giovedì 23 giugno 2011

LA SANTA LITURGIA, CUORE DELLA FEDE, E LE IMMAGINIFICHE LITURGIE FAI DA TE : TRA PARADOSSI E SINCRETISMI

Si chiede Sandro Magister durante il suo recente viaggio sul monte Athos, davanti agli splendori delle liturgie ortodosse:

“ Quali liturgie occidentali, cattoliche, sono oggi capaci d'iniziare a simili misteri e d'infiammare di cose celesti i cuori semplici? Joseph Ratzinger, ieri da cardinale e oggi da papa, coglie nel segno quando individua nella volgarizzazione della liturgia il punto critico del cattolicesimo d'oggi. All'Athos la diagnosi è ancor più radicale: a forza di umanizzare Dio, le Chiese d'Occidente lo fanno sparire. "Il nostro non è il Dio dello scolasticismo occidentale", sentenzia Gheorghios, igúmeno del monastero athonita di Grigoríu. "Un Dio che non deifichi l'uomo non può avere alcun interesse, che esista o meno. È in questo cristianesimo funzionale, accessorio, che stanno gran parte delle ragioni dell'ondata di ateismo in Occidente".

"Un dio che non deifichi l'uomo non può avere alcun interesse che esista o meno": parole da scolpire a lettere di fuoco sui frontoni delle sale in cui si svolgono certe liturgie arbitrarie del sabato sera, riservate rigorosamente a pochi adepti, animate da rulli insistenti di tamburi e da originali ed equilibristiche ole al momento della Comunione, seguite da danze e illuminate da improbabili candelabri ebraici....

Usque tandem?

45 commenti:

Francesco ha detto...

Non ci stancheremo mai di ripetere che non solo all'interno di nessuna confessione cristiana( eccetto ovviamente quella cattolica), ma in nessun altro contesto religioso ,di qualsiasi natura e portata , ci sia tanta facilità e tanta anarchia nel piegare le liturgie al proprio arbitrio.
Le fantasie neocatecumenali in questo senso docent in modo plateale.
Se pensiamo solo un attimo a questa situazione ci vengono i brividi...

by Tripudio ha detto...

Quando parlo di "liturgie neocatecumenali" mi viene sempre un dubbio: ma quelle festicciuole da osteria di campagna, si possono ancora chiamare liturgie?

Anonimo ha detto...

Un Dio che non deifichi l'uomo non può avere alcun interesse, che esista o meno. È in questo cristianesimo funzionale, accessorio, che stanno gran parte delle ragioni dell'ondata di ateismo in Occidente
-------
Questa frase è da QUOTARE totalmente.

Il Cammino neocatecumenale rimette al centro di coloro che lo fanno (itinerario) il cristianesimo, lo rende totalizzante, per qualunque aspetto della propria vita, altro che accessorio e funzionale.
Stare in cammino (e qui non c'entra il CNC) significa scegliere una via totalizzante.

Il termine deifica, inoltre, è significativo e anche Kiko ne usa una parafrasi.

L'esultanza è una risposta più che obbligatoria ad un intervento di siffatta natura. Esultanza ed Adorazione sono 2 lati della stessa medaglia, chi adora esulta e chi esulta adora.

Non al CNC è rivolto questo bel tread Francesco, ma a quelli a cui si rivolge solitamente il Papa.

Alessio

Emma ha detto...

Anche in campo liturgico il cammino neocatecumenale rappresenta "alla perfezione" l`ermeneutica della rottura, chi in effetti può pretendere che quel rituale è in continuità con la Tradizione?
Chi può affermare che ciò che ha partorito la mente di Kiko Arguello è conforme alla Tradizione della Chiesa, alla teologia liturgica cattolica?
Forse che troviamo traccia di quel "rito" in un testo del Magistero immutabile della Chiesa?
Nessun bisogno di fare lo sforzo, per taluni impossibile, di consultare documenti precedenti il Vaticano II, partendo dalla Sacrosanctum Concilium, la costituzione conciliare sulla liturgia, fino alla Sacramentum Caritatis di Benedetto XXI, senza dimenticare la Ecclesia de Eucharistia e la Redemptionis Sacramentum di Giovanni Paolo II, NON TROVEREMO TRACCIA del rituale neocat in nessun documento del Magistero petrino.
È senza dubbio consapevole delle anomalie gravi di quel "rito" che nel 2005 Benedetto XVI ha voluto modificarlo per renderlo conforme alla Liturgia cattolica.
Sappiamo che le sue prescrizioni sono ancora in attesa di essere applicate.

Emma ha detto...

Come può essere tollerato che un laico, un pittore spagnolo, possa definire la sacra Liturgia cattolica, una CATASTROFE per le sue comunità?

Anonimo ha detto...

"Il nostro non è il Dio dello scolasticismo occidentale"
Questa affermazione mi lascia quantomeno perplesso.....Lo scolasticismo, almeno nelle sue espressioni piú belle, vive di questo movimento di ritorno (mediato da Gesú Cristo) verso Dio (reditus), che costituisce il cuore della deificazione.
Rendere inoltre lo "scolasticismo" responsabile del fatto che Dio divenga "accessorio" e addirittura dell'ateismo é quantomeno problematico. Scolasticismo, per come lo intendo io, é spinta alla sistematizzazione e alla razionalizzazione. Questa spinta si fonda sualla convinzione che il "nostro Dio" sia logos e che dunque,"seppure analogicamente", sia in qualche modo afferrabile dal nostro pensiero. Intendere questo tentativo come un'umanizzazione di Dio mi sembra veramente un fraintendimento. La cosa interessante é che questo fraitendimento accomuna l'igumeno Gheorghios a molte critiche contemporanee fatte alla metafisica occidentale.
A me pare che, contrariamente a quanto affermato nel testo, il problema dell'epoca attuale, cosí satura di emozionalismo, consista proprio nella perdita di fiducia nel Logos. Detto in altri termini: quello che ci manca é proprio lo scolasticismo.
Un ultimo appunto: non sono un esperto, ma mi pare, che un elemento caratteristico della temperie post-conciliare sia costituito da una critica e, anzi, da un rifiuto indiscriminato dello "scolasticismo". Da questo punto di vista, dunque, il posto-concilio e l'igumeno sono sulla stessa linea.

Roberto

by Tripudio ha detto...

Nel cortile della Sinagoga di Roma campeggia un enorme candelabro a sette più due braccia (sarà alto due metri e mezzo).

Chissà cosa ne pensano i fratelli neocatecumenali quando ci passano davanti... Guarda! anche gli ebrei utilizzano il simbolo dell'Evangelizzazione kikiana-carmeniana!

jonathan ha detto...

Forse che troviamo traccia di quel "rito" in un testo del Magistero immutabile della Chiesa?


Per i più pigri, basterebbe mettere a confronto anche sommariamente il rito del cn con la S. Messa celebrata secondo un rigoroso NOM dal Papa, per esempio ultimamente a San Marino. Le differenze emergono con evidenza direi clamorosa. Sono quelle differenze che pongono il cn già in partenza fuori dalla Chiesa, anche se ha in tasca tutte le approvazioni del mondo dietro cui nascondersi.

E poiché in tutta evidenza il cammino continua imperterrito a non avere rispetto dell’Eucarestia e della Chiesa che sola ne custodisce fino alla fine dei tempi la maestosa Bellezza, allora non serve a nulla ‘camminare’, neppure l’eroismo di mettere al mondo dieci figli con mille euro al mese e poi partire in missione per la Papuasia. Non serve a nulla, non produce frutti di santità perché al cn manca l’Eucarestia, manca il cuore stesso della fede, insostituibile sorgente di santità.

Michela ha detto...

Anch'io, come Alessio, preferisco il pezzo che lui ha citato, perchè è ovvio che noi, come chiesa d'occidente, non possiamo fare a meno della scolastica.

E' verissimo che il cammino è totalizzante, ma - e qui sta il punto- solo nella dimensione umana, a volte anche solo materialista.
tutto quello che si fa nel cammino è ' a misura di uomo', secondo quanto l'uomo può capire fino a quel momento.
Così si giustificano le tappe,
gli scrutinii,
le redditio in cui si parla solo di sè:
"Dio ha fatto questo con me... ecc ecc."
"prima ero triste, ora sono felice.."
l'UOMO al centro dell'universo neocat, e il Signore che passa per servirlo.

Dove è la deificazione, dove è il movimento dell'uomo verso Dio?

La Grazia, che permette questo movimento verso Dio, è stata sostituita dal 'fare il cammino', che è un'opera umana.

mic ha detto...

Rispondo ad Alessio:
Il Cammino neocatecumenale rimette al centro di coloro che lo fanno (itinerario) il cristianesimo, lo rende totalizzante, per qualunque aspetto della propria vita, altro che accessorio e funzionale.
Stare in cammino (e qui non c'entra il CNC) significa scegliere una via totalizzante.


nel cristianesimo di totalizzandte c'è unicamente l'opzione fondamentale per Cristo Signore e non l'appartenenza ad un "itinerario di iniziazione", che si definisce cristiana, ma fa vivere una spiritualità sincretistica con massicce inclusioni giudaiche (che diluiscono quando non deformano il Cristianesimo), insieme a elementi gnostici e luterani ampiamente riconoscibili (senso del peccato, assenza della Grazia Santificante e della responsabilità personale).

Il "totalizzante" cui si riferisce Alessio, vorrebbe indicare la serietà e la fedeltà dell'impegno preso; esso tuttavia si concretizza non già nel rapporto personale col Signore nella Sua Chiesa, ma nel cementare il rapporto e l'identità comunitaria che, vissuta armonicamente e con ritmi equilibrati nonché con insegnamenti e prassi cattoliche, potrebbe davvero aiutare.
Nella realtà, invece, l'attività ed il cemento della comunità e l'appartenenza ad essa acquistano preponderanza su tutto, chiudono in un contesto blindato, elitaristico, dove non c'è posto per altro (caratteristica specificamente settaria).
Insomma ciò che salva è il cammino e le sue suggestioni, la fabbrica di emozioni, le catechesi coinvolgenti esistenziali ma eretiche, non la Fede retta vissuta equilibratamente.

Il termine deifica, inoltre, è significativo e anche Kiko ne usa una parafrasi.

Il termine "deifica" Kiko lo traduce in "riceviamo la natura divina" il che è ERRORE, perché non riceviamo la natura divina ma l'adozione a figli nel Figlio... in questo senso avviene quella che i Padri chiamano theosis, cioè la "divinizzazione, che significa "connaturalità" con Cristo Signore, nel senso indicato dal Prologo di Giovanni. [leggere una buona volta quel che ne dice un sacerdote cattolico!]

L'esultanza è una risposta più che obbligatoria ad un intervento di siffatta natura. Esultanza ed Adorazione sono 2 lati della stessa medaglia, chi adora esulta e chi esulta adora.

bisogna vedere cosa si intende per "esultanza" (che nel Cnc può essere solo emozione e sentimento svegliati dalle cose che si vivono e non mossi da un intervento Soprannaturale) e anche cosa s'intende per "Adorazione": c'è da scriverne un trattato... In un altro thread ne daremo le coordinate essenziali.

Non al CNC è rivolto questo bel tread Francesco, ma a quelli a cui si rivolge solitamente il Papa.

il Papa si rivolge indiscriminatamente a TUTTI, mentre il Cnc ha i suoi "indulti" che lo rendono chiuso a qualunque ammonimento od esortazione o insegnamento del Papa, che non fanno testo.

Trattandosi di eucaristia era ovvio paragonare queste riflessioni attinte ad una spiritualità profonda con l'abominevole rito sincretistico del Cnc.

mic ha detto...

Grazie Michela,
hai detto con parole semplici, chiare vere, efficaci e comprensibili a tutti, quello che di essenziale c'era da dire.

jonathan ha detto...

Il termine deifica, inoltre, è significativo e anche Kiko ne usa una parafrasi.

C'avrei giurato che sarebbe piaciuta questa brutta espressione che può voler dire tante cose, anche sbagliate come nel caso del cn.

Bene, Alessio, totalizzante il vostro cristianesimo. Come le spieghi allora le differenze di cui dicevo sopra tra il vostro rito e la Messa celebrata come Cristo comanda dal Papa? Di che cristianesimo parli? Di quale dio e di quale fede parli? Puoi ubriacarti quanto ti pare di esultanza, ma l'ebbrezza delle belle parole non rende vere le cose false.

Anonimo ha detto...

dal CCC

460 Il Verbo si è fatto carne perché diventassimo « partecipi della natura divina » (2 Pt 1,4): « Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell'uomo: perché l'uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio ».83 « Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio ».84 « Unigenitus [...] Dei Filius, Suae divinitatis volens nos esse participes, naturam nostram assumpsit, ut homines deos faceret factus homo – L'unigenito [...] Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei ».85

Facciamo le pulci anche a San Tommaso D'Aquino, autore della frase n.85?

Alessio

mic ha detto...

Grazie Roberto del tuo commento, che condivido in pieno.
Trovo che è un limite dei vaticanisti questo pressappochismo. In fondo sono degli "informatori" ed il loro limite è intrinseco in questa loro prerogativa.
E' anche per questo che oggi si diffondo attraverso i 'media' tante cose inesatte anche su quello che il Papa scrive nei sui libri e che viene preso come Magistero, mentre egli parla in quei casi da 'dottore privato'.

Del resto la crisi post-conciliare molto dipende dall'abbandono della Scolastica, estromessa dai seminari, a favore delle filosofie immanentiste molto fumose e poco definitorie, che affascinano ma creano storture facilmente decifrabili da chi conosce il "Logos" e non ha messo in un canto la Metafisica; per cui non ascolta le sirene dell'antropocentrismo e cerca di rimanere ancorato al Soprannaturale, anche e soprattutto attraverso la Santa e Divina Liturgia.

Emma ha detto...

"Il Cammino neocatecumenale rimette al centro di coloro che lo fanno (itinerario) il cristianesimo, lo rende totalizzante, per qualunque aspetto della propria vita"

Di totalizzante nel cammino c`è l`adesione piena e intera alle idee di Kiko Arguello concretizzate nella sua creatura, il cammino nc, opera umana.
Totalizzante è l`adesione incondizionata (dopo essere stato svuotato della propria identità) al progetto di un uomo che viene servito con una dedizione totalizzante delle proprie energie mettendo al centro della propria vita non il cristianesimo ma la visione alterata e distorta che ne ha un uomo.

mic ha detto...

460 Il Verbo si è fatto carne perché diventassimo « partecipi della natura divina » (2 Pt 1,4):

Alessio,
davvero non ti rendi conto della differenza sostanziale che esiste dall'essere fatti partecipi della natura divina e quella di acquisire la natura divina, che Kiko attribuisce a chi ha lo Spirito Santo, cosa che possono riconoscere solo lui e i catechisti?

Capisco che il link che ho messo contiene un commento un po' lungo. Ma forse documentarsi meglio impedirebbe di dire inesattezze o di essere superficiali e pressappochisti.

E' il problema di oggi. Non si bada al valore semantico reale e preciso delle parole che si usano... e allora succede come quando parlano i vostri iniziatori: tante parole in libertà, che hanno anche un 'sapore' promettente e affascinante, ma stringi stringi, ti portano "altrove"...

Francesco ha detto...

La frase dell'igumenos del monastero ortodosso non è da intendere come un attacco alla filosofia scolastica e a Tommaso d'Aquino, bensì allo "scolasticismo" vale a dire all'esasperazione pressappochista della speculazioner dell'Aquinate, dietro la quale si nascondono mille aberrazioni, compresa la teologia neocatecumenale.

Francesco ha detto...

Non dimentichiamo appunto che la patina di "legalismo" ,di adesione al Magistero della Chiesa, di politically correct di cui si ammanta il Cammino Neocatecumenale è solo funzionale a coprire(malamente) la sostanziale eversione (liturgica,catechetica e dottrinaria) del Magistero della Chiesa. Il segno più eloquente in tal senso è stato ed è il rifiuto pretestuoso e tout court delle varie sollecitazioni e dei vari richiami ufficiosi e ufficiali ricevuti dai vari pontefici e mai accettati e applicati prontamente e completamente da Arguello.

Francesco ha detto...

Parole di Arguello pronunciate nei giorni scorsi a Dusseldorf: un concentrato di mistificazione e di sclusivismo che fa a pugni con la reale predicazione apostolica e missionaria:

"Noi abbiamo predicato questa antropologia che il Signore ha dato al Cammino, il kerygma, questa sintesi teologico- kerigmatica, che Dio ha voluto che dicessimo anche ai vescovi. Pensate che il Signore, negli ultimi anni, ha portato 1400 vescovi alla Domus Galilea.
Quanti doni Dio ci sta dando per portare presto una nuova evangelizzazione! È necessario portare una sintesi, una forma di predicazione, una parola vera, piena di vita eterna, di un contenuto profondo, vero.

Francesco ha detto...

il Signore, negli ultimi anni, ha portato 1400 vescovi alla Domus Galilea.

Il Signore che evidentemente per duemila anni ha lasciato a se stessi i vescovi, scondo Arguello, finalmente li ha voluti rendere partecipi della grandezza del Cammino Neocatecumenale e li ha portati alla Domus Galileae.....
.... ovviamente alle spese di viaggio e di soggiorno nonchè.... ha pensato Kiko...

Emma ha detto...

"sintesi teologico- kerigmatica, che Dio ha voluto"

!!!
Senza dubbio il signor Arguello ha una linea diretta con Dio!

Sarebbe solo patetico, comico, rivelatore dell`orgoglio di Arguello, se non ci fossero prelati che invece di tappargli la bocca e invitarlo a un pò di umiltà, lo ascoltano e tacciono, anche se in cuor loro sanno che sta delirando.

Orgoglio, menzogne, manipolazioni, complicità vergognose, silenzi sconcertanti e noi siamo impotenti, possiamo solo pregare e metterci nelle mani di Dio.

Emma ha detto...

"Pensate che il Signore, negli ultimi anni, ha portato 1400 vescovi alla Domus Galilea."

!!!

A dire il vero ad aver portato quei vescovi in Galilea sono gli aerei i cui biglietti sono stati generosamente offerti dal signor Arguello che nella sua immensa generosità offre anche il soggiorno.

Povero Signore, non ci sono limiti all`orgoglio delirante di quell`uomno che Ti strumentalizza come se Tu fossi un oggetto al suo servizio.
Vergogna, è una parola che fa ancora parte del vocabolario del signor Arguello quando si tratta di applicarla non ad altri ma a sè stesso, ai suoi atti, alle sue parole?

Emma ha detto...

È necessario portare una sintesi, una forma di predicazione, una parola vera, piena di vita eterna, di un contenuto profondo, vero.

!!!

Vi rendete conto, amici, che la Chiesa tutta ha dovuto aspettare il predicatore Arguello per finalmente avere "una parola vera, piena di vita eterna, di un contenuto profondo, vero"?

Che cosa hanno trasmesso durante 1970 anni la Chiesa, il suo Pastore universale,il Papa, i suoi vescovi, i suoi Santi, i suoi predicatori, i suoi missionari, i suoi martiri?
Forse che hanno predicato parole false, effimere, vuote, superficiali ?

Ci sarebbe da ridere se non sapessimo che quell`uomo, con e malgrado i suoi deliri, le sue menzogne, le sue eresie, riesce a suggestionare e influenzare chi nella Chiesa dovrebbe vigilare, chi è responsabile di custodire e trasmettere il sacro Deposito della Fede, Fede che non ha apettato il signor Arguello per essere vissuta e trasmessa di generazione in generazione, Fede che non ha di certo bisogno della sintesi teologica eretica di un laico spagnolo.

Stefano78 ha detto...

Dice Jo

Per i più pigri, basterebbe mettere a confronto anche sommariamente il rito del cn con la S. Messa celebrata secondo un rigoroso NOM dal Papa, per esempio ultimamente a San Marino

Sai Jo. Questa è la cosa che mi sconvolge di più. Ovvero quella di "addormentare" la propria coscienza in forza delle affermazioni arbitrarie o delle apparenze.

Davvero, BASTA leggere un solo tratto di Magistero di Giovanni Paolo II ad esempio, o GUARDARE una Santa Messa Papale per avere la prova INCONFUTABILE della diversità del CnC con il Cattolicesimo...

jonathan ha detto...

Però, Stefano, bisognerà pure che si desti questa coscienza prima o poi. Sto leggendo in questi giorni, a rilento purtropppo ma con grande gusto, l’ultimo libro di Radaelli. Tra l’altro cita una frase di Amerio, questa:Noi siamo fatti per il vero e non per il falso e perciò restare nel falso ci riesce difficile. Al fuoco della verità quel che deve bruciare, brucerà. Non credi?

Anonimo ha detto...

Al fuoco della verità quel che deve bruciare, brucerà. Non credi?
-------
giusto così jonathan. Di cosa vi preoccupate allora?

lasciate fare a Dio.

ma prima o poi vi verrà il dubbio che il CNC non è "quel che deve bruciare" e allora vi renderete conto di aver sbagliato obiettivo per il pistolotto.

ma Jontahan, tu puoi comunque rivolgerti al tuo parroco, intimargli che, se non celebra come il papa (comunione in ginocchio e sulla lingua, croce rigorosamente sull'altare, ecc...) allora vuol dire che la sua coscienza si deve destare, che ci sono le prove inconfutabili che sta usando il messale in modo sbagliato.

prima o poi inizierete ad esporvi in prima persona con i vostri parroci, o mica credete che questa sia la vostra parrocchia, la vostra comunità virtuale dove ricreare quell'ambiente che avete vissuto e di cui secondo me ne apprezzavate la possibilità di sperimentare dal vivo la koinonia?

Perchè le frasi scritte sui blog, fatte per mostrasi con le vesti stracciate non servono proprio a nulla.

Alessio

mic ha detto...

prima o poi inizierete ad esporvi in prima persona con i vostri parroci, o mica credete che questa sia la vostra parrocchia, la vostra comunità virtuale dove ricreare quell'ambiente che avete vissuto e di cui secondo me ne apprezzavate la possibilità di sperimentare dal vivo la koinonia?

Alessio, sveglia!

non siamo esposti in prima persona solo qui!
Questo è uno dei 'luoghi' del nostro impegno, perché provvidenzialmente, a differenza della cultura egemone, la Rete consente la libertà di esprimersi e di difendere la Verità.

Certo tutto nasce dalla preghiera e dalla Eucaristia e si concretizza anche sul territorio: nei nostri ambiti si deve vedere il nostro impegno fedele e coerente con la fede ricevuta dalla Chiesa.

Non consideri che per molti di noi è conclusa la fase della ricerca di dialogo e approfondimento col parroco. E non solo, ma anche con vescovi e perfino uomini di Curia, accomunati dal fatto di essere inesorabilmente renitenti a tutto ciò che non sa di concilio applicato arbitrariamente. Quelli non-allineati, che pure abbiamo contattato, per ora soffrono della stessa nostra impotenza, che agli occhi del Signore credo al momento preziosa!
Per cui, in attesa di tempi migliori, è normale e anche provvidenziale per chi usa la Rete che il nostro impegno possa dispiegarsi anche in quest'altro modo.

Non è che devi tu suggerirci cosa dobbiamo fare, purché sia diverso dal blog che ti infastidice.

mic ha detto...

giusto così jonathan. Di cosa vi preoccupate allora?

lasciate fare a Dio.


Dimentichi che il Signore si serve innanzitutto di noi. Certo senza di Lui non possiamo far nulla di valido per il Regno. Ma, col suo aiuto e docili alla sua Opera su di noi, abbiamo tutto il diritto ma soprattutto il dovere di lasciar risplendere la Verità... altrimenti come possono gli inganni di oggi essere Illuminati e quindi smascherati e poi 'bruciare' al suo fuoco purificatore?

Ovvio che questo accade nel santuario di ogni coscienza che sa ascoltare la voce del "Pastore Bello" e le risuonano estranee quelle dei cattivi maestri e dei falsi profeti, mai così numerosi come oggi.

mic ha detto...

Perchè le frasi scritte sui blog, fatte per mostrasi con le vesti stracciate non servono proprio a nulla.

se tu vedi il nostro come uno "stracciamento di vesti", è il tuo modo di disprezzarci, ma non ci tocchi.

Chi ha occhi (del cuore) per vedere, sa ben distinguere lo stracciamento di vesti dal grido per la Chiesa sfigurata e anche dalla denuncia dell'errore e ancora dalla serena contemplazione e condivisione della splendore della Verità.

jonathan ha detto...

Insomma, Alessio. Stiamo parlando della vostra liturgia, non di te o di me, o di quel che facciamo nel nostro privato. Stiamo parlando della vostra mensa col candelabro simil-ebraico al posto della croce, che è agli antipodi dell’Altare cattolico, per dirla in breve. Questo è il punto che fa diventare i vostri sabati un grosso problema di coscienza. Che poi una moltitudine,fosse anche il 90%, di eccellenze e di presbiteri vi applaude, questo non elimina le differenze vistose. Differenze= distanza, discomunione, disobbedienza, e se poi le mettiamo al ‘fuoco della Verità’ parleremo di eresia, perché le riconosceremo come eresia.

jonathan ha detto...

la vostra comunità virtuale dove ricreare quell'ambiente che avete vissuto e di cui secondo me ne apprezzavate la possibilità di sperimentare dal vivo la koinonia

Io non ho alcuna nostalgia della comunità, con annessi e connessi, anzi, tutt’altro, pur avendo conservato un buon ricordo di molti amici conosciuti lì. La koinonia, come tu la chiami, sperimentata in comunità è, per me, una cosa sterile, è come certe piantine stagionali che fanno tanti fiori tutti colorati, ma poi, ai primi freddi, flop, perdono tutto l’incanto della loro allegria e muoiono. Tanto è vero che nonostante abbiano saputo, molti dei fratelli della mia ex comunità, delle gravi difficoltà in cui versa la ditta in cui lavoro, nessuno ha pensato di dirmi, come al tempo della bella stagione, ‘come stai?’. E va bè, capisco, piantine stagionali che non sanno di esserlo. Di quella koinonia non so davvero che farne. La vita in Cristo è ben altra cosa. A mio avviso, s’intende.

jonathan ha detto...

E ancora a proposito del ‘fuoco della Verità’, spero non vi sia sfuggita e comunque segnalo questa bella riflessione sull’Eucarestia e sull’adorazione ad Essa dovuta. E’ un cardinale cattolico a parlare!

by Tripudio ha detto...

Scrivo qualche altra riga a beneficio di chi capitasse qui in questa pagina per la prima volta...


A furia di passare da queste parti a leggere, anche se commenta con furia e orrore, il povero fratello neocatecumenale Alessio finirà per cominciare a nutrire qualche dubbio su Kiko.

Sarà bello leggere allora la testimonianza di Alessio: vi avevo denigrato e insultato in ogni modo... ma ero stato così furioso proprio perché temevo che aveste ragione su tutta la linea...

Personalmente sono convinto che il CNC consista nei suoi errori: è per questo che penso che la gerarchia ecclesiale farebbe bene a estirparlo subito, così come si fa con un tumore o un parassita.

Però non sono affatto chiuso ad altre soluzioni, anche perché di fronte a Nostro Signore uno può fare tutte le considerazioni che vuole, ma la situazione non cambia. Al contrario, si aggrava: se il Papa dice che il Cammino è un dono dello Spirito, allora tutte le storture (eresie, strafalcioni liturgici, ecc.) che non provengono certo dallo Spirito diventano automaticamente accuse gravissime al CNC, molto più di quanto noi stessi abbiamo sempre detto, poiché è stato il Papa stesso a chiamare lo Spirito Santo a testimoniare contro le storture del CNC.

Se io fossi un neocatecumenale onesto, mi sentirei davvero "bruciare" nel momento in cui c'è da difendere (magari usando menzogne, tranelli, sotterfugi, trucchetti verbali, trabocchetti, restrizioni mentali) l'orgoglio e l'arroganza dei leader del Cammino, riconosciuti a livello mondiale,

Se il Cammino è così buono (un "dono dello Spirito"), allora come mai c'è bisogno di mentire e ingannare? Come mai c'è bisogno di disobbedire e far di testa propria? Come mai si regge non sulle virtù di Kiko e carmen, ma sul loro orgoglio e sulla loro arroganza (come dice mons. Villegas)?

Cambio argomento.

Quanto alla citazione di san Tommaso, ricordiamoci sempre che oggi viviamo in una babele.

I sacramenti sono sette, ma perfino nei documenti ecclesiastici si dicono cose tipo: "la Chiesa è sacramento di salvezza". L'icona è quella dipinta da un pittore, ma esistono espressioni come "icona del Dio vivente" (e che è? il Dio vivente sarebbe disegnabile e rappresentabile su un icona?)

Con questo voglio dire che san Tommaso utilizzava con estrema precisione parole che oggi (ripeto: oggi) possono talvolta avere più significati... dando così la stura a qualcuno per infilare ambiguità e menzogne.

aleCT ha detto...

Rieccomi qua. Scusate l'assenza, ma gli esami si approssimano e l'università non aspetta. (e la Solennità del S.Cuore in parrocchia neppure)

Dico la mia sulla liturgia.

Come ho già detto non ho MAI assistito ad una messa in rito VOD, ma mi hanno educato ad un sano rito NOD. Ho anche iniziato ad "animare" (come è brutto questo termine) prima con la chitarra (e so che qlc inorridirà), ma, proprio per la mia educazione, mi è stato facile non cadere nelle schitarrate da spiaggia.

Ora mi sono data al flauto traverso.

Questo lo dico per farvi capire che, non per merito mio, qlc mi hanno insegnato.

Ora la mia domanda è semplicissima:
che bisogno c'era di inventarsi un altro rito?

C'è poco da fare. Il rito NC non ha niente a che fare con il NOD. Almeno secondo la MIA esperienza.

E torniamo alla mia domanda di prima: che bisogno c'era? La mia risposta è stata: evidentemente Kiko aveva un RIFIUTO per quello in cui era cresciuto. Una famiglia credente,ma per lui ipocrita.

Di solito questa gente diventa atea, lui no.

Ha deciso (leggendo 4 libri di Bonheffer e parlando con gente come Farnes) che la colpa era da cercare più in alto.

Ancora oggi me lo sento spesso dire: "le parrocchie sono vuote, quindi questo metodo non funziona"

LA CHIESA NON E' UN METODO! E' IL CORPO MISTICO DI CRISTO!

Se tu ti fai una "antropologia" a tuo uso e consumo i risultato poi sono questi.

Vi invito a leggervi tutta la "magnifica" catechesi di Kiko a Dusseldorf..

"Se non vi convertite, ti accadrà la stessa cosa: domani lascerai il Cammino, lascerai la Chiesa, la tua vita sarà un inferno e alcuni di voi potrebbero anche finire per suicidarsi. Ogni minuto una persona si suicida."

A me basta solo questo per avere la pelle d'oca..

P.S. X Alessio

Stà tranquillo che, per quanto mi riguarda ho una realtà in cui lavoro parecchio...

aleCT ha detto...

Piccola aggiunta:

Il Santo Padre ha provato a porre rimedio alle storture liturgiche. Per certi versi è stato ascoltato, per altri Kiko non ha ceduto di un millimetro (vedi comunione)

La domanda che vorrei porre a lui (che preghi il Signore di non incontrarmi mai perchè non mi scollo da lui finchè non mi da una risposta esauriente SU TUTTO)
è sempre la stessa: PERCHE'?

Perchè è così mirabilmente sicuro di avere ragione lui su tutto?

mic ha detto...

Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei ».85

Facciamo le pulci anche a San Tommaso D'Aquino, autore della frase n.85?


per essere ancora più chiara.
Non faccio le pulci a S. Tommaso, che ha coniato una frase pregna dello stupore per l'Opera mirabile del Signore su di noi.

Un conto tuttavia è essere "dei" per partecipazione come ci insegna la Scrittura e la Chiesa, un conto è acquisire la natura divina come insegna Kiko.

Paolo ai Romani e ai Galati:
Lo Spirito Santo trasmette agli uomini che accolgono il Figlio il dono dell’adozione a figli di Dio.
Ricevuto «lo spirito d’adozione di figli» i cristiani sono anche eredi di Dio, coeredi di Cristo, e sono quindi resi compartecipi della natura divina per grazia.

Il Signore non sostituisce la nostra natura, ma la trasforma, la trasfigura, diciamo che la deifica: i Padri parlavano della Theosis, ma nel senso paolino non kikiano. Infatti, non cambiamo natura per acquisire la natura divina. Lo stesso Gesù, nostro Signore, è tanto Dio quanto uomo!!!

Stefano78 ha detto...

Dice AleCT:

LA CHIESA NON E' UN METODO! E' IL CORPO MISTICO DI CRISTO!


Parole da scolpire a caratteri di fuoco e da gridare dai tetti!

Caro Alessio, il motivo per cui abbiamo due visioni OPPOSTE è proprio questo. Se la Chiesa è un METODO, allora avete ragione voi. SE NON LO E', HA RAGIONE LA TARDZIONE DI SEMPRE!

Stefano78 ha detto...

Dice AleCT

Perchè è così mirabilmente sicuro di avere ragione lui su tutto?

Il nodo di tutta questa vicenda sta proprio in questo. La convinzione di aver ragione su tutto e non solo: di aver ragione perchè GLIELA DA' IDDIO STESSO!

Nessuno può criticarlo perchè è "approvato". Che poi l'approvazione abbia un contenuto preciso, che si fondi su delle profonde correzioni, è irrilevante.

Lui ha "lottato" per il Cammino e ha "VINTO" ottenendo l'approvazione. Cede quel poco che gli consente di mantenere una certa forma, ma non muta di una virgola sulla sua sostanza.

Infatti il CnC, a prescindere da tutto ciò che gli è stato richiesto dal Papa e dalla Chiesa non ha cambiato nulla del suo fondamento: il segreto e la Liturgia (sebbene si siano reintrodotte - ma nemmeno troppo - le rubriche del Messale. Il significato di quel rito non è cambiato di una virgola, perchè si vive ciò che si celebra e i simboli NeoCat hanno un senso preciso).

Stefano78 ha detto...

Dice Jo

Al fuoco della verità quel che deve bruciare, brucerà. Non credi?

Sì, lo credo. Per questo dobbiamo pregare e vegliare.

Anonimo ha detto...

Mic: "Dimentichi che il Signore si serve innanzitutto di noi."

Cara Mic com'è che se Kiko dice: "Dio ci accompagna e ci aiuta nell'evangelizzazione" è un superbo, mentre se il Signore si serve di voi questa è la prova della vostra verità?

mic ha detto...

Caro Anonimo, se rileggi bene quello che ho scritto, intanto rispondevo a un fatalistico "lascia fare a Dio" e il "si serve di noi" è inteso innanzitutto riguardo a tutti gli uomini. Poi sono scesa in dettagli e, allora, il si serve di noi non è scontato, ma condizionato, non dal "fare il cammino", ma da qualcosa d'altro.

Rileggiti bene quello che ho scritto e applica la logica, adopera l'uso di ragione invece di fare battute tanto per contestare.

Dimentichi che il Signore si serve innanzitutto di noi. Certo senza di Lui non possiamo far nulla di valido per il Regno. Ma, col suo aiuto e docili alla sua Opera su di noi, abbiamo tutto il diritto ma soprattutto il dovere di lasciar risplendere la Verità... altrimenti come possono gli inganni di oggi essere Illuminati e quindi smascherati e poi 'bruciare' al suo fuoco purificatore?

Dal che arguisci pure che non parliamo a nome di Dio, come fanno i tuoi iniziatori che hanno trasferito lo stesso potere sui catechisti. Infatti "lasciar risplendere la Verità", significa mostrare e proporre confrontandolo con le eresie, ciò che la Chiesa ci ha insegnato, senza mai imporlo né come metodo né come cammino, ma così semplicemente per chi vuole 'vedere'.

by Tripudio ha detto...

Kiko è sempre stato superbo.

Dai tempi in cui diceva: "io sono Giovanni Battista in mezzo a voi... nessuna comunità fondata da noi è fallita"...

...fino ai tempi in cui diceva: "ma quanto è difficile, Santo Padre, che le istituzioni capiscano che hanno necessità dei carismi!" (sottinteso: i "miei" carismi).

Francesco ha detto...

L'arroganza e la superbia di Kiko mal si coniugano, anzi non si coniugano affatto con la predicazione umile dell'Amore da parte di Gesù Cristo.
Sik tratta di due atteggiamenti l'uno agli antipodi dell'altro.
..E chiunque è in grado - credo - di trarne le conseguenze...

Anonimo ha detto...

Sarà bello leggere allora la testimonianza di Alessio: vi avevo denigrato e insultato in ogni modo... ma ero stato così furioso proprio perché temevo che aveste ragione su tutta la linea...
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DOVE CAVOLO AVREI SCRITTO QUESTA TESTIMONIANZA.

Alessio

mic ha detto...

Alessio, non capisci che la testimonianza è posta in un ipotetico futuro?

Qui si tratta anche di non capire l'italiano oltre che di aver perso il senso logico dei discorsi.

... e comunque tutto è buono per allungare il brodo e non parlare del punctum dolens dell'articolo