sabato 4 giugno 2011

MADRID , SEDE DI "UNA NUOVA PENTECOSTE"?


Riprendiamo il pezzo trasmesso ieri da Radiovaticana, che a sua volta rilancia un'intervista rilasciata dall'arcivescovo di Madrid Antonio Marìa Rouco Varela, notoriamente entusiasta del Cammino Neocatecumenale, alla rivista "Palabra", riportata dall'agenzia Zenit.

" La Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in programma dal 15 al 21 agosto prossimi, avrà una “natura missionaria” e sarà un’occasione per dare un “forte impulso all’impegno apostolico dei giovani sotto il segno della nuova evangelizzazione rilanciata da Benedetto XVI”. E’ quanto ha detto il cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, in un’intervista rilasciata alla rivista “Palabra” e ripresa dall’agenzia Zenit. Il numero di giovani che si recherà a Madrid per la Gmg – ha osservato il porporato – “oscillerà tra mezzo milione e il milione”. “Le famiglie dei quartieri più popolari – ha aggiunto – sono quelle che stanno rispondendo meglio alla richiesta di accogliere i pellegrini nelle loro case”. Il cardinale Antonio María Rouco Varela ha poi sottolineato che i frutti della Gmg si tradurranno “in vocazioni, nella formazione spirituale, culturale e intellettuale dei giovani”. Se dopo la Gmg di Santiago si è parlato di una nuova tappa nel rapporto della Chiesa con i giovani d’Europa e del mondo – ha concluso il porporato – dopo la Gmg di Madrid si parlerà di una nuova Pentecoste nella Chiesa." (A.L.)

Senza facili sarcasmi, ci poniamo almeno tre interrogativi:

1) Per quale recondita ragione Radio Vaticana , anzichè fornire notizie di prima mano ( pur avendone senz'altro la possibilità) rilancia un servizio di Zenit che , a sua volta, rilancia un'intervista uscita su una rivista spagnola ("Palabra") particolarmente attenta ai grandi "movimenti di persone", specialmente alle adunate oceaniche ncn?

2)"La Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, in programma dal 15 al 21 agosto prossimi, - afferma il cardinale - avrà una “natura missionaria” e sarà un’occasione per dare un “forte impulso all’impegno apostolico dei giovani sotto il segno della nuova evangelizzazione rilanciata da Benedetto XVI”.Perchè mai? E' da pensare che le precedenti GMG non abbiano avuto "natura missionaria" e non siano state occasioni per dare un "forte impulso all’impegno apostolico dei giovani" ?

3)"...ha concluso il porporato – dopo la Gmg di Madrid si parlerà di una nuova Pentecoste nella Chiesa." Ci si chiede: come mai la Nuova Pentecoste si realizzerà soltanto dopo la GMG a Madrid? E' forse da pensare che una GMG "celebrata" nella culla del Cammino Neocatecumenale e verosimilmente molto "rianimata" dallo stesso Cammino, sarà una GMG del tutto speciale anche nelle intenzioni dello Spirito Santo?

Non ci si tacci di blasfemia, sarebbe troppo comodo...

44 commenti:

by Tripudio ha detto...

La Nueva Pentecoste si inserisce nella Nueva Estetica con la Nueva Liturgia e la Nueva Dottrina. Poveri giovani partecipanti!

Comunque c'è già un dato curioso: a Roma, a Tor Vergata, furono in due milioni: come mai a Madrid si aspettano mezzo milione o un milione al massimo? Chi è stato a Roma non dovrebbe avere tanta difficoltà a raggiungere Madrid, no? O forse i giovani sanno bene che sarà un trappolone neocatecumenale?

Molto interessante poi i "risultati" attesi: tante vocazioni. Come se le vocazioni fossero il prodotto non del "pregare in segreto", non dell'adorazione eucaristica, non del vivere sul serio la propria chiamata alla vita consacrata... ma della spettacolarità del Mega Raduno dei Giovani.

E quelle "tante vocazioni", è forse un'allusione alle Nueve Alzate? Ci sarà El Kiko a invogliare le vocazioni dicendo come al solito frasi evangeliche come questa? "aspetti che a tua madre venga un cancro?"

by Tripudio ha detto...

(qui sotto: citazione da una notizia di settembre 2007, da fonte filo-neocat)

Tutto l’incontro pomeridiano prepara al momento conclusivo, quello della chiamata. Si prega perché “il Signore della messe mandi operai per la sua messe”, si leggono le letture del giorno, si proclama il Vangelo, si ripete il cuore dell’annuncio cristiano: “Dio ti ama, adesso, così”. Fa quasi tutto Kiko, che insiste, muovendosi avanti e indietro per il palco, tenendo il palcoscenico da oratore esperto per quanto sui generis, ricordando che “è ora il momento favorevole: quando meglio di adesso devi far entrare Cristo nella tua vita? Devi forse aspettare che tua madre muoia di cancro? Ora! Ora è il momento favorevole!”. L’esempio che serve a rendere concreto (pure troppo) il messaggio, nel contesto globale scivola liscio, quasi non ci si fa caso. Dopo il Vangelo, quando Kiko cede il campo, tocca a mons. Rylko: “La chiamata di Dio non è una storia lontana. E’ presente. E’ ora. Ora Cristo passa in mezzo a voi, e dice ‘Ho bisogno della tua bocca per proclamare la buona notizia, per annunciare la luce della verità’. Come ha detto il papa, non siete l’evento di un caso o di una coincidenza. Sei stato voluto da Dio, Dio ti ha pensato personalmente, ha nei tuoi confronti un disegno di vita e di amore. Cerca di scoprirlo e cerca di dire si a ciò che il Signore chiede a te. Se il Signore passa e ti dice ‘Seguimi!’ quale sarà la tua risposta stasera? Maria ha dato il suo ‘si’, Maria insegna a non avere paura di dire si a Dio, un si totale e incondizionato, senza se e senza ma. Chi sceglie Cristo non perde nulla, Cristo non toglie niente a dona tutto”.

ExNeocatSalvatoDaDio ha detto...

In realtà chi ha manifestato in passato l'intenzione di diventare presbitero o suora continuerà ad "alzarsi" anche negli altri incontri, perchè viene di volta in volta chiesta una conferma. Indubbiamente così il numero di "alzati" sembra sempre alto. Inoltre la visione di tutto ciò non può che condizionare gli altri a farlo.

A me pare che la chiesa voglia comportarsi come un'azienda che deve fare pubblicità ad un prodotto. Purtroppo allargando il numero degli agenti di commercio che pubblicizzano il prodotto si perde la qualità del messaggio, non potendo aumentare la qualità del Prodotto.
Semplici tecniche di marketing, non vi pare ? Che Dio ci aiuti.

Emma ha detto...

Non dimenticherò mai le messe in scena allucinanti delle "alzate" a Sydney e a Fatima.
Nessun bisogno di essere psicologi o psichiatri per analizzare quel fenomeno di suggestione collettiva, di manipolazione delle coscienze, evidente nei due casi ma che a Fatima aveva anche un carattere che, se non fosse drammatico per quel che rappresenta e le sue conseguenze, si potrebbe definire comico.
Vedere un agitato Kiko gridare con tono perentorio a quei giovani in ammirazione-adorazione davanti al loro maestro-idolo,"Animo! Adelante,vamos, animo, vamos adelante..." e poi vedere quei giovani, anche dei bambini, salire come delle marionette, su quel palco e il sempre più agitato Kiko gridare "sono 800!", per poi ricominciare lo stesso circo con le ragazze, è stato uno spettacolo degradante per una cattolica che, vedendolo, non può credere che ciò succeda nella sua Chiesa, nella Chiesa cattolica.

Emma ha detto...

http://neocatecumenali.blogspot.com/2010/05/mistificazione-neocatecumenale-incontro.html

jonathan ha detto...

Ma basta con questi proclami da telepromozione, è una cosa davvero disgustosa. I ragazzi, che sono affamati di Dio e di verità e di libertà vera, devono, loro per primi, fiutare l’inganno che c’è in questa specie di business della missione. Li ho visti in comunità lasciarsi prima incantare dai ‘vamos, Dio ti ama’ e poi tornare col tormento nel cuore e poi, tanti, andarsene delusi e disgustati. Tanti ragazzi usati dall’imbonitore di turno che poi non sanno più di chi fidarsi, cosa fare di sé e della propria voglia di infinito. Quante delusioni ho visto nel cuore di questi ragazzi. Altro che pentecoste, è solo fumo negli occhi, e lo sanno bene se ricorrono a questi disgustosi sistemi di promozione pubblicitaria che ben conosciamo.

Ma poi la Chiesa vuole incontrare i giovani forse per spedirli a schitarrare per le strade di Madrid ‘Dio ti ama, vieni e vedi’? La GMG è dei giovani, ma soprattutto per i giovani. Per prenderli in disparte dal mondo, e nutrirli di quel che cercano, verità, bellezza vera. L’eminenza si guardi dall’usarli, dal farsi dio al posto di Dio per racimolare un po’ di gloria per sé. Si guardi e impari da loro, che hanno ancora desta la vocazione alla santità.

mic ha detto...

col nuovo nick Proposta indecente un nostro assiduo interlocutore fa la sintesi dei suoi post non pubblicati, formula una serie di accuse e quindi conclude:

PS. Sul Gesù di Kiko e quello della Chiesa siete proprio patetici. Qual'è la differenza? Citate le parole (A già dimenticavo che fate finta di non avere il direttorio)

noi non facciamo finta. Il direttorio non lo abbiamo e non ci interessa averlo perché con ogni probabilità gli 'emendamenti' lo hanno corretto formalmente; ma tanto le prassi sono sempre quelle di prima e gli insegnamento orali chi li controlla?

La differenza del Cristo Signore, Presente nelle Chiesa come Sommo Sacerdote Redentore nostro che ri-presenta ad ogni Eucaristia il Suo Sacrificio al Padre, con quello di kiko, oltre che per varie ragioni già dimostrate attraverso le parole del tuo iniziatore da noi tutti ascoltate e rifiutate: "senza assemblea non c'è eucaristia" che è "l'esultanza della comunità", che è quella dei commensali seduti a mensa che non è un Altare a commemorare l'ultima cena con un frutto misto di more protestante ed ebraico.

Nessuno che abbia un briciolo di discernimento può sostenere che non c'è differenza.

Il problema è che non avete capito cosa sia una catecumenato post-battesimale, un itinerario di formazione per i lontani. Lo so non è colpa vostra.

te lo abbiamo detto e ripetuto migliaia di volte. Avrei fatto bene a non pubblicare neppure questa ultima provocazione; ma mi pare il caso di ribadirlo, chissà che la tua ragione messa agli atti non possa capire qualcosa di esatto storicamente e spiritualmente sul catecumenato antico?

vedi anche e soprattutto qui

ma sono sicura che tornerai a riproporci i tuoi "mantra" come se niente fosse, accusando noi di ignoranza, mentre è il Cnc che strumentalizza arbitrariamente e in maniera riveduta e corretta dal suo iniziatore ciò che la Tradizione ha superato e che non è nemmeno seguito fedelmente né nella prassi né nello spirito... ma i vescovi, insieme alle stelle stanno a guardare, muti o osannanti in quanto ammaliati. Il motivo vero è che manca loro l'antidoto per riconoscere le 'storture' rispetto ad una Rivelazione paradossalmente ritenuta superata (dal nuovo corso post-conciliare) da un lato, senza comprendere che ne vengono recuperate ma anche modificate arbitrariamente e strumentalmente prassi che la Tradizione perenne ha abbandonato per il mutare dei tempi, la cui riesumazione già Pio XII definiva "insano archeologismo", tipico tuttavia del mondo protestante e di un suo preteso 'ritorno alle origini', realisticamente impossibile...

La Sorgente di tutto è Cristo Presente nella sua Chiesa fino alla fine dei tempi, non in arbitrarie riesumazioni e riformulazioni con criteri di marketing e di psicologia da quattro soldi, di prassi oltre che superate nemmeno più ricostruibili nella loro primigenia fedeltà.

Emma ha detto...

Una volta ancora Benedetto XVI ci mostra con le sue parole che è perfettamente consapevole dei problemi della Chiesa, di quelli posti dalle comunità che agiscono come elettroni liberi, senza una guida chiara e ferma.
In Croazia il Papa si è rivolto ai vescovi ricordando loro:

"La comunità ecclesiale, infatti, presenta al proprio interno legittime diversità, tuttavia essa non può rendere una testimonianza fedele al Signore se non nella comunione dei suoi membri. Questo richiede da voi il servizio della vigilanza, da offrire nel dialogo e con grande amore, ma anche con chiarezza e fermezza."

Ai sacerdoti dicendo loro:

..."sarete così operatori efficaci della nuova evangelizzazione, che siete chiamati a realizzare unitamente ai laici, in modo coordinato e senza confusione fra ciò che dipende dal ministero ordinato e ciò che appartiene al sacerdozio universale dei battezzati."

Il problema è che il Papa si fida dei vescovi che troppo spesso ci mostrano quanto e come ignorino i suoi messaggi, non solo le sue esortazioni ma perfino i suoi documenti.

Il Papa sa, il Papa spiega, descrive, ESORTA, ma poi i FATTI non seguono, alle parole non seguono i fatti.

Michela ha detto...

A me sembra che ognuno può leggere le parole del papa come vuole.
Un neocat si sente confermato da queste parole, ed è convinto di metterle in pratica.
I vescovi cosa devono fare?
Guardano Roma e trovano richiami generici che ognuno può interpretare come vuole, perchè non scendono nella realtà concreta della vita di fede.

Stando così le cose, un vescovo che vuole restare unito al papa, e non essere messo in disparte, non può schierarsi contro il cammino.

Anonimo ha detto...

Stando così le cose, un vescovo che vuole restare unito al papa, e non essere messo in disparte, non può schierarsi contro il cammino.
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Un Vescovo che teme di essere messo in disparte, scusa ma non è un Vescovo. Un vescovo che ha carisma e parla ai giovani con le parole degli Apostoli, di cui è successore, e che veicola lo Spirito Santo in chi li ascolta, soprattutto i giovani, non ha alcun timore di essere messo in disparte, perchè compie pienamente la sua parte nella Storia.

Leggete le parole dell'omelia dell'Arcivescovo di Colonia, il card. Meisner, ai giovani del CNC (ma badate bene che parla anche a voi) e capirete la differenza fra un vescovo che fa esegesi e che chiama all'evangelizzazione, ed altri che chiaccherano tanto, dicono parole erudite, e non aggiungono nulla alla storia di chi ascolta.

Se il CNC serve ai vescovi per riappropiarsi della loro missione, per riportarli un po' più a terra, e farli uscire dalle stanze dorate ed affrescate, allora davvero è frutto dello Spirito Santo. Ed un vescovo invece che si mette contro, invece di mettersi in gioco per, allora è lui stesso causa di divisione.
Ah già, ma voi siete i fautori della buona battaglia contro....

E sul numero delle persone che andranno alla GMG, bisogna chiedersi quanti in precedenza andavano solo per il carisma di Giovanni Paolo II... Alla fine intorno a Benedetto XVI rimarranno solo gli NC, perchè vi farei sentire che ne pensano gli altri parrocchiani del ritorno della messa in latino e della Chiesa con i pedofili protetti dalle curie...

Al.

Michela ha detto...

Il problema è che i vescovi e il papa possono anche parlare ed invitare, ma il neocat ascolterà con orecchie da neocat e darà alle parole, di per sè universali' un significato neocatecumenale:
Il vescovo invita ad impegnarsi per Dio, e i neocat capiscono che devono impegnarsi a fare quello che dice Kiko.

Sappiamo benissimo che se non ci fosse la pressione dei catechisti, alle GMG andrebbero molto meno ragazzi.
Se non ci fosse la pressione di Kiko, non si 'alzerebbero' in tanti.

Dalle tue parole si capisce che consideri il cammino superiore ai vescovi, i quali, se si adattano al cammino, riceveranno lo Spirito e lo sapranno trasmettere (!!), altrimenti saranno fonte di divisione.

Come al solito è la chiesa che deve adattarsi al cammino!

Michela ha detto...

Comunque è significativo che il vescovo di Madrid parli di una nuova Pentecoste, e i ncn parlano di Spirito che aiuta i vescovi.
Vuol dire che adesso, probabilmente dopo la vicenda giapponese, il cammino punta ai vescovi, e si presenta come 'frutto' dello Spirito e come necessario braccio destro dei vescovi.

aleCT ha detto...

Il Santo Padre parlava di Sidney 2008 come nuova Pentecoste...Da ogni Gmg sono nate vocazioni. Madrid non farà eccezione. Guai se qlc osasse dire (NC o meno) "ci sono stati tanti bei risultati grazie a me e alla realtà a cui appartengo"

Per il resto Dio solo sa che problemi ho avuto a trovare un volo per me ed il mio gruppo. Tanto è vero che ci faremo 8 ore di bus all'andate e 8 al ritorno per arrivare a Barcellona.

Per il resto posso dire ad Al che potrebbe evitare di risparmiarsi le frasette che mi son sentita dire più e più volte: "Ah ma voi ci andavate per il carisma di GPII" senza vedere che il suo "carisma" non era quello di essere "divertente" o "alla mano" ma BEN ALTRO.

Poi per il resto, può stare (relativamente) tranquillo: vicino al Papa non resteranno SOLO gli NC

Anonimo ha detto...

L’attuale società secolarizzata ha bisogno di nuovi evangelizzatori, capaci di annunciare la Parola di Dio in modo nuovo per toccare il cuore dell’uomo di oggi, “spesso distratto e insensibile”: è quanto ha affermato stamani Benedetto XVI rivolgendosi ai partecipanti alla prima assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione da lui istituito nell’ottobre dell’anno scorso. La secolarizzazione ha lasciato “pesanti tracce anche in Paesi di tradizione cristiana”. Da questa “crisi della vita cristiana” – spiega il Papa – scaturisce l’esigenza di una “nuova evangelizzazione”, di una “rinnovata modalità di annuncio”.

RINNOVATA
RIUSCIRE A TOCCARE IL CUORE
CRISI DELLA VITA CRISTIANA

Può bastare.
arrocarsi in posizioni retrò per difendere "quello che c'è" significa perdere tutto.
Per fortuna il Papa lo ha capito, questo è sufficiente per andare avanti.

mic ha detto...

arrocarsi in posizioni retrò per difendere "quello che c'è" significa perdere tutto.

intanto si dà TROPPO ed anche arbitrariamente per scontato che per "nuova evangelizzazione" il Papa intenda quella del Cnc, anche se sembra non disdegnarla contentandosi di correggere ed esortare senza verificare né sanzionare...

poi richiamo l'attenzione sul fatto che i nostri continui richiami alla Tradizione perenne vengono definiti "arroccarsi in posizioni retrò", come se davvero la Tradizione Apostolica, cioè gli insegnamenti di Cristo - cioè la Sua Persona come si è rivelata ed ha agito per 1970 anni - fosse cosa superata...

Inoltre noi non difendiamo "quello che c'è", ma Colui che E', ma voi non lo capite. E davvero non c'è peggior sordo di chi non vuole intendere.

Se continuate a postare banalità pazzesche e baggianate simili, non continuate a protestare che non pubblichiamo accusandoci di pubblicare solo le cose "pro blog" (così avete detto!) ... A noi non interessa il blog, interessa la Verità, cioè il Signore nostro Gesù Cristo e la Sua Chiesa!

Voi non dialogate, scrivete sofisticherie o difendete l'indifendibile pur di magnificare il Cnc e noi decidiamo di impiegare il nostro tempo, che è dono di Dio, per mettere in campo "buon cibo solido", non polemiche trite e ritrite e perfino scadenti...

aleCT ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

> noi decidiamo di impiegare il nostro tempo, che è dono di Dio, per mettere in campo "buon cibo solido", non polemiche trite e ritrite e perfino scadenti...


L'impareggiabile comodita' dell'autocertificazione...

aleCT ha detto...

Qlc mi potrebbe spiegare una volta per tutte quali sarebbero le "posizioni retrò" per le quali c'è il rischio di "perdere tutto"?

La Messa VOD? Io non ho MAI partecipato ad una messa VOD, ma non per questo mi sento a mio agio (spiritualmente parlando)guardando dei video di una celebrazione NC.

Quindi non è solo ed esclusivamente una questione di "riti" e "messali"

Per il resto io mi domando che evangelizzazione sia una evangelizzazione in cui:

1) ti devi mettere d'accordo con i vescovi (a quanto dice Kiko stesso)per preparare i membri del cammino a partecipare ad una messa che non sia una messa NC.

2) Non ci si comprende sull'ESSENZIALE

Michela ha detto...

Cara Ale, non ti risponderanno mai,
perchè loro articolano un discorso, ma ragionano per slogan.

Ti parleranno di vecchine che dicononil Rosario, invece di ascoltare la messa ( che è invece un ottimo suggerimento per chi dovesse incappare in una noiosissima e sempre uguale omelia neocat),
ti diranno che la gente non comprende il significato della Messa, e non capisce quello che sta facendo, se non glielo spiega un neocat,
ti diranno che la vera religione è la loro, il resto è devozionismo e religiosità naturale, da cui bisogna emanciparsi.

Cara Ale, pretendi troppo se pensi che qualche neocat ti possa spiegare qualcosa senza usare frasi fatte e slogan.

Michela ha detto...

Ale, vai a vedere l'ultimo post del thread sulla 'Nuova Eangelizzazione' del 30 maggio, e così respiri un po' l'atmosfera reale, al di là delle chiacchiere di facciata, che si vive in una comunità neocatecumenale.

Anonimo ha detto...

Scusate, ma perchè? E' possibile che alla GMG possa parlare Kiko?

aleCT ha detto...

Cara Michela,
purtroppo non c'è bisogno di essere nel cammino per denigrare le vecchine che recitano il Rosario. Basta incontrare qlc sacerdote "di moderne vedute". Peraltro sembra quasi che le uniche persone "imperdonabili" siano proprio le povere vecchine. Mah!

Per il resto che mi dicano quello che vogliono ed io risponderò secondo la mia esperienza e la mia coscienza

Anonimo ha detto...

Oggi al al rito cattolico celabrato secondo la forma extraordinaria non vanno le vecchine che dicono il rosario, ma fedeli ben preparati, giovani volenterosi, che partecipano attivamente pur non "facendo" niente. la mia è una lode nei loro confronti sincera e sentita.
In modo univoco (tutti fanno le stesse cose ad eccezione del sacredote celebrante che chiaramente fa Altro), in un "tutt'uno" celebrano come un'assemblea.

AleCT, sei altrettanto convinta che alla eucarestie a cui partecipi ci sia questo "tutt'uno", con chi si alza e chi sta in ginocchio, con chi riceve il Corpo di Cristo sulle mani e chi sulla lingua? con chi canta e chi no, con chi si inchina, chi no e chi si inginoccchia? Sai ad esempio tu che se non ti inginocchi prima di ricevere il Corpo di Cristo, è prescritto un inchino PRIMA e non DOPO averlo ricevuto?
Oggi c'è ANARCHIA, ognuno fa quello che vuole e vive l'eucaristia nel modo che preferisce. Ti piace tutto questo?

Ebbene nelle comunità neocatecumenali questa anarchia non c'è: tutti seguono indicazioni precise, inchini, canti, ecc..., non sono ammesse variazioni personalistiche. l'assemblea è univoca nel lodare Dio, nel ringraziarlo, nell'offrirsi a Lui, tutti nello stesso modo.
Tutti nello stesso modo.

ma tu probabilemnte ti accontenti della "brezza dell'alba che ti farà brillar come il sole" con le mossette....

Alessio

mic ha detto...

Ebbene nelle comunità neocatecumenali questa anarchia non c'è: tutti seguono indicazioni precise, inchini, canti, ecc..., non sono ammesse variazioni personalistiche. l'assemblea è univoca nel lodare Dio, nel ringraziarlo, nell'offrirsi a Lui, tutti nello stesso modo.
Tutti nello stesso modo.


Allucinante! la "partecipazione" e l'unità vengono fatte consistere nel "fare tutti allo stesso modo"!!!

Evidente che Alessio non ha interiorizzato nulla di quel che la Chiesa intende davvero per "partecipazione attiva"!!!!

Vi invito ad approfondire l'importante questione qui

mic ha detto...

vi invito a leggere, dal link di cui sopra, anche l'appassionato confronto con Alessio, che ha dato l'occasione di approfondire molte verità 'cattoliche', alle quali è risultato completamente 'impermeabile', visto quel che torna a scrivere nell'ultimo post!

aleCT ha detto...

Caro Alessio,
ti risponderò punto per punto.

"sei altrettanto convinta che alla eucarestie a cui partecipi ci sia questo "tutt'uno", con chi si alza e chi sta in ginocchio, con chi riceve il Corpo di Cristo sulle mani e chi sulla lingua? con chi canta e chi no, con chi si inchina, chi no e chi si inginoccchia?"

Il "tutt'uno" non si esplica nei gesti, ma negli intenti. Si può essere un tutt'uno senza capire il senso profondo di quello che si fa e questo sia in un rito VOD, NOD o NC.

Ora tu dici che la maggior parte delle persone che vanno a messa non è consapevole. Ti do ragione. Ma la colpa di chi è? Di chi dovrebbe spiegare cosa c'è dietro, in primis sacerdoti e catechisti parrocchiali. Ovvero di chi dovrebbe, in misura più o meno ampia, fare pastorale "sacramentale". Purtroppo la sciatteria la fa da padrona.

Ora però ti chiedo: è NECESSARIO cambiarla per ottenere questa consapevolezza? E se la celebrazione NC è nata per facilitare questa consapevolezza mi spieghi il perchè Kiko si preoccupa così tanto quando il Papa gli chiede di far partecipare "almeno una volta al mese" i membri nc alla messa parrocchiale?

(segue)

aleCT ha detto...

(segue)

"Sai ad esempio tu che se non ti inginocchi prima di ricevere il Corpo di Cristo, è prescritto un inchino PRIMA e non DOPO averlo ricevuto?
Oggi c'è ANARCHIA, ognuno fa quello che vuole e vive l'eucaristia nel modo che preferisce. Ti piace tutto questo?"

No, a me non piace, ma so anche che non c'è bisogno di buttare il bambino con l'acqua sporca facendo un rito "inventato" da un laico (oggettivamente il rito NC è questo), nè di prendere sistematicamente per "inconsapevoli" tutti coloro che partecipano ad una messa "normale"

Poi, per rispondere alla tua domanda...SI' LO SO e lo sai perchè? PERCHE' SI SONO PRESI LA BRIGA DI SPIEGARMELO...

P.S. il rito NC è stato accettato con "correzioni", peccato che TUTTE queste correzioni non sono state recepite...

(segue)

aleCT ha detto...

(segue)

"Ebbene nelle comunità neocatecumenali questa anarchia non c'è: tutti seguono indicazioni precise, inchini, canti, ecc..., non sono ammesse variazioni personalistiche. l'assemblea è univoca nel lodare Dio, nel ringraziarlo, nell'offrirsi a Lui, tutti nello stesso modo.
Tutti nello stesso modo.

ma tu probabilemnte ti accontenti della "brezza dell'alba che ti farà brillar come il sole" con le mossette...."

Come ti ho detto prima (e altri molto più autorevoli della sottoscritta) il problema non sta nel "FARE tutti le stesse cose" altrimenti non ci sarebbe nessuna differenza tra un'assemblea liturgica e un plotone di soldati in marcia.

Per il resto io non mi accontento "della brezza dell'alba" con le mossette (che odio), ma ESIGO una messa ben celebrata senza sciatterie e sotterfugi di sorta.

Michela ha detto...

Sono contenta che sia stato Alessio a tirare fuori il problema della razionalizzazione del Mistero che si fa nel cammino.
Tutto è spiegato, ogni simbolo, ogni gesto ha un significato razionale.

Così si è convinti di partecipare in pienezza,
ma si perde l'incontro personale, la ricchezza del Mistero, che resta confinata solo nei suoi aspetti più superficialmente intelligibili.

Alessio, finchè ci sei dentro, ti piace avere anche questo piccolo 'potere' che ti dà l'illusione di possedere la conoscenza dei simboli del rito,
ma quando si è usciti dal cammino, o quando si entra per caso ad una celebrazione già iniziata, non può non colpire la fissità di atteggiamenti, di sguardi, l'innaturalità di questa assemblea.

Anonimo ha detto...

Michela non capisco il tuo assioma: per vivere il sacramento è meglio non capire che capire.
Che c'è di male nel voler capire... dicendo questo mandi all'aria 2000 anni di teologia e con la teologia il mistero dell'incarnazione con cui Cristo ha reso intelligibile Dio Padre.
Dunque per te è meglio non capire, celebrare un rito con segni, simboli e parole incomprensibili... E poi accusate il Cammino di avere una prassi misterica.

Vorrei vedere cos'è più misteriosa una celebrazione eucaristica celebrata da una comunità o la celebrazione dell'eucaristia secondo il V.O.

PS: "quando si entra per caso ad una celebrazione già iniziata, non può non colpire la fissità di atteggiamenti, di sguardi, l'innaturalità di questa assemblea"

MA IN QUALE COMUNITA' DI ZOMBI SEI CAPITATA

mic ha detto...

> noi decidiamo di impiegare il nostro tempo, che è dono di Dio, per mettere in campo "buon cibo solido", non polemiche trite e ritrite e perfino scadenti... "

L'impareggiabile comodita' dell'autocertificazione...


sarebbe comoda e anche sciocca autocertificazione se portassimo nostre opinioni e non parlassimo dei fondamenti della Fede cattolica sulla base del Magistero

aleCT ha detto...

Caro Alessio,
qui non si tratta di voler o non voler capire.

Prendiamo l'esempio che tu stesso mi hai dato: l'inchino prima della comunione (se questa non avviene in ginocchio). Io so che il perchè e il percome si deve fare perchè MI E' STATO INDICATO (credo che "indicare" sia il termine giusto)

La pienezza del significato chiaramente è strettamente personale. Se mentre "indichi" pretendi anche di imbrigliare l'esperienza personale a quello che dici tu nella spiegazione è chiaro che sbagli.

Purtroppo l'atteggiamento oggi è di NON INDICARE oppure di ricondurre tutto ad una esperienza UNIVOCA.

Sia l'uno che l'altro atteggiamento lo ritengo profondamente sbagliato.

Per il resto vale quanto ho già detto...

Anonimo ha detto...

Allucinante! la "partecipazione" e l'unità vengono fatte consistere nel "fare tutti allo stesso modo"!!!
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sono estasiato dal fatto di averti abbagliato!

ma non dico questo, come sempre tu interpreti le parole degli altri e ne dai un senso diverso. lo hai fatto in passto con me, con le catechesi di kiko, eccc...
non posso che rallegrarmi.

Dunque ciò che intendo è che "fare tutti allo stesso modo", sono un presupposto imprescindibile per non assistere al CAOS post-conciliare.

E altri questo discorso lo hanno compreso benissimo. ti cito:

AleCT:
Ora tu dici che la maggior parte delle persone che vanno a messa non è consapevole. Ti do ragione. Ma la colpa di chi è? Di chi dovrebbe spiegare cosa c'è dietro, in primis sacerdoti e catechisti parrocchiali. Ovvero di chi dovrebbe, in misura più o meno ampia, fare pastorale "sacramentale". Purtroppo la sciatteria la fa da padrona.

E' esattamente ciò che affermo.

E proprio perchè ritengo che sia necessaria la catechesi affinchè davvero chi partecipa lo faccia consapevolmente, io faccio catechismo e spiego a partire dal CCC cosa è Eucaristia, come ci si comporta e perchè.

A Michela rispondo che quoto pienamente quanto scritto dall'altro anonimo. La consapevolezza è alla base di tutto.
Il punto centrale della Liturgia è che ciò che si fa deve essere chiaro a tutti affinchè tutti possano parteciparvi conspevolmente. Compreso cosa accade nell'eucaristia, finalmente il cristiano può decidere se parteciparvi (e ricevere la Grazia) o non parteciparvi ed andarsene al bar. Ebbene in comunità, a seguito della consapevolezza, la percentuale di perseveranza è molto più alta rispetto alla norma.

Un'ultima cosa Mic: queste cose le ho dette e ridette anche in quel tread, e rimango pienamente impermeabile a chi ritiene di andare all'Eucaristia da solo.
Ma è insopportabile che tu ti ritenga l'unica dispensatrice di qualcosa che possa permeare l'altro. Non sei la Datrice di doni.

Alessio

Freedom ha detto...

Vorrei anche io dire un mio pensiero di sintesi. Il movimento necatecumenale fa parte ormai della chiesa ufficiale è stato riconosciuto, approvato e sebbene si attenda la pubblicazione del "catechismo di Kiko" , io vedo che anche i sacerdoti che prima erano dubbiosi, ora obbedienti alle volontà dei vertici, non lo criticano più anzi vi partecipano attivamente. Quando dico vi partecipa intendo che sacerdoti piu' o meno santi, piu' o meno diavoli , ormai, lo sponsorizzano e ne fanno parte. La mia impressione è che "si sia cambiato tutto per non voler cambiare niente". Ho gia' proposto fino alla noia le tecniche coatte di intimidazione psicoogica presenti all'interno del cn. Non è forse questa la radice della pretesa "unità d'intenti" di cui si millanta nel cammino?! Purtroppo la chiesa è malata, e una manifestazione, un sintomo, della sua malattia è il cn. Non escludo affatto che all'interno del cammino possano esserci presbiteri pedofili perchè è diventato "altra struttura" della chiesa, malata di mondanità, così vicina alla società corrotta, ipocrita e marcia in cui viviamo attualmente. E' proprio la mancanza di autenticità, la coazione presente nel cn ad indicarci quanto sia assente Lo Spirito, al suo interno, come del resto è assente nella chiesa come istituzione, nello IOR , che ricicla i soldi della Ndrangheta e della mafia. Lo spirito vive ed alita non nei fedeli fotocopia dell'esperienza di Kiko Arguello ma in coloro che cercano Cristo con cuore sincero , al di fuori di schemi preconfezionati da "altri". Personalmente, pur ritenendomi peccatore, aspiro ad una Chiesa dello Spirito Vivente, che però non vedo da nessuna parte, così come non vedo l'Amore....ma non abbandono la Speranza.
Un abbraccio a tutti (soprattutto a chi non la pensa come me).

mic ha detto...

Alessio,
replicherò anche a questo tuo nuovo capolavoro di sofismi, significativo per riconoscere il contorsionismo mentale -quando non è mala fede- che caratterizza te, al pari di molti altri Nc che si avvicendano in queste pagine:

...come sempre tu interpreti le parole degli altri e ne dai un senso diverso. lo hai fatto in passto con me, con le catechesi di kiko, eccc...

ho solo colto il non senso e la superficialità della tua affermazione, che è ben distinguibile da tutti.
Non ho 'interpretato' le tue parole che sono fin troppo chiare, così come non interpreto arbitrariamente, ma secondo i parametri cattolici in base alla Rivelazione Apostolica, le parole di Kiko.
Al solito le tue affermazioni sono volte a delegittimare, ma non puoi riuscirsi.

Dunque ciò che intendo è che "fare tutti allo stesso modo", sono un presupposto imprescindibile per non assistere al CAOS post-conciliare.

sostanzialmente intendi sostenere che per ovviare al CAOS post-conciliare bisogna diventare come i "polli in batteria", quando ogni persona è unica e irripetibile e non può essere clonata secondo un modello pre-fabbricato, né irregimentata con regole e prassi spersonalizzanti.

mic ha detto...

segue...

E altri questo discorso lo hanno compreso benissimo. ti cito:
AleCT:
... Ti do ragione. Ma la colpa di chi è? Di chi dovrebbe spiegare cosa c'è dietro, in primis sacerdoti e catechisti parrocchiali. Ovvero di chi dovrebbe, in misura più o meno ampia, fare pastorale "sacramentale". Purtroppo la sciatteria la fa da padrona.

E' esattamente ciò che affermo.


il discorso di Alect è stato fatto mille volte non solo da me, ma anche da tutti noi; ma se la sciatteria la fa da padrona, non è l'artefatto ordine né l'eresia NC ciò che può risolvere i problemi di cui siamo consapevoli nella nostra Chiesa.

E proprio perchè ritengo che sia necessaria la catechesi affinchè davvero chi partecipa lo faccia consapevolmente, io faccio catechismo e spiego a partire dal CCC cosa è Eucaristia, come ci si comporta e perchè.

ho già mille volte dato il giusto valore alla catechesi, che non è la 'panacea' di ogni male, perché dipende dai contenuti e poco mi consola che tu fai catechismo sul CCC, quando le prassi del tuo 'movimento portano da tutt'altra parte...

A Michela rispondo che quoto pienamente quanto scritto dall'altro anonimo. La consapevolezza è alla base di tutto.

non hai fatto altro che assolutizzare una semplice affermazione di Michela, che intendeva sottolineare che non ci può mai essere consapevolezza piena del mistero... e la banalizzazione del Mistero e del Sacro spacciata per 'consapevolezza' non convince più nessuno, se non chi si sottopone ai martellamenti e alle strumentalizzazioni che tutti abbiamo rifiutato o che dall'esterno critichiamo nei punti con i quali -come intelligentemente e responsabilmente fa Alect- ci è dato imbatterci quando si ha a che fare con voi qui o altrove.

... Ebbene in comunità, a seguito della consapevolezza, la percentuale di perseveranza è molto più alta rispetto alla norma.

Ebbene, visto quello che accade e come si svolge il rito e avuto riguardo alle catechesi kikiane, molto c'è da eccepire sul CONTENUTO di QUELLA consapevolezza. Quanto alla perseveranza, è notorio che i metodi del cammino favoriscono la partecipazione, insieme ad una forte dipendenza...

Un'ultima cosa Mic: queste cose le ho dette e ridette anche in quel tread, e rimango pienamente impermeabile a chi ritiene di andare all'Eucaristia da solo.
Ma è insopportabile che tu ti ritenga l'unica dispensatrice di qualcosa che possa permeare l'altro. Non sei la Datrice di doni.


infatti non solo in quel thread, ma da molto tempo, queste cose le stai ripetendo all'infinito. Ti avviso che qualunque cattiveria tu possa dire nei miei confronti non mi tocca, perché io non sono né intendo essere "dispensatrice" di nulla, sono solo una credente che testimonia la sua fede e ne esplicita le ragioni, non altro...

aleCT ha detto...

caro Alessio,
innanzitutto sono contenta che nel fare catechismo ti impegni a far vedere l'Eucarestia per quella che è. Io però non mi arrogo di sapere a priori il livello di consapevolezza delle persone che mi stanno intorno durante la messa e cmq non mi permetto di giudicare il livello della loro fede.

Detto questo la mia domanda resta sempre la stessa: dato che il cammino nasce per aiutare questa consapevolezza PERCHE' Kiko si preoccupa quando il Santo Padre (dicesi il Santo Padre) impone a tutte le comunità neocatecumenali di partecipare almeno una volta al mese alla messa parrocchiale.

Addirittura si ci deve mettere d'accordo con i vescovi! Mettersi d'accordo su cosa? Sui tempi? Sui modi? E' semplicemente una messa, andiamo!

Emma ha detto...

Se il cammino nc è nella Chiesa è in virtù della logica postconciliare del "volemose bene", "nella Chiesa c`è posto per tutti", "viva la diversità, abbasso l`uniformità".

Quel movimento arriva ed è approvato con tutte le sue diversità=anomalie=distorsioni dottrinali liturgiche e di metodi, MA, dietro le spesse mura del segreto, fabbrica degli individui- fotocopie, erige l`uniformità rigida e la esige da ognuno, tutti fanno la stessa cosa nello stesso modo e nello stesso minuto se non secondo, come dei bravi soldatini ben addestrati, ben formatati, dopo essere stati svuotati dei loro falsi concetti di sè e di Dio.

Quanto siamo lontani dalla libertà, dono di Dio, dalla coscienza cattolica rettamente formata, dall`unicità di ogni essere umano, dalla sua libera e consapevole adesione all`insegnamento cristiano, alle verità di Fede, alla Liturgia che è fonte di vita, ad un insegnamento che non schiavizza le coscienze, non condiziona le menti e la psiche, non fa di ogni cattolico una semplice fotocopia ma ne rispetta l`unicità e il sacrario della coscienza.

jonathan ha detto...

Ebbene nelle comunità neocatecumenali questa anarchia non c'è: tutti seguono indicazioni precise, inchini, canti, ecc..., non sono ammesse variazioni personalistiche. l'assemblea è univoca nel lodare Dio, nel ringraziarlo, nell'offrirsi a Lui, tutti nello stesso modo.

Questa è davvero buona. Non ci sarebbe anarchia rispetto a chi e a cosa? Intendi immagino, rispetto ai canoni liturgici ed estetici del cammino, cioè di Kiko e catechisti vari. In questo senso, certo, ci si muove ‘tutti allo stesso modo’. Ma l’anarchia, quella superba anarchia che connota le vostre celebrazioni, c’è eccome rispetto a ciò che conta: la Chiesa, i suoi canoni, la sua liturgia, la sua lex orandi, la sua lode, la sua Messa, non importa se celebrata secondo il Novus o il Vetus Ordo Missae. Il caos post conciliare di cui parli come se non vi riguardasse, nasce esattamente da questo genere di anarchia, di cui il cammino è esempio emblematico. Dunque, non credo proprio che le comunità nc possano dar lezione ai cattolici di come si debba lodare Dio, o di cosa sia l’Eucarestia.

jonathan ha detto...

Inoltre, per restare dentro la realtà delle cose che conosciamo bene tutti, le assemblee nc durante le celebrazioni dell’Eucarestia, non sono così irreprensibili come tu racconti. All’inizio me ne stupivo, poi mi sono abituata, ahimè, al via vai di persone che uscivano nel bel mezzo di una preghiera o di un canto, per fumare o rispondere al telefono. O allo scartamento di caramelline varie, specie durante la Veglia Pasquale. Che dire poi della confusione che si crea sempre ai battesimi per immersione, durante la Veglia, quando tutti si accalcano attorno al Battistero portatile per vedere e scattare foto? Che dire ancora delle briciole di Pane consacrato che si disperdono, spesso, quasi sempre, nell’indifferenza di tutti? Altro che consapevolezza. Devo continuare? Queste cose, egregio Alessio, nella ‘mia’ Messa, normalissima Messa nella forma ordinaria, sono semplicemente inconcepibili. Quindi per favore attento quando parli di caos, perché il cammino dentro il caos ci sta con tutti e due i piedi.

Se, come hai scritto, attorno a papa Benedetto ci resteranno solo i nc, bene imparate da lui come si celebra la Messa, cos’è la lode, cos’è la partecipazione al Sacrificio di Cristo. Vi auguro che la GMG di Madrid porti questo frutto di conversione.

aleCT ha detto...

Vorrei tornare un secondo in argomento per dire che, nonostante quello che si possa dire, la GMG a Madrid sarà quello che è stata ogni GMG precedente, ovvero una meravigliosa opportunità di "condivisione spirituale" tra le diverse anime della chiesa Cattolica.

Peccato che i ragazzi del Cammino avranno ben poco tempo per partecipare ai momenti di riflessione come catechesi, messa e Via Crucis. Peccato per loro..

Emma ha detto...

Scrive jonathan:

"Il caos post conciliare di cui parli come se non vi riguardasse, nasce esattamente da questo genere di anarchia, di cui il cammino è esempio emblematico.
Dunque, non credo proprio che le comunità nc possano dar lezione ai cattolici di come si debba lodare Dio, o di cosa sia l’Eucarestia."



Quoto e straquoto.

Quando i neocatcumenali si decideranno ad obbedire al Papa e non a Arguello e modificheranno il loro "rito" per renderlo conforme alla Liturgia cattolica, quando abbandoneranno quei simboli e segni che non hanno il loro posto in una liturgia cattolica, quando rinunceranno a quella marea di parole che rendono le loro celebrazioni simili a delle psicoterapie di gruppo, emotivo-sentimentali, centrate sulla comunità e non su nostro Signore Gesù Cristo, allora, e solo allora, dopo un periodo di disorientamento e confusione,scopriranno l`infinità bellezza, dignità e sacralità della Liturgia cattolica, quella che ha attraversato i secoli, quella che ha santificato generazioni e generazioni di santi e fedeli, vivranno e scopriranno il dono unico e sublime che l`Eucaristia è per ognuno di noi.

Fino a quando i nc faranno l`Eucaristia nel modo inventato e rigidamente codificato da un pittore spagnolo 40 anni fa, non hanno nessuna lezione da dare ai cattolici.

Non dimentichiamo mai che :
lex orandi, lex credendi.

Michela ha detto...

dice l'anonimo
Michela non capisco il tuo assioma: per vivere il sacramento è meglio non capire che capire.
Che c'è di male nel voler capire..
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Hai preso una parte della mia frase e la hai assolutizzata, falsificandola.

E' scorretto falsificare le frasi degli interlocutori, è quello che fa il serpente in Genesi 3.

Ho detto che la comprensione intellettuale è solo una parte, e neanche la più importante.
La comprensione è necessaria, ma non è tutto: altrimenti dovremmo escludere i minorati mentali o i bambini, o gli anziani dementi.

Il senso della mia frase era che nel cammino si ritiene di fare delle Eucarestie migliori degli altri, perchè si crede di aver capito più degli altri.
E questo lo scrivete anche voi nei vostri post.
Ma la consapevolezza di cui parlate è solo una consapevolezza umana, dove è la consapevolezza di Ciò che celebrate?
Nel ballo di spalle al Tabernacolo, nel vino versato a terra o sui vestiti, nelle persone che si puliscono le mani dalle briciole Eucaristiche?
Nei canti urlati, e nell'assenza del silenzio, della riflessione dopo l'Eucarestia? Che consapevolezza c'è in gente che canta a squarciagola, per esprimere la propria gioia;
non è la stessa cosa che si fa nelle feste laiche, ai matrimoni, o quando si è bevuto troppo?

blues ha detto...

Ecco, approfitto della richiesta di Emma - di ricondurre i commenti verso l'argomento del Post - per commentare, con le parole di un dottore della Chiesa, il riferimento alla direzione spirituale a cui Josie accennava; è un discorso che personalmente ritengo fondamentale.

Blues

Dalla 'Vita' di Santa Teresa d'Avila.

14. [...] È necessario che chi comincia ascolti consigli, per vedere da dove può trarre maggior frutto. Per questo bisogna che ci sia un maestro, purché abbia molta esperienza; perché, se non l’ha, può errare grandemente e guidare un’anima senza capirla né lasciare che essa stessa s’intenda; l’anima, infatti, sapendo che è grande merito sottostare al maestro, non osa scostarsi da ciò che le comanda. Io mi sono incontrata con anime soffocate e afflitte per l’inesperienza di chi le guidava, e ne ho avuto pena; qualcuna, persino, non sapeva più che cosa fare di sé perché, se non s’intende lo spirito, si affliggono l’anima e il corpo e si impedisce il progresso.

16. [...] Sicché è molto importante che il maestro sia avveduto, cioè di buon senso, e che abbia esperienza; se, in più, ha dottrina, è assai grande fortuna [...] E la scienza è gran cosa, perché dà insegnamenti e luce a noi che poco sappiamo, sì che, giunti alle verità della sacra Scrittura, facciamo ciò che dobbiamo. Dio ci liberi dall’attendere a devozioni stolte.

18. [...] Sono convinta che una persona di orazione che tratti con uomini dotti, se non lo vuole lei stessa, non sarà mai ingannata dal demonio con illusioni, perché credo che il demonio tema grandemente la scienza umile e virtuosa, sapendo che a causa di essa verrà scoperto e ne avrà la peggio.

19. [...] Certo, ripeto che è necessario un direttore spirituale, ma se egli non è un dotto, il danno è grave. [...] Dico pertanto che quando un’anima si rimette totalmente alla guida di un solo maestro, sbaglia molto se non lo cerca come l’ho descritto. [...] È preferibile rimanere senza guida, finché non si trovi chi fa al caso, e il Signore concederà certo di trovarlo, se si procede in tutta umiltà e con desiderio di riuscire.