sabato 6 agosto 2016

Un'offerta che non puoi rifiutare...


Su un blog neocatecumenale di Guam (sponsorizzato dal "super-catechista" neocat di Guam), un utente ricorda che ci sono dei sacerdoti filippini che da molti anni (alcuni addirittura da trent'anni) hanno fedelmente servito la Chiesa a Guam (arcidiocesi di Agaña), senza mai essere stati incardinati.

Hanno rifiutato di celebrare le carnevalate liturgiche del Cammino.


Il vescovo di Guam, il neocatecumenale Anthony Apuron, ha scritto loro delle lettere per dire che se non avessero servito il Cammino Neocatecumenale li avrebbe mandati via.

La neocatecumenale "Diana" ha risposto:
Non sono stati obbligati a entrare nel Cammino. Gli è stato detto di scegliere. Possono entrare nel Cammino, oppure hanno un anno di tempo nell'arcidiocesi di Agaña e poi tornarsene nel loro paese di origine.
Chiaro il concetto neocatecumenale? È un'offerta che non puoi rifiutare... 

Quanti sacerdoti, anche qui in Italia, hanno dovuto subire simili offerte?

40 commenti:

Antonius ha detto...

Quanti sacerdoti hanno detto no al CNC é difficile dare un numero, naturalmente.
Non farò il nome ovviamente.
Conosco personalmente un sacerdote diocesano che ha "resistito" gli otto anni di servizio nella piú grossa parrocchia di una cittadina (e anche facoltosa) e dopo é stato "spostato" in una chiesetta di campagna.
Aveva programmato gli anni invitando i parrochiani alle sue catechesi seguendo il catechismo della Chiesa Cattolica, inserendo corsi biblici e celebrando la messa dei "cristiani della domenica".
Tutte le realtà hanno preso parte a queste catechesi ed il parroco teneva alla loro formazione (da persona preparata ne conosveva l'importanza).
Questo insieme alla guida spirituale e all'attenzione ai sacramenti.
Piú volte é arrivata l'"offerta" di aiuto da parte del CNC di inserirsi in questa parrocchia, ma lui, non essendo disposto ricevere questo "aiuto", ad un certo punto, ha dovuto farsi da parte.
C'è da dire che i parrocchiani non avevano chiesto di fare parte del CNC, ma quest'ultimo non gradiva questa realtà che era capace di "camminare" da sola senza cadere in disgrazia (magari, per dirla alla neocat, mandata da Dio?).
La concorrenza non faceva bene al CNC anche perché in questa parrocchia erano ben piú le persone presenti rispetto alle comunità nc attorno a questa.
Sono contento per i suoi nuovi parrocchiani che hanno con loro una guida valida e onesta.
Ai vecchi parrocchiani auguro tanta forza e speranza per resistere alla nuova realtà che si troveranno a fronteggiare.

Daniel Lifschitz ha detto...

Sono vergognose queste minacce ai parroci di Guam che rifiutarono per le loro parrocchie l'indottrinamento del CNC. Queste manovre puzzano dell'influenza totale che Giuseppe Gennarini esercita su Apuron e company.
Da tempo non scommetto più, anche perché non ho più niente per scommettere.
Scommetterei però qualsiasi somma, se l'avessi, sostenendo che il Vescovo Apuron è un serial - pedofilo.
Questo però non ci esime dal pregare non solo per le sue vittime, ma innanzitutto per lui e per Kiko, che rischiano l'inferno, come, del resto, tutti noi,
Quando ero itinerante in Texas, ci capitò che l'unico parroco che a Dallas ci aveva accolti, venne denunciato, e a ragione, di pedofilia. Cercammo di "salvare" la sua vocazione, proponendogli di farsi itinerante e di venire in Europa. Fu lui ad optare per la riduzione allo stato laicale, sposandosi poi con la segretaria della parrocchia.
E' scandaloso che Kiko parli di "persecuzione a Guam". Lì Giuseppe Gennarini, il tuttofare Superman negli USA, ha combinato, lasciandosi trascinare dal suo fanatismo per il CNC, un tremendo, pasticcio.
O, essendo il confidente più intimo di Kiko, non ha avuto il coraggio di confessargli la verità sulle sue malefatte e furti a Guam, o hanno deciso in combutta tutti e due di usare la tattica del contrattacco.
Questa volta non la spunteranno, ma subiranno un vergognoso "coming out" americano obbligatorio. Ma nondimeno avranno sempre ragione, perché questo è la loro ragion d'essere.
Per i due, trascinati dalla loro ideologia utopica, Guam doveva diventare una specie di isola modello per tutta la Chiesa e, grazie alle malversazioni del Vescovo Apuron, in società con l'équipe neocatecumenale per gli Stati Uniti, un paradiso fiscale.
Tra pochi mesi si leccheranno le ferite; ma l'influenza Guamiana contaminerà il CNC in tutti i continenti, in tutte le comunità, dove ci sono ancora persone che riflettono, perché, finalmente, il "re è nudo".
Cercherò attraverso il mio libro di prossima uscita a rinforzare la peste mortifera che già soffia potentemente. Non con insulti aggressivi ad personam, ma con argomenti fondati e inconfutabili.
"E giunta", come urlò Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia nel 1940, alla dichiarazione di Guerra,"un'ora segnata dal destino...è l'ora delle decisioni irrevocabili".
Questa volta, giunge "irrevocabilmente" la fine del tuo regno, caro Kiko Arguello, perché dal 2016 in poi, Benito Mussolini, sarai tu.

Lino ha detto...

Davvero l'affaire Guam è inquietante. Pare che là il Cammino stia apertamente mostrando il peggio di sè. L'arroganza dei supposti eletti, l'indifferenza alle istanze degli altri fedeli, il ricorso continuo ai propri protettori, l'ingordigia per i beni ecclesiastici. Eppure il tutto sta uscendo fuori, con un eco mondiale.
Già l'ho scritto: stiano attenti i Gennarini boys: che tutto ciò stia accadendo nell'isola dei fanghi (terapeutici) potrebbe essere un segno.

by Tripudio ha detto...

In quello scambio di battute ci sono diversi elementi interessanti. Ne sottolineo un paio.

Il primo è che il neocatecumenalismo avanza calpestando la Chiesa Cattolica.

Dei sacerdoti che hanno fedelmente servito la Chiesa vengono di fatto scacciati via.
Fra parentesi, un sacerdote che si trasferisce in un'altra diocesi ed ottiene incarichi diocesani per cinque anni consecutivi, matura il diritto all'incardinazione (cfr. CJC 268): se dunque un sacerdote viene incaricato per quindici, venti, trent'anni consecutivi - come era il caso di quei sacerdoti filippini a Guam - significa che la diocesi e il vescovo hanno sempre manifestato di aver bisogno di loro.

Senonché a Guam comanda non il vescovo, ma i cosiddetti "catechisti" del Cammino. E così il vescovo - incidentalmente neocatecumenale e pedofilo - mette per iscritto a quei fedeli e leali sacerdoti - fra parentesi molto amati e rispettati dal popolo di Dio - un vero e proprio ultimatum: o vi date da fare per servire il Cammino Neocatecumenale oppure preparate le valigie e andatevene.

"È un'offerta che non si può rifiutare", direbbe il Padrino laico e con accento tipicamente italoamericano. Non contano più le esigenze del popolo di Dio, non contano più la fedeltà e i meriti dei sacerdoti, non contano più il diritto canonico e il buonsenso. Quando i kikos vanno al potere, conta solo il Cammino.

Il secondo elemento è che il neocatecumenalismo esige sempre l'uso della menzogna.

Osservate con quanta faccia tosta Mae "Diana" risponde che quei sacerdoti "non sono stati obbligati a entrare in Cammino, ma hanno avuto la possibilità di scegliere se entrare in Cammino o se andarsene dalla diocesi".

Chiaro? Non sarebbe un dittatoriale "obbligo" ma una generosa "possibilità di scegliere"... ed in entrambi i casi, è solo il Cammino a guadagnarci.

Se ci fate caso, è esattamente lo stesso trucchetto verbale adoperato da dieci anni a questa parte dai tanti pasqualoni neocatecumenali intervenuti su queste pagine: nel Cammino veramente si pensa così, si parla così, si agisce così. È lo stesso che avete sentito utilizzare nelle curie diocesane, nelle parrocchie, nelle redazioni, nei forum on-line, in tutti gli ambienti ecclesiali, lavorativi, sociali, ecc., dove cominciano a comparire i kikos.

Menzogna e faccia tosta, poiché la gloria del Cammino è l'unica cosa che conta, e va ottenuta anche a costo di menzogne, inganni e prevaricazioni. Qui in Italia come dall'altra parte del mondo, sempre gli stessi metodi, le stesse parole, le stesse circonlocuzioni e acrobazie verbali.

Non è che a Guam il Cammino stia dimostrando "il peggio di sé".
A Guam il Cammino sta semplicemente dimostrando sé stesso, normalmente.

p.s.: quando la nave affonda, i primi a scappare sono i topi (indovinate...). Sarà interessante notare quanti fedelissimi del kikismo-carmenismo tenteranno rapidamente di riciclarsi come cristiani della domenica ("io? mai stato neocatecumenale!"), quante cosiddette "icone" di Kiko spariranno dalla sera alla mattina, cosa faranno le famiglie che hanno accumulato belle fortune coi kiko-shop con tutti quei costosissimi (per chi è obbligato a comprarli) gadget kikiani che hanno ancora a magazzino... e come si essiccherà il già poco pimpante fiume delle "decime".

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo soltanto una cosa: Possibile che di fronte a tutto questo, il Papa non sia consapevole? Io ho fatto parte del Cammino per diversi anni, ma ho sempre avuto i mie dubbi. Se non mi sono andato e perche mia moglie ci tiene tanto. Gradirei soltanto una cosa: Che la Santa Chiesa bandisce una proclama ppubblica sul Cammino, se e approvato o no, e che cosa non e approvato.Ma che sia pubblica. E chiedere tanto?

Lino ha detto...

@ anonimo 12:29
Cosa è approvato? Questa oramai è storia documentata da decreti e lettere ufficiali. Fu approvato dal PCpL lo Statuto, che non poteva ricevere approvazione alcuna in quanto si basava sul catechismo di Kiko e Carmen, che non era stato ancora approvato. Il catechismo fu approvato anni dopo. Nemmeno il catechismo, però, poteva essere approvato, giacché contiene celebrazioni del Cammino che non lo erano è che, a parte le extra liturgiche, mai sarebbero state approvate. Un procedimento più imbrogliato di questo non si era mai visto, prima.

Anonimo ha detto...

Sono entrato con titubanza nel Cammino. Da stasera (sto tornando dalla Messa del sabato ) sto pensando seriamente di uscire. Sono rimasto scandalizzato dal comportamento di alcuni nei confronti delle briciole della Comunione; gettate a terra come nulla (scuotendosi le mani) e ancor peggio dalla leggerezza con cui vengono purificate le patene (non è più iniziativa del singolo ma ordine dagli altri). Frequento il cammino da circa un anno. Grazie a Daniel per la sua testimonianza

Lino ha detto...

Non esagerare, anonimo. Qui già il tempo è pessimo, senza bisogno di un tuo contributo. Una questione è che le briciole possano cadere, un'altra che intenzionalmente le facciano cascare. Nemmeno nei ristoranti si osservano scene simili, a meno che la tua comunità non si riunisca in una pessima taverna in un porto.
Non apprezzo simili commenti, sono offensivi anche per gli ex.

Anonimo ha detto...

@Lino
Purtroppo in alcuni casi scuotendo le mani e spazzando via le briciole cadute o sulla borsetta in grembo o dalla gonna. Mentre altre persone a leccarsi le dita e il palmo della mano come la pubblicità dei fonzis. Tutto nella stessa Eucaristia.

Xz

Daniel Lifschitz ha detto...

Caro Lino,
perché scoreggi un ragazzo che, dopo solo un anno di "cammino", si è reso conto degli scempi eucaristici commessi nel CNC?

sandavi ha detto...

Non mi far ripensare a quel leccarsi le dita tutti insieme...

Michela ha detto...

La catechesi del cammino che tanto insiste sui segni non insegna nulla su ciò che i segni significano. Ovvero,Lino,-sono sicura che tu puoi tradurre correttamente quello che non riesco a spiegare bene- i segni invece di orientare a Cristo servono solo ad indicare il comportamento da tenere, servono per un cerimoniale laico in cui manca il riferimento al trascendente, servono cioè per riconoscersi e ritrovarsi come comunità piuttosto che per un rito religioso.
Nessuno quindi insegna il rispetto per l'Eucarestia, né a parole né con i gesti ed è normale vedere gente che si scrolla le mani, le pulisce sui vestiti, anche per eliminare le piccolissime bricioline e la polvere di farina.

by Tripudio ha detto...

Stamattina durante la Messa ho ringraziato il Signore per il commentatore delle 23:45, perché ha detto che in nome della dovuta devozione al Santissimo Sacramento (in cui è realmente presente Nostro Signore Gesù Cristo), sta lasciando il Cammino.

Come già dimostrò padre Zoffoli - e tanti altri prima e dopo di lui - nel Cammino c'è un disprezzo sovrano per l'Eucarestia, svilita e banalizzata nonostante le tante altisonanti parole dei kikos e dei loro autonominati "iniziatori".

Del resto, chiediamoci cosa ne penserebbero dei giganti della fede (come padre Pio, come sant'Alfonso, come don Bosco...) riguardo al commento delle 23:45 e al diabolico trattamento dell'Eucarestia operato dai neocatekikos in tutte le comunità il sabato sera.

Lino ha detto...

@ Daniel, Michela et altri
Come tutti sempre critichiamo, l'affermazione "da me non succede che..." non è un'argomentazione. Non trovo motivo per il quale considerare degna di credito una che dica "da me succede che...". Una questione di coerenza, sia un neofita a riferirla sia un ex o un esterno, ammesso che il neofita sia tale e non un provocatore.
Io non penso assolutamente cne nella "teologia" del Cammino non si creda nella Transustanziazione, che non esista riferimento al trascendente: semplicemente il tutto è "temporizzato", finalizzato al passaggio dalla morte alla vita. È l'architettura di R. Schwartz della quale ha scritto Sandavi qualche giorno fa. Il Tabernacolo è inutile, ma solo perché "il Signore è passato". Esiste trascendenza, la mistica della Merkavah è trascendentale. Eretica per il cattolicesimo, ma certamente trascendentale. Quando Kiko e Carmen discutono di "segno", non limitano al segno l'Eucaristia, nel segno esaltano l'aspetto visibile. Purtroppo, è nel concepimento della sostanza la loro eresia: semplicemente è a tempo, finalizzata al "passaggio". Questo ho inteso io, mamotreto alla mano. Poi, se qualcuno saprà dimostrare che sbaglio, sarò lieto di rielaborare il mio pensiero, non scaturito per caso. Al momento, ritengo che quella del Cammino sia una eresia originale e che se qualcuno dovesse far cascare briciole mentre ancora il "passaggio" è in atto, ebbene costui è un idiota che nemmeno le catechesi del CNC ha capito.

Anonimo ha detto...

L'allarme gay nei seminari parte da Dublino
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lallarme-gay-nei-seminari-parte-da-dublino-17006.htm

Una bomba che sconvolge la Chiesa irlandese ma che deve aprire gli occhi sulla realtà gay tra i preti dell’intera Chiesa cattolica. Il clamoroso gesto dell’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin, che ha ritirato i propri seminaristi dal famoso seminario nazionale di Maynooth a causa della cultura gay che regna in quella istituzione, è destinato a provocare un terremoto nella Chiesa irlandese. Martin è infatti uno dei quattro vescovi che fa parte del comitato dei garanti di Maynooth, un simbolo della Chiesa irlandese, un seminario fondato nel 1795 e preparato per accogliere 500 seminaristi. La crisi post-conciliare e i gravi scandali di pedofilia che hanno sconvolto la Chiesa irlandese hanno comportato un calo drastico delle vocazioni e attualmente ci sono una sessantina di seminaristi, destinati ulteriormente a calare alla riapertura del seminario a settembre. Oltre ai tre della diocesi di Dublino, che verranno inviati a studiare al Collegio irlandese a Roma, indiscrezioni parlano di altri sei seminaristi che avrebbero deciso di uscire per le molestie ricevute.


i seminari redemptoris mater salveranno la chiesa

Anonimo ha detto...

Domanda e risposta con Padre Angelo Bellon:

Domanda

Vorrei poi porle una domanda a proposito del valore canonico degli Statuti nella Chiesa che valore hanno e come debbono essere considerati.

Risposta di Padre Bellon

se lo Statuto è approvato dalla Chiesa, si accetta e basta.

Avete capito "osservatori"si accetta e basta!Tutto quello che la Chiesa ha approvato si accetta e basta.E' chiaro?Non c'e' nulla da osservare ne' discutere.I veri cattolici si comportano cosi.Non censurate pubblicate.

Un cattolico camminante


Anonimo ha detto...

La Chiesa la salva il Signore no i seminari RM ! Una ex stufa delle vostre sparate!

Anonimo ha detto...

@ anonimo 19,18
Il problema è che lo Statuto non lo rispettate e nello Statuto non si parla né di decima e nemmeno di scrutini che violentano le anime! Una ex

PS forse Lino Lista può ulteriormente spiegare la validità dell'approvazione dei vostri statuti

by Tripudio ha detto...

I seminari neocatecumenali R.M. sfornano solo preti per Kiko, ed inoltre diffondono scandali sessuali, con i seminaristi neocat un po' troppo promiscui con le ragazze neocat. Di testimonianze ne abbiamo a bizzeffe - si veda ad esempio il presbitero neocat fresco sfornato dal seminario R.M., arrestato dalla polizia mentre faceva sesso con una minorenne neocat (stava «salvando la Chiesa», esatto?).

Qui noi siamo i primi a dire che lo Statuto del Cammino va rispettato e integralmente.

L'articolo 1 dice che il Cammino è a disposizione del vescovo, e invece abbiamo visto la guerra del Cammino contro i vescovi giapponesi che non lo volevano.

L'articolo 13, alla nota 49, fa sua la lettera del 1° dicembre 2005 contenente le «decisioni del Santo Padre» che comanda che il Cammino celebri l'Eucarestia secondo il Messale Romano «senza aggiunte né omissioni», e invece le carnevalate liturgiche proseguono ancor oggi.

Nella stessa nota è citato il discorso di Benedetto XVI del 12 gennaio 2006, in cui il Papa si diceva «certo» che le «norme» del 1° dicembre 2005 da lui stesso volute, sarebbero state rispettate - e invece i kikos hanno tradito la fiducia del Papa.

A proposito: il 3 aprile 2014 papa Francesco ha esplicitamente confermato a Kiko che il quadro normativo per il Cammino è quello degli articoli 12 e 13 dello Statuto - dunque anche papa Francesco ha confermato la condanna delle pagliacciate liturgiche neocatecumenali messa nero su bianco il 1° dicembre 2005. E invece, nel Cammino, proseguono ancor oggi gli strafalcioni i sacrilegi (vedi il commento delle 23:45 di ieri sera in questa stessa pagina).

aleCT ha detto...

@cattolico camminante (sperando che non sia un ossimoro)
Ti ricordo che i preti che escono dai seminari RM parlano tranquillamente dei loro peccati contro il sesto comandamento..e alcuni sono stati presi con le mani nel sacco!

Quindi i seminari RM, IN QUANTO TALI, non salveranno proprio nessuno. Capito?

Poi ti informo che i primi che non accettano gli Statuti del cammino SIETE PROPRIO voi.
Quindi quello che hai scritto dillo ai tuoi responsabili e catechisti, non qua.

aleCT ha detto...

Cmq mi compiaccio che nessun NC parli dell'argomento del thread.
Spero che non dicano nulla per la vergogna.

Valentina Giusti ha detto...

Penso che il rispetto delle briciole in cammino non ci sia perché, non in modo esplicito, ma mediato, viene trasmesso un messaggio che fu di Lutero, cioè che la presenza di Cristo nelle Sacre Specie sia una trasformazione in sé della materia del pane e del vino, cioè non avvenga, durante la consacrazione, una vera e propria transustanziazione ma una consustanziazione, cioè una presenza del Corpo di Cristo 'insieme' al pane e al vino.
Cosicché la perdita di briciole e gocce è deprecabile magari ma non costituisce sacrilegio.
Nel Cammino c'è una forte impronta luterana, forse proveniente dalle lezioni di Farnes a Carmen.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lino ha detto...

Sullo Statuto
Si accetta e basta un fico secco. Io accetto e basta la Rivelazione, i dogmi, il magistero. Quando mi si dirà che un decreto del PCpL appartiene a una di queste categorie, lo accetterò. Al momento, trattasi di un decreto pieno di buchi, che hanno tentato di sanare con approvazioni successive, l'ultima delle quali finita male grazie al Card. Burke, quella delle celebrazioni contenute nei mamotreti. È se le celebrazioni sono finite male, il vulnus si ripercuote sui mamotreti e da questi nello Statuto.

SANDAVI ha la bozza di un mio articolo sull'argomento, che gli inviai via mail. Quando vorrà farlo, potrà pubblicarlo così come è, non fa niente se non l'ho rivisitato.

Anonimo ha detto...

Mio caro anche nei seminari RM entrano tanti gay sai? Tutti quelli che per il senso di colpa, non riuscendo a sopportare l'idea di una donna da sposare o di rimanere celibi per la paura del peccato, si rifugiano in seminario RM...sempre gay sono mio caro..Conosco personalmente 5 casi sono nella mia parrocchia...come la mettiamo?

Daniel Lifschitz ha detto...

Anonimo, non affronti il problema correttamente. La questione non è il numero di vocazioni gay in qualsiasi tipo di seminario, ma se i candidati al presbiterato, assistiti dalla grazia del Battesimo, pregano e lottano, non per perdere questa tendenza, ma per regnare su di essa, non essendone più dipendente.
Chi dubita che questo sia possibile, dubita della grazia di Cristo.
Se qualcuno è interessato ad approfondire questo problema, può leggere - che pizza -
i due volumetti della mia autobiografia (vedi Google).

l'apostata ha detto...

al cattolico camminante

"Lo statuto si accetta e basta" ha la stessa dignità giuridica di "La Roma non si discute, si ama".

D'altra parte padre Bellon, con tutto il rispetto per il sacerdote, sugli abusi liturgici mi rispose: "Io non dico nulla! Può darsi che abbiano avuto il permesso di compiere questo rito."
Ad un tizio che gli chiedeva come la Chiesa considerasse lo sport (!) rispose con una paginata di argomentazioni, citando anche san Tommaso.

Le conclusioni traile tu.

Nel merito, ti ha risposto Lino.

Sulla discussione, come tutti i neocat, taci.

Purtroppo, anche in Vaticano tacciono. Così tutti quelli che sono stati scandalizzati, abbandonano fede e Chiesa.

Il ragionamento che fanno, l'ho sentito spesso, è: se i cardinali e i vescovi proteggono i preti che commettono gli abusi, vuol dire che nemmeno loro credono a Dio. E' tutta una finzione per mantenere in piedi la baracca della Chiesa, organizzazione dedita a soldi e potere.

Perciò se non ci credono loro, perché devo crederci io?

Arrivederci e grazie.

Lo sento spesso, in contesti diversi.

Voto di povertà? Bertone il vice papa con centinaia di migliaia di euro e l'attico gratis.

Voto di castità? Esempi a bizzeffe.

Voto di obbedienza? La Chiesa tedesca, dove se hai posizioni eretiche e disobbedisci a Pietro nessuno dice nulla, ma se non paghi la tassa vieni ipso facto scomunicato (sembra il Cammino con la decima, o no?).

Poi arrivano i fresconcelli camminanti con le loro sciocchezze. Quanta gente ha allontanato dalla Chiesa il cosiddetto Cammino?

Scandali, soldi, vessazioni, e la Curia se la dorme.

E il gregge finisce in bocca ai lupi.

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo del commento delle 23:45. Devo precisare che io ho visto intenzionalmente che diverse persone hanno fatto cadere frammenti di eucaristia non raccogliendoli dalle mani. Ne avevo anche parlato con il sacerdote che dopo qualche tempo ha rimproverato molto aspramente tutta la comunità. Per correttezza devo dire che i catechisti più anziani e più avanzati nel cammino hanno sempre avuto molto rispetto delle specie eucaristiche e hanno molte volte raccomandato di raccogliere tutti i frammenti del Corpo di Cristo e di bere con prudenza al calice per non versare il Sangue di Cristo (loro testuali parole). Quello che mi scandalizza è la leggerezza nel prendere la Comunione da parte della maggior parte dei fedeli e da sabato scorso anche di alcuni responsabili da cui non me lo sarei aspettato.
Io da parte mia ho sempre raccolto con attenzione ogni briciola anche mettendoci parecchio tempo a seconda dell'impasto e ho sempre raccomandato a chi preparava il pane di evitare le briciole.
PS un catechista anziano ora molto malato una volta per un'ora ha cercato (invano visto che il pavimento è bianco ) un frammento piccolissimo di Comunione caduto per errore mentre la distribuiva. Non penso si possa fare un unico calderone dicendo che nessuno crede alla presenza reale.

דָּנִיּאֵל ha detto...

Daniel come posso scriverti in privato?

Anonimo ha detto...

Aggiungo che quello che più mi ha impressionato è stata la purificazione delle patene. Venivano lavate con uno strofinaccio nel lavello del bagno senza immergerle nell'acqua per lasciar sciogliere le briciole più piccole (quelle farinose per intende). Questo mi ha scandalizzato moltissimo.

l'apostata ha detto...

all'anonimo delle 10,16

È uno dei tanti abusi liturgici.
La purificazione è riservata esclusivamente al sacerdote o al diacono o all'accolito ordinato.

Tutti gli altri, catechisti, ostiari, responsabili eccetera, commettono un abuso.

Punto.

Concordo con te sul non fare di ogni erba un fascio sul tema delle "briciole".

Anonimo ha detto...

Grazie non lo sapevo. Non possono purificare nemmeno i ministri straordinari? Dove posso trovare scritta questa disposizione?

by Tripudio ha detto...

Faccio una considerazione di carattere più generale.

Riguardo alle leggi della Chiesa occorre fare attenzione a distinguerne la lettera dallo spirito, allo scopo di evitare la mentalità del «siccome la normativa lo permette allora la sfrutto per fare i miei porci comodi».

Il caso del cosiddetto "catechista" laico che distribuisce l'Eucarestia valga come base per questa considerazione.

Sappiamo tutti che entro certe precise condizioni - che non sto qui ad elencare perché intendo solo fare un esempio - un laico può amministrare l'Eucarestia. Nei testi liturgici validi per tutta la Chiesa sono indicate le condizioni e le relative norme.

Ma l'esistenza di quelle norme non implica che siano sfruttabili a piacimento perché "tanto è legale". Quelle norme non sono state inserite nei documenti liturgici affinché qualche laico con l'ùzzolo di sentirsi prete possa giocare con l'Eucarestia.

Quelle norme sono nate perché esistono certe situazioni dove le norme precedenti avrebbero creato intralcio. Come ad esempio il caso di un prete novantenne, sprovvisto di diaconi, incapace perfino di stare in piedi per trenta secondi consecutivi, che si ritrovasse a dover distribuire l'Eucarestia a centinaia di persone (questo è solo un esempio: le norme liturgiche non si mettono a fare una lista di esempi validi e non validi, poiché altrimenti su ogni norma occorrerebbe scrivere un'intera enciclopedia).

In quel caso - cioè un caso di vera e conclamata necessità - quelle norme liturgiche vengono in aiuto.

Oggi purtroppo abbiamo l'alleanza di due perfide mode.

La prima moda è che i laici vogliono fare i preti, compiere azioni pretesche, mettersi al centro del "palcoscenico liturgico": fare l'omelia (monizioni, risonanze), fare i diaconi (purificazione dei vasi sacri), fare i preti (distribuire l'Eucarestia)...

La seconda moda, tutta clericale, è di quei preti che si stufano di essere preti. Allungano la predica a venti, trenta minuti, e poi si stufano di perdere un minutino in più per distribuire l'Eucarestia e quindi, "visto che è legale", approfittano di quelle norme per incaricare dei laici a distribuire l'Eucarestia. Laici che possono perfino essere "accoliti" istituiti ("dopotutto è legale").

Le norme servono per tirarti fuori d'imbarazzo, non per alimentare la tua pigrizia, tanto meno per assecondare le mode, le voglie e le paturnie altrui. Anche se hai a disposizione diaconi permanenti, accoliti, ministri staordinari della distribuzione, ecc., l'Eucarestia è sempre il Corpo di Cristo (ripeto: è sempre il Corpo di Cristo), non è un gadget da far maneggiare a mani non consacrate "che tanto dopotutto è legale, ci sono le norme apposite".

Perfino la presenza di un diacono - tanto più se diacono permanente - anche se è "legale", non andrebbe sistematicamente adoperata per la distribuzione dell'Eucarestia, ancor meno quando è evidente che sarebbe solo un incarico "onorifico" tanto per dargli qualcosa da fare (la liturgia non è uno spettacolino in cui gli "attori" devono per forza "darsi da fare").

Chi ha frequentemente ricevuto l'Eucarestia dalle mani di un "diacono permanente", del quale si conoscono tutte le magagne e le piccinerie, e del quale si sa solo che è un laico istituzionalmente clericalizzato, sa bene cosa intendo.

Lasciamo che i preti facciano i preti, e che i laici facciano i laici. L'assemblea che celebra il Signore sta celebrando una liturgia, cioè il dovuto culto a Dio, quello che dà frutto nella misura in cui ci si unisce a Dio.

La liturgia non è uno spettacolino dove ognuno desidera (o addirittura è obbligato) a riversare un fiume di parole sugli altri. Non è uno spettacolino dove ci sono i protagonisti e gli spettatori, e i protagonisti devono "darsi da fare" il più possibile per risaltare davanti agli altri.

sandavi ha detto...

Lo statuto si accetta e basta. Bene, dunque obbedite al Vescovo, finitela con l'invasione del foro interno, abolite l'obbligo della decima, smettetela con gli abusi liturgici.

l'apostata ha detto...

all'anonimo delle 11,26


Trovi le norme sul Messale Romano. Il Messale è prescrittivo, ovvero si può fare solo quello che è espressamente indicato. Tutto il resto è vietato.

Il testo completo è liberamente scaricabile in pdf.

La purificazione

278. Ogni volta che qualche frammento di ostia rimane attaccato alle dita, soprattutto dopo la frazione o dopo la Comunione dei fedeli, il sacerdote asterga le dita sulla patena, oppure, se necessario, lavi le dita stesse. Così pure raccolga eventuali frammenti fuori della patena.

279. I vasi sacri vengono purificati dal sacerdote, dal diacono o dall’accolito istituito, dopo la Comunione, oppure dopo la Messa, possibilmente alla credenza. La purificazione del calice si fa con acqua o con acqua e vino, che poi quello che purifica beve. La patena si asterge normalmente con il purificatoio.

Si presti attenzione a che si consumi subito e totalmente all’altare quanto per caso rimane del Sangue di Cristo dopo la distribuzione della Comunione.

280. Se un’ostia o una particola scivolasse via, si raccolga con rispetto; se poi si versasse qualche goccia del Sangue del Signore, si lavi il luogo con acqua, e l’acqua si versi nel sacrario che si trova in sagrestia.

Michela ha detto...

Lino, tu scrivi che
,Io non penso assolutamente cne nella "teologia" del Cammino non si creda nella Transustanziazione, che non esista riferimento al trascendente

e poi
Esiste trascendenza, la mistica della Merkavah è trascendentale.

la Transustanziazione non viene certamente mai negata ( e neanche affermata) e i segni richiamano piuttosto, come ha scritto Valentina, una consustanziazione, e come nella cena protestante ciò che conta di più la comunione fraterna che non purificare i bicchierini.
Poi ogni singolo, a seconda della sensibilità maturata verso l'Eucarestia, si regola nei vari modi descritti più sopra.

Il trascendente del cammino è molto umanizzato e la merkavah è il cammino che porta la Parola ( e /o lo spirito) nel mondo.
Ma hai scritto 'trascendentale' 2 volte intendendo trascendentale o trascendente? Perché siamo d'accordo che la mistica del cammino è conoscenza, ma non è vera mistica trascendente. Anche il passaggio dalla morte alla vita non ha aspetti definitivi, ma va sempre rivissuto ad ogni Eucarestia, perchè non c'è vero progresso spirituale, ma solo di conoscenza.

Lino ha detto...

@ Michela
Ho difficoltà a dilungarmi con la tastiera del notebook. Sì, ho scritto trascendentale, non trascendente. È più filosofia cehe religione, gnosi nel caso. È conoscenza esperienziale derivante da stati emogzionali indotti dai rituali. Ne riparleremo.
Sulla presenza reale, hai ragione. Kiko è ambiguo ma in più di un punto dei mamotreti dà l'idea di crederci. Rileggi il passaggio del tabernacolo inutile: non nega la Presenza nel pane, solo che il pane si guasta. "La celebrazione è per mangiare". Una volta celebrata la Cena, il passaggio è terminato. Ecco perché io non ci leggo
Lutero ma una Transustanziazione a tempo, finalizzata al passaggio dalla morte alla vita della comunita. Questo motiva il disinteresse per le briciole terminato il passaggio.

Anonimo ha detto...

@ Lino

http://www.internetica.it/neocatecumenali/transustanziazione.htm

Lino ha detto...

Ne discutiamo al ritorno. Non riesco a copiare e incollare dai mamotreti, per me la questione è ambigua.

Lino ha detto...

Ne discutiamo al ritorno. Non riesco a copiare e incollare dai mamotreti, per me la questione è ambigua.