martedì 16 agosto 2016

La chiamano "liturgia" ma è una carnevalata

"Liturgia" neocatecumenale
Prendiamo spunto da un discorso di papa Benedetto XVI ai vescovi francesi in visita ad limina il 18 novembre 2012:
Come ricorda il Concilio, l’azione liturgica della Chiesa fa parte anche del suo contributo all'opera civilizzatrice (cf. Gaudium et spes n. 58, 4). La liturgia è in effetti la celebrazione dell'evento centrale della storia umana, il sacrificio redentore di Cristo. Attraverso quello esso testimonia l'amore con cui Dio ama l'umanità, essa testimonia che la vita dell'uomo ha un senso e che egli è chiamato per vocazione a condividere la vita gloriosa della Trinità.  L'umanità ha bisogno di questa testimonianza. Essa ha bisogno di percepire, attraverso le celebrazioni liturgiche, la coscienza che la Chiesa ha della Signoria di Dio e della dignità dell'uomo. Essa ha diritto di poter discernere, al di là dei limiti che segneranno sempre i suoi riti e le sue cerimonie, che Cristo « è presente nel sacrificio della Messa, e nella persona del ministro » (cf. Sacrosanctum Concilium, n. 7). Conoscendo la cura che dedicate alle vostre celebrazioni liturgiche, vi incoraggio a coltivare l'arte di celebrare, ad aiutare i vostri preti in questo senso e ad operare senza posa per la formazione liturgica dei seminaristi e dei fedeli. Il rispetto delle norme stabilite esprime l'amore e la fedeltà alla fede della Chiesa, al tesoro di grazia che essa custodisce e trasmette ; la bellezza delle celebrazioni, ben più che le innovazioni e gli adattamenti soggettivi, costituisce opera duratura ed efficace di evangelizzazione.
Potete star certi che qualsiasi membro del Cammino Neocatecumenale si dirà pienamente d'accordo con Benedetto XVI, non capendo - o fingendo di non capire - che Benedetto XVI parla d'altro.

Infatti i kikos chiamano falsamente "liturgia" i loro cerimoniali caserecci inventati dai loro "iniziatori".

Benedetto XVI parlava della liturgia come culto a Dio. Cioè la liturgia di tutta la Chiesa, chiaramente normata nei libri e documenti liturgici, che sono "prescrittivi": cioè ti dicono cosa si deve e non deve fare, eventualmente ti dicono cos'altro si può fare, e tutto ciò che non prevedono è espressamente vietato.

Per i neocatecumenali, invece, la liturgia è una fabbricazione umana modificabile a piacere di due laici, gli autonominati "iniziatori del Cammino" Kiko Argüello e Carmen Hernàndez. È uno spettacolino imbecille, in cui ognuno deve "fare la sua parte" (come le omelie dei laici spacciate per "monizioni" e "risonanze"), che termina con un patetico balletto-girotondo finale. Tutto questo è proibito anche dallo Statuto del Cammino.


Kiko Argüello e Carmen Hernàndez da oltre mezzo secolo (fin dalla fine degli anni '60) hanno preteso di chiamare "liturgia" le imbarazzanti carnevalate da loro inventate, ed hanno letteralmente costretto i loro adepti a "celebrare" la pagliacciata del sabato sera, in sostituzione della Messa parrocchiale.

Nella mentalità neocatecumenale la liturgia delle pagliacciate è superiore a quella della Chiesa Cattolica.

Del resto era inevitabile che una fede inquinata producesse un inquinamento della liturgia.

39 commenti:

l'apostata ha detto...

Qualche illuminato discernente sa spiegarci il valore liturgico del didietro fermamente piazzato su una sedia?

Sembra che il cosiddetto Cammino dipenda solo da quello...

Grazie.

Exe ha detto...

E tavola si mangia seduti seplice no?

Anonimus ha detto...

La massoneria dava indicazioni di elminare la comunione in ginocchio e riceverla sulle mani stando in piedi qualcuno sa dire se sono cose vere o legende metropolitane ?

Anonimo ha detto...

Ecco qua l'eresia NC! La Santa Messa non è un banchetto ma un sacrificio! Una ex

Lino ha detto...

Ecco: è questa una delle rare volte nelle quali non concordo del tutto con un vocabolo postato da Mic, intendo "carnevalata". La questione è molto seria, dietro la Kiko-liturgia è celata un'altra dottrina. Una "mascherata" andrebbe meglio.
In ogni gesto, in ogni azione della liturgia NC c'è un senso recondito. Il commento di Exe ne coglie uno, a tavola si va per mangiare (e si sta seduti). Giusto quello che dicono gli iniziatori nella catechesi sull'Eucarestia. Non è concepibile una Eucarestia dove non si mangia e tutti quelli che stanno seduti mangiano, tutti insieme. È questo il momento del miracolo eucaristico, non un attimo prima né dopo. È l'azione del mangiare comunitario che determina il passaggio di Jahvè, del Carro di fuoco che conduce dalla morte alla vita.
È un'altra teologia, il che determina una differente liturgia.

sandavi ha detto...

E implica una diversa religione

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Sì,Sandavi. È un'altra religione. È le resistenze degli iniziatori a adeguarsi alle disposizioni della Chiesa non sono semplicemente arroganza o superbia: essi hanno difeso in tal modo la propria differente dottrina.

Sergio Badanti ha detto...

Sarei curioso di sapere quanto sia dettato dalla convenienza l'atteggiamento della Chiesa, nei confronti del movimento neocatecumenale.
Mi auguro che non serpeggi l'intenzione di tenerlo buono e caro per utilizzarne i frutti, perché questi frutti somigliano alla mela di Adamo e per quanto succulenti in apparenza costituirebbe un grave errore l'allungare la mano verso di essi.
Mi chiedo perché (delle risposte me le dò, ma non mi piacciono per nulla e hanno a che fare, appunto, con la convenienza se non con la collusione) non ci sia un atto coraggioso e aperto da parte della chiesa nei confronti di realtà quantomeno ambigue che le si celano in seno.
Questo tergiversare è a parer mio controproducente, in particolare modo per chi come me è "lontano" e vede in questo un atteggiamento che ha a che fare con la politica e non con lo spirito.

by Tripudio ha detto...

"Carnevalata" l'ho aggiunto io al testo incompleto di Mic.

Ho spesso e volentieri usato i termini "carnevalata" e "pagliacciata" a causa dell'ignoranza di certi laici, non solo neocatecumenali, e talvolta perfino seminaristi - che ingenuamente obiettano: "ma in fondo in fondo che c'è di male se stanno seduti?".

Di male, purtroppo, ce n'è in abbondanza - ma dovendo riassumerlo in pochissime parole ho usato quelle che a mio parere meglio colpiscono gli interlocutori ingenui.

Che poi sia una diversa religione, che di cattolico ha solo la «decorazione», lo ha detto anche il vescovo Athanasius Schneider.

Anonimo ha detto...

Questi NC sono in piena eresia!!

Anonimo ha detto...

,,,,il commento di TIM.....

GENNARINI arrivò zitto zitto a guàm..... e trovò all' areoporto la gente coi cartelloni GENNARINI GO HOME......

2mesi dopo.....CHE COINCIDENZA..... da roma mandano HON......

che finora ha parlato solo quando....gli è arrivata la CITAZIONE IN TRIBUNALE.......

i kikos stanno IMPLEMENTANDO il PIANO B.....cioè NON chiudere il seminario.....a costo di pagarselo da soli..... xkè hanno capito tutti...... che SE CHIUDE QUELLO DI GUAM , un sacco di vescovi sono pronti a CHIUDERE I SEMINARI DI KIKO !!!!!!!!!!!!!!!!

http://www.junglewatch.info/2016/08/why-stop-money-will-no-longer-work.html

Salvo ha detto...

Il cammino è un laboratorio creato dalla "chiesa"modernista post conciliare per realizzare il sogno proibito dell'ecumenismo con il lutiranesimo a costo di distruggere i duemila anni di tradizione che l'anno preceduto.
Così è stato deciso è così si farà punto.
Omertà abusi corruzione eresie vengono tollerati giustificandoli come causa di errori personali da parte di catechisti poco formati o troppo zelanti ecc.

Lino ha detto...

@ by Tripudio
Mi fai un favore Tripudio? Potresti inserire nel post, o linkare in un commento, l'icona di Kiko con l'occhio che vede tutto di Guenon in petto a Cristo e la famiglia sulla destra? Con il notebook io non riesco a linkare.
Qualora dovesse arrivare qui qualche dotto catechista, vorrei chiedergli cosa ci fa la scritta COMUNIDAD sul tavolo con l'Eucarestia, assieme al pane e al vino. La scritta sta sul bordo: mica significa, come insegnano i mamotreti, che non c'è Eucarestia senza assemblea, senza la comunità (che mangia)?

Anonimo ha detto...

Poi secondo voi gli apostoli come hanno fatto la comunione nell'ultina cena?In piedi o seduti?I primi a fare gli abusi sarebbero stati loro?Ma poiche' siete falsi non leggete bene lo Statuto Il quale non afferma che la comunione si fa in piedi ma che Il Corpo di Cristo si RICEVE in piedi.

Rachele Lifschitz ha detto...

Commento di Daniel Lifschitz:

Interessante il commento di una, forse, neocatecumena: " A tavola si mangia".
Ma non solo si mangia. L'eucaristia è un vero proprio sacrificio. Quello di Gesù, che durante l'eucaristia si attualizza per chi vi partecipa.
Queste fondamenta del Sacrificio le troviamo già nell'Antico Testamento. Quando una persona, gruppo di persone e nel sacrificio pasquale una famiglia o due, offrivano - attraverso le mani di un sacerdote levita - un sacrificio, una parte , quella grassa, veniva bruciata ed offerta a Dio, l'altra parte, invece, veniva consumato, dopo il rito sacrificale durante un pasto comunitario che faceva parte integrante dell' intero sacrificio.
Molto istruttivo è il confronto con 1 Samuele 16 1-13:  Il SIGNORE disse a Samuele: «Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l'ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Riempi d'olio il tuo corno e va'; ti manderò da Isai di Betlemme, perché mi sono provveduto un re tra i suoi figli». 2 Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il SIGNORE disse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: "Sono venuto a offrire un sacrificio al SIGNORE". 3 Inviterai Isai al sacrificio; io ti farò sapere quello che dovrai fare e tu ungerai per me colui che ti dirò».
4 Samuele dunque fece quello che il SIGNORE gli aveva detto e andò a Betlemme. Gli anziani della città gli andarono incontro turbati, e gli chiesero: «Vieni in pace?» 5 Ed egli rispose: «Pace! Vengo a offrire un sacrificio al SIGNORE; purificatevi e venite con me al sacrificio». Fece anche purificare Isai e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
6 Mentre entravano, egli pensò, vedendo Eliab: «Certo l'unto del SIGNORE è qui davanti a lui». 7 Ma il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l'ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell'uomo: l'uomo guarda all'apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore». 8 Allora Isai chiamò Abinadab e lo fece passare davanti a Samuele; ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». 9 Isai fece passare Samma, ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». 10 Isai fece passare così sette dei suoi figli davanti a Samuele; ma Samuele disse a Isai: «Il SIGNORE non si è scelto questi».11 Poi Samuele disse a Isai: «Sono questi tutti i tuoi figli?» Isai rispose: «Resta ancora il più giovane, ma è al pascolo con le pecore». Samuele disse a Isai: «Mandalo a cercare, perché non ci metteremo a mangiare prima che sia arrivato qua». 12 Isai dunque lo mandò a cercare, e lo fece venire. Egli era biondo, aveva begli occhi e un bell'aspetto. Il SIGNORE disse a Samuele: «Àlzati, ungilo, perché è lui». 13 Allora Samuele prese il corno dell'olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno lo Spirito del SIGNORE investì Davide. Poi Samuele si alzò e se ne tornò a Rama.

Lo stesso modo del sacrificio, che veniva prima offerto e poi mangiato, lo troviamo nel libro del Levitico 7,1-16:

Cfr. anche Levitico capitolo3 e 5 ecc.
Conclusione: L'Eucaristia e un sacrificio, che prima viene offerto "per Cristo, con Cristo e in Cristo" e anche un banchetto, durante il quale il sacrificio di Cristo viene consumato.

Rachele Lifschitz ha detto...



Interessante il commento di una, forse, neocatecumena: " A tavola si mangia".
Ma non solo si mangia. L'eucaristia è un vero proprio sacrificio. Quello di Gesù, che durante l'eucaristia si attualizza per chi vi partecipa.
Queste fondamenta del Sacrificio le troviamo già nell'Antico Testamento. Quando una persona, gruppo di persone e nel sacrificio pasquale una famiglia o due, offrivano - attraverso le mani di un sacerdote levita - un sacrificio, una parte , quella grassa, veniva bruciata ed offerta a Dio, l'altra parte, invece, veniva consumato, dopo il rito sacrificale durante un pasto comunitario che faceva parte integrante dell' intero sacrificio.
Molto istruttivo è il confronto con 1 Samuele 16 1-13:  Il SIGNORE disse a Samuele: «Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l'ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Riempi d'olio il tuo corno e va'; ti manderò da Isai di Betlemme, perché mi sono provveduto un re tra i suoi figli». 2 Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il SIGNORE disse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: "Sono venuto a offrire un sacrificio al SIGNORE". 3 Inviterai Isai al sacrificio; io ti farò sapere quello che dovrai fare e tu ungerai per me colui che ti dirò».
4 Samuele dunque fece quello che il SIGNORE gli aveva detto e andò a Betlemme. Gli anziani della città gli andarono incontro turbati, e gli chiesero: «Vieni in pace?» 5 Ed egli rispose: «Pace! Vengo a offrire un sacrificio al SIGNORE; purificatevi e venite con me al sacrificio». Fece anche purificare Isai e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
6 Mentre entravano, egli pensò, vedendo Eliab: «Certo l'unto del SIGNORE è qui davanti a lui». 7 Ma il SIGNORE disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né alla sua statura, perché io l'ho scartato; infatti il SIGNORE non bada a ciò che colpisce lo sguardo dell'uomo: l'uomo guarda all'apparenza, ma il SIGNORE guarda al cuore». 8 Allora Isai chiamò Abinadab e lo fece passare davanti a Samuele; ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». 9 Isai fece passare Samma, ma Samuele disse: «Il SIGNORE non si è scelto neppure questo». 10 Isai fece passare così sette dei suoi figli davanti a Samuele; ma Samuele disse a Isai: «Il SIGNORE non si è scelto questi».11 Poi Samuele disse a Isai: «Sono questi tutti i tuoi figli?» Isai rispose: «Resta ancora il più giovane, ma è al pascolo con le pecore». Samuele disse a Isai: «Mandalo a cercare, perché non ci metteremo a mangiare prima che sia arrivato qua». 12 Isai dunque lo mandò a cercare, e lo fece venire. Egli era biondo, aveva begli occhi e un bell'aspetto. Il SIGNORE disse a Samuele: «Àlzati, ungilo, perché è lui». 13 Allora Samuele prese il corno dell'olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno lo Spirito del SIGNORE investì Davide. Poi Samuele si alzò e se ne tornò a Rama.

Lo stesso modo del sacrificio, che veniva prima offerto e poi mangiato, lo troviamo nel libro del Levitico 7,1-16:Cfr. anche Lv capitolo 3 e 5.
Conclusione: L'Eucaristia e un sacrificio, che prima viene offerto "per Cristo, con Cristo e in Cristo" e anche un banchetto, durante il quale il sacrificio di Cristo viene consumato.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Salvo:

dietro il Cammino non ci vedo nessun complotto se non una grande megalomania. Kiko, un po' come Russel, il fondatore dei Testimoni di Geova, pensa che ha capito tutto lui e che prima di lui solo Gesù ci avesse capito. Praticamente 2000 anni di successione apostolica inutile.
Occorreva un illuminato perché la Chiesa riprendesse a funzionare in modo autentico.

Ma anche il tradizionalismo, al pari del modernismo, vuole fare a meno della successione apostolica, come dimostra nel rifiutare il Concilio Vaticano II, bevendosi un sacco di baggianate fatte circolare spesso proprio dai massoni, come quella che Papa Giovanni fosse massone.
Se fosse per i tradizionalisti non vi sarebbe stato neanche il "rivoluzionario" concilio di Gerusalemme e anche i cristiani dovrebbero obbligatoriamente farsi circoncidere.

Il problema del Cammino è proprio la liturgia. Perché esso, anche se forse per opportunismo, sta facendo sforzi per cambiare in alcune cose (ad esempio non insegna più che i metodi naturali non sono conformi all'apertura alla vita), ma sulla liturgia non si smuove, anche se gli statuti parlano chiaro.
Qui il Cammino si sta giocando la sua permanenza nella Chiesa, perché se la liturgia non coincide con quella della Chiesa, siamo alla separazione.

by Tripudio ha detto...

Il commento delle 11:45 contiene due sottintesi:

1) che la Chiesa avrebbe sempre sbagliato per venti secoli, specialmente i santi che hanno consumato le proprie ginocchia davanti al Santissimo;

2) che la Chiesa avrebbe sempre distinto il "ricevere" la Comunione dal "manducare".

Michela ha detto...

A Rachele che scrive
L'eucaristia è un vero proprio sacrificio. Quello di Gesù, che durante l'eucaristia si attualizza per chi vi partecipa.

Ecco togli il ' per chi vi partecipa' e andremo d'accordo

Lino ha detto...

Il commento del neocatecumenale seduto merita una risposta e una domanda.
Risposta: e se l'avessero fatta distesi su tappeti o divani alla romana, tu ti stenderesti sulla moquette blu?
Domanda: sull'Eucarestia che non c'è senza la comunità che mangia niente, vero?

Alla catechesi ebraica suggerisco di studiarsi le differenze tra prefigurazione di un fatto è il fatto, ammesso che prefigurazione esista. A leggere voi neocatecumenali io giudeizzati, Cristo avrebbe potuto fare a meno di incarnarsi, perché Carro di fuoco compreso tutto era già realizzato.

Lino ha detto...

@ Michela
;-)
Come non dare torto a Kiko, che pretende segreto e silenzio?
Praticamente ha confermato i miei commenti e la lettura dell'icona.

mic ha detto...

Per Lifschitz e tutte le sue citazioni vetero testamentarie sul Sacrificio.

È anche vero che da parte nostra l'Eucaristia è sacrificio in Cristo con Cristo e per Cristo. Ma omette la cosa principale.
Il Signore ha fatto una cosa completamente nuova: Lui stesso è altare vittima sacerdote e sacrificio...
E la nostra offerta avviene solo dopo e in conseguenza del Sacrificio del Signore - uno e unico, Azione divino-umana tutta Sua - compiuto in modo cruento sul Calvario e riattualizzato (cioè reso nuovo e operante) in modo incruento ad ogni celebrazione che il sacerdote officia in persona Christi). Ciò avviene al momento solenne della Consacrazione quando si compie ogni volta davanti al Padre l'offerta dell'Hostia (vittima) pura Santa e Immacolata nel suo Corpo dato e nel Suo Sangue versato e il Signore si rende realmente presente nei poveri segni del pane è del vino.
Solo dopo possiamo chiedere all'Angelo Santo di portare al Trono dell'Altissimo l'offerta di noi stessi e del mondo che ci portiamo dentro per ricevere tutte le grazie di cui abbiamo bisogno (Ripassarsi il canone romano)

Ogni momento della liturgia porta a questo è da questo procede, per farsi Vita Vera per noi che partecipiamo con lo spirito di figli adottivi...

Rachele Lifschitz ha detto...

A Rachele che scrive
L'eucaristia è un vero proprio sacrificio. Quello di Gesù, che durante l'eucaristia si attualizza per chi vi partecipa.

Ecco togli il ' per chi vi partecipa' e andremo d'accordo

17 agosto 2016 12:52

Cara Michela,
non ti sei accorto che Rachele si è di nuovo intruffolata sul mio computer? Quelle righe le ho scritto io.

La differenza tra gli antichi sacrifici e quello di Gesù è la seguente:
Per la sua unicità (vedi Lettera agli Ebrei,10,11-18)), il sacrificio di Gesù, una volta che è stato attualizzato, attravero le parole della consacrazione di un presbitero che presiede l' Eucaristia, anche se non consumato, rimane. Non può essere
consumato al modo degli antichi sacrifici, dei quali non doveva rimanere nulla; ciò che eventualmente rimaneva, doveva essere bruciato col fuoco.
(vedi, per es. Levitico 7 15-17)
Il sacrificio di Gesù è, invece, unico ed eterno. Perciò chi presiede all'assemblea, se ne rimane una particola non consumata dall'assemblea, la prende e la depone nel "Santissimo", dove deve essere sempre almeno una presenza del corpo di Cristo,
presente per l'adorazione, almeno un pqne o un ostia

Lino ha detto...

@ Daniel
Chiariamo meglio, caro Daniel.
Per qualche anno ho accompagnato, anche di sera tardi quando mi telefonava o veniva di persona a bussare al mio citofono, un caro sacerdote in un ospedale oncologico, dove don Maurizio portava il Santisimo ai malati terminali. Non avevano partecipato i malati, essendo in fin di vita. Si sono comunicati con il Santissimo, o no?
Non dubito della tua risposta, ma dato il testo del "chi vi partecipa" è meglio chiarire. Le Ostie portate dal mio amico sacerdote proprio di giornata generalmente non erano.

Anonimo ha detto...

E che c'entra?Metti sullo stesso piano la comunione extra missam degli ammalati con la celebrazione Della Messa.Cosa c'entra e' un esempio sciocco che non c'entra.Del problema Della partecipazione alla Messa parlo' gia' Il Concilio di Trento.Segno che era un problems gia' sentito.Cosa c'entra la comunione agli ammalati con la attiva e fruttuosa partecipazione Dei fedeli?

Cattolico Camminante

Michela ha detto...

Caro Daniel, ho la netta sensazione che per far passare un po' queste giornate estive tu abbia deciso di scherzare con noi, con la simpatica Rachele che ci ricorda la storia ebraica e il Daniel che si rallegra per il dopocresima

by Tripudio ha detto...

Certi sedicenti "cattolici" camminanti insistono a illudersi che la actuosa participatio consisterebbe nell'eseguire il concertino delle canzonette di Kiko e la recita del "mi faccio schifo, l'uomo non può non peccare, il Signore mi ha mandato le disgrazie per convertirmi, il Cammino mi ha salvato e ha salvato pure il mio matrimonio".

Per capire come vivere bene la fede, basta guardare cosa hanno vissuto i santi.

Non solo nel fatto che non perdevano mai tempo in pseudoelucubrazioni sui presunti metodi dei primi cristiani delle origini cristiane.

Ma soprattutto nel fatto che la loro actuosa participatio era una profonda unione con Dio, vissuta specialmente nella liturgia e nella preghiera, con la profonda convinzione che nel Santissimo Sacramento c'è realmente presente Nostro Signore Gesù Cristo.

Il santo curato d'Ars racconta di aver trovato un giorno un contadino in chiesa, da solo, che faceva adorazione eucaristica. Chiestogli cosa facesse, si sente rispondere dal contadino: "eh... io guardo Lui, e Lui guarda me".

Nella sua ignoranza, il contadino comprendeva e viveva i più grandi misteri della fede. "Lui guarda me": dunque Lui, Nostro Signore, è veramente presente, e mi vede benissimo. "Io guardo Lui": non guardo un oggetto, ma una Persona, "Lui", realmente presente lì nel Santissimo Sacramento.

Quel contadino non aveva fatto nessun cammino di riscoperta del battesimo.
Non aveva mai pagato "decime".
Mai una risonanza, mai un'ambientale, mai una Centopiazzate, mai una convivenza.
Mai una mezuzà kikiana alla porta, mai una fascetta reggichitarra in caratteri kikiani, mai pregato con un crocifisso-sogliola kikologico, mai esposto un quadretto Maria-Kiko, mai uno scrutinio, mai una missione in casa...

Non sapeva nemmeno esprimere correttamente le verità di fede, però le viveva. Le viveva benissimo, al punto da suscitare grande e stupita ammirazione da parte di un gigante della fede come il curato d'Ars.

Tutta la cagnara degli adoratori dell'idolo Kiko, con la loro "comunione seduti" (che offende Dio ancor prima di offendere la Chiesa), con il patetico balletto-girotondo col passetto, con la loro faticosa e degradante "partecipazione" allo spettacolino liturgico kikiano-carmeniano, con i loro ridicoli discorsini sui Primi Cristiani Seduti e sulla Religiosità Naturale dei Cristiani della Domenica, con il loro armamentario di costosissimi (e bruttissimi) gadget designed by Kiko, e con i loro ipocriti silenzi, vergognosi inganni e cataste di menzogne, tutto questo vale assolutamente zero di fronte alla fede semplice ma solidissima di quel contadino senza nome.

Lino ha detto...

@ Cattolico Camminante
Se tu avessi avuto un solo pizzico di sale nella zucca, avresti capito che il pane va a male e che se Cristo avesse voluto permanere dopo la celebrazione, si sarebbe fatto presente in una pietra che non va a male. Come tutti avranno capito, c'entra e come!
Quello che non entra nella tua zucca sono il sale e il fatto che io ho alluso a una dotta lezione del vostro catechismo. Fammi capire: nell'inutile Tabernacolo dei sacramentini il pane va a male e in un viaggio in auto da una parrocchia a un ospedale no?

sandavi ha detto...

Il Pasquale camminante non perde mai occasione per dire stupidità, mentre poggia il deretano nella saletta dei cavalieri dello spazio cosmico in attesa del passaggio del "signore"

sandavi ha detto...

P.s. Pasquale leggi su quale teologia si basa la vostra comunione seduti, altro che primi cristiani! clicca neokatekiko pigrone!

Lino ha detto...

Suggerire la lettura di un collegamento al pasqualone, caro Sandavi, significa davvero tenerlo in alta considerazione. Gli unici collegamenti che riesce a effettuare sono da casa sua alla saletta, ma solo perché imita il metodo Pollicino.
Scommetto che nemmeno questa capisce.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Anonimo camminante delle 11 e 45:

1) E' vero: nell'Ultima Cena gli Apostoli si sono comunicati seduti. Di più: si sono comunicati dopo aver mangiato e bevuto. E i primi cristiani facevano così tanto che San Paolo si arrabbiò con alcuni di loro perché si accostavano all'Eucaristia ubriachi. E la Chiesa cambiò le regole canoniche (una cosa ben diversa dal cambiare i Comandamenti) perché Gesù le ha dato questo potere.
E poi: nella Chiesa primitiva non si usavano i paramenti sacri, la confessione era ammessa UNA SOLA VOLTA nella vita, la disposizione delle sedie non era a semicerchio attorno all'altare come si fa nel Cammino, ecc.
Noi dobbiamo attenerci alle ATTUALI regole della Chiesa.

2) Se tu leggessi, oltre ai manometri, i documenti della Chiesa, sapresti benissimo che la Chiesa non distingue tra il RICEVERE e l'ASSUMERE la Comunione. Infatti è disposizione della Chiesa, valida per tutti i Cattolici, voi compresi, visto che il vostro statuto approvato non concede deroghe sul tema, che il Corpo di Cristo sia ingerito SUBITO DOPO averlo ricevuto.
E' stato ripetuto mille volte, possibile che non capite?

Anonimo ha detto...

ALL'ANONIMO DELLE 11.45
Nella celebrazione dell’Eucaristia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici
approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa
Sede49. Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie,
i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto

by Tripudio ha detto...

Esatto.
Lo Statuto esplicitamente afferma che vanno seguiti i libri liturgici del Rito Romano.

Quindi afferma che la Comunione va ricevuta "in piedi, restando al proprio posto".

Cioè non include nessuna "comunione seduti", tanto meno "tutti insieme contemporaneamente".

Ma i neocatecumenali, che sono maestri dell'arte della menzogna, inventano un'inesistente differenza fra il "ricevono" e il "consumano", e quindi trasformano ipocritamente quell'affermazione nel permesso di fare a modo loro.

Michela ha detto...

Quando è stato approvato lo statuto avevo notato che c'era scritto di 'ricevere' la Comunione in piedi e ne avevo dedotto, scherzando, che nulla vietava ai neocat di sedersi subito dopo.
non avrei mai e poi mai pensato che avrebbero interpretato il testo davvero così. Quindi la Chiesa l'ha permesso, indirettamente, salvo poi chiedere il rispetto dei libri liturgici.

Come dire che ognuno può fare quello che vuole, l'importante è restare nel recinto della Chiesa, la gerarchia minimizza l'eresia rispetto al sentirsi chiesa dei neocat.

Lino ha detto...

Io condivido quanto ha scritto Michela. La questione dello Statuto è la madre di tutte le questioni, il massimo delle ambiguità. Inoltre, lo Statuto riferiva che il Cammino si attua secondo i mamotreti (segreti e in quel tempo privi di approvazione). Occorrerebbe, quindi sapere se in uno dei mamotreti non usciti fuori o tra le righe di quelli noti - ripeto: che non erano approvati né lo sarebbero mai stati per gli aspetti liturgici) non c'è qualche passo che autorizza.

La questione dello Statuto NC è una delle più grandi truffe ideologiche che io abbia mai osservato. Eppure è da venticinque anni che ho a che fare con decreti e delibere!

Alegiado Alegiado ha detto...

Scusatemi se qualcuno ha scritto cose dal mio cellulare.

Daniele Alimonda De Mannentreu ha detto...

Avrei molto da dire a proposito di un anno e mezzo trascorso nel cammino.... mi limito solo ad avvertire che la loro Eucaristia non ha nulla di liturgico; é solo un'accozzaglia di interventi che potrebbero -nella maggioranza dei casi- interessare uno psicoanalista. Il tutto sotto la regia di gente ignorante manipolatore e a sua volta manipolata.