mercoledì 25 febbraio 2015

"Caro Kiko ti scrivo...": Lettera aperta di Daniel Lifschitz

D.Lifschitz - Shemà Israel - 1995
Pubblichiamo questa lettera aperta di Daniel Lifschitz, ex "catechista itinerante" del Cammino Neocatecumenale che si ritrovò in contrasto con Kiko Argüello, ormai suo ex "catechista" nonché ex amico.


Premessa di Daniel Lifschitz: «Il problema del cammino neocatecumenale non è l'ortodossia, né la Liturgia, ma si chiama "Kiko Argüello".

Negli anni '80, Giorgio Filipucci, un cantore neocatecumenale, compose "Shema' Israel" - "Ascolta Israele", un bellissimo canto, che divenne subito un "Hit" del cammino. Venticinque anni fa Giorgio morì. Oggi questa sua bellissima composizione non l'ha piu' composta Filipucci, ma Kiko Argüello; la fa passare come sua.

L'anno scorso scrissi una lettera personale a Kiko. Non avendo ricevuto risposta, ne faccio oggi una "Lettera aperta".»



Lugano, il 21/11 2014

Carissimo Kiko,

Ti scrivo oggi per dirti alcune cose di cui sono intimamente convinto:

Tu hai ricevuto dal Signore, in particolare da Maria, doni meravigliosi, veri e molteplici carismi.

Tu te li sei accaparrati, spero in buona fede; ti sei costruito un movimento e un monumento a Tua gloria e immagine.

Il “tuo” cammino è ormai incapsulato in una Kiko-gabbia. Lascia che gli uccellini spicchino il volo.

Se non ci poni rimedio, aprendo la gabbia nei pochi anni che ci rimangono (camminiamo ormai speditamente verso gli ottanta), il cammino, alla tua morte si sfalderà.

I vescovi non lo vorranno più, i preti ti abbandoneranno, e il Papa... già ti guarda da lontano, come dice il salmo 138,6: "...il Signore guarda il superbo da lontano".

La fede che la Parola di Dio, la tua predicazione, ha suscitata in tante persone - anche in me e te sono grato - rimarrà. Ma tutte le adulazioni di te stesso e a te stesso crolleranno nel nulla.

Ora, Kiko carissimo, te lo dico, piuttosto scrivo, perché ti voglio bene:

”Convertiti a Gesu'!” Rischi di mandare tante persone in paradiso mentre tu scivoli lentamente all'inferno. Fermati, finché sei in tempo!

Un saluto a Carmen. So che è molto malata. Dille, semmai apri questa lettera, che prego per lei.

Prego anche per te e ti prego di pregare per me e la mia famiglia,

Tuo fratello in Cristo,

Daniele Lifschitz.

L'Inferno con i Nuovi Falsi Profeti

Nota: abbiamo già commentato in passato alcuni estratti dall'autobiografia di Daniel Lifschitz nella pagina: 'Un ex-itinerante ci parla di Kiko e Carmen'.

63 commenti:

l'apostata ha detto...

"...La fede che la Parola di Dio, la tua predicazione, ha suscitata in tante persone...".

Non sono d'accordo.

Parola di Dio? Predicazione?

Quali?

L'uomo schiavo del demonio che non può non fare il male?

Le falsificazioni delle Scritture, quali quella del serpente trasformato in "astuto" anziché prudente?

Gli stravolgimenti esegetici, tante volte fatti rilevare da Lino?

Le apparizioni sbandierate?

Gli esorcismi?

L'uso delle persone, vedi le "cefale" o le "serve" dei kikatechisti?

L'ossessiva richiesta di soldi di cui non si conosce la destinazione?

Le disobbedienze reiterate alla Chiesa, ai Papi, ai Libri Liturgici, al proprio Statuto?

E Lifschitz si preoccupa del copyright del canto "Shemà Israel"..

"Tante persone"?

Ma se quelli usciti dal cosiddetto cammino sono tantissimi, molti di più dei camminanti!

Ma se di questi molti hanno addirittura perso la fede perché si sono sentiti ingannati da una Chiesa che prima li ha convinti ad entrare in una setta e poi li ha abbandonati a se stessi!

Ma per favore!

by Tripudio ha detto...

Anche partendo da un punto di vista il più possibile vicino al Cammino, prima o poi si finisce per notare chi è l'idolo: Kiko.

by Tripudio ha detto...

E la questione del canto mi pare riguardi più un atteggiamento accentratore che una mera questione di copyright.

Valentina Giusti ha detto...

Per quanto riguarda il canto Shemà Israel, mi pare di capire ciò che intende dire Lifschitz: era uno degli ultimi residui di una prima fase del cammino, in cui Kiko forse si proponeva un po' di più come 'primus inter pares', lasciando spazi di autonomia e di partecipazione ai suoi amici più vicini, come l'autore del canto e lo stesso Daniel.
Con il tempo, questi primi collaboratori sono stati sostituiti da una serie di 'yes men' alla Gennarini e l'egemonia di Kiko si è rafforzata fino a diventare una vera e propria ossessione idolatrica.
Sappiamo che la kikolatria è funzionale alla compattezza del movimento.
Ho letto recentemente su un forum alcuni interventi di nc che addirittura lo santificano, contrapponendo il suo 'aver dato tutto alla Chiesa' (!!!) ad una supposta dilagante corruzione e tepidità di gerarchie ecclesiastiche e di cattolici non camminanti.
Si tratta di menti e di anime ingabbiate e questo è vero, ma non basterà aprire una porticina perchè possano volare libere: l'intossicazione ormai è severa e i rischi di destabilizzazione in caso di caduta dell'Olimpo kikiano davvero gravi.
Concordo con l'apostata su tutti i molteplici punti di caduta del cammino. Però non sappiamo in cosa si potrebbe trasformare se al suo vertice ci fosse una persona veramente obbediente alla Chiesa: nè noi nè i nc siamo e sono ormai più in grado di distinguere la differenza tra il cammino "di Kiko" dal cammino in sè...e il dubbio è che questa differenza non ci sia.

Lino ha detto...

Intuisco la posizione di Daniel. Lo capisco, ma non lo condivido. Lo capisco perché, ai livelli di itinerante nel quale si è ritrovato lui, non può dirsi/dire che il bambino fu messo a bagno nell'acqua sporca sin dal primo momento. Ora, dal suo punto di vista, Daniel tenta di salvare bambino e acqua, buttando ogni responsabilità sul responsabile del bagnetto.

Io rispetto Daniel: ho, peraltro, osservato i suoi dipinti e lo ritengo come pittore ben più raffinato di Kiko. Finché, però, Daniel non si renderà conto che l'acqua sporca sta (da sempre) in quei mamotreti gnostici che sono lo stagno del kikianesimo, le sue argomentazioni saranno sempre della specie ad hominem.

C. ha detto...

Io vorrei riportare a proposito del cammino, questo passo del (bellissimo) libro di Daniel "l'immondizia ama Dio" (reperibile in estratto anche sul sito dell'autore); dove si parla diffusamente del cammino delle c.d. "origini" e di come fosse già all'epoca influenzato dall'egocentrismo del fondatore:

"Per poter fare le nostre celebrazioni, la Liturgia delle ore e l’Eucaristia, dovevamo portare quindi tutto l’occorrente nascosto in valigie e affittare una stanza in più, trasformandola in cappella. Per i neocatecumeni non si tratta di poche cose: la Bibbia con la fodera di Kiko, l’icona della Madonna di Kiko, la Croce a stile in stile di Kiko, il Cero pasquale con un motivo di Kiko, la Coppa e la patena progettati da Kiko, il libro dei canti di Kiko, il copri leggio ideato da Kiko, tappeti, chitarra, tamburello e paramenti non ancora progettati da Kiko."

(capitolo dell'itineranza in Turchia, presumibilmente 1971).

Infine, faccio mio il pensiero di Daniel sul cammino, condividendolo completamente:

"Sono profondamente rattristato della piega che ha preso il cammino per l’assolutismo dei suoi iniziatori. Continuando così, certamente non io, ma loro stessi , “distruggeranno tutto”. Il cammino, che non ha preparato una generazione di creatori, ma di imitatori, semplicemente non reggerà alla storia e ai suoi mutamenti."

(uscita dal cammino neocatecumenale, 1994)

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

bomba!


Da fonte certissima che piu' certa non si puo', appuriamo che il 6 marzo p.v. kiketto & C. e' stato convocato dal segretario del pontificio consiglio per i laici, dal segretario del sant'uffizio e dal prefetto delle congr. per la liturgia, in una riunione interdicasteriale per comunicatere allo stesso:

-riapertura della feria IV ma sotto altra dicitura piu' light, questa volta per pressioni brasiliane;

- inserimento della figura dei "consultori" nel cnc a nomina vaticana, in pratica dei commissari.

-divieto di veglia separata (in via sperimentale)

ed altro.

Anonimo ha detto...

Sta diventando il blog di Daniele Lifschitz.
Sono sorpreso.

Romano Apostolico

sandavi ha detto...

Di fonti certissime francamente ne ho piene le balle.
Se ne parli solo quando ciò sarà accaduto e basta!

Se dovesse accadere un commissariamento (come mi auguro!) sono felice di non essere là per due ragioni:
1) non voglio sentire le cazzate sparate a tutta mandata a ogni annuncio di quaresima, pasqua, avvento

2) non voglio assistere alla botta che prenderebbero i più convinti e ingenui. Casa mia sarà apertissima comunque, per chiunque si volesse sfogare

Considerato la mazzata che hanno preso i neocatecumenali sulla questione dei "conigli" (e di mazzata si è trattato, e lo so per certo: l'ho sentito dalle vive voci degli interessati del forum delle famiglie!!) posso solo immaginare la mazzata che prenderanno per un commissariamento.

sandavi ha detto...

@Romano Apostolico
la storia di Daniel è importante solo per un motivo: ha conosciuto Kiko di persona da vicinissimo per un lungo periodo di tempo a partire dai primordi del Cammino. Chi è stato in Cammino come me per molto tempo ed è figlio di catechisti (tutt'ora viventi) della prima ora, riconosce nel suo racconto quasi tutte le cose che egli ha visto.
Per fare un esempio l'itineranza a due a due in tutto il mondo partendo senza nemmeno un centesimo, salvo il biglietto di andata e ritorno (è una caratteristica degli itineranti dei primissimi anni), la conoscevo già per i racconti dei miei, che hanno fatto la stessa esperienza, salvo poi ritirarsi per problemi di salute di mia madre.
Questo dà forza agli altri episodi raccontati che mostrano un Kiko molto particolare (molto lontano dall'aura di santità che gli hanno purtroppo costruito attorno), per esempio il suo ricorrere spesso a una veggente toscana, una roba che non avevo mai sentito e che mi fa rabbrividire.
Penso che molti in cammino dovrebbero leggerlo.

by Tripudio ha detto...

Su questo blog sono state portate testimonianze anche partendo da punti di vista pregiudizialmente positivi al Cammino.

Purché non siano i soliti slogan vuoti e ripetitivi o elucubrazioni come quelle del blog del Pasqualone "che si nasconde", sopra citato.

Piuttosto, sarà interessante verificare l'anticipazione data nel commento delle 16:33.

Kiko ha fatto il furbo con Benedetto XVI, e ha tentato di fare il furbo con Francesco: quest'ultimo, però, non sembra avere la pazienza di Benedetto.

Ricordate? Ne parlammo ad aprile 2014: Kiko fa il furbo col Papa e tenta di autoapprovarsi le "veglie separate" (di cui si lamentava mons.Foresti già negli anni '80: i vizietti del Cammino non sono una novità recente).

Non oso immaginare il travaso di bile che verrà ai pasqualoni NC che tenteranno in tutti i modi di rigirare la frittata (come fece l'ineffabile Gennarini, che all'indomani della lettera del card.Arinze del 1° dicembre 2005 ebbe addirittura la faccia di bronzo di affermare che «è la prima volta che nella Chiesa vengono accettate variazioni liturgiche», quando in realtà la lettera conteneva solo divieti di qualsiasi "variazione").

daniel ha detto...

Quello ha detto una gran cazzata il 6 marzo invio delle famiglie in missione con Papa Francesco e a maggio kiko in Sicilia!!!!

Rosanna ha detto...

Le idee di Daniel mi appaiono confuse e contraddittorie,egli vede solo un aspetto del Cammino ma trascura gli altri che sono essenziali e sono il vero problema.

Kiko avrebbe convertito molte persone,ma a quale fede?Se lui non è ancora convertito a Gesù Cristo(lo dice chiaramente nella lettera e lo esorta a farlo)come può portare gli altri alla fede in Gesù?

La faccenda del candelabro.Se Daniel ha riconosciuto che quel candelabro ebraico a nove bracci non c'entra niente con la liturgia cattolica come può accettare gli abusi liturgici?Ha capito che i mamotreti sono il vangelo di Kiko e Carmen non della chiesa cattolica,come può abbracciare le eresie del Cammino?Tuttora è convinto di alcune cose sbagliate come ad es. che un laico possa sostituirsi al sacerdote nell'omelia previa autorizzazione in taluni casi.


Daniel invita Kiko ad abbassare la sua superbia che lo ha fatto mettere anche contro la Chiesa,quindi sa che Kiko disubbidisce al Magistero Ecclesiale,per cui Daniel sa che bisogna ubbidire alla Chiesa e come mai possibile che per tanti anni si è uniformato alle catechesi kikiane in totale contrasto col Magistero del papa?
Tutte queste contraddizioni fanno un po' pensare....

Per quanto riguarda il canto"Shemà Isdrael" apprendo da Daniel il nome dell'autore,cosa che non sapevo,che ritengo di essere uno dei canti più belli del Cammino la cui musica dolce mi fa pensare molto agli Ebrei e alla loro storia,mette in rilievo la personalità narcisista di Kiko che arriva ad usurpare i talenti altrui pur di farsi bello agli occhi degli altri!Conclusione:in Daniel riscontro un forte desiderio di evangelizzare,questo gli fa onore,ma.....con quali basi?
Aggiungo un mio parere non credo che scomparendo Kiko scompaia il Cammino,come Valentina penso anch'io chissà che piega prenderà!Troppi interessi si celano dietro il Cammino e Kiko non è l'unico responsabile.

Ruben ha detto...

OT:

A braccetto con la Croce; così, tanto per cambiare!...

http://www.camino-neocatecumenal.org/neo/fotos/whasington%20dc/KikoDC033.jpg

Ruben ha detto...

OT:
Kiko all'ambone in mezzo a due candelieri, un crocifero ed un Diacono che ostenta il Vangelo; il "corredo" di uomini e mezzi è addirittura vescovile.
Non mi si venga a dire poi, che non fa le omelie!

http://www.camino-neocatecumenal.org/neo/fotos/Fotos%20Toronto/procesion2.jpg.jpg

Anonimo ha detto...

Ma il 6 marzo non doveva esserci l'udienza con i neocatecumenali che partivano in missione.!?

psyco ha detto...

...ma anche le 3 tirate d'orecchie del 1 febbraio 2014 avvennero quando c'erano le famiglie in missione.....

Anonimo ha detto...

l'invio delle "missioni" non le fara' il Papa, ma Baldisseri, in forma riservata, manco ci volevano venire i nc, senza tv e senza Papa. Cmq non e' per il 6 mala settimana dopo. Il 6 kiketto a rapporto.

Michela ha detto...

anch'io, come Rosanna, trovo contraddittoria l'esperienza di Daniel.
Mi dispiace parlarne in pubblico perchè potrebbe sembrare un giudizio sulla vita di un'altra persona, mentre personalmente ci vedo molte somiglianze con la mia storia, non nei contenuti, ma nel modo di considerare i fatti della propria vita.

mentre si è nel cammino ci si considera dei miracolati, ma sempre in relazione agli obiettivi del cammino: nel mio caso erano le nascite e il fatto che in certi momenti ero come wonder woman, facevo mille cose e con discreti risultati.

Poi quando si esce arriva il disastro. Si aprono gi occhi e si comincia a vedere la pochezza umana e la pochezza di fede in noi e nei fratelli, ma si aprono gli occhi anche sulle sofferenze dei figli.
e allora ci si chiede se non era meglio pensare al benessere dei propri figli piuttosto che ai 'miracoli' che ci facevano pensare di essere nella volontà di Dio.
a questo punto ognuno prende strade diverse:
per me la sofferenza personale è diventata la molla per comprendere che cosa ero diventata in tanti anni di cammino.
Ho rinnegato e rinnego i miei anni nel cammino, non mi consolo dicendo che Dio trae il bene dal male, perchè non ci credo e perchè credo che da una cosa sbagliata ne derivano altre cose sbagliate.

Quindi mi dissocio da quelli che difendono il cammino e criticano Kiko o i catechisti, perchè ritengo che l'errore stava fin dal principio, da quando ho conosciuto il cammino e i primi itineranti andavano ad annunciare il kerygma ai parroci perchè anche i parroci avevano bisogno di convertirsi.

resta il problema della fede che molti dicono di aver scoperto o ravvivato nel cammino.
Non ci credo, credo che chi aveva una fede precedente ha certamente ricevuto qualcosa dal cammino, anche solo il desiderio di approfondirla.
Ma chi era ateo prima è rimasto ateo anche dopo, e quando lascia il cammino, lascia anche la chiesa.

by Tripudio ha detto...

Infatti non è il Papa a inviare le famiglie neocatecumenali in missione kikiana.

Testuali parole di papa Francesco il 1° febbraio 2014 alle famiglie NC in missione:
«...nelle quali i vostri responsabili vi inviano...»

Certo che ai neocat tipo Pasqualone verrà l'ennesimo travaso di bile, specialmente quando vedranno che il 7 marzo il Papa riceve con tutti gli onori i ciellini (sebbene si vociferi che stia per dare una piccola doccia fredda anche a loro), per il "sessantesimo anniversario" della fondazione del movimento...

Lo dicevamo, lo dicevamo che Kiko avrebbe avuto presto modo di rimpiangere papa Ratzinger...

Fino ad oggi i neocatecumenali hanno sempre fatto i loro porci comodi; ma da qualche anno, oltre alla crisi interna (il Cammino non cresce, le comunità diminuiscono, e il fiume di soldi delle "decime" si assottiglia), è cominciato il lento declino anche istituzionale.

Succede sempre così, per le opere "di mani d'uomo", specialmente se millantano di essere "ispirate dallo Spirito".

Lo Spirito infatti suscita le opere dello Spirito, non gli strafalcioni liturgici, non le scempiaggini dottrinali, non l'idolatria e l'arroganza.

Anonimo ha detto...

per Michela: non condivido quanto scrivi perchè la mia esperienza è diversa e credo che non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Io non ero atea ma ormai avevo lasciato DIo e la Chiesa, quindi l'ho riscoperta. Come ho detto sono stata graziata nel senso che mi sono posta sempre e solo davanti al Signore (quando sono entrata in CN avevo già 32 anni e tre figli)e una buona esperienza di vita fatta di dolore e prove. I miracoli li ho visti ma perchè il Signore li ha fatti e non il CN! anzi! certi cheio vedevo miracoli loro li disprezzavano. Sono stati pochi gli anni d'intesa....5 su 30. Però non nego che ho attinto forza da DIo non dal CN. Pur avendo tagliato solo da due anni e dopo averlo finito, il mio distacco ha radici appunto lontane. Mentre ero dentro ho visto tanti di quegli scandali che avrei avuto ben di che perdere la Fede. Dio mi ha preservato e lo Benedico. L'esperienza di Daniel non me la sento di giudicarla anche se contradditoria. Gli ultimi anni mi vergognavo a dire che ero in CN ora che me ne sono liberata non temo a dire che l'ho fatto ed è stata una esperienza negativa. Adriana

Anonimo ha detto...

Già si è stato detto in queste pagine che i canti più belli nel cnc non sono opera di Kiko
ma di altre persone tenute all'ombra per non offuscare l'aura del compositor,strimpellator,flamencator
schitarrator Kiko.
Ne cito alcuni:
Vieni dal Libano,Pentecoste,Tu che abiti nei giardini,Fuggi mio diletto,Shema Israele.
Negli anni 80 molti erano i cantori che volevano arricchire con le loro composizioni il libro dei canti(sarebbe stato bello dare una possibilità ad altri e far accrescere il loro carisma di musicista)ma ricordo che ad una convivenza dei cantori Kiko disilluse tutti dicendo che era inutile inviare musicassette con nuovi canti perché sarebbero state cestinate.Solo a lui ed alcuni collaboratori lo Spirito Santo avrebbe ispirato i nuovi canti dopo essersi radunati niente poco di meno che sul monte "Tabor".
Sarei curioso di sapere se è ancora in vigore questa prassi,e per la sua opera come avrà fatto?Quanto sarà costato il servizio di catering fatto di aragoste e sigari cubani sul monte Tabor?

Ps
Se avete un po' di tempo provate ad ascoltare e confrontate la seconda parte della colonna sonora di Ben Hur con l,inizio dell'opera di Kiko:-):-):-):-):-):-)


Michela ha detto...

per Adriana
Io non ero atea ma ormai avevo lasciato DIo e la Chiesa, quindi l'ho riscoperta

è esattamente quello che intendevo: la semina era già stata fatta, e non l'ha fatta il cammino.

invece chi non ha conosciuto altro che il cammino non ha visto crescere nulla, perchè il cammino non porta alla fede nè alla Chiesa ( in un altro momento ti chiarirò cosa intendo, perchè posso essere fraintesa)

inoltre nel mio post non ho mai parlato di miracoli attribuibili al cammino, ma miracoli secondo gli obiettivi del cammino che ti fanno credere di essere nella volontà di Dio.
per es. la donna che ha avuto 7 cesarei
la dogana che non si accorge dei visti sul passaporto e così gli itineranti non vengono fermati
i soldi che ti arrivano all'improvviso e così puoi andare alla convivenza
e se ne potrebbero fare altri mille esempi.

jerushalaim ha detto...

Rosanna chiede nel suo blog del
25/02/2015,alle ore 21.41 "Daniel sa che bisogna ubbidire alla Chiesa; come mai è possibile che per tanti anni si è uniformato alle catechesi kikiane in totale contrasto col Magistero del Papa?"
Il Magistero del Papa ha approvato fino ad oggi gli statuti del CNC e, tacendo,
continua ad approvarli.
Sragionando, come fai tu, si potrebbe dire che, uscendo dal CNC approvato dalla Chiesa, abbia disobbedito al Magistero.
Devi essere, cara Rosanna, un esperta in Diritto canonico.
In via normale, l'omelia la fa il parroco. Eccezionalmente - e noi siamo in un periodo della storia del mondo e della Chiesa eccecionale - non capisco perché il parroco, in comunione col Vescovo, non possa incaricare un laico a fare l'omelia al posto suo.
A proposito delle mie "idee confuse e contradittorie": Contradittorie si', visto che mi permetto di contradirti, "confuse":
Come fai a dirlo, visto che non li conosci.
Per documentarti sulle mie idee, potrai perdere il tuo tempo, andando su "You Tube", dove, dalla settimana prossima, si possono seguire le mie ultime (spero di no) catechesi a Lugano.
Dulcis in fondo, Rosanna, mi riconosci lo zelo evangelizzare, ma ti chiedi: "con quale basi?"
In virtu' del mio Battesimo e della mia comunione con il Vescovo di Lugano, Valerio Lazzeri.

sandavi ha detto...

"Si aprono gi occhi e si comincia a vedere la pochezza umana e la pochezza di fede in noi e nei fratelli, ma si aprono gli occhi anche sulle sofferenze dei figli."

Faccio mie le tue parole, Michela, è ciò che ho provato io. L'ho fatto notare anche ai miei fratelli, i quali però mi hanno risposto che ero io a idolatrare il cammino e che ora vedo le cose nel modo giusto. Di porre dubbi sul cammino neanche a parlarne.

Per quanto riguarda la questione del bene e del male, ti ripeto, ma credimi con bontà e affetto, quanto ti ho sempre detto: sei in errore, anche se capisco la tua frustrazione:

Giovanni Paolo II:

Certamente la sua è una potenza mirabile, se si manifesta nella debolezza e nell’abbassamento della passione e della morte di croce. Ed è una sapienza eccelsa, sconosciuta al di fuori della rivelazione divina. Nel piano eterno di Dio, e nella sua provvidenziale azione nella storia dell’uomo, ogni male, e in particolare il male morale - il peccato - viene sottomesso al bene della redenzione e della salvezza proprio mediante la croce e la risurrezione di Cristo. Si può dire che in lui Dio trae il bene dal male. Lo trae in un certo qual senso dal male stesso del peccato, che è stato la causa della sofferenza dell’Agnello Immacolato e della sua terribile morte sulla croce come vittima per i peccati del mondo. La liturgia della Chiesa non esita addirittura a parlare, a questo proposito, di “felix culpa” (cf. Exsultet della Veglia pasquale).

Valentina Giusti ha detto...

Dice Michela:

Ho rinnegato e rinnego i miei anni nel cammino, non mi consolo dicendo che Dio trae il bene dal male, perchè non ci credo e perchè credo che da una cosa sbagliata ne derivano altre cose sbagliate.

Secondo me ha ragione.
Nessuno può restituirci gli anni passati nell'errore, come nessuno può cambiare gli atti educativi sbagliati o l'incomprensione delle sofferenze dei figli.
Il male fatto, rimane, e genera altro male.

Come si sentì dire la donna maldicente confessata da san Filippo Neri quando gli riferì che non sarebbe riuscita a raccogliere tutte le piume della gallina spennata: "Non è possibile rimediare al male che è stato fatto".

Per me noi "ex" abbiamo interiorizzato un "comodo" insegnamento del cammino: non preoccuparti se fai danni (al fratello, ai figli, alla tua stessa vita) perchè Dio trae il bene dal male...

Comodo davvero, può sempre tornare utile quando il Signore ci chiederà: "Caino, dov'è tuo fratello?".

cristero ha detto...

Scusate,
Ma cosa ha a che fare con voi Daniel, alias Jerushalaim?

cristero ha detto...

Valentina,
I cristiani non sono stirpe di Caino ma di Abele, che ha offerto a Dio il sacrificio a lui gradito, preludio di quello di Cristo e, in Cristo possono offrire se stessi.

Anonimo ha detto...

Scusa Valentina ma non mi ritrovo per quanto mi riguarda in quanto scrivi. Adriana

Ruben ha detto...

@jerushalaim ha detto...
"In via normale, l'omelia la fa il parroco. Eccezionalmente - e noi siamo in un periodo della storia del mondo e della Chiesa eccecionale - non capisco perché il parroco, in comunione col Vescovo, non possa incaricare un laico a fare l'omelia al posto suo."
---
Ma stiamo scherzando o cosa?!...
Se conoscessi la Storia, sapresti anche, che da pressappoco 2000 anni, un soffio per l'Eternità, viviamo umanamente e perennemente nell'"eccezionalità" e nell'eterno provvisorio; la Chiesa Cattolica nonostante tutto è ancora viva e vegeta.
Quindi, niente deroghe insignificanti!

Anonimo ha detto...

@ Daniel
"Eccezionalmente - e noi siamo in un periodo della storia del mondo e della Chiesa eccecionale - non capisco perché il parroco, in comunione col Vescovo, non possa incaricare un laico a fare l'omelia al posto suo"

Perchè il Vescovo, così come il parroco, per essere cattolici devono essere fedeli alla Santa Chiesa e a quello che prescrive.
Se vogliono fare esperimenti di questo tipo possono accomodarsi in una delle migliaia di confessioni protestanti.

Non c'è bisogno di un Professore di Diritto Canonico per rilevare gli aspetti del cammino che non sono fedeli al Magistero.

Romano Apostolico

Ruben ha detto...

@ cristero ha detto...
"Scusate,
Ma cosa ha a che fare con voi Daniel, alias Jerushalaim?
---
Cristero ; un'altra volta, dì semplicemente: Ma cosa ha a che fare con voi un nemico giurato di Kiko?
Qui, le ipocrisie, non sono molto apprezzate.

Valentina Giusti ha detto...

Cosa ha a che fare con noi Lifschitz, chiede Cristero.
Personalmente, con me, nulla.
Come nulla ha a che fare con me il catechista nc ai cui interventi abbiamo dedicato recentemente due thread (Testimonianza di un catechista neocatecumenale, canore e didascalo-parte prima, Testimonianza di un catechista neocatecumenale, canore e didascalo-parte seconda).
La lettera di Lifschitz è interessante? Per me sì.
Può aggiungere un piccolo tassello al quadro della conoscenza ed della comprensione del fenomeno cnc passato e presente e del suo iniziatore?
Un altro sì.
Nello stesso modo in cui possono averlo fatto gli interventi del su citato catechista (ancora attivo nel cnc quando ha scritto quanto da noi pubblicato).
C'è sempre da imparare secondo me da chi ci offre il suo punto di vista, possibilmente alternativo rispetto al nostro.
Non per niente il blog si chiama Osservatorio...

l'apostata ha detto...

@ Jerushalaim

che ha scritto:
"...Il Magistero del Papa ha approvato fino ad oggi gli statuti del CNC e, tacendo, continua ad approvarli...".

Il "Magistero del Papa"?
E' stato approvato dal Pontificio Consiglio per i Laici.

"Tacendo"?
Vatti a rileggere i pubblici richiami di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco, dei quali il signor dottor (h.c.) Arguello si è infischiato e continua a infischiarsene.

Quanto allo Statuto, non obbedite nemmeno a quello, il che è tutto dire.

Poche idee ma confuse, altro frutto del cammino.

Michela ha detto...

a Sandavi
la citazione di GPII non mi fa cambiare idea nel senso che il trarre il bene dal male è riferito all'azione di Dio che unita alla obbedienza di Gesù Cristo opera la redenzione.
Quindi continuo a mantenere una certa distanza da tutte quelle posizioni che ci assimilano troppo semplicisticamente a Gesù Cristo, come ci insegnavano nel cammino.
Inoltre la mia redenzione prevede un percorso, altrimenti non avrebbe senso il purgatorio, e basterebbe pentirsi. Invece, come dice anche Valentina il male che ho commesso anche involontariamente richiede una presa di coscienza prima e poi un cambiamento di rotta, ma sapendo che il male fatto genera altro male.

nonostante quello che ho scritto non ho più quel senso di colpa che avevo quando ero nel cammino, anche se adesso sono più cosciente del male commesso.
mi aiuta di più S.Paolo quando scrive che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.

psyco ha detto...

NOTIZIE DA GUAM !!!!!!!!!!!

il nuovo rettore parroco della catedrale di guam è un PRESBITERO MONSIGNORE NEOCATECUMENALE che non fa altro che parlare male del suo predecessore ( cacciato via dal vescovo neocatecumeno)....

allora un KIKOS va insinuando che tim rohr otterrebbe aree cimiteriali gratis dalla cattedrale ?

ecco che tim gli risponde pubblicando la propria busta paga per i servizi resi in catterale ( 1673 dollari nel corso di un intero anno !!! ancora non ricevuti !!! ) e la fattura per la vendita di libri al negozietto dei souvenir della cattedrale ( scontati al 20% per permettere alla cattedrale di guadagnare qualcosa ) cioè altri 2221 dollari CHE IL PARROCO NEOCATECUMENALE DOPO OLTRE 3 MESI ANCORA NON VUOLE PAGARE .........

http://www.junglewatch.info/2015/02/im-so-glad-you-asked.html

eccoli qua i KIKOS : quando si tratta di acchiappare soldi stanno sempre in 1° fila , quando si tratta di pagare NON SI FANNO MAI TROVARE !!

vergogna, VERGOGNA !!!!!!!!!!!!

Michela ha detto...

Diciamo che ad alcune persone, tra cui ci sono anch'io, è accaduto che l'uscita dal cammino sia coincisa con un periodo di dolore e di sofferenza indicibile.

Ecco perchè prendo molto sul serio le parole sul male e sulla sofferenza e non dimentico quel 'Dio ti manda la sofferenza per la tua conversione', per cui rifiuto tutto quello che può anche solo lontanamente ricordarmelo.

Invece ricordo il commento di Lifschitz su un salmo in cui diceva che non è uno scandalo in sè la sofferenza degli innocenti, dei bambini, ma piuttosto lo è la sofferenza che non viene consolata.
con questa immagine negli occhi capite bene perchè prendo molto sul serio il discorso sul male.

t.d. ha detto...

La tradizione è superiore allo statuto!!!!
Così mi ha risposto un responsabile catechista colto in contraddizione.

by Tripudio ha detto...

Aveva involontariamente ragione: la Tradizione cattolica è superiore allo Statuto (lo Statuto infatti, anche se volesse, non può contraddire la Tradizione e il Magistero).

La "tradizione neocatecumenale" è invece inferiore allo Statuto. Quella che loro chiamano "prassi invalsa nelle comunità", parolone elegante per dire "abbiamo sempre fatto così, e quindi non vogliamo cambiare nemmeno se la Chiesa ce lo impone con lo Statuto".

Anonimo ha detto...

A proposito, il Dio che t manda le disgrazie è tipicamente cabalistico.
B.

Lino ha detto...

@ jerushalaim ha detto..."Dulcis in fondo, Rosanna, mi riconosci lo zelo evangelizzare, ma ti chiedi: 'con quale basi?'. In virtu' del mio Battesimo e della mia comunione con il Vescovo di Lugano, Valerio Lazzeri".

Interessante affermazione, concordo, fosse soltanto per l'asserto "In virtu' del mio Battesimo".

Allora, Daniel, in virtù del mio Battesimo - non ho conosciuto vescovi, io, soltanto un finissimo esegeta - ti chiedo: tu, dovessi tornare indietro nel tempo con la tua attuale concezione, faresti uso del direttorio catechetico di Kiko, dei mamotreti?

Sugli occhi del cieco nato - non mi hai risposto qualche giorno fa, ma io sono un tipo insistente, al limite dell'autismo - ancora butteresti il fango-peccato, anziché l'argilla ricreatrice (pêlos, quella dei vasi di Isaia) della koinè?

Tu Daniel, dei mamotreti non critichi niente? Fammi sapere: per me il mamotreto è il vaso di ogni male, anche fu il tuo vaso di Pandora, immagino. Dopo la risposta, magari, ascolterò le tue ultime (spero no) catechesi su "You Tube": al momento, senza una risposta, tremo all'idea di poter prestare l'orecchio a un'ennesima catechesi gnostica.

Anonimo ha detto...

Seguite le catechesi per la fase di conversione. Pensate un po ', sorpresa delle sorprese, erano uguali, anche gli esempi, ai mamotetri pubblicati sul sito reocities. Veri pappagalli di Kiko

Michela ha detto...

jerushalaim ha detto...

Sragionando, come fai tu, si potrebbe dire che, uscendo dal CNC approvato dalla Chiesa, abbia disobbedito al Magistero.
Devi essere, cara Rosanna, un esperta in Diritto canonico.


Se leggi qualche post anche più vecchio ti accorgerai che questo blog segue due piste, una più oggettiva che mette in luce le modifiche liturgiche e gli errori dottrinali del cammino, e una in cui le persone raccontano la loro esperienza secondo quanto hanno conosciuto del cammino.
le due piste sono strettamente intrecciate perchè le sofferenze di quasi tutti i fuoriusciti non dipendono dai contrasti avuti con i catechisti, di cui ora non ci importa più nulla, ma dall'aver fatto nostro il credo di Kiko, dall'aver svilito l'opera redentice di Cristo, ridotto ad un modello di vita, e dall'aver acquisito la visione antropologica kikiana che umilia l'uomo.

Come mai molti fuoriusciti sono ricorsi alla psicoterapia, hanno avuto periodi di depressione, ci sono figli che hanno problemi anche importanti, e ci sono stati molti matrimoni falliti?
Abbiamo letto testimonianze agghiaccianti su genitori convinti ad andare in pellegrinaggio mentre un parente o un figlio stava male, tanto Dio avrebbe provveduto.

Noi non possiamo non vedere che sono state le catechesi di Kiko a produrre tutto ciò.

La Chiesa tace? allora parliamo noi.
Del resto la Chiesa tace su molte cose, a partire dai vescovi tedeschi fino a problemi anche più vicini a noi.

Valentina Giusti ha detto...

Rosanna chiede nel suo blog del25/02/2015,alle ore 21.41 "Daniel sa che bisogna ubbidire alla Chiesa; come mai è possibile che per tanti anni si è uniformato alle catechesi kikiane in totale contrasto col Magistero del Papa?"Il Magistero del Papa ha approvato fino ad oggi gli statuti del CNC e, tacendo, continua ad approvarli.

Daniel, non confondere lo Statuto con le catechesi! Queste, come tu sai, sono confluite, rivedute e corrette, in un Direttorio (che molto opportunamente non è stato reso pubblico), mentre i catechisti continuano a ripetere alla lettera i vecchi mamotreti, che tu ben conosci.
Sono quelli che Rossana individua come discordanti rispetto all'insegnamento della Chiesa.

Chuck White ha detto...

Mi chiedo perché la "Pax Tibi"(http://www.paxtibi.net/) sito web non funziona.

jerushalaim ha detto...

Caro Lino,
mi hai scritto:
"Sugli occhi del cieco nato - non mi hai risposto qualche giorno fa, ma io sono un tipo insistente, al limite dell'autismo. Ancora butteresti il fango-peccato, anziché l'argilla ricreatrice (pêlos, quella dei vasi di Isaia) della koinè?"
Non ti ho risposto, perché nel
mio Bauer: Wörtebuch zum neuen Testament (ca 1800 pagine) non ho trovato la parola pelos da te indicata, quindi, non ho potuto approfondire il suo significato.
Puoi scrivermi di nuovo la parola precisa con caratteri greci? Cosi' la cerchero' anch'io su Internet.
Non cerchiamo comunque il pelos nell'uovo.
Kiko fa della Parola di Dio quello che gli pare, purché gli serva per avvalorare le sue ideologie.
E'ovvio che nel Vangelo di Giovanni (Gv 9) Gesu' ricrea l'uomo, cioè il cieco nato a causa del peccato originale.
come all'origine creo' Adamo, l'uomo
Ma ora non lo crea solamente dal fango, cioè dalla terra, come avvenne all'origine per il primo Adamo, ma lo ricrea dal fango, mischiato con il suo sputo, cioè la Parola di Gesu' - Dio si è incarnato - creando cosi' l'uomo nuovo, non piu' corrutibile, perché creato ad immagine di Gesu'.
Se questa risposta ti soddisfa, puoi ascoltare - lo dici tu - le mie catechesi su You Tube, se, invece no - non ascoltarle.

Daniel Lifschitz

sandavi ha detto...

Le parole di Giovanni Paolo II non si riferiscono solo al Signore, ma dicono chiaramente che ogni male è sottomesso alla redenzione operata da Cristo, non solo il male del peccato originale, ma anche tutti i mali che discendono da quello, perché non è possibile pensare che l'opera redentrice di Cristo non sia superiore a qualsiasi malvagità.
Ed è superiore anche ai mali fatti da te e da me, e a tutte le loro conseguenze. Se non fosse così, Michela, saremmo spacciati!
Qua nessuno nega che il male abbia delle conseguenze, e che queste conseguenze dipendano da noi e su di noi ricadranno, se non in questa vita, in quella eterna, imprigionandoci (Dio voglia! già ne sarei felice!) nel Purgatorio, ma Dio è più forte delle conseguenze del tuo male e dal tuo male di certo trarrà un bene, in modi misteriosi, che noi non conosciamo. Se così non fosse, il male avrebbe vittoria, mentre invece il male parte sconfitto perché nessun potere può resistere a Dio. Possiamo questionare al limite sul "quando" ciò accadrà, ma non sul "se" accadrà.
Dio curerà ogni ferita e asciugherà ogni lacrima, sia del male subito da noi, sia del male compiuto.
L'espressione "Dio può trarre il bene dal male" è l'equivalente di "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio".
Anche tu dalle tue parole, Michela, mi sembra che rimugini troppo sugli errori commessi. Tutti noi ne commettiamo, ma preso atto, confessato il peccato, la colpa è rimessa, il peccato perdonato e colla giusta disposizione d'animo la pena può essere espiata. Dopo di che, basta deprimersi sul passato. Fidati, Michela, se dovessi ragionare in questo modo, farei prima a gettarmi da un ponte!

La frase di San Filippo Neri, Valentina, si riferisce in particolare all'episodio della maldicenza, nel senso che non c'è modo di rimediare alle conseguenze della maldicenza, ma non significa che non c'è modo di riparare alcun male. Ci sono dei mali che hanno conseguenze irreversibili, ma tutti i mali si possono riparare.
Quale figlio si aspetterebbe dal padre che la propria colpa non sia mai dimenticata, e che le conseguenze della colpa non passino mai? Quale padre terreno sarebbe tanto ingiusto? Allora tanto più il Padre celeste!

Michela ha detto...

Anche tu dalle tue parole, Michela, mi sembra che rimugini troppo sugli errori commessi. Tutti noi ne commettiamo, ma preso atto, confessato il peccato, la colpa è rimessa, il peccato perdonato e colla giusta disposizione d'animo la pena può essere espiata. Dopo di che, basta deprimersi sul passato. Fidati, Michela, se dovessi ragionare in questo modo, farei prima a gettarmi da un ponte!

in realtà io non sto parlando di peccati in senso proprio.
Sto parlando di un male che è frutto più del non vedere le cose.
Ti faccio un esempio,
una madre che va in pellegrinaggio mentre il figlio è gravemente malato.
oppure, sempre inventando, uno va in convivenza e quel giorno il figlio deve andare a scuola da solo e viene molestato da un pedofilo.

Ti ho fatto esempi estremi per capire che il male a volte può essere così estremo.

Caro Sandavi, io non ci rimugino, ci convivo ogni giorno.

Anonimo ha detto...

Michela chiedi al Signore. Che ti doni la Pace. Non è possibile vivere così! Parla con un sacerdote. Adriana

Valentina Giusti ha detto...

Quale figlio si aspetterebbe dal padre che la propria colpa non sia mai dimenticata, e che le conseguenze della colpa non passino mai? Quale padre terreno sarebbe tanto ingiusto? Allora tanto più il Padre celeste!
Sandavi carissimo, forse stiamo facendo due discorsi paralleli. Il male fatto, come la maldicenza, rompe e distrugge.
E questa, d'altronde, è una delle caratteristiche di noi uomini.
Hai ragione tu, Dio fa nuove tutte le cose e la foresta tagliata ricresce ancor più rigogliosa...per la prossima generazione.
Nel frattempo, noi, ai nostri figli, abbiamo lasciato la steppa.

Michela ha detto...

Anonimo ha detto...

Michela chiedi al Signore. Che ti doni la Pace. Non è possibile vivere così! Parla con un sacerdote. Adriana


grazie Adriana del consiglio

però c'è una cosa che mi piacerebbe sapere: da quali mie parole hai intuito che non sono in pace. Perchè dici che non è possibile vivere così?

Anonimo ha detto...

Michela potrei sbagliarmi ma ti sento parlare di colpe. Scusa non riesco a rispondedti meglio perché ho la febbre...domani. Adtiana

Valentina Giusti ha detto...

Cara Adriana, curati e riprenditi presto! :-)

sandavi ha detto...

Capisco gli esempi, ma sai meglio di me che il male è il mistero dell'iniquità che solo Dio può sciogliere.
Quelle cose possono succedere a prescindere dalle condizioni al contorno. Magari sei a casa, invece che alla convivenza e quelle cose accadono lo stesso.
Le conseguenze di quegli atti possono essere molto gravi, e il male fatto resta, però Dio può trarre da quel male un bene maggiore. Noi non possiamo commettere il male con la scusa che poi Dio rimedierà (come poi insinua Kiko più di una volta, anche se indirettamente), ma Dio è liberissimo di tramutare il male in bene.
Mi colpisce sempre moltissimo la testimonianza di quella donna che sopravvisse a un aborto salino. Dio ha tramutato quel male in una occasione di conversione.
Oppure la violenza subita da Santa Maria Goretti. Dio ha ribaltato quella ingiustizia mutandola in santità. Dio può mutare il cammino e Kiko in qualcosa di buono. Spero che prima o poi chi è nel cammino assecondi il Signore, che già da molti anni sta dando segni inequivocabili.

sandavi ha detto...

Valentina carissima :) i tempi non sono nostri certamente. Può essere molto tempo, o poco tempo, ma alla fine che lo vogliamo o no, tutto sarà ricapitolato in Cristo :)

Rosanna ha detto...

Rispondo a Daniel

Caro Daniel non ti ho risposto subito,come era mio desiderio,per degli impegni che non mi hanno permesso di stare al computer, anche se rileggendo poi un po' tutti i commenti su questo blog ho notato che concordavano coi miei ma lo stesso mi sembra il caso di rispondere.Non vorrei che tu avessi frainteso ciò che volevo dire,non ti giudico disobbediente alla chiesa,non ho detto questo,mi chiedevo solo perchè non hai mai contestato pubblicamente a Kiko e Carmen le loro eresie visto che attingevi dai loro mamotreti la tua predicazione che,per volere di Kiko,doveva essere la sua copia conforme.In quanto all'approvazione degli statuti,come già ti è stato chiarito,non essendo un atto magisteriale,non essendo dogma come potevo accusarti di disobbedienza al papa?Gli statuti regolano i rapporti tra i membri della chiesa e possono pure cambiare.La mia attenzione andava ad altro(vedi documenti dogmatici Concilio vaticano II:DEI VERBUM e LUMEN GENTIUM)da dove la catechesi deve prendere le sue misure di partenza.Partire di lì non certo dai mamotreti.Queste erano le basi di cui parlavo.Che tu possa,in virtù del tuo battesimo evangelizzare nessuno te lo contesta!Riguardo la faccenda dell'omelia l'art.767 del Diritto Canonico recita così:L'omelia,in quanto parte dalla stessa liturgia è riservata al sacerdote o al diacono e nessun altro la può tenere al suo posto laico o religioso che sia in nessun caso.Mentre è l'art.766 a dire che,in particolari circostanze,qualora lo richieda la necessità,i laici possono essere ammessi a predicare,previo permesso,in una chiesa o un oratorio ma sempre fuori della messa.Forse tu ti riferivi a questo articolo,la cui pratica è tra l'altro piuttosto rara,ma tieni presente che non si deve confondere l'omelia con la predicazione.SONO DUE COSE DIVERSE!Nella risposta a Lino sul fango hai fatto molto bene a sottolieare che Kiko fa della parola di Dio quello che gli pare pur di avvalorare la sua ideologia,è così infatti.E in questo modo ha seminato errori,confusione,divisione e tanta zizzania.In ultimo è vero che non ti conosco ma so che sei un artista apprezzato,che hai scritto due bellissimi libri che spero riuscirò a leggere e che ami Gesù altrimenti non avresti scritto a Kiko quella lettera e non ti saresti preoccupato per la salvezza della sua anima.
Grazie per essere intervenuto su questo blog,il dialogo è sempre arricchente anche quando c'è diversità di idee,l'importante che avvenga nel rispetto reciproco.

Anonimo ha detto...

per Michela
"Poi quando si esce arriva il disastro. Si aprono gi occhi e si comincia a vedere la pochezza umana e la pochezza di fede in noi e nei fratelli, ma si aprono gli occhi anche sulle sofferenze dei figli.
e allora ci si chiede se non era meglio pensare al benessere dei propri figli piuttosto che ai 'miracoli' che ci facevano pensare di essere nella volontà di Dio.
a questo punto ognuno prende strade diverse:
per me la sofferenza personale è diventata la molla per comprendere che cosa ero diventata in tanti anni di cammino.
Ho rinnegato e rinnego i miei anni nel cammino, non mi consolo dicendo che Dio trae il bene dal male, perchè non ci credo e perchè credo che da una cosa sbagliata ne derivano altre cose sbagliate."
da queste parole mi sembra di capire che non sei in Pace! anch'io ho fatto quasi 30 anni di CN ma gli errori fatti sono stati fatti e del resto in "buona fede"! Anch'io se penso quanto ho lasciato soli i miei figli potrei sentirmi in colpa! Non lo so, io credo che tu debba benedire il Signore per averti aperto gli occhi e pensare che, comunque Lui era accanto a te e ti proteggeva! Mi sembra di capire che soffri per i tuoi figli ma non farti colpe eccessive che andrebbero a minare appunto la tua Pace interiore. Per quello dicevo di parlare con un sacerdote, buttar fuori tutto e veramente ricominciare da capo. Lo sto dicendo anche amio marito che vedo che ha ancora "dei conti in sospeso" perchè da soli non se ne viene fuori dopo una esperienza così lunga e così negativa, Spero di essermi spiegata. Adriana

Michela ha detto...

A Adriana
sostengo da molto che il cammino è un'esperienza che cambia il nostro approccio con la realtà e la nostra visione del mondo.
Quando mi dici di cercare un sacerdote, senza sapere niente di me, mi sembra di risentire ancora il 'convertiti!'.
Sarà un problema mio, ma trovo che è difficle per molti di noi ex-NC abbandonare la forma mentis del cammino per cui se qualcuno ci dice di qualcosa che in qualche modo non ci appartiene, non corrisponde alla nostra visione del mondo abbiamo bisogno di invitarlo ad andare da un sacerdote, di confessarsi, in modo che 'si converta', si liberi dal male e sia felice come noi vogliamo.

A Sandavi, so che le tue parole sono giuste, ma in questo momento non sono adatte a me.
Preferisco considerare l'azione di Dio un'azione guaritrice. Se andassi da un sacerdote adesso, come vuole Adriana :) , gli chiederei perchè anche nella resurrezione Cristo continua a portare le sue piaghe, che non fanno male, ma ci sono ancora.
E perchè il paralitico guarito torna a casa con il suo lettuccio? Non gli serve più oppure gli ricorda da dove è venuto e l'azione che Dio ha fatto con lui?
ecco perchè preferisco pensare che Dio trasfigura anche il male, gli toglie forza, ma non lo cancella fino alla fine dei tempi.

Anonimo ha detto...

Michela scusa ma era solo la mia esperienza non "voglio" che tu vada da un sacerdote! Mi sembra che sei molto ancora impregnata di CN. Dicevo un sacerdote perché di certe cose non ne parli con gli amici...
Sempre sulla difensiva per poi partire all'attacco...scusa ma ne ho avuto una piena.....volevo solo aiutarti sapendo bene cosa comporti il tagliare con il CN. Adriana....PS potrei anche suggerirti un pellegrinaggio a Medjugorje o Lourdes

Anonimo ha detto...

Cara Michela, tu dici che convivi ogni giorno con le conseguenze del Cammino e capisco la tua lotta e le tue difficoltà. Sono sicura che il Signore ti ha amato particolarmente per sottrarti alla via sbagliata e desidera la tua felicità interiore. Credo che Lui voglia tenerti tra le Sue braccia di misericordia, nel Suo Cuore che è fornace nella quale ogni male è bruciato e ogni dolore piano piano è consolato. Sono sicura che Lui soffre a saperti soffrire e vorrebbe che tu vivessi nella gioia perchè tu sei la sua bambina amata e vuole occuparsi Lui delle cose che ti sono pesanti e gravi, mentre tu, come una bambina ,nello spirito, resti serena e senza preoccupazioni.

Michela ha detto...

In realtà non intendevo parlare di me e delle mie 'eventuali' difficoltà.
So che ci sono persone che non sono state risparmiate da grandi sofferenze, in parte dovute agli eventi della vita e in parte legate alla cecità prodotta dallo stare nel cammino.
Tutto qua.
Se vi ho dato l'impressione di una persona distrutta e amareggiata dalla vita, tranquilli, non è così.

Sono su questo blog dal 2006, e quindi a parte Tripudio e Mic, sono la persona con più anzianità qui presente.
Questo non mi dà alcun merito, anzi me ne toglie, perchè vuol dire che ho avuto bisogno di molto tempo nella ricerca della verità.
Faccio la mia parte nella chiesa locale, di più non voglio dire per mantenere la riservatezza necessaria sulla rete.
Però lasciatemi il vezzo di considerare la mia storia qualcosa di così prezioso da dover difendere da chi non mi conosce e mi dà consigli che, non conoscendomi, mi sembrano fuori luogo.
Da parte mia mi riprometto di non scendere più in questioni troppo delicate che coinvolgono aspetti misteriosi ma reali del cammino, che giustamente non si possono affrontare su un blog.

Lino ha detto...

Purtroppo mi ero perso la risposta di Daniel.
πηλός, Daniel, πηλός. E "il pelo nell'uovo" al quale hai accennato - non ne ho capito il senso - anche potrebbe stare nella schifezza con la quale Kiko fa ungere il cieco nato. Mi fa piacere la tua risposta sull'argilla come ricreazione, ma dovevi già sapere che Kiko dice tutt'altro. Magari una rilettura del mamotreto non ti guasterebbe. Certo, ora lo confuti, non ho motivo per non credere che tu nel passato non l'abbia usato, ma quel mamotreto è parte integrante di quel Cammino che tu hai fatto, non io. Io soltanto ho fatto notare la schifezza del fango secondo Kiko.