lunedì 22 novembre 2021

Padre Benedetto Dimatteo: un sacerdote che difendeva il Cammino fino a quando non ha letto le catechesi di Carmen

Tra i sacerdoti che si sono opposti fermamente alla diffusione delle eresie del Cammino Neocatecumenale, annoveriamo anche padre Benedetto  Dimatteo, cappuccino, che, pur avendo in un primo tempo in buona fede difeso pubblicamente Il Cammino Neocatecumenale, dopo aver avuto occasione di leggerne le catechesi, si rese conto del proprio errore e si dedicò a sconfessare le tesi di Kiko Argüello e di Carmen Hernandez, scrivendo direttamente al proprio vescovo.
 
La verità trapela
dalla cortina di menzogne

Tali lettere furono pubblicate dalla rivista "Chiesa viva" e furono poi raccolte da padre Enrico Zoffoli.
Per una opportuna lettura delle stesse e considerato che sono ancora estremamente attuali, riteniamo opportuno pubblicarle su Osservatorio.


 

Lettera di P. Benedetto Dimatteo
(Da"Chiesa Viva", Novembre 1994) 

Pace e bene!

Barletta, 25 maggio 1994

Eccellenza,
Lei è il Pastore e perciò il custode e il responsabile della Fede nella Chiesa di Dio, e perciò a Lei mi rivolgo per denunziare un grave pericolo che sono, per la nostra Fede, le catechesi dei neo-catecumenali. 

In alcune riviste, avevo lette accuse di "eresie" a loro carico e ne avevo preso le difese.
Ora, però, ho potuto avere il testo delle loro catechesi e mi sono potuto
rendere conto che quelle accuse erano giustificate. E un testo di oltre 400 pagine; non disponendo di tempo sufficiente, ho preso a studiare solo le
loro due catechesi sull'Eucaristia, che occupano oltre 45 pagine.

Sono catechesi che travisano, in gran parte, la vera dottrina e accusano la chiesa di aver oscurato l'Eucaristia nella sua vita di quasi 2000 anni!
Questa mia denunzia parte, soprattutto, dal fatto che le comunità neocatecumenali sono migliaia e, conseguentemente, i catechisti, centinaia. Domani, la Chiesa si potrebbe trovare di fronte a milioni di fedeli plagiati da questi errori! 

Le catechesi sembrano animate da grande zelo e così i catechisti e i membri neocatecumenali, ma anche Lutero era pieno di zelo nel suo magistero, ma non sufficientemente umile per sottostare al magistero autentico della chiesa! 

A parte, le mando il mio studio su queste catechesi, che mi hanno impegnato molto per il controllo esatto di tutte le fonti, e i miei rilievi, che si limitano solo alle cose più importanti. Insieme, le mando fotocopie di queste due catechesi. 

Ho fiducia che saranno eliminate totalmente queste fonti aberranti e saranno sostituite dalle catechesi che ci vengono offerte dai documenti della Chiesa, cioè del Concilio Vaticano II e della Sacra congregazione dei riti; diversamente, mi sentirei obbligato a continuare la mia denunzia.
La ossequio con i sensi della mia più alta stima 

padre Benedetto Di Matteo cappuccino

 



Eccellenza,
è con estrema riluttanza che mi accingo a scrivere la presente, ma a tanto mi obbliga la mia coscienza. Sono stato per alcuni anni assistente di una comunità neocatecumenale. Il cosiddetto responsabile della comunità è un laico; più volte gli ho chiesto se ci fosse uno Statuto, un regolamento: no! Tutto si svolge a voce e quelli che decidono sono i catechisti che risiedono a Bari, e questi dipendono da quelli di Roma.

Ho notato che c'è una disciplina ferrea: Kiko, il fondatore, stabilisce: "non c'è cammino senza l'obbedienza ai catechisti!". 

Le loro decisioni sono ritenute indiscutibili. Questi catechisti vengono ogni tanto da Bari per rendersi conto e, in certe date, per esaminare; e i membri che non danno risposte soddisfacenti sono retrocessi alla comunità inferiore. 

In una delle prime visite di queste catechisti ho fatto notare che il pane per la Santa Messa era poco cotto, quasi una pasta cruda; mi hanno quasi riso in faccia, come a dire "dove va a badare costui!" È stata per me una pessima esperienza! 

Suore in adorazione del Sangue di Gesù
nelle gocce cadute dal Calice
 

Leggevo, intanto, su alcune riviste, accuse di eresie a carico di questo cammino e dei suoi fondatori, Kiko e Carmen, rilevate nei loro scritti. Per ben due volte ho scritto al direttore di Chiesa Viva rigettando queste accuse. Intanto, chiedevo invano di avere i testi delle catechesi di Kiko. 

Alcuni mesi fa, il responsabile della mia comunità è stato fatto catechista e ha ricevuto un grosso volume dattiloscritto di dette catechesi, date pro manuscripto, intitolato: "Orientamenti alle équipe di catechisti per le catechesi dell'annuncio". C'è una nota in calce che dice "Appunti presi dai nastri degli incontri, avuti da KIKO e Carmen, per orientare le équipes di catechisti di Madrid nel febbraio del 1972".

Sono oltre 400 dense pagine. Ora, se dal 1972 sono rimaste sempre uguali e vengono così tramandate, vuol dire che sono testi ben studiati e, direi, ufficiali. 

Non ho tempo per esaminare il tutto e mi limito alle sole due catechesi sull'Eucarestia, che occupano oltre 45 pagine. 

Devo dire che sono testi sempre polemici contro l'agire della chiesa nei suoi molti secoli di vita; catechesi tendenziose ed esoteriche. Esoteriche, perché date quasi clandestinamente a persone, catechisti laici, che non hanno una formazione teologica cattolica, e sono ormai quasi dei plagiati dai loro catechisti superiori; tendenziose perché tutto l'indirizzo teologico cattolico viene travisato e in tante cose apertamente contraddetto con gravi errori e vere eresie contro verità di fede, che la Chiesa ha sempre professato e anche definite.

Il cavallo di Troia, per l'inclusione di questi errori, sarebbero la Chiesa primitiva e il Concilio Vaticano II, a cui fanno vedere di riferirsi sempre, ma senza precise annotazioni, di modo che gli ascoltatori, impreparati e ignari, non hanno alcuna difesa. Le vere fonti a cui attingono non sono né la vera Chiesa primitiva né il Concilio Vaticano II, ma alcuni oscuri autori come un certo Farnès e un certo Bouyer.

Ecco le parole di Carmen:

"Molte delle cose che sto per dirvi le ho imparate da Farnès, che è, credo, l'uomo che oggi, in Spagna, sa di liturgia più di tutti, un uomo che conosce le fonti" (p. 307).


Nel profluvio di parole che dicono c'è pure qualche aspetto di verità, ma intriso da tanta falsità, dette in sordina, e sempre con spirito polemico contro la Chiesa che va dal tempo sub-apostolico fino al Concilio Vaticano II. 

In tutti questi secoli, la Chiesa non avrebbe fatto altro che sbandare! E tutto questo viene detto, come dicevo, in sordina, con disprezzo per la filosofia e la teologia cattolica, per i monaci, per i frati, per i preti, per lo stesso Concilio di Trento, il tutto con un linguaggio melenso e insultante, e con un'estrema presunzione di soprassedere!

 

Maldestri tentativi di santificazione
dell'autrice di tante eresie

Cito alcune piccole perle:

"San Paolo nella lettera agli Efesini, dice che Dio ci ha fatto conoscere in Cristo il mistero della sua volontà" (Efesini 1,9).

Cioè: che in Cristo... per  san Paolo dunque il mistero è qualcosa che si può conoscere; una illuminazione della mente; qualcosa a cui si può essere iniziati, a cui si può partecipare. Non è, cioè, qualcosa di incomprensibile alla nostra ragione, da credere per fede, come siamo abituati a pensare noi, con la nostra mentalità razionalistica (p. 306).
Dunque sbaglia la Chiesa, la quale ci insegna che il mistero è una verità rivelata, superiore alla nostra intelligenza, alla quale dobbiamo aderire per fede (Lumen Gentium n. 5).

Due errori quindi:

  1. i misteri non sono superiori alle nostre ragione; 
  2. i misteri non si credono per fede.


Ma sentiamo ancora Carmen:

"Per continuare a parlare, dovrei spiegarvi alcuni concetti. Dire che cosa è fede, che è Eucaristia. Perché quando io parlo di fede e di Eucarestia ciascuno pensa a una cosa diversa. Per questo, uno dei termini che dobbiamo reinterpretare per poter continuare a parlare è quello di FEDE. Della fede abbiamo fatto concetti e ragionamenti, abbiamo dato definizioni della fede che sono tutto, meno che la fede nella scrittura. Fede nella scrittura è una garanzia, è un'esperienza profonda. È una conoscenza storica sperimentale. È un avvenimento sperimentabile" (p. 308).

Quindi, falsi sono i concetti che ci ha dato la Chiesa intorno alla Fede, presentata come assenso dell'intelletto e ossequio della volontà (Lumen Gentium n. 5).

Ed ecco un insulto a Pio XII Papa eminentemente eucaristico per le sue encicliche e i suoi innumerevoli messaggi sull'Eucarestia.

"Quando Odo Casel disse che l'Eucaristia ha relazione con la Pasqua, fu preso per eretico. Pio XII lo guardava sospettoso, come dicendo: questo dove va? E oggi, quando il Concilio dice che l'Eucaristia è una pasqua la gente si stupisce" (pag. 312). 

Ma Pio XII aveva bisogno di Casel per sapere che Gesù, con l'Eucarestia, ha celebrato la sua Pasqua? Carmen poi non ci dice dove il Concilio avrebbe detto quella frase sciatta: l'Eucarestia è una Pasqua!

Ma continuiamo da pagina 311, passim:

"Potere arrivare qui è molto difficile, perché noi (cioè la Chiesa! ndr) abbiamo fatto dell'Eucarestia una cosa totalmente statica, che possiamo manipolare: un Bambin Gesù che ci mettiamo nel petto quando vogliamo. Invece, l'Eucaristia è tutto il contrario! In 20 anni, La Chiesa ha cambiato enormemente le sue prospettive, vi invito tutti ad un viaggio di scoperta, come dice Bouyer. Quello che vi dirò, ora, non crediate che siano cose che si tirano fuori così, dalla manica. Qui ci sono vite intere di persone che hanno dato la loro vita di studio di ricerca per ritornare alle fonti. Lavoro che il Concilio non ha fatto altro che raccogliere. In questo libro che ho qui, di Bouyer, egli dice che sono più di 30 anni da quando cominciò questo viaggio verso le fonti, verso l'Eucaristia primitiva, e dice che ancora si trova abbacinato dagli splendori del tesoro trovato!"

Come si vede, è tutto un insulto per la Chiesa di secoli passati, che merita invece la più grande ammirazione per tutto quello che ha fatto nei riguardi dell'Eucarestia, che è stata sempre al centro della sua massima attenzione e venerazione, come risulta dagli innumerevoli documenti e dai tanti grandi Santi che dell'Eucaristia hanno fatto il centro della loro vita! 

...È tutto un insulto
alla Chiesa dei secoli passati

Basta consultare l'Enciclopedia Cattolica alla voce Eucaristia, Messa, Sacrificio, anafora ecc. per rendersi conto che la Chiesa ha studiato sempre le fonti, di cui ha avuto sempre piena conoscenza, come delle anafore della Chiese primitiva. Ora tra i grandi nomi di profondi studiosi, seri e sereni, non compare affatto questo bouyer! 

Agli insulti di questi eretici che accusano la Chiesa di aver perduto il tesoro dell' Eucaristia, a nome dello stesso Concilio, risponde il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1343:

"Soprattutto il primo giorno della settimana, cioè la domenica, il giorno della Risurrezione di Gesù, i cristiani si riunivano per spezzare il pane. Da quei tempi la celebrazione dell'Eucaristia si è perpetuata fino ai nostri giorni così che oggi la troviamo ovunque nella Chiesa, con la stessa struttura fondamentale " 

 e al numero 1356:

"Se i cristiani celebrano l'Eucarestia fin dalle origini, e in una forma che, sostanzialmente, non è cambiata attraverso la grande diversità dei tempi delle liturgie, è perché ci sappiamo vincolati dal comando del Signore, dato la vigilia della sua Passione: Fate questo in memoria di me.(I Corinzi 11,24-25


Ma cos'è l'Eucaristia per questi due aberranti Kiko e Carmen? Leggiamo:

"L'Eucarestia è principalmente una esultazione (p. 307)... Il cuore dell'Eucarestia è l'esultanza, L'allegria, la festa, una gioia impressionante... Una Eucarestia è essenzialmente una proclamazione... non è perché Dio è grande e, come negli inni omerici e negli inni delle religioni pagane in cui si canta alle Dio grande nel firmamento, nelle stelle, tra gli altri... il Dio che appare nelle scritture non è un Dio che se ne sta seduto, in disparte.  Oggi saprete che è Jahvè, colui che passa... Dico che le Scritture non definiscono Dio, nè dicono concetti di Dio... (pag. 309 e ss).

Sono discorsi deliranti, nei quali, accanto a qualche ombra di verità, c'è tanta confusione e tanti errori, più o meno velati! La Sacra Scrittura ci presenta Dio come creatore, infinito onnipotente, onnisciente, amore, Mirabile nella creazione ("I cieli narrano la gloria di Dio"). Jahvè è colui che È; l'Eucaristia non è fatta di parole esultanti, ma è il sacrificio e il sacramento del vero Corpo e del vero Sangue di Cristo, presenti sull'altare.

Ma questi due signori giudaizzanti vogliono che Gesù Cristo, nell'ultima cena, abbia celebrato la Pasqua ebraica:
"La prima cosa che noi troviamo in Israele è una risposta a questa liberazione di Dio che sarà la Pasqua, la festa che non è stata inventata da Israele; così anche Gesù Cristo non si inventa l'Eucarestia (pag. 314) è una grande festa la Pasqua!... È una grande esultazione, un grande Sacramento, una grande liturgia... è una grande liturgia in cui Gesù Cristo ufficierà veramente come un grande liturgo, in cui non inventerà assolutamente nulla. Il cardinale Schuster dice che sembra che Gesù Cristo tenesse già scritto il rituale della Croce: tutto quello che diceva era già scritto (il Salmo 21 per esempio). Parimenti Gesù Cristo non inventa nulla nella cena..."

Come a dire, quindi, che siccome i profeti avevano predetto la vita di Cristo, egli non ha fatto niente di nuovo. Con ciò, questi due vogliono dire che Gesù non ha fatto che la Pasqua ebraica!

Tutto sembra, tranne che
una Pasqua cattolica


Non posso dilungarmi a dimostrare la falsità di quanto dicono, e mi restringo a notare che Gesù è venuto a dare compimento, cioè a sostituire la Pasqua ebraica, che era solo ombra e figura, con la sua Pasqua. I vangeli ci dicono tutto quello che Gesù ha fatto in quella notte, ed è tanto che non ci sarebbe stato neppure il tempo materiale per il lunghi riti della Pasqua ebraica. Pur ammettendo che alcune cose, come la preghiera e gli inni, ci potevano essere in ambedue le Pasque, l'atmosfera, però, era completamente diversa.
Ma dicevo non voglio dilungarmi su questo punto; c'è qualche cosa di più grave: il disprezzo per il canone Romano! Carmen dice che vi sono molti preti giovani che vorrebbero ridurre l'Eucarestia ad una mangiata tra amici, e poi aggiunge il pensiero di Bouyer, che lei pienamente condivide:

"Bouyer dice: non so che cosa sarebbe più pericoloso, se lasciare le cose come stanno col nostro canone Romano Iì, ben ricoperto, o lasciare che questi facciano le loro innovazioni. Ricordate quei giovedì santi in cui si facevano le ore Sante pieni di questa pietà sentimentale sull'ultima cena? Non è così". (pag. 313).

Qui -è chiaro- c'è un massimo disprezzo per il canone romano che, come sta, sarebbe tanto pericoloso quanto ridurre l'Eucarestia ad una mangiata tra amici, come vorrebbero fare tanti preti giovani! Che poi si insulta alla pietà, con la quale si facevano si fanno ancora le ore di adorazione la notte del giovedì santo, meditando l'istituzione dell'Eucaristia come sacrificio e come Sacramento, nel quale Gesù rimane anche dopo la Santa Messa! 

Il disprezzo ereticale per il canone Romano viene ripreso all'inizio della pagina 327, dove si legge:

"Ricordate che il canone Romano diceva: "prese il calice, lo benedisse e disse...". Nel Medioevo con tante genuflessioni e tante croci, non benedivano più Dio, ma solo il pane e il calice. Abbiamo (la Chiesa, quindi! ndr) frainteso e impoverito tutto! Tutte le benedizioni erano discendenti. Il testo del rinnovamento, invece, dice: prese il calice, tu rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli dicendo...".

In poche parole: quante falsità!

(Fine prima parte)

 

Effetti della benedizione discendente:
Bartolomé Esteban Murillo
Cristo guarisce il Paralitico
presso la piscina di Bethesda

 

46 commenti:

  1. Urge Rosario di riparazione per la cartuccera di bestemmie sparate dalla "satanassa de categoria superiore" :-/

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  2. Hanno talmente disprezzato e rigettato il testo del Canone che si accontentano della Preghiera II riveduta e corretta da Kiko, costringendo il sacerdote a trasformarsi in macchietta da avanspettacolo quando deve urlare (non cantare o meglio cantillare) quel doppio "Padre, Padre". Ted.

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  3. Tragicomico: "le comunità neocatecumenali sono migliaia", nel 1994.

    Ed oggi, quante sono? Sono ancora le stesse "migliaia".

    Padre Benedetto scriveva nel 1994, nel pieno della crescita tumultuosa del Cammino. Oggi invece siamo nel pieno della tumultuosa decrescita del Cammino, che ha avuto un'accelerazione a causa del Covid (cioè a causa delle pessime pratiche igieniche del Cammino: "bere tutti allo stesso beverone-insalatiera", "camerieri liturgici col papillon che passano a servirvi uno a uno mentre state comodamente appollaiati sulla seggiola pieghevole", eccetera).

    Cari fratelli del Cammino, mettere l'eretica davanti ai santi non la farà diventare meno eretica.

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  4. Padre Benedetto un altro nemico del Cammino ce ne sono altri?

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    1. Per i nuovi lettori del blog: amico della verità, in gergo neocatecumenalese, si traduce in "nemico del Cammino".

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    2. E voi non siete nemici...vero?
      Dom

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    3. @Anonimo
      Il Cammino ha un unico nemico ed è sè stesso. O meglio, il Cammino diventa nemico di sè stesso quando si basa su errori dottrinali, quando non rispetta il suo stesso Statuto, quando non obbedisce ai Vescovi e al Papa, quando crea divisioni nelle parrocchie e ferite (spirituali, psichiche, economiche e a volte anche fisiche) nelle persone che con molta buona fede sono entrate in comunità. I sacerdoti come Padre Benedetto, Padre Zoffoli e altri, sono uomini di Dio consapevoli del fatto che il Signore gli chiederà conto della missione a loro affidata (ovvero la cura delle anime) e che proprio perchè si preoccupano della salvezza delle persone, pubblicano i mamotreti, come dice by Tripudio, per amore alla verità; gli unici a vederli come nemici siete voi, ma purtroppo il vedere nemici ovunque è una delle caratterisiche dei gruppi settari, e io vi auguro di cuore che possiate rendervene conto prima di fare scelte importanti in favore del Cammino, e che possiate tornare agli insegnamenti della Chiesa

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  5. "Tutto si svolge a voce e quelli che decidono sono i catechisti che risiedono a Bari, e questi dipendono da quelli di Roma... Questi catechisti vengono ogni tanto da Bari per rendersi conto e, in certe date, per esaminare; e i membri che non danno risposte soddisfacenti sono retrocessi alla comunità inferiore."

    Questo è un altro dei mali del Cammino, dove la guida dei parrocchiani che aderiscono al movimento (spesso anche della parrocchia intera se il Cammino prende campo), è rimessa a laici che non fanno nemmeno parte della parrocchia.

    Questo cappuccino che risiedeva a Barletta, vedeva ogni tanto l'incursione di gente laica di Bari che operava decisioni sui suoi parrocchiani.
    Questo perché le comunità sono guidate da gente laica che appartiene ad altre parrocchie e ad altre città, che si muove in équipe per andare a comandare in parrocchie altrui, facendo il bello ed il cattivo tempo sui parrocchiani e sulla parrocchia, mai adattandosi alle prerogative e ai bisogni locali e portando scompiglio tra i parrocchiani.

    Le derive sull'Eucarestia, la privatizzazione della stessa e spesso il comando di adattare la parrocchia alle esigenze neocatecumenali, tutte operate da comandanti che vengono da fuori e che non si mescolano nemmeno un'ora con i parrocchiani locali rivolgendosi solo ai neocatecumenali, creano l'ormai comprovata fuga delle persone dalle parrocchie.
    Molti non vogliono vivere la loro fede sottoposti collateralmente ad autorità laiche che non riconoscono e quindi se ne vanno altrove, lasciando la parrocchia in mano al Cammino che ben presto ne fa una propria roccaforte di dissacrazione.

    Per quanto riguarda l'insegnamento carmeniano sull'Eucarestia come derivazione dalla Pasqua ebraica e tutto ciò che ne segue, rammento un recente video di Francesco Voltaggio che dichiara candidamente come la catechesi di Carmen sull'Eucarestia sia oggi sotto attacco e venga contestata e rigettata dai più.
    In quel video tenta di difenderla e accreditarla, ma si capisce bene che ormai la Chiesa l'ha rigettata e sottoposta a dure critiche.
    Così tanto che anche Farnés, vero autore della catechesi, negli ultimi anni di vita la ritrattò (questo lo dice lo stesso Voltaggio nella fase finale del video, alle domande).
    Molto interessante l'arrampicata sugli specchi operata da questo figlio del Cammino, che è diventato un esperto di ebraismo solo per obbedienza a Kiko, ma che altrove dichiara che avrebbe voluto fare altro, se avesse potuto scegliere.

    https://www.youtube.com/watch?v=Lx0gs0iVoRo&t=729s

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  6. Documenti di 27 anni fa, pazzesco....

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    1. Infatti! Pazzesco che dopo 27 anni le osservazioni di padre Dimatteo siano ancora tanto attuali e calzanti e che, dopo tanti anni, don Pezzi, per esempio, rivendichi la sballata e protestantizzata catechesi di Carmen sull'Eucarestia qui commentata dall'ottimo padre.
      Il quale aveva difeso il Cammino neocatecumenale finché non gli è capitato di leggere, pubblicate da padre Zoffoli, le catechesi segrete dei due iniziatori. Allo stesso modo, molti nella Chiesa sono stati ingannati da questi imbroglioni.

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    2. Correggo quanto detto sopra: padre Dimatteo non aveva letto le catechesi pubblicate da padre Zoffoli, ma aveva avuto direttamente tra le mani il volume degli Orientamenti. Non perché gli fossero state consegnate, visto che ne aveva fatto più volte richiesta, ma tramite un responsabile della comunità da lui seguita.

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    3. Presto! Qualcuno ci dimostri che in 27 anni il Cammino è cambiato da così a così!

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  7. Louis Bouyer (Parigi, 17 febbraio 1913 – Parigi, 22 ottobre 2004) è stato un presbitero e teologo francese appartenente alla Chiesa cattolica. Partecipò in qualità di consultore ai lavori del Concilio Vaticano II. Prima della sua conversione al Cattolicesimo nel 1939 era stato ministro luterano.

    Prima della sua conversione al Cattolicesimo nel 1939 era stato ministro luterano.

    Prima della sua conversione al Cattolicesimo nel 1939 era stato ministro luterano.

    Prima della sua conversione al Cattolicesimo nel 1939 era stato ministro luterano.

    Nato in una famiglia protestante di Parigi, Louis Bouyer, dopo essersi laureato alla Sorbona, inizio gli studi di teologia presso le facoltà protestanti di Teologia di Parigi e poi di Strasburgo. Fu ordinato ministro luterano nel 1936, e fu vicario della parrocchia luterana della Trinità a Parigi. Il progetto iniziale era di iniziare una tesi dottorale a Oxford, ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale impedì il progetto.

    Nato in una famiglia protestante di Parigi, Louis Bouyer, dopo essersi laureato alla Sorbona, inizio gli studi di teologia presso le facoltà protestanti di Teologia di Parigi e poi di Strasburgo. Fu ordinato ministro luterano nel 1936, e fu vicario della parrocchia luterana della Trinità a Parigi. Il progetto iniziale era di iniziare una tesi dottorale a Oxford, ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale impedì il progetto.

    Nato in una famiglia protestante di Parigi, Louis Bouyer, dopo essersi laureato alla Sorbona, inizio gli studi di teologia presso le facoltà protestanti di Teologia di Parigi e poi di Strasburgo. Fu ordinato ministro luterano nel 1936, e fu vicario della parrocchia luterana della Trinità a Parigi. Il progetto iniziale era di iniziare una tesi dottorale a Oxford, ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale impedì il progetto.

    Poi si è convertito. Fino a che punto?

    CDD.

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  8. Rinnegato barlettano22 novembre 2021 13:30

    Poi ci sono i parroci nc barlettani, meritevoli di speculazioni edilizie come la Sacra Famiglia di Barletta, quartier generale del Cammino. Il parroco in questione è don Donato Lionetti, prete nc, artefice assieme al fratello ingegnere della speculazione edilizia. Lo stesso don, affiliato al Cammino, amato dalle donne di Kiko, che ricambiava amandole come il Gheddafi del bunga bunga. Adesso il don fa la pensiine dorata in un Redemptoris Mater in Albania, dove alcune dure e pure nc, vanno a trovarlo in pellegrinaggio

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    Risposte
    1. Donato Lionetti è l'acronimo di :

      Dobbiamo Ora Neocatecumenalmente Annunciare Troppi Osceni Larvati Ignobili Orpelli Neocatecumenalmente Eretici Terribilmente Troppo Indecenti

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  9. Ognuno di noi se è ben disposto è nelle mani del Signore. Non dimentichiamoci che Dio è Luce, per cui chi è nelle sue mani ed ha un cuore aperto a Dio ecco che riflette la Luce di Dio per Grazia. Ciascuno di noi può operare nella Grazia di Dio e far si che la Grazia si diffonda tra i fratelli e a sua volta i fratelli possono diffondere la Grazia Divina a loro volta. Non vi è un limite e non vi è chi può dire io sono colui che emana la Luce, la Luce illumina tutti noi, ed è Essa che è la Fonte Divina. Bisogna avere un cuore disposto ai segni Divini, in quanto il Signore non cessa mai di inviare su di noi la Sua Luce Divina. Lui non si arrende mai con ognuno di noi, e per cui ogni momento è buono per aprirsi a Dio, anche se una persona ha fatto una vita di peccato, ecco che nel momento in cui lascia passare dentro di se la Divina Volontà, questa come una luce entra e purifica il cuore. La persona che prima era indifferente alla Volontà, ecco che ne inizia a gustare i benefici e quindi inizia a gioire di questa Luce che l'attraversa e che fa parte del suo essere. Il punto della situazione è il nostro modo di accogliere questa Luce Divina che ci arriva. Ognuno di noi ne può trarre profitto, cioè avere un cuore ben disposto, e farsi illuminare e gustarne i benefici. Diversamente potrebbe capitare che mentre si è investiti da questa Luce si è nel peccato, cioè il nostro cuore è orientato nel voler compiere il peccato. Quando accadono tutte queste cose, cioè in particolare se si è orientati nel peccato, ecco che la Luce Divina non cambia e non potrebbe cambiare, Essa è sempre lì che emana i suoi raggi nella nostra anima. Ma l'anima, non disposta alla Luce, nel voler stare nel peccato si arreca danno da se stessa, cioè non riflette la Luce di Dio, perché non l'accoglie e non ne prende i benefici.

    Cristiano Della Domenica.

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  10. Louis Bouyer, chi è giammai costui? Forse un altro nemico del Cammino? Ormai sono tanti. Ma per fortuna c'è ancora p. Livio Falzaga di Radio Maria, che di costoro ne fa 50 a zero.

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  11. La foto del post è emblematica del suo significato più profondo.
    La luce si impone sulle tenebre e trapela sì. Inutile provare a imbrigliarla.
    Le tenebre non prevarranno, come le forze del male: non praevalebunt!
    Anche se è data all'uomo la libertà di "non accogliere" Cristo "Luce del mondo" come leggiamo nel Prologo di San Giovanni Apostolo.
    Siamo grati a sacerdoti onesti come padre Dimatteo e tutti gli altri come lui, non troppi in verità, ma tant'è! La storia ancora una volta si ripete.
    Ci sta che uno prenda un abbaglio nella vita. Chi non erra mai? Anche noi, in tanti, abbiamo convintamente preso la via del cammino.
    Ma è ammirevole chi sa cambiare idea e tornare, se necessario, sui suoi passi e riconoscere l'errore apertamente.
    Questo vorrei dire a tanti neocatecumenali convinti che scrivono qui risentiti per le nostre revisioni profonde.
    Vorrei si ponessero qualche domanda di più. Per attivare anche loro un senso critico di fronte alle tali e tante incongruenze insanabili del Cammino.

    Pax

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  12. Il rischio che si corre, tante volte preso sottogamba, è quello segnalato dal padre:
    "Domani, la Chiesa si potrebbe trovare di fronte a milioni di fedeli plagiati da questi errori!" Le eresie non si predicano mai invano. Magari!
    E per questo che la Chiesa ha una responsabilità molto grande.
    Troppo pochi purtroppo se ne sono dati pensiero! Ma ne risponderanno, se non agli uomini a Dio.

    Zelanti sono i predicatori della kikiana/carmeniana dottrina e molto, ma non è questo un discrimine.
    Come sta scritto i figli delle tenebre sono più scaltri (intraprendenti) dei figli della luce, purtroppo. Quindi non è l'impegno a fare la differenza. Né l'ardore che uno ci mette. Ma l'umiltà e la sottomissione alla Chiesa che loro non hanno.
    Evidenzio quello che riporta il cappuccino:
    "non c'è cammino senza l'obbedienza ai catechisti!".
    A Bari come dappertutto.
    Affermazione aberrante. Che noi ex abbiamo testimoniato. Che abbiamo verificato nel suo impatto deleterio sui camminanti.

    Pax

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    Risposte
    1. In sostanza, Dio, il giorno che ci giudicherà, ci chiederà : eri nel Cammino? Se risponderemo si, ci manderà all'Inferno, se risponderemo no ci manderà in Paradiso.

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    2. Questo lo dici tu, non l'ho detto io.

      Pax

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  13. Scorrendo l'articolo molte cose interessanti che ci confermano.
    Le evidenzio per la conferma della mia esperienza.
    Come questa:
    Il Padre cappuccino dice: "chiedevo invano di avere i testi delle catechesi di Kiko"
    Tutti sappiamo che hanno rifiutato sempre di darle, soprattutto ai preti.
    Ora sappiamo il perché.
    E se il cappuccino le ha avute è perché il responsabile della sua comunità gliele ha date. Altri le hanno trovate perchè qualcuno le ha lasciate in giro sbadatamente. Mai si è onorata la richiesta esplicita di averle. Perchè è vietata da Kiko. Troppo pericoloso! Oggi capiamo il vero perchè...

    La storia si ripete!
    E non possiamo scusarli più in alcun modo.
    Le rifiutano perché sanno che sono eretiche. Punto. Quale altra spiegazione credibile?

    Pax

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    1. Hai ragione.
      A volte sono le cose più semplici a nascondere delle verità lampanti, tanto che ci si meraviglia del perché alcuni non le prendono in considerazione.
      Nascondere le catechesi di Kiko a dei sacerdoti non del Cammino, ma cattolici, può avere un solo motivo, e non è quello per cui le catechesi potrebbero essere non capite, ma è l'esatto contrario.
      Non le si danno perché potrebbero essere capite. Anzi, un sacerdote le capirebbe certamente.

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  14. Il padre Benedetto Dimatteo mette le cose apposto con una sola affermazione che marginalizza la prolissa catechesi di Carmen sull'Eucarestia, tanto studio e tanta supponenza, tanta presunzione di aver scoperto ciò che nessuno prima aveva compreso mai: il vero senso dell'Eucarestia. Quando se ne era ucciso il cuore: "Eucarestia, sacrificio e sacramento del vero Corpo e del vero Sangue di Cristo, presenti sull'altare".

    Su tutto questo tanto abbiamo scritto. Oltre il nostro padre anche Zoffoli ne ha fatto il centro della sua battaglia. A cosa è servito? Sono 50 anni che dissacrano, banalizzano, stravolgono la Liturgia, luce e vita della Chiesa.

    Dove possiamo arrivare mai di questo passo? Cosa di buono per la Chiesa?
    Di chi è la colpa? Diamo voce a questi santi Pastori inascoltati, come sempre. Sperando contro ogni speranza.
    E gli altri?
    O complici o inetti o omissivi. Anche la semplice inerzia e omissione è peccato. Memento!

    Pax

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    1. Quello che non vogliono capire i camminanti è che se Gesù ha voluto che i sacerdoti amministrano i Sacramenti e guidano la Chiesa, gli ha dato anche la grazia per farlo.
      Se un sacerdote è in comunione di fede con la Chiesa e col Papa, cioè ha a cuore la sana dottrina e la insegna, ed esprime col suo ministero il Mistero della Chiesa, va ascoltato.

      Anche io in passato ho avuto posizioni sbagliate, ma mi sono ravveduto.
      Ricordo che una volta, nel periodo in cui stavo provando la mia vocazione religiosa in un convento prima di entrare in noviziato (un periodo durato tre mesi, poi uscii), fui invitato con altri due aspiranti frati a una trasmissione su una radio diocesana, in cui dovevamo dare testimonianza della nostra scelta.
      Ne nacque una discussione dai toni accesissimi sulla grandezza della vocazione: io, sbagliando, dicevo che era più grande quella di mettere su famiglia.
      Il conduttore gongolava, mentre in convento gli altri aspiranti frati ridevano.
      Io ero convinto della mia tesi, ma quando mi confrontai con i rappresentanti della Chiesa, cambiai idea.
      Purtroppo i camminanti non cambiano idea o, se la cambiano, escono

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    2. Non bastava p. Zoffoli, ora anche questo fratacchione. Forza, continuate a dirci altri nomi, tanto sono tutti contro il Cammino, per definizione.................

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  15. Anonimo delle 10 e 38 di ieri:

    Mi puoi provare che le catechesi di oggi sono diverse?
    E in ogni caso, se ammetti che 27 anni fa le catechesi del Cammino erano SBAGLIATE, significa che tutti i vertici del Cammino si sono formati su catechesi SBAGLIATE.
    Siete cambiati? Bene, allora fate autocrtica.

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  16. Anonimo delle 9 e 43 di ieri.

    Chiedi se oltre padre Benedtto il Cammino ha altri nemici.
    Sì, ci sono i circa 4 milioni di ex camminanti. E spesso sono i più agguerriti

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  17. Anonimo delle 22 e 34 di ieri.

    Il Cammino è seguace di padre Livio Fanzaga di Radio Maria? E allora fate quello che fa padre Livio e seguite la sua spiritualità, che la smettereste di propagare eresie.

    E' vero, padre Livio vi da un po' di visibilità in radio, ma non l'ho mai sentito parlare del Cammino.
    Forse l'ha fatto, ma evidentemente lo spazio che videdica è poco.
    E in ogni caso la sua sensibilità religiosa è agli opposti di quella di Kiko.
    E voi, per riconoscenza, non sminuite più Medjugorje.

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    1. Scusate, ma la storia del famigerato Livio "Stalin" Fanzaga è un po' più complessa. La riassumo per sommi capi.

      Un gruppo di giovani di Comunione e Liberazione attiva un'emittente radio per diffondere la devozione alla Beatissima Vergine. Si introduce nel progetto il Fanzaga, che in breve tempo prende le redini ed estromette tutti quelli che non gli ubbidiscono. Gli espulsi, insieme al loro sacerdote di riferimento che li aveva seguiti fin dagli inizi, tentano di rilanciarsi fondando una nuova emittente, Radio Mater, che però non raggiunge lo stesso successo perché ormai Radio Maria si è estesa in tutta l'Italia.

      Per lunghi anni si è detto che "Radio Maria" fosse in realtà Radio Livio, vista la sua onnipresenza e la sua parlantina. Dice un sacco di cose buone, per carità, ma soffre di quella miopia clericale che gli impedisce di vedere il quadro completo della situazione e gli fa prendere cantonate pazzesche. Come ad esempio il suo appoggio al fenomeno Medjugorje, su cui ha scritto una quantità di libri che gli hanno fruttato bei soldini e lo hanno indotto a non toccare la suscettibilità dei suoi lettori, ivi inclusi i neocatecumenali. Pertanto mentre tuona (giustamente) contro i comunisti e contro chi devasta la liturgia, riesce a tacere su altri spinosi argomenti (l'atteggiamento del Bergoglio, le carnevalate liturgiche neocatecumenali) e addirittura a epurare dalla "sua" personalissima emittente nomi cattolici come Gnocchi, Palmaro e altri che non avevano usato i microfoni della radio per criticare il Bergoglio. Dal quale si prese comunque la sua brava (e tutto sommato ingiusta) strigliata, diventando ancor più bergoglione e arrampica-specchi di prima, cioè una caricatura di sé stesso, mentre la vecchiaia avanza a grandi passi e si avvicina il momento in cui dovrà rendere conto del suo pessimo operato.

      Dunque non è esatto che il Fanzaga sia "amico" dei neocatecumenali. Lo sa benissimo che al minimo velato accenno di critica a Kiko, tutti i kikos lo chiameranno Faraone, faranno rogo dei suoi libri già comprati, comanderanno di non ascoltare più l'emittente radio, gli faranno furiosa campagna contro.

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  18. @ Pietro (NON del Cammino)23 novembre 2021 08:52

    È come tu dici. Hanno sempre rifiutato di dare i loro testi di catechesi a chiunque però. Non solo ai sacerdoti, se pure sacerdoti, "fuori dal Cannino"'
    Anche ai Parroci che hanno accolto il Cammino nella loro Parrocchia, il che è un assurdo totale; anche ai preti disponibili a offrire il loro servizio al Cammino (serreale, vero?) per celebrare eucaristie o penitenziali!
    Lo stesso dicasi per i laici.
    ........

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    1. .........

      A laici, fossero anche fratelli del cammino di lungo corso.
      I mamotreti vanno "consegnati" solo a chi ha il "carisma" di catechista neocatecumenale (e solo se e quando farà catechesi) secondo le procedure previste che sono: essere stati eletti dalla comunità oppure investiti direttamente dai propri catechisti. Perché questa cosa è prevista. I catechisti possono promuovere al prestigioso incarico anche d'autorità. E, per dirla tutta, esercitano il loro potere di inibizione anche dopo che uno è sia stato "eletto" democraticamente dai fratelli.

      Perché "il Cammino non è una Democrazia ma una Monarchia" altro paletto rigido ficcato, a furia di ripeterlo, nella zucca vuota dei camminanti.
      Questo vale anche per il Responsabile eletto, qualora i catechisti lo ritenessero inadeguato al ruolo. Ossia la supervisione del catechista ha potere su tutto. E ha l'ultima parola, sempre.
      ........

      Elimina
    2. ........

      Visto che mi trovo vorrei dare un ulteriore elemento dall'esperienza diretta, questo.
      Quando ci si accinge alla votazione, ognuno scrive il nome su un biglietto che viene depositato in un sacchetto con cui il catechista gira nell'assemblea e poi procede al conteggio (N.B. i primi tempi elettori erano solo i fratelli, ma poi anche gli stessi catechisti dovevano esprimere il loro nome nel segreto come gli altri.
      Questo sapendo che le equipe itineranti sono composte di 4 persone, mentre le altre minimo di 6 ma anche 8!. Pensate voi il peso di questo voto concordato tra loro, ovviamente! Per incidere sulle decisioni dei fratelli che considerano, evidentemente, degli inetti sprovveduti.
      Pur con tutto questo alla fine il catechista approva, se no, volendo, vanifica l'elezione (inutile davvero a questo punto, fumo negli occhi) appena svolta.
      Non vi pare un teatro indegno?
      Vengono anche dati i criteri da seguire:
      "Fratelli, guardate al grado di conversione e alla unità (legame) con noi catechisti",
      si dice ai fratelli che si accingono a votare.
      E questi criteri vengono enunciati identici per l'elezione del Responsabile. Più di tutti. Per il ruolo decisivo che ricopre, sottoposto alla successiva conferma dell'equipe dei catechisti.
      Detto tutto questo, pensate voi che farsa!!! Ignobile!!
      .........

      Elimina
    3. Sottoscrivo tutto, dall'inizio alla fine. Le votazioni/elezioni dei carismi nel Cammino sono una farsa. Soprattutto per le cariche importanti, responsabile e catechisti, le persone elette devono essere totalmente allineate e prone al volere del catechista capo. In caso contrario, alla prima occasione saranno rimosse con qualsiasi mezzo, il più frequente dei quali sono le elezioni pilotate, con voti dei catechisti (che quando ho iniziato il Cammino, ricordo bene, non c'erano - votavano solo i fratelli - e poi sono state introdotte successivamente, così il risultato delle elezioni era più facilmente pilotabile). Dei "carismi" di minore importanza non importa granché a nessuno. Così, è tutto davvero una farsa disgustosa.

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  19. .........

    Sullo Statuto è scritto che la nomina è sottoposta alla ratifica finale del Parroco. Altra cosa bypassata puntualmente con ogni arroganza.
    Hanno fatto sempre di tutto, nella prassi, per vanificare questo passaggio.
    Ne sono testimone.
    Avrei degli aneddoti pungenti da raccontare a tal proposito. Ma qui già mi sono allungata troppo e mi son persa...
    Per ora stendiamo un manto pietoso e caliamo il sipario.

    Pax

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    1. Purtroppo è tutto casa loro, anche gli stipendi, le volontà, lo spirito dei fedeli, le parrocchie, le vocazioni, le famiglie ecc, ecc.
      Fanno i padroni, mentre non lo sono per nulla.
      Speriamo che qualcuno capisca bene chi si ha davanti realmente e prenda dei seri provvedimenti.

      CDD.

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    2. Caliamo il sipario cosa vuol dire : che il Cammino sta per scomparire? se scomparisse, scomparirebbe anche il blog, quella sarebbe l'unica consolazione, magra e forse inutile, davanti all'orrida prospettiva di diventare cristianucci della domenica. Ci vengono i brividi al sol pensiero...........................

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    3. Allora inizia a comperare abbigliamento pesante,guanti,para orecchie, scalda collo e una bella borsa dell'acqua calda con la faccia di Kiko Arguelo.

      LUCA

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    4. Il povero asino ragliante delle 15:45 non ricorda nemmeno una delle tante volte che ho detto che non vedo l'ora che questo blog diventi inutile, cioè che il Cammino venga riconosciuto essere fuori dalla Chiesa.

      Sì, il Cammino sta per scomparire. Anzitutto è un dato di fatto noto a tutti i capibastone della setta, che le comunità continuano a diminuire. C'è una lotta fratricida a chi si accaparra le ultime briciole del fiume carsico di "Decime" sempre più rinsecchito, non è più come ai bei tempi quando bastava un po' di instenza sulle collette per i cosiddetti "itineranti" per alzare letteralmente un miliardo e mezzo di lire col quale fare una gustosa speculazione immobiliare a Roma (cfr. testimonianza "Caspita, se mangiano!"). Il Cammino sta diminuendo, e più diminuisce e più si avvicina alla sua sparizione to tale.

      La crisi del Cammino è cominciata da vent'anni, alla vigilia dell'autoapprovazione dello Statuto del 2002: il Cammino ha smesso di crescere. Il miserabile, narcisista e arrogante idolo Kiko ha quasi 83 anni (e deve perfino farsi sostituire ogni tanto); i vescovi neocatecumenali si ritrovano fulminati dal Papa; i provvedimenti contro la pandemia hanno colpito duramente il Cammino nel suo "ritualismo sociale" fatto di alberghetti, pagliacciate, mangiate, esibizione di scollature e altre robette molto mondane (al punto che fra gli stessi giovani kikos si moltiplicano i meme). Le carnevalate di Pasqua 2020 durante il lockdown hanno fatto passare ai fratelli delle comunità momenti sereni facendo loro capire che l'ambiente del Cammino è tossico, velenoso, frustrante, dannoso per le anime.

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    5. Anonimo23 novembre 2021 15:45

      Caro anonimo, giusto per chiarezza e sincerità.
      A noi ci viene il volta stomaco sapere che gente come voi possa venire o girare in mezzo a noi, cioè in mezzo a coloro che chiamate "cristiani della domenica". Sarebbe un'altra croce che ci da il Signore, sapendo che vi presentate davanti a noi dopo averne dette di peste e corna. Puoi immaginare che sforzo debba fare un'anima ad averti davanti e vedendoti con quella faccina da ipocrita.
      Ma, per chiarezza, per amore a Gesù accetteremo anche quest'altra croce.

      CDD.

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    6. Cosa dovremo dire noi che stiamo sopportando il blog da 15 anni, ce ne avete dette di tutti i colori, tra asini raglianti e altri epiteti, ma siamo ancora qua, vivi e vegeti e continueremo, finchè lo potremo fare. Poi.........................

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    7. Complimenti al pasqualone per la sua indefettibile costanza. Se ritiene che questo blog dicesse cose sballate, se ne sarebbe già annoiato da un pezzo. Invece questo blog dimostra che tutte le sue paure - che il Cammino sia eretico, che Kiko e Carmen siano davvero «i nuovi falsi profeti» - sono fondate, documentate, e ben note in tanti ambienti ecclesiali.

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    8. Confermo... Mai vista la ratifica di un parroco ... Tutt'al più il parroco verrà informato alla prima occasione utile, tutto qui. Il parroco non ha comunque nessunissima voce in capitolo ...
      Quando avrai modo,sarei curioso di sentire gli aneddoti, Pax.

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  20. @ Anonimo 23 novembre 2021 15:45

    Caro Anonimo dal puntino compulsivo, mi spiego.

    Caliamo il sipario, intendevo, sulle altre cose che potrei raccontare. Ma non sempre reggo a ripercorrere i ricordi e sempre mi domando: Perchè non l'ho capito prima e sono stata nel Cammino tanti, troppi anni?!

    Capite sempre a modo vostro. Non vi smentite mai.

    Siamo troppo diversi, come potremmo mai intenderci? Noi che siamo usciti e voi che persistete nel vostro errore che avete sposato?

    Pensate sempre che evochiamo la vostra fine, che auguriamo la morte a Kiko e simili assurdità.

    Che il Cammino è in declino e prossimo all'estinzione, consunzione... beh, mica dobbiamo dirvelo noi. E' cosa troppo evidente.
    Ricordate i bei tempi passati? Oggi neanche l'ombra e non vogliamo ripetere sempre le stesse cose trite e ritrite...

    Siete voi che vivete la fine del Cammino come una iattura perchè siete dipendenti patologici, purtroppo per voi!
    Cristianucci della domenica a parte.

    Pensate che per noi sarebbe lo stesso vostro dolore il giorno che il Blog dovesse scomparire. Non avete capito niente.
    Qui siamo per servizio e non perchè abbiamo trovato la nostra realizzazione. Testimoniare a favore di chi volesse trarne profitto lo riteniamo un dovere, dopo tutte le schifezze che abbiamo visto.
    Per me sarebbe un riposo non doverci ritornare più, questo tu non lo sai.

    Io ricordo che mi meravigliavo ogni volta di più delle cose incredibili che vedevo, finchè ho capito che era giunta l'ora di mettere tra me e la creatura di Kiko la parola FINE.

    Qui siamo liberi, persone libere. Non prendiamo gloria gli uni dagli altri, non ci esibiamo come nel vostro teatrino che si regge su una eterna competizione. Troppe prime donne nel Cammino...

    Ok, basta. Ristendiamo un manto pietoso e ricaliamo il sipario.

    Pax

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  21. Calato il sipario, prevedo che si rialzerà ben presto per "La Piovra II". (O almeno, ci proveranno).

    I catechisti trasformisti che avranno retto il colpo della fine ufficiale del Cammino, (più che altro perché fin dal principio portavano avanti solo se stessi) e che grazie al loro spirito di sopravvivenza ed amor proprio saranno sopravvissuti alla guerra fratricida, si ricicleranno nelle parrocchie nei percorsi di "Iniziazione Cristiana". (Su questa parola d'ordine piazzerei una sentinella).

    Prenderanno il patentino ufficiale e rientreranno dalla finestra come catechisti cartabollati, insegnando catechismo ufficiale, sicuramente sporcato dai mamotreti ma in modo più blando.

    Finite le decime ed il dovere di obbedienza, manterranno ciò che possono ancora sfruttare: una posizione dalla quale gestire parte della vecchia rete di favoritismi e micro economia.

    Il lupo perde il pelo etc.

    A. Non.

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