sabato 11 giugno 2011

Solo il Sacrificio rende possibile il Banchetto

Blues mi propone la pubblicazione di questo documento. Ne sono lieta, perché ci avviciniamo alla Pentecoste e chiediamo al Signore di donarci il Suo Spirito, che ci guidi alla "Verità tutta intera". L'immagine riproduce l'Agnello Mistico di Benozzo Gozzoli (notate il fatto che è posto sull'Altare, ha l'aureola che esprime santità e... i sette sigilli impressi sul bordo dall'Altare).


Nell’Omelia per la Solennità del Corpus Domini 2009, il Santo Padre Benedetto XVI ha nuovamente richiamato l’attenzione di tutta la Chiesa sul rischio della “secolarizzazione” anche tra i fedeli, e perfino tra il Clero, e ribadito la coessenzialità tra sacrificio e banchetto, nell’Eucaristia.

Ha affermato il Papa: “celebrando la Pasqua con i suoi, il Signore nel mistero anticipò il sacrificio che si sarebbe consumato il giorno dopo sulla croce. L’istituzione dell’Eucaristia ci appare così come anticipazione e accettazione da parte di Gesù della sua morte. Scrive in proposito sant’Efrem Siro: ‘Durante la cena Gesù immolò se stesso; sulla croce Egli fu immolato dagli altri’.“

Oggi è quanto mai urgente, anche in vista di un recupero della dimensione del sacro tanto necessario in Europa, aiutare tutti i fedeli a comprendere o ri-comprendere la universale dimensione sacrificale della liturgia eucaristica. Senza cedimenti alla religiosità “pagana” pre-cristiana, ma favorendo una corretta comprensione del sacrificio espiatorio di Cristo Signore, il quale ha offerto se stesso per noi e per la nostra salvezza.

A tutti i fautori della riduzione della Santa Messa a banchetto, è però necessario ricordare come esso sia unicamente la conseguenza del Sacrificio.
Senza la morte di Cristo in Croce, mai gli uomini sarebbero potuti divenire “commensali di Dio”, né avrebbero potuto vivere una comunione anche fisica con Lui, attraverso la Comunione eucaristica, che è anticipazione della condizione di risorti, capace di superare i vincoli spaziali e temporali. In tal senso la dimensione sacrificale mai è da contrapporre a quella della “cena del Signore”, ma semplicemente la prima è la stessa condizione di possibilità della seconda. Non c’è “cena” senza Sacrificio!

Ha affermato ancora il Santo Padre: “C’è oggi il rischio di una secolarizzazione strisciante anche all’interno della Chiesa, che può tradursi in un culto eucaristico formale e vuoto, in celebrazioni prive di quella partecipazione del cuore che si esprime in venerazione e rispetto per la liturgia. È sempre forte la tentazione di ridurre la preghiera a momenti superficiali e frettolosi, lasciandosi sopraffare dalle attività e dalle preoccupazioni terrene”.

La corretta comprensione dell’Eucaristia come Sacrificio mette al riparo da tali superficiali interpretazioni e, soprattutto, l’auspicata reciproca fecondazione tra la forma ordinaria e quella straordinaria dell’unico rito latino, potrà, nel tempo, permettere, anche a livello liturgico, quel “recupero teologico” oggi quanto mai necessario.

Perché “Con l’Eucaristia dunque il cielo viene sulla terra, il domani di Dio si cala nel presente e il tempo è come abbracciato dall’eternità divina”.

VATICANO - LE PAROLE DELLA DOTTRINA
a cura di don Nicola Bux e don Salvatore Vitiello
© Copyright Agenzia Fides 12/6/2009 - by Internetica


Allo stato attuale delle cose, permane un'unica incertezza: l'auspicata cosiddetta reciproca fecondazione di due riti dovrebbe essere pilotata da un nuovo movimento liturgico "dal basso". [cfr. nostro commento, con perplessità e approfondimenti riguardo ad una recente Intervista al Card. Canizares, che insieme anche ad alcune posizioni emerse nel recente Convegno Summorum Pontificum rappresenta l'evoluzione delle cose successiva al documento pubblicato, che è e resta basilare.]

54 commenti:

Stefano78 ha detto...

A seguito di questo ottimo articolo, che non fa altro che ripetere la Dottrina della Fede Cattolica, il DOGMA di Fede, occorrerà pubblicare al più presto una circostanziata smentita (ovviamente ripetuta anche quella! Ma giova) all'anonimo che rispondeva ad AleCt. Il quale vaneggiava riguardo la Storia del Santo Sacrificio della Messa, e della "pedagogia" del CnC alla quale la stessa Messa dovrebbe SOTTOSTARE...!

mic ha detto...

OK, Stefano, quella affermazione è davvero grave e dimostra la generalizzata ignoranza e confusione sulle realtà fondanti la nostra fede presente in quel contesto.

Freedom ha detto...

Carissimi tutti,
sono Freedom (lo psicolabile che Mic avrebbe sulla coscienza). Grazie a Dio, di lavoro ultimamente ne ho fin sopra i capelli. E' anche per questo che non sono presente come prima.
Quando leggo le baggianate di Lvvfl però, mi viene così da ridere che mi riesce quasi impossibile non rispondere con una piccola replica....A proposito, ma perchè tutti questi "anonimi"? Perchè permettere a questi ottusi neocat che quì intervengono di proteggersi dietro il nomignolo di anonimo?! Il vero motivo per cui è stato chiuso il blog di Lvvfl e non ci sono più i soliti nick neocat è solo dovuto al volere di Kiko che vieta a questi spaventapasseri di farsi riconoscere in Internet anche con un nick (si sa infatti che è proibito ai neocat l'uso di internet, sul web infatti scorazza "Forchettone", quello spauracchio che in casa neocat si agita al manifestarsi ogni palpito di autocoscienza). Secondo me, lasciamo briglia alla loro fantasia di firmarsi con qualche nuovo o vecchio nomiglolo, se non altro, ci sarà da divertirsi, e a loro verrà qualche scrupolo kikiano in più...non vi pare?
Un caro saluto a tutti.

Renato ha detto...

ATTENZIONE AI VOSTRI REDUZIONISMI. CREDETE VERAMENTE CHE NEL CAMMINO NON SI CREDA AL SACRIFICIO DI CRISTO? MA SE CRISTO NON è MORTO E RISORTO NOI NON SIAMO SALVI. NON TROVERETE MAI UN NEO-CATECUMENO CHE NEGHI QUESTA VERITà

CCC:

1328 L’insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno. Ciascuno di essi ne evoca aspetti particolari. Lo si chiama: Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio. I termini “eucharistein” ( Lc 22,19; 1Cor 11,24 ) e “eulogein” ( Mt 26,26; Mc 14,22 ) ricordano le benedizioni ebraiche che - soprattutto durante il pasto- proclamano le opere di Dio: la creazione, la redenzione e la santificazione.
1329 Cena del Signore , [Cf1Cor 11,20 ] perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua Passione e dell’anticipazione della cena delle nozze dell’Agnello [Cf Ap 19,9 ] nella Gerusalemme celeste. Frazione del Pane, perché questo rito, tipico della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa, [ Cf Mt 14,19; Mt 15,36; Mc 8,6; Mc 8,19 ] soprattutto durante l’ultima Cena [Cf Mt 26,26; 1329 1Cor 11,24 ]. Da questo gesto i discepoli lo riconosceranno dopo la sua Risurrezione, [Cf Lc 24,13-35 ] e con tale espressione i primi cristiani designeranno le loro assemblee eucaristiche [Cf At 2,42; At 2,46; At 20,7; 1329 At 2,11 ]. In tal modo intendono significare che tutti coloro che mangiano dell’unico
pane spezzato, Cristo, entrano in comunione con lui e formano in lui un solo corpo [Cf 1Cor 10,16-17 ]. Assemblea eucaristica [synaxis”], in quanto l’Eucaristia viene celebrata nell’assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa [Cf 1Cor 11,17-34 ].
1330 Memoriale della Passione e della Risurrezione del Signore. Santo Sacrificio, perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l’offerta della Chiesa; o ancora santo sacrificio della Messa, “sacrificio di lode” ( Eb 13,15 ), [Cf Sal 116,13; Sal 116,17 ] sacrificio spirituale , [Cf 1Pt 2,5 ] sacrificio puro [Cf Ml 1,11 ] e santo, poiché porta a compimento e supera tutti i sacrifici dell’Antica Alleanza. Santa e divina Liturgia, perché tutta la Liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei Santi Misteri . Si parla anche del Santissimo Sacramento, in quanto
costituisce il Sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo.
1331 Comunione, perché, mediante questo sacramento, ciuniamoa Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo; [Cf 1Cor 10,16-17 ] viene inoltre chiamato le cose sante (ta hagia; sancta”) [Constitutiones Apostolorum, 8, 13, 12; Didaché, 9, 5; 10, 6] - è il significato originale dell’espressione “comunione dei santi” di cui parla il Simbolo degli Apostoli - pane degli angeli, pane del cielo, farmaco d’immortalità , [Sant’Ignazio di Antiochia, Epistula ad Ephesios, 20, 2] viatico. . .

segue...

Renato ha detto...

segue...

1332 Santa Messa, perché la Liturgia, nella quale si è compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l’invio dei fedeli (missio”) affinché compiano la volontà di Dio nella loro vita quotidiana.

III. L’Eucaristia nell’Economia della Salvezza
I segni del pane e del vino

1333 Al centro della celebrazione dell’Eucaristia si trovano il pane e il vino i quali, per le parole di Cristo e per l’invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la vigilia della sua Passione: “Prese il pane. . . “, “Prese il calice del vino. . . “. Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i segni del pane e del vino continuano a significare anche la bontà della creazione. Così, all’offertorio, rendiamo grazie al Creatore per il pane e per il vino, [Cf Sal 104,13-15 ] “frutto del lavoro dell’uomo”, ma prima ancora “frutto della terra” e “della vite”, doni del Creatore. Nel gesto di Melchisedek, re e sacerdote, che “offrì pane e vino” ( Gen 14,18 ) la Chiesa vede una prefigurazione della sua propria offerta [Cf Messale Romano, Canone Romano: “Supra quae”].
1334 Nell’Antica Alleanza il pane e il vino sono offerti in sacrificio tra le primizie della terra, in segno di riconoscenza al Creatore. Ma ricevono anche un nuovo significato nel contesto dell’Esodo: i pani azzimi, che Israele mangia ogni anno a Pasqua, commemorano la fretta della partenza liberatrice dall’Egitto; il ricordo della manna del deserto richiamerà sempre a Israele che egli vive del pane della Parola di Dio [Cf Dt 8,3 ]. Il pane quotidiano, infine, è il frutto della Terra promessa, pegno della fedeltà di Dio alle sue promesse. Il “calice della benedizione” ( 1Cor 10,16 ), al termine della cena pasquale degli ebrei, aggiunge alla gioia festiva del vino unadimensione escatologica, quella dell’attesa messianica della restaurazione di Gerusalemme. Gesù ha istituito la sua Eucaristia conferendo un significato nuovo e definitivo alla benedizione del pane e del calice.
1335 I miracoli della moltiplicazione dei pani, allorché il Signore pronunciò la benedizione, spezzò i pani e li distribuì per mezzo dei suoi discepoli per sfamare la folla, prefigurano la sovrabbondanza di questo unico pane che è la sua Eucaristia [Cf Mt 14,13-21; Mt 15,32-39 ]. Il segno dell’acqua trasformata in vino a Cana [Cf Gv 2,11 ] annunzia già l’Ora della glorificazione di Gesù. Manifesta il compimento del banchetto delle nozze nel Regno del Padre, dove i fedeli berranno il vino nuovo [Cf Mc 14,25 ] divenuto il Sangue di Cristo.

mic ha detto...

Ringrazio Renato (di cui ho inserito i suoi testi riformattati altrimenti sarebbero stati poco leggibili) per averci offerto la dovizia di citazione dal Catechismo della Chiesa Cattolica.

Faccio due osservazioni:

1. nel Cnc il catechismo è citato come specchietto per le allodole ma valgono le catechesi orali che veicolano la cena e la festa della comunità e non il sacrificio.

2. se è positivo che qualcuno possa aver accesso a questi articoli, è più che certo che li leggerà con la "chiave di lettura" che gli è fornita dagli iniziatori.

mic ha detto...

vi risparmio i commenti salaci del noto lvvf, ma non posso passare sotto silenzio questa sua 'perla':

Non bisogna focalizzarsi quindi solo sul signficato conviviale dell'Eucarestia ma neanche fissarsi solo su quello sacrificale.Il Messale di Pio V sottolinenava molto il valore sacrificale per risposndere alla negazione di Lutero.

1. nessuno di noi si è mai focalizzato solo sull'aspetto sacrificale dell'Eucaristia. E' ben diverso dire che l'Eucaristia è il memoriale della Cena e sentirsi solo dei "commensali" rispetto che -a partire dall'Ultima Cena, che è una Cena unica in cui accade qualcosa di nuovo e di dirompente rispetto alla cena pasquale ebraica- celebrare e vivere la ri-presentazione del Sacrificio consumatosi sul Calvario che sfocia nella Resurrezione e permette il Banchetto escatologico, cioè quello degli ultimi tempi che sono i nostri.

2. San Pio V non ha sottolineato nessun valore Sacrificale per operare la Contro Riforma. Non ha introdotto nessun nuovo Rito, ha universalizzato in tutto l'Orbe cattolico l'uso del Rito Romano Antico di migliaia di anni, per evitare confusioni e recuperare il vero senso della Liturgia Opus Dei nei nostri confronti e autentico culto a Dio, in Cristo Signore, da parte nostra...

mic ha detto...

Renato,
che tu continui a citare il catechismo, che conosciamo bene, non risolve il problema.

Sappiamo che nel Cnc sono stati introdotti molti riferimenti al CCC, ma torno a ripetere che la catechesi è sempre quella orale e che in ogni caso i NC, quando leggono il CCC hanno la "chiave di lettura" degli iniziatori, che non è quella cattolica se non di facciata e per i livelli iniziali; ma la giudaizzazione si respira dai simboli e dalle suggestioni veterotestamentarie che si accentuano strada facendo, mentre il luteranesimo è strutturale nelle prassi che veicolano sempre una dottrina, anche se non sempre è esplicita...

preoccupato ha detto...

un ot.....un bel video...
http://www.anschauenoderauch.net/watch/?v=awO73ocAGko

mic ha detto...

.. a proposito di catechesi orali: mi sono andata a leggere quelle di Carmen sull'Eucaristia (nel testo del 1999 infiocchettato da citazioni del CCC, con le quali la predicazione ha solo dei riferimenti remotissimi, qualche eco, sottolineature strumentali alla predicazione).

Bene, le trascriverò nei prossimi giorni, perché ho lo scanner fuori uso e di certo non mi limiterò a delle frasette. Poi ci sapremo dire se nel Cnc è davvero cambiato qualcosa...

Vi anticipo il questionario che precede la catechesi:

Domande:
1. che senso hanno per te oggi queste parole "MISTERO DELLA TUA SALVEZZA"?

2. dove vedi tu nella Messa significato celebrato e realizzato questo "mistero della tua salvezza"?

3. Che cosa è stata per te la Messa fino ad oggi?

4. in quale parte della Messa vedi tu la Resurrezione di Gesù Cristo?

per tre quarti d'ora le persone, divise in gruppi, ciascuno con un segretario, formulano le risposte, che tuttavia avranno la loro definitiva soluzione nella catechesi di Kiko e Carmen: quella di Kiko ora parla semplicemente del mistero che ognuno può conoscere (naturalmente facendo il Cnc); quella di Carmen, polposa, è incentrata sul Seder pasquale ebraico e non solo...

Anonimo ha detto...

Che c'è MIC sei in difficoltà?Non sai che pesci pigliare?Vedi MIC il Papa in due parole ha sintetizzato quello che la catechesi di Carmen sul Seder Pasquale vuole dire.Se sei una studiosa dovresti sapere il significato del termine ebraico
"Berakà".In greco si traduce
"εὐχαρίστω" (eucharisto)che in italiano si traduce:"RENDERE GRAZIE".

Quindi il significato della catechesi sul seder pasquale non è quello che con grande malizia vuoi alludere tu.
Quello che la catechesi di Carmen
vuole illustrare è quello che gli ultimi studi hanno scoperto e confermato.Cioè che Cristo ha istituito l'Eucarestia nel contesto della Pasqua ebraica.Cristo si è servito della litugia ebraica per istituire un nuovo Rito dandone un nuovo senso quello della Pasqua cristiana.

Se Cristo avesse istituito qualcosa di nuovo staccato dala tradizione precedente allora difficilmente gli Apostoli(tutti ebrei)avrebbero capito e continuato il nuovo Rito istituito da Gesù.

Capisci allora che è importante capire e conoscere il Seder Pasquale?
Non per fare un rito ebraico ma per comprendere meglio l'Eucarestia e la Pasqua cristiana?

Conoscere il Seder Pasquale che Gesù,gli apostoli ,la Vergine Maria hanno celebrato ci serve per comprendere meglio il concetto di Mistero Pasquale di Cristo il quale,dimentichi spesso,è ebreo!

L'Eucarestia non è sorta come un rito nuovo staccato dalla tradizione precedente.Cristo ha dato nuovo senso all' antico rito.

Miserere ha detto...

"4. in quale parte della Messa vedi tu la Resurrezione di Gesù Cristo?
"

già in queste domande, soprattutto l'ultima, di "Sacrificio" neppure l'ombra.

Stefano78 ha detto...

Dice l'anonimo..

Vedi MIC il Papa in due parole ha sintetizzato quello che la catechesi di Carmen sul Seder Pasquale vuole dire.Se sei una studiosa dovresti sapere il significato del termine ebraico
"Berakà".In greco si traduce
"εὐχαρίστω" (eucharisto)che in italiano si traduce:"RENDERE GRAZIE".


Ah sì? Il Papa "ha sintetizzato"? Il Papa ha insegnato? Bene. Allora ASCOLTATE E PRATICATE QUELLO CHE INSEGNA IL PAPA:

" ..In tal modo siamo portati a riflettere sull'istituzione dell'Eucaristia nell'Ultima Cena. Ciò accadde nel contesto di una cena rituale che costituiva il memoriale dell'avvenimento fondante del popolo di Israele: la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto. Questa cena rituale, legata all'immolazione degli agnelli (cfr Es 12,1-28.43-51), era memoria del passato ma, nello stesso tempo, anche memoria profetica, ossia annuncio di una liberazione futura. Infatti, il popolo aveva sperimentato che quella liberazione non era stata definitiva, poiché la sua storia era ancora troppo segnata dalla schiavitù e dal peccato. Il memoriale dell'antica liberazione si apriva così alla domanda e all'attesa di una salvezza più profonda, radicale, universale e definitiva. È in questo contesto che Gesù introduce la novità del suo dono. Nella preghiera di lode, la Berakah, Egli ringrazia il Padre non solo per i grandi eventi della storia passata, ma anche per la propria « esaltazione ». Istituendo il sacramento dell'Eucaristia, Gesù anticipa ed implica il Sacrificio della croce e la vittoria della risurrezione. Al tempo stesso, Egli si rivela come il vero agnello immolato, previsto nel disegno del Padre fin dalla fondazione del mondo, come si legge nella Prima Lettera di Pietro (cfr 1,18-20). Collocando in questo contesto il suo dono, Gesù manifesta il senso salvifico della sua morte e risurrezione, mistero che diviene realtà rinnovatrice della storia e del cosmo intero. L'istituzione dell'Eucaristia mostra, infatti, come quella morte, di per sé violenta ed assurda, sia diventata in Gesù supremo atto di amore e definitiva liberazione dell'umanità dal male.
..In questo modo Gesù inserisce il suo novum radicale all'interno dell'antica cena sacrificale ebraica. Quella cena per noi cristiani non è più necessario ripeterla. Come giustamente dicono i Padri, figura transit in veritatem: ciò che annunciava le realtà future ha ora lasciato il posto alla verità stessa. L'antico rito si è compiuto ed è stato superato definitivamente attraverso il dono d'amore del Figlio di Dio incarnato. Il cibo della verità, Cristo immolato per noi, dat ... figuris terminum "


Bene. CHE ASPETTATE AD ABOLIRE LA CENA, LA MENSA, LA PASQUA EBREA? ESSA E' STATA DEFINITIVAMENTE SUPERATA! QUESTO DICE IL PAPA! OGNI ALTRA CHIACCHIERA E' SEMPLICE ESERCIZIO ORALE!

Stefano78 ha detto...

Capisci allora che è importante capire e conoscere il Seder Pasquale?


Potrà essere importante (e nemmeno troppo. L'importante è CRISTO!) "conoscere" la FIGURA per comprendere meglio la REALTA'... NON PUO' ESSERE E NON E' IMPORTANTE MIMARE LA FIGURA E MIMARE L'ANNUNCIO PRECRISTIANO! ANZI! OLTRE A NON ESSERE IMPORTANTE E' PURE INSULTANTE! E' insultante nei confronti della CHIESA.

La "nuova estetica" si è fermata al cenacolo. Ma non al cenacolo di CRISTO! Al cenacolo di MOSE'!

Stefano78 ha detto...

Conoscere il Seder Pasquale che Gesù,gli apostoli ,la Vergine Maria hanno celebrato ci serve per comprendere meglio il concetto di Mistero Pasquale di Cristo il quale,dimentichi spesso,è ebreo!


No caro Anonimo "Pasqualizzante". TU DIMENTICHI CHE CRISTO HA "FATTO NUOVE TUTTE LE COSE! L' Ebraismo di Cristo è SUPERATO DA LUI STESSO! Egli era Ebreo nella Carne. ORA E' GLORIOSO! SUPERA I CONFINI DELLA CARNE! Lui stesso, quand'ancora non era stato Glorificato, disse: "come fa il Figlio dell'Uomo ad essere Figlio di Davide se Davide lo chiama SIGNORE"?

Il titolo MESSIANICO che Gesù si è dato, infatti, è FIGLIO DELL'UOMO! Perchè in LUI tutta l'Umanità è "ricapitolata"! NON SOLO L'EBREO!

Gesù è Ebreo per realizzare la promessa fatta PER MEZZO DEGLI EBREI, AL MONDO!

Stefano78 ha detto...

L'Eucarestia non è sorta come un rito nuovo staccato dalla tradizione precedente.Cristo ha dato nuovo senso all' antico rito.

Allora: o il rito è "Nuovo" o non è nuovo.Se è NUOVO allora è DIVERSO dalla tradizione precedente, sebbene la COMPIA (ecco perchè gli Apostoli HANNO CAPITO! Perchè hanno visto realizzarsi il SENSO delle Scritture!) SE NON E' NUOVO, TU STAI AFFERMANDO, E CONTINUAMENTE, UNA FALSITA' IMMANE! Continuando a definirla "cattolicesimo"! E stai ingannando non solo te stesso, ma anche quelli che per ventura dovessero leggerti! Come anche i tuoi stessi fratelli!

Cristo ha Istituito l'Eucaristia come Rito della NUOVA ED ETERNA ALLEANZA! Non come un Rito la cui "novità" consisterebbe nel significato diverso di ciò che è celebrato nell'Ebraismo!!!!!

Ma ti rendi conto o no della gravità di quello che affermi?

Stefano78 ha detto...

Il nuvo rito ha SOSTITUITO quello Vecchio! La Nuova Alleanza ha SOSTITUITO quella ANTICA! Possibile che dobbiamo stare qui a dirlo?

La SOstituzione non verte, ovviamente, la Parola di Dio, l'Antico Testamento e il Nuovo sono infatti TUTTUNO! La Sostituzione verte la c.d. "economia della Salvezza"! Il nuovo Rito ha SOSTITUITO QUELLO VECCHIO! E le prescrizioni dell'Antico Testamento SONO DECADUTE, pur non perdendo il loro valore "profetico", basilare.

Stefano78 ha detto...

Vi anticipo il questionario che precede la catechesi:


Per favore, evitiamolo.

mic ha detto...

Che c'è MIC sei in difficoltà?Non sai che pesci pigliare?Vedi MIC il Papa in due parole ha sintetizzato quello che la catechesi di Carmen sul Seder Pasquale vuole dire.Se sei una studiosa dovresti sapere il significato del termine ebraico
"Berakà".In greco si traduce
"εὐχαρίστω" (eucharisto)che in italiano si traduce:"RENDERE GRAZIE".


Mi chiedo perché dovrei essere in difficoltà.

1. è vero che Eucaristia=lode, ringraziamento, ma l'autentica Lode che Gesù ha reso al Padre è la sua obbedienza fino alla fine... ed il Padre per questo lo ha risuscitato. Noi risorgiamo, in Lui con Lui e per Lui, solo se attraversiamo, sempre con Lui in Lui e per Lui, la stessa Offerta obbediente e fiduciosa e non poco sofferta... che ci introduce alla gioia vera senza fine, ma non può non passare da QUELLA Croce.

2. Berakà in ebraico vuol dire benedizione, quindi in senso lato lode; ma il sacerdote sull'Altare, proprio parlando del Corpo del Signore dice: benedixit-fregit-dedit=benedisse-spezzò-diede ai suoi...
la berakà del Seder Pasquale viene fatta sulla quarta coppa del vino. E così fece Gesù alla fine della Cena e non a caso perché è la coppa che prefigura la Redenzione finale, i tempi messianici. Ma già allora quel vino divenne il suo Sangue-versato e non la "coppa dell'esultanza". L'esultanza viene dopo e in conseguenza...

Del resto nuove interpretazioni post-conciliari tendono ad enfatizzare l'aspetto conviviale ebraico... ma la Cena Gesù la celebrò durante la notte in cui venivano immolati gli agnelli "senza macchia", fece una cosa completamente nuovae, se non si trattasse di un Sacrificio di espiazione, che prelude al cibarsi del Corpo e del Sangue del Signore in esso realizzando la comunione con Lui e tra noi, Giovanni nell'Apocalisse e molti prefazi delle nostre Eucaristie non parlerebbero di "Agnello immolato"!

mic ha detto...

Che bello!, Deo gratias!

mi ripromettevo di rispondere agli altri punti, ma lo ha già fatto meglio di me Stefano e, combinazione, mi pare che siamo stati complementari!

Ci sarebbe tanto da dire ancora. Ma lo vedremo proprio sulla catechesi di Carmen...

mic ha detto...

... insomma l'Eucaristia è un Sacrificio di espiazione e di lode contemporaneamente. Nel compimento della Storia della Salvezza operato da Gesù Signore le due cose sono inscindibili.

jonathan ha detto...

Bisogna credere per capire, e poi magari capire di più per credere meglio. Questa esperienza del credere, non so, è un dono, un mistero anch’esso di gratuità, che viene anche dall’ascolto di chi ti testimonia la sua fede, come è stato fin dall’inizio, come state facendo voi qui. E quindi, niente, grazie per la vostra tenacia nell’offrire a chi legge la bellezza sempre nuova di tanta meraviglia. Il Signore vi ricolmi di ogni benedizione.

mic ha detto...

L' Ebraismo di Cristo è SUPERATO DA LUI STESSO! Egli era Ebreo nella Carne. ORA E' GLORIOSO! SUPERA I CONFINI DELLA CARNE!

ci stanno subissando di messaggi che rivelano come non comprendono che con queste parole Stefano non intende negare l'ebraicità di Gesù, ma mette in risalto l'universalità della Salvezza, del resto già presente nell'Antico Testamento con Israele. Il popolo eletto come testimone davanti a tutte le nazioni, già aveva la coscienza esplicitata dalla Scrittura dell'universalismo come vocazione...
Ma l'Israele di Dio, oggi, in virtù della NUOVA ED ETERNA ALLEANZA nel Sangue Prezioso di Cristo, suo Mistico Corpo, siamo noi cristiani cattolici (cattolico=universale).

Dobbiamo essere consapevoli di questa grande Grazia, che è anche una chiamata ed una responsabilità, che possiamo vivere solo nella Fedeltà, non nelle "nuova telogia, nuova estetica e nuova rivelazione" che si sono fatte evidenti nel post-concilio e che non hanno le radici nella Tradizione Perenne, ma in eresie che una volta erano tenute "fuori" ed oggi sono penetrate a deformare il volto della Chiesa visibile...

mic ha detto...

Grazie Jo, del tuo tocco sempre così delicato e partecipe.

Ringrazio anche Freedom, felice per il da fare che dice di avere.

Mi raccomando

sursum corda, habemus ad Dominum!

Anonimo ha detto...

Prendo atto delle gravissime affermazioni che questo blog fa al limite dell'antisemitismo.

Secondo Stefanos 78 Cristo non sarebbe più ebreo.Vorrei proprio che ci spiegasse su quale base fa queste affermazioni.

Le affermazioni di Stefanos 78 dimostrano,per l'ennesima volta,
l'ignoranza e la stupidità di queste persone che presumono di giudicare il Cammino Neoacatecumenale.


Senza entrare nel merito offro a Stefanos 78 la seguente riflessione:

Secondo la fede della Chiesa Cristo è veramente uomo.Anche dopo la morte,la resurrezione e la glorificazione,
Cristo rimane vero Dio e vero uomo.
Come uomo Gesù è nato da Maria Vergine dalla quale ha preso la natura umana.Anche dopo la sua resurrezione Cristo rimane figlio di Maria in quanto lo stato di gloria non cancella la sua figliolanza con Maria.Se non cancella il suo rapporto di parentela con Maria non cancella neanche la sua appartenenza al genere umano.Chiedo a Stefanos 78:Perchè mai dovrebbe cancellare l'appartenenza di Cristo al popolo ebraico?

In quanto uomo Gesù rimane legato al popolo eletto,rimane un ebreo.Lo stesso possiamo dire della Vergine Maria la quale in quanto ancora appartenete al genere umano,
appartiene anche al popolo da cui è nata,il popolo ebraico.

Le affermazioni di Stefanos 78 nascono da una profonda ignoranza e da un vago antisemitismo!!

Anonimo ha detto...

Se MIC ci spiega quali sarebbero le eresie le sarei grato.Quali sarebbero le eresie che Gesù è ebreo?

Stefano78 ha detto...

Le affermazioni di Stefanos 78 nascono da una profonda ignoranza e da un vago antisemitismo!!

Ovviamente, meglio buttarla sull'insulto e sulla calunnia, quando non si sa cosa dire.

La stessa citazione che dovrebbe avvalorare la mia "ignoranza", non nomina una sola volta il termine EBREO. Non vi è scritto: Cristo è veramente EBREO. Ma: CRISTO E' VERAMENTE UOMO! E Maria Vergine è veramente DONNA! Il che SUPERA (non nega ma SUPERA) gli stretti confini di UNA NAZIONE (ma dico: la Salvezza è legata alla RAZZA? E IL RAZZISTA SAREI IO? Incredibile modo di ribaltare le cose!).

Ora. Se Cristo stesso, quando ancora non era stato Glorificato, risponde a chi lo chiama EBREO in questo modo (Mt 22, 41-46):

"Mentre i farisei erano riuniti insieme, Gesù chiese loro: "Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?". Gli risposero: "Di Davide". Disse loro: "Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo:

Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi?


Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?". Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo."

Cosa si dovrebbe pensare? Che l'Ebraicità di Gesù sia un "fine" o non piuttosto un MEZZO? Ed è quello che dico IO! Ma non lo dico da me, lo dico anche in forza del Primo Concilio di Gerusalemme! E in forza della Tradizione della Chiesa!

La Salvezza non è legata alla RAZZA e alle Tradizioni di UOMINI! Per questo MIMARE quelle tradizioni, quando tra l'altro sono state ABOLITE dal Signore della Vita che ne ha istituito di NUOVE, significa FARSI IL PROPRIO DIO come più aggrada.

Non sarebbe nemmeno comprensibile questa SMANIA di ebraismo, quando gli stessi ebrei non sono certamente "adulati" da loro mimi.

Riguardo la NOVITA' ASSOLUTA della Santissima Eucaristia Cristiana e la sua alterità rispetto ai riti Giudaici, sono gli stessi Giudei ad affermarla quando SCANDALIZZATI scapparono via da Gesù quando insegnava loro la Verità sul suo Corpo e Sangue OFFERTO e DATO IN CIBO.

La Cena Rituale Ebraica, ANNUNCIAVA un fatto. Il FATTO E' AVVENUTO. Quella cena NON SI DEVE PIU' FARE. E il fatto annunciato, è diverso dalla CENA. Cristo ha Istituito l'Eucaristia facendo una "BERAKA" particolare. Infatti in quella BERAKA Egli ringraziava il Padre per LA SUA GLORIFICAZIONE. Il che è DIVERSO DA RINGRAZIARLO ESCLUSIVAMENTE PER IL CIBO. Inoltre Egli ha pregato SOLO sulle Sacre Specie del Pane e del Vino. LA CENA PASQUALE NON L'HA MINIMAMENTE CONSIDERATA. Quei due elementi, pane e vino, costituivano una parte si un tutto. Cristo li ha assolutizzati cambiando la REALTA' stessa di quegli elementi E NON SOLO IL SIGNIFICATO. Quegli elementi NON SONO PIU' PANE E VINO, pur mantendone gli accidenti esterni! E' CAMBIATO RADICALMENTE il loro "essere"! Ed è cambiato anche il modo di celebrare la Santa Pasqua, poichè il Sacerdozio di Cristo non è al modo di Aronne, ma al modo di MELCHISEDEK!

Altro che CENA PASQUALE EBRAICA cambiata di significato!

In Cristo la pasqua Ebraica trova il suo Compimento in ciò che ANNUNCIAVA. Non trova una copiatura cambiata di significato!

Ma se non è chiaro questo, come possiamo non metterci le mani nei capelli?

mic ha detto...

Prendo atto delle gravissime affermazioni che questo blog fa al limite dell'antisemitismo.
Secondo Stefanos 78 Cristo non sarebbe più ebreo.Vorrei proprio che ci spiegasse su quale base fa queste affermazioni.


perché prima di scrivere queste stupidaggini non hai letto il mio post delle 20:17?

Non ti ha detto nessuno che l'appartenenza al popolo eletto non è più etnica (secondo la razza) ma teologale secondo il Spirito di Cristo Risorto, che vivifica la Sua Chiesa e dal quale è generato dal Padre (Gv 1, 12-14) chiunque crede in Lui? Nel senso che si affida, aderisce, si radica, appartiene a Lui.

Che Cristo Signore venga dal popolo ebreo e gli appartenga, come gli appartiene tutta la spiritualità ebraica e la Storia della Salvezza che Egli ha portato a compimento è un fatto: ma che questo sia per TUTTI gli uomini che Lo accolgono - e si passa così da un'appartenenza etnica ad un'appartenenza teologale - è un fatto altrettanto certo.

mic ha detto...

Caro Stefano,
quando inserirò la catechesi di Carmen sull'Eucaristia, capirai il perché non possono comprendere le nostre parole cristiane prima ancora che cattoliche!

mic ha detto...

Se MIC ci spiega quali sarebbero le eresie le sarei grato.Quali sarebbero le eresie che Gesù è ebreo?

devi dirmi chi è che ha detto e dove che "Gesù è ebreo" sarebbe un'eresia!!!

Che Gesù è ebreo, ma che innanzitutto è Uomo e anche Dio, è una verità innegabile.
Così come, già a partire da S. Paolo, non c'è bisogno di farsi ebrei per diventare cristiani!

Quando ho parlato di eresie mi riferivo alla predicazione dei tuoi iniziatori e, penso, non più tardi di domani ne darò dimostrazione.

Stefano78 ha detto...

non c'è bisogno di farsi ebrei per diventare cristiani

Incredibile a dirsi, ma siamo tornati a PRIMA del Concilio di Gerusalemme!

Signore, MANDA IL TUO SPIRITO, RINNOVACI, AIUTACI, PER INTERCESSIONE DI MARIA SANTISSIMA! SIGNORE, VIENI! VIENI GLORIOSO! Questa è peggio di Babele!

aleCT ha detto...

Consiglio a tutti la lettura approfondita degli Atti degli Apostoli a questo proposito ( ma anche per vedere come evangelizzavano veramente Pietro, Paolo, Barnaba, Filippo e soci)

Poi ne riparliamo

mic ha detto...

Gesù nell'ultima cena non benedisse affato il pane e la coppa del vino come erroneamente si credeva e come traducono le vecchie edizioni del Vangelo e il Messale di Pio V.Gesù non benedisse il pane e il vino poichè nella liturgia e nella mentalità ebraica le benedizioni discendenti erano quasi sconosciute come noi le intendiamo.

con quale autorità puoi affermare una tesi che giudica errati i vangeli e il Messale di S. Pio V.

Gesù non ha fatto una benedizione 'discendente' (chi ti autorizza a pensarlo?).
Tutto nella Liturgia -come sempre nella persona del Figlio diletto - è rivolto al Padre. Quindi la benedizione di Gesù è 'ascendente', se proprio vogliamo fare questa distinzione come è ascendente l'offerta della vittima immolata che viene "fatta salire" more ebraico (hai presente il momento dell'elevazione dell'hostia e del calice?

Il FATTO soprannaturale che possiamo considerare 'discendente', perché viene dal Cielo, è la transustanziazione, cioè la conversione REALE non solo simbolica, delle Sacre Specie nel Corpo e Sangue del Signore. Essa è operata dalle parole (la formula Consacratoria che è Actio divina per eccellenza ed è talmente sacra che non andrebbe nemmeno pronunciata ad alta voce) del Signore, che è la Parola fatta carne e quindi realizza immediatamente quello che pronuncia...

Stefano78 ha detto...

Gesù nell'ultima cena non benedisse affato il pane e la coppa del vino come erroneamente si credeva e come traducono le vecchie edizioni del Vangelo e il Messale di Pio V.Gesù non benedisse il pane e il vino poichè nella liturgia e nella mentalità ebraica le benedizioni discendenti erano quasi sconosciute come noi le intendiamo.


Mi viene da piangere... Ora è il momento di pregare

Anonimo ha detto...

MIC dice

2. Berakà in ebraico vuol dire benedizione, quindi in senso lato lode; ma il sacerdote sull'Altare, proprio parlando del Corpo del Signore dice: benedixit-fregit-dedit=benedisse-spezzò-diede ai suoi... la berakà del Seder Pasquale viene fatta sulla quarta coppa del vino. E così fece Gesù alla fine della Cena e non a caso perché è la coppa che prefigura la Redenzione finale, i tempi messianici. Ma già allora quel vino divenne il suo Sangue-versato e non la "coppa dell'esultanza". L'esultanza viene dopo e in conseguenza..."

Rispondo

Cara MIC hai detto quasi tutto bene ma hai commesso un grave errore.
E' vero che il termine Berakà significa benedizione ma non nel senso che dici tu.

Gesù nell'ultima cena non benedisse affato il pane e la coppa del vino come erroneamente si credeva e come traducono le vecchie edizioni del Vangelo e il Messale di Pio V.Gesù non benedisse il pane e il vino poichè nella liturgia e nella mentalità ebraica le benedizioni discendenti erano quasi sconosciute come noi le intendiamo.
La liturgia del Seder Pasquale non prevede benedizioni del celebrante al pane o alle coppe del vino o a cose o persone.Prevede invece benedizioni(berakà)ascendenti.Il celebrante e i partecipanti benedicono Dio cioè lodano il Signore.Cristo da buon ebreo quindi non benedisse il pane e il vino ma pronunciò la berakà(benedizione)cioè la preghiera prevista dal rituale ebraico prima degli azzimi.Dopo questa berakà pronunciò le parole che noi oggi chiamiamo della consacrazione:Questo è il mio Corpo...il mio Sangue offerto in sacrificio per voi e per tutti...".

Come si può vedere quindi Cristo si servi dei segni della Pasqua ebraica per istituire l'Eucarestia ma non benedisse nulla pronunciò la benedizione come più giustanmente si dice nella Messa post Vaticano II.

Quello che dice Kiko tu lo strumetalizzi e lo distorci in modo malevolo.Kiko non intende dire che il calice vuole celebrare la pasqua ebraica ma attraverso l'immagine della liberazione della schiavitù degli ebrei dalla schiavitù dell'Egitto,Kiko vuole illustrare in modo ontologico esistenziale il Mistero Pasquale che l'Eucarestia celebra e riattualizza.Devi essere onesta intellettualmente e considerare le parole di Kiko per il loro reale signficato non distorcerle.

E' starno che una studiosa non sappia cose del genere!

mic ha detto...

... vi rimando a questo thread, perché nell'ambito della discussione sulla berakà emergono cose interessanti che abbiamo sviluppato maggiormente

mic ha detto...

La liturgia del Seder Pasquale non prevede benedizioni del celebrante al pane o alle coppe del vino o a cose o persone.Prevede invece benedizioni(berakà)ascendenti.Il celebrante e i partecipanti benedicono Dio cioè lodano il Signore.Cristo da buon ebreo quindi non benedisse il pane e il vino ma pronunciò la berakà(benedizione)cioè la preghiera prevista dal rituale ebraico prima degli azzimi.Dopo questa berakà pronunciò le parole che noi oggi chiamiamo della consacrazione:Questo è il mio Corpo...il mio Sangue offerto in sacrificio per voi e per tutti...".

e allora? Gesù non ha celebrato la Pasqua ebraica, è partito da lì per fare una cosa completamente nuova. Tant'è che degli elementi della Cena ci ha consegnato solo il pane e il vino - che appartengono al sacerdozio di Melkisedec, quello senza tempo, e superano quello di Mosè - e li trasforma nel suo Corpo e nel Suo Sangue: Sacrificio di espiazione, Alleanza Nuova e nostro Cibo Soprannaturale!

Come si può vedere quindi Cristo si servi dei segni della Pasqua ebraica per istituire l'Eucarestia ma non benedisse nulla pronunciò la benedizione come più giustanmente si dice nella Messa post Vaticano II.

a questo ho già risposto in un altro thread, dal quale riprendo le frasi seguenti cui aggiungo:

"pronunciò la preghiera di benedizione" è stato mal tradotto, perché il testo originale greco dice semplicemente "benedisse" ed è un'azione simultanea allo "spezzò e diede"

Il Concilio di Trento, nel Decreto sull’Eucaristia infallibilmente insegna: “...i nostri padri che vissero nella vera Chiesa di Cristo hanno chiarissimamente professato che il nostro Redentore ha istituito questo meraviglioso Sacramento nell’ultima cena DOPO LA BENEDIZIONE DEL PANE E DEL VINO”: POST PANIS VINIQUE BENEDICTIONEM”. E nel canone n. 6 sulla Messa il Tridentino fulmina l’anatema contro chi sostenga la presenza di errori nel Canone Romano...

C'è un pericolo teologico-sacramentale nell'assolutizzazione della "preghiera di benedizione" staccata dal suo oggetto (la benedizione è compresa nella formula di Consacrazione ed è un tutt'uno con essa "benedixit... fregit...dedit" Benedisse... spezzò... diede), che è quello di fare della Messa un semplice zikkaron (ricordo, memoriale) ebraico, mentre la Messa è memoriale nel senso di rinnovamento, ripetizione, attualizzazione nella realtà sacramentale del Sacrificio di Cristo, e non solo nella memoria per quanto viva e produttrice di ringraziamento a Dio.

Prima di essere ringraziamento è accoglimento della Grazia che scaturisce dal Sacrificio, che è il culmine della Creazione che, Redenta, può tornare al Padre e risplendere 'nuova' come prima della disobbedienza, ma restaurata e ricondotta al Padre dal Figlio, nel quale soltanto è la nostra Redenzione Salvezza e, infine, risurrezione che avverrà, completa "nell'ultimo giorno", fin da ora ci siamo dentro, ma la viviamo "già e non ancora"

Alessio ha detto...

Quoto tutto il tread. Non può esserci banchetto senza il Sacrificio di Cristo sulla Croce.

Non può esserci convivio senza il sacrificio eucaristico.

Strane disquisizioni fra quali dei 2 sia più importante è ridurre l'eucaristia ad un'azione umana più che divina.
Possimao noi uomini stabilire quale sia più importante dei 2 aspetti assolutamente complementari, inscidibili, non analizzabili separatamente? No.

ma se dici Mic che nel cammino non vi si crede, sai bene che questo non ha alcun legame con le catechesi di kiko o di Carmen (io le ho sentite 9 anni fa, chi se le ricorda?), che non negano affatto il sacrificio eucaristico.

Ma ad un andazzo generale, sicuramente da invertire prima possibile, in cui per accentuare l'aspetto conviviale e comunitario (tentativo del Novus Ordo), si sono date cose per scontate, per assodate, quando non lo sono affatto. Forse anche da parte di kiko e Carmen c'è questa mancanza: per accentuare il memoriale della Risurrezione, si trascura quello della morte in sacrificio.

Bene quindi fai ad affermare con forza questo tema nel tread. Un servizio a tutta la Chiesa Post-conciliare, nessuno escluso.

Stendiamo un velo pietoso sulla natura non ebrea di Gesù. So che hai letto Mic un libro sui primi anni di Gesù (tempo addietro), e che riporta cosa facevano i ragazzi e i giovani fino a 30 anni; Gesù ha fatto tutto ciò, ha vissuto tutte le feste, ascoltato nelle sinagoghe, ha visitato il tempio, ecc... La sua appartenenza al popolo ebreo è sia da parte di carne (Maria era ebrea), sia da parte della appartenenza al culto ebreo.
Culto che lui poi ha trasformano, rinnovandolo profondissimamente, Divinizzandolo. Nuovo culto per un popolo rinnovato in Lui.
Altre fantasie che volessero dimostrare la sua non appartenenza al popolo ebreo, sono solo ascrivibili al vano tentativo di trovare oggi un capro espiatorio, di cui noi non abbiamo più bisogno, Lui è stato il nostro Capro Espiatorio, l'Agnello immolato.

Alessio

Stefano78 ha detto...

Omelia di oggi del Santo Padre:

"...la Legge si dilata, si apre, pur diventando più semplice: è il Nuovo Patto, che lo Spirito “scrive” nei cuori di quanti credono in Cristo. L’estensione del Patto a tutti i popoli della Terra è rappresentata da san Luca attraverso un elenco di popolazioni considerevole per quell’epoca (cfr At 2,9-11). Con questo ci viene detta una cosa molto importante: che la Chiesa è cattolica fin dal primo momento, che la sua universalità non è il frutto dell’inclusione successiva di diverse comunità.

Fin dal primo istante, infatti, lo Spirito Santo l’ha creata come la Chiesa di tutti i popoli; essa abbraccia il mondo intero, supera tutte le frontiere di razza, classe, nazione; abbatte tutte le barriere e unisce gli uomini nella professione del Dio uno e trino. Fin dall’inizio la Chiesa è una, cattolica e apostolica: questa è la sua vera natura e come tale deve essere riconosciuta. Essa è santa, non grazie alla capacità dei suoi membri, ma perché Dio stesso, con il suo Spirito, la crea e la santifica sempre."

mic ha detto...

Forse anche da parte di kiko e Carmen c'è questa mancanza: per accentuare il memoriale della Risurrezione, si trascura quello della morte in sacrificio.

e ti pare poco?

se leggi la catechesi di Carmen e sei cattolico (quella del 1999, che dovrebbe essere il testo 'emendato') ti vengono i capelli dritti!

Non pensavo che avrei avuto a disposizione quelle 400 pagine che mi sono state inviate da un sacerdote in ambascia nella sua diocesi (com'è in ambascia la Chiesa tutta!) e avevo anche resistenza a leggerle e persino a servirmene. Ma, perbacco, che pressappochismo, psicologismi da quattro soldi e quante eresie: eresia = scelta di solo una parte della dottrina canonica, a proprio uso e consumo...

Stefano78 ha detto...

Stendiamo un velo pietoso sulla natura non ebrea di Gesù. So che hai letto Mic un libro sui primi anni di Gesù (tempo addietro), e che riporta cosa facevano i ragazzi e i giovani fino a 30 anni; Gesù ha fatto tutto ciò, ha vissuto tutte le feste, ascoltato nelle sinagoghe, ha visitato il tempio, ecc... La sua appartenenza al popolo ebreo è sia da parte di carne (Maria era ebrea), sia da parte della appartenenza al culto ebreo.


Ma li leggete i messaggi? Ma chi ha detto che Gesù non è Ebreo? Quanto "fiato" sprecato..

Stefano78 ha detto...

Alessio, leggi l'omelia del Papa di oggi

Stefano78 ha detto...

Altre fantasie che volessero dimostrare la sua non appartenenza al popolo ebreo, sono solo ascrivibili al vano tentativo di trovare oggi un capro espiatorio, di cui noi non abbiamo più bisogno,

Faccio finta di non aver letto...

mic ha detto...

Stendiamo un velo pietoso sulla natura non ebrea di Gesù.

ma quale blog hai letto, Alessio?

mic ha detto...

Lui è stato il nostro Capro Espiatorio, l'Agnello immolato.

questo dovresti insegnarlo a Carmen Hernandez, che leggi qui cosa dice del Kippur.

aleCT ha detto...

Quello che scrive Carmen Hernandez sul Kippur fa il paio con quello che si dice sull'Orate fratres: opinioni in libertà che vengono spacciate per verità rivelate su cui ci si appoggia per giustificare il proprio modo di fare...

mic ha detto...

Stendiamo un velo pietoso sulla natura non ebrea di Gesù.

in ogni caso, Alessio, per tua informazione non esiste una natura ebrea, mentre esiste la razza ebrea

poi esistono la natura umana e quella divina

la natura di Gesù è sia umana che divina, la razza è ebrea.

Ma il Vangelo insegna che, dopo Gesù, non esiste più un popolo eletto per razza cioè per etnia, come nel caso del popolo ebraico; ma esiste il popolo sia di natura che di razza teologale, quello dei "salvati" perché Redenti da Cristo, che è venuto per tutti; ma la sua Redenzione opera solo su coloro che Lo accolgono.

Non si è salvati solo per 'appartenenza giuridica' né al popolo ebraico né al Cnc né alla Chiesa, ma in ragione della risposta personale che si dà al Signore ed alla Fedeltà ad essa, nella Sua Chiesa, che è il suo Corpo Mistico e coincide con il 'luogo' della Sua Presenza Viva e vivificante fino alla fine dei tempi, a prescindere dalla sua Onnipresenza come Dio.

Maranatha ha detto...

Cara mic,

ti confermo che quelle stesse domande postate sono le stesse che ho risposto in una convivenza del pre-neocatecumenato nel famoso questionario diviso per gruppi :) e trattate dopo con i catechisti.

mic ha detto...

opinioni in libertà che vengono spacciate per verità rivelate su cui ci si appoggia per giustificare il proprio modo di fare...

Il dramma è che si tratta di "opinioni in libertà! che ormai fanno parte di troppe pastorali diocesane!

mic ha detto...

Cara mic,
ti confermo...


ti ringrazio. Ma è scontato, mi hanno inviato l'originale...

aleCT ha detto...

Mic, grazie a Dio ancora non ho sentito un sacerdote dare l'interpretazione di Carmen sul brano in oggetto.

Ti assicuro che, se lo sentissi, me lo mangerei a colazione.

Anonimo ha detto...

Chiunque abbia partecipato alla celebrazione eucaristica NC del sabato sera sa benissimo che l'accento viene sistematicamente posto sul 'benvenuti a questa festa'. Perché negarlo?

Blues

gianluca cruccas ha detto...

Istruzioni pastorali sul Cammino Neocatecumenale nell’Arcidiocesi di Lingayen-Dagupan...

Dalla Cattedrale di San Giovanni Evangelista, 12 giugno 2011, Domenica di Pentecoste

+ SOCRATES B. VILLEGAS

Arcivescovo di Lingayen Dagupan

http://www.cammino.info/2011/06/istruzioni-pastorali-sul-cammino-neocatecumenale-nellarcidiocesi-di-lingayen-dagupan/

Larus ha detto...

Grazie Gianluca, dall’articolo si constata che “oggi” come “allora” il de facto è dappertutto lo stesso, e poi vengono a dire che le comunità sono “aperte” e perfettamente integrate nella vita parrocchiale ...

Notizia freschissima, di questa Pentecoste ...
Sappiamo che il CN predilige i propri “segni” e tra questi c’è anche il famigerato fonte battesimale “mobile”.
Si sarebbero dovuti battezzare alcuni bambini durante la veglia e il parroco, nell’intento di non rendere “esclusiva” la celebrazione, ha espresso la volontà di amministrare il sacramento all’unico fonte battesimale che si trova in chiesa da sempre.
Bene, i fratelli della mia ex comunità hanno preferito “migrare” in un’altra parrocchia NC dove il sacerdote non ha avuto problemi a celebrare il “loro battesimo”.

Quello che più mi addolora è quel senso di amarezza che hanno nel raccontare questi fatti, non comprendendo affatto che l’essere approvati non significa essere altro e/o meglio anzi, presume una responsabilità maggiore in rapporto all’ecclesialità.