lunedì 14 settembre 2020

MA CHI E’QUESTO KIKO? (Padre Conrado Monreal)

Sappiamo da informazioni certe di fonte neocatecumenale, che quando l’Argüello è arrivato a Roma aveva al suo attivo solo 3 parrocchie catechizzate e forse poco altro. Si evincono dal suo primo Libro dei canti del 1967.

Novembre 1967.
Parrocchia S. Frontis (Zamora), Santiago (Avila), Cristo Rey (Madrid)
La sua attività “evangelizzatrice” si dice fosse partita dal quartiere povero di Palomeras Altas a Madrid ma, siccome a Madrid c’erano oltre 500 parrocchie all’epoca e Morcillo ne fece erigere almeno altre 250, proprio non si capisce come mai al suo esordio l’Argüello non abbia catechizzato per prime le parrocchie della sua città e della sua diocesi, tranne quella di Cristo Rey nel ricco quartiere di Arguelles, per l’appunto dove risiedevano i suoi genitori, peraltro iniziando in un seminterrato della casa di famiglia, si dice in alcune testimonianze.

Il primo “Libro dei canti comunitari”, infatti, era rivolto solo alla parrocchia di Zamora e a quella di Avila.

Un po’ strano.

Pur approfondendo le ricerche, non esiste un solo documento o scritto ufficiale di pugno di mons. Morcillo, che avalli la teoria secondo la quale avrebbe sostenuto ed incentivato il Movimento Neocatecumenale ai suoi albori.
Solo parole di Argüello e compare, di nessun’ altra fonte ufficiale.

Sia dall’epistolario rinvenuto nel Fondo Morcillo a Madrid che nelle lettere di accompagnamento al vicario romano Dell’Acqua, più che la descrizione di un “animatore” suonatore di chitarra e aggregatore di persone, non si può evincere, come anche importanti NO alle sue insistenti richieste.

Sembra quasi che Morcillo, sommerso dalla valanga di appelli dell’Argüello e della straricca signora, talvolta non abbia potuto esimersi dall’ascoltarli, forse anche in ossequio alla famiglia Hernández Barrera, una delle più ricche di Madrid, o forse semplicemente perché, nonostante la sua contrarietà, il Concilio Vaticano II aveva imposto nuovi approcci e nuove modalità.

Non dimentichiamoci mai che Morcillo morì nel 1971, nemmeno 3 anni dopo la spedizione arguelliana in Italia.
In effetti, le lodi pubbliche del Movimento per il sostegno loro accordato da Morcillo sembrano successive a quella data, perché nei primi 3 anni “italiani” l’Argüello non era affatto personaggio pubblico.

Poi Kiko ha iniziato a dire che aveva il sostegno dell’arcivescovo Morcillo, che lo invitò a svolgere la sua opera “catechetica” nelle parrocchie, ma MORCILLO ERA ARCIVESCOVO DI MADRID E L’ARGÜELLO INIZIÒ PER PRIMO IN DIOCESI DIVERSE, CIOÈ NELLA DIOCESI DI ZAMORA, IL CUI VESCOVO AL TEMPO ERA MONS. EDUARDO MARTÍNEZ GONZÁLEZ E NELLA DIOCESI DI AVILA, IL CUI VESCOVO ERA MONS. SANTOS MORO BRIZ.

Che c’entra Morcillo?

Anzi, gli inizi fuori diocesi fanno proprio pensare a una “mancanza di sostegno”, altrimenti i due catechisti in erba in cerca di fortuna avrebbero potuto comodamente iniziare da Madrid e non riunirsi nel seminterrato di casa Argüello ed essere successivamente messi in condizione di lasciare la parrocchia di Cristo Rey dei Sacri Cuori.

Ogni probabilità fa quindi pensare che tale parrocchia dei dei Sacri Cuori, sia stata proprio la parrocchia di appartenenza della famiglia Argüello, dato che dista solo 10 minuti a piedi da via Blasco de Garay, residenza dei genitori di Kiko.

Guarda caso, oggigiorno in via Blasco de Garay n°8, c'è il Centro Neocatecumenale di Madrid.
Sarà mica la residenza degli Argüello?

Via Blasco de Garay n° 8
Invece Kiko iniziò da Zamora, distante 254 km da Madrid.

Le prime catechesi si ebbero nella parrocchia di San Frontis nel febbraio-marzo del 1967.
Questa realtà ecclesiale si dice che raggiunse la diocesi attraverso un certo José Martín Alonso, di cui non si hanno altre notizie, se non che nel 1973 era coadiutore della parrocchia e che era stato ordinato al sacerdozio nel 1966 all’età di 24 anni: terminati gli studi teologici, pur non avendo l'età canonica per essere ordinato, Martin Alonso si trasferì a Madrid per svolgere la sua tappa pastorale, dove entrò in contatto con Kiko Argüello all'inizio del Movimento ancora incipiente. Convinto da quel particolare modo di vita cristiana, propose la riproduzione di quel “modello” nel quartiere della capitale Zamora, che fu accolto dal parroco José Martín Escribano di San Frontis.

Dopo aver tenuto il primo ciclo di catechesi per DUE SETTIMANE (in Italia duravano e durano due mesi), il movimento mise radici. Informazioni fornite da José Martín Alonso stesso in un'intervista tenutasi il 4 marzo 2012.

Il 28 febbraio 1967, quindi, Kiko Argüello e Carmen Hernández arrivarono ​​a Zamora accompagnati da “diverse persone che vivevano nei bassifondi di Palomeras (Madrid)”, con le quali avevano avuto “alcuni anni” di esperienza dell'azione dello Spirito Santo in mezzo ai più poveri ed emarginati, ascoltando e celebrando la Parola di Dio e facendo celebrazioni liturgiche - in particolare l'Eucaristia -, il cui frutto era ciò che chiamavano "comunità".
Ma la potevano anche chiamare “gruppo di amici”, non è la definizione che dà la sostanza.

Quella di Zamora è nota per essere la più antica comunità neocatecumenale del mondo.

Siccome quella comunità nacque a marzo del 1967, dopo due sole settimane di “catechesi”, e fu la prima, quando fu editato il libercolo dei “Canti comunitari” nel novembre dello stesso anno da parte della “comunità” di Cristo Rey di Arguelles, si può ben dedurre che i “frutti” di tanto spasmo canoro discografico e proselitico, fossero davvero scarsucci, perché il libercolo è dedicato a solo due parrocchie: S. Frontis di Zamora e Santiago di Avila, nella quale ultima ad oggi il Movimento Neocatecumenale sembra non aver lasciato traccia.

Ma ancora di più: della diocesi di Madrid, che sarebbe stata così caldeggiata dall’arcivescovo Morcillo, ancora non se ne parla, perché anche la parrocchia di S. Santiago di Avila si trova in altra diocesi, appunto quella di Avila, il cui vescovo all’epoca era mons. Santos Moro Briz, amico intimo di Josemaría Escrivá de Balaguer dell’Opus Dei, verso il quale ha sempre nutrito legami, stima ed apprezzamento.

Parroco era all’epoca Francisco López Hernández, in qualità di economo della parrocchia.
Si apprende che Francisco López Hernández arrivò nella parrocchia di Santiago nel settembre 1965 e, dopo aver osservato il desolato panorama suburbano in cui viveva gran parte della popolazione, decise di intraprendere una profonda azione sociale basata in «assistenza sociale, cultura e alloggio».
Fu così che nacque il primo Centro Sociale di Santiago, con una sala, un cinema parrocchiale e corsi di stenografia, taglio e cucito … Successivamente iniziarono le case, "fino a circa 300", che "furono fatte con prestiti a buone condizioni" e “In questo modo molte famiglie lasciarono le famose covachuelas (scantinati e seminterrati) e il rifugio del Municipio, vicino a San Nicolás. Successivamente prese la decisione di fondare la scuola di Pablo VI, con 70 bambini che non riuscivano a trovare posti in altri centri di Avila.

Sarà stato per questo che l’Argüello ebbe buon gioco inizialmente: parlava dei poveri e si presentava con il codazzo dei suoi amici di Palomeras.
Ma non era esattamente in linea col parroco: Kiko dell’azione sociale non sapeva che farsene.

Dei legami passati o attuali del parroco col Movimento Neocatecumenale non c’è scritto da nessuna parte, per quello che abbiamo potuto vedere di pubblico online, come invece puntualmente accade per tutti gli “affezionati”.

Tra l’altro Santos Moro Briz, come Morcillo, durante il Concilio avevano fatto parte del Coetus Internationalis Patrum capeggiato da mons. Lefebvre, quindi non erano per nulla favorevoli ai nuovi venti conciliari, ma piuttosto restii e conservatori.
Era infatti un’epoca in cui 6.000 preti spagnoli rifiutavano la “nuova Messa” e la nuova liturgia.

Il Coetus Internationalis Patrum in Piazza San Pietro
Date queste premesse, ci sorge spontaneo il pensiero che il giovanotto Argüello, all’epoca appena 28enne, non abbia chiesto nemmeno il permesso ai vescovi per portare la sua “nuova evangelizzazione” in quelle due parrocchie, come ha fatto a Roma, quando iniziò senza chiedere il permesso al cardinal vicario Dell’Acqua.

All’epoca evidentemente ognuno faceva come gli pareva, non risulta che per catechizzare “fuori diocesi” l’Argüello avesse ottenuto qualche speciale permesso dai vescovi, un caos totale, chiunque poteva ergersi a “maestro” sulla base di credenziali non ufficializzate, solo perché magari un giovane sacerdote aveva “apprezzato” a occhio, senza approfondimenti liturgici e dottrinali, quello che aveva visto di passaggio a Madrid.

Di certo è che, almeno fino al 1968, Morcillo non pare abbia incentivato il duo a catechizzare nella capitale, perché la sola parrocchia “neocatecumenalmente catechizzata” risultante all’epoca era quella del quartiere dei genitori dell’Argüello, che alla sua nascita si riuniva in un garage e non in parrocchia.

Potrebbe sembrare che l’allora parroco della parrocchia di Cristo Rey, Conrado Monreal, avesse accolto la “comunità”, ma la storia è scritta diversamente e non risulta affatto che ne fosse così convinto, dato che in un lampo  se ne sbarazzò, anche se con questo probabilmente contrariò i genitori dell’Argüello.

È naturale pensare che un parroco, ignaro totalmente di ciò che sta accadendo e di ciò che “si è messo vicino a casa”, inizialmente non opponga obiezioni a che un pugnello di fedeli si riunisca privatamente in un piccolo gruppo.
Li conosceva, è chiaro, erano un gruppetto misto di baraccati e parrocchiani (al di sotto delle 30 persone, come dice lo stesso Argüello nel suo libriccino), magari anche proprio persone in contatto con la famiglia Argüello o facenti parte direttamente di essa.
I figli si aiutano, sostenendoli nell’impresa e prestando loro il seminterrato.
Cose alla buona in famiglia.

Quello che afferma Jesús Mª Urío Ruiz de Vergara nelle sue rimembranze, quindi, quando dice che li incontrò mentre era seminarista al seminario di San José de El Escorial dei padri dei Sacri Cuori a Madrid, probabilmente altro non è che una giornata di quelle che poi si sarebbero chiamate “convivenze”, usufruendo degli spazi del seminario.
Il fatto che si trovassero in un ambiente dei padri dei Sacri Cuori e che padre Conrado Monreal, parroco di Cristo Rey, appartenesse proprio a quell’ordine, fa venire in mente le solite richieste che i kikos fanno ai preti per usufruire degli spazi parrocchiali o conventuali per le loro riunioni domenicali.

Spulciando un po’ la storia di tale sacerdote, come anche quella di don Francisco López Hernández di Avila, non risultano collegamenti successivi col Movimento Neocatecumenale durante la loro vita ministeriale, quindi parrebbe che fossero stati incastrati dalla non conoscenza di ciò che, bonariamente, avevano permesso, ma di cui poi almeno uno si sbarazzò.

Abbiamo rinvenuto, proprio a proposito di padre Conrado Monreal, un estratto da una lettera di Eduardo Román del Hoyo sulle vicissitudini del Cammino Neocatecumenale nella parrocchia di Cristo Rey a Madrid.
Non sappiamo quale sia l’anno di riferimento degli eventi narrati, possiamo però essere certi che avviene in quell'arco di neanche tre anni che va dal 1968 al momento della morte di Morcillo nel maggio 1971:
“In Argüelles, l'iniziatore del percorso si presentò come "IL POSSESSORE DELLA PAROLA, CHE NOMINAVA I CATECHISTI, I RESPONSABILI E CHE GESTIVA TUTTO".
STUPITO, padre Conrado Monreal dovette insistere e proclamare pubblicamente di essere il parroco di Cristo Rey, al che Kiko, secondo le parole di alcuni presenti, rispose: "O me, o me ne vado … " [ndr: come se l’andarsene fosse una minaccia, mentre fu solo un sollievo. Dispotico e tiranno fin dalle origini!].
Tali scontri portarono allo svolgimento di un incontro speciale con i responsabili, durato per ore nella sala da pranzo del PP. Dei Sacri Cuori. TUTTO ERA DIFFICILE E TESO.
Kiko ricorse a mons. Morcillo, arcivescovo di Madrid perché riconoscesse le sue affermazioni e conseguentemente a questo il vescovo presiedé una riunione. Il giovane pittore CERCÒ [ndr: invano] di nominare il responsabile del cammino nella parrocchia, ma i presenti optarono per la votazione. Mons. Morcillo accettò il prescelto e, SORPRESO, sentì Kiko dire: “Noi abbiamo la responsabilità. Noi abbiamo la responsabilità delle comunità di Madrid[ndr: che all’epoca dovevano essere meno di uno sputo nell’oceano].
Qualche tempo dopo, padre Conrado, a nome del presbiterio parrocchiale, disse ai gruppi che, dopo la fase di formazione, era tempo che facessero qualcosa nella pastorale [ndr. e questo indica che la “fase di formazione” veniva quantificata in uno o due anni].
Elencò le attività e chiese: "Chi sono quelli che vogliono partecipare a queste attività pastorali?" E tutti dissero che no, no, che era il loro cammino che dovevano seguire. Ci furono DISSENSI VIOLENTI, ma non si arresero e quindi CI FURONO DELLE MINACCE: "Scegli, non ci facciamo intimidire, ma la parrocchia non segue il piano delle comunità" E I PARROCI DECISERO DI TOGLIERE LE COMUNITÀ, anche se continuarono a dare loro i locali, che furono decorati dallo stesso Kiko
[ndr. non sottovalutiamo che siamo all’incirca nell’anno 1970 e già erano stati espulsi da una parrocchia. Ma questo, quando vennero in Italia, mica lo dissero].
Rimasero così per quasi due anni, fino a quando un giorno dissero che sarebbero andati nella parrocchia di San José. Ma secondo Kiko, lasciò la parrocchia dei Sacri Cuori nello stesso momento in cui non poteva imporre la sua volontà:
“Beh, non sono d'accordo ", disse. Così lo raccontarono a padre Conrado e lui rispose: "MA CHI È QUESTO KIKO?"
Dalla stessa fonte si apprende che nel 2013, quindi a decine d’anni di distanza dai racconti dell’epoca:
“Nella mia zona sono così noti che NESSUN PRETE DIOCESANO LI CHIEDE, LA FAMA LI PRECEDE. E quando vanno a visitare le parrocchie per offrirlo, trovano solo aspetti negativi.
Penso che tutto il mondo ecclesiale li conosca già.
Da qui, MOLTE GRAZIE A TUTTI I SACERDOTI DIOCESANI PER LA LOTTA IN DIFESA DELLE PECORE.

Anche in Spagna, evidentemente, sono caduti in disgrazia.

Queste sono le risultanze “storiche” ricavabili da pubblicazioni attuali e dell’epoca.
Non ci pare per nulla un gran risultato: in Spagna come in Italia la loro fama li precede, ma fortunatamente per la Chiesa, più che famosi, ci sembrano “famigerati”.

Oggi, visti i risultati, potremmo coniare l’espressione:

MOVIMENTO NEOCATECUMENALE, SE LO CONOSCI LO EVITI

Altro che “chi ci critica non ci conosce…”

IL DISADATTATO MENTALE ARGÜELLO, APPENA 28ENNE ED APPENA COMPARSO SULLA SCENA ECCLESIALE, È PARTITO SUBITO CON SUPERBIA, NON L’HA SVILUPPATA DOPO, A QUANTO PARE.

Ancora una volta, il “grande sostenitore Morcillo”, pare che altro non abbia fatto che partecipare ad una riunione in una parrocchia che SOLLEVAVA SERI PROBLEMI in relazione all’embrionale Movimento Neocatecumenale e che abbia accettato la proposta della votazione del responsabile, contrariando le aspettative del superbo giovanotto che voleva nominare il responsabile d’autorità.
Autorità che non gli fu riconosciuta né da Morcillo né dai presenti.

Sembrerebbe proprio che l’Argüello, viste tali premesse, sia più “fuggito” dalla Spagna che “invitato” in Italia, costruendosi una via di fuga attraverso don Torreggiani che, guarda caso, capitò “casualmente” proprio in una delle UNICHE DUE PARROCCHIE in cui avevano accettato Kiko, quella di Avila.
Sembrerebbe anche che, con tutti i problemi che sollevava, Morcillo sia stato ben felice di toglierselo dai piedi e lanciare ad altri quella “scheggia impazzita”.

Ad oggi sembrerebbe che il Movimento Neocatecumenale non fosse più presente nemmeno nella parrocchia di Santiago di Avila, distante 108 km da Madrid, perché nel sito web le ultime notizie relative a tale Movimento risalgono al 2013.

Ciò verrebbe confermato, nel 2012, da una dichiarazione del responsabile del Movimento Neocatecumenale di Avila, Manuel Herrero, che ha detto che in tutta la città, SOLO 100 PERSONE APPARTENGONO AL MOVIMENTO, divise in quattro comunità: quella di San José Obrero, quella di San Juan Bautista e due che appartengono a San Pedro.

Per essere il luogo in cui tutto ha avuto inizio, mi pare una TOTALE DISFATTA, dopo 53 anni.
Nessun segno “d’amore e di unità”, evidentemente, nessuno che è stato attratto dicendo “guarda come si amano”
Ma a quei 100 non va nemmeno tutto bene, perché al povero responsabile dei quattro gatti tocca dire:
“Nell'edificio annesso alla chiesa di San Juan de la Cruz, in Plaza de San Andrés hanno allestito una sala per le loro celebrazioni e una delle comunità di San Pedro si incontra lì. In effetti, questo sito è stato dato loro "data la difficoltà che hanno incontrato nella loro parrocchia".
Poveracci.
Della serie “mi piego ma non mi spezzo”, nemmeno di fronte ad amarissime realtà.

Vista la distanza chilometrica delle parrocchie di Zamora ed Avila da Madrid, ci sfugge il senso del perché proprio le due prime comunità neocatecumenali a mondo si siano dovute formare così lontane dalla capitale, se l’arcivescovo Morcillo era tanto disponibile…

La conoscenza della storia porta a pensare che il Movimento Neocatecumenale abbia avuto maggior fortuna col vescovo successivo a Morcillo, Vicente Enrique y Tarancón, notoriamente progressista e perfettamente in linea col Concilio Vaticano II.

La differenza tra i due vescovi è notevole:
“L’ atteggiamento liberale e favorevole di Tarancón all'instaurazione di un regime democratico fu contrastato dai settori più conservatori della Chiesa (guidati fino al 1971 dall'arcivescovo Morcillo), che insistette per mantenere la linea del nazional-cattolicesimo”.
Dal 1971 in poi, quindi, maggiore accoglienza del Movimento Neocatecumenale, sia a Madrid che in tutta la Spagna, dato che Tarancón fu anche eletto presidente della Conferenza episcopale spagnola e della Commissione permanente dell'Episcopato nel 1972.

Ma per accreditare gli inizi, bisognava attribuire a Morcillo il sostegno dei neocatecumenali, così una volta arrivati in Italia nel 1968, l’apparenza era salva.

Manovrine neocatecumenali…

79 commenti:

  1. I KIKOS ESISTONO GRAZIE AI PESOS...

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  2. Questa era una risposta ad un commento del post precedente, ma penso sia più giusto metterla in questo post.
    Per Teresa 12 settembre 20:59 che usa il nick "Unknown" e scrive, riporto testualmente il suo commento:

    Unknown12 settembre 2020 20:59
    Gentile Pietro, non so perchè parli così male del cammino neocatecumenale se poi in realtà non lo conosci? Comunque per precisazione volevo dirti che l'Eucarestia viene celebrata con "pane azzimo" appositamente preparato e non "pagnotta" come la chiami tu. Non c'è dispersione dei frammenti Eucarestici perchè per tutti noi quel pane diventa Corpo di Gesù Cristo e per questo stiamo molto attenti a non perderne neanche una briciola. La Santa Sede ha approvato gli statuti non solo in relazione allo scambio della pace (cosa tra l'altro uguale nel rito ambrosiano), ma come espresso nell'art. 13 dello Statuto definitivamente approvato : La celebrazione dell’Eucaristia nella piccola comunità è preparata sotto la guida del Presbitero, da un gruppo della comunità neocatecumenale, a turno, che prepara brevi monizioni alle letture, sceglie i canti, provvede il pane, il vino, i fiori, e cura il decoro e la dignità dei segni liturgici. Ti ho voluto precisare queste cose perchè a volte si parla di ciò che non si conosce. Nella Pace, Teresa.
    Teresa sono molto contento che alcuni neocatecumenali come te si prendono la briga di leggere il loro statuto.
    Ti fà onore e ti eleva sulla massa di camminanti che non lo hanno mai letto, non lo leggono e non lo leggeranno mai.
    Troppa fatica, troppo tempo sprecato e troppa paura di trovare qualcosa di poco chiaro o di scomodo.
    É molto più facile fare quello che dicono i catechisti laici neocatecumenali o fare quello che si fa il sabato sera da 50 anni, cioè seguire una consuetudine consolidata.
    Teresa, tempo fa ho avuto un interessante scambio di idee con alcuni mie ex fratelli neocatecumenali.
    Io, statuto alla mano, gli contestavo alcune cose riguardo la loro liturgia Eucaristica del sabato sera.
    Loro mi rispondevano che quello che facevano il sabato sera lo facevano da tanti anni e nessuno, sacerdoti compresi, gli aveva mai contestato nulla di quello che gli contestavo io.
    Regole contro consuetudine.
    La consuetudine vinceva a mani basse anche perché, se la Chiesa, rappresentata dal sacerdote, ( odio il termine neocatecumenale di presbitero), non aveva niente da obbiettare, questo voleva dire che molto probabilmente io non avevo "interpretato" bene il senso dello statuto, oppure che c'era qualche altro documento, che io non avevo, che gli permetteva di superare quello che facevano non espressamente contenuto nella statuto.

    Continua………..

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  3. Continua………..

    Mi hanno detto testualmente:"Se il presbitero non ci corregge, significa che la Chiesa è d'accordo".
    Io ho dovuto prendere atto della loro eccezione, eccezione, mio malgrado, più che valida.
    Ho provato a spiegare che i sacerdoti che vanno a fare l'Eucarestia con loro vengono quasi tutti da seminari R.M. cioè seminari neocatecumenali, ma loro hanno detto, giustamente, che questi presbiteri sono stati ordinati da Vescovi della Chiesa, quindi, sono a tutti gli effetti presbiteri diocesani della Chiesa.
    Sono stato zitto, mio malgrado , perché davanti ad un sacerdote della Chiesa che non contesta nulla non avevo altri argomenti migliori da presentare.
    Ho provato a contestare la decima e l'obbedienza ai catechisti laici neocatecumenali, che non sono presenti nello statuto, ma ormai la loro eccezione era diventata una corazza e forti di questa corazza hanno respinto al mittente ogni altra cosa scomoda che io affermavo, statuto alla mano, perché anche la decima e l'obbedienza, ai loro catechisti laici neocatecumenali, non è stata mai contestata dai sacerdoti, che nel tempo, hanno seguito la loro comunità.
    Dopo qualche mese ci siamo rivisti con le stesse persone e dopo alcuni discorsi vari, siamo rientrati, per loro scelta, sul discorso cammino neocatecumenale.
    Mi hanno raccontato di essere stati allontanati dalla loro parrocchia.
    È cambiato il parroco e tutti i sacerdoti parrocchiani.
    Ed il nuovo parroco, dopo un certo tempo, ha deciso di non volere più il CN nella propria parrocchia.
    Loro sono rimasti molto male e si lamentavano con me di avere subito una ingiustizia.
    Di essere stati scacciati dalla loro parrocchia senza aver fatto nulla di male.

    Mi sono fatto raccontare un po' di fatti successi prima dell'allontanamento ed è venuto fuori piano piano che parroco e sacerdoti hanno provato a correggere diverse pratiche neocatecumenali specialmente riguardo alla liturgia Eucaristica.
    Hanno tagliato le risonanze, hanno ridotto le monizioni,hanno tolto il momento del didascalo che fa le domande ai bambini dopo il Vangelo, hanno usato altre preghiere liturgiche diverse dalle solita seconda, hanno tolto il pane azzimo, sostituendolo con l'ostia, hanno tolto la distribuzione dei segni Eucaristici (pane e vino) al responsabile di comunità se non è un Ministro Straordinario della Eucarestia, hanno fatto la Comunione prima il sacerdote e poi il popolo ed infine hanno obbligato le persone che si comunicano a consumare subito l'ostia ricevuta dal sacerdote.
    In pratica hanno seguito il Messale Romano e le uniche cose diverse che prevede lo statuto neocatecumenale, cioè il segno di pace prima dell'offertorio e il segno del pane consegnato, in piedi ed al loro posto, a tutti i partecipanti.

    Continua……

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  4. Ho fatto notare che quello che hanno fatto quei sacerdoti nella loro parrocchia è in linea con quello che prevede la Chiesa ed il loro statuto e gli ho chiesto se loro si erano adeguati a queste direttive parrocchiali.
    È venuto fuori che queste direttive non sono state accettate da tutti, specialmente dalle comunità più anziane di CN.
    Tra le righe hanno ammesso che ci sono stati dissidi e critiche che hanno indotto una ridotta partecipazione dei sacerdoti parrocchiali ai molteplici eventi più o meno liturgici dei neocatecumenali.
    Ci sono stati problemi anche con il post-cresima neocatecumenale e ci sono stati degli incontri non molto tranquilli tra il parroco e i responsabili del CN e del post_cresima neocatecumenale.
    Poi è venuto fuori il nocciolo del discorso, cioè che nella nuova parrocchia (neocatecumenale) che li ospita, hanno ripreso le loro vecchie abitudini.
    Quindi non erano sbagliate le loro pratiche ma erano stati perseguitati, ingiustamente da un cattivo parroco.
    Anche perché il Vescovo, poco dopo il trasferimento di parrocchia, è andato a fare una Messa con loro per rassicurarli sulla possibilità di continuare,tranquillamente il loro "cammino di fede".
    Come conseguenza di questi fatti, loro erano più che convinti di avere ragione, è di essere stati perseguitati ingiustamente.
    In pratica, queste persone avevano cominciato ad avere dei dubbi, avevano iniziato a farsi qualche domanda sulla bontà del loro percorso di fede.
    Alcuni di loro si erano avvicinati alla parrocchia ed al nuovo parroco ed alcuni di loro sono usciti dal CN.
    Ed i loro catechisti laici neocatecumenali,sentendosi minacciati da questo nuovo corso, hanno giocato la carta dell'intransigenza, mettendo paletti al parroco e costringendolo a prendere la decisione di allontanare il CN.
    In pratica , i catechisti neocatecumenali hanno capito di non poter fare più come gli pare in quella parrocchia ed hanno costretto il parroco a fare la parte del "cattivo" per compattare il gruppo del CN e scongiurare altri abbandoni.
    Hanno fatto la parte delle vittime innocenti perseguitate ingiustamente.
    Ed hanno avuto gioco facile quando un altro parroco (neocatecumenale), che li ha accolti nella sua parrocchia, ha riammesso tutte le storture delle loro liturgie Eucaristiche neocatecumenali.
    Ora dimmi tu chi ha ragione Teresa, un parroco che si attiene al Messale Romano o un altro parroco che chiude un occhio e magari anche due perché viene da un seminario neocatecumenale ed è "tifoso" di quel "movimento laico?
    Quante misure diverse applica la Chiesa al suo interno?
    Cosa bisogna fare per avere una gerarchia ecclesiale cristiana?
    E ci meravigliamo che Radio Maria dia voce, tempo e spazio ad un movimento ecclesiale?
    Ci meravigliamo che la Miriano, che non sa niente del vero volto del CN, manifesti la sua tifoseria neocatecumenale solo perché, al CN di Kiko, serve una persona famosa, una faccia pulita, scrittrice e giornalista per fare pubblicità" positiva" al" movimento "?
    Ci meravigliamo che mediaset favorisca una associazione composta da neocatecumenali disperati, bisognosi di denaro pulito per la loro personale sopravvivenza e per continuare la scalata del loro "movimento" alla nostra Chiesa?
    Cosa bisogna fare, in questa nostra Chiesa, per ottenere chiarezza, giustizia e verità?

    LUCA

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    1. Che problemi ci sono stati con il post-cresima?
      Nella mia parrocchia ci hanno provato mille volte a farlo, ma non ha mai attecchito (per fortuna).

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  5. Suggerisco agli amministratori del blog di fare 1 articolo sui precedenti commenti di Luca.

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    1. Li ho registrati. Naturalmente Luca può in qualsiasi momento utilizzarli in un articolo proprio visto che è un autore del blog.

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    2. Grazie Valentina, potete usare i miei commenti a vostra discrezione, ho piena fiducia negli autori di questo blog.

      LUCA

      Elimina
  6. @ LUCA

    Ottimo quesito:

    "Cosa bisogna fare, in questa nostra Chiesa, per ottenere chiarezza, giustizia e verità?"

    Bisognerebbe fare come quel prete, che non si è lasciato sopraffare e come anche padre Conrado Monreal dell'articolo che, col sostegno di Morcillo, allontanò le comunità dalla sua parrocchia, pur lasciando loro delle stanze per mera pietà cristiana.

    Ma il momento, secondo me, sta arrivando.
    Adesso i parroci sono meno timorosi ad andare contro le storture del Movimento Neocatecumenale, ha perso forza, e chi prima lo subiva adesso lo contrasta.

    Ci vorrà tempo, ma il percorso è già cominciato, anche perché le derive neocatecumenali sono più note, grazie anche ad internet.
    Se non è la Chiesa a prendere provvedimenti, li prendono le singole parrocchie, sempre di più.

    Poi magari, quando si arriva a degli eccessi come nelle diocesi di Apuron e del Palacio, anche i piani più alti si muovono.
    Io penso sia solo questione di tempo, anche perché nonostante i numeroni millantati, i preti neocatecumenali sono pochissimi a livello mondiale, come dimostrava anche Tripudio qualche articolo fa.
    Lo so per certo, anche se qui non mi posso inoltrare in spiegazioni precise.


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  7. Ogni tanto ci vuole anche qualche articolo che vada a scovare i vecchi scheletri nell'armadio del Cammino Neocatecumenale. Fa bene anche a tutti quei preti e vescovi che lo hanno accolto senza curarsi di sapere nemmeno da dove veniva. Le origini sono sempre importanti, sono le basi di tutto.
    Non capisco perché a voi non piacciano e riusciate a commentare poco.Penso invece che Libera faccia un gran lavoro ed alcuni lo comprendono. Molti no.
    Sappiamo bene come'è il Cammino oggi, ma oggi è il prodotto di ieri e se non si va a fondo su questo, si può parlare anni e dire sempre le stesse cose.
    Non che non servaano eh. Ma fa parte tutto della stessa barca neocatecumenale. Anche la storia del Cammino Neocatecumenale.
    Io apprezzo
    Mario

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    Risposte
    1. @ Mario

      Il problema non è l'apprezzamento o meno dell'argomento. Mi fa piacere che tu apprezzi.
      Il problema è un problema di persone: c'è chi piace e chi no e quindi, quando scrive chi non piace ci si astiene dal commentare. Puoi facilmente verificarlo scorrendo a ritroso gli articoli a mia firma.
      Non parlo a caso, so quello che dico, ma adesso non credo sia bene specificare.
      Forse un giorno lo farò. Non bisogna mai dimenticare che dietro i nick ci sono le persone.
      Come dicevo in un commento tempo fa, non è tutto oro quel che luccica e spesso le parole non vanno di pari passo coi fatti.
      Ed esistono fatti.

      Per parte mia, finché posso, utilizzo questa piattaforma per dire la mia sul Movimento Neocatecumenale.
      Poi si vedrà.

      Anch'io penso che sia importante conoscere il più possibile gli inizi, perché le prime menzogne partono proprio da lì.
      Delle persone non mi curo, non più di tanto. Ma nemmeno mi presto a farmi schiacciare: è già successo troppo nel Movimento Neocatecumenale e non amo replicare vissuti sgradevoli.
      Tutto il mondo è paese...





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    2. Libera comprendo la tua prudenza e la tua disillusione.
      Trovo normale non avere nessuna voglia di rivivere delle dinamiche malate.
      Personalmente apprezzo la tua ricerca della vera storia del CN, la storia è maestra di vita ed è sicuramente importante capire il più possibile le dinamiche del CN, anche perché Kiko è un gran cantastorie ed un grandissimo bugiardo.
      Cambia continuamente il suo passato per renderlo più aderente alla sua figura di mistico ispirato da DIO.
      Grazie per la tua opera davvero imponente.

      LUCA

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    3. Libera forse ho interpretato male il tuo commento. Non penso però che il commentare o meno alcuni post dipenda da chi li scrive, ma piuttosto oltre un commento di grande apprezzamento per il lavoro fatto magari non si ha niente da aggiungere. Personalmente apprezzo tantissimo i tuoi post, veri e propri articoli di inchiesta, ricco di informazioni e approfondimenti con tanti link a disposizione per ferificare le fonti. Pensa un po' pensavo fossi una giornalista 🤪
      Trovo importante capire come è nato il Cammino, è una cosa è sicura nasce con la menzogna e cresce con la menzogna.

      Frilù

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    4. Libera,
      mi spiace di questo disagio di cui mi stupisco; io penso che invece sia proprio questione di argomenti e non di chi li scrive; ad esempio, parlo per me, io faccio fatica ad entrare in argomenti di tipo storico, politico, di storia della Chiesa, dinamiche ecclesiastiche, considerazioni socio-politiche .. perché non ne ho la competenza e per tanto tempo, prima di questi ultimi anni, non mi sono neanche granché interessata ed informata .. mi sento invece più coinvolta e stimolata a dire la mia quando si tratta di testimonianze o delle parole di qualche NC o di qualche vicenda che mette in luce l'aspetto settario e i danni psicologici del Movimento Neocatecumenale ..
      Ma ciò non significa che gli articoli da te scritti (e immagino, sudati) li ritenga di minor importanza .. anzi!

      Non credo che la validità di uno scritto si misuri dal numero di commenti, anzi a volte meno commenti può voler dire che l'articolo è già esaustivo di per sé .. in ogni caso è sempre e solo il contenuto che va considerato, non la firma .

      Soprattutto, ritengo importante che sia presente OGNI TIPO di contenuto (la storia, la dottrina, la teologia, la liturgia, le exp personali e famigliari, il lato economico, quello psicologico, quello spirituale) perché ognuno rappresenta 1 diverso aspetto e punto di vista da cui osservare il CN e dimostrare quanto sia nocivo e pericoloso.

      È proprio questo, secondo me, il grande pregio di questo blog, di mettere insieme tutti questi diversi punti di osservazione, la qual cosa porta a concludere che il CN, da qualunque parte lo guardi, fa acqua .. 1 falla gigantesca per la Chiesa e la società.

      Perciò, in quanto ad argomenti , ognuno lavora su ciò che gli è più congeniale e di cui ha più competenza, in quanto a persone , ognuno di voi è da rispettare per questo impegno che si prende volontariamente con spirito di servizio alla Verità e, per quanto mi riguarda, da ringraziare .. te compresa :)

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    5. Molte grazie LUCA, mi fa piacere che comprendi, si vede che sai leggere tra le righe.
      Io sono approdata qui per caso, come penso un po' tutti e, per quel che posso, ho trovato utile poter collaborare. Innanzitutto, lo confesso, per me stessa:scrivere è catartico, esorcizza i dubbi e focalizza i temi. Ma senz'altro, nel mio poco, anche per il blog, perché chiunque abbia esperienze o informazioni dovrebbe essere ben accetto.
      Scrivere, infatti, lo faccio già per me stessa ed ho un archivio ormai ben nutrito, anche su altri temi. Devo essere un po' grafomane...
      Certo, non condivido tutto, ma l'esperienza comune ed il comune obiettivo dovrebbero essere il perno principale. Scriviamo con uno scopo ben preciso, il resto è aria.
      Ognuno con le sue specifiche, tutti gli apporti "costruiscono".
      Grazie ancora per la tua sensibilità.

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    6. Grazie anche a te, Roberta.
      Io non sono granché complimentosa, ma apprezzo moltissimo i tuoi interventi.
      Pure quelli dell'articolo scorso, anche se persi l'attimo per commentare.
      Trovo in te una grande sensibilità e un combattimento fortissimo per la fede che quasi quasi mi fa invidia. Per modo di dire.
      Riguardo al resto, ti ringrazio per le tue parole, che peraltro condivido in pieno, ma so quello che dico.
      E mi spiace, sinceramente, perché le mie intenzioni nella partecipazione sono sempre state collaborative.
      Se poi non condivido tutto, mah, chi condivide tutto tutto?
      Si esce dal Movimento Neocatecumenale con le ossa rotte e si pensa che si può essere utili per le esperienze vissute, anche solo per smascherare modus "interni" al Movimento o per ricercarne gli esordi a mente libera, senza il condizionamento dei racconti kikiani.
      Poi, sinceramente, non si cerca altro. Almeno questo vale per me.

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    7. @ Anche per Frilù

      Chiedo scusa a tutti perché a me non piace catalizzare su di me l'attenzione, anche se qualcuno potrebbe pensare diversamente. Sono sempre stata in seconda linea, fortunatamente avendo un marito ben contento di stare al centro.
      Però, e poi chiudo l'argomento, quello che ho detto non è campato in aria, sensazioni.
      Sono situazioni, che ora non dico. Per questo so.

      Dico soltanto, brevemente, la mia esperienza neocatecumenale, per quello che posso dire qui (altre cose importanti non le dico).
      Laureata ad un'università di prestigio, ho abbandonato il lavoro di professoressa per accudire i miei figli: scelta obbligata perché non avevo aiuti e nel Movimento Neocatecumenale ti inculcano sia la smodata apertura alla vita sia il "ruolo della donna", moglie e madre.
      Ho vissuto una vita che solo dopo ho capito non essere la mia, rinunciando a tutto.
      Per giunta ho dovuto accudire, sempre da sola, i genitori gravemente malati (specialmente uno) per quasi 20 anni. Pure badante, ma di quelle adibite ai servizi più duri.
      Mio marito, pure lui laureato alla mia stessa università, con un buon lavoro, non ha mai sgomitato per la carriera, perché ti insegnano che il lavoro è un idolo, come pure i soldi. Quindi ad un certo punto, la carriera si è fermata.
      Ha perso il lavoro ed abbiamo vissuto da miseri per quasi un anno, con tutti i figli a carico. Terribile.
      Dalla comunità mai nessun aiuto, anzi, ci pagavamo di tasca pure l'evangelizzazione e quando facemmo presente che per noi era diventato un peso, un riccone ci rispose: "Se non potete permettervela, abbandonate l'evangelizzazione!" Amore tra "fratelli". Evangelizzazione a pagamento. La comunità totalmente assente. Ai "fratellini" non evangelizzatori non gliene fregava un bel nulla dell'evangelizzazione, bastava godersela in comunità.
      Quando cominciammo ad aprire gli occhi era troppo tardi: nella mia comunità c'era chi lavorava a nero (alla grande), chi sfornava figli e con tutti gli agi li lasciava ai nonni o ai parenti, chi si dedicava anima e corpo alla carriera... Ed erano questi quelli apprezzati da tutti.
      Ci siamo sentiti ingannati, manipolati, portati a condurre vite diverse da quelle che normalmente avremmo potuto avere: soli, poveri, con mille carichi di figli ed anziani, giudicati.

      Continua...

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    8. Potevamo giocare delle carte, ma il Movimento Neocatecumenale ci ha tolto TUTTO, anche la dignità.
      Siamo stati nella castità durante un fidanzamento lunghissimo e una volta, durante un colloquio privato coi catechisti, addirittura ci fu detto dalla catechista psichiatrica (nel vero senso del termine): "Male! Molto male! Questo vi ha resi superbi! Molto meglio la Tizia (una che mi aveva aggredito anche fisicamente), perché avendo svariati rapporti prematrimoniali (mentre stava in comunità da onorata catechista) è diventata umile!"
      Il danno. La beffa.
      Prima ti danno i 613 precetti della Torah e, se cerchi di obbedire, come puoi, non avresti dovuto farlo, perché obbedire non rende umili. Tutto il contrario.
      Quando abbiamo iniziato a parlare i catechisti ci hanno aggrediti ripetutamente in pubblico, facevano paragoni, tentennavano la testa, tentavano di impedirci di parlare tagliandoci le parole in bocca.
      I "fratelli" ci hanno isolati e giudicati (probabilmente obbedendo adulatoriamente ai catechisti), alcuni ci hanno tolto il saluto, altri hanno sparso calunnie e sparlato dietro le spalle (tutto verificato), ci hanno aggrediti, ci hanno detto cose umiliantissime.
      Inizialmente noi resistevamo, per "stare nella storia" e non "scendere dalla croce", come ci dicevano i catechisti, che falsamente ci insegnavano "ad amare" un nemico che NON C'ERA, perché tutti erano "bravi": peccatori, quindi umili ed obbedienti.
      Non dico altro.

      Ora, dopo un'esperienza che ci ha deprivato di tutto, inducendoci a scelte irrimediabili e non in linea con la nostra indole, qualcosa abbiamo imparato.

      Per questo, e non vorrei tornarci sopra, ho detto che non permetterò mai più a nessuno di trattarmi come una malvivente, giudicarmi, offendermi, prendermi e buttarmi.

      Non voglio spiegare oltre, adesso.
      Ma chi è passato da quella strada sa che non ci ripasserà un'altra volta.
      Siamo persone, ognuno con una storia dolorosa e si dovrebbe avere imparato.
      Gli argomenti, ribadisco, non c'entrano nulla.

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    9. Certo, le persone sono più importanti degli argomenti.
      A torto o a ragione, io penso che, pur essendo 1 blog 1 luogo pubblico, anonimo e impersonale, possa essere anch'esso uno strumento con cui il Signore possa fare del bene e che per questo motivo, se una persona che soffre ci può trovare 1 incoraggiamento, 1 sollievo, 1 aiuto morale .. questo vale più di mille informazioni sul CN.

      Nel 2017 ebbi 1 specie di discussione o litigio sul blog con Lino, perché in disaccordo su 1 cosa .. poi, la cosa fu risolta attraverso dei contatti privati. Solo per qsta mia exp (e non perché tu non sappia da sola ciò che è meglio fare) mi permetto di dire che forse anche voi dovreste chiarirvi tra voi persone coinvolte.

      La diversità di vedute o di atteggiamento riguardo alle cose non è sempre negativa, nemmeno quando si persegue 1 obiettivo comune ed anzi è testimonianza per i NC dell'importanza dell' "IO", del fatto che Dio ha voluto ognuno di noi unico e irripetibile e perciò del rispetto reciproco che da ciò deve derivare, tutto il contrario di ciò che si pratica nel Cammino dove nessuno pensa mai con la propria testa e si affida a 1 specie di "coscienza collettiva" definita dai "catechisti".

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    10. L'hai detto.
      Hai espresso esattamente anche il mio punto di vista.
      Dipende poi come viene gestito il disaccordo e quali sono le circostanze nelle quali si sviluppa, se alla luce del sole o dietro le quinte, se tra due persone o una persona e un gruppo, se con buone o cattive parole, se son solo vedute o giudizi sulla persona...

      Le circostanze cambiano di molto lo svolgersi degli eventi.
      Mi pare che tu stessa abbia evidenziato recentemente le dinamiche di "gruppo".

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  8. LUCA:

    faccio anche io, come Libera, mia la tua domanda: "Cosa bisogna fare, in questa nostra Chiesa, per ottenere chiarezza, giustizia e verità?"
    La cosa più importante, penso, sia quella di essere testimoni della vera fede, che è riassunta nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
    Chi volesse mettere mano al Catechismo dandogli un SENSO diverso con la scusa di approfondirlo e attualizzarlo, dichiara la propria eresia.
    Finché il Catechismo sta lì, è il Catechismo a testimoniare contro gli "innovatori".

    Come con i MODERNISTI: mai uscire dalla Chiesa, gli eretici sono loro, mica noi.
    Accorre ASPETTARE.
    Del resto la fretta di cambiare è tutta loro, degli "innovatori".
    Ex sessantottini, come Kiko molti hanno oltre gli ottanta anni. C'è rimasto poco tempo perché possano vedere che i loro peccati, non di rado contro natura, non vengano più considerati contro natura e non vangano più considerati nemmeno peccati. E che le loro eresie non vengano più considerate eresie.

    Personalmente non ho alcuna fretta e sono pronto a "giocare" fino allo sfinimento. Occorre resistere, la verità trionfa sempre.
    Ho sempre sperato di vedere il trionfo del Cuore Immacolato di Maria che consiste essenzialmente in un "periodo di pace" e in un mondo "più cristiano". Nessun millenarismo, solo il Vangelo messo in pratica di più, forse molto di più, di quanto accaduto fino ad ora.
    Ma ora, anche non dovessi vederlo questo trionfo, poco mi importa: mi interessa solo resistere e non cedere un centimetro di "terreno". Come dice la canzone: "sempre lì lì nel mezzo finché ce n'hai stai lì".

    Prima o poi usciranno allo scoperto, come i Vescovi tedeschi e prima o poi saranno loro a dover scegliere: o rinnegare gli errori o dichiararsi pubblicamente ERETICI

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  9. TERESA:

    mi era sfuggito il tuo intervento che mi chiamava in causa ma Luca lo ha riportato nel suo precedente intervento e ti rispondo volentieri.

    Quando un giorno un conoscente di don Bosco invitò il santo a brindare per il Re e per Cavour che, pur essendo le legittime autorità dello Stato del Piemonte erano però nemici del Papa, don Bosco brindò con le parole: "Vive il Re, viva Cavour, sotto il Papa".
    Così faccio io col Cammino.
    Viva il Cammino che ubbidisce alla Chiesa.

    Io ho detto quello che ho detto perché sono venuto a conoscenza degli episodi di cui ho parlato.
    Episodi ripetuti, non isolati.

    In un post precedente veniva riportata la lettera di un sacerdote che aveva aderito con entusiasmo al Cammino ma che aveva notato come nel Cammino non solo il culto eucaristico non era affatto apprezzato, ma spesso veniva disprezzato.
    La lettera non penso abbia avuto alcuna risposta e immagino che l'entusiasta sacerdote, alla fine, sia uscito dal Cammino.

    Ma non voglio mettere in dubbio le tue parole, che, anzi, mi rallegrano.
    Se nel Cammino c'è rispetto per l'Eucaristia, o almeno si sta acquisendo, non mi dispiace, ma sono contento.
    Ma non penso sia sempre così, perché una coppia di mia conoscenza che in età matura è entrata nel Cammino e ne ha fatto parte per alcuni anni, è uscita soprattutto per la mancanza di rispetto verso l'Eucaristia.
    Il marito mi raccontava che un giorno, vedendo un giovane, figlio di un rispettato "catechista", che masticava la gomma prima della Comunione, non ci ha visto più e gli ha rifilato una sberla.

    Ma anche dove l'Eucaristia non viene disprezzata in modo tanto evidente, ovunque nel Cammino, nel fare la Comunione, non si seguono le norme della Chiesa, che sono PRESCRITTIVE: cioè che vanno seguite alla lettera, senza nessuna deroga. Per cui il sacerdote deve comunicarsi prima e la Comunione va consumata in piedi e SUBITO

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  10. Lo metto qua... Se può interessare.
    Dopo il documento/studio francese di cui parlavate, fatto in una diocesi francese, è uscito anche un documentario.
    Parlano alcune vittime (alcune a faccia aperta, altre in incognito), e parlano gli esperti, ecclesiastici e psicologi.
    Abuso spirituale e manipolazione mentale all'interno di ordini religiosi e/o movimenti cattolici:
    https://youtu.be/hK0BpUBVYhM

    Un gran lavoro sarebbe sottotitolare se per caso c'è qualcuno in grado di farlo...

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    1. Perdonate quella che può sembrare un'insistenza (ma non lo è). È solo una breve recensione del documentario linkato qua sopra:
      chi conosce il francese potrà ascoltare nel video anche le fasi graduali attraverso le quali un sistema abusante attua la manipolazione mentale sulle vittime.
      Sono sicura che vi riconoscerete tutti nello schema che viene descritto. È accaduto uguale identico nei gruppi che oggi sono "commissariati" da Roma o in via di risanamento, cambiandone i vertici e ristrutturando l'intero gruppo. Non dimentichiamo infatti che la maggioranza degli abusati rimane incastrato dentro al gruppo finché non arriva qualcuno dall'esterno a cambiare la situazione. Speriamo che avvenga presto anche per il Cammino... Speriamo che la Chiesa intervenga... Anche se io sto maturando l'idea che finché non avverrà qualche grossa denuncia (alle autorità civili giudiziarie) da parte di vittime per truffa e appropriazione indebita, o altri capi d'imputazione del genere... forse la Chiesa non si muoverà. Come è avvenuto per le vittime di pedofilia. Ma io spero veramente che la Chiesa intervenga prima, per motivi cristiani!

      Nella fase attuale, nel mondo attuale, il disinteresse verso la Fede da una parte, e il proliferare di derive settarie in molti gruppi o "carismi" laicali: sono due facce di una stessa medaglia. La mancanza di Dio, Santa Trinità, al centro. L'inadempimento della missione della Chiesa.

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  11. OnagroNelDeserto14 settembre 2020 20:30

    Se ne impara sempre qualcuna. Ho sempre saputo che quando Kiko arrivò qui in Italia era già famoso in Spagna. Invece pare proprio che non sia così.
    Vorrei proprio sapere come hanno fatto a dargli ascolto se nessuno lo conosceva e non ne aveva mai sentito parlare. Almeno i leader di altri movimenti coetanei avevano dei pregressi dimostrabili, ma questo qui...
    Ci hanno ingannati fin dall'inizio, quello non era proprio nessuno né in Spagna né in Italia.
    Ma la santa prudenza?
    Mettere a predicare uno sconosciuto senza nemmeno averne verificata la dottrina. Almeno all'inizio. Forse anche dopo.
    Allora c'era proprio qualcuno che lo voleva, perché tanti ci provano a fare i predicatori, ma pochi sfondano.
    Sarà stata questione di soldi.

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    Risposte
    1. "Vorrei proprio sapere come hanno fatto a dargli ascolto se nessuno lo conosceva e non ne aveva mai sentito parlare"

      Da quello che ho appreso di persona da un anziano sacerdote (non neocat) che conosce bene le vicende dei "colleghi" preti della mia zona, nel periodo post-68 si è verificata una certa crisi in cui le parrocchie sembravano un po' "desertificarsi" oppure si avvertiva - in previsione - il pericolo di abbandono della fede.(evidentemente non sapevano cos'è la vera desertificazione che vediamo oggi... e a quei tempi si spaventarono per qualche abbandono qua e là).
      A quanto pare, alcuni sacerdoti, in buona fede, si sono fatti prendere per i fondelli da qualunque pinco pallino si presentasse, che sapesse predicare un minimo e che sapesse mettere insieme un qualche gruppo che apparentemente attirava in parrocchia qualche pecorella smarrita.
      O forse pensi che il Menzognero (intendo proprio il Menzognero, il signore della menzogna) si presenti con la carta d'identità in cui è indicata la professione e il piano d'attacco alla Chiesa?

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  12. @ragazze
    Non ho capito bene il problema del commentare o non commentare sotto ad un post...
    Da parte mia (e non conoscendo le dinamiche del vostro gruppo): ci sono alcuni articoli che richiamano un qualche commento, e altri che richiamano delle riflessioni in silenzio. Io ad esempio non ne so un cavolo degli inizi del Cammino in Spagna e perciò non ho niente da dire come contributo.
    Poi, dipende anche da quanto tempo si ha un giorno o l'altro per leggere e per commentare.

    Piuttosto, ho una domanda per voi su una cosa che NON SAPEVO: le 613 mitzvot!
    L'ho scritto apposta in ebraico perché so cosa sono, e in cosa consistono nell'ebraismo.
    Ma che cavolo significa che nel Cammino ti vengono dati i 613 precetti??
    In cosa consistono nella versione kikiana?? Cosa devi fare in pratica? Ce l'avete una lista da scrivere qui? Così mi rendo conto dell'ennesima offesa che il Cammino schiaffa sia agli ebrei che ai cattolici.
    Questa cosa non l'ho mai sentita raccontare o accennare da parte di neocatecumenali della mia parrocchia. Ma può essere che faccia parte delle pratiche molto "nascoste" che non vengono fatte filtrare all'esterno.
    E ti credo!! Se al posto del Catechismo il Vescovo venisse a sapere che un gruppo cattolico segue le 613 mitzvot... come minimo avvierebbe un'indagine su cosa cavolo stanno facendo. Come minimo.

    Presumo, anzi sono certa che non siano contenute negli Statuti approvati dalla Chiesa.
    Sono basìta. A questo punto si potrebbe aggiungere anche qualche precetto dal Corano, ...così, tanto per non farci mancare niente.

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  13. Completo la domanda, per capirci meglio:
    nei 613 precetti (quelli veri, quelli ebraici) è compresa la circoncisione e l'osservanza dello Shabbat (con regole molto precise). E anche le regole alimentari ebraiche che, onestamente, se qualcuno obbligasse un cattolico ad osservarle... Beh, mi sembra (questo da solo!) un motivo più che sufficiente per inviare una bella relazione scritta al Vescovo e al Papa!!

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  14. @ Lishmah

    E' un modo di dire, naturalmente.
    Certo che non vengono osservati i precetti della Torah.
    Però chiunque abbia fatto il cammino sa che ci sono mille regole e regolette, per lo più non scritte e quindi poco conosciute all'esterno, che fanno pensare ai precetti della Torah.
    Si parte da come si addobba la mensa, con la menorah al centro (al posto del crocifisso), dalla insulsa maniacalità dei catechisti sulla disposizione della saletta, che hanno il coraggio di farti fare e disfare dieci volte prima che li possa minimamente soddisfare secondo i canoni kikiani. Da come si cantano i canti: ad un certo punto si deve sussurrare ed in altri punti urlare. Da come si leggono le letture. Guai se in fondo ad una lettura uno dice "E' parola di Dio!". Si deve dire "Parola di Dio".
    Da come devi passare la fede ai figli: solo nel modo che dicono loro, obbligandoli (i più talebani) a parlare e pregare in pubblico fin da piccolissimi, anche se si vergognano. Chi ha i figli che parlano poco è in svantaggio: non mostra che ha lavorato bene, nel pensare comune. Da come devi vivere la sessualità, da come gestisci i tuoi soldi, da come devi obbedire ai catechisti, da come devi fare catechesi: al kerygma, per esempio, devi alzare il tono della voce ...

    E' un modo di dire, ma penso che se ci si mettesse si potrebbero certo trovare 613 precetti kikiani, tra grandi e piccoli.

    Riguardo ad un commento precedente, mi pare di LUCA, sull'utilizzo delle salette, voglio specificare una cosa importante.
    Quando si finisce il cammino, con l'Elezione, viene dato incarico alla comunità di costruire/approntare una saletta kiko style per le PROPRIE celebrazioni. In linea teorica ognuno dovrebbe avere la sua, ma se ci sono pochi locali, più comunità "che hanno finito il cammino" (non le altre), la possono utilizzare a rotazione.
    Deve avere la moquette, possibilmente blu, i muri bianchi a graniglia (l'utero), le sedie in plexiglass, così come anche la sedia della presidenza, l'ambone e la tavola-mensa. Deve avere esposta la Madonna di Kiko, la croce di Kiko, i copri ambone di Kiko, il Cristo pantocratore di Kiko...
    Le salette così preformate, naturalmente, sono appannaggio solo di chi ha completato l'Elezione e gli altri non ci possono andare, tranne casi particolari di necessità.
    Anche per questo motivo vengono costruiti i catecumenium, dove si può. Perché se ci sono molte comunità che finiscono il cammino ci devono essere altrettante salette dell'Elezione (termine mio).
    Gli altri gruppi, il catechismo dei bambini ed incontri vari non possono usufruire delle salette private, anche per il rischio che vengano sciupate (visto che sono piccole regge) o perché non proprie all'utilizzo.
    Su questo potrei scrivere a lungo, ma credo di aver reso l'idea.
    Il mancato utilizzo delle salette-reggia non è casuale, deriva proprio dalle disposizioni.

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    Risposte
    1. Riporto dal commento di Libera.
      -Guai se in fondo ad una lettura uno dice "E' parola di Dio!". Si deve dire "Parola di Dio".-
      Non so il loro motivo di questa precisazione, sarebbe una delle poche cose giuste durante la Messa, ma posso dire, avendo fatto il corso per lettori, che è giusto non mettere la "è" davanti a Parola di Dio.
      L'unica cosa che ho trovato per il momento è questo articolo che rispecchia abbastanza con le indicazioni dateci al corso.
      https://www.diocesi.torino.it/liturgico/lettori-parola-di-dio-e-basta/

      Frilù

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    2. @ Frilù

      Ho letto l'articolo e la spiegazione che fa il parroco del Duomo di Torino.
      Sì in effetti dice di omettere "è".
      Ma le ragioni non sono le stesse che dicevano a noi. A noi dicevano che bisognava omettere "è" perché la scrittura è la parola (d'onore) di Dio.
      Non so spiegare bene. Come quando si dice "le cose stanno così, parola mia", come dare la propria parola, certificare.
      Non nel senso spiegato nell'articolo, di acclamazione, coinvolgimento.
      Ma magari va bene lo stesso, non lo so. Le spiegazioni però sono diverse.

      Inoltre, come ben tu dici, nelle parrocchie si fa un corso per diventare lettori, quindi leggono le persone preparate, che sanno come farlo e hanno magari doti di pronuncia e chiarezza di tono più particolari.
      Nel Movimento Neocatecumenale, anche se c'è il carisma del lettore, alla fine poi leggono tutti, almeno da noi. A volte anche per dare contentini a chi ha poco da fare.
      Ho sentito leggere persone, non una sola volta ma spesso, che non si capiva un'acca di quello che dicevano o utilizzavano toni troppo "familiari".
      Per cui, giusto. Per una volta ci avevano azzeccato, anche se per motivazioni diverse da quelle che ho letto nell'articolo. Ma se alla fine leggono tutti, tutti possono sapere come si fa?
      Nella mia attuale parrocchia, devo dirlo, ho sentito anche i preti dire "è Parola del Signore" e, sapendo quello che ci dicevano nel cammino, ho pensato che "sbagliassero" loro.
      Grazie per la precisazione.

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    3. @Libera
      Aaaaaaaaah ho capito, grazie :D

      Delle stanze ho un'idea precisa per averle frequentate (come catechista dei bambini). Nel senso che, dopo decennali lotte intestine parrocchiali, alcune sono state messe a disposizione anche del catechismo... anche perché, se non l'avessero fatto, in quella parrocchia non c'era alternativa sul DOVE fare catechismo a tutte le classi... Quindi, una volta esaurite le aule più malandate, c'era bisogno di qualche spazio in più.
      (Salvo che poi può sempre arrivare qualche neocat a spostarti in qualche scantinato che gli sembrasse più opportuno).
      Comunque è vero: anche la "graduatoria" delle stanze neocat era (ed è) precisa. Il catechismo può stare in quelle delle comunità più "povere", meno "avanzate", o quello che è.
      Stanze che sono comunque piene di roba... e l'anno scorso un bambino ha rischiato di farsi molto male tirandosi addosso (a lui e ad altri bambini) la croce/astile kikiana. La catechista (non neocat) è rimasta scossa per un bel po' di tempo.

      Le sedie.
      Domanda: quelle di plastica (resinata?) grigia, con gambe di metallo... sono di una fase kikiana più antica o più nuova? Perché da noi ci sono quelle

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    4. Sì, anch'io so che la regola liturgica è che non si deve dire "è".

      E così hai potuto cogliere l'occasione di spiegarci un altro dei numerosi casi in cui all'esterno il Cammino può sembrare "in regola", mentre all'interno i seguaci vengono imbottiti con le idee più strane...
      Ci fosse almeno una cosa che il Cammino insegna ai camminanti come è insegnata dalla Chiesa Cattolica. È tutto manipolato e deformato...

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    5. @ Lishmah

      Parrocchia veramente "aperta" la tua.
      Generalmente l'utilizzo delle stanze "dell'Elezione" si può concedere solo ad altre comunità più giovani e basta.
      Il catechismo... Figurati!
      Bambini che sporcano, rompono, sbriciolano, toccano, spostano, curiosano...?
      Giammai!
      Le considerano "sacre", intoccabili: ogni comunità ne ha la responsabilità e le deve tenere linde e perfette pulendole continuamente con l'aspirapolvere, tenendo in ordine sedie e quant'altro. Le chiavi degli armadi (possibilmente incassati a parete), le tiene l'ostiario della comunità e solo qualcun altro a cui lui le concede: dentro sono pieni di tutte le suppellettili PRIVATE della comunità a cui è destinata la saletta.
      Non si utilizzano né per riunioni né per incontri vari: sono accessibili solo alle celebrazioni della comunità, quella infrasettimanale e l'Eucarestia separata dalle altre comunità. Ognuno nella sua saletta.
      Anche perché, essendo salette "dell'Elezione", vi si fanno le celebrazioni della cinquantina, vesti bianche, latte e miele, canti proibiti ai più piccoli... tutte cose che nessuno può vedere e che meritano il rispetto assoluto e totale di ogni piccolo "tempio" privato e separato.
      Sì, perché nemmeno quelli che hanno finito il cammino si riuniscono in un'unica chiesa: continuano a celebrare separati dagli altri, anche da quelli che come loro hanno finito il cammino.
      Capito ora cosa significa, nella mente del Kiko, "comunità di comunità"?
      Che la chiesa non solo deve essere divisa in tante "piccole comunità", ma lo deve rimanere per sempre, ognuno nella sua saletta "tempio", riservatissima.
      Ci immaginiamo se per caso, cosa che non accadrà MAI, ci fossero 30 comunità che pian piano finiscono il cammino, come nell'ideale kikiano?
      Ci ritroveremmo chiese composte solo di salette, 30 o più, in cui le "piccole comunità" celebrano separatamente vita natural durante.
      A parte quindi la diversa struttura architettonica che comporterebbe una "chiesa" del genere, anche storicamente le domus ecclesiae non erano tutte in un unico locale con mille salette: erano una qua e una là, a seconda di dove si formava una nuova comunità "primitiva", spazialmente lontane. Mica tutte dentro un'unica struttura...

      Quindi se nella tua parrocchia vi hanno fatto fare il catechismo dei bambini nelle salette "dell'Elezione", accipicchia! Quella è una parrocchia apertissima. Lo sapesse Kiko!

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    6. Siccome qui che hanno finito il cammino mi pare siamo in pochi, mi viene in mente Veterano e basta, ma forse c'è qualcun altro, magari prima o poi faccio un articolo su questo delle salette dell'"Elezione". Almeno, oltre che svelarlo alle comunità inferiori, che è bene lo sappiano in anticipo perché nella Chiesa non ci sono arcani, anche le altre persone possono venire a conoscenza del perché e del come di queste salette.
      Parlare di salette è troppo generico, quelle dell'Elezione svelano una vera e propria filosofia.

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    7. @Libera
      "Parrocchia veramente "aperta" la tua."

      Ehm... Che fai? Pigli per i fondelli?
      A parte che la concessione di certe (certe!) stanze neocat è relativamente recente, e avviene a determinate "condizioni"... che creano continui problemi.
      E a parte che - se tutte le aule, anno dopo anno, sono via via occupate dalle comunità neocat (come è avvenuto lì) - ad un certo punto una soluzione per il catechismo parrocchiale la devi trovare, altrimenti dovresti sospendere il catechismo... e il parroco (neocat) dovrebbe giustificare al Vescovo che ha sospeso il catechismo...
      Perciò, ad un certo punto, era un passo obbligato (dopo aver utilizzato tutti i buchi parrocchiali disponibili e dopo aver fatto per anni dei gruppi di catechismo da circa 30-35 bambini... che erano diventati insostenibili... perciò c'era anche la necessità di fare gruppi più piccoli).
      Però ti manca un dato, e cioè che - per tutta la fase iniziale, per molti anni - facevano catechismo ai bambini soltanto catechisti neocatecumenali (insegnando un bel corredo di eresie)... e che, da circa 40 anni (o più?) in quella parrocchia si celebra la Prima Comunione neocatecumenale per TUTTI i bambini e per tutti i loro genitori (anche se essi non sono neocatecumenali. Anzi, solitamente i bambini non-neocat sono la maggioranza).
      In pratica, in quella parrocchia, hanno seguito una strategia di occupazione diversa da quella che hai vissuto tu. È complicato spiegare in poche parole tutto il percorso. Per sintetizzare al massimo: all'inizio fu vietato in parrocchia (grazie al parroco neocat) qualsiasi gruppo o attività che non fosse non-neocat.
      Negli ultimi circa 10 anni hanno "aperto" la parrocchia ad altre realtà, con il piccolo dettaglio che ci sono "capocchie" neocatecumenali inserite in QUALSIASI gruppo... (pronti a "catturare" qualcuno e portarselo nel Cammino. Con le loro inenarrabili insistenze. Quando muore un parrocchiano entro breve c'è l'assalto alla famiglia perché vada alle "catechesi").

      Continua...

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    8. @Libera. Seconda parte.
      In pratica - in aggiunta a tutte le attività che devono fare in comunità -
      puoi immaginare quali salti mortali devono fare per riuscire ad essere dentro dappertutto e a comandare dappertutto, compreso il gruppo chierichetti della Messa domenicale. (eh già: fanno pure il "coordinamento" chierichetti). Controllano tutto.
      Può essere che a te sembri una parrocchia "aperta" perché è già arrivata ad essere quasi tutta monopolizzata per intero (a livelli ridicoli se non fossero tragici - come quando, circa 20-30 anni fa un gruppo di genitori dei bambini del catechismo si sono "rivoltati" perché si sono resi conto che sotto Pasqua i loro figli pensavano che la Pasqua fosse la Pasqua ebraica... e non sapevano praticamente niente di quella cristiana, a parte un piccolo dettaglio che appariva secondario... della Resurrezione. Certo, certo, lo dicono che Gesù è risorto, ma in Quaresima fanno catechismo tutto centrato sulla Pasqua ebraica).
      Giusto per farti capire meglio come vivono lì i parrocchiani:
      eccetto qualche genitore o fedele cattolico più informato, in genere in quella parrocchia si crede davvero che la Chiesa Cattolica insegni a fare la Prima Comunione con la procedura neocatecumenale. Si crede che sia previsto così dalla cerimonia per la Prima Comunione.
      Pochi sanno che quel modo (che vedono il giorno della Prima Comunione) è il modo neocatecumenale, insegnato accuratamente ai bambini, e imposto durante la Messa a circa 80-100 persone che aspettano 8-10 minuti col Corpo di Cristo in mano. (Negli anni più recenti, grazie ad alcune proteste, è stata limitata la distribuzione del Pane ai soli bambini, alle catechiste, e ad altri "privilegiati", esclusi i genitori. Durante l'omelia il parroco spiega lungamente a tutti i fedeli il significato del vassoio e la ciotola del vino... il numero dei lati, e tutto quello che tu sai benissimo. E poi il parroco celebrante fa la Comunione insieme a tutto il gruppo, come sai bene. Questo accade lì, nel grande chiesone neocat il giorno della Prima Comunione. Tra l'altro, presumo che una cosa del genere non sia gradita neanche ai vertici neocat perché si inserisce il rito col vassoio e la coppa all'interno della "messa della domenica", notoriamente "inferiore"... e con persone inferiori).

      Secondo me ogni parrocchia ha la sua "storia di monopolizzazione".
      Eccetto le parrocchie nelle quali i neocatecumenali sono entrati di recente, come un gruppo "aggiunto". In tal caso, fanno le loro cerimonie "segrete", che comunque rimangono tra loro.
      Nel caso della mia ex parrocchia, in segreto tendono a rimanere gli abusi psicologici, spirituali, economici. mentre le varie eresie (seppur non urlate, non dichiarate apertamente) e le modifiche liturgiche tendono ad infiltrarsi in tutta la popolazione parrocchiale.
      Difficile dire quale sia la situazione migliore (rispetto alle comunità che tu ritieni più "chiuse").
      Son sempre danni alla Chiesa.

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    9. @ Lishmah

      Lungi dal volerti prendere per i fondelli, si vede che le scritte non rendono l'idea...
      Mi sono veramente stupita. Altroché.
      E adesso che hai raccontato altre dinamiche, mi stupisco ancora di più.

      E, senza prese per i fondelli, continuo a dire che la tua parrocchia è veramente "anomala".
      Vedi, io non conosco solo la mia parrocchia, ma moltissime altre, proprio per esperienze dirette.
      O perché eravamo noi i catechisti (neocat) di quelle parrocchie o perché avendo catechisti comuni eravamo come "gemellati" con altre parrocchie e facevamo moltissime cose insieme. O anche perché sono stata in diversi posti di missione ed ho visto anche fuori Italia.

      A noi catchisti (25 anni da catechista neocat! Sigh!) le disposizioni poi arrivavano chiare e le dovevamo anche far rispettare agli altri.
      Per cui, purtroppo, so benissimo quali sono le regole inalienabili.

      Su questo tema, mio malgrado, sono piuttosto preparata, come molti altri qui.
      Se fossi ancora in comunità avrei quasi 40 anni di cammino, ma ne ho solo 35, perché poi sono uscita.
      La mia ex parrocchia non era per nulla recente.
      I tuoi ex parroci ed i relativi catechisti, quindi, ti assicuro, erano veramente anomali.

      Anche nelle messe neocat, come i matrimoni, quando le persone superano un certo numero la comunione non viene fatta sotto le due specie neocatecumenali, anche per motivi pratici, di solito.
      Non è per confutare le tue conoscenze, ci mancherebbe altro, ma per evidenziare che la parrocchia anomala era la tua. Normalmente non si fanno le cose che hai descritto. Né nelle parrocchie "giovani" né in quelle "vecchie".
      Avete avuto parroci strambi, che hanno fatto di testa loro, per nulla in linea alle normali disposizioni.

      Però fa piacere sapere che ci sono anche di quelli che "deragliano", forse per troppo zelo neocatecumenale, non so.
      Sapesse Kiko che fanno usare le salette dell'Elezione ai bambini del catechismo li fulminerebbe.

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    10. Li fulminerebbe ho detto, ma non ho detto perché.
      Il perché è che c'è tutta una serie di raccomandazioni, all'interno del cammino, quando chi fa l'Elezione deve costruire ex novo o approntare salette esistenti per i ritrovi dei neofiti. Così li chiamano loro, perché con l'Elezione si è giunti al parto ed è nato Gesù in quelle persone. Pensa te!
      Ma questo Gesù è ancora "piccolino", appena nato, quindi ha bisogno di crescere per arrivare alla statura di adulto.
      Lasciamo perdere, è questione lunga.
      Dicevo, ci sono mille raccomandazioni su queste salette dell'"Elezione" e costano pure un sacco di soldi.
      In alcune parrocchie col "catecumenium" si trovano in gran numero al suo interno, identificate con numeri o lettere ed ogni comunità che ha "finito" ha la sua, in altre più piccole (o povere) senza catecumenium se ne approntano alcune "ad hoc".
      Ma sono come sacre. Inaccessibili. Private.
      Non sono come tutte le altre salette che utilizzano le comunità che ancora non hanno finito il cammino con l'Elezione. Quelle si possono anche usare e si usano, normalmente.

      Inoltre un'altra cosa strana.
      Normalmente le disposizioni su come bere al calice o tenere in mano il pezzo di pane, non le fa il parroco all'omelia.
      Ci deve essere una persona apposita, il didascalo della celebrazione, che se c'è è un diacono oppure uno scelto in anticipo dai catechisti tra i tanti papabili neocatecumenali (nemmeno dal parroco, che conta molto poco), che accompagna in tutto la celebrazione con le dovute spiegazioni su tutto.
      Anche sullo scambio della pace, che avviene (avveniva potremmo dire ora) tramite il "santo abbraccio", oppure sul balletto o su quando uno deve sedere o alzarsi.

      Che lo faccia il parroco all'omelia, quindi, è un'altra stranezza.

      Ecco perché dico che i parroci e i kikos della tua ex parrocchia hanno fatto come gli è parso, non come detta Kiko.

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    11. @Libera
      "Lungi dal volerti prendere per i fondelli, si vede che le scritte non rendono l'idea..."

      Era una battuta!! L'ho detto appunto scherzosamente... visti i disastramenti presenti in quella parrocchia.
      (Scusami, ma qui non mi funzionano le faccine... e dalla mia frase non si capiva bene l'umorismo)

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    12. @Libera
      "E, senza prese per i fondelli, continuo a dire che la tua parrocchia è veramente "anomala".

      Ne sono COMPLETAMENTE consapevole.
      Nel corso di diversi anni, quando ho incontrato online qualche neocat e raccontavo queste cose, venivo accusata di raccontare falsità, allo scopo di infangare il Cammino E anche perché a loro NON QUADRAVA ciò che raccontavo. A me non rimaneva altro che dire: se puoi, vieni a farti un giro e vieni a vedere di persona.

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    13. @Libera
      "Non sono come tutte le altre salette che utilizzano le comunità che ancora non hanno finito il cammino con l'Elezione. Quelle si possono anche usare e si usano, normalmente."

      Scusa Libera, ma allora probabilmente saranno queste! La distinzione io non la so fare se non per il fatto che alcune salette sono più belle e altre meno belle... ad esempio ce n'è una con la moquette blu-celeste, e altre con pitture che - sebbene bruttarelle - devono essere costate un sacco... E poi abbiamo in giro qualche quadro Kiko-Original... Uno dei quali è più orripilante degli altri, in bianco e nero. Più nero che bianco... Un volto di Cristo spaventoso.

      Comunque, in quella parrocchia già moltissimi neocat sono arrivati alla fine del Cammino ... però in genere continuano lo stesso a "fare comunità", a partecipare alle loro cose... (anche se non so dirti i dettagli di cosa fanno o non fanno).
      Abbiamo un sacco di gente in giro per il mondo, forniti un sacco di "presbiteri" ai seminari kikiani, e so che tanti catechisti "top" vanno a catechizzare in vari luoghi fuori parrocchia.
      Infine, più volte all'anno, è un gran via-vai alla Domus in Israele (prima del Covid, ovviamente)

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    14. @Libera
      Chiarisco alcune cose sulle quali mi sono evidentemente spiegata malissimo.
      Riprendo le tue frasi:

      "Inoltre un'altra cosa strana.
      Normalmente le disposizioni su come bere al calice o tenere in mano il pezzo di pane, non le fa il parroco all'omelia."

      Dunque. Questa cosa che avviene con tutti i parrocchiani presenti il giorno della Prima Comunione, NON riguarda TUTTI i fedeli che sono in chiesa (centinaia).
      Quelli che devono partecipare al rito neocat (bambini e genitori dei bambini comunicandi) sono già stati addestrati precedentemente (anche i non neocat).
      All'omelia, il parroco (che negli ultimi oltre 40 anni è sempre stato un presbitero neocat, cioè uno che faceva il Cammino), il parroco dà spiegazioni a tutti gli altri fedeli di cosa stanno facendo quelli che si apprestano a fare la Comunione Neocat, ma non dice che è un rito neocat (quelli che partecipano al rituale neocat sono, secondo l'annata, a spanne: 30 bambini + 60 genitori + una "corte" di altri pochi neocat). Gli altri fedeli fanno la normale Comunione con la particola, DOPO che hanno assistito a quel rito col pane fatto in casa e il coppone del vino.

      "nemmeno dal parroco, che conta molto poco"

      Sì, ma nel caso di una celebrazione parrocchiale con la presenza di una maggioranza di fedeli non-neocat, fanno fare al parroco le normali funzioni di parroco.
      Come ti accennavo nell'altro commento, la Messa viene fatta come sempre (Novus Ordo) e viene modificato solo il momento della Comunione e pochi altri momenti. Ad esempio, viene insegnato ai bambini di stare SEMPRE SEDUTI (intorno all'altare quadrato della chiesa)... di non inginocchiarsi, eccetera.

      Non so se adesso mi sono spiegata meglio...

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    15. Grazie Lishmah! L'articolo sta venendo un po' lungo... ma veramente interessante. I tempi di pubblicazione saranno lunghi perchè i neocatecumenali ci danno moltissimi spunti e gli articoli in attesa sono tanti.

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  15. Riguardo ai commenti, non vorrei che passasse una sensazione distorta.
    Nessuno è così basso da questionare sulla mole dei commenti, io per lo meno non sono così meschina.
    E' che quando c'è un pregresso e si innesca una sistematicità, allora è chiaro che è legato alla persona.
    La persona lo sa. Gli altri non possono immaginare.
    Comunque, non è un affare di stato, non credevo che tanti si sarebbero sensibilizzati.
    Tengo comunque a ribadire che qui si tratta di persone, non di argomenti o commenti.
    Altrimenti si ingenera una visione non realistica e, per come la vedo io, molto povera.

    RispondiElimina
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    1. @Libera
      Chiaro. Grazie.
      Anche se non conosco i vostri pregressi, concordo che in blog come questi si DEVE trattare principalmente di persone.
      Sul come affrontare gli argomenti, da quale lato o prospettiva, anche quello dipende dalla sensibilità o carattere di ogni persona.

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  16. Lishmah, mi insegni a mettere il grassetto e il corsivo nei commenti?
    Non ho mai chiesto perché pensavo fosse appannaggio degli amministratori.
    Però vedo che tu li utilizzi ed io, poco pratica con gli aggeggi elettronici, non ho mai trovato il modo di farlo. Anche il copia-incolla da un documento mi rimette tutto nella forma standard.
    Capisco ora però che è possibile, ma a me non riesce.
    Grazie se me lo vorrai insegnare.

    RispondiElimina
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    1. Dipende dalla piattaforma / sistema in cui ci si trova. Qui ci troviamo su Blogger e si fa così:
      per il grassetto metti il simbolo < b > prima della parola/frase e il simbolo < / b > dopo la parola/frase che vuoi grassettare.
      Nota importante: togli tutti gli spazi che io ho messo tra i simboli altrimenti vedevi il testo grassettato e non vedevi i simboli, hahah.

      Per il corsivo
      < i > testo < / i >
      (togli gli spazi)

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    2. Già provato.
      L'avevo trovato in internet quel sistema.
      A me non funziona. Non so perché.
      Comunque grazie ugualmente.

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    3. Anch'io ho 1 po' di allergia alla tecnologia ma se
      ti accontenti di 1 spiegazione campagnola ti dico come mi ha insegnato 1amica informatica (anche se lei usava termini più tecnici e professionali 😀).

      Provo con i simboli (se dovessero sparire riscriverò i simboli a parole); ora li scrivo tutti distanziati (se no spariscono) ma quando li usi vanno scritti senza nessun spazio intermedio:

      • per il grassetto

      < b > parole che vuoi mettere(senza spazio né all'inizio né alla fine) < / b >

      • per il corsivo
      del tutto analogo soltanto con la i al posto della b.

      Cioè:
      • per grassetto
      minore lettera b maggiore (ma tutto attaccato)

      senza lasciare spazio scrivi parole che vuoi mettere e di nuovo tutto attaccato (anche alle parole) scrivi
      minore slash lettera b maggiore .

      Per corsivo analogo con i al posto di b

      Tra il testo scritto normale prima e dopo (fuori) va lo spazio.

      Fai 1 prova .. vedi l'effetto solo dopo che è stato pubblicato; se c'è o manca 1 spazio o altro errore nn lo pubblica e ti dice errore.

      Elimina
    4. Volevo fare una raccomandazione, che è quella di non abusare di queste formattazioni, in particolare del grassetto.

      Infatti, se è utile e necessario nei commenti riassuntivi (al solo scopo di risparmiare tempo a chi non ha tempo di leggere tutto il testo), diventerebbe eccessivo e fonte di confusione se usato da tutti.

      Il grassetto, più ancora del maiuscolo, dà l'impressione che si stia alzando la voce, e nei nostri commenti quasi mai ravviso l'utilità di farlo. Personalmente lo uso con parsimonia proprio perché, in veste di semplice commentatore, non penso che le mie opinioni debbano prevalere su quelle altrui, soprattutto utilizzando un artificio visivo.

      Le buone idee, le belle riflessioni, si impongono da sè, senza alzare la voce, anzi, più sono pacate e semplici, più convincono.

      Altrimenti quel tratto aggressivo delle evidenziazioni del testo che può non piacere nei nostri articoli (e che in quella sede in realtà è utile per chi vuole capire in pochi secondi quale sia il nocciolo del tema trattato) finirebbe per trasferirsi, senza alcun motivo, nello spazio commenti.

      Personalmente ho apprezzato e apprezzo questo blog, rispetto ad altri o troppo noiosi o troppo violenti, per la pacatezza e la serenità espressiva; qualità che ne costituiscono il pregio principale, che fa capire che non siamo qui per esserci o comparire, ma solo per trasmettere con umiltà e rispetto di tutti ciò che riteniamo possa essere di aiuto per chi voglia capire dinamiche e caratteristiche del Cammino Neocatecumenale

      Dal momento che non pubblichiamo i neocatecumenali che alzano la voce, non alziamola neppure noi.

      Elimina
    5. Ok, starò più attenta grazie.

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    6. @ Tripudio

      Hai perfettamente ragione.
      Recepito.

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  17. Magari lo insegnate anche a me, quando fai un nuovo post so farlo, per i commenti no.

    Grazie

    LUCA

    RispondiElimina
  18. Forti! Fra di voi vi pubblicate anche le richieste di aiuto ortografico, mentre i legittimi tentativi di spiegare le proprie ragioni li omettete meschinamente. Questo blog è drogato. Se solo chi non è moderatore sapesse come vanno le cose si scandalizzerebbe. Infondo, moderatori, usate sia gli utenti pro che i contro. La verità è un pretesto, il fine è la vendetta per quello che avete subito. Umanamente comprensibile. Cristianamente sbagliato. Comunque contrario alla ricerca della verità. Cordialmente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alcuni lettori del blog - come me - non passano attraverso la "coda di moderazione" per cui i loro commenti vengono pubblicati subito, automaticamente.

      Il tema di questo blog è il Cammino Neocatecumenale. Criticare gli errori del Cammino è tremendamente facile perché quegli errori hanno abbondantissima documentazione e abbondantissime testimonianze. È estremamente improbabile - e nella maggior parte dei casi impossibile e facilmente riconoscibile come impossibile - che qualcuno di quegli errori fondamentali del Cammino sia dovuto a qualche "svista" o "malinterpretazione" da parte dell'autorità ecclesiastica.

      Per esempio, i documenti liturgici parlano chiaro, e il Papa stesso li ha ribaditi, e lo stesso Statuto del Cammino ha recepito pienamente ciò (cosa che non era neppure necessaria), eppure il Cammino celebra ancor oggi carnevalate liturgiche, inquinando la liturgia cattolica, andando contro il Papa che la difendeva (e imponeva al Cammino di seguirla «senza aggiunte né omissioni»), e andando persino contro il suo stesso Statuto (che recepiva pienamente quelle «decisioni del Santo Padre» del 1° dicembre 2005).

      Ora, quello non è campo di opinioni. Sono fatti, documentati in foto e video dagli stessi kikos, i quali se ne sono sempre infischiati di ogni critica e ogni correzione (che vengono subito comodamente etichettate "persecuzioni" o "odio").

      Quel che è peggio, è che non esiste nessuno nel Cammino che si sia mai permesso di dire «facciamo come dice il Papa, celebriamo la liturgia così come tutta la Chiesa»: chi ha osato minimamente farlo è stato redarguito severamente e punito dai "catechisti", perché nel Cammino è obbligatorio sbagliare sulla liturgia.

      Non so se è chiaro il punto. La carnevalesca liturgia degli strafalcioni non è un vizio diffuso "nonostante gli iniziatori", ma è volontà stessa degli autonominati "iniziatori", su cui nessun kikos è autorizzato a dire la sua, nonostante sia ben noto che è gradita solo al demonio (al quale conviene che la liturgia cattolica sia uno spettacolino autogestito, conviene che sembri molto più "vissuta" che "sacra", conviene che sembri molto più "banchetto" che "sacrificio", conviene che sia imbottita di simboli idolatrici - come i numerosi gadget made in Kiko - che di segni tradizionali cattolici, eccetera).

      Difendere quegli errori così ben documentati equivale a difendere il demonio, ispiratore di quegli errori. È una cosa su cui è impossibile il dialogo perché il dialogo presume che i dialoganti siano disponibili a riconoscere la verità - e nessun kikos è disponibile ad ammettere (nemmeno come ipotesi) che la prassi invalsa nel Cammino è sbagliata, che gli autoeletti "iniziatori" si sono sbagliati e hanno condotto in errore un intero popolo di neocatecumenali, ecc.

      La "ricerca della verità" di cui parli dovrebbero farla i fratelli del Cammino. Ed è una ricerca semplicissima, quasi sempre basta aver cominciato a fare il primo anno di Catechismo dei bambini: "se la Chiesa celebra in un modo, perché diavolo noi dobbiamo celebrare diversamente?"

      Non c'è nessuna "vendetta", te lo assicuro. C'è solo la coscienza che il Cammino viene dal demonio - quello vero, non il simpatico portasfortuna che ti fa trovare traffico in autostrada mentre vai alla convivenza - e nel nostro piccolo qui sul blog da 14 anni lo mostriamo con documenti, foto/video, testimonianze (non siamo né i primi, né gli unici, né i soli a farlo).

      Contro i fatti non servono le parole, contro la verità non servono le opinioni. Con tutti i punti positivi che puoi trovare del Cammino, non puoi negare che sbaglia in maniera madornale quanto a liturgia, quanto a dottrina (quelle ambiguità e vere e proprie eresie), quanto a vita interna (col calpestare e salassare i fratelli più piccoli e scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe), ecc.

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    2. Stefano la parte della vittima non ti si addice.
      Prova a rispondere con argomenti validi ai post proposti in questo blog è vedrai che i tuoi commenti saranno pubblicati.
      Come è stato pubblicato più di un tuo commento precedente.
      Tu vuoi buttare tutto in "caciara" e accusare gli altri di "complottismo".
      Smetti di fare il bimbo offeso che fa i capricci e batte i piedi per terra.
      Sei ridicolo e rendi ridicolo anche quel "qualcosa" che vuoi difendere a tutti i costi.

      Semplicemente SMETTILA.

      LUCA

      Elimina
    3. @ Stefano

      Ora mi dovresti spiegare perché se uno dice cose che a voi non piacciono o fa delle critiche deve essere "per vendetta" per forza.
      Non ti riesce credere, nemmeno per un istante, che a volte le persone hanno altre buone ragioni per non gradire?
      Oppure pensi che chiunque non apprezzi il tuo Movimento debba per forza avere qualcosa che non va?
      Anche quelli che non l'hanno mai fatto, ma ne hanno annusate in anticipo le storture?
      Pure loro vogliono vendetta?

      Come mai trovate sempre secondi fini "sporchi" in capo a quelli che non vi approvano?
      Avete qualche distorsione mentale che vede lo "sporco" ovunque?

      Per quello che mi riguarda, carissimo Stefano, vale proprio il principio che sostenete voi "provare per credere" oppure "chi non ha fatto il Cammino non lo capisce".

      Non ti sfiora che se uno il Cammino l'ha fatto possa averlo capito e proprio per questo non gli sia piaciuto?
      Oppure "capire" vuol dire solo farsi andare bene quello che dite e fate, secondo te?

      Può darsi che inizialmente, da parte di chi ha subito tante ingiustizie GRATUITE dai maestri e fratellini, ci sia un moto di rivalsa, ma poi quello passa e resta solo il desiderio di informare chi ancora quelle storture non l'ha capite, che invece ci sono, eccome.
      Subire ingiustizie gratuite è proprio il mezzo che nostro Signore credo utilizzi per aprire gli occhi.
      Attraverso la PERSECUZIONE SISTEMATICA che operate verso chi nutre dubbi o riserve, si arriva ad una prima rivelazione: come mai i maestri, semplici umani senza alcun titolo, possono distruggermi la vita portando con sé tutti i fratellini acquiescenti solo perché ho osato obiettare? Che chiesa è mai questa, che parla di libertà, addirittura di paternità del demonio che ti induce a peccare, e poi se uno (secondo loro) pecca denunciando alcune cose, non lo riesce a tollerare?

      Da lì, ti assicuro, la strada, il cammino "a ritroso" e molto facile.
      Nel cercare la risposta ti arrivano verità della Chiesa che nemmeno immagini...

      Quindi, se ti fa piacere e ti acquieta, pensa pure a moti di vendetta, ma ciò mostra che chi "non vi approva" voi lo considerate o un peccatore o uno stolto, anche se sta nella Madre Chiesa Universale.

      Ma un po' in discussione, come i santi, non vi mettete mai?

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    4. Mah, io non vedo che il Cammino abbia neppure una parvenza di democrazia interna. Consiglio a Stefano, nel caso sia neocatecumenale, di andare a sottoporre ai suoi catechisti una qualsiasi miglioria al Cammino (per esempio, quelle che permetterebbero loro di essere rispettosi della liturgia cattolica). Ma Stefano, se è neocatecumenale, sa bene come verrebbe accolta qualsiasi sua eccezione in proposito. Se invece non è neocatecumenale che vada alle catechesi iniziali e cerchi di fare una domanda al di fuori del copione kikiano più vecchio del cucco: vedrà come neppure una virgola fuori dai testi sacri viene concessa al pubblico presente.
      Quindi, un consiglio a Stefano: che si dedichi a democratizzare il Cammino. Poi, dopo aver ottenuto l'agognato risultato, torni pure qui a democratizzare noi.

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  19. La pulce (il ritorno)15 settembre 2020 14:04

    Chiedo alla moderazione: perché i miei post non vengono più pubblicati?

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    1. Perché non abbiamo il dono dell'ubiquità e non sempre abbiamo il tempo di discernere fra tutti i commenti in attesa di pubblicazione quali sono "spam" e quali contribuiscono effettivamente alla discussione.

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    2. A volte poi alcuni commenti sono un capolavoro di ambiguità. Cominciano stigmatizzando (blandamente) il Cammino per poi finire a dire che, d'altronde,"non se ne può fare a meno".
      Siccome non abbiamo l'anello al naso e siamo giovani, ma non nati ieri, spesso questi commenti finiscono laddove possono essere più apprezzati, cioè nello spam.

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    3. La pulce (il ritorno)16 settembre 2020 14:21

      Se la critica è unidirezionale e accettabile solo se rispetta determinati canoni, i gestori correnti della pagina devono sapere che anche loro hanno costituito una SETTA.

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    4. Al massimo puoi dire che siamo ideologici. Le sette sono ben altra cosa e di solito non si sobbarcano l'ingrato compito di moderare un blog. I canoni da rispettare, a mio personale parere, sono quelli che sovrintendono alla corretta comunicazione: la chiarezza del messaggio, da qualsiasi emittente provenga e qualsiasi sia il suo orientamento.

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    5. Come già detto tante volte, è anche legittimo dissentire, ma è una piccineria tentare di infilare propaganda kikiana al patetico scopo di estenuare gli interlocutori e di inquinare le discussioni.

      Purtroppo La Pulce Il Ritorno fa parte di quella categoria di neocatekikos che intervengono qui credendosi talmente furbi da poter inserire propaganda kikiana in disguise. Poi si danno una pacca sulla spalla da soli ogni volta che un loro commento viene pubblicato, per poi imbestialirsi quando invece le loro deiezioni non godono di tale fulgido onore.

      Ora, lo scopo di questo blog è di invitare a riflettere, non di fare spettacolo. Lo scopo è di documentare, non quello di opporre slogan a contro-slogan. Chi legge queste discussioni deve ritrovarsi alla fine con qualche argomento in più per capire, non con la solita pastoia di slogan che ha già dovuto subire un milione di volte nel Cammino e che un milione di volte ha già rigettato.

      Inoltre, le questioni riguardanti il Cammino sono per il 99 per cento composte da fatti concreti su cui non c'è niente da discutere, solo da documentare. Se uno inquina la liturgia inserendovi carnevalate, "comunione seduti", ecc., non è che poi dicendo "il Cammino ha salvato il mio matrimonio" magicamente quella liturgia carnevalesca diventa approvata dalla Chiesa. Contra factum non valet argumentum: i fatti (vergognosi e ingiusti) del Cammino non possono essere cancellati da un grosso fiume di belle parole.

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  20. @ Libera mente semper

    Da parte mia vorrei dirti che leggo sempre con interesse i tuoi preziosi post, frutto di scrupolosa e attenta indagine, che mostrano come la menzogna, il sotterfugio, l'inganno siano strutturali nel Cammino fin dalle sue origini. Il tuo lavoro è di estrema importanza. Grazie.

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  21. Come successe con padre Zoffoli, beffato anche di fronte al momento solenne della morte da Kiko Argüello che ha raccontato in mondo-trasmissione la menzogna che il teologo passionista gli avesse chiesto perdono per aver condotto una battaglia contro di lui e le dottrine errate del catecumenalismo, anche il padre Conrado hanno aspettato che morisse per cantare al suo funerale il Risuscitò. Nel melenso articolo si precisa pure 'che tanto piaceva al defunto'. Un classico di Kiko e dei suoi emuli, il tirare fuori le falsità più enormi quando lacontroparte è defunta o comunque non può controbattere. A dimostrazione che non credono assolutamente della giustizia divina ultramondana, ma non solo, pensano che nessuno abbia memoria del passato.

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  22. Per Libera e Lishmah.

    Sulle salette "in esclusiva"

    Adesso capisco l'insistenza di certi personaggi del CN della mia parrocchia per avere sempre la stessa stanza addobbata con icone Kikiane e rigorosamente senza il crocifisso.

    Non c'era la moquette blu e le sedie in plexiglass trasparente, ma tutti i segni Kikiani si.

    Solo una volta ho visto a Roma una saletta come quella descritta da Libera, la chiamavano "cripta" ed è a Santa Maria Goretti, parrocchia neocatecumenale della prima ora, famosa per il processo e la cacciata di Don Fabio Rosini e dei suoi "splendidi" 10 Comandamenti.

    Per il discorso del parroco che spiega come ricevere il pane azzimo neocatecumenale nelle poche celebrazioni Eucaristiche veramente pubbliche ( matrimoni, battesimi, anniversari di matrimoni di neocatecumenali), nella mia esperienza personale, una volta la spiegazione l'ha fatta il parroco, le altre volte un neocatecumenale.
    Ricordo bene alcune parole usate per la spiegazione del "rito neocatecumenale", dove il popolo dei fedeli è chiamato "assemblea" ed il sacerdote celebrante è chiamato "presidente".
    Ricordo che una volta ad un matrimonio c'erano persone anziane che non avevano ben capito la spiegazione, una di queste, ricevuto il pane azzimo al posto e senza processione, non sapendo bene cosa fare perché si aspettava l'ostia, ha preso il pezzo di pane e lo ha messo in tasca.
    Se ne sono accorti, al ristorante durante il pranzo, i suoi parenti neocatecumenali.
    Chissà cosa dicono di questa cosa il nostro Stefano e la Teresa del post precedente.
    (mai successo da me, noi controlliamo la bocca e le tasche di tutti).

    LUCA

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    1. @ LUCA

      Io davo per scontato che fosse risaputo ma, in effetti, sono disposizioni che si ricevono all'Elezione e quindi probabilmente non sono così note.

      Meriterebbe parlarne invece, perché rivelano che nell'ottica kikiana la "Chiesa" dovrebbe sempre rimanere separata vita natural durante in "piccole comunità" ognuna, se possibile, con la propria saletta.
      Da qui i catecumenium.
      Siccome però le comunità che finiscono il cammino sono relativamente vecchiotte, si ricorre spessissimo alla fusione di due comunità vicine, perché tra decessi, abbandoni o "missioni", i numeri del traguardo "finale" (ma non è traguardo, poi , dopo 10 anni, c'è il Matrimonio Spirituale) si riducono sensibilmente.
      Quindi l'atomizzazione, fisicamente rappresentata dalle salette che io chiamo dell'"Elezione", si contrae nel tempo e se non ci sono nuove leve, muore, lasciando le salette vuote.

      Il Kiko l'aveva pensata bene:
      Prima dice che è un itinerario (quindi porta ad una meta FINALE)
      Poi parla di pastorale permanente (sempre chiusa e inaccessibile al resto della parrocchia)
      Poi forma gli "Eletti", che staranno sempre per conto proprio e non si mescoleranno nemmeno con gli altri "Eletti" di altre comunità: le salette dell'"Elezione" lo dimostrano, ognuno dovrebbe avere la sua e, se non ce l'ha, la rotazione avviene solo tra coloro che "hanno finito", cosa non si sa.

      Quindi la sua chiesa atomica, anche fisicamente in pianta stabile, mai convergerà nella chiesa parrocchiale, ma ne rimarrà frazionata e separata per sempre.

      Se nessuno l'ha sperimentato, lo dico io: quando si celebra l'Eucarestia in parrocchie che hanno il catecumenium e quindi decine di salette, si sentono i canti e a volte anche le parole di quelli che celebrano nelle salette attigue. 20-30 persone al massimo, ma spessissimo di meno, ognuna per conto proprio.
      A volte ci sono un sacco di Messe in contemporanea, tutte con pochissime persone. Mentre celebri la tua Eucarestia nella tua saletta quindi, senti cantare "Shemaaa" oppure qualche "fratello" che imitando Kiko, alza la voce nelle monizioni.

      Questa la chiesa kikiana, che nelle parrocchie "attrezzate" brilla in tutto il suo splendore.

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    2. Verissimo Libera.
      Ricordo che alcune volte bisognava aspettare la fine del canto nella saletta accanto per poter capire qualcosa della monizione,risonanza, Omelia della propria piccola "messa" neocatecumenale.

      LUCA

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    3. Ah, e poi dimenticavo: la cinquantina.

      E' lì che si fanno le Eucarestie della cinquantina, tra Pasqua e Pentecoste, che dovrebbero essere TUTTI I GIORNI, ma che, perlomeno io, mai ho visto fare tutti i giorni in nessuna parrocchia che conosco.
      Vuoi perché mancano i preti, vuoi perché c'è poca voglia e poca partecipazione. Nessuno va tutti i giorni a celebrare l'Eucarestia dopo cena per 50 giorni e quindi le presenze sono a rotazione, manca sempre qualcuno che non ha voglia o ha da fare altre cose.
      Noi all'inizio le facevamo veramente quasi tutti i giorni, ma durò poco. In un paio d'anni diventarono già due o tre a settimana, non di più.

      Le Eucarestie della cinquantina, riservatissime agli Eletti, vanno rigorosamente celebrate nelle salette dell'Elezione, laddove ci sono.
      Si deve fare una processione che parte da qualche parte a caso, tutti in vesti bianche e mani giunte, in fila a due a due, mentre il cantore all'interno canta il canto per gli Eletti, l'Inno dei Vespri di Pasqua "Alla cena dell'Agnello... avvolti in bianche vesti..."

      Nella prima settimana si beve latte e miele. Nelle salette apposite, col canto apposito, all'interno dell'Eucarestia.
      Ma questo già si sa.

      Vedere però processioni contemporanee di comunità diverse che vanno ognuno a celebrare l'Eucarestia nella propria saletta, è davvero unico.
      Non saprei nemmeno come descriverlo.
      Una chiesa che si divide in tanti gruppetti, che fa contemporanee processioni divise e che va a celebrare in salette differenti...
      In effetti questo va "oltre" la normale percezione delle cose.
      Rappresentarlo a parole non rende bene.

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    4. @Libera

      "Siccome però le comunità che finiscono il cammino sono relativamente vecchiotte, si ricorre spessissimo alla fusione di due comunità vicine"

      Ah ecco, deve essere per questo motivo.
      Molte volte ho sentito parlare in parrocchia di fusioni delle comunità, anche perché negli ultimi 10-15 anni non sono più riusciti ad avere numeri sufficienti per avviare ogni anno una comunità a sè stante.
      Attualmente, alle nuove catechesi, arrivano forse 1 o 2 persone dalla parrocchia, e al massimo altre 2 raccattate da parrocchie vicine o lontane, e poi non si sa neanche se continueranno il Cammino dopo il primo incontro.
      Inoltre, anche nei periodi precedenti, so che si costituivano delle comunità (principalmente composte dai loro figli) che ad un certo punto si fondevano (per questione numeriche o forse perché l'età giovanissima dei partecipanti richiedeva qualche adulto in più, non saprei...)


      "[Kiko] poi parla di pastorale permanente (sempre chiusa e inaccessibile al resto della parrocchia)."

      Allora, ... questo in parrocchia è sempre risultato CHIARO (anche ai parrocchiani più semplici). La scissione c'è. I segreti ci sono. E tutti i non-neocat vengono trattati come immondizia. Per decenni c'è anche stata l'usanza dei neocat di non salutare i normali parrocchiani. Erano proprio "gli eletti" in mezzo alla feccia (secondo loro).
      Però, mia opinione, ad un certo punto i capi si sono resi conto che per gestire questa situazione dovevano per forza entrare nei "luoghi del potere" più operativi/pastorali, parrocchiali e diocesani, ed essere "capi" anche lì: ad esempio al consiglio pastorale parrocchiale, ai corsi diocesani e regionali per acquisire (sulla carta) varie cariche di coordinatori pastorali, eccetera. Di fatto poi applicano solo insegnamenti e strutture neocatecumenali. Mai diocesane. Però intanto sono lì come responsabili.
      Nei primi 20-25 anni di Cammino i neocat erano famosi (nella mia zona) per non partecipare MAI alle occasioni in comune con i cattolici. Ad esempio, non li vedevi MAI ad una Messa diocesana, ad un incontro col Vescovo.
      I parrocchiani di quella parrocchia erano costretti ad informarsi altrove se volevano partecipare ad un evento diocesano.
      Poi, di colpo, i neocatecumenali sono entrati anche in tutte quelle cerimonie, direttamente come capi e "responsabili" (di una qualsiasi cosa) che si siedono in prima fila agli incontri diocesani.

      Continua...

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    5. Libera. Parte 2.

      "Poi forma gli "Eletti", che staranno sempre per conto proprio e non si mescoleranno nemmeno con gli altri "Eletti" di altre comunità"

      Questa cosa era visibile per noi nel primo periodo.
      E ancora oggi, in paese, sono famosi tutti i primi capi-comunità, con la moglie.
      (Non è opportuno fare nomi qui, ma sono abbastanza sicura che li conosca anche tu. Perché si tratta di quelli "dell'élite", e anche tu ne facevi parte... perciò nei mega raduni con Kiko, oppure in Israele, anche con Gennarini, presumo che vi siate incontrati da qualche parte...).

      "Quindi la sua chiesa atomica, anche fisicamente in pianta stabile, mai convergerà nella chiesa parrocchiale, ma ne rimarrà frazionata e separata per sempre."

      In pratica è così.
      Però nella parrocchia di cui parlo la chiesa parrocchiale è neocatecumenale, COSTRUITA con tutti i criteri kikiani.
      Quindi c'è già una predisposizione (secondo loro) a trasformare la Chiesa Cattolica in chiesa di kiko.
      E comunque hai ragione: ho sentito parlare più volte di questo ideale che la parrocchia fosse interamente composta da singole piccole comunità, perché il futuro della Chiesa è fare singole comunità (neocat), eccetera. In pratica: loro aspirano all'intera parrocchia neocatecumenalizzata.

      (Tra parentesi: l'idea dei piccoli gruppi va benissimo, con la "lieve" differenza che ogni gruppo deve avere il diritto ad una propria spiritualità. Ad esempio... il Gruppo del Rosario, il Movimento delle Vedove, e tutte le altre migliaia di aggregazioni diverse che abbiamo nel cattolicesimo. Oppure anche nessun gruppo particolare: io ad esempio mi sento sempre a casa nella Madre Chiesa, senza focalizzarmi in gruppi particolari. A volte mi unisco a gruppi di preghiera tra amici, e/o gruppi che fanno percorsi di 2-3 anni al massimo. Non si può essere monotematici nella Chiesa. Se il cattolico vuole aderire ad un movimento ecclesiale con una missione specifica, è cosa buona&giusta nella misura in cui si pone al servizio della Chiesa, e soprattutto nell'apertura e collaborazione con tutti i fratelli in Cristo. Nel momento in cui uno afferma di essere "il gruppo che ha la verità", è già fuori della Chiesa Cattolica. La Verità è nella Chiesa. Perché alla Madre Chiesa Gesù Cristo l'ha affidata).

      Continua...

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    6. Libera. Parte 3. Fine.

      "quando si celebra l'Eucarestia in parrocchie che hanno il catecumenium e quindi decine di salette, si sentono i canti e a volte anche le parole di quelli che celebrano nelle salette attigue. 20-30 persone al massimo, ma spessissimo di meno, ognuna per conto proprio."

      Ah, ma questa roba la sentiamo anche noi comuni mortali ... i canti urlati provenienti dalle diverse stanzette si sentono nella piazza del paese, e in tutta la zona circostante...
      Dopo il Covid, in quella parrocchia, ti può anche capitare di uscire dalla Messa serale e udire le altre messe che sono iniziate nei locali parrocchiali vicini alla chiesa principale...

      "A volte ci sono un sacco di Messe in contemporanea, tutte con pochissime persone."

      Confermo.
      Con la differenza che, forse desiderando un pubblico più ampio, da decenni nella chiesa parrocchiale, nelle feste cattoliche più solenni vengono imposti a tutti i partecipanti i canti neocatecumenali urlati con le chitarre grattate. Negli anni scorsi c'è stata gente che si è sentita male a causa di questi urli fortissimi che provocano mal di testa e che non finiscono più, canti lunghissimi... con questi che urlano come invasati... che vengono lanciati anche durante la Comunione purtroppo... Sembra di essere al mercato con i venditori che urlano, con gente che prende la particola e continua a conversare coi vicini, seduti... Non in piedi, non inginocchiati. ...
      Questo accade lì, quando i neocat decidono che la Messa parrocchiale la conducono loro.
      Per contro, negli anni, si è inserito un altro gruppo anti-neocat di cantori e... ogni volta ci sono discussioni tra i due partiti parrocchiali su quali canti fare durante la Messa, o su chi "conduce" la celebrazione.
      (A me personalmente non piacciono né gli uni né gli altri, visto l'atteggiamento con cui lo fanno).

      "tutti in vesti bianche e mani giunte, in fila a due a due, mentre il cantore all'interno canta il canto per gli Eletti, l'Inno dei Vespri di Pasqua "Alla cena dell'Agnello... avvolti in bianche vesti..."

      Da quello che ho potuto capire dall'esterno, questa "cinquantina" è stata sostituita in gran parte con la partecipazione alla Messa parrocchiale... Infatti, mi hai fatto venire in mente un racconto abbastanza recente di un'amica (non neocat) che era stata impressionata dai durissimi rimproveri che aveva sentito in chiesa verso una neocat che "non si era vestita di bianco". Ma non parlavano di "vesti bianche", anche perché sarebbe da matti andare in chiesa vestiti da matti. In pratica, la povera neocat veniva aspramente rimproverata perché aveva indossato solo alcuni capi di abbigliamento bianchi mentre avrebbe dovuto vestirsi anche "con una giacca bianca", come le avevano ordinato (e lei aveva disobbedito). La mia amica rimase impressionata... anche se poi lei dice che "vabbè, ognuno ha le sue idee", e perciò di fatto accetta che in parrocchia ci siano certi pazzi che impongono perfino l'abbigliamento (manco fossero frati o suore con il vestito canonico).

      Nota importante:
      Ho letto anche Luca, Valentina e tutti quanti in questo thread.


      Nota per Libera: se in futuro scrivi un articolo con le spiegazioni delle salette dell'Elezione (indicando i termini kikiani), la storia della veste bianca e della "cinquantina", credo che sarebbe molto utile per tutti. Ad esempio io sapevo (già in parrocchia, e direttamente dai neocat) del rito con la veste e con latte/miele (che trovo una delle cose più pagane e più da setta gnostica che abbia mai udito...). Però non posso sapere tutto lo schema come lo sai tu.
      La mia conoscenza da esterna si può riassumere soprattutto come una (dolorosa) esperienza degli effetti psicologici, morali e spirituali che ho visto accadere. La deviazione dell'essere umano, la lontananza da Dio e dai fratelli... di un gruppo che prometteva alla gente di incontrare Dio.

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    7. @ Lishmah

      Questa di andare alle Messe parrocchiali vestiti di bianco, con la giacca bianca, è da sbellicarsi dal ridere...

      Vuol dire molte cose.

      Primo che evidentemente non hanno trovato il modo di farle dopo cena per mancanza di preti o mancanza di persone, perché è assolutamente preferibile farle "privatamente", con le vesti appositamente confezionate, con la processione, con i canti "segreti" deputati...
      Secondo, che se veramente invitano a vestirsi di bianco alla Messa parrocchiale, hanno veramente perso la testa, perché il significato originario non c'è più.
      Terzo, che sono disobbedienti perché Kiko impone la cinquantina in un certo modo, ai "neofiti", e loro non la rispettano.
      Quarto, per le cose dette sopra, che allora il Cammino non sta in buona salute, come tentano di mostrare.

      Insomma, c'è qualcosa che non va.

      E comunque, mi hai indotto l'ilarità, davvero. Grazie.

      Mi sono immaginata tutti i miei ex fratellini alla Messa parrocchiale, indaffarati a reperire indumenti "bianchi" per sentirsi eletti in mezzo agli altri. Pantaloni bianchi, gonne bianche, camicie bianche, giubbotti bianchi... Ci mancano i berretti bianchi, come i pupazzi di neve...

      M'è proprio scappato da ridere a crepapelle...

      Questa ero io che non la sapevo...

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  23. @Libera

    È vero, c'è molto da ridere, pur in mezzo al molto piangere.

    Le battute del Popolo di Dio:

    Una parrocchiana, dopo aver ascoltato per l'ennesima volta la proclamazione delle letture fatta da neocatecumenali (caratterizzate da voce alta, molto esagerata, dal tono perentorio e quasi arrabbiato)
    dice:
    "Ci manca solo che alla fine della lettura dicano Heil Hitler"

    Un signore anziano, uno sempre molto umile e paziente, durante una pausa di una lunghissima celebrazione a conduzione neocatecumenale, un po' spossato dice ai suoi vicini:
    "con questa Messa andremo 2 volte in Paradiso" (nel senso che sopportandola si salta di diritto il Purgatorio)

    Una volta invito una suora francescana per un incontro con i bambini del catechismo e ...ci era stata assegnata la saletta col dipinto di Kiko di cui sopra, quello tutto nero, orribillissimo... e come battuta (ma anche no), indicando il quadrone in alto, dico alla suora "sappia che io mi dissocio" ... e lei, alzando gli occhi verso l'opera d'arte, sobbalza e non riesce a trattenere un urletto: "aaaah! oh Signore! Ma che roba è quella??"

    Eh, insomma, sì, ogni tanto si può anche ridere...

    Seriamente:
    speriamo che anche i neocatecumenali trovino presto la gioia di servire Cristo nella Chiesa.

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  24. "il Cammino non sta in buona salute, come tentano di mostrare.

    Secondo me sono ancora in tempo per guarire da tutte le loro deviazioni, e potrebbero trasformarsi in una qualche spiritualità cattolica. Non credo che sarà un percorso breve, ma se non iniziano a farlo entro breve si auto-estingueranno. Non si può disobbedire per lungo tempo alla Madre Chiesa e illudersi di stare in piedi.

    Io non sono tra quelli che auspicano la "cancellazione" di un movimento... Preferirei la conversione sincera e l'aiuto concreto, continuativo, alle persone che hanno patito abusi spirituali e psicologici.
    (Facile da dirsi a parole. Più difficile da realizzare. Solo una grande Grazia può venire in soccorso, se è volontà del Signore)

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    1. La vedo difficile questa trasformazione. In particolare, bisogna purtroppo ahimé renderci conto che molti neocatecumenali ciò che soffrono e non sopportano non sono gli abusi contro la propria coscienza o il foro interno all'interno del Cammino, ma gli interventi, da loro vissuti come cesure o forzature, che la Chiesa, la parrocchia, il papa, le congregazioni vaticane, operano su ciò che loro ritengono sia il loro carisma per ricondurli alla piena cattolicità. C'è un peccato originale di superbia del camminante standard che non possiamo dimenticare: quello di sentirsi l'eletto e il discernente, di laurearsi teologo senza aver studiato neppure i rudimenti del catechismo, la sostanziale mancanza di umiltà e il latente narcisismo.
      Questa gran zavorra a mio parere impedirà al Cammino di diventare una realtà spirituale autentica anche nel post-Kiko. A meno che non subisca una autentica rifondazione e non diventi altro da sé.

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    2. Pultroppo Valentina mi trovi d'accordo.
      Non è che i neocatecumenali non capiscono è che non vogliono capire.
      Non vogliono cambiare, per loro, il CN, è qualcosa di utile, socialmente redditizio e stimolante per la loro sete di considerazione.
      Ci stanno bene, ci sguazzano come un anatra nello stagno.
      In fondo il CN, visto da un certo punto di vista personale e soggettivo, offre propio le cose di cui parli tu, sentirsi teologi senza studiare, sentirsi Chiesa senza conoscerla, sentirsi eletti senza alcuna elezione.
      Sentirsi ispirati da Dio senza alcuna ispirazione, sentirsi guida degli altri senza alcuna predisposizione, capacità, umiltà, spirito di servizio, cioè senza carità.
      Sentirsi catechisti dei cristiani della domenica,mostrare le Palme giganti, le vesti bianche, il battesimo nel Giordano, il diritto ai posti migliori nelle rare occasioni in cui fanno liturgie con la parrocchia, il bere latte e miele, avere la saletta "riservata" e mille altre piccolezze come queste di cui vantarsi e sentirsi stupidamente orgogliosi.
      È vero che ci sono i "613" precetti kikiani, ma è anche vero che ormai il CN si è ammorbidito, quindi queste persone ottengono il massimo risultato con il minimo sforzo.
      Vivacchiano alla giornata e si rendono presenti solo quando è strettamente necessario per esempio quando vengono i catechisti.
      Per il resto vanno avanti tranquilli, i più scaltri cercano di scansarsi le rogne, fanno finta di essere obbedienti e sfruttano la situazione, ad esempio aiuti economici, ragazze disponibili, convivenze quasi a gratis, mangiate e divertimento gratis ai festeggiamenti dei "fratelli di comunità" e ribadisco a gratis perché ad un certo punto tra decime, aiuti a seminaristi, famiglie in missione, seminari, convivenze, etc. dalle mie parti non si facevano più regali, il responsabile si presentava con una icona di Kiko pagata con la decima e tutta la comunità andava a "scrocco".
      Se propio il festeggiato era una persona tra le poche con cui c'era un rapporto di amicizia anche fuori comunità, allora ci scappava qualche regalo personale degli invitati, altrimenti niente, ti toccava invitare tutti, anche gli insopportabili, senza nulla pretendere.

      LUCA

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