domenica 12 gennaio 2020

Il Matrimonio Spirituale: a sorpresa appare un'ultima tappa neocatecumenale NON APPROVATA !

Dalla narrazione del Matrimonio Spirituale:
Dopo la convivenza di riporto 2011, i catechisti annunciarono alla nostra comunità un altra tappa del cammino: il matrimonio spirituale. Questa è una convivenza nuova per le comunità che da tempo hanno finito l itinerario neocatecumenale e rinnovato le promesse battesimali. Alla fine dell incontro con i nostri catechisti, scherzavamo fra di noi perché fu chiesto a ognuno la disponibilità a quest invito, a questo dono del Signore senza mai parlare del prezzo del viaggio.
Tutto è stato così improvviso, un viaggio a sorpresa. Ci siamo messi nelle mani di Dio e Lui ci ha aperto le strade (ferie al lavoro, soldi per pagare il viaggio, figli a casa). Ora siamo qui con la nostra comunità quasi al completo, gioiosi ed emozionati.

Geremia 31, 31-34 (*)

Questa esperienza delle comunità giunte all'ambìto traguardo del "Matrimonio Spirituale", trovata in internet, si svolge in Terra Santa; lì dove il Cammino è finito - circa dieci anni prima - col famoso "Viaggio di Nozze" a sigillare l'intero Cammino Neocatecumenale ormai alle spalle, una volta superato l'ultimo scrutinio dell'Elezione e rinnovate le Promesse Battesimali nella Notte di Pasqua.
La cosa più impressionante di questa ennesima Tappa, assolutamente non prevista, è l'esclusivismo a cui conduce; essa degnamente corona l'itinerario "cattolico(?)" di formazione per la "fede adulta" - come blaterano a vanvera - che prende il nome di Neocatecumenato che di cattolico non ha un bel niente.

Durante il "Matrimonio Spirituale" non c'è neppure una Liturgia celebrata in comunione con la Chiesa locale, o almeno in un qualche contesto ecclesiale esistente lì in Terra Santa e soprattutto con le stesse modalità in uso tra tutti i cattolici. È un "Matrimonio Spirituale" con chi o cosa? Con chi convolano a nozze costoro? Quando mai sono stati o sono parte della Chiesa?

Ricordo bene che tanti anni fa, all'inizio di tutto, si portava sempre questa giustificazione al fatto che le comunità dovessero essere piccole, camminare ognuna per conto proprio, celebrare ognuna per conto proprio: "Sono piccolini, sono i lontani, la pecora perduta, hanno bisogno di un luogo dove essere curati e crescere, il cammino è lungo...". Lungo? Mai hanno detto che il Cammino non sarebbe finito MAI e che le Comunità alla fine si sarebbero cristallizzate, non innestate nell'organismo della Chiesa, ma un corpo a parte ETERNAMENTE DIPENDENTE DAI KIKATECHISTI.

Kiko non si fida del "cuore nuovo"

Si comprende bene il perché hanno voluto con tutte le forze una Domus in Galilea, un'altra in Gerusalemme e poi ancora hanno acquistato il Monte degli Ulivi (all'asta e a suon di Milioni di euro uno sull'altro) ancora non si sa per far cosa, di sicuro un altro Mausoleo per esporre all'adorazione del popolo dei camminanti il loro dio unico: Kiko Argüello.

Nei sempre più frequenti soggiorni in Terra Santa passano la gran parte del tempo a ciondolarsi tra ricche e sfarzose magioni: "siamo figli di re!", sentendosi "figli primogeniti" di una nobile schiatta che non può confondersi in alcun modo coi comuni mortali i quali non hanno avuto in sorte di "sperimentare" il fatale "incontro che cambia la vita". Incedono orgogliosi, circonfusi dello spirito kikocarmeniano che gelosamente detengono e custodiscono e che tutto impregna col suo marchio inconfondibile. Una specie di Edenlandia surreale e festosa in cui si trovano a loro agio e si muovono tutti giulivi.

Leggere per intero il racconto esaltante pubblicato dagli eletti, fortunati partecipanti al viaggio in Terra Santa, dà la cifra esatta della loro totale alienazione non solo dalla Chiesa, cosa ormai scontata, ma anche da tutta la realtà concreta circostante e dalla loro stessa storia personale, alla faccia degli infiniti scrutini subiti lungo tutti gli anni di cammino dai kikatechisti e che dovevano servire ad aprire l'orecchio "a Dio che parla nella storia". Gli ex neocatecumeni/neofiti diventati "adulti nella fede" sono, alla fine della fiera, fallimentarmente ed irrimediabilmente fuori dal mondo; e qui possiamo pronunciare il "tutto è compiuto Neocatecumenale": proclamare compiuto del tutto il grande capolavoro firmato Kiko e Carmen. Che triste sorte tocca a questi miseri dopo tanta fatica! Finire emarginati, come dicevamo, cristallizzati, cancellando in modo definitivo ogni residua speranza di potersi "sciogliere" un giorno come il sale nelle Parrocchie; cosa che - non dimentichiamolo mai - Kiko aveva promesso solennemente agli albori dell'esperienza.

L'alienazione nega l'"incarnazione". Quando ti trovi di fronte ad uno che ha fatto convintamente, per filo e per segno, tutto il cammino hai la sensazione di trovarti davanti a un alieno e ti rendi conto che ormai egli parla un altro linguaggio e non c'è più possibilità di intendersi.

L'alienazione è ghettizzazione: solo tra di loro si capiscono (abbastanza per scannarsi a vicenda come fiere ad ogni occasione), chiusi in un castello incantato e surreale che esiste solo nella loro fantasia.

Questa ennesima inutile Tappa, inventata da Kiko per cementare ancor più al loro interno le comunità che hanno finito il cammino da anni e arginare le forze centrifughe che premono sempre più forti per disintegrarle (cosa che si intuisce anche da alcuni passaggi della narrazione) cerca di imprimere un nuovo slancio allo stanco trascinarsi dei fedeli adulti costretti ancora a "camminare": neocatecumeni di lungo corso che somigliano tanto a quei poveri "bambini MAI nati", prigionieri di un "aborto ritenuto", prigionieri per sempre in un utero inerte e tiranno.

Vorrei che qualcuno che lo ha capito, venisse a spiegarci a cosa serve questo lungo viaggio autocelebrativo!

Stare lì a contemplare la lussuosa Domus, nella quale i fratelli vengono accolti come padroni: "questa casa è vostra!" …e noi siamo qui a servirvi, ad accogliervi con i canti di Kiko e con un ricco buffet, "Vieni dal Libano, mia sposa" (vieni... vieni...). E poi ci chiediamo perché nel racconto, pur tanto dettagliato, non si fa cenno alcuno alle collette "libere(?)" così numerose alla Domus, come ben si sa?

"Questa casa è vostra!" dicono e continuano aggiungendo "È casa vostra non pagate! Ma nella colletta (dell'onnipresente sacco nero) se volete, potete mettere anche di più di quello che avreste speso in un albergo a cinque stelle (a cui la Domus si può ben paragonare), sapendo che qui abbiamo tante spese. Pensate voi cosa ci vuole per mantenere tutto questo: ospitare Ebrei, Vescovi, Cardinali e i Seminaristi poi! Carissimi seminaristi! Date, date nel sacco nero".

Ma cari e fedeli fratelli camminanti, come fate a non capire ancora?
Ma guarda un po'! Nell'esperienza riferiscono che i catechisti non hanno parlato mai del prezzo del viaggio. E noi ci chiediamo: qualcuno avrà sganciato la grana (questi i denari te li sfilano dalle tasche senza che neanche te ne accorgi; ma no, i fratelli sanno bene come funziona. Già ai miei tempi qualcuno si è fatto un prestito o un mutuo e i soldi venivano raccolti con un buon margine per spese varie ed eventuali e almeno un mese prima di partire. Allora ci chiediamo; perché non ne parlano? Non lo scrivono? Forse risuona nella loro mente la parola dei kikatechisti: "sei schiavo di mammona!" Ormai sono soggiogati del tutto; sindrome di Stoccolma bella e buona)!

Non esplicitano neanche quanto a ognuno di loro è costato questo lussuoso viaggio a coronare il Cammino. Una intera settimana. Abbiamo notizie che il tutto si aggirerebbe sui 1500-2000€, ma di certo la spesa finale per ciascun fratello è più alta ancora per le ulteriori collette a sorpresa del: "È casa vostra, non pagate, ma generosamente mettete di più nel sacco nero, perchè il Signore ama chi dona con gioia!".

Geremia 31,31-34: (*)

31 «Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. 32 Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. 33 Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».

45 commenti:

  1. Uomo Libero!!!!!!!!!12 gennaio 2020 08:39

    DOPO IL MATRIMONIO SPIRITUALE, C'È LA TAPPA DEL PARADISO FISCALE..

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Il termine "Matrimonio spirituale" nella teologia spirituale rappresenta quella che forse è la tappa più elevata dell'esperienza dei mistici.
    Un'esperienza sempre originale, come tutte quelle dei mistici, oltre alla quale pare ci sia solo la visione beatifica.
    In ogni caso, per la CHIESA, ha un significato ben preciso.

    Dare un significato diverso a ciò che per la Chiesa ha già un significato, è SCORRETTO e FUORVIANTE.
    Inoltre è un'altro sintomo che il Cammino è un satellite uscito dall'orbita della Chiesa. Una SETTA.

    Kiko voleva fare un'altra tappa? Poteva chiamarla in altro modo. Ad esempio "Patto tra la comunità del Cammino e Dio".
    Al di là del fatto che un patto che "s'é inventato Kiko" (così l'ha definito entusiasticamente un camminante di mia conoscenza) probabilmente Dio non avrebbe aderito, almeno non ci sarebbe stata confusione.

    Sul fatto che non è stato approvato significa che non è stato approvato il Cammino.
    Il Cammino fu approvato da Giovanni Paolo II che sapeva sarebbe durato ben 7 ANNI! Poi si sarebbe sciolto nelle parrocchie cosicché i camminanti potessero essere modello nel SERVIZIO nelle PROPRIE parrocchie.
    Cioè: i camminanti sarebbero diventati parrocchiani come tutti e "più", SEMPRE presenti in prima fila ad OGNI attività parrocchiale nelle PROPRIE parrocchie. Sagrestani modello buoni a tutti gli usi.
    Ma non è così. Ovvero: Il Cammino reale, diverso da quello degli statuti, NON è stato approvato!

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    1. Il termine "Matrimonio spirituale" nella teologia spirituale rappresenta quella che forse è la tappa più elevata dell'esperienza dei mistici...

      Infatti tra i canti di k. A. ricordo che ero sempre attratto da uno in particolare "la notte oscura" tratto dai poemi di S. Giovanni della Croce, ma con mio rammarico mi accorgevo che quando veniva spezzato all'assemblea mi rendevo conto che non c'entrava niente o quasi con la spiegazione fatta dallo stesso autore dei versi. Quando chiesi spiegazione ai catechisti mi dissero di lasciare andare la mistica perché non mi avrebbe fatto stare con i piedi per terra. S. G. della croce, Teresa d'Avila, P. Pio erano figure d'altri tempi, oggi la Santità si manifesta nel c.n.c attraverso la storia che fa Dio nella tua vita, sotto la stretta interpretazione dei tuoi catechisti tutto il resto era solo perdita di tempo che non ti avrebbe fatto crescere seriamente nella fede. Tutte le nostre esperienze spirituali dovevano essere incasellate e catalogate all'interno del cammino, altrimenti erano fole e fantasie da disprezzare. Mi resi conto ben presto che di mistico e trascendente nel cammino c'è ben poco.

      Un ex catecumeno (un giuda per loro).

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  4. Su Crux Sancta commentano il discorso di Giovanni Paolo II del 1977 che è stato taroccato dai kikos; il titolo della pagina di Crux Sancta è: «La menzogna e l'inganno sono inseparabili dal neocatecumenato?

    Come per tutte le domande retoriche, il punto interrogativo finale va interpretato come punto esclamativo.

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  5. Visto che il "matrimonio spirituale" io l'ho fatto, voglio proprio raccontare la mia esperienza.

    Io e mio marito avevamo appena fatto un anno "sabbatico" in un'altra comunità di un'altra parrocchia (cosa che dovette autorizzare Kiko in persona) perché stavamo in gravissima divisione sia con la comunità che coi catechisti. Solo perché avevamo fatto presente che le promesse iniziali non si erano minimamente attuate.
    Quell'anno avrebbe dovuto avere lo scopo di "aiutarci", non si sa in cosa, ma "aiutarci".
    In realtà avremmo dovuto anche starci molto di più, nell'altra comunità, ma siccome i nostri catechisti avevano agguerritamente avversato questa decisione che ci sottraeva "alla loro autorità", tanto fecero e tanto dissero che dopo appena un anno ci riconvocarono SENZA POSSIBILITA' DI RIFIUTO, direttamente per fare il "matrimonio spirituale".
    Fu un colpo gobbo ma noi, dopo molti ripensamenti, decidemmo di parteciparvi.
    Il nostro rientro nella nostra comunità "d'origine" quindi, avvenne in un clima piuttosto da DIVORZIO che da matrimonio. Non solo per noi, ma per tutti.
    Era ormai qualche anno che i "fratelli" della nostra comunità non ci parlavano, ci emarginavano, si zittivano se passavamo intorno a gruppetti in conversazione, ci lasciavano da soli ai tavoli nei pranzi comuni e, come se non bastasse, avevamo certezza che riferivano ogni nostra singola mossa ai catechisti, manipolando le cose secondo il loro sporco orecchio e la loro volontà.
    In questo clima di DIVISIONE TOTALE, la comunità partì per il "matrimonio spirituale".
    Una volta alla Domus, il clima di isolamento continuò imperterrito. Nessuno ci rivolgeva la parola né a noi né al nostro parroco, che se ne stava da solo SEMPRE, non spartendo nessuna ora del suo tempo né coi catechisti né col presbitero dell'equipe.
    Un giorno, dopo cena, mentre io e mio marito vagavamo da soli per la Domus, ci imbattemmo sulla terrazza che dà sul lago, nel nostro parroco solo soletto e ci intrattenemmo con lui a fare fotografie al panorama di notte. Gli altri erano nei salottini a conversare, ridere e "fare comunione".
    Come se non bastasse, nel "dialogo" con i catecumeni, che si svolse proprio alla Domus, l'argomento iniziale di ogni colloquio col "fratello", era se "era contento o no che noi fossimo tornati".
    Ne sentimmo di tutte: chi diceva che "avrebbe dovuto pregare tanto perché aveva ancora "problemi antichi" con noi da risolvere" (potrei immaginare quali, ma non ne sono certa, non avendocene mai parlato in maniera precisa e puntuale, in tutti quegli anni); un altro che diceva che ci aveva considerati "seminatori di zizzania" e così via...
    Questa "popolarità in negativo", in un contesto in cui nessuno ci rivolgeva la parola, compresi i catechisti, ferì molto me e mio marito e lo facemmo presente al presbitero dell'equipe.
    Dalla volta successiva il sinedrio finì. Forse capirono, o forse no.
    Era veramente un sinedrio, nel quale noi eravamo "gli imputati", senza alcun avvocato a nostra difesa che non fosse nostro Signore.
    Il giorno della firma del "contratto", io dissi esplicitamente che sì, avrei desiderato sposarmi col Signore, ma non con la comunità.
    Vi sareste "sposati" voi con qualcuno che da anni non vi rivolgeva la parola, parlava alle vostre spalle secondo come gli tornava, mistificando la realtà, per il solo gusto di mettervi male?
    Io di certo no.

    segue...

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  6. Avvenne che poi, come avevo ben visto fare praticamente da tutti, per non stare a ripercorrere tutti gli stadi del convincimento, firmai con totale riserva interiore, tanto tutti avevano sempre fatto così: dicevano che avrebbero osservato i precetti neocatecumenali, ma pochissimi li osservavano di fatto.

    Dopo questo "MATRIMONIO" TRA NEMICI, ci fu l'incontro coi catechisti e l'ennesimo "dialogo" coi catecumeni nel quale, a fronte di amabili elogi a tizio e a caio, sorrisetti bonari e adulazioni, a noi fu ancora riservata da parte dei catechisti dura provocazione, insinuazioni e "messa alla berlina".

    Fu dopo quell'incontro che trovammo la forza di troncare col CNC, nel quale avevamo trascorso i 35 anni centrali della nostra vita.

    Non fummo certo accolti come "il figliol prodigo", al nostro ritorno fummo accolti da quella comunità come l'evaso che ritorna in carcere sotto le grinfie dei secondini, per fargliela scontare.
    E questo fu il "MATRIMONIO SPIRITUALE" di quella comunità, avvenuto in un clima sia spirituale che umano di pieno "DIVORZIO", senza amore né libertà, ma per puro spirito di dominio.

    Non sarà così per tutte le comunità, ma il nostro caso dimostra che NON IMPORTA l'amore all'interno della comunità, basta la firma sul contratto, poi si può uccidere il "coniuge" in mille modi diversi.

    Adesso, quella comunità, che contando tutte le fusioni negli anni avrebbe dovuto essere composta da oltre 200 persone, vede la trentina di "eletti" cantarsela e suonarsela tra di loro, in una realtà sempre più decadente ed incerta, ma fieri della loro elezione, pagata col sangue dei "fratelli".

    Qualcuno potrà obiettare: "ma siete stati voi ad abbandonare", non gli altri.
    Al che io a mia volta obietto "Ci stareste voi in un lager in cui i Kapo per primi scaricano su di voi le loro frustrazioni umane pretendendo sottomissione e obbedienza cieca, sotto l'egida di un cristianesimo che è solo sete di dominio e di potere, senza una sola briciola di "amore" o condivisione umana?"
    Quando scopri che chi tira le fila non è l'"amore", ma l'odio e la vendetta, l'invidia e i colpi alle spalle, l'emarginazione e non l'accoglienza, altro non puoi fare che scappare da quel demonio.

    Sia lodato il Signore che, nonostante tutto, ci ha accolti nella sua Vera Chiesa.
    Un'esperienza così poteva anche allontanarci del tutto, per buona soddisfazione del nemico di Dio.

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  7. Corre voce nelle comunità neocatekike ("si vocifera, si vocifera!") che il Papa avrebbe nientepopodimenoche telefonato a Kiko per fargli gli auguri dell'ottantunesimo compleanno giovedì scorso e per ringraziarlo e bla bla bla.

    Ovviamente, come tutte le notizie fabbricate dalla propaganda kikiana, il dato va letto esattamente al contrario: è Kiko, che in occasione del proprio compleanno ha tentato di telefonare al Papa (mobilitando tutti i prelatoni kikoloni possibili), non importa se riuscendoci o no, non importa se con ringraziamenti o no, non importa da chi a chi erano i presunti ringraziamenti, l'importante era sbattere la "notizia" in prima pagina e se - come in questo caso - nessun giornalista l'ha presa in considerazione (neppure i neocatekiki stanziati come topi di redazione) allora rifilarla ugualmente ai fratelli delle comunità del Cammino, per ingannarli riguardo al rapporto esistente fra Kiko e il Papa. Rapporto che non è filiale, né di ubbidienza, né di condivisione, tanto meno di approvazione degli strafalcioni liturgici e dottrinali e del devastare la vita spirituale e materiale dei fratelli delle comunità.

    Il tutto senza contare che questo Papa ha una ben diversa attidudine rispetto ai suoi predecessori, e ha già mostrato di sapertele suonare per bene proprio mentre ti complimentava (è lo stile gesuitico, del resto).

    Come dice quel vecchio proverbio, "ci vuole la carne per fare le salsicce": non potete riempire le salsicce di aria fritta, ci vuol proprio la carne. Infervorarsi a vicenda sull'aria fritta serve solo a consolidare i due pilastri principali del Cammino Neocatecumenale, e cioè l'inganno e la menzogna. Potrete forse ingannare gli uomini, ma non potrete ingannare Dio.

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  8. Libera,potrei dirti di essere senza parole ,(e forse chi non ha fatto il cammino leggendo può addirittura scandalizzarsi perché trattasi di un cammino spirituale)ma si dã il caso che questi comportamenti sono stati assunti anche nei miei confronti,(anche se non sono arrivata per mia fortuna alla tappa "finale"mi sono fermata al secondo passaggio,quindi solo pochissimi anni)solo perchė avevo accennato al mio responsabile che c era qualcosa che non andava riguardo sia alla dottrina che a l unione tanto decantata con i fratelli,ovviamente il responsabile (che aveva o meglio che ha 30 anni meno di me)che io tra l'altro volevo tanto bene in quanto lo trattavo come un figlio,é corso subito a dirlo sia ai catechisti che al resto della comunità,da quel momento in poi hanno iniziato a fare tutto come Tu hai descritto,segnando poi a breve la mia uscita dalla comunitå.A volte quando ci penso e rivedo nella mia mente i loro volti,i loro modi di fare,mi é talmente chiaro che quelle persone sono plagiate fino al midollo.LILLY

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  9. In linea con GPII, che ha denunciato il male alla Velle dei Templi, ecco che opero seguendo il mio maestro, cioè il Papa che noi tutti, cristiani, dobbiamo seguire, anche a costo del martirio.
    Cari tutti e cari figli di Dio, specialmente i figli di Dio. Mi rivolgo su ogni ambito tenebroso, chi ha orecchie per sentire...
    Purtroppo viviamo in un mondo pagano dove ci vediamo davanti a noi persone che ci vorrebbero piegare alla loro mediocrità ( se vogliamo essere buoni a definire così la situazione attuale) delle scelte nella vita. Infatti, verso queste persone, le quali sono decadute in ambito carnale, ovvero hanno aderito con tutto il loro essere alle passioni della carne, e per cui si danno ad ogni sfogo carnale, da quelli sessuali, a quelli di sfruttamento del prossimo, ai soldi e ad altro, ecco che siamo chiamati a contrastarle, perchè vogliono ottenere da noi il consenso in ciò che fanno, con il fine di farci cadere, anche a noi, nella fogna nella quale si sono immesse. Mi spiego meglio. Una persona qualunque, che non ha ricevuto la dovuta educazione, ecco che sceglie di aderire a delle passioni che nascono dentro di lei, perchè se non ti dai alla Grazia, inevitabilmente ci si dà alla Carne. Ognuno si faccia un'idea di chi potrebbe essere la persona, basta aprire la tv e vedere, ne avete la scelta, parlo a 306°. E per cui questa persona si da a tutto questo, e quindi sappiamo che la sua scelta è contro Dio, la Fonte della Vita, e siccome Egli è la Vita, inevitabmente la persona ha scelto la Morte: [16] Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,
    [17] ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".
    (segue)

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  10. Costoro, nella loro confusione personale, vi ricordo che sono persone che sono confuse internamente, ovvero come ciechi e sordi vanno in giro senza sapere da Chi sono state create e senza sentire i dovuti consigli di bene, ecco che non sanno distinguere ciò che è buono e ciò che è cattivo. Anzi arrivano a scambiare le situazioni, cioè scambiano la morte per la vita e la vita per la morte. Come una persona che non ha voluto mai studiare la matematica, ecco che messa davanti ad una divisione non sa cosa sia, e potrebbe fare l'inverso dell'operazione. Similmente così per rendere l'idea. Una volta che hanno aderito al "frutto proibito" , cioè son cadute nella tentazione, si passa alla fase successiva, ovvero intorno a loro si vedono delle persone che non sono in sintonia con le loro scelte, e per cui al vederle si alimenta dentro di loro come una riflessione, cioè gli altri è come se dicessero a queste, indirettamente, che hanno commesso una violazione della Volontà di Dio, perchè il Signore non è d'accordo su quelle cose. A quel punto subentra un'altra operazione, cioè a essere più precisi o si cambia, cioè si ammette la violazione e per cui vi è il pentimento, oppure si entra ad essere un tutt'uno con il Serpente, e per cui si ripete verso gli altri l'operzione che li ha fatti cadere: [1] Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".
    [2] Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
    [3] ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".
    [4] Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto!
    (segue)

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  11. Cioè si inizia a negare il tutto, e ad accusare il prossimo di essere un retrogado, medievale, che procura del male a loro, che è contrario alla civiltà, e tante cose simili. Dovete sapere che la mente umana, a fantasia, può formulare tante cose, e per cui si accusa il prossimo di ogni cosa. Questa operazione la fa il Serpente dietro le quinte, ovvero ha in pugno queste persone, con lacci tenebrosi, e per cui le alimenta. Lo scopo, vi ricordo, è quello di riuscire a sfondare le difese e riuscire a modificare la nostra volontà, cioè a staccarla da Dio, con il fine di aggangiarla a quella del Demonio.
    Voi vi chederete che tipo di potenza avrà il Demonio? Io non lo so piùdi tanto, sono sincero, ma vi dico che è molto potente. Bdate bene, non Onnipotente, perchè l'Onnipotente è Uno: DIO, LA TRINITA'. Ma vi faccio un esempio concreto su come opera, che è un indizio della sua potenza. Per farvi capire, sicuramente vi sarà capitato di partecipare alla Santa Messa. OK! Mentre siamo lì, capita spesso, quasi sempre, che al momento della Consacrazione, specialmente in questa, o dell'Omelia, squilli il cellulare. Potrebbe squillare in ogni momento, e forse capita pure, ma al 90% squilla in quei momenti. Si percepisce che vi è un'azione sotto. Bene. Il Demonio in quel momento sa chi ha il cellulare acceso dentro al chiesa, e chi l'ha spento, e sa quando e quale persona deve far chiamare al telefono in quel momento, ovvero dall'altra parte sa chi è collegato a quella persona, cioè a livello telefonico, e per cui tenta di chiamarlo, e lo tenta al momento giusto. Evidentemente in quel momento perde la cognizione e si manifesta palesemente, cioè cerca di portare la sua azione di disturbo, perchè vorrebbe rompere o disturbare l'azione dello Spirito. Per cui ci troviamo davanti ad una creatura spirituale, angelica decaduta, la quale ha delle forze,e dun'intelligenza, soprannaturali. Capite come riesce a muovere le situazioni. E per cui così opera con queste persone che vi sto citando a livello generico, cioè le muove, tentandole, e fa fare loro la sua volontà decaduta, con il fine di contrastare Dio, l'azione dello Spirito Santo.
    (segue)

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  12. Infatti, se stiamo attenti alle situazioni, ecco che queste persone decadute, che fanno cose contrarie alla Volontà di Dio, puntano la Chiesa, e vorrebbero modificare l'Ordine Precostituito da Dio. Cosa impossibile, perchè nulla può modificare il Signore. Queste persone, come fece il Serpente, ecco che proprio lì dove vi è l'Opera di Dio, cioè l'innocenza, punteranno la loro azione. Infatti al vedersi davanti che l'anima è innocente, parte loro la dissimulazione, in quanto le decadute sono anime immerse nelle Tenebre, ecco che si travestiranno di falsità ed inizieranno ad accusare l'innocenza di ogni cosa. Infatti ne studieranno di tutte, a definirele le creature innocenti come liberticide, cioè contrarie ai diritti dell'uomo, contrarie alle leggi dello Stato ( le leggi dello Stato le fanno le persone, e per cui se fa la legge un assassino, ecco che a quel punto uccidere non è più reato), contrarie a ogni cosa. Cioè il Principe delle Tenebre, che non ha nessun accesso alle cose di lassù, ecco che cerca di acquisire potere nelle cose terrene, e per cui vi è ciò che ha detto nostro Signore: Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.
    E' l'uomo che si fa Dio e si mette al posto di Dio, che è diverso dall'uomo che segue Dio, che è un tutt'uno con il Signore, cioè il Signore agisce nell'uomo.
    Diveramente il figlio di Dio cerca di portare avati questa preghiera che ci ha indicato il Signore:

    Padre nostro che sei nei cieli,
    sia santificato il tuo nome,
    venga il tuo regno,
    sia fatta la tua volontà
    come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
    e rimetti a noi i nostri debiti
    come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
    e non ci indurre in tentazione,
    ma liberaci dal male
    Come potete vedere vi è il Mondo, forte, tenebroso, accusatore, vero liberticida, spregiudicato, falso, e vi è il Regno di Dio che è luce, amore, libertà, Volontà di Dio, creazione, innocenza, verità, ecc, ecc.

    Pace ai figli della Pace. Dio è la Pace.

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  13. È chiaro per tutti che questo successivo passaggio del Matrimonio spirituale con viaggio in Israele è stato istituito per riempire l'albergo a 5 stelle e finanziarne la sopravvivenza? Non è difficile immaginare che anche la nuova Domus sul Monte degli Ulivi avrà bisogno di una convivenza apposita. Propongo una tappa del funerale spirituale, che si adatta benissimo all'età dei partecipanti e all'atteggiamento lugubre e crepuscolare di Kiko e don Pezzi.

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  14. Segnaliamo ai professionisti riscopritori del battesimo e grattugiate di chitarrella un interessante articolo sul battesimo.

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  15. Visto che sono in vena di "esperienze", racconto anche quest'altra, avvenuta immediatamente prima dell'"anno sabbatico".

    All'ultima convivenza prima dell'anno "sabbatico", un "fratello" che, Dio mi è testimone, non aveva mai ricevuto da noi nemmeno un sospiro, ma era carico d'invidia repressa per certe situazioni (che nemmeno lo riguardavano), ci attaccò come una furia.

    Non so se ad altri ex catecumeni sia successo, ma da noi il "rispetto" per l'esperienza del "fratello", su cui non puoi mettere bocca se non per aiutarlo in caso di esperienza simile ecc ecc, non è MAI STATO RISPETTATO.
    Da noi era da sempre invalso l'uso che chiunque si poteva intromettere, leggere la storia altrui, dare buoni o cattivi consigli...
    Naturalmente c'erano di quelli che, non si sa perché, si sentivano maggiormente titolati a parlare sulle vite altrui, forse perché erano catechisti e credevano di poter fare i catechisti anche nella propria comunità, coi propri fratelli.
    Anche noi eravamo catechisti, ma questa libertà non ce la siamo presa mai anzi, ci infastidivano parecchio i "maestrini" senza cattedra dentro la comunità.

    A quella convivenza il caro "fratello" maestrino senza cattedra, uno di quelli che pur non contando nulla aveva sempre il microfono in mano per annunciare "questo o quello", per "avvisare cavolate", ecc., prese la parola per vomitarci addosso le peggiori accuse, con una rabbia in corpo senza limiti, profferendo anche diverse menzogne palesi anche a tutto il resto della comunità.
    Naturalmente reagimmo, non fosse altro per correggere le menzogne (inutile, questi non si fanno correggere MAI e non chiedono MAI scusa).
    Alla nostra reazione la comunità, invece che zittire l'improvvido "fratello" senza cattedra e metterlo davanti alle sue menzogne, passò dalla sua parte con commenti più o meno espliciti, attaccandoci senza fine, tanto che ce ne dovemmo andare dalla bolgia che si era scatenata.
    Mi fu detto dopo da una vecchietta "neutrale", che andati via noi riservarono la stessa sorte al parroco, oggetto da sempre dei loro molteplici attacchi anche lui.

    Quel "fratello maestro senza cattedra" poi, siccome si era vicini alla Pasqua, come se nulla fosse ci telefonò per invitarci alla Veglia, con lo stesso tono che si adopera tra buoni amici, come se nulla fosse successo.
    Quando noi gli dicemmo che non saremmo andati, prontamente telefonò ai catechisti, con la bonarietà del buon fratello innocente e disse loro che, pur avendoci invitati, noi rifiutavamo di andare alla Veglia.

    Di questa telefonata lo seppi direttamente da una nostra catechista, che per dimostrare "quanto ci amavano i fratelli", me la raccontò.
    Naturalmente quel fratello non le disse PERCHE' non ci volevamo andare (e non ci andammo), di come ci aveva aggrediti ingiustamente, di come aveva sollevato una rivolta nella comunità contro di noi, di quanto male gratuito avevano fatto a noi ed al parroco dopo di noi.
    Il delatore fece in modo da passare lui stesso da "buono" e noi da ribelli, che volevamo addirittura marinare la Veglia, pensa quanto cattivi!

    Non è la sola volta che poi abbiamo scoperto il loro parlare dietro alle spalle, con la conseguenza che dove passavano facevano come Attila, distruggevano tutto, mettendoci contro tante persone dal nulla.

    Certo non siamo santi, ma abbiamo sempre cercato di agire secondo rettitudine, con una seria e profonda ricerca di Dio. Le calunnie, le menzogne, i chiacchiericci dietro le spalle per mettere male le persone, i delatori coi catechisti e quant'altro, non lo abbiamo fatto MAI.

    Questa la "comunità-lager" dalla quale finalmente scappammo.

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    1. Non come nel vostro caso, in cui vi hanno attaccato duramente, forse erano invidiosi perché catechisti, quindi all'epoca nella piramide kikiana eravate sopra qualcuno che voleva salire le gerarchie? Comunque ogni volta che toccava a me il turno di esperienza, puntualmente qualcuno metteva bocca, e nell'ultimo periodo, che spesso ero critico sul metodo catecumeno, facevano anche battutine sottovoce, che per loro sfortuna sentivo. Purtroppo per indole, che non mi piace fare discussioni, soprattutto con chi so che non rispetta le opinioni altrui, non rispondevo, ma mi facevo nervoso e stavo male, anche perché io quando gli altri parlavano, come te Libera, rispettavo ascoltando senza giudicare, anzi, stupido, mi dispiaceva e avevo compassione per loro. E non vedere negli altri lo stesso comportamento, specialmente da chi si professa a adulto nella fede, mi faceva male. E questo è stato uno dei motivi che mi ha finalmente spinto ad uscire, per salute mentale e spirituale. Oggi ancora purtroppo a volte mi sale la rabbia per aver aperto e dato il mio cuore a persone che neanche il saluto meritano.Un ambiente negativo che mi ha fatto diventare una brutta persona,invece di aiutarmi ad essere una persona migliore, in 20 anni sono diventato peggio di quello che già ero.
      Ex fratello

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  16. Mi sono accorta che quanto al contratto del "matrimonio spirituale" ho scritto "firmai".

    Siccome c'è chi sta sempre a gufare e non se ne lascia scappare una, correggo l'uso frettoloso del verbo "firmare".

    In realtà i catecumeni non "firmano", firmano i catechisti al loro posto, firme vere.
    Eh, si sa, i catechisti sono i "garanti" della fede dei loro catecumeni.

    Ho scritto erroneamente "firmare" nella foga del discorso, ma non è un vero "firmare", è accettare che ti venga dato il contratto firmato da altri. Tu devi solo accettarlo verbalmente, è già bello che pronto e non è nemmeno nominativo, è per tutti uguale, con su scritto un passo delle Beatitudini.
    Un giorno se mi gira lo fotografo e ve lo mando.

    A proposito, qualcuno sa come si possa fare a togliere il proprio nome dalla lastra sulla scalinata della Domus, che viene messa alla fine del Cammino, con l'Elezione?
    Per mia sfortuna sta pure tra quelle "privilegiate" murate nella scalinata e non nel "ripostiglio".
    Non vorrei avere il mio nome iscritto in qualcosa di sacrilego.

    Scherzo, ma l'idea che il mio nome stia alla Domus come parte di quel tutto, sinceramente un po' mi infastidisce.

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    1. Parla con Gesù e diGli che ci pensi Lui a quella situazione, io direi così: Signore Tu sai tutto, e conosci ogni cosa, con la Tua Santa Volontà puoi tutto, e per cui puoi rendere le cose fatte in un certo modo, che sono ormai dei ricordi del passato, in cose da cui posso trarre il bene. Metto tutto nelle tue mani benedette e chiedo di pensarci Tu, perchè io non ho le capacità di modificare gli eventi, solo Tu sei Onnipotente e puoi ogni cosa. Ti chiedo la Tua Santissima Protezione e Ti chiedo come figlia di far capire a quei miei fratelli, perchè sono battezzati, e anche loro sono nella Chiesa, di far capire loro i propri errori, e siccome ci sono anche i mie, ecco che ti chiedo di portare il tutto nella Tua Santa Volontà. Signore dona la pace e la tranquillità al mio cuore e rimani sempre con me, fa che io non mi allontani mai da Te.

      (da IPG)

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    2. È una bellissima preghiera! E proprio vero che dobbiamo risolverci ad affidare a Gesù sofferenze subite ed anche quelle procurate; dopo aver perdonato, dopo esserci pentiti, non resta che lasciare a Cristo ciò che ormai non possiamo più cambiare e confidare in Lui.

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    3. Grazie per aver apprezzato... Così mi è uscita. Ogni tanto si riesce a fare qualcosa di buono.
      Che Dio ti benedica.

      (da IPG)

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  17. A proposito delle convivenze di riporto,vorrei sapere(perchė non l' ho mai capito)da Voi che avete tanti anni di cammino alle spalle,che senso aveva e che tutto ora ha che i responsabili e i corresponsabili vanno prima loro per ascoltare la convivenza di riporto ogni anno,che poi questa convivenza viene riportata alle comunità comunque dai catechisti nella convivenza di inizio corso,non fosse meglio che i responsabili ascoltassero insieme alla loro comunitå direttamente in modo da non sganciare il malloppo per alberghi e quant' altro due volte?

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    1. Questa cosa anni fa non era possibile perché c'era più gente nel CN.
      Penso che tra qualche anno sarà fattibilissima perché resteranno davvero in pochi.
      LUCA

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  18. NeoC Razionale12 gennaio 2020 22:51

    Un senso logistico, molte volte non esistono alberghi o spazi sufficientemente ampi per accogliere tutte le comunità di una regione.

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    1. E quindi la regione più vicina è sempre inevitabilmente la Terrasanta, esatto? Le vostre conoscenze di geografia superano le vostre conoscenze di teologia, a quanto pare.

      Ah, c'è anche il fatto che «il più lussuoso albergo di Gerusalemme» cioè il King David Hotel (cinque stelle), dove si tiene il "pranzo a sorpresa" dei neo-matrimoniati, per il quale devono esibire sorpresa ed entusiasmo, si trova per l'appunto a Gerusalemme. Ma questo è un Arcano Super Arcano...

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    2. E' vero.
      Anche se negli ultimi anni ho assistito personalmente all'invito di intere comunità perché erano talmente esigue che non avrebbe avuto senso dividere il riporto tra "riportatori" e "ascoltatori".

      Anche nella comunità dove stavo io, gli "ascoltatori" erano poco più di 20, ed era una "storica".

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    3. Al King David ci si va due volte: all'Elezione e al Matrimonio spirituale.
      Avranno una convenzione?

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  19. 30anni

    LMS In realtà i catecumeni non "firmano", firmano i catechisti al loro posto, firme vere.
    Eh, si sa, i catechisti sono i "garanti" della fede dei loro catecumeni.


    Confermo che i destinatari del papiro (single oppure coppia, che ne riceve solo uno) non firmano; ma devo fare una correzione: il papiro è firmato non solo dal/dai catechista/i ma anche dal responsabile (noblesse oblige ...)

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    1. Certo, il responsabile firma a nome della comunità.

      A noi però non ne hanno dato uno solo come coppia, ne hanno dato uno per uno, era personale.

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  20. I catechisti riportano alla comunità solo per alcuni anni, di solito fino allo Shemà.
    Poi è l'equipe dei responsabili o dei catechisti della comunità che fa il riporto.
    Per questo ci vanno solo loro, per ascoltare e prendere i mamotreti che poi serviranno al riporto.

    Prima, quando c'erano più persone, il fatto di limitare a responsabili e catechisti, e non per tutta la comunità, era una questione di numeri: ci sarebbero state troppe persone.
    Oggi come oggi, perlomeno dalle mie parti, i numeri si sono notevolmente ridotti, tanto da consentire di fare un riporto unico, anche se continuano a tenerlo diviso in due tranches. Non so per quanto ancora.

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  21. 30anni

    A proposito delle convivenze di riporto,vorrei sapere(perchė non l' ho mai capito)da Voi che avete tanti anni di cammino alle spalle,che senso aveva e che tutto ora ha che i responsabili e i corresponsabili vanno prima loro per ascoltare la convivenza di riporto ogni anno,che poi questa convivenza viene riportata alle comunità comunque dai catechisti nella convivenza di inizio corso,non fosse meglio che i responsabili ascoltassero insieme alla loro comunitå direttamente in modo da non sganciare il malloppo per alberghi e quant' altro due volte? E' quello che avviene dopo l'Elezione (o già durante il periodo pre-elezione) in cui tutta la comunità partecipa alla convivenza di inizio corso. Ma anche se fosse estesa alle tappe precedenti per i responsabili, corresponsabili e catechisti locali non cambierebbe niente perché comunque è richiesto esplicitamente che ciascuna comunità rifaccia da sola la convivenza di riporto. Quindi doppia convivenza. Per esperienza posso dire però che queste convivenze ripetute sono tra le migliori.

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    1. Si vede che in ogni luogo fanno diversamente, come vogliono.

      Da noi non ho memoria che tutta la comunità abbia partecipato all'Inizio Corso al tempo dell'Elezione ma, essendo trascorsi quindici anni da allora, la memoria mi potrebbe ingannare, visto che come catechista io ci partecipavo sempre. Potrei non aver rilevato la differenza.

      Ma sinceramente, a pensarci bene, non ho mai sentito presentare comunità intere perché stavano all'Elezione.
      Tenderei quindi a pensare che mi ricordo bene: da noi questo uso non valeva.
      Perché?
      Boh, non lo so.
      Dimostra solo che ognuno fa come vuole.

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  22. Notizie dall'estero:

    Mons.Schneider - che tempo fa aveva definito il Cammino «una setta protestante-ebraica... che di cattolico ha solo la decorazione... un cavallo di Troia nella Chiesa...» - celebrerà la Messa tradizionale in latino nella cattedrale di Guam domenica 19 e parteciperà come speaker ad un paio di eventi di raccolta fondi per i seminaristi di Guam.

    Mentre i kikos tramano dietro le quinte a suon di ricatti e di tangenti, i cattolici usano le loro armi proprie - la preghiera, la libertà dei singoli, la sublimità della liturgia.

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  23. "Kiko non si fida del "cuore nuovo"
    pretende un patto scritto e firmato".

    Forse l'esperienza di Scientology , alla fine insegna che è meglio avere qualcosa di scritto
    Vi ricordate la firma sul "libro della Vita", da custodire gelosamente con tutti i nomi dei catecumeni e da leggere, tipo appello, in comunità?
    Questa lista relativa alla mia ex-comunità, che risale al 1° passaggio, è stata ritrovata casualmente in una bibbia di un'altra comunità. Leggerla non aveva più senso perchè dopo svariate fusioni i nomi su quella lista erano ormai presenti solo nella memoria dei pochi neocatecumenali superstiti di quelle comunità.
    LUCA


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  24. Qua da me sembravano sulla via del l'estinzione, ma il nuovo vescovo ha cambiato le carte in tavola, sostituito il parroco e boom, di nuovo gente che va alle catechesi, nonostante ex, internet ecc. Senza parole nel 2020

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    1. Auguri e figli maschi e femmine!

      (da IPG)

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  25. Sicuro sarå un parroco kikiano,avrà fatto un bel invito alle catechesi durante l omelia,i parrocchiani credendo che si trattasse di catechesi cattoliche sono abboccati,poi andando avanti si accorgono che é tutta una mistificazione e la maggior parte se ne va via.

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  26. Okkio che i parroci nuovi si portano appresso le persone, se non a volte anche intere comunità dove il Cammino ha chiuso.
    Io per esempio ne sono testimone.
    Nella mia prima parrocchia chiuse il cammino per un grave scandalo e noi fummo dirottati ad altra parrocchia, alcuni più giovani anche dovendo riprendere le catechesi ex novo.

    Non è che esistono magie per cui in una parrocchia, gli stessi parrocchiani, solo perché cambia prete si fanno andar giù catechesi che prima non gradivano...
    Ci deve essere qualcosa che non hai capito...

    Parlo per esperienza diretta, comprovata negli anni.

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  27. Se non specifichi meglio, sembra un commento di un kikos travestito che pubblicizza il nuovo "boom" neocatecumenale.

    Tutti noi sappiamo invece che il semplice cambiamento di parroco non vuol dire niente. Dopo tanti anni, in una parrocchia, se il CNC è "bruciato" resta bruciato. Non c'è alternativa. I parrocchiani si passano le informazioni, alcuni emigrano, nel territorio c'è già conoscenza e, evidentemente, non gradimento.

    Quello che dici potrebbe essere attribuibile ad una parrocchia di nuova apertura neocatecumenale, semmai, non ad una già neocatecumenalizzata, solo perché cambia il parroco.
    Anzi, spesso, l'arrivo di un parroco neocatecumenale provoca fastidio in chi non è del giro.

    Quindi, magari informati meglio, perché le strategie neocatecumenali sono infinite e noi le conosciamo pressoché tutte.

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    1. No, qua il cnc è presente dagli anni '70, il prete mandato dal vescovo non è nc, ma appartiene ad una congregazione fortemente neocatecumenalizzata all' estero. Cmq negli ultimi anni so che andavano solo i figli degli nc e qualche ritorno di vecchio conio, quest'anno sono riusciti a formare una comunità di quasi 60 persone. Inspiegabile anche perché ci sono persone che conoscono e sapevo allergiche al cnc

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  28. Sentire parlare di un patto firmato con Dio per MEZZO della Comunità (nella figura del responsabile) e del Cammino stesso (attraverso le figure dei "catechisti"), è molto sospetto.
    Lo direi anche se si trattasse di altri movimenti LAICALI e non del Cammino.

    Non sono contrario per principio, ma occorre chiarire i RUOLI.
    Faccio un esempio: se un frate francescano firmasse un impegno spirituale con un movimento, dovrebbe chiarire le priorità, perché un impegno l'ha già preso col suo ordine, e se l'impegno nel movimento dovesse entrare in conflitto con l'impegno del suo ordine, il frate deve privilegiare il suo ordine. Questo deve essere CHIARO.

    I laici in genere sono sposati e la famiglia è la loro prima comunità.
    Non solo: anche i laici non sposati, in quanto laici, non possono essere legati da una firma su un contratto inventato da Kiko!
    Possono fare dei voti, ma i voti pubblici non penso si possano fare per legarsi a un movimento. Possono, al massimo, fare dei voti privati, da cui, comunque possono sempre essere dispensati tramite un sacerdote che sia parroco (cfr:https://www.amicidomenicani.it/domande-varie-sui-voti-privati-sulla-loro-commutazione-sulla-differenza-con/).

    Ma la cerimonia della firma non è nemmeno un voto privato... Al massimo è una semplice promessa.
    Probabilmente non vale più di un semplicissimo PROPOSITO.

    Se non si chiarisce questo, la firma rischia di diventare una sorta di inganno.
    Uno pensa di essersi sposato col Cammino e con la sua comunità, ma in realtà è stata una farsa.
    Un "contratto" ingannevole è un "contratto" FALSO.

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  29. OT: giorni fa è morto un brav uomo (in primis) , itinerante da anni in Olanda e appartenente alle prime (se non prime comunque seconde) file della kikokatekarmenizzazione romana (parrocchia smc). Continua la biologia ad avere sempre ragione dunque. Ne resterà soltanto uno. Sarà il gran maestro generale pluriottantenne alla fine a spuntarla su tutti i suoi centurioni? Sarebbe il colmo! Un amico del blog che ben sa

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  30. Poveracci. Lamberto

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  31. OT: giorni fa è morto un brav uomo (in primis) , itinerante da anni in Olanda e appartenente alle prime (se non prime comunque seconde) file della kikokatekarmenizzazione romana (parrocchia smc).

    Scusa chi era? Io ero rimasto a quando c'era Toni Spandri (morto già da alcuni anni), che a sua volta aveva sostituito Carlo Striano (anche lui morto da paecchi anni).

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  32. Enrico Saffioti. Anonimo che ben sa

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