiormente tiranneggiati dalle orde oscure e malvagie dell'inferno, che non trovando ostacoli dall'Onnipotenza divina, sfogheranno il loro sadismo perfido ed inumano su tutto e su tutti; si moltiplicheranno gli attentati alle chiese, le profanazioni di persone o cose sacre, scorrerà sangue, sangue, sangue. Ecco figlio mio perché già oggi assistete a fatti così gravi così inumani, così selvaggi, per cui sovente vi domandate come è possibile arrivare a questi eccessi.». (Messaggio di Gesù del 5 maggio 1977)
Sia detto ed affermato ancora una volta che è cosa assurda e paradossale che un Sacerdote ignori o affermi di non credere ai Demoni e al loro odio per tutta l'umanità senza eccezione alcuna, ma soprattutto per l'umanità migliore, poiché questo equivale ad affermare di ignorare il "perché" del Sacerdozio e del suo mandato in mezzo al mondo!
Questi Sacerdoti possono benissimo essere paragonati a Ufficiali di un Esercito che non credono di dover combattere contro il nemico che li assale affermando che non esiste che è soltanto un'utopia dei tempi che furono, mentre i loro soldati cadono numerosissimi sotto i loro occhi.
Questa figlio mio è la reale situazione di moltissimi preti di questa generazione pazza e incredula che assiste impassibile all'azione demolitrice e disgregatrice delle potenze demoniache senza batter ciglio, fingendo anzi stupore per chi li accusa di complicità con le forze avverse del male!».

Messaggi tratti dal libro "Confidenze di Gesù ad un Sacerdote", di Mons. Ottavio Michelini

mic ha detto...

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Se ti dicessi che il direttorio catechetico è stato già approvato dalla Congregazione della Dottrina della Fede (Prot. N°219/03 AIC-110 1 Marzo 2003), ma non ancora pubblicati, mi diresti che mento.

non dico che menti, perché è probabile che tu ripeta quanto ti hanno riferito e che so dai miei interlocutori della Dottrina della fede che non è vero!!!
Io non so a cosa corrisponda il numero di protocollo che citi; ma potrebbe benissimo riferirsi al famoso "Mattone" che Kiko si gloria di aver rifiutato perché non corrispondeva al "suo cammino...

Tra l'altro di fatto si inducono gli adepti a comprare il CCC, ma poi le catechesi orali son sempre quelle da oltre 40 anni!

Sarebbe inutile. Quindi ti dico che ciò che il CNC vive oggi è una cosa chiara, direi cristallina.

ovvio, siete sempre più abili nel mimetizzarvi e le nostre critiche se non altro hanno contribuito ad affinare il vostro approccio. Solo il Signore può metterci le mani. Noi continuiamo ad informare e testimoniare chi è ancora in tempo

mardunolbo ha detto...

Nei messaggi precedenti abbiamo parlato della "chiesa di Satana" voluta e alimentata con sempre nuovi proseliti e quanti ne ha fatti in questi ultimi decenni, un numero grandissimo, molti dei quali di alto rango sia nel laicato che nella Chiesa;
sono tutti ben organizzati con strutture e mezzi di lotta adeguati di cui l'arma principale e più potente è il maleficio sia come fatto singolo che come arma di gruppo, e naturalmente tutto in opposizione alla Mia Chiesa;
proseliti che sono perseveranti e malignamente zelanti nel perseguire il male sempre però mimetizzato dall'apparenza di bene.
Questa è una realtà di cui bisogna averne coscienza e conoscenza per sapersi difendere contrastandola coi mezzi che la Chiesa mette a disposizione dei suoi membri, mezzi sovrabbondanti e di una ricchezza che solo Lei ha e può avere, ma che, a suo grave danno, ha ancora una quasi totale ignoranza insita nella maggioranza dei suoi membri circa la lotta in corso tra le potenze oscure e tenebrose del male e gli uomini che ne sono oggetto e vittime.
Due realtà quindi in continua contrapposizione, ma una di queste è sempre vigile e ben addestrata in incessante movimento tesa a circuire, insidiare e colpire senza posa l'altra parte, che pur essendo ricchissima di mezzi di difesa è poverissima di Fede e di conoscenza del Nemico di cui si è curata ben poco di conoscerne la potenza, la natura e la strategia;
logica conseguenza di questi fatti è che i Nemici della Chiesa sono riusciti a penetrarvi eliminando difese, distruggendo fortezze, insinuandosi ovunque e impadronendosi di posizioni strategiche occupando perfino non pochi posti di Comando nei più alti vertici.
Ora, questo cedimento fatto di ignoranza, indifferenza, di apatia e di anemia spirituale è frutto del più colossale inganno del Nemico, poiché è il "materialismo" che ha oscurato e sta oscurando tutto e che prepara "quell'ora" i cui segni premonitori si avvertono già all'orizzonte.
Figlio mio bisogna che almeno tutti coloro che portano il nome di "cristiani" siano preparati, poiché dalla Creazione del Mondo invisibile cioè dal combattimento tra gli Spiriti rimasti fedeli a Dio e quelli ribellatisi, non si è mai visto un urto cosi tremendo come si vedrà nell'ora della purificazione col ripetersi di questo immane e gigantesco conflitto senza precedenti nella storia dell'umanità e in cui saranno impegnate tutte le forze al servizio di Satana raccolte nella sua chiesa!
Di tutto questo ridono beffardi ed increduli tanti uomini compresi molti di coloro che erano stati chiamati ad addestrare i soldati della Mia Chiesa contro le potenze oscure dell'Inferno e ora anch'essi fortemente contagiati, anche se sarebbe meglio usare il termine più rispondente al vero, cioè plagiati, proprio più degli altri, non sembra infatti neppure passi per la loro mente ciò che in tempi ormai vicini accadrà in questo mondo così atrocemente ingannato dalla Menzogna con la subdola arte di Colui che è il Padre e il Generatore di tutto il male e di tutti i mali di cui l'umanità soffre e soffrirà come mai ne ha sofferto per il passato...

Messaggi tratti dal libro "Confidenze di Gesù ad un Sacerdote", di Mons. Ottavio Michelini

mic ha detto...

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Per noi il sacerdote (in questo caso intendo quello ministeriale) non è affatto un’appendice. Il “munus docendi” è ampiamente garantito, in quanto non si fanno catechesi in una parrocchia in cui il parroco non ritiene il CNC un valido strumento per la parrocchia. Non parliamo poi del Vescovo, che consideriamo autentico Apostolo, e che ha parola su tutto (quindi anche quello regendi). Possibile secondo te che centinaia di Vescovi abbiano mal interpretato queste catechesi, condividendo il mio “punto di vista neocatecumenale”?

Le tue affermazioni sono il classico esempio di ciò che bisogna dire a "quelli di fuori".

Infatti, secondo i principi di Kiko, le comunità non saranno soggette né al Papa, né ai vescovi e neppure ai parroci, che sono i collaboratori dei vescovi, anche se essi affermano di dipendere dall'autorità della chiesa (cfr Statuto di fatto disapplicato) "Le comunità neocatecumenali saranno guidate da un responsabile laico (Orientamenti pag. 372). Il sacerdote eventualmente presente presiede soltanto l'assemblea". Tuttavia Kiko avverte che ancora non è opportuno dichiarare apertamente che le sue comunità non riconoscono l'autorità dei vescovi. Per questo aggiunge, a pag. 370 di Orientamenti: "Queste comunità le dirigiamo noi in nome del vescovo". Ma, affermando questo, Kiko si contraddice affermando, dopo aver negato l'esistenza nella chiesa della gerarchia, che egli dirige le comunità con delega da un membro di una gerarchia di cui non riconosce l'esistenza! Quindi, praticamente, chi conduce le comunità neocatecumenali? Risponde Kiko: "è la chiesa quella che ti condurrà e questa chiesa da chi è rappresentata? Nei catechisti, in noi che in questo momento siamo incaricati, i responsabili della iniziazione cristiana in questa parrocchia per voi. (I Scrutinio, pag. 63).

mardunolbo ha detto...

Nei messaggi precedenti abbiamo parlato della "chiesa di Satana" voluta e alimentata con sempre nuovi proseliti e quanti ne ha fatti in questi ultimi decenni, un numero grandissimo, molti dei quali di alto rango sia nel laicato che nella Chiesa;
sono tutti ben organizzati con strutture e mezzi di lotta adeguati di cui l'arma principale e più potente è il maleficio sia come fatto singolo che come arma di gruppo, e naturalmente tutto in opposizione alla Mia Chiesa;
proseliti che sono perseveranti e malignamente zelanti nel perseguire il male sempre però mimetizzato dall'apparenza di bene.
Questa è una realtà di cui bisogna averne coscienza e conoscenza per sapersi difendere contrastandola coi mezzi che la Chiesa mette a disposizione dei suoi membri, mezzi sovrabbondanti e di una ricchezza che solo Lei ha e può avere, ma che, a suo grave danno, ha ancora una quasi totale ignoranza insita nella maggioranza dei suoi membri circa la lotta in corso tra le potenze oscure e tenebrose del male e gli uomini che ne sono oggetto e vittime.
Due realtà quindi in continua contrapposizione, ma una di queste è sempre vigile e ben addestrata in incessante movimento tesa a circuire, insidiare e colpire senza posa l'altra parte, che pur essendo ricchissima di mezzi di difesa è poverissima di Fede e di conoscenza del Nemico di cui si è curata ben poco di conoscerne la potenza, la natura e la strategia;
logica conseguenza di questi fatti è che i Nemici della Chiesa sono riusciti a penetrarvi eliminando difese, distruggendo fortezze, insinuandosi ovunque e impadronendosi di posizioni strategiche occupando perfino non pochi posti di Comando nei più alti vertici.
Ora, questo cedimento fatto di ignoranza, indifferenza, di apatia e di anemia spirituale è frutto del più colossale inganno del Nemico, poiché è il "materialismo" che ha oscurato e sta oscurando tutto e che prepara "quell'ora" i cui segni premonitori si avvertono già all'orizzonte.
Figlio mio bisogna che almeno tutti coloro che portano il nome di "cristiani" siano preparati, poiché dalla Creazione del Mondo invisibile cioè dal combattimento tra gli Spiriti rimasti fedeli a Dio e quelli ribellatisi, non si è mai visto un urto cosi tremendo come si vedrà nell'ora della purificazione col ripetersi di questo immane e gigantesco conflitto senza precedenti nella storia dell'umanità e in cui saranno impegnate tutte le forze al servizio di Satana raccolte nella sua chiesa!
Di tutto questo ridono beffardi ed increduli tanti uomini compresi molti di coloro che erano stati chiamati ad addestrare i soldati della Mia Chiesa contro le potenze oscure dell'Inferno e ora anch'essi fortemente contagiati, anche se sarebbe meglio usare il termine più rispondente al vero, cioè plagiati, proprio più degli altri, non sembra infatti neppure passi per la loro mente ciò che in tempi ormai vicini accadrà in questo mondo così atrocemente ingannato dalla Menzogna con la subdola arte di Colui che è il Padre e il Generatore di tutto il male e di tutti i mali di cui l'umanità soffre e soffrirà come mai ne ha sofferto per il passato...

Messaggi tratti dal libro "Confidenze di Gesù ad un Sacerdote", di Mons. Ottavio Michelini

mic ha detto...

... segue

possibile che centinaia di vescovi non siano in comunione col Papa? Purtroppo sì: stiamo vivendo la grande apostasia... se prima avevo qualche dubbio, dopo le ultime esternazioni di vescovi austriaci tedeschi, francesi, belgi, italiani (sul VO) e compagnia bella, purtroppo la diagnosi non può che essere questa. È doveroso anche ricordare che la quasi totalità dei vescovi, compresi quelli che hanno approvato e favorito il Cammino nelle loro diocesi, non ha mai letto integralmente i testi di quelle catechesi... e hanno accettato il "pacchetto chiavi in mano", nella migliore delle ipotesi abbagliati dalla grancassa altisonante dei "numeri" e dei cosiddetti "frutti" senza conoscerne né il prezzo né il rovescio della medaglia, nella peggiore sono stati molto invogliati da 'unzioni' di calibro! vogliamo chiamarla culpa in vigilando?

Per quanto riguarda la somministrazione dei sacramenti (munus sanctificandi), vengo proprio ieri sera da una celebrazione penitenziale in cui un sacerdote (intendo ministeriale), in Persona Christi mi ha assolto dai miei peccati....

tu puoi benissimo vivere l'eucaristia come dici e testimoniare tutto quello che ti pare; ma purtroppo NON COINCIDE con quel che conosciamo e saremmo in troppi ad avere le traveggole!

Comunque dì ai tuoi amici, che se altrove vi apostrofo tipo Micche, e perché da toscanaccio lo pronuncio così.
scusa se sono stato troppo lungo e grazie xchè non mi hai censurato.


non capisco ne l'apostrofare né i ringraziamenti: non ho l'abitudine di censurare se non gli insulti e i vaniloqui

Freedom ha detto...

Caro Mic,
un ringraziamento di tutto cuore perchè leggendo i tuoi scritti di oggi ho letto quello che avrei voluto scrivere io ma in una forma e con contenuti migliori. Sappi che sono in tanti a leggerti, io in particolare.
Che Dio ti benedica per il tuo impegno.

FREEDOM

alino77 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Emma ha detto...

"Non parliamo poi del Vescovo, che consideriamo autentico Apostolo, e che ha parola su tutto (quindi anche quello regendi). Possibile secondo te che centinaia di Vescovi abbiano mal interpretato queste catechesi, condividendo il mio “punto di vista neocatecumenale”?E cos?i il vescovo h aparol asu tutto!"

È senza dubbio per questo che se si oppone al cammino, o pubblica norme che vi riguardano, non obbedite e finite anche per chiudere il cammino e traslocare in luoghi più clementi.
Sappiamo tutti che niente e nessuno può opporsi al cammino nc.
Non siete voi che rispettate il vescovo e gli obbedite, è il vescovo che si piega alle norme e esigenze neocat, incurante delle vostre prassi, dei vostri metodi, che mi rifiuto di dire che non conosce, perchè chi vuole sapere oggi può sapere, sopratutto se ha il potere di esigere chiarezza e trasparenza, incurante del fatto che, affidandovi parrocchie e catechesi, contribuisce a diffondere prassi su molti punti non conformi, zeppe di elementi non cattolici, portando cosi il gregge a lui affidato su vie, su cammini "altri" .
Ma questo fa parte di quelle cose che non capiamo, che non possiamo capire, solo il Signore sa perchè tutto ciò può succedere nella Sua Chiesa.

jonathan ha detto...

Insomma! Capisco Alino e quelli che come lui difendono il loro cammino, sappiamo bene quanto sia importante per chi ci sta dentro. Ma arriva il momento in cui bisogna aprirli gli occhi e riconoscere la realtà e farci i conti. E nella realtà i laici nel cammino non si limitano ad affiancare il presbitero, ma lo sostituiscono di fatto quasi in tutto.
Chi è che insegna nel cammino? Un esempio, il primo che mi viene in mente: l’annuncio di Quaresima, che è un incontro ufficiale che coinvolge tutte le comunità presenti in quella parrocchia. Chi lo fa quell’annuncio, con catechesi interminabili ed esegesi della Parola spesso discutibili? I catechisti, mentre il presbitero, quando c’è, si limita alla benedizione finale e ad aggiustare il microfono. E ancora: negli scrutini, chi è che scruta, che appone i suoi giudizi al cuore aperto del fedele che gli sta di fronte? Certo non il presbitero, che anche in quel caso abdica al proprio compito, peculiare del suo stato di sacerdote.

Chi governa nel cammino? Chi comanda, chi decide? Il Vescovo? Ma per carità, siate onesti: il Vescovo delega, e si limita a questo. Il presbitero benedice e si limita anche lui a questo. Il presbitero chiede ai suoi catechisti cosa fare e cosa dire, esattamente come un comune fedele.
...

jonathan ha detto...

Confermo, poi, quanto dice Miciomacio, molto emblematico della realtà vera del cammino. Mentre nella Chiesa si discute sulla convenienza di prendere la Comunione sulla lingua o nelle mani, nel cn un laico, responsabile di una comunità anche giovane, è chiamato a spezzare e a distribuire il Pane e a dire quelle parole che certamente non gli competono. Molto spesso quel laico, che non è ministro straordinario né diacono né niente, non sa quel che fa e quel che dice, e non si può non temere che anche il sacerdote celebrante abbia dimenticato se stesso. Anche per me, come dice Miciomacio, questo è stato il primo motivo di dissenso.

E allora, volete restare nel cammino? Ok, ma bisogna che riconosciate la distanza abissale che vi separa dal resto della Chiesa Cattolica, quella sana e normale. La distanza dalle parole che il Papa in questo anno sacerdotale ha speso senza risparmio per illuminare il senso e la grandezza e la dignità sublime del ministero sacerdotale. E proprio non c’è approvazione di statuti che possa colmarla quella distanza. Non basta proclamare una ortodossia di fatto inesistente. Dovete obbedire alla Chiesa se volete essere Chiesa.

miciomacio ha detto...

I neocatecumenali non arrivano nella parrocchia spiegando quali sono le catechesi che seguiranno. I parroci ed i vescovi spesso non sapevano nemmeno che esistevano le catechesi del cammino. Si presupponeva fosse il catechismo cattolico. Questo ed altro ha permesso il proliferare di comunità. Dove è successo che il parroco o il vescovo si è interessato i neocatecumenali sono stati mandati via e nella mia diocesi è successo. Quindi centinaia di vescovi, o una buona parte di loro, forse superficiali, hanno trascurato. Ora la macchina per poter andare avanti deve essere oliata.

mic ha detto...

Per Alino:

No, Mic. Non è ciò che devo raccontare a “quelli di fuori”. Io non ritengo né di essere “dentro” o “fuori” ad alcunché. Quale sia poi il caso che conferma la regola, io so quale è, tu credi che sia altro. Ad ognuno la sua idea, o punto di vista.
Le catechesi degli anni ’70, fra l’altro riviste e precisate, devono oggi essere lette alla luce dello statuto del CNC,


Il discorso del "dentro" e "fuori" è reale e non me lo sono certo inventato io...comunque si tratta di frasi rivolte ai catechisti ee se tu non sei un catechista è difficile che le conosca, a causa del famoso "arcano" che in un contesto cattolico non sta né in cielo né in terra.

Quanto alle catechesi riviste e precisate, se pure avranno introdotto alcuni cambiamenti, nella sostanza non sono cambiate. Del resto le persone uscite dal cammino recentissimamente (parlo di uno due mesi fa) testimoniano che i cambiamenti di cui tu parli con tanta convinzione non li hanno conosciuti....Inoltre, se davvero tutto viene letto secondo lo statuto, questo rimanda agli Orientamenti non approvati (e non modificati a differenza di quanto dici) e inoltre ancora lo statuto non contempla affatto e quindi non regola molte prassi de-formanti e manipolanti che stigmatizziamo da sempre.

mic ha detto...

... segue


e anche degli interventi della Chiesa (c’è chi come te li chiama “richiami” o addirittura “disapprovazioni”, altri “approvazioni sostanziali”, ma questo lo lascio ai supporter delle 2 fazioni). E in funzione di questo sono attuate e vissute.

è la milionesima volta che ripeto che il termine 'fazioni' è inesatta e fuori posto, perché io e tutti i miei compagni di cordata con siamo 'faziosi' che fanno il tifo per una squadra piuttosto che per un'altra, ma persone credenti che stanno seriamente impegnandosi per difendere la Verità, quindi il loro Signore da molte deformazioni e sviamenti che -proprio in quanto tali- non strutturano le persone secondo il cuore di Dio ma secondo le 'visioni' di falsi profeti.

Del resto neanche tu sei un 'fazioso': sei uno che ha 'sposato' il cammino e gli appartiene, così come io ho 'sposato' il Signore e la Sua Chiesa e Gli appartengo e difendo ciò che fa parte integrante della mia vita e cerco di diffonderlo perché i dono vanno condivisi perché siano sempre rinnovati dal Datore dei doni. Questo è il punto, altro che fazioni e faziosi... questa è una contrapposizione (non voluta ma subita e constatata) tra diversamente-credenti e credenti autentici (non lo attesta solo la mia coscienza, ma il Magistero e gli insegnamenti e le preghiere e il Rito, cioè il Signore di Cui mi nutro e che Adoro)

Quanto ai "richiami", "disapprovazioni o "interventi" che tu definisci "approvazioni sostanziali" evidentemente senza esaminarli nel merito, è proprio questa tendenza al lodare correggendo e al correggere lodando e la concomitante vostra abitudine di vedere le lodi bypassando le correzioni che fa sì che tutto rimanga così com'è. Anche perché il cambiare solo un punto della articolata e rigida 'costruzione', le farebbe perdere la sua identità... (E' il motivo per il quale Kiko non riconosceva più il "suo" cammino nel famoso Mattone e lo ha rifiutato. Il problema -che è anche un mistero- è che gli è stato permesso)

mic ha detto...

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Ciò che scrivi:
“ovvio, siete sempre più abili nel mimetizzarvi e le nostre critiche se non altro hanno contribuito ad affinare il vostro approccio.”
È sintomatico di una tua difficoltà ad accorgerti come sta cambiando il CNC.
Da esperimento è diventato realtà; realtà non separata, ma utilizzata dalla Chiesa.
Ti voglio solo fare 2 precisazioni: il responsabile (ed io lo sono), non è altro che in sostanza un bidello in una scuola, o al più il segretario scolastico, ed è sempre quello più contestato;


tu dici che il cammino sta cambiando e che da 'esperimento' è diventato realtà. Questo è vero; ma constato diverse cose: cambiano dattagli superficiali che non ne investono la 'struttura'... Ti porto due esempi:

1. nel cammino si è sempre irriso il rosario e il devozionismo alla Santa Madre di Dio e nostra. Premesso che anche la Chiesa ha sempre richiamato alla vera devozione e invitano le persone a guardarsi dal devozionismo che può anche degenerare in superstizione, la stigmatizzazione di Kiko riguardava la devozione mariana tout court e, come al solito, coglieva un 'difetto' se così possiamo chiamarlo o un inconveniente nopn generalizzato della pratica religiosa, assolutizzandolo per giustificare la 'novità' rappresentata dal suo 'ri-fondare' la chiesa post-conciliare. Sai quando è entrato il rosario nel cammino? Quando Giovanni Paolo II ha indetto l'anno del rosario e Kiko ha tirato fuori le sue corone (anche queste 'rigorosamente' del cammino, agli inizi senza il crocifisso, al cui posto c'era una nappina, ora probabilmente non più)... e il cammino si è adeguato a quanto praticato e richiamato dal Papa, ma lo ha fatto a modo suo, tant'è che il rosario intanto viene 'consegnato' come fosse un traguardo eclatante, mentre nella Chiesa possono dirlo anche i bambini... e poi i vostri presbitteri a Telepace, lo dicono senza il Mistero: se non è contemplazione dei Misteri della Salvezza, il rosario cos'è mai se non una superficiale abitudine, innestata nel cammino per far vedere quanto è obbediente al Papa, ma in realtà svuuotandolo della sua sostanza e dei suoi significati? Ciò non toglie che se c'è qualche persona, nel cammino, che lo dice con i misteri contemplandoli e con devozione vera, questa stupenda preghiera dispieghi i suoi effetti salutari sulla sua anima e in qualche modo faccia da antidoto a molte altre cose... ma non so fino a che punto.

2. nel cammino è stata da sempre irrisa l'Adorazione dicendo che il Signore è presente solo simbolicamente (transignificazione). Lo dice Kiko ai catechisti dando ragione a Lutero aggiungendo che se il Signore avesso voluto rimanere Presente si sarebbe incarnato in una pietra: questo per stigmatizzare l'Adorazione post-ecucaristica.
Ebbe, quando Giovanni Paolo II ha richiamato con accenti profondi l'Adorazione, anche questa è entrata nel Cammino; ma ho presente quando Kiko fa pregare per i benefattori (ti sembra Adorazione, questa?) i suoi giovani in Adorazione davanti al Santissimo che lui non crede ancora presente... sul Monte delle Beatitudini è stata costruita la cosiddetta "Cappella dell'Adorazione" con grande enfasi di centinaia di vescovi invitati da tutta Europa. Ma cosa c'è al centro di quella Cappella? Il 'roveto ardente'! Certo è un simbolo veterotestamentario che può considerarsi 'figura' o simbolo o lontano richiamo dell'Adorazione, ma mi dici che cavolo mi rappresenta e se non è anch'esso una deformazione, dal momento nell'Ostia consacrata abbiamo il Signore Vivo e Vero????

mic ha detto...

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per quanto riguarda il corporale, ti ringrazio per la catechesi; noi lo usiamo sempre, mai omesso, anch’esso ti mostra che come tutti i cattolici crediamo nella presenza reale di Cristo nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo Nostro Signore.
Ciao, Alino77


OK Alino. Ma tu, che del cammino non hai una visione dall'esterno (intendo nel senso di 'non dipendente' perché la 'visione esterna' di cui parlo nasce da conoscenza diretta, dall'interno) né globale (dato che probabilmente non hai completato tutte le tappe), non sai e non puoi sapere che in esso una è la 'pratica', un'altra la 'grammatica'. Mi spiego meglio: se gli insegnamenti kikiani fossero tutti evidentemente non cattolici, molte più persone ne riconoscerebbero le difformità con la vera Chiesa. Il problema è che il vostro iniziatore butta lì una frase ad effetto, della quale nessuno potrebbe negare la verità, ma poi è tutto quello che i suoi discorsi slegati e spesso contradditori (parla a flash, a impulsi, non fa mai un discorso logico) costruiscono e che poi viene perfezionato dalle prassi, che sono tali da trasformare le persone secondo il modello-cammino...

che dirti? tu credi nella Presenza Reale? OK. Buon per te! Ma celebri qualcosa che non la rispetta, come non rispetta il vero culto a Dio rappresentato dal Rito cattolico, che tu ne sia consapevole o meno, ma è così...

NC ha detto...

sai anche Giovanni Paolo II e tanti vescovi hanno "celebrato qualcosa che non la rispetta, come non rispetta il vero culto a Dio rappresentato dal Rito cattolico, che tu ne sia consapevole o meno, ma è così..."

che dire!!!! vedi tu

mic ha detto...

NC, vedo che siete "permanentemente" connessi al blog ma permanentemente "sconnessi" da quello che diciamo, perché è ovvio (ed è stato ricordato un migliaio di volte) che Giovanni Paolo II, Ratzinger e i vescovi che celebrano con voi, hasnno celebrato o celebrano il NO e non il rito kikiano!

... magari sorbendosi i canti ;)

NC ha detto...

cara Mic ti sbagli !!
hanno celebrato esattamente come celebriamo ogni sabato, togli le risonanze che chiaramente sono impensabili per un'assemblea del genere - come sempre ti arrampichi sugli specchi!!!

gianluca cruccas ha detto...

be se avessero celebrato come fate ogni sabato l'apostasia sarebbe al completo difatti il vostro celebrare il dio di kiko arguello e' completamente anti cristiano, e solamente un cieco non vedrebbe che la vostra celebrazione e' anti cattolica

mic ha detto...

purtroppo non mi sbaglio, NC...
"togli le risonanze", ti pare poco?

ti rendi conto che quello è uno dei momenti in cui viene interrotto il ritmo del rito e 'piegata' la sua forma sacrale - e per questo intanginbile e immodificabile - al diktat di Kiko, che nelle risonanze vede uno dei momenti pregnanti della coesione della comunità...

che è l'unica ragione del rito, che invece dovrebbe avere per obiettivo il vero culto a Dio rientrando nella sfera dell'in-utile - cioè di ciò che è gratuito e non strumentale, ma celebra e accoglie e molto di più - che non vi vuole entrare né in testa né purtroppo nemmeno nel cuore?

Il momento delle risonanze 'serve', e quindi è 'strumentale' (è il rito che viene strumentalizzato e non è più Actio di Cristo, ma dell'assemblea), sempre secondo Kiko, a dare maggiore risalto alla "mensa della Parola" (proprio come i protestanti) in base alla quale ognuno dice quel che la Parola gli ispira, spesso collegato a fatti intimi della sua vita.

Ed è questa la vera ragione per cui le celebrazioni sono rigorosamente separate comunità per comunità, parcellizzate persino all'interno del Cammino... (dov'è la comunione e la cattolicità, cioè l'universalità? Non c'è nemmeno al vostro interno! Almeno non secondo i canoni cattolici cioè cristiani: la vera comunione si ha in Cristo!)

Ovviamente queste 'risonanze', che sarebbero meglio collocate in una Liturgia della Parola avulsa dal Rito e costituente, semmai, una vera e propria "terapia di gruppo", davvero sono molto del 'cemento' su cui si salda e si rinforza la comunità, insieme all'atmosfera esaltante e coinvolgente che si crea, anche per effetto dei canti che svegliano l'emotività e castrano l'interiorizzazione, necessaria invece ad una vera maturazione spirituale ma anche psicologica, perché le due cose vanno SEMPRE insieme

Infine, se la vera 'comunione' è in Cristo ed è il Signore che la crea, la vostra, anche all'interno del cammino, non è comunione, ma appartenenza, consorteria e, soprattutto - nell'ambito di ogni comunità - dipendenza reciproca, proprio perché la comunità si 'forma' e si salda e si configura non in Cristo, ma nelle 'pratiche' dei camminanti; il che li 'forgia' secondo i metodi e i 'modelli' del cammino e non secondo la loro peculiare individualità, cui non è concesso di maturare nella fede in Cristo, ma che viene coartata e 'confusa' nel calderone del gruppo e nella realtà anche spirituale dell'"entità-cammino", che è una vera e propria "entità" alla quale non so dare un nome, ma che ho la certezza non è Cristo Signore...

mic ha detto...

altra riflessione, semplice, ma per niente banale:

se -come credono i cattolici-davvero credete nella Presenza Reale del Signore e celebrate il Suo Sacrificio (nel quale c'è insieme alla sua offerta redentiva, anche la nostra offerta al Padre) e il Suo consegnarci il Suo Corpo e il Suo Sangue di Risorto che vuole entrare in noi per entrare in comunione di intimità con noi, mi dici COME FATE a vivere questa intimità e questa realtà indicibilmente grande e Sacra e meravigliosamente salvifica e trasformante, nel coacervo di esaltazione e anche banalizzazione di essa, segnalata del fatto che non vi ingonocchiate mai e ricevete il Corpo e Sangue di Cristo con modalità che non sembrano tener conto della persona Divina (oltre che umana che è) e che viene per ognuno di voi a salvarvi liberandovi dal peccato e quindi dalla morte spirituale e non a darvi "l'allegria" né a 'servirvi' o a "portarvi sul carro di fuoco", la merkavà, come insegna Kiko?

Se foste consapevoli solo di un'inezia di quel avviene su quell'Altare (già, dimenticavo, voi non avete altari, ma solo 'mense' per di più spesso posticce),

non vorreste 'uscire da voi stessi' esaltandovi nei canti e nell'allegria (che più che allegria diventa sguaiatezza e non ha niente a che vedere con la GIOIA VERA dei RISORTI in CRISTO)

ma vorreste piuttosto (e purtroppo nessuno ve lo insegna) 'rientare in voi stessi' e lì - nel vostro intimo- accogliere e Adorare il Signore della Vita, con la consapevolezza e il rispetto e l'attesa e la gratitudine e l'apertura di cuore che merita, soprattuto piegando le ginocchia come segno esteriore della grandezza dell'evento, del FATTO che è Azione del Signore che si riattualizza ad ogni Liturgia celebrata da un sacerdote che lo fa con l'intenzione della Chiesa...

e qui mi fermo, perché non ho il coraggio di dire il resto... è troppo grave e serio e non posso che affidarlo al Signore Gesù, che il Suo Nome Grande e Terribile, oltre che Misericordioso e Giusto e Salvatore, faccia il prodigio di aprirvi gli occhi dello spirito!

NC ha detto...

ecco brava Mic
Si affidi lei al Signore Gesù, che il Suo Nome Grande e Terribile, oltre che Misericordioso e Giusto e Salvatore, faccia il prodigio di aprirti gli occhi dello spirito!
Amen

mic ha detto...

vi racconto un fatto. "Fatti e non parole" dite - e giustamente - nel cammino. Questo sarebbe molto bello e utile se non fosse assolutizzato e strumentale ai rigorosi metodi poi messi in atto.

Vengo al fatto.

Ero molto giovane e avevo ricevuto l'invito, da parte di amici, a partecipare ad un incontro importante con una grande personalità, piuttosto 'carismatica' nel suo genere.

Ebbene, ricordo la trepidazione delle persone radunate nella grande sala predisposta accuratamente, il clima di attesa carica di emozione e di entusiasmo che si accentuava ad ogni minuto di ritardo che si stava accumulando e, proprio in quel momento mi è venuto in mente: caspita, ma non è quello che dovremmo provare e vivere ad ogni Eucaristia, soprattutto quando si avvicina il momento della Consacrazione? E' il Signore che viene!

E ho percepito tutto il piattume dell'abitudine che uccide l'autenticità dell'esperienza, tutta la disattenzione e, sì, anche la durezza di cuore e infine l'indifferenza, con cui la mia partecipazione, soltanto intellettuale e non viva e totale, mi faceva accostare all'evento Sacro e Terribile della mia Salvezza.

Naturalmente l'ho voluto 'guardare' tutto alla Presenza del Signore, davanti al Suo sguardo Misericordioso, ma anche di giusto giudice (giudizio non di condanna, ma di Salvezza, se riconosci il tuo peccato) e da allora mi sta portando per mano e non mi molla più e ogni volta è una 'tappa' di un Cammino irreversibile, ma grazie a Lui, non in un certo cammino...

mic ha detto...

Si affidi lei al Signore Gesù, che il Suo Nome Grande e Terribile, oltre che Misericordioso e Giusto e Salvatore, faccia il prodigio di aprirti gli occhi dello spirito!
Amen


infatti l'ho fatto, lo faccio e lo farò e aspetto e spero ardentemente nel Suo prodigio!

NC ha detto...

a scusa Mic volevo solo dirti questo - mi ero dimenticato di postarlo - sai tu dici qualcosa sulle risonanze che sarebbero escluse dalle messe con i vescovi ad arte per ingannare sulla prassi.
Ti faccio presente che all'ultima eucaristia presieduta dal vescovo Ausiliare le risonanze sono state fatte e posso assicurati che la mia Diocesi non è proprio una diocesina!!!! se vuoi ti posso portare tutte le testimonianze che vuoi. e non solo io.

mic ha detto...

NC, ti rendi conto che il fatto che UN vescovo abbia accettato di presiedere un rito come il vostro non cambia una virgola di quello che ho detto sulle risonanze? Che probabilmente nemmeno hai letto o comunque non ti ha sfiorato e nemmeno ti sfiora...

Mi sembra di poter fare questa equazione:
neocatecumenale= totalmente impermeabile quanto totipotenti sono i catechisti

e, con gli abusi liturgici presenti purtroppo ogni dove, c'è forse da meravigliarsi di un vescovo che ne 'tollera' uno? e poi magari 'non tollera' che si celebri il VO, che il Papa ha sdoganato dal potere dei vescovi?

Vi rendete conto a che livelli siamo?

alino77 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
mic ha detto...

Dal tuo commento che inizia “altra riflessione” comincio un po’ a capire qualcosa di te, in bene, quindi non sei un “demonio” (bada che è una battuta…) .

strano, dopo kilometri di riflessioni! Forse vuoi dire che questa ti ha dato degli 'assist' per farci credere che nel cammino è cambiato qualcosa ;)

Tu fai la domanda COME FATE a vivere l’intimità con il Cristo:
Ebbene lo FACCIAMO. L’esultanza (e ti prego non dire sguaiatezza o mi ricredo…) ...


bè, la banalizzazione non è che la "vedo con i miei occhi", la banalizzazione l'ho vissuta in anni di celebrazioni neocat. Al VO io partecipo solo da due anni a questa parte (dal motu proprio per intenderci) e finalmente ho trovato la VERA Liturgia e ho capito cos'è che mi faceva star male in certe celebrazioni, all'apparenza molto 'partecipate' ma solo con un gran 'fare' solo umano e niente di Trascendente e di veramente coinvolgente l'anima, lo spirito! Insomma, quella meravigliosa Presenza, come se non ci fosse... e, insieme ad essa i 'segni' dell'autentico culto a Dio...

accentuare il carattere “pasquale”, non vuol dire affatto negare il sacrificio di Cristo.

accentuare il carattere pasquale significa semplicemente recepire gli insegnamenti di Carmen sul fatto che sia l'offertorio che il sacrifico sono stati ereditati da usanze pagane... nonché le suggestioni di Kiko sulla pasqua ebraica e sull'Esodo... guarda qui potrei scriverti un volume su quanto sia Carmen che Kiko sono lontani dai sacrifici ebraici (in particolare il sacrificio Todah) Il pane e il vino ce li aveva già messi Melchisedek già prima di Abramo e comunque, nel Tempio, erano usati nel Sacrificio Todah, oltre ad essere sulla Tavola della pasqua e quindi dell'Ultima Cena.

Come vedi non li hanno 'messi insieme' i cristiani come dice Kiko nell'intervista del 14 giugno 2008: E qui, aprendo una lunga parentesi, l’iniziatore ha riassunto la sua catechesi sull’ultima cena, sul pane e sul vino: “Quando nella cena della Pasqua ebraica si scopre il pane si parla di schiavitù, quando si parla della Terra promessa scoprono il calice, la quarta coppa. In mezzo a questi due momenti c’è una cena, quella nel corso della quale Gesù disse “Questo è il mio Corpo” (a significare la rottura della schiavitù dell’uomo all’egoismo e al demonio) e “Questo è il mio Sangue” (a significare la realizzazione di un nuovo esodo per tutta l’umanità). Più tardi – ha continuato Kiko – i cristiani toglieranno la cena e metteranno insieme il pane e il vino

c'è di che rimanere basiti, se non navigassimo nell'ignoranza, nella confusione e nel disorientamento! O, forse, davvero nella grande apostasia!

mic ha detto...

... segue

Non dire “allegria”, ma “gioia”, perché è questa che proviamo ( e che provi anche te). Non dire mense posticce, perché sono curate con dedizione e devozione (talvolta fin troppo maniacale). Non è vero che non vi è adorazione, un sacerdote del Redemptoris Mater ci ha detto alla celebrazione...

non sono io che dico "allegria"; ma lo dice un'infinità di volte Kiko che lo ha scritto perfino al Papa per poter perpetuare la prassi liturgica di ridurre il Sacrificio Eucaristico ad un banchetto di «allegria»

Tu pieghi le gambe come segno esteriore della grandezza dell’evento”, io rimango in piedi per “esultanza”.

io non piego le gambe... prima ancora piego le ginocchia del cuore!

mic ha detto...

... segue
Ti rimando a quanto scritto da Padre M. Augè (liturgista che non ha a che fare con il CNC):
“Anche per il singolo il pregare in piedi può essere talvolta un’espressione vigorosa del suo intimo. I primi Cristiani lo hanno fatto volentieri. Conosci certamente la figura dell’orante nelle catacombe, della persona stante, dalla veste ricadente in nobili pieghe e dalle braccia aperte. Essa sta libera, ma tutta dominata da schietta disciplina; tranquillamente intenta alla Parola divina e pronta all’agire gioioso… Che sia però uno stare in piedi per davvero! Su ambedue i piedi, senza appoggiarsi, a ginocchia tese, senza alcuna pigra rilassatezza. Ritti e composti. In quest’atteggiamento si irrigidisce anche la preghiera e insieme si libera in reverenza e prontezza d’azione."


Belle parole vuote di sostanza spirituale... la prontezza d'azione viene dopo l'Adorazione e la prostrazione in segno di sottomissione e nasce dal cuore redento da Colui che per salvarci si è fatto uomo ed è morto in Croce (prima di risorgere e tornare a Padre, riportandoGli l'umanità redenta)...

è la parola 'sottomissione' che insieme all'inginocchiarsi non è mai piaciuta al primo 'ribelle' della storia, di colui che non conosce obbedienza, quella che invece Cristo ha vissuto fino alla fine!

io dico che "piegare le ginocchia" davanti al Signore dei Signori è il minimo che un istinto di Adorazione e di sottomissione (anche se sei risorto in Lui e ti senti in Lui vigoroso nel tuo intimo) ti induce a fare.

In ogni caso non mi formalizzo tanto sullo "stare in piedi" in sé, quanto sulla ostentazione e sulla enfasi e sulla obbligatorietà del gesto che ogni credente dovrebbe quanto meno sentirsi 'libero' di compiere -come del resto l'inginocchiarsi- in base alle sue 'mozioni' interiori e non a quello che gli si dice di fare... al di là di concili vari, della liturgia orientale, degli antichi cristiani (che può essere solo il famoso "insano archeologismo liturgico" come lo chiamava Pio XII).

Del resto nella Santa e Divina Liturgia, ci sono molti momenti in cui è previsto questo vigoroso 'stare in piedi' e ogni gesto, ogni 'segno' e ogni momento è ordinato e appropriato a quello che sta accadendo sull'Altare (e contemporaneamente tanto in cielo quanto sulla terra e in un tempo già escatologico.,..)

Non è vero che p. Augè non ha niente a che fare col Cammino perché, per sua stessa ammissione (l'ho appreso da lui), faceva parte della Commissione che ha esaminato la vostra liturgia prima degli indulti all'epoca più o meno della "nota laudatoria" di Bugnini, suo maestro, il massone improvvisato liturgo... ti dice nulla?

Queste parole descrivono bene il mio vivere durante la celebrazione eucaristica. Il rispetto, la reverenza, prontezza d'azione.

OK. mi compiaccio per te...

In questo blog spesso ho letto che saremmo irrispettosi, non adoranti, irriverenti verso il sacro e verso Dio. Questa è una sciocchezza che da te, che hai incontrato Cristo, non riesco ad accettare (non lo scrivo urlando).

neanch'io (e non solo io) l'ho mai detto urlando. La banalizzazione del sacro e gli atteggiamenti irriverenti che ho visto (e non solo io) durante le celebrazioni neocat, non le ho viste da nessun'altra parte...
Su te non posso dir nulla, prendo per buono quello che mi dici e non posso che gioirne per te

mic ha detto...

Non dire “allegria”, ma “gioia”, perché è questa che proviamo ( e che provi anche te). Non dire mense posticce, perché sono curate con dedizione e devozione (talvolta fin troppo maniacale). Non è vero che non vi è adorazione, un sacerdote del Redemptoris Mater ci ha detto alla celebrazione...

una puntualizzazione importante, al di là dell'allegria o della gioia che, è vero, non sono la stessa cosa:

scopo della Liturgia, non è ottenere la gioia, ma rendere vero culto a Dio e il vero culto a Dio è quello di Cristo, sommo e unico Sacerdote e la Santa e Divina Liturgia è Actio di Cristo (e anche della Chiesa, ma solo in quanto suo Corpo mistico)che consiste nella ri-presentazione del suo sacrificio al Padre prima portarci con Lui nel mondo della Risurrezione, nella Creazione Nuova inaugurata da Lui e dalla Sua e nostra Santa Madre... la gioia è solo conseguenza dello scoprirci salvati da un amore così grande donato, accolto e assimilato che diviene in noi carne e vita...

non è detto che nella celebrazione di debba 'sentire' per forza qualcosa a livello emozionale, così come non è detto che non si provino emozioni o non si ricevano 'luci' improvvise e inaspettate.

A volte ci arriviamo con i nostri dolori e angosce o con i momenti di aridità... è certo che vi troviamo e proviamo anche un senso di Pace, ma non è il 'sentire' immediato quello che conta.

Inoltre la 'prontezza d'azione' viene come conseguenza e ci accompagna soprattutto nella vita e tocca la ragione e la volontà prima ancora che il sentimento.

Mi pare che ci sia un rovesciamento d'orizzonte e qualcosa di molto più profondo dell'allegria o della gioia...

alino77 ha detto...
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mic ha detto...

Mi sovviene un dubbio; tu credi che nel CNC sia tutto finto?

non ho mai detto che nel NC è tutto finto, ma che tutto sia manipolato, strumentale e sopra le righe è innegabile; e mi riferisco al metodo e allo stile, per non parlare dei contenuti degli insegnamenti indubitabilmente giudeo-luterano-gnostici.
Dirai che non è vero; ma potresti essere smentito da testi, documenti e testimonianze a iosa!

Noto che parti dalla mia riflessione più generica e non 'entri' in nessuna delle altre puntualizzazioni che ti ho fatto

Chi vive in modo finto il CNC, dopo un po' si rompe e si rende conto che non è la sua strada.

vorresti dire che chi contesta il cammino e ne 'esce' è perché lo vive in modo finto e non ha capito niente?
Io invece affermo che purtroppo ha capito quello che in troppi non vogliono o non sono più in grado di capire!

Ma il CNC non è finzione. I frutti non sono del CNC, ma di Cristo. I NC che credono che tutto venga da Kiko sono sciocchi, e non gli rendono certo merito così.

Infatti, purtroppo il NC non è finzione, ma tragica realtà. Che i frutti non siano del NC ma di Cristo non appare troppo evidente dalle tesimonianze che riceviamo ogni giorno, oltre che dalla nostra esperienza.

Se ci sono NC che credono che tutto viene da Kiko, non pensi che è per via del culto della personalità e dei molti 'messaggi subliminali' trasmessi anche attraverso le icone?

Inoltre, di quelli che credono che "tutto viene da Cristo", quanti pensi che 'conoscano' davvero il Signore e non un suo simulacro? E lo dico nella consapevolezza che nel Cammino non si dice mai Chi è il Signore e la Rivelazione non parte da Lui...

il tutto lo abbiamo sviscerato più volte, ma ho la certezza che se riportassi qui gli argomenti a supporto della mia affermazione, farebbero la fine di quanto ti ho scritto nell'intera giornata di ieri, di cui non confuti nulla ma riprendi solo ciò che ti 'serve' per portare avanti il tuo discorso 'pro-cammino'

jeff m. ha detto...

Stamattina stavo pensando che sono quasi tre anni che conosco questo blog. E' pazzesco quanto tempo abbiamo "passato insieme" assolutamente senza giungere a niente.

Vabbè, riflessioni personali a parte, volevo solo segnalarvi questa iniziativa che credo vada diffusa.

http://www.dueminutiperlavita.eu/Campagna_Sigo.html

Emma ha detto...

"Chi vive in modo finto il CNC, dopo un po' si rompe e si rende conto che non è la sua strada."

Vive in modo finto?
Devo capire che tutti quelli che hanno lasciato il cammino facevano finta di fare il cammino? Non erano sinceri? Mentivano?
Che tutti coloro che ci hanno offerto la loro testimonanza, spesso concordante anche se profondamente individuale, fingevano quando erano nel cammino ?
Credi che se avessero finto vivrebbero amarezza, delusione, sofferenza, e anche rabbia in primis contro sè stessi per essersi lasciati coinvolgere e suggstionare, per aver mancato di lucidità, di coraggio più rapidamente, e poi contro chi li ha manipolati?
Non credi invece che quelle persone hanno perfettamente capito, finalmente capito, e avendo capito non restava loro, con coerenza e responsabilità, che l`obbligo morale e spirituale di uscire dal cammino nc?

Emma ha detto...

Ho parlato di rabbia, ma molti non la sentono, non subito, sono vuoti, svuotati, spesso depressivi, come anestetizzati, in quel deserto che si trovano a dover spesso attraversare, un tempo di silenzio per capire che cosa è successo, per prendersi le proprie responsabilità e ripartire, più forti, più maturi .
E molti decidono di testimoniare per aiutare anche i loro ex-fratelli che, ancora nel cammino nc, cominciano a porsi domande, chi come loro è uscito, chi non conosce il cammino nc e se lo trova in parrocchia dove arriva con la sua abituale arroganza e prepotenza.

alino77 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
miciomacio ha detto...

A messa si va a rendere culto a Dio, non a schiamazzare o a perdere le Sacre Briciole facendo finta che non sia successo niente. Mentre è la vita che va vissuta gioiosamente. Non il contrario.

Emma ha detto...

Lex orandi, lex credendi.

Rifletta su questa semplice ma essenziale legge.
Se è vero, e lo è, che la "liturgia" che il vostro iniziatore ha creato per le vostre comunità, perchè quella cattolica non gli bastava, è diversa da quella cattolica, talmente diversa da essere altra, diversa non solo nella forma ma anche nella sostanza, se non metto in dubbio che lei sia felice, allegro e provi gioia, con quella "liturgia" il vero problema è di sapere se la fede che è trasmessa attraverso quel rituale è la Fede cattolica o un`altra immaginata dal vostro iniziatore.

mic ha detto...

No Emma, hai travisato le mie parole, e credo consapevolmente.

qualche volta può capitare di non comprendere con esattezza un'affermazione ma, conoscendo Emma, ti prego di non pensare nemmeno in via ipotetica al "consapevolmente".

Nessuno di noi è qui per fare il giudice o per trovare per forza da ridire. Tuttavia ognuno di noi non parla solo in base alla sua personale esperienza (vedi la mia testimonianza che citi la sulla quale dovrò meglio specificare), ma abbiamo anche ieri indicato tante difformità in insegnamenti fondamentali tra Chiesa e cammino (inesorabile senso del peccato e assenza Grazia Santificante solo per dirne uno), tante aberrazioni nelle prassi (violazione foro interno, martellamenti, uso strumentale della Scrittura e del clima di esaltazione indotto)...

Tu invece hai spostato il discorso sul personale, basandoti su una mia piccola insificante testimonainza e hai espresso il tuo 'sentire' dal quale dovremmo dedurre che nel cammino vengono coltivati gli stessi atteggiamenti interiori e si vive la stessa spiritualità nel senso 'cattolico' che noi testimoniamo... Se così fosse, non pensi che nessuno di noi avrebbe lasciato il cammino?

mic ha detto...

... segue

Quando parlavo di finzione mi riferivo al concetto dell'allegria e della gioia. Se uno sta facendo un'esperienza che vivi solo esternamente, ma che poi non ti dà niente, e ti trovi magari a compiere gesti esteriori che non senti nel profondo (danzare, chinare il capo, o anche il semplice inginocchiarsi), allora in questo senso diventa una finzione. Ed allora è giusto cambiare, anche uscire dal CNC. Mic ha scritto che il NO non l'aiutava più, e ha conociuto Il VO e ha capito come trovare Gesù nel profondo. Io ho fatto un percorso simile, ma ho incontrato sulla mia strada il CNC.

questo lo avevo capito, tant'è che avevo puntualizzato che il sentimento autentico (allegria, gioia, commozione, altro...) è conseguenza del 'conoscere' e della trasformazione interiore, Azione del Signore e della Sua Grazia, che scaturisce da una vita di fede e sacramentale autentica. Ma penso si dovesse anche capire che il clima e la gioia che si vivono nel cammino sono indotti dai canti e dall'atmosfera e dalle emozioni e dall'esaltazione che circolano nella comunità riunita e che hanno efficacia solo in quel momento: ragione per cui occorre riprodurre l'esperienza (può essere la celebrazione, come può essere una convivenza o altro) per rivivere quelle emozioni, da cui alla fine si diventa anche dipendenti. Del resto lo dice anche Kiko che l'Eucaristia è "l'esultanza della cumunità" ed è così che la vivete, è così che la ricordiamo tutti.

Il NO e il VO non c'entrano nulla, Io non ho scelto qualcosa "perché mi dà di più mentre prima avevo di meno": io ho scelto il Signore nella Sua Chiesa.

Il resto, la pace, la gioia, la crescita, la maturazione e l'approfondimento nella fede è conseguenza di questo non di altro. La mia testimonianza tendeva solo a dimostrare come una banale circostanza mi aveva dato la percezione di una fede vissuta per abitudine e come abbia capito che non era quella la fede 'viva', che desideravo e che poi ho trovato nella Chiesa (dove già ero); ma ero io ad essere cambiata e non la Chiesa o il tipo di esperienza che stavo facendo.

Quando, più tardi, ho incontrato il cammino e pensavo di approfondire la fede, ho scoperto abbastanza presto che non era lì e non era quello, ma perché NON ERA la mia Chiesa che già conoscevo e amavo: era qualcosa d'altro e di estraneo. Tutto questo per la montagna di motivi che andiamo dibattendo da oltre quattro anni e che sono confermati da una miriade di testimonianze convergenti.

Gesù nel profondo lo si può trovare solo dove si fa Presente, perché così ci ha promesso: una Presenza che parla nel "Sacro Silenzio" e nella sobrietà, che ti consentono di 'rientrare in te' e di interiorizzare quello accade (parlo della Messa) e non nel rumore e nell'esaltazione, che ti portano fuori da te, ti inducono sensazioni gradevoli ed esaltanti, ma non 'scrivono' niente nella tua anima se non, a lungo andare, uno 'stereotipo' prefissato da altri...

Ho spiegato anche a lungo, nel parlare delle risonanze, dei ritmi e della 'forma' della Liturgia, nelle quali c'è anche tutto il suo spessore e tutta la sua intangibile sacralità, che è stata profanata da un laico che vi ha introdotto troppi elementi estranei

mic ha detto...

inutile quindi continuare una cosa che non ti dà. ma se ti dà, come capita a me, perchè allora voler contestare come fate voi che vi sia qualcuno nel CNC che realmente riceve gioia da Gesù Cristo, o che addirittura come dite voi creda in un Gesù posticcio.

è un rischio che nel cammino è reale e di questo mi pacerebbe ti parlassero, meglio di quanto già detto anche ieri da me, Jonathan e Michela

Il cuore delle persone lo conosce solo il Signore; ma da quanto da noi sperimentato e conosciuto della spiritualità NC (c'è una diversa gamma di 'mondi' spirituali) del Signore si sente molto parlare; ma non si vive quel che Lui che ha comandato di celebrare (nel rito).. il resto è conseguente: lex orandi lex credendi non l'abbiamo inventato noi

Per il solo fatto che credete che quella del CNC, o perfino il NO, non siano VERA LITURGIA, questo vi autorizza a dire che allora Cristo, il vero Cristo, e non un "simulacro posticcio" come mi ha scritto MIC, possa darsi, offrirsi anche per la mia salvezza? E che avete il monopolio?!

nessuno di noi ha detto che il NO non sia una vera Liturgia, ma io personalmente penso che presenta delle carenze rispetto al VO.

Su questo ognuno di noi la vede diversamente perché nella chiesa ci sono due forme del Rito romano.

Quello che però affermiamo con vigore è che il sincretistico rito NC non abbia nulla a che vedere col NO, se non che parte da esso con contaminazioni varie... e non è più una liturgia cattolica, ma l'esultanza della vostra comunità...

mic ha detto...

E' più che certo che Cristo, il Signore Gesù si è incarnato si offre ed è Morto e Risorto per tutti, ma la Sua Presenza Viva e Vera l'ha promessa alla Sua Chiesa, quella fondata da Lui, e non quella ri-fondata da Kiko Arguello e Carmen Hernandez dopo il Vaticano II.

Loro sì, non noi, dichiarano di avere il monopolio dello Spirito santo (che solo Kiko o i catechisti (!?) possono dire chi ce l'ha)... e pretendono di parlare in nome di Dio e si permettono di appropriarsi della vita e della storia delle persone!!! E' una bestemmia, non lo capisci?

Non noi, Alino, abbiamo il monopolio dello Spirito Santo, ne è portatrice la Chiesa, quella di Cristo Signore, alla quale appparteniamo finché "rimaniamo" in Lui, fedeli a Lui, custodendo e difendendo (perché son tempi così questi) e diffondendo la fede che abbiamo ricevuto, che è Lui e nessun altro!!!!

mic ha detto...

Ho visto che Emma aveva già detto tutto meglio di me con poche essenziali parole...

Caterina63 ha detto...

scusate l'OT
ma avete cambiato l'impaginazione della Home?

Aldo ha detto...

Carissima Maria,
da un pò avevo seguito il Tuo consiglio di non andare sul Blog parallelo.. stamane visto che Alino ha scritto molto, sono andato a vedere i commenti ( a parte il fatto che si scrivono e si rispondono in 2) ho trovato l'ultimo post di lvvfl
(l'ho salvato)
"La verità vi farà liberi ha detto...
Amici ho provato a fare una ricerca sul motore di ricerca scrivendo Maria Guarini il risultato è molto interessante fatelo anche voi.

09/lug/2010 22.33.00"

carissimo lvvfl è molto coraggioso da parte tua - che sei anonimo - andare a vedere sul motore di ricerca chi è Maria Guarini, hai notato? Maria ha scritto dei Libri, è un esperta di Ebraismo è una Dott.ssa, da 4 anni ha fondato un sito, ha molti più anni di quanto immagine è una persona dolcissima, ama la Sua famiglia, la Chiesa, ama il Signore... gioisce e soffre, prega e piange, vive non "sopravvive".. soprattutto "ascolta", e ci ha dato una voce, in questi 4 anni ci ha dato "una voce"
Carissimi "amici tutti" (ma non siete fratelli) andate a vedere chi è MARIA GUARINI.. io l ho fatto, e poi mi sono fatto 700 km in un giorno per poterla abbracciare e baciare, e tanto mi basta..
"amici tutti" poi andate sul motore di ricerca è scrivete "la verità vi farà liberi".. troverete cose molto interessanti...

Aldo ha detto...

a tutti quelli che ci leggono... ecco cosa succede nel cn... vanno a vedere nel "motore di ricerca" della Tua vita.. si infilano nella Tua coscienza.. lvvfl è il "prototipo" del "catechista perfetto".. scava, giudica, insinua, accusa, minaccia,
alla fine si mostrano per quello che sono... Alino sei anche Tu daccordo con ciò che ha fatto lvvfl??
tutti voi anonimi siete daccordo?

carrissimo "cuore impavido" dicci che nome dobbiamo cliccare per sapere chi sei? cosa hai fatto nella tua vita? quanti anni hai?
e "voi fratelli di comunità" cosa ne pensate del "responsabile lvvfl"??

Aldo ha detto...

Tu che hai creato un blog che si chiama "chi sono gli osservatori.."
bè, ti è bastato andare su un motore di ricerca... e Tu chi sei?
tu che scrivi spiando i nostri post e con i copia incolla che Ti passano pensi di risponderci.. Tu chi sei? certo non sei quello della foto.. il "Grande Totò".. Ti piace nasconderti, essere anonimo, difensore del cammino neocatecumenale, di cosa hai paura?

jonathan ha detto...

E’ un gioco sporco quello segnalato da Aldo, che certo non fa onore a chi lo mette in piedi e si gloria di appartenere alla Chiesa. E neppure a chi quel gioco lo sottoscrive e lo condivide. Il confronto con costoro è proprio inutile.