martedì 14 ottobre 2025

Testimonianza da Perth (Australia), e di come "non ha mai detto di far parte dei neocatecumenali"

Nulla è impossibile a Kiko
Salve, vorrei documentare la mia personale esperienza. Innanzitutto io vivo a Perth, Australia.

Nella mia parrocchia è stato da poco sostituito il parroco, di cui conoscevo pochissimo, poiché ero appena arrivata con mio marito. Il nuovo parroco, è giovane e molto estroverso, tanta energia, originario del centro America, e subito ci chiede se può venire a casa, per impartire la benedizione. Ci organizziamo, cena , chiacchere, e... parla italiano! Figurarsi, siamo felicissimi. Gli autoinviti a cena si fanno settimanali, a tavola non si discute mai di chiesa, religione, materie sacre, a lui piace la musica italiana, mangiare e anche bere, pure parecchio. Pensiamo che essendo giovane e lontano dalla famiglia, desideri rilassarsi e stare un po' in compagnia.

Pochi mesi fa questo sacerdote annuncia un corso di Catechesi per adulti, mio marito e io pensiamo subito di andare.

Come nel commento sopra, nel volantino c'è la baby sitter gratis, nessuna parola sul programma e chi siano questi "catechisti". Alla catechesi sono presenti 6 "catechisti" (sono 3 coppie di missionari di Melbourne) e due sacerdoti (scopriremo solo alla fine che sono neocatecumenali, logicamente) e un ragazzo che studia nel seminario neocatecumenale Redemkikos Mater. Sottolineo che il sacerdote della parrocchia, nelle frequenti visite a cena, non ha mai detto di far parte dei neocatecumenali!!

"Liturgia" neocatecumenale

Mio marito e io frequentiamo la maggior parte degli incontri serali di catechesi, inclusa la "confessione" che è avvenuta sotto gli occhi di tutti, ma i "catechisti" cantavano a voce alta, e hanno spiegato che cantando, non si sarebbe sentito cosa dicevamo...

Agli incontri della catechesi, non potevamo non notare incredibili strafalcioni sulla santa dottrina, fandonie raccontate alla meno peggio, nessuna sessione su Gesù, i Sacramenti... solo la storia di Abramo e l'uscita degli ebrei dall'Egitto, ripetuta all'infinito.

Ho cominciato a farmi delle domande e tutto si è chiarito quando sono arrivati i tre giorni di comunità con messa del sabato. Per motivi di lavoro non siamo andati al "ritiro" ma io sono voluta andare alla messa del sabato sera e li ho finalmente capito la manovra subdola che ci era stata tesa.

Non ho voluto ballare intono al tavolo, non ho voluto cantare e battere le mani, ma la Comunione l'ho presa, seduta e sulle mani e da allora non sto proprio a mio agio... A breve ci sarà il proseguimento della "catechesi" ma non andremo, anzi abbiamo deciso di cambiare parrocchia. Il problema è che con questa "catechesi" hanno abboccato tante persone, che sono in difficoltà per tanti motivi (si è notato bene durante le preghiere dei fedeli alla messa).

Sacre "icone" di Kiko Argüello

Inoltre io mi chiedo cosa sarà di questa parrocchia con un sacerdote NC. Da quando e' stato insediato, con il beneplacito del Vescovo ausiliario di Perth, il parroco NC ha introdotto la messa del sabato sera alle otto con rito NC in questa parrocchia.

A mio marito e me rimane l'amaro in bocca, abbiamo aperto con sincerità e generosità le porte di casa a questo sacerdote, il quale tra l'altro ha portato anche altri sacerdoti amici suoi, che poi abbiamo scoperto essere NC pure loro, e mai una parola sul Cammino. Adesso ci ritiriamo e ringraziamo lo Spirito Santo di averci accuditi e protetti. 

57 commenti:

  1. Siamo nel 2025 e i kikos adoperano sempre gli stessi sporchi trucchetti.
    Che poi sono tipici di ogni setta: il "love-bombing" iniziale, il nascondere le proprie vere intenzioni (e il nome dell'organizzazione), carpire la fiducia e attirarli in trappola.

    Questo nascondere le cose fino al "fatto compiuto" è necessario perché lo show neocatecumenale (come l'indurre fortemente i partecipanti a restare seduti al momento della Comunione) deve tassativamente prendere il sopravvento rispetto a ciò che uno ragionevolmente farebbe e direbbe.

    Per grazia di Dio, l'autrice della testimonianza e suo marito non ci sono cascati.

    Ora, la nostra domanda è piuttosto semplice: come mai per trasmetterti la fede c'è bisogno di ingannarti?

    Sul serio, un prete - che presumibilmente celebra tutti i giorni i divini misteri, tutti i giorni ha nelle mani quel pane e quel vino affinché diventino Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo -, un prete si permette di attuare quel vile e malizioso genere di tranelli? Ed anche i suoi complici si danno da fare per ingannare, e tutti senza alcuno scrupolo?

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    1. Per la cronaca, la diocesi di Perth è grosso modo come la diocesi di Cagliari, anche se oltre cento volte più estesa di quest'ultima. Il suo vescovo ausiliare è da molti anni un fan del Cammino (nel 2017 già ne faceva tutto un peana).

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    2. Leggo su Church Mouse (sito di una parrocchia australiana, critico verso i neocatecumenali) che tale vescovo ausiliare, già da semplice parroco - trent'anni fa, verso il 1995 - collaborò a far incistare il cancro neocatecumenale (anche se i neocat erano per gran maggioranza da fuori parrocchia), al punto che i parrocchiani scrissero al vescovo per farsi mandare un parroco che non sia neocatecumenale.

      In un articolo del 2004 sullo stesso sito, già lo qualificavano come "neocatecumenale".

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    3. Grazie per questo chiarimento, ho avuto modo di incontrare il Vescovo ausiliario di Perth al pranzo privato che questo giovane sacerdote NC aveva organizzato per festeggiare il suo insediamento. Posso solo confermare quello che Tripudio scrive. Io non ero ancora consapevole, anzi li sono sentita lusingata di essere estate invitata. Esattamente un " love bombing"!

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  2. Essendo educati sin dai primi momenti nelle comunità a mantenere il segreto su ciò che avviene nelle salette, ripetendo a pappagallo “vieni e vedrai” a familiari o amici che, per loro fortuna, non sono avvezzi a tali meccanismi, che cosa ci si può aspettare di diverso?

    Ricordo il mio imbarazzo nei vari passaggi nel vedere i catechisti spacciare il solito lucernario o la solita agape come “regalo bellissimo” o “dono unico”, mantenendo una segretezza utile solo a creare un sottile velo di mistero tra i vari adepti.

    Ma come mai proprio nel cammino, dove viene spesso ribadito che é il demonio che si ripete (nei peccati, nelle tentazioni) e che dio invece fa nuove tutte le cose, tutto si ripete per lustri senza alcun fine che non sia “sganciare il malloppo”?

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  3. Perdonate ho dimenticato di firmare il precedente commento.

    Samuel Beckett

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    1. L'uso di pseudonimi e firme serve solo per dare la possibilità di rispondere senza ripetere ogni volta "l'anonimo delle 17:20 ha risposto al commento delle 18:30 che citava l'anonimo commento delle 19:40..."

      L'anonimato, qui, serve solo per evitare le vendette neocatecumenali, visto che moltissimi "camminanti" credono che per gloriare Kiko e il Cammino occorra disturbare, azzittire, diffamare, aggredire, calunniare, molestare, chiunque sveli le porcherie della setta e dei suoi autoproclamati "iniziatori", "catechisti", "responsabili", "itineranti", eccetera. I kikolatri sono convinti che il fare "doxxing", "mobbing" e tutto il resto, non costituisce peccato se è a favore della loro setta. Sono convinti che mentire e ingannare sono azioni sante, qualora adoperate per difendere il prestigio e i soldi del Cammino e dei suoi capibastone.

      Vale lo stesso per quella loro tattica di nascondere il più possibile il fatto che è il Cammino. Quei pretonzoli a Perth hanno accuratamente nascosto il fatto di essere neocatecumenali: non sia mai che qualcuno cerchi "Kiko Cammino" su internet e scopra le vergognose magagne, gli scandali, e il fatto di dover diventare Paganti Decima per tutta la vita. E lo hanno fatto liberamente, coscientemente, organizzati in gruppo - nessuno di loro ha avuto il minimo scrupolo: il Cammino li ha efficientemente addestrati alla menzogna. Proprio come se il Cammino venisse dal demonio.

      I kikolatri vengono pure addestrati su come reagire quando le loro magagne vengono svelate. Risposte evasive, o che non c'entrano niente, mai scendere nel merito. Ti dicono: "non è come dici tu", senza minimamente entrare in argomento, limitandosi a seminare il dubbio negli eventuali altri interlocutori. Ti dicono: "non può essere, nella mia esperienza non è stato così, il metodo non è quello", sperando che tu creda più al loro slogan menzognero che alla tua diretta esperienza (e alla logica, e ai fatti, e alle evidenze). Ti dicono di guardare "ciò che c'è di positivo" nel Cammino: e sarebbe come avere una bottiglia di minerale, in cui qualcuno ha sversato un po' di arsenico, e loro ti dicono "guarda solo l'acqua minerale, non guardare l'eventuale veleno". Eh già, ma dareste mai da bere ai vostri cari una minerale anche solo sospettabile di essere stata avvelenata con qualche goccia di arsenico?

      Il fondamento del "modernismo" è che l'errore e la verità avrebbero gli stessi diritti. Dunque le carnevalate kikolatriche del sabato sera avrebbero lo stesso valore della liturgia celebrata da un padre Pio da Pietrelcina; le cosiddette "catechesi" di Kiko e Carmen avrebbero lo stesso valore delle omelie di padre Pio, eccetera. Cioè sarebbe il caos (e il trionfo della menzogna, cioè del demonio). Per questo il modernismo veniva chiamato "la madre di tutte le eresie": nel momento in cui un qualsiasi errore ha gli stessi diritti della verità, allora qualsiasi eresia avrebbe la stessa dignità del Vangelo di Nostro Signore.

      Infine, dal Vangelo apprendiamo che non basta dire "Signore, il Signore" per salvarsi. Non bastano i discorsetti, non basta il buon cuore, non basta darsi da fare. Altrimenti si salverebbe ogni setta protestante, e dunque Nostro Signore avrebbe sbagliato a istituire un'unica Chiesa, e si salverebbe chiunque professi errori, e dunque Nostro Signore avrebbe perso tempo a insegnare.

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  4. Piccolo off-topic: gli articoli 2, 3 e 4 del nuovo Statuto della Fraternità di Comunione e Liberazione menzionano la Tradizione e il Magistero della Chiesa.

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    1. E i neocatecumenali quando lo modificano lo Statuto?
      Hanno ancora quel "vita natural durante" riferito a Ascensione e Pezzi e "a vita" riferito al Collegio elettivo, nonché 7 anni di mandato per l'équipe internazionale post Kiko.

      Vale anche per loro la regola dei 5 anni imposta da Papa Francesco o anche in questo caso sono "speciali"'?
      Marco

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  5. A proposito di nuovi statuti: continua il processo di "normalizzazione" dell'Opus Dei con l'approvazione dei nuovi statuti: https://www.acistampa.com/story/30359/opus-dei-presentati-in-vaticano-i-nuovi-statuti

    Che presto tocchi al Cammino? O semplicemente si aspetta la morte di Kiko per rendere tutto più facile?

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    1. Ma i nuovi statuti dell'Opus Dei, imposti da "papa" Francesco CONTRO il loro carisma, non sono un bene e un miglioramento ma una distruzione.
      Diverso il caso dei NC, il cui statuto andrebbe non corretto e migliorato ma abolito così come tutto il "movimento" (leggasi "setta") NC.
      Athanasius

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    2. Colgo l'occasione per riproporre un argomento di cui non si parla mai circa lo Statuto del Cammino Neocatecumenale.

      Siccome gli Statuti devono NECESSARIAMENTE essere norma per un ente ecclesiale, qualcuno mi sa dire che ente ecclesiale sarebbe giuridicamente il Cammino Neocatecumenale?

      Io lo so, naturalmente, ma mi preme sapere se è chiaro a tutti.

      L'Opus dei era una prelatura e ora si è suddivisa
      Comunione e liberazione è un'associazione
      La Comunità di sant'Egidio è un'associazione
      L'Opera di Maria o Focolari è un'associazione
      e via dicendo...

      Prevengo qualsiasi crociato neocatecumenale per evitargli una figuraccia: non mi rispondete che è un "itinerario".
      Gli itinerari non possono avere Statuti.
      Casomai un itinerario può essere lo scopo dell'ente ecclesiale, come lo è per molti. Molte realtà ecclesiali hanno per scopo/fine un metodo, un percorso o un itinerario, il Cammino Neocatecumenale non è l'unico né è diverso.

      E quindi chiedo: giuridicamente qual è la realtà ecclesiale normata dallo Statuto? Cos'è giuridicamente il Cammino Neocatecumenale, al netto di tutti i discorsi vuoti e i panegirici ingannevoli che normalmente vengono sbolognati?
      Marco

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    3. Caro Marco, le tue sono domande senza risposta da molti anni. È la Chiesa, il Vaticano, la Curia che dovrebbe ufficialmente rispondere. Ma non lo fa, perché le risposte sarebbero troppo imbarazzanti per essa.
      Allo stato attuale, il Cammino NC è intoccabile da un lato per i soldi delle decime debitamente redistribuiti a chi se li "merita", dall'altro perché a livello di diritto canonico non può essere sciolto chi non esiste ufficialmente come Associazione, Pia Unione, Confraternita o altra dicitura ufficiale, ma esiste solo per il diritto civile italiano come Fondazione, al di fuori del Diritto Canonico ecclesiastico. Così almeno a me risulta.
      Una furbata che si unisce alle tante altre furbate della coppia "diabolica" el Kiko e Santa Karmen.

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    4. Il problema purtroppo, caro Anonimo, è proprio l'opposto.
      Ed è un problema molto serio.

      La Fondazione Cammino Neocatecumenale esiste SOLO in seno alla Chiesa Cattolica e NON sul piano civile. NON PUÒ essere riconosciuta civilmente perché è contro tutte le norme civili (e canoniche) sulle Fondazioni.

      Un conto sarebbe se, essendo legittimamente eretta secondo il diritto canonico, decidesse di non farsi riconoscere sul piano civile. Questione di scelte.
      Ma nel caso della Fondazione Cammino Neocatecumenale non è una questione di scelte, è proprio che non verrebbe MAI riconosciuta civilmente per contrarietà alle norme sulle fondazioni.

      In seno alla Chiesa Cattolica, invece, attraverso una serie di escamotages e cavilli inammissibili, è riuscita a farsi riconoscere come Fondazione Autonoma SENZA PATRIMONIO, quando il patrimonio è invece elemento essenziale, necessario e irrinunciabile stabilito anche dalle norme canoniche vigenti allora e anche oggi.
      In pratica, attraverso una millantata interpretazione analogica, sono state contraddette norme di legge precise e non travalicabili del Codex.

      In questi casi il riconoscimento dell'ente (Fondazione Autonoma) dovrebbe essere NULLO e INVALIDO.
      Forse anche per questo quando, nel 2004, dice lo Statuto che il PCL eresse la Fondazione Autonoma con personalità giuridica pubblica, non ne venne data alcuna comunicazione nella Chiesa e non ci fu nessuna esultante celebrazione dell'avvenuto riconoscimento.
      Alla chetichella e sotto silenzio.

      L'abbiamo saputo tutti con lo Statuto 2008, nascosto in una nota, che 4 anni prima il PCL aveva eretto la Fondazione Cammino Neocatecumenale.
      Anzi, dai rappresentanti neocatecumenali abbiamo saputo che aveva ottenuto la personalità giuridica pubblica, non esplicitamente che era dovuta al fatto che nel frattempo era divenuta Fondazione Autonoma (contra legem).
      Strani traffici, che però potrebbero tranquillamente portare alla conclusione che la Fondazione Cammino Neocatecumenale per la Chiesa NON ESISTE, essendo invalido il suo riconoscimento.

      Ora ho parlato chiaro.

      Chi voglia contraddirmi sul piano strettamente giuridico, ben venga.
      Sarei felice di sbagliarmi, perché riuscirei a vedere la Chiesa Cattolica con uno sguardo migliore.
      Marco

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  6. Magari il dottore della chiesa kiko arguello all'inizio era cosparso di buone intenzioni ma purtroppo oramai dopo anni ho capito che quando si fondano movimenti gruppi ,associazioni nella chiesa bisogna avere l'umiltà di farsi anche vagliare cosa che i signori del cammino non hanno fatto e voluto fare aimè perchè il diavolo poi ci mette sempre lo zampino in ogni cosa e la gira a suo piacimento, anche il concilio vaticano secondo era nato con tutte le buone intenzioni ma poi fra libertà degli uomini e zampino satana sappiamo come è finito io sto con don leoonardo Maria pompei a mio avviso sacerdote esemplare e vi posso garantire che se assistite ad una messa tridentina vecchio stampo come la chiamano capirete che differenza colossale ci sta con la messa pre concilio ...quella tridentina sembra quasi un esorcismo bellezza...e finiva con un esorcismo oggi ho avuto modo di sentire con le mie orecchie dire a certi preti : l' inferno è vuoto il diavolo è fantascienza ahahaha la vergogna buia per il futuro aimè che

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    1. Sul suo blog don Leonardo ha osservato una scaletta importante:

      1. "il problema della crisi dell'autorità nella Chiesa è un problema teologico, non canonico. A cui si risponde con argomenti teologici, non a colpi di diritto canonico" (è esattamente ciò che abbiamo sempre detto anche noi su questo blog riguardo al Cammino, che inquina la fede e la liturgia e di conseguenza anche la vita sociale, familiare, ecclesiale, ecc. dei "camminanti": non si "risolve" con approvazioni canoniche di Statuti);

      2. l'inquinamento della fede (e della Chiesa) non si può negare, viste le cose fatte e dette dalla gerarchia lungo 60 anni (e dopotutto padre Pio da Pietrelcina, padre Kolbe, don Bosco, cosa ne avrebbero pensato della Pachamama, del bacio al Corano, della "comunione sulle mani", della dichiarazione indifferentista di Abu Dhabi, della liturgia neocatekika?)

      3. ma la gerarchia della Chiesa continua a funzionare regolarmente (e ad ammannire pessimo cibo spirituale): cioè la crisi non è una questione amministrativa o organizzativa (non è risolvibile con nuove attività come la "sinodalità", il "dialogo", ecc.), ma solo una crisi di fede;

      4. dunque, è stata la gerarchia "conciliare" a venir meno al suo dovere di pascere gli agnelli e le pecorelle: non si può accusare di "scisma", di "sedevacantismo" o addirittura di "eresia" chiunque nutra perplessità sulle bizzarrie fatte e dette in nome del Concilio. Se una cosa era vera e giusta per don Bosco, per Pio X, per padre Kolbe, per padre Pio, è assurdo che oggi venga dichiarata sbagliata (per di più trattando il Concilio come se fosse una specie di "superdogma" che manda in soffitta tutto ciò che c'era prima).

      A questo punto devo considerare fortunati i rari sacerdoti ufficialmente "ancora in comunione" con la Chiesa ma che ancora possono celebrare esclusivamente la liturgia tridentina e insegnare esclusivamente la dottrina cattolica tradizionale, solo perché formalmente non si sono esposti troppo e quindi non sono ancora sottoposti a sanzioni canoniche o accuse di "scisma" ed "eresia" (e suppongo che nelle curie certamente stiano ancora arrovellandosi a trovare un appiglio per irrogarle).

      C'è da notare che è piuttosto improbabile che un fedele che vada alla Messa tridentina e che disprezzi il Concilio, venga formalmente sanzionato dall'autorità ecclesiastica. Il fedele laico è tecnicamente un "imboscato", è al di sotto della copertura "radar" delle curie, e le curie e le sagrestie non hanno molto interesse a perseguitare un laico.

      Al contrario, quando si tratta di un sacerdote, di un religioso professo o anche soltanto di un seminarista, vescovi e curie usano tutte le pressioni possibili per rendergli la vita impossibile, solitamente a suon di ubbidienze moleste. Don Leonardo, nell'epoca del covidiotismo dilagante, fu costretto dall'ubbidienza non solo ad amministrare la Comunione "sulle mani", non solo ad insegnare ai fedeli come farla, ma addirittura ad usare i guanti in lattice per distribuirla. È stato costretto, per ubbidienza al Monsignor Sua Eccellenza il Vescovo, a trattare con meno onore il Corpo di Cristo. Sotto pena di sanzioni canoniche se non avesse ubbidito.

      Quando entra in azione il virus "conciliare", succede sempre (a volte poco, a volte molto) un calpestare la fede e la Chiesa e lo stesso Santissimo Sacramento (avete presente quei preti che non si inginocchiano davanti al Santissimo? specialmente se pensano che nessuno li veda). Qualunque cosa fatta nel nome del Concilio è da considerarsi sospetta. (Resta inteso che "il Concilio" non coincide coi suoi testi: infatti, sebbene indichi di dare il posto principale al canto gregoriano, i "conciliari" hanno praticamente fatto sparire il gregoriano dalla vita della Chiesa).

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  7. Leggo di come nel Santuario Rosa Mistica-Madre della Chiesa di Montichiari, le sorelle fronteggerebbero gravi difficoltà a mantenere i contatti con i familiari e che in generale la fondazione a cui fa riferimento il santuario sia accusata di scarsa trasparenza e di interesse eccessivo per il denaro: ricorda qualche tipologia di seminari?

    Samuel Beckett

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  8. Io non so se il signor tripudio sia un baldo giovane o un Distinto signore di mezza età( io esempio sono un ex responsabile neocatecumenale uscito da quella follia 10 anni fa )ma so per certo che se mi trovo a scrivere qui è per volontà di padre pio ,una volta lessi un commento dove il signor tripudio disse : da quando sto criticando le castronerie neocatecumenali sento padre pio vicino,beh io sono andato direttamente sotto una statua di padre pio dicendogli: ora sono in mano tua aiutami ho legato una corda piccola intorno alla sua statua ....da allora anche se padre pio non lo possiamo più vedere e sentire sento comunque che lui c'è ...anche in mezzo la tristezza la paura e lo sconforto lui c'è lotta con noi so che la verità tornerà a splendere su tutti noi che magari abbiamo incontrato il signore tardi facciamo spesso fatica a capirlo ma che disperatamente aneliamo a salvarci l'anima ...infatti come dice Don leonardo è
    l'unica cosa che devono fare i sacerdoti e la chiesa ,il resto viene dopo...oggi invece tutto sta diventando maledettamente mondano social e apparenza stanno ritornando i periodi stile farisei che poi furono quelli che fecero uccidere nostro signore go ahead ragazzi non molliamo ...le cose cambieranno un giorno...un abbraccio che dio benedica il vostro blog.

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    1. Ho un parente che si chiama Pio perché suo padre si era convertito proprio confessandosi da padre Pio.

      Ero solo uno dei commentatori di questo blog, peraltro neppure fra i primissimi. Nel corso degli anni, dal 2006 ad oggi, a questo blog hanno collaborato molte persone molto più documentate di me, gente che aveva avuto esperienze brucianti col Cammino. Il mio unico "merito" è l'aver proseguito fino ad oggi. Tanti che hanno contribuito, hanno voltato pagina nella loro vita - e questa è una delle cose che più rovinano il fegato dei neocatecumenali: l'idea che qualcuno dopo aver lasciato il Cammino possa ritrovare la serenità e la fede.

      Questo blog fu aperto da Mic per avere uno spazio di discussione libero da censure. Eh, sì, perché agli inizi del 2006 sul blog del giornalista Tornielli gli sgangherati slogan neocat venivano pubblicati, mentre i pacati e documentati commenti non favorevolissimi al Cammino venivano misteriosamente censurati.

      È legittimo sospettare che il Tornielli a suo tempo abbia ricevuto una sorta di "avvertimento mafioso" dal Cammino. Di quelli che è pericoloso denunciare in questura, figurarsi in pubblico. Era stato il primo, su Il Giornale, dopo appena tre settimane dalla "lettera di Arinze" con le «decisioni del Santo Padre» contro le liturgie del Cammino, del 1° dicembre 2005, ad averne anticipato i contenuti indicando correttamente "stravaganze liturgiche". Un vero scoop, possibile solo grazie a conoscenze nei sacri corridoi.

      A brevissima distanza comparve sullo stesso quotidiano una furente risposta dell'ineffabile Gennarini in cui si diceva che la lettera sarebbe "riservata", che i commenti di Tornielli sarebbero «notizie prive di fondamento», e che addirittura la lettera accetterebbe «ufficialmente alcune varianti presenti nella prassi liturgica». La solita parlantina neocat fatta di menzogne, intimidazioni, menare il can per l'aia.

      Nello stesso giorno della sfuriata gennariniana, il giornalista Magister, sul suo blog sul sito de L'Espresso, pubblicò e commentò il testo della lettera, sia in italiano che in inglese. Possiamo facilmente supporre che lo stesso soggetto che aveva informato Tornielli abbia passato il testo della lettera sia al Tornielli (che qualora la ricevette, preferì non proseguire il dibattito col Gennarini), sia al Magister (che la pubblicò subito). Trattandosi di liturgia non meritava segretezza.

      Dunque Magister rovinò tutta la strategia neocat del nascondere il più possibile quelle «decisioni del Santo Padre», e di ricorrere ad ogni menzogna e inganno pur di impedire che il suo contenuto trapelasse dentro e fuori dal Cammino. Se il Gennarini avesse saputo tenere la bocca chiusa, probabilmente la discussione sulle «stravaganze liturgiche» sarebbe stata sepolta dalle altre notizie natalizie, magari Magister non sarebbe stato informato, chissà.

      Intanto sul blog di Tornielli le discussioni presero sempre più una piega filo-neocatecumenale, in quanto i commenti non favorevolissimi al Cammino venivano sistematicamente censurati. La sua nomea, dovuta ad articoli e libri che aveva pubblicato in precedenza, non lo poneva certo fra i filo-neocatecumenali. Qualcuno osò scrivergli un commento del tipo "ma ti hanno minacciato?", a cui ovviamente rispose di no. Per cui la sua improvvisa virata è rimasta inspiegabile fino ad oggi. A maggio 2006 una delle persone più censurate (Mic) aprì questo blog proprio per riepilogare le discussioni che erano state censurate dalla moderazione del blog del Tornielli. Questo nostro blog probabilmente non sarebbe mai stato attivato se non vi fosse stata quella sfuriata gennariniana del 27 dicembre 2005 (si sarà rovinato Natale e Santo Stefano).

      A dicembre i neocatecumenali "festeggeranno" i 20 anni di accanite disubbidienze a quelle «decisioni del Santo Padre».

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    2. Abbiamo sempre detto che per "criticare il Cammino" è sufficiente ricordare la Tradizione e il Magistero, le vite dei santi, il contenuto dei libri liturgici, persino i testi del Concilio Vaticano II.

      In altre parole, l'humus su cui si è potuto incistare il tumore neocatecumenale è proprio la crisi della Chiesa, una crisi di fede e - di conseguenza - anche di liturgia. Lo stesso cardinal Ratzinger lo ammise: nella famosa intervista "Rapporto sulla fede" concessa al giornalista Messori, più di quarant'anni fa, attribuiva i danni maggiori al «crollo della liturgia».

      In alcune delle vecchie pagine di questo blog si notava come all'estremo opposto dell'imbarazzante caciara liturgica neocatecumenalizia ci fosse la liturgia tridentina. Per alcuni temi di fede, di liturgia, di vita ecclesiale, Mic aveva attivato anche il blog "Chiesa e postconcilio", che però verso la fine del 2011 cominciò a prenderle molto più tempo del previsto. Fu in quel periodo che mi chiese di occuparmi direttamente di questo blog. Accettai di malavoglia - è facile essere un commentatore casuale senza impegno che può sparire per tempi indefiniti, è un po' meno facile assicurarsi che il blog abbia pagine pronte da pubblicare, e la coda di "moderazione commenti" verificata diverse volte al giorno. Mi illudevo che questo blog non sarebbe durato troppo a lungo (comparvero invece altri autori che postarono articoli e commenti più accurati e completi dei miei, che talvolta mi fecero persino ricredere su ciò che in precedenza avevo scritto). Ma accettai soprattutto perché il lavorone che Mic ha fatto con Chiesa e postconcilio era decisamente prezioso.

      Il blog Chiesa e postconcilio viene raramente citato, sia perché spazia su vari fronti, sia perché c'è gente che crede che notizie e discussioni cattoliche sul web debbano essere sempre e solo dalle stesse 10-15 fonti. "Eh, ma dai, l'hai letto su un blog anonimo di autore anonimo", e poi invece ripensi all'inspiegabile dietro-front del Tornielli o al clerically correct di certi giornalisti, o alle figuracce fatte da blogger che avendoci messo la faccia sono stati sfruttati come carta spendibile da guerricciole fra monsignorini. L'anonimato non serve solo a sparare insulti e stupidate. Al contrario, serve anche per proteggersi dalla vendicatività dei "diretti interessati". L'anonimato non è affatto sinonimo di imprecisione: serve anzitutto per indurre il lettore a valutare il contenuto anziché il contenitore. Esempio curioso: Mic notò che nei forum quando usava pronomi al maschile otteneva risposte un pochino più serie e argomentate di quante ne ricevesse quando si firmava al femminile. (Il maschilismo neocatecumenale è uno squallore a sé stante che non ha niente a che vedere con Bibbia e affini: c'è e basta, e in qualche modo tracima anche in coloro che non sono ostili al Cammino).

      Qui nel corso degli anni non sono mai mancati i ragli d'asino kikolatrico, spesso da gente che non era stata ancora stritolata dagli ingranaggi delle Decime, del moralismo neocatecumenale, del clericalismo kikolatrico. Tutti questi kikos, e senza timore di generalizzare dico proprio "tutti", hanno sempre adoperato quell'insieme di sporchi trucchetti (fintotontismo, menzogne, banalizzazione, argomenti fantoccio, tentativi di estenuarci, fingersi ex-neocat, accettare talvolta qualche critica del tutto secondaria, ecc.) su cui è fondato il Cammino. Quelli che invece già nutrivano qualche dubbio sul Cammino trovavano conferme (e ce lo testimoniavano), meravigliandosi quanto noi che il Cammino e i suoi iniziatori non fossero stati scomunicati.

      Prima di questo blog c'era stato il blog di don Gino Conti, che sulla piattaforma Geocities (che fu soppressa anni fa, senza neppure farne un backup totale) aveva pubblicato tutti i documenti critici sul Cammino che aveva trovato, e di cui altrimenti si sarebbe persa memoria. Fu una scelta fortunata puntare sulla piattaforma Blogspot, che essendo stata acquisita da Google è campata fino ad oggi.

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  9. Da lunedì nella mia parrocchia inizieranno gli incontri eretici e settari. Negli avvisi, ovviamente, nessun cenno al cammino neocatecumenale.

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    1. Ma il bello è che usano gli stessi metodi dei truffatori di mezza tacca:
      - non ammettono mai le loro vere intenzioni
      - fanno uno spettacolino imbonitore, per suscitare emozioni
      - portano una claque di neocat che si fingono cristiani della domenica, fingono di apprezzare, fingono di coinvolgersi
      - "the show must go on" anche se qualcuno fa osservazioni giuste.
      - quando ricevono critiche, si vantano in comunità dicendo cose tipo: "mi hanno perseguitato perché stavo evangelizzando!!"

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    2. È proprio quello che è successo domenica mattina alla messa delle 10.00. hanno fatto il loro spettacolino annunciando gli incontri ma non hanno detto che poi saranno praticamente costretti a dare un sacco di soldi

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  10. Il problema caro amico si pone perchè in questi incontri molte volte il parroco della parrocchia è assente( nel mio caso non era neocat quindi ha lasciato carta bianca tranquillamente "fate voi disse " non trovo in loro nessuna colpa
    Ahahah pilato style ok scherzi a parte la colpa non verrà mai da i semplici catechisti ma dai piani alti della chiesa ricordatevelo...facile dare la colpa a gente che tutto sommato che si è lasciata traviare in buona fede, lo ripeterò sino alla morte la gerarchia della chiesa doveva e deve vagliare queste cose non il semplice laico...perchè anche se vai dal vescovo molte volte ci fai poco. Ripeto la differenza tra un rinnovamento dello spirito (facendo un esempio) ed i neocat è una sola ma essenziale i primi ti lasciano libero come nostro signore ha sempre fatto, i secondi se proprio lo fanno ti riempiono di rimorsi,dubbi,accuse e rancori .....questo è satana style.

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    1. Satana style, però...........

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    2. Stamattina una pia anziana mi diceva candidamente che preferisce la Messa "dove si fa caciara". Era il suo modo di esprimersi per intendere che si annoia alle celebrazioni dove c'è esclusivamente culto a Dio. Sarà pure una donna di buon cuore, ma sta seguendo un insegnamento sbagliato che incide anche sulla vita spirituale (sua e di chi le sta intorno): la "caciara" non può produrre vita di preghiera (la preghiera non è solo un elenco di operazioni da fare, ma qualcosa che sgorga dal cuore), la "caciara" non accende i cuori all'amore di Dio (ma solo a un'euforia malamente travestita da religiosità).

      "Satana style" non è necessariamente la sostituzione dell'acqua minerale con l'arsenico: può bastare anche solo qualche goccia del veleno nella bottiglia di minerale. Basta qualche goccia, qualche deviazione, qualche errore, qualche eresia, a inquinare completamente la vita spirituale. Daresti forse da bere ai tuoi cari una minerale di cui ci sia anche solo un piccolo sospetto di veleno? Assolutamente no, nemmeno se hanno tanta sete.

      Una delle sataniche novità della nuova liturgia di cui Paolo VI si è preso la gravissima responsabilità di approvare, è l'aver ridotto il culto a Dio ad una specie di variety televisivo, dove appunto "si fa caciara" (canzonette, gesti teatrali, battimani, segno della pace...), ed in cui un ingrediente secondario ma obbligatorio è la Comunione (ridotta a "gettone di presenza", a "sacro snack", che infatti un sacco di gente fa anche se magari ha la coscienza non proprio pulitissima: "io non ho derubato/ammazzato nessuno", "io non faccio mai niente di male", sì, certo...). La scusa di far "partecipare tutti" ha prevalso sul senso di "vero culto a Dio", come se pensassero che Dio volesse solo veder gente agitarsi a far "caciara".

      Tale nuovo ordinamento della liturgia (Novus Ordo) può davvero essere celebrato con sobrietà e devozione (ferma restando la sua bruttura, dal momento che la fraseologia che utilizza svilisce l'aspetto di sacrificio, trasforma la liturgia della Parola in una sorta di "scuoletta biblica con raccontini commentati", ecc.: su L’Osservatore Romano del 19 marzo 1965, il massone Bugnini - autore principale della Novus Ordo - proferì un’affermazione scandalosa: «Dobbiamo togliere dalle nostre preghiere cattoliche e dalla liturgia cattolica ogni cosa che possa essere l’ombra di una pietra d’inciampo per i nostri fratelli separati, ossia i protestanti»).

      Ma chiediamoci onestamente: quanti sono i sacerdoti che la celebrano veramente con sobrietà e devozione (come culto a Dio anziché come sacro spettacolino)? O meglio: "dove" sono, visto che trovarne uno è un'impresa titanica? E quante sono le comunità di fedeli che non invadono con chitarrelle, scenografie, "sfilate di moda" per le letture, e tutto il resto?

      Vedete, una delle tragedie del Novus Ordo è che è arrivato nel momento sbagliato, quando tutti i "rivoluzionari" dei miei stivali si illudevano di poter fare la "rivoluzione" anche nella liturgia, riducendola a spettacolino, perché avevano dimenticato che è l'unico culto a Dio gradito. Col risultato che tutti gli altri, per pigrizia o per impossibilità di combattere efficacemente l'andazzo, si sono tristemente adeguati.

      Tali "rivoluzionari", per ignoranza o per malafede, hanno accolto la Novus Ordo solo come giocattolo da riconfigurare, modificare, vandalizzare. Si sono distinti per maggior vandalismo i due eretici spagnoli Kiko Argüello e Carmen Hernández, bramosi di essere capi di comunità "cristiane": per farle sembrare più cristiane dei cristiani hanno ridotto la liturgia ad una pagliacciata. Diabolus simia Dei: il diavolo scimmiotta Dio, per abbruttire ciò che Dio aveva donato di bello, di sontuoso, di imponente. La liturgia neocatecumenale scimmiotta la (già brutta) Novus Ordo, trasformandola in una "caciara" infantile e squallida, per di più dimenticando che per salvarsi non basta gridare "Signore, il Signore" con battimani e girotondi.

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    3. Vi siete dimenticati le messe beat dei primi anni 60?

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    4. Purtroppo quello che dice tripudio è verissimo ...oramai in tutte le parrocchie qualsiasi cosa che sia una novità viene vista come rinfrescante bella utile a portare vigore a far rifiorire ma non hanno capito un PIFFERO....satana già ci distrugge ordinariamente con le sue tentazioni studiate a misura per ognuno di noi se ci mettiamo pure a fare della chiesa lo stadio Maracanà non so il prossimo passo quale sarà??? Mettere i lancia cori o magari il laico che dice messa ,commenta vangelo e magari il sacerdote usato solo alla fine solo per benedire manco fosse un accendino...ahahah ma daiii non scherziamo magari con le risonanze fra una lettura ed un'altra con applauso o magari con un distributore di ostie fai da te...premi pulsante e scende...tanto per come vanno le cose tutto è concesso e verrebbe visto bene... povero padre pio si starà girando nella tomba lui che faceva una messa lunga si ,ma dove cristo era l' apice ed il centro...ora quasi quasi sembra che Gesù Cristo sia un ospite speciale nella messa tipo uno special guest invitato ...stile festa pagana che fa la sua apparizione di 15 minuti e poi se ne va....con san Pietro che gli fa da manager ma daiiii

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  11. Sarebbe interessante se nel prossimo articolo poteste parlare del corso di inizio anno 2025-2026. Molti lo stanno cercando e sarebbe utile avere qualche informazione o riflessione su come si è svolto quest’anno.

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    1. Ci hai provato, ritenta. Dì al tuo responsabile di inviartelo, se ci tieni. Ma non lo farà. Lo custodiscono da occhi indiscreti, loro che tutto possono.

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  12. Sarebbe interessante fare un articolo su padre Eugenio, cacciato dal cammino neocatecumenale.. su cruxsancta ne stanno parlando parecchio

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  13. Quest'anno visto che la convivenza sarà stata la solita autoreferenziale autolodante copia ed incolla, in rete si sono scocciati di mettere anche il canovaccio fotocopiato dell 'evento annuale !

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  14. Il bello di quest'epoca vaticansecondista è che anche chi si era maggiormente sforzato di essere "conciliare" ha preso bastonature piuttosto serie, come ad esempio l'Opus Dei (sentite ad esempio quanto rosicava LNBQ: Bergoglio ha agito "d'imperio" e "contro la sinodalità!").

    Fra l'altro, a suo tempo i kikolatri avevano complottato per trasformare il Cammino in prelatura personale, cioè per consolidare definitivamente la truffa ai danni della Chiesa (l'avere vescovi compiacenti, che ordinano presbikikos secondo quanto stabilito da catechisti laici, eccetera). La cosa non andò in porto, alcuni dicono perché fu proprio l'Opus Dei a "blindare" la possibilità di nuove prelature personali (per evitare che divenissero un giocattolino a disposizione di chi avesse abbastanza potere e soldi per corrompere officiali vaticani... come ad esempio il Cammino).

    Ironia della sorte, l'Opus Dei è stata l'unica prelatura personale, dal 1982 al 2023 (di fatto fino al 2017, cioè fino a quando Bergoglio si rifiutò di approvare l'elezione episcopale del prelato dell'Opera, per poi subito dopo modificare il Diritto Canonico per ridurre tali prelature ad associazioni di preti). C'è da notare che l'Opus Dei (circa 90mila membri, di cui il 97,5% di laici, in quanto le costituzioni stabilivano un tetto massimo del 2,5% di sacerdoti) ha ubbidito senza furberie (non come Kiko e Carmen che il 17 gennaio 2006 scrissero al Papa che avrebbero disubbidito alle decisioni più importanti di Benedetto XVI).

    Le stangate vaticansecondiste funzionano solo su chi ubbidisce (suppongo che sia esattamente questo il motivo per cui il Cammino non è stato ancora scomunicato o almeno sciolto d'autorità). La crisi di fede e di vocazioni ha fatto "invecchiare" il clero (e quindi poter spedire nelle parrocchie oltre duemilatrecento preti già "collaudati" può essere piuttosto interessante per i vescovi che hanno sempre il problema di "parrocchie non coperte") e ridotto pure il flusso di soldi (non sarà un caso che il santuario mariano di Torreciudad eretto dall'Opus Dei sia stato commissariato e trasferito alla diocesi).

    Eh, già: col vaticansecondismo vescovi e preti si riscoprono "manager" ed esperti di "marketing" (anche se non usano questi termini), e poi non riescono né a maneggiare correttamente, né a fare marketing come si deve, e neppure a fidelizzare i "clienti", cioè i fedeli che Nostro Signore ha loro affidato. Erano bei tempi, quelli "preconciliari", in cui la maggioranza di preti e vescovi (e cardinali e pontefici) avvertivano almeno un po' la bruciante urgenza di salvarsi l'anima...

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  15. https://neocatechumenaleiter.org/it/chiarimento-del-cammino-neocatecumenale/

    Secondo me sanno che a breve arriva una botta da parte del Vaticano e stanno cercando di salvarsi.
    Altrimenti non si spiega, soprattutto l'ultima parte.
    Sarebbe bello andare a un secondo passaggio, non rispondere a nulla e vedere se mi permettono di andare avanti comunque.

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    1. È letteralmente un "chi si scusa si accusa" e quindi a leggerlo al contrario si può cominciare ad intuire la stangata che sta per arrivare sul Cammino... e anche quali furbate hanno messo in atto i topi che stanno per scappare dalla nave che affonda per garantirsi i "granai pieni".

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  16. Domenica, durante la messa delle 10, gli eretici sono tornati alla carica con l'avviso dei loro incontri. Questa è la seconda volta che lo fanno. Forse nessuno sta andando ai loro incontri?

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  17. Intanto fioccano premi e cotillions il 13 novembre padre mariopezzi diventa un dottore onoris causa ....potere delle decime e del maloppo ?

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    1. Come al solito i kikolatri bramano di ricevere titoli nobiliari, desiderano ardentemente le glorie umane anziché la gloria di Dio, si illudono che nel giorno del giudizio Nostro Signore si stupirà alla notizia dei "tanti seminari, tanti dottorati honoris causa, addirittura Kiko e Carmen hanno pubblicato libri, e poi noialtri si pagava la Decima per provarci coi beni!..."

      Ricordiamo ai lettori che il titolo di "dottore honoris causa" si è svalutato tantissimo nel corso degli ultimi anni.

      Quando lo ricevette Kiko Argüello, esistevano già dei siti web che vendevano tale titolo a 44 euro IVA inclusa (quarantaquattro euro). Il target di mercato era costituito dai tantissimi imprenditori e impiegati che dopo aver lavorato tutta una vita non avevano ancora alcun titolo vantabile e non avevano né le forze né la voglia di cimentarsi in qualche corso o master. Dopo un po' di anni quella svendita di "honoris causa" a prezzi stracciati cessò, ma non è cessata la pagliacciata di vendere il titolo sottobanco.

      Intanto suggeriamo ai lettori alcuni vecchi articoli tuttora validissimi:

      - Kiko e il suo ennesimo titolo nobiliare honoris causa

      - Carmen e la "santità" costruita a tavolino

      - testimonianze su ordini, contrordini, e obbedienza neocatecumenale

      - esilaranti perle di Kiko alla sua convivenza di Inizio Corso

      - il comportamento dei mega-catechisti era un'imitazione degli atteggiamenti di Kiko.

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    2. È l'UCAM (Università Cattolica di Murcia) a dare la laurea honoris causa a Pezzi. L'università è di proprietà di Josè Mendoza, un membro del CN https://es.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Luis_Mendoza_P%C3%A9rez

      In poche parole, se le cantano e se le suonano in famiglia.

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  18. https://www.amicidomenicani.it/nei-primi-secoli-leucaristia-veniva-conservata-in-casa-alcuni-modi-di-consumarla-sono-sbagliati/

    Frilù

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  19. Nella catechesi di ieri sera don Pompei ha menzionato il Cammino ma solo per rispondere ad una domanda: sì, il Cammino è stato possibile solo grazie al Concilio.

    E la catechesi - prima di una lunga serie proprio sul Concilio - aveva chiarito alcuni aspetti fondamentali. Cioè il fatto che il Concilio fosse arrivato in un momento in cui tanti avevano sete di generiche novità, in un momento in cui la cosiddetta "teologia liberale" stava irretendo anche i cattolici, in un momento di fermenti sociali, di crisi politiche, e di ingiustificato ottimismo.

    p.s.: fateci caso, i preti cattolici pubblicano catechesi su internet, mentre le cosiddette "catechesi" del Cammino sono segretissime ed è vietato fare registrazioni o prendere appunti, ed è ancor più vietato pubblicare su internet. Nel regno della kikolatria, infatti, serve sempre la scusa del "non avevate capito bene". Specialmente quando avevate capito benissimo.

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  20. Per l'anonimo che ha postato il link sopra riguardante su" come si conservava l'Eucarestia.i primi secoli"..ok perfetto ..ora ti dirò una cosa folle ma giusta, io invidio le altre religioni solo per una cosa sai quale? L'unione ...noi ( chiesa cattolica)dopo il concilio vaticano secondo come copro di cristo ci stiamo auto smembrando, perchè il nascere di tutte queste realtà alternative come piccole chiese nelle chiese come matriosche ha ridotto la comunione nelle varie parrocchie, in particolare tra i giovani ognuno senza farci caso pensa di appartenere al suo club personale... risultato?nella messa solenne domenicale ognuno si fa i fatti suoi (sempre se presenti perchè spesso ognuno celebra separatamente) la gente non si conosce sta nel suo personale branco; chi azione cattolica ,chi rinnovamento ,chi cammino neocat ecc .risultato se vivi in un paesino piccolo come il mio ti va bene perché la parrocchia è piccola e ci si conosce tutti e non si fa altro ...ma nelle grandi città e realtà più vaste questo pullulare di queste nuove e fresche realtà rovina la comunione parrocchiale e non solo ne ho viste di parole inutili giudizi temerari ed invidie varie con ognuno che si difende e si coccola il suo mulino...( perchè crede di essere nella realtà più illuminata dallo spirito)beh... lasciamo stare il discorso della comunione forse è l'ultimo dei problemi qui stanno morendo le parrocchie....meditiamo gente...

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    1. Piccolo promemoria tecnico: l'unione è un risultato, non un prerequisito della fede.

      Se la gerarchia cattolica invita all'unità, è solo perché certuni si sentono così importanti da separarsi dalla vera fede (come i neocatecumenali, che credono di essere gli unici cristiani "di serie A", e vorrebbero convertire le parrocchie in "comunità di comunità" neocatecumenali, naturalmente tutte paganti Decima a Don Kikolone).

      La vera domanda è dunque questa: davanti a Dio, cos'è che ci unisce? L'unica cosa che ci può unire è la vera fede. E pertanto chi inquina la fede, ha già rotto l'unità.

      Chi invece non inquina la fede, non sta attentando all'unità. Si ritrova "disunito" (e magari viene pure accusato di esserlo, come i cosiddetti tradizionalisti) per colpa di chi ha inquinato.

      Poi, mettiamo i puntini sulle "i". Non è da considerarsi strano che la gente viva in modi diversi la fede (chi come Marta, chi come Maria).

      È da considerarsi strano (anzi, pericoloso) chi la vorrebbe vivere come Simon Mago, o come i Farisei, o come gli autori degli "apòcrifi", o come gli eretici o gli scismatici, eccetera.

      La missione della Chiesa è di insegnare (far discepole tutte le genti) e di santificare (fare «questo» in memoria di Lui). Dunque è da considerarsi normale il fatto che la Chiesa garantisca a tutti - anche per tramite dell'organizzazione fatta di diocesi e parrocchie - la possibilità di accedere a dottrina e sacramenti e guida spirituale. È da considerarsi non normale gli sforzi di "sembrare uniti": non si può mica pensare di riuscire a ingannare Dio.

      La tentazione di sentirsi "migliori degli altri" c'è sempre stata ovunque (cfr. 1Cor 3,4: «...uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono di Apollo"...»). Ma al di là di quella tentazione, resta sempre valido quanto detto sopra: l'unità è possibile solo se nella stessa fede, senza inquinamenti.

      A questo punto dovremmo chiederci chi è che "inquina la fede".

      Vedo ad esempio che oggi c'è stato un po' di dibattito attorno al termine "Corredentrice". Al di là del fatto che sei diversi Papi hanno utilizzato quel termine nel loro Magistero, a me come cattolico non fa problema che il dibattito prosegua (poiché non ritengo urgente l'utilizzo di quel termine specifico, vista la confusione che vige anche nelle testoline di certi prelati riguardo alla Beatissima Vergine), non fa problema neanche dopo aver visto che il Tucho Fernández l'ha definito "inappropriato". Ma quando è stata offerta una carica di prestigio al re degli anglicani qualche settimana fa, non posso fare a meno di notare che fa problema, perché dà (non solo ai semplici) l'impressione che l'errore e la verità abbiano gli stessi diritti. Dunque, chiediamoci: chi, come, e perché, mina l'unità dei cristiani? E forse che l'unità sarebbe raggiungibile dando cariche onorifiche ai peccatori impenitenti e agli eretici conclamati?

      Quando Nostro Signore ha comandato di evangelizzare, non intendeva una distribuzione di onori e discorsi adulatori, tanto meno intendeva la distribuzione di errori e ambiguità. Quando Nostro Signore ha istituito la Chiesa, non intendeva fondare un'attivismo del tempo libero, e non valutava sulle percentuali di frequenza e sull'apparenza di unità. La Chiesa non è un'azienda che deve rendicontare ai suoi azionisti.

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    2. Vedo che sui siti cattolici il dibattito sul titolo di "Corredentrice" è cresciuto parecchio.

      Ed è cresciuto anzitutto per la diffidenza che i cattolici nutrono verso certi elementi della gerarchia.

      Ricordiamo che la Chiesa è sempre la stessa, mentre la sua gerarchia cambia spesso (cambia ogni volta che un soggetto della gerarchia muore, o il cui incarico cambia, o che viene consacrato un nuovo prete, vescovo, cardinale, pontefice), e "cambia" anche con gli atti (ogni volta che un soggetto della gerarchia fa qualcosa di gradito a Dio, o di gradito al "mondo").

      Dunque è legittimo nutrire diffidenza nei confronti della gerarchia del momento (cioè di una sua parte che con ragionevole evidenza non sta compiendo la missione affidatale da Nostro Signore), senza che ciò implichi una sfiducia totale ("scisma").

      Chiariamoci bene: la questione fondamentale è la salvezza delle anime.

      Dunque è ben possibile che un atto di governo o di magistero possa "a me" sembrare irrilevante, mentre a qualcun altro sembri finalmente opera del Signore.

      Ma è possibile anche che un atto di governo o di magistero risulti scandaloso o dannoso "a me e a moltissimi altri". In tanti casi, per onestà intellettuale, ci si sforza di partire dal presupposto che possano esistere oscure ragioni per cui quell'atto sia in qualche modo necessario a favorire la salvezza di certe anime in una situazione più complicata di quel che possiamo immaginare.

      E ci sono anche atti di governo e di magistero oggettivamente criticabili. Come la famigerata Amoris Laetitia, come la nefanda Fiducia Supplicans, come l'aver concesso una cattedra lateranense (con tutti gli onori) al re di certi scismatici eretici, divorziato-risposato e pure massone. Una cattedra! Cosa avrà mai da insegnare ai cattolici?

      A quante e quali anime speravano di aprire le porte della salvezza tali atti? Da quando in qua la misericordia e l'accoglienza richiedono benedizione del vizio, adulazione degli scismatici, o addirittura la Comunione in peccato mortale? (Stiamo parlando di fatti pubblici, cioè che danno scandalo ai semplici, che sono pericolosi per quelle anime che credono di poter salvarsi senza rinunciare a certi vizi e peccati mortali).

      Vedete, quando certa gerarchia si comporta come se la Chiesa fosse una ONG per il tempo libero, quando parla e agisce come se la dottrina fosse una sorta di programma politico da aggiornare secondo le mode del momento, quando riduce la liturgia ad un assemblearismo logorroico o addirittura uno spettacolino, sta andando contro la missione affidatale da Nostro Signore. E per di più sta dando ai semplici l'impressione che l'intera Chiesa sarebbe marcia (cioè scandalizzando le anime semplici e facilitando gli scismi e le eresie, come ad esempio quello dell'autonominato "Grande Prelato" di Carini, o come quelle degli autonominati "iniziatori" del Cammino Neocatecumenale).

      Dunque, anche senza entrare nel merito del dibattito su "Corredentrice", anche senza ricordare che il "Tucho" non sembra un cardinale particolarmente affidabile, di fronte a certe notevoli storture (sulle quali è impossibile pensare che esista una qualche situazione tale da renderle necessarie per la salvezza delle anime), i cattolici hanno tutto il diritto di preoccuparsi, di lamentarsi, di esporre ai sacri ministri - e anche in pubblico, visto che tali ministri fanno orecchie da mercante -, come stabilito dal canone 212 §3 del Codice di Diritto Canonico.

      Ribadiamo: la questione fondamentale è la salvezza delle anime. Mentre mi sforzo di evitare i peccati e di nutrirmi l'anima coi santi sacramenti e la santa dottrina, cosa potrò fare per facilitare quella stessa strada ai miei cari, irretiti dalle novità "moderniste" che riducono la fede a un buonismo e la Messa ad un "banchetto festoso" con "gettone di presenza" acquisibile anche da divorziati risposati e da "irregolari" vari? Cosa potranno pensare i cattolici che per interi secoli sono stati perseguitati dagli anglicani?

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    3. Suggerisco anche la lettura di questo articolo di Viglione a proposito dei cosiddetti frutti del Concilio.

      Una breve nota per chi ha avuto a che fare coi neocatecumenali: i kikolatri sviliscono il Santissimo Sacramento, riducendolo ad una sorta di "sacro snack di unità fraterna". Anche se la loro bocca è piena di paroloni "Eucarestia, il Signore, Eucarestia", il modo in cui trattano il Santissimo Sacramento fa capire che per loro è una sorta di "snack". E quando qualcuno di loro si vantasse di inginocchiarsi davanti al Tabernacolo, ricordatevi che non gli dà alcun problema l'andare alle celebrazioni del sabato sera dove la celebrazione dell'Eucarestia è una carnevalata idolatrica con "gettone di presenza".

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    4. Per comprendere la situazione di confusione in cui versa l'attuale gerarchia ecclesiastica, può essere utile questo riepilogo che confronta lo scempio di oggi con la santa vita del Borromeo, vescovo di Milano cinque secoli fa, quando evidentemente certe virtù - come la castità e l'umiltà - e soprattutto il saper «pascere le pecorelle» secondo Nostro Signore, erano ben diverse dall'andazzo di oggi.

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    5. Giovanni XXIII, sorprendendo i suoi stessi più fidati collaboratori, annunciò a gennaio 1959 (pochi mesi dopo essere stato eletto) l'intenzione di indire un concilio.

      Fu una pessima idea, quantomeno per il fatto che c'erano fin troppi aspiranti "rivoluzionari" in giro, bramosi di introdurre "novità" nella Chiesa. Ed infatti il solo annunciare un concilio diede la stura a tantissimi altri "rivoluzionari" - come ad esempio Kiko e Carmen che aspiravano a diventare capi di una qualche comunità, riveriti, osannati, temuti, elogiati, ubbiditi, e soprattutto pagati. I due eretici spagnoli nel 1964 già facevano celebravare con pagnottone e tavolacci, quando nelle parrocchie ancora vigeva la liturgia tradizionale in latino, quando ancora non era uscito neppure il "Messale del Concilio" del 1965 (che consentiva la liturgia della Parola in lingua parlata oltre che in latino, e che fu sostituito dal Messale del massone Bugnini che entrò in vigore nell'Avvento del 1969).

      In un articolo pubblicato stamattina, Viglione commenta quell'espressione di Ruini: "il Concilio fu un momento di grazia".

      Chissà come mai i fautori del Concilio, a tutt'oggi, continuino a lavorare infaticabilmente per moltiplicare la confusione che regna nella Chiesa. Proprio come se il Concilio Vaticano II non fosse stato un momento di grazia.

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    6. E dunque nel 1914 san Pio X concedeva indulgenze per tramite di una preghiera alla beata Vergine Maria, corredentrice del genere umano, mentre nel 2025 il "Tucho" dice che sarebbe sbagliato.

      Chiediamoci cosa ne penserebbe padre Pio.

      Intanto è divertente vedere che la tifoseria vaticansecondista o tace o tenta maldestramente di correre ai ripari.

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    7. Il dibattito sul titolo di "corredentrice" ancora non si è spento, mentre emergono altri dettagli (come la foto della statua della Corredentrice del 1941), e il fatto che il testo anti-Corredentrice del "Tucho" sarebbe stato già pronto fin dai tempi bergogliani, e che per qualche non proprio limpidissimo motivo è stato tirato fuori solo a fine 2025. Aggiungiamoci pure che Newman, a cui è stato concesso il titolo di dottore della Chiesa neanche dieci giorni fa, aveva difeso contro gli anglicani anche il titolo di "Corredentrice"...

      Insomma, il punto su cui occorre riflettere è la confusione che regna nella Chiesa. Quella grave confusione che ha consentito al Cammino Neocatecumenale di esistere fino ad oggi, e che contemporaneamente impedisce ai sacerdoti ordinati dopo la metà luglio 2021 di celebrare la liturgia "tridentina" (se non con complicati permessi da ottenere faticosamente dalla Santa Sede).

      Rifletteteci per un attimo: il dibattito sul termine "Corredentrice" era minimo, non c'era motivo di scatenare una caciara proprio adesso. A meno che il motivo non fosse l'aumentare la confusione nella Chiesa. Oggi arriva la stangata contro la "Corredentrice" (motivando col fugare possibili "fraintendimenti dottrinali"), mentre ieri si regalava una cattedra al re anglicano e si adorava la Pachamama (e in tali eventi nessuno della gerarchia pensò al "rischio" di "fraintendimenti dottrinali").

      Dunque chi si limitasse ad entrare nel merito ("corredentrice no, corredentrice sì"), dovrebbe anzitutto introdurre con la grave confusione già presente nella Chiesa. Quello stato di grave confusione per cui il "Tucho", autore di libercoli sul "baciare" (al limite della pornografia), vada blaterando di "fraintendimenti dottrinali" su una questione che non era impellente. È quello stesso stato di grave confusione per cui lo stesso papa Prevost non può fare a meno di approvare tacitamente la nota (cosa teme?). Quello stato di grave confusione per cui mentre si interviene sui presunti "fraintendimenti dottrinali" di un argomento di nicchia, non si interviene contro gli inquinatori della fede (come ad esempio la setta kikolatrica).

      Insomma, è come se certi pezzettoni grossi della gerarchia lavorassero non per pascere il gregge del Signore ma per seminarvi discordie, diffidenza, confusione. Se i fedeli cattolici cominciano a nutrire diffidenza sul dicastero incaricato di difendere la fede, il risultato è pressoché identico all'abolirlo. Quando un soggetto incaricato di insegnare e chiarire va proclamando vaccate, i fedeli cominciano a diffidare, cioè è come se il soggetto non fosse più utile alla vita della Chiesa. Chi volesse distruggere la Chiesa dal suo interno trae sicuramente vantaggio dal rendere i fedeli diffidenti verso la gerarchia, diffidenti verso le istituzioni ecclesiastiche, diffidenti verso la Santa Sede, diffidenti verso il Papa.

      A chi volesse distruggere la Chiesa dal suo interno, fa comodissimo la divisione settaria, fa comodissimo che i fedeli si infognino in una setta come il Cammino professando l'eresia e sentendosi superiori ai "cristiani della domenica", fa comodissimo che i fedeli che vogliono restare cattolici sprechino un sacco di tempo e risorse per condannare la Pachamama e le altre vaccate, fa comodissimo che esistano preti omosessuali (anche se solo di "orientamento", l'importante è che avvertano l'urgenza delle proprie fantasie e dei propri istinti, che è drammaticamente incompatibile con l'urgenza di servire nella vigna del Signore).

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  21. Caro tripudio quanto hai ragione....e comunque si il povero SAN PIO se fosse stato in vita li avrebbe presi a sberle ma seriamente ...per cercare di farli rinsavire... ti posso garantire che GESU CRISTO fin quando toccano lui ok....sopporta per amore MA GUAI A TOCCARGLI LA SUA ADORATA ....MAMMA...era l'unica che riusciva sempre a convincerlo dove nessuno poteva....fu così in fatti con il primo miracolo ...io prevedo una punizione divina molto presto aimè... non voglio essere apocalittico o dipengere un dio severo...ma la giustizia va fatta dio è giusto quindi è inevitabile ce la meritiamo.

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  22. Mi permetto di raccomandare una catechesi del don Pompei a proposito del senso del sacro nella Messa tradizionale in latino.

    Molti si affrettano a giudicarla male (o a starne a tutti i costi alla larga) senza conoscere le differenze fra quella e la Messa "moderna" (Novus Ordo) approvata da Paolo VI e in vigore dal 1969 (ma come ci ha ricordato Benedetto XVI, non è stata mai abolita quella tradizionale... e dunque per la propria crescita personale nella fede, avrebbe molto senso conoscerla, conoscere la Messa che ha celebrato anche padre Pio).

    Le differenze con la Novus Ordo sono piuttosto nette - anche solo a prima vista, per esempio su quanti segni di croce ci si fa, quante volte il sacerdote si inginocchia, quante volte bacia l'altare, e altre differenze apparentemente piccole (ma teologicamente importantissime). Ed anche i paramenti e suppellettili sacre, e i luoghi di culto... e la questione della concelebrazione, e quella del sacrificio...

    Nella foga di "venire incontro" ai fedeli, di farli sentire "partecipanti" anziché spettatori, sono state spazzate via dalla liturgia troppe cose che invece erano fondamentali.

    Il video è piuttosto lungo (un'ora, più una mezz'ora di spazio per le domande di chi l'ha seguita live) ed è solo una prima infarinatura, ma è ben fatto. Si può seguire anche solo ascoltandone l'audio (Youtube consente anche una velocità maggiorata: a 1,5× si riesce ancora a seguire bene con le cuffie).

    Oggi è sabato, e stasera i neocatecumenali celebreranno la liturgia kikolatrica, parodia parolaia e chiassosa della Messa Novus Ordo. La religione idolatrica neocatecumenale è figlia del "Concilio" (nel senso di non dei documenti del Concilio, ma della foga di sembrare "rivoluzionari", foga giustificata dalla sola esistenza del Concilio, anche quando il Concilio dice cose contrarie al neocatecumenalismo - il Concilio, per esempio, raccomanda di dare al canto gregoriano "il posto principale" nelle liturgie: lo avete mai udito nelle salette neocat il sabato sera?).

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    1. In una pagina di oggi, Jungle Watch fa notare che i due maggiori candidati a governatore di Guam, uno che definiremmo "di sinistra" e l'altro che definiremmo "di destra", entrambi presentati come "devoti cattolici" (uno dei due addirittura membro dell'ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro), sono pappa e ciccia con la massoneria.

      "Permettetemi di chiarire che questa non è un'insinuazione, ma una chiara affermazione: ...entrambi i candidati non vedono alcun problema morale nel professare quel doppio standard".

      Ora spetta al vescovo di Guam fare chiarezza.

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  23. Kikos è l'acronimo di :

    Kiko Ieri Kiko Oggi Sproloquia

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  24. Il vescovo di Guam è pro o contro il Cammino?

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    1. Pare essere uno di quei vescovi "molto conciliari" che cerca di non scontentare nessuno. Cioè dobbiamo ritenere che sia manipolabile (o addirittura ricattabile) dal Cammino. Tanto più che non ha preso ancora seri provvedimenti contro i presbikikos "superstiti" (non ancora pubblicamente implicati in scandali, e furbescamente attaccatissimi ai privilegi e alle cariche ottenuti sotto il vescovo pedofilo neocatecumenale Apuron), pur sapendo tutti che il Cammino sta alacremente lavorando dietro le quinte per ricostruirsi una presenza fissa a Guam e magari riaprire altrove il felicemente soppresso seminario kikolatrico.

      È pur vero, però, che quando tali soggetti "donabbondieschi" si ritrovano involontariamente a contatto con la realtà, fanno subito un passo indietro - come avvenne col vescovo Hon Tai-Fai, che venne spedito a Guam per smorzare le proteste anti-neocatecumenali, e si ritrovò le forze dell'ordine che gli notificavano una querela. Nel pomeriggio successivo si scusò pubblicamente (quanto bastava per evitare la querela) e cambiò un po' i toni... pochi mesi dopo Filoni e gli altri amiconi del Cammino a Roma lo spedirono altrove perché aveva miseramente fallito la "missione" affidatagli.

      Purtroppo è una triste realtà, quella di parroci e vescovi "donabbondieschi", ai quali non importa la fede e neppure la giustizia, ma solo il tirare a campare e possibilmente far carriera. È loro gravissima responsabilità l'anarchia, lo sfascio, la nascita di ogni setta (non solo neocatecumenale). È decisamente raro che un vescovo "conciliare" abbia almeno un po' a cuore la propria salvezza anziché la propria carriera.

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