martedì 28 gennaio 2014

Sulla necessità di riconoscersi peccatori

Una penitenziale kikiana:
frastuono, precarietà e chiasso
Hai mai sentito parlare della gratuità della Grazia? Pensi che qualche uomo, riconoscendosi peccatore, per questo suo "merito", abbia meritato la Croce di Cristo?

Ecco gli effetti di quella prima balorda catechesi kikiana sul fango/peccato del cieco nato (sulla quale sempre insisto, non perché sono un fissato - ho vari interessi - ma perché è il proemio alla vostra eresia): non c'è la Grazia della ri-creazione, si riconoscono i peccati! I farisei, allora, che si riconoscevano peccatori di tutto e di più, avevano fatto il primo passo? E gli apprendisti degli innumerevoli viaggi pagani iniziatici di purificazione, incontrarono Dio?

Ecco perché credo poco nel vostro incontro con Cristo: voi pensate d'incontrare il Signore "passo dopo passo" partendo dal riconoscervi peccatori. In realtà incontrate un povero cristo kikiano e un po' pelagiano, perché il Cristo dei Vangeli, il Signore, si mostra con la bellezza Gratuita della Grazia. Come con San Paolo.

Ti risulta che San Paolo abbia riconosciuto i propri peccati, prima di cadere (come nei dipinti, perlomeno metaforicamente) "da cavallo"?

Poi, sappilo Massimiano, chi ha incontrato veramente Cristo, dopo averlo incontrato, fa di più che riconoscersi peccatore: soffre il peccato. Di tanto in tanto, ci ricasca sì, ma sempre lo soffre. E si confessa con un vero sacerdote, recitando infine l'atto di dolore.

La "omega" rovesciata,
le fosse nere al posto degli occhi,
la benedizione con la mano sbagliata...
Voi sempre confondete la causa con l'effetto, voi invertite il simbolo, la croce, ogni corretto processo, ogni processione.

L'incontro con la Samaritana - allegoria simbolica dei pagani lontani - è invece più accessibile. Ti pare che la Samaritana abbia riconosciuto i propri peccati, prima di riconoscere Gesù? Oppure che Cristo le abbia detto: "Prima di attingere al pozzo di Giacobbe, riconosci i tuoi peccati"?

"Le disse Gesù: «Dammi da bere»". E' Cristo che per primo rivolge la parola, cosa che non avrebbe dovuto fare secondo i costumi, perché quella era una donna, per giunta pagana e samaritana.

E' sempre Cristo che si muove per primo, per Grazia. Poi, in questa dialettica divina, dopo che la donna l'ha chiamato "Signore" - e l'appellativo ha senso, nei Vangeli - dopo che la donna ha riconosciuto l'acqua che disseta per sempre, Gesù ragiona dei Baal.

Voi, neocatecumenali, non potete rovesciare le processioni, anteporre l'Amore al Logos, la comunità alla divinità, il Cammino alla Grazia.
(Lino)

42 commenti:

Uomo Libero ha detto...

Aggiungerei anche questo articolo, si intitola "La tela del ragno":

http://www.reocities.com/Athens/delphi/6919/Tela01.htm

Maurizio ha detto...

Ciao Lino.Ho letto il tuo post e mi trovi del tutto d'accordo. Non so perchè, non avete pubblicato le mie due o tre risposte, nelle quali rispondevo a vostre domande nei miei confronti... si parlava della frase "Dio sceglie i peggiori" , ovviamente tutta da capire, ma nella quale facevo presente che non è un motto neocat., ma una parafrasi di affermazioni come quella di Santa Caterina da Siena : "Io sono nulla più il peccato". Poi se nella mia ignoranza teologica non combacia con la retta dottrina, pubblicatemela con la correzione. Se posso imparare per il mio e altrui bene qualcosa in cui mi inganno, fosse anche solo in termini formali (anche San Paolo dice "Io sono l'ultimo degli Apostoli, sono come un aborto") ecco: non vedo la differenza. Forse volete affermare che una frase simile la può dire solo chi si è davvero convertito a Cristo e con la Sua grazia combatte la Buona battaglia contro i suoi peccati, d'accordo.
Quello che dici dei Farisei: a me pare che non si riconoscessero per nulla peccatori: c'è la parabola del Fariseo che prega nel tempio e del Publicano in fondo, che non osa alzare gli occhi al cielo. Cristo dice: chi dei due credete sia stato perdonato? E parla del ringraziamento a Dio fatto dal Fariseo come un atto di superbia. Mi spieghi allora cosa vuol dire ciò che hai affermato in questo tuo nuovo post? Buona giornata, Maurizio

Lino ha detto...

"C'è del metodo in questa follia", c'è scritto nel dramma di Shakespeare.
Il metodo è giusto quello descritto nel mio commento (era solo un commento) pubblicato nel topic: subordinare costantemente la Grazia al riconoscimento del peccato. E' una sorta di "gnosi di ritorno", nella quale gnosi la liberazione dal corpo peccaminoso, opera del malvagio Demiurgo, consente il ritorno alla Luce. Non c'è intervento della Grazia, che attrae le anime al Creatore.
Nel direttorio catechetico NC, questo metodo è sempre ribadito, come nella storia dello "Sposo" che passa e chiude le porte alla cognata assente ai secondi scrutini. I dialoghi di scrutinio di Kiko si configurano, infatti, come un'analisi guidata al riconoscimento (e alla confessione pubblica) dei peccati. Basta il seguente dialogo per rendersene conto:
"Kiko: Ho visto un cambiamento di direzione nel cammino?
– X.: Ho visto chiaramente che io sono un blasfemo che ho sempre cercato la mia vita. Che non posso amare in Gesù. Che ho traumatizzato i miei figli. Che mai sono stato giusto con alcuno. Giudico tutti. Tutto è sempre stato in funzione mia. Sono un uomo che si cerca in tutto. Non ho mai accettato di essere dominato da mia moglie e costantemente sono stato in ribellione di fronte agli avvenimenti che Dio mi ha posto, in quanto non erano conformi al mio gusto. Che ho invidia del coraggio di mia moglie e la giudico costantemente..."


E' evidente allora, in questa logica, che la donna la quale si è assentata ai secondi scrutini si è persa il fango/peccato (secondo Kiko)scagliato sugli occhi del cieco nato e, con il mancato riconoscimento del peccato, ha perso l'incontro con lo Sposo, forse definitivamente, anche se si era recata a compiere un'opera di misericordia.
Se non è eresia questa!

GIACOMO ha detto...

Caro Lino più che da cavallo credo che in quello che scrivi casca l'asino...

Tu affermi che:"Ti risulta che San Paolo abbia riconosciuto i propri peccati, prima di cadere "da cavallo"?

SCUSATE IL MAIUSCOLO, MA è PER EVIDENZIARE...

ECCO QUESTO è IL PUNTO, TI SEMBRA CHE L'ABBIA RICONOSCIUTO PRIMA? NO... è DOVUTO CADERE, ALL'APPARIRE DI CRISTO PER RICONOSCERE IL PROPRIO PECCATO.

Poi, chi ha incontrato veramente Cristo, dopo averlo incontrato, fa di più che riconoscersi peccatore: soffre il peccato. MA NESSUNO DICE IL CONTRARIO, MA PER SOFFRIRLO OCCORRE RICONOSCERLO.

L'incontro con la Samaritana - allegoria simbolica dei pagani lontani - è invece più accessibile. Ti pare che la Samaritana abbia riconosciuto i propri peccati, prima di riconoscere Gesù? Oppure che Cristo le abbia detto: "Prima di attingere al pozzo di Giacobbe, riconosci i tuoi peccati"?

"Le disse Gesù: «Dammi da bere»". E' Cristo che per primo rivolge la parola, cosa che non avrebbe dovuto fare secondo i costumi, perché quella era una donna, per giunta pagana e samaritana.

INFATTI CHIEDENDOGLI DA BERE METTE LA SAMARITANA DI FRONTE AL FATTO CHE LEI NON HA QUELL'ACQUA CHE ZAMPILLA PER LA VITA ETERNA E CHE SOLO CRISTO PUO' DARGLI

E' sempre Cristo che si muove per primo, per Grazia.

INFATTI COL CIECO è CRISTO CHE PRENDE L'INIZIATIVA. VEDI LINO IL SENSO DI QUEL VANGELO è NELLE PAROLE FINALI DEL CAPITOLO IN CUI GESù DICE CHE CHI NON VEDE E LO RICONOSCE RICEVERà LA VISTA/LUCE/GRAZIA/VITA CHE GESù DA', MENTRE CHI CREDE DI VEDERE RIMARRA' CIECO. ORA SPIEGAMI CHE COSA VUOL DIRE CIECO SE NON INCAPACE DI RICONOSCERE IN CRISTO LA GRAZIA CHE SALVA, CHE E' ESATTAMENTE IL PECCATO DEI GIUDEI. ORA MENTRE QUEL CIECO LO HA RICONOSCIUTO COME MESSIA I FARISEI NO.

Poi, in questa dialettica divina, dopo che la donna l'ha chiamato "Signore" - e l'appellativo ha senso, nei Vangeli - dopo che la donna ha riconosciuto l'acqua che disseta per sempre, Gesù ragiona dei Baal. SI E ALLORA CHE VUOL DIRE? CHE SOLO CHI RICONOSCE CHE GESù è IL KYRIOS PUò CHIEDERGLI PERDONO, MA ALLO STESSO TEMPO COLUI CHE SA DA COSA DEV'ESSERE SALVATO SI RIVOLGE A LUI COME KYRIOS. LE DUE CONFESSIONI QUELLA DELLA FEDE E QUELLA DEI PECCATI VANNO INSIEME.

Lino ha detto...

Ciao, Maurizio. Io non so perché non abbiano pubblicati i tuoi interventi, forse i moderatori - io non lo sono - in questo momento hanno altro da fare e hanno letto solo l'ultimo. Mica questo blog produce redditi, come crede Baccalà? :-)

Markus ha detto...

Non so se è già noto ma tra l'altro nel cammino viene insegnata la c.d. "preghiera del cuore" cioè viene richiesto che, in silenzio, da soli ed in raccoglimento si ripeta tra sè e sè, in maniera continua ed incessante, la frase: "Signore abbi pietà di me che sono un peccatore".

Maurizio ha detto...

Ti ringrazio Lino per la tua spiegazione. Perdonami se qualcosa non mi è ancora chiaro, anche se ho compreso la tua giusta argomentazione! Forse, e dico forse, diciamo la stessa cosa ma con parole che ribaltano il significato della frase, non tu, ma io. Forse non ho aperto appieno la mente a quello che mi stai dicendo. Perdonami se scrivo ancora, ma penso che come me, forse altri potrebbero non capire. appieno. E ti dirò che questa questione mi sta molto inquietando poichè ancora non riesco a focalizzare dove starebbe il mio errore, o quello dei Neocatecumenali. E' assolutamente vero che è la Grazia che salva: ma chi salva? Tutti noi nasciamo indeboliti, afflitti dal peccato originale. Questo peccato ci impedisce di percepire Dio come il nostro Creatore amico e benevolo. Anzi, come Adamo, se sentiamo la voce di Dio "nel giardino" fuggiamo... perchè abbiamo la consapevolezza di essere "nudi", cioè del tutto impotenti davanti a Dio. Genesi dice che Dio pose un Angelo con la spada fiammeggiante a riparo dell'Albero della Vita, poichè amandoci non voleva che dopo aver deciso da noi stessi ciò che è Bene da ciò che è male, non ne mangiassimo diventando davvero simili a Dio, e per questo, suppongo, perdersi per la eternità. Tu, Lino, mi sembri affermare che la Grazia di Dio ci segue costantemente e che in Cristo già siamo salvi... (oppure mi sbaglio..??!). Se intendi questo, ne sono del tutto d'accordo. Non occorre che facciamo strade indicibili: la Salvezza è a portata di mano e basta accorgersi di questo per essere riammessi, attraverso il Sacramento del Battesimo, alla Grazia Divina.Ma siccome siamo liberi di aderire alla Buona Novella, può anche succedere che uno giunga alla IMPENITENZA FINALE e con questa perderci per la morte eterna. Io a questo punto ti chiedo, ma credimi che te lo chiedo con tutto il cuore, poichè mi sento dentro una missione che non c'entra nulla con Neocatecumenali, espedienti vari: per me è una cosa di vitale importanza: ho ricevuto la imposizione delle mani dal mio Vescovo di allora, Mons. Lorenzo Bellomi, per portare il Vangelo in Diocesi e/o dove Dio vorrà: noi siamo SEMPRE imperfetti, ogni giorno dovremmo convertirci e dare testimonianza. Ma se quello che affermavo non è giusto, come fa San Paolo ad essere contemporaneamente l'Apostolo delle genti ed avere in contemporanea una vessazione di non si sa che tipo, per la quale prega Dio per ben 3 volte, e da Dio si sente dire: ti basti la mia Grazia? E altrove: Dio ha scelto ciò che è sciocco e stupido, per confondere le menti superbe e ridurre al nulla le cose che sono? (Scusa la citazione fatta a memoria). Da quello che tu dici: Cosa dobbiamo fare per essere in fondo in SINTONIA con quello che vuole il Signore? Dammi pure del duro di cervice, me ti chiedo con tutto il cuore di cercare con pazienza di farmelo capire, poichè ora sono davvero confuso. se vuoi, anche in Privato: la mia mail: mad114@live.it
La Vergine Santa ti custodisca. Mauri

Lino ha detto...

Mi è partito l'invio, rispondo alla questione da te posta.
Da nessuna parte leggiamo che i farisei si ritenevano immuni dal peccato. Il problema è diverso.
Nel passo "I farisei, allora, che si riconoscevano peccatori di tutto e di più" intendevo dire che i farisei vedevano il peccato ovunque. Il concetto è espresso compiutamente nel periodo seguente, dove cito i riti di purificazione pagani e - come saprai - i farisei sovrabbondavano nei riti di purificazione. Le norme di purità rituale - criticate da Cristo - erano praticate con frequenza dai farisei che non si battevano il petto in quanto praticavano sacrifici rituali, abluzioni, pignolerie e prescrizioni varie mediante le quali credevano di "purificarsi". E' il "lavaggio nello scrutinio secondo Kiko", a mio avviso.
Mt 23,25-26 chiarisce il concetto. E in Mt 23,23 troviamo la precisazione: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà".

La misericordia: quella praticata dalla donna che va a visitare l'ammalata. Il lavaggio nell'acqua dello scrutinio appare più importante, a parere di Kiko.

Maurizio ha detto...

Grazie Lino... mi mancava un "passaggio" (non NC !) per capire e adesso ho chiaro ciò che intendevi. Grazie ancora e buona serata!
Mauri

Lino ha detto...

@ Maurizio
Nessun grazie, stiamo ragionando.

@Giacomo ha detto: "ORA SPIEGAMI CHE COSA VUOL DIRE CIECO SE NON INCAPACE DI RICONOSCERE IN CRISTO LA GRAZIA CHE SALVA, CHE E' ESATTAMENTE IL PECCATO DEI GIUDEI. ORA MENTRE QUEL CIECO LO HA RICONOSCIUTO COME MESSIA I FARISEI NO"

Rispondo solo a questa, perché il resto del tuo intervento è confuso, non lo capisco, magari spiegati meglio. Per quanto sopra nella citazione, rivolgiti a Kiko, non a me. Giusto: il peccato al singolare, hai scritto. L'ho commentato tempo fa: nell'Evangelista Giovanni, il peccato è uno, non riconoscere Cristo. Ti pare che sia questo il senso della prima catechesi di Kiko?
"Non sai che sei sporco e perciò non ti vuoi lavare. Gesù ti metterà fango sugli occhi perché ti senta
scomodo e debba andare a lavarti alle acque del tuo Battesimo, per lavarti realmente dei tuoi peccati.
". Peccati al plurale, si legge, non "peccato".

La Samaritana, secondo te, si è sentita scomoda? Oppure si è sentito scomodo Zaccheo, sul sicomoro oppure a pranzo?

Non conosci bene gli Orientamenti, Giacomo, né il singolare né il plurale, e qui casca l'asino: ripassati gli idoli di Kiko. E spiegami perché un musulmano, il quale riconosce molti vizi analoghi a quelli condannati dall'ebraismo e dal cristianesimo, non riconosce Cristo.

Per riconoscere i peccati - mi ripeto - bastavano il Levitico e il Deuteronomio: di tutto e di più. La Croce, secondo la vostra "teologia", è stata ridondante, superflua.

FDF ha detto...

@Giacomo

Guarda nel tuo ragionamento, c'è un errore.
San Paolo non compie nessun cammino di riscoperta dei propri peccati. Egli era un persecutore dei cristiani, un nemico acerrimo di Cristo, nel quale ovviamente non credeva. Anzi, come tutti gli Ebrei, considerava il solo professare di credere in Cristo come Messia, una mostruosa bestemmia.
Credi che nessuno gli avesse mai detto "sei un assassino"? Quand'è che si è riconosciuto peccatore? DOPO aver visto Cristo e dopo un periodo di meditazione non sui peccati, ma sull'apparizione di Cristo che gli fece scoprire che i cristiani avevano ragione: PRIMA l'incontro POI la scoperta dell'essere stato e dell'essere ancora un peccatore. E' CRISTO che ti mette in moto, non il peccato.
Stesso dicasi per la Samaritana, la quale risponde di non avere acqua non per il motivo che dici tu (riconosce di essere incapace....) ma perché non ha capito il senso della domanda. Capisce solo quando Cristo le parla dei suoi 5 mariti (l'idolatria). Ma è Cristo che parla e si propone, non la Samaritana che si sente sporca. La donna andava al pozzo come tutti i giorni a prendere acqua e basta. E' Cristo che si fa trovare da lei e la sua azione consiste solo nel rendersi conto che Lui è Maestro e Signore, perché parla con verità.
San Francesco non si convertì perché si vide peccatore, ma perché Dio lo illuminò, sfruttando la sua prigionia e la sua malattia, in una condizione di difficoltà.
Il figliol prodigo non torna dal padre mentre è dissoluto, ma quando si trova a governare i porci, quando gli viene illuminata la sua condizione (ecco in casa di mio padre anche i servi....ecc.).

E' la Grazia che salva, non il riconoscimento del peccato, che invece è una conseguenza.
Ha ragione Lino e di una ragione piuttosto pesante da mandar giù, mi rendo conto che vi sia indigesta.
E ha ragione anche sul fatto che tutto il cammino si fonda su questo, e proprio dai segni rovesciati, viene l'infinita durata del cammino: NEL CAMMINO ANCHE DOPO 50 ANNI SI CONTINUA CON QUESTO RICONOSCIMENTO DEL PECCATO il che porta a dire fino alla fine NON VALGO NULLA SONO UN DEMONIO, SONO UN PECCATORE e mai e poi mai SONO TUO, SIGNORE! TI APPARTENGO, FAI DI ME QUELLO CHE VUOI.
A forza di scendere si va a finire nel fondo di un abisso.
Alzate gli occhi, c'è Dio che vi sta aspettando per sollevarvi verso di Lui!
Chiaro ora?

Anonimo ha detto...

Comunque mi pare che nelle catechesi iniziali in quella di Abramo per esempio si dica molto chiaramente che Dio si è fermato da Abramo! Quindi una cosa in comune il nostro Lino con il cammino neocatecumenale ce l'ha!
Il fatto di riconoscersi peccatori e vero e riconoscendosi peccatori che Cristo salva e usa misericordia!
E poi l'ho ha detto Gesù stesso, il medico nn viene per i sani ma per i malati ovvero per il peccatore! Nn riconoscersi peccatori significa rendere vana la croce di Cristo!

Federico
Spero che questa volta vengo pubblicato ma nn credo!

Anonimo ha detto...

Aggiungo la riflessione di padre Spadaro: Sì. C’è qualcosa di interno all’uomo, un’apertura, che il Papa identifica con una ferita. E questa apertura implica il desiderio fondamentale di Dio. Questa cifra della ferita è da intendere come appello profondo, iscritto nel nostro cuore dell’uomo. E la Chiesa si rivolge sostanzialmente a un’umanità che avverte, sente, sperimenta questa ferita. Lui stesso parte da questa ferita. Quando dice «sono anzitutto un peccatore», vuol dire che per definire se stesso pesca dall’esperienza più radicale che un uomo possa fare: il limite. Ed è un dato su cui sappiamo benissimo che non possiamo barare, l’esperienza è spietata su questo… Assolutamente. In fondo l’esperienza di fede e di adesione a Cristo è data proprio dal riconoscimento di essere peccatore. Una persona che non sente questa ferita, che la nega, diventa pressoché impermeabile al Vangelo.
Rino

Anonimo ha detto...

Maurizio sei patetico! Giudichi noi NC che diamo obbedienza ai catechisti!! Hahahaha😂😂😂
Guarda come fai il lecchino con il nostro amico Lino! Copi anche il suo modo di scrivere!

Federico!

Lino ha detto...

Sì, FDF: è dura da digerire perché è la base sulla quale fonda il Cammino: "t'infango, ti faccio riconoscere i tuoi idoli/peccati mediante le catechesi e gli scrutini, ti aiuto 'gradualmente' a liberarti da questi idoli, ti porto 'gradualmente' alla Terra Promessa".

Purtroppo per Kiko (e per i commentatori Giacomo e Federico) i ciechi sanati - che giungono a "vedere" Cristo - appartengono a tre categorie, non a una:
1) Il cieco nato, evidentemente privo di ogni fede, che Cristo - senza che il cieco nulla avesse chiesto - guarì. Su questo cieco Kiko, per introdurre il peccato, è costretto a mistificare il simbolo della creta, simbolo positivo della creazione (è la materia del "Vasaio") mutandolo in fango/peccato, e a dimenticarsi della Saliva.
2) Il cieco di Betsaida, simile al cieco nato perché nemmeno niente aveva chiesto: lo portano a Cristo, non è lui a cercarlo o a chiamarlo. Il cieco di Betsaida (anche guarito in due tappe, guarda caso, con la presenza della saliva e con la mano che evocano l'atto della creazione) giunge a "vedere a distanza ogni cosa", e questo "vedere a distanza" metaforicamente significa che giunge a vedere Cristo. Dov'è un accenno ai peccati (al plurale), in questo secondo cieco?

Il cieco di Gerico, invece, aveva fede, seppure una fede errata: invocò il messia regale figlio di David, non il Messia sofferente di Isaia. Questo terzo cieco, che già aveva fede sebbene in un messia davidico - viene guarito in una sola tappa! - anche giunge a vedere Cristo. Dov'è un simbolo del riconoscimento dei peccati (al plurale), anche in questo terzo cieco?

"la luce splende nelle tenebre, / ma le tenebre non l'hanno accolta... eppure il mondo non lo riconobbe" sta scritto in Gv 1: la cecità è l'infermità che, sul piano spirituale, simboleggia questo mancato riconoscimento.

Dimmi, Federico: lasciando da parte il cieco nato (perché la storia della creta e della Saliva/Ruah vi risulta molto difficile, me ne rendo conto): per gli altri due ciechi, dove si legge che la guarigione operata da Cristo è in conseguenza del riconoscimento dei peccati (al plurale) da parte dei due "non vedenti"?

Michela ha detto...

Voi neocat potete appigliarvi ad una parola singola della Scrittura per giustificare tutto l'impianto della catechesi, cioè per dimostrare che l'uomo che si riconosce peccatore ha bisogno del cammino neocat per risalire a galla e per trovare salvezza e risposta ai propri problemi.

Ma avete dimenticato che il termine giusto per indicare il cammino dell'uomo è : ASCESI e non kenosi.
La kenosi kikiana, il riconoscersi peccatori, è solo una parte dell'ascesi che comporta anche la volontà di migliorarsi( che voi disprezzate) e la disponibilità ad accettare la Grazia.
Inoltre la Grazia agisce come vuole, non aspetta che l'uomo si riconosca peccatore, ma agisce e sostiene l'azione dell'uomo che apre gli occhi.
State rischiando di subordinare l'azione divina alla volontà umana di convertirsi.

Giacomo scrive
INFATTI CHIEDENDOGLI DA BERE METTE LA SAMARITANA DI FRONTE AL FATTO CHE LEI NON HA QUELL'ACQUA CHE ZAMPILLA PER LA VITA ETERNA E CHE SOLO CRISTO PUO' DARGLI
Tu avresti ragione se agli scrutinii chiedessi di testimoniare la fede, la bellezza della vita cristiana, e non l'analisi psicoanalitica del proprio animo, in cui non si confessa mai la fede in Dio, come in questo scrutinio:
Ho visto chiaramente che io sono un blasfemo che ho sempre cercato la mia vita. Che non posso amare in Gesù. Che ho traumatizzato i miei figli. Che mai sono stato giusto con alcuno. Giudico tutti. Tutto è sempre stato in funzione mia. Sono un uomo che si cerca in tutto. Non ho mai accettato di essere dominato da mia moglie e costantemente sono stato in ribellione di fronte agli avvenimenti che Dio mi ha posto, in quanto non erano conformi al mio gusto. Che ho invidia del coraggio di mia moglie e la giudico costantemente..."

perchè dici che
LE DUE CONFESSIONI QUELLA DELLA FEDE E QUELLA DEI PECCATI VANNO INSIEME.
quando poi chiedete solo la confessione dei peccati?

Anonimo ha detto...

Guardrdate e ascoltate Papa Francesco sabato ore 10,40 su TV Sat.

A cruce salus!!

Lino ha detto...

"Operiamo certamente anche noi, ma operiamo cooperando con Dio che opera prevenendoci con la sua misericordia. Ci previene però per guarirci e anche ci seguirà perché da santi diventiamo pure vigorosi, ci previene per chiamarci e ci seguirà per glorificarci, ci previene perché viviamo piamente e ci seguirà perché viviamo con lui eternamente, essendo certo che senza di lui non possiamo far nulla" (Sant'Agostino, De natura et gratia).

Il verbo "prevenire", Federico, significa "compiere un'azione che ne anticipa una altrui".

Leggi il Catechismo della Chiesa, Federico: "1989 - La prima opera della grazia dello Spirito Santo è la conversione, che opera la giustificazione, secondo l'annuncio di Gesù all'inizio del Vangelo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 4,17). Sotto la mozione della grazia, l'uomo si volge verso Dio e si allontana dal peccato, accogliendo così il perdono e la giustizia dall'alto".
Non sta scritto: "L'uomo, dopo il riconoscimento dei peccati, si volge verso Dio".

Noi due confessiamo fedi differenti, Federico. Fai tu, dopo questa discussione, chi sta con la Chiesa e chi è di un'altra fede.

FDF ha detto...

Ma Abramo non chiede niente né all'inizio della sua storia né in seguito.

Abramo è un pagano, giacché Dio non si è ancora mai manifestato alla sua gente. E Abramo per fede parte al comando di Dio. Parte perché capisce di trovarsi di fronte a qualcosa di nuovo, ed è in questo illuminato dalla Grazia (confronta San Paolo, per il quale in Abramo agisce la giustificazione, quella del commento di Lino che riporta il CCC, mediante la Fede, anche se non aveva conosciuto Cristo di persona). Nell'episodio dei tre uomini poi Abramo se ne sta solo a chiedere nulla, non è che sta facendo un esame di coscienza per capire i propri peccati. E' Dio che intuisce il suo bisogno e si presenta a lui, rinnovando la Sua promessa. E Dio che ti viene a cercare che sta alla porta e bussa, che rinnova tutte le cose. E' sempre l'azione di Dio. Lo hai detto anche tu, ma nemmeno te ne rendi conto.
Kiko sfrutta il richiamo alle figure dell'Antico Testamento per giustificare il suo cammino. Lui cita Abramo per dire che è un uomo che si è messo in cammino. E l'accento sull'Esodo è per lo stesso motivo: il cammino. E la cattività babilonese e il seguente ritorno in Palestina è per lo stesso motivo. Ti fanno giurare con le parole di Giosuè al Secondo Scrutinio per vincolarti a questo modello di cammino, che richiama solo e soltanto il popolo di Israele, un modello di rapporto con il Signore Onnipotente che Cristo ha superato, trasceso e rinnovato da ben 2000 anni!
Noi non siamo gli Ebrei in cammino che hanno bisogno dei segni dal Cielo, del profeta che ti guida, che parla a nome di Dio. Questo è il modello di cristianesimo kikiano che non c'entra un fico con la Fede Cattolica. Kiko piazza i suoi Mosè fra te e Dio tanto che senza la parola dei catechisti non sei più in grado di fare nulla, guarda caso ESATTAMENTE come il popolo di Israele nel deserto, che non poteva camminare senza Mosè.
Noi siamo cristiani non ebrei, lo ripeto: Cristo è venuto ad annullare la religione fatta di soli segni esteriori (lo dice S. Paolo, non io, rileggiti Efesini 2,15) per inaugurare un tempo completamente nuovo, il nostro, quello dei Cristiani.
Siamo molto di più di quello che Kiko pensa e di quello che ti porta a credere! Noi siamo tutti chiamati a farci imitatori di Cristo, Santi, non ripetitori pappagalleschi delle catechesi kikiane!
Dov'è il richiamo alla santità di vita nel cammino??

Aldo ha detto...

Volevo dare una mia esperienza personale... fatti concreti come dice sempre kiko..

credo che l'esegesi di Lino e quello che aggiunge Michela siano già molto chiari... forse questa storia può far meglio comprendere;

quando uscii dal cn andai a trovare personalmente alcuni fratelli con il quale non solo avevo convissuto 16 anni ma ero stato loro testimone di nozze.. successe una cosa che compresi molto tempo dopo.. questa ragazza che avevo amato,cresciuto, sostenuto, sposata... nonostante sapeva tutta la verità della mia storia.. nonostante sapeva le menzogne che erano state dette e come i catechisti avessero operato nel male.. mi disse una frase che non dimenticherò mai..

"Aldo io non posso uscire dalla comunità.. perchè tornerei a fare quello che facevo prima.. tornerei ad essere una peccatrice.. ho troppa paura di ritornare ad essere quella che ero"..

rimasi deluso, non avevo parole... Le volevo e Le voglio un bene dell'anima, scelse la menzogna... di allontanarmi per sempre piuttosto che uscire dalla comunità...

ecco cosa produce "il
riconoscersi peccatori" nel cn

FDF ha detto...

@Aldo
La mia testimone di nozze, che ha lasciato il cammino da un paio di anni (con strilli e sbattendo la porta dopo l'ennesimo abuso), incontra qualche mese fa una sua ex-sorella di comunità, moglie del responsabile, catechista insieme a lei per anni. Dopo i convenevoli la frase che la mia amica si è sentita dire è stata

"Guarda io con te non ci dovrei neanche parlare... non posso sopportare il pensiero che si possa vivere diversamente da come vivo io... scusami..."

Ovvero intendeva nel cammino, con nove figli di cui uno con sindrome di Down. E coerentemente con la sua frase, non l'ha più chiamata né più sentita.

Se questo è cristianesimo....

FDF ha detto...

Dal blog CruxSancta:

Kiko:"en la medida en que vamos viviendo nuestro bautismo, se va debilitando el pecado original, y empezamos a ser libres"

Trad.:: "nella misura in cui viviamo il nostro battesimo, si va distruggendo il peccato originale, e cominciamo a essere liberi"

Per lui quindi il Battesimo non annulla il peccato originale una volta e per sempre? Per distruggere il peccato originale bisogna "vivere il Battesimo"? In una certa misura?
Ho capito male io, oppure nella Messa delle Famiglie del 29/12/2013 a Madrid Kiko ha pronunciato un'altra delle sue scandalose affermazioni eretiche?

Lino ha detto...

@ FDF
Mi meraviglio che ti meravigli, carissimo. "C'è del metodo, in questa follia", ho scritto prima citando l'Amleto.

Poteva mai il profeta chitarrista tenere fuori il peccato originale dal suo personale campo d'intervento? Un Cammino, fondato sul riconoscimento del peccato, poteva mai non contribuire a distruggere anche il peccato originale?
Il concetto, sebbene ambiguamente esposto - ma non troppo - è già negli Orientamenti alle equipe di catechisti: (Or. per lo Shema, pag. 42 e segg.):

http://www.internetica.it/neocatecumenali/Shema.pdf

Insegna Kiko: "Noi dobbiamo scoprire attraverso questo cammino, e per questo noi stiamo rivivendo il nostro Battesimo, che il peccato originale non è una macchietta giuridica con la quale noi nascevamo e che va via con il Battesimo e siamo puri e immacolati per sempre. Il peccato originale è qualche cosa di molto diverso e questo concetto un pò strano nasce con Sant'Agostino ed è un modo di vedere il problema in una forma molto povera. Il peccato originale è una realtà che ci circonda, che è quella che ha condizionato i nostri genitori, che che ci ha gestato veramente in questa realtà. Se non fosse così allora il battesimo sarebbe magico, cioè senza aver capito nulla ci viene data di punto in bianco una nuova realtà che ci dà una nuova natura. Non è vero questo... Il Battesimo è dato a noi
dalla Chiesa prendendo in prestito la fede dai genitori o dai padrini, ma affinché il Battesimo possa realmente spogliarci dello uomo vecchio e darci gratuitamente l'uomo nuovo, secondo
quello che dice la Scrittura, occorre che noi riceviamo continuamente la catechesi...".


Capito? Il modo di vedere di Sant'Agostino è molto povero! E' il modo di vedere di Kiko che è molto ricco! Ricevete le catechesi (NC), o voi adepti già battezzati che non vi siete liberati del peccato originale, che non è una macchietta giuridica che va via con il Battesimo!

Leggiamo bene la pagina che ho segnalato: per Kiko la realtà del peccato originale (non le conseguenze) continua ad esistere.
Sbaglia il CCC che insegna: "405 - l Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l'uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell'uomo e lo provocano al combattimento spirituale".

Capito? Il peccato originale secondo Kiko è una realtà che ci circonda. E sant'Agostino ebbe un modo molto povero di vedere. Poi, giacché il Cammino è stato approvato, noi dobbiamo condividere il pensiero di Kiko, non di Sant'Agostino :-)

Lino ha detto...

Perdonate l'OT
Rispondo a Rino che ha scritto nel Topic precedente:
"Vi riporto un passo dell'intervista Di Papa Francesco per la vostra riflessione: Papa Francesco continua nella sua riflessione e mi dice, facendo un salto di cui sul momento non comprendo il senso: «Io non conosco Roma. Conosco poche cose... Da lì visitavo spesso la chiesa di San Luigi dei Francesi, e lì andavo a contemplare il quadro della vocazione di san Matteo di Caravaggio...Quel dito di Gesù così... verso Matteo. Così sono io. Così mi sento. Come Matteo... È il gesto di Matteo che mi colpisce: afferra i suoi soldi, come a dire: “no, non me! No, questi soldi sono miei!”. Ecco, questo sono io: “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. E questo è quel che ho detto quando mi hanno chiesto se accettavo la mia elezione a Pontefice..."

Perdona Rino, non ho letto l'intervista né la voglio leggere. Chi sarebbe san Matteo, il ragazzotto che nel dipinto di Caravaggio afferra i soldi? Forse nemmeno il Papa conosce la storia dell'arte e i rudimenti dell'iconografia cattolica?
Con la simpatia e il rispetto che gli porto in quanto Vicario di Cristo, spero che papa Francesco non abbia inteso parlare ex cathedra.

FDF ha detto...

@Lino

Rido e piango!!!!! Per l'amor di Dio!! Ma questa è una eresia scandalosa! Ma è protestantesimo!
E non è nemmeno tanto ambiguo per chi sa leggere! Hai capito come fortifica le proprie affermazioni?? "dice la Scrittura" furbo lui. Ma mi trovasse Kiko o qualcuno dei NC un riferimento nella Scrittura in cui si dica che il peccato originale non è sconfitto dal Battesimo!

E' PAZZO!
Il Dottore in Sacra Teologia h.c. TENETEVELO!

Non ce la faccio...
Ecco perché il cieco nato, ecco perché devi riconoscere i tuoi peccati per avere la Grazia, ecco spiegato tutto! Per lui il Battesimo ricevuto da piccoli non ha nessun potere! Lui nega la potenza di un Sacramento, nega che la Chiesa possa impartire il Battesimo e che quindi sia assistita dallo Spirito Santo!
Ma questo uomo mina il cattolicesimo alle fondamenta!
Ma che annuncio, ma che Kerigma!?

Ecco perché fanno il Battesimo nel Giordano alla fine del Cammino!!
E ora c'è anche un'altra tappa post-cammino: il "matrimonio spirituale".
Avevi ragione in tutto, Lino, ora me ne rendo conto perfettamente. E' un cammino gnostico, a gradi e i gradi non bastano mai. Dopo il matrimonio spirituale, per mantenere la gente nelle salette si dovrà inventare qualcos'altro e poi ancora e ancora. Il cammino non ha mai fine e non può averne, perché deve tenerti in una nuova chiesa con nuove parrocchie, nuovi vescovi, preti e carismi. Lui non vuole contribuire alla crescita del Regno di Dio, lui disprezza la Chiesa e per questo se ne è fondata una sua personale, della quale è evidentemente il papa.

Anonimo ha detto...

Infatti la riflessione si riferiva a questo topic... Lino è curioso che non hai letto e non vuoi leggere quanto dice il nostro amato Sommo Pontefice, no? La sua riflessione sull essere peccatore la trovo molto profonda come anche il commento di Spadaro che ho citato dopo: "in fondo l’esperienza di fede e di adesione a Cristo è data proprio dal riconoscimento di essere peccatore. Una persona che non sente questa ferita, che la nega, diventa pressoché impermeabile al Vangelo"
Rino

Sebastian ha detto...

Infatti Lino, io sapevo che tra i critici d'arte è aperto il dibattito su chi veramente sia Matteo dei personaggi rappresentati nel celebre dipinto di Caravaggio...

Non è così scontato che San Matteo sia il ragazzo che conta i soldi.

L'affermazione di Kiko su Sant'Agostino è davvero da ridere. Ovviamente Kiko è superiore a un Dottore della Chiesa!
Di questo cosa ne pensano i neocat?
Il battesimo cancella il peccato originale, oppure è necessario un percorso gnostico a gradi?

Anonimo ha detto...

Nel giro di qualche mese, in Germania, ci sono alcuni prelati che vorrebbero dare la Comunione ai divorziati risposati. Si tratterebbe di un grave male poiché il peccato di Sacrilegio, insieme a quello dell'ipocrisia, sono quelli che più offendono il Cuore Eucaristico di Gesù (2° Libri di Cielo di Luisa Piccarreta). Tutti i sacrilegio richiedono preghiere di riparazione, come pure le briciole che continuamente fanno cadere molti neocatecumenali, seppure accidentalmente o inconsapevolmente.
Preghiamo.


Mario

Lino ha detto...

@ Rino
Infatti, Rino. Ho risposto qui perché la riflessione si riferiva al presente Topic. Mica credi, Rino, che il mio cervello sia povererello di connessioni sinaptiche e quindi Off Topic?
"in fondo l’esperienza di fede e di adesione a Cristo è data proprio dal riconoscimento di essere peccatore". Avete ragione, il Papa, Spadaro e tu: chi lo ha mai negato? Mi hai letto bene, nel Topic e nei commenti? Il problema è che l'esperienza di fede e l'adesione sono la causa, il riconoscimento di essere peccatori è l'effetto, uno (soltanto uno) degli effetti. Il problema è la luce.

Lino ha detto...

Il problema è la luce, Rino, il problema è la vista, osserva:
Vocazione San Matteo
Leggimi bene, Rino, non lo leggerai altrove, nemmeno nelle critiche del prof. Filippetti all'interpretazione di Sara Magister diffusa da Sandro Magister.
In quel dipinto di Caravaggio, il problema è la luce caravaggesca, la quale illumina il volto dell'uomo con la barba. Il problema è la mano: il polso della mano sinistra è illuminato, le dita sono in ombra. Se l'uomo stesse indicando il ragazzo, il dito indice sarebbe illuminato. L'uomo con la barba sta indicando se stesso, è lui Matteo. Questo oltre all'iconografia trattata dal prof. Filippetti, aggiungo.

Il problema, naturalmente, non è il Papa: è chi gli sta intorno che gli racconta queste fesserie.

Magari, la prossima volta, affrontiamo il problema dell'avverbio temporale e modale "subito" in greco, avverbio con il quale gli Apostoli in Mc 1,14-20 rispondono alla chiamata di Gesù: "E subito, lasciate le reti, lo seguirono". Senza prima riconoscere i loro peccati, "subito", aggiungo.
Stammi bene, Rino. Un po' sei andato OT, ma non fa niente.

Anonimo ha detto...

Secondo gli esorcisti, ciò che può portare alle possessioni diaboliche sono: la persecuzione contro i Servi di Dio, l’empietà dei figli verso i loro genitori, il disprezzo di Dio e delle cose sacre, le profanazioni, le imprecazioni, le pratiche di stregoneria e di spiritismo, i patti. Padre Pio dice che niente prepara meglio alla possessione quanto il Sacrilegio Eucaristico.

Le Briciole di Pane Consacrato sono il Corpo di Cristo: farle cadere è un Sacrilegio seppure fatto per ignoranza. Chi gode di più dei Sacrilegi è il demonio.

Ultimi mi stanno dando un po di fastidio durante la Messa, ma tanto ai Sacrilegi loro sono abituati.

Mario

Anonimo ha detto...

Padre Mathieu cita ancora come conducente alla possessione diabolica l’appartenenza alle Sette.

Mario

Lino ha detto...

@ FDF ha detto...
"Ecco perché il cieco nato, ecco perché devi riconoscere i tuoi peccati per avere la Grazia..."

Infatti, FDF. Ecco perché Zaccheo deve scendere dal sicomoro che rappresenterebbe (secondo il Kiko-symbolarium) la sua vita avida e arrogante. Tutto è ricondotto al riconoscimento del peccato! E, dopo tutte queste considerazioni, credendo di confutarle, Rino viene qui a riferirci che il Papa ha detto di essere: “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. Manco se non sapessimo che il signore volge gli occhi sui peccatori. Manco se il Papa avesse detto: "E, dopo che io ho riconosciuto i miei peccati, il Signore ha rivolto su di me i suoi occhi".


@ Sebastian ha detto:
"Non è così scontato che San Matteo sia il ragazzo che conta i soldi"
San Matteo non è mai stato il ragazzo che conta i soldi, caro Sebastian. E' una tesi degli ultimi decenni, degli anni nei quali i critici d'arte commentano artisti non sanno più che cosa è l'iconografia, l'iconologia e il simbolismo. Per fortuna qualche professore c'è ancora:
http://www.famigliacristiana.it/articolo/qual-e-il-vero-matteo-di-caravaggio.aspx

Sebastian ha detto...

Grazie Lino, ora mi è più chiaro.

Maurizio ha detto...

Sebastian dice:

"L'affermazione di Kiko su Sant'Agostino è davvero da ridere. Ovviamente Kiko è superiore a un Dottore della Chiesa!
Di questo cosa ne pensano i neocat?
Il battesimo cancella il peccato originale, oppure è necessario un percorso gnostico a gradi?"

29 gennaio, 2014 19:19

Mah, Sebastian... lo fai o lo sei... Mi sembra che una frase, una domanda del genere rivolta a chi ha fatto nemmeno un anno di Catechismo Parrocchiale, un bambino che si prepara alla Prima Santa Comunione, può risponderti senza ombra di dubbio.
La prima cosa che viene insegnata, propedeutica ad ogni cammino cristiano è imparare ciò che dice la Chiesa in termini di Sacramenti:
Di questo cosa ne pensano i neocatecumenali... parlo da ex catechista del Cammino, ma non solo, da Catechista Diocesano che con il Cammino non centra nulla, ma che si occupa di cose ben più "serie" : E' ovvio che il Battesimo, ricevuto alla nascita o da adulto CANCELLA DEL TUTTO la colpa originale, e cancella anche tutti i peccati commessi (un adulto che vuole entrare nella Chiesa) i peccati compiuti. Il Battesimo ridona la veste bianca battesimale, monda da ogni sozzura e abbraccia il catecumeno (sia esso neonato o adulto)introducendolo nella Santa Chiesa di Cristo, basata sulla Autorità degli Apostoli, primo tra tutti Pietro, designato a ciò da Cristo stesso. La debolezza umana vuole però che Dio lasci all'uomo finchè vive la libertà di ADERIRE o di APOSTATARE questo Sacramento che ci salva, Sono sempre più numerose infatti le Parrocchie alle quali arrivano lettere nelle quali si richiede la cancellazione dal Registro dei Battezzati. E non capisco personalmente il motivo: se ad una persona non importa nulla del Battesimo, quindi "non ci crede" che senso ha cancellare qualcosa che già non esiste?
IN OGNI CASO IL BATTESIMO, UNICO ED IRRIPETIBILE, AGISCE "EX OPERE OPERATO" per cui la "Dottrina" che dovrebbe seguire uno scolaro per sapere cosa significa il Battesimo oppure un catecumeno in preparazione ad esso si rende nedessaria per ravvivare nella mente e nel cuore del Battezzato/ando la gioia che dona l'essere riconciliati con Dio in Cristo Gesù. Dopo, se uno vuole, potrà leggersi mille Libri dei Padri della Chiesa sull'argomento.
Qualunque opinione diversa vi sia nel Cammino non è vera.

FDF ha detto...

@Lino
nell'articolo mi ha colpito questo rimando ad un discorso di Benedetto XVI molto interessante per il topic:
"I dodici Apostoli non erano uomini perfetti, scelti per la loro irreprensibilità morale e religiosa. Erano credenti, sì, pieni di entusiasmo e di zelo, ma segnati nello stesso tempo dai loro limiti umani, talora anche gravi. Dunque, Gesù non li chiamò perché erano già santi, completi, perfetti, ma affinché lo diventassero, affinché fossero trasformati per trasformare così anche la storia"

Maurizio ha detto...

Cari moderatori, scusate: voi avete pubblicato un post di un certo "Federico" che dice che io "sputt. ecc. " i NC (quindi riprova che non sto nel Cammino) e che sono un lecchino. Pubblicate lui e non la mia breve replica (lo so che qs non è un Blog per insultarsi, ma se pubblicate lui fate un torto a me...!) nella quale difendo la mia onorabilità. Non mi pare corretto da parte vostra. Vi invio un secondo post in risposta a tal Federico. Dipende dalla vostra intelligenza lasciar perdere o lasciare che di me si dica lecchino nel momento in cui (ma siete suicidi?) lasciate pubblicare lui e non la mia risposta che adesso rimodellerò in toni meno accesi.
Maurizio

Lino ha detto...

@ Maurizio ha detto:
"parlo da ex catechista del Cammino, ma non solo, da Catechista Diocesano... Qualunque opinione diversa vi sia nel Cammino non è vera".

Scusa, Maurizio, perché ti rivolgi a Sebastian, quando la questione riguarda la catechesi di Kiko che ho riportato nel virgolettato del mio commento 29 gennaio, 2014 17:18?
"...ma affinché il Battesimo possa realmente spogliarci dello uomo vecchio e darci gratuitamente l'uomo nuovo, secondo quello che dice la Scrittura, occorre che noi riceviamo continuamente la catechesi...", dice Kiko. Vuoi commentare Kiko, per favore, e non Sebastian? Un battezzato che non riceve la catechesi, ancora ha il peccato originale? E, ancora, per favore, lascia stare l'uomo vecchio e l'uomo nuovo, già è sufficiente Kiko per generare l'ambiguità: il peccato originale va distinto dai peccati della condizione decaduta dell'uomo, o no?

Lino ha detto...

@ FDF ha detto:
"Dunque, Gesù non li chiamò perché erano già santi, completi, perfetti, ma affinché lo diventassero, affinché fossero trasformati"
E' giusto, FDF. E - così pare - gli Apostoli seguirono Gesù "subito",come Bartimeo che "subito" vide di nuovo, senza fare tante chiacchiere come negli Orientamenti. T'immagini san Matteo, investito dalla "luce", con gli occhi sbarrati per la meraviglia di essere chiamato da cotanto Splendore, che si mette a contare i denari? Immagini uno che, essendo investito da una simile meraviglia, si mette a enumerare i peccati?
Non hanno compreso le riflessioni del cieco nato.

Lino ha detto...

@ Maurizio
Lascialo perdere il tal Federico, risparmia commenti, non merita risposte. Per quanto mi riguarda, pur essendo stato citato, nemmeno l'ho curato, per il suo stupidissimo commento.

Sebastian ha detto...

Maurizio, chiaramente non mi aspettavo una risposta dai neocat. Come ha detto Lino, più che rispondere a me dovresti commentare ciò che dice Kiko. Lui nega che il battesimo cancelli il peccato originale una volta per tutte. Questa è un'eresia. I neocat sono disposti ad ammetterlo?
E' questo il punto. Se non sono disposti ad ammetterlo, vuol dire che Kiko è per loro un idolo.

Sebastian ha detto...

@Federico

Maurizio sei patetico! Giudichi noi NC che diamo obbedienza ai catechisti!! Hahahah

Sei tu patetico a vantarti di aver abdicato all'uso della tua ragione per seguire ciecamente gli angeli inviati dal cielo (falsi profeti di sventura).