giovedì 4 novembre 2021

Un cristianesimo quello dei neocatecumenali senza "amore vicendevole" ma solo di l'"altro è la tua croce". Questo uno sognava per sè da bambino?



Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. (Rm. 13,8)


I "doveri di stato" non hanno alcun peso nel Cammino Neocatecumenale, di amore non rimane neanche l'ombra. L' "amore vicendevole" viene sostituito con l' "amore alla croce" che è immancabilmente la moglie o il marito. Anche questo rende dipendenti. Come potrai salire sulla tua croce, amarla addirittura, senza la comunità? Ecco che se esci dal cammino il tuo matrimonio andrà a rotoli, è destinato al fallimento, da solo non vale nulla.
 
Quando tutto viene ecclissato dal C.N., quando nulla esiste di degno nel creato, nel mondo, nella società, nella storia la tua condanna all'infelicità eterna è tristemente segnata.
 
Kiko ti convince che "senza il cammino, fuori dal cammino, non c'è salvezza" 
 
(storpiando ed appropriandosi, come fa per tutto il resto, anche dell' "Extra Ecclesiam nulla salus"). Poichè nell'uomo, in te, in me, nulla di buono, nessuna opera buona, e chi non lo crede è un illuso. E le sue illusioni si frantumeranno sul muro di fango che recinta il neocatecumenato. Tu stesso, prostrato per terra, resterai a pezzi, insieme a tutti i tuoi sogni infranti.
 
 



Aggiungerei anche io un punto, riguardo alla famiglia: “Il Cammino viola la sacralità del matrimonio e l’intimità della famiglia”. È un fatto che ho osservato nei lunghi anni di cammino, prima da esterno, vedendo coppie e famiglie della comunità, poi sulla mia pelle da quando ho avuto una mia famiglia.

Mi ha colpito una frase di un post di qualche giorno fa, “Il Cammino Neocatecumenale invade l'intimità, immettendo nei nuclei familiari una frenesia che distrae e offusca”. È così. Nonostante proclami altisonanti sulla centralità della famiglia, sul fatto che grazie al Cammino tante famiglie sarebbero state ricostruite, il Cammino sottilmente in molti modi combatte la famiglia come luogo, “istituzione” i cui membri sono legati da amore vicendevole.

Fin dalle prime catechesi, sentii i catechisti proclamare che il vero cristiano (leggi: il perfetto neo-catecumeno) nella sua vita mette al primo posto Dio, al secondo posto la sua famiglia, al terzo posto il lavoro. Questa classifica di priorità è scomparsa poco a poco dai discorsi dei catechisti nella seconda metà degli anni ’90, ma la sua applicazione continua a tutt’oggi. 
Fin dai primi mesi mi stupii negativamente di come coppie con molti figli sottraessero il poco tempo libero ai figli per dedicarlo alla comunità e al Cammino. 
Arrivavano al sabato sera con i loro furgoni, scaricavano la numerosa prole che marciava come tanti soldatini verso la chiesa, ma non li vedevo mai sorridere, mai abbracciarsi, mai occuparsi dei figli in modo “umano”, senza finzione. In queste famiglie vedevo una tensione costante dettata dal desiderio di apparire come catecumeni modello e dalla paura di sfigurare per un qualche motivo o atteggiamento. I bambini dovevano essere dei perfetti neocatecumenini: se a metà eucaristia erano stanchi e manifestavano desiderio di stendersi, mica potevano farlo, dovevano rimanere impettiti come soldatini, possibilmente rispondere alle domande del didascalo e fare le loro preghierine sempre uguali per papà, mamma, i fratelli, la scuola, a volte i nonni e/o i compagni e basta (il mondo circostante, la società, la realtà fuori dal Cammino è pressoché assente nelle preghiere dei neocat. grandi e piccoli).

"Trasmissione della dissacrazione" ai figli
In queste famiglie, il Cammino era ovviamente anteposto ai figli. Non importa quante sere i genitori si fossero assentati, se i catechisti chiedevano loro un altro incontro, un altro impegno, erano capaci di assentarsi anche nell’unica sera rimasta a disposizione della famiglia. Ho visto bambini piangere disperati perché il loro papà dopo una giornata di lavoro tornava a casa solo per mangiare un boccone e poi scappare (tutto contento) a fare l’ennesima catechesi come se quel pianto non lo riguardasse. Ho visto madri prendere a schiaffi i figli che all’ennesima catechesi le accusavano di preferire i loro catecumeni ai loro figli. Un’aberrazione. 
Chi chiede a dei genitori di fare questo, di trascurare a tal punto i bisogni dei propri figli, non ha affatto a cuore la felicità familiare, al contrario la combatte attivamente. 
Kiko e Carmen, due individui profondamente infelici, hanno voluto creare un esercito di altrettanti infelici al loro servizio e ci sono riusciti. 
Un altro modo di creare infelicità nella coppia e quindi nella famiglia era l’invito alle coppie a parlare dei loro problemi alla comunità. Così, nei giri di esperienze delle convivenze domenicali marito e moglie se ne dicevano di tutti i colori, a volte anche scendendo in particolari intimi e comunque assolutamente non necessari. Una violazione terribile sia della dignità della persona che della sacralità del matrimonio. Spiattellare davanti a tutti i “fratelli”, spesso anche a ragazzini, i presunti “difetti” del coniuge, le sue azioni, le sue parole, lungi dal rafforzare la coppia, era un’arma perfetta per ferirne l’unità, per frantumare la sacralità del vincolo coniugale, per ledere la dignità dell’altro: di amore non rimaneva nemmeno l’ombra. 
Ovviamente quando dissi ai catechisti che a me, come genitore, stava a cuore la felicità dei miei figli, mi dissero ovviamente che ero un “affettivo” e che non avevo capito niente. Quest’obbrobrio sono i neocat.           (da: Porto)

 

Lasciamo a Porto il compito di completare il quadretto con uno scorcio interessante sui catechistoni neocat. kikatekisti e sul modo di incarnare loro stessi quell'annuncio che portano agli altri con tanta convinzione:

Concordo del tutto con voi. Peraltro, è da notare, che i cosiddetti "catechisti" il cinismo e la freddezza li mostrano solo con chi vogliono loro.

Quando un qualche torto anche piccolo viene fatto ad un loro figlio o parente, dovreste vedere come reagiscono: peggio del peggiore peccatore, altro che! Altro che amore al nemico, loro denunciano, fanno causa e minacciano spesso per cose davvero di scarsa importanza rispetto al crimine gravissimo della pedofilia! (Un po' come il neocat che ha scritto qui, chiamando un "crimine" la pubblicazione del testo della convivenza di inizio corso). Se non riguarda loro, un reato o crimine anche gravissimo contro la persona come lo sono l'abuso e la violenza sessuale, ancor più gravi se commessi su minori, diventano cose di poco conto. Ma se il reato riguarda un loro caro, allora no! Allora sì che anche un qualcosa di infinitamente meno grave dell'abuso diventa di una gravità assoluta: come ha osato permettersi qualcuno di fare un torto ad un loro congiunto?

Come si permette chicchessia di fare un torto ad un congiunto di un catechista del supremo Cammino neocatecumenale?

Conosco diversi casi, ne citerò uno a mo' di esempio. Ricordo ancora uno di questi catechistucoli, la cui figlia in macchina era stata tamponata leggermente da un ragazzo che poi era andato via. Gli avevano riferito la cosa poco prima dell'Eucarestia, quando tutti i fratelli erano fuori a chiaccherare e lui era montato su tutte le furie e iracondo gridava "ma come si è permesso quello di andarsene? Ma avete preso il numero di targa? Io questo qua lo denuncio!".

Allora tutte le "belle" parole di cui vi riempite la bocca sui veri cristiani, quelli che accettano sia la giustizia che l'ingiustizia, quelli che non resistono al male, dove vanno a finire? Perché non dite ai vostri catecumeni che quelle prescrizioni che andate predicando valgono solo per loro e non per voi? Siete delle serpi e degli sciacalli, niente altro.

Quelli che di voi sono catechisti e leggono questo blog (so che ce ne sono diversi che lo fanno), fatevi un esame di coscienza.               (da: Porto)


39 commenti:

  1. Amore vicendevole è l'acronimo di :

    Ancora Mamotreti Orridi Ridicoli Eretici Veramente Indegni Catecumenalmente Esasperanti Non Decisamente Evasivi Volutamente Obbrobriosi Lontanamente Emendabili

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  2. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. 7

    Il 10 settembre 2018 nella parrocchia di san Cristoforo a Vimercate, il parroco, don Germano Ricolfi, fervente neocatecumenale, era in confessionale. quando arrivò un tappeto che chiese di confessarsi. Il tappeto iniziò a dire tutte le magagne della IV comunità del Cammino incistata in parrocchia e, siccome don Germano sapeva vita morte e miracoli di ogni camminante e vide che quello che raccontava il tappeto era vero, attraverso la grata guardò pensando fosse uno dei catechisti e invece vide che era un tappeto occasionalmente lasciato là, appoggiato al confessionale dalla donna delle pulizie. Don Germano disse : santa Carmen, pensaci tu. Carmen, da Lassù, con uno schiocco di dita, trasformò il tappeto in un quadro di Kiko, che andò a piantarsi da solo in un muro. Don Germano riprese con il telefonino la vicenda e la inviò, tramite Whatsapp, al suo Vescovo, che la inviò al Vaticano, alla cortese attenzione del cardinale Semeraro, prefetto per la Congregazione della Causa dei Santi. Semeraro mise tutto agli atti e avvertì papa Francesco, al quale fece vedere il filmato. Il Papa disse :" bueno, bueno, hermano cardenal, Carmensita es la prima santa nella historia della Ecclesia ad aver trasformato un tappeto in un quadro, esto es un signo de vera santitad. Portate avanti l'iter, adelante". Semeraro avverti Kiko, che ringraziò il Papa facendogli pervenire una copia del quadro del miracolo. Il Papa apprezzò molto il regalo e lo appese nella sua camera da letto, però disse : "esta volta Kiko non si es sprecato molto, io me aspettavo un regalo più corposo, por esempio un leggero bonifico por la Santa Sede." Poi il Papa pregò santa Carmen di provvedere, e Carmen, da Lassù., apparve in sogno a Kiko dicendogli di provvedere al bonifico, cosa che avvenne nel giro di due giorni. Cosi il miracolo fu doppio e Semeraro dovette aprire un faldone apposta per fare l'aggiornamento.

    e la causa continua.......................

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  3. questo che scrivete fa molto ridere visto che Kiko dal primo giorno dice: FATE PICCOLE COMUNITA' DOVE L'ALTRO E' CRISTO....Tradotto: abbiate gli stessi sentimenti gli uni verso gli altri. Bah

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    1. Kiko, ancor oggi, è un semplice laico che non ha nessun incarico dalla gerarchia ecclesiastica. Quindi, quando comanda qualcosa, sono soltanto i suoi adoratori ad ubbidirgli. Cioè idolatria.

      In secondo luogo, ma non meno importante, è il fatto che "l'altro è Cristo" è un'espressione alquanto ambigua. Se l'altro compie un'ingiustizia nei miei confronti, come faccio a vederlo come "Cristo"? Se l'altro professa errori riguardanti la fede e la morale, o addirittura ha un comportamento scandaloso o eretico, come faccio a dire che "l'altro è Cristo"? Dunque piantatela di dire stupidaggini idolatriche.

      Allora, magari qualcuno vorrebbe pensare che Kiko avrebbe solo inteso dire che nelle comunità del Cammino ci si dovrebbe trattare gli uni gli altri avendo presente Cristo. Cioè abbiate gli stessi sentimenti di carità gli uni verso gli altri e alla luce della fede. Ma anche in questo caso, a che diavolo servono le comunità kikiane visto che c'è già la Chieca Cattolica, le comunità parrocchiali, le comunità religiose, la famiglia, eccetera? Perché istituire un doppione, un nuovo "itinerario", nuove comunità?

      L'unica cosa specifica del Cammino è il continuo, ossessivo, idolatrico riferimento a ogni deiezione di Kiko e Carmen. Il loro insegnamento, però, è notoriamente zeppo di errori, ambiguità, strafalcioni, vere e proprie eresie - e di conseguenza anche la loro liturgia lo è. Nella Chiesa, il Cammino è non solo inutile ma anche dannoso ed è per questo che i kikos avvertono continuamente il disperato bisogno di affermare di essere più speciali degli altri, "più cristiani" degli altri. Come ad esempio col loro perdonismo esasperato ("vedete? noi sappiamo perdonare più degli altri, noi non resistiamo al male!"), con lo sfornare figli come conigli ("vedete? solo noi abbiamo le famiglie numerose"), col vantarsi di non commettere risse-droghe-aborti-discoteche-omicidi, col vantarsi di aver fatto tutto ciò che il Cammino prevede (l'ambientale, la convivenza, la monizione, la centopiazzata, la risonanza, l'alzata...), con il "provarsi coi beni" a danno dei propri doveri di stato (ma a beneficio del Cammino, e solo del Cammino)... E tutto questo ridicolo show lo chiamano "evangelizzazione". Come se il trasmettere l'idolatria kikista-carmenista, e le eresie dei due spagnoli, equivarrebbe ad annunciare il Vangelo.


      p.s.: noialtri nella Chiesa Cattolica ci fidiamo del Vangelo - per esempio «...E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa» (cfr. Mt 10,42, ma anche Mt 25,21-46), che già da solo basterebbe a chiarire tutto ciò che riguarda la virtù della carità.

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  4. @blog,
    Il Cammino è nato sulla parola: fai piccole comunità dove l'altro è Cristo e a questo si arriva. Alla comunione dei santi. Le impressioni di @porto, di @pax o di chicchessia o meglio, quello che hanno capito questi signori e i loro giudizi sulle famiglie che hanno conosciuto, non possono essere estesi ad assoluto per tutto il cammino o per tutti i membri. È una fallacia logica (ed io che sono un cacciatore di fallace me ne intendo).
    Fallacio Asino Vinicio

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    1. FAV ha colpito ancora. Ci attendiamo un intervento di Barone.............

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    2. @Fallacio
      Non è quello che abbiamo capito, ma quello che abbiamo visto e sperimentato in molti anni di Cammino. Qui nessuno dà giudizi, riportiamo solo dei fatti sperimentati nelle nostre vite, cioè le nostre esperienze e le nostre opinioni. Voi del Cammino qualsiasi opinione che non va a vostro favore la marcate come "giudizio", una comoda via per stigmatizzare chiunque non la pensi come voi. Quante volte ho chiesto ai catechisti perché usavano la parola giudizio per definire le opinioni delle persone! Quante volte ho chiesto loro perché nel Cammino è vietato avere opinioni sulle persone e sui fatti, quando la ragione per capire e farci un'opinione della realtà circostante ce l'ha data Dio stesso? E quindi se ce l'ha data significa che dobbiamo/possiamo usarla. Tu pensi che mi abbiano mai risposto? Mai e poi mai. E sai perché? Perché erano istruiti e sapevano solo ripetere a pappagallo i vari mamotreti, ma non usare la ragione. Oppure dentro di sé magari pensavano che quello che dicevo aveva una sua logica, ma avevano paura di perdere il loro posticino caldo nel Cammino, perché sapevano che se si fossero messi a ragionare e a usare la ragione, ben presto il loro posticino sarebbe stato preso da qulcun altro più ossequiente, più docile e prono ad eseguire comandi/ordini senza ragionare.

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    3. Quello che Fallacio e quelli come lui si ostinano a non comprendere mai è che il Cammino per bocca di Kiko annuncia e promette molte cose che poi andrebbero verificate, riscontrate nella realtà.

      E' troppo facile straparlare di "piccola comunità dove l'altro è Cristo", poi questa realtà nuova vorremmo anche vederla.
      Non lo abbiamo detto noi che Kiko è un profeta, lo ha detto lui di se stesso:

      "il Signore vi parla per me"
      "vado a dirti la volontà di Dio per te"
      "devi obbedire a me, se no esci dalla tua storia..."

      ma poi lo deve anche dimostrare.

      Il Signore dice che se vogliamo distinguere i veri dai falsi profeti il criterio è uno solo: la parola di colui che il Signore ha inviato si compie, la parola del falso profeta non si compie.

      Allora se i frutti delle "piccole comunità" kikiane son questi descritti e da tutti noi conosciuti, di cosa parliamo ancora?

      E' sotto gli occhi di tutti che la gran parte delle comunità del cammino sono un fallimento dal punto di vista cristiano e anche umano tante, troppe volte.

      Il cammino genera mostri.

      Questa frase la disse un vecchio catechista della prima ora a cui toccò in sorte, nei suoi ultimi giorni, di assistere al disfacimento delle prime comunità delle due parrocchie storiche della zona a lui assegnata.

      Non perdiamo la speranza, ogni tanto, anche se molto raramente, qualcuno apre gli occhi e prende coscienza e si apre al ravvedimento.

      Kiko purtroppo non predispone a questo, non educa ad una sacrocanta autocritica, non insegna il mettersi in discussione nè favorisce l'esame di coscienza.
      Egli che ripete solo Yo Yo Yo... Egli che, per primo, mai ha riconosciuto un errore, di
      essere fallibile, mai.

      Kiko semina il suo verbo con supponenza, molta esaltazione e fa vedere sogni realizzati, poi iniziano i dolori, le contraddizioni, questi fratelli che si trasformano in altro. Ma Kiko non se ne cura, non si guarda indietro. Mentre alla sua sequela un popolo intero arranca a fatica. E lui si lascia alle spalle con disinvoltura invidiabile morti e feriti...

      Pax

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    4. @pax, quello che da troppo tempo non riuscite a capire è che il cammino è un itinerario graduale, che richiede tempo. D'altronde il tempo per Dio non è il nostro tempo, così come "l'oggi" per San Paolo non è un trentesimo del mese, ma il tempo della conversione, un tempo indefinito che può durare un giorno oppure tutta la vita e non bastare. È una fallacia logica pensare che le vostre esperienze possano essere ricondotte a tutto il cammino, perché dipendono da mille fattori diversi e irripetibili. Il catechista non proprio bravo, la tua situazione di quel momento ecc. Il demonio si può insinuare in mille modi per rompere la comunione (il divisore). La conversione non è una magia, ti puoi convertire in un giorno, l'ultimo giorno come il buon ladrone oppure mai. Nella mia comunità per esempio devo dirti che questa comunione si è creata. La comunione dei santi, ci abbiamo messo tanti anni, ma l'ultima convivenza che abbiamo fatto lo ha sancito e tutti ne hanno fatto esperienza.
      Fallacio Asino Vinicio

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    5. carissimo se è vero quello che dici, nulla in contrario. Ne prendo atto. Ma, purtroppo, guarda caso, ogni volta che incontro uno di voi vedo il contrario. Traspare sempre: ipocrisia, falsità, giudizio, incomprensione, credersi gli unici salvati, ecc, ecc.
      Sarà l'aria che tira nella mia zona, oppure l'aria che tira su questo blog.
      Infatti, sul blog, è tutto un susseguirsi di persone nc che fanno incursioni, infatti si possono leggere i commenti, e questi sono: quasi tutti sono commenti contro e che mettono a credere che ciò che si riporta è falso è sbagliato, nessuna ammissione degli errori fatti realmente, sorvolare ciò che si scrive di vero a fatti e far finta di nulla e continuare a scrivere che gli altri sono sempre in errore e si sbagliano, usare lo Spirito Santo per mettere a credere che Egli sia solo da una parte sola, cioè dalla vostra, disprezzo dei cristiani della domenica, disprezzo delle parrocchie che sono ormai finite perché siete arrivati voi dopo duemila anni di cristianesimo, ecc, ecc.
      A questo punto che ci dobbiamo dire?
      Portiamo tutto alla luce del sole, e ognuno si farà i suoi conticini.

      CDD.

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    6. @ccd, "Ma, purtroppo, guarda caso, ogni volta che incontro uno di voi vedo il contrario. Traspare sempre: ipocrisia, falsità, giudizio, incomprensione, credersi gli unici salvati, ecc, ecc."
      Prova a guardare queste persone senza pregiudizi e vedrai che ti accorgerai che lo Spirito Santo non sta solo da una parte come giustamente dici tu. Già il saggio lo diceva che spesso il male è negli occhi di chi guarda.
      Fallacio Asino Vinicio

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    7. inizia tu Fallacio che scrivi sempre con fare ipocrita, poi vi vedremo con occhi diversi.
      tu che dici?

      CDD.

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    8. lo sappiamo Fallacio che penetri cuori, spazio, le menti, che hai ragione solo tu e Kiko e figliocci, sappiamo che siamo indemoniati, calunniatori, contro il Papa, siamo "FARAONI", pantofolai, cristianucci della domenica, ecc, ecc.
      Che ci vuoi fare?!
      Fallacio hai detto bene!: Già il saggio lo diceva che spesso il male è negli occhi di chi guarda.

      CDD.

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    9. Bravo CDD, gli hai rigirato ben bene le sue stesse teorie contro: il male è negli occhi di chi guarda, appunto.

      Quando i kikatekisti volevano tenerti a bada, sopire il primo moto di una capacità critica tenuta sempre saldamente sotto controllo quando per avventura - molto raramente - iniziava a scricchiolare, se ne uscivano con la frase topica:

      "L'altro è specchio dei tuoi peccati" (quindi non solo L'altro è Cristo!).

      Questo per arrivare a cosa?
      Per impedirti di ragionare, di pensare, di fare anche il più elementare 2 + 2 ...

      Se esprimevi il tuo pensiero su una vicenda, su uno scandalo, su una qualunque situazione ambigua coinvolgesse la comunità, subito ti stoppavano col che tu stavi giudicando.
      Perchè chiamavi i peccati per nome?
      No, non si chiamano per nome i peccati perchè TU GIUDICHI.
      E se giudichi, ricorda, L'altro è specchio dei tuoi peccati.
      Così venivi schiacciato al muro molto agevolmente e spiaccicato.
      Allibito, non osavi più proferir parola. Meglio stare in comunità come un ebete, un inutile (o forse utile?) idiota.
      Mah, sull'inutile o utile forse resta l'indecisione, sull'idiota no.

      Hanno bisogno di idioti e sono specialisti nel coniarli... in serie.

      Pax

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    10. @ Fallacio Asino Vinicio

      Che ti è preso con la "fallacia logica"? Una fissazione?
      Ti definisci cacciatore di fallacie.
      Questo è strano davvero.
      Che proprio uno come te stia immerso fino al collo nel più gran falso storico.
      Vogliamo chiamarle contraddizioni neocatecumenali?

      Pax

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  5. Tanto di cappelo a Porto per le decisioni che ha suo tempo ha saputo prendere, che lo connotano come una persona profondamente libera e senza pregiudizi.
    Un insegnamento per tutti.

    Di fatto, per un Cammino che si propone come LA comunità per eccellenza, cioè come "la Chiesa", la famiglia, così come la intende la vera Chiesa, cioè come un'entità con una sua autonomia, che esiste fin da principio e che è a immagine della Chiesa, da fastidio.
    Per il Cammino la famiglia è il Cammino e la famiglia naturale, anche se elevata dallla grazia alla sfera soprannaturale, può solo PARTECIPARE al Cammino.
    Il Cammino, non potendola "sciogliere" e amalgamarla alla massa come avviene in certe sette, vuole comunque assoggettarla e assimilarla.

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  6. Rispetto a quanto da me affermato e ripreso in questo post, vorrei aggiungere una cosa, e cioè quello che mi colpì fin dall'inizio del Cammino e che fu, credo, una delle ragioni per cui fin dall'inizio, appunto, sono stato scettico sul Cammino e non mi sono mai fidato né dei catechisti né degli iniziatori o fondatori. Mi riferisco alla frequente, assai frequente divergenza fra quello che i catechisti affermavano essere il modo di comportarsi del vero cristiano (leggasi: del perfetto catecumeno) e il loro modo di agire. Cioè molto spesso quello che loro dicevano di fare ai loro catecumeni non lo facevano loro in prima persona. Ad esempio, ricordo che intimavano ai ragazzi, che ancora andavano a scuola, di non esitare a perdere uno o più giorni di scuola per andare in convivenza, ché la Parola di Dio valeva molto di più di ogni insegnamento umano.... Ebbene, io non ho mai visto un catechista con figli che andavano a scuola ed erano in comunità fare perdere loro neanche un solo giorno di scuola per andare in convivenza. Altro esempio: ai genitori veniva detto che il vero cristiano non mette da parte i soldi per il futuro dei figli, che il vero cristiano si affida alla Provvidenza... Ebbene loro i soldi per i figli eccome se li mettevano da parte... Molti non si facevano mancare nulla, vestiti firmati, belle auto, vacanze in posti non economici, studi in università private e via dicendo. Stesso dicasi per la vendita dei beni, soprattutto delle seconde case, al mare, in campagna o in montagna. Quelli che una seconda casa ce l'avevano, se la sono tenuta stretta. Magari qualcuno avrà sul serio rinunciato ai propri beni, ma credo che possano definirsi eccezioni. Nel Cammino la massa impara che l'importante è fingere, non impora che alle parole seguano le azioni. I poveracci che invece ci hanno creduto e si sono fidati purtroppo sono rimasti fregati.

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    1. Io sono uno di quelli che ci ha creduto e che poi è rimasto fregato. Per troppo, troppo tempo.
      Ma quando sei dentro ti si deforma il pensiero e non puoi capire.
      Pensa che quando mi venivano in mente idee su come certe famiglie numerose, col solo padre lavoratore, potessero vivere a mille, poi mi sentivo in colpa perché non credevo alla provvidenza.
      Quando i catechisti prendevano sonore cantonate e non ero d'accordo, mi sentivo giudicatore.
      Quando facevano preferenze di persone, trattando gli uni coi guanti e gli altri come dementi ed io reagivo, mi sentivo disobbediente.
      Quando predicavano l'apertura alla vita ed io faticavo a seguire i miei (numerosi) figli, mi sentivo difettoso. Quando li seguivo e mi occupavo di loro mi facevano sentire nevrotico ed affettivo.

      Erano riusciti ad azzerare il mio libero pensiero, era tutto un sentirsi sempre colpevole di qualcosa.
      Allora cercavo di obbedire, ma non andava bene nemmeno quello, perché mi rendeva superbo.

      Ad un certo punto tutti intorno a me mi sembravano robotizzati: stesse frasi, stessi occhi verso il cielo, stessi concetti ripetuti fino alla nausea, sottomissione (falsa) ai catechisti regnanti, servilismo, tanta ipocrisia.
      Non so cosa sia successo esattamente, ma ad un certo punto ho sentito che quel posto seriale e falso, dove si respirava ipocrisia ad ogni incontro, non era più il posto per me e me ne sono andato.
      Sapevo a cosa andavo incontro, sapevo che la mia famiglia sarebbe rimasta sola, che tanti falsi fratelli nemmeno mi avrebbero salutato più, perché già avevano cominciato a farlo quando negli ultimi tempi ancora stavo dentro.
      Ammetto che è stato doloroso, abbiamo dovuto ricominciare tutto da capo, ma l'affrancamento da quel mondo mi ha aperto l'accesso alla Chiesa, altro rispetto al Cammino.
      Però capisco che quando uno sta dentro non riesca a comprendere, il pensiero e la ragione diventano man mano così compressi che tutto il resto sembra banale e sbagliato. Lì dentro ti senti chiamato ad una missione, speciale, eletto, uno che approfondisce, ed ingoi tutto dietro a questo miraggio.
      Ti senti amato? Anche no. Come nel mondo ti amano se corrispondi ai loro schemi sbandati, altrimenti ti giudicano e ti espellono, come tu fossi una cosa spuria. Inoltre c'è molta competizione e molta invidia, per non parlare del chiacchiericcio.

      Nel Cammino l'altro una volta è Cristo, una volta è il nemico, dipende dalle circostanze.
      Si decidano, perché Cristo non può essere nemico e il nemico non può essere Cristo.
      Mi pare proprio che nella Chiesa valga il comandamento "ama il prossimo tuo come te stesso" e non "ama l'altro perché è Cristo". Perché se l'altro è come me, siamo tutti e due uomini e siamo esortati ad amarci perché prima abbiamo amato Dio.
      Che l'altro è il prossimo lo disse Gesù parlando del samaritano. Non disse che l'altro era Cristo, cioè Lui stesso, ma il prossimo, quello che anche il comandamento ci dice di amare.
      Il prossimo, uno che diversamente da Cristo può sbagliare e commettere peccato.
      Infatti il buon samaritano amò il suo prossimo e siccome Cristo era ancora vivo, non amò di certo l'altro perché era Cristo.

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    2. Importante quanto evidenzi. E' tipico dell'ipocrisia farisaica, che Gesù condanna senza appello, il dire e non fare, il predicare in un modo e agire in un altro. Questa incoerenza è quanto di più grave; è scandalo, è controtestimonianza, e Gesù lo stigmatizza, in modo assoluto.

      I figli dei capocosca son stati sempre intoccabili, molti anche viziati. E abbiamo visto come sono stati trattati nel cammino. Per loro una corsia privilegiata sempre. Anche per l'assegnazione ai R.M. (quelli che avevano la vocazione), nessuno in zone disagiate, la gran parte tra Roma e Madrid, dove catechista dei seminaristi è Kiko.
      Pare a voi che un itinerantone che si reputa secondo solo a Kiko va a sottoporre agli scrutini di un altro capo-itinerante che considera inferiore a lui il suo proprio figlio?
      Ma scherziamo!!!
      Questo solo un esempio a conferma di quanto testimoniato da Porto.

      Sul lato del rapporto con le ricchezze, con gli agi e privilegi ho poco da aggiungere.
      Posso solo confermare amaramente la verità di quanto Porto riferisce di aver conosciuto.

      Pax

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    3. Porto, hai espresso una verità poche volte sondata in profondità ma che è decisiva. I catechisti irrompono con i loro obblighi e comandi, ma essi mai vi aderiscono. Si tratta di imposizioni inferte ai figli d'altri, ma mai ai propri. Ai loro numerosi pargoli mai manca né il necessario né il superfluo grazie all'inganno delle decime (il sacco nero che passa anche più volte al mese, basta uno schiocco delle dita), ma ai figli d'altri viene tolto anche l'essenziale. I soldi sono a portata di mano perché le comunità sono molteplici e tutte pronte a sborsare al suono inconfondibile del: "via!".

      Mi dispiace se risulto ripetitiva, ma la mia storia è una e da essa mi viene spontaneo attingere. Tempo fa un sacerdote mi descrisse con immagini pietose ed una tonalità vocale affranta, la "tragica" sorte del catechista molestatore che inviarono via dal suo posticino privilegiato per evitare dei guai con la giustizia. Questo prete nc affermò con gli occhi lucidi che, 'poverino', l'ex catechista in questione (che poi reintegrarono a pieno titolo al suo mestiere di catechista kikiano), che a suo dire altro non era che un poveraccio senza colpa che agì con violenza perché costretto da satana (la sua giustificazione fu: "siamo tutti figli del diavolo"), si ritrovò a fare l'imbianchino e, quindi, a lavorare per mantenere la propria famiglia. Ciò commosse il sacerdote ed indignò me.

      L'idolatria nutrita dai nc verso i genitori catechisti si propaga all'intera famiglia coinvolgendo anche i figli, i quali diventano dei piccoli idoli che rischiano di sviluppare un marcato ego kikiano. A volte accade, altre no, poiché certe attenzioni ad alcuni atterriscono. Ci si sente in balìa di un vortice che non lascia respirare e, purtroppo, non esistono agganci ove aggrapparsi. Eppure ci si vorrebbe tener fortemente ai propri genitori ma anch'essi sono sfumati a causa del cammino. Quindi, questi figli vengono agevolati in alcune questioni ma anche distrutti su altri fronti.

      Ho visto dei giovani privilegiati scegliere di star fuori dagli stanzoni dove venivano proclamati i stancanti discorsi dei catechisti mentre gli altri ragazzi venivano sottoposti alle interminabili catechesi e subivano degli interrogatori approfonditi sulla loro vita sino a star male. Ho perso il conto dei ragazzi che ho visto piangere durante le convivenze, alcuni ebbero anche delle vere e proprie crisi d'ansia mentre i genitori ne erano ignari. I meno interessanti, perché figli di "nessuno", a volte venivano addirittura sgridati e colpevolizzati dello stato amaro in cui versavano in quel frangente. Veniva fatto creder loro che la crisi che li attanagliava derivava dalla loro cattiva condotta all'interno del cammino e dalla loro disubbidienza ai suoi precetti. Un inganno dai risvolti psicologici drammatici.

      I catechisti sono dei genitori che si disinteressano dei figli d'altri. Sono senza scrupoli e senza coscienza! Non dimentichiamo che queste persone sono state formata da Kiko e Carmen, sul loro esempio tinto di ingratitudine, narcisismo e immoralità viaggiano convinti.

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    4. Sei generosa quando dici che i catechisti si disinteressano dei figli degli altri. Quello è il caso migliore. In realtà, nei casi peggiori, con i figli di "nessuno", non esitano a infierire fino a fare piangere il ragazzo / ragazza. E a proposito di pianti, ricordo che l'oggetto che era sempre presente in grande quantità durante gli scrutini erano i pacchetti di fazzoletti di carta. Credo che a ogni scrutinio non meno del 70% degli scrutinati ad un certo punto comincia a piangere. Anche questo è un fatto che andrebbe portato alla luce. Ma non so se se ne sia parlato in passato.

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  7. Dire continuamente che il coniuge "è la tua croce" è fuorviante perché si omette di dire che il coniuge può essere anche fonte di gioia, sia in quanto Dio lo ha donato per la consolazione e la collaborazione (non è bene che l'uomo sia solo), e sia perché la stessa croce, OFFERTA a Dio è fonte di gioia.

    Croce, infatti, non significa tristezza, come invece spesso sembra trasparire dalle parole dei "catechisti", ma è la fonte della nostra gioia.

    Gesù, per la Madonna, fu certamente occasione della più grande sofferenza, ma mai per un solo momento lei ha avuto rimpianti e mai la sua sofferenza ha esacerbato il suo animo rendendolo duro.
    L'espressione della Madonna mai è stata malmostosa come quella di chi sfoggia la propria croce per soddisfare la propria superbia, senza però assaporare la pace che scaturisce dalla sofferenza quando è OFFERTA a Dio, come i veri santi ci testimoniano.

    L'imitazione dei santi è impegnativa, ma se si considera l'OFFERTA della propria croce a Dio come un atto superstizioso di religiosità naturale, si è totalmente fuori strada e non si dà testimonianza della salvezza che viene dalla Croce, ma piuttosto si contro testimonia la Croce.

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    1. Croce è l'acronimo di :

      Catecumeni Ridicolmente Osservano Catecumenali Eresie

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  8. Qualche settimana fa il fratello del cammino Giorgio Ricci ha pubblicato presso l'editore napoletano Chirico un bislacco libro sui simboli giudeocristiani con sottotitolo Riflessioni con Carmen Hernández. È interessante veder coniugati Mammona e i "simboli" (parolone ormai abusatissimo) e Sancarmen Santhernandez alla quale, per ordine di scuderia, bisogna attribuire tutto ciò che non ha mai avuto: santità, intelligenza, carità, cultura, addirittura fede.

    Allora, fratelli, mettete mano al portafoglio che sono altri 15 euro, mi raccomando, come tradizione neocatecumenale bisogna comprarne almeno una copia per ogni membro della famiglia (immaginatevi il contenuto della libreria di casa di ogni famiglia numerosa neocatecumenale), dunque il Pasqualone da Nola ne comprerà due copie (la seconda è per il cane).

    Molto comico che la pagina di vendita, offertami con tag sponsorizzato cammino-21 (ahi ahi, certi fratelli del Cammino tentano aùmma aùmma di lucrare alle spalle di Ricci e Chirico), indichi che gli acquirenti del libro hanno comprato anche La Bibbia. Scrutate le scritture e nientepopodimenoche il napoletanissimo caffè Borbone 100 capsule.

    Però poi quando don Ariel pubblica il libro La setta neocatecumenale subito i suddetti soggetti invasati cominciano a urlare: buuu! buuu! lo ha fatto per denaro! buuu!

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  9. Ricci è l'acronimo di :

    Ridicole Idee Certamente Neocatecumenali Imperversano

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  10. Miracoli di Carmen Hernandez Barrera

    Miracolo n. 8

    In data 18 ottobre 2021 il presidente dello Ior avvertì il Papa che la banca era in difficoltà. Il Papa pregò Carmen che, da Lassù, con uno schiocco di dita, riempì il sottosuolo della banca con un miliardo di miliardi di miliardi di euro. Il Papa avvertì Semeraro che mise tutto agli atti, e questi avvertì Kiko che disse : una volta tanto è successo l'opposto. Bueno , el Santo Padre sarà mas contiento, a esto punto può beatificar Carmensita senza fare ancora oliaturas.

    e la Causa continua......

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  11. C'è poco da fare, il cammino non è migliore in nulla rispetto ai cristiani della domenica che costantemente giudica.
    Anche se non volessimo metterci a dichiarare tutto ciò che produce di sbagliato, basta analizzare i punti chiave della loro predicazione.

    I cristiani della domenica sono ipocriti e tiepidi? Stessa cosa nel cammino, dove si predica bene (si fa per dire) e si razzola male, andando agli incontri come parte di un club di amicizie.
    I matrimoni vanno a rotoli? Nonostante chi parla pubblicamente dichiari sempre che il cammino ha salvato il suo matrimonio, molti matrimoni si sfasciano, come dappertutto. Ma di quelli non si parla.
    I figli non vengono educati alla fede? Nonostante li educhino alla loro fede, molti figli lasciano o diventano ipocriti e tiepidi come i genitori, nel nido caldo da essi preparato.
    I parrocchiani sono avari, mentre loro danno la decima e rimpinguano il bottino? Le parrocchie ormai vanno avanti con le offerte e l'attività dei parrocchiani. Oppure pensano che le parrocchie abbiano i benefattori miliardari come ha il cammino?
    Le Chiese sono vuote? Vai un po' a guardare le salette e le Eucarestie neocatecumenali, dove il tasso dei disertori sta aumentando esponenzialmente da quando l'obbedienza ai catechisti è diventata solo una forma esteriore.
    I parrocchiani non si conoscono e quindi non si amano? Nel cammino non c'è amore, solo atteggiamento e posa, basta una virgola fuori posto che ti giudicano, ti attaccano, ti denunciano, ti demoliscono. Se si dovessero amare solo quelli che si conoscono, poi, l'amore sarebbe un circuito molto ristretto.

    Insomma, nel cammino succedono esattamente le stesse cose che i camminanti disprezzano della Chiesa.
    Tutto quello scrutare, andare alla parola e alla Messa alternativa, agitarsi con missioni e piazzate, non ha prodotto nulla in più, casomai in meno.

    Ah, a proposito, questo mese nella mia parrocchia iniziano le catechesi della Diocesi.
    Ma guarda, anche le parrocchie senza neocatecumenali fanno le catechesi!
    Uguali anche in questo, solo che chi partecipa alle catechesi parrocchiali diocesane (e non), poi resta in Chiesa e nella parrocchia. E non si sente diverso né superiore a nessuno.

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    1. xAnonimo5 novembre 2021 11:05.

      Secondo me, ovviamente secondo me.

      Tra i cristiani che chiamano cristiani della domenica, credo che ci potrebbe essere qualcuno che sia come dicono loro, tutti noi siamo stati ipocriti, attaccati al denaro e via dicendo. In un certo periodo della vita o in alcuni momenti tutti noi possiamo cadere nel peccato. Credo che sia fuori di dubbio. Tutti siamo peccatori. Tutti, anche loro.

      Ma loro etichettano i cristiani delle domenica tutti così, a livello generale, e ne sono convinti di questo.
      Secondo me questo è il motivo:
      loro proiettano sugli altri i sentimenti che hanno proprio loro stessi. Sono loro stessi che quando vanno in parrocchia sono ipocriti ( infatti giudicano con animo d'ipocrita chi dice il rosario), sono attaccati al denaro ( infatti sono proprio loro che daranno 10 centesimi nel cestino perché hanno contribuito nelle decima al Cammino), tiepidi ( infatti saranno proprio loro che si sentono tiepidi durante la Santa Messa),ecc.
      Infatti, è riportato, e non lo scrivo per giudicare e per odio, ma per portare all'attenzione di tutti i lettori, è scritto sui loro manoscritti, che Kiko abbia giudicato la Messa Antica ( chiamiamola così ora, fate passare il termine) dicendo che l'ostia era un foglio di carta, e che il prete non si sentiva e capiva ( in grandi linee così).
      E per cui, se il loro catechista e maestro mostra questi sentimenti, e dice agli altri di essere inviato da Dio, e per cui è Dio che ispira certe cose, è naturale che i figliocci, cioè i sottoposti catechisti, fino ad arrivare al neocatecumenale convinto, mostrino gli stessi sentimenti verso la Santa Messa, verso i cristiani della domenica, verso le pratiche che si fanno in parrocchia.
      Ma non è altro che un proiettare i propri sentimenti e credendo che tutti quanti abbiano gli stessi.
      Infatti non sanno che: si può amare il vicino di panchina, anche se non lo conosci, che mentre ti scambi la pace, la scambi e nello stesso tempo chiedi a Dio di benedire tutti quanti e di custodirli, non sanno che l'anima si mette in dialogo silenzioso con Dio ed è rivolta a Lui, non vedono che ci s'inginocchia davanti a Dio, non vedono che si fanno Adorazioni Eucaristiche, non vedono che è un continuo entrare e uscire di fedeli che entrano e pregano e poi riprendono il cammino delle loro vita, e non vedono tanto altro.
      Vogliono vedere solamente ciò che fanno loro e vogliono disprezzare il prossimo.

      CDD.

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  12. ma vuoi mettere ,stare a casa a badare ai figli con la fatica che richiede , o andare a fare una catechesi sognando gli applausi per come sei stato bravo? Così obbedendo ai catechisti il padre di famiglia si sente giustificato nell'aver abbandonato i figli a casa. Bella la vita....

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    1. Cordatus è l'acronimo di :

      Catecumeni Ora Rendono Deviazioni Assurde Troppo Umanamente Sconcertanti

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    2. Barzellette del Cammino Neocatecumenale

      Cosa fa un camminante quando è solo in una saletta? Prega, aspettando che arrivino i suoi confratelli.
      Cosa fanno due camminanti in una saletta? Discutono fraternamente, aspettando che arrivi il resto dei confratelli.
      Cosa fanno 50 camminanti quando sono in una saletta? Discutono e quando uno afferra una sedia e la tira addosso a qualcuno, gli altri pregano che la sedia non colpisca quello a cui è stata tirata.
      Cosa succede se la sedia colpisce uno di loro? Il malcapitato viene soccorso e medicato, poi i due contendenti si abbracciano fraternamente e il catechista dice : volano le sedie, finalmente iniziano a volersi bene, questa si che è una comunità.

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    3. Sondaggi neocatecumenali

      E' stato fatto un sondaggio presso le 125.000 comunità del Cammino sparse in tutt'Italia. Il quesito era : nell'anno 2021 quante sedie sono state fatte volare durante gli incontri nelle salette?

      Si sono cosi classificate :

      1 posto : VII Comunità della parrocchia di sant'Anselmo ad Ancona con n. 388 voli di sedie
      2 posto : II Comunità della parrocchia di Santa Brigida di Svezia a Ovada con n. 266 voli di sedie
      3 posto : III comunità della parrocchia di Sant'Alfonso Maria de Liguori a Ventimiglia con n. 199 voli di sedie
      Tutte le altre hanno dato un numero molto inferiore a 100 voli di sedie.

      La prima comunità vince un libro preziosissimo, a tiratuta limitata, di 20 esemplari della Franco Maria Ricci(FMR) del valore di 2500 euro, riportante, a caratteri d'oro, il mamotreto di Kiko del 1977 e le varie interpretazioni dei più insigni esegeti biblici.
      La seconda comunità vince un cofanetto della Deutsche Grammophon Gesellschaft del 1971, riportante le prime incisioni dei canti del Cammino, con le prove in studio, eseguite da Giorgio Filippucci accompagnato alla chitarra da Andrés Segovia, del valore di 850 euro.
      La terza comunità vince una pergamena in caratteri gotici contenente un encomio speciale dell'Equipe Internazionale del Cammino, con la firma di Kiko, Maria Ascension e don Mario, e con l'esortazione a proseguire nella strada intrapresa con solerzia e generosità, del valore di 120 euro.

      Tutte le altre comunità riceveranno uno sconto sulla decima dell' 1 % per un mese.

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    4. @D.D.
      Sottoscrivo in pieno. Sai quanti ne ho visti di simili padri? Tanti davvero. Non nego che qualcuno di loro dentro di sé magari nutrisse qualche scrupolo e qualche senso di colpa (benedetti sensi di colpa!) (ma altri sicuramente no). Però non ho mai sentito nessuno esternare delle perplessità ad alta voce. All'esterno tutti piccoli soldati pronti all'appello. In questo senso è vero quello che diceva l'itinerante citato da Pax, il Cammino genera mostri. Cioè, se glielo lasci fare, ti toglie l'umanità che ognuno di noi ha, anche se sommersa da un mare di altre cose. Il Cammino, caricandoti di pesi su pesi, ti toglie la capacità di capire e di accogliere la sofferenza degli altri.

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    5. Intendevo dire @Cordatus

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  13. Quando qualcuno dice sempre che gli altri sono la tua croce, rischia di ridurre perfino la croce in un'opera umana, che consiste nel sopportare con le proprie forze (finché ci si riesce), gli altri.
    Quando si dice che le opere umane non hanno mai nulla di buono, si rischia di sostituire quelle che si considerano solo opere umane, con altre opere, stavolta davvero solo umane, ma considerate ispirate solo perché DIVERSE (Forse non a caso nel Cammino le opere, i simboli, il linguaggio, è radicalmente diverso da quello della Chiesa).
    Un po' come quando avviene una rivoluzione, da cui spesso scaturisce un governo più dispotico del precedente.

    Il Cammino sembra basarsi solo sulle regole, senza alcuna spiritualità, infatti un buon camminante è colui che ubbidisce, al di là della purezza del suo cuore e della sua carità.
    Nemmeno il l'ebraismo originale era basato sulle regole, altrimenti Gesù non avrebbe accusato i farisei, che a volte erano irreprensibili, ma si sarebbe complimentato con loro, e i farisei non si sarebbero sentiti a posto con la coscienza, sapendo che il compimento delle regole è qualcosa che supera le regole e che queste sono un po' come i numeri periodici, che non sono mai esattamente definibili, ma ha che hanno sempre un resto che avanza.

    Per il Cammino sembra che la verità è tutta racchiusa nelle regole (del Cammino), nelle parole esatte di Kiko, come se le regole (ammesso che siano giuste) non fossero per la verità, o il recinto entro cui si trova la verità, ma la verità stessa.
    Come se le regole non servissero ad attrarre il cuore verso la verità, ma ad esse, cioè alla loro forma esteriore.

    Di fatto si può essere un buon camminante senza l'aito della grazia (come potrebbe se il Cammino è sbagliato?), ma solo ubbidendo. La prova, nel Cammino, come quella dei beni, non misura il cuore, ma l'ubbidienza, altrimenti non verrebbe chiamata PROVA, ma sintomo.

    Si può essere un buon camminante senza l'aiuto delle grazia, perciò solo grazie alle forze umane, così come ci possono essere opere buone non soprannaturali.
    Solo che le opere buone naturali possono essere innalzate dalla grazia proprio perché buone, mentre le opere sbagliate, non possono.

    Strano che il Cammino, che critica i filosofi pagani anche quando dicono cose buone, perché ciò che viene dalla natura sarebbe tutto corrotto (mentre la Chiesa ha fatto propria quella parte di cultura greco romana proprio perché la considerava buona), presenti come PROVA di conversione delle opere umane esteriori, cha al massimo possono essere sintomo di coerenza, ma non prova. Tanto meno, se sbagliate, possono provare la coerenza della fede.

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    1. Proseguo il discorso.

      Se la carità è ridotta a un’opera umana, allora si può essere irreprensibili riguardo alla legge perfino se si vive nel peccato.
      Allora l’amore per la legge prende il posto della legge dell’amore.
      Se la carità è ridotta a un’opera, allora confessare agli altri i propri peccati non è umiltà, ma superbia di chi pensa di salvarsi senza merito. Allora manifestare con voluttà i propri peccati serve per evidenziare che ci si sente a posto grazie alle opere umane del Cammino, anche se ci si fa vedere addolorati per le proprie mancanze.

      Se, infatti, l’amore è un’opera umana, anche se si è mancanti quanto a peccato, ci si sente a posto, perché l’opera umana è la moneta di scambio con cui si compra la salvezza “corrompendo” Dio stesso!
      Cosicché l’umiliarsi favorisce l’ipocrisia.

      Ma questo è un cristianesimo rivoltato, più lontano dalla vera fede delle religioni pagane.

      Quando i camminanti si discolpano evidenziando i presunti frutti del Cammino, dimenticano che il primo frutto non è rappresentato dalle opere, ma dalla carità che si evidenzia attraverso la retta dottrina.

      Se la dottrina della Chiesa viene evidenziata, allora si può pensare alle opere come frutti positivi, cioè informati dalla GRAZIA, se la fede viene equivocata, allora le opere, per quanto grandi, non si manifestano dei frutti soprannaturali.

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  14. Comunque...,mi permetto di ripuntualizzare un aspetto molto importante della nostra fede, e cioè: quando siamo davanti a Lui non esitiamo ad inginocchiarci e a riconoscerlo nostro Dio.

    Una buona notte a tutti.

    CDD.

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  15. Questa storia dell'essere "affettivo" va chiarita una volte per tutte: di che peccato si tratterebbe? Di che colpa?
    Una volta che questo attaccamento alla famiglia non impedisce di amare Dio, anzi esalta questo amore, che colpa ci sarebbe nell'affetto per essa?
    Il nucleo di questa avversione sta nella concezione stessa di 'piccola comunità', presente nel presunto messaggio della Madonna a Kiko. È la piccola comunità a dover vivere come la Sacra Famiglia di Nazareth, non la coppia o la famiglia naturale , allargata poi alla 'grande' comunità. Sapendo dei trascorsi focolarini di Kiko, può essere che questa idea sia nata dai gruppi detti dei 'focolari', piccole comunità di uomini e donne che lavorano e mettono in comune i loro beni, di cui si dice 'Li ha attratti Dio e a Lui hanno dato la loro vita, fermamente convinti del Suo amore. Hanno lasciato padre, madre, famiglia, patria per contribuire a realizzare la preghiera di Gesù: “Che tutti siano uno”(Gv 17,21)'.
    Questa impostazione iniziale non è mai stata messa in atto nel Cammino, ch'io sappia: non ci sono stati gruppi di laici celibi che hanno vissuto questa esperienza.
    Le comunità costituite da Kiko non sono mai state piccole (si parla di gruppi fino a 50 persone) non hanno mai vissuto insieme né veramente condiviso i beni, nonostante l'imposizione della decima. Ma in qualche modo, come spesso succede nel Cammino, si è voluto copiare un'esperienza replicandola in modo artificiale ed imponendo regole esterne che surrogassero ciò che non c'era: gli adepti non erano single ma, anteponendo la comunità al coniuge, era come se lo fossero, non vivevano insieme ma stavano ore insieme a completo discapito del proprio tempo libero, non mettevano in comune i beni ma ogni mese versavano un tot affidando ad un responsabile il compito di redistribuirlo. Insomma, le piccole comunità del Cammino così come descritte da Kiko in analogia ai focolari, non sono mai propriamente esistite nella proposta neocatecumenale. Sono invece esistite le comunità di famiglie, di coppie, che però si sono impegnati a mettere le esigenze del Cammino prima dei propri doveri di stato.
    E con l'accusa di essere affettivo viene colpito chi osa anteporre la propria famiglia a questo agglomerato di famiglie, detto comunità.

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    1. Volevo ribadire quanto avevo detto tempo fa : Kiko non è mai stato nei focolari, ma prima di fondare il cammino nel 1964 ha conosciuto i Cursillos. Mi sono informato da persone che c'erano già allora, io nel movimento ci sono solo dal 2000 e non posso certamente saperlo. La prova è che il mio movimento, nato nel 1943, si è esteso negli anni 50 in Italia rimanendo molto di nicchia, in quanto era sotto controllo dal Vaticano, vedi la fiction su Chiara Lubich trasmessa a inizio anno su TV2000. Si è poi diffuso in Europa nei primi anni 60, quindi i tempi non ci rientrano. Forse Kiko può aver avvicinato qualche primo nucleo che si stava formando in Spagna, ma non ci ha aderito. Se conoscete qualche focolarino anziano ve lo potrà dire. Questo sempre per testimonianza di verità. Però se avete altre informazioni a riguardo, segnalatele pure, sempre pronti a riconoscere errori e difetti, almeno da parte mia. Grazie. Aldo dei focolari di Cagliari

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